Editoriale
Cara lettrice, Caro lettore
er prima cosa desidero ringraziarvi sentitamente, anche a
nome di tutta la redazione, per i tanti feedback che abbiamo
ricevuto per il primo numero della nostra rivisita artec. Non solo li
abbiamo tenuti in grande considerazione, bensì siamo anche riusciti ad attuare alcuni vostri suggerimenti in questo nuovo numero.
P
Naturalmente non abbiamo cambiato gli aspetti che avete apprezzato: perciò, anche stavolta non troverete alcuna pagina pubblicitaria e gli articoli riguardano, anche quest’anno, l’architettura,
la tecnica, l’arte e l’ecologia.
Note redazionali
Tiratura:
15 000 copie
Pubblicazione:
1 volta l’anno
Prossimo numero:
Fine 2014
Editori:
Saint-Gobain Weber SA
Saint-Gobain ISOVER SA
Rigips SA
GLASSOLUTIONS® Vetrotech Saint-Gobain (International) AG
Redazione:
Franco Luccarini, Saint-Gobain Weber SA
Daniel Schild, Saint-Gobain ISOVER SA
Marcel Koller, Rigips SA
Tamar Moos, GLASSOLUTIONS® Vetrotech Saint-Gobain (International) AG
Realizzazione grafica: coray com ag, Ennetbaden
Prezzo d’ordine:
CHF 10.–
Cos’è cambiato allora rispetto al primo numero? Dal punto di vista
della percezione tattile, vi accorgerete subito che abbiamo utilizzato una carta opaca al posto di quella patinata lucida. Anche le
pagine pieghevoli a più ante sono ora ad una sola anta. Ciò ci
permette di mostrare comunque immagini in grande formato e
allo stesso tempo è più facile chiudere la rivista.
consolidate o recentissime, speriamo che ogni articolo della nostra redazione sia per voi una piacevolissima lettura.
Illustriamo inoltre l’ottimo risanamento dell’immobile Collina d’Oro
a Agra e la nuovissima tecnica per rinfrescare le stanze senza
dispendio energetico, applicata in Alba balance. In ogni caso vi
auguriamo una buona lettura e minuti anzi ore piacevolissime in
compagnia dei nostri articoli.
Restiamo dunque in attesa di un vostro feedback a:
[email protected]
Cordiali saluti
Anche il secondo numero di artec illustra un’ampia varietà di progetti svizzeri.
Un esempio di vivacità nell’architettura è rappresentato dal centro
di cura Oberwaid di S. Gallo, contrapposto al pentagono monolitico sulla Berninastrasse di Zurigo. Integrazione giocosa e perfetta
nel paesaggio lacustre: l’immobile ART sul lago di Costanza. Presentiamo una nuova possibilità di realizzare le facciate sull’esempio delle «Waterhouses» di Amburgo: il vetro applicato direttamente sull’isolamento termico esterno. Che parli di tecnologie
Franco Luccarini
Redattore
artec
architecture I art I technology I eco
3
Modelhof, Müllheim
Da rudere a opera d’arte
Sommario
Editoriale
architecture
«Un’alternativa all’affitto anonimo
e riscaldato a gasolio»
Da rudere a opera d’arte
Nuove frontiere per le facciate
ventilate moderne Innovazioni (in)visibili
6 –11
12 – 13
14 – 17
Un pentagono in granito
18 – 23
SüdPark, Basilea
24 – 25
art
SüdPark, Basilea
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architecture I art I technology I eco
technology
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Un’opera d’arte sul Lago di Constanza
26 – 31
Casa Martini, Monte Carasso
Chi ha paura dei muri?
32 – 37
Modelhof, Müllheim
38 – 39
Isolamento acustico ottimale
dell’Hallenstadion
40 – 41
Un connubio perfetto di
prestazioni e design
42 – 45
L’acustica architettonica nella
vita quotidiana
46 – 49
Corpo, mente e anima in
forma architettonica
50 – 55
eco
Da idrovore di energia a luminosi
esempi dei 2000 Watt
56 – 57
La cappella resta nel paese
58 – 61
Novità sui prodotti
62 – 63
Panorama degli eventi
64 – 65
Da idrovore di energia a luminosi esempi dei 2000 Watt
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«Un’alternativa
all’affitto anonimo e
riscaldato a gasolio»
Così un trentacinquenne descrive la sua nuova condizione abitativa nel «Giesserei» nell’ex-area Sulzer a Winterthur. Il complesso plurigenerazionale della cooperativa per l’abitare autogestito, il più grande di questo tipo in Svizzera, ha preso vita, nel vero
senso della parola, nella primavera del 2013. Gli abitanti della
struttura vivono secondo un marcato senso di comunità. Il Giesserei è una realtà insolita anche sotto altri punti di vista.
C
on 155 appartamenti è il più grande progetto mai realizzato finora dalla Gesewo, la cooperativa per l’abitare autogestito, ed è
anche uno dei complessi residenziali in legno più grandi in Svizzera. Il fatto che sotto il suo tetto siano possibili tutte le forme di
convivenza immaginabili è chiaro già dall’offerta degli spazi: 43 tipi
diversi di appartamento, da una a nove stanze, un «bar da vestaglia», una struttura di custodia collettiva diurna per bambini, un ristorante, una biblioteca, un negozio di biciclette, un centro diurno
per traumatizzati cranio-cerebrali e un ambulatorio di medicina cinese. Qui abitano e/o lavorano single e coppie, famiglie con bambini (anche allargate), anziani, persone che condividono l’abitazione,
da neonati a persone in età senile. Dall’idea originaria alla realizzazione finale sono trascorsi otto anni. In questa fase, invece di aspettare tranquilli nelle loro case già esistenti, gli inquilini hanno contribuito attivamente al progetto della loro dimora futura e allo sviluppo
dell’idea di convivenza, partecipando a numerosi workshop. Inoltre, la partecipazione finanziaria al progetto non si limita all’iscrizione all’associazione Casa Nostra e al pagamento mensile dell’affitto.
I fondi propri sono assicurati per il finanziamento con mutui liberi e
obbligatori. Gli affittuari sono iscritti alla cooperativa, divenendo
così in senso lato «proprietari dell’affitto». L’autogestione garantisce
la partecipazione alle questioni di interesse quotidiano, richiedendo
e favorendo inoltre l’identificazione con l’abitazione. Oltre a ciò,
34 appartamenti sono sovvenzionati dalla città e dal cantone.
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Struttura della parete tramezzo
2 x 12,5 mm pannelli in cartongesso
CW 75 / 0,6 mm
Lana minerale 65 mm
Pannello in fibra di gesso 15 mm
Intercapedine
CW 75 / 0,6 mm
Lana minerale 65 mm
2 x 12,5 mm pannelli in cartongesso
Struttura del pavimento solaio a nervature
Anidrite 60 mm
Isolamento anticalpestio 40 mm
Gettata di sabbia nelle celle a nido d’ape 30 mm
Pannello a tre strati 27 mm
Costolone 100 / 280 mm
Lana minerale 100 mm
Soffitto liberamente sospeso 93 mm
Cartongesso 2 x 15 mm su profilo a molla
Cuore di calcestruzzo e scheletro in legno
Realizzare strutture esclusivamente in legno, eliminando il calcestruzzo, non è possibile. Per motivi di sicurezza antincendio e di
rinforzo della struttura (sicurezza antisismica), le trombe delle
scale sono state realizzate in calcestruzzo. Prima di essere assorbiti dalla costruzione in legno, svettavano come otto grattacieli
risultati troppo snelli. Confrontando un render della fase di progettazione e una fotografia della costruzione finita, a prima vista non
si nota alcuna differenza. «Il fatto che il render a computer prodotto in fase di concorso rispecchi quasi perfettamente la realtà
del costruito non è scontato in progetti complessi come questo»,
spiega Claudio Schiess dello studio Galli Rudolf Architekten. Alla
prequalificazione hanno partecipato 63 studi, 12 dei quali nel
2009 sono stati invitati alla fase di concorso, vinto poi dallo studio
Galli Rudolf Architekten con il progetto «E la nave va». Sempre
nello stesso anno è iniziata la progettazione.
E legno sia
Il Giesserei è composto da due edifici a sei piani, collegati a nord
e sud da due edifici trasversali. Buona parte della struttura esterna è in legno, mentre internamente il legno a vista è poco, poiché,
per motivi di sicurezza antincendio, le parti in legno sono state
rivestite in gesso. La costruzione in legno non è stata una proposta risultante dalla progettazione, quanto un’indicazione della
committenza e un requisito per la certificazione Minergie®-P-Eco.
La massa necessaria è data da un letto di sabbia. In mancanza di
altre esperienze con costruzioni in legno di questa portata e considerando che ogni edificio ha le proprie caratteristiche, alcuni
esperti di legno hanno reagito in modo scettico rispetto alla questione dell’isolamento acustico. Le costruzioni sono state però
testate più volte e certificate da tecnici in acustica. Utile è anche
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il confronto con costruzioni dalla struttura simile per la verifica dei
valori di isolamento acustico. Lignum, l’organizzazione mantello
dell’economia svizzera della foresta e del legno, ha perciò eseguito speciali rilevamenti acustici sulle strutture, catalogando i valori
di riferimento per le singole costruzioni in legno.
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a
Sulle pareti, l’intera
costruzione supera i
requisiti acustici rivisti al
rialzo della norma
SIA 181 (2006).
Ermeticità significa isolamento acustico
Lo standard Minergie®-P prevede un involucro degli edifici a tenuta d’aria. Ogni attestatura, ogni fuga deve essere quindi ulteriormente fissata. Ciò si applica ad esempio anche ai tramezzi
degli appartamenti, composti da pareti a doppio montante rivestiti con doppi pannelli in gesso. Un effetto secondario utile di questa struttura è un isolamento acustico migliorato. Al rilevamento
sulla struttura costruttiva, l’intera costruzione raggiunge un valore
fino a 59 dB sulle pareti, superando così i requisiti acustici rivisti
al rialzo della norma SIA 181 (2006) che prevedono un suono in
aria di 55 dB. Le coperture raggiungono un valore di suono in aria
di 72 dB e con esso anche il rumore da calpestio di 34 dB risulta
migliore rispetto ai valori richiesti dalla norma SIA citata. Se si
considera poi la frequenza dei toni bassi, cruciale per le costruzioni in legno, i 49 dB del rumore da calpestio misurati sulla costruzione risultano anch’essi migliori rispetto al valore nominale di
53 dB, stabilito dall’ift Rosenheim (ISO 140-7) per un calpestio
non fastidioso. Inoltre, la struttura è stata realizzata con materie
prime prive di solventi, prodotte in modo sostenibile e, ove possibile, di provenienza regionale (Minergie®-P-Eco), mentre la zona
di accesso (tromba delle scale con ascensore) è stata costruita in
calcestruzzo di riciclo.
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Praticamente senza auto
Grazie a Minergie®-P le spese accessorie sono basse, con un
costo del riscaldamento che si aggira attorno ai CHF 10,00 per un
appartamento da 4,5 stanze. Il teleriscaldamento per l’impianto
termico e l’acqua calda arriva dall’inceneritore di Winterthur,
mentre una parte dell’energia elettrica è prodotta dall’impianto
fotovoltaico installato sul tetto. Gli abitanti del Giesserei sono
estremamente coerenti anche per quanto riguarda la mobilità: il
rapporto tra posti auto e posti bici è di 30 a 580 (1 posto auto
ogni 5 appartamenti).
Immobilecomplesso plurigenerazionale Giesserei,
Winterthur
Uso
cooperativa residenziale
Dimensionisuperficie del fondo circa 11 000 m2
superficie piani circa 29 000 m2
volume del fabbricato circa 96 000 m3
Scadenzeinizio progetto 2009, durata costruzione da
aprile 2011 a gennaio 2013
CommittenteGESEWO, Genossenschaft für
selbst­verwaltetes Wohnen (Cooperativa per
l’abitare autogestito), Winterthur
ArchitettiGalli Rudolf Architekten AG ETH BSA, Zurigo
Direzione
dei lavoriph baumanagement ag, Frauenfeld
Acustica /
fisica edileBAKUS, Akustik & Bauphysik GmbH, Zurigo
Costruzione
a secco
Habicher AG, Wängi
Rolf Schlagenhauf AG, Winterthur
Ludovik GmbH, Herisau
ProdottiPareti leggere Rigips a singolo e a doppio
montante interne e con funzione di
separazione 12 000 m2
Contropareti Rigips sul lato facciata 13 000 m2
Rivestimenti dei soffitti EI30 / EI60 20 000 m2
Fotografo
Autore
Fonti
Hannes Henz, Zurigo (p. 9: Daniel Indermühle)
Andreas Stettler
Galli Rudolf Architekten, Zurigo; opuscolo
«Giesserei – das Wohnprojekt» (aprile 2012);
www.giesserei-gesewo.ch; SRF 1, «10vor10»,
2 agosto 2013
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Progetto principale 1
Da rudere a opera d’arte
A sud di Lugano, in un’area suggestiva di 25 ettari dove il panorama è semplicemente spettacolare, è avvenuta una trasformazione esemplare: il rudere di un sanatorio chiuso negli anni ’60, per
molti anni tra i più fotografati della Svizzera, è diventato una vera
opera d’arte.
La seconda vita
di un edificio storico
N
el 1913, come succursale della clinica pneumologica di
Davos, venne inaugurato un sanatorio per pazienti affetti da
tubercolosi ad Agra, nel Canton Ticino. Gestito dalla fondazione
«Deutsche Heilstätte», il sanatorio era conosciuto con il nome
«Das Deutsche Haus» (la casa dei tedeschi).
Fu il primario Hanns Alexander ad avviarne il declino quando,
sull’edificio, issò la bandiera con la croce uncinata, fondò un
gruppo nazionalsocialista locale, fece appendere ritratti di Hitler e
si rifiutò di curare i malati ebrei. Operò una vera polarizzazione tra
pazienti, collaboratori e popolazione locale. Tuttavia, le autorità
svizzere non intervennero e rimasero inerti di fronte al suo agire.
Nel 1945, dopo la Seconda guerra mondiale, il sanatorio venne
discreditato per via dei suoi rapporti con il Nazionalsocialismo, e
non poté più tornare ai fasti del passato. Nel 1968 venne definitivamente chiuso.
Nel 2004 l’imprenditore ticinese Silvio Tarchini acquistò il complesso di 400 000 m2 e ne decise la conversione in albergo e
centro benessere. Dopo una procedura di autorizzazione durata
anni, nel settembre 2009 il gruppo Tarchini ricevette il via libera
dall’amministrazione comunale e cantonale per la ristrutturazione
del complesso, con il vincolo di mantenere inalterata la struttura
storica.
