babymagazine - allegato alla rivista salutare
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Sommario
Quando un figlio fa capolino nella
nostra vita, il cuore si riempe di gioia.
Ma a chi non è capitato di sentire quella
punta di ansia o vera e propria paura? Chi
non si è chiesto neanche una volta:
come sarà? cosa farà?
Queste domande nascono
nel genitore insieme al pargolo.
Prima di tutto, ovviamente, si pensa alla
salute, ma poi ci si comincia a chiedere:
sarà buono, affettuoso,
nervoso, sveglio, ottimista...?
Subito si pensa a tutto ciò che potremmo
fare x farlo crescere nel migliore dei
modi, di mettere in pratica tutte le nostre
esperienze dirette o acquisite
per crescere il migliore dei figli.
Dopotutto il compito di un genitore è
proprio questo e il rapporto
genitore figlio è molto importante ma
quello che spesso non consideriamo, è che
prima o poi il mondo esterno
interferirà con la sua crescita.
Molti credono che ritardare il più possibile
l’interazione dei figli col mondo
sia una soluzione, ma non è cosi.
Se volete che vostro figlio cresca
nel modo migliore,
non cercate di cambiare lui allora,
ma cambiate il mondo adesso.
Ogni nostra piccola azione, sta costruendo
il mondo dove dovranno vivere loro.
Quindi se non vogliamo
che a 15/16 anni si ritrovi col ciuffo a
vomitare davanti alla disco, non restiamo
indifferenti alle cose che non vanno.
Ora possiamo ancora fare qualcosa per
aiutarli a costruire un futuro migliore...
Alla prossima
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La crosta lattea
Bambine precoci
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Redazionale
Il bambino aggressivo
Alla scuola
materna piange...
Linguaggio.
Necessità di conoscere
la normalità
e ancora...
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La Favola
del mese
Marianna
Regina
dei Fiori
Guida all’alimentazione
66° Congresso Nazionale SIP
Selezione Baby
Cose Curiose
Il retinoblastoma
Baby Link
Calendario Baby
Questo l’ho fatto io!
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Segreteria: Angela Romano
Maria Paola Aprea
Collaborazioni
dr.ssa L. De Varti, dr.ssa N. Santoro,
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Comitato Scientifico:
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Cattolica Sacro Cuore (Roma)
Prof. Alfred Tenore - Direttore
Dip. Pediatria Università di Udine
Prof. Alberto G. Ugazio Ospedale Bambino Gesù (Roma)
Prof. Alberto Villani - Ospedale
Bambino Gesù (Roma)
dr. Elio Caggiano - specialista
in pediatria - presidente
dell’Associazione pediatrica
“Per il Bambino”
dr.ssa Angela Carrino -specialista
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Papà: Salvatore Sodano
Mamma: Assunta Siniscalchi
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nata il 15/10/2009
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Baby News
Sempre più spesso Bambini ansiosi e disattenti: è colpa della tecnologia?
Restare alzati fino a tardi, guardare la Tv o utilizzare i videogiochi, predispone i bambini a
disturbi d’ansia, depressione e persino a problemi di apprendimento.
Sarà forse un po’ colpa della tecnologia, un po’
anche della frenesia di questo mondo che costringe le famiglie a rimanere separate anche
nelle ore serali, ma sempre più bambini e ragazzi hanno il vizio di starsene tutta la sera a
guardare la Tv, utilizzare il Pc per navigare su
Internet o giocare, inviare sms.
Sarà perché, il “Carosello” non c’è più e, non
ci sono più le famiglie unite come una volta,
quando la sera diveniva un momento per raccontarsi la giornata e rilassarsi insieme.
Cosa fa un giovane, oggi, quando ha del tempo libero? Nella maggioranza dei casi lo spende nell’utilizzare un oggetto tecnologico che
lo porti a distrarsi dalla lunga (e magari anche
stressante) giornata che ha appena trascorso.
In questo caso la tecnologia non è sinonimo di
benessere, anzi.
Secondo uno studio condotto dallo Sleep Disorders Center preso il JFK Medical Center di
Virus Stagionali
Occorre combattere i virus stagionali a
partire dalle scuole, dove nelle mense è importante privilegiare il consumo di alimenti
che proteggono l'organismo per circa il milione e mezzo di bambini che ogni giorno
vi pranzano.
È quanto afferma la Coldiretti nel commentare la dieta "scudo" contro l'influenza,
messa a punto dagli esperti del Policlinico
San Matteo di Pavia per giocare d'attacco
e prevenire le mosse dei virus protagonisti
della stagione invernale alle porte.
Il consiglio degli specialisti dell'ospedale è
di alimentarsi in modo corretto e regolare,
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Edison nel New Jersey, i bambini che mandano Sms, chattano, navigano su Internet o utilizzano altri dispositivi elettronici in tarda serata,
mostravano maggiori disturbi del sonno e altri
problemi a esso correlati.
«Queste attività non favoriscono il sonno come quando si legge un romanzo o si ascolta
della musica (rilassante).
Stimolano il cervello e deprimono i cicli di normale sonno», spiega l’autore dello studio, il
dottor Peter G. Polos.
La ricerca ha mostrato che vi è una stretta relazione tra l’utilizzo dei media elettronici in tarda
serata e disturbi di attenzione, sbalzi di umore,
ansia, depressione e scarso funzionamento cognitivo durante le ore diurne.
Quello che dà maggiormente da pensare è che
la maggior parte dei genitori non sono a conoscenza che i loro figli utilizzano tali dispositivi, sia in tarda serata che, addirittura, di notte.
Secondo il ricercatore è importante che anche
i medici, quando valutano lo stato di salute di
un bambino tengano presente se questo utilizza o meno media elettronici durante le ore
serali. E deve essere lui che, insieme ai genitori,
metta in guardia dai possibili rischi che questi
hanno sulla salute.
assumere cibi con potere antiossidante e
protettivo ricchi di betacarotene e vitamina
E e C , che - sottolinea la Coldiretti - non dovrebbero mai mancare in questa stagione
dalle tavole delle mense scolastiche.
Questo significa consumare agrumi, kiwi,
mandorle e nocciole ma anche zucche, carote e zucchine, patate, pomodori e carciofi
che vengono prodotti in grande quantità in
Italia in questa stagione.
Anche il condimento a base di olio di oliva
puo' essere di aiuto come anche - conclude
la Coldiretti - il rimedio della nonna più gettonato: latte con il miele. (AGI)
9
Fieracavalli: educare i bambini al
valore del "prendersi cura".
Progetto ludico-didattico interamente
dedicato ai bambini, intitolato "Io amo
i cavalli”, l’iniziativa, promossa per il
secondo anno nell’ambito della Fieracavalli di Verona, nasce dal ministero
della Salute allo scopo di promuovere
il corretto rapporto uomo-cavallo avvicinando i bambini di età scolare al
cavallo, fornendo tutte le informazioni
di base sulla sua alimentazione, sulla
toilettatura e accudimento del cavallo
(grooming) e sulle esigenze etologiche
in parallelo con i bisogni del bambino.
Un modo per imparare a prendersi cura
degli animali e in generale degli altri, oltre che di se stessi.
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Il progetto, l’anno scorso ha visto la partecipazione di più di 4000 bambini, si
Il Parco Santo Spirito si è trasformato
nel Parco dei Balocchi.
