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XVI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico
PAESTUM
14 - 17 novembre 2013
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Non solo i grandi attrattori per il turismo del
bel Paese. Come fare sistema per rendere
il patrimonio diffuso valore aggiunto per lo
sviluppo territoriale
Convegno a cura della Direzione Generale per la Valorizzazione
del Patrimonio Culturale e della Direzione Generale per le
Antichità del MiBACT
Paestum - Basilica Paleocristiana, 14 novembre, ore 15.00 – 18.00
indirizzi di saluto
Gregorio Angelini Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della
Campania e della Puglia
Adele Campanelli Soprintendente per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino,
Benevento e Caserta
coordina
Umberto Broccoli Archeologo, autore e conduttore
introducono
Anna Maria Buzzi Direttore Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale
MiBACT
Luigi Malnati Direttore Generale per le Antichità MiBACT
Presentazione dello studio sulle dinamiche del turismo culturale ed archeologico
e sugli approcci esperienziali
a cura del Ciset, Università Ca’ Foscari di Venezia
Mara Manente Direttore Ciset
intervengono per le Direzioni Regionali MiBACT
Gregorio Angelini Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della
Campania
Federica Galloni Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio
Isabella Lapi Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana
intervengono per le Soprintendenze Archeologiche
Adele Campanelli Soprintendente per i Beni Archeologici di Sa, Av, Bn, Ce
Mariarosaria Barbera Soprintendente Speciale per i Beni Archeologici di Roma
Elena Calandra Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio
Elena Teresa Cinquantaquattro Soprintendente Speciale per i Beni Archeologici
di Napoli e Pompei
Andrea Pessina Soprintendente per i Beni Archeologici della Toscana
Alfonsina Russo Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale
intervengono per gli enti locali
Flavia Barca Assessore alle Politiche Culturali Roma Capitale
Luigi De Magistris Sindaco di Napoli
Cristina Scaletti Assessore alla Cultura, Commercio e Turismo Regione Toscana
Pasquale Sommese Assessore al Turismo e ai Beni Culturali Regione Campania
Nicola Zingaretti Presidente della Giunta Regionale del Lazio
intervengono per le organizzazioni datoriali
Ettore Cucari Presidente Fiavet Campania e Basilicata
Andrea Costanzo Presidente Fiavet Lazio
Andrea Giannetti Vice Presidente Nazionale Astoi Confindustria Viaggi
Salvatore Naldi Presidente Federalberghi Napoli
Giuseppe Roscioli Presidente Federalberghi Roma
conclude
Simonetta Giordani Sottosegretario di Stato al Turismo, MiBACT
L’Italia “Museo diffuso”
Italia, “Museo all’aperto”, “Museo diffuso”, sono almeno i due più noti appellativi del
Bel Paese, quando si parla di luoghi della cultura.
E’ indubbio che nel nostro Paese - al di là della girandola di percentuali in rapporto al Patrimonio mondiale e di numeri sulla consistenza di musei, monumenti, aree archeologiche
e quant’altro afferisce alla sfera culturale – si possa parlare di una presenza artistica diffusa e pervasiva di tutto il territorio italiano che costituisce anche l’unicità della nostra terra.
“Il museo da noi fuoriesce dai suoi confini, è dappertutto.”, secondo una felice espressione di Antonio Paolucci.1
Questa “effusione” delle testimonianze storico-artistiche, da non confondersi con la teorizzazione tutta italiana del “museo diffuso” cui si riferiva Fredi Drugman (architetto e
professore di Composizione architettonica e Museografia al Politecnico di Milano )“…il
quale sosteneva la necessità di recuperare, valorizzare e “far parlare” gli oggetti, i luoghi
che sono stati teatro di vicende storiche e fatti intimamente legati al territorio” che è
piuttosto da intendersi come un modello di gestione in rete di quei vari valori culturali
diffusi sul territorio e di cui il Museo diffuso di Torino (nato nel 2003) è esempio. 2
In un dossier di Italia Nostra del 2010 dedicato, appunto, al “museo diffuso” ed alle problematiche connesse, Fabio Isman afferma che 3 “…la maggior virtù dei Beni culturali
nell’ex Bel Paese non è la loro quantità (con cui solo gli sciocchi si cimentano: non è
misurabile, tanto meno rapportandola con il resto del mondo), ma la sua assoluta disseminazione. Non c’è un borgo sprovvisto di qualcosa da conoscere e tutelare; …”
Nello stesso inserto, Alberto Garlandini – Presidente di ICOM Italia, osserva che: “Poche
di queste realtà statali possono essere considerate nazionali e avulse dalle dinamiche
locali. La maggior parte di esse ha una missione e un ruolo simili a quelli degli altri musei
non statali, pubblici e privati, ed è parte integrante dell’offerta culturale del territorio e
dell’identità delle comunità locali”4.
Questa realtà “effusa”, questo “modello Italia” è spesso poco nota ed anche scarsamente fruita se non dal visitatore occasionale. Molta, se non tutta, questa dovizia di
patrimoni straordinari è lasciata fuori dai circuiti turistici che privilegiano le “città d’arte”
ed all’interno di esse, con itinerari stereotipati, si prediligono strutture d’impatto dove la
visita “mordi e fuggi” è la regola.
