Disturbi specifici dell’apprendimento
e
strategie didattiche
Dott.ssa Di Egidio Marika
Dott.ssa Di Felice Virginia
Programma della seconda giornata




I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA): Riferimenti
normativi
DSA e strategie didattiche

Scuola dell’infanzia

Scuola primaria e secondaria di primo grado
In classe ho un alunno che… spiegare i DSA al gruppo classe
e favorire l’integrazione
Essere genitori di un bambino con DSA: difficoltà e consigli
pratici.
DSA: riferimenti normativi
Legge n°170, 08.10.2010
Nuove norme in materia di disturbi
specifici di apprendimento in
ambito scolastico
Legge n°170, 08.10.2010
Articolo 1
- Riconoscimento e definizione di dislessia, disgrafia,
disortografia e discalculia “La presente legge riconosce la dislessia, la disgrafia, la
disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di
apprendimento, di seguito denominati DSA, che si
manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in
assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma
possono costituire una limitazione importante per alcune
attività della vita quotidiana”
Legge n°170, 08.10.2010
Articolo 1
“Ai fini della presente legge, si intende per:




Dislessia: disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà
nell’imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei
segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della
lettura.
Disgrafia: disturbo specifico di scrittura che si manifesta con
una difficoltà nella realizzazione grafica.
Disortografia: disturbo specifico di scrittura che si manifesta
con una difficoltà nei processi linguistici di transcodifica.
Discalculia: disturbo specifico che si manifesta con una
difficoltà negli automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei
numeri.”
Legge n°170, 08.10.2010
-Finalità







Garantire il diritto all’istruzione
Favorire il successo scolastico, anche attraverso misure didattiche di
supporto, garantire una formazione adeguata e promuovere lo
sviluppo delle potenzialità
Ridurre i disagi relazionali ed emozionali
Adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità
formative degli studenti
Preparare gli insegnanti e sensibilizzare i genitori nei confronti delle
problematiche legate ai DSA
Favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi
Incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia,
scuola e servizi sanitari durante il percorso di istruzione e di
formazione
Assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito
sociale e professionale
Legge n°170, 08.10.2010
-Diagnosi


La diagnosi è effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici già
assicurati da Servizio sanitario nazionale (o presso specialisti o
strutture accreditate) ed è comunicata dalla famiglia alla scuola
di appartenenza dello studente.
È compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole
dell’infanzia attivare previa apposita comunicazione alle famiglie
interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti
di DSA.
Per gli studenti che, nonostante adeguate attività di recupero
didattico mirato, presentano persistenti difficoltà, la scuola trasmette
apposita comunicazione alla famiglia.
Legge n°170, 08.10.2010
- Formazione nella scuola
Nell’ambito dei programmi di formazione del personale
docente e dirigenziale delle scuole di ogni ordine e grado,
comprese le scuole dell’infanzia, è assicurata un’adeguata
preparazione riguardo alle problematiche relative ai DSA,
finalizzata ad acquisire la competenza per individuarne
precocemente i segnali e la conseguente capacità di applicare
strategie didattiche , metodologiche e valutative adeguate.
Legge n°170, 08.10.2010
-Misure educative e didattiche di supporto

Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi
provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel
corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari.
Agli studenti con DSA le istituzioni scolastiche garantiscono:

Didattica individualizzata e personalizzata

Strumenti compensativi e misure dispensative

Adeguate forme di verifica e di valutazione
LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI E
DEGLI STUDENTI CON DISTURBI SPECIFICI DI
APPRENDIMENTO
(ALLEGATE AL DECRETO MINISTERIALE 12 LUGLIO 2011)
Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con
Disturbi Specifici di Apprendimento


Didattica individualizzata: modula la didattica, i tempi, gli
strumenti rispetto alle caratteristiche dell’alunno per
potenziare determinate abilità o per acquisire specifiche
competenze
Didattica personalizzata: calibra l’offerta didattica e le
modalità relazionali sulla specificità ed unicità a livello
personale dei bisogni educativi che caratterizzano gli alunni
della classe, considerando le differenze individuali soprattutto
sotto il profilo qualitativo.
Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con
Disturbi Specifici di Apprendimento


Strumenti compensativi: strumenti che permettono di compensare la
debolezza funzionale derivante dal disturbo, facilitando l’esecuzione
dei compiti automatici compromessi dal disturbo specifico, proprio
come un paio di occhiali permette al miope di leggere ciò che è
scritto sulla lavagna.
Strumenti dispensativi: Le misure dispensative sono invece interventi
che consentono all’alunno o allo studente di non svolgere alcune
prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente
difficoltose e che non migliorano l’apprendimento. Per esempio, non
è utile far leggere a un alunno con dislessia un lungo brano, in
quanto l’esercizio, per via del disturbo, non migliora la sua
prestazione nella lettura.
Strumenti compensativi