Un’ iniziativa dedicata interamente ai più
piccoli, organizzata dall’assessorato alle
Politiche Sociali del Comune di Avellino,
in collaborazione con il Coni, Provveditorato agli studi e l’associazione Il magnifico
mondo di Diodò.
La manifestazione, che ha visto oltre
20.000 visitatori, si è svolta il 03 ottobre
scorso dalle 10 di mattina del alle ore 13
con proseguimento nel pomeriggio dalle
16 alle 18,30.
Nel Parco sono state predisposte delle
aree adibite al Villaggio dei Balocchi con
sei gonfiabili e venti animatori, un trenino che ha percorso in lungo e in largo il
parco ed ancora, la possibilità per tutti i
bambini, di visitare a cavallo di un pony il
grande polmone verde della città.
Nei vari angoli del Parco, sono state allestite delle fattorie didattiche con laboratori di lavorazione e degustazione dei
prodotti tipici, come miele, nocciole, castagne e vino ed, infine, uno spazio per gli
spettacoli nell’arena “Il Magnifico Mondo di Diodò”: baby dance, zucchero filato,
pop corn e bottigliette d’acqua gratuite
basa sul confronto tra i più comuni oggetti per la cura personale del bambino
e l’attrezzatura dedicata alla pulizia del
cavallo come ad esempio le spazzole
per il manto e per la criniera nonché gli
strumenti per la pulizia e la cura degli
zoccoli.
La presenza dei ponies, per i quali sono
stati allestiti appositi recinti, rende possibile un’esperienza diretta permettendo la conoscenza pratica delle attività
di grooming preferite dal cavallo come
quelle effettuate alla base del collo e sul
garrese.
Viene inoltre distribuito un opuscolo,
“Piccola guida per ragazzi”, in cui con
delle foto esplicative vengono illustrate
sia alcune importanti caratteristiche del
mondo sensoriale (vista e udito) del cavallo sia le sue più importanti esigenze
etologiche.
sono state distribuite a tutti i bambini.
In collaborazione con il Coni è stato allestito “Il Villaggio dello Sport” con rugby, taekwondo e karate, ma anche basket,
pallavolo e calcetto.
“Sulla famiglia e per la famiglia nuove iniziative a sostegno della storia e del futuro
di questa importante istituzione”.
Dopo il grande successo ottenuto con
l’Infanzia Day, un piccolo centro come
Avellino ha posto la famiglia in cima alle
sue priorità.
L’assessore alle Politiche Sociali Sergio
Trezza, ha ideato questa nuova iniziativa per dare continuità a un progetto
che ponga la famiglia al centro della programmazione amministrativa.
L’appuntamento con il Parco dei Balocchi sarà annuale, e sarà accompagnato da
altri progetti sempre dedicati all’infanzia
come l’iniziativa “A mare sicuri” che partirà a breve e coinvolgerà centinaia di bambini in attività natatorie presso la piscina
comunale.
Inoltre, verrà istituito il doposcuola gratuito per i bambini delle periferie e per il
Natale un’altro straordinario evento dove
i più piccoli saranno ancora i protagonisti.
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La Favola del mese
Marianna Regina dei Fiori
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di Arianna Lana - www.favoledellabuonanotte.it
Tanto tempo fa, in una grande valle tagliata
a metà da un lungo fiume, c’erano il reame
dei Baffi Biondi e il regno dei Baffi Neri. Nel
corso degli anni, il popolo dei Baffi Biondi e
quello dei Baffi Neri avevano iniziato a litigare per contendersi le acque del fiume.
- Stanotte è la settima notte di luna piena.
Da tempo avevo deciso che in questa notte
avrei donato a sette bambini del reame una
magia a testa: chi di loro saprà farne l’uso migliore, potrà diventare apprendista mago di
corte.
mente di si con la testa – Bene, allora iniziate a esprimere le vostre richieste: ricordate
però che domani avrà inizio una guerra, e
forse i poteri magici di cui stasera entrerete
in possesso potranno essere di grande aiuto
al vostro popolo.
Col passare del tempo i litigi si fecero sempre più frequenti e sempre più aspri, finché
un triste giorno le due popolazioni decisero
di entrare in guerra.
- Beh, avrei preferito che tu fossi riuscito
a escogitare qualcosa per evitare la guerra,- sospirò mestamente il re - ma ordinerò
comunque all’araldo di portarti qui i sette
bambini, almeno tra qualche anno avremo
un altro mago nel regno.
Lucio disse:- Io voglio poter trasformare la
terra in acqua, così, se anche i pozzi dovessero seccarsi, noi avremo sempre da bere.
Lungo le rive del fiume, i soldati iniziarono
così a costruire le loro trincee.
In breve tempo vennero schierati i cannoni
assieme a tutto il resto dell’artiglieria, comprese le munizioni.
La sera che precedeva la prima battaglia, il
re dei Baffi Neri convocò Silvestro, il mago di
corte, per chiedere consiglio:
- Mago Silvestro, - disse il re molto preoccupato – sei davvero sicuro di non poter impedire in alcun modo questa guerra?
Le armi ci porteranno solo morte e dolore:
è mai possibile che non esista una sola soluzione per evitare tutto questo?
- Per impedire una guerra non bastano le
magie, - rispose tristemente il mago – per
impedire una guerra serve un miracolo. Io
purtroppo di miracoli non ne posso fare, c’è
però qualcos’altro che è in mio potere …
- Che cosa, Silvestro? - domandò il re con l'animo colmo di speranza.
Un’ora dopo, nel grande salone dei ricevimenti, Silvestro accoglieva i sette bambini
che avevano risposto al messaggio dell'araldo: Lucio, Orazio, Odoardo, Menico, Nerino,
Tazio e Marianna.
- Buona sera a voi tutti, - disse loro il mago
di corte - sapete perché siete stai convocati
qui stasera? - i bambini fecero si con la testa
- Bene, allora vi dirò quale magia ho deciso
di regalarvi: ognuno di voi riceverà il potere magico di trasformare qualcosa in qualcos’altro, e starà a voi scegliere il qualcosa e
il qualcos’altro.
- i bambini lo guardavano perplessi Mi spiegherò meglio: uno di voi potrebbe
imparare a trasformare la terra in acqua,
mentre un altro la pietra in oro, un altro ancora potrebbe invece trasformare l’acqua in
fuoco, e così via.
Avete capito tutti? - i bambini fecero nuova-
Orazio disse: - Io voglio poter trasformare
l’acqua in grano: in questo modo, anche se il
raccolto andasse distrutto, noi avremo sempre qualcosa da mangiare.
Odoardo disse: - Io voglio poter trasformare
l’acqua in monete d’oro, così nei nostri forzieri ci sarà sempre il denaro per comprare
dai regni vicini tutto quello di cui avremo
bisogno.
Menico disse: - Io voglio poter trasformare
la terra in legno, così i nostri camini avranno
sempre legna da ardere e noi non soffriremo
mai il freddo dell’inverno.
Nerino disse: - Io voglio poter trasformare la
terra in lana, così potremo sempre confezionare abiti pesanti per sopravvivere al gelo
che sta per arrivare.
Tazio disse: - Io voglio poter trasformare l’acqua in piombo, così avremo la capacità di
produrre munizioni per tutta la durata della
guerra.
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Sei proprio una femminuccia!
- fecero sprezzanti Nerino e Tazio.
- Smettetela!- li riprese a gran voce Silvestro
– Se Marianna vuole il potere di trasformare
il piombo in fiori, ebbene l’avrà.
