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Festa della donna
PRIMO
PIANO
tidiano del Molise
Il Quo
Quotidiano
Sabat
o 9 mar
zo 20
13
Sabato
marzo
201
Ieri mattina il convegno alla Fondazione Giovanni Paolo II: con le nuove tecnologie miglioreremo la loro vita
Donne e salute, la ricerca in chiave rosa
La medicina di genere e le innovazioni tecnologiche per la salute femminile
CAMPOBASSO.
‘Donna e Salute. Progresso scientifico e innovazione per la qualità della vita’. Forum
ieri a Campobasso
nella sala Crucitti della Fondazione di Ricerca e Cura Giovanni Paolo II organizzato dalla Asrem. La salute della donna dunque al centro della
conferenza durante la
quale si è parlato di
medicina di genere, di
ricerca ed innovazione, di
soluzioni tecnologiche
avanzate per ogni fase della vita della donna, di chirurgia estetica nelle pazienti oncologiche e di pari opportunità nel rapporto di lavoro. Le donne oggi sono
più informate e consapevoli
non solo sul tema della prevenzione ma anche sul per-
hivio
Arc
Archivio
corso diagnostico e terapeutico e su tutto ciò che
può migliorare la qualità
della vita durante e dopo la
malattia. “Il forum voluto in
una giornata particolare,
l’8 marzo, ha inteso fare il
punto sugli aspetti che riguardano la salute femminile”, ha detto il professor
Giovanni Scambia direttore
scientifico della Fondazione. “La Cattolica a Campobasso ha avuto sempre
una vocazione spiccatamente legata alla difesa
della salute femminile, dalla prevenzione alla cura dei
tumori e oggi per i tumori
ginecologici si fa tantissimo
ma ancora troppo poco a
causa della mancanza di
informazione”. Ieri mattina
medici, esperti e un pubblico soprattutto giovane ha
avuto la possibilità di conoscere le più recenti innovazioni in tema di prevenzione e cura di patologie
oncologiche. In questi anni
si è arrivati a notevoli progressi tecnologici: dal vaccino per i tumori al collo
dell’utero ai miglioramenti
operati nella
chirurgia a tutela non solo
della guarigione ma anche
della qualità
della vita, alle
terapie ormonali sostitutive
in menopausa, ai nuovi
farmaci per
l’osteoporosi
che consentono di risolvere
molti casi che fino a pochi
anni fa erano di difficile soluzione. In sostanza le tecnologie avanzate aprono
uno scenario in cui sono
presenti tante armi che bisogna solo imparare ad
usare bene. La chirurgia ricostruttiva dopo un intervento demolitivo, ad esempio, agisce direttamente
sulla psicologia della don-
na. Il Direttore dell’UO Chirurgia plastica Stefano
Gentileschi ha parlato di
ciò che presiede a “quello
che è l’ultimo momento
della riabilitazione ad una
vita normale. L’intervento
di chirurgia ricostruttiva
agisce direttamente sulla
psicologia della paziente –
ha detto –perché la donna
che viene operata di tumore al seno non
è una donna
guarita quando subisce
una mastectomia ma semplicemente
una donna
senza cancro.
Solo quando
recupera una
vita normale si
può dire veramente guarita”.
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Attualità
CAMPOBASSO
tidiano del Molise
Il Quo
Quotidiano
Sabat
o 9 mar
zo 20
13
Sabato
marzo
201
Realizzato dalla Consigliera di Parità nazionale in collaborazione con associazioni e sindacati
La malattia non sia discriminazione
Patologie oncologiche e invalidanti, un opuscolo per tutti i lavoratori
Informazioni sui diritti dei
lavoratori e delle lavoratrici
affinché la malattia non diventi una discriminazione,
come spesso accade, e perché se si conoscono i diritti
è possibile anche rivendicarli. E’ stato presentato ieri
mattina in Provincia a Campobasso l’opuscolo ‘Patolo-
gie oncologiche e invalidanti. Quello che è importante
sapere per le lavoratrici e i
lavoratori’, promosso dal
Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, realizzato
dalla Consigliera di Parità
nazionale in collaborazione
con Associazioni e sindacati e sul territorio distribuito
a cura della consigliera di
parità dell’ente provincia
Filomena Matteo presente
all’incontro accanto al presidente di Palazzo Magno
De Matteis, al presidente
della Provincia di Isernia
Mazzuto, al presidente della LILT Fabrizio e al vice presidente Franchella e all’on-
cologa del Cardarelli Musacchio. Un insieme di “leggi che possono tutelare il
percorso lavorativo di chi è
affetto da patologie oncologiche”, ha detto De Matteis.