Tuttavia, a causa delle condizioni precarie della vecchia clinica, si
manifestò subito il problema della mancanza di sicurezza per i
lavoratori del cantiere. Così, nel dicembre 2009, il complesso
venne demolito.
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1913 – 2013
L’approccio ecologico è visibile anche nella combinazione e nella
scelta dell’isolamento esterno e del sistema di approvvigionamento energetico. Sebbene il complesso sia dotato di un impianto che
raccoglie il calore da diverse sorgenti, l’energia geotermica è la
fonte principale. Le facciate sono isolate con il SISTEMA
MARMORAN MW-1 da 200 mm. Sul pregiato sistema in lana di
roccia è stato applicato uno strato di finitura «MARMORANTICINO». Questa soluzione, già adottata per la prima volta negli
anni‚ 90 in un altro progetto di conversione in hotel nel Canton
Ticino, offre la straordinaria possibilità di ottenere un effetto simile allo stucco sull’isolamento termico esterno intonacato. Tale
combinazione ecologica altamente all’avanguardia riduce notevolmente le emissioni di CO2.
Autori
Silvio Tarchini, Manno
Franco Luccarini, Saint-Gobain Weber SA
FontiFotografie:
Tarchini Residential Real Estate SA, Manno
Ralf Schulze / rs-foto.de
Testo:
Tarchini Residential Real Estate SA, Manno
Wikipedia
Nel complesso, l’intero progetto, che contempla anche il nuovo e
meraviglioso parco circostante, è riuscito con successo e, a giusto
titolo, può essere eletto a «vera opera d’arte»!
&DVFLQD
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Il Gruppo Tarchini propone un concetto innovativo, sviluppato
nell’edilizia commerciale e industriale che pone le sue radici nella
costruzione e organizzazione di immobili e centri attrezzati adattabili a qualsiasi tipologia di business. Sia esso a carattere produttivo, commerciale, direzionale, logistico o ancora dedicato alla ricerca e sviluppo. Concetto fondante della nostra visione è «spazio
su misura». Dal 1981 ad oggi, insieme a uno staff di architetti e
collaboratori (attualmente 186), il Gruppo Tarchini ha realizzato in
Ticino centri industriali e commerciali per 200 000 m2 di superficie costruita. Tra le più importanti realizzazioni spiccano: i centri
Galleria a Manno, il Centro-Nord Sud a Bioggio, centri artigianali
a Lamone, Taverne e Bironico, il centro logistico di Gucci a Bioggio, centri logistici a Mendrisio e Stabio, uno stabile di produzione
a Stabio, i centri outlet FoxTown Factory Stores a Mendrisio
(18 anni di vita) e dal 2006 anche FoxTown Shanghai. Oltre a due
centri logistici in fase di costruzione nei comuni di Cadenazzo e
Contone-Gambarogno. Nel 2004 acquista l’ex Sanatorio di Agra/
Collina d’oro (Deutsches Haus), proprietà abbandonata per oltre
30 anni e nel 2009, dopo l’ottenimento dei permessi di costruzione, inizia l’edificazione del nuovo centro residenziale e alberghiero «Resort Collina d’Oro», inaugurato nel corso dello scorso anno.
ProgettoResort Collina d’Oro, Via Roncone 22,
6927 Agra/Collina d’Oro
(www.resortcollinadoro.com)
Descrizione
dell’opera edilizia- hotel con 16 camere e 30 suite
- 43 appartamenti con servizio alberghiero
- area SPA con piscina interna ed esterna
- centro WellAging con 19 sale trattamenti
- ristorante con cucina mediterranea
Architetto
Ettore Mocchetti, Varese
Committente
Tarchini Residential Real Estate SA, Manno
FacciataMARMORAN, sistema MW-1 (lana di roccia,
200 mm) strato di finitura
«MARMORAN-TICINO» (intonaco al silicone
esterno 1,5 + 0,5 mm), vernice trasparente
con colore al silicone MARMORAN FORTE
Realizzazione
a cura di
Pegi S.A. Comano
Il nuovo resort «Collina d’Oro» è il frutto dell’accurata ricostruzione dello storico sanatorio «Deutsches Haus»: infatti, l’imponente
struttura di un tempo è stata in gran parte conservata, ma a questa sono stati abbinati gli standard più elevati dell’architettura
moderna.
&DSSHOOHWWD
• Nato a Lugano il 16.02.1944
• Dopo avere ottenuto il diploma al Teknicum di Bienne si reca
in Inghilterra e in Germania per arricchire le sue esperienze
lavorative
• Fondatore del Gruppo Tarchini (www.tarchinigroup.com)
• 200 000 m2 di superficie costruita dal 1977 ad oggi in Canton
Ticino.
SILVIO TARCHINI
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Nuove frontiere per le facciate ventilate
moderne Innovazioni (in)visibili
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e l’abito fa il monaco, la facciata fa la casa. Le facciate ventilate offrono infatti molto più di qualche semplice possibilità
creativa: protezione contro gli agenti atmosferici, isolamento termico e acustico e persino produzione di energia sono solo alcune
delle funzioni di queste moderne soluzioni complete, sostenibili
e convenienti.
Considerate fino a poco tempo fa un atout soprattutto dal punto
di vista estetico, le facciate ventilate non riuscivano a tenere il
passo con i requisiti sempre più severi in materia d’isolamento a
causa della loro struttura. «In passato questo problema è stato
arginato con il riscaldamento e la climatizzazione, una catastrofe
sotto il profilo energetico», riassume Christoph Blaser di
Saint-Gobain ISOVER. Oggi, invece, varie innovazioni hanno permesso alle facciate ventilate moderne di essere realizzate con
maggiore libertà creativa e un livello di efficienza energetica notevolmente migliorato, grazie al quale è possibile produrre addirittura energia.
Innovazioni nella fisica delle costruzioni
Come illustra Marco Ragonesi, comproprietario di Ragonesi
Strobel & Partner AG, il primo grande sviluppo relativo alle facciate ventilate è stata la riduzione significativa delle perdite di calore
attraverso le mensole di fissaggio, grazie alla loro funzione isolante. Se fino a poco tempo fa queste erano realizzate in alluminio o
acciaio, oggi è la volta della plastica fibrorinforzata. Le diverse
sottocostruzioni presentano differenze significative nel passaggio
del calore: con le mensole in alluminio le perdite di calore rappresentano il 70 % delle perdite totali della facciata. Con le mensole
termoisolanti, tali perdite sono solo l’1 %. Queste nuove soluzioni
rimuovono praticamente tutti i ponti termici.
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Le energie rinnovabili offrono possibilità di tutt’altro genere:
le facciate solari producono persino energia grazie a pannelli
fotovoltaici integrati. «Le facciate ventilate, con il loro raffrescamento naturale, sono perfette per gli impianti fotovoltaici e le celle solari», spiega il pioniere del settore Urs Muntwyler. Ma oggi
tale uso è ancora poco diffuso. Eppure Urs Muntwyler è dell’idea
che con i prezzi in calo dei moduli solari e con l’esperienza sempre maggiore rispetto a questi impianti, l’impiego solare delle facciate costituirà il prossimo grande sviluppo.
Il conflitto tra ecologia, convenienza economica
e gusto estetico
I vantaggi di queste soluzioni risultano evidenti in progetti esemplari: l’edificio principale dell’Ifadpa (Istituto federale per l’approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque) a
Dübendorf a cura di Bob Gysin + Partner BGP Architekten soddisfa i massimi standard ecologici e conquista per il suo aspetto.
Lo scopo, quello di arrivare ai limiti dell’impossibile e di erigere un
edificio realmente sostenibile, è stato raggiunto grazie a un sistema costruttivo compatto e a una facciata ventilata. La vistosa
finitura è costituita da lamelle in vetro che si regolano automaticamente in base alla posizione del sole per garantire costantemente il giusto apporto di luce e calore. Queste lamelle sono disposte su una struttura a supporti metallici su cui si sviluppano
anche i balconi allineati. Come afferma Bob Gysin, l’edificio, con
la sua ampia intercapedine tra superficie esterna a vetri ed
elementi prefabbricati e isolati del telaio in legno, è una straordinaria vetrina per i vantaggi offerti dalle facciate ventilate, soprattutto per la libertà creativa quasi illimitata nel design e nella scelta dei materiali con cui è possibile realizzare nuovi progetti e
ristrutturazioni.
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architecture I art I technology I eco
architecture I art I technology I eco
Fonte: Frutiger AG
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Fonte: Enzmann Fischer AG
La stratificazione a diffusione aperta favorisce il mantenimento
del giusto tasso di umidità. Raggiungendo il suo equilibrio, l’accumulatore termico «parete» garantisce un microclima gradevole sia
in estate che in inverno.
Le facciate ventilate sono impiegate anche nei progetti d’investimento, come nel caso del palazzo Selve di Thun. Le sfide erano
molteplici: da un lato, la realizzazione architettonica con una facciata a 12 angolature e spigoli irregolari privi di fughe e, dall’altro
lato, la concezione fisica con l’attuazione di misure altamente isolanti per soddisfare lo standard MINERGIE. La facciata ventilata si
è dunque rivelata la soluzione più conveniente, dal momento che
anche gli impianti sono stati installati sulla parete esterna. Per
raggiungere l’isolamento richiesto pur mantenendo il più possibile
una parete sobria, oltre a materiali isolanti efficienti sono state
impiegate anche mensole in plastica fibrorinforzata che non conducono il calore e che quindi creano ponti termici del tutto trascurabili. Denise Seiler di Frutiger AG sottolinea: «Grazie a interventi
di manutenzione minimi, a una straordinaria durata e a un’elevata
resistenza, una facciata ventilata rappresenta la soluzione più
economica sul medio e sul lungo periodo e anche le eccellenti
proprietà d’isolamento termico vengono confermate da una riduzione dei costi per l’energia».
lo ha realizzato con elementi prefabbricati cuneiformi su una sottocostruzione in acciaio e pannelli applicati orientati alternativamente a destra e a sinistra. Il risultato è un’interessante facciata
plastica che ricorda una molla caricata con un insolito gioco di
tensioni. Al contempo, le finestre disposte irregolarmente non si
rivolgono direttamente all’edificio antistante, bensì accompagnano lo sguardo dell’osservatore fino al lago: le facciate ventilate riescono a fare anche questo.
Anche la nuova università di Lucerna è un esempio delle molteplici possibilità creative offerte dalle facciate ventilate. In un vicolo all’ombra del centro culturale e congressi KKL, proprio dietro
alla stazione ferroviaria centrale di Lucerna, l’ex edificio postale
doveva brillare di una luce nuova. Lo studio Enzmann Fischer AG
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architecture I art I technology I eco
La giornata
dell’architetto CPI
Le nuove frontiere delle facciate ventilate sono state il tema
della giornata dell’architetto ISOVER che, come ogni anno, si
è tenuta anche nel 2013. Focus della manifestazione è stata
la presentazione e il dibattito sui più recenti sviluppi e sui
progetti meglio riusciti del settore da parte dei cinque illustri
relatori citati.
CPI è la piattaforma per il perfezionamento professionale di
Saint-Gobain ISOVER SA. La prossima giornata dell’architetto,
incentrata sulle sfide e le soluzioni nel campo dell’isolamento
acustico, si terrà ad Aarau il 26 febbraio 2014.
Per le iscrizioni e per tutti i dettagli: www.cpisover.ch.
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architecture I art I technology I eco
architecture I art I technology I eco
Fonte: Roger Frei, Zurigo
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Un pentagono in granito
D
a 350 anni, la zona verde del quartiere di Allenmoos a Zurigo
è nelle mani della famiglia Künzler-Blattmann. La signora
Blattmann, 92 anni, conosce molto bene la storia della famiglia.
«Nel podere dove sono cresciuta si vedevano ancora i buchi
dei proiettili della Vecchia Guerra di Zurigo». A quel tempo,
l’amato quartiere residenziale nei pressi del centro secondario
di Oerlikon era ancora una zona di campagna fuori dalla città,
che apparteneva in gran parte agli antenati della famiglia
Künzler-Blattmann.
Alla famiglia è rimasta la casa unifamiliare al civico 94 sulla
Berninastrasse acquistata nel 1945, proprio quella in cui è cresciuta la committente. I coniugi Blattmann si sono stabiliti nella
casa di riposo definitivamente tre anni fa, mentre la vecchia casa
è rimasta così com’era. A questo punto, cosa fare? Il signor e la
signora Künzler hanno rivolto questa domanda all’architetto
Manfred Hasler, titolare di BALI Bau- und Liegenschaften GmbH.
Dopo uno studio di fattibilità completo di calcolo della redditività,
è risultato subito chiaro che non conveniva ristrutturare un edificio di ormai 70 anni. Meglio sfruttare al massimo tutte le possibilità edilizie offerte dal terreno, raro e costoso in un centro cittadino. Per via della topologia del fondo e dell’urbanistica della città
di Zurigo si sono rese necessarie soluzioni creative.
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L’architetto Manfred Hasler e il suo team hanno progettato una
pianta a forma di pentagono irregolare perfettamente integrata
nel fondo esistente. In questo modo, al posto della piccola casa
unifamiliare, si poteva realizzare un edificio a cinque piani con sei
appartamenti. Alla fine, molteplici studi hanno portato a una soluzione mista con un appartamento da 5 stanze, due trilocali, due
bilocali e un attico con 4 stanze, tutti con piccolo vano aggiunto.
Così facendo è stato raggiunto un risultato ottimale sia dal punto
di vista sociale (buona eterogeneità degli inquilini) che da quello
economico (rischio distribuito della domanda).
La tromba delle scale, che funge da zona di accesso per la sua
collocazione al centro del corpo edilizio, permette agli appartamenti di beneficiare di una più ampia superficie esterna e di molta luce. Tuttavia, anche quest’area doveva essere esposta alla
luce naturale. L’accorgimento è stato quindi un insolito e curioso
sistema di conduzione della luce che passa attraverso l’attico e
che illumina la tromba delle scale, altrimenti cieca.
Molta importanza è stata accordata alla facciata esterna. Il fondo
è attiguo a un piccolo bosco che funge da meravigliosa cornice
per il nuovo edificio.
L’idea di una parete ventilata in legno è stata subito respinta a favore della pietra, che stacca in modo complementare ed elegante
dal bosco. Gli studi relativi a una facciata in ardesia naturale producevano un contrasto troppo scuro e anche il costo sarebbe stato eccessivo per il budget a disposizione. Una delle soluzioni più
economiche restava sempre la facciata compatta intonacata. Ma,
al posto dell’intonaco, si è deciso di impiegare la pietra. Così, è
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iniziata la ricerca di un’adeguata lastra in pietra: la scelta è ricaduta sull’azienda Ganz Baukeramik, che propone una nuova lastra in
ceramica molto simile a una piastra in granito Valser. La ceramica
presenta infatti diversi vantaggi rispetto alla pietra naturale: per
esempio, non sono presenti venature che potrebbero danneggiarla a causa del gelo. In più, la ceramica può essere lavorata con
spessori minori, di conseguenza pesa meno.