Il mago insegnò a ciascun bimbo la propria
formula magica e quindi chiamò l’araldo per
farli riaccompagnare nelle loro case.
Quella notte, la notte che precedeva la prima battaglia, tutti i bimbi del regno dormivano rannicchiati sotto le coperte: tutti tranne una.
La piccola Marianna guardava fuori dalla finestra della sua cameretta, vedeva i cumuli di palle di cannone brillare alla luce della
luna e ripeteva la formula magica che Silvestro le aveva insegnato.
L’indomani, al sorgere del sole, i due eserciti
si schierarono sulle rive del fiume.
I comandanti alzarono il braccio destro e assieme gridarono: - Fuoco!
I cannoni e i fucili di entrambi gli eserciti spararono con forza i loro colpi.
Fu allora che tutti i soldati, i re e gli abitanti
dei due regni spalancarono le loro bocche
e, pieni di stupore, esclamarono assieme:
“Ooooooooohhhhhh …”
Una meravigliosa pioggia di fiori cadeva dolcemente dal cielo: i cannoni e i fucili avevano
sparato in aria petali multicolore, profumati
delle essenze della Primavera, che delicatamente si posavano ora sulle teste di ognuno.
- Il piombo delle nostre munizioni si è trasformato in fiori! - dicevano i soldati È forse una magia?
È forse un miracolo?
Silvestro mago di corte volò
allora sul ponte che univa le due rive
del fiume, e da lì parlò:
- Ascoltatemi tutti: il merito di questa
meraviglia va alla piccola Marianna, che
ha deciso di trasformare il piombo delle vostre artiglierie nei soffici fiori della
Primavera, insegnandoci a sostituire la
bellezza della natura all'orrore delle armi.
Oggi doveva essere una giornata di sangue,
e invece è diventata una giornata di profumi
e di colori. Vogliamo continuare la guerra o
vogliamo trovare un accordo pacifico per
spartirci equamente l’acqua del fiume?
Tutti esclamarono in coro: - Pace!!!!!!!
Marianna venne nominata Prima Consigliera
del reame dei Baffi Biondi e Prima Consigliera del regno dei Baffi Neri, diventò apprendista maga di corte, imparò molte altre magie
e serbò sempre nel suo animo i colori gioiosi
della Primavera.
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Infine Marianna, per ultima, disse:- Io voglio
il potere di trasformare il piombo in fiori.
- E perché mai? - esclamarono a gran voce gli
altri bambini.
- I fiori non si mangiano! - dissero Lucio e
Orazio.
- I fiori non bruciano come la legna dentro
al camino, i fiori non ci riparano dal freddo!
- dissero Odoardo e Menico.
- I fiori sono inutili!
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La crosta lattea
Da cosa è prodotta e come si cura
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La crosta lattea, in inglese “nightcap”,
“cuffia da notte”, è una dermatite seborroica, un disturbo cutaneo diffuso
nei più piccoli.
La guarigione decorre spontaneamente e può
essere facilitata con alcuni accorgimenti.
Può manifestarsi fin dalle prime settimane/mesi di vita, può permanere fino ai 3 anni o anche
insorgere verso l’undicesimo anno di età.
Nel lattante si può localizzare sul cuoio capelluto e appare come una desquamazione, con
piccole crosticine di colore bianco/giallastro.
In alcuni casi, meno frequenti, l’infiammazione
della pelle si può estendere alle sopracciglie,
alla fronte, alle tempie, all’area retroauricolare,
alle guance e intorno al nasino.
a cura della dr.ssa Roberta
Melillo-farmacista
Spesso sono colpite la parte superiore del
tronco, il collo, le regioni ascellari e talvolta le pieghe delle grandi articolazioni (gomiti,
ginocchia).
Altra sede che può essere interessata è la regione inguino/anale.
Se vi è infezione da Stafilococco la cute è secernente e crea una complicanza per la terapia.
Generalmente, si attribuisce la causa di questo fenomeno al trasferimento di ormoni dalla mamma che, dopo la gravidanza, porta alla
ipersecrezione di sebo da parte delle ghiandole del bambino.
A causa della localizzazione e la concomitante
persistenza dell’apertura della “fontanella cranica”, tutte le operazioni vanno fatte evitando
accuratamente pressioni indebite e soprattutto l’uso delle unghie per sollevare le croste ancora dure.
Anzitutto è consigliato lavare la testolina ogni
2 giorni con sostanze oleose per ammorbidire la crosta. Inoltre, è preferibile usare saponi
neutri evitando il più possibile detergenti aggressivi, che danneggiano il fisiologico film
idrolipidico della pelle, o addizionati di profumi ed essenze, per non irritare ulteriormente
la cute.
È bene passare sul cuoio capelluto del cotone
idrofilo imbevuto di olio di oliva o di mandorle dolci o di vasellina o di sostanze emollienti
specifiche in vendita in farmacia che, fluidificano il sebo e, ammorbidendo le croste, ne facilitano il distacco.
Una volta applicato l’olio, è consigliabile, passare delicatamente un pettinino a denti fitti.
In alternativa, si possono eseguire leggere frizioni di una soluzione di bicarbonato (15 ml in
250 ml di acqua bollita).
Infine, tamponare con olio di borragine che è
utile per riequilibrare la produzione da parte
delle ghiandole sebacee.
In casi gravi può essere consigliato anche il ricorso a pomate o creme, che devono essere, comunque, sempre prescritte dal pediatra, all’idrocortisone (0,5-1%), due o tre volte al
giorno.
È bene sapere che quando si tratta di applicare la crema occorre usarne una quantità idonea affinché si abbia l’effetto terapeutico: una
quantità di crema che va dalla punta del dito
medio al polso è sufficiente per un’area di dieci
cm o poco più.
Se sono presenti lesioni delle pieghe, si può
procedere a dei lavaggi delle zone colpite con
una soluzione acquosa al 5% di ipoclorito.
Nei bambini più grandi si può usare uno shampoo antiseborroico al solfuro di selenio, allo
zolfo o all’acido salicilico, che può essere ripetuto quotidianamente con una grande attenzione ad evitare che la schiuma vada, inavvertitamente, negli occhi del bambino.
Se questo succede, lavare con abbondante acqua e asciugare bene con un asciugamano di
lino pulito.
In alcuni casi particolari, il fenomeno può evolvere in dermatite atopica.
In tutti questi casi è bene rivolgersi al pediatra
prima di applicare metodi di fortuna.
La crosta lattea non è un problema per la salute del bambino, è solo spiacevole dal punto di
vista estetico.
* transfontanellare
per neonato e lattante
* Ecocardiografia pediatrica
* Visite pediatriche
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In Diagnostica Medica è attivo
un servizio di ecografie specifiche:
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Bambine precoci
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a cura della dr.ssa Nanda Santoro
sociologo e psicopedagogista clinico
Il mondo della moda ha colto questa
sostanziale inclinazione
dell’infanzia ed ha creato linee
d’abbigliamento bambino
successive tappe di sviluppo, così che
lo stile di vita (e non solo il look) di una
bambina di 11- 12 anni può confondersi con quello di una diciottenne con
tutti i rischi connessi ad una simile degenerazione.