Una serie di informazioni
sui diritti e gli adempimenti
nel caso di malattia oncologica e per i familiari; dai
congedi ai permessi straordinari, ai primi
passi da compiere per presentare la richiesta di invalidità e quindi di
un sostegno
economico. Secondo gli ultimi
dati della Federazione delle Associazioni dei
Volontari Oncologici, in Italia ci
sono duemilioni
di malati di cancro e circa
700mila sono
lavoratori.
“L’opuscolo vuole
dunque dare indicazioni specifiche ai malati
e ai loro familiari che si
trovano a vivere un delicato momento nella
vita.
Se non sanno di avere dei precisi diritti rischiano discriminazioni e a volte anche la
perdita del lavoro”, ha
detto la Matteo. Il presidente della LILT Fabrizi ha poi ricordato l’iniziativa della Lega per il trasporto dai centri minori agli
ospedali del capoluogo di
quei malati che devono praticare la chemio e la radioterapia e la delibera regionale che ha nominato il dottor Carozza responsabile
scientifico del Registro Tumori Regionale ma per il
quale manca il finanziamento. “Da voci di corridoio sembra che i fondi ci siano almeno per la prima
fase. Per attivare il Registro
Tumori infatti servono dai
eo
Filomena Matt
Matteo
100 ai 200mila euro. Per
quanto riguarda l’intera organizzazione è stato tutto
già stabilito con la delibera
del maggio scorso.
Siamo pronti per partire
perché abbiamo attivato le
condizioni affinché il Registro venga attivato e i
330mila abitanti molisani è
il numero minimo per avere il Registro, funzioni e sia
accreditato e l’accreditamento non potrà avvenire
prima di 3-5 anni”, ha concluso.
13 - ANNO XVI - N. 67
201
SABATTO 9 MARZO 20
SABA
RED
AZIONE TERMOLI
REDAZIONE
Il filone di inchiesta si ricollega a quello sulla ‘medicina di gruppo’
Terremoto nella Sanità
Non si escludono altri indagati
tra un’immagine
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destra
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esidenza
Residenza
Sanitaria Assis
tita
Assistita
dell’ospedale
Vie
tri di Larino
Vietri
L’ondata di indagati scaturita dal lavoro che i Carabinieri del Nas di Campobasso stanno svolgendo da
mesi nell’ambito dell’Asrem bassomolisana e
culminata giovedì con i
provvedimenti a carico di
illustri personaggi del mondo della sanità e della politica, (universi strettamente
intrecciati) non si esaurisce
qui. A margine della conferenza stampa di due giorni
fa tenutasi presso la Procura della Repubblica di Larino, il comandante dei Nas
Antonio Forciniti lo ha fatto
capire: nei prossimi giorni
ci saranno importanti novi-
tà in merito ad un altro filone della vasta inchiesta
ancora in corso, quello che
riguarda la Residenza Sanitaria Assistita, distaccata
ma direttamente collegata
all’ospedale Vietri di Larino. Potrebbero cioè esserci presto nuovi iscritti nel
registro degli indagati.
Come si ricorderà, gli inquirenti sequestrarono, nel dicembre 2012, un’ala della
struttura, quella in fase di
costruzione che avrebbe
dovuto ospitare a breve altri venti posti, oltre a quelli
già presenti nell’ala operativa.
Furono bloccati anche i
lavori di costruzione dell’ultimo pezzo della struttura.
Gli inquirenti stanno ancora indagando su una serie di presunte irregolarità
tecniche ed amministrative
che riguardano le procedure che hanno portato all’edificazione della struttura e le attività svolte all’interno di essa. La vicenda
della Rsa è emersa nel corso della conferenza stampa in quanto curiosamente collegata a quella della
presunta truffa della “medicina di gruppo” che vede
protagonisti quattro medici di base di Larino e dirigenti e tecnici del Vietri, tra
cui anche uomini politici di
spicco, accusati di truffa,
falso e abuso d’ufficio. Nel
corso della conferenza
stampa, infatti, i Nas hanno rivelato che l’indagine
sulla medicina di gruppo ha
preso spunto proprio dai
sopralluoghi effettuati nell’ala in fase di ultimazione
della Rsa del Vietri di Larino. Qui infatti i Carabinieri
avevano notato la presenza di due dei quattro medici di base.
