Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - DL 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Trento
marzo 2005
anno XII - n. 1
PUBBLICITA
2 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Editoriale
Sommario
C
4 Tsunami: di chi è la colpa?
5 CTG: programmi attività 2005
6 Oratorio: campeggio 2005; tre giorni sulla neve
8 Oratorio: i cantori della Stella; il carnevale
11 Kaleidoscopio: nel paese dei balokki
12 Arci: premiazione concorso presepi 2004
14 Arci: i programmi per il 2005
16 Arci: Conc. di fotografia: alla riscoperta della Povo antica
18 Avis: festa del donatore
20 Marzola Volley: vince la coppa Trentino Alto Adige
22 Sci nordico: Luca Orlandi medaglia d’oro
24 Bicio Bernardi, dal Tibet al Nepal in mountain-bike
26 Volontari in Moroto
28 Sat: festa della Befana, raccolte 700 saponette
30 Oltrecastello: festa di Santa Lucia e carnevale
34 Comitato gemel. Znojmo
35 Concentus Clivi: concerto di Natale
36 Filo Concordia ‘74: The X-Filo; commedia “Storie poére”
38 Rsa M. Grazioli: Qualità dei servizi; esperienza di tirocinio
46 Davide Bassi nuovo rettore dell’Università di Trento
48 Artisti di casa nostra: Lorenzo Ghirardelli
50 Racconti di vita: l’odissea russa di Cleto Lotti
57 Album dei ricordi: la storia di Luigi Tomasi
58 Povo e la sua storia: El zòc dela mora
60 Le ricette di Matilde: le salse ed il coniglio
61 Il disco: Cristina Donà - Dove sei tu
62 Linea autobus: Povo, Celva, Cimirlo
63 Il racconto di Stefano Ricci: La tigre e l’onda
64 L’angolo della poesia dialettale: Bice Ducati (seconda parte)
66 Un libro: scuola e cani... e cani a scuola
69 Il comitato della scuola d’infanzia si presenta
70 Spazio Circoscrizione: bilancio di fine legislatura
73 Auguri a...
74 In ricordo di...
ol numero di dicembre ci eravamo lasciati con gli auguri
di Buon Natale e di Buon Anno. L’inchiostro del giornale
era ancora fresco, quando dai telegiornali e dalla radio veniva data una notizia drammatica e sconvolgente. Dal sud est
asiatico giungevano le immagini di una spaventosa tragedia. La
parola Tsunami è diventata improvvisamente familiare per milioni di persone. Il maremoto provocato da una fortissima scossa
di terremoto ha distrutto tutto quello che ha trovato sulla sua
strada, ha spazzato via interi villaggi e mietuto oltre 200.000 vittime. Subito si è messa in moto la solidarietà internazionale e tutti noi ci siamo, in varie forme, prodigati alla raccolta di fondi per
aiutare soprattutto le organizzazioni di volontariato che operano
nelle zone disastrate. Anche Tuttapovo ricorda quei tragici momenti con due interventi, uno di don Cornelio e l’altro con una
poesia di Nonna Renata. Atri articoli parlano di solidarietà con i
volontari per Moroto, con l’aiuto ai bambini del Libano e la raccolta di sapone per lo Zimbawe. Da una parte tragedie immani,
causate da fattori “naturali”, dall’altra morti chiamati “effetti collaterali” e non Persone, causate da guerre preventive scatenate
da nazioni che avrebbero ben altri strumenti per risolvere i problemi del mondo. Dall’altra il variegato mondo dei volontari che
si impegnano in prima persona a sollevare dalle sofferenze di
guerre atroci e dalla miseria le popolazioni coinvolte in queste
folli avventure; investendo risorse umane e materiali raccolti grazie alla generosità della gente. Anche Tuttapovo fa parte di questo variegato mondo del volontariato e la sua uscita è il frutto di
tanti nostri collaboratori che prestano la loro opera gratuitamente. Quello del volontariato poéro è un mondo composito, laico e
religioso che trova la propria motivazione nell’essere a fianco
della gente e della comunità locale ed internazionale.
Altri articoli trattano argomenti di attualità, come l’elezione a
Rettore dell’Università del Prof. Davide Bassi, o dell’accordo tra
Microsoft ed Università di Povo per un importante progetto di ricerca. Molte associazioni presentano i loro programmi futuri.
Non mancano perciò occasioni di partecipazione alla vita sociale del sobborgo. Una ricca documentazione fotografica sul carnevale e sulle iniziative invernali raccontano delle feste e delle
manifestazioni degli ultimi tre mesi.
Curiosità storiche sono invece raccontate in due articoli. Il
primo di Paolo Giovannini, il quale ci documenta su un fatto di
sangue avvenuto nel 1836 in quel di Sprè per una lite scoppiata
durante una partita di morra. Il secondo di Antonio Bernabè sulla storia del poèro Luigi Tomasi nei primi decenni del 1900.
Infine vogliamo annunciare ai nostri lettori che la seconda
edizione di Tuttapovo in Festa si svolgerà dal 29 giugno al 3 luglio il programma dettagliato sarà pubblicato sul prossimo numero. (s.n.)
77 Album dei ricordi: coscritti classe 1905; Franceschini L.
Tuttapovo
Bimestrale di informazione a diffusione gratuita
Via Salè 1, c/o Centro Civico
www.tuttapovo.it
Editore proprietario “Club Interassociato Tuttapovo”
Associazione di Promozione Sociale
Redazione, amministrazione e recapito postale
c/o Sergio Nichelatti, via Madonnina 22,
38050 Povo (TN), tel. 0461.811026
e-mail: [email protected]
Iscriz. Trib. di Trento n. 817 del 19.04.1994
Direttore Responsabile: Paolo Giacomoni
Via Borino, 39 - 38050 Povo (TN)
e-mail: [email protected]
Presidente: Sergio Nichelatti
Stampa: Publistampa s.n.c. Pergine Valsugana
In copertina
Anno XII - N. 1 - Marzo 2005
Redazione:
Paolo Giacomoni, Giancarlo Ianes, Sergio Nichelatti,
Stefano Ricci, Aldo Giongo, Alessandro Gretter,
Davide Tarolli, Antonio Bernabè
Gabbiolo: chiesetta S. Francesco
Foto di Sergio Nichelatti
Hanno collaborato a questo numero:
Alessandra Zucchelli, Andrea Mattei, anim. Oratorio,
Antonio Bernabè, Belluta Stefano, Casa di Riposo M.
Grazioli, Casa Riposo di Gabbiolo, Circoscrizione di
Povo, Comitato Chiesa Oltrecastello, Comitato gestione
scuola infanzia, Dario Conci, Davide Tarolli, Don
Cornelio Carlin, Franco Giacomoni, Giordano Segatta,
Guido Leonelli, Innocenzina Groff, Kaleidoscopio, Maria
Grazia Giovannini, Matilde Padroni, Monica Betti, Nonna
Renata, Paolo Giovannini, Pier Luigi Bonora, Renzo
Dori, Riccardo Faes, Roberto Bortolotti, Walter Mongera
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 3
Associazioni
Tsunami!...
di chi la colpa?
di don Cornelio Carlin
L
a mia parola appare per la prima volta su queste pagine e sono grato alla
redazione di poter disporre di questo
spazio per comunicare con i lettori.
Mi sono chiesto: quale argomento potrebbe interessare i lettori affezionati a questo periodico che entra in tutte le case
della nostra comunità... sono convinto
che c’è solo l’imbarazzo della scelta; sono approdato qui, alla recente e straordinaria tragedia provocata dal maremoto
nel Sud-est asiatico, che ha fatto riaffiorare domande forti, riportando a galla “il
problema di Dio come una questione ineludibile, anche se giace sonnecchiosa
nell’animo dell’uomo contemporaneo,
tanto distratto dal suo terrenismo e dal
suo consumismo”.
Si sa bene che il problema del male,
con annessi e connessi, dovrebbe essere antico quanto l’uomo e lungo la storia
è stato affrontato da tutti i punti di vista;
un argomento comunque che si pone,
anzi si impone, ogniqualvolta l’uomo si
trova a misurare le proprie sicurezze contro le tragedie che la natura e lui stesso
stanno provocando sempre più frequentemente ai nostri giorni.
È stato un castigo di Dio?
Questa ipotesi, che fu perfino codificata dal pensiero biblico, appartiene molto probabilmente all’anima pagana dell’uomo: un pensiero duro a morire, se an-
manda, risponde: “Credete che quelli là siano più peccatori di voi?” (Luca 13). La soluzione del problema del male va dunque
cercata in altre direzioni.
E non convince nemmeno il ricorso al
“peccato originale”: il quale non deve aver
modificato le leggi della natura fisica o
biologica, ma solo la parte interiore delTsunami
l’uomo.
Prima attoniti, la guardan sorpresi,
Forse il richiamo all’ecologia potrebma non fanno a tempo a riprendersi,
be tirare in campo responsabilità più noLEI, li ha già alla vita contesi.
stre e più immediate; responsabilità che
E’ quell’onda in cui ti cullavi.
l’uomo moderno ha nei confronti del preOra è immensa, immane davvero.
sente e del futuro del nostro povero uniL’hai guardata un attimo a terra
verso. In fin dei conti, quello del recente
e poi subito dopo, dal cielo.
disastro è uno degli spazi preferiti per gli
Chi è rimasto appeso ad un ramo
esperimenti atomici.
e ha capito di vivere ancora,
Di terre ce n’è una sola ed essa è
ha risposto a qualche richiamo
stata affidata all’uomo per il suo perfema poi, affranto, è senza parola.
zionamento e completamento, non per
Lo sgomento gli ha tolto anche il pianto,
la sua distruzione. La salvaguardia del
la sua casa è sparita nel nulla,
creato è uno dei doveri fondamentali
più nessuno si trova lì accanto,
che si impone all’umanità di oggi e che
vuoto è il letto e vuota è la culla.
deve impegnare, in una azione comune,
L’onda anomala la chiaman Tsunami,
tutte le nazioni e le religioni del mondo.
dolce nome per cosa impazzita.
Infatti, se questa tragedia non ha preceOr tranquilla LEI bacia le mani
denti nella storia, è altrettanto vero che il
a ogni uomo a cui ha tolto la vita.
“miracolo” di generosità da parte dei
A quei morti che giaccion nel fondo
governi in soccorso alle popolazioni colcome può ora chieder perdono?
pite è stato veramente sorprendente. Ma
Ma, a quei vivi, nel gran finimondo,
pur troppo... arriva sempre dopo! Ci
la sua calma spettrale, dà in dono.
manca veramente la “globalizzazione
Nonna Renata
della solidarietà”.
cora oggi anche i cristiani, dinanzi ad avvenimenti tristi della vita, non trovano altre parole per esprimere le proprie convinzioni:
“Che male abbiamo fatto per meritare così
gravi castighi?”. Cristo nel Vangelo, agli interlocutori che gli ponevano la stessa do-
POVO (TN) Via Sommarive, 10 - Tel. 0461 816073
4 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Giorno di riposo: Martedi - Sabato e Domenica chiuso a Mezzogiorno
Associazioni
Centro Turistico Giovanile
Prepariamoci
all’estate
di Bellutta Stefano
L’
anno nuovo è arrivato ed è giunto quindi il tempo di
programmare la stagione estiva e tutte le iniziative che
ormai sono entrate a far par te della tradizione della nostra associazione.
In collaborazione con la Casa di Riposo
Giò Madonnari
M. Grazioli, si propone anche quest’anno la
consueta manifestazione dei “Giò Madonnari”, riservata ai bambini e ragazzi delle scuole elementari. Si tratta, per chi non lo sapesse, di una competizione “pittorica” dove i ragazzi si divertono, dando libero sfogo alla loro fantasia ed estro artistico, a disegnare
sull’asfalto con gessetti colorati alla maniera
dei cosiddetti “Madonnari”. Lo sguardo attento di una giuria seguirà le varie fasi dei lavori e valuterà il risultato finale, premiando le
composizioni più espressive. Le modalità
d’iscrizione assieme al tema della manifestazione saranno comunicate a tempo debito
tramite un modulo di adesione che sarà distribuita a scuola.
E allora ragazzi, se siete pronti a trascorrere assieme a noi un divertente pomeriggio, tenetevi liberi sabato 14 maggio, ma se il tempo dovesse fare i capricci e piovere non preoccupatevi ci troviamo il sabato successivo.
Ma il CTG il mese di maggio non lo dedica solamente all’arte,
infatti, per il quarto anno consecutivo abbiamo deciso di organizzare l’ormai tradizionale “Torneo delle Frazioni”. L’evento sportivo è
dedicato a tutti coloro che abbiano voglia di sfidarsi in un appassionato torneo di calcio a cinque; unico requisito necessario essere “poéro” (e diciamo poco...), ossia essere nato o residente in
quel di Povo.
Il torneo si svolgerà presso il campetto dell’oratorio di Povo dal 9 al 28 maggio. Per ulteriori informazioni potete contattarci presso la nostra sede tutti i
giovedì dalle 20.30 alle 22.00 i moduli di iscrizione
potete anche ritirarli presso l’Oltre Bar.
Il quarto e forse più importante appuntamento è quello dei campeggi estivi.
La nostra vuole essere una proposta di vacanza diversa: non
vogliamo rubare il lavoro a colonie o agenzie di viaggio, desideriamo invece trasmettere, durante tutti i momenti della vita di campo,
quei valori che come cristiani ma soprattutto come adulti riteniamo
di dover testimoniare ai nostri giovani.
Anche quest’anno per i ragazzi di Povo e Villazzano proponiamo quattro turni di campeggio a Bresimo con le seguenti date:
I media
Dal 10 luglio
Al 23 luglio
II media
Dal 24 luglio
Al 6 agosto
III media
Dal 7 agosto
Al 20 agosto
I superiore
Dal 21 agosto
Al 3 settembre
Per i ragazzi grandi delle superiori si sta ancora valutando quale sia la proposta migliore da fare.
A Bresimo è presente una grande struttura completa di servizi, tale da garantire,
nel caso di brutto tempo, la possibilità di
dormire e di svolgere le varie attività all’interno. La vita di campo è caratterizzata in
maniera tale da rendere i ragazzi protagonisti dell’esperienza infatti attraverso il gioco,
la fatica, la preghiera e il canto, diventano
partecipi di una vita di comunità.
Aspetto particolare e di attrazione per i
ragazzi è la possibilità di poter dormire e
accampare all’aperto riparati dalle sole tende. Le veglie notturne, animate da giochi,
dal falò e dalle canzoni, sono per tutti momenti indimenticabili. Durante il campeggio
ci sono momenti di dialogo e confronto, affinché questi giorni non siano di solo svago, ma anzi divenire ambito privilegiato per
crescere e maturare.
È fondamentale la natura che ci circonda, per trasmettere il desiderio di una vita semplice, a partire dal rispetto dell’ambiente, degli amici e degli animatori, che confidiamo diventino, per i campeggiatori, dei compagni e dei punti di riferimento nel cammino
della vita.
Numerose sono le attività che vengono proposte: la raccolta
della legna, l’attivarsi nel preparare i pasti, il gioco, la riflessione, le
gite, al fine di vivere un’esperienza di gruppo, gruppo che cammina e cresce insieme.
SCAVI
OPERE MURARIE
Via della Resistenza,84
38050 POVO (TN)
tel. e fax 0461 342159
cell. 389 0449336
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 5
Associazioni
Oratorio
Campeggio
elementari 2005
matori maggiorenni e da possibili aiuto assistenti/animatori minorenni. Il gruppo così
formato è composto da volontari e quindi
persone non professioniste che mettono a
disposizione il proprio tempo per offrire la
propria esperienza e le proprie abilità. Il
gruppo di animatori nel corso dell’anno si
prepara assieme per la settimana di campeggio e assieme a loro anche i cuochi.
di don Cornelio Carlin
D
opo l’esperienza riuscita dello scorso anno, il Circolo Oratorio Concordia ha pensato di riproporre anche
quest’anno, ai bambini di terza quarta e
quinta, due turni di campeggio.
Il luogo del campeggio è “casa S. Vigilio” a Rementil, Valle dei Mocheni e i due
turni si terranno dal 18 al 25 giugno 2005 e
dal 26 giugno al 3 luglio 2005.
La settimana di campeggio sarà animata da una storia a tema e da un percorso di
riflessione con l’obiettivo di approfondire
l’amicizia con Gesù. Questa iniziativa intende, inoltre, porsi come esperienza di convivenza, di conoscenza e di crescita di gruppo sviluppata attraverso momenti divertenti di animazione, ma anche momenti costruttivi dove i bambini posso mettere alla
prova le proprie abilità e capacità in laboratori creativi e collaborando con gli animatori in alcune faccende domestiche e di gestione del gruppo (mantenere in ordine la
casa, aiutare le cuoche in cucina, essere
“responsabili” della propria squadra di gioco, aiutare i più piccoli nelle difficoltà...).
Il campeggio è gestito da assistenti/ani-
Dall’anno scorso si è costituita, inoltre, la
“Commissione campeggio elementari” con
il compito di sostenere gli animatori nel loro ruolo.
Per chi fosse interessato a tale proposta
lo informiamo che entro breve saranno distribuite le iscrizioni all’interno delle catechesi di terza, di quarta e di quinta elementare
e che alcune copie saranno messe anche in
fondo alla chiesa.
Per concludere va il nostro più sentito
ringraziamento alle persone che l’anno
scorso hanno contribuito alla preparazione
dei due turni di campeggio.
Un GRAZIE a: Sara Chiarani, Marco Bragagna, Elisa Cagol, Matteo Piccoli, Daniele
Ciresa, Manuela Sperotto, Carla e Franco
Orempuller, Daniela Cagliari, Matteo Tasin,
Daniele Fontana, Sara Rauzi, Filippo Sandri,
Maria Grazia Giacomoni, Loredana Conci,
Elisabetta Tomasi, Barbara Girardi e infine
un GRAZIE a don Tiziano e don Cornelio.
FALEGNAMERIA
GIACOMONI
DI LORENZO E FRANCESCO S.N.C.
POVO (TN) - VIA SABBIONI, 3 - TEL. E FAX 0461 810093
6 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Associazioni
Oratorio
3 giorni sulla neve
il campo invernale del
gruppo delle superiori
a cura degli Animatori dei giovani
V
i ricordate quanto nevicava all’alba
del 26 dicembre? I ragazzi delle superiori e noi animatori ci siamo dati appuntamento proprio quella mattina, alla
messa delle otto, per partire alla volta di
Baselga del Bondone - dove ci siamo accampati nei tre giorni successivi nella grande casa che la parrocchia del luogo affitta a
chi la richiede.
Il campo invernale è stato fortemente richiesto dai ragazzi, soprattutto dai più
grandi che avevano già vissuto l’esperienza
di una tre giorni durante il periodo Natalizio.
Dunque il gruppo di giovani che comprende un età dai 14 ai 18, ha preso le borse e piantato le tende a Baselga, per una
esperienza di vita comunitaria, confronto e
divertimento.
L’abbondante nevicata ha permesso
una gita alla Malga Brigolina dove si è svolta una lotta a palle di neve e in cui nessuno
è rimasto asciutto, ma ci ha impedito di
partecipare alla ‘ciaspolada’ ( la neve era
troppo fresca). Abbiamo comunque passeggiato e pattinato, gustando sempre con
piacere le prelibatezze preparate dai nostri
abilissimi cuochi che gentilissimi si sono
dati il turno per sfamarci: Carla e Chiara,
Emilio, Iole e Rita.
Ai momenti di divertimento si sono al-
ternati momenti più seri di confronto, con i
temi proposti da don Tiziano, che hanno
portato a belle riflessioni dei ragazzi e ottimi spunti per discussioni.
Per chi ancora non lo sapesse, il gruppo degli adolescenti è il frutto del ‘cambiamento’ avvenuto quasi due anni fa in risposta alla carenza di ragazzi che frequentavano gli incontri.
Si è così passati da “catechesi” ad “ani-
mazione dei giovani”: dare valori “evangelici” non con l’evangelizzazione vera a propria, ma con percorsi pratici e il semplice
stare assieme - vivendo e partendo dall’esperienza - senza dimenticarsi in nome di
CHI siamo qui,solo cambiandone l’approccio con il gruppo.
Il gruppo dei giovani delle superiori si ritrova ogni venerdì alle 20.30 in oratorio ed
è aperto a tutti i ragazzi dai 14 ai 18 anni.
OFFICINA ELETTRAUTO GOMMISTA
SERVIZIO AUTORIZZATO
di Zordan Romeo
RICARICA CONDIZIONATORI
REVISIONI
Via Sommarive 2, 38050 POVO (TN), tel. 0461 810667
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 7
Associazioni
Oratorio
E ancora è Natale
i Cantori della Stella!
a cura delle animatrici dell’Oratorio
S
e il giorno dell’Epifania, nel centro
storico del nostro sobborgo, avete
incontrato un gruppetto di “angioletti” e “pastorelli” che cantando al suono di
chitarre vi ha allietato con motivi natalizi,
siete stati fortunati: erano i “Cantori della
Stella”, fanciulli che in tempo di Natale girano di casa in casa a rallegrare ed annunciare la lieta Novella con canzoni natalizie ad
altri bambini come loro.
Nel primo pomeriggio, fortunatamente
assolato, di quel giorno che “tutte le feste
porta via”, un gruppetto di ragazzini accompagnati dalle animatrici dell’oratorio, si
è dato appuntamento per risvegliare lo spirito Natalizio suonando di casa in casa i
campanelli del cuore annunciando con melodie il messaggio di pace che Gesù ha portato a noi tanti anni fa, con chitarre, stelle e
allegria.
L’entusiasmo dei ragazzi è stato premiato da chi li ha ascoltati con un sorriso, un
applauso e in qualche caso con dolci o piccole offerte in denaro. Alla fine del peregrinare ci siamo riuniti ai cantori della stella di
5° elementare (che hanno prestato il loro
servizio nella zona di Mesiano) alla celebrazione della “Benedizione dei bambini” dove
tutte le donazioni sono state consegnate a
don Cornelio e devolute all’infanzia missionaria, con una particolare attenzione per
l’Emergenza Maremoto.
Tutti i bambini che hanno partecipato all’iniziativa dei Cantori, hanno ricevuto in
Duomo, assieme alle animatrici e alle catechiste, il mandato del Vescovo per poter
portare l’annuncio della buona novella.
AUTOTRASPORTI NAZIONALI
DAMIAN VITTORIO e C. snc
POVO - TRENTO
8 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Il carnevale
dei bambini
Associazioni
A
nche quest’anno il Circolo Oratorio Concordia e il Gruppo
Alpini di Povo fanno da apripista al carnevale. Si è tenuto,
nonostante le temperature polari, nei piazzali dell’oratorio il
carnevale dei bambini, tradizionale appuntamento di inizio carnevale. Il pomeriggio è iniziato con una divertente momento di animazione organizzato dai ragazzi di Gruppo Giochi e dedicato ai
bambini, mentre gli alpini con allegro intrattenimento musicale preparavano le frittelle per “stemperare” l’ambiente e intrattenere i
“non più bambini” in attesa della “pastasciuttata” finale.
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 9
Associazioni
Genitori insieme
Diventare genitori OK di figli preadolescenti
La Parrocchia SS. Pietro e Andrea in collaborazione con la cooperativa sociale Kaleidoscopio organizza un itinerario sulla genitorialità per genitori di preadolescenti e adolescenti. Tale percorso fa parte di un più ampio progetto di formazione dedicato ai
genitori e proposto dalla parrocchia di Povo che ha avuto inizio nel mese di novembre 2004. Parte del progetto è finanziato
dalla Provincia Autonoma di Trento dal “Fondo per le Politiche Giovanili”. Relatore per il percorso è il dott. Vinicio Carletti, psicologo e psicoterapeuta. L’obiettivo che questo itinerario persegue è quello di accompagnare i genitori a utilizzare e migliorare
le proprie competenze per modificare le condizioni che creano disagio nelle relazioni familiari e per favorire un maggior livello di
qualità di vita e di benessere nella famiglia e nella comunità. Il metodo utilizzato è “partecipativo” pertanto attento a coniugare
le scoperte date dalla riflessione delle tematiche con l’assunzione degli interrogativi provenienti dai partecipanti per favorire la
riappropriazione e quindi il processo autoeducativo.
Gli incontri si terranno alle ore 20.30 presso l’Ex Scuola Elementare di POVO (via don Dallafior, 3) con i seguenti appuntamenti:
Primo incontro: giovedì 7 aprile 2005.
Promuovere la fiducia.
Secondo incontro: giovedì 21 aprile 2005.
Ascoltarsi in famiglia.
Terzo incontro: giovedì 12 maggio 2005.
Affrontare i conflitti.
Quarto incontro: giovedì 26 maggio 2005.
Aiutare la crescita.
La partecipazione agli incontri è ha titolo gratuito. Per informazioni più dettagliate
sono disponibili dei pieghevoli in chiesa e presso il centro Spazio Aperto (c/o l’ex
scuola elementare) dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 19.00.
• RISTRUTTURAZIONI CIVILI INDUSTRIALI
• MANUTENZIONI
di Roberto e Valentino S.n.c.
• COSTRUZIONI IN GENERE
• REALIZZAZIONI E VENDITA IMMOBILI
10 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Loc. Gabbiolo 33 - Povo (TN)
tel. 0461810930 - 336452328
Associazioni
Nel paese dei Balokki
A
ll’interno del carnevale 2005 SPAZIO
APERTO, cooperativa Kaleidoscopio,
ha presentato il “Paese dei Balokki”.
Questo evento mascherato è stato per i ragazzi e per gli operatori del centro un momento di divertimento e un’importante occasione per mettere in gioco, all’interno di
un gruppo, le proprie abilità di equilibrio e di
coordinazione.
Assieme ci siamo impegnati nel costruire e nell’organizzare questo evento che
ci ha portato a partecipare, divertendoci, al
carnevale di Trento e di Oltrecastello.
Ci siamo, così, tuffati in un paese im-
maginario dove emozionanti e luccicanti attrazioni e suggestioni come la magia dei
mangiafuoco, i brividi dell’altezza, la dolcezza delle fatine, l’irruenza di pinocchio e
le colorate strisce volanti ci hanno fatto perdere la testa e per alcuni giorni ci hanno fatto spuntare delle lunghe orecchie da asino.
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 11
Associazioni
opere su 22 hanno superato i 1000 punti. Questa la classifica definitiva per sezione e categoria:
A r c i - Pa h o
Tradizionali - gruppi
Presepi 2004
i premiati
I° - n° 21 - Gabbiolo casa Facchinelli (Mazzalai Nadia)
II°- n° 3 - chiesa di Celva (Bertotti Ferrucio)
III° - n° 19 - scuola d’infanzia equiparata di Povo
Tradizionali - singoli
I° - n° 15 - Cagol Mariano
II°- n°4 - Filosi Carla
III° - n° 14 - Camin Cristina
Creativi - gruppi
I° - n° 6 - chiesa Oltrecastello (Coser Loretta).
II° - n° 18 - chiesa di Povo (animatori oratorio)
III° - n° 8 - bambini di Via Paho (Visintainer Annachiara).
di Aldo Giongo
Creativi - singoli
L
a quinta edizione del concorso “se a Povo a Natale un Presepe” ha visto una partecipazione eccezionale di pubblico alla premiazione (foto in basso) e di visitatori alle opere dei 22
concorrenti distribuiti su gran parte del territorio di Povo.
Questa manifestazione coinvolge il paese dal 23 dicembre al
primo sabato di gennaio ed i concorrenti per molto più tempo, una
simpatica gara di fantasia e abilità artistica unita ad una tradizionale devozione cristiana. Quest’anno la premiazione è stata (quasi) perfetta, hanno introdotto i giovani di Kaleidoscopio guidati da
Alessia Luchesa, con una suggestiva recita a lume di candela che
a fatto entrare i numerosissimi partecipanti nella sala del centro civico nel clima Natalizio.
Un presentatore giovane ma esperto, operatore radiofonico, ha
condotto la serata. Dopo una breve introduzione ha dato la parola
al presidente del circolo ARCI PAHO Aldo Giongo, per un resoconto dell’iniziativa ed un sentito ringraziamento a quanti hanno collaborato con il circolo e spazio aperto di Kaleidoscopio: la circoscrizione di Povo per il finanziamento, Tuttapovo per la stampa dei pieghevoli e lo spazio sul giornale, Paolo Giacomoni per le fotografie
dei presepi e la spettacolare presentazione su maxi schermo delle
stesse con l’aiuto di Paolo Bortoli, la Famiglia Cooperativa di Povo
sponsor unico della manifestazione che ha offerto un ricco e apprezzato rinfresco e come sempre l’edicola di Maria Tiziana Pegoretti per l’appoggio logistico nella distribuzione e raccolta delle
schede.
Prima di passare alla premiazione, hanno portato il loro saluto,
il presidente della circoscrizione ing. Nicola Alessandrini e il presidente del club interassociativo Tuttapovo Sergio Nichelatti. Stillare
la classifica, ha comportato un impegno notevole da parte degli organizzatori, sono stati scrutinati ben 24.621 voti ai quali si è aggiunto il giudizio artistico della giuria. Il più votato in assoluto dal
pubblico è stato il numero 12 (locanda al Cavaliere) con 1597 voti, il meno votato il numero 17 (Spazio Aperto - Kaleidoscopio). 14
I° - n° 22 - Miori Daniela
II° - n° 16 - Chia Pau
III° - n° 12 - Locanda al Cavaliere.
La differenza tra i premiati era veramente minima. Tutti i concorrenti hanno ricevuto il quadretto con la foto ricordo del proprio
presepe, un premio è andato ovviamente anche ai numerosi visitatori, la dea bendata con le sembianze di un simpatico bambino, ha
estratto tra le molte schede il vincitore del ricco cesto in palio, al
quarto tentativo (chi non è presente non ha diritto a nessun premio) è stata estratta la signora Paola Moser di Celva. La festa è terminata con il ricco rinfresco generosamente offerto come ogni anno dalla nostra Famiglia Cooperativa. L’invito è rivolto sin da ora a
partecipare numerosi alla prossima edizione, vi ricordiamo che il
tagliando di partecipazione ed il regolamento saranno pubblicati
sul numero d’ottobre di Tuttapovo.