È diventato più che normale incontrare bambine vestite
di tutto punto: stivaletti in camoscio, leggings, cardigan,
borsetta, cintura e gioielli in pendant; lo smalto sulle unghie e il lucidalabbra sono ormai sdoganati, così come non
fa più notizia la “piccolina”di 2-3 anni che tutte le mattine
non accetta che sia un adulto ad imporle come vestirsi…
E così si rinnova l’amletico dubbio:
è forse una forma di emancipazione
dell’infanzia o piuttosto un consumismo inglobante che non risparmia
nemmeno i bambini?
“I bambini imparano quello che vivono”, scriveva Dorothy L. Nolte in una
celeberrima poesia e concludeva “Cosa
vivono i vostri figli?”
*Il mondo della moda ha colto questa sostanziale inclinazione dell’infanzia ed ha creato linee d’abbigliamento
bambino che altro non sono che la riduzione in scala della
moda per adulti.
Le madri di fronte a simili comportamenti sono colte da
sentimenti di ambivalenza: da una parte cotanta “personalità” le inorgoglisce (quasi si trattasse di una sorta di
rivalsa al femminile), dall’altra le preoccupa perché non
sanno cosa attendersi in un prossimo futuro.
Basta guardarsi intorno, infatti, per scoprire che tanta precocità troppo spesso si declina in un abbattimento delle
Indubbiamente i bambini vivono l’esempio dei genitori e di quanti si prendono cura di loro: nonni, zii, babysitter,
insegnanti… ma vivono anche di tanti
e tanti cartoni animati.
Qualcuno penserà che chi scrive sia il
solito detrattore ed obietterà che intere generazioni sono figlie della televisione, eppure una simile precocità non
l’hanno mai manifestata.
È vero, ma c’è una differenza sostanziale tra i contenuti dei cartoni che
trasmetteva “bim bum bam” e ciò che
oggi il digitale, sky e quant’altro propongono.
Chi non ricorda Heidi, Anna dai capelli
rossi o Pollon?
Nulla in comune con le Winx, le Witch
o le Bratz.
Le prime erano bambine al pari di chi le
guardava, animate da sentimenti positivi quali l’amore, l’amicizia, il rispetto,
le seconde sono invece adolescenti
sexy, con tanto di fisico prorompente e
in bella mostra.
Le Winx ad esempio, riproducono le
fattezze di sexy simbol di fama mondiale: così Bloom s’ispira a Britney Spears, Stella ricorda Cameron Diaz, Flora
somiglia a Jennifer Lopez, Musa all’attrice cinese-americana Lucy Liu e così
via…
Ragazze bellissime ed emancipate che
vivono storie di superpoteri e intrecci
d’amore.
Nulla a che vedere con la piccola e paffutella Heidi che tra caprette, l’affetto
per il nonno e l’amicizia per Peter era
un mix di tenerezza e buoni sentimenti.
Ma c’è di più, le Winx, così come tanti
altri personaggi (ad, es. i gormiti per i
maschietti) sono diventate un brand
per la costruzione di un merchandising
che include tutto l’universo delle bambine, dal gioco all’abbigliamento, dagli
articoli per la scuola agli accessori di
ogni genere.
Che sia nato prima il marchio?
Difficile a dirsi, è però un dato che queste multinazionali fatturano cifre con
tanti di quegli zeri che sono impossibili
da leggere se non si ha una laurea in
matematica!
E così le multinazionali hanno scoperto nel bambino un formidabile consumatore, resistente anche ad una crisi
economica come quella che stiamo
vivendo.
Probabilmente anche a noi sarebbe
piaciuto indossare le scarpe di Anna
dai capelli rossi e la borsetta con il logo
Pollon, ma all’epoca tutto questo non
c’era: fortunata, era la mamma che decideva come dovevamo vestirci e a noi
non restava altro che essere semplicemente delle bambine.
Guida all’alimentazione
durante l’allattamento al seno
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a cura della dr.ssa Antonella Venezia
a cura della dr.ssa Antonella Venezia
biologa - nutrizionista
Schema dietetico quotidiano
Esempio di una dieta giornaliera per una donna in allattamento normopeso, al primo mese di allattamento
In relazione al peso della donna, si determina il suo fabbisogno
energetico, aggiungendo il supplemento energetico per l’allattamento, stimato, per il 1° mese di allattamento, in 450- 550
kcal/ giorno (1, 2).
Nel 2° - 3° mese aggiungere da 50- 100 kcal al giorno al seguente schema, es. 20-30 g di parmigiano reggiano
Colazione
• Latte intero 200 g
• 3 fette biscottate oppure 30 g di cereali
Spuntino mattutino
• Un frutto 200 g o 1 yogurt intero
Pranzo
• Pasta 100 g • Zucchine 100 g • Parmigiano 120 g
• Insalata • Pane integrale 80 g • Frutto 200 g
• Olio extravergine di oliva 20 g
Spuntino pomeridiano
• Frutto 150 g o 1 yogurt intero
Cena
• Petto di tacchino 180 g
• Patate 150 g
• Frutto 150 g
• Olio extravergine di oliva 20 g
La quantità dei singoli alimenti è riportata in peso netto, cioè solo
la parte da utilizzare per essere consumata o cucinata cruda.
Consigli dietetici generali durante l’allattamento al seno
• Evitare cibi piccanti
• Evitare il consumo di alcuni ortaggi sconsigliati in quanto possono fare assumere un sapore sgradevole al latte.
Tra questi ricordiamo: cipolle, cavoli, carciofi, asparagi, aglio
• Consumare quotidianamente più 5 porzioni di frutta e verdura al giorno
• Bere in abbondanza
• Consumare quotidianamente alimenti con proteine ad alto
valore biologico quali pesce, uova, formaggi
• Consumare latte e derivati quotidianamente per l’assunzione
di calcio.
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16
66° Congresso Nazionale SIP
Crolla la mortalità per malattie infettive ma
quelle croniche sono la nuova emergenza:
ne soffrono circa 3 milioni di bambini
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Crolla la mortalità per
malattie infettive ma quelle
croniche sono la nuova emergenza:
ne soffrono circa 3 milioni di bambini
Come è cambiata l’infanzia dal secolo scorso ad oggi?
Quali sono le nuove sfide da affrontare sul piano medico, sociale, politico per migliorare non solo la qualità gestionale dell’assistenza ma anche la qualità della
vita dei bambini?
Il tema al centro del Congresso della Società Italiana di
Pediatria, in occasione dei suoi 120 anni di congressi pediatrici, traccia un bilancio sulla condizione dell’infanzia ieri e oggi.
a cura dell’uff. stampa SIP
AP&B Milano
I progressi compiuti sul piano diagnostico e terapeutico sono innumerevoli, basti pensare ai dati sulla mortalità infantile: se a inizio secolo era pari a 174 casi su
mille, negli anni 50 è passata a 52,7 per
recedere a 4,4 nel 2001 sino a 3,6 bambini nel 2008.
“Nonostante ciò oggi, forse ancora più
di ieri, il bambino deve tornare al centro
delle scelte sociali e politiche del Paese”
spiega Alberto Ugazio, Presidente SIP.
Se, da un lato, nelle società occidentali, le malattie infettive non sono più
una priorità, dall’altro, “sono le malattie croniche complesse, che interessano
circa 3 milioni di bambini, a rappresentare la nuova frontiera della pediatria.
Molte malattie un tempo fatali, quali cardiopatie congenite, diabete, leucemie, oggi possono essere curate.
Sono diventate, infatti, croniche.
