LA DIFESA DEL POPOLO
21 DICEMBRE 2008
CARITAS
notizie
17
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NATALE 2008 CHI ARRIVA ALLA CARITAS HA SPESSO RICEVUTO RIFIUTI, MA UN “SÌ” INCONDIZIONATO E GRATUITO È ANCORA POSSIBILE
Casa e cuore aperti per Gesù e i poveri
Molte situazioni di emarginazione si risolvono unendo le forze
«N
pagina a cura
della Caritas diocesana
U N ’ E S P E R I E N Z A / 1
Dalla strada a una famiglia per lei e Benedetta
■ Benedetta: è questo il
nome che ho dato a mia figlia. Ma è anche il nome
con cui chiamo, in cuor
mio, la famiglia che ci ha ridato la vita.
Del viaggio che mi ha portato in Italia ricordo l’aereo; le
tappe intermedie, le città in
cui sono passata per me
erano tutte uguali. Dalla
madame che mi accompagnava non ricevevo chiare
risposte e io, che vengo dalla campagna, non sono andata a scuola, non so leggere e non conosco nemmeno
le grandi città del mio paese, mi sono sempre sentita
persa.
Ci siamo fermate al Nord.
Mi hanno preso il passaporto, dato dei vestiti, detto di
scordarmi il lavoro di cameriera che mi avevano promesso e di tenere a mente il
rito religioso fatto in Africa,
Le foto non ritraggono i protagonisti delle due storie, ma
alcuni momenti al centro di ascolto della Caritas.
altrimenti i miei parenti sarebbero morti. Mi sono ritrovata a lavorare in strada,
sono stata picchiata, violentata e rapinata. Quando la
polizia mi fermava, davo
sempre un nome falso: vivevo per riscattarmi dalla mia
madame, per ripagarla della somma che lei voleva per
concedermi la libertà.
C’è stato un momento in
cui non ce l’ho fatta più, dopo un’altra rapina e quando
quell’uomo mi ha anche
presa a botte. Mi sono fidata
di un’amica che mi ha accompagnata alla Caritas e
ho chiesto aiuto. Ho denunciato la mia sfruttatrice, sono stata accolta in una comunità, ho cominciato a
frequentare un corso di italiano e dei laboratori di avviamento al lavoro; ma ho
anche scoperto di essere incinta e, con disperazione, di
essermi ammalata.
Benedetta è nata di domenica ed è sieropositiva. Non
ho mai voluto lasciarla sola,
neanche per un attimo: non
volevo provasse da subito
cosa significa soffrire. Ma,
quando mi presentavo ai
colloqui di lavoro con lei in
braccio, mi dicevano di no,
che non c’era posto per una
mamma alle prese con una
bambina piccola.
Poi li ho incontrati: hanno
una sessantina di anni, dei
figli già grandi e il cuore
aperto. Hanno preso in affidamento mia figlia e anche
me, che vivo con loro e tra
qualche giorno comincerò a
lavorare in fabbrica. Quando la mia situazione sarà
più sicura, sogno di trovare
una casa per me e la mia
Benedetta: una casa con un
salone grande, per accogliere tutte le volte che vorranno questi nonni italiani che
la vita mi ha messo a fianco.
una mamma
(Questa testimonianza è stata
scelta da Caritas italiana per
essere pubblicata nell’opuscolo
formativo È apparsa la grazia di
Dio, come guida alla riflessione
per la prima domenica
dell’avvento 2008).
U N ’ E S P E R I E N Z A / 2
L’asilo politico, i problemi di salute.... e l’accoglienza
■ L’incontro con M. è avvenuto in
un reparto dell’ospedale di Padova.
Era ricoverato per un intervento
chirurgico che richiedeva una degenza non breve, e vi era arrivato
senza pigiama, sapone, effetti personali. Nessuno lo andava mai a trovare. I pazienti della stessa stanza e i
volontari ospedalieri contribuivano
a rendere meno pesante la degenza
regalando o comprandogli qualcosa.
M. parla solo inglese e così il nostro
direttore, in quei giorni suo compagno di stanza, mi ha chiamata perché cercassi di approfondire la sua
vicenda e capire se aveva bisogno di
aiuto. M. è un richiedente asilo politico, da non molto in Italia e senza
particolari legami a Padova. Mi disse che dormiva in stazione, non
aveva un posto in cui andare e pochi contatti anche con i nigeriani,
sua comunità originaria.
Dopo aver verificato in questura i
suoi estremi e la sua posizione, abbiamo cominciato con il cercargli
un posto dove potesse trascorrere la
convalescenza. È stato ospitato in
Un 2008 pieno
di opere segno
■ Anche in questo 2008 numerosi sono
stati gli ambiti in cui la Caritas di Padova si
è resa operativa con le sue opere-segno
(vedi tabella). L’aiuto ai poveri vicini si è
concretizzato con l’azione del centro di
ascolto, l’accoglienza e l’accompagnamento
a donne in difficoltà e a uomini senza dimora, il sostegno economico e l’assistenza
sanitaria; a quelli lontani con progetti locali
di educazione alla mondialità nelle scuole e
di sensibilizzazione a uno stile di vita sobrio e attento, al sostegno scolastico per
bambini e ragazzi in Rwanda e la raccolta
fondi per le emergenze internazionali.