Una presenza costante e
contemporanea dei professionisti che non rispecchia
la modalità turnistica del
servizio di medicina di
gruppo, bensì ne conferma
la natura ambulatoriale. In
sostanza, secondo l’ipotesi degli inquirenti, i medici
di base hanno utilizzato
una struttura pubblica
come l’Rsa di Larino (uno
degli aspetti focali dell’indagine) per svolgere un’at-
tività privata, che è quella
del medico di base. La vicenda ha un risvolto persino umoristico: quando, per
la quarta volta di fila, i Nas
si recarono presso la Rsa
per il sequestro, i medici
furono ritrovati per l’ennesima volta in sede e i Carabinieri, loro testuali parole,
dovettero quasi procedere
al sequestro della struttura con i “medici al loro inNF
terno”.
CAMPOBASSO
Sabato 9 marzo 2013
Fondazione
Giovanni Paolo II
giovedì 14
personale
in sciopero
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C
AMPOBASSO. La Direzione generale della Fondazione di Ricerca e Cura “Giovanni Paolo II” di Campobasso informa che le organizzazioni sindacali FpcgiL – Cislfp - Cisl medici – Uil fpl – Ugl – Fials Confsal e Cobas hanno
proclamato dalle 8 alle 20 di giovedì 14 marzo uno sciopero
generale di tutto il personale.
Verranno garantiti i servizi essenziali, mentre verranno
sospese le attività ambulatoriali nei confronti dell’utenza
esterna.
Lavoratori più informati sul cancro
In Provincia il lancio dell’opuscolo che diffonde i diritti legati alla salute
C
AMPOBASSO.
Patologie oncologiche, quello che è importante sapere per le
lavoratrici e lavoratori.
Il tema è stato trattato
ieri mattina nella sala
giunta della Provincia di
Campobasso.
Al centro dell’incontro, la presentazione di
un opuscolo rivolto alle
lavoratrici e lavoratori affetti da patologie
oncologiche, al fine di
fornire
informazioni
utili sui propri diritti
per affrontare un delicato momento della vita
lavorativa e familiare.
Presenti all’incontro, il
presidente della Provincia di Campobasso,
Rosario De Matteis, il
Presidente della provincia di Isernia, Luigi Mazzuto, la consigliera di
Parità della Provincia di
Campobasso, Filomena
Matteo e la sua collega
pentra, Tina Fiorenzo,
il presidente della Lilt
Campobasso, Giovanni Fabrizio e l’oncologa
dell’ospedale Cardarelli,
Michela Musacchio.
“Si tratta di un’iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali, coordinata dalla consigliera nazionale di Parità
– ha esordito Filomena
Matteo - , il ruolo di noi
consiglieri territoriali è
solo quello di diffondere
l’esistenza dell’opuscolo
e il suo contenuto.
E’ importante che
le donne, ma anche gli
uomini e soprattutto i
familiari di chi è colpito dal cancro, sappiano
quali sono i propri dirit-
• Filomena Matteo, Luigi Mazzuto e Rosario De Matteis
ti, come il passaggio ad
un contratto part-time,
come la possibilità di
chiedere il congedo dal
lavoro (qualora fosse riconosciuta un’invalidità
civile superiore al 50%),
ancora la possibilità di
chiedere all’Inps l’assegno ordinario di invalidità.
E infine, punto im-
portantissimo, i diritti
dei familiari che assistono i malati oncologici.
Tra questi c’è il permesso retribuito di tre
giorni al mese per as-
sistere il familiare, la
possibilità di trasformare il contratto di lavoro
da tempo pieno a tempo parziale (in caso di
patologie oncologiche
riguardanti il coniuge,
i figli e i genitori del lavoratore)”.
Nell’opuscolo sono
elencate anche le figure
cui rivolgersi per avere
informazioni sui propri diritti. Sul posto di
lavoro: ufficio Risorse
Umane, rappresentanti
sindacali, rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza, medico competente.
Oppure al medico
di base, patronati, sindacati e associazioni di
volontariato al servizio
di persone affette da patologie oncologiche.