E’ del 2012 l’indagine condotta da “Il Giornale dell’Arte” sulle città d’arte, su 10 realtà
comprese le relative strutture museali.5
1
Intervista di Francesco Druidi ad Antonio Paolucci Il museo diffuso italiano, un patrimonio da valorizzare
in “Architettura il Giornale”, 01.10.2011.
http://mv.vatican.va/1_CommonFiles/pdf/Direttore/rassegna_2011/239_11O01.pdf
2
Letizia Pica, Il museo diffuso di Torino: tra memoria e futuro in Forum PA, Saperi, 24.01.2008:
http://saperi.forumpa.it/story/33712/il-museo diffuso di Torino tra memoria e futuro. Si veda anche:
Luca Baldin,Museo diffuso ed ecomuseo: analogie e differenze, in Presente e futuro dell’ecomuseo,
Workshop 2004. http://www.ecomusei.net/attachments/article/495/2004Baldin.pdf
3
Fabio Isman, I luoghi ignoti, in AA. VV., Italia, museo diffuso, in Bollettino di Italia Nostra, n. 454 del
28.07.2010.
4
Alberto Garlandini, Reti, sistemi, partecipazione, in AA. VV., Italia, museo diffuso, in Bollettino di Italia
Nostra, n. 454 del 28.07.2010
5
E. Osser e T. Lepri, Malanni d’Italia: il check up a 10 città, in Il Giornale dell’Arte numero 323, settembre 2012.
Il quadro che se ne ricava non è entusiasmante, in linea generale, ma si riconferma quanto già
noto circa il “consumo” di alcune strutture, sempre le medesime, inserite nei circuiti turistici.
Scrive Antonio Paolucci: “Nella percezione popolare, nella vulgata giornalistica e, purtroppo, anche nelle politiche dei governi, il peso e il prestigio del patrimonio storico di
una nazione viene misurato sul numero di visitatori che entrano nel museo simbolo di
quella nazione.”6
E’ noto che a Roma solo i Musei Vaticani “fanno i numeri” con 4 milioni e mezzo di visitatori l’anno e, grazie a questo museo “straniero”, l’Italia è nella lista - ma al 18° posto.
Delle strutture statali, cosa altro viene visitato a Roma, oltre al Colosseo? Quali complessi romani sono inseriti nei pacchetti turistici commerciali? Forse una rapida occhiata ai
Fori ed a Castel Sant’Angelo e, forse, la Galleria Borghese, ma certo, gioielli come Palazzo Massimo o Altemps non vengono visitati. Stessa sorte, si ritiene, può toccare anche
ai Musei di Roma Capitale.
A Firenze, gli Uffizi registrano 1.900.000 visitatori annui, poco meno la Galleria dell’Accademia, ma il Museo Archeologico, è completamente dimenticato, eppure raccoglie
tesori importanti appetiti dagli organizzatori di mostre “spaccabotteghino”.
Se poi guardiamo ai centri “minori”, a quelle città altrettanto ricche di arte e di cultura,
ma che non possono fregiarsi del titolo di “città d’arte”, la situazione è ancora più grave
perché totalmente escluse da una offerta turistica strutturata.
Il patrimonio archeologico, poi, disseminato in città, paesi e borghi, nei quali la specificità
culturale è risorsa identitaria e presidio territoriale, soffre ancor di più di tale esclusione.
A questo punto della riflessione sembrerebbe opportuno proporre il “modello Italia”, quello del museo diffuso e lanciare una o più proposte di eccellenza ai tour operator suggerendo di includere nei tour dedicati alle “città d’arte” – partendo da queste entità, almeno in
prima battuta ed in via sperimentale - anche qualche sito di rilievo o qualche visita a musei
o monumenti lungo il percorso di viaggio. Nelle realtà individuate si potrebbe creare anche
un sistema di interconnessione con i musei locali perché, oggi, nell’era della globalizzazione è più che mai necessario fare sistema per una crescita culturale ed economica.
Inoltre, dal momento che l’Italia conta ad oggi 49 siti “Patrimonio dell’Umanità” ed è
il Paese che può vantare il maggior numero di siti UNESCO al mondo, si potrebbero
proporre queste realtà per una offerta turistica ad alta valenza culturale e “certificata”.
Concludendo, è più che mai necessario – e ne è segnale la nuova nomenclatura dell’Amministrazione dei Beni Culturali che ha assommato anche le competenze relative al turismo – che gli attori (i detentori dei beni e gli operatori del settore turistico) aprano un
confronto costruttivo su questa tematica valutando la fattibilità di un progetto pilota.
Il nuovo scenario che si verrebbe a delineare potrebbe portare, da una parte ad incentivare il
miglioramento e la “crescita” dell’offerta culturale verso l’ottimizzazione degli standard qualitativi, dall’altra a determinare condizioni di eccellenza del sistema di offerta turistica e, quindi, a rendere tale sistema fattore di competitività e attrattività decisivo sul mercato turistico.