Tabelle dei mesi, dell’alfabeto e dei vari caratteri
Tavola pitagorica
Tabella delle misure, tabelle delle formule
Mappe concettuali
Calcolatrice
Registratore o MP3
Computer con programmi di videoscrittura con correttore
ortografico e sintesi vocale
Libri digitali
Audiolibri
Dizionari computerizzati e traduttori
Strumenti compensativi
Strumenti dispensativi

Si dispensa il bambino da attività quali:
 Lettura
a voce alta
 Scrittura veloce sotto dettatura
 Lettura di consegne
 Uso del vocabolario
 Memorizzazione delle tabelline
 Studio della lingua straniera in forma scritta
 Stesura di appunti
Verifica e Valutazione







Nelle verifiche preferire la scelta multipla, V/F, caratteri
grandi, testo in digitale
Lettura del testo della verifica
Dare più tempo o diminuire la quantità di compiti da svolgere
Non giudicare l’ordine o la calligrafia, ma privilegiare i
concetti
Interrogazioni programmate
Prove orali al posto di prove scritte
Uso di mediatori didattici durante le interrogazioni (mappe,
schemi, ecc.)
Verifica e Valutazione
La valutazione:



deve tener conto delle caratteristiche personali del disturbo, del punto di partenza,
degli obiettivi raggiunti, cercando di premiare i progressi e gli sforzi
deve essere effettuata in base ai progressi acquisiti, all’impegno, alle conoscenze
apprese e alle strategie operate
negli Esami di Stato, sono contemplati tempi più distesi, l’utilizzo di strumenti
compensativi e valutazioni più attente ai contenuti che alla forma

Essere sempre sinceri nella valutazione

“Come può essere così difficile”:
https://www.youtube.com/watch?v=9Wb7vS3k2Lc
Piano Didattico Personalizzato (PDP)

L’iter da seguire per redigere questo documento
prevede:
1.
2.
3.
Deposito della diagnosi in segreteria, protocollo ed
archiviazione nel fascicolo personale dell’alunno.
Acquisizione della diagnosi da parte dei docenti e
incontro con la famiglia e il referente DSA (o il
Dirigente Scolastico) per raccogliere informazioni e
ipotizzare le soluzioni più funzionali al caso specifico.
Stesura del documento.
Piano Didattico Personalizzato (PDP)


Documento che riporta l’elenco degli strumenti compensativi
e dispensativi adottati nelle diverse discipline scolastiche,
oltre alle modalità di verifica e di valutazione a cui gli
insegnanti si devono attenere.
La stesura del PDP è un atto dovuto per gli alunni con diagnosi
di DSA. Viene redatto all’inizio scolastico, entro i primi due
mesi per gli studenti già segnalati, dal team dei docenti.
Piano Didattico Personalizzato (PDP)
Deve contenere almeno i seguenti punti:
 Dati anagrafici dell’alunno;
 Tipologia del disturbo;
 Attività didattica individualizzate;
 Attività didattiche personalizzate;
 Strumenti compensativi utilizzati;
 Misure dispensative adottate;
 Forme di verifica e valutazione personalizzate.
Piano Didattico Personalizzato (PDP)




Dovrà essere sottoscritto dalla famiglia che ne tratterrà una copia.
La famiglia potrà decidere di non rendere note le difficoltà del
figlio alla classe o potrà rifiutare l’adozione del PDP, ma, in questo
caso, dovrà presentare una dichiarazione scritta di tale rifiuto, per
assumersi la responsabilità di un eventuale insuccesso formativo del
figlio.
Il PDP è custodito nel fascicolo personale dell’alunno e diventa il
documento di riferimento per gli anni successivi fino all’Esame di
Stato.
È comunque possibile apportare delle modifiche in itinere qualora
ce ne fosse la necessità.
STRUMENTI D’INTERVENTO PER ALUNNI CON BISOGNI
EDUCATIVI SPECIALI (BES) E ORGANIZZAZIONE
TERRITORIALE PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA
(DIRETTIVA MINISTERIALE DEL 27/12/12)
Bisogni educativi speciali

L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella
riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe
ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale
attenzione in maniera continua o per determinati periodi, per
motivi:
 fisici
 biologici
 fisiologici
 psicologici
 sociali
Bisogni educativi speciali
Lo svantaggio scolastico comprende tre categorie:
 Disabilità
 Disturbi evolutivi specifici






DSA
I Deficit del linguaggio
I deficit delle abilità non verbali
I deficit della coordinazione motoria
I deficit dell’attenzione e dell’iperattività
Svantaggio socio-economico, linguistico e culturale
Bisogni educativi speciali
Strategie di intervento:
 Elaborare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni
con BES, anche attraverso la redazione di un Piano Didattico
Personalizzato (PDP) che serva come strumento di lavoro in itinere
per gli insegnanti ed abbia la funzione di documentare alle famiglie
le strategie di intervento programmate.

