QUESTA VOLTA NON FACCIAMO CON...FUSIONE
REPORT
SOMMARIO
PREMESSA
punto 1:breve(o quasi)storia delle fusioni in montagna
punto 2:possibili scenari degli abitanti dopo le varie fusioni
punto 3:comunicato stampa del meetup montagna a 5 stelle
Punto 4:la serata(di Nicola Polito)
Punto 5:l'intervento e le slide di Sergio Barni
Punto 6:l'intervento di Gian Luca Bartoloni
punto 7:l'intervento di Gabriele Bianchi
punto 8:l'intervento di Enrico Cantone
punto 9:l'intervento e le considerazioni di Marco poli
Punto 10:intervento di Valerio Sichi(ex sindaco di Piteglio e militante PD)
punto 11:le principali novità introdotte dalla legge di stabilità e dal decreto milleproroghe
2016
punti 12:articoli locali
punto13:con...fusioni pensieri costruttivi e quelli in libertà(di Marco Poli)
punto14:il nostro volantino
punto15:conclusioni
Punto16:ringraziamenti
PREMESSA
Perchè questo evento sulla fusione quando sulla montagna ci sono cose più importanti?Presto detto
nonostante se ne ragioni da anni e sia una cosa buona,le amministrazioni locali(o per meglio dire il
PD)l'hanno sempre strumentalizzata.Gli avvenimenti degli ultimi mesi,ci hanno quasi costretto ad
organizzare questo evento.Ma andiamo con ordine.
Punto 1:Breve(o quasi)storia delle fusioni in montagna
Cominciamo precisando che questa è una breve storia di quanto avvenuto dal 2012 in montagna,che
riporta solo i fatti”eclatanti”.Ci si potrebbe fare un vero e proprio libro se si andasse nel dettaglio.
Partiamo da un dato che non approfondirò,vuoi perché vero e proprio capitolo a se stante(che anche
questo potrebbe essere anch'esso un libro a se stante).Nel 2012 prima delle elezioni a San Marcello
Pistoiese,viene fatta fallire e sottolineo viene fatta fallire la comunità montana,che non potrà
trasformarsi in unione dei comuni speciale,anticamera della fusione.
A maggio 2012 a San Marcello vince la lista del PD di Silvia Cormio di cui uno dei suoi cavalli di
battaglia era il comune unico a 4, inizialmente lanciato proprio da questo partito.
Sempre nel 2012(luglio) si costituisce il comitato per il comune unico della montagna pistoiese,qui
però nasce il primo problema.Il comitato è composto dal 90% da esponenti del PD,compresi exsindaci,elementi che hanno fatto molti danni alla montagna,malvisti da parecchia gente e che
suscitano l'effetto contrario;della serie”se loro vogliono questo di sicuro sotto c'è la fregatura”,cosa
che rende molto difficile parlare di fusione serenamene.
Il comitato oltretutto si riunisce sempre alla Dynamo Camp,vero e proprio”comune dentro i
comuni”tanto che alcuni cominciano a parlare del comune unico,soprannominandolo”comunone
dynamone”.Elemento che tra l'altro tra i cittadini della montagna,ha marchiato(a torto o a
ragione)come un gruppo massonico.
Gli elementi del comitato descritti sopra non ha certo aiutato a sfatare questa fama.Levato questo il
comitato si potrebbe dire che ha lavorato bene:30 assemblee, un sito web, un gruppo fb, un
opuscolo diffuso.Però sempre per gli elementi di cui sopra e il fatto che il più impegnato fosse
Valerio Sichi,Ex sindaco PD di Piteglioha fatto sì che partecipassero solo i membri PD o filo PD,e
solo pochi altri hanno sviscerato l'argomento.
Il comitato ha le idee chiare,le varie sezioni del PD non tanto.Quella di Piteglio vuole la
fusione,quella di Cutigliano no,quella di San Marcello non è chiaro.
Il 2 aprile 2013 nasce l'unione dei comuni dell'appennino pistoiese,ma non lo sa praticamente
nessuno.Viene costituita”ufficialmente”perché 3 comuni(Piteglio,Abetone,Cutigliano)sono sotto i
3000 abitanti e costretti ad associare le funzioni,però in teoria è una pura formalità perché i comuni
si fonderanno a breve.
Nel maggio 2013,la situazione era questa a San Marcello c'era una giunta PD che si era fatta
eleggere per fare il comune unico.A Piteglio c'era una giunta di destra(allora finta lista civica PDL)
anch'essa favorevole al comune unico.A Cutigliano c'era anche giunta di destra(anche questa finta
lista civica PDL)di cui il sindaco era fervente sostenitore del comune unico.Ad Abetone dove c'era
una giunta di destra(qui non si è mai capito bene perché ci sono sempre solo liste di destra con
rimescolamenti varie candidate) di cui il Sindaco molto”verdianiano”(di destra ma fan di
Renzi)aveva acconsentito al referendum anche se sapeva che agli abetonesi non garbava,ma
comunque avrebbe finito il mandato.
Infatti l'anno dopo ci sarebbero state le elezioni a Piteglio,Cutigliano,Abetone e l'unica giunta che
avrebbe finito il mandato anzitempo sarebbe stata quella di San Marcello.
Nel giugno 2013 il consiglio regionale di allora era pronto a far svolgere il referendum per la
fusione a 4 nell'autunno dello stesso anno per fare la fusione prima delle elezioni del 2014 a
Cutigliano, Piteglio ed Abetone. Il sindaco e la "maggioranza" PD di San Marcello nonostante le
promesse e il programma elettorale del 2012, si opposero al referendum subito chiedendo di
informare i cittadini con un percorso partecipativo... che ovviamente non è mai partito!Sospetto che
non l'abbiano voluta fare per non finire il mandato dopo solo un anno e mezzo è forte...
A quel punto si prova a far funzionare l'unione dei comuni dell'Appennino pistoiese,e non solo si
scopre che esiste,ma c'è anche Sambuca Pistoiese!Territorio che pur essendo nel pistoiese è
naturalmente rivolto Porretta Terme.Bolognese di fatto anche se non geograficamente,che poco ha
da spartire col nostro terriotorio.C'è da dire che nella fase progettuale del comune unico c'erano
anche Sambuca e Marliana,da cui si erano subito sgangiati.
L'unione dei comuni erede di un bel niente della seppellita Comunità Montana, che dal 2 aprile del
2013, non si è ancora dotato di propri regolamenti interni, non quello del Consiglio e neanche
quello di contabilità .
L'unico risultato che ha ottenuto è quello di distruggere i servizi sociali integrati che da vent'anni
gestivano ottimamente il servizio dei 4 comuni.Quest'ultima cosa però è stata fatta volontariamente
per passarli tranquillamente alla società della salute,con la scusa che non funzionano(anche qui ci
sarebbe da aprire un altro libro,per raccontare nel dettaglio tutte le nefandezze.
GIUGNO 2014,San Marcello ha la sua giunta PD.Per effetto”renzi”e degli 80€ vince la finta lista
civica del PD a Piteglio(anche se solo per 15 voti),a Cutigliano vince anche qui la finta lista civica
del PD.Ad Abetone si riconferma il vecchio sindaco col 95%dei voti,che anche se si professa di
destra,ormai viene visto solo alle sedi ed eventi del PD.A Sambuca,che andava anch'esso alle
elezioni vince...indovinante un po'?La finta lista civica del PD.