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Pianta
& FDPHUD
P
& FDPHUD
P
&
EDJQR
& DQWUDWD
DVFHQVRUH
P
& WRLOHWWH
P
P
& FDPHUD
+3 JDEELDGHOOHVFDOH
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& DQWUDWD
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& WRLOHWWH
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& FXFLQDVDORWWR
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P
ORFDOL
& FXFLQDVDORWWR
P
EDOFRQH
P
1° piano
ORFDOL
P
Così si è optato per il «granito ceramico». Durante la ricerca di un
fornitore affidabile per la facciata, i progettisti si sono imbattuti nell’azienda Marmoran. Questo fornitore del gruppo Saint-Gobain Weber
è stato in grado di supportare il team di BALI di Manfred Hasler
nello sviluppo tecnico dei dettagli e di offrire un’importante garanzia
di sistema anche ai committenti.
Dal punto di vista architettonico, la struttura amorfa del corpo
edilizio richiedeva un elemento di congiunzione. In questo caso
sono stati realizzati elementi a cintura in calcestruzzo fibrorinforzato che ricordano la forma di una struttura a piani. Per fare ciò,
il produttore ha dovuto creare uno stampo speciale per produrre
cinture lunghe complessivamente 140 metri che potessero essere lavorate sulla base di altre dimensioni.
L’immobile è all’avanguardia in termini di efficienza energetica e
soluzioni ingegneristiche, anche se l’aspetto Minergie non è stato
intenzionalmente considerato a causa di problemi con la ventilazione controllata. La pompa di calore con sonde di terra, che ha
richiesto una duplice perforazione di 250 metri, non solo riscalda
efficacemente l’edificio, ma è anche dotata di un sistema regolabile di «free cooling», che, in estate, restituisce calore al terreno e
rinfresca gli ambienti interni «free», cioè praticamente gratis.
L’isolamento con le piastre «Marmopor PLUS 031» contribuisce
al riscaldamento e al raffrescamento con un dispendio minimo
di risorse.
Le cucine, che presentano un piano di lavoro scuro in granito ed
eleganti ante prive di maniglie, sono dotate di un forno a induzione
e di due forni combinati per soddisfare qualunque esigenza. Ogni
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ambiente, compreso il bagno, è accessibile mediante un sistema
multimediale. L’accesso a Internet, musica e TV è controllato centralmente. La pavimentazione in ceramica con effetto travertino e
ardesia e le pareti con un sobrio intonaco bianco coronano un
progetto riuscito.
L’entusiasmo dei committenti è enorme e anche gli inquilini
sono felici di abitare in appartamenti dotati di tutti i comfort tipici
di una casa di proprietà, in una posizione tranquilla e centrale
della città.
Categoria
Dimensioni
Superficie
del fabbricato
Superficie
del fondo
Committenti
Architettura
Direzione dei lavori
Sistema
Ceramica
edilizia residenziale
6 appartamenti
190 m2
963 m2
Künzler Christine e Ulrich, Hedingen
BALI Bau + Liegenschaften GmbH, Zurigo
BALI Bau + Liegenschaften GmbH, Zurigo
Isolamento termico esterno Spleiss AG
MARMORAN CERAMO
Ganz, Baukeramik AG,
gres porcellanato strutturato
FontiFotografie:
Franco Luccarini, Saint-Gobain Weber SA
BALI Bau + Liegenschaften GmbH, Zurigo
Fam. Künzler
Theodor Stalder, Thema Fotografie GmbH,
Zurigo
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a
Progetto principale 2
SüdPark, Basilea
Queste finestre sono insidiose. Quando il treno parte, il viaggiatore continua a guardarle cercando un punto fisso e uno schema. Ne esistono tanti, piccoli e grandi. Linee ed angoli sembrano
ballare sulla facciata. Eppure sono in equilibrio, le aperture sono
bilanciate, le irregolarità troppo regolari per essere frutto di un
capriccio. Tutto questo deve avere una logica.
Una facciata a tutto campo!
L
a logica è intrinseca al sistema. La facciata del SüdPark, situato nel quartiere Gundeldinger di Basilea, è il tentativo di mettere a frutto nell’edilizia attuale le varie forme di finestre derivate
dallo Storicismo. «Assume in sé la molteplicità dell’ambiente, la
traduce e la riflette, reinterpretando in chiave attuale il tema tradizionale della facciata a intonaco. Quest’articolata realizzazione
nel centro cittadino racchiude in realtà molte facciate, trasforma
il grande stabile in un punto di riferimento e lo inserisce nel quartiere», così Herzog & de Meuron spiegano il loro concetto.
SüdPark Realizzazione elementi montaggio
SüdPark
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La disposizione compositiva
apparentemente libera è il
risultato di una programmazione
parametrica compiuta in
collaborazione con il Politecnico
Federale di Zurigo (ETH).
214.1SüdPark Baufeld D
1 Baufeld 214.1
B
2 Passerelle
3 Baufeld D
Il semplice percorso verso la molteplicità
Il materiale di partenza per la progettazione della facciata del
SüdPark è costituito dai vari quadrilateri che, per trasformazioni
geometriche, si fondono l’uno nell’altro creando complessi moduli di finestre. All’inizio il numero di variazioni era eccessivo, difficilmente attuabile e quasi incontrollabile dal punto di vista architettonico. Il team di Herzog & de Meuron ha quindi selezionato un
numero limitato di moduli e li ha ulteriormente sviluppati. La composizione apparentemente libera dei diversi formati risulta in realtà da una programmazione parametrizzata della facciata, che è
stata eseguita in collaborazione con la cattedra di CAAD del prof.
Ludger Hovestad del Politecnico di Zurigo. Le dodici forme di finestra liberamente combinabili si fondono in sinuose fasce orizzontali non solo per creare un’immagine dinamica, ma anche per
illuminare l’interno con i molteplici effetti della luce diurna, offrendo prospettive e panorami insoliti, anche casuali. In determinati
punti la facciata si riflette anche all’interno, formando degli intradossi utilizzabili come sedute o superfici di appoggio. All’esterno,
le singole finestre sono inquadre da cornici in alluminio di colore
armonizzato alla facciata. La finitura color argento opaco è
ottenuta con un intonaco sintetico normalmente reperibile in
commercio.
SITEPLAN
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1
2
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20
1:2000
SüdPark Lotto D
1 Lotto B
2 Passerella
(Railway Station)
3 Lotto D
3
SITEPLAN
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10
20
1:2000
SüdPark progetto del sito, © 2013, Herzog & de Meuron Basilea
costruzione su ogni piano. Un sistema duale di carichi concentrati compensa eventuali deformazioni della costruzione grezza. Oltre a soddisfare in maniera documentabile i criteri di fisica della
costruzione e statica, la facciata è stata costruita secondo criteri
antisismici in considerazione del più elevato rischio di terremoti a
Basilea (area a rischio 3). La superficie interna dei muri è costituita da uno strato di lastre in gessofibra e uno di lastre in cartongesso lisciate e stuccate (Q3), completate da tinteggiatura finale.
Tutti i condotti e le cavità necessari per gli impianti domestici, in
particolare per i cavi elettrici, sono stati integrati nella superficie
muraria. Al dinamismo esterno si contrappone infine la tranquilla
articolazione della facciata del cortile interno, costituita quasi interamente da vetrate. Con una superficie di circa 1200 m², il cortile interno funge da zona d’incontro e relax per gli ospiti della
residenza per anziani e gli impiegati che lavorano nel SüdPark.
Fare acquisti, lavorare e abitare nel SüdPark
Le aree a uso commerciale sono suddivise tra la Coop, che dispone di una superficie di vendita di 4200 m2, e la Banca cantonale
basilese che, con i propri uffici e servizi, occupa una superficie di
5600 m2. La residenza per anziani della fondazione Atlas offre
uno spazio di circa 12 000 m² in cui abitare e vivere. 103 appartamenti a misura di anziano e 26 camere per persone che necessitano di cure consentono di fornire un’assistenza completa.
La progettazione dei dettagli è «elementare»
Per realizzare la complessa geometria della facciata era necessario un sistema di costruzione pianificabile e flessibile. Per questo
progetto, la ERNE Holzbau ha specificamente sviluppato un sistema modulare non infiammabile, costituito da una leggera sottostruttura in acciaio. Gli elementi sono applicati in basso e restano
mobili in alto. I carichi sono stati quindi trasmessi al corpo della
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Oggetto
Utilizzo
Dimensioni
Wohn- und Geschäftshaus SüdPark, Basilea
residenza per anziani, uffici, servizi e
commercio al dettaglio
superficie dell’immobile ca. 6200 m2,
superficie dei piani ca. 37 000 m2,
volume dell’edificio ca. 133 000 m3,
superficie della facciata ca. 10 000 m2
Costi
dell’impianto
ca. CHF 80 mil.
Tempistica
concorso 2002, progettazione esecutiva
2008 – 11, periodo di costruzione 2008 – 12
Committente
FFS Immobili, Development regione Centro/
Ovest, Olten
Architetti
Herzog & de Meuron, Basilea
Progettazione
generale ARGE GP SüdPark, Herzog & de Meuron e
Proplaning Architekten AG, Basilea
Costruzione della
facciata
Erne Holzbau AG, Laufenburg
Costruzione a
secco G. Canonica AG, Basilea; Rodoni AG, Basilea;
Canonica + Lotti AG, Basilea; Wandart AG,
Münchenstein
Prodotti
pareti a secco Rigips 12 000 m2,
controsoffitti 2500 m2, strutture per campata
lunga StilPrim 500 m, soffitti acustici Rigiton®
Fotografo
Daniel Erne, Berlino
Autore
Andreas Stettler
Fonti
Herzog & de Meuron, Basilea; «FFS, SüdPark
Basilea: fotografie, interviste e resoconti della
realizzazione»; Erne Holzbau AG, Laufenburg;
rivista specializzata «Fassade» 3 / 2013
Un’opera d’arte sul
Lago di Constanza
A
malapena visibile dal Lago di Costanza, il progetto edilizio
è sapientemente integrato nel paesaggio dolcemente digradante. La struttura naturalmente d’effetto a un primo sguardo e
la sua integrazione nell’amena regione della Svizzera orientale
hanno richiesto un’accurata progettazione. Nonostante l’ampia
ristrutturazione del complesso di quasi 1000 m3 (come espressamente richiesto dal committente, senza cantina!), lo si scorge
solo a un’osservazione più attenta. Sul lato nord e sud del soggiorno, disposto parallelamente alla riva del lago, spicca una vetrata continua a tutta altezza, che garantisce costantemente una
vista magnifica.
Dalla parte svizzera del lago, lo sguardo è inevitabilmente rivolto
a nord. Per poter sfruttare al meglio la luce solare e per godere
della vista più straordinaria sul lago, sono stati adottati ulteriori
accorgimenti.
Sotto al piano superiore leggermente inclinato, è sorta una zona
living con pavimentazione in pietra naturale di oltre 200 m², specchiata con il sistema BETOGLASS® sul lato meridionale, grazie al
quale il lago sembra il naturale proseguimento e confine ottico,
nonostante la vista orientata verso sud.
Inoltre, la zona living dotata di comodi divani è stata collocata più
in fondo, in modo da non ostacolare la vista sul panorama. Anche
la cucina inserita in un piccolo spazio cubico persegue lo stesso
obiettivo: una vista idilliaca sul lago.
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Il piano superiore è stato
concepito, sin dall’inizio, come
elemento scultoreo.
Il piano superiore è stato concepito, sin dall’inizio, come elemento
scultoreo. Per via della posizione del lago, non era possibile creare elementi tridimensionali dotati di aperture: per questa ragione,
si è optato per le decorazioni floreali. La tonalità estremamente
scura è stata ottenuta senza difficoltà con la tecnologia TSR di
MARMORAN. L’elemento è posto sopra una scultura sinuosa.
Questa non è altro che la tromba delle scale, isolata e intonacata
con elementi EPS fresati al laser.
Dalle direttive relativamente semplici del committente, attraverso
la progettazione creativa e l’accurata realizzazione pratica, è nata
una vera opera d’arte. Il gruppo di progettisti, direttori di cantiere,
artigiani e fornitori ha sapientemente realizzato il progetto edilizio,
ottenendo la massima qualità.
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Le innovazioni nascono dalla passione
È con questo principio che Oliver Lussi e il suo team elaborano
ogni progetto. Prioritaria è un’assistenza a 360 ° dei clienti, che
tiene conto di tutti gli aspetti della più pregiata architettura. Idee
e intuizioni devono essere concretizzate in un progetto in cui tutto
il team investe tempo e passione per soddisfare appieno i requisiti stabiliti. La collaborazione franca e a stretto contatto con vari
architetti, nel caso specifico con Tec Architecture di Los Angeles,
è di primaria importanza, al fine di coniugare design, alta qualità,
costi e scadenze.
Oliver Lussi
MLR Baumanagement GmbH in Dettighofen / Lengwil
MLR Baumanagement GmbH
La forma curvilinea
è stata realizzata
grazie a elementi EPS
fresati al laser.
Immobile
Uso
Architetto
Assistenza
cantiere
Esecutore
Prodotto
MLR Baumanagement GmbH, Dettighofen
Gips In AG, Tägerwilen
Marmopor Plus 200 mm / Doppio KA60.100 /
Carrara 1 mm
Verniciatura con colore al silicone Marmoran
TSR (Total Solar Reflectance) ottimizzata
Autore Franco Luccarini, Saint-Gobain Weber SA
Fonti
Fotografie:
Franco Luccarini, Saint-Gobain Weber SA
Visualizzazione:
MLR Baumanagement GmbH, Dettighofen
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nuova costruzione
casa unifamiliare con abitazione supplementare
tec ARCHITECTURE Suisse AG
a Ermatingen e Los Angeles
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Casa Martini,
Monte Carasso
Chi ha paura dei muri?
Chi afferma ciò, di certo non disdegna i muri, anzi Giacomo
Guidotti ha con essi un particolare rapporto. Nel luogo in cui
svolge la professione di architetto, il comune ticinese di Monte
Carasso, le parcelle sono piccole, le distanze tra le case ancora più ridotte e la relazione con i muri è decisiva per la quiete
di vicinato.