Le scuole – con determinazioni assunte dai Consigli di Classe,
risultanti dall’esame della documentazione clinica presentata dalle
famiglie e sulla base di considerazioni di carattere
psicopedagogico e didattico- possono avvalersi per tutti gli alunni
con BES di strumenti compensativi e dispensativi previsti dalla Legge
170/2010.
DSA e strategie didattiche
Cosa fare se ci sono in classe
bambini con DSA?

Gli insegnanti possono fare molto: sono le
prime persone che possono accorgersi del
problema rilevando in classe delle difficoltà
Cosa fare se ci sono in classe
bambini con DSA?

Durante la scrittura:
Impugnatura scorretta della penna
 Posizionamento corporeo inadeguato
 Mancato ausilio dell’altro mano
 Utilizzo inadeguato dello spazio nel foglio
 MACRO e micro grafia alternate
 Difficoltà di riprodurre figure geometriche
 Direzionalità della scrittura
 Copia dalla lavagna

Cosa fare se ci sono in classe
bambini con DSA?

Durante la lettura:
Mancato riconoscimento dei caratteri tipografici
diversi
 Difficoltà a mantenere il segno: perdita della
riga, salto della parola
 Inadeguatezza della lettura ad alta voce:
lentezza ed errori
 Distinzione tra lettere simili: p/b d/q p/q t/v f/b
 Doppie
 Uso della punteggiatura (inadeguata o ignorata)
 Difficoltà di comprensione del testo

Cosa fare se ci sono in classe
bambini con DSA?

Difficoltà nella matematica:
Difficoltà nella numerazione regressiva
 Errori al cambio decina
 Mancata memorizzazione della procedura del
calcolo nelle quattro operazioni
 Mancata memorizzazione delle formule
 Incapacità ad esplicitare le procedure seguite
per risolvere un problema
 Difficoltà nei calcoli e nell’incolonnamento
 Scarsa comprensione del testo del problema
 Copia corretta di numeri: inversione 13/31

Cosa fare se ci sono in classe
bambini con DSA?

Nello studio:
 Difficoltà attentive
 Difficoltà nella memorizzazione
 Difficoltà di esposizione orale
 Lessico di base assai ridotto
 Difficoltà a ricordare le date
 Difficoltà a costruire e utilizzare organizzatori
spazio/temporali (prima-dopo, su-giù, dx-sx)
 Difficoltà a esprimersi attraverso strutture
sintattiche complesse
Cosa fare se ci sono in classe
bambini con DSA?

Nel comportamento:
Distraibilità
 Grande lentezza
 Demotivazione
 Disordine
 Irrequietezza

Come intervenire: Osservazione



Rilevazione difficoltà di:
 lettura, scrittura, calcolo
 visuo-spaziali
 memoria
 coordinazione motoria
 emotive, sociali, comportamentali
Quando?
 3 volte nel corso dell’anno scolastico:
 Inizio anno
 Metà anno
 Fine anno
Quali strumenti?
 SIPDA: scuola dell’infanzia e prima elementare
 SIDASEM: scuola elementare e media
SIPDA
Scheda per l’Identificazione Precoce dei Disturbi
dell’Apprendimento

Scuola dell’Infanzia e primo anno elementari

Checklist di 30 item


Prende in considerazione 5 categorie di abilità:
1.
Comportamentali
2.
Cognitive
3.
Comunicative
4.
Visuospaziali
5.
Pre-curriculari e curriculari
Scala a 4 punti:

0 = MAI

1 = A VOLTE

2 = SPESSO

3 = SEMPRE
SIPDA
Scheda per l’Identificazione Precoce dei Disturbi
dell’Apprendimento
SIPDA
Scheda per l’Identificazione Precoce dei Disturbi
dell’Apprendimento
SIDASEM
Scheda per l’Individuazione dei Disturbi
dell’Apprendimento nella Scuola Elementare e Media

Scuola elementare e Scuola media

Checklist di 30 item


Prende in considerazione 5 categorie di abilità:
1.
Comportamentali
2.
Cognitive
3.
Linguistiche
4.
Visuospaziali
5.
Curriculari
Scala a 4 punti:

0 = MAI

1 = A VOLTE

2 = SPESSO

3 = SEMPRE
SIDASEM
Scheda per l’Individuazione dei Disturbi
dell’Apprendimento nella Scuola Elementare e Media
SIPDA E SIDASEM
INDICATORE PREVISIONE DI RISCHIO