Pollice Verde
Luigi Maier
Regolazione siepe
Abbattimento, potatura piante
ad alto e basso fusto
Regolazione, cura e manutenzione
di terrazze e zone verdi
Preparazione orti
Impianti di irrigazione
Sgombero neve
Sopralluoghi con preventivi gratuiti
38050 Villazzano - Via Strada Stretta, 17 - Tel. e Fax 0461.917651 - Cell. 335.5919672
12 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Foto S.N.
Associazioni
Presepe n. 21: Gabbiolo
Presepe n. 15: Pantè
Presepe n. 6: Oltrecastello
Presepe n. 22: Gabbiolo
Soc. Coop. a Resp. Limítata
Sede: 38050 POVO DI TRENTO
Via Sommarive, n° 4
Tel. 0461 810094
Fax 0461 811652
Reg. Imprese TN 205-6772 - R.E.A. 102166
Partita IVA 00857160220
ECOLOGIA:
GESTIONE CRM - CRZ
EDILIZIA
E-mail: [email protected]
PULIZIE INDUSTRIALI
SERVIZI DI RECEPTION
e
FRONT - OFFICE
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 13
Associazioni
A r c i - Pa h o
;
Il programma 2005
;
;
di Aldo Giongo
;
L’
assemblea del circolo ARCI PAHO,
dopo aver analizzato e valutato positivamente le iniziative svolte nel
2004 ha discusso ed approvato il programma per il 2005, vi proponiamo una breve
sintesi, ricordandovi che il nuovo direttivo è
sempre pronto ad accogliere suggerimenti
e proposte e naturalmente nuovi iscritti:
Attività 2004
;
;
;
;
;
;
;
;
Gennaio
premiazione del concorso presepio quarta edizione con 18 concorrenti realizzato con la partecipazione della circoscrizione, di Spazio Aperto - Kaleidoscopio, di Tuttapovo e della famiglia cooperativa di Povo;
apertura dei corsi di yoga e shiatsu.
Febbraio
festa di carnevale giovani con i gruppi
rock della sala prove - progetto giovani;
presentazione del libro di poesie di Nicola Cetrano al centro civico di Povo.
Marzo
Gita a Padova visita alla cappella degli
Scrovegni.
Maggio
presentazione della videocassetta realizzata dal circolo, “Povo anni 60” presso la casa di riposo di Povo.
Giugno
mostre pittoriche al centro civico di Povo, nell’ambito della festa di Tuttapovo.
Agosto
torneo di calcio e pallavolo misto “par
condicio 10” al campo parrocchiale di
14 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Povo e alla palestra del centro civico;
; festa per i bambini bielorussi alla baita
ex Chesani con la commissione Sport;
; partecipazione alla festa della montagna
al parco Cimirlo.
Ottobre
; spettacolo teatrale in lingua tedesca per
le scuole superiori;
; inaugurazione dei corsi di spagnolo,
portoghese,yoga,shiatsu, viet thai chi,
cucito, italiano per stranieri;
Dicembre
; Dal 23 dicembre al 3 gennaio 2005 concorso presepi 2004
In programma per il 2005
Gennaio
; premiazione concorso presepi 2004;
Febbraio
24 - Assemblea generale ordinaria;
Marzo
; apertura concorso fotografico;
; torneo pasquale di pallavolo femminile
a Znojmo.
Aprile
; gita a Novacella - castel Tures.
; recital teatrale studentesco - teatro Concordia.
Maggio
; Collaborazione con la commissione cultura e con la scuola per l’escursione
storico/naturalistica (festa degli alberi),
; Collaborazione con i comitati gemellaggio per visita delegazione (allestimento
mostra pittorica internazionale, festa
giovani, conferenza per i 90 anni par-
tenza profughi.)
Giugno - Luglio
partecipazione festa di Tuttapovo (mostra concorso fotografico e premiazione)
Agosto
torneo misto di calcetto e pallavolo al
parco Cimirlo “par condicio 11”;
Settembre - Ottobre
gita da stabilire e partecipazione viaggio
a Znojmo con comitati gemellaggio.
Dicembre
dal 23 a 3/1 0 10/1 - concorso presepi
sesta edizione.
Rinnovo
direttivo
E
saurito il mandato triennale il direttivo del circolo ha rimesso l’incarico all’assemblea che, raccolte le
disponibilità a ricandidare e le nuove
candidature a cura della presidenza dell’assemblea ha eletto il nuovo organismo
direttivo. Riconfermato all’unanimità il
presidente/cassiere, Aldo Giongo per il
costante impegno dimostrato, confermato anche il vice presidente cav. Aurelio
Pontalti.
E’ stato eletto segretario Paolo Bortoli, Giorgio Betti e Paolo Bor toli, consiglieri e responsabili per le attività spor tive, Rosamaria Latanza consigliere responsabile traduzioni e corsi, Sara Alber tini consigliere responsabile attività
ar tistiche,consiglieri sono stati eletti anche Angela Donà, Rosalinda Mengon e
Maria Teresa Trabaldo, revisori dei conti: Pompeo Forgione e il commendator
Aldo Casna.
La rinnovata compagine par te senza
indugio verso nuovi traguardi con l’unico
scopo di contribuire a rendere più vivo e
interessante il nostro sobborgo organizzando incontri culturali e ricreativi in collaborazione con la circoscrizione e con
le altre associazioni.
Associazioni
A r c i - Pa h o
Giovani incontri
nella nuova Europa
di Aldo Giongo
laborazione dei comitati gemellaggio, del
G.S. Marzola e dell’U.S. Villazzano, stiamo
preparando la trasferta di tre squadre, una
di Villazzano e due di Povo. Il torneo sarà
disputato il sabato santo e la domenica di
Pasqua. Ogni squadra giocherà un totale di
7 partite, un augurio per le ragazze, di dimostrare il loro valore sportivo ma soprattutto di far vincere l’amicizia e l’incontro tra
i giovani della nostra vecchia ma sempre
giovane Europa.
I
l circolo ARCI PAHO è da molti anni
impegnato nel promuovere rapporti
d’amicizia con la città di Znojmo (gemellata ufficialmente con Povo e Villazzano
dal 1996), dal primo contatto risalente al
1988, all’ospitalità a Znojmo di 20 ragazzi
della scuola media nel 1993 alla pubblicazione del romanzo “A est dell’impero”, romanzo storico sulla vicenda dei profughi in
quella città dal 1915 al 1918 prodotto in lingua italiana,ceca e tedesca.
Quest’anno è la volta di una manifestazione sportiva di livello europeo realizzata
con il sostegno determinante della provincia di Trento tramite l’assessorato alle politiche giovanili, un torneo di pallavolo femminile under 16 che vedrà in campo squadre olandesi, ceche, slovacche,polacche e
italiane. Per quanto ci riguarda, con la col-
La squadra di pallavolo di Znojmo vincitrice del torneo Fabio Merler 2004
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 15
Associazioni
Circolo culturale ARCI - PAHO
Il Circolo Culturale ARCI/PAHO di Povo
Organizza per
VIET TAI CHI
A POVO!
Concluso il primo ciclo, riprende il corso presso la Saletta
associazioni della Circoscrizione, i
martedì dalle ore 19.00 alle 20.30.
Una tuta da ginnastica, la voglia di una ginnastica dolce
ed armoniosa, adatta a tutte le età e capacità atletiche... questo è quanto serve per vivere o provare un’attività leggera ed
efficace, di grande eleganza e bellezza, antica e nuova al
tempo stesso.
Per informazioni, rivolgersi agli Istruttori Ines Hoang Ly e
Claudio Hoang Nhac, 329.0733203 - 333.3945317, o al
presidente del Circolo Aldo Giongo tel. 0461 819947 o scrivere a [email protected].
10 lezioni settimanali - quota di iscrizione - 95,00 euro più tessera ARCI 2005.
Viet Tai Chi Vui!
Viet Tai Chi Thien!
Viet Tai Chi Chi!
QI GONG
AUTOSHIATSU
DAO YIN
Parte il 31 marzo il corso di QI GONG - AUTOSHIATSU DAO YIN presso la Saletta associazioni della Circoscrizione,
il giovedì dalle ore 20,30 alle 22.30.
Impariamo ad “unire corpo e mente” per raggiungere uno
stato di equilibrio e benessere, attraverso delle tecniche che
stimolano e aumentano l’energia vitale.
Per informazioni, rivolgersi al numero 0461 829175 e email [email protected], o al presidente del Circolo Aldo Giongo
tel. 0461 819947 e-mail [email protected].
6 lezioni settimanali - quota di iscrizione - 65,00 euro più tessera ARCI 2005.
16 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
sabato 2 aprile 2005
Gita all’abbazia di
Novacella e
Castel Tures (Taufers)
Alto Adige - Südtirol
L’abbazia di Novacella fondata nel 1142, fu la più importante biblioteca del tirolo. Comprende circa 76.000 volumi tra i quali molti manoscritti miniati del XV° e XVI° secolo,
la pinacoteca dispone dei più antichi dipinti del TIROLO, prestigiose opere del 1400 del periodo gotico.
Castel Taufers, un castello medioevale perfettamente arredato e conservato. non avendo mai subito attacchi e distruzioni, 64 stanze, tra cui sala del giudizio, biblioteca, sala
da pranzo. Il mastio con la camera della tortura, cappella affrescata, sala d’armi e camera dei principi.
Programma:
Viaggio in pullman
Ore 8.00 - partenza da Oltrecastello-Borino.
Ore 8.30 - partenza davanti alla Chiesa di Povo.
Ore 10.00 - visita all’ abbazia di Novacella.
Ore 12.00 - pranzo tipico (piatto freddo) presso la cantina dell’abbazia.
ª Ore 15.00 - visita a Castel Tures.
ª Ore 18.00 - partenza per il ritorno.
ª Ore 20.00 - circa arrivo a Povo.
Prenotazioni entro martedì 22 marzo presso la Rivendita giornali e tabacchi di Maria Tiziana Pegoretti in via della
Resistenza 19 a Povo.
Per informazioni telefonare allo 0461 819947 oppure
scrivere a [email protected]
Servizi compresi: viaggio in pullman G.T. - guida turistica - ingressi - assicurazione.
Servizi non compresi: pranzo su prenotazione preventiva.
Quote di partecipazione da versare all’iscrizione:
Adulti euro 25,00 - Minorenni euro 22,00
Pranzo euro 7,50 (bevande escluse).
N.B. Per motivi legali è necessario che almeno una persona per nucleo famigliare sia iscritta all’ARCI, tessera che
si può fare durante il viaggio (euro10,00).
La gita verrà effettuata con un minimo di 30 persone, in
caso di annullamento la quota sarà restituita.
ª
ª
ª
ª
Associazioni
Concorso di fotografia
A r c i - Pa h o
Riscopri la
Povo antica
di Aldo Giongo
S
pesso facciamo lunghi viaggi per visitare siti storici, paesi,
ville, castelli, ecc e non conosciamo la storia e le opere d’arte che ci circondano e vediamo tutti i giorni. Questa l’idea
che ha spinto Sara Albertini, dirigente del circolo ARCI PAHO ha
proporre un originale concorso fotografico aperto a tutti. I concorrenti devono individuare e fotografare degli angoli caratteristici di
Povo con una valenza storica che va documentata allegando alla
foto una breve descrizione. Per partecipare al concorso basta seguire il sotto riportato regolamento. Sono previsti ricchi
premi per i vincitori,
le foto saranno
esposte nell’ambito
della seconda festa
di Tuttapovo e potranno essere votate
dai visitatori, partecipate numerosi. Il
direttivo del circolo
chiede ai proprietari
delle ville storiche di
Povo di consentire
ai concorrenti che lo
richiedono di fotografare i capolavori
ed i reperti storici
che rendono uniche
le loro dimore, dandoci modo di valorizzarle e farle conoscere.
Alla riscoperta
della Povo antica
Il concorso prevede due categorie: a colori e bianco e nero.
I partecipanti possono iscriversi presentando il modulo allegato al regolamento o stampato su Tuttapovo presso la rivendita di
giornali e tabacchi di Maria Tiziana Pegoretti in via della Resistenza 19 (Povo) unitamente alla quota di iscrizione di 5 EURO entro e
non oltre il 15 aprile.
Sul modulo dovranno essere indicati: nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, categoria di partecipazione.
Le fotografie dovranno avere come soggetti: scorci, fabbricati,
opere d’arte, monumenti, o particolari degli stessi, che appartengano al territorio di Povo e che rappresentino momenti storici
Le fotografie dovranno essere accompagnate da una breve ricerca storica che specifichi quantomeno di cosa si tratta
Ciascun partecipante dovrà far pervenire alla sede ARCI di Povo (p.zza Manci) o a Sara Albertini (via Sabbioni 43 - Povo) 2 fotografie delle dimensioni di cm 18 x cm 24 di soggetto diverso e
un biglietto con scritto il proprio nome, cognome, indirizzo, numero di telefono all’interno di una busta chiusa. Attenzione: la busta
esternamente non dovrà riportare in alcun modo segni di riconoscibilità del partecipante, altrimenti sarà automaticamente messa
fuori concorso!
I partecipanti hanno tempo fino al 31 maggio per consegnare
la busta col materiale richiesto
Le fotografie saranno esposte presso le ex scuole elementari di
Povo dal 29 giugno al 3 luglio, in occasione della festa di Tuttapovo per essere ammirate e votate dai visitatori attraverso una scheda che troveranno in loco
Fotografie e ricerca saranno sottoposte al giudizio tecnico di
una commissione di esperti di fotografia e da uno storico: sarà
premiato il miglior lavoro per ogni categoria con una magnifica
macchina fotografica digitale
Anche il primo classificato di ciascuna delle due categorie
con il giudizio del pubblico visitante riceverà un premio a sorpresa. Le fotografie non verranno restituite e potranno essere riutilizzate dalla Rivista Tuttapovo.
Le 12 migliori fotografie (6 a colori e 6 bianco e nero) in modo
particolare saranno utilizzate per la realizzazione di un calendario
per l’anno 2006 che verrà messo in vendita nel corso dell’autunno
prossimo e il cui ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza.
La premiazione avrà luogo domenica 3 luglio presso TUTTAPOVO IN FESTA nel piazzale dell’oratorio.
Per informazioni ulteriori e per la consegna del materiale telefonare al numero 349.2910808 dopo le 19.30.
Modulo di iscrizione al concorso di fotografia alla riscoperta della Povo antica
Nome:_______________________________________ cognome:_________________________________________________
Indirizzo:__________________________________________________ Numero di telefono:_____________________________
Categoria di partecipazione:__________________________________________
Quota d’iscrizione di 5 Euro:
… già versata
-
… non versata
Con questo modulo si consente la pubblica esposizione e la pubblicazione a mezzo stampa del materiale fotografico che perverrà alla
commissione.
Povo, lì___________________________________ Firma_____________________________________________
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 17
Associazioni
A v i s s e z i o n e d i Po v o
Festa del
Donatore 2005
di Giancarlo Ianes
S
Foto S.N.
abato 19 febbraio si è svolta presso il Centro Civico di Povo
la Festa del Donatore, immancabile appuntamento dei donatori di sangue e che ha visto una folta partecipazione di donatori e simpatizzanti.
Questa edizione si è presentata senza il momento assembleare in
quante o in seguito alle novità emerse in sede nazionale tutte le Avis
comprese quelle di base dovranno adottare o adeguare il proprio statuto. Il direttivo ha pertanto ritenuto di fissare una serata ad hoc per
trattare l’assemblea ordinaria annuale che inserirà nel proprio o.d.g.
anche l’adozione del nuovo statuto secondo i dettami dell’Avis nazionale nel rispetto delle normative in materia di volontariato.
La serata è stata pertanto caratterizzata da uno spirito di alle-
gra convivialità. Accanto al nutrito spuntino e all’immancabile appuntamento con la fortuna, ampio spazio è stato concesso alla
musica ed al ballo allietato dalla voce di Paolo Tomasi e dalla tastiera di Sergio Dolzani.
Il Presidente Giancarlo Ianes durante la serata ha provveduto alla distribuzione delle benemerenze ai soci che si sono distinti nel
corso del 2004 per avere raggiunto le prestigiose tappe relative al
numero di donazioni di sangue effettuate, come sotto evidenziate.
Diploma di benemerenza (otto e più donazioni): Giovannini Monica, Iori Oscar, Spigato Paolo, Susin Lorenzo, Tomasi Tiziano.
Medaglia di bronzo (16 e più donazioni): Fumanelli Mauro, Lunelli Mauro, Zordan Claudio.
Medaglia d’argento (25 e più donazioni): Andreatta Cristian,
Cagol Alberto, Calliari Marco, Parola Enrico, Rossi Arrigo, Stancher
Pio, Tarolli Stefano e Zanotti Fabrizio.
Ianes ha inoltre illustrato alcuni dati statistici sull’attività dei donatori. Nel corso del 2004 l’Avis di Povo ha contribuito alla raccolta di sangue e derivati nel numero complessivo di 206 di cui 143
di sangue intero, 57 di plasmaferesi e 6 di piastrinoferesi.
Sono entrati a far parte della famiglia avisina di Povo 14 giovani di cui 9 maschi e 5 femmine e che hanno portato il numero dei
donatori attivi a 150. Il numero dei donatori sospesi o che non donano più per raggiunti limiti di età o per salute sono
63. Il totale dei soci donatori è di 213. Il buon numero di “nuovi entrati” è un dato sicuramente positivo e
che fa ben sperare anche per il futuro poiché è sempre considerevole il fabbisogno di sangue.
Ha inoltre sollecitato i presenti a par tecipare
numerosi al momento assembleare previsto tra
circa un mese che, oltre ad introdurre il nuovo statuto, vedrà il rinnovo del consiglio direttivo; ha invitato per tanto gli eventuali soci interessati ad entrare a far par te della famiglia avisina, di avanzare
la loro candidatura fin da ora.
Ha rivolto altresì un doveroso appello a quei donatori che per motivi di salute o altro sono stati sospesi
e non più chiamati, incitandoli a mettersi al più presto
in contatto con la segreteria dell’Avis comunale (tel.
0461-916173) e fissare un appuntamento per una visita medica; se ritenuti nuovamente idonei i donatori
“appiedati” potranno riprendere il prezioso servizio a
favore delle moltissime persone che quotidianamente
hanno bisogno di sangue.
BERTOTTI s.n.c.
di Bertotti Claudio e Merz Giuliano
Pitture interne e esterne
Povo (TN) - Uffici: via della Resistenza 79 - Tel. 0461 810694
18 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Associazioni
G S M a r z o l a Vo l l e y
Il Marzola Siram
vince la coppa
Trentino Alto Adige
di Bortolotti Roberto
S
uperata la grande emergenza, causata dal forte vento del 19
novembre che ha scoperchiato la Palestra del Centro Civico
di Povo, da febbraio è ripresa normalmente l’attività pallavolistica del Gruppo Sportivo Marzola.
Sono stati 70 giorni di difficoltà, nel pieno dell’attività, che hanno messo a dura prova le varie squadre della nostra Società che si
sono dovute adattare girando una moltitudine di palestre, che hanno dovuto ridurre i turni di allenamento e sospeso quasi del tutto i
corsi di mini volley..
Per fortuna, alla fine, il tutto si è risolto ed ora si sono potuti ri-
prendere i ritmi normali di allenamento; rimane, per la Società, il
rammarico che le ragazze del 1991
(squadra Under 14 A) non abbiano
saputo e voluto affrontare una situazione di emergenza e quindi abbiano abbandonato in gran parte
l’attività.
Le altre squadre hanno saputo stringere i denti e alla fine, nonostante le gravi difficoltà, hanno continuato l’attività conseguendo risultati che sono, a tutt’oggi, più che lusinghieri.
La squadra di Serie C è seconda, ad un punto dalla prima, nel
campionato e il giorno dell’Epifania ha conquistato, per la seconda
volta in sei anni, la prestigiosa Coppa Trentino Alto Adige, contro
l’Argentario.
La squadra di 1a Divisione, composta dalle ragazze che partecipano anche al campionato Under 17, al termine del girone d’andata ha conquistato un insperato 4° posto in classifica contro
squadre composte, in gran parte, da giocatrici adulte. Inoltre le
stesse ragazze hanno conquistato, in Under 17, l’accesso al girone d’eccellenza dove le sei squadre più forti della provincia si contenderanno la conquista del titolo provinciale. Ad ulteriore titolo di
merito di queste ragazze va detto che quasi tutte sono di uno, due
anni più giovani rispetto alle giocatrici delle altre squadre.
L’Under 15 è anch’essa approdata in uno dei due gironi di eccellenza ed è in piena corsa per conquistare uno dei quattro posti
utili per disputare le finali per l’assegnazione del titolo provinciale.
La realtà forse più bella, perché per certi versi giunge insperata, è quella delle ragazze nate nel 1992 e
1993 che partecipano ai campionati Under
14 e Under 13.
Alla fine dei gironi di andata delle due
categorie occupano il secondo posto in
ognuno dei due campionati.
Se riuscissero a continuare e a mantenere tale ritmo di risultati riuscirebbero nell’impresa di centrare in un’unica annata
l’accesso alle finali a quattro squadre in due
distinti campionati.
Come si può ben vedere i risultati e le
soddisfazioni non mancano in casa del
Marzola, a dimostrazione del buon lavoro
svolto e della serietà e della passione che la
Società di Povo mette nel proprio lavoro
quotidiano.
Nella foto le ragazze della squadra under 14
e under 13.
20 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Sci Club Marzola
a mezza stagione
L’
attività invernale dello Sci Club Marzola è giunta al “giro di
boa”. Non è ancora tempo di bilanci ma la stagione agonistica sta galoppando con un successo dietro l’altro da
parte di tutte le categorie giovanili e non.
In particolare assistiamo ad una buona ripresa del gruppo giovanissimi, con una quindicina di marzolini che si divertono nelle
uscite su neve e nelle gare.
Le categorie baby e cuccioli stanno dando ottimi risultati sia
nello stretto senso competitivo, sia nel non meno importante
aspetto ludico-tecnico, fondamentale per i bambini che muovono i
primi passi sugli sci.
Fra loro si distinguono i baby: Francesco Gremes (‘96), Anna,
Elio e Ivan Baldo (‘96), Claudio Vaccari (‘96), Andrea Gremes
(‘97), Leonardo Dallapè (‘97) ed i cuccioli, Stefano Detassis (‘94),
Federico Rosa (‘95) ed Elisa Bianchini (‘94).
A questi piccoli atleti vogliamo fare un applauso speciale, certi
che continueranno a praticare lo sci da fondo in questa stagione ed
in quelle a venire, portando avanti la società ed avvicinando sempre più giovani a questo magnifico sport.
Non vanno dimenticati i principianti sciatori (circa una quarantina) delle scuole elementari trentine che stanno partecipando al
corso, organizzato dallo Sci Club Marzola in collaborazione col comune di Trento, nelle giornate di venerdì pomeriggio e sabato mattina alle Viote del Monte Bondone. Speriamo di poterli impegnare
tutti nel “Trofeo Laurino”, che si svolgerà in marzo sulle nevi del
Passo Lavazè, come ultima sciata della stagione 2004-2005 e di
rivederli il prossimo anno nel vivaio della società.
Nelle altre categorie giovanili, quali ragazzi e allievi, si riscontra
il massimo impegno da parte degli atleti per guadagnare ottimi risultati nel circuito zonale e la convocazione ai Campionati Italiani,
coronando tutta la preparazione invernale, autunnale ed estiva. Si
segnalano le prestazioni dell’allieva Ilaria Rosa (‘90), che sta migliorando di gara in gara.
Gli aspiranti e gli juniores marzolini, si fanno notare a livello nazionale, locale e nelle gare cittadini, lasciando ben sperare per la
prosecuzione della stagione che terminerà a ridosso della Pasqua.
Fra loro risalta la figura di Loris Marzari (‘85), che sta ottenendo ottimi piazzamenti in tutte le manifestazioni di rilievo, alle quali il Marzola non manca.
Una soddisfazione particolare ed inaspettata per l’intera società, è venuta dal ormai poliziotto poero Luca Orlandi che ha vinto la
medaglia d’oro, il 21 gennaio, nei 30 km delle “Universiadi” di Innsbruck. Dire che quest’atleta è un ex marzolino è improprio, visto
il suo attaccamento verso la società d’origine.
Lo Sci Club Marzola vuole augurare ai suoi giovani sciatori, un
buon proseguo di stagione per raggiungere gli obiettivi prefissati e
non. Nella foto vediamo alcuni atleti, allenatori e responsabili della
squadra agonistica dopo l’allenamento della Vigilia di Natale 2004
alle Viote sul Monte Bondone.
Per ulteriori informazioni rivolgersi alla sede di Piazza Manci, 5
Povo (Trento) APERTA TUTTI I MARTEDI’ dalle 20:30 alle 22:00 o
telefonare al numero 0461 810095. È inoltre possibile consultare il
nostro sito internet www.gsmarzola.org.
Riccardo Faes
• Associato accordo (ANIA) per la gestione diretta del
sinistro si ritira l’autovettura solo firmando il modulo di
delega senza anticipare il pagamento.
• Possibilità di verificare l’allineamento scocca con sistema computerizzato in poci minuti (verifica usato
prima dell’acquisto).
• Preventivi immediati gratuiti senza impegno.
• Impianto di verniciatura idoneo all’utilizzo di vernici a
base d’acqua per il ripristino come da originale.
• Tempi medi di consegna autovettura: 3 giorni.
• Auto sostitutiva.
• Garanzia del lavoro svolto.
MATTARELLO (TN) - Via della Cooperazione 47 - tel 0461946006 - fax 0461942850
e-mail: [email protected] www.fellincar.it soccorso stradale: 3355458709 3477128298
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 21
Luca Orlandi,
medaglia d’oro
L
uca sapeva che Innsbruck gli avrebbe
portato bene, lì aveva avuto occasione di mettersi in evidenza alla Coppa
del Mondo di corsa in montagna oltre 3 anni fa, però forse non si aspettava di assaporare il gusto di un successo così prestigioso.
Sulle piste di Seefeld, nei pressi del capoluogo tirolese, a fine gennaio Luca Orlandi, 20 anni, infatti ha conquistato la medaglia d’oro alle Universiadi nella 30 chilometri a tecnica classica. Un successo colto in
modo netto, infliggendo oltre un minuto e
mezzo di distacco agli avversari in gara.
“Il primo a rimanere stupito sono stato
io e non solo i compagni di squadra ed i
tecnici della nazionale. Vincere, e con quel
distacco! Chi mai se lo aspettava?”. Quando racconta la sua gara Luca esprime ancora tutto lo stupore per un successo così
importante e per il modo con cui l’ha conseguito.
“Era un giornata con un tempo orribile.
C’era un vento molto forte e nevicava mol-
Loc. Ciré
Via degli Artigiani, 3
38057 Pergine Valsugana
22 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Luca Orlandi è nato a Trento il 20 ottobre 1984 e risiede a Povo, in Via alla
Val con la famiglia. Si è diplomato alle
ITI nel 2003 e dall’anno successivo si
è iscritto al Corso di Laurea in Scienze
Motorie presso l’Università degli Studi
di Verona. Ha cominciato a praticare lo
sci di fondo a dieci anni con lo Sci
Club Marzola e da due anni difende i
colori del Gruppo Sportivo Fiamme
Oro di Moena come aggregato. Luca
ha fatto parte della nazionale azzurra di
sci da fondo fin dalle categorie giovanili ed ha praticato con successo anche la corsa in montagna vestendo per
ben due occasioni la maglia delle nazionali in occasione dei campionati
mondiali.
to. Gli skimen sono diventati matti per preparare degli sci adeguati, ma il nostro Carrara ha fatto una sorta di “miracolo”! Mi
sono messo ai piedi un paio di sci mai usa-
Tel. e Fax 0461 509055
Tel. abit. 0461 810494
Cell. 340 7314106
ti, trattati solamente con una passata di
carta vetrata. Abbiamo praticamente corso
col “pelo” come si dice in gergo”.
Una scelta che si è rivelata fondamentale per arrivare al gradino più alto del podio.
“Gli sci avevano qualcosa in più ed erano
velocissimi rispetto a quelli degli avversari.
Sono partito in terza fila, visto che ero il
23° nella griglia di partenza, ma dopo un
paio di chilometri avevo recuperato molto
terreno ed ero già in testa”.
Da lì in poi la gara è stata un tuo monologo. “Sulla prima salita infatti ero già in testa da solo e sulle mie code erano rimasto
solamente un ragazzo austriaco. Me lo sono portato in scia per una decina di chilometri prima che... si ritirasse! È stata una
gara durissima, nei primi giri dovevamo veramente aprirci la pista visto che i binari
erano pieni di neve fresca”.
Mentre i chilometri passavano ti rendevi
conto di quello che stavi per andare a conquistare? “A dire il vero mi sembrava tutto
molto irreale. Mi dicevo ‘Tra poco rientrano i
Sci nordico
russi ed i kazaki, ma intanto cerco di
guadagnare più vantaggio possibile’.
Un piazzamento nei primi cinque sarà
già stato un grande risultato”.
Ed invece... “Dietro nessuno guadagnava anche se alla partenza c’erano atleti dell’Est Europa che competono a livello internazionale ed a volte
battono pure i nostri atleti di punta in
Coppa del Mondo. Negli ultimi 5 chilometri ho realmente cominciato a crederci ed al traguardo sono arrivo felicissimo. Non solo per la vittoria, ma
anche perché al traguardo ad abbracciarmi c’erano i miei genitori. Una sorpresa inaspettata!”.
Poi la Flower ceremony ed in serata la premiazione ufficiale con tanto di
medaglia ed inno. “Mi sono stancato
più del dopo gara che durante i 30 chilometri. Le interviste, l’antidoping, le
premiazioni... Ma quante emozioni! È
stato come vincere un’Olimpiade”.