Ma l’organizzazione sanitaria deve strutturarsi per garantire adeguate cure e continuità assistenziale”, aggiunge Ugazio.
E ancora, i grandi cambiamenti sociali
che stanno interessando il nostro secolo (crisi della famiglia, errati stili di vita,
organizzazione della vita inadeguata alle
esigenze dei bambini) impongono un ripensamento più generale delle politiche
per l’infanzia, che includa anche più incisive azioni per l’ambiente e più formazione nella scuola per generare corretti
comportamenti riguardo agli stili di vita.
La proposta della SIP è che il pediatra torni nelle scuole.
Ma ecco nel dettaglio il quadro in chiaroscuro che emerge dell’infanzia e le proposte dei pediatri.
Le malattie scompaiono come prime
causa di mortalità ma aumentano tumori e leucemie.
In Italia, il rapporto 2008 dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) sui
Tumori Infantili, ha confermato un “trend”
di aumento dei tassi di incidenza di tutti i tumori pediatrici pari al 2% annuo.
Poco si sa ancora sull’eziologia dei tumori pediatrici. Solo il 5-6% ha una chiara
origine genetica, e per meno del 3% è
plausibile una diretta correlazione con
esposizioni ambientali (infezioni, agenti fisici o sostanze chimiche).
In crescita l’asma bronchiale
L’asma colpisce oggi il 10% della popolazione infantile, percentuale che negli
anni 70 era pari al 2,3%.
Evidenze scientifiche testimoniano che
le crisi d’asma peggiorano in relazione
all’ambiente in cui si vive.
La nuova emergenza sono le malattie croniche
Le malattie croniche che, paradossalmente, originano quasi per intero dagli straordinari successi scientifici, rappresentano
oggi la vera emergenza della pediatria.
E lo stesso vale per un gran numero di
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malattie genetiche, onco-emopatie, fibrosi cistica, deficit primitivi e secondari dell’immunità.
Crescono le malattie correlate agli stili di vita come
l’obesità
Malattie correlate a stili di vita, e in particolare obesità, rappresentano un fenomeno sempre più in crescita nell’infanzia e nell’adolescenza. In Italia il 24% dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni presenta un eccesso di peso: un
fenomeno che sembra interessare maggiormente le fasce di età più basse e che è più frequente al sud Italia.
Città sempre meno a misura di bambino: l’80% non
gioca più fuori, scompare il tempo libero.
Le città italiane, e specialmente le buone città, fanno molto per i
bambini: dedicano all’infanzia notevoli risorse economiche e umane,
ma non rispondono alle esigenze delle bambine e dei bambini.
Nelle nostre città sta scomparendo il tempo libero e il gioco spontaneo, i bambini non si vedono più
per strada. L’80% di essi non gioca più all’aria aperta.
Ecco perché occorre ripensare la politica delle città, restituire ai bambini l’uso della città come spazio pubblico. (Relazione di Francesco Tonucci – CNR)
Dal bullismo al cyberbullismo
Il bullismo rappresenta un fenomeno in preoccupante crescita.
Negli ultimi anni il bullismo al femminile è in costante
crescita, come confermano le statistiche che riportano
che tra gli adolescenti un bullo su sei è femmina.
Una nuova forma di bullismo sempre più diffusa è il Bullismo elettronico, con molte analogie soprattutto con le forme di bullismo indiretto.
Il termine inglese “Cyber bullying” (“bullismo elettronico” o “bullismo in internet”) indica l’utilizzo di informazioni elettroniche e dispositivi di comunicazione come
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ad esempio la posta elettronica, la messaggistica istantanea, i blog, i messaggi di testo quali SMS, i telefoni cellulari, MMS ecc. o l’uso di siti web con contenuti diffamatori, per effettuare azioni di bullismo. (Relazione di
Luca Bernardo)
Questi dunque gli obiettivi della SIP:
- Riportare il bambino al centro dell’azione politica e sociale del Paese;
- adattare il sistema sanitario alle nuove emergenze: farsi carico dei bambini con malattie croniche complesse e
gestire adeguatamente i politraumatismi;
- riportare il pediatra nelle scuole
Investire sulla formazione dei bambini e dei ragazzi per
generare corretti comportamenti riguardo agli stili di
vita e alla promozione della salute, ma anche al rispetto dell’ambiente.
A tale scopo la SIP auspica che i pediatri tornino nelle scuole affiancando gli insegnanti in questa missione.
Il pediatra infatti può essere vissuto dai ragazzi come una
figura di riferimento super partes con cui si può creare
un rapporto di fiducia.
in ordine dall’alto:
Prof. Francesco Tonucci
Prof. Luca Bernardo
Prof. Donato Greco
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21
Il bambino aggressivo
Un bambino aggressivo, oltre a costituire un pericolo per sé e per gli
altri, crea imbarazzo nei genitori che
temono di essere giudicati cattivi
educatori o, peggio ancora, violenti anch’essi.
Ma perché un bambino aggredisce?
Va sottolineato che l’aggressività è
connaturata in ognuno di noi, il termine stesso, di derivazione latina,
significa andare verso, camminare
in avanti, crescere insomma.
Il famoso psicanalista inglese Donald Winnicott sosteneva che “crescere è di per sé un atto aggressivo” e, detto sinceramente, tutti noi
sappiamo che una certa quantità di
sana aggressività é necessaria alla
sopravvivenza.
Nei primi anni di vita l’aggressività
non è eterorivolta ma è un impulso che guida il bambino all’esplorazione del mondo esterno.
Verso i tre anni, durante la fase del
no, il bambino afferma la propria
personalità anche in modo aggressivo, è un comportamento fisiologico, che lo guida lentamente alla
conquista dell’autonomia.
Ma quando un bambino aggredisce tutti, quando non è in grado di
giocare con gli altri senza dover imporre la sua volontà, quando diventa violento, allora è il caso di correre ai ripari.
I genitori, in questo caso devono intervenire con autorevolezza, ma anche cercare di cogliere il messaggio che il bambino comunica con
la sua modalità di comportamento, cercando di capire l’origine della sua aggressività.
Un bambino può essere aggressivo
per scarsa tolleranza alle frustrazioni, perché magari a casa è abituato ad averla sempre vinta, per scaricare la rabbia derivante dalla gelosia per un fratello, che ai suoi occhi gli ha usurpato l’affetto dei genitori, perché non si sente abbastanza considerato, o semplicemente,
perché è l’unica modalità di comportamento che conosce e che riconosce come vincente.
Cosa fare quando ci si accorge che
nostro figlio ha superato i limiti?
È importante far capire ai bambini fin da piccoli che le frustrazioni
fanno parte della vita, insegnando
loro a dare voce alle emozioni, anche a quelle negative.
Infatti verbalizzare i propri sentimenti e impulsi aiuta il bambino a conoscerli e gestirli meglio, nonché ad
evitare di reprimerli covando rabbia e rancore pronti ad esplodere
in maniera incontrollata.
L’esempio dei genitori è fondamentale, non si può rimproverare un bambino di essere aggressivo e poi tornare a casa imprecando contro il capoufficio o inveire quando si è alla guida contro chiunque ci passi davanti.