Calcolo dell’Indicatore di Previsione di Rischio:
PR(I) = PO/PMO x 100

Legenda:

I = Indicatore

PR = Previsione del Rischio

PO = Punteggio ottenuto dal bambino

PMO = Punteggio Massimo Ottenibile (120)
SIPDA E SIDASEM
INDICATORE PREVISIONE DI RISCHIO

Esempio:
PR(I) = PO/PMO x 100

Punteggio totale ottenuto dal bambino (PO) = 80

PR(I) = 80/120 x 100 = 0.67 x 100 = 67%

Il PR(I) del bambino esaminato è pari al 67%, quindi si colloca
nell’area di rischio “MODERATO” compresa tra il 46-70 %
Come intervenire: Didattica


Non è pensabile effettuare due didattiche
separate, una per chi non ha difficoltà e
una per chi le ha.
È opportuno modificare la didattica per
tutti, adeguandola opportunamente
Strategie didattiche
per la scuola dell’infanzia
Alcuni suggerimenti
 Osservazione
di disegno e scrittura
spontanea: permette di valutare nel tempo lo
sviluppo del codice scritto e di capire quale
sia il livello di concettualizzazione della
propria scrittura raggiunto dal bambino sia le
strategie utilizzate nel formulare ipotesi
 Far
acquisire consapevolezza fonemica,
prerequisito prioritario per l’evoluzione delle
abilità di lettura e scrittura.
Consapevolezza fonemica

Capacità di percepire e riconoscere per via uditiva i fonemi
che compongono il linguaggio parlato



Il bambino inizia a parlare: non ha la percezione che le
parole sono formate da suoni ma le percepisce come un
tutt’uno. In seguito, spontaneamente, inizia a individuare i
singoli suoni che compongono le parole
A 5 anni:
 Riconoscimento della sillaba iniziale
 Segmentazione della parola in sillabe
 Riconoscimento della differenza tra un suono e l’altro
A 6 anni:
 Segmenta le parole in sillabe, ma non è ancora in grado
di analizzare i fonemi che compongono prima le sillabe
e poi le parole.
Consapevolezza fonemica

Per far acquisire una buona consapevolezza fonemica
occorre lavorare su:

Sintesi sillabica > ti dirò una parola a pezzettini e tu dovrai
indovinare che parola è (ME-LA = MELA)


Segmentazione sillabica > ti dirò una parola tutta insieme e
tu dovrai ripeterla a pezzettini (MELA = ME- LA)
Discriminazione di coppie minime (parole) > ti dirò delle
parole e mi dirai se sono uguali o no (MELA – TELA)

Discriminazione di coppie minime (non parole) > ti dirò delle
parole che non esistono e tu mi dirai se sono uguali (PADE-FADE)

Riconoscimento della sillaba iniziale di parola > ti dirò una
parola e tu mi dirai quale fra le altre tre comincia allo stesso
modo (PIPA….TORTA-MACCHINA-PISTOLA)
Consapevolezza fonemica




Ricognizione di rime (sostenuta da immagini) > dimmi quale fa rima
(PINO….COLLO-FIORE-VINO)
Riconoscimento del suono iniziale della parola (dapprima riferito alla sillaba
e quindi al fonema iniziale): giocare con i bambini al “comincia come”
permetterà di capire se sanno isolare il primo suono nella parola e quindi
mettere insieme tutto ciò che comincia allo stesso modo in maniera stabile.
Es. CANE comincia come GATTO o come CAVALLO? MELA comincia come
PERA o come MARE? Dimmi tutte le parole che ti vengono in mente che
cominciano come APE, come il tuo nome, come MAMMA…
Giudizi sulla lunghezza della parola: usare il ritmo, contare i pezzi (SILLABE)
che compongono le parole, chiedere: “È più lunga la parola TRENO o
COCCINELLA; MUCCA o LIBELLULA ecc.” ci permette di valutare se il giudizio
dei bambini si riferisce all’aspetto semantico o all’aspetto acustico.
Riconoscimento e produzione di rime: lavorare con rime, filastrocche, conte,
aiuta a capire a quale livello di analisi fonologica il bambino lavora
Suggerimenti operativi

Scioglilingua

Rime

Tapping




dimmi i suoni della parola “limone” e mentre li dici batti un colpo per ogni
suono della parola
Giochi linguistici

Una parola che inizia come…

Una parola che finisce come…

Se dico “l” e aggiungo “una” viene fuori…

Chi trova la “p” nelle parole…
Spelling
ATTENZIONE! Fondamentale l’individuazione precoce delle difficoltà. Molti
bambini con un basso livello di consapevolezza fonemica dopo un breve
periodo di training progrediscono rapidamente in tale abilità. Altri nonostante
il training non migliorano: sono i soggetti “a rischio” di difficoltà
nell’apprendimento della lettura.
Strategie operative: un esempio