Le Universiadi infatti dovrebbero
essere una sorta di Olimpiadi in miniatura, dove competono i più promettenti atleti, che saranno i campioni del futuro. “È veramente un’esperienza unica. A Innsbruck c’erano 45 nazioni
rappresentate con atleti fino ai 28 anni
di età ed il clima era come quello delle Olimpiadi.
Vivere a stretto contatto con ragazzi di tanti paesi diversi per un periodo
così lungo, dieci giorni, è qualcosa di
unico. L’atmosfera di amicizia si respirava molto specialmente duranti i pasti
quando si mangiava tutti quanti assieme. Poi essere uno dei soli due trentini convocati in nazionale era motivo di
ulteriore orgoglio”.
Facciamo un passo indietro; questo
successo sicuramente non è frutto solamente di aver azzeccato gli sci giusti.
“Quello è sicuramente importante però penso che abbia influito molto la
preparazione specifica fatta sotto la direzione di Selle, il mio allenatore alle
Fiamme Oro. Ci siamo concentrati
molto sulla tecnica classica, in cui sò
esprimermi meglio, e sulle lunghe distanze”.
Solitamente si dice che solo con la
maturità atletica si riesce a far bene
sulle distanze più lunghe, ma tu hai solo venti anni. “È vero, ma io ho sempre
amato gli sforzi prolungati. Allenarmi e
competere su distanze di 30 e 50 chilometri non è un peso. Una delle mie
doti è sicuramente la tenacia e la costanza, fondamentali per questo tipo
di distanze, in cui conta molto anche
avere la “testa”, la giusta concentrazione”. Doti che Luca ha dimostrato
anche nelle settimane successive alla
vittoria alle Universiadi, cogliendo il
terzo posto assoluto nella Maratona
della Val Casies sulla distanza dei 28
chilometri ed un lusinghiero ottavo posto ai Campionati Italiani sulla distanza
dei 50 chilometri ad appena ad un minuto dal recente medagliato mondiale,
Di Centa, ed un dodicesimo posto in
Coppa Europa. Ed ora cosa dobbiamo
aspettarci dal campioncino di Povo.
“Margini di crescita ce ne saranno di
sicuro in futuro. Ho avuto la fortuna di
avere dei maestri che mi hanno dato
dei valori fondamentali per far bene
nel fondo. Marco Baldo, il mio primo
allenatore, e gli anni passati nel Sc
Marzola mi hanno insegnato che non
bisogna mollare mai, anche nei momenti difficili, e che bisogna avere costanza e credere nei propri mezzi. Gli
sforzi fatti infatti prima o poi pagano.
Io infatti non sono mai stato un vero
“vincente”, piuttosto uno abbonato ai
piazzamenti, ma sapevo che prima o
poi sarei passato alla “cassa”. E così
è stato alle Universiadi”.
Un traguardo che ci auguriamo sarà un punto di partenza per questo giovane atleta poéro che sarà chiamato a
sostituire, magari in tempi brevi, la
vecchia guardia della nazionale maggiore di sci di fondo.
Alessandro Gretter
Vi augura
Buon Natale e felice 2005
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 23
“Bicio” Bernardi
Dal Tibet al Nepal in mountain bike!
di Paolo Giacomoni
Q
uasi 1200 chilometri in mountain bike, da Lhasa (Tibet) a
Katmandu (Nepal), attraverso la catena himalaiana, con
l’attraversamento di 4 passi di oltre 5.000 metri di altezza
tra cui il Lak Pa La a 5.220 metri.
Un mese senza tenda, senza sacco a pelo affidandosi solo all’ospitalità ed alla generosità della popolazione locale. È questa in
estrema sintesi l’impresa che ha visto protagonista Fabrizio “Bicio”
Bernardi di Povo e Franco Postal, amico e collega di lavoro, 50 anni di Nomi.
Un’avventura che si è svolta a cavallo tra ottobre e novembre
2004, nata quasi per caso dopo l’analoga esperienza di Maurizio
Doro di Arco, noto praticante di sport estremi che su questo percorso ha scritto un dettagliato diario giornaliero che evidentemente ha molto affascinato i due amici tanto da voler ripetere l’esperienza. Non è stata però un’impresa facile: la catena himalaiana
non è propriamente la Marzola e nonostante il lungo allenamento
estivo sulle nostre montagne, il problema dell’altezza, e la fatica
moltiplicata dalla carenza di ossigeno hanno creato qualche problema di acclimatazione soprattutto nei primi giorni. “Ma guai a
perdersi d’animo - ci dice Bicio Bernardi - la zona è scarsamente
abitata, l’assistenza medica inesistente, i collegamenti e quindi i
soccorsi praticamente impossibili. Bisogna affidarsi soprattutto
alla fortuna!”. Dopo le difficoltà iniziali, la suggestione delle zone,
Servizio montacarichi
Copertura assicurativa
Esperienza pluriennale
Personale qualificato
dal 1960
NAZIONALI INTERNAZIONALI INTERCONTINENTALI
TRENTO - Povo, Via Salè 9 - Tel. e Fax 0461 810237
Sito Internet: www.tomasitraslochi.it E-mail: [email protected]
24 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Sport e avventura
A dimostrazione del fatto che con un
po’ di buona volontà ed un discreto allenamento certe imprese possono essere alla
portata di (quasi) tutti! Tra atleti rigidissimi
con migliaia di chilometri all’attivo, che praticano diete da indossatrici anoressiche e
che dopo mezza birra bevuta per forza fanno mesi di astinenza e penitenza, questa
impresa di un atleta sui generis meritava
una citazione sulle pagine di Tuttapovo.
Complimenti!
l’incredibile disponibilità della popolazione locale e la voglia di concludere positivamente l’avventura hanno comunque avuto il sopravvento e l’arrivo a Katmandu, mèta
finale della spedizione ha certamente ripagato i due amici
delle fatiche del percorso.
C’è da dire che “Bicio” Bernardi non è propriamente un
atleta dell’estremo come si potrebbe immaginare: qualche
uscita in mountain bike senza esasperazione, discreto
sciatore, mediocre calciatore, qualche sigaretta; di professione è macellaio all’Orvea dove fa anche il delegato sindacale, ma soprattutto è il classico “compagnone” presente a tutte le iniziative ludiche del sobborgo.
Altimetria del percorso
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 25
Solidarietà internazionale
Vo l o n t a r i i n M o r o t o
Grazie alla generosità
dei Poèri!
di L.P.
I
l gruppo per le Missioni, dalle pagine di Tuttapovo, vuole ringraziare tutti gli amici che con la loro generosità e partecipazione hanno contribuito anche nell’anno 2004 alla realizzazione delle iniziative messe in cantiere. In particolare vogliamo ricordare: la seconda edizione della “Cena Solidale” il 23.10.2004, la
partecipatissima Mostra Missionaria l’8 dicembre 2004 e i contributi al “Progetto Scuola” di Zangole - Karamogia con le adozioni a
distanza. I fondi raccolti sono stati consegnati ai Missionari cui
erano stati destinati, sia attraverso i loro familiari che risiedono in
Trentino, sia tramite i nostri primi volontari che sono partiti per Moroto (Uganda) lo scorso 21 gennaio e che rimarranno, susseguendosi in tre gruppi, ospiti della Diocesi di Moroto fino al prossimo
19 marzo per portare avanti il progetto della costruzione della
Scuola Professionale a Nadiket. Dai Missionari ci giungono i primi
messaggi di saluto e ringraziamento per la gente di Povo. Vi ripor-
26 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
tiamo le parole di Suor Maria Rosaria Marrone
del “Progetto Scuola del Karamogia”: “Chiediamo al Piccolo Gesù Bambino di ricompensare la Vostra generosità con abbondanti doni
e benedizioni, i più cari che il Vostro cuore desidera. Il dono della Pace sia, per il cuore di
ogni uomo il più bel regalo per questo 2005”.
Nelle foto: immagini di Moroto in Uganda dove
lavorano i nostri volontari.
La costruzione di edifici in muratura...
L’approvigionamento dell’acqua presso il pozzo, un
rito che dura tutto il giorno, tutti i giorni.
Solidarietà internazionale
Un grazie
dal Libano
di S.N.
S
ono diverse le associazioni di Povo che si occupano di solidarietà internazionale, con varie iniziative volte
alla raccolta di fondi a sostegno delle popolazioni del Sud del Mondo che vivono in povertà. La mostra
missionaria, le gare della SAT di corsa in montagna e
la festa della Befana, la cena solidale, e le iniziative per
i ragazzi di Chernobyl, tanto per ricordare le principali.
Bisogna riconoscere che gli abitanti di Povo e non solo, accorrono numerosi a questi appuntamenti e la loro generosità molto spesso raggiunge gli obbiettivi che
i promotori si erano prefissati.
In silenzio, lontano dai clamori delle iniziative più
conosciute, lavora da anni a favore dei bambini orfani
del Libano, Elio Pontalti che mantiene il filo diretto con
suor Anna Paola, (a destra nella foto) suora delle Carmelitane di S. Teresa, che svolge la sua missione a
Raachine nel Libano. In questi giorni di vigilia della S.
Pasqua, suor Elisa a nome delle suore di S. Teresa, ha
inviato all’amico Elio questa breve lettera ed una fotografia che volentieri riportiamo integralmente. “Campi
Bisenzio 10/02/ 2005. Preg.mo signor Pontalti, Sono
commossa della sua bontà e generosità che alimentano la nostra
stima e riconoscenza per lei e per i suoi amici che riesce a sensibilizzare verso coloro che hanno più bisogno di aiuto. Grazie infinite a lei ed ai sui amici. Un ringraziamento particolare va al Direttore della Cassa Rurale di Trento che ha aderito a quella nobile iniziativa. Il Signore vi ricompensi tutti con l’abbondanza delle sue
benedizioni; noi non mancheremo di pregare per questo. Buona
Quaresima e Buona Pasqua nel Signore. Sr. Elisa.”
Un grazie va aggiunto anche ai bambini che hanno partecipato
alla Minimarcialonga 2005, manifestazione ideata ed organizzata
anche da Elio Pontalti, che quest’anno hanno devoluto, in accordo
con gli organizzatori, le quote d’iscrizione della gara a questo nobile fine.
Nella foto un gruppo di ragazzi delle classi elementari di Raachine (Libano) con a destra suor Anna Paola.
Chi volesse collaborare o avere informazioni più dettagliate può
telefonare ad Elio tel. 0461810435.
News dal Circolo anziani
I
l circolo pensionati ed anziani ha voluto festeggiare con
il classico veglione l’inizio del nuovo anno. Alle ore
21,00 i soci e i simpatizzanti arrivati al circolo hanno
trovato un meraviglioso tavolo imbandito di ogni specialità:
salati e dolci, tartine, torte bibite e spumante. La festa è stata preparata con cura dalla vice presidente Trude Vaia con le
valide collaboratrici Bianca Zanetti e Alessandra Bianchini.
Prima di mezzanotte vari giochi di società e quindi ballo con
le candele ed infine la tombola. Il nuovo anno ha visto la
“grostolada di carnevale” presso la “Piccola Dallas” di Dro,
tradizionale e divertente appuntamento molto apprezzato dai
soci con grostoi, pizzette, affettati e bevande. Ma non crede-
Centro Servizi ed Esposizione
Via Brennero 36 - CALLIANO (TN)
Tel. 0464 830028 Fax 0464 830595
te che il circolo si occupi solo di appuntamenti mangerecci:
stiamo organizzando una visita al MART di Rovereto, una visita alle risaie del Mantovano ed altre iniziative culturali e ricreative. Il direttivo nell’ultima seduta ha espresso molta
soddisfazione per l’incremento di ben 31 nuovi iscritti rispetto all’anno precedente. Il presidente Guido Grisenti, ricorda
che le porte del circolo sono sempre aperte e sono attesi tutti i pensionati che hanno voglia di stare insieme, per trascorrere momenti felici ed interessanti.
L’assemblea annuale ordinaria è convocata presso il
centro civico di Povo sabato 12 marzo 2005 alle ore 15.00,
soci e simpatizzanti sono invitati a partecipare. (a.g.)
Porte, finestre e persiane
Numero verde 800 111999
www.finstral.com - [email protected]
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 27
Associazioni
S a t - S e z i o n e d i Po v o
Alla Befana
700 saponette
P
(*) Miguel Benesayag - Gèrard Schmit
L’epoca delle passioni tristi - edizioni Feltrinelli
Foto S.N.
iù di 700 sono stati i pezzi di sapone, di saponette, di detersivo che abbiamo contato quando, lo scorso 6 gennaio,
soddisfatti tutti i presenti, la Befana se n’è volata via.
Ancora una volta abbiamo toccato con mano la generosità e
l’entusiasmo dei bambini nel momento in cui si presenta loro una
proposta “buona”.
Il 6 gennaio un’altra goccia si è così aggiunta al fiume della solidarietà che, anche a Povo, trova robusti affluenti.
Piccola cosa un pezzo di sapone, ma cosa importante laggiù in
Africa per Carlo Spagnolli e, forse, ancora più importante per tutti
noi se quel pezzo di sapone diventa occasione di riflessione sulle
ingiustizie mondiali, sul divario Nord-Sud, sulla necessità, per la
nostra ricchezza spirituale, del valore della gratuità.
Viviamo in un’epoca dominata da quelle che Spinoza chiamava
le “passioni tristi”: un senso pervasivo di impotenza e incertezza
che ci porta a rinchiuderci in noi stessi, a vivere il mondo come
una minaccia, alla quale bisogna rispondere “armando” i nostri figli. I problemi dei più giovani sono il segno visibile della crisi della
cultura moderna fondata sulla promessa del futuro come redenzione laica. Si continua ad educarli come se questa crisi non esistesse, ma la fede nel progresso è stata ormai sostituita dal futuro cupo, dalla brutalità che identifica la libertà come dominio di sé, del
proprio ambiente, degli altri.
Tutto deve servire a qualcosa e questo utilitarismo si riverbera
sui giovani e li plasma.
“Per uscire da questo vicolo cieco occorre riscoprire la gioia
del fare disinteressato, dell’utilità dell’inutile, del piacere di coltivare i propri talenti senza fini immediati
È un invito rivolto a tutti.” (*)
Il materiale raccolto è stato consegnato all’Associazione “Amici sen. Giovanni Spagnolli” che provvederà alla spedizione.
28 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Concorso 2005
Villaggio turistico
“Baia di Manaccora”
Peschici (Puglia) maggio, giugno, settembre
Prop. gestione famiglia D’Amato
**** Villaggio turistico ****
BAIA DI MANACCORA
Appartamenti - Boungalows - Camping
Tel. estivo 0884 911050 - Fax estivo 0884 911029 - Tel. invernale 0884 963396
Verrà estratto un buono per 7 giorni in Boungalows per massimo 4
persone nel Villaggio Baia di Manaccora (da usufruire nei mesi di maggio,
giugno o settembre 2005) tra quanti consegneranno il tagliando
sottostante presso la rivendita tabacchi di Pegoretti Maria Tiziana in via
della Resistenza 19 a Povo entro sabato 16 aprile 2005.
E’ possibile prolungare il soggiorno pagando la sola differenza.
Buono per la partecipazione
al concorso premio 2005
Cognome __________________________________________ Nome ____________________________________________
Residente a _________________________________ via ________________________________________ n. ____________
Telefono __________________________________
Informativa sulla privacy: I dati raccolti sarano utilizzati esclusivamente da Tuttapovo.
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 29
Associazioni
Comitato Chiesa Oltrecastello
Gesù bambino o
domeniche d’oro?
L
a domenica per chi aderisce alla fede cristiana è il giorno del Signore, in cui si sospendono le ordinarie attività
lavorative per dedicare tempo alla Santa Messa, alla preghiera, alla vita in famiglia, alle relazioni sociali, alle opere di
carità, al contatto con la natura ecc...
Esistono alcune categorie di persone che svolgono professioni particolari e devono coprire con il loro servizio tutti i
giorni dell’anno. C’è però anche chi, senza una reale necessità o utilità per il bene comune, priva sé stesso e magari anche
i propri dipendenti del “giorno di riposo e di santità” che il Signore ha dato al suo popolo; il movente è sempre lo stesso: il
profitto economico.
Ma quando le domeniche violate sono quelle d’Avvento,
siamo di fronte a un doppio misfatto, infatti non solo viene
profanato il Giorno del Signore, ma anche il periodo di preghiera, meditazione e conversione in preparazione della Sua
venuta. Per tutelare questi valori, e forse anche per evitare
ogni ambiguità, l’arcivescovo di Trento, mons. Luigi Bressan,
ha raccomandato alle suore paoline che gestiscono la libreria
di tenere chiuso il negozio tutte le domeniche di dicembre. E
certo i guadagni dalla vendita dei libri non finiscono in tasca
alle suore le quali, come è noto, hanno fatto voto di povertà!
Chiaramente da parte di molti commercianti del centro città non possiamo aspettarci particolari scrupoli di tipo religioso, visto che, oltre tutto, le domeniche d’Avvento sono dette
“d’oro” proprio per i buoni affari che si spera di poter fare.
Ma dalla Famiglia Cooperativa di Povo che, come sottolinea il suo direttore, in varie occasioni si è dimostrata sensibile ai problemi sociali ed ha promosso iniziative di solidarietà
nei confronti di Missioni Cattoliche in Africa; bè, da loro sinceramente, una certa attenzione ai principi cristiani me la sarei aspettata.
Invece non solo le sedi di Povo e Sprè sono state aperte
domenica 12 dicembre, ma per attirare i clienti a comperare
proprio in tale giorno, è stato applicato uno sconto del 10% su
tutta la merce.
L’obiettivo da parte dei commercianti di invogliare la gente
all’acquisto mediante delle promozioni è perfettamente naturale e lecito così come lo è il desiderio da parte dei consumatori di risparmiare (in questi tempi austeri soprattutto).
Ma per chi si definisce cristiano ciò non può avvenire a costo di calpestare i propri ideali e la propria fede.
Alessandra Zucchelli
Festa di
Santa Lucia
di Maria Grazia Giovannini
L’
ultimo dei tre appuntamenti annuali che il Comitato
Chiesa Oltrecastello offre alla comunità del sobborgo è
quello di dicembre, che trova sempre più riscontro e
partecipazione. Infatti, in una splendida giornata di sole autunnale, ha avuto luogo presso il parco di Oltrecastello la consueta
festa di Santa Lucia, che ha coinvolto centinaia di bambini, ragazzi, genitori e nonni.
Dopo lunghi minuti di trepidante attesa, finalmente all’imbrunire ecco arrivare Santa Lucia, accompagnata da quattro angioletti (suoi fedeli aiutanti nella distribuzione dei doni) e da tre asinelli. Prima di iniziare ad offrire ai bambini i regali però, viene
fatta lettura di una letterina, ascoltata con molto interesse, nella
quale Santa Lucia invita i piccoli ad essere meno esigenti ed
egoisti nelle loro pretese, ricordando agli stessi di potersi e doversi ritenere fortunati solo per il semplice motivo di vivere in
una società ricca, diversamente dai loro coetanei nati nell’altra
parte del mondo.
Al termine di questo momento-invito alla riflessione, vengono distribuiti i sacchetti regalo a tutti i piccini, mentre gli adulti
si scambiano due chiacchiere davanti ad un bicchiere fumante
di vin brulè. Castagne e dolci natalizi fanno parte del rinfresco
offerto ai presenti, dando un tocco sfizioso al pomeriggio in
compagnia.
Durante la festa, organizzata senza nessun scopo lucrativo
da parte del Comitato e a totale titolo gratuito, è stato raccolto
del denaro che, come nelle passate edizioni di questa manifestazione, è stato devoluto alle popolazioni povere, laddove vi è
un effettivo e continuo bisogno di fondi per mancanza di beni di
prima necessità.
Santa Lucia ritornerà, invecchiata di un anno ma sempre giovane nello spirito, a far gioire i più piccoli e ad incuriosire i più
grandi a dicembre 2005.
Azienda Agricola
Produzione e
Vendita:
Foradori Matteo
Fiori
Piante da orto
Piante da
interno
(gerani e stagionali)
Trapianti da orto
Povo (TN)
Via Castel di Pietrapiana
Tel. 0461 810444
30 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Piante da
giardino
Associazioni
Foto S.N.
Altre foto su www.tuttapovo.it
Lavanderia
Villazzano
te
l clien
e
d
e
t
a par
a
...dall
ortesi ....
con c
tà
ionali
s
s
e
f
e pro
via della Villa, 2
Villazzano (TN)
tel. 0461 923992
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 31
D
omenica 6 febbraio si è svolta con grande successo la
57a edizione del carnevale di Oltrecastello, organizzata
come sempre dall’omonimo comitato.
Da qualche anno a questa par te, durante la festa si svolge
la sfilata dei gruppi mascherati, concorso legato alla manifestazione che coinvolge un sempre maggior numero di persone. Le prime ore del pomeriggio, dunque, hanno visto sfilare i
cinque gruppi par tecipanti al concorso, i quali, sotto gli occhi
di un’attenta e severa giuria, hanno ballato a ritmo di musiche
appositamente scelte. Al termine della sfilata, la giuria, rendendo noto il suo verdetto, tenendo conto del tema rappresentato, dei costumi e della musica, si è così espressa: ha riservato il gradino più alto del podio a “I Ramoni” del gruppo famiglie di Povo, il secondo posto a “Gli spaventapasseri” di Oltrecastello, il terzo a “Il paese dei balocchi” della cooperativa
Caleidoscopio, il quar to a “Il buon pifferaio e gli allegri topini”
della classe IV A di Povo ed il quinto a “I paesi del mondo” del
gruppo adolescenti. Ad ogni gruppo è stato assegnato un premio, una coppa o una targa ricordo, oltre ad una somma di denaro, quale parziale rimborso per la spesa sostenuta per i costumi. Tutte le mascherine inoltre sono state omaggiate di
sacchetti regalo, contenenti dolci ed addobbi carnevaleschi.
Messo da par te questo momento musicale-folcloristico, è
iniziata la distribuzione di polenta (ben cinque per l’esattezza),
lucaniche e formaggio, piatto tipico ormai simbolo del carnevale di Oltrecastello, mentre in un altro punto della piazza funzionava un fornitissimo servizio bar, non molto distante invece
continuava a susseguirsi un ricco e vario reper torio di ottima
musica.
Il Comitato Chiesa Oltrecastello ringrazia tutti i volontari
che hanno collaborato alla festa ed in par ticolar modo, l’instancabile “Toni Maule”, speaker ufficiale della manifestazione
e mascherato per l’occasione da dott. N’Euro!
Maria Grazia Giovannini
32 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Foto S.N.
Carnevale a Oltrecastello
Altre foto su www.tuttapovo.it
Foto S.N.
38100 TRENTO - Via E. Fermi, 4
Tel. 0461 920519 - Fax 0461 934988
E-Mail: [email protected]
Assistenza
Assistenza
Noleggio
Noleggio
Consulenza
Consulenza
e
Riparazioni
Riparazioni
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 33
Associazioni
Comitato Gemellaggio Znojmo
Si rafforza
il gemellaggio
di Aldo Giongo
M
artedì 15 febbraio, i comitati gemellaggio di Povo e Villazzano si sono riuniti in assemblea generale per tracciare un
bilancio delle attività svolte e impostare il programma
2005. Quest’anno finalmente il gemellaggio vedrà impegnate, oltre
alla normale attività gestita dai comitati, tre organizzazioni diverse,vediamole: - il coro “Piccole Colonne” ha dato la notizia che una
scuola di Znojmo è stata selezionata tra le 12 vincitrici del concorso europeo “un testo per noi”, concorso ideato nel 1991 e che da
qualche anno vede la partecipazione di una scuola di Znojmo. Il testo che sarà musicato, trasformato in canzone e cantato dal coro
stesso, si intitola “ Grippe” (influenza) ed è stato scritto in lingua
tedesca dalla classe 5° A della Zàkladni Škola con le insegnanti Milada Nedvedovà e Ivana Fišerovà, la scuola è diretta da Zdenek Mikulic un amico che conosciamo da diversi anni, appassionato della nostra lingua che sta studiando e che ormai conosce abbastanza bene. In aprile i responsabili del coro si recheranno a Znojmo
per conoscere la classe autrice del testo e presentare pubblicamente l’importante risultato raggiunto e nel febbraio del prossimo
anno la classe sarà ospitata a Trento in occasione del “festival europeo della canzone dei bambini” e premiata. Sempre con questa
scuola è stato programmato uno scambio dalla nostra scuola media che vedrà 2 classi seconde ospitate a Znojmo dal 23 al 27
maggio, guidate dalle insegnanti Alessandra Zobele e Lorenza Michelotti con l’indispensabile sostegno della dirigente Maria Luisa
Baldessari dei ragazzi e dei genitori. Sono previste lezioni in comune con i coetanei, incontri, visite guidate a Znojmo e a Vienna,
antica capitale ricca di storia con le regge imperiali ed i musei. Dal
26 al 30 settembre, 2 classi di Znojmo saranno ospitate a Trento
dalla nostra scuola con il supporto dei comitati gemellaggio. La
terza iniziativa collaterale è il torneo di pallavolo femminile giovanile organizzato dal circolo ARCI PAHO con il G.S. Marzola e l’U.S.
Villazzano finanziato dalla provincia di Trento, descritto in altra parte del giornale.
Queste iniziative rappresentano un bilancio positivo per l’attività dei due comitati coordinati da uno degli ideatori del gemellaggio
e segretario dei due comitati Aldo Giongo e presieduti rispettivamente da Giorgio Betti, vice presidente del consiglio circoscrizionale di Povo e Carla Capra consigliere circoscrizionale di Villazzano, unitamente alle altre iniziative organizzate direttamente; la visita della delegazione di Znojmo a Maggio, con la presentazione del-
Presentazione dell’opuscolo sulla storia del gemellaggio
alla scuola media Pascoli di via Znojmo - Milan Pelan
interprete - Carla Capra presidente comitato di Villazzano
- Aldo Giongo segretario dei Comitati Gemellaggio.
l’opuscolo bilingue per le scuole “storia del gemellaggio tra Povo e
Villazzano con Znojmo” e con il torneo di pallavolo femminile dedicato all’ altro ideatore del gemellaggio il compianto Fabio Merler
giunto alla terza edizione, il torneo di calcio giovanile a Znojmo e la
tradizionale visita a Znojmo aperta a tutti per la “Festa dell’Uva” a
metà settembre, con la terza edizione del concerto rock dei nostri
giovani musicisti di Povo e Villazzano. Quest’anno ricorrono i 90
anni dalla partenza dei nostri nonni evacuati a Znojmo, il 28 maggio 1915. Sono in programma, per il 28 maggio, giorno che vide
la partenza della nostra gente dalle stazioni di Povo e Villazzano,
una mostra fotografica ed una celebrazione storica con conferenza rievocativa presso l’aula magna della scuola media Pascoli in
via Znojmo 24, con uno storico di Trento ed uno di Znojmo, per non
dimenticare le lontane origini del nostro rapporto d’amicizia con
questa città della Moravia. Dal 27 al 29 maggio sarà presente la delegazione di Znojmo. Ci sarà spazio per l’arte, con una mostra pittorica di Hana Valovà, per la cultura tramite gli incontri scolastici
con il direttore Zdenek Mikulic e le insegnanti Martina Stanislavovà
e Ruose Mikulisovà e per lo sport con il torneo di pallavolo “Fabio
Merler”. La durata del consiglio direttivo dei due comitati è legata
alla durata dei consigli circoscrizionali, svolgendo il ruolo di commissioni circoscrizionali, sono membri di diritto i due presidenti di
circoscrizione in carica e due rappresentanti dei consigli circoscrizionali che di norma gli presiedono. L’elezione del nuovo direttivo è
quindi rimandata ad un’assemblea straordinaria da tenersi dopo
l’entrata in carica dei nuovi consigli circoscrizionali che saranno
eletti l’otto maggio.
Termosanitaria
Esecuzione impianti riscaldamento
sanitari - gas - condizionamento e riparazioni
Corn Franco
Tel. 0461 811730 - Via Sprè, 36 - Povo (TN)
34 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Associazioni
Concentus Clivi
Concerto
di Natale
L
Altre foto su www.tuttapovo.it
Foto S.N.
eggendo diversi articoli che trattano i
temi legati al mondo corale ed in genere analizzando gli scenari, ripresi
anche dai mass-media, su questa espressione culturale, si nota che qualcosa sta
cambiando.
Già nel numero precedente di Tuttapovo
(dicembre 2004) avevamo anticipato che
la realtà dell’impegno corale stava mutando
e che, accanto alla collaudata formula della canzone legata alla tradizione popolare di
montagna, si doveva tentare un nuovo percorso che potesse dare uno stimolo alla
crescita espressiva del nostro gruppo. I
concerti dello scorso dicembre e gennaio,
ci hanno ripagato dei sacrifici sostenuti in
diverse prove nelle quali la “messa a punto” fonetica e lo studio dell’espressione sono stati gli obiettivi fondamentali, preparando un repertorio di consapevole scelta interpretativa, non solo quindi ricca di aspetti musicali.
Va detto anche che in gennaio è iniziato un nuovo corso di canto e direzione corale, momento formativo di interesse per
tutti coloro che si occupano di canto e musica sia nel ruolo di corista che di direttore.
L’impegno del maestro e nostro è volto
dunque ad assumere un ruolo costruttivo
che mira ad allargare gli orizzonti e rendere
accessibile a tutti, in modo semplice ed efficace, il mondo della musica e della coralità. Al termine del corso si terrà un concerto al quale parteciperanno tutti gli allievi
“idonei”. Tale esibizione è prevista il 12
marzo, presso la Chiesa Parrocchiale di
Povo, con l’esecuzione di brani composti
per celebrare la passione e la resurrezione
di Cristo. Siamo presenti, inoltre, nei progetti della Filodrammatica, che mette in
scena uno spettacolo nei giorni 19 e 20
febbraio e per il quale noi daremo un contributo accompagnando la prosa con alcuni canti di espressione popolare.