Luigi Malnati
Direttore Generale per le Antichità
6
A. Paolucci, Il nostro Louvre è tutta l’Italia, in Bollettino di Italia Nostra, n. 454 del 28.07.2010.
S O M M A R I O
CAMPANIA
Parco Archeologico di Cuma................................................................................8
Circuito archeologico di Capua antica
Anfiteatro Campano...........................................................................................10
Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino..........................................11
LAZIO
Terme di Caracalla .............................................................................................12
Villa dei Quintili .................................................................................................13
Parco Archeologico Naturalistico di Vulci
Museo Archeologico Nazionale della Badia ......................................................15
Caere: Museo Archeologico Cerite, Necropoli della Banditaccia
Pyrgi: area santuariale e portuale, antiquarium ................................................16
Museo Archeologico Nazionale di Formia ........................................................17
Area Archeologica di Villa Adriana ...................................................................18
TOSCANA
Area Archeologica del Sodo .............................................................................19
Area archeologica di Roselle .............................................................................20
CAMPANIA
SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI NAPOLI E POMPEI
Parco Archeologico di Cuma
Soprintendenza Speciale per i Beni
Archeologici di Napoli e Pompei
Soprintendente: Teresa Elena Cinquantaquattro
Piazza Museo, 19
80135 Napoli
Tel. 081 4422111 - Fax 081 440013
Via Villa dei Misteri, 2
80045 Pompei (NA)
Tel. 081 8575111 - Fax 081 8613183
[email protected]
[email protected]
www.campaniabeniculturali.it
www.pompeiisites.org
Parco Archeologico di Cuma
Via Monte di Cuma, 1
Località Cuma
80078 Pozzuoli
Tel./Fax 081 8040430 (Ufficio per i Beni Archeologici di Cuma)
Tel. 081 8543060 (Biglietteria del Parco Archeologico)
http://www.cir.campania.beniculturali.it/luoghi-della-cultura/parco-archeologico-di-cuma
http://museoarcheologicocampiflegrei.cir.campania.beniculturali.it/
Orario di visita: Tutti i giorni ore 9.00 a un’ora prima del tramonto
Chiuso: 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre, salvo speciali progetti di apertura
Biglietto: Adulti € 4,00. Ridotto dai 18 ai 25 anni: € 2,00. Inserito all’interno del circuito di visita ArteCard con biglietti cumulativi di diversa
durata per più siti e musei archeologici nell’area dei Campi Flegrei.
Prenotazioni Tel. 848.800.288; dall’estero e dai cellulari Tel. +39.06 39967050
La colonia fondata dai Greci dell’isola Eubea nella seconda metà dell’VIII sec. a.C. nella parte
settentrionale dei Campi Flegrei, già abitata dagli
Opici, estese il suo dominio sul Golfo di Napoli e sul suo entroterra in età arcaica e classica,
ma fu poi presa da Sannito – Campani e infine
da Roma nel 334 a.C.; venne quindi gravemente
danneggiata durante le guerre greco-gotiche (VI
sec. d.C.) e infine distrutta intorno al 1200.
Il Parco Archeologico dell’antica Cuma, istituito
nel 1927 si estende ora per ca. 60 ettari sul totale di 110 ca. dell’originaria superficie urbana,
circondata da un poderoso circuito murario di età greca, con rifacimenti di epoca sannitica e romana.
All’esterno delle mura si distinguono l’“Arco Felice” (95 d.C.), monumentale porta urbica, due tombe
monumentali e la necropoli della Porta Mediana, lungo la via Domitiana, nonché l’ “Antro della Sibilla”,
di età sannitica, la Crypta Romana e la “Grotta di Cocceio” di età romana, gallerie militari e poi civili
usate per i collegamenti tra la città e il Lago di’Averno, parte del Portus Iulius, oggi sommerso dal
mare. All’interno del perimetro murario si trova il Foro porticato, dominato dal tempio sannitico (IV-III
a.C.), poi Capitolium, d’età romana, e fiancheggiato dalla “Masseria del Gigante”, che ingloba
un tempio d’età flavia, e dai resti di vari edifici
sacri e pubblici, quali il “Tempio con Portico” e
l’antica basilica o “Aula Sillana”, nonché dalle
“Terme del Foro” di epoca romana.
Tra queste e la Porta Mediana i quartieri abitativi e
il reticolo stradale urbano. La “Via Sacra” conduce egli edifici dell’Aacropoli disposti su terrazze: il
Tempio Minore (fine VI -.inizi V a,C.), attribuito ad
Apollo, la “Cisterna Greca” (VI a.C.) e il “Tempio
8
di Giove”, in realtà riferibile ad Apollo. Lungo la
fascia costiera sono stati localizzati il “Tempio di
Iside” e ville residenziali suburbane.
I reperti archeologici di Cuma sono esposti in
collezioni del Museo Archeologico Nazionale di
Napoli e nella Sezione Cumana del Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello Aragonese
di Baia, insieme a quelle di altri antichi siti flegrei
(Puteoli, Baiae, Misenum, Liternum).
Indicazioni topografiche e logistiche: Il Parco è raggiungibile in auto – Tangenziale – Uscita Cuma,
ovvero da Montesanto (NA) con la Ferrovia Cumana, stazione Fusaro + bus EAV Miseno-Cuma.
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SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI SALERNO, AVELLINO,
BENEVENTO E CASERTA
Circuito archeologico di Capua antica
Anfiteatro Campano
Soprintendenza per i Beni Archeologici
di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta
Soprintendente: Adele Campanelli
Via Trotula de Ruggiero, 6/7
84100 Salerno
Tel. 089 5647201/5647202/5647203
Fax 089 252075
www.archeosa.beniculturali.it
[email protected]
Circuito archeologico di Capua antica
Anfiteatro Campano
Piazza I Ottobre, 1860
Roberto d’Angiò, 48
81055 Santa Maria Capua Vetere (CE)
Orario di visita: Anfiteatro - Mitreo mart - dom ore 9.00 ad un’ora prima del tramonto
Museo: mart - dom ore 9.00 - 19.30
Biglietto: € 2,50; ridotto € 1,25 (intero circuito)
L’Anfiteatro (I-II sec. d.C.), secondo per dimensioni solo al
Colosseo, si trovava in un piazzale extraurbano sul quale
prospettavano un grande edificio ottagonale e un portico
curvilineo lungo più di 300 m. Eccezionalmente conservati i
sotterranei. Era decorato con statue, rilievi e teste di divinità
nelle chiavi d’arco. Il Museo in dieci sale racconta l’antica Capua dalle origini etrusche agli splendori romani. Il Mitreo (II-III
sec. d.C.) è unico in Italia per conservazione delle pitture.