Abilità da sviluppare: Fonologia globale

Attività: Raggruppare le parole con la stessa sillaba finale
Gioco: CENTRA LA RIMA



L’insegnante prepara due cesti e alcune palle; su un cesto attacca
l’immagine di una BICICLETTA, sull’altro l’immagine di una COLLANA.
L’insegnante mostra una carta ed il primo bambino denomina l’oggetto
raffigurato, gli chiede poi con quale parola tra le due scelte fa rima e lo
invita a lanciare la palla nel cesto corrispondente.
Esempio di parole da utilizzare: Lana – rana- banana- tana-campanaforchetta-cavalletta-bicicletta-trombetta-molletta-violetta.
Il gioco verrà riproposto usando di volta in volta altri due target diversi.
Strategie didattiche per
elementari e medie
Didattica e DSA


Non vi sono limitazioni assolute
all’apprendimento di uno studente DSA,
solo percorsi diversi, strategie alternative e
diversi gradi di difficoltà nel conseguire
l’obiettivo.
Pertanto l’azione didattica dovrà risultare
adeguata e personalizzata
Azione didattica “adeguata”

Per risultare realmente efficace e adeguato il
metodo deve essere:
 Multisensoriale: sfrutta più canali percettivi e si
aprono più vie all’apprendimento. Usiamo quindi
suoni, voci, colori, immagini, manipolazione,
strumenti diversi…
 Strutturato e sequenziale: insegnando i concetti
in progressione logica si aiuta a categorizzarli e
procedendo dal semplice al complesso si aiuta
la comprensione.
Azione didattica “adeguata”
Sintetico: tralasciando quello che non è
essenziale, si aiuta a focalizzare i concetti
portanti
 Con molto rinforzo: riprendendo ciclicamente i
contenuti si aiuta la memorizzazione
 Con poco studio a memoria: la capacità di
memorizzazione è uno dei problemi di molti
alunni con DSA
 Con molto ragionamento: la capacità di
ragionamento è la risorsa più preziosa per gli
alunni con DSA

Azione didattica personalizzata



Didattica personalizzata: rispondente alle
specifiche difficoltà dello studente con DSA.
Offrire allo studente l’opportunità di
compensare le sue difficoltà per mezzo di
strumenti compensativi e dispensativi
Gli strumenti compensativi cambiano in
base al soggetto e all’età (D.P.R.122 del
22.06.09)
Strategie didattiche



Usare un registratore. Utile per prendere appunti o facilitare
la stesura di un testo.
Bloccare gli stimoli esterni. Se lo studente è facilmente
distraibile dagli stimoli visivi all’interno di un foglio di lavoro,
può essere utile un foglio bianco di carta per coprire la
sezione su cui il soggetto non sta lavorando. Utili anche
finestre che lasciano leggere un’unica riga o un solo
esercizio di matematica per volta.
Presentare una piccola quantità di lavoro. L’insegnante può
selezionare alcune pagine e materiali dall’eserciziario, può
presentare alcuni esercizi già risolti e chiedere agli studenti
di completare il resto. Può ridurre la mole di lavoro quando
le informazioni appaiono ridondanti.
Strategie didattiche

Chiarire o semplificare le consegne scritte. L’insegnante può
aiutare sottolineando o evidenziando le parti significative della
consegna o riscriverle (preferibilmente al computer)
Strategie didattiche




Evidenziare le informazioni essenziali. Se uno studente può
leggere un libro di testo ma ha difficoltà nell’individuare le
informazioni essenziali, l’insegnante può sottolineare queste
informazioni con un evidenziatore
Prevedere attività pratiche addizionali. Giochi educativi,
attività di insegnamento tra pari, uso di materiali che si
autocorreggono, programmi software per il PC e fogli di
lavoro aggiuntivi.
Mantenimento delle routine giornaliere
Consegna di una copia degli appunti della lezione.
L’insegnante può dare una copia degli appunti delle lezioni
agli studenti che hanno difficoltà nello scrivere durante la
presentazione (dispensa preparata dall’insegnante stesso o
appunti di un compagno)
Strategie didattiche