A questo punto essendo tutte e 5 i sindaci PD o filo PD,in teoria l'unione dei comuni dovrebbe
funzionare benissimo e si potrebbe pensare di riproporre il comune unico.Invece NO!i 5
sindaci,litigano su tutto,non sono d'accordo con niente.I costi delle poche funzioni associate non
diminuisce,ma addirittura aumentano.Nel frattempo l'amministrazione di San Marcello,oltre a non
far nulla per far funzionare l'unione,se ne approfitta personalmente,uscendo dal servizio dei vigili
urbani e non entrando in quello della scuola, fregandosene del concetto di solidarietà che stà alla
base dell'ente,infatti questo comune avendo più di 5000 abitanti,non è tenuta ad unire i servizi e lo
fa solo quando gli conviene a livello di comune,con questo sistema pesa sui comuni più piccoli,che
viceversa non possono usufruire di questo trucco, perfettamente legale per carità,poi se che sia
morale questo è un altro discorso.Cosa che contribuisce(giustamente a mio dire) ad inasprire i
rapporti con gli altri comuni specie Abetone e Cutigliano.
A ottobre 2014,succede il fattaccio!!!i comuni di Abetone e Cutigliano annunciano di volersi
fondere insieme.I due Sindaci non hanno neanche avvertito i loro colleghi sindaci/partito.Scoppia il
caos.Litigi su litigi,il comune di Abetone addirittura fa causa al'unone dei comuni,che in questa
maniera lavora ancora meno.Le tensioni sono forti.
Maggio 2015,elezioni regionali in cui vengono fatti accordi sottobanco.La spunta il duo BraccesiDanti che avrà la fusione Abetone-Cutigliano.Al duo Cormio-Marmo non resta che accettare la
fusione San Marcello Piteglio.Il comitato per il comune unico non demorde,raccoglie firme e
presenta la proposta per il comune unico a 4.
Nulla da fare però vanno avanti i due referendum distinti.Il 29 e 30 novembre 2015 si è tenuto il
referendum per fondere i comuni di Abetone e Cutigliano.Il risultato che si ottiene è il seguente: Ad
Abetone i voti validi sono stati 311: 113 hanno detto sì alla fusione e 198 hanno detto no (una
scheda nulla). A Cutigliano i voti validi sono stati 699 dei quali 641 sono andati al sì al 58 no (una
scheda bianca e 4
nulle). Complessivamente a favore della fusione i sì sono 754 e i no 256.
In prima battuta (per opposti motivi)il risultato ha gasato sia i cutiglianesi che gli abetonesi: i primi
poiché il risultato era il coronamento dei loro desiderata e i secondi sia perché ritenevano che il loro
“no” potesse escluderli dalla fusione sia perché gli abetonesi avevano sempre ricevuto benevola e
talvolta trasversale accoglienza in Regione.
Ma a questo punto la regione,o meglio i consiglieri regionali di maggioranza del PD,per rispettare
accordi presi durante la campagna elettorale del 2015,decidere di fondere egualmente i due comuni.
I consiglieri regionali PD Massimo Baldi e Marco Niccolai,giustificano la scelta in questo
modo.Considerano che dal momento che i due consigli comunali hanno deliberato per la fusione,i
comuni vengono considerati corpo unico e se il SI non vince in entrambi i comuni,si contano i voti
e se la maggioranza qualificata dei 2/3 ha votato a favore,si procede alla fusione.Il sistema che
applicato per la prima volta in Toscana,è un paradosso si considerano i voti già come se fosse un
comunico unico in una consultazione,dove il quesito è proprio la fusione dei due comuni.Un
sistema per imporre la volontà del consiglio regionale(o meglio della maggioranza),mascherandola
da volontà popolare.
Grande quindi la sorpresa e l’ira di chi(non avendo messo in conto che il Consiglio Regionale è
libero di prendere qualsiasi decisione)ha visto la maggioranza dei Consiglieri esprimersi a favore
del “matrimonio” dei due Comuni che hanno congiunto anche i loro toponimi dando vita al
Comune di AbetoneCutigliano.
Il comune unico infatti è un parziale ritorno al passato, visto che il territorio dell’Abetone fino al
1936 era parte di Fiumalbo in provincia di Modena e parte di Cutigliano.La sede del futuro comune
unico, con 2170 abitanti, sarà a Cutigliano, del cui territorio Abetone faceva parte fino a metà degli
anni Trenta. Il consiglio comunale sarà composto da nove consiglieri. Questo provvedimento ha
mobilitato immediatamente quella parte di abetonesi che aveva espresso il no e che(suonate trombe
e tamburi)hanno visto affiancarsi nelle proteste un coacervo di soggetti. I quali,con l’ evidente
speranza di coltivare orticelli sempre utili in caso di elezioni più o meno vicine o benefit di altra
specie – sono scesi in campo in ordine sparso indossando chi la casacca nera, chi quella
rosa o rosina, chi quella (ormai di moda) dei “sono come tu mi vuoi” .
Ora per dare un”contentino”anche alla cosiddetta montagna bassa,si farà il referendum anche per la
fusione San Marcello-Piteglio,ma è già stato detto che varranno le regole dei 2/3 e si ha comunque
il sentore che verrà fatta”comunque vada”.
punto 2:possibili scenari degli abitanti dopo le varie fusioni
ABITANTI ISTAT 1-1-2015
SAN MARCELLO PISTOIESE 6.499
PITEGLIO 1.714
CUTIGLIANO 1522
ABETONE 648
DOPO LE POSSIBILI FUSIONI
SAN MARCELLO-PITEGLIO 8213
CUTIGLIANO-ABETONE 2170
COMUNE UNICO A 4 10383
Aldilà delle considerazioni prettamente economiche andando nei dettagli dei due comuni,che
rendono la fusione San Marcello-Piteglio un impoverito dei due comuni,analizziamo la situazione
guardano solo i numeri e leggi che sono proposte in parlamento.
Se l'accorpamento dei comuni diventerà obbligatorio per i comuni sotto i 5000 abitanti(già nel
programma del M5S),il futuro della montagna sarà comunque il comune unico;ma anche se questo
limite fosse posto a 3000 abitanti,il risultato non cambierebbe,perchè Abetone-Cutigliano non
raggiungerebbe neanche questo livello di popolazione.