È fondamentale l’esempio, anche
nella relazione che si ha con lui,
cercando di evitare di rispondere
all’aggressività con l’aggressività,
ammettendo che essa è presente
anche in noi, ma dimostrando di saperla gestire ( adesso mamma si sta
arrabbiando, vai a fare quello che ti
ho chiesto), punire il bambino, anche allontanandolo, se necessario,
dalla situazione di tensione, magari
mandandolo in camera sua, ma lodarlo e gratificarlo quando riesce
a controllarsi.
Non è sempre facile, ma bisogna sottolineare che un bambino aggressivo è un bambino infelice, che non sa
godere dei momenti di gioco, questa consapevolezza deve costringerci a prevenire ed affrontare il problema quando si presenta.
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Reagisce alle frustrazioni
aggredendo o aggredisce
senza motivo apparente.
Vuole un giocattolo da
un altro bambino e glielo
strappa di mano, passa
accanto ad un altro e lo
spintona, all’asilo è la croce
delle maestre che temono
le sue ire improvvise,
i graffi, morsi e calci che
infligge agli altri bambini.
a cura della
dr.ssa Rossella Santoro
Logopedista
Uno spazio per farvi divertire e fornire idee fantasiose, per
trascorrere il tempo in modo intelligente e trovare oggetti
originali e introvabili utili per la crescita del bebè.
Una serie di segnalazioni da parte del popolo dei genitori.
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C o s e C u r io s e
zzo mail:
Segnalate all'indiri
e.it
info@babymagazin
o sul sito:
ine.it
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Slumberland rosa Haba
Davvero bella questa culla in legno
progettata con cura.
La scarpa in legno
di Melissa & Doug
Scarpa in legno non molto comoda ma utile per
l'apprendimento del tuo bambino ad imparare
giocando. Imparare con un pizzico di fantasia ad
allacciarsi le scarpe e perché no inventarsi ogni
tipologia di nodo, sciogliere e comporre nodi.
Questa attività di apprendimento stuzzicherà i
ragazzi fino ai loro piedi!
Con semplici gesti si trasforma in un
simpatico gioco per il tuo bambino.
Mangiando giocando
Cosa non farebbero le mamme per far in modo
che i loro cuccioli mangino?
Qualsiasi cosa, basta che mangino!
Un trenino per giocare, ma utile per mangiare.
Colazione, pranzo e cena saranno ora i tuoi figli ad attendere questo momento con ansia,
questo è ciò che vi farà più felici, vedere i propri
bambini mangiare serenamente, senza capricci
e distrazioni.
E allora, non stupitevi se vi chiederanno il bis!
Mascella viziosa
Che poltrona davvero curiosa,
mette paura!
Divertente, simpatica, innovativa questa grossa fauce dai
lunghi denti aguzzi, è semplicemente una poltrona con
poggia piedi che avvolgerà
comodamente il tuo bambino.
Assortite anche di altri modelli,
semplicemente per accontentare ogni tipo di gusto, in particolare, quei piccolini che amano gli animali e, voglion farsi
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cccccc cccccc
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coccolare e scaldare in teneri
abbracci dalla loro poltrona
preferita.
Ecco queste simpatiche figure.
Poltrona a sacco adatta per
bambini dai 4 anni in poi.
Il passeggino del futuro
si chiama Bibo
Questo insolito passeggino è
stato ideato da Liviu Tudoran
uno studente, il quale lo ritiene il passeggino ideale, non
solo un modo per trasportare
il bambino ma anche un mezzo di intrattenimento e di protezione..
Il passeggino del futuro, si presenta con altoparlanti incorporati e proiettori per aiutare
il bimbo a prendere sonno, ha
dimensioni compatte ed è regolabile in altezza per non far
mai inchinare mamma e papà,
quindi comodo e pratico.
Lo speciale passeggino è dotato di una copertura capace
di proteggere il bambino dai
raggi UV nocivi, ma è anche
dotato di un perno centrale
che aiuta a mantenere le oscillazioni ben controllate.
Un unico particolare; per adesso è solo un prototipo, speriamo venga realizzato e messo
in vendita presto, poichè al
contrario di tanti tentavi di
super passeggini del futuro
bisogna ammettere che Bibo
è anche piacevole nelle forme.
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Alla scuola materna
piange...
a cura della dr.ssa Leopoldina De Varti,
Psicologa e Psicoterapeuta
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A tre anni, l’ingresso alla
scuola materna, non sempre è
facile e vissuto con allegria,
per alcuni bambini poi,
presenta particolari disagi e
sofferenza.
Un inserimento scolastico sereno è comunque
sempre il risultato di vari fattori: una madre e
un padre fiduciosi che trasmettono al bambino sicurezza, una buona relazione tra insegnanti e genitori, un ambiente scolastico accogliente, giocoso e colorato che attrae e stimola.
E il bambino con piacere trova subito il suo posto
all’interno di un ambiente nuovo, fatto di relazioni
nuove sia con gli insegnanti, sia con gli altri bambini
e il nuovo lo rende vivo e attiva la sua curiosità, il piacere di imparare e di stare insieme agli altri bambini.
Quando, invece, il bambino è insicuro, soffre, piange, non è in grado di attivare le proprie capacità
intellettive e relazionali, si ribella e rifiuta la scuola.
Spesso presenta anche sintomi fisici: ha mal di
pancia, vomita, è pigro ad alzarsi la mattina,
ha mal di testa. In questi casi di forte sofferenza, anche se il comportamento del bambino
riguarda in modo specifico la scuola, bisogna
tener conto che la causa, invece, ha radici più
profonde ed è collegata alla sua fase di crescita.
Ogni fase nella vita del bambino è come un passaggio da uno stato fisico, emotivo, cognitivo
ad un altro e questo non avviene mai senza difficoltà, e le difficoltà e il loro superamento in
una condizione serena lo aiutano a crescere.
Il problema nasce quando le normali difficoltà della
crescita sono vissute in modo traumatico e doloroso.
A tre anni, quando il bambino entra per la prima
volta nella scuola materna, egli vive il suo primo
importante distacco dai genitori e dalla madre,
soprattutto se negli anni precedenti ha potuto
avere la madre più a lungo a sua disposizione.
Ma anche per la madre è un distacco importante
e spesso le madri sono più o meno ansiose, hanno timori e paure di ogni genere: si troverà bene?
Mangerà? Sarà trattato amorevolmente? Riuscirà a
fare ciò che le maestre gli insegneranno? Ecc. ecc.
Il distacco non solo può essere sofferente, ma
è caricato anche da innumerevoli aspettative.
Se il nostro è un bambino che presenta forti difficoltà è bene evitare due cose: fare propria la ricetta: “con il tempo tutto passa”; o agire in modo
aggressivo e imporre la scuola anche se piange.
Le situazioni lasciate a se stesse finiscono con
l’incidere pesantemente nell’ambiente familiare e diventano spesso, un costante motivo di
discussione anche all’interno della coppia genitoriale, compromettendo la pace familiare.
E che cosa accade al bambino ?
Si trova coinvolto totalmente in questo
conflitto tra papà e mamma, li vede discutere
per lui e su di lui, e tenderà a peggiorare il suo
stato rinchiudendosi ancora di più.
La consulenza psicologica per i genitori può
permettere ai genitori di approfondire i veri
motivi che sono dietro al rifiuto della scuola, e a individuare la soluzione adeguata.
Spesso, dopo un confronto con il consulente
psicologo, i genitori scoprono che la soluzione è semplice e immediata, che possono ricevere utili indicazioni su come ascoltare il proprio figlio, senza banalizzare le sue incertezze e paure, e vedere che cosa si sta ignorando.