Avremo occasione di rendere pubblicità
alla nostra attività ed ai concerti che terremo durante l’anno in corso, attraverso lo
spazio che speriamo ci verrà ancora offerto da questa Redazione, oltre che attraverso altre forme divulgative, nella speranza
che accresca l’affetto e la stima che ci circonda.
Dario Conci
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 35
Associazioni
Filo Concordia ‘74
The X-Filo
Notizie sottobanco
dalla Filo di Povo
di Giordano Segatta
O
k, queste che vi sto dando sono notizie altamente confidenziali e riservate; non so che provvedimenti disciplinari
saranno presi nei miei riguardi, certo è che fareste meglio
a leggere con la dovuta attenzione. Avrei allegato volentieri del materiale fotografico a dimostrazione di quanto sto per dire, ma ahimè non sarà possibile in questa comunicazione, e dovrò rimandare alla successiva.
È giunta al termine la rassegna Isidoro Trentin, ormai giunta alla XVII edizione. Beh, non è che questo sia proprio un segreto vista
l’enorme affluenza di pubblico: ben 73 gli abbonati, che hanno vo-
tato gli spettacoli preferiti. I vincitori? Primo premio: “Le pirole
d’Ercole” della filodrammatica “Arca di Noè” di Matterello; secondo posto “Io coccole tu frottole” della filodrammatica S. Martino di
Fornace; terzo classificato: “Con en pè en la busa” della Filo S. Ermete di Calceranica.
Per chiudere in bellezza la Filo di Povo si è anche esibita nello
spettacolo “Storie Poére”, scritto ad hoc da Antonia DalPiaz per celebrare degnamente il trentesimo anno di attività del gruppo. Forse
ne avevo già parlato. Beh, sicuramente. Non è che si possa poi
parlare di molto altro in questo angolo, no? Inizia la rassegna, è finita la rassegna, si fa la gita... giusto, adesso tocca la gita. Quest’anno si va tutti in Ciociaria. Dovunque sia. Si parte il 2 maggio
e si torna il 7. (Volgere i tempi verbali dell’ultima frase al passato
nel caso si legga questo articolo in una data successiva a quella
qui riportata.)
Insomma, si parte partendo dalla partenza diretti verso Civita
Castellana, e una visita al Duomo e al Museo Archeologico non ve
la risparmia nessuno. E non dimentichiamoci della Basilica di Santa Maria Salome! Il secondo giorno Certosa di Trisulti, Pozzo d’Antullo e Altari (la città, non quelli delle chiese). Il terzo giorno Calamari e visita dell’Abbazia. E si finisce ad Arpino. Il quarto giorno si
finisce ad Anagni. Infine il quinto giorno si finisce a Roma e nel
Tempio della Fortuna Primigenia. Programma tosto, eh? Lo è ancora di più, avendo più spazio vi avrei fatto sbavare tanto da incollare le pagine. Ma se non ne avete abbastanza il presidente della Filo è a vostra disposizione, basta telefonare allo 0461 810651 e
chiedere di Carlo. Ciao a tutti!
Filo Concordia ‘74
Storie poère
Un successo per il
30° di fondazione
di Paolo Giacomoni
L
a conclusione del Festival del Teatro Umoristico, XVII° Rassegna Teatrale “I.Trentin”, organizzato al Teatro di Povo dalla
Filodrammatica “Concordia ‘74” sabato 19 febbraio è stata
l’occasione non solo per festeggiare il 30.mo di fondazione della
Filo locale ma anche per la presentazione in anteprima del nuovo
lavoro di Antonia Dalpiaz “Storie Poère”, una commedia scritta “su
misura” per la compagnia di Carlo Giacomoni che attraverso un
secolo (da metà ottocento fino agli anni ‘70) racconta la storia di
un sobborgo, i suoi cambiamenti urbanistici e sociali, le disavventure e le piccole storie di quotidiana ordinarietà.
Liberamente tratto dal libro di Antonio Bernabè “Quando Povo
era comune”, pubblicato l’anno scorso a cura del nostro Club Interassocitivo Tuttapovo, lo spettacolo è stata una lunga carrellata
su alcuni fatti che hanno caratterizzato la vita del sobborgo: dalla
costruzione del vecchio “Ponte Ludovico” all’apertura “dell’Ospitale” donato al sobborgo da Margherita Grazioli, dalla fondazione di
EMME ELETTRONICA di Molinarolli Michele
Via Campanelle, 36 - Cognola (Tn)
Tel. 0461-261531
DA MARTEDI’ A SABATO 09:00/12:00 - 15:00/19:00
36 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
RIPARAZIONE DI TUTTE LE MARCHE:




RADIO - AUTORADIO (anche montaggio) - HI-FI
TV - VIDEOREGISTRATORI
PICCOLI ELETTRODOMESTICI
GRANDI ELETTRODOMESTICI A DOMICILIO
Associazioni
Famiglia Cooperativa e Cassa Rurale ai profughi in Moravia durante la prima guerra
mondiale, dalla vita durissima delle operaie
della Filanda fino alle incursioni squadristiche fasciste all’Oratorio. Uno spaccato di
vita poéra visto attraverso gli occhi di due
poèri dell’ottocento catapultati improvvisamente chissà come nel 2004 sulle “fette di
luna” del nuovo ponte “Kessler” ed incaricati da San Pietro a contattare la Filodrammatica per mettere in scena un commedia
sulla storia del paese.
Un continuo ping pong tra i giorni nostri
ed il passato assolutamente avvincente che
ha tenuto incollati alla poltrona gli spettatori nel teatro diventato improvvisamente non
solo il luogo in cui veniva rappresentato in
quel momento lo spettacolo, ma anche uno
degli “interpreti” principali all’interno di
quest’opera così particolare. Ad intrigare
ulteriormente questa commedia è stato il
contributo del Coro “Concentus Clivi” di
Povo, con continue ed appropriate “incursioni” musicali all’interno della rappresen-
tazione. Un’opera che presentava dei rischi
come sottolineato nella presentazione dell’autrice e del regista in quanto non propriamente facile ne tantomento molto “umoristica” come spesso cerca il pubblico delle
commedie dialettali, ma che è riuscita a
raccogliere oltre ad ogni previsione gli applausi convinti del numerosissimo pubblico
presente. Tutti all’altezza gli attori sul palcoscenico, apparsi in qualche passaggio addirittura “commossi” dal testo messo in
scena. Una citazione particolare va a Lorenzo “Ciccio” Pedrotti per la sua poliedricità nel rappresentare con bravura ben tre
personaggi, dal contadino dell’ottocento interprete principale, a don Tamanini parroco
di Povo fino al 1933, fino al soldato al fronte del primo conflitto mondiale. Unico neo
sarà probabilmente la difficoltà nel rappresentare al di fuori di Povo quest’opera intricata e legata strettamente ai ricordi e alla
storia di un territorio. A parte questo i poèri che si sono persi la “prima”, attendono
con fiducia eventuali repliche.
Carlo Giacomoni nominato
Cavaliere della Repubblica
Foto S.N.
I
l vero e proprio colpo di scena sul palcoscenico del Teatro Concordia si è avuto con l’incursione di Elio Pontati, ex postino di Povo che ha consegnato al regista, presidente e “anima”
della Filodrammatica Concordia di
Povo Carlo Giacomoni, un telegramma del Commissario del Governo in cui annunciava la sua nomina a Cavaliere all’ordine della
Repubblica per i suoi meriti nell’ambito della promozione culturale e della commedia dialettale.
L’evidente soddisfazione dell’assessore provinciale Silvano Grisenti presente sul palco delle autorità insieme al presidente della
circoscrizione Alessandrini ed al
consigliere comunale Luigino
Maule, ha forse anche rivelato il
vero ispiratore di questa onorificenza quanto mai meritata per
una personalità da sempre in primo piano nel panorama culturale
locale. (p.g.)
Altre foto su www.tuttapovo.it
Ditta Orempuller Fotoedizioni s.r.l.
INGROSS CART c+c
ingrosso carta - cancelleria - articoli per ufficio
www.orempuller.com www.sacchettopaletta.com [email protected]
via Vittorio Veneto 4 - Trento - tel. 0461 93127 - fax 0461 930028
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 37
Associazioni
Rsa “Margherita Grazioli”
Qualità dei servizi
un passo avanti
di Renzo Dori presidente
L
a “Carta dei Servizi” già presentata su un precedente numero di Tuttapovo doveva “... consentire al cliente (ospite e/o familiare) di verificare concretamente il rispetto degli impegni
che la Casa di Riposo assume in merito alla qualità dei servizi erogati...”. In rispetto a questo impegno, nel corso del 2004, si sono
effettuati all’interno della Casa di Riposo - RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) Margherita Grazioli le seguenti verifiche:
- Monitoraggio sistematico di ben 25 standards-obiettivo suddivisi sui singoli servizi;
- Verifica della qualità percepita/indice di soddisfazione dell’ospite e/o familiare attraverso un apposito questionario.
I 25 standards/obiettivi fissati per l’anno 2004 erano così suddivisi per i singoli servizi:
^4 sull’accoglimento ed inserimento del nuovo ospite (fase questa particolarmente complessa e impegnativa sia per la persona che entra per la prima volta in RSA, sia per i suoi familiari
sia per il personale preposto all’accoglienza);
^7 sui servizi sanitari (assistenza medico-infermieristica e riabilitativa);
^3 sulla pianificazione ed integrazione assistenziale (valutazione
multidisciplinare e lavoro di equipe nella predisposizione dei
Piani Assistenziali Individualizzati);
^3 sull’assistenza alla persona (interventi di igiene personalizzata e mobilizzazione);
^3 sulla continuità e personalizzazione del servizio di animazione (sostegno relazionale dell’ospite, attività ludico-ricreative,
stimolazione cognitiva e culturale, mantenimento delle capacità residue);
^5 sull’efficacia ed efficienza dei servizi alla persona (parrucchiera, guardaroba, ristorazione, pulizia dei locali, manutenzione).
Il monitoraggio di questo consistente pacchetto di impegni presi con l’utenza (ospiti e familiari) ha comportato un lungo e complesso lavoro di rilevazione e raccolta dei dati. Le percentuali di ri-
spetto prefissate per i singoli standard erano particolarmente impegnative e comprese tra 85% ed il 95%. Le verifiche finali sono
state ampiamente positive in quanto la percentuale di conformità
rilevata è risultata sempre superiore a quella prefissata con uno
scarto anche di diversi punti percentuale (mediamente + 7%)
escluso un caso che è risultata di poco inferiore (-1%).
Anche la verifica della qualità percepita dal familiare, effettuata
tramite la somministrazione di un apposito questionario, ha dato risultati ampiamente positivi. Il questionario richiedeva la valutazione del gradimento/soddisfazione con specifico riferimento alle attività svolte dai singoli servizi all’interno della RSA. Il 69% delle risposte si sono collocate sul valore “Abbastanza soddisfatto”, il
22% si sono dichiarati “Molto soddisfatti” e solo il 5% si è dichiarato poco soddisfatto (circa il 4% non ha risposto). Particolarmente significativo è risultato il dato complessivo di soddisfazione (abbastanza + molto soddisfatto) pari al 91% espresso dai familiari
intervistati in relazione alla qualità di prestazioni e servizi garantiti
all’ospite.
I risultati del formulario hanno poi fornito una serie di dati circa
le modalità di percezione da parte dei familiari dell’attività dei singoli servizi e del loro significato/importanza, dati questi particolarmente utili per una lettura più puntuale sui punti di forza e di debolezza dell’organizzazione del lavoro all’interno della RSA.
Va comunque sottolineato che il buon livello di qualità dei servizi forniti all’ospite sin qui raggiunto e confermato sia dai risultati
dei monitoraggi degli standards che dal questionario sulla soddisfazione del “cliente”, sono frutto della grande professionalità, impegno e dedizione di tutti gli operatori: infermieri, fisioterapisti,
educatori professionali, operatori dell’assistenza, ausiliari e personale amministrativo che giorno dopo giorno hanno saputo costruire tale risultato.
SERRAMENTI E ARREDAMENTO
Loc. Borino
Via Brenz, 24
38050 POVO (Trento)
Tel. 0461 810377
38 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Album di ricordi
Fanciulli dell’Azione Cattolica
1) Sergio Bonvecchio,2) Franco Ianes, 3) Mario Marchi, 4) Fabio Furlani, 5) Sandrino Furlani, 6) Bruno Giacomoni, 7) Urbano
Belluta, 8) Enzo Bertotti, 9) Luigino Maule, 10) ?????, 11) Pierina
Merz, 12) Sergio Orsingher, 13) ?????, 14)Mario Merz, 15) Pio
Moratelli, 16) Franco Camin, 17) Silvano Orsingher, 18) Graziano
Scoz, 19)Vittorio Cagol, 20) Bruno Pedrini, 21) Mariano Andreatta,
22) Carlo Dallatorre, 23) Severino Scoz, 24) Natale Merz, 25) Al40 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
ma Pontalti in Agostini (mamma di Giancarlo), 26) Ottorino Merz,
27) ??????, 28) Piergiorgio Marchi, 29) Mario Moratelli, 30) Giorgio Gennari, 31) Tranquillo Bertotti, 32) Saveria Segatta, 33) Amabile Merz, 34) Pia Marchi,(mamma di Piergiorgio), 35) Tonina Bragagna, 36) Maria Bragagna,(mamma di Mariano Andreatta), 37)
Renzo Bonvecchio, 38) Franco Giacomoni, 39) Roberto Merz, 40)
Giancarlo Agostini, 41) Sergio Rensi.
Album di ricordi
Foto fatta nei primi anni 50.
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 41
Associazioni
Rsa “Margherita Grazioli”
Un’esperienza
di tirocinio
di Monica Betti
F
in dai primi giorni di stage presso la Casa di Riposo M. Grazioli di Povo, ho potuto percepire all’interno dell’ente un clima di serenità, impegno e attenzione verso gli ospiti della
struttura e sono così riuscita a cogliere la gentilezza, la cura e la
dedizione con la quale il personale si dedicava agli anziani.
Prima di cominciare il tirocinio non avevo una grande conoscenza delle attività che si conducevano all’interno delle Case di
Riposo; immaginavo si svolgessero dei lavoretti durante la giornata ma non avevo una reale e certa consapevolezza di che cosa trattasse.
Proprio durante la settimana di stage ho avuto così modo di
partecipare alle varie attività che si svolgono quotidianamente e
che sono volte a far intrattenere e divertire gli Ospiti.
Ho avuto la possibilità di partecipare alla tombola e all’ora di
cucina e proprio da questi momenti ho potuto constatare come
delle semplici attività possano rendere la giornata più piacevole alle persone anziane.
Ho apprezzato molto l’ospitalità e il piacere con la quale gli anziani mi accoglievano; grazie a ciò infatti mi sono sentita molto appagata alla fine di ogni giornata poiché sentivo di aver fatto un po’
di compagnia agli Ospiti della Casa di Riposo e di aver portato un
po’ di novità.
Prima di iniziare lo stage non ero completamente consapevole
di che cosa avrei trovato all’interno dell’ente; pensavo che tutti i
pazienti non fossero autosufficienti e di conseguenza non avessero dei reali contatti con altre persone.
Al contrario ho potuto constatare come parte degli anziani fosse invece ancora molto lucidi e di come fosse piacevole parlarci
assieme.
In particolar modo essi erano sempre molto inclini a parlare
della loro giovinezza che ricordano ancora molto nitidamente.
Sono rimasta molto colpita anche dal modo di fare che tutto il
personale aveva nei confronti degli anziani, un rapporto molto vicino fatto di attenzioni non solo dal punto di vista fisico e di aiuto verso le persone non autosufficienti, ma anche di dialogo, volto a portare sempre un sorriso e a far sentire a proprio agio le persone.
Allo stesso modo ho potuto apprezzare con quale organizzazione venivano programmate le varie attività e con quale reazione
positiva gli anziani si adoperassero.
Nonostante abbia svolto una sola settimana di tirocinio all’interno della Casa di Riposo sono riuscita a comprendere almeno in
parte il contesto all’interno del quale gli operatori lavorano e gli
Ospiti vivono e ho potuto capire come l’anziano viva assistito dalle cure e dall’affetto del personale e dei familiari.
A proposito della mostra missionaria...
N
el corso della nostra mostra di manufatti di dicembre
sulle due sedi della Casa di Riposo siamo riusciti a vendere molti degli oggetti realizzati con il lavoro di ospiti,
operatori, familiari e volontari e quindi ad ottenere più di
2.800,00 Euro da destinare ad un progetto missionario.
Martedì 15 febbraio abbiamo ricevuto la visita del vescovo
brasiliano, Monsignor Irineu, attualmente impegnato nello stato
di Rio Grande, a Cachoeira do Sul. È stato invitato da don Gerolamo Iob, il sacerdote che dallo scorso novembre si occupa
dell’animazione religiosa nella nostra struttura.
Monsignor Irineu ha accolto direttamente dalle mani degli
ospiti il ricavato della mostra missionaria, che arriverà in dono
ad un gruppo di ragazzi per permettere loro di continuare negli
studi e nella formazione religiosa, che forse li porterà un giorno ad essere sacerdoti.
L’incontro del vescovo con gli ospiti è stato molto caloroso
e le sue parole di ringraziamento e di incoraggiamento sono
state particolarmente gradite.
Il servizio Animazione
LATTONIERE
Cagol F.lli s.n.c.
di Giorgio e Roberto Cagol
Officina e sede: 38060 Mattarello (TN) - Via della Cooperazione, 56 - Tel. e Fax 0461 944150
42 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Associazioni
Rsa “Margherita Grazioli”
“Il vino speciale”
Ricordi di Pasqua
di Innocenzina Groff
A
vevamo due pergole e mezza di uva
nera e l’altra mezza pergola era di
uva bianca, con una decina di viti di
nosiola. Al tempo della vendemmia l’uva
bianca la tenevamo separata per poter fare
un poco di “vino speciale”
per le grandi occasioni, come la Santa Pasqua e le ricorrenze importanti. Mi ricordo che il Venerdì Santo si
osservava il digiuno e l’astinenza, ma si preparava qualcosa di buono per il giorno
successivo: una bella treccia
di pane fatto in casa, dolcificato con un po’ di zucchero
e latte. Quando il Sabato
Santo, alle 9.30 di mattina
dopo due giorni di silenzio,
tutte le campane suonavano
a festa per annunciare la Resurrezione di Gesù Cristo, si
diceva che suonavano il “
Gloria” e si faceva subito il
segno della croce. Poi tutti i
componenti della famiglia si
radunavano in cucina, dove sul tavolo era
già pronta la treccia di pane dolce tagliata a
fette ed una brocca di vino: quello “speciale”. Per l’occasione anche la gioventù poteva bere mezzo bicchiere di vino. Il capofamiglia, che era mio zio, versava il vino ed
ognuno dopo aver immerso la punta delle
dita nel proprio bicchiere, si bagnava le palpebre e cominciava a mangiare la sua fetta
di pane dolce, bevendo il suo vino.
A pensarci bene questo ha un bel significato! Sono segni, gesti, piccoli atti liturgi-
ci familiari che richiamano e ricordano la
Risurrezione di Gesù: egli apre gli occhi alla nuova vita e ci assicura gioia nuova per
quanti cercano di amarlo e seguirlo nell’amore verso i fratelli e sorelle.
Per noi era una tradizione di famiglia
ereditata dai nonni e si ripeteva ogni anno.
Il giorno dopo, Domenica di Pasqua, gli
adulti andavano alla prima S. Messa (ore 6)
e noi ragazzine alla seconda (ore 8). Al nostro ritorno ci scambiavamo gli auguri e poi
c’era la colazione delle feste grandi: latte
con il cacao e ancora il pane dolce. In mezzo alla tavola c’era un bel piatto di uova sode tutte colorate. Dopo colazione ognuno
dava una mano a mettere in ordine ed a
preparare le tagliatelle fatte in casa che servivano per il pranzo: robot o macchine per
fare la pasta non ce n’erano! Anche l’arrosto di vitello che “sfrigolava” allegramente
nel forno e con il sugo del quale si condivano le tagliatelle, era un avvenimento eccezionale. E l’insalatina novella? Seminata
in tempo per essere pronta e gustata nel
pranzo di Pasqua! Con quanto entusiasmo
ci sedevamo a tavola e quanta allegria per
tutto quel ben di Dio! Fra il “Gloria” di Resurrezione del Sabato, la Comunione Pasquale, gli auguri e il buon
pranzetto con un altro goccio di “vino speciale”, la festa la sentivamo veramente
nel cuore ed eravamo felici!
Dopo la Santa Pasqua il
reverendo Arciprete veniva
a benedire le case e mentre
recitava la formula di Rito,
noi ci mettevamo tutti in ginocchio e ci alzavamo dopo
aver fatto il segno della croce. Ma restavamo sempre
vicini a lui, perché mentre
lui si riposava un poco, aveva sempre qualche cosa da
dirci. Gli veniva offerto un
piccolo obolo per la Chiesa
ed un bicchiere del nostro
“vino Speciale”, e dopo
averlo gustato esclamava:
“Questo è vino da Messa!”. Dopo questa
affermazione, noi ragazze ci sentivamo
molto importanti!
Auguro a tutti una Lieta S. Pasqua! Un
abbraccio affettuoso da Innocenzina Groff
Innocenzina Groff
Ospite della Casa di Riposo
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 43
Associazioni
Buon carnevale
a tutti!
D
irettamente dal nostro Carnevale, vi inviamo alcune
immagini e il testo di uno sketch messo in scena dai
nostri operatori:
Chi troppo vuole (o speranze vane)
Vago su e zo pel corso, cossa ghe sè de mal
Da tutti i giovanotti me pias farme amirar!
A nar a spass de giorno voi sceglier en bel fusto,
se trovo quelo giusto me fago coccolar!
Son bela e son piacente, cossa ghe sè de mal?
La testa go en le nuvole, son sempre drio a sognar!
Tra coccole e carezze, qualcun voi calapiar,
son sempre chi che speto.....un che me vol sposar!
Vago al veglion stasera, cossa ghe sè de mal?
Son giovane, son bella, e sen en carneval!
Ballando se se strucca e se se fa struccar
Da qualchedun la zena me la farò pagar!
El temp l’è passà en presa, questo ghe sè de mal!
E no ho trovà nessuno....da farme maridar!
Ma... se el temp el passa en pressa, devo tegnirme su,
me sento vegnir vecia e no ghe la fago pù!
Purtroppo go finito de farme coccolar!
Adess che no i me varda, me sfogo a tabacar!
Purtroppo go finito de farme coccolar,
son vecia e son en tochi......e son da maridar!
Groff Innocenzina
Ospite della Casa di Riposo M. Grazioli
Pollo allo spiedo
sabato al mercato di Povo
44 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Associazioni
Casa civica di Riposo Gabbiolo
Un carvevale
diverso
a cura del Gruppo animazione
S
i è da poco concluso il carnevale che quest’anno è stato particolarmente breve. Quest’aspetto non ha però impedito il
realizzarsi di alcune iniziative significative all’interno della
Residenza di Gabbiolo. È infatti stata molto gradita la presenza al
giovedì grasso del gruppo “Le mamme di Cristo Re”, un piccolo
gruppo di signore provenienti dall’omonimo rione di Trento le quali si sono abilmente cimentate nel ruolo di attici presentando agli
ospiti della casa la farsa dialettale “Ghe pensen noi che sen i noni
del popo”. Notevoli l’impegno e i risultati ottenuti dalle attrici non
professioniste che una volta l’anno sono ospiti di questa casa e di
altre residenze per anziani e regalano un pomeriggio “a teatro” ed
una ventata di spensieratezza.
Venerdì grasso la sala affrescata di Gabbiolo ha ospitato l’allegria e l’energia del Coro Edera del Circolo pensionati e anziani di
Pergine diretto dal cavalier Aldo Paoli; il coro ha eseguito brani della tradizione canora locale e non, molti dei quali conosciuti dagli
ascoltatori. Le canzoni hanno creato un’atmosfera e un clima di
serenità ed amicizia.
Queste due iniziative, seguite dalla festa con musica e balli del
martedì successivo animata dal gruppo dei volontari A.v.u.l.s.s. di
Villazzano, hanno dimostrato ancora una volta come la presenza di
volontari arricchisce di nuovi stimoli ed occasioni di socializzazione le giornate di chi vive in casa di riposo. Cogliamo quindi l’occasione per ringraziare quanti a vario titolo collaborano con la nostra
struttura con l’augurio di ritrovarci ancora numerosi.
Festa di S. Antonio a Celva
A
nche se la temperatura era tipicamente invernale e l’aria era freddissima, in uno splendido sole,
domenica 16 gennaio 2005, la campanella della Chiesetta di Celva, ha chiamato a se una folla di persone per festeggiare S.Antonio Abate, patrono della minuscola frazione.
Ogni anno di più, la gente sale alla
frazioncina di Celva per riscoprire questo
luogo con le sue memorie mantenute negli anni dagli anziani del posto come vecchia tradizione, e riscoperta “dai volontari di Celva e non solo”.
La festa è stata preparata con amore
e dedizione da diversi volontari, con l’
unico scopo di ritrovarsi, assaporando la
gioia di una solennità che sa di vecchi ricordi, e di finanziare le spese vive per il
sostentamento della piccola Chiesetta.
È un modo diverso e genuino di incontrarsi e fare comunità, e di far conoscere alle sempre più numerose persone
che arrivano in questo paesino, le bellezze che la natura riserva ancora, a soli
due passi dalla città.
Il Coro Paganella ha allietato la giornata con canti che hanno animato la
S.Messa celebrata da don Cornelio, e poi
all’aperto hanno creato l’atmosfera giusta per gustare al meglio, vin brulè, the,
dolci e panini.
Come vuole la tradizione nel prato
adiacente c’erano diversi animali da cortile, e mentre tanti bambini hanno potuto
vedere da vicino e accarezzare, animali
spesso visti solo sui libri, nel cuore degli
adulti è riaffiorato un ricordo nostalgico
del tempo passato, quando era usanza
apporre all’ingresso della stalla un’effige
che rappresentava S. Antonio e tutti i
suoi animali al seguito.
Un caloroso grazie alla Comunità di
Celva che si è attivata per la riuscita della festa creando un clima di amicizia con
tutti i convenuti, ed un altrettanto grazie a
quanti hanno donato con generosità per
l’allestimento della lotteria.
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 45
Università e ricerca
Po v o , T u t t a p o v o e U n i v e r s i t à
Davide Bassi
nuovo Rettore
di Pier Luigi Bonora
Ospitiamo con grande piacere un contributo del prof. Pier Luigi Bonora, Professore ordinario di Scienza dei Materiali ed
Ingegneria alla Facoltà di Mesiano che oltre
a offrirci un ritratto del nuovo Rettore dell’Università di Trento, nostro concittadino
“colpevolmente” dimenticato dalla nostra
rivista al momento della sua elezione, ci
“rimprovera” giustamente per lo scarso
(nullo?) spazio che Tuttapovo in questi anni ha dato all’Università ed agli istituti di ricerca presenti sul suo territorio. A parziale
scusante di questo potremmo dire che anche il contributo dei nuovi residenti a Povo
legati in qualche modo a queste strutture
(docenti, ricercatori) fino ad ora è stato
pressoché inesistente. Ci auguriamo pertanto che questo primo importante contributo, come lo spazio dedicato in questo stesso numero a Lorenzo Ghirardelli, pittore e tecnico a Mesiano, possano essere i “grimaldelli” per una futura più proficua collaborazione con la rivista
e per una nuova stagione nei rapporti tra il sobborgo e la “sua”
Università! (pg)
T
uttapovo è una rivista che registra e commenta la vita di ogni
giorno di una Comunità dalle antiche e belle tradizioni, ne
racconta la cronaca e ne narra la storia come le compete per
il suo stesso titolo: Tuttapovo. Tutta, ma proprio tutta-povo? Leggendo la Rivista con la curiosità del nuovo venuto (abito in via della Resistenza da un anno) e con l’affetto che mi lega a questo paese per esserne frequentatore da venticinque anni (prima all’IRST
come collaboratore poi a Mesiano come professore) mi sono reso
conto che poco spazio fra le sue pagine è dedicato alla massiccia
46 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
e prestigiosa presenza sul territorio delle strutture di Università e
Ricerca. Mi sono chiesto il perchè. La prima risposta che mi sono
data è semplicistica e ironica: tutte le strutture sono sotto il paese,
e sfuggono alla quotidiana routine dei “poèri”. Le centinaia (migliaia, forse) di studenti e docenti e ricercatori che ogni mattina arrivano con bus, auto e treno sfilano, poco osservati da quasi tutti,
sotto il paese. Però sono importanti. Però sono una grande ricchezza, e un vanto dovrebbero essere per la Comunità. Trento à
oggi una realtà culturale di grandissimo prestigio e rinomanza per
il valore scientifico e tecnologico che ha saputo conquistarsi in
campo internazionale partendo, trent’anni fa, dalla rinnovata sede
di una scuola, credo, di avviamento al lavoro, ristrutturata come
prima Sede della Facoltà di Scienze e dell’Istituto per la ricerca
scientifica e tecnologica, l’IRST, così appassionatamente voluto dal
Senatore Kessler, del quale serbo un grato ricordo personale. Un
po’ più sotto, nata dalle ceneri dell’obsoleto Sanatorio antitubercolare, sorge a Mesiano la Facoltà di Ingegneria, da anni classificata per le sue qualità fra le prime se
non la prima in Italia. Tanti studenti abitano
a Povo, e tanti fra il Personale dell’Università e dell’IRST. E vengo alla ragione, o alla
buona occasione, per la quale ho pensato
di scrivere queste righe per richiamare l’attenzione su questa realtà - l’Università e la
Ricerca - che sta portando da anni il nome
e la fama di Povo e di Mesiano in ogni parte del mondo in cui si parla di Fisica, di Matematica, di Ingegneria.