E se non cambiasse nulla?La legge impone di associare le funzioni ai comuni sotto i 3000 abitanti e
come già detto il comune Abetone-Cutigliano,è ben al di sotto della popolazione richiesta(senza
considerare il trend demografico in calo)e questo comune ne sarà esente per 5 anni e poi?A quel
punto sarà circondato da tutti comuni che NON HANNO obbligo di associare le funzioni e l'unico
comune toscano col quale confinerà sarà quello di San Marcello-Piteglio.A quel punto l'unica
soluzione logica possibile sarà la fusione con quest'ultimo,e a quel punto si sarà realizzata la fusione
a 4 con altri 5 anni di rtardo...
punto 3:comunicato stampa del meetup montagna a 5 stelle
Il meetup montagna a 5 stelle, intende condividere, con i cittadini della Montagna Pistoiese, le
proprie considerazioni in merito alle fusioni dei Comuni. In linea con la posizione nazionale del
movimento 5 stelle siamo favorevoli alle fusioni dei piccoli comuni, in quanto rendono possibile
un’ottimizzazione delle ormai scarse risorse, sia economiche che umane inoltre, unendo territori
morfologicamente e culturalmente simili, è possibile procedere ad elaborare un progetto
amministrativo di sviluppo e valorizzazione complessivo delle aree interessate. Ribadiamo, peraltro,
che tale percorso debba essere scelto dai cittadini con una consultazione referendaria, anticipata da
una sessione informativa capillare e plurale e che poi sia rispettato, come Democrazia insegna) il
risultato del voto!!!
Dobbiamo però denunciare che quello che sta accadendo nel caso specifico che riguarda la nostra
montagna, ovvero le due fusioni tra Abetone-Cutigliano e San Marcello-Piteglio, non hanno niente
a che vedere con quanto sopra esposto. Infatti, riteniamo che sia solo un escamotage del Partito
Dominante (PD) per salvare la faccia, in quanto tale Partito dopo aver inizialmente lanciato e
cavalcato, su tutte le campagne elettorali, il progetto del “Comune Unico dell Montagna Pistoiese”
ha miseramente fallito e ringambato adducendo il fatto all’indisponibilità di Abetone a procedere
(!!!), in realtà sono state le solite divisioni e litigiosità interne che ormai lo governano e che si
riversano inevitabilmente sulla vita dei cittadini.
Con le fusioni a due che stanno per essere attuate, (a prescindere dal referendum che, come
dimostrato sul caso di Abetone-Cutigliano, è solo un ulteriore prova dell’ipocrisia del PD) non
cambierà niente, vi spieghiamo perchè:
• L’Unione dei Comuni, che gli attuali 4 sindaci non son capaci di far funzionare, dovrà
continuare ad esistere in quanto il nuovo Comune Cutigliano-Abetone non raggiungerà i
requisiti minimi (3000 abitanti) per non associare le funzioni con altri comuni.
• nel caso del cosiddetto comune dell'alta montagna la fusione servirà solo a coprire i debiti
del Comune di Cutigliano e far fare bella figura al Sindaco in trasferta e magari garantirgli
un posto meno “decentrato”.
• Nel caso dei comuni di San Marcello e Piteglio, il primo non ha nessuna necessità, ne di
fondersi ne obblighi di associare le funzioni, visti gli abitanti (più di 6000), si tratterebbe
solo di una solidarietà nei confronti del Comune di Piteglio, abbandonato dagli altri Comuni
e dalla politica che li guida, probabilmente perché considerato non abbastanza “dotato”.
Dopo queste brevi considerazioni, restando disponibili ad un approfondimento;
Il Meetup Montagna a 5 stelle intende ribadire a gran voce che;
• L'unica fusione che riteniamo realmente utile e fondamentale per la montagna, è quella dei 4
comuni San Marcello Piteglio-Cutigliano- Abetone e che questa è la nostra richiesta in
Regione.
• In ogni caso le fusioni devono passare dal referendum consultivo dei cittadini ben informati
e il voto deve essere rispettato. Non siamo d'accordo quando le fusioni vengono imposte
dall'alto (allora sarebbero annessioni).
• Quindi non concordiamo sull’atto di forza della Regione relativo a Cutigliano e Abetone, se
questo è il principio (quello del fare come gli pare alla regione a prescindere dal referendum)
boicotteremo la consultazione San Marcello-Piteglio imputando ai Sindaci la
strumentalizzazione e la dissacrazione, a spese dei cittadini, di un mezzo di democrazia
diretta quale il referendum.
Punto 4:la serata
Sabato 27/02/2016
Si è tenuta a San Marcello Pistoiese, l'ennesima assemblea popolare affinché i cittadini della
Montagna fossero messi in condizione di poter decidere autonomamente sul referendum consultivo
de l'8/9 Maggio per la fusione dei comuni di San Marcello Pistoiese ed il comune di Piteglio.
A dire il vero le assemblee sono state due;
la prima nella sala consiliare del comune di San Marcello, dalle ore 15,30 alle 17,00 tenuta dalle
maestranze del PD, sostenendo a spada tratta il sì alla fusione dei due comuni.
La seconda tenuta dalle 17,30 alle21,00 circa nella sala Baccarini di San Marcello Pistoiese,
conferenza organizzata dal gruppo “Montagna a 5 Stelle”, con la partecipazione dei consiglieri
regionali,
Gabriele Bianchi, Enrico Cantone, Sergio Barni, e di Emiliano Bracali, presidente del comitato
Zeno Colò, alcuni partecipanti di Abetone ed il consigliere comunale di Cutigliano Marco Ferrari.
E l'intervento del cittadino Gianluca Gian Bartoloni, membro del comitato per la fusione dei
comuni Granaglione e Porretta Terme, Comuni con fusione già avvenuta e ci ha portato la sua
esperienza.
Inutile sottolineare che, vista l'importanza della discussione, mi aspettavo una serata con
partecipazione più sostenuta. Certo di Sabato sera, E con una tempesta, in corso, ha fatto si che
qualche volenteroso delle località periferiche se pur armato di buone intenzioni abbia desistito.
Dopo l'apertura di Marco Poli, del gruppo Montagna a 5 Stelle, ha preso la parola Sergio Barni
portando la sua esperienza sulla prima fusione dei comuni in Toscana di Figline Valdarno ed Incisa
Valdarno, alle quali lui stesso ha partecipato e seguito l' iter da vicino.
Poi è stata la volta di Gabriele Bianchi che, ha menzionato la fattibilità del progetto e problemi che
si presenteranno ed i primi disagi che i cittadini dovranno affrontare considerando che l'estensione
del territorio, le risposte dei pro e dei contro che ogni cittadino pone e discute piuttosto al bar o dal
barbiere molto spesso senza avere risposte esaurienti e, la serata era stata ideata per affrontare e dare
risposte esaurienti ai cittadini.
Enrico Cantone ha invece simulato le ovvie domande che qualcuno avrebbe voluto fare ed ha dato
le risposte del caso con esauriente cipiglio specialmente sulla parte finanziaria in cui alla fusione
seguirà una quantità di denaro di circa sette milioni in quindici anni..... E poi? Finiti i soldi? (forse)
lo dico io, che con l'attuale governo visto i precedenti fidarsi è da Kamikaze, che invece di vento
divino sembra a quel che abbiamo toccato fin da oggi, un suicidio volontario ma, è opinione
personale. A fine serata ha prevalso il sì dei presenti alla fusione ma la parola al referendum. E se
pur arrivassero soldi per rilanciare la Montagna dovremmo affrontare prima la fusione di tutti i
comuni montani per poterne trarre benefici, il comune a due sembra e sicuramente è, una “cura
palliativa”.