Indicazioni topografiche-logistiche: In auto uscita autostradale di Santa Maria C.V. della A1; in treno stazioni FS
Santa Maria Capua Vetere (da Napoli e Roma) e Ferrovia Allifana stazione Anfiteatro (da Napoli); autobus di linea: ATC e
CLP da Napoli Piazza Garibaldi.
Presso l’Anfiteatro Campano servizi al pubblico (Consorzio
ARTE-M): Bookshop, Bar Caffetteria, Ristorante BIO (7 giorni su 7, dalle ore 9.00; tel. 0823 1831093). Visite guidate e
laboratori didattici su prenotazione (081 2395666-2395653,
[email protected]).
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SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI SALERNO, AVELLINO,
BENEVENTO E CASERTA
Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino
Soprintendenza per i Beni Archeologici
di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta
Soprintendente: Adele Campanelli
Via Trotula de Ruggiero, 6/7
84100 Salerno
Tel. 089 5647201/5647202/5647203
Fax 089 252075
www.archeosa.beniculturali.it
[email protected]
Museo Archeologico Nazionale
del Sannio Caudino
Via Castello
82016 Montesarchio (BN)
Tel./Fax 0824 834570
[email protected]
Orario di visita: mart - dom ore 9.00 - 19.00
Ingresso gratuito
Il Museo è ospitato all’interno del Castello di Montesarchio, posto
su un’altura rocciosa del Monte Taburno che domina l’intera valle
caudina. Espone le testimonianze archeologiche dei principali centri
del Sannio Caudino: Montesarchio (Caudium), Sant’Agata dei Goti
(Saticula) e S. Salvatore Telesino (Telesia). L’8 settembre 2013 è
stata inaugurata la Mostra “Rosso Immaginario. Il Racconto dei vasi
di Caudium”, che si snoda nelle celle del carcere borbonico del Castello, in una ambientazione insolita e suggestiva.
Le immagini dipinte sui crateri a figure rosse databili al V-IV secolo
a.C. sono il punto di partenza per lo svolgimento di racconti su miti
ed eroi del mondo greco attraverso video, olografie e proiezioni di
immagini animate.
Indicazioni topografiche-logistiche: Il Museo è raggiungibile da
Benevento percorrendo la SS. 7 Appia direzione Caserta; da Roma
autostrada A1, uscita Caserta Sud, Statale Appia direzione Benevento. Il Museo dispone di un ampio parcheggio gratuito.
Ogni domenica è disponibile un servizio di navette gratuito messo
a disposizione dal Comune di Montesarchio con partenza da Piazza
Umberto alle ore 9,30, 11,30, 16,00. Il Museo è accessibile a disabili tramite rampe e ascensore.
Nel centro urbano esiste apposita segnaletica di riferimento. Tutte le informazioni sono consultabili sul
sito www.rossoimmaginario.it.
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LAZIO
SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA
Terme di Caracalla
Soprintendenza Speciale per i Beni
Archeologici di Roma
Soprintendente: Mariarosaria Barbera
Palazzo Massimo - Piazza dei Cinquecento, 67
00185 Roma
Tel. 06 480201- Fax 06 48903504
[email protected]
http://archeoroma.beniculturali.it
Terme di Caracalla
Viale delle Terme di Caracalla, 52
00153 Roma
Tel. 06 5758626
Orario di visita: lun ore 9.00 - 14.00; mart - dom dalle ore 9.00 - un’ora prima del tramonto
Biglietto: € 6,00
Le Thermae Antoninianae, uno dei più grandi e
meglio conservati complessi termali dell’antichità, furono costruite per iniziativa di Caracalla,
che inaugurò l’edificio nel 216 d.C. La pianta rettangolare è tipica delle “grandi terme imperiali”,
non solo un edificio per il bagno, lo sport e la cura
del corpo, ma anche un luogo per il passeggio e
lo studio. Le Terme di Caracalla sono uno dei rari
casi in cui è possibile ricostruire, sia pure in parte, il programma decorativo originario. Le fonti
scritte parlano di enormi colonne di marmo, pavimentazione in marmi colorati orientali, mosaici
di pasta vitrea e marmi alle pareti, stucchi dipinti
e centinaia di statue e gruppi colossali, sia nelle nicchie delle pareti degli ambienti, sia nelle sale più
importanti e nei giardini. Molti di questi magnifici materiali sono stati portati a Napoli dai Farnese e
hanno costituito il primo nucleo del Museo Nazionale Archeologico. Per l’approvvigionamento idrico fu
derivato un ramo speciale dell’acquedotto dell’Aqua Marcia, l’Aqua Antoniniana. Restaurato più volte,
l’impianto termale cessò di funzionare nel 537 d.C. Nel 2012 le Terme sono tornate a nuova vita grazie
ad alcuni interventi nei sotterranei, in particolare il restauro del Mitreo (il più grande del mondo romano)
e all’allestimento, con alcuni elementi della decorazione architettonica, di due gallerie sotterranee per
far conoscere al pubblico la decorazione superstite dell’edificio ormai dispersa nei Musei d’Europa.
Grazie alle benevole recensioni sui più importanti siti di Viaggio e al “ passaparola” le Terme stanno
vivendo un notevole incremento delle visite, i turisti infatti ne apprezzano la vicinanza al Colosseo e al
Foro e la maggiore tranquillità.
Indicazioni topografiche-logistiche: A cinquecento metri dal circo Massimo sulla Passeggiata Archeologica in direzione Via Appia Antica.