Ripetizione della consegna. Gli studenti che hanno difficoltà
nel seguire le consegne possono essere aiutati chiedendo di
ripeterle con le loro parole all’insegnante o a un compagno.
Se la consegna è molto lunga dividerla in sequenze e
presentare una sequenza per volta assicurandosi ogni volta
che il ragazzo abbia compreso l’attività da svolgere.
Uso di istruzioni passo-a-passo. Informazioni nuove o
particolarmente difficili possono essere presentate in piccole
fasi sequenziali. Questo facilita la comprensione.
Scrittura dei punti chiave o delle parole alla lavagna. Prima di
una presentazione l’insegnante può scrivere sulla lavagna un
piccolo glossario con i termini nuovi che gli studenti
incontreranno.
Enfasi sul ripasso giornaliero. Aiuta a collegare le nuove
informazioni a quelle precedenti
Strategie didattiche
Didattica multisensoriale: combinazione simultanea di
informazioni verbali e visive. Le informazioni verbali possono
essere date assieme a quelle visive (es. opuscoli, volantini,
lavagna luminosa ecc.)
Strategie didattiche

Mappe concettuali
wikimindmap
(http://www.wikimindmap.org)
Particolarmente congeniale allo stile di
apprendimento degli studenti DSA:
• informazioni presentate in ambiente di
lavoro visivo particolarmente adatto a
studenti per i quali il pensiero visivo è
prevalente su quello verbale
• concetti rappresentati con immagini,
forme, colori, parole chiave o frasi
minime
•La strutturazione di una mappa
consente di organizzare i concetti
indipendentemente da una rigorosa
struttura grammaticale della frase
Mappe concettuali anche per
l’apprendimento delle lingue straniere
Strategie didattiche

Uso delle tecniche di memorizzazione. Aiutano gli studenti a
ricordare le informazioni chiave o le varie fasi di un processo.
Strategie didattiche

Didattica anticipatoria. È molto utile anticipare l’introduzione
di nuovi argomenti e nozioni con l’utilizzo di video, filmati,
collegamenti a esperienza quotidiana e reale dello studente,
discussione e dibattito in classe.
Strategie didattiche




Cambia la modalità di risposta: Per gli studenti disgrafici è
possibile prevedere modalità di risposta alle domande
diverse: non scrivere ma sottolineare, scegliere tra risposte
multiple, ordinare le risposte, ecc. Agli stessi studenti può
essere dato uno spazio più grande per scrivere la risposta nel
foglio di lavoro.
Fornire uno schema/scaletta della lezione: Può aiutare gli
studenti a seguire la lezione, a prendere appunti, a vedere
l’organizzazione del materiale e fare domande pertinenti.
Incoraggiare l’utilizzo di organizzatori grafici (es. titoli e
sottotitoli) e il ricorso a un raccoglitore per organizzare meglio
i materiali (separatori colorati)
Posizionare lo studente vicino all’insegnante, alla lavagna,
all’area di lavoro e lontano da suoni, materiali o oggetti che
potrebbero distrarli
Strategie didattiche

Integrare la spiegazione di argomenti nuovi con
riferimenti a episodi familiari di vita quotidiana.
Domande per entrare nel testo
•“A cosa serve questo biglietto?”
•“Da dov’è partito chi aveva
questo biglietto?”
. . . Introduzione del problema…
Un signore è salito sul treno senza
biglietto. Il controllore dice che
dovrà pagare il prezzo del biglietto
e una multa di 25 euro. Quanto
spenderà questo signore?
Strategie didattiche

Per i bambini discalculici può essere utile proporre esercizi
prestampati, così da facilitarli nell’organizzazione delle
informazioni (es. incolonnamento, progressione numerica)
Strumento
compensativo
Informatica per l’autonomia

Esistono in commercio numerosi ausili informatici
per aiutare i DSA nello svolgimento delle quotidiane
attività scolastiche, rendendoli più autonomi in tali
attività:
Audiolibri
 Appositi software per aiutare i ragazzi nei compiti
di lettura, scrittura e calcolo e per potenziare le
loro competenze
 OpenOffice
 Sintesi vocale
 OCR per Digitalizzare testi

SPIEGARE I DSA AL GRUPPO CLASSE
E FAVORIRE L’INTEGRAZIONE
In classe ho un bambino DSA…
Gli insegnanti possono fare molto per
favorire l’integrazione del bambino nel
gruppo classe
 E’ sempre opportuno essere sinceri:
spiegare al gruppo classe le difficoltà
del loro compagno DSA è la strategia
migliore!

In classe ho un bambino DSA…

Come affrontare questo compito?