P
er gli addetti ai lavori, Monte Carasso è una mecca dell’architettura conosciuta in tutto il mondo. Qui si applicano norme edilizie
diverse rispetto al resto della Svizzera, da quando Luigi Snozzi, alla
fine degli anni ’70, ha avviato l’esemplare rivitalizzazione del paese
che conta 2500 anime. Su sua iniziativa, il comune ha ridotto le
250 norme edilizie a sette, semplificando il diritto di costruzione a
distanza ravvicinata e raddoppiando l’indice di sfruttamento. Ciò significa che su un fondo di 100 m2 è possibile costruire per 100 m2.
Il risultato è un’alta concentrazione di edifici, lasciando che le discussioni in merito animino il resto della Svizzera. Migliaia di appassionati di architettura si recano in pellegrinaggio nel sobborgo di
Bellinzona per ammirare i lavori, discreti e ridotti al loro minimo
formale, di Snozzi e dei suoi allievi.
Ovunque calcestruzzo a vista
Visitare Monte Carasso è come fare un gioco di scoperta itinerante:
chi avvista per primo il prossimo cubo di calcestruzzo? Sicuramente
nessun altro luogo è così costellato di case uni e plurifamiliari in
calcestruzzo, simili l’una all’altra e di dimensioni piuttosto ridotte.
Ne è un esempio l’abitazione della signora Martini, che tuttavia,
essendo sul confine del paese, gode del privilegio, raro a Monte
Carasso, della lontananza. Rappresentativo per tutti gli edifici simili
nel paese, il progetto architettonico di questa casa unifamiliare
affascina per la sua estrema compattezza, la sua essenzialità e,
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nonostante questo, la creativa forza espressiva. Perché calcestruzzo a vista? Giacomo Guidotti dello studio Guidotti Architetti spiega:
«Luigi Snozzi ha una nota predilezione per questo tipo di costruzione. È stato lui a tracciare la strada che viene oggi seguita dagli altri
architetti. Questo però non è l’unico motivo: il calcestruzzo è anche
un sostituto della pietra, un riferimento al paesaggio montano che
ci circonda e alla centenaria tradizione delle case in pietra delle
nostre valli.» Per di più, il calcestruzzo è il materiale che si presta
meglio a rappresentare il progetto urbanistico di Monte Carasso.
Quest’elemento consente infatti un’alta concentrazione costruttiva,
rendendo possibili soluzioni architettoniche adeguate anche su piccole parcelle. Giocano inoltre a favore di questa tipologia costruttiva
la sua capacità portante e la sua resistenza all’usura.
Profonde modifiche alle condizioni di vicinato
Chi pensa che la modifica dei regolamenti edilizi di Monte Carasso
sia per tutti solo un caso fortunato di burocrazia, si sbaglia. È vero
che il valore dei fondi è aumentato grazie al maggiore indice di
sfruttamento, almeno su carta. Tuttavia, se la nuova casa vicina
dista solo due metri da un immobile già esistente, gli effetti per il
vivere comune non possono che essere di ampia portata. Le abitudini vengono sconvolte, i confini fisici e della tolleranza si spostano.
La propria parete di casa potrebbe trasformarsi nella porta di calcio
dei bambini che abitano accanto, e il piccolo fazzoletto d’erba tra le
due case potrebbe diventare uno spazio esterno comune. A favore
dei muri, Guidotti puntualizza: «Se il vicino confinante vuole costruire una tettoia per l’auto, allora meglio direttamente sul confine della mia proprietà che ad una distanza di solo due metri.» Nella migliore delle ipotesi, la parete posteriore può creare un nuovo, intimo
spazio esterno, dove magari posso mettere un tavolo e una sedia,
una scultura o pianta.
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«Dal nostro punto di vista
la combinazione di
cemento a vista e pannelli
in gesso è una soluzione
semplicemente pratica
e vantaggiosa».
Giacomo Guidotti, Architetto
Pianta pianterreno
Pianta 2° piano
Sezione I - I
Fuori calcestruzzo, dentro gesso
Le nuove case hanno un aspetto sobrio e la loro materializzazione è
semplice e coerente, anche nel caso di Casa Martini. Il calcestruzzo
a vista è la struttura portante e il rivestimento esterno che dà la
forma all’edificio. L’interno è rivestito con solette miste in gesso Albatherm, ovvero superfici allo stesso tempo coibentate e finite. Una
volta stuccate le attestature, si può passare direttamente all’imbiancatura. Con la combinazione di calcestruzzo a vista e solette in gesso, Guidotti ha lanciato una tendenza locale? «Nient’affatto», fa segno di no l’architetto, «secondo noi questa è semplicemente una
soluzione pragmatica e conveniente.» Infatti, secondo l’architetto
ticinese, il preconcetto che il calcestruzzo sia caro si rivela errato se
alla costruzione convenzionale in muratura si aggiungono, in base
alle forme, pilastri, isolamento esterno e vari strati di rivestimento
superficiale.
L’arte di costruire su terreni ridotti
Giacomo Guidotti, titolare insieme alla sorella dell’omonimo studio,
ha realizzato solo a Monte Carasso cinque case secondo questo
schema. Realizzare Casa Martina è stato particolarmente stimolante, perché sorge praticamente sul confine comunale. L’edificio impone il suo lato destro alla casa dei vicini e al quartiere, mentre a
sinistra la vista verso sud è libera, direttamente sui prati e sul bosco
oltre il ruscello. La facciata principale è rivolta verso la piazza del
paese. Qui il muro di confine del comune impedisce la vista, ma al
contempo fa sì che l’abitazione supplementare al piano terra sia
circondata da una sorta di hortus conclusus e protetta dagli sguardi. I due piani superiori, sporgenti e senza pilastri, si aprono invece
verso il paesaggio, facendo dimenticare la ristrettezza dello spazio
sul quale sorge la casa.
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Pianta 1° piano
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Immobile
Casa Martini, Monte Carasso
Uso
casa bifamiliare con abitazione supplementare
Dimensionisuperficie lorda per piano 267 m2,
volume 894 m3
Durata
costruzione
1 anno
Committente
signora Rossana Martini
Architetti
Guidotti Architetti, Monte Carasso
Costruzione
a secco
Silvano Scialpi, S. Antonio
Prodotti
Albatherm 140 cm: 300 m2
Autore
Andreas Stettler
Fonti Guidotti Architetti, Monte Carasso; Rigips SA;
Wikipedia
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Progetto principale 3
Modelhof, Müllheim
Ad una prima occhiata superficiale sembra un edificio storico
restaurato, ma guardando meglio, si scopre una nuova costruzione insolita e straordinaria. Il Modelhof, edificio che prende il
nome dal suo committente, dividerà probabilmente anche i lettori di Artec in due o tre schieramenti. La qualità architettonica
dell’opera farà forse discutere, ma questo è solo uno degli aspetti di questa costruzione.
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Passato e presente
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aniel Model, il committente che dà anche il nome all’edificio,
non è uno sconosciuto. È amministratore delegato del gruppo
Model, l’impresa di imballaggi con oltre 130 anni di storia, che ha
sede a Weinfelden e un organico di circa 3000 persone. Model
però è anche un visionario, un libero pensatore dalle idee originali,
che da anni provoca e polarizza l’opinione pubblica con la sua
idea di uno stato libertario chiamato «Avalon». Per questo il
Modelhof viene spesso definito il palazzo sede del governo.
Questa definizione però è riduttiva, essendo questo uno spazio
che ospita le più disparate attività sociali, culturali e filosofiche, ma
anche di ricerca e istruzione. Altrettanto originale e fuori dagli
schemi è lo sviluppo del progetto.
Istinto e ragionamento
Già solo il fatto che il progetto sia opera di scultori e non di architetti non lascia indifferenti. I collaboratori della vicina scuola di
scultura di Müllheim, su tutti il suo direttore Urs Strähl e il figlio
Jwan, hanno dato forma alle loro idee, producendo un modellino
in scala 1 : 20, prima di passare alla fase di realizzazione. Una
progettazione dinamica ha reso possibile l’attuazione di scelte
nate d’istinto e modifiche, pensate durante la costruzione e discusse nelle riunioni giornaliere. «Eccomi!» pare esclamare con
sicurezza l’edificio. Non da ultimo, la sua presenza imponente
suscita interesse per la sua dimensione e la sua struttura massiccia: nessun rivestimento della facciata, ma blocchi di arenaria di
uno spessore fino a 40 cm, una cupola, la cui armatura interna ed
esterna poggiano sulla stessa struttura portante, nessun ornamento superfluo.
esclusivamente dalla regione e dalla Svizzera: arenaria Rorschacher
per le murature esterne, gneiss ticinese per lo zoccolo, legno di
rovere proveniente da boschi regionali, usato anche per il riscaldamento.
Nessun tabù intellettuale
Le premesse umane ed etiche del lavoro della committenza e
della direzione lavori hanno avuto effetti straordinari anche sul
cantiere. Grazie alla mancanza di qualsiasi tabù e all’accettazione
di qualsiasi punto di vista al fine di sperimentarlo, si è creato un
eccezionale senso di comunità. Anche la pausa pranzo è stato un
momento da trascorrere nella vicina scuola di scultura. «Ci siamo
sentiti particolarmente motivati e presi in considerazione. Cosa
che accade raramente durante i lavori di costruzione», spiega entusiasta Jwan Strähl. La mancanza di musica, per esplicita indicazione di non portare radio in cantiere, ha permesso una maggiore capacità e possibilità di ascolto per ogni artigiano. «Tutti
hanno dimostrato un impegno incredibile.» Questa attenzione ha
evitato numerosi errori e ha permesso anche molti lavori di ottimizzazione, con effetti positivi anche in termini di costi.
Il principio strutturale: la curva di Cassini
Iwan Strähl, direttore lavori presente fin dal primo schizzo, si difende dall’accusa secondo cui il Modelhof sarebbe un edificio
storicizzato, dal look per così dire retrò. «Abbiamo utilizzato standard classici per creare qualcosa di nuovo e non una ripetizione
del passato. Dall’attenta combinazione di linee curve e dritte abbiamo ottenuto, per così dire, la quadratura del cerchio, proprio
come ha detto una volta il committente», dice Strähl in merito alle
considerazioni progettuali. Tra queste anche la curva di Cassini
(anche curva di transito), che è il risultato di diverse curve e prende il nome dall’astronomo e matematico italo-francese Cassini.
Questo elemento strutturale caratterizza l’intero progetto, dalla
scala d’accesso al tetto, dalle finestre fino ai punti luce. Per l’intero progetto sono stati scelti materiali sostenibili, provenienti quasi
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Finestre come occhi
Lo stile architettonico del Modelhof ricorda, innegabilmente e nonostante qualsiasi dichiarazione, un’architettura del XVIII secolo.
Per questo sono state montate delle inglesine. L’azienda specializzata in questo settore è la Vogel Fensterbauer AG di Goldach. A
differenza della sua antenata di 250 anni fa, la Vogel oggi è in
grado di produrre telai più grandi e allo stesso tempo in filigrana,
attraverso i quali può penetrare nelle stanze il massimo della luce.
Questo riduce non solo il peso effettivo sulla costruzione, ma con-
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ferisce anche un aspetto più leggero agli «occhi delle finestre»,
come le chiama Jwan Strähl, e quindi all’intera facciata. «Senza le
traverse, le finestre sarebbero sembrate dei buchi», spiega convinto Jwan Strähl. Visto che il Modelhof non è un edificio storico,
si è deciso di usare anche del normale vetro in lastre, invece
dell’ondulato vetro tirato. Anche questo vetro isolante a due strati
viene prodotto in Svizzera, a poca distanza dal Modelhof.
Immobile Modelhof, Müllheim
Usocentro culturale, scuola, accademia, biblioteca
Dimensionisuperficie del fondo 5000 m2, superficie del
fabbricato 1000 m2, volume 16 000 m3
Scadenze
durata della costruzione 2 anni
Committente
Daniel Model
ArchitetturaUrs Strähl, Müllheim,
Eckhardt & Strähl Bauatelier, Müllheim
Costruzione
finestre
Vogel Fensterbauer AG, Goldach
VetroGlassolutions®, Kreuzlingen
ProdottoClima Plus Ultra N, warm edge
(«bordo caldo») Swisspacer
Autore
Fonti
Andreas Stettler
Jwan Strähl, Müllheim; www.modelhof.ch
Oggi l’acustica dell’Hallenstadion di Zurigo non lascia più nulla a desiderare –
anche grazie all’isolamento acustico di Saint-Gobain ISOVER SA. Dopo la ristrutturazione, i disturbi dovuti all’effetto Hall sono ormai un ricordo del passato.
Isolamento acustico ottimale dell’Hallenstadion
L’Hallenstadion di Zurigo è stato completamente risanato quasi
dieci anni fa, aggiungendo un ridotto moderno e portando l’intera infrastruttura all’ultimo stato dell’arte. L’isolamento acustico poneva requisiti particolari, ma l’esperienza acquisita
dimostra che la lana di vetro di Saint-Gobain ISOVER SA può
vincere la sfida.
P
rima che fosse ristrutturato e ampliato tra il 2004 e il 2005,
l’Hallenstadion era famoso per vari eventi tra cui i concerti entusiasmanti di star mondiali come Louis Armstrong, gli
ABBA o i Kiss, le avvincenti partite di hockey su ghiacchio degli
ZSC Lions, le gare di ciclismo sulla pista più veloce del mondo,
i combattimenti di wrestling o gli spettacoli da Art on Ice fino
all’Aida. Il più grande palazzo dello sport multifunzionale della
Svizzera era però tristemente noto per la sua acustica. «In pas-
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architecture I art I technology I eco
40
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architecture I art I technology I eco
sato i provvedimenti acustici erano praticamente inesistenti, se
si escludono alcune tende e un po’ di lana isolante aggiunta
dietro il vecchio tetto inclinato», racconta Felix Frei, direttore
dell’AG Hallenstadion. «Durante alcune manifestazioni si doveva
persino staccare la ventilazione, perché disturbava il suono». Di
conseguenza, non era raro che arrivassero reclami da visitatori
e organizzatori per il «pessimo suond». L’acustica non era più
all’altezza di una moderna struttura per eventi, che ospita attualmente 160 manifestazioni all’anno con circa 900 000 visitatori.
Risanamento totale per una sede moderna
Tra giugno 2004 e luglio 2005, l’Hallenstadion è stato quindi
sottoposto a un risanamento totale con l’aggiunta di un nuovo
avancorpo per un costo complessivo di 145 milioni di franchi.
L’infrastruttura prima rudimentale è stata completata con ridotti, punti di ristorazione e sale convegni, intervenendo anche sui
guardaroba e sugli impianti sanitari ormai obsoleti. È stata inoltre
migliorata la sicurezza e ampliata la multifunzionalità, in modo
che l’Hallenstadion potesse ospitare anche competizioni di atletica leggera e tornei di tennis. Sono state inoltre realizzate nuove
rampe che consentono l’accesso degli autoarticolati, riducendo
così i tempi di allestimento e di smontaggio. Tra gli scopi dell’intervento figurava anche il miglioramento dell’acustica.