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SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA
Villa dei Quintili
Soprintendenza Speciale per i Beni
Archeologici di Roma
Soprintendente: Mariarosaria Barbera
Palazzo Massimo - Piazza dei Cinquecento, 67
00185 Roma
Tel. 06 480201- Fax 06 48903504
[email protected]
http://archeoroma.beniculturali.it
Villa dei Quintili
Via Appia Nuova, 1092
00178 Roma
Tel. 06 7185255 - 7183155
Fax 06 7186977
Orario di visita: lun chiuso;
mart - dom Dal 1 gennaio al 15 febbraio
Dal 16 febbraio al 15 marzo
Dal 16 marzo all’ultimo sabato di marzo
Dall’ultima domenica di marzo al 31 agosto
Dal 1 settembre al 30 settembre
Dal 1 ottobre all’ultimo sabato di ottobre
Dall’ultima domenica di ottobre al 31 dicembre
Biglietto: € 7,00 ridotto € 4,00
entrata
uscita
9.00\15.30 16.30
9.00\16.00
17.00
9.00\16.30 17.30
9.00\18.30
19.30
9.00\17.30
18.30
9,00\17.30
18.30
9.00\15.30
16.30
Area Archeologica demaniale pari a 24 ha. acquisita nel 1985 mediante prelazione, la Villa
dei Quintili è un complesso residenziale risalente al II\III sec. d.C. sorto al V miglio della Via
Appia Antica trasformatosi da residenza privata dei due fratelli, senatori nel 151 d.C., a villa
imperiale dopo la loro caduta in disgrazia ed
uccisione da parte dell’Imperatore Commodo.
La vastità della Villa, l’imponenza degli edifici
residenziali e delle imponenti aule termali mai
obliterate sottoterra determinarono cospicui
scavi già dalla metà del ‘600 con i proventi del
gioco del lotto ad opera di Papa Pio VI, fino agli scavi di A. Nibby per conto della proprietà Torlonia nel
1828\29 arricchirono i più grandi Musei europei (pubblici e privati) di capolavori inestimabili per bellezza
e preziosità (Museo Pio Clementino, del Louvre, dell’ Hermitage, di Monaco,Collezione Albani). La Villa
già raffigurata con le sue imponenti rovine nelle stampe e nei disegni del Grand Tour, per la ricchezza
di opere arte e di preziosa decorazione pittorica, musiva e marmorea, dette il nome al quartiere sorto
sulla Via Appia Nuova da cui oggi è l’accesso all’area ed al Casale risalente alla bonifica degli anni ’30
del XX sec., con i servizi, la biglietteria e l’Antiquarium (posto nella vecchia stalla) dove sono la grandiosa statua di Zeus in trono rinvenuto nel 1924\25, la Niobe rinvenuta nel 2005 e numerose statue,
erme, elementi architettonici e decorativi della Villa nonché pannelli didattici. Le strutture attualmente
visitabili, riparte al pubblico dal 2000, sono residenziali, termali (calidarium, frigidarium) di rappresentanza (arena\viridarium, triclinium con cavea), con suggestive porzioni di rivestimento marmoreo in
opus sectile ed in lastre, in mosico e ad affresco ancora in situ, la piazza scoperta, 3 cisterne, delle
quali quella rotonda c.d. Piranesi (poiché disegnata nelle sue 7 camere da G.B. Piranesi) con una scala
e terrazzo panoramico sull’ estradosso cinquecentesco di recente realizzazione, ambienti di servizio,
fino ad arrivare al c.d. Ninfeo quinta scenografica e originario accesso dalla Via Appia Antica, al V miglio
presso i Tumuli degli Orazi e Curiazi.
La Villa originaria non è tutta in proprietà demaniale e doveva essere molto più ampia tanto che l’antico
toponimo che la ricorda come Roma Vecchia, insieme ai resti di essa e del suo apparato decorativo
e architettonico tuttora visibili in situ e di quello copioso raccolto nei vari musei danno l’immagine di
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grandiosità imperiale di questa vasta residenza che conserva attestazioni di vita fino al V sec. d.C. e poi
fino al XII sec. d.C. quando una parte del c.d. Ninfeo viene sopraelevato con una torre a guardia della
Via Appia. L’accesso è possibile nel periodo estivo anche dalla Via Appia Antica e a breve sarà possibile
sempre per l’apertura al pubblico dell’adiacente area archeologica di S. Maria Nova, parte integrante
della Villa medesima, dove sono imponenti resti della cisterna antica, poi Casale dei monaci Olivetani,
e degli ambienti residenziali e termali, forse del corpo di guardia imperiale. L’apertura anche di questa
area consentirà un incremento della fruizione al pubblico di una nuova porzione della Villa dei Quintili,
anche dalla Via Appia Antica.
Indicazioni topografiche-logistiche: Quartiere Statuario, prima di Capannelle (direzione fuori Roma)
servita da bus n. 664, capolinea alla fermata Metro A Colli Albani.