La fusione sperata da tutti era la fusione dei quattro comuni montani che, sicuramente in un futuro
prossimo ci sarà l'esigenza per la salvezza della Montagna di effettuarla al più presto, per non
sperperare inutili risorse dovremmo annullare la Fusione di Abetone Cutigliano e, chiamare i
cittadini a formulare una nuova espressione di un unico comune montano cioè, fare le cosa con
serietà e coerenza.
A meno che non serva al PD due comuni per monitorare la cittadinanza ed a forzare ancora di più
tagliare quel minimo di democrazia che ci resta.
Forse è anche questo il motivo di tanta assenza alla partecipazione e la fusione di Abetone
Cutigliano ci ha insegnato, che nelle mani di questo governo non conta la volontà del popolo ma del
padrone di turno.
Lo vediamo tutti i giorni a livello nazionale e, lo abbiamo sperimentato con i nostri disagi anche
sulla nuova sanità Toscana.
Insomma è emerso sopratutto che a decidere siano i cittadini per rispettare le volontà popolari e dare
sostegno alla sempre più sottile democrazia.
Questo è il motivo di insistere sulla partecipazione di più numerosi cittadini, l'unione da
forza,dobbiamo intervenire finché la volontà e la democrazia abbiano ancora un significato e lottare
per la salvezza della Montagna e, del futuro dei suoi abitanti.
Nicola Polito
Punto 5:l'intervento e le slide di Sergio Barni
Lungo e articolato di Sergio Barni, teso a evidenziare gli elementi da prendere in
considerazione nei processi di fusione, unione convenzioni, che devono guardare oltre alle
leggi nazionali o regionali.Concetti di riferimento non del tutto scontati quali:
Paesaggio, bioregione, territorio
Abitanti, cittadini, persone
Il valore della sostenibilità
“Riorganizzare le risorse principali del territorio in modo sostenibile per il maggior
benessere possibile per le persone che vi abitano, scopo che nonpuò essere raggiunto
tramite le unioni dei comuni che è dimostrato non funzionano causa l’eccessiva litigiosità
dei sindaci. Per questi motivi, noi della Valdinievole siamo favorevoli alla fusione. Da
considerare infine i vantaggi economici previsti dalle normative nazionali e regionali”.
ESERCIZIO ASSOCIATO DELLE FUNZIONI COMUNALI
- FUSIONE AMMINISTRATIVA
- UNIONE DI SERVIZI
- CONVENZIONI
Sergio Barni
per incontro M5S di San Marcello del 27/2/2016
CONCETTI DI RIFERIMENTO
Paesaggio, bioregione, territorio.
Abitanti, cittadini, persone.
Il valore della sostenibilità.
Riorganizzare le risorse principali del territorio
in modo sostenibile
per il maggior benessere possibile delle persone che vi abitano.
Funzioni principali dei comuni.
Amministrazione e finanza.
Servizi di pubblico interesse (sicurezza, gestione rifiuti, acquedotti e depurazione, strade, etc).
Pianificazione urbanistica, edilizia scolastica.
Servizi sociali.
Polizia municipale e amministrativa locale.
Registri di stato civile, servizi anagrafici ed elettorali, statistiche.
Altro: agricoltura e artigianato locale, turismo, trasporti, partecipazione, …
Riferimenti legislativi
per Fusioni, Unioni e Convenzioni.
Articolo 133 comma II della Costituzione
delimita i poteri e gli obblighi di comuni, province e regioni nel modificare circoscrizioni e
denominazioni
L 142 /1990
vecchio ordinamento delle autonomie locali, ora abrogato dal TUEL (dl 267 / 2000); prevedeva per
le Unioni l’obbligo di successiva fusione entro 10 anni, con l’obiettivo di erogare servizi migliori
L 265 / 1999
detta Napolitano - Vigneri, elimina l’obbligo di fondersi e garantisce alle unioni il potere di
autoregolamentarsi e di svolgere “funzioni” anziché semplici servizi; dispone che l’unione possa
decidere nuove tasse e disporre di notevoli fondi, oltre che di grande autonomia rispetto ai comuni
originari, che non la controllano più e gli cedono interi settori della propria sovranità
DL 267 / 2000 (TUEL enti locali)
- all’articolo 274 del si abroga il diritto di accesso e di informazione del cittadino sulle attività delle
unioni di comuni
- all’articolo 30 definisce le convenzioni, strumento utile per lo svolgimenti coordinato di funzioni e
servizi, anche “a tempo determinato” per gestire particolari lavori o opere pubbliche, previo accordo
sulla disciplina e sulle rispettive competenze; l’efficacia dovrà essere dimostrata da un rapporto sui
primi tre anni di gestione e dal raggiungimento di un miglior livello di servizi
LR 62 / 2007
Disciplina dei referendum regionali, consultivi, per la fusione di comuni. Per rendere il voto
consapevole è previsto un percorso partecipativo fatto di incontri pubblici e tavoli di dibattito con la
cittadinanza.
L 122 / 2010
conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge del 31 maggio 2010 n.78 (misure per la
competitività economica); obbliga i comuni con meno di 5000 abitanti (3000 se in comunità
montane, ad esclusione delle isole) ad esercitare in forma associata, mediante unioni o convenzioni,
le funzioni fondamentali; contiene varie sottomisure, disciplina i trattamenti economici degli
amministratori locali e i rapporti con le partecipate; elimina alcuni enti minori e ridefinisce patto di
stabilità e trasferimenti erariali, oltre che catasto, normativa degli accertamenti tributari, disciplina
delle tasse di concessione per autostrade e altri servizi, e molto altro; insomma ridefinisce le
funzioni e l’utilità di vari enti, tra i quali il “comune”
LR 68 / 2011
“Norme sul sistema delle autonomie locali”.
Ridefinisce le modalità adottate dalla Regione Toscana per convenzioni, unioni e fusioni.
LR 59 / 2012
modifica in parte la precedente, in particolare inserendo i riferimenti per la “città metropolitana” e
indicazioni sul riordino delle province
L135 / 2012
“riduzione della spesa degli enti territoriali”; “dismissione del patrimonio pubblico…rafforzamento
patrimoniale delle imprese del settore bancario”; altro
L 56 / 2014
(cosiddetta Delrio; città metropolitane, unione e fusione di comuni)
Stabilisce tra l’altro che ogni comune possa far parte di una sola Unione di Comuni, e che più
unioni possano essere in convenzione tra loro per alcun funzioni e/o servizi. Il Comune che fa parte
di una Unione che gestisce un servizio non può più esercitarlo per proprio conto finché rimane
all’interno dell’Unione.
L 208 / 2015
(legge di stabilità 2016)
Novità introdotte in caso di fusione dei comuni:
- sblocco del turn over
- trasferimenti erariali raddoppiati (ad oggi però in attesa di norme attuative da parte del
Ministero dell’Interno).
La legge Delrio dà indicazioni precise che favoriscono la fusione anziché l’unione, anche se in
molte parti pare contenere profili di incostituzionalità. Essa contiene varie precisazioni e
facilitazioni. Lo stesso Delrio ha precisato che è intenzione del governo, dal 2016, obbligare tutti i
comuni inferiori a 5000 abitanti e probabilmente anche quelli inferiori a 10000 abitanti ad
accorparsi con il comune limitrofo più grande. Probabilmente dal 2020 si renderà obbligatoria la
fusione tra comuni limitrofi nelle realtà inferiori ai 30mila abitanti.