Il punto debole della copertura senza pilastri
In origine, l’Hallenstadion aveva un tempo di riverberazione di
16 secondi – del tutto sufficiente per le esigenze del 1939, quando
fu inaugurato come il più grande palazzo dello sport d’Europa. Il
architecture I art I technology I eco
risanamento compiuto negli anni ’70 lo aveva ridotto a 8 secondi,
valore comunque inadeguato per i grandi concerti e le opere
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architecture I art I technology I eco
liriche, che stavano incontrando un crescente apprezzamento.
Abbassare ulteriormente il tempo di riverberazione costituiva una
vera e propria sfida per l’edilizia: all’epoca della sua inaugurazione,
l’ambiente ovale lungo 121 metri e largo 106 era il primo del suo
genere ad avere una copertura tanto estesa senza pilastri di sostegno. L’architetto Karl Egender aveva progettato il tetto sostenendolo unicamente con quattro grandi montanti posti ai bordi delle
tribune. La struttura in acciaio copriva complessivamente una superficie di base di 5500 m2, completando ciò che tuttora costituisce un capolavoro di architettura. Tuttavia, era proprio l’assenza
di pilastri a porre il problema, perché il miglioramento della qualità
acustica non poteva esercitare carichi aggiuntivi sulla copertura.
La soluzione dei pannelli isolanti leggeri
Il produttore di materiali isolanti Saint-Gobain ISOVER SA ha raccolto la sfida. L’azienda realizza materiali isolanti di alta qualità in
lana di vetro che, a parità di prestazioni, risultano notevolmente
più leggeri rispetto ad altri prodotti. Per questo intervento sono
stati utilizzati i pannelli isolanti ISOVER PB F. Si tratta di pannelli
indeformabili da 60 millimetri di spessore, realizzati in lana di vetro
con un peso specifico apparente di 40 kg / m3 e un coefficiente di
assorbimento acustico medio dello 0,86. Per apprezzare la qualità
di questo prodotto, basta considerare che un pannello in lana di
roccia deve pesare più del doppio per raggiungere lo stesso risultato. Sfruttando la porosità del materiale per quest’applicazione,
il potere fonoassorbente e quindi il coefficiente di assorbimento
acustico, in particolare dei toni bassi, è stato migliorato al punto
tale da ottenere un eccellente valore di 0,92 – mentre il peso ridotto dei singoli elementi ha reso superfluo il rinforzo della struttura
portante. I pannelli in lana di vetro soddisfano anche requisiti este-
tici: il loro colore nero crea un effetto ottico che li fa «scomparire»
nel tetto dietro i riflettori. Una volta conclusa l’installazione di questi pannelli, il tempo di riverberazione è risultato inferiore ai due
secondi con il palazzo dello sport pieno. A seguito del risanamento
dell’Hallenstadion, la Saint-Gobain ISOVER SA ha compiuto altri
progressi nello sviluppo del materiale, migliorando ulteriormente le
caratteristiche di isolamento acustico della lana di vetro.
Un risanamento senza stonature
«In combinazione con altri elementi come la speciale struttura a
lastre nelle logge, i sedili imbottiti, i pannelli isolanti, le tende per
la vecchia parete della pista di ciclismo e tant’altro ancora, l’isolamento fa sì che oggi l’Hallenstadion possa vantare un’acustica
eccellente per un edificio del suo genere»: spiega con entusiasmo
Felix Frei. «L’effetto Hall è normalmente quasi impercettibile». Frei
spiega che, dopo gli eventi, i tecnici del suono hanno fornito riscontri a conferma di questa impressione soggettiva. Di tanto in
tanto arriva ancora qualche reclamo di visitatori per l’acustica, ma
il loro numero è drasticamente calato dopo la ristrutturazione. Nella
maggior parte dei casi, tuttavia, le lamentele hanno per oggetto il
lavoro insoddisfacente dei tecnici del suono e non le caratteristiche
dell’edificio. «Grazie alla ristrutturazione, l’Hallenstadion ha raggiunto un livello ottimale in termini di acustica», spiega Felix Frei.
«È ben difficile migliorare questo risultato con altri provvedimenti
di costruzione. Ora quello che fa la differenza è la qualità degli
impianti e l’abilità dei tecnici del suono, che seguono le tournée
degli artisti».
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a
architecture I art I technology I eco
Didascalie
Fotografie: AG Hallenstadion
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41
a
Un connubio perfetto di
prestazioni e design
MARMORAN coniuga efficienza energetica, pura e sconfinata
libertà creativa e colori brillanti della gamma RAL.
Da 40 anni l’intonaco di finitura MARMORAN è applicato facilmente
all’isolamento termico esterno nei sistemi di Saint-Gobain Weber SA,
altrettanto facilmente è possibile rivestire una facciata compatta
con elementi in vetro di grandi dimensioni.
Design
on l’innovativo sistema MARMORAN BETOGLASS®, l’azienda
Saint-Gobain Weber SA offre agli architetti esclusive possibilità di design per il comprovato isolamento termico esterno
MARMORAN. Questo innovativo rivestimento per facciate permette di creare liberamente pareti colorate di grandi dimensioni e
di abbinare diverse tonalità e grandezze. Quale ulteriore possibilità creativa, i vetri possono essere addirittura stampati, incisi o
abbinati alle più diverse finiture per intonaco MARMORAN. Le
dimensioni massime degli elementi in vetro, disponibili in tutti i
colori RAL, corrispondono a 1,00 x 2,20 m. La struttura priva di
fughe può essere abbinata anche a ceramica, mosaico in vetro,
gres porcellanato o pietra naturale.
C
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a
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43
a
1
Fissaggio
Attualmente, gli elementi BETOGLASS® sono disponibili in
tutti i colori RAL e con dimensioni fino a 2,20 x 1,00 m.
Possono essere applicati unicamente elementi in vetro che
presentano sul retro uno strato di Polytransmitter compatto
e spesso 2 mm. Weber master-flex 2 funge da collante del
sistema.
2
A pplicazione
Gli elementi vengono posati con uno strato sottile di impasto adesivo (max 5 mm) e con il metodo della doppia
spalmatura (buttering-floating). Ciò significa che weber
master-flex 2 viene applicato sia sul fondo che sugli elementi in vetro. Prestare attenzione a non lasciare cavità
dietro al vetro.
3
tuccatura delle fughe
S
Dopo averle fatte asciugare per almeno 24 ore, le fughe
possono essere stuccate con silicone Weber BG. In funzione del progetto e previo accordo con l’ufficio tecnico, sono
inoltre possibili soluzioni con fughe aperte.
1
Prestazioni
Grazie alla combinazione di elementi in vetro e sistema MARMORAN
«HiCompact 023» (nucleo in PIR con garanzia decennale sul valore Lambda dichiarato di 0,023 W / mK), nasce un involucro edilizio sottile, efficiente dal punto di vista energetico e privo di ponti termici, che le pareti ventilate non riescono a imitare.
2
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3
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Per l’applicazione degli elementi, il Polytransmitter applicato sul
retro gioca un ruolo fondamentale, fungendo da ammortizzatore
per le tensioni che si generano nel sistema e da legante tra il vetro
e il sistema isolante. La superficie così ottenuta offre tutti i vantaggi del vetro: durata, resistenza alla pioggia battente, facilità di pulizia, p.es. dopo un graffito. Il vetro temprato con rivestimento speciale, impiegato con successo da 15 anni sia all’interno che
all’esterno, è approvato dall’ispettorato all’edilizia. L’uso di questo
sistema sottile e robusto è universale: come elemento decorativo
di facciate, come componente strutturale di pareti esterne o come
zoccolo resistente e facile da pulire.
Saint-Gobain Weber SA, azienda leader sul mercato svizzero,
dispone di una competenza ultradecennale nel campo dei sistemi d’isolamento termico esterni e della produzione di malte collanti e per fughe Weber-Favo.
MARMORAN coniuga
efficienza energetica,
pura e sconfinata libertà
creativa e colori brillanti
della gamma RAL.
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Fonti
Fotografie:
Franco Luccarini, Saint-Gobain Weber SA
architecture I art I technology I eco
Saint-Gobain Weber GmbH, Germania
Testo:
Saint-Gobain Weber SA
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45
a
ruolo rilevante per la percezione uditiva nella vita quotidiana. Tuttavia, l’effetto della conduzione ossea sulla percezione della propria voce è nota a coloro che, almeno una volta, hanno ascoltato
la propria voce registrata su nastro.
Una sorgente sonora viene localizzata mediante i seguenti
modelli:
Localizzazione del suono sul piano orizzontale:
A questo proposito, l’udito analizza le differenze di tempo di arrivo e livello del suono tra le due orecchie. Si avranno dunque
direzioni diverse: fronte-retro, sinistra-destra e sopra-sotto.
L’ITD (Interaural Time Difference) rappresenta la base più importante per la localizzazione delle sorgenti sonore. Per via della dimensione della testa (d), l’ITD massima corrisponde a soli
0,63 millisecondi. La differenza temporale minima ancora percettibile è di 0,03 millisecondi. Questo corrisponde a una precisione di localizzazione di 3 ° – 5 °.
8
5
6
9
7
10
1
2
3
4
Dove si trova ciò che ascoltiamo?
L’essere umano non è solo in grado di percepire rumori, ma anche di localizzarli. La localizzazione delle sorgenti sonore è il risultato dell’ascolto binaurale (a due orecchi).
11
∆s
L’acustica architettonica nella
vita quotidiana
Schema dell’apparato uditivo: padiglione auricolare (1), condotto uditivo (2),
membrana timpanica (3), orecchio medio (4), ossicini martello (5), incudine (6),
staffa (7), labirinto (8), coclea (9), nervo acustico (10)
α
d
α
Che importanza ha per noi l’acustica architettonica?
e soluzioni per l’acustica architettonica richiamano alla mente
musica, sale concerto e feste che riguardano la maggior parte
di noi solo occasionalmente e che non ci interessano in modo
particolare.
L
Ma l’acustica architettonica influenza la nostra quotidianità? Se sì,
come viviamo le sue proprietà nel nostro ambiente?
Sentiamo? Allora siamo!
Oltre che il più sfruttato, l’orecchio è forse il più importante e delicato organo sensoriale che ci permette di entrare in contatto con
l’ambiente circostante. Mentre gli occhi possono essere chiusi,
l’orecchio è sempre aperto, anche durante il sonno, pronto a captare qualsiasi suono. Un orecchio sano percepisce anche la minima variazione sonora, non si affatica e ci mette in guardia da
molti pericoli. Al contempo, ci permette di comunicare con l’ambiente circostante, in particolare con i nostri simili. L’udito ci rende esseri sociali.
Come curiamo i nostri sensi?
Per esempio, proteggiamo gli occhi dalle sollecitazioni più estreme con un paio di occhiali da sole e coccoliamo il nostro olfatto
con odori gradevoli e profumi. Oppure proteggiamo la nostra pelle con indumenti e deliziamo il nostro palato con cibi e bevande.
E quali attenzioni riserviamo ogni giorno al nostro udito?
Come ascoltiamo
Il mondo dei rumori, dei suoni e del linguaggio si svela all’uomo
attraverso l’udito. L’apparato uditivo dell’essere umano comprende l’orecchio esterno, medio e interno, il sistema uditivo e i centri
di elaborazione degli stimoli uditivi presenti nel telencefalo e nel
tronco encefalico.
Le onde sonore percepite dall’orecchio sono trasformate in segnali che, grazie alle vie nervose, giungono nel centro uditivo del
cervello, dove sono analizzati e interpretati.
L’udito è un sistema così complesso e preciso nella sua struttura
e nel suo funzionamento che ancora oggi la scienza non è riuscita a identificare e a spiegare nel dettaglio tutti i meccanismi importanti.
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architecture I art I technology I eco
Soglia del dolore
140
100
Percezione della musica
Interpretiamo ciò che ascoltiamo
Una volta convogliati nel cervello dalle vie nervose e dall’orecchio,
i segnali sono analizzati. L’analisi avviene in gran parte nel subconscio per ricavare dai segnali le informazioni importanti. Solo
queste informazioni raggiungono la coscienza, dove poi sono riutilizzate.
Percezion
e del lingu
aggio
60
40
20
Soglia
uditiva
0
0,02
Localizzazione del suono sul piano mediano:
a questo proposito l’udito analizza le risonanze dell’orecchio esterno. Si avranno dunque direzioni diverse: fronte-retro, soprasotto ma non destra-sinistra.
Grazie ai primi due meccanismi è possibile individuare l’angolo
solido entro cui avviene l’emissione sonora e, grazie al terzo, è
possibile individuare la distanza.
120
80
Onde sonore
Distanza della sorgente sonora:
a questo proposito l’udito analizza modelli di riflessione e timbri
anche legati alla memoria.
dB
Il feto umano percepisce già molto precocemente le onde sonore
fuori dal grembo materno e, al quinto mese, è in grado di riconoscere e distinguere le voci. Da questo momento sino alla morte,
l’udito è costantemente in uso e svolge una funzione chiave non
Il sistema descritto di trasporto del suono attraverso l’orecchio
solo per il dialogo tra gli esseri umani ma anche per la sicurezza,
esterno e medio verso l’orecchio interno prende il nome di
influenzando notevolmente la nostra capacità di recepire le
«conduzione aerea». Oltre a questa, esiste anche la cosiddetta
esperienze e il nostro umore. Tuttavia, l’importanza del «buon
«conduzione ossea». Esattamente come la membrana timpanica,
udito» è sempre sottovalutata, come dimostra la diffusa trascuanche l’osso cranico viene stimolato a produrre oscillazioni mecarchitecture
I art I sono
technology
I eco
I art Idei
technology
ratezza
con cui
considerate
le condizioniarchitecture
acustiche
no- I ecocaniche dalle onde sonore provenienti dall’esterno. Tranne che
stri spazi.
per sentire la propria voce, la conduzione ossea, non svolge un
46
Cosa ascoltiamo
L’orecchio umano riesce a percepire unicamente gli eventi acustici situati entro un certo campo di frequenze e livelli di pressione
sonora chiamato anche «campo uditivo». È interessante il fatto
che per l’intelligibilità del linguaggio necessitiamo solo di una piccola parte di questo campo, mentre per la musica abbiamo bisogno di un campo più ampio. La parte restante ci serve per l’orientamento: un sistema con cui monitoriamo incessantemente tutto
ciò che ci circonda, sempre e ovunque, che funziona «dietro le
quinte». Quando ascoltiamo qualcosa, prestiamo attenzione e ci
concentriamo.