Utilizzare parole semplici ed esempi.
Spiegare le difficoltà del bambino DSA
Responsabilizzare la classe: far capire agli alunni che
possono fare molto per aiutare il loro compagno DSA
Creare un gruppo classe unito e coeso: lavori di gruppo
(gruppi eterogenei favoriscono l’apprendimento
collaborativo) o giochi di gruppo a fine lezione favoriscono
l’integrazione, un clima più rilassato e sereno e permettono
di evidenziare i punti di forza del bambino DSA.
Utilizzare, dove possibile, una didattica comune
Molti strumenti compensativi utilizzati dal bambino DSA
sono estendibili al resto della classe
ESSERE GENITORI
DI UN BAMBINO CON DSA
Cosa significa avere un figlio DSA:
consigli per i genitori
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5.
Non sentitevi colpevoli. Voi non siete la causa del DSA di
vostro figlio e non avete potuto prevederlo.
Non incolpate nessun altro: il bambino, l’insegnante, l’altro
genitore. I DSA sono un fatto della vita: accettateli e
pensate alle cose positive che potete fare per affrontarli
Parlate a vostro figlio, spiegategli come si manifesta la sua
difficoltà e che cosa, insieme, potete fare per affrontarla e
superarla.
E’ molto importante rimanere in stretto contatto con i ragazzi
DSA perchè il disturbo influenza anche la personalità, non
solo il rendimento scolastico; il non essere come i coetanei
crea dei problemi che vanno attentamente seguiti dai
genitori
Guardate la TV con vostro figlio e commentate ciò che
vedete
Cosa significa avere un figlio dislessico:
consigli per i genitori
6.
7.
8.
Ascoltate vostro figlio. Imparate ad ascoltare ciò che dice e
notate ciò che non dice. Notate il tono di voce per capire
se ci sono cose che lo preoccupano.
Giocate con vostro figlio: scacchi, monopoli, memory,
giochi di carte, shanghai. Tutti questi giochi sviluppano
capacità di concentrazione, strategie, abilità di memoria,
manualità fine e tanto altro. Con i bimbi più piccoli create
rime, filastrocche, cantate. Non sottostimate mai il valore
dell’apprendimento che ha un bambino stando con voi,
guardandovi e copiandovi. I genitori sono gli insegnanti più
importanti!
Cercate delle affermazioni positive delle capacità del
ragazzo, ad esempio in campo sportivo, pittorico, musicale
o quanto altro possa farlo sentire uguale o migliore dei
coetanei.
Cosa significa avere un figlio dislessico:
consigli per i genitori
9.
10.
Leggete con vostro figlio, più spesso e più a lungo che
potete. Il bambino potrà:

sviluppare un più vasto vocabolario

Udire parole pronunciate in modo appropriato

Imparare ad amare i libri

Conoscere i libri che i coetanei leggono
Fate gite e andate a visitare gli amici con vostro figlio. Non
dovete necessariamente portarlo al museo per acculturarlo.
Una passeggiata in campagna o sulla riva di un fiume può
essere un’ottima esperienza di apprendimento. I nonni sono
spesso un grande aiuto per i bambini DSA, essi hanno più
tempo per leggere loro dei libri, per ascoltarli e parlare.
Aiutare nei compiti scolastici
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i compiti a casa possono essere l’”incubo” giornaliero del
bambino DSA e della sua famiglia. Ecco alcuni consigli !
Stabilire una routine:



Ricordatevi che il fine dei compiti scolastici è praticare qualcosa
che si è già appreso a scuola. Se il compito è troppo difficile
parlatene con l’insegnante: la comunicazione costante con la
scuola è la strategia migliore per aiutare vostro figlio e per trovare
un equilibrio utile al bambino.
Stabilire una routine quotidiana nell’esecuzione dei compiti
scolastici. Una programmazione scritta appesa a un muro vicino
al posto studio, sarebbe la cosa più indicata. Lasciate spazio
anche alle attività extrascolastiche.
Il luogo dove si studia deve essere tranquillo, con ampio spazio di
lavoro e tutto il materiale a disposizione (matite, carte
geografiche, etc.).
Aiutare nei compiti scolastici
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Eseguire i compiti
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Capite qual è l’ora migliora per vostro figlio per studiare. Ricordatevi che il
ragazzo DSA necessita di tempi supplementari di recupero dopo il rientro
da scuola, egli ha dovuto investire più energie dei coetanei
Dividete i compiti in parti eseguibili in tempi ragionevoli. Fate fare delle
pause. Incoraggiate il ragazzo a produrre, con calma, compiti di buona
qualità piuttosto che cercare di finire tutto male e in fretta.
Controllate se il ragazzo capisce le consegne del compito, leggetele ad
alta voce se sono di difficile comprensione. Se necessario, eseguite con
lui i primi esercizi.
Nei componimenti scritti, prima che inizi, aiutate il ragazzo, oralmente, a
sviluppare le idee secondo un ordine logico; insegnategli il vocabolario
specifico di cui ha bisogno. Se necessario, in forti disgrafie, siate la sua
scrittrice in modo che il suo pensiero possa svilupparsi indipendentemente
dalla sua disabilità.
Incoraggiatelo a fare schemi, sottolineare i testi, fare figure, ecc. tutto ciò
che può aiutare la memoria.
Aiutare nei compiti scolastici
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Controllo dei compiti:



Insegnate a vostro figlio a rivedere i propri compiti, correggendoli e
migliorandoli, ciò lo renderà indipendente da voi.
Insegnategli a usare un computer con il correttore ortografico,
incoraggiatelo a velocizzare la digitalizzazione. Incoraggiatelo all’uso
degli strumenti compensativi
Se il ragazzo è lento nell’esecuzione dei compiti, incoraggiatelo a
usare una sveglia, in modo che realizzi i tempi e impari a
razionalizzarli. Quando il ragazzo completa in modo soddisfacente i
compiti, lodatelo e sottolineate le cose fatte bene!
Aiutare nei compiti scolastici
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Organizzazione:




Incoraggiate il ragazzo nel prendere appunti,
raccogliendoli per materia, in modo da non perderli. Usate
colori diversi per materia: lo aiuterà molto.
Se il ragazzo non scrive in modo accurato i compiti
assegnati, chiedete a un compagno, alla fine delle ore
scolastiche, di aiutarlo o chiedete all’insegnante di dargli
indicazioni scritte.
Contattate regolarmente gli insegnanti per sapere se il
ragazzo segue il livello didattico della classe.
Controllate che il ragazzo porti a scuola i libri e
l’equipaggiamento corretto.
Paired reading
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Questa metodica, pubblicata sul sito Dyslexia Association of
Ireland, è un modo per i genitori per aiutare nella lettura il loro
bambino.
Funziona bene con la maggior parte dei bambini e la lettura
migliora.
Paired reading
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Libri:

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Abbiate un buon numero di libri tra cui scegliere. Vostro
figlio deve scegliere il libro perché i bambini imparano a
leggere meglio su libri che a loro piacciono. Non
preoccupatevi se vi sembra un po’ troppo difficile. Vostro
figlio imparerà a scegliere libri giusti per il suo livello di
lettura. Se il bambino sceglie libri troppo semplici o vuole
rileggere un libro lasciatelo fare.
Tempo:

Cercate di applicarlo tutti i giorni, sono necessari solo 10
minuti. Non sorpassate mai i 15 minuti se vostro figlio non
vuole. Non imponetevi se vostro figlio desidera fare
qualcosa di diverso. Se non avete tempo tutti i giorni
potete chiedere ai nonni o ai fratelli di sostituirvi.
Paired reading
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Luogo

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Parlare fa bene

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Cercate un posto tranquillo. Allontanatevi se la TV è accesa. Cercate
un posto comodo dove potete guadare insieme il libro.
Mostrate interesse per il libro che il bambino ha scelto. Commentate
le figure, discutete della storia che state leggendo, i commenti è
meglio farli all’inizio o alla fine della lettura, altrimenti il bambino
perde il filo logico della storia. Chiedete a vostro figlio come finirà la
storia, lasciatelo parlare non fate tutto voi.
Prendere appunti:

Scrivete quanto leggete tutti i giorni, i progressi e i titoli dei libri.
Rendete partecipi gli insegnanti di questo lavoro!
Paired reading
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Metodica:

1.
Paired reading ha due livelli:
Leggere insieme
Voi e vostro figlio dovete leggere le parole ad alta voce insieme.
Non dovete andare troppo veloce, adattatevi alla velocità di
vostro figlio.
Il bambino deve leggere ogni parola, se“combatte” con una
parola e poi la legge giusta, mostrategli la vostra contentezza.
Non lasciate mai che il tentativo della lettura per parola superi
più di 5 secondi. In questo caso e nel caso della lettura errata:
 Leggetegli la parola in modo esatto
 Fategliela ripetere in modo appropriato
Siate sicuri che il bambino guardi le parole. Può aiutare se uno dei
due sottolinea la parola letta con un dito, sarebbe meglio se
lo facesse il bambino
Paired reading
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Metodica:
2.

Il bambino legge sotto la vostra supervisione
A un certo punto vostro figlio si sentirà sufficientemente
sicuro da poter leggere un pezzetto da solo. A questo
punto decidete un segno (es. alzare una mano) che lui
può fare senza distrarsi, per farvi smettere di leggere con
lui. Nel momento in cui incespica per più di 5 secondi,
intervenite, leggetegli la parola e fategliela ripetere.
Quindi riprendete la lettura insieme, fino a che vostro figlio
non si sente sicuro e tranquillo da poter leggere da solo.
Ricordatevi di intervenire sempre nei momenti di difficoltà!
Grazie per l’attenzione!
Siamo a vostra disposizione!

Contatti:
 Dott.ssa
Marika Di Egidio
Cell. 328 3113479
e-mail: [email protected]
 Dott.ssa
Virginia Di Felice
Cell. 389 0832464
e-mail: [email protected]
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