Interessante la lettura del “Rapporto verso l’unione e la fusione di comuni” del “SOSE”, ufficio
studi della Camera dei Deputati, del maggio 2014. Afferma che l’unione dei comuni si è dimostrata
inefficace,portatrice di litigiosità tra amministratori dei diversi comuni, addirittura portatrice di
ulteriori costi e disservizi.
Vantaggi economici.
Esempio: fusione tra Monsummano Terme e Pieve a Nievole.
Decreto Del Rio 11/06/2014 e successive modifiche: 40% trasferimenti erariali su base 2010 (tetto
di 2 mln) in attesa di attivazione dopo pubblicazione su Gazzetta Ufficiale; quando sarà attivata in
caso di fusione si avranno quindi 2mln di euro. Resta per ora in vigore la quota del 20%, che nel
caso di Monsummano Terme – Pieve a Nievole vale oltre 1mln e 300mila euro.
Quindi: 2 mln euro per 10 anni.
LR 68/2011: contributo di 250 mila euro per ogni comune (max 3 comuni)
Quindi: 500.000,00 euro per 5 anni.
Diminuzione costi politici e dirigenziali (economie di scala): almeno 100.000 euro all’anno di
riduzione della spesa. In alternativa il reimpiego per erogare nuovi servizi o ampliare e migliorare
quelli esistenti. Significa una gestione delle risorse umane ottimizzata e la possibilità di riqualificare
il personale in eccedenza per nuove funzioni o servizi.
Aumentata capacità contrattuale (appalti etc). Quindi: ottimizzazione e risparmi per almeno 50.000
euro all’anno.
Comma 23 art. 31 legge 183/2011. Deroga agli obblighi previsti dal patto stabilità (vale per i primi
due anni). Quindi: svincolo di milioni di euro, con possibilità di investimenti.
Punto 6:l'intervento di Gian Luca Bartoloni
Il firmatario del gruppo che ha sostenuto la fusione dei due comuni di Granaglione e Porretta
Terme consiglia di intraprendere i processi di fusione.
“Abbiamo raggiunto l’obiettivo della fusione, grazie ad un grandissimo sforzo della Regione Emilia
Romagna che ha concesso la possibilità per il comune di Granaglione di mantenere l’acqua in
proprio”.
Punto 7:l'intervento di Gabriele Bianchi
Il comune di San Marcello(a guida PD) con evidente intenzione di disturbo,aveva organizzato un
evento sulla fusione a 100 metri dal nostro,che cominciava un ora e mezzo prima.Bianchi e
Cantone sono arrivati prima per assistere e il primo ha fatto un intervento anche a questo che
merita di essere riportato.Per questo ce ne sono due,entrambi ottimi a mio dire.
(all'assemblea del PD)
Per il Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle la partecipazione e l’ascolto dei cittadini
deve essere alla base dei processi di fusione. Sì alle fusioni ma senza imposizioni dall’alto.
“Come movimento ci sarebbe piaciuto una fusione a quattro, ma gli argomenti portati in
commissione dai Sindaci di Abetone e Cutigliano hanno evidenziato un concetto contrario rispetto a
quanto sta emergendo e cioè che questi due comuni niente hanno a che vedere con Piteglio e San
Marcello.
“Voglio ricordare la Costituzione in uno dei suoi articoli dice che la sovranità appartiene al popolo.
Quindi gli strumenti referendari di consultazione dovrebbero essere fondamentali e prioritari.
L’espressione dei cittadini dovrebbe essere messa avanti anche al volere dei consigli comunali.
“L’On. Caterina Bini ha fatto molto per il ripopolamento della montagna, ma il Partito Democratico
deve mettersi d’accordo, perché se si fanno delle politiche di ripopolamento, dall’altra parte Enrico
Rossi non può chiudere o ridurre i presidi sanitari. Come Movimento 5 Stelle ci dichiariamo
favorevoli alle fusioni ma senza imposizioni”.
(al nostro evento)
Il Consigliere Regionale dichiara che il Movimento 5 Stelle è favorevole a qualsiasi processo di
fusione, a due a tre a quattro. “Tutti i comuni, tutti i cittadini dovrebbero acquisire maggiore
consapevolezza. Perché la politica, il lavoro si stanno trasformando e i cittadini vengono sempre
meno ascoltati. Dobbiamo tornare a difendere il nostro territorio.
“La litigiosità che c’è nell’unione dei comuni è pericolosa e può trasferirsi anche al percorso di
fusione, in cui è necessario mettere sul tavolo i problemi e le criticità presenti, nell’ottica di un
comune che avrà molta più forza in campo economico, turistico e sanitario. Un appunto sulla strada
intrapresa ultimamente dalla Regione: fino all’anno scorso le fusioni non venivano fatte nei casi in
cui vi erano dei risultati negativi anche in un solo comune”.
punto 8:l'intervento di Enrico Cantone
Il consigliere regionale pentastellato ribalta i concetti espressi fino ad ora ed espone i motivi
per non fare le fusioni.
“Perché fare queste fusioni, io direi perché non farle. Se guardiamo alla Toscana che sembra essere
una regione che a tantissimi comuni, vediamo che ci sono 279, che niente sono ai 1200 del
Piemonte o ai 580 della Lombardia. Con delle medie per comune di 13 mila abitanti.
“I benefici economici ci sono per cinque anni e poi… ti do qualcosa se.. assimilabili agli 80 euro
delle recenti elezioni. Perché vengano fatte queste azioni, forse per avere un maggior controllo. Se i
comuni piccoli sono in difficoltà aiutiamoli e monitoriamo come vengono spesi questi soldi. Ci
sono poi esempi lampanti come il comune di Zeri che gestisce l’acqua in house e gli abitanti pagano
la metà dei comuni limitrofi, dove l’acqua è gestita da Gaia”.
punto 9:l'intervento e le considerazioni di Marco poli
Oltre al mio personale intervento allego anche un breve resoconto,predente a questo incontro che
comprende dati validi per tutte le fusioni,oltre a delle considerazioni che si sono per la montagna
pistoiese,ma potrebbero essere valide anche per altre realtà.
(l'intervento)
Il portavoce del meetup Montagna Pistoiese si dichiaravfavorevole alla fusione a quattro, l’unica
che abbia un senso. Risparmiamo i soldi del referendum tanto la fusione Piteglio San Marcello è già
decisa. “Il nostro meetup, come il movimento, è favorevole alle fusioni e noi siamo favorevole a
quella a quattro, siamo favorevoli al referendum consultivo e siamo per il rispetto del voto
referendario. L’atto di forza fatto dalla Regione su Abetone e Cutigliano non ci è piaciuto.
“Noi chiederemo alla regione di annullare e subito dopo tornare ad informare per fare la fusione a
quattro. Le regole applicate ad Abetone e Cutigliano verranno applicate anche per San Marcello e
Piteglio, rendendo di fatto inutile che quelli di Piteglio si rechino a votare, essendo il
rapporto uno a sei. Non spendiamo i soldi per il referendum, ma gli usino per coprirci due buche. La
fusione Piteglio San Marcello è già stata decisa”.