E la ragione è importante e, benché in
ritardo, è bene che venga resa nota anche
sulle pagine di Tuttapovo, che così avrà ancora più giustificato il termine “tutto”. Dal
primo di novembre del 2004, il nuovo Rettore dell’Università di Trento è un poèro (almeno d’adozione, visto
che vi abita dal 1974!): il Professor Davide Bassi. Sia questa quindi l’occasione per congratularci, come concittadini, per la prestigiosa carica e fargli gli auguri per un grande successo sia personale che della nostra Università; e sia anche l’opportunità per mostrare la sua foto e per presentare, in estrema sintesi, un suo curriculum.
Un ritratto di Davide Bassi
Davide Bassi, 56 anni, originario di Genova, si è laureato in Fisica nel 1971 presso l’Università di Genova, dove inizia la sua carriera occupandosi di problemi legati alla sintesi di idrogeno molecolare nello spazio interstellare.
Nel dicembre 1974 si è trasferito all’Università di Trento dove
ha avviato un nuovo Laboratorio di Fisica atomica e molecolare e
Università e ricerca
Microsoft porta Povo nel mondo
S
i è molto parlato di Trento e della sua università nei mesi
scorsi su tutta la stampa nazionale ed internazione a seguito dell’accordo tra Bill Gates (l’uomo più ricco del
mondo, patron della Microsoft), i ministri Moratti e Stanca ed il
Rettore dell’Università di Trento Davide Bassi per l’apertura in
autunno proprio in quel di Povo di “Euroscience”, un centro di
ricerca multidisciplinare che dovrà, come sottolinea il Corriere
della Sera: “... penetrare nei segreti degli organismi, svelare i
misteri della vita, impadronirsi delle sue leggi...”. In pratica, si
abbinerà la potenza dell’informatica con la biologia e le nanotecnologie per effettuare le ricerche che oggi si fanno, in parte,
sulle cavie. Si potrà ad esempio conoscere il patrimonio genetico di ogni individuo, si conosceranno fin dalla nascita i punti
deboli di un singolo organismo, per poi agire con delle
cure farmaceutiche su misura ed efficaci al cento per
cento. Il nuovo centro Microsoft a Povo, primo laboratorio di bioinformatica del mondo, sorgerà a valle dell’attuale sede Irst ed occuperà a regime dai 30/35 ricercatori. Il finanziamento (si parla di 11 milioni di euro) è per il 40% a carico di Microsoft, il 30% del Governo italiano ed il restante 30% della Provincia Autonoma di Trento. L’inaugurazione è prevista per l’autunno e viene data per possibile anche la presenza dello
stesso Bill Gates. Al di là di tutte le valutazioni tecnico/economiche ed etiche, sarebbe senza dubbio una
sensazionale ricaduta di immagine per un sobborgo
che si sta facendo conoscere in Italia e nel mondo come “cittadella della ricerca e dell’innovazione”. (pg)
La Microsoft Corporate Campus di
Redmond (Usa) ha delle affinità
ambientali e paesaggistiche con
la sede di Povo.
Foto in alto: a sinistra il rettore Davide Bassi con il ministro
Letizia Moratti e Bill Gates alla firma dell’accordo per la
creazione del nuovo laboratorio a Povo (fonte Repubblica Affari
& Finanza)
dove nel1987 è diventato professore di I fascia di Elettronica (oggi Fisica sperimentale).
Ha svolto attività didattica curando diversi insegnamenti nell’ambito della fisica generale e dell’elettronica. Si è anche occupato dell’organizzazione di numerosi corsi di aggiornamento rivolti a
laureati in discipline scientifiche già inseriti nel mondo del lavoro e
di scuole per la formazione di giovani ricercatori finanziate nell’ambito di contratti europei.
All’Università di Trento è stato direttore del Dipartimento di Fisica, presidente del Consiglio di corso di laurea in Fisica, coordinatore del Diploma Universitario in Metodologie fisiche e preside
della Facoltà di Scienze MM. FF. NN. dal 2001 al 2004.
Nel corso degli ultimi 30 anni si è occupato di diverse tematiche scientifiche legate sia ad argomenti di base che a temi applicativi. Parte della attività di ricerca scientifica è stata svolta nell’ambito di collaborazioni presso le Università di Innsbruck, ParisNord, Paris-Sud, Waterloo (Canada) e Barcelona. È stato coordinatore di numerosi programmi di ricerca scientifica e tecnologica
a livello nazionale ed europeo. Tra l’altro, è membro del consiglio
direttivo del consorzio IdEA (Idrogeno, Energia ed Ambiente) che,
nell’ambito di una collaborazione tra l’Università di Trento ed un
gruppo di aziende coordinate da Marangoni Meccanica SpA, si occupa dello sviluppo e della applicazione di tecnologie energetiche
a basso impatto ambientale.
I principali argomenti di studio e ricerca sono:
-
interazioni elementari di idrogeno in fase gassosa;
spettroscopia di atomi, molecole e cluster;
dinamica di reazione dei sistemi ione-molecola;
tecnologie per la selezione in massa ed il confinamento spaziale di specie atomiche e molecolari, sia neutre che in forma ionica.
Mi fa piacere, per chiudere, ripor tare le conclusioni del Programma presentato da Davide Bassi per la sua candidatura a
Rettore:
“Il documento contiene alcune considerazioni sull’Ateneo trentino ed una serie di proposte finalizzate a disegnarne il possibile
futuro. Non ci sono certezze perché il quadro di riferimento è quello che è, ma c’è la profonda consapevolezza che la nostra Università saprà proseguire nel cammino di sviluppo che ha caratterizzato i suoi primi quattro decenni di esistenza e saprà mantenere
una posizione di rilievo nel contesto nazionale ed europeo. Per fare ciò è essenziale rifuggire da visioni settoriali, ricordando che il
bene di una qualsiasi parte dell’ Ateneo (non necessariamente la
nostra) è il bene di tutto l’Ateneo. Il senso di appartenenza, consolidato dalla chiarezza delle scelte e dalla capacità di comunicarle con trasparenza, è uno dei valori più preziosi della vita accademica. Cerchiamo di non disperderlo.”
Credo che l’ultima frase, sostituendo la parola “accademica”
con “cittadina”, possa ben essere considerato un valido augurio
anche per Tuttapovo.
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 47
Artisti di casa nostra
Lorenzo
Ghirardelli
di Walter Mongera
“I
l figurativo è un genere artistico
che ha attraversato con una continuità scevra da mode tutta la
storia della produzione di immagini, dalla
prima rappresentazione simbolica dell’uomo cacciatore all’iperealismo fotografico...” (Fiorenzo Degasperi)
E Lorenzo Ghirardelli, artista di casa nostra, ne è interprete, meritevole di essere
citato.
Lorenzo Ghirardelli è nato a Ferrara il 22
marzo 1942; vive a Borino di Povo, è diplomato Perito Chimico Industriale e lavora
come tecnico all’Università di Mesiano.
Fin da bambino, nonostante gli eventi
bellici e successivamente per l’impegno
negli studi, non ha mai trascurato l’interesse per l’arte curandone lo studio con osti-
nazione e piacere.
Il suo percorso artistico lo ha visto frequentare, tra l’altro, un
corso di anatomia alla Libera Accademia del nudo di Montparnasse ed esporre nella nostra Regione a Marilleva in occasione di un
congresso dell’Università di Trento, per la quale opera presso il laboratorio di anticorrosione industriale diretto dal prof. Pier Luigi Bonora.
Ho conosciuto l’artista Lorenzo Ghirardelli lo scorso novembre
mentre in una fredda mattinata ritraeva uno scorcio di Oltrecastello; l’occasione di prendere assieme un caffè è stata una opportunità di conoscere una persona riservata, discreta ma particolarmente cordiale che non ostenta bravura, ma sicuramente apprezza
e merita riconoscimento.
Successivamente ci siamo incontrati in modo conviviale nella
sua casa di Borino assieme a Paolo Giacomoni, direttore di Tuttapovo, ed in quella serata abbiamo potuto visionare ed ammirare
parte della sua produzione artistica.
Riportiamo di seguito per i lettori alcune delle sue creazioni ed
auspichiamo di poterle apprezzare in occasione di prossime manifestazioni del nostro sobborgo.
48 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Artisti di casa nostra
NICHELATTI ALDO
IDRAULICO
IMPIANTI IGIENICO-SANITARI
RISCALDAMENTO - GAS METANO
POVO - Via della Resistenza, 34 - Tel. 0461 810082
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 49
Racconti di vita
La guerra vissuta
L’odissea russa
di Cleto Lotti
di Giancarlo Ianes
C
leto Lotti è nato a Sabbionara d’Avio nel 1920, residente a
Povo da tanti anni, è uno dei pochi reduci della famigerata
campagna di Russia, una delle più dolorose pagine di storia
vissute da italiani nella seconda guerra mondiale.
Sicuri che la sua testimonianza sia esempio di coraggioso vivere in situazioni di folle drammaticità, lo abbiamo contattato ed
egli ci ha dato volentieri la sua disponibilità a raccontarsi...
Antefatto
Il 22 giugno 1941 ebbe inizio l’operazione “Barbarossa”, ossia
l’invasione dell’URSS da parte della Germania nazista. Mussolini,
incurante delle sconfitte subite in Grecia e in Africa, insistette per
partecipare a fianco del forte alleato con un contingente italiano.
Così venne costituito il Corpo di Spedizione Italiano in Russia
(CSIR), formato da 62.000 uomini che partì il 26 giugno 1941
nonostante l’inadeguato equipaggiamento e la carenza di mezzi,
per combattere una guerra assurda rivelatasi catastrofica. I soldati italiani furono costretti a muoversi nelle sterminate pianure russe
a piedi, mentre muli, carretti e un ridotto numero di camion trasportavano i materiali. Ai potenti carri armati russi T 34 e KV, superiori anche ai carri tedeschi, gli italiani poterono contrapporre solo pochi carri leggeri “L”, oltre a un’artiglieria antiquata che comprendeva ancora cannoni e mortai strappati all’esercito austro-ungarico durante la prima guerra mondiale. Il vestiario consisteva in
vecchie divise estive per le prime fasi della campagna e in cappotti e coperte in “lanital”, la lana autarchica ottenuta dalla caseina,
per l’inverno. Le calzature erano scarponcini primaverili. Nonostante tutto la voglia di essere protagonisti nella conquista europea della Germania nazista spinse il Comando italiano, nell’anno
seguente (1942), a rinforzare il contingente portandolo a 230.000
uomini. L’iniziale Corpo di Spedizione Italiano in Russia (CSIR) divenne quindi Armata Italiana in Russia (ARMIR). Ma i grandi numeri non furono affiancati da una adeguata preparazione e la spedizione si tramutò per moltissimi in viaggio senza ritorno. Schierata sul Don lungo un fronte troppo esteso, l’ARMIR venne travolta
dall’offensiva sovietica lanciata il 19 novembre, che si concluse
con la resa dei tedeschi a Stalingrado il 31 gennaio successivo. La
lunga ritirata a piedi durante il terribile inverno russo costò agli italiani 75.000 morti, mentre furono quasi 30.000 i soldati rimpatriati per ferite e congelamento.
La testimonianza
L’esperienza bellica del giovane Cleto Lotti incomincia subito
dopo la dichiarazione di guerra alla Francia da parte di Benito Mussolini nel 1940 e che sancirà l’ufficiale entrata in guerra dell’Italia.
In quel tempo presta servizio militare presso il 7° Ar tiglieri
GAF di Cuneo e lì apprende la notizia della mobilitazione. Viene
mandato nei pressi di Mentone in quell’anteprima di dolorosa
guerra, ma vi rimane poco. Per qualche tempo viene trasferito
50 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Cleto Lotti presso il monumento ai caduti di Povo
nella caserma di Savigliano (Piemonte) e quindi fatto salire su
un treno con destinazione Minsk (Ucraina). Giunto a destinazione il suo contingente si ferma in una grande città per circa tre
mesi. Quindi par tono verso il fronte. Il compito di Cleto era
quello di servente al pezzo (cannone da 149/40 che veniva trainato da un camioncino). Colto da una grave forma di enterocolite (infiammazione della mucosa tenue dell’intestino e del colon e molto diffusa tra i soldati in seguito alle gravi carenze alimentari e al cattivo stato di conservazione del poco cibo) viene
visitato dal tenente medico che diagnostica subito la gravità del
male tanto da ritenere che non ce l’avrebbe fatta ad arrivare all’ospedale...Ospite in una isba (tipica casa russa, solitamente
composta da legno, frasche e argilla) un signore russo presente al fatto capisce la drammaticità della situazione e propone
una sua cura, completamente ar tigianale e priva di qualsiasi
fondamento medico (si verrà a sapere che il suo mestiere era
quello di macchinista...), ma che avrebbe potuto far guarire
l’ammalato. Non c’era più nulla da perdere, valeva la pena tentare nonostante il rischio di questo sconosciuto metodo di guarigione. Cleto dunque acconsente. Il russo dà ordine di far bollire dell’acqua alla quale venne aggiunta una buona dose di sale (bene preziosissimo in quel periodo), estrae da un cassetto
delle foglie secche che sminuzza nell’acqua e alla quale aggiunge una strana polvere rosa. La bevanda viene mescolata e
data da bere a Cleto, il quale prima dell’operazione, viene immobilizzato. Il primo sorso provoca infatti delle tremende fitte
che lo fanno svenire. L’improvvisato medico dà quindi ordine di
togliere dalle braci una barbabietola, di tagliarla a fettine fini
raccomandando di darne al paziente una fettina ogni ora, non
appena il malato avrà ripreso conoscenza. Dopo tre giorni la situazione migliora e Cleto si riprende gradatamente. La “strana”
ricetta russa lo aveva salvato da mor te cer ta.
Nel Natale 1941 si intensificano le azioni di guerra. Cleto fa
par te di una squadra composta da una decina di persone, otto
Racconti di vita
serventi al pezzo e due autisti. Il loro compito è quello di sparare fino ad un massimo di tre colpi per volta contro capisaldi
sovietici. L’azione doveva essere estremamente fulminea in
quanto la risposta del nemico era immediata, attraverso una
pioggia di proiettili. Un giorno il drappello trova stravolte le indicazioni da seguire e si trova in balia di se stesso, esposto ai
tiri di ar tiglieria dei sovietici. Trovano for tunoso riparo in una
buca. Nell’assordante fragore delle esplosioni, un crepitio di
mitraglia fa ritenere che vi siano vicini degli italiani respinti nelle retrovie. Pur troppo però non si tratta di italiani bensì di russi. I nostri soldati vengono fatti prigionieri con una rapida prospettiva di fucilazione. A quel punto Lotti chiede al sergente
russo delle spiegazioni. “Perché volete fucilarci? Siamo senza
munizioni. Fateci prigionieri”. Il sergente fa intendere che per
loro è impossibile mantenere dei prigionieri perché “teste di
ponte”. Lotti tenta quindi una disperata car ta per scongiurare
la mor te. “Noi siamo specialisti, potreste avere bisogno di noi”
esclamò.”Specialisti”, questa parola deve aver assunto un significato par ticolare per quel russo che cambia idea e recluta
gli italiani come prigionieri. Ad ognuno viene data una mansione: a Cleto gli viene affidata un’ ambulanza. Rischi e sofferenze continuano, tuttavia la situazione sembra quasi migliore che
tra gli italiani...
Un giorno l’ambulanza guidata dal nostro Lotti viene colpita.
Da questo momento si ritrova uccel di bosco ad affrontare da solo una situazione drammatica, sottoposto al freddo, alla fame, alla guerra. Senza riferimenti ma con uno straordinario fiuto di sopravvivenza riesce a raggiungere la Polonia e lì cade in mano nazista. “Per non farti ammazzare subito ti concedo l’onore di far
parte del Hundertfunfundzwanzig Straf Battailon SS” gli grida un
ufficiale. Viene caricato assieme ad altri su un treno con destinazione Lituania (una delle repubbliche baltiche recentemente entrate a far parte della Comunità europea). “Quando Dio ha volest dopo diversi dì s’è fermà el treno”. Portato in una caserma, un ufficiale tedesco gli chiede la sua provenienza e al quale Lotti risponde stancamente in dialetto trentino. Il tedesco capisce che quel
soldato malconcio è un italiano e vuole sapere di quale città. “Son
da Trent” dice. “Trient? Mein Grossmutter war von Trient!” Esclama il tedesco. Quelle parole rincuorano Cleto che cerca di approfondire la cosa. Viene a sapere che il nonno del tedesco è di Ceniga, vicino a Dro e il suo cognome è Santoni. “Mi proibì però di
chiamarlo con questo cognome poiché l’esercito tedesco lo aveva tramutato semplicemente in Santo”. L’inaspettata confidenza lo
porta ad una richiesta ardita. “Come si fa a scappare?” La risposta del tedesco sembra una evidente presa in giro: “Osserva il
portone centrale, troverai lì la soluzione”. Se in un primo momento quella frase sembrava una burla, Cleto capisce che il consiglio
di quell’uomo per metà trentino non era buttato lì a caso. Le uniche persone che potevano transitare da quel portone senza nessun controllo erano i porta ordini che varcata la soglia lasciavano
incustodita la motocarrozzella e consegnavano le missive al Comando. Dopo un attento studio su modi e tempi Cleto si fece trovare al momento giusto nel posto giusto.
Un giorno arriva come al solito un portaordini con il sidecar e
questi chiede a Lotti di provvedere al rifornimento di carburante
mentre lui nel frattempo consegnava i dispacci. Lotti prende di petto la situazione. Riempie il serbatoio con tutto il carburante possibile, s’impadronisce della divisa lasciata dal soldato, inforca il motociclo e scivola via da quella caserma come un’anguilla. Sembra
la scena di un film d’avventura. Viaggia a tutto gas finchè le luci del
giorno lo aiutano. Di notte si ferma perché c’era il rischio di essere visto anche in lontananza. Il mattino seguente prosegue la fuga
finchè la benzina si esaurìsce. Giunto in prossimità di un ponte fa
rotolare la motocicletta in un fossato e questa si inabissa nel fiume
dopo aver rotto la coltre ghiacciata. Da quel momento Cleto Lotti
Russia, inverno 1942-43.
Reparti dell’ARMIR durante la ritirata (Foto Archivio IGDA)
riprende la sua odissea, come un vagabondo senza mèta, senza
un’idea della strada da proseguire. Cammina come un segugio fiutando i possibili inconfondibili odori del fumo causato dal combustibile usato dalle popolazioni di quelle terre per scaldarsi. Chiede
aiuto e riceve ospitalità di fortuna. Si sposta per brevi tratti con
mezzi di fortuna tra i quali il treno. Giunge finalmente a Varsavia.
Da questo momento i ricordi si fanno più confusi e via via si
perdono nelle nebbie di quelle terre.
Si ritrova a guerra finita a Tarvisio. Non gli sembra vero. Sgranando gli occhi e ripetendo diverse volte sillaba per sillaba quel nome che sapeva di patria perduta e miracolosamente ritrovata. Viene ricoverato all’ospedale. Ridotto ad uno scheletro: il suo peso è
di 48 kg. Gli vengono chieste informazioni sulla sua identità ma egli
prostrato dalla immane stanchezza e dalla fame, confonde nomi,
località e provenienza. Scriverà comunque una lettera a casa con
un mix di indicazioni, ma questa arriverà dopo di lui.
Torna finalmente a casa, nella nuova residenza di Riva del Garda, dove suo padre si è trasferito con la sua famiglia da poco. Ritrova i genitori, gli affetti più cari. Toccante si rivela l’incontro con
la madre, sicura del suo ritorno per averlo affidato giorno per giorno alla protezione della Madonna. Per l’alpino Cleto Lotti si chiude
una lunga pagina dolorosa lasciando spazio ad una nuova che non
sarà comunque facile.
Di quella storia rievocata a brandelli Cleto ricorda la bontà del
popolo russo che ha condiviso quel poco che aveva con i soldati
occupanti (italiani). Bontà del popolo russo che nel caso di Cleto
Lotti gli valse la vita. Oltre all'episodio della cura artigianale già citata è da menzionare che nel periodo di prigionia "il nostro" ricevette da una infermiera ucraina un paio di stivali Valenki, un paio di
pantaloni imbottiti ed un grosso pastrano, elementi che si rivelarono essenziali nella lotta per sopravvivere al tremendo freddo russo.
Gli "italiansky" (così venivano chiamati i soldati italiani dai russi)
venivano trattati generalmente bene, nonostante fossero invasori,
perchè forse riflettevano di più l'umana disperazione nella quale la
gente russa si accomunava. Strana cosa la guerra. Uomini contrapposti sotto bandiere diverse accomunati spesso nella lotta per
la sopravvivenza contro nemici invisibili ma estremamente dolorosi silenziosi (fame e freddo). Il freddo dell’inverno russo che può
arrivare fino a -40° portò con se migliaia di vite legandole per sempre a quella sterminata steppa.
Questa in breve la guerra vissuta da Cleto Lotti, un uomo sereno, che ha tratto da quella durissima esperienza esempi di ardore
e coraggio rivelatisi utili nell’affrontare le nuove e difficili prove della vita: vedovo in giovane età. Risposato. A fianco della moglie gravemente malata per molto tempo fino a che il Signore l’ha chiamata a sé.
A Cleto un cordiale ringraziamento per aversi raccontato
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 51
SPECIALE
FAMIGLIA
COOPERATIVA
DI POVO
REDAZIONALE
DELLA FAMIGLIA
COOPERATIVA
POVO
SPECIALE
FAMIGLIA
COOPERATIVA
DIDIPOVO
Intervista al presidente
Silvano Trentini
I
l 2005 sarà un altro anno molto importante per la Famiglia Cooperativa di Povo. Infatti mentre registriamo una buona
salute finanziaria, nel corso del 2005 andranno a compimento alcune scelte fondamentali per le prospettive stesse della Società. Si attende innanzitutto l’apertura del
punto vendita delle Marnighe a Cognola, la
ristrutturazione con l’ampliamento della
sede e un’imminente apertura di un nuovo
punto vendita in Via San Bortolameo. Su
questo e su altre questioni abbiamo sentito il Presidente Silvano Trentini che da 12
anni guida il Consiglio d’Amministrazione
della Famiglia Cooperativa di Povo.
Allora Presidente, possiamo tracciare un
primo bilancio di questa pluriennale
esperienza alla guida della Famiglia Cooperativa?
Devo dire che è stata un’esperienza molto
positiva e arricchente dal punto di vista
umano e professionale. In questi dodici
anni la cooperativa può vantare un fatturato consolidato che si attesta sui 5.700.000
euro (oltre undici miliardi delle vecchie lire), 5 punti vendita con 29 dipendenti, oltre 1.300 soci. Come si può capire, una
realtà solida ed in espansione. Va sottolineato il costante ammodernamento di tutti i nostri punti vendita per investimenti pari a 850.000 euro, qualcosa come un miliardo e 645 milioni del vecchio conio. Dal
punto di vista personale, questi anni di impegno nella Famiglia Cooperativa di Povo
mi hanno consentito - e di questo sono
molto grato - di maturare alcune importanti esperienze: infatti, anche a riconoscimento del lavoro dell’intera Famiglia, sono
stato chiamato a far parte del Consiglio di
Amministrazione e dell’Esecutivo di Sait,
nonché del Consiglio di amministrazione
della società “Trento Sviluppo” che gestisce paritariamente, assieme a Coop Nord
Est, i Superstore di Trento e Rovereto.
La grande distribuzione privata in città è
molto attiva dal punto di vista delle promozioni e delle iniziative rivolte alla
clientela. La Famiglia Cooperativa di Povo ha comunque tenuto botta molto bene
quest’anno per contrastare eventuali
“esodi” verso il fondovalle. Vogliamo ricordare alcune di queste iniziative?
La nostra linea prezzi ci consente di essere al passo con la grande distribuzione
della città, con innumerevoli offerte speciali rivolte in particolare ai soci ed ai
clienti. Vorrei ricordarLe anche le offerte
‘particolari’ rivolte ai lettori del Suo giorna-
ostante la prossimità di Superstore e di
altri supermercati.
Qual è stato il ruolo del Consiglio di Amministrazione nell’attività della Famiglia
Cooperativa di Povo?
Il consiglio d’amministrazione ha svolto un
ruolo centrale e si è riunito in media dalle
20 alle 22 volte l’anno per monitorare l’andamento economico - finanziario e commerciale dell’azienda. Tutti i consiglieri
hanno apportato la loro esperienza ed il loro contributo formando così un consiglio
molto coeso.
le. Tra gli altri punti di forza delle nostre iniziative va menzionata la consegna della
spesa a domicilio rivolta a tutta la nostra
clientela. Siamo alla quinta edizione dell’iniziativa “Estate per gli anziani”, particolarmente gradita nel periodo più caldo dell’anno verso questa fascia di utenti più debole: oltre alla consegna gratuita della
spesa viene praticato anche uno sconto
del 5% su tutti i prodotti, escluse le offerte speciali. Molto apprezzato è stato lo
sconto del 10% effettuato sul pane nel periodo natalizio, proposta che andremo a ripetere anche in questo periodo di Pasqua.
Un buon successo ha avuto la recente iniziativa - per andare incontro ai disagi creati da euro 0, euro 1 e targhe alterne - di offrire un biglietto dell’autobus gratis ogni
15 euro di spesa per i soci e 20 euro per i
non soci.
Per quanto riguarda i nuovi punti vendita, quali sono i tempi e le prospettive?
Per le Marnighe a Cognola siamo in attesa di risposta da parte della Giunta Comunale per poter iniziare i lavori. Nei primi mesi dell’estate, contiamo di aprire il
cantiere per l’ampliamento della sede di
Povo, si tratta di un’aggiunta di circa
150mq che verrà a collocarsi nell’attuale
zona di carico e scarico merce ed andrà
a confinare con la casa comunale. Come
già accennato l’apertura del nuovo punto
vendita di S. Bortolameo è prevista verso
la fine di marzo e i primi di aprile. L’apertura avviene in un quartiere di Trento molto popolosa e servirà circa 5.000 abitanti. Siamo sicuri che anche quel punto
vendita offrirà dei buoni risultati essendo
un negozio strettamente di vicinato, non-
La prossima assemblea, che si svolgerà
secondo le regole dettate dallo statuto
approvato nell’assemblea straordinaria
dei soci nel novembre scorso, vedrà in
scadenza il mandato del presidente, del
vicepresidente e di un consigliere. Silvano Trentini sarà disponibile per un nuovo
mandato?
Nell’assemblea ordinaria verrà illustrato ai
soci e quindi approvato anche il nuovo regolamento, per poi passare all’elezione
degli amministratori in scadenza. Entro la
prima metà di aprile scioglierò formalmente la mia riserva per un eventuale nuova ricandidatura ma sin d’ora posso anticipare
che, se i signori soci lo vorranno, non mi
sottrarrò all’impegno di un nuovo mandato. Ho l’ambizione di poter affermare - assieme a tutti i componenti del Consiglio di
Amministrazione, ai Direttori che si sono
succeduti in questi anni e a tutti i dipendenti/collaboratori che ringrazio sentitamente per il loro impegno- di aver sempre
“fatto il mio dovere ad ogni costo”, per citare una eloquente frase di Alcide Degasperi, nell’interesse della Famiglia Cooperativa di Povo, dei soci e di tutti i clienti.
D’altronde i risultati fin qui ottenuti lo dimostrano ben al di là delle mie parole.
Agli amici e ai lettori di “Tuttapovo”, ai nostri soci e a tutti i clienti rivolgo un fervido
augurio in occasione delle prossime festività pasquali.
Ma, a conclusione di questo breve colloquio, avverto l’esigenza di ribadire il valore di quei principi di altruismo e di solidarietà che - a distanza di oltre un secolo di
nascita del movimento cooperativistico
trentino - animano quotidianamente quanti sono impegnati a vario titolo per assicurare, in questa difficile fase economica e
sociale, la salvaguardia di quella qualità
della vita che la nostra gente ha saputo acquisire in lunghi decenni di faticoso autogoverno. (p.g.)
SPECIALITÀ
E PROPOSTE
DELLACOOPERATIVA
FAMIGLIA COOPERATIVA
DI POVO
SPECIALE
FAMIGLIA
DI POVO
COOPERATIVA
DICognola
POVO
offerteSPECIALE
valide fino al 31 FAMIGLIA
marzo 2005 nei punti
vendita di Povo, Sprè,
e S.Donà
sconto del
10% su
tutto il pane
Offevrtiatà
festi
ia
r
e
c
c
i
past ianale
artig
marzemino
4,95 euro
cabernet
4,60 euro
valdadige d.o.c.
3,05 euro
SPECIALITÀ E PROPOSTE DELLA FAMIGLIA COOPERATIVA DI POVO
offerte valide fino al 31 marzo 2005 nei punti vendita di Povo, Sprè, Cognola e S.Donà
speck i.g.p.
stagionato
marchiato
a fuoco
würstel
alto adige
sima
s
i
t
r
e
f
f
o
vienna
€ 12,90
al kg
euro 7,40
serverade
euro 7,40
montagna
euro 5,80
Speciale mele val venosta
old
g
a
n
o
J
Novitàa
Pinov
8
9
,
0
€
al kg
n
e
d
l
o
G
Stark
SPECIALITÀ E PROPOSTE DELLA FAMIGLIA COOPERATIVA DI POVO
offerte valide fino al 31 marzo 2005 nei punti vendita di Povo, Sprè, Cognola e S.Donà
Yogurt
trentinalatte
€ 0,25
cad.