La consulenza con un esperto va vista come una
guida che rispetta pienamente il ruolo dei genitori, senza volersi sostituire in nessun modo a
loro, senza esprimere giudizi e valutazioni, ma
che accoglie amorevolmente le loro difficoltà,
per creare dei cambiamenti positivi volti a ristabilire un’armonia familiare e a ridare al bambino
la gioia di tornare a scuola.
Per il Ben-Essere del
Bambino e del Genitore
Alle madri: Parlate a vostro figlio dei
vantaggi piacevoli della scuola e insieme alle insegnanti preparate una
conoscenza graduale
Ai padri: insieme alla madre accompagnate vostro figlio il primo giorno
di scuola, da voi prende la forza e la
sicurezza di cui ha bisogno
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Il retinoblastoma
a cura del dr. Marco Paggi e
prof. Antonio Giordano
Il tumore oculare che colpisce i bambini
Il retinoblastoma è una malattia neoplastica in
cui le cellule tumorali prendono origine dalla
retina, ovvero dal tessuto nervoso che si trova
all’interno dell’occhio.
Sebbene possa insorgere a tutte le età dell’individuo, dal punto di vista epidemiologico, la
grandissima parte dei pazienti è composta da
bambini di età inferiore ai 5 anni.
È un tumore che, se diagnosticato in tempo e
curato in maniera ottimale, spesso non provoca localizzazioni a distanza (metastasi) e può
essere curato in maniera definitiva.
Il retinoblastoma si presenta, comunque, come
un tumore con uno spettro di variabilità prognostica alquanto ampio.
È importante considerare che la ricerca scientifica nell’ultimo ventennio ha compiuto passi
estremamente importanti, arrivando ad individuare le cause che lo determinano e, quindi,
a migliorare di gran lunga la sopravvivenza e
la guarigione di pazienti che, per la loro tenera età hanno una potenziale aspettativa di vita
molto elevata. Sintomi dell’insorgenza di questa malattia sono la “pupilla bianca” o “leucocoria”, un riflesso bianco retropupillare, lo strabismo e il dolore e rossore oculare.
Poichè questi sintomi possono essere causati
anche da altre malattie, la diagnosi deve essere
assolutamente affidata ad uno specialista.
La prognosi è spesso, ormai, buona anche se
collegata allo stadio del tumore al momento
della diagnosi, alla dimensione e al numero dei
tumori, all’eventuale presenza di glaucoma.
La prognosi è molto più grave in pazienti in cui,
al momento della diagnosi, siano già presenti
localizzazioni a distanza (metastasi). In una certa percentuale di casi, il retinoblastoma è causato da una mutazione genetica trasmessa dai
genitori.
Questo tipo di retinoblastoma è chiamato “ereditario”; quello in cui non vi è trasmissione ereditaria e si basa su eventi casuali che provocano la mutazione nello stesso gene, si chiama,
invece, “sporadico”. Il paziente con retinoblastoma ereditario presenta un elevatissimo rischio di sviluppare la malattia bilateralmente,
ovvero in ambo gli occhi, o anche “trilateralmente”, in quanto la mutazione genica favorisce la trasformazione neoplastica anche in altre
strutture, tra le quali la ghiandola pineale nel
cervello, considerata da alcuni, appunto, come
il “terzo occhio”.
Ovviamente, i bambini con retinoblastoma
ereditario dovranno essere sottoposti a controlli periodici per il resto della vita.
Gli studi di biologia molecolare e di biochimica sul gene e sulla proteina RB hanno consentito di attribuire a questi fattori un ruolo estremamente importante nella genesi dei tumori.
Lungi quindi dal rimanere relegato all’insorgenza del retinoblastoma, il gene RB ha aperto un’importantissima frontiera negli studi
oncologici: RB, infatti è un gene oncosoppressore e come tale in grado di contrastare la potenziale insorgenza di tumori in tutti i tessuti
dell’organismo.
È innegabile, a questo punto, che la conoscenza specifica che la scienza ha prodotto sul gene RB e sulla sua proteina e le ripercussioni cliniche nei pazienti con retinoblastoma siano
estremanente positive. Abbiamo infatti compreso appieno la causa della malattia, sappiamo interpretarne la gravità e, quindi, migliorare nettamente la cura, con la possibilità di agire
in maniera “personalizzata” sul paziente a seconda della gravità del danno che ha prodotto
l’insorgenza del retinoblastoma.
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Supportare la ricerca scientifica sullo studio e la cura del
tumore infantile intraoculare
retinoblastoma significa
trovare nuove strategie
preventive e terapeutiche.
26
Linguaggio.
Necessità di conoscere la normalità
a cura del
Prof. Massimo Borghese
Foniatra
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La conoscenza della normalità
è presupposto indispensabile
per comprendere la patologia.
L’individuazione e la corretta interpretazione di uno
stato patologico dovrebbe presupporre la conoscenza della normalità.
La mancata cognizione dei limiti di una normalità di riferimento, è presupposto molto rischioso di un mancato riconoscimento in un bambino, di un ritardo o di
una inadeguatezza di sviluppo linguistico.
Sono ancora numerosi i casi di mancato o ritardato
inizio di una terapia che avrebbe potuto cambiare la
vita di molti bambini (dati i grandi vantaggi derivanti
da un intervento abilitativo precoce), se
ai loro genitori, giustamente allarmati
dal ritardo evolutivo dei propri figli, non
fosse stato risposto da parte di una classe medica e paramedica spesso impreparata (ed evidentemente non a conoscenza dei parametri di normalità), che
“i segni riferiti non erano da considerarsi patologici”… e che “non c’era da preoccuparsi, perché il bambino era normale anche così”.
La normale evoluzione della comunicazione nel primo anno di vita, si realizza
attraverso due passaggi fondamentali:
da una comunicazione non intenzionale
alla comunicazione intenzionale; da una
comunicazione non linguistica alla comunicazione linguistica.
Il linguaggio verbale rappresenta una
modalità comunicativa possibile solo
nell’homo sapiens sapiens, ad una certa età, con una determinata educazione e se ad un certo livello di abilità corticali superiori.
I tempi critici per l’acquisizione dei meccanismi comunicativi, si collocano in un
arco di tempo compreso nei primi tre
anni di vita; mentre i tempi critici per
l’acquisizione dei meccanismi linguistici si identificano nel periodo compreso
tra i 18 ed i 48 mesi, avendo come tappa intermedia di normalità di riferimento, la comparsa della frase bitermine ed
un patrimonio lessicale di almeno 20 parole, ai 18 mesi.
Di estrema importanza pratica, da considerarsi alla stregua delle tabelle di normalità del peso e dell’altezza, è la tabella di
normalità dello sviluppo del linguaggio.
Non mi stancherò mai di affermare che
tale tabella dovrebbe essere sempre davanti agli occhi (ancora meglio, stampata nella memoria) dei pediatri e di tutti i
medici che entrano a contatto con bambini di età compresa tra 1 e 3 anni, affinché si cominci ad estinguere quella
pericolosa abitudine - legata per lo più
alla comunque ingiustificata non conoscenza di tali parametri- di minimizzare
la portata di segnalazioni di bambini in
ritardo di acquisizione del linguaggio.