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SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DELL’ETRURIA MERIDIONALE
Parco Archeologico Naturalistico di Vulci
Museo Archeologico Nazionale della Badia
Soprintendenza per i Beni Archeologici
dell’Etruria Meridionale
Soprintendente: Alfonsina Russo
P.le di Villa Giulia, 9
00196 Roma
Tel. 06 3226571 - Fax 06 3202010
[email protected]
www.etruriameridionale.beniculturali.it
Parco Archeologico Naturalistico di Vulci
Museo Archeologico Nazionale della Badia
Località Vulci, Montalto di Castro - Canino (Viterbo)
Tel. 0761 437787
Orario di visita:
Museo: ore 8.30 - 19.00, chiuso lun
Parco: aprile - settembre, tutti i giorni ore 10.00 - 18.00; i restanti mesi, tutti i giorni ore 9.00 - 17.00, il martedì ore 14.00 - 17.00 (la mattina aperto su prenotazione); chiusura anticipata 24 e 31 dicembre; Chiusura: 25 dicembre e 1 gennaio
Biglietto:
Museo: € 2,00; ridotto € 1,00
Parco: € 8,00; ridotto € 2,5 per residenti 19-64 anni e scuole min. 20 alunni; ridotto € 5,00 per ragazzi 6-13 anni, adulti over 65 e gruppi
min. 20 adulti; ridotto € 16,00 per famiglie max. 2 adulti +3 under 13; gratuito per residenti tra 0-18 anni e over 65, bambini 0-6 anni, diversamente abili, insegnanti con scolaresche; possibilità di Vulcicard (Parco+Museo) per singolo € 10,00 o family ( max 2 adulti +3 under 13).
Il Parco racchiude le vestigia della città etrusco-romana di Vulci (tempio grande, mura porte e viabilità,
Domus del Criptoportico con annesso Mitreo) e le
eccezionali testimonianze delle necropoli (Tomba
François, Tumulo della Cuccumella, ecc.).
Il Museo, ospitato nella cornice del Castello Medievale e nei pressi del Ponte della Badia sul fiume
Fiora, ne conserva i materiali più significativi. Sono
in esecuzione il progetto di riqualificazione di alcune
aree del Parco e un nuovo allestimento del Museo.
Indicazioni topografiche-logistiche: Da Nord: Dalla Livorno-Grosseto
prendere la SS 1 Aurelia fino all’uscita Vulci. Seguire S.P. del Fiora, poi
della Badia per circa 13 km e prendere la strada di accesso al Parco oppure proseguire per l’accesso al Museo.
Da Sud: Dalla Roma-Civitavecchia prendere la SS 1 Aurelia fino all’uscita
Vulci. Seguire S.P. del Fiora, poi della Badia per circa 13 km e prendere
la strada di accesso al Parco oppure proseguire per l’accesso al Museo.
Da Est: Prendere la Superstrada Orte-Viterbo fino a Viterbo, poi la strada
Viterbo-Tuscania-Montalto. A Montalto immettersi sulla SS1 Aurelia direzione Nord e seguire uscita a Vulci.
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SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DELL’ETRURIA MERIDIONALE
Caere: Museo Archeologico Cerite, Necropoli della Banditaccia
Pyrgi: area santuariale e portuale, antiquarium
Soprintendenza per i Beni Archeologici
dell’Etruria Meridionale
Soprintendente: Alfonsina Russo
P.le di Villa Giulia, 9
00196 Roma
Tel. 06 3226571 - Fax 06 3202010
[email protected]
www.etruriameridionale.beniculturali.it
Caere: Museo Archeologico Cerite, Necropoli della Banditaccia
Pyrgi: area santuariale e portuale, antiquarium
Comuni di Cerveteri e di S. Marinella, loc. Castello di S. Severa
Roma
Museo
Piazza S. Maria, 1
00053 Cerveteri (Roma)
Necropoli
Piazzale Mario Moretti (già della Necropoli)
00053 Cerveteri (Roma)
Orario di visita:
Cerveteri: Museo: mart - dom ore 8.30 - 19.30
Necropoli: mart - dom ore 8.30 - 18.30
Pyrgi: mart - dom ore 9.00 - 19.00
Chiusura: lunedì; 25 dicembre e 1 gennaio
Biglietto:
Cerveteri: Museo: € 6,00, ridotto € 3,00
Necropoli: € 6,00, ridotto € 3,00; cumulativo intero (necropoli + museo) € 8,00, cumulativo ridotto (necropoli + museo) € 4,00
Pyrgi gratuito
Il Museo Cerite raccoglie in particolare i corredi delle
tombe provenienti dalle Necropoli di Caere. La necropoli della Banditaccia, per le caratteristiche di urbanistica ed architettura delle sue tombe monumentali, fa
parte dal 2004 (come le necropoli di Tarquinia), della
lista Unesco dei siti patrimonio dell’Umanità. Alla città
è strettamente collegata l’area portuale e santuariale di
Pyrgi, dove sono visibili tra l’altro i resti monumentali
dei templi di Uni/Astarte e Thesan/Leucothea, nonché
il piccolo antiquarium locale.
Indicazioni topografiche-logistiche: Si raggiunge, dall’Autostrada A 12, uscita Cerveteri; dalla Via
Aurelia SS 1, al Km 41,4, bivio per Cerveteri: seguire indicazioni stradali; Pyrgi: Autostrada A12 da
Roma uscita Santa Marinella - Santa Severa, prendere SS 1 via Aurelia direzione Roma, girare a destra
al km 52 al bivio per il Castello di Santa Severa.
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SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DEL LAZIO
Museo Archeologico Nazionale di Formia
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Soprintendente: Elena Calandra
Via Pompeo Magno, 2
00192 Roma
Tel. 06 3265961 - Fax 06 3214447
[email protected]
[email protected]
Museo Archeologico Nazionale di Formia
Via Vitruvio 184
04023 Formia (LT)
Tel. 0771 770382
Orario di visita: tutti i giorni ore 8.30 – 19.30. Chiuso il 1 gennaio, il 1 maggio e il 25 dicembre.