Crudo di Parma
biscotti
elledi
400gr
euro 1,00
sima
s
i
t
r
e
f
f
o
€ 13,80
al kg
parmigiano
reggiano
28 mesi
di stagionatura
€ 13, 80 al kg
vini d.o.c.
piana rotaliana
mezzolombardo
salumi di montagna
sopressona
villa montagna
euro 12,60 al kg
teroldego doc
lagrein
merlot
%
onto 10
sc cassa
alla
carne cavallo
affumicata
euro 12,40 al kg
carne salada
euro 12,20 al kg
SPECIALITÀ E PROPOSTE DELLA FAMIGLIA COOPERATIVA DI POVO
offerte valide fino al 31 marzo 2005 nei punti vendita di Povo, Sprè, Cognola e S.Donà
cavatappi
professional
“gran couvè”
ciotola da forno
in terracotta
re
a
n
i
t
a
r
per gu
ere a
c
o
c
e
an
s
a
r
e
i
in man
soci
€ 29,00
i
non soc
€ 34,00
soci
€ 3,90
i
non soc
€ 4,40
MACELLERIA
Capretto e agnello
Alto Adige
Punta di vitello
Fracosta di maialino
Rollè di tacchino
“Primavera”
Novità
specialità cavazzuti
Caccatorino del bambino
Asparagi
Zambana
euro 7,60
Album dei ricordi
La guerra vissuta
Alto tradimento!
La storia di
Luigi Tomasi
di Antonio Bernabè
Questa è la storia del poèro Luigi Tomasi che al tempo della Prima guerra mondiale scelse di passare dall’altra parte, come
fecero altri che portavano lo stesso cognome, fra i quali quel Francesco Tomasi che
era stato pochi anni prima Sindaco di Povo.
La cronaca delle disgrazie patite dal nostro Luigi è stata scritta nel 1931 ed è pervasa dall’enfasi patriottica con la quale il
Fascismo costruì i suoi miti sull’Irredentismo. Per questo motivo ci siamo limitati a
trascrivere i puri fatti accaduti al Tomasi,
fatti che trovano riscontro nel Bollettino del
Museo della Guerra di Rovereto e nelle dichiarazioni di testimoni oculari e del medico curante del nostro protagonista.
L
uigi Tomasi era nato a Povo il 26 luglio 1882 da Giacomo e Anna Pegoretti ed era figlio unico. Poco più che
ventenne era diventato prima uomo di fiducia e poi direttore e capomastro dell’impresa costruzioni F.lli Giovannini (Carlo e Mario
di Annibale e Rosa Ianes), impresa con la
quale aveva contribuito a costruire in appalto molti lavori militari di difesa e fortificazioni sul confine nella zona di Ala. Per questo motivo al Tomasi era stato semplice entrare in possesso delle copie dei piani di costruzione.
Il 1° agosto 1914, dopo la dichiarazione
di guerra dell’Austria alla Serbia egli fu richiamato alle armi, anzi accompagnato dalla gendarmeria austriaca al suo deposito,
perché era conosciuto come noto “irredentista”. Spedito in Galizia come migliaia di
Trentini, rimase ferito in battaglia e, di tappa
in tappa, arrivò in un ospedale militare di
Trento. Guarito dalle ferite, si rimise in contatto con i fratelli Giovannini, uno dei quali,
col pretesto degli affari e dell’approvvigionamento, era gia nel Regno (d’Italia), da
dove in realtà stava preparando l’evasione
del fratello Carlo, del Tomasi e di Mario Vinante, suo amico e commilitone.
Il 14 gennaio del 1915 i tre compagni ritennero che fosse arrivato il momento giu-
sto per passare il confine a Borghetto e arrivare a Verona, dove avevano intenzione di
consegnare ai Comandi militari italiani i piani di difesa austriaci. Per eludere la sorveglianza dei soldati tedeschi, essi costruirono un carro carico di tavolame ma internamente vuoto, dove presero posto i tre che,
partiti da Trento arrivarono fino ad Avio. Là
incontrarono Luigi Venturi, la loro guida,
che aveva il compito di condurre i tre dall’altra parte, attraverso un confine più che
sorvegliato, percorrendo, in gennaio, un
fosso pieno d’acqua fangosa e ghiacciata,
nel quale i fuggiaschi rimasero immersi per
lungo tempo. A due passi dal confine, il
Venturi, d’accordo con la gendarmeria tedesca, diede improvvisamente un segnale,
fischiando, e il Tomasi con gli altri due si
trovarono improvvisamente circondati dai
gendarmi. Furono arrestati, perquisiti e addosso al Tomasi furono trovati i piani delle
difese austriache, atto che gli costò la condanna per alto tradimento.
Passarono tuta la notte sotto interrogatorio nella caserma di Avio, senza potersi
levare i vestiti, inzuppati com’erano ed intirizziti dal freddo. Al mattino, incatenati, vennero condotti al Castello del Buonconsiglio
a Trento, ove rimasero sottoposti a carcere
duro per tre mesi, fino al giorno 17 aprile,
quando furono processati e condannati a
morte.
Il poèro Luigi Tomasi, reo di diserzione
e di alto tradimento fu condannato alla fucilazione, pena che venne poi commutata in
ergastolo con segregazione in cella e due
digiuni al mese, da scontare con 12 ore su
24 di ferri alle mani.
Mario Vinante, amico inseparabile del
Tomasi, subì la condanna a 23 anni e 9
mesi di carcere duro e il Giovannini fu condannato a 3 anni di carcere duro con giaciglio duro e cella oscura.
A tutti e tre fu levato il sussidio per le loro famiglie. Parte della pena venne scontata nelle carceri di Linz, poi vennero tradotti
a Moellersdorf presso Vienna, nell’ergasto-
lo militare. I patimenti materiali e morali sofferti a Moellersdorf non si possono descrivere: celle umide, poca paglia e ammuffita
anche quella, poche coperte e sopratutto
pochissimo cibo e senza condimento cosicché una persona un po’ debole in poco
tempo finiva con l’ammalarsi e ammalarsi
in quell’ambiente voleva dire lasciarci la
pelle. A causa dei patimenti fisici, il Tomasi
deperì in poco tempo a tal punto che un
giorno fu trasportato all’infermeria dove gli
fu riscontrata la tubercolosi polmonare. Rimase per alcuni mesi sotto cura del dottore del penitenziario, ma la malattia era talmente grave che secondo il medico curante il nostro non poteva vivere a lungo.
Nella primavera del 1917, quando l’Austria aveva estremo bisogno di “carne da
cannone” per rinforzare le truppe d’assalto
(“Sturmtruppe”) incorporò quanti uomini
poté anche fra gli ergastolani, e così il Tomasi fu aggregato a queste truppe e mandato sul fronte russo, dove dopo alcuni
combattimenti passò in territorio nemico
dove rimase fino a guerra finita. Rimpatriò
nell’aprile del 1919 e ritornò al suo posto di
capomastro presso l’Impresa Giovannini. Il
primo pensiero fu di ricongiungere la sua
famiglia, dispersa in parte a Znojmo (la madre Anna) e in parte in Trentino. Poi prese
moglie ed ebbe tre figli, il primo dei quali
morì ad appena due anni e mezzo per la
stessa malattia che aveva colpito il padre,
vale a dire di tubercolosi.
La malattia non gli dava tregua e dovette mettersi in cura nel sanatorio del Dr.
Merler in Trento, dove rimase ad intervalli,
alternando la cura sanatoriale con quella
fatta in casa, sempre col timore di una
morte ormai prossima. Nonostante tutto
ciò, favorito dall’impresa Giovannini, lavorava per questa quando poteva, e manteneva decorosamente la sua famiglia facendo qualche risparmio. Non chiese mai alcun indennizzo per quanto aveva sofferto
lui e la sua famiglia, ritenendo di aver fatto
il suo dovere secondo quanto la coscienza
gli suggeriva di fare.
Purtroppo, le lunghe sofferenze, l’ultima
malattia durata sei mesi, i medici, gli ospedali, le operazioni, i sanatori, le medicine e
le cure ridussero a nulla lo stato economico e finanziario della famiglia Tomasi. I ripetuti accenni fattegli durante la malattia,
perché chiedesse qualche sovvenzione, lo
esasperavano, e aggiungeva che il dovere
non si paga.
Luigi Tomasi morì il giorno 8 novembre
1931 a causa del progredire della tubercolosi contratta in carcere. Soltanto dopo la
morte del marito, la vedova, ormai ridotta in
povertà e con a carico i due orfani, si decise di chiedere per sé e per i figli un sussidio statale, come avevano fatto tante altre
vedove nelle identiche condizioni.
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 57
Po v o e l a s u a s t o r i a
Giochi popolari
El zóc de la mora
Quando a giocare alla
Morra si rischiava la vita
di Paolo Giovannini
Come tutti sapete da qualche mese a
Povo è scoppiata una sorta di “febbre della morra”. Sono già sei infatti i tornei organizzati tra i vari sobborghi della città e la
cosa andrà avanti fino a quest’autunno con
il gran finale a Trento tra i migliori “morristi” della provincia nell’ambito del “Palio
delle Contrade” organizzato dall’Associazione “Amici della Città” di Stefano Grassi,
ideatore e organizzatore di tutti gli appuntamenti. Ma che cos’era il gioco della Morra a Povo nel secolo scorso? Paolo Giovannini nostro collaboratore ci presenta in
questo numero una sua recente “scoperta” negli archivi storici che riguarda proprio
il gioco della morra. Nelle cronache del
tempo si parla addirittura di due omicidi
commessi nella frazione di Sprè e legati a
questo gioco. Buona lettura! (pg)
F
onti di pensiero attribuiscono le origini del gioco alla Cina, altre all’antico
Egitto che poi lo introdusse in Grecia
per farlo approdare infine nell’antica Roma.
Morra potrebbe derivare dal latino “murris”,
cioè mucchio, cumulo di pietre. E questa
ipotesi troverebbe riscontro nel fatto che i
primi giocatori sarebbero stati proprio dei
pastori che in questo modo passavano il
tempo mentre sorvegliavano le greggi. Ancora oggi, infatti, in Abruzzo si usa dire una
“morra di pecore” per indicare un gruppo di
ovini costretti entro un recinto di muretti di
sassi. Un’altra ipotesi è quella che lo vede
derivare dal termine mediterraneo “morra”,
vale a dire rissa, confusione. Comunque sia
il gioco della morra è un gioco affascinante
che abbisogna di “riflessi velocissimi,
braccia esercitate e voce possente”. Negli
58 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
anni Trenta però, a causa del reiterato comportamento di alcuni
focosi giocatori che spesso lo
facevano degenerare in rissa, il
gioco della morra fu nuovamente relegato nella “Tabella dei
Giuochi Proibiti”. Per rendergli
giustizia numerose associazioni
in Italia e nel mondo, lo stanno
riscoprendo attraverso dei veri e
propri tornei, dove però la regola fondamentale è quella dell’assoluta non-violenza. Anche a
Povo come tutti sanno, il gioco
della morra è ormai una realtà
praticata da molti, e così anche
in passato seppure non sempre
in modo pacifico. “El zoc’ de la móra”, come ben sa chi si è cimentato anche una sola volta in questo gioco si basa su poche e
semplici regole, che ogni giocatore tende
però a piegare a proprio favore. Da questa
“interpretazione personale”, magari accompagnata da abbondanti bevute, nascono di frequente discussioni e litigi anche
violenti che hanno fatto sì che tale passatempo venisse a più riprese vietato o concesso solo a determinate condizioni di sicurezza. Recentemente ci siamo imbattuti
in una “Circolare del Governo Provinciale
del Tirolo” datata 1836(1) (foto 3) nella quale si fa esplicito riferimento al “Divieto del
giuoco detto alla Mora”. Nel fascicolo che
la contiene, con la prescrizione di darne
ampia diffusione, si fa riferimento a due
gravi fatti di sangue avvenuti in seguito ad
una lite scoppiata durante il gioco della Mora, presso l’allora osteria di Giovanni Battista Bazzanella in quel di Sprè. Il Giudice Distrettuale di Civezzano infligge una multa di
2 Talleri (4 Fiorini valuta di Vienna) al Bazzanella visto che “...constando dagli atti inquisizionali assunti pel delitto d’uccisione
di Cristoforo Tomasi che nella di lui osteria
la sera dell’ultimo giorno dell’anno (1837)
sia stato giuocato alla Mora dopo notte...”.
Lo stesso giorno il Capo Comune di Povo
Giovannini, nel suo rapporto al Giudice Distrettuale riferisce che “... già avanti alcuni
Po v o e l a s u a s t o r i a
anni, un certo Peccoretti detto Vechia, venne ucciso all’osteria di GioBatta Bazanella,
ed ora le due ultime accadute disgrazie dei
due gravi ferimenti pure seguita nelle persone del Bovi e Tomasi, quest’ultimo morto, ne fu la principale cagione quell’osteria
aperta per lo più tutte le notti e nella quale
impunemente si giuoca (alla Mora), fomento questo delle risse ed inconvenienti...”. Il
Capo Comune sollecita qualche intervento
dell’Autorità Giudiziale augurandosi che il
Giudice voglia “... ordinare che quell’osteria debba essere giornalmente chiusa la
sera all’AveMaria (alle 20.00) e vietato all’oste di permettere il giuoco anche di giorno nella stessa, e supplica ancora perché
di quando in quando l’Imperial Regia Gendarmeria faci alla stessa una visita e la sorvegli...”. Il Giudice di Civezzano Dalla Rosa
ordina alla Gendarmeria di “...eseguire frequenti perlustrazioni in detto Comune specialmente nelle sere dei giorni festivi...” e
contemporaneamente chiede istruzioni ulteriori al I.R. Capitano del Circolo di Trento
il quale stabilisce che: “...in riflesso che
varj gravi ferimenti ed anche uccisioni avvenuti in Povo ripetono la loro origine da
risse avvenuti nelle osterie di Povo ora condotta da Giovanni Battista Bazzanella, la
quale è ricettacolo degli scioperati, giuocatori beoni, accattabrighe e figli di famiglia
dedite ai bagordi e che non si osservano
da quell’oste le ore di polizia...”(2) e decreta: “... che la suddetta osteria venga fino a
nuovo ordine chiusa tutte le sere all’AveMaria in punto... “(3). Come da prassi consolidata il Bazzanella trascorso un po’ di
tempo (13 aprile) chiede all’I.R. Giudizio di
Civezzano di poter “...tenere aperta l’osteria sino all’ora di prescrizione pei osti...”.
La supplica, perché tale è, è un capolavoro
di sottomissione (Il Bazzanella si firma umilissimo, obbedientissimo servo) di scuse,
di promesse: “...per l’avvenire di fare in
modo sì che nella mia osteria non abbiano
più a succedere inconvenienti e mi costituisco pei medesimi garante, contento che
quall’or ne succedino mi sia fatta chiudere
all’istante la mia Osteria...”. Fa leva anche
sui sentimenti e la stessa esistenza dei suoi
figli. “...sono carico di figli ed io stesso difettoso, motivo per cui non posso esercitare il mio mestiere da contadino e quindi se
in altro modo mi procuro un’onorata susistenza, mi riduco al nulla...”. Tutto questo
però non cambia la decisione del Giudice di
Civezzano il quale fa notare che “...non è
ancora trascorso tempo bastante...” e che
comunque “...chi frequenta nottetempo
l’osteria mostra d’essere vizioso e non è
pensiero di questo Giudizio di favorire per
verun conto il vizio”. Il Bazzanella non si da
per vinto, attende un po’ di tempo e presenta una nuova supplica il 10 agosto.
Umile, pentito, pieno di buone intenzioni e
promesse, fa notare come fino ad ora dal
giorno del Decreto di chiusura “...è mai
successo e come spero non sarà mai per
succedere alcun inconveniente né portato
alcun richiamo a mio danno... ho continuato a tener bene e regolata la mia osteria...”;
chiede nuovamente, confortato dal parere
positivo del Capo Comune Giovannini, che
“...l’ora di polizia mi venga prolungata come per lo passato...”. Il Capitano del Circolo Eichendorf il 13 settembre 1838 fidando
dei rapporti positivi del Capo Comune e del
Giudice Distrettuale di Civezzano “...non
avendo dato motivo di reclamo l’oste
Gio.Batta. Bazzanella dopoche gli è stato
intimato il Capitanale Decreto del 15 gennaio 1838 n. 668, si permette che gli venga levata la restrizione dell’ora di polizia...”
Il Bazzanella, dopo nove mesi, potè riaprire
a tempo pieno la sua osteria.
(1) Archivio di Stato di Trento, Giudizio Distrettuale
di Civezzano a. 1838. Busta 156 pos. 79.
(2) Vale a dire le ore di chiusura secondo le norme
di Polizia cioè alle 10 di sera e durante le Sacre
Funzioni.
(3) Il Decreto del 15 gennaio 1838 n. 668 del
Capitano dell’I.R. Circolo di Trento Eichendorf
viene inviato al Giudice di Civezzano il quale in
data 24 dello stesso mese ne da comunicazione al
Capo Comune di Povo e a Gio. Batta Bazzanella
obbligandolo ad affiggere nel locale un avviso
indicante l’orario di Polizia.
Devo un grazie a Mariagrazia Pontalti per la
continua assistenza tecnica e a Cristiana Pivari per
la ricerca.
SALONE
Immagine Donna
POVO - OLTRECASTELLO - TEL. 0461342032
Orario: martedì-g
giovedì: 8.30-1
12.00 / 14.30-1
19.00
mercoledì-vvenerdì-ssabato: 8.30-1
16.30
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 59
Le ricette di Matilde
guite la cottura per 3/4 d’ora a calore moderato aggiungendo di tanto in tanto, se la
salsa ispessisce troppo, un po’ di brodo. A
metà cottura aggiungete olive nere. A cottura ultimata eliminate l’alloro e il rosmarino,
disponete la preparazione su un piatto caldo e ricoprite con salsa bollente.
In cucina
Il coniglio
Coniglio alla brianzola
a cura di Matilde Padroni
A
lcune salse tratte dal “Libro di Matilde” (1970) e quattro ricette per preparare al meglio il coniglio.
Salsa Tonnè
Ingredienti: 100 gr di tonno sott’olio, 3
filetti di acciuga, 30 gr di capperi, 1 bicchiere di vino bianco secco, ½ litro di
maionese.
Passare al setaccio tonno e acciughe, mettere in una terrina, diluire con il
vino bianco e, adoperando la frusta, incorporarvi la maionese. I capperi possono essere tritati nella salsa fini, fini
oppure essere messi sopra interi. Se la
salsa dovesse risultare troppo densa,
unire altro vino bianco.
pezzi e mettetelo al fuoco in una casseruola per fargli far l’acqua che poi scolerete;
quando sarà ben asciutto gettateci un pezzo di burro, un poco di olio e un battuto tritato fine e composto del fegato dell’animale e di tutti gli odori, cioè: cipolla, sedano,
carota e prezzemolo. Conditelo con sale e
pepe. Rimuovetelo spesso e quando sarà
rosolato, bagnatelo con acqua e sugo di
Besciamelle
Ingredienti: 70 gr di farina, 1 litro di
latte, 1 noce di burro, sale, noce moscata (per il pasticcio aumentare la farina).
Sciogliere il burro, mettere farina,
sale, noce moscata. Cuocere per 2-3minuti. Togliere dal fuoco e versare il
latte bollente frustando. (Aspettare che
la farina si raffreddi per evitare grumi).
Far cuocere per ¼ d’ora.
Coniglio al pomodoro
Ingredienti: un coniglio, foglie di
alloro, sale, peperoncino, olio, pomodori, 1/2 bicchiere di vino bianco.
Lavate bene il coniglio, tagliatelo a
pezzi e sbollentatelo in acqua. Fatelo
rosolare nell’olio con gli aromi. Aggiungete il vino e fate evaporare. Unite
salsa concentrata di pomodoro quanto basta per dare una coloritura rossa
e portate a cottura.
Ragù
Ingredienti: ½ chilo di carne mista
macinata, 1 carota, 1 gambo di sedano, cipolla, bouquet garnì (stracotto
con 4-5 grani di pepe, chiodi di garofano, spicchio d’aglio, rosmarino, salvia), 2 bicchieri di vino rosso, funghi
secchi ammorbiditi e tritati, 2 cucchiai di
pomodoro concentrato, 1 etto di farina
bianca, brodo di dado.
Spadellare la carne infarinata (per 2 minuti) nell’olio bollente e poi scolarla. Fare il
fondo con carota, sedano e cipolla tritata,
farla rosolare e unire la carne. Mettete la rimanente farina bianca, unitevi i funghi ammorbiditi e tritati, il concentrato di pomodoro bagnato con il vino rosso. Lasciate evaporare, coprite con brodo (1 litro e mezzo),
sale, pepe e bollire un’ora e mezza lentamente. Alla fine burro, salvia e rosmarino.
Pappardelle al sugo di coniglio
Dopo aver lavato il coniglio, tagliatelo a
60 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Ingredienti: 1,500 Kg. di carne di coniglio; gr 40 di burro; 3 cucchiai d’olio
d’oliva; 1/2 bicchiere di vino bianco secco; una spruzzata di Marsala e una di
grappa; bacche di ginepro; brodo; una
manciata di prezzemolo tritato con una
buccia di limone e uno spicchio d’aglio
(facoltativo); una dozzina di gherigli di
noci pestati; sale, pepe.
In un tegame largo scaldate olio e
burro e disponete il coniglio, lavato,
asciugato e tagliato a pezzi: rosolateli.
Salate, pepate, versate il vino, il
Marsala e la grappa, aggiungete le
bacche di ginepro e fate consumare
il tutto a fuoco abbastanza vivace.
Por tate a cottura col coperchio e a
fuoco moderato, bagnando di tanto
in tanto con brodo bollente. Cospargete infine con il trito di prezzemolo,
limone e aglio, amalgamando con le
noci: rimescolate e servite.
E per finire un omaggio a Franca e
Carla Bernardinatti:
Torta Trento
pomodoro, o conserva, per tirarlo a cottura, aggiungendo per ultimo un altro poco di
burro. Servitevi del sugo per condire con
questo e con parmigiano le pappardelle.
Servite il coniglio come secondo con un
contorno di verdure cotte, miste e saltate in
padella, con burro.
Coniglio brasato
alla casalinga con olive
Fate soffriggere, nel burro e in qualche
cucchiaiata d’olio, il coniglio tagliato a pezzi. Salate, pepate, aggiungete un trito di cipolla, carota, sedano, prezzemolo, alloro e
rosmarino interi; unite salsa di pomodoro
un po’ diluita con acqua, un dado e prose-
Ingredienti: gr. 250 di
farina
bianca, 140 gr di burro, 50 gr di zucchero,
2 tuorli d’uovo, un pizzico di sale, buccia di
limone.
Preparare la pasta con tutti gli ingredienti e lasciarla riposare per circa mezz’ora. Nel frattempo preparare un ripieno con:
140 gr. di zucchero, 70 gr di mandorle, 70
gr di noci sbucciate e ben tostate, i due albumi nontati a neve.
Dividere la pasta: una parte tirata a disco si pone in teglia unta di burro e spolverata di farina; disporvi sopra il ripieno e con
l’altra metà formare un altro disco (oppure
listarelle) e coprire. Lasciare cuocere per
ca. 3/4 d’ora e poi spolverizzare con zucchero a velo.
Il disco
ni dolci e intimi a scatti di tagliente ironia
politica. Dove sei tu è un’offerta, una scoperta, è una paura dichiarata, è un po’ quello su cui si vuole riflettere perché ogni nota
è frutto di un intenso studio all’interno delle
emozioni, del modo giusto per percepirle ed
esprimerle, per fermare attimi, nella loro eccezionalità. I primi due brani sono praticamente calamite. La ritmica e le parole di
“Nel mio giardino” invitano a rilassarsi ed
ascoltare, mentre “Invisibile” è il canto di
una sirena imbronciata e insoddisfatta. Ma
a cura di Paolo Giacomoni
Cristina ha anche un lato graffiante e lo svelano “The Truman Show”, dedicata al controllo dei mezzi di comunicazione di massa da parte
del potere politico...oppure
i siamo accorti che in
“Triathlon”, dove lotta a fiadieci anni di vita di
to sospeso per superare un
Tuttapovo, dopo deciabbandono. Sicuramente
ne di dischi recensiti, abbiapiù dolce rispetto ai precemo vergognosamente didenti Tregua e Nido, questo
menticato “l’altra metà del
album vuole sedurre l’acielo”. Forse per un eccesso
scoltatore con semplici cadi maschilismo o per vecchi
denze della voce. Ed è proamori adolescenziali verso il
prio “Dove sei tu” che esprirock “maschio e duro”, solo
me l’essenza dell’album,
ora nel 2005 dedichiamo
l’abbandono totale ai sensi,
uno spazio ad una cantante
il distacco completo dalla
donna. Ma forse è valsa la
razionalità. Il brano è una
pena di aspettare, visto che
ballad blues che rende molstiamo parlando di Cristina
to meglio nella versione inDonà, con ogni probabilità,
glese, è un appello, una
(insieme a Carmen Consoli
promessa d’amore incondied Elisa), quanto di meglio
zionato, è Cristina che si
esiste oggi in Italia nell’unimette a nudo senza paura.
verso canoro rock femminiNe avete abbastanza? No,
le. Abbiamo avuto il piacere
perché Cristina sa essere
di vedere Cristina Donà queanche molto scherzosa e ne
st’estate in un concerto “un“L’uomo che non parla” tira
plugged” al Passo del Lavain ballo anche un coro marizè nell’ambito dei Suoni delnaresco-alpino, con tanto di
le Dolomiti ed è stato subito
Cristina Donà - Dove sei tu (2003) - Edizioni Mescal - Cd - euro 18 circa.
improvvisazione lirica e fiamore! Un concerto solo per
sarmonica al seguito! Per fichitarra, suonata efficacenire in bellezza la splendida
mente dalla Donà, e percussioni (Cristian Calcagnile), incentrato sul- no ricorda i Soft Machine?). Ed è tutto da “Un giorno perfetto” in cui pare che il teml’ultimo album “Dove sei tu”, uscito sia in scoprire questo disco di Cristina Donà. Pro- po si fermi per afferrare questo piccolo caedizione italiana sia in inglese sotto la su- seguendo il suo cammino in una ricerca polavoro di musica e poesia. Un disco che
pervisione del mitico Robert Wyatt (qualcu- musicale che non stanca, si alternano bra- sarà una piacevole scoperta!
Musica italiana
Cristina Donà
Dove sei tu
C
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 61
Mobilità
Trasporti pubblici
Linea Povo,
Celva, Cimirlo
Foto S.N.
di Aldo Giongo
L
o scorso anno vi abbiamo presentato
il servizio ELASTIBUS, l’autobus a
chiamata che collegava Povo con il
Cimirlo, Celva, Gabbiolo, S. Rocco e Ponte
Alto. Il servizio istituito nel settembre del
2003, come sperimentale era di competenza provinciale e funzionava tramite un centralino che raccoglieva le chiamate e le smistava in tempo reale al pulmino il quale nel
giro di mezzora trasportava a destinazione
l’utente. Finita la sperimentazione ai primi di
settembre 2004, il servizio è stato cancellato. La gente della zona alta di Povo che non
aveva nessun servizio di trasporto pubblico, si è subito mobilitata ottenendo in pochi
giorni risposta dal comune che ha deciso di
inserire il servizio nel normale servizio di
trasporto pubblico cittadino, a partire dal
15 settembre con l’impegno di risentire gli
utenti dopo circa un mese per mettere a
punto eventuali incongruenze, riconvocati
gli abitanti di Celva e Cimirlo a dicembre è
stato varato l’orario definitivo con piena
soddisfazione di tutti. La nuova linea fissa
Povo - Celva - Cimirlo è una linea autobus
molto particolare, non solo per il pulmino di
piccole dimensioni (20 posti a sedere) ma
per avere un autista fisso, una persona veramente eccezionale, sempre gentile con
tutti e pronto ad esaudire ogni desiderio
(ovviamente nei limiti del possibile), è divenuto ormai uno di famiglia per la gente del
luogo, conosce tutti per nome, giovani e
adulti e si preoccupa se un ragazzo non arriva alla fermata chiedendo se è ammalato
o se deve aspettare qualche minuto perché
si è addormentato. Ma chi è questo personaggio? lo abbiamo intervistato per conoscerlo meglio. Si Chiama Fiorenzo e da
qualche tempo è residente al passo Cimir-
lo, dove vive da solo.
“Fiorenzo, abbiamo capito che non sei
Trentino, da dove vieni e cosa ti ha portato da noi?” “ Sono originario di un piccolo
paese del Piemonte a 15 chilometri da Biella, per anni ho guidato pullman, poi mi sono ritrovato a fare il camionista e trasportavo a Trento dei filati, prodotto tipico di Biella, mi è subito piaciuto il Trentino e la sua
gente. Quando un amico mi ha detto che la
ditta Taxibus cercava autisti per i pulmini mi
sono subito presentato. Il titolare della ditta,
cav. Valentini mi ha subito messo a mio
agio è una persona che capisce il lavoro
dell’autista e lo gestisce bene”.
“Cosa ne pensi di Povo e in particolare della gente della zona di tua competenza?” “Povo mi piace molto e mi ci trovo bene, io abitavo in campagna, avevo un
pezzo di terreno con 60 arnie di api,mi piacerebbe conoscere meglio il paese e la
montagna in particolare quando avrò un
po’ di tempo mi piacerebbe conoscerla
meglio magari con qualcuno che mi accompagni. La gente della mia zona è molto simpatica e affettuosa. Spesso sono invitato a cena o a pranzo, in particolare dai
miei padroni di casa”
“Quale rapporto hai con i ragazzi che
trasporti a scuola?” “abbiamo un rapporto da amici, chiacchieriamo e a volte cantiamo anche assieme”.
Cosa ve ne pare?
Dove lo trovate in questi tempi di contatti freddi ed impersonali un servizio così?
Non a caso sempre più spesso e volentieri
gli abitanti di Celva e Cimirlo, ma anche di
Povo e Trento che vanno a fare una passeggiata, lasciano a casa le auto e viaggiano con questo piccolo autobus.
Tomasi Pitture
Tinteggiature interni - esterni - isolazioni a cappotto
pareti e controsoffitti in cartongesso
POVO (Trento)
Via Salè 27
62 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
cell. 347 5902450
Associazioni
La tigre
e l’onda
di Stefano Ricci
F
u l’acre odore di fumo, prima ancora del fragore dei battitori,
a segnalarle la situazione di pericolo. Fin dalle prime ore dell’alba, quando i raggi del sole, aprendosi un varco tra l’intricata vegetazione, scivolano sulle umide foglie gocciolando globi di
luce sul terreno, avevano incendiato un ampio semicerchio al limitare della foresta per impedirle la fuga.