Fino a circa venti anni fa erano più frequenti (e comunque non esclusivi) i casi
di ritardo semplice di linguaggio ad evoluzione prognostica benigna;
oggi (e lo affermo anche per esperienza
personale) i bambini che nei primissimi
anni di vita presentano ritardo o assenza
di linguaggio, soprattutto se in associazione ad altri sintomi attestanti pur lievi
alterazioni motorie, relazionali, comportamentali, sono a forte rischio di comunicopatie ben diverse dal ritardo “semplice” e di conseguenza non ha alcun senso procrastinare l’appuntamento con il
foniatra e, nell’immediato seguito, con
il logopedista.
La conoscenza della normalità va estesa
poi anche ad altre abilità e comportamenti
27
Sviluppo del linguaggio nel bambino normale
ETA’
FONEMI
VOCABOLARIO
FRASE
Fino a 12 mesi
Qualche occlusivo
Prime parole
12 -18 mesi
Occlusivi:
P B TD K GH M N GN
10 - 20 parole
Parola frase
24 mesi
Costrittivi:
F V SS CL R GL
20 - 50 parole
Frase bitermine
36 mesi
Semi costrittivi:
CGZ
400 - 1000 parole
Frase S V C
Oltre 36 mesi
Corretta
pronuncia di tutti i fonemi
Oltre 1000 parole
Frase di tipo adulto
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sociali, anche in questo caso per evitare di definire superfluo o prematuro un intervento abilitativo educativo che invece potrebbe essere
necessario; o anche, al contrario, per non pretendere di insegnare ad un bambino qualcosa
che invece sia al di fuori della sua portata, perché prevista per un’età più avanzata.
28
Baby Link
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Associazione Il Dono Onlus
L’Associazione IL DONO onlus è una organizzazione no-profit, basata sul volontariato che si
occupa di sostegno alla gravidanza indesiderata o problematica e di counselling psicologico,
umano e spirituale rivolto a chi soffre in seguito
ad una scelta di aborto volontario o terapeutico usando come mezzo primario la formula
dell’ auto-mutuo-aiuto.
Dal 2005 opera sul territorio nazionale tramite
il sito internet, e in loco con centri di ascolto e
case di accoglienza per nuclei madre bambino
promuovendo una cultura a sostegno della
donna e del bambino, affinché un figlio non sia
mai vissuto come un ostacolo.
www.il-dono.org
www.favoledellabuonanotte.it è online da
aprile scorso, è linkato su diversi portali e blog
legati ai contenuti per l’infanzia e alla maternità. L’autrice è Arianna Lana, ha 31 anni, è nata e
vive a Roma, lavora per un istituto bancario ma
la sua grande passione è il mondo dell’editoria
per l’infanzia, nata per immensa gratitudine
verso alcuni testi letti quando era una bambina
(Il Piccolo Principe, Cuore, I Ragazzi della via Pal,
Favole al telefono, il GGG, Il gigante egoista, il
giornalino di Gian Burrasca etc etc). Arianna
non ha esperienza nel settore ma i suoi racconti sono dolci, puliti e anche avvincenti (potrete saggiare la sua bravura a pag. 10 di questo
numero). Oltre alle fiabe ha scritto un breve
romanzo per bambini che pubblicherà a breve
online. In bocca al lupo Arianna che accompagni dolcemente i nostri cuccioli a sonni sereni.
Fondazione Theodora
La Fondazione Theodora, attraverso i suoi speciali clown, porta il sorriso ai bambini in ospedale, offrendo ai reparti pediatrici in Italia e nel
mondo la professionalità e l’entusiasmo dei
Dottor Sogni, a titolo assolutamente gratuito.
I Dottor Sogni sono clown professionisti specificatamente formati per lavorare in ambito
ospedaliero pediatrico, che settimanalmente
fanno visita ai piccoli pazienti.
In Italia siamo presenti in 11 città e in 15 ospedali a beneficio di oltre 35mila bambini. È molto importante per noi far conoscere la nostra
mission in favore dei piccoli che affrontano la
difficilissima prova del ricovero.
www.theodora.it
www.ibambinidelcuore.it
L’Associazione “I Bambini del Cuore” nasce nel
giugno del 2005 dopo alcuni anni di esperienza
comune tra famiglie adottive.
Lo scopo dell’Associazione è quello di aiutare le
coppie che si avvicinano al mondo dell’adozione, attraverso la diffusione sul territorio di una
corretta informazione e di sostenere le famiglie
adottive tramite il confronto reciproco.
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Babyneo è un’Azienda tedesca che opera esclusivamente su internet.
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pagamento, riceverete un simpatico omaggio.
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Calendario Baby
Eventi e iniziative dedicate a
infanzia, pediatria e ginecologia.
Segnalate a: [email protected]
Roma 3-4 Dicembre 2010
Diagnosi e TerapiaAmbulatoriale della Patologia del Basso
Tratto Urogenitale Femminile
II Corso su:
Presidenti: S. Guaschino,F. De Seta, F. Vicariotto
Segreteria Organizzativa: Mkt Consulting
tel. 06 39746189 Fax 06 45438292
Via Cassia, 1110 - 00189 Roma mail: [email protected]
Messina, 10-11 Dicembre 2010
II Corso Aspetti Clinici e Sociali della
Menopausa: Prevenzione della
Sindrome Climaterica e
Benessere della Donna
Presidenti:
F. Cancellieri, A. Cordopatri,R. D'Anna
Segreteria Organizzativa: MKT Consulting
tel 06 39746189 Fax 06 45438292
Via Cassia, 1110 - 00189 Roma
e.mail: [email protected]
Roma 1 dicembre 2010
IV convegno: problematiche
infermieristiche in neonatologia
Promosso da: Presidente Stefano Anania
Sede del convegno Consiglio Nazionale delle
Ricerche
Segreteria scientifica: Società Italiana di Neonatologia (SIN) – Lazio
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Segreteria organizzativa: Alfa Congressi Srl
via delle Milizie, 34 - Roma
tel 06 3701121 fax 06 3729067
e-mail: [email protected]
Roma, 2-3 dicembre 2010
III Corso Residenziale: L'insufficienza
respiratoria in età pediatrica
Sede Hotel Marriot Central Park Via G. Moscati 7
Promosso da Società Italiana
Malattie Respiratorie Infantili Società Italiana
Pediatria Ospedaliera
Segreteria scientifica: Renato Cutrera UOC Broncopneumologia Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS - Roma, Piazza S.Onofrio 4 00165 Roma tel 06.68592020 fax 06.68592300
e-mail [email protected]
Segreteria organizzativa:
Center comunicazione e congressi
Via g. Quagliarello, 27 - Napoli e-mail: [email protected]
Napoli, 16 dicembre 2010
Thesis 2010 - Percorsi interattivi
e formativi pediatrici
Sede:
Centro Congressi - Hotel Royal Continental
Promosso da: Dipartimento Di Pediatria - SUN SIP Campania (Società Italiana Di Pediatria)
obiettivo: Ambiente ed apparato respiratorio;
Asma: dalla genetica ai modelli terapeutici;
Asma e obesità; Rapporti tra alte e basse vie aeree; Otite media acute.
Segreteria scientifica: Angelo F. Capristo, Carlo
Capristo, Fabio Decimo, Nunzia Maiello, Michele Miraglia Del Giudice, Roberto Sassi, Massimo
Ummarino
Segreteria organizzativa: Idea Congress Srl
Via della Farnesina 224 - Roma
tel 06 36381573 fax 06 36307682
e-mail: [email protected]
F
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