α
0,05 0,1
0,2
0,5
1
2
5
10 20
f in kHz
artec
a
Più i segnali che giungono nel nostro cervello sono chiari, più
agevoli sono la loro filtrazione e analisi. Se i segnali sono forteI art I technology
I eco
mente disturbati, il cervello deve produrrearchitecture
uno sforzo
maggiore
per analizzarli.
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architecture I art I technology I eco
47
a
Quando non riusciamo a tenere sufficientemente sotto controllo il
nostro ambiente, diventiamo insicuri e siamo soggetti a forti
stress. Questo può accadere per esempio in una stanza eccessivamente isolata da cui non è possibile sentire ciò che avviene
all’esterno oppure in un luogo troppo rumoroso che ci impedisce
di captare ciò che succede intorno a noi. Nel nostro subconscio
temiamo di comprendere troppo tardi di trovarci in situazioni di
pericolo. Questo genera stress. In questa particolare situazione
l’adrenalina, ormone secreto dalle ghiandole surrenali, determina
un aumento della pressione arteriosa, del tasso di glucosio e del
tono muscolare generale. Questi agenti stressanti indefiniti nella
vita quotidiana dell’uomo generano una reazione corporea ai presunti pericoli. Queste reazioni fisiche, tuttavia, non scompaiono
fuggendo o cercando di contrastarle.
Interessante è il confronto quando le sillabe mancanti sono il 10 %:
Il tempo di river----, espresso con la form---- T60 o anche semplice---- con T, chiamato in inglese RT (----ation time), è il parametro
più cono---- per l’acustica architettonica. Con «---- di riverberazione» si intende l’inter---- temporale durante il quale la pressione
acustica di u--- stanza dimi----a un mille---- del valore del suo
regime stabilito dopo l’interruzione improv---- della sorgente sonora, il che corrispon---- a una diminu---- del livello sonoro pari
a 60 dB.
Nei bambini e negli adolescenti in fase di sviluppo, la scatola cranica e gli organi uditivi cambiano continuamente come il resto del
corpo. Di conseguenza sono diversi anche i segnali analizzati dal
cervello, che, così, produce uno sforzo aggiuntivo. I bambini e gli
adolescenti che fanno molta fatica a seguire le lezioni orali nel
migliore dei casi diventano aggressivi, mentre, nelle situazioni più
gravi, diventano asociali e vengono considerati anche come tali!
Un’aula scolastica con una buona acustica architettonica può migliorare in modo significativo la produttività di 20 allievi. Quale
imprenditore rifiuterebbe questa possibilità a fronte di un investimento di qualche migliaio di franchi?
Cosa c’entra tutto questo con l’acustica architettonica?
Ecco due esempi che rispondono a questa domanda:
Esempio 1: aula scolastica
In un’aula scolastica con una buona acustica e un tempo di riverberazione pari a 0,3 – 0,5 secondi è possibile riconoscere circa il
90 % delle sillabe pronunciate. Questa percentuale si riduce nel
caso di un tempo di riverberazione troppo elevato o di condizioni
acustiche sfavorevoli. Con un tempo di riverberazione pari a
1 secondo, questo valore diminuisce al 70 % circa. Se le sillabe
riconosciute vanno dall’80 al 90 %, l’ambiente presenta condizioni acustiche gradevoli. Con una percentuale inferiore al 60 % non
è più possibile comunicare in modo ragionevole. Se poi si presentano altri ostacoli (lingua straniera, distrazione, ecc.), allora la comunicazione è praticamente impossibile.
Comprendete il seguente testo?
Il tempo di ----, espresso con la ---- T60 o ---- semplicemente con
T, ---- ---- inglese RT (---------------------), è il ---- più conosciuto
per l’---- ---- . Con «---- di riverberazione» si intende l’---- temporale durante ---- la pressione ---- di ---- stanza ---- a un ---- del
valore del suo ---- stabilito dopo l’interruzione ---- della ---- sonora,
il che corrisponde a una ---- del ---- sonoro pari a 60 ----.
Naturalmente leggendo il testo siete in grado di completarlo con
facilità, ma se state ascoltando un discorso enunciato velocemente o una lezione di tre ore, questo esercizio risulterà molto difficile.
Il tempo di riverberazione, espresso con la formula T60 o anche semplicemente con T, chiamato in inglese RT (reverberation
time), è il parametro più conosciuto per l’acustica architettonica.
Con «tempo di riverberazione» si intende l’intervallo temporale
durante il quale la pressione acustica di una stanza diminuisce
a un millesimo del valore del suo regime stabilito dopo l’interruzione improvvisa della sorgente sonora, il che corrisponde a una
diminuzione del livello sonoro pari a 60 dB. Il tempo di riverberazione di una stanza viene calcolato di solito per ogni frequenza centrale di un filtro a bande di terzi con riferimento a una
frequenza di 500 Hz o di 1 kHz o come curva relativa alla sua
dipendenza dalla frequenza, il che non rappresenta però alcuna
risposta in frequenza.
(http://it.wikipedia.org/wiki/Tempo_di_riverbero)
Livello sonoro rel.
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architecture I art I technology I eco
architecture I art I technology I eco
architecture I art I technology I eco
Dimensioni di una sala riunioni
(l x p x h: 6,00 x 4,00 x 2,60 m)
Pavimento:parquet
Soffitto:
calcestruzzo con intonaco in gesso
Pareti esterne: rivestimento in pietra
Pareti interne: leggere in gesso
Inoltre, ampie vetrate, un tavolo in vetro, sei sedie in legno, un
armadio e una libreria in legno.
In questo caso, senza misure acustiche, il tempo di riverberazione è di circa 1,7 secondi. Una conversazione tra quattro persone
all’interno di questa stanza risulterà estremamente faticosa e la
conseguenza sarà un’atmosfera aggressiva.
dB
– 10
Soffitto in calcestruzzo
Soffitto Rigiton elegance
2,0
1,5
1,0
0,5
0,0
125
250
500
1000
2000
4000
8000
Frequenze [Hz]
L’influsso dell’elaborazione relativamente lenta del telencefalo
sarà represso per dare la precedenza ai modelli decisionali schematici del tronco encefalico. Questo è dovuto al cambiamento
nella secrezione della serotonina, importante modulatore corporeo, e della noradrenalina, ormone eccitante, nelle rispettive zone
del cervello.
La reazione degli interlocutori sarà quindi più rapida: se non capiscono qualcosa non chiederanno. E potranno commettere più
errori. La valutazione della situazione da parte del telencefalo,
generalmente più precisa, sarebbe tuttavia troppo lenta in una
situazione pericolosa, e pertanto potrebbe mettere a repentaglio
la nostra vita. In una conversazione senza imminente pericolo di
vita, questa valutazione viene tuttavia a mancare, facendoci percepire gli altri interlocutori come impulsivi e incompetenti.
non tessuto acustico e isolamento da 30 mm). In questo modo il
tempo di riverberazione è stato ridotto a circa 0,35 secondi, valore
ottimale per le sale riunioni e ora le discussioni possono essere
seguite con piacere anche dai portatori di apparecchi acustici. A
questo punto lo stress acustico non esiste più.
In un caso simile, quali misure costruttive possono venire in aiuto?
Nella stanza sopra descritta, il soffitto è stato sostituito da un pannello acustico ultra Rigiton elegance (sul retro rivestito con tessuto
Il comportamento non sarà più dominato dall’istinto primitivo,
bensì potrà essere discusso e controllato con tranquillità e ponderatezza.
– 20
– 30
– 35 dB
– 40
– 60
Tempo di riverberazione sala riunioni
0 dB
– 5 dB
0
– 50
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Esempio 2: sala conferenze
Molte sale per riunioni e conferenze sono arredate in modo funzionale, con soluzioni estetiche sobrie che non distolgono l’attenzione, e presentano un’illuminazione gradevole. Ma le superfici
sono spesso realizzate con materiali che non permettono un’acustica efficiente:
Tempo di riverberazione
Noi siamo ciò che ascoltiamo
Ciò che ascoltiamo influenza il nostro modo di essere, il nostro
umore, il nostro comportamento, le nostre decisioni e i nostri rapporti. Per esempio, se ascoltando le notizie decidiamo di rimandare le vacanze in una zona in crisi, questo avrà un certo effetto
sul nostro umore. Oppure non riusciamo a dormire perché il vicino ha ospiti che fanno rumore sul balcone. Per questo motivo, il
giorno seguente quasi fatichiamo a salutarlo incontrandolo sulle
scale. Queste conseguenze sono evidenti, ricostruibili e generalmente note. Ma ne esistono molte altre più sottili di cui spesso
non ci accorgiamo neppure.
Tempo di misurazione
Tempo di riverberazione
Tempo
Ciò che ascoltiamo influenza
il nostro modo di essere,
il nostro umore, il nostro
comportamento, le nostre
decisioni e i nostri rapporti.
Autore
Urs Petermann dipl. Ing EPFL / SIA;
PPLUS Sàrl, Neuchâtel
Fonti
1. Martina Kremer, Bergische Universität Wuppertal ars
auditus, Akustik-Gehör-Psychoakustik
http://www.dasp.uni-wuppertal.de/index.php?id=57
2. Auditive Wahrnehmung (percezione uditiva)
http://de.wikipedia.org/wiki/Auditive_Wahrnehmung
3. Nachhallzeit (tempo di riverberazione)
http://de.wikipedia.org/wiki/Nachhallzeit
4. Schweizerischer Fachverband der Hörgeräteakustik
(Associazione svizzera di audioprotesisti)
architecture I art I technology I eco
http://www.akustika.ch
5. Rigips Brochure Rigiton® elegance: La simbiosi
perfetta di acustica architettonica e soffitti di design
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architecture I art I technology I eco
a
49
a
Corpo, mente e anima in
forma architettonica
La croce di San Francesco, nota anche come croce del Tau, è un
simbolo potente. Ma può fungere anche da punto di partenza per
un concetto architettonico? Carlos Martinez ha risposto a questa
domanda con il progetto per il Kurhaus & Medical Center Oberwaid
a San Gallo, aggiudicandosi il premio best architecs 14. Accuratamente inserito nel paesaggio, il corpo dell’edificio con i suoi tre
bracci trasmette una sensazione di forza, slancio e armonia delle
proporzioni. Anche l’organizzazione degli spazi si richiama a questa tripartizione.
I
naugurato nel 1845 come stabilimento idroterapico, l’«Oberwaid»
è stato gestito dalle suore di Baldegg tra il 1931 e il 2007. Il
centro, che arrivò a contare vari edifici singoli a seguito di ripetuti
interventi di costruzione e ampliamento, non era più finanziariamente sostenibile per l’Ordine religioso. L’ex banchiere privato di
San Gallo Heinrich Thorbecke l’ha acquistato assieme alla moglie
Gabi con l’obiettivo di salvarlo. Gli edifici esistenti sono stati demoliti per fare spazio alla nuova e dinamica costruzione che li
avrebbe sostituiti. Nel contempo è stata mantenuta la tradizione
di cui vive l’immobile: l’antico patrimonio arboreo del parco e la
grotta di Maria nella foresta ne costituiscono soltanto due esempi.
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50
architecture I art I technology I eco
architecture I art I technology I eco
architecture I art I technology I eco
Centro di competenza medica con un ambiente da hotel
L’articolazione in tre parti dell’edificio, con uno sviluppo esterno
di 380 metri, da un lato è nata dall’esigenza d’illuminare tutte le
zone d’uso con la massima quantità di luce diurna e assicurare
la vista sul Lago di Costanza, sul parco o sul giardino a ogni camera degli ospiti. Dall’altro è un riferimento alla storia dello stabiI art I technology
I eco
limento e alla tradizione di cura delle suorearchitecture
di Baldegg,
che vivono e operano seguendo la regola francescana. Le tre parti della
artec
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architecture I art I technology I eco
a
51
a
croce rappresentano infatti corpo, mente e anima. A esse si richiamano i tre capisaldi di movimento, nutrizione e motivazione
che costituiscono il concetto di cura dell’Oberwaid, ideato specificamente per le persone che soffrono dei disturbi tipici della vita
attuale: stress, problemi cardiocircolatori, sovrappeso, disturbi
del sonno, sovraffaticamento ed esaurimento, dolori cronici alla
schiena, diabete.
Gli architetti di Carlos Martinez hanno adattato gli spazi alla forma
della croce del Tau, presa a modello per la pianta dell’edificio;
nell’ala nordoccidentale, corrispondente al «corpo», si trovano la
ristorazione, i locali per il personale e la lavanderia; la parte sudorientale, dedicata alla «mente», ospita il centro medico, i locali
per la psicoterapia e i seminari. L’ala medionale simboleggia infine l’anima e racchiude la zona spa e wellness. Ciò che contraddistingue l’Oberwaid è la fusione tra tipi di utilizzo diversi: medicina,
terapia, ricettività alberghiera e ristorazione. Il risultato di questa
simbiosi è la sensazione di benessere trasmessa in eguale misura
I art I technology I eco
architecture
I technology I eco
sia alarchitecture
cliente occasionale
del ristorante, sia all’ospite
cheI arttrascorre
più settimane nella casa di cura.
52
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architecture I art I technology I eco
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a
architecture I art I technology I eco
architecture I art I technology I eco
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a
La forma della pianta è nata dall’esigenza di portare quanta più
luce naturale possibile negli ambienti e di organizzare il complesso sistema di vani in modo chiaro. Il progetto architettonico offre
da ogni camera la vista sul lago di Costanza, il giardino o l’ampio
parco. Dalle molteplici idee di progetto e dalle ulteriori riflessioni
funzionali e relative agli spazi esterni si è arrivati alla forma curva.
Carlos Martinez
dipl. Architekt FH swb sia
La materializzazione rispecchia la funzione
La tripartizione dell’Oberwaid è evidente anche in orizzontale.
L’architetto la visualizza per esempio con la materializzazione
stessa dell’edificio. Il piano terra, destinato all’utilizzo funzionale e
medico-terapeutico, ha una struttura massiccia di aspetto solido
come la pietra e costituisce, quindi, la fondazione simbolica e
formale del nuovo stabilimento. Lo zoccolo passa senza soluzione
di continuità nella rampa di accesso, che accoglie l’ospite con
un’immagine di sicuro impatto. Nel livello centrale – all’altezza del
parco – sono collocati gli spazi pubblici. La fascia in vetro di effetto leggero e trasparente separa lo zoccolo dai tre piani di camere
soprastanti. Queste lastre incurvate e sporgenti conferiscono
all’edificio il suo carattere peculiare.
artec
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architecture I art I technology I eco
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Il silenzio come caratteristica principale della qualità
I materiali impiegati soddisfano importanti requisiti di estetica e
funzionalità anche negli interni. Una clinica come l’Oberwaid vive
letteralmente di silenzio, un tesoro tanto ambito quanto necessario ai suoi ospiti. A tale scopo è stata quindi adottata una soluzione speciale per i soffitti, capace di assicurare l’acustica migliore
in assoluto nelle aree pubbliche del tratto medico, nella reception
e nelle zone di sosta al piano terra, nonché ai piani con le camere.