Biglietto: € 3,00; per visita all’area collegata della cd. “Tomba di Cicerone”, imponente edificio sepolcrale (seconda metà II sec. a.C.) posto
al km 139 della SS7 Appia, info presso il Museo
Il Museo, situato lungo la principale strada cittadina, raccoglie sculture
di elevato livello artistico databili soprattutto tra il I sec. a.C. e il I sec.
d.C.: statue virili e femminili di carattere onorario, erette a membri di
spicco della società urbana e locale, raffigurazioni di divinità o di soggetti mitologici, come una pregevole Leda col cigno, oltre a statue e cippi
riferibili alla sfera funeraria. Vi sono esposti anche recenti ritrovamenti
(affreschi, stucchi) relativi a ricche domus o a ville costiere.
Indicazioni topografiche logistiche: Come raggiungere il Museo:
• Autostrada A1 Roma/Napoli uscita Cassino – Superstrada Cassino/
Formia
• SS148 Pontina Roma/Terracina; SS213 Flacca Terracina/Formia oppure SS7 Appia Terracina/Minturno
• Linea Ferroviaria Roma/Napoli (raggiungibile a piedi in 5 minuti)
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SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DEL LAZIO
Area Archeologica di Villa Adriana
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Soprintendente: Elena Calandra
Via Pompeo Magno, 2
00192 Roma
Tel. 06 3265961 - Fax 06 3214447
[email protected]
[email protected]
Area Archeologica di Villa Adriana
Largo Marguerite Yourcenar, 1
00019 Villa Adriana Tivoli (RM)
Orario di visita:
Dal 2 al 31 gennaio ore 9.00 - 17.00
Dal 1 al 29 febbraio ore 9.00 - 18.00
Dal 1 all’ultimo sabato di marzo ore 9.00 - 18.30
Dall’ultima domenica di marzo al 30 aprile ore 9.00 - 19.00
Dal 1 maggio al 31 agosto ore 9.00 - 19.30
Dal 1 al 30 settembre ore 9.00 - 19.00
Dal 1 all’ultimo sabato di ottobre ore 9.00 - 18.30
Dall’ultima domenica di ottobre al 31 dicembre ore 9.00 - 17.00
La biglietteria chiude un’ora e mezza prima
L’Area Archeologica è chiusa il 1° gennaio e il 25 dicembre, salvo aperture straordinarie
Biglietto: € 8,00, ridotto € 4,00. In occasione di esposizioni, rispettivamente € 11,00 e € 7,00
Costruita dall’imperatore Adriano (117 - 138 d.C.),
la Villa si distribuisce su un’area di almeno 120 ettari, di cui oggi circa 80 sono di proprietà demaniale. L’area visitabile (circa 40 ettari) comprendeva edifici residenziali e di rappresentanza, terme,
ninfei, padiglioni e specchi d’acqua immersi nel
verde; attualmente il paesaggio che circonda gli
imponenti resti, ormai storicizzato dall’ottocento,
è costituito da olivi, pini, cipressi e varie specie di
querce. Nell’Antiquarium del Canopo vengono allestite annualmente mostre temporanee volte ad
approfondire specifiche tematiche legate alla Villa.
Villa Adriana è inserita, dal 1999, nella lista dei siti del patrimonio mondiale redatta dall’UNESCO.
Indicazioni topografiche-logistiche: Il sito è raggiungibile con i mezzi pubblici:
da Roma con Metro B fermata Ponte Mammolo e bus Co.Tral direzione Via Prenestina e fermata a
circa 300 m. dal sito, oppure bus Co.Tral direzione Via Tiburtina e fermata a circa 1 km dal sito, oppure
bus Co.Tral direzione Tivoli/autostrada A24 e fermata a circa 1 km dal sito;
• da Roma con treno FS e fermata Stazione di Tivoli e bus linea CAT numero 4 e fermata a circa
300 m dal sito
•
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TOSCANA
SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DELLA TOSCANA
Area Archeologica del Sodo
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana
Soprintendente: Andrea Pessina
Via della Pergola, 65
50121 Firenze
Tel. 055 23575 - Fax 055 242213
[email protected]
Area Archeologica del Sodo
Località Il Sodo
52044 Cortona Arezzo
Tel./Fax 0575 612565
Orario di visita: lun-mar-ven-sab ore 8.30-13.30; mar-gio 14.30-19-30; dom ore 8.30-13.30 (una domenica al mese)
Ingresso gratuito
Cortona, una delle principali città etrusche, si
caratterizza a tutt’oggi per la presenza di notevoli
monumenti funerari, indagati fra l’Ottocento e
l’ultimo decennio del secolo scorso: i due tumuli
arcaici del Sodo e quello di Camucìa, tutti databili
al VI sec. a.C.; le tanelle Angori e “di Pitagora”; la
tomba di Mezzavia, databili all’età ellenistica.
Cortona è sede dal Settecento di un’antica
Accademia di studi archeologici (“Accademia
Etrusca”) e del relativo Museo, che dal 2005
costituisce una delle due parti del M.A.E.C. (Museo
dell’Accademia della città Etrusca di Cortona). D’altra parte, l’Area del Sodo, di competenza statale, si
caratterizza come elemento di eccezionale interesse nell’ambito, pur ricco, dei siti archeologici toscani;
colpiscono, in modo particolare, le grandiose dimensioni dei tumuli e la presenza di una piattaformaaltare presso il Tumulo II, un unicum nel suo genere.
Importanti scavi del 2005-2008 e del 2012, inoltre, hanno posti in luce due Circoli tombali situati nei
pressi del Tumulo II del Sodo e contenenti sepolture “a cassetta” litica provviste di ricchi corredi,
databili alla fase orientalizzante (VII-VI secc. a.C.) e forse appartenenti al medesimo clan famigliare. I
reperti sono già stati in gran parte restaurati a cura del Centro di Restauro della Soprintendenza per
i Beni Archeologici della Toscana, presso il Laboratorio attrezzato allo scopo dal Comune di Cortona
e sono esposti nelle sale del M.A.E.C. e/o in apposite mostre: una di esse si è tenuta a Cortona
nell’autunno-primavera 2012-’13; l’altra, che è stata inaugurata al Museo Archeologico Nazionale di
Firenze l’8 ottobre 2013 e che proseguirà fino al luglio 2014.