(le considerazioni)
Una volta tanto vorrei parlare della fusione dei comuni,uscendo dall'ottica dei partiti e comitati
vari,che sono mossi principalmente sa interessi privati.Vorrei fare un discorso sui vantaggi che ne
deriverebbero nell'ottica della nostra martoriata montagna.
La fusione di Comuni ha ricevuto nuovi impulsi soprattutto nell'ultimo biennio, a cominciare dalle
novità introdotte dalla Spending Review del Governo Monti (d.l. n. 95/2012 convertito con l. n.
135/2012) la quale ha provveduto a determinare il contributo statale decennale spettante al nuovo
Comune sorto alla fusione.
Ulteriori vantaggi sono stati introdotti dalla legislazione successiva e, in particolare, dalla Legge di
Stabilità 2012, dalla Legge di Stabilità 2014 e dalla Legge Delrio.
Analizziamo, di seguito, i principali vantaggi che il quadro normativo statale offre alle fusioni.
1. Contributi statali per i dieci anni successivi alla fusione.
Al fine di incentivare il processo di fusione, la legge riconosce, accanto ai contributi regionali,
anche contributi statali per dieci anni successivi alla fusione, commisurati a una quota dei
trasferimenti spettanti ai singoli Comuni che si fondono (art. 15, comma 3, d.lgs. n. 267/2000).
A decorrere dall'anno 2013, il contributo straordinario ai Comuni che danno luogo alla fusione
è commisurato al 20% dei trasferimenti erariali attribuiti per l'anno 2010, nel limite degli
stanziamenti finanziari previsti (art. 20, d.l. n. 95/2012).
La quantificazione del contributo, che deriva dai fondi erariali stanziati e dal numero degli enti che
ogni anno ne hanno diritto, è assicurata nel limite massimo dei richiamati fondi. Qualora il fondo
risultasse insufficiente alla copertura delle richieste pervenute, il contributo è assegnato mediante
riparto del fondo stesso, secondo il criterio proporzionale.
Il contributo è erogato a decorrere dall’anno successivo alla decorrenza della fusione prevista
dal decreto regionale che istituisce il nuovo Comune (art. 12, comma 1, d.l. n. 16/2014).
Le modalità e i termini per il riparto dei contributi spettanti ai nuovi Comuni istituiti a seguito di
fusione sono disciplinate dal Decreto del Ministro dell’Interno 11 giugno 2014.
Le Regioni che istituiscono un nuovo Comune devono inviare copia della legge regionale
istitutiva della fusione al Ministero dell'Interno - Direzione Centrale della finanza locale e alla mail
entro e non oltre il mese successivo al provvedimento regionale.
2. Esenzione dall’applicazione disciplina del patto di stabilità.
La Legge di Stabilità 2012 dispone che la disciplina del patto di stabilità interno per gli enti di
nuova istituzione trovi applicazione dal terzo anno successivo a quello della loro costituzione
(art. 31, comma 23, l. n. 183/2011; cfr. Circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 7
febbraio 2013, n. 5).
3. Destinazione di una quota del fondo di solidarietà comunale ai Comuni istituiti mediante
fusione.
Al fine di incentivare il processo di riordino e semplificazione degli enti territoriali, una quota del
fondo di solidarietà comunale non inferiore, per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016, a 30
milioni di euro è destinata a Comuni istituiti a seguito di fusione (art. 1, co. 730, l. n. 147/2013).
4. Tributi e tariffe differenziate nei Municipi per il primo mandato.
Qualora il Comune istituito a seguito di fusione preveda l'istituzione di Municipi, i Comuni
risultanti dalla fusione possono mantenere tributi e tariffe differenziati per ciascuno dei territori
degli enti preesistenti alla fusione, non oltre l'ultimo esercizio finanziario del primo mandato
amministrativo del nuovo Comune (art. 1, co. 132, l. n. 56/2014).
Già questi vantaggi che derivano dalla legge nazionali basterebbero a far pendere a favore della
fusione contributi statali ed esenzione del patto di stabilità,non sono cose da poco specialmente per
comuni come i nostri che soffrono di anni di malagestione.
Ora vediamo cosa dice la legge regionale 68/2011 al titolo IV capo I art.64
Art. 64 - Contributi per fusioni e incorporazioni
1. In caso di fusione o incorporazione di due o più comuni, al comune risultant e dalla fusione o
dall’incorporazione è concesso, a decorrere dall’anno solare in cui è prevista l’elezione del nuovo
consiglio comunale, un contributo annuale, per cinque anni, pari a euro 250.000,00 per ogni
comune originario, e
comunque non superiore a euro 1.000.000,00. (122 ) La legge regionale che provvede alla fusione
o all'incorporazione può stabilire un contributo maggiore in presenza di almeno due parametri tra
quelli di seguito indicati:
a) popolazione del comune risultante dalla fusione superiore a 10.000 abitanti, a condizione che
almeno uno dei comuni interessati alla fusione o incorporazione risulti già obbligato all'esercizio
associato delle funzioni fondame n tali;
b) classe di virtuosità riconosciuta ad almeno un comune interessato alla fusione o incorporazione
ai sensi dell'articolo 20 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la
stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111; (10 8)
c) almeno due comuni in situazione di disagio beneficiari del contributo di cui all'articolo 82. (23)
1 bis. Ai fini del calcolo di cui al comma 1, non sono considerati i comuni già beneficiari del
contributo del presente articolo. (10 9)
1 ter. Per comune originario si intende il comune già costituito alla data dell’entrata in vigore della
presente legge. Sono pertanto esclusi da questa definizione tutti i comuni istituiti successivamente a
tale data mediante fusione di comuni preesistenti. (10 9)
1 quater . A decorrere dalle fusioni e dalle incorporazioni per le quali il referendum si è svolto
dopo il 30 giugno 2015, e fermo restando quanto stabilito dal comma 2, i contributi di cui al
comma 1:
a) sono incrementati del 30 per cento se il comune risultante dalla fusione o dall'incorporazione ha
una popolazione superiore a 10.000 abitanti, ovvero la fusione o l’incorporazione è avvenuta
coinvolgendo almeno quattro comuni e, in entrambi i casi almeno uno dei comuni originari era
obbligato all'esercizio associato delle funzioni fondamentali;
b) sono incrementati del 60 per cento se il comune risultante dalla fusione o dall'incorporazione ha
una popolazione superiore a 15.000 abitanti, ovvero la fusione o l'incorporazione è avvenuta
coinvolgendo almeno quattro comuni, e in entrambi i casi almeno uno dei comuni originari era
obbligato all'esercizio associato delle funzioni fondame n tali;
c) in alternativa a quanto previsto dalle lettere a) e b), sono raddoppiati se la fusione o
l'incorporazione è avvenuta coinvolgendo tutti i comuni di un ambito di dimensione adeguata di cui
all'allegato A. (164 )
1 quinque s . A decorrere dalle fusioni e dalle incorporazioni per le quali il referendum si è svolto
dopo il 30 giugno 2016 e, fermo restando quanto stabilito al comma 2, i contributi di cui al comma
1 sono ridotti della metà, se il comune risultante dalla fusione o dall'incorporazione non supera la
popolazione che comporta l'esonero dall'esercizio associato di funzioni fondame n tali. (16 4)
2. (123 ) Se le risorse non sono sufficienti a garanti r e il contributo di cui al comma 1, questo è
ridotto proporzionalmente
Allora se me deduce che nei comuni dove avviene la fusione si riceve 250.000€ annui per ogni
comune che si fonde ,per cinque anni.Facendo esempi concreti nel caso di una fusione a due,come
sarebbe San Marcello-Piteglio sarebbero 500.000€,mentre se si fondessero i quattro comuni
montani si arriverebbe al massimo possibile ovvero un milione,tondo tondo,scusate se è poco.