La struttura multistrato, costituita da lastre di gesso con foratura,
velo fonico e intonaco acustico a spruzzo, raggiunge valori di assorbimento superiori rispetto a un semplice soffitto in lastre forate. Gli elementi prefabbricati di cartongesso, in parte sottoposti a
un laborioso processo di curvatura e sagomatura, assicurano
giunzioni e finiture pulite dei bordi, aprendo nel contempo fessure
di ventilazione e cavità per l’illuminazione indiretta.
Uno speciale soffitto
acustico garantisce tutto
il silenzio che gli ospiti
dell’Oberwaid cercano e si
aspettano.
Oggetto Oberwaid – Kurhaus & Medical Center, San Gallo
Utilizzo
centro di cura, riabilitazione e seminari
Dimensioni
superficie utile 28 000 m2, volume 108 000 m3
Tempisticaperiodo di costruzione da giugno 2010
a dicembre 2012
CommittenteOberwaid Immobilien AG
c/o Heinrich e Gabi Thorbecke
Architetto
Carlos Martinez Architekten, Berneck
Architetto d’interniClaudio Carbone, Wolfhalden
Impresa generale / direzione dei
lavori
HRS Real Estate AG, San Gallo
Costruzione a
secco
Goger-Swiss AG, Dietlikon
Prodotti
Soffitto con rivestimento acustico Rigips
Rigiton®elegance 1200 m2
Elementi in gesso Rigips come finitura del soffitto
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architecture I art I technology I eco
Autore
Andreas Stettler
FontiCarlos Martinez Architekten, Berneck;
www.oberwaid.ch; Rigips SA
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architecture I art I technology I eco
55
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Progetto principale 4
Sihlweid
Per la prima volta in Svizzera, la Baugenossenschaft Zurlinden
risana due edifici degli anni ’70 a Zurigo-Leimbach, trasformandoli in torri moderne che rispondono all’obiettivo della Società a
2000 Watt. Saint-Gobain ISOVER SA contribuisce all’opera fornendo il materiale isolante.
c
eco
Premio della
città di Zurigo
Da idrovore di energia a luminosi esempi dei 2000 Watt
F
ondata nel 1923, la cooperativa edile Baugenossenschaft
Zurlinden (BGZ) è proprietaria di 1460 abitazioni a Zurigo e
dintorni. «Ci consideriamo gli antesignani dell’edilizia abitativa
orientata al futuro che, tra i suoi compiti, prevede l’utilizzo efficiente dell’energia e delle risorse», dichiara il direttore Rolf Hefti.
Fedele alla propria missione di «cooperativa dei 2000 Watt», la
BGZ pianifica i nuovi interventi secondo i criteri di risparmio energetico del progetto «Società a 2000 Watt». Tra gli edifici amministrati dalla BGZ figurano anche due torri residenziali da 17 e 19
piani costruitie negli anni ’70 che, fino a poco tempo fa, avevano
consumi energetici tutt’altro che esemplari. Le finestre e le facciate del «Sihlweid», un edificio alto circa 50 metri con 167 appartamenti, erano scarsamente isolate, mentre i balconi e le trombe
delle scale esterne costituivano ponti termici da cui si disperdeva
molta energia. Poiché anche le cucine e la disposizione dei locali
dovevano essere urgentemente adeguate alle esigenze attuali, nel
2008 la BGZ ne ha deciso il risanamento.
Un concetto di risanamento per obiettivi ambiziosi
Rolf Hefti ripercorre le tappe dell’intervento: «Avevamo commissionato un primo studio di fattibilità. All’inizio, pensavamo che i risanamenti energetici non potessero assicurare il contenimento dei
consumi previsto dalla Società a 2000 Watt». In buona sostanza,
dovevano decidere se intervenire sulle torri secondo le consuete
modalità, o se invece seguire un percorso innovativo. «Abbiamo
affrontato il problema con grande impegno fino a trovare la soluzione giusta per raggiungere gli obiettivi della nostra politica energetica», afferma il direttore della BGZ. Una volta conclusa la comarchitecture
I art I technology
I eco
plessa
procedura
di pianificazione
e richiesta delle autorizzazioni,
il risanamento della prima torre è iniziato a maggio 2011. Nell’an-
artec
c 56 artec
eco
architecture I art I technology I eco
no sucessivo si è passati alla seconda. I lavori sono terminati a
marzo 2013. Progettata dallo studio di architettura Harder Haas
Partner AG di Eglisau, la ristrutturazione ha consentito di ridurre
notevolmente il consumo di energia e migliorare la qualità abitativa.
«Potremo tuttavia quantificare il risparmio effettivo solo dopo aver
conteggiato il primo periodo di riscaldamento», spiega Rolf Hefti.
Stop alla dispersione termica
Il particolare che salta subito all’occhio è il rivestimento esterno con
pannelli solari – soprattutto se si considera che l’obiettivo principale
era il risparmio, e non la produzione di energia. Il migliore isolamento
della facciata grazie ai prodotti ISOVER e le nuove finestre a fascia
con tripla vetratura hanno sicuramente contribuito a questo risultato
ma anche le consistenti modifiche, apportate per eliminare i ponti
termici dagli edifici, hanno avuto un ruolo importante. Per esempio
i piccoli balconi, penalizzanti per il risparmio energetico, sono stati
asportati e sostituiti con elementi in calcestruzzo pieno. Sulla nuova superficie così ottenuta sono state sistemate le cucine ampie e
luminose. Le rampe delle scale esterne sono state impermeabilizzate e incamerate, applicando nuovi balconi per gli appartamenti da
2 locali e ½. «Con questi provvedimenti, siamo riusciti ad aumentare la superficie di abitazioni e balconi del 25 % circa», afferma
Rolf Hefti. Un appartamento da 2 locali e ½ dispone oggi di 63 m2,
mentre l’appartamento più grande da 4 camere e ½ misura 111 m2.
Anche la ventilazione controllata con recupero del calore contribuisce al risparmio di energia e alla riduzione dei costi di riscaldamento.
Energia dalla facciata
L’intera facciata delle due torri è stata rivestita con pannelli fotovoltaici. È la prima volta che si realizza questo concetto su un edificio
La metà di tutti gli edifici di Zurigo – ossia 26 953 unità – è stata
costruita tra il 1931 e il 1980. Il fabbisogno energetico è quindi elevato, perché molti complessi residenziali non hanno buone prestazioni energetiche o non sono rispondono alle esigenze odierne. Nel 2010, il servizio di sviluppo urbano della città di
Zurigo ha organizzato il «Forum Wohnraum Innenstadt» per la
qualificazione dello spazio abitativo del centro storico, che vede
la partecipazione di rappresentanti dei quartieri, operatori del
settore immobiliare, inquilini e proprietari di abitazioni, nonché
rappresentanti della città. Nel forum è stata lanciata l’idea di un
premio per il risanamento sostenibile degli edifici residenziali. Nel
2012, la città di Zurigo ha conferito per la prima volta il riconoscimento denominato «Auszeichnung Nachhaltig Sanieren». Sono
stati premiati sette progetti che sviluppano la sostenibilità nel
senso più ampio del termine, includendo anche gli aspetti sociali
e di vita nel quartiere – tra cui le torri Sihlweid della cooperativa
Baugenossenschaft Zurlinden (BGZ).
residenziale in Svizzera e non è stato per niente facile, perché
i singoli elementi dovevano soddisfare requisiti particolari: «Non
possono riflettere la luce e devono essere infrangibili e antiurto»,
spiega Rolf Hefti. Sotto il profilo della pianificazione energetica,
la facciata è in linea di principio meno adatta di un tetto per l’installazione di un impianto solare, poiché l’orientamento dei pannelli non è ottimale e quindi la resa risulta leggermente inferiore.
Eppure, la cooperativa ha deciso comunque per questa soluzione:
«I circa 1000 pannelli risultano vantaggiosi anche contro gli agenti
atmosferici, poiché assicurano una protezione efficiente e di facile
manutenzione. Avendo scelto un prodotto standard economico,
questo rivestimento avveniristico non risulta più costoso di una
facciata convenzionale, nonostante richieda chilometri di cavi»,
sostiene l’architetto Veronika Harder. Il prezzo dei pannelli (circa
150 franchi al metro quadro) si pone in linea con il costo di altri
materiali – solo il montaggio è più complesso e quindi più oneroso.
Diversamente da altri involucri per edifici, i pannelli non richiedono manutenzione per 30 anni e producono energia neutra dal
punto di vista delle emissioni di CO2. La potenza dei moduli solari
a film sottile che abbiamo scelto è leggermente inferiore rispetto ai
modelli più efficienti ma, grazie all’estensione della superficie, gli
impianti producono comunque 86 000 kWh di energia per edificio
all’anno. Questo valore equivale a un terzo dell’energia elettrica
consumata dai circa 300 residenti nello stabile.
Manutenzione e risparmio
Anche i dettagli dimostrano che la BGZ s’impegna seriamente ai
fini della Società a 2000 Watt: solo per citare un esempio, molte
finiture degli appartamenti sono state rinnovate anziché sostituite – risparmiando risorse preziose. Anche per le nuove cucine a
incasso è stata scelta la via del risparmio: «Abbiamo privilegiato la
costruzione del falegname piuttosto che l’installazione di elementi
prefabbricati», precisa Rolf Hefti, «perché, in questo modo, si può
fare a meno di un fianco per ogni mobile – riducendo il consumo di materiale del 40 %.» Infine, il riscaldamento a metano sarà
successivamente sostituito da una caldaia a pellet. Anche questa
soluzione si aggiungerà ai risparmi energetici finora conseguiti per
ridurre ulteriormente, e in misura considerevole, le emissioni di
CO2 dello Sihlweid.
Una migliore qualità abitativa a un prezzo ragionevole
Il risanamento completo dei due complessi residenziali ha avuto
un costo di circa 36 milioni di franchi. Per la cooperativa, che
si è impegnata ai fini della sostenibilità e di conseguenza per gli
aspetti sociali che vi sono correlati, il costo dello spazio abitativo
a carico degli inquilini è un’esigenza particolarmente sentita. Ha
quindi cercato di mantenere il supplemento della pigione entro
limiti il più possibile contenuti – attuando un intervento a basso
costo e attingendo al fondo di rinnovo accumulato nel corso degli
anni: l’aumento è del 30 % circa – per appartamenti decisamente
più grandi e per una migliore qualità abitativa. Rolf Hefti conclude:
«Oggi la pigione per un appartamento da quattro locali ammonta a
2250 franchi, anziché 1700. Tuttavia, le spese accessorie mensili
sono passate da 150 a 80 franchi».
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architecture I art I technology I eco
Fonti
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architecture I art I technology I eco
Fotografie: Markus Jelk
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architecture I art I technology I eco
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c
La cappella resta nel paese
Un’impresa audace: un esclusivo complesso residenziale con
42 appartamenti di proprietà per attirare persone facoltose e
creare il nuovo centro di Wilen. Ancora una volta, la punta di
diamante è la cappella St. Michael, che, con i suoi 300 anni di
storia, è tuttora il fulcro della cittadina.
L
a costruzione di dieci condomini rappresenta certamente un
cambiamento radicale in una comunità montana di un migliaio
di abitanti. La committenza sapeva che solo un concorso per architetti avrebbe dato vita a un progetto di alto livello: è così che, in
collaborazione con l’ufficio cantonale dei beni culturali, l’appalto
è stato assegnato a Lüscher Bucher Theiler Architekten GmbH.
Nell’agosto 2010 il Consiglio comunale di Sarnen ha approvato la
pianificazione del quartiere e l’unica obiezione sollevata è stata
presto risolta di comune accordo.
Rispetto della natura
I dieci edifici indipendenti sono disposti in due file da cinque.
«Heckenhang» (il pendio dei pascoli): questo è il nome dato dagli
architetti alla fila superiore perfettamente integrata nel paesaggio naturale del pendio meridionale, nonostante gli edifici posti
a distanze irregolari. Il loro diverso orientamento consente una
disposizione diversificata delle terrazze e spazi esterni per tutte
le esigenze. Seguendo l’andamento delle varie altezze, gli edifici
sembrano conformarsi ossequiosamente alla natura circostante.
L’intervento nella naturale topografia è stato limitato il più possibile: infatti, la loro «impronta», cioè la superficie fisica di appoggio
sul declivio, è di circa il 30 % inferiore rispetto al piano superiore.
architecture
I art I technology
eco
I artper
I technology
I eco
Le
9 maisonette
di Ipregio
e le 6 unità ai architecture
piani, tre
ciascun
edificio, si suddividono in appartamenti da 3 ½ a 5 ½ vani.
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c 58 artec
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y I eco
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c
y I eco
L’intervento nella naturale topografia è stato limitato il più
possibile: infatti, l’impronta, cioè la superficie fisica di appoggio sul
declivio, è di circa il 30 % inferiore rispetto al piano superiore.
La nascita di un nuovo centro
Le pareti affacciate sulla strada sono orientate in modo tale da
accompagnare lo sguardo dell’osservatore verso il centro della
cappella, che spicca ancor di più nel campo visivo. Con la loro
altezza discreta e creando una perfetta cornice spaziale, due dei
cinque corpi edilizi si avvicinano con rispetto alla cappella. Lo
spazio circostante acquisisce il carattere di un luogo pubblico per
la vita di paese, di cui anche le aree adiacenti sono naturalmente
partecipi. Il fascino della cappella viene sapientemente accentuato da interventi architettonici quali un magnifico sagrato allo
stesso livello della strada e accessi di ampie dimensioni.
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architecture I art I technology I eco
c 60 artec
y I eco
Un omaggio all’originalità
La fila sottostante, chiamata «Dorf» (paese) e posta sulla terrazza
naturale che segue la strada principale, è orientata verso l’antico
insediamento sparso. Tra bilocali e appartamenti da 5 stanze, tutti con piccolo vano aggiunto, le unità sono in totale 27. Un tratto
distintivo del progetto è che ai cinque corpi edilizi disposti su linee
irregolari corrispondono quattro tipologie diverse di edificio, quindi solo due sono uguali tra di loro. I nuovi condomini definiscono
anche spazi esterni. Il loro posizionamento è concepito in modo
tale da creare un unicuum continuo, che tuttavia tiene conto delle
specificità spaziali di ognuno.
architecture I art I technology I eco
Pareti in vetro
Le case certificate Minergie®, con sonde di terra, pompe di calore aria/acqua e aerazione controllata, presentano un involucro
in muratura ad alto isolamento. Le ampie finestre, ideali per la
vista panoramica sul lago, richiedono caratteristiche sofisticate
del vetro dal punto di vista energetico. La vetrata a tre strati in-
stallata in questo caso presenta un valore Ug di 0,7 W/m2K e la
lastra più interna è dotata di un rivestimento invisibile in metallo
nobile a basse emissioni. Il produttore parla di una «parete di
vetro» da impiegare in alternativa alla soluzione opaca. È così che
il vetro apre nuovi e sconfinati orizzonti al design e all’efficienza
energetica.