Accanto ai Circoli tombali, nel 2007 furono messe in luce due interessanti strutture edili quadrangolari,
databili rispettivamente al VI e al III secc. a.C. circa, esplorate nel 2009 e munite di carattere funerario
e/o cultuale: il sito della maggiore di esse era stato oggetto di una frequentazione più antica, le cui
testimonianze (un deposito di calici del VI sec. a.C.) sono state poi indagate nell’autunno 2012.
La datazione dei due Circoli e la loro vicinanza al Tumulo II del Sodo lasciano supporre, data la loro
maggiore antichità, che essi abbiano ospitato i resti di defunti appartenenti alle generazioni precedenti
quelle cui dobbiamo il grande Tumulo. Il progressivo arricchimento dell’Etruria interna fra VII e VI secc.
a. C. spiega la rapida evoluzione degli usi funerari e la celere monumentalizzazione delle strutture
tombali, la cui evidenza per chi percorreva la vicinissima direttrice stradale che da Chiusi conduceva ad
Arezzo (e, in prospettiva, dall’Etruria meridionale a quella padana) chiaramente premeva ai committenti.
Indicazioni topografiche-logistiche: L’Area si trova lungo la S.R. 71 Umbro-Casentinese, all’altezza
del km 122, in loc. Il Sodo (N 43° 16’ 52’’; E 11° 57’ 57’’)
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SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DELLA TOSCANA
Area archeologica di Roselle
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana
Soprintendente: Andrea Pessina
Via della Pergola, 65
50121 Firenze
Tel. 055 23575 - Fax 055 - 242213
[email protected]
Area archeologica di Roselle
Via dei Ruderi, loc. Roselle
58100 Grosseto
Tel. 0564 402403
Orario di visita: aperto tutti i giorni, compreso festivi; settembre/ottobre e marzo/aprile dalle 8,30 alle 18,30; maggio/agosto dalle 8,30
alle 19;, novembre/febbraio dalle 8,30 alle 16,45.e
Biglietto: € 4,00, ingressi agevolati come da normativa vigente
La città antica di Roselle sorge su un’altura di forma ellittica comprendente due rilievi separati da una valle mediana. Dopo una
frequentazione durante la Preistoria e la Protostoria, Roselle viene urbanizzata dagli Etruschi nel VII sec. a.C. e cinta di poderose
mura in opera poligonale alla metà del VI secolo a.C. La scelta di
quest’area per un insediamento organizzato non è casuale: la posizione elevata consentiva la naturale possibilità di difesa del luogo
e il controllo dell’attuale pianura di Grosseto, in antico occupata
dal Lago Prile, ampia laguna comunicante con il mare.
La città etrusca viene conquistata dai Romani nel 294 a.C dal console Lucio Postumio Megello; nel I sec. d.C., Roselle vive un’intensa attività edilizia e monumentale, prodotto della protezione
augustea e della munificenza di potenti famiglie locali. Nella tarda
età imperiale la città si contrae e nel Medioevo, pur ospitando la
sede vescovile, è ormai un centro modesto. Nel 1138 una bolla di
Papa Innocenzo II decreta il trasferimento della diocesi a Grosseto.
La Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Toscana, dalla metà del secolo scorso ad oggi, ha
realizzato progetti di ricerca, conducendo scavi sistematici che hanno consentito di ricostruire l’evoluzione storica della città fin dall’inizio della sua urbanizzazione e di realizzare un percorso archeologico
di grande interesse, attraverso i principali complessi monumentali etruschi e romani.
Indicazioni topografiche-logistiche: L’area archeologica di Roselle è situata a circa 11 Km a
nord di Grosseto. Si raggiunge percorrendo la
E78 Grosseto – Fano: uscita Roselle – Nomadelfia (km 3,2) provenendo da Grosseto; uscita Batignano – Nomadelfia (km 5) provenendo da Siena.
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Direzione Generale per la Valorizzazione
del Patrimonio Culturale
Direttore Generale Anna Maria Buzzi
Via del Collegio Romano, 27 - 00186 Roma
Tel. 06 6723 2925
www.valorizzazione.beniculturali.it
Servizio II – Comunicazione e promozione
del Patrimonio Culturale
Direttore Mario Andrea Ettorre
Grandi eventi e manifestazioni fieristiche
Coordinatore Guglielmo Caliò
Via di San Michele, 22 - 00153 Roma
Tel. 06 6723 4976 - 4979
[email protected]
Direzione Generale per le Antichità
Direttore Generale Luigi Malnati
Servizio III – Gestione e circolazione
internazionale del patrimonio archeologico
Direttore Jeannette Papadopoulos
Via di San Michele, 22
00153 Roma
Tel. 06 67234700 - Fax 06 67234750
www.archeologia.beniculturali.it
[email protected]
[email protected]
URP – Ufficio Relazioni con il Pubblico
Tel. 06 6723 2980 - 2990
Fax 06 6796441
[email protected]
www.beniculturali.it
numero verde 800 99 11 99
Comunicazione integrata: redazione opuscolo e organizzazione convegno
Coordinamento Anna Maria Dolciotti, Guglielmo Caliò
Maria, Angela Siciliano, Nicoletta Tintisona
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Convegno Paestum 2013 - Ministero dei Beni e le Attività Culturali