CI sarebbero poi i costi della razionalizzazione del personale,che beninteso non può essere
licenziato,ma reimpiegato in maniera più funzionale.Si è stimato che nei comuni istituiti a seguito di
fusione, che abbiano un rapporto tra spesa di personale e spesa corrente inferiore al 30 per cento,
fermi restando i limiti previsti dalla legislazione vigente e la salvaguardia degli equilibri di bilancio,
non si applicano, nei primi cinque anni dalla fusione, i vincoli e le limitazioni relativi alle facoltà
assunzionali e ai rapporti di lavoro a tempo determinato.
Con il decreto del Ministero dell’interno del 21 gennaio 2015, sono state definite, a decorrere
dall’anno 2014, le modalità ed i termini per il riparto e l’attribuzione dei contributi spettanti ai
comuni istituiti dall’anno 2014 in conseguenza di procedure di fusione di comuni o fusione per
incorporazione. In particolare, ai suddetti enti spetta, per un periodo di dieci anni, un contributo
straordinario pari al 20 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti ai medesimi enti per l’anno
2010. Tale contributo viene erogato entro il limite degli stanziamenti finanziari previsti ed in misura
non superiore, per ciascuna fusione, a 1,5 milioni di euro. L’ ampliamento del numero di enti facenti
parte di un comune costituito mediante fusione comporta la rideterminazione del contributo
straordinario originariamente attribuito.
Gli Amministratori diminuirebbero in quanto si avrebbe solo un sindaco e solo una giunta comunale
e si potrebbero fare politiche veramente unitarie per il territorio,senza il litigare che esiste
nell'unione.E meno male che in teoria sono tutti dello stesso partito(il Danti no,ma ha sempre
stimato Renzi,quindi dimmi con chi vai e ti dirò chi sei....),già si scannano così,figuriamoci se non
lo erano.
Tutto questo pone senz'altro la fusione ad un livello superiore all'unione e nonostante sia
appoggiata da partiti dubbi,come il PD che sono motivati da interessi personali e che sono riusciti
ad incasinare il tutto.Le fusioni a due San Marcello-Piteglio e Cutigliano-Abetone,sono frutto di
accordi fatti durante le elezioni regionali,a cui anche persone che come il Sindaco di Piteglio
Marmo hanno militato nel comitato per il comune a piegarsi alle decisioni di pochi,per “disciplina
di partito”.Non che dal Partito Democratico mi aspettassi nulla di più,ormai rinnegare i propri ideali
e quello che si è promesso agli elettori è la normalità.
Invece come c'è chi appoggia quel pastrocchio non elettivo,quale è l'unione dei comuni,che esiste
già e non funziona?Prima di tutto ricordiamoci che l'unione è caldeggiata principalmente da Fratelli
d'Italia(a livello locale,il consigliere regionale spinge sulla fusione a 4,quando si dice avere le idee
chiare),Rifondazione Comunista e Toscana Stato(che manco mi ricordavo che esistesse).Se ci fate
caso sono tutti partiti piccoli a livello nazionale, microscopici a livello locale,spesso composti da un
numero di persone che si contano sulle dita di una mano.
Ora procediamo sempre ad una mia personale ipotesi sul perchè questi partiti sono favorevoli
all'unione.
Allora l’unione è un ENTE NON ELETTIVO formata da piccoli comuni che sono costretti per
legge
ad unirsi,il
cui
presidente
è a
rotazione
un sindaco
di
questi.
Un piccolo partito forse con un colpo di fortuna potrebbe prendere un piccolo comune(col comune
unico sarebbe quasi impossibile)quindi in questo caso per un anno si ritroverebbe a comandare
l’intera montagna.Cioè un piccolo partito rappresentativo di una piccola parte della montagna
comanderebbe tutto il territorio.Fantasia?complottismo?forse sì, a pensare male si fà peccato ma
spesso ci si dà purtroppo.
Anche perché altri vantaggi non ne vedo,e anche l'ipotesi che ho fatto non comporterebbe nessun
benessere per i cittadini.
Per tutto questo che riassumo in poche parole: vantaggi economici,risparmi, politiche unitarie ed
elettività degli amministratori politici,sono favorevoli alla fusione dei comuni,meglio sarebbe un
unico comune per tutta la montagna,ma in mancanza di questo,sono favorevole anche a quella a
due.
Certo è che se avverrà una di queste fusioni,si riandrà al voto ed a quel punto dovremo pensare bene
a chi dare il voto.......nessuno dei sopra citati naturalmente!
Punto 10:intervento di Valerio Sichi(ex sindaco di Piteglio e militante PD)
Intervenuto a titolo personale, stigmatizza l’operazione di fusione forzata di Abetone e
Cutigliano, una fusione fatta contro la fusione a quattro e la parte bassa della montagna.
“La questione della fusione in montagna ha diviso il Pd. A Piteglio e San Marcello è stata vista in un
modo, mentre a Cutigliano in un altro. Sono tra i fondatori del comitato della fusione dei quattro
comuni della montagna. Il nostro punto di vista è stato tormentato, con una proposta di fusione che
per tre volte è stata all’attenzione del Consiglio Regionale che con argomenti tra i più strani è stata
insabbiata, silurata e non discussa nel merito. “Nel comune di Cutiglione si è costituito un blocco di
potere per la rappresentanza di certi interessi ed è stato deciso di mantenere un rapporto politico
economico con il territorio. Il comune a quattro rappresenta la porta per il futuro della montagna. La
fusione Abetone e Cutigliano è stata una fusione contro il comune a quattro e contro la parte bassa
della montagna. È una cosa da ridere: erano ancora li che tiravano fuori le ultime schede dalle urne
dell’Abetone dove stava venendo fuori il no e i tre rappresentanti Pistoiesi della Regione, quelli del
parlamento e il presidente della Provincia per fare un comunicato dove si diceva che bisognava
andare a diritto, una cosa pensata quindi il giorno prima.