Stavano ora avanzando dalla parte opposta, colpendo ritmicamente grossi tamburi di latta per spingerla verso i cacciatori. Volevano la sua pelle, ed i suoi cuccioli. Ma la tigre non dava segni di
nervosismo. Il respiro dell’aria, quel giorno, spandeva una strana
calma. Col salmastro del mare le arrivavano altri profumi e segnali rassicuranti. Gli uccelli marini, sopra di lei, avevano stranamente
anticipato il rientro verso la terra ferma e le loro grida annunciavano novità. Come ogni giorno, il mare si sposava con la terra ed il
cielo le avvolgeva. La tigre, cui il padre di tutte le creature aveva affidato quella terra lussureggiante al confine con l’oceano, era tranquilla e consapevole della propria forza. Si alzò lentamente per afferrare, con la dolcezza di una madre, uno dei cuccioli.
Guardò l’altro come per dirgli: “Aspettami qui, tornerò a prenderti presto.” E scivolò, silenziosa e sicura, tra l’alta vegetazione di
mangrovie. Passò inosservata accanto all’accampamento dei cacciatori, dove altri cuccioli biondi giocavano liberi nell’erba, chiassosi come tutti i cuccioli del mondo. Uscì dalla foresta verso nord
e guadagnò con quattro balzi il leggero pendio verso la sicurezza.
Lassù, fra le rocce, il fuoco non sarebbe arrivato e nessuno, tra gli
anfratti, avrebbe trovato il tigrotto.
Prima di tornare verso la radura tra gli alberi, dove l’attendeva
l’altro “carico prezioso”, diede un’occhiata intorno, sopra la vegetazione compatta, verso il chiarore della sabbia degradante nell’oceano e guardò intensamente quell’azzurro a perdita d’occhio increspato qua e là da riccioli di schiuma biancastra. Sembrava volesse ricordare i tempi ancestrali in cui, padrona assoluta della jungla, andava a giocare sulla riva tra gli spruzzi dell’onde, senza do-
versi nascondere agli occhi avidi e crudeli dell’uomo. Annusò profondamente l’aria e si rese conto che non poteva perdere altro tempo. Scese veloce e guardinga verso la valle per raggiungere l’altro
tenero gattino.
Quando non lo trovò, i suoi occhi mutarono espressione, scoprì le zanne con un ghigno terribile, si acquattò pronta all’attacco e
si mise a seguire decisa le ben note tracce odorose. Il cucciolo non
era molto distante. Nell’accampamento dei cacciatori due bambini
giocavano con lui per nulla intimoriti da quei flebili tentativi di ruggito. Lo sguardo ipnotico della tigre emerse dal groviglio della fitta
vegetazione e parve a loro all’improvviso, lasciandoli impietriti.
Sarebbe bastata una zampata per ucciderli entrambi. Ma la tremenda madre voleva soltanto suo figlio e non avrebbe fatto male a
nessuno se d’un tratto una voce...: “Fermi, non muovetevi!”. Il cacciatore, col fucile puntato tra gli occhi della belva, stava procedendo deciso verso la sua preda. Furono attimi infiniti, furono sguardi
di odio e paura, l’arma pronta a far fuoco, la fiera già in procinto di
balzare sul nemico.
I muscoli tirati, i nervi tesi, il respiro ansimante e il soffiare aggressivo dalle fauci. Nessuno si accorse in quel momento del fragore tutt’intorno, un tuono profondo, insistente. Rumore di alberi
spezzati e lontane urla confuse. Il cacciatore in un attimo venne ingoiato da un gorgo e trascinato via dall’acqua.
La tigre, col cucciolo tra le zanne, ebbe appena il tempo di
scartare veloce da un lato e dileguarsi nella foresta. Raggiunse la
collina, il baluardo roccioso e depositò accanto all’altro quel suo
morbido fardello. Laggiù, ai suoi piedi, l’immensa anomala marea
abbracciava inarrestabile la terra e pareva volesse soffocarla. Tra i
tronchi di alberi divelti, detriti e rottami, e corpi rigonfi trascinati,
qualcosa debolmente si dibatteva.
Come per seguire un istinto antico, la tigre gettò uno sguardo
ai suoi piccoli: “State qui, siete al sicuro. Io devo scendere di nuovo”. E si rituffò elegante e leggera in quell’inferno d’acqua e di fango, nuotò decisa per ben due volte fino ad un punto dove un tronco incastrato aveva formato una sorta di argine ed un’ansa di acque meno vorticose. Raccolse i due cuccioli di uomo e li portò in
salvo. Nessuno avrebbe mai saputo come si fossero salvati i figli
del cacciatore bianco. Qualcuno ha pensato al miracolo, senza andarci molto lontano. Al tramonto, il sole accese bagliori dorati negli occhi della tigre. L’immensa risacca aveva lasciato, ritirandosi,
una terra distrutta e sconvolta.
La natura ci aveva impartito una nuova, dura lezione. Ma solo
l’uomo ne rimase stupito, come se le “sue” stragi quotidiane avessero, invece, un valido motivo. Come se la natura, non sempre disposta a piegarsi alle sue briglie, fosse davvero una malvagia matrigna. Come se invece non fosse stato lui a smettere di ascoltare
il respiro della terra, credendo di poterne fare a meno; come se invece non si fosse posto lui sul fragile piedistallo della superbia
scordando l’umile, antica forza dell’armonia e dell’amore.
snc
PAVIMENTI
TRENTO - Via Verdi - Tel. e Fax 0461 238898
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 63
L’ a n g o l o d e l l a p o e s i a d i a l e t t a l e
Po e s i a
‘Na vesta strussiadela
Son ‘na vesta de lana strussiadela,
e mai no ho podù averghe ‘n giachetin,
siché resterò sempre ‘na zitela
cossì come sta scrit ‘nt el destin.
Bice Ducati
seconda parte
Ma ‘l ben che a mi me vòl la mé padrona,
Nissun lo pòl saver, né ‘nmaginar!
Se va a spass, se se senta zo’ ‘n
poltrona s’è libere de far, de nar o star.
a cura di Guido Leonelli
N
el numero scorso mi ero impegnato
a dedicare ancora dell’altro spazio
alla poetessa Bice Ducati, cui mi legano i ricordi, nientemeno che della mia
prima elementare in quel di Caldaro, con lei
nel ruolo di maestra.
Abbiamo apprezzato, la volta scorsa, alcuni passi del suo poemetto “En pom scapà da mez”, che ripercorre il Medioevo in
versi dialettali trentini. Da la “Raccolta di
Trento - Bernardo Clesio
Trento pù a Nord, proteta dai so monti,
fra la Marzola, ‘l Calisio e ‘l Bondon,
la pù bela zità, senza confronti,
l’era soto al so’ Vescovo padron.
Gaveva predicà ‘l gran San Vigili;
zità de lusso e de alta tradizion;
convertida a la Fede avanti el Mili,
zà da tre secoi la gaveva ‘l Dom.
E per quant che su al Nord ‘sti Imperatori
i la tegnissa ‘n pugn ben salda e streta,
e i gavessa promes richeze e onori
pur de poderla ‘ntodescar, (poreta!)
Tren no l’ha mai zedù, l’ei stada dura,
l’ha sempre ciacerà ‘nt el so dialet;
e ancor ades el par che la sussura:
- Mi parlo ‘l me dialet! No gò rispet!
E se mi ‘n dì troves en giachetin,
e la mé siora se doves sposar,
se finirà per farse ‘n bel piantin,
serade ‘n casa e mi drent en l’armar!
poesie”, ampliata con una serie di sonetti in
omaggio a Trento (in lingua italiana), spizzicando qua e là, mi piace proporre tre simpatiche e spiritose quartine dal titolo “’Na
vesta strussiadela”. Da “Ciufi de nuvolete”,
Gastaldi Ed. Milano, una raccolta di una
ventina di poesie, in gran parte scritte in
quartine o sestine rimate, mi piace proporre, anche per la sua brevità e per motivi di
spazio, questa simpatica sul “gat” e ‘l “gal”.
L’ultima opera nelle mie mani ha come
titolo “Eco ‘l Rinasciment, … ecolo chi!”.
Si tratta di un altro poemetto di 80 pagine, scritte in quar tine che fedelmente,
come già col “En pom spacà da mez”, ripercorre la storia rinascimentale, attraverso fatti e personaggi dell’epoca. Mi
piace qui ripor tare i primi versi di “Trento
- Bernardo Clesio”.
Per concludere questa galoppata, questo piccolo e modesto omaggio alla mia
maestra di prima elementare, la poetessa
Bice Ducati, ecco il giudizio che “L’Italia che
scrive”, n° 8-9 agosto-settembre 1960 dà
del poemetto “En pom spacà da mez”.
“La poesia in dialetto trentino di B. Ducati si distingue per la scorrevolezza del
dettato che, in modi e sempre aderenti alla
vivida freschezza del parlar popolare, ora si
limita alla semplice linea descrittiva, ora - e
più spesso - riesce a compenetrare certe
punte satiriche o apertamente burlesche
con le note di una indulgente bonarietà.
Impresa pulizie
C.C.C.
Cainelli Cagol Carmen
via Borino n. 45
Povo
Tel. 0461 810503
64 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
El gat e ‘l gal
Gh’è tante bestie chive su ‘n sta tera
dai nomi molesini o strolegadi
che le viveva quando ancor no gh’era
i omeni, né i cretini, né i studiadi.
Po’ sti chive i s’ha messi a far la guera
contro i bestioni finche i l’ha copadi.
Ma i ha vist che i nemizi pù danadi
che i tormenta -poret! - matina e sera
el padron de la casa, el bon cristian,
l’era po’ en gal ensema a ‘n vecio gat!
Gal do’ tre soldi, sior? no gh’è pù pan! La dis la coga slongando la man.
Gat qualche soldo? dàmel! no gh’è lat!
- la dis la moglie e la ghe fa ‘n can-can.
Poesia attenta alla tenera suggestione delle “cose piccole e care”, si affida al garbo
e alla misura: misura che è quella parola e
del ritmo e dell’animo. Ciò spiega perché
anche l’umorismo talvolta tagliente o i
compiaciuti tratti comici con i quali la Ducati sottolinea comuni vizi e curiose debolezze, si stemperino frequentemente in un
sentimento di umana comprensione. L’arguzia e la scioltezza della pagina la rendono di piacevole lettura.”
L’ a n g o l o d e l l a p o e s i a d i a l e t t a l e
La ròda del tèmp: da na stagión a l’altra
Gennaio
- L’Epifanìa tute le feste la porta via.
- Sant’Antòni da la barba bianca, se no
piòve la néf no la manca.
- San Sebastiàn da la viòla ‘n man.
- Se genàr el vèn pianzéndo, dovén spetarne ‘an treméndo.
- La pólver de genàr la ‘mpienìs el
granàr.
- Se la nòt de San Paolo l’è serén, vendi
la vaca e crompa ‘l fén.
- Viòla o no viòla, de l’invèrn ormai sen
fòra.
- Fin che gh’è l’órsa su la Vigolana, no
sta a cavarte la maia de lana.
Febbraio
- Da la Candelòra le bèle le vèn fòra,
drìo a le bèle vèn le brute e pò le vèn
fòr tute.
- Da la Ceriòla, i la para con la cariòla.
- Da San Biasi la vèn zó adàsi.
- San Valentìn metà pam e metà vim.
- San Fabian la viòla ‘n man.
- Febrar sut, erba per tut.
- Febraròt dal slambròt, lonch el dì come
la nòt.
Calivèrna
San Valentìn
L’è ‘n móndo tut biànch
de fòle, strìe e strióni,
en grant ospedàl
per fantàsmi malàdi.
Àrboi nudìzzi
dai brazzi stortolóni,
cristài delicàti ‘nté na gran vedrìna
a far la guardia a ‘n zògh encantà
bianch de poìna.
Che nessùni tóca,
che nessùni róta gnènt
de sti zugàtoi colór de la luna
vestìdi demò de na bianca bruma.
Stanòt qualchedùn el s’à divertì
a sbolfràr zùcher a vélo:
brògia che al cucàr del prim sól
la ‘mpìzza mili lustrìni slusènti.
Slagrimàr dólz
de la natùra ‘ndorbìda
che la spèta de cavàrse fòra ‘l bianch
per vestìrse de vérd, celèste e ròsa
che l’è ‘l so vestì pu bèl:
l’àbit de la spòsa.
L’èra San Valentìn
algéri
t’ò regalà
en bocolét de ròsa
na ròsa sóla
ma pròpi cossì bèla
na ròsa róssa
cóme ‘l fòch de l’amór.
Dólza tant che zirèla
bèla pu de la ròsa
te m’ài vardà ‘ntéi òci,
i tòi i te sluséva,
e sénza mòver bóca
demò con en risolìn
te me séi saltada al còl
te m’ài strucà su fòrt
te m’ài sgnacà ‘n basìn.
L’èra San Valentìn algéri
ma ‘l bèn che te vòi mi
el bèn de tuti i dì
l’è ancór pu grant ancòi
de algéri, San Valentìn.
Guido Leonelli
da “Uce che spónze”, 2000
Guido Leonelli
da “Amr en zìnzorla”, 2004
Marzo
-
Da San Giusepe màndorli in fiór.
Al sol de marz e a l’amór de le tosate no se ghe crede.
Marz bagnà aprìl sut, gran da per tut.
Marz sut e april bagnà, beato ‘l vilàn che l’à somenà.
Se ‘n marzo buta èrba, en aprìl buta mèrda.
Vòia o no vòia, marz el vòl la fòia.
La néf marzolìna la dura da la séra a la matina.
Se la vigna la spunta de marz la ‘mpienìs el tinàz, se la spunta
de avrìl la ‘mpienìs el barìl.
da Umberto Raffaelli,
“Proverbi del Trentino”;
Giunti editore, 1981
a Trento la frutta e la verdura “come ‘na volta”
Snc
di Merz Piergiorgio e Dario
dettaglio e ingrosso nel centro storico
via Mazzini, 39 - 38100 TRENTO - Tel. 0461 230124
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 65
Un libro per voi...
Scuola e cani
...cani a scuola
di Andrea Mattei
Foto S.N.
Con questo numero, il nostro concittadino, Andrea Mattei,
della libreria Il Papiro di via Grazioli, inizia la sua collaborazione
con Tuttapovo curando la rubrica “Un libro per voi”. Questa volta ci propone alcuni libri che riguardano temi di attualità: il primo di
Paola Mastrocola, insegnante di lettere, sulla scuola di oggi e gli altri
sul mondo dei cani. Sono libri particolarmente raccomandati agli attuali o futuri proprietari di cani.
Buona lettura. (s.n.)
D
i cani ma soprattutto di educazione e di scuola si parla
nell’ultimo libro di Paola Mastrocola. Già nel suo romanzo d’esordio “La gallina volante” (Premio
Calvino per l’inedito) c’era una felice metafora animale: come nella vita privata l’insegnante protagonista
cercava caparbiamente di far volare
le galline del proprio pollaio, così a
scuola cercava di sollevare dalla
rassegnazione alla mediocrità dell’ignoranza i propri alunni.
In “La scuola raccontata al mio
cane”, sor ta di confessionepamphlet sulla supposta “evoluzione” della scuola di oggi, troviamo il
disagio di un’insegnante di lettere,
innamorata dell’oggetto del proprio
insegnamento e desiderosa di trasmettere questo amore ai propri alunni, di fronte alla confusione di tante vuote parole d’ordine
che affollano i corridoi e le aule in questi ultimi anni: il POF (Piano Offerta Formativa), i progetti educativi, i debiti formativi, le
funzioni strumentali, l’autonomia, le sinergie con il mondo esterno, etc. etc.
Premette l’autrice: “È stato giusto combattere il nozionismo.
Ma è stato giusto quarant’anni fa, quando avevamo quel problema lì. Ma i problemi cambiano (...) e altre faccende diventano
problematiche. Abbiamo risolto il problema del nozionismo, anzi,
l’abbiamo trasformato in un altro problema: il problema dell’ignoranza.” Mastrocola punta il dito contro un modo di fare scuola che non ha il coraggio di chiedere agli alunni impegno e serietà: perché, per raggiungere dei risultati a scuola, e quindi per approfondire con lo studio certi argomenti e dallo studio avere soddisfazione, è necessaria anche un po’ di fatica, come è necessaria un po’ di fatica per raggiungere la vetta di una montagna e da
lì godere di una vista incomparabile.
C’è un grande imbroglio, ci dice la prof. Paola: quello della
S.S.P., la Scuola del Sorriso Permanente, dove nulla viene chiesto all’alunno che possa turbarlo, affaticarlo ed in qualche modo
impegnarlo (recentemente, in una riunione di orientamento per gli
alunni frequentanti la terza media, un dirigente scolastico di Trento ha promesso ai possibili futuri “utenti” che nel suo liceo avrebbero imparato senza accorgesene: era una bugia). Andava bene
30/40 anni fa combattere l’autoritarismo e la rigidità di certi programmi di studio, come va ancora bene, come scriveva Pennac
nel suo “Come un romanzo”, l’invito a un sano e felice piacere
del testo e del leggere in sé, a dispetto di ogni griglia o scheda di lettura. Ma oggi il problema è un altro:
bisogna arginare l’ignoranza, bisogna riconoscere, e porre rimedio, ad
un nuovo analfabetismo che sottovaluta la regola, anche ortografica, e
la precisione espressiva, che è anche profondità di pensiero; si sta
imponendo una sorta di lassismo
indulgente che disorienta il ragazzo
e che comincia, secondo la Mastrocola, con il “dilemma pasta o riso”,
si comincia cioè chiedendo ad ora
di cena al bimbo di tre anni: “Oggi
vuoi pasta o riso?”, non rendendosi
conto che un bimbo non viene in
questo modo educato alla libertà di
scelta, come uno studente non viene appassionato alla lettura dicendogli: “puoi leggere qualsiasi cosa,
da L’amico ritrovato a Hemingway ai
Piccoli Brividi”, senza fargli capire
che ci sono alcune opere che, oltre
ad occupare un posto veramente
importante nella storia della letteratura, e quindi nella storia dell’umanità, hanno una profondità di pensiero, una felicità di ispirazione e un fascino che sicuramente le truculenze seriali dei Piccoli Brividi non possono avere: nel Deserto
dei Tartari “Buzzati scrive pensieri, i Piccoli Brividi offrono semplici trame”.
Come insegnante, la Mastrocola non si tira indietro di fronte
alle responsabilità della propria categoria: “Niente, nessuno ci tutela dall’insegnante che non sa fare il suo mestiere” e porta il
paragone del medico che per negligenza causa dei danni alla salute di nostro figlio ed al quale giustamente si chiederà risarci-
Giacomoni Andrea
PITTURE PER INTERNI - ESTERNI
Via della Stazione 46
38060 MATTARELLO
cell. 338 2205879
66 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Un libro per voi...
Foto S.N.
mento; ma nessuno si sognerà di chiedere risarcimento ad un insegnante che, facendo male il proprio mestiere, farà passare definitivamente la voglia di studiare e di leggere al proprio figlio.
Ed un altro equivoco cerca di chiarire l’autrice: quello che,
con la scuola di massa, l’istruzione possa raggiungere il maggior
numero di persone possibile e soprattutto le classi svantaggiate.
“Ma attenzione ad aiutare davvero
la massa, cioè coloro che, svantaggiati socialmente, trarrebbero
gran beneficio proprio da un’istruzione di alto livello; attenzione a
non aiutare invece proprio le classi medio-alte, che hanno, di loro,
ben altre risorse rispetto alla
scuola, e che cioè troveranno comunque un’ottima sistemazione
professionale, non grazie all’istruzione, ma alla posizione sociale
familiare”.
Di queste angustie Paola Mastrocola cerca di fare partecipe il
suo Perry Bau (Perry come l’investigatore Perry Mason), finto labrador dall’orecchio alzato: Perry
conosce addirittura il dantesco
sonetto della Malinconia, ma non
riesce ad appassionarsi ai destini
del POF.
Anch’io ho provato a rendere
partecipe delle mie angustie di libraio appassionato del proprio
mestiere la mia cagnetta Kira: le
ho raccontato delle difficoltà con gli editori sempre meno editori
e sempre più affaristi, dei clienti dal tutto e subito (e gratis), del
quotidianamente sperimentato analfabetismo di ritorno, della
scarsa affezione di molte persone ai libri, libri che io considero
come tante finestre che si possono aprire su altri mondi, altre
culture, altre storie, meravigliose fiabe e confessioni intime; ma
Kira apprezza solo i libri di cucina: il classico fidato Bauer, “La
cucina trentina”, lo ha letteralmente divorato, cominciando dalla
copertina.
Ma di cucina e di Trentino parleremo la prossima volta.
...E cani a scuola
Cari padroni...
un po’ di rispetto
D
are la colpa ai cani non è
possibile perché obbediscono ad un bisogno fisiologico che per loro è difficile
da controllare, specialmente
quando sono a passeggio per
Povo in compagnia dei loro padroni. Questo bisogno fisiologico sembra lo abbiano a tutte le
ore anche a mezzanotte, tanto
non li vede nessuno, ed allora è
più facile, anzi sicuro di farla
franca (niente multa per i padroni). Siccome non possiamo
prendercela con i cani ce la
prendiamo con i loro padroni,
quelli che lasciano i loro amici
espletare i propri bisogni in libertà. Cacca libera, anzi anarchica per la gioia dei “poèri”, dei
bambini e delle persone che
inavvertitamente sentono qualcosa di molle e di maleodorante
sotto le scarpe o sulle ruote dei
passeggini. È un segno di inciviltà, eppure ci sono gli appositi
sacchetti, le raccomandazioni
ed anche i Vigili Urbani che dovrebbero controllare ed eventualmente sanzionare i trasgressori (a proposito sarebbe interessante sapere quante multe sono state comminate).
Per fortuna non sono tutti così e per non metterla completamente sul tragico pubblichiamo una simpatica poesia di
Umberto Cattani tratta dal libro “Al Còr no se comanda...” Editrice La Grafica 1993 pag. 99. La poesia ci è stata fatta pervenire da una nostra cara lettrice, indignata ed amareggiata
dal comportamento incivile di alcuni padroni dei cani. Ecco la
poesia:
Oci bassi
Un lunedì mattina me ne andavo, come mia abitudine, in passeggiata con la mia cagnetta: Kira è un Golden Retriever di quasi due anni ed ha un musetto che ispira tenerezza anche a chi
non ama particolarmente i cani. Arrivati nel boschetto dei Doss
S.Agata le ho tolto il guinzaglio: alle 8 di mattina a -5° non c’era anima viva e Kira aveva bisogno di farsi una corsetta nella neve. Dopo 10 secondi mi sono sentito apostrofare da un signore
(spuntato chissà da dove): “Ghè scrit de tegnirli al guinzaglio i
cagni!!” Ho cercato gentilmente di spiegare che non avevo visto
nessun avviso, che Kira è un cane assolutamente innocuo e che
comunque, visti l’ora, il luogo e la giornata lavorativa, pensavo
COSTRUZIONI
MERZ srl
Per strada caminè a òci bassi
En segno de modestia e pudicizia!
Cossita ‘l ne ‘nsegnava ‘l catechista
quand’ero en matelòt senza malizia.
I tempi i s’è cambiadi, ma mi ancora
la regola no l’ò desmentegada
e vago, sempre atento e a òci bassi,
per quel che lassa i cagni su la strada.
(19 dicembre 1990)
Specializzata anche
in ristrutturazioni
38050 POVO (TN)
Via Borino, 55 - Tel. 0461 810086
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 67
Un libro per voi...
di non trovare nessuno e di poter lasciar correre libera la mia bestiola un momentino, “o vogliamo ghettizzare anche i cani adesso?”. La risposta monocorde è stata “Ghè scrit che i deve star
al guinzaglio!” e il mio intrattabile interlocutore se ne è andato
brontolando. Ho fatto un breve esame di coscienza: ho sempre
raccolto le deiezioni del mio cane, non ho mai permesso che si
avvicinasse a qualcuno fuori del
mio controllo, so che è un cane
assolutamente pacifico; ho quindi accompagnato al guinzaglio
Kira fino al prato sulla sommità
del Doss e, verificato che non ci
fosse nessuno nei paraggi, ho lasciato che scorazzasse libera e
gioconda per dieci minuti, per poi
riaccompagnarla a casa soddisfatta, concludendo che in fondo
di “rebuffi” è pieno il mondo.
Amen.
Questa chiacchierata per mostrare come anche su problemi
minimi a volte ci siano dei pregiudizi che non favoriscono la comprensione reciproca: da una parte
un sospetto, alimentato da alcuni
gravi fatti di cronaca (un po’ gonfiati) riguardanti i cani aggressivi
e pericolosi, dall’altra un maleducato egocentrismo di tanti padroni di cani, che non vedono come la corretta condotta dei propri
amici a quattro zampe (contatto in passeggiata con persone ed
altri cani, raccolta delle cacchine, rispetto di chi ha paura dei cani, etc.) sia in fondo un problema di civismo e rispetto degli altri.
Ed è proprio ai proprietari e futuri proprietari di cani che consiglio vivamente la lettura di almeno uno dei manuali usciti di
recente per un corretto e felice rappor to con il proprio amico
peloso.
Il libro di Lorella Notari, Dal canile a casa vostra, Edizioni Calderini, mette in chiaro subito un punto fondamentale: non si
adotta un cane per fare una buona azione, come non si adotterebbe un bimbo per gratificare la propria coscienza. Nelle prime
pagine del libro, l’autrice, medico veterinario, pone alcune domande a chi intende prendere in casa un cane abbandonato, domande che riguardano la disponibilità di tempo per l’esercizio fisico quotidiano, la rieducazione e le cure mediche; l’accordo all’interno della famiglia circa il nuovo arrivo; la consapevolezza
che la cura di una cane ha anche un costo. Nel caso di risposta
negativa anche ad una sola di queste domande, si invita ad una
68 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
seria riflessione per evitare convivenze infelici ed eventuali futri
abbandoni. Nei successivi capitoli, sintetici ma esaurienti, Lorella Notari, parla della scelta del cane in base all’età, alla taglia e
quindi anche alla razza; esamina i problemi dell’accoglienza del
nuovo arrivato, i problemi di comportamento e dà dei consigli
circa la condotta del cane, con o
senza guinzaglio.
Più articolato e riguardante il
rapporto complessivo con il proprio cane è un libro consigliato
anche in tanti corsi di “condotta
canina di base”: In Ascolta il tuo
cane di Jan Fennell, edito da Salani, come il nuovo libro della
Fennell, Sai comunicane?, l’autrice, allevatrice di cani, diventata famosa in Inghilterra per i successi ottenuti con cani ritenuti
ingestibili e per aver partecipato
a numerosi programmi televisivi,
illustra un addestramento alternativo a quello classico, un metodo che invece di dare semplicemente ordini, cerchi di ascoltare e capire i cani e il loro linguaggio, un approccio non finalizzato alla mera obbedienza, ma
alla comunicazione. Si cercherà
quindi di stabilire un legame
amicale, ma chiarendo che al
padrone spetta la leadership, come fosse un capo branco; si affronteranno i problemi da separazione, l’aggressività dei cani ansiosi o iperprotettivi nei confronti del padrone; si cercherà di porre rimedio ai problemi dei bisogni fatti fuori posto, agli approcci
aggressivi fra cani, ai problemi del cibo e degli spostamenti in
macchina, comprese le ferie; per concludere con un invito al rafforzamento del rapporto cane-padrone attraverso il gioco.
Molto simile nell’impostazione del rapporto con il proprio cane, ma con un’esposizione più sintetica e pratica e riccamente illustrato da fotografie esplicative è il libro di Alexa Capra, Guida
pratica per l’educazione gentile del cane, Edagricole. Qui per gradi successivi troviamo chiaramente esposti una serie di esercizi
ed accorgimenti per insegnare al proprio animale a riconoscere i
comandi e ad eseguirli correttamente, sempre con un approccio,
come dice il titolo, gentile e non coercitivo; nessun addestramento di tipo circense quindi, ma insegnamenti utili per acquisire autorevolezza nei confronti del cane e per poter affrontare con
serenità qualsiasi situazione, anche di pericolo.
Buona passeggiata canina.
S c u o l a d ’ i n f a n z i a d i Po v o
Foto S.N.
Associazioni
Il comitato
si presenta
del Comitato di Gestione
Cari genitori,
con questa lettera vogliamo presentare il nuovo Comitato di Gestione della scuola d’infanzia equiparata di Povo che si è appena
insediato, illustrarvi gli intenti del suo operato per il prossimo triennio e, non ultimo, proporvi un coinvolgimento in prima persona.
La premessa che va senz’altro fatta è che pensiamo che anche
voi tutti genitori della scuola, come noi, desideriate che i bambini
frequentino una scuola nella quale tutti ci riconosciamo, sia nel
modo concreto di operare (ci riferiamo agli aspetti di cura, gestione, alimentazione...) che nell’approccio pedagogico sottostante
che la anima. Proprio per questo noi membri del Comitato, abbiamo deciso di impegnarci all’interno di questo significativo organismo gestionale che rappresenta tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella vita della scuola.
Per quanto riguarda le finalità che intendiamo perseguire, esse
sono di natura tale da voler incidere principalmente sulla promozione della qualità del servizio e sulla valorizzazione dell’esistente,
essendo una scuola già ben strutturata e rispondente a gran parte
dei requisiti esigibili (la scuola ad esempio è perfettamente a norma per quanto riguarda la legge sulla sicurezza; ha una propria cucina interna ed i bambini non usufruiscono di pasti confezionati altrove, solo per citare due aspetti importanti unicamente riferiti agli
aspetti più esteriori e visibili). Inoltre l’operato dei precedenti Comitati di Gestione è stato fruttuoso ed incisivo, e ci ha lasciato in
eredità stimoli positivi per completare la realizzazione di obiettivi precedentemente individuati che, anche noi, condividiamo e intendiamo portare avanti.