È proseguita e intensificata anche l’attività
più prettamente “culturale” attraverso la
collaborazione con gli altri uffici pastorali
della diocesi, con gli enti pubblici e del privato sociale, con la formazione dei volontari delle Caritas parrocchiali, l’organizzazione di momenti pubblici e di iniziative e forme di sensibilizzazione e informazione sui
temi delle povertà.
un centro di accoglienza, in
cui però, anche per le differenze linguistiche, non riusciva a integrarsi. Ad acuire
la sua solitudine la notizia,
giunta proprio in quei giorni dal suo paese, che entrambi i suoi genitori erano
stati uccisi.
È stato allora che abbiamo
pensato di interessare una
famiglia padovana, che tanti anni fa aveva accolto una
ragazza vittima di tratta:
abbiamo chiesto loro se potevano ospitare M. finché
non si fosse ripreso e con
grande disponibilità hanno
risposto di sì.
Ma proprio la domenica sera dell’arrivo nella nuova famiglia,
M. si è sentito male: pensavamo a
tensione dovuta al cambiamento di
ambiente, in realtà il dolore si è rivelato più serio e, trasportato d’urgenza in ospedale, è stato nuovamente sottoposto a intervento chirurgico e ricoverato per cinque gior-
ni. Il passaggio dal reparto a un contesto familiare si è presentato, allora, come un dono ancora più grande. Per un mese M., completamente
sconosciuto alla famiglia che si è fidata della presentazione da parte
della Caritas, è stato considerato e
trattato come uno di casa: gli hanno
consegnato delle chiavi personali, aveva a disposizione
una stanza per sé, i suoi indumenti da lavare finivano
nel cestone della biancheria
di famiglia. M. si rendeva
utile in piccoli lavori domestici, i figli della coppia trascorrevano il tempo libero
con lui, gli insegnavano
l’italiano.
Oggi siamo riusciti a rintracciare una ragazza nigeriana, alcuni anni fa seguita
dalla Caritas, che abbiamo
scoperto essere una sua conoscente. Lei e la sua famiglia hanno affittato a M. una
stanza del loro appartamento; in questo modo vengono
aiutati nelle spese e M. è felice: parla la sua lingua, mangia il suo cibo...
È stato bello vedere come, dal nulla
dei rapporti dell’inizio, si è passati a
una fase di accoglienza: doppia, per
il momento. Ma, dalle nostre esperienze, non si può mai dire.
Ambiti di intervento della Caritas di Padova
POVERI
CHIESA
MONDO
centro di ascolto
assemblee diocesane
strutture di accoglienza
presso religiosi e parrocchie
centro Mondo amico
ambulatorio Caritas
associazione Migranti
progetto Miriam
ascolto e accoglienza
prostituzione e tratta
distribuzione pasti domenicali
distribuzione buoni pasto
formazione delle Caritas
parrocchiali e vicariali
proposta di avvento
rapporti con le istituzioni
rapporti con il privato sociale
osservatorio delle povertà
servizio civile volontario
promozione del volontariato
sensibilizzazione
area comunicazione
e informazione
progetti culturali-editoriali
progetto sostegno
scolastico Rwanda
emergenze internazionali
ricoveri umanitari
ascolto e accompagnamento
persone senza fissa dimora
microcredito
raccolta vestiario
educazione alla mondialità
nuovi stili di vita
Nella foto, il manifesto
per l’Avvento di fraternità 2008.
on c’era
posto
per loro
nell’albergo (Luca 2, 7)».
La storia di colui che è
venuto per salvarci è
costellata di
accoglienze e di rifiuti,
di sì e di no: fin
dall’inizio del tutto
simile a noi. Non c’era
posto per loro
nell’albergo. Il
ritornello del rifiuto, di
tutti i tipi di rifiuto, è
ben conosciuto dai
volontari e dagli
operatori della Caritas.
Chi bussa alle sue
porte spesso viene
da un percorso
precedente di continue
chiusure, di ostacoli
troppo difficili da
superare da soli.
Ma, come nella storia
di Gesù, nella storia di
tutti vi sono anche dei
sì. Qualche volta
incondizionati,
totalmente gratuiti,
divini. Nascono dal
poco, talora dal nulla,
spesso inattesi e
portano alla vita,
ridonano la pace.
Un grazie di cuore a
tutti coloro, e sono
tanti, che credono
nell’uomo e non si
stancano di
accoglierlo. Un grazie
di cuore a chi si rende
conto di non farcela da
solo, ma non ha paura
di chiedere aiuto e sa
che nell’unione, nella
forza della comunità,
risiede la speranza. Un
grazie di cuore a tutti
coloro che ci insegnano
ad avere fiducia e a
continuare a seguire la
luce della stella.
un’operatrice
Procede la raccolta
dell’Avvento
di fraternità
■ Procede la raccolta di offerte
per l’Avvento di fraternità
2008, con donazioni da devolvere alle opere segno del centro
di ascolto diocesano e dell’ambulatorio Caritas.
I servizi del centro di ascolto
nel 2007 hanno richiesto alla
Caritas diocesana un impegno
annuo, solo per coprire le spese
dell’aiuto concreto alle persone,
di 40 mila euro per le accoglienze e 40 mila per il sostegno
economico, 25 mila per le cucine economiche popolari e 18
mila per i progetti di reinserimento per le vittime di tratta.
Per la gestione del poliambulatorio i costi si aggirano sui 35
mila euro.
Per informazioni e contributi:
049-8771722; conto corrente
postale 10292357.
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