Immobile
complesso residenziale SunWilen, Wilen
Uso
appartamenti di proprietà
Dimensioni
10 edifici, 42 appartamenti di proprietà
(da 2 ½ a 5 ½ vani) tra 90 e 215 m2 SUL
(superficie utile lorda)
Consegna
dall’inverno 2012/2013 fino alla primavera 2015
Committente
Sunwil AG, Wilen
Architettura
Lüscher Bucher Theiler Architekten GmbH,
Lucerna
Costruzione
finestre
Holzbau Bucher AG, Kerns
VetroGlassolutions®, Kreuzlingen
ProdottoClimatop® Ultra N; trasmissione luminosa TL
71 %, riflessione luminosa RL 15 %
artec
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Autore
Andreas Stettler
Fonti
www.sunwilen.ch;
architecture I art I technology
I eco
I art I technology
Lüscher
Bucher Theiler architecture
Architekten
GmbH;I eco
Obwalden und Nidwalden Zeitung
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2
Novità sui prodotti
Alba®balance: per raffrescare senza consumo di energia
ispetto ai concetti di riscaldamento e raffrescamento attivi, gli
accumulatori di calore latente costituiscono un’alternativa
economica ed efficiente sotto il profilo energetico. La lastra di gesso Alba®balance con materiale PCM (Phase Change Material) assorbe il calore in eccesso quando la temperatura ambientale supera il livello di benessere, e lo rilascia automaticamente quando il
valore sulla colonnina del termometro cala di nuovo. Questa soluzione crea un clima bilanciato, consentendo una notevole riduzione del consumo di energia per il riscaldamento e il raffrescamento. Se un rivestimento con 2 lastre di cartongesso da 12,5 mm
raggiunge un valore di ca. 6,00 Wh / m2K, con 1 Alba®balance da
25 mm si arriva arrivare a 72,5 Wh / m2K.
Meno caldo = bello più a lungo
La lastra è disponibile con un accumulo di calore latente a partire da
23 °C o, in alternativa, da 26 °C. La combinazione tra microcapsule
e gesso puro permette a questo materiale per l’edilizia naturale, riciclabile e assolutamente ecologico di esprimere anche le sue capacità di igroregolazione. Alba®balance offre la soluzione ideale per
rivestimenti esterni e interni, muri di montanti e controsoffitti, per le
nuove costruzioni così come per le ristrutturazioni e i risanamenti.
S
R
Temperatura T
Cambiamento di fase
sensibile
Parete divisoria in vetro: sistema CLIP-IN SILENCE
o straordinario sistema CLIP-IN SILENCE di GLASSOLUTIONS
permette di creare soluzioni spaziali uniche con pareti divisorie in vetro che separano in modo funzionale pur consentendo
una forte unitarietà.
L
CLIP-IN SILENCE coniuga trasparenza, estetica e design del vetro
con il migliore isolamento acustico ¬ e la massima flessibilità. La
struttura delle ampie vetrate prive di supporti produce un effetto
di leggerezza e maggiore estensione. Speciali profili di collegamento che possono essere smontati senza lasciare residui facilitano il montaggio e assicurano fughe trasparenti e uniformi. L’accoppiamento geometrico delle lastre garantisce stabilità e
proprietà acustiche eccellenti.
e si ricorre a una tinta ottimizzata con formula TSR* non solo
si aumenta la stabilità del colore, ma si rallenta notevolmente
anche il deterioramento generale dell’intonaco di finitura.
Non si può raggirare la fisica – quanto più scura ed intensa la tonalità di colore, tanto maggiori le tensioni superficiali che ne derivano. È ciò che si pensa! C’è tuttavia una differenza tra la luce visibile all’uomo e quella legata all’irraggiamento. Le nuove tonalità
di colore MARMORAN con formula TSR riflettono più del 60 %
dell’energia d’irradiazione. Risultato: stessa tonalità di colore nello
spettro visibile ma temperatura superficiale nettamente ridotta!
Meno caldo = bello più a lungo.
Tm
sensibile
Lastre a secco classiche (GK)
Lastre di gesso con PCM
I classici pannelli a secco (cartongesso) si riscaldano proporzionalmente
all’apporto termico in caso di forte irraggiamento solare. Con i pannelli in gesso
Alba®balance il calore viene invece assorbito dalle microcapsule in PCM.
Y = 30
doppia griglia d'armatura
tutti i pannelli isolanti escl. PS20
tinteggiatura consigliata
Capacità termica dinamica,
riferita allo spessore dello strato [kj/(m2K)]
2000
3000
4000
5000
I materiali a diffusione aperta sono in grado di regolare l’umidità
della struttura (aspetto particolarmente importante per l’edilizia in
legno), impedendone la formazione. Di conseguenza, il microclima interno è migliore e gli edifici non subiscono danni strutturali.
Dato che i fili della lana di vetro non trattengono l’umidità, i materiali isolanti ISOVER si asciugano rapidamente. Inoltre, essendo
un materiale minerale, la lana di vetro non subisce alcun danno
dovuto all’umidità: non marcisce, non attira parassiti e mantiene
tutte le sue proprietà anche in caso di umidità persistente.
Alcuni progetti esemplari realizzati in Svizzera parlano da sé.
Uno dei più rappresentativi è sicuramente l’ufficio-paesaggio e la
sala riunioni dello studio Matti Ragaz Hitz Architekten AG a
Köniz / Liebefeld con vetri di sicurezza laminati diversamente traslucidi, uno speciale sistema trasparente di porte ed elementi di
ferramenta sobri con chiudiporta integrati che presentano le tradizionali funzioni di quelli a pavimento.
La diffusione aperta, la resistenza all’umidità e la sicurezza antincendio rappresentano caratteristiche estremamente importanti
per l’edilizia in legno. Tuttavia, ISOCOMPACT 035 è ideale anche
per le costruzioni in muratura. ISOCOMPACT 035 è commercializzato dai fornitori di sistema insieme ad altri prodotti per l’isolamento termico esterno. Non esitate: fatevi consigliare!
Y = 20
Calcestruzzo
Arenaria calcarea
Mattone
doppia griglia d'armatura
tutti i pannelli isolanti escl. PS20
tinteggiatura con pigmenti*
ottimizzati TSR
ottimizzati TSR
1000
solo con sistema ROBUSTO!
ottimizzati TSR
0
pigmenti normali
nessuna limitazione
Calore Q
O
In più, non essendo infiammabile, soddisfa anche i requisiti più
severi in materia di sicurezza antincendio. Ritardando o impedendo del tutto la propagazione delle fiamme, i materiali isolanti
ISOVER riducono il rischio d’incendio e aumentano la sicurezza.
latente
sensibile
Facciate intonacate, a diffusione aperta e non infiammabili
grazie all’isolamento ISOVER
ggi Saint-Gobain ISOVER SA offre un nuovo pannello isolante
per facciate intonacate: l’ISOCOMPACT 035. Rispetto ai prodotti generalmente impiegati per quest’applicazione, il nuovo
pannello isolante in lana di vetro increspata, resistente alla compressione e ad alta efficienza, offre essenzialmente tre vantaggi:
come tutti i materiali isolanti Saint-Gobain ISOVER, è a diffusione
aperta, resiste all’umidità e non è infiammabile.
Y = 10
Costruzione leggera
Legno
Lana di vetro
Alba®balance
Recupero di spazio grazie all’accumulo di calore dei pannelli in gesso
Alba®balance rispetto alle pareti in materiali edili tradizionali
* non tutte le tinte possono essere prodotte con ottimizzazione TSR
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: www.clip-in.ch
Committente e progettazione: Matti Ragaz Hitz Architekten AG – www.mrh.ch
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: www.rigips.ch
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Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: www.weber-marmoran.ch
Realizzazione: Schwab AG – www.schwabag.ch
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: www.isover.ch
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63
Panorama degli eventi
2014
GENNAIO
FEBBRAIO
APRILE
CONVEGNI DI MAGGIO
SETTEMBRE
05.01. – 07.01.2014
TrendSet
Fiera internazionale dedicata agli spazi
abitativi, alla cultura della tavola e
ai modi di vita
Germania, Monaco
21.02. – 23.02.2014
Com:bau
Fiera Dornbirn
Austria, Dornbirn
03.04. – 06.04.2014
Eigenheim Bern 2014
Svizzera, Berna
13.05.2014
Convegno degli architetti e
degli imprenditori
Castello Hünigen
Svizzera, Konolfingen
04.09. – 07.09.2014
Bauen & Modernisieren
Fiera
Svizzera, Zurigo
MARZO
11.01. – 14.01.2014
contractworld
Mostra convegno dedicata al settore
dell’architettura e della progettazione
di interni
Fiera Hannover
Germania, Hannover
19.01. – 22.01.2014 HOMI
Fiera Milano
Italia, Milano
19.01. – 24.01.2014
BAU 2014
Fiera specializzata nel settore
dell’architettura e dell’edilizia
Germania, Monaco
22.01. – 25.01.2014
CASA (TexBo)
Fiera internazionale per le soluzioni
abitative creative, l’arredamento e il
lifestyle Fiera Salisburgo
Austria, Salisburgo
24.01. – 28.01.2014
Maison & Objet
Francia, Parigi
21.01. – 25.01.2014
Swissbau
Svizzera, Basilea
30.01. – 02.02.2014
artbygenève
Fiera di arte contemporanea
Svizzera, Ginevra
08.03. – 09.03.2014
4. Fiera del design di Berna
Centro Paul Klee
Svizzera, Berna
08.03. – 16.03.2014
Wohnen & Interieur
Fiera degli spazi abitativi, del design e
degli accessori
Austria, Vienna
09.03. – 11.03.2014
Blickfang
Fiera internazionale del design
Svizzera, Basilea
12.03. – 16.03.2014
Giardina
Fiera dedicata al giardinaggio
Svizzera, Zurigo
08.04. – 13.04.2014
Salone Internazionale del Mobile
Salone del mobile
Italia, Milano
25.04.2014
2ETH Forum Wohnungsbau 2014
Formazione, ETH
(Politecnico federale di Zurigo)
Svizzera, Zurigo
MAGGIO
07.05 – 08.05.2014
Architect@Work Switzerland
Fiera Zurigo
Svizzera, Zurigo
16.05 – 18.05.2014
Fiera del design
Fiera Zurigo
Svizzera, Zurigo
20.05. – 22.05.2014
CapUrba Chassieu
Fiera della pianificazione e
del design urbano
Eurexpo Lione
Francia, Lione
15.05.2014
Convegno degli architetti e
degli imprenditori
Muttenz
Svizzera, Muttenz
20.05.2014
Convegno degli architetti e
degli imprenditori
Technorama
Svizzera, Winterthur
27.05.2014
Convegno degli architetti e
degli imprenditori
Centro culturale e congressi KKL
Svizzera, Lucerna
GIUGNO
05.06. – 06.06.2014
Architect@Work France
Halle Tony Garnier
Francia, Lione
19.06. – 22.06.2014
Art
Fiera di arte moderna e contemporanea
Svizzera, Basilea
04.09. – 07.09.2014
Eigenheim Messe Schweiz
Svizzera, Zurigo
05.09. – 09.09.2014
Maison & Objet
Francia, Parigi
14.09. – 17.09.2014
HOMI
Fiera Milano
Italia, Milano
OTTOBRE
22.10. – 23.10.2014
Econstra
Fiera specializzata nel settore delle
opere ingegneristiche e nella
conservazione delle costruzioni
Fiera Friburgo
Germania, Friburgo
DICEMBRE
03.12. – 04.12.2014
Architect@Work Germany
Fiera Stoccarda
Germania, Stoccarda
La CPI è la piattaforma di aggiornamento
per fare isolamenti sostenibili della ditta
Saint-Gobain ISOVER SA. Crediamo che sia
nostro compito trasmettere know-how sui
sistemi di isolamento in modo oggettivo agli
interessati e organizzare seminari su temi
che affrontiamo nel nostro lavoro quotidiano. La CPI offre inoltre una piattaforma per
uno scambio di conoscenze ed esperienze
con tecnici che operano nel campo della
ricerca e dello sviluppo, nella produzione,
nella programmazione e nella lavorazione.
In base al pubblico target e al tema del corso, organizziamo le manifestazioni in collaborazione con esperti o specialisti esterni
indipendenti per conto delle autorità.
Gli innumerevoli feedback dei partecipanti
che applicano poi queste nuove conoscenze nel loro lavoro quotidiano dimostrano
come questa piattaforma di aggiornamento
sia una vera esigenza.
PROSSIMI CORSI DEL PROGRAMMA
26.02.2014
Expertentag für Architekten:
Herausforderungen und Lösungen
im Schallschutz
Aarau: BSA Berufsschule Aarau
26.03.2014
Colloque pour architectes:
l’isolation phonique, défis et solutions
Pully: Centre Général Guisan
30.04.2014
Séminaire:
développement durable et écologie
Yverdon-les-Bains
Haute Ecole d’ingénieries et de Gestion
du Canton de Vaud
www.cpisover.ch
64
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architecture I art I technology I eco
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architecture I art I technology I eco
65
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architecture I art I technology I eco
Saint-Gobain Weber SA
Täfernstrasse 11b
5405 Dättwil
Tel. +41 (0)56 484 24 24
Fax +41 (0)56 484 24 00
www.weber-marmoran.ch
artec
architectureISOVER
I art I technology
I eco
Saint-Gobain
SA
Route de Payerne 1
1522 Lucens
Tel. +41 (0)21 906 01 11
Fax +41 (0)21 906 02 05
www.isover.ch
Rigips SA
Gewerbepark
casella postale
5506 Mägenwil
Tel. +41 (0)62 887 44 44
Fax +41 (0)62 887 44 45
www.rigips.ch
GLASSOLUTIONS®
Vetrotech Saint-Gobain (International) AG
Zweigniederlassung Kreuzlingen
Sonnenwiesenstrasse 15
8280 Kreuzlingen
Tel. +41 (0)71 686 92 92
Fax +41 (0)71 686 92 93
www.glassolutions.ch
artec
architecture I art I technolo
artec
architecture I art I technolo
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Premio della città di Zurigo