Il primo compito che ci siamo dati è quello di voler valorizzare
la natura di questa scuola, la sua impostazione pedagogica, la sua
matrice cristiana e di ispirazione cattolica, enfatizzando il fatto che
è una scuola della comunità, nata più di cento anni fa per dare risposte concrete alle esigenze del momento, e che vuole promuovere attraverso il suo operato i valori dell’accoglienza e della solidarietà diffusa. Per raggiungere tale obiettivo intendiamo sensibilizzare tutte le famiglie affinché facciano parte attivamente della
scuola, in modo da sentirla propria, attraverso varie azioni che vanno dalla promozione del volontariato sociale a vario titolo esercitato all’interno della stessa, alla sensibilizzazione verso un modo di
operare nel quotidiano con i propri bambini che sia in sintonia con
quanto la scuola propone oltre alla condivisione in prima persona
di esperienze dalla scuola attivate.
Ci proponiamo la realizzazione di un altro progetto che è quello
di dare la possibilità a tutti i genitori di trovare all’interno della stessa scuola una proposta di `formazione permanente”, che consiste
nell’opportunità di frequentare in corso d’anno delle conferenze, di
partecipare a dei lavori di gruppo e a delle iniziative di formazione
mirata, rispondente alle varie esigenze che i genitori esprimono,
dando modo ad ognuno di coinvolgersi più o meno attivamente in
prima persona, a seconda delle proprie esigenze e disponibilità.
Pensiamo infatti che gli anni della scuola materna siano davve-
ro “speciali “, sia per i nostri bambini che vivono nella magia, nello stupore e nel gusto della scoperta, sia per noi genitori che abbiamo la possibilità, attraverso le loro esperienze ed il loro entusiasmo di vivere un periodo sereno ed irripetibile.
I genitori nella scuola materna dovrebbero trovare un luogo dove intrecciare amicizia tra famiglie, un terreno di scambio e di condivisione di esperienze, e non ultimo anche uno spazio di formazione e di confronto pedagogico. Invitiamo pertanto i genitori a riflettere sui propri bisogni di formazione, anticipandovi che in seguito vi proporremmo delle iniziative alle quali poter aderire.
Il terzo obiettivo che vuole dare forza ai primi due è quello di istituire un sito internet della scuola, nel quale far convergere le “voci
“di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella vita della stessa.
All’interno del sito vorremmo dare spazio all’illustrazione del
progetto pedagogico della scuola, ai lavori prodotti dai nostri bambini, agli articoli di genitori ed insegnanti, a delle recensioni di libri,
presentare la scuola com’è organizzata e tante altre idee che speriamo di poter realizzare al meglio tutti assieme.
Per quanto riguarda gli impegni più di natura pratica, intendiamo cercare una soluzione al problema dell’attraversamento della
strada nelle ore di punta; ci stiamo attivando per verificare la possibilità di avere un “nonno vigile “ o figura assimilata.
Abbiamo promosso inoltre una serie di piccoli accorgimenti per
migliorare lo scambio di informazioni fra scuola e famiglia.
Sperando con tale comunicazione di essere riusciti a trasmettere lo spirito che anima il nostro prossimo operato e contando su
una vostra partecipazione, rimaniamo a disposizione per ogni comunicazione, suggerimento, proposta.
Un caro saluto.
Il nuovo Comitato, in carica fino al 2007, è così composto:
Cognome e nome
Zanetti Nicoletta
Delai Giorgio
Weiss Roberta
Dondana Gaia
Tarter Andrea
Lutteri Giovanni
Paoli Mariacristina
Grisenti Giuseppe
Pignatari Antonella
Frizzera Monica
Osele Ilaria
Moltrer Lidia
Arnoldi Lucia
Tipologia
genitore - presidente
genitore - vice presidente
genitore - segretario
genitore
genitore - nucleo controllo mensa
genitore
rappr. Comune
rappr. Comune
insegnante
insegnante
insegnante
oper. appoggio
rappr. Ente gestore
Sezione
arancio
gialla
blu
rossa
verde
arancio
arancio
arancio
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 69
Spazio Circoscrizione
Consiglio Circoscrizionale
Bilancio di
fine legislatura
In accordo con tutte le forze politiche
del Consiglio Circoscrizionale, si presenta
di seguito un breve testo che cerca di riassumere l’attività svolta a servizio della comunità.
La legislatura che si concluderà tra
qualche settimana è stata lunga ed impegnativa. Infatti è durata 6 anni (uno più del
solito) e ha visto il consiglio riunirsi complessivamente 68 volte ed assumere ben
303 delibere, mentre le commissioni si sono riunite per ben 167 volte.
La composizione del consiglio rispetto
alla legislatura precedente si è ulteriormente semplificata, con la presenza di 4 forze
politiche e precisamente:
Civica Margherita: 8 consiglieri:
Alessandrini Nicola - Bonvecchio Camillo - De Stefano Guido - Gretter Alessandro - Paolo Malpaga - Moser Paola - Pisoni
Emiliana - Zanuso Franco
Democratici di Sinistra: 3 consiglieri:
Betti Giorgio - Giacomoni Chiara - Pedrini Martino
Socialisti e Democratici: 2 consiglieri
Pedrini Bruno surrogato da Forgione
Pompeo il 04.09.2000 - Nichelatti Sergio
surrogato da Pucher Dario il 03.05.2001
surrogato da Degasperi Danillo il
21.05.2004
Forza Italia: 2 consiglieri
Paoli Mariacristina - Decarli Emiliano
La circoscrizione è di per sé un organo
consuntivo e cioè non ha un potere deliberante, ma serve di supporto all’amministrazione comunale per decidere in merito alle
varie tematiche che si presentano nel “governo” della città e dei sobborghi. In tale
senso il consiglio ha quindi iniziato a lavorare nel maggio del 1999, assumendo uno
spirito propositivo e di forte collegamento
con la comunità.
Il dibattito tra maggioranza ed opposizione inizialmente era discretamente sostenuto, ma con il passare degli anni è divenuto più costruttivo e condiviso, tanto che
nell’ultimo periodo, sulla maggior parte delle tematiche in discussione si raggiungeva
l’unanimità.
Anche il rapporto con l’amministrazione
comunale ha conosciuto un inizio critico,
70 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
soprattutto sui lavori pubblici, ma è poi maturato in una stabile e condivisa sinergia per
operare al meglio sul nostro sobborgo. Altri
temi come l’urbanistica hanno invece avuto
fasi positive, come la previsione del nuovo
asilo e dell’area artigianale, ed altre meno,
come la tardiva revisione del PRG, che seppur in parte non condivisa dal consiglio di
Povo, era un impegno da concludere entro
questo mandato.
Il consiglio si è quindi sempre impegnato ad ottenere quanto più possibile per il
sobborgo ed in particolare:
9 Lavori pubblici: la nuova scuola materna a Sprè in costruzione e quella
provvisoria presso il Centro Civico, la
rete della acque bianche a Celva, la
piazza di Oltrecastello (appalto nel
2005), i marciapiedi di Gabbiolo, Piazza
Manci - Via alla Cascata (appalti nel
2005), percorsi pedonali Via Madonnina - Via Resistenza (in fase di realizzazione) e Via Madonnina - Via Madonna
della Corona (realizzazione estate
2005), il nuovo campetto da calcio in
sintetico al centro sportivo “Oscar Ceschi”,, Centro Raccolta Materiali a Gabbiolo lungo la strada provinciale (appalto nel 2005), accordo con gli alpini per
la realizzazione del Moronar e molti altri
interventi minori.
9 Urbanistica: la nuova area artigianale
con l’attivazione di una società mista
Comune-Agenzia dello Sviluppo per la
sua realizzazione, l’area per l’asilo di
Sprè, il recupero dei sottotetti, nuove
aree di espansione con
l’obbiettivo di privilegiare
l’edilizia agevolata, la perequazione urbanistica per
realizzare il parco lungo il
Rio Salè, i nuovi parcheggi
presso l’IRST, il cimitero e
via Redondolo.
9 Usi Civici: richiodatura vie
attrezzate del Monte Celva
(Progetto giovani), valorizzazione dei percorsi storici
del Monte Celva e del parco
del Cimirlo, rifacimento del
rifugio della Maranza (appalto nel 2005), la valoriz-
zazione del Spiaz Grant in Chegul, assegnazione di 1284 parti di legna da ardere oltre a 181 già tagliate, assegnazione
dell’immobile Fontana dei Gai all’associazione dei cacciatori per una sua ristrutturazione, valorizzazione dell’area
ex Polveriere (foto in basso) e manutenzione e valorizzazione del patrimonio
boschivo grazie all’impegno dell’Azienda Forestale.
9 Cultura e Sport: 6 piani culturali e
sportivi approvati con l’impegno complessivo di euro 139.429,26, stretta
collaborazione con le associazioni e
nuove manifestazioni assunte direttamente dalle commissioni come la Festa
della montagna, la Festa interetnica, Festa degli alberi e il Torneo delle Frazioni.
9 Politiche sociali: piano sociale, incontri con gli anziani e sul costruendo
centro anziani, progetto giovani.
Altre opere o iniziative impostate nella
legislatura precedente hanno trovato conclusione in questa, come molte si sono
programmate in questi anni e troveranno
compimento in quelli a venire.
Tali risultati si devono quindi ad un positivo clima del consiglio, alla sintonia con
la giunta ed il consigliere comunale residente a Povo, Maule Luigino. Sicuramente
si poteva fare di più, ma siamo certi di aver
messo buona volontà ed impegno in questa
lunga ed intensa legislatura, lasciando per
chi verrà una ampia e condivisa programmazione su cui impostare gli anni a venire.
Spazio Circoscrizione
Commissione Cultura
L’attività
svolta
di Paola Moser presidente della Commissione
L
a Commissione Cultura in questa legislatura, ha svolto un lavoro importante sul territorio, l’impegno è stato soprattutto
nel cercare di dialogare con le varie associazioni presenti a
Povo, non soltanto distribuendo finanziamenti, ma cercando in tantissimi modi di coinvolgere le associazioni per collaborare assieme
alle varie iniziative proposte.
Ecco perché da prima si è cercato di elaborare un calendario
delle associazioni, che consentisse di avere una sommaria idea
delle varie manifestazioni che durante i mesi dell’anno le varie associazioni andavano a svolgere, esponendolo nelle varie bacheche
del sobborgo. Si sono egualmente verificati degli accavallamenti
negli eventi che le associazioni proponevano, d’ altronde non si
può pensare di modificare alcune date ben precise, e nemmeno di
prevedere incontri che vengono fissati in tempi brevi.
Rilevante è stata l’ attività svolta direttamente dalla Commissione Cultura in collaborazione con diverse associazioni di Povo e
con altre Commissioni.
“La Festa degli Alberi” in collaborazione con la scuola, ha arricchito “el Rocol del Chesani”, di casette per gli uccellini e di un
percorso educativo sugli alberi presenti sul posto; i bambini sono
stati aiutati a riconoscere l’impatto con la natura, camminando nei
vecchi percorsi che portavano al Passo del Cimirlo.
“La Festa Multietnica” ha messo in evidenza che anche sul territorio di Povo ci sono varie nazionalità, che hanno lasciato nel loro paese d’origine usi costumi e modi di cucinare sicuramente originali e diversi dai nostri, ma hanno mostrato disponibilità ad aprir-
Festa della montagna 2004
si e collaborare con la comunità di Povo.
“La Festa della Montagna” in collaborazione con la Commissione Sport e Usi Civici, e le varie associazioni che vi hanno lavorato, è stata lo strumento giusto per poter avere il tanto sospirato
“Cartellone della Marzola”, oltre ad un libretto sul “Monte Celva”
sapientemente curato dall’Azienda Forestale,che illustra le bellezze
e la storia di questo monte. Grazie a questa manifestazione si è riusciti a sollecitare l’Azienda Forestale, ad un ripristino del percorso che porta sulla cima del monte Celva, e a creare un bellissimo
percorso per le mountain bike.
“La Festa dell’Anziano”, ha riunito in un unico importante momento gli anziani delle Case di Riposo e la comunità di Povo, consentendo di vivere da vicino parte della loro vita nei momenti in cui
le associazioni hanno collaborato per allietare alcune delle giornate.
In questi sei anni il risultato raggiunto è importante per tutti,
non solo per la Commissione Cultura, e deve rafforzarsi nel
cammino della partecipazione e della condivisione a favore della nostra comunità. Le associazioni che ci sono a Povo, la loro
vitalità e la loro volontà di collaborazione rafforza il ruolo propositivo ricoperto dalla Commissione Cultura con la Circoscrizione, cercando di ascoltare le esigenze comuni, avvicinando sempre più le realtà presenti ad aprirsi a sempre nuove proposte costruttive e innovative, conservando allo stesso tempo le tradizioni che sono la storia di Povo.
Come rendere i nostri bambini e le nostre famiglie più capaci di mettere in atto difese naturali rispetto al pericolo dell’abuso?
Come rendere più efficace il dialogo con i bambini su questi argomenti così difficili?
Come educare ad una sana e corretta sessualità? Come riconoscere i segnali del disagio, e come intervenire?
E inoltre, come promuovere una cultura della tutela e del rispetto, anche riguardo all’uso dei media?
Di queste ed altre domande si parlerà con genitori ed educatori,
perché il fantasma dell’abuso non ci faccia più paura.
Il Comitato di Gestione della Scuola Materna di Villazzano in collaborazione con
la Circoscrizione di Villazzano e la Circoscrizione di Povo organizza
presso la scuola media G. Pascoli di Povo di Gabbiolo, due incontri dal titolo:
Un bambino è come un re
Come genitori ed insegnanti possono aiutare i bambini a prevenire l’abuso sessuale.
Per le scuole materne e asili nido venerdì 8 aprile 2005 ad ore 20,30
Per le scuole elementari e medie venerdì 15 aprile 2005 ad ore 20,30
Presso l’auditorium della scuola media Pascoli di Gabbiolo di Povo
Relatrice: dott.sa Maria Rita Colucci, Psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva
Dirigente medico della prima Unità Oper. di Psicologia Clinica, Azienda sanitaria di Trento
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 71
Spazio Circoscrizione
Sessione forestale
Le opere
da realizzare
M
ercoledì 2 febbraio si è svolta la Sessione Forestale, caratterizzata anche quest’anno da una ampia partecipazione di cittadini. Alla presenza dei vertici dell’Azienda Forestale di Trento e Sopramonte sono stati presentate le opere che
verranno realizzate nel corso del corrente anno.
Di seguito elenchiamo sinteticamente i lavori in programma:
Interventi vari
Ö Realizzazione eliporto in Spiaz Grant
Ö Prosecuzione interventi di valorizzazione area Monte Celva
(sentieristica ed ex manufatti militari)
Ö Sistemazione parcheggio in loc. Forte Roncogno
Ö Impianto di mille piante a Moronar e Cimirlo per i nati nel 2006
del Comune di Trento
Ö Collocazione delle bacheche (a Povo ed al Passo Cimirlo) con
la panoramica del Monte Marzola
Ö Realizzazione parcheggio nei pressi del Moronar
Sistemazione viabilità
Ö Manutenzione fondo stradale: Castelet-Fontana dei Gai e Nespolar
Ö Sistemazione straordinaria strada Piana Nova (completamento)
Ö Costruzione muretto di sostegno strada Fontana dei Gai -Chegul
Ö Rifacimento acciottolato sulla strada dei Casoti
Fabbricati
Ö Pavimentazione marciapiede al perimetro Malga Nova
Ö Progettazione ristrutturazione interna baita Fontana dei Gai
Assegnazioni prodotti forestali
Ö Legna da ardere: Val Granda, Nespolar, Redondol e Casoti
Ö Legna d’opera: Pian Fontana e Salizoni
Ö Colonne di castagno: Salare e Val de le Canele
IL PRESIDENTE
DELLA CIRCOSCRIZIONE
UNITAMENTE AI
CONSIGLIERI
CIRCOSCRIZIONALI
AUGURANO A TUTTI
BUONA PASQUA
72 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Lista dei consiglieri
ALESSANDRINI NICOLA Civica Margherita (Presidente)
BETTI GIORGIO Democratici di Sinistra (Vice Presidente)
BONVECCHIO CAMILLO Civica Margherita (Pres. Comm. Usi
Civici)
DECARLI EMILIANO Forza Italia
DEGASPERI DANILO Socialisti e Democratici
DE STEFANO GUIDO Civica Margherita
FORGIONE POMPEO Socialisti e Democratici (Pres. Comm.
Attività Sociali)
GIACOMONI CHIARA Democratici di Sinistra
GRETTER ALESSANDRO Civica Margherita
MALPAGA PAOLO Civica Margherita (Pres. Comm. Sport)
MOSER PAOLA Civica Margherita (Pres. Comm. Cultura)
NICHELATTI SERGIO Socialisti e Democratici (fino al
03.05.2001 - subentra Pucher Dario)
PAOLI MARIACRISTINA Forza Italia
PEDRINI BRUNO Socialisti e Democratici (fino al 04.09.2000
- subentra Forgione Pompeo)
PEDRINI MARTINO Democratici di Sinistra
PISONI EMILIANA Civica Margherita (Pres. Comm. Territorio)
PUCHER DARIO Socialisti e Democratici (fino al 21.05.2004
- subentra Degasperi Danilo)
ZANUSO FRANCO Civica Margherita
Il rapporto alla città del
sindaco Alberto Pacher è
disponibile gratuitamente
presso la Circoscrizione
U
n bilancio
consuntivo, un rapporto di sintesi per
dare la possibilità
ai cittadini di valutare l’operato dell’amministrazione
comunale. Così il
sindaco Alber to
Pacher ha presentato ai primi di febbraio il “Rapporto
alla città”, un resoconto di sei anni di
consiliatura che presenta i dati dell’attività amministrativa in
tutti i suoi aspetti. Ai cittadini sarà data allora la possibilità di
approfondire gli argomenti trattati, di disporre della documentazione necessaria per conoscere quanto è stato fatto.
Sarà soprattutto uno strumento utile ad avviare una fase di
dibattito con i cittadini e approfondire diverse tematiche. Nel
testo vengono affrontati tutti gli aspetti di una città, dalla qualità urbana ai servizi alla persona, dalla cultura alle politiche
sociali.
Auguri a...
Tanti auguri a...
Auguri dal figlio Enzo, dalla nuora e dalla
nipote ad Anna Stegher ved. Franceschini
(Zelestin) di Oltrecastello che lo scorso 19
gennaio ha compiuto 90 anni.
A Valentina Lorenzi che il prossimo 10 aprile compirà 8 anni, gli
auguri da parte di papà Denis, della mamma Maria Concetta e delle sorelline Selena e Nicole.
Festeggiato il 40° di sacerdozio
di don Lino Giovannini
Domenica 20 febbraio una folta delegazione di “poèri” si è recata a Bardolino per festeggiare, presso l’Istituto Salesiano Tusini, il nostro concittadino Don Lino Giovannini (foto sotto).
Don Lino è nato a Povo nel 1933, entrava in congregazione Salesiana
il 15 agosto 1956 e veniva consacrato sacerdote il 23 marzo 1964 (foto
a desstra).
Attualmente ricopre la carica di amministratore dell’Istituto Salesiano
Tusini di Bardolino.
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 73
In ricordo di...
In memoria di Maria Scartezzini
Nel maggio del 2004 moriva la Maria del Salè. Aveva 97 anni.
Viveva, fino a qualche anno fa, in una delle case più vecchie della frazione, senza riscaldamento, al di fuori del focolaio in cucina
e con una scala d’accesso proibitiva. Sembrava una formichina,
la Maria, piccola, magra, vestita di scuro. Quando la stagione era
buona, scendeva da quegli scalini troppo alti, di pietra rossa bocciardata, e lo faceva con molta più grazia di me che, pur essendo
al suo confronto quasi “’na matelota” provavo un vago senso di
panico nel salire e scendere da quella scala. Usciva per prendere
il pane e sorrideva a tutti perché tutti, diceva, erano gentili con lei.
Quando la andavo a trovare, dopo gli scalini troppo alti, trovavo la
sua porta di legno scuro, al di là della quale, dopo aver bussato,
sentivo la sua vocetta chiedere “chi è lo?”. Mi faceva sedere sulla panca vicino al focolare acceso e mi offriva un bicchierino di
“acqua di cedro” che ai tempi della mia mamma si usava per rincuorare. Io lo accettavo volentieri, un po’ per i ricordi, un po’ per
farle piacere. Lei lo beveva assieme a me e ci sentivamo due signore in visita. Aveva perso il marito in giovane età e da sola aveva cresciuto i suoi quattro figli. Me lo raccontava con serenità,
come se tutto quello che non aveva avuto dalla vita, non fosse
stato roba per lei. “Adess” mi diceva “no me manca gnent. I me
fiòi i è bravi, i ven a trovarme, i me aiuta e i voria che nessa a star
con lori, ma questa l’è la me casa e mi no vòi nar via”. Invece dopo un lieve malore, le figlie se la sono portata a casa loro dove,
nonostante “el destrani” la Maria si sarà certo resa conto di vivere meglio. Pensavo di andarla a trovare, ma si dice sempre domani, e in uno di questi domani lei se n’è andata per sempre. “No
la se strapaza” mi diceva quando la lasciavo dopo le nostre quattro chiacchiere “la se riguarda perché per mi la è come ‘na sorela”. Passo davanti a quella scala dagli scalini troppo alti e mi sento in colpa. Un po’ perché non sono riuscita ad andarla a trovare
durante i suoi spostamenti da figlia a figlia, ma molto perché temo che lei mi abbia sempre aspettata invano “come ‘na sorela”.
Franca
74 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
In ricordo di Luciana Merz in Vedovelli
Ad alcuni mesi dalla scomparsa della cara Luciana, i sui cari vogliono ricordarla così, con il suo sorriso, la voglia di vivere, l’amore e l’attenzione che ha donato, senza alcuna riserva a quelli che le stavano accanto. Rimarrà sempre nel cuore di coloro che ha
amato e conosciuto
Maria Bort ved. Hausbergher
Sei volata via lasciando questo vuoto incolmabile
nel nostro cuore. Non essere triste, non credere che
tutto sia finito, tu sei parte di noi, sei dentro di noi, e
nel nostro cuore sei viva ieri, oggi e sempre.
In ricordo di...
In ricordo di Giuseppe Lunelli
Ciao Bepi,
Con questa mia lettera voglio esprimere tutto quanto di
bello ho nel mio cuore quando penso a te.
Sei stato un uomo giusto, sei stato un uomo onesto, sei
stato e sarai per noi e per sempre un grande esempio di vita.
Come ci raccontavi nel passato, alcuni non avevano condiviso le tue opinioni, ma è anche vero che questi hanno potuto constatare con il tempo che quello che gli dicevi era vero
e dettato da una giusta causa, quella di essere più altruisti e
non di pensare solo a se stessi.
Nel tuo pensiero, noi tutti e molti altri qui presenti sono stati grazia della tua generosità.
Il tuo cuore e il tuo amore hanno trionfato in un vortice
di giuste conseguenze, fonte che ha portato tanto bene a
tutti noi.
L’insalata del Bepi, le zigole del Bepi, i pomodori del Bepi,
i pomi, le zireze, il radicchio, le prugne del Bepi e quant’altro,
così chiamavamo e per sempre li ricorderemo questi prodotti
della tua tavola, che puntualmente ci portavi sulla mensa dopo che avevi lavorato duramente in campagna tutta la mattina.
Una vita intera di lavoro, un lavoro nobile più di quant’altro
lavoro esista al mondo, un lavoro di vero sforzo e di vero impegno, questo è stato tutto il tuo passato. Un lavoro che altri
uomini poco apprezzano per il sacrificio che produce ma tu
non ti sei mai tirato indietro, hai sempre guardato avanti e imperterrito passavi dinnanzi a qualunque fatica.
Grazie Bepi di aver vissuto perché la tua vita ci ha insegnato che la costanza non venga mai a mancare, che la giusta causa è giusta solo quando è giusta per tutti e non solo
per noi stessi e che l’onestà, la bontà e la generosità non vengono a nuocere al portafoglio ma che invece corrodono l’animo e la personalità se non le si adottano.
Sei stato un uomo giusto e un uomo onesto, Gesù disse
che tutti gli uomini giusti e onesti trionferanno. Sono per questo più che certo che il miglior posto in paradiso tu te lo sia
sontuosamente guadagnato e che tu possa riposare magnificamente in una poltrona alata accanto a Nostro DIO Padre
Sei stato e sarai per noi e per sempre un grande esempio
di vita e spero tanto che molti altri possano apprendere dalle
cose giuste che tu hai fatto valere.
Ciao Bepi.
La tua Famiglia
Foto a destra: anno 1943, al centro Giuseppe Lunelli, a destra Aldo
nones ed a sinistra Aldo Destefani.
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 75
In ricordo di...
In ricordo di Artemio Pecoretti
Per quelli che frequentano il poliambulatorio Crosina Sartori, Artemio
era diventato un amico, uno di casa,
una persona che col suo alto tono di
voce sapeva conversare con tutti. La
sua malattia lo costringeva a recarsi
spesso per il prelievo del sangue perché doveva avere la giusta fluidità per
circolare nelle vene in modo da non
provocare danni irreversibili. Ai dottori
ed al personale infermieristico dava a
tutti del tu, un modo confidenziale che
era frutto della sua frequente presenza
in ambulatorio, non certamente per essere irrispettoso nei confronti di coloro
che svolgevano questo delicato ed importante lavoro, anzi, di essi aveva la
massima fiducia e considerazione.
L’estate scorsa una delicata operazione lo aveva debilitato ma si era rimesso abbastanza bene, anche se diceva di essere debole e stanco. Questo
era l’Artemio degli ultimi tempi.
Ma Artemio va anche ricordato per
la sua attività sportiva. Appassionato di
montagna aveva fatto molte escursioni
alpinistiche. Erano gli anni del dopoguerra e molti giovani di Povo che avevano passato la loro giovinezza durante il periodo bellico e che avevano
sempre coltivato la passione della
montagna, potevano finalmente dedicarsi allo sport al quale erano appassionati. Il suo impegno è continuato
nella comunità sportiva per anni, come
dirigente della ZAINI, la squadra di calcio di Povo molto seguita dai tifosi negli anni sessanta e continuando fino ai
nostri giorni.
Nel soggiorno della sua casa è appesa alla parete la foto con dedica della squadra dello Scania, con le firme
autografe dei giocatori, di questo era
molto fiero e contento perché era il riconoscimento del suo ultra decennale
impegno nello sport del calcio.
Con queste brevi parole vogliamo
ricordare l’amico Artemio, alla comunità di Povo ed a tutti i nostri lettori.
Ciao Artemio. (s.n.)
Sopra: a destra Artemio
Pecoretti, al centro Carlo Merz
e Giuseppe Bonvecchio.
A sinistra: fine anni ‘50, il
primo a destra Artemio
Pecoretti assieme ai tifosi ed
ai giocatori della Zaini.
A fianco: da sinistra Giuseppe
Bonvecchio, Artemio Pecoretti
e Dario Cagol.
Fiori e di più
Toni dei Fiori
di Trentini Antonio e Furlani Mara
76 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
Fiori e di più
Studio di composizioni floreali
per ogni occasione
Tel. e Fax 0461 910704
via della Villa - Villazzano (TN)
Coscritti classe 1905
Album dei ricordi
Anno 1955. Foto ricordo dei coscritti della classe 1905 in occasione della festa dei cinquant’anni. La foto è stata scattata dal
fotografo R. Rensi all’ex Albergo ristorante Astoria con sullo sfondo i giardini di piazza Dante.
Prima fila da sinistra: Rizzieri Brunialti, Silvio Gennari, Giuseppe Grisenti, Mario Boschetti,?, Pio Furlani, Alfredo Nichelatti, Davide Franceschini, Tullio Andreatta, Amadio Pucher, Marcellino Moggioli e Roberto Cortelletti.
Seconda fila da sinistra: Vittorio Merz (Vitoriel), Alfredo Hauspergher, Quinto Zanetti, Sisinio Pontalti, Carlo Orsingher, Giuseppe Baldessari,?, Guido Cagol, Giovanni Giovannini e Giovanni Trentini.
Inizi 1900 - Lorenzo Franceschini di Oltrecastello posa per una curiosa foto “costruita” in studio
1947 - Tessera ferroviaria rilasciata a Lorenzo Franceschini di Oltrecastello. In quanto padre di ferroviere (Mario
Franceschini “Zelestin”), aveva diritto a viaggiare gratis.
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 77
A u g u r i ! B u o n a Pa s q u a !
Nel cassetto dei
ricordi abbiamo
trovato questi
santini pasquali
degli anni ‘40.
Li riportiamo
augurando ai nostri
lettori, agli sponsor
ed ai sostenitori una
buona Pasqua.
DG Grisenti
Il Club Tuttapovo
78 - Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005
50649
4 fax 0461 9
6
6
0
5
9
1
6
4
0
Tel.
n.it
ti
dil@
roe
5-
6
e, 1
i
a
i
h
79 ncieu
4
l
a
a
73 ail: m
4
-m
33
86 N) - E
/
T
29
o 3 OLO (
l
l
a
D
.d
cell 4 GAR
1
380
.G
Loc
fax 0461 950793
Tel. 0461 950778
COMMERCIALISTI ASSOCIATI
Rag. Eugenio Cortellini
Rag. Giorgio Fracalossi
Rag. Carmela Valentini
Viale Venezia 50 - C.P. 170 - 38057 Pergine Valsugana (TN)
Telefono 0461 534044 - Fax 0461 534760
E-mail: [email protected]
SERVICES GROUP s.r.l.
Servizio di elaborazione contabilità
per aziende e professionisti
Viale Venezia 50 - C.P. 170 - 38057 Pergine Valsugana (TN)
Telefono 0461 534044 - Fax 0461 534760
E-mail: [email protected]
Tuttapovo n. 1 - Marzo 2005 - 79
Scarica

marzo 2005 - Tuttapovo