“L’atteggiamento della regione è l’unico argomento che può far venire dei dubbi, mentre nel merito
non ci sono alternative, Piteglio rimarrebbe infatti l’unico comune obbligato ad associare le
funzioni. La montagna ha la febbre alta con tutti gli indicatori preoccupanti. È necessario fare
qualcosa e con gli 11 milioni che arriveranno ci si può fare tante cose. Se vince il no si perderebbe
un occasione storica”.
punto 11:le principali novità introdotte dalla legge di stabilità
e dal decreto milleproroghe 2016
punti 12:articoli locali
punto13:con...fusioni pensieri costruttivi e quelli in libertà
Sabato 27 febbraio si è svolta l'evento del meetup montagna a 5 stelle,intitolata”questa volta non
facciamo CON...FUSIONE”.Per la prima volta mi sono citato nel doppio ruolo di moderatore e
portavoce del meetup.Una bella esperienza,ma come in tutte le cose che attirano interessi politici,e
intendo quelli al di fuori del movimento,ci sono stati sia elementi costruttivi che pensieri in libertà.
Partiamo dagli elementi costruttivi che ho sentito,primo fra tutti quelli del mio amico Sergio
Barni,che in una splendida analisi,ha evidenziato gli elementi da prendere in considerazione nei
processi di fusione, che devono guardare oltre alle leggi nazionali o regionali.Uno splendido
intervento che ha sottolineato anche che le unioni dei comuni,principalmente non funzionano per la
litigiosità dei sindaci.Splendido anche Enrico Cantone che ha posto la questione di come spendere i
soldi derivanti dalla fusione.Così come lo è stato Gabriele Bianchi che ha sottolineato come
nonostante il M5S incoraggi da sempre le fusioni dei comuni sotto i 5000 abitanti(lo abbiamo nel
programma dal 2013,il PD lo scopre solo ora),voglia sempre un percorso partecipativo.Ha inoltre
sottolineato un eccessiva fretta della regione.
Mi è piaciuto anche l'intervento di Marco Ferrari,che ha espresso un pensiero che avevo già ma mai
detto.Ovvero che sarebbe anche auspicabile un ripensamento dei confini.Pensavo anch'io che la
Valdiforfora è più omogenea al territorio di Pescia,che Pracchia,Orsigna,Le Piastre e Cireglio
facciamo parte del comune unico che deriverebbe dalla fusione dei 4,ma dirò di più dico anche che
si dovrebbe pensare,che la parte dell'Abetone che apparteneva a Fiumalbo,bisognerebbe restituirla
a questo.
E fin qui le parti costruttive poi...poi vengono i pensieri in libertà,primo fra tutti quello di Alba Rosa
Nesti.Una signora che prima di uscire dal suo guscio protettivo(il PD)dovrebbe seriamente pensare
di farsi una bella camomilla..doppia.Una donna che ha il coraggio di dire all'assemblea organizzata
il 6 febbraio,che io non so di cosa parlo quando dico che la gente non è ben informata sulle fusioni e
unioni dei comuni,ma che in quella del 27 non dice niente quando le stesse identiche cose le dice il
Sindaco Cormio.Si perché il comune già recidivo di aver organizzato un assemblea sulla sanità nel
2014,nello stesso giorno in cui l'aveva organizzata il comitato”montagna pistoiese è qui che voglio
vivere” e pubblicizzata già da tempo.Inutile dire che il lupo(PD)perde il pelo ma non il vizio e lo
rifà anche questa volta.Ma tornando alla Nesti,spazientita ad un certo punto,ha sbraitato
interrompendo l'assemblea,cosa che naturalmente io o altri del meetup ci siamo mai permessi di fare
a quelle organizzate dal comune/PD,ma naturalmente i cafoni siamo noi.
Pensieri in Libertà anche dall'ex-sindaco PD Valerio Sichi,di cui in linea di massima sarebbe
condivisibile il pensiero fino a che parla del comune a 4.Quando poi parla che ci dobbiamo
accontentare della fusione a 2,anche con le regole anti-democratiche usate per Abetone-Cutigliano.
Io lo ripeto ancora una volta,il nostro meetup, come il movimento, è favorevole alle fusioni e noi
siamo favorevole a quella a quattro, siamo favorevoli al referendum consultivo e siamo per il
rispetto del voto referendario. L’atto di forza fatto dalla Regione su Abetone e Cutigliano non ci è
piaciuto.
Noi chiederemo alla regione di annullare e subito dopo tornare ad informare per fare la fusione a
quattro. Le regole applicate ad Abetone e Cutigliano verranno applicate anche per San Marcello e
Piteglio, rendendo di fatto inutile che quelli di Piteglio si rechino a votare, essendo il rapporto uno a
sei. Non spendiamo i soldi per il referendum, ma li usino per coprirci due buche. La fusione Piteglio
San Marcello è già stata decisa.
Sono stufo!E' da più di vent'anni che disattendono il referendum sul finanziamento ai partiti
pubblici,5 quello sull'acqua pubblica,in Toscana pur di non farci fare quello sulla sanità,dopo che
avevamo raccolto le firme come da regolamento(con un ostracismo pazzesco da parte delle
istituzioni),hanno stralciato un terzo della legge per non farcelo fare.E ora dopo quello successo
con il referendum consultivo ad Abetone e Cutigliano,dobbiamo ancora stare qui a farci prendere in
giro?E no!pur ritenendo la fusione a quattro auspicabile ed indispensabile per la montagna,non sono
disposto a passare sopra le più elementari regole democratiche.E se questo è il principio (quello del
fare come gli pare alla regione a prescindere dal referendum) come meetup boicotteremo la
consultazione San Marcello-Piteglio,indicando ai nostri di andare a votare anullando la scheda.
Sono stufo che Sinistra e destra,in special modo il PD,incasini la montagna per le spaccature
interne.Dissacrare una buona cosa come le fusioni e rigirarsi a piacere i referendum,sono un
qualcosa di delinquenziale ed ora di non farla finita.Il gioco NON vale la candela.
Marco Poli
punto14:il nostro volantino
punto15:conclusioni
Le fusioni sono fondamentali e costruttive,tenendo sempre conto dei parametri descritti
eccellentemente da Sergio Barni,però devono passare sempre per un percorso partecipativo e
referendiario.Purtroppo il recente atto di forza del consiglio regionale e gli inciuci del PD sulla
Fusione forzata Abetone-Cutigliano ha gettato molte ombre su una buona cosa come questa.Se
saranno formalizzate dalle regione Toscana le regole che sono state usate per questi due comuni,non
si potrà più parlare di fusioni ma di annessioni da parte dei comuni più grandi a scapito dei più
piccoli.Paradossalmente in una idea in cui il nostro meetup,il movimento si trova d'accordo con il
Partito Democratico,ci troviamo a dover lottare contro di loro,per via della dissacrazione delle
regole del principale strumento di democrazia diretta quale il referendum.
Punto16:ringraziamenti
Il meetup montagna a 5 stelle ringrazia i cittadini portavoce in consiglio regionale Gabriele Bianchi
ed Enrico Cantone,gli attivisti Sergio Barni e Gianluca Bartoni per gli interventi.E naturalmente
tutti i cittadini intervenuti.
Il seguente report è stato realizzato col contributo di tutti gli attivisti,col materiale fornito dagli
intervenuti,con interventi tratti dall'articolo di Linee Future di Marco Ferrari.Gli articoli di
giornale sono tratti dal Tirreno(Carlo Bardini)e La Nazione(Elisa Valentini).
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report non facciamo confusione