An Na
Sabato 9 marzo 2013
LE CITTÀ DEL MOLISE
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Caso Asrem, il centrosinistra
chiede le dimissioni del sindaco
T
ERMOLI. Riceviamo e pubblichiamo una
nota inviata dai consiglieri di minoranza del
Comune di Termoli, intervenuti in merito alla vicenda degli ultimi giorni che coinvolge alcuni esponenti del mondo politico termolese. «Apprendiamo da
fonti di stampa locale, che metà della Giunta comunale di Termoli, risulterebbe indagata dalla Procura
della Repubblica di Larino. I capi di imputazione
ipotizzati sarebbero truffa ed abuso di ufficio commessi, in quanto dipendenti dell’Asrem, dal 2008 in
poi. L’estrema gravità dei fatti oggetto di indagine
impone a questa opposizione di chiedere le immediate dimissioni del sindaco, peraltro indagato e
tutt’ora dipendente di quello stesso ente che si suppone vittima di condotte “inappropriate”. E’ di tutta
evidenza che questa città, già ampiamente mortificata dalla pochezza dell’indecorosa azione amministrativa fino ad ora condotta, avrebbe fatto volentieri a meno di un primo cittadino coinvolto in indagini
per i reati contro la pubblica amministrazione».
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Campobasso
Sabato 9 marzo 2013
L’incontro dell’8 Marzo
Pazienti oncologiche,
migliora la qualità della vita
Il tema affrontato all’ex Cattolica, Scambia: fondamentali i nuovi approcci terapeutici
CAMPOBASSO. La salute
delle donne è decisamente migliorata negli ultimi anni come
ha evidenziato Margaret Chan,
direttore generale dell’Oms
(Organizzazione mondiale della Sanità) in occasione del 100°
anniversario della Giornata internazionale della donna che si
è celebrata l’8 marzo scorso.
Questo grazie alle scoperte
scientifiche e alle innovazioni
tecnologiche, come la mammografia, gli screening attraverso il pap test, l’aborto sicuro (solo se legale), la contraccezione. E di questo si è parlato ieri alla presenza di esperti
nell’aula Crucitti della Fondazione Giovanni Paolo II di
Campobasso.
“Donna e salute. Progresso
scientifico e innovazione per la
qualità della vita”, questo il nome del dibattito organizzato in
collaborazione con l’Asrem, la
Lilt, l’Inail, l’Università e la
Regione. In Italia le donne hanno una lunga aspettativa di vita: vivono in media 84,3 anni,
contro i 79,1 degli uomini. I
dati sono stati presentati proprio in questi giorni dall’Osservatorio nazionale sulla salute
nelle regioni italiane con il
Rapporto Osservasalute 2010
che ha evidenziato però un decadimento delle abitudini e degli stili di vita nel gentil sesso:
sono aumentate le donne fumatrici, sedentarie e con predilezione per il cibo-spazzatura.
Ma allora in cosa decisamente
è migliorata la salute delle donne? Sicuramente in campo oncologico. Di questo ne è sicuro
il direttore scientifico della
Fondazione, il professor Giovanni Scambia.
“È aumentato il numero delle
guarigioni e soprattutto è maggiore la qualità della vita delle
pazienti oncologiche”, ha detto. In Europa la sopravvivenza
a 5 anni dalla diagnosi di tumore è in media del 5% per gli uomini e del 7% per le donne sul
totale dei casi, ma per il solo
tumore al seno si è passati dal
74 all’83%! Lo stesso si può
dire del tumore all’ovaio: oggi
la sopravvivenza è del 30-40%
contro il 20% di alcuni decenni
fa. Sono aumentate le diagnosi,
ma anche quelle precoci e dunque il numero dei casi di tumore sale come pure parallelamente quello delle guarigioni:
cioè ci si ammala di più e si
muore di meno.
“Il tutto è comunque favorito
dai nuovi approcci terapeutici
multidisciplinari e personalizzati - ha detto ancora Scambia
-. Ricevere la diagnosi di un tumore è sempre uno shock: le
donne però oggi vogliono essere informate e così riescono a
scoprire che tante cose che le
spaventavano a priori non sono
più un problema, o comunque,
che anche alcuni effetti collaterali della malattia e soprattutto
delle terapie, possono essere
tenuti sotto controllo”.
Pensiamo alla fertilità e alla
gravidanza prima di tutto: grazie alle nuove tecniche di chirurgia conservativa e ai medicinali di nuova generazione, le
pazienti possono mantenere la
propria capacità riproduttiva.
E per ciò che riguarda la familiarità? La predisposizione genetica? Il 10% delle donne affette da tumore al seno o all’ovaio presentano una mutazione a carico dei geni Btca1 o
Brca2 che è ereditaria e si può
trasmettere da genitori a figli.
Si stima che le donne portatrici di tale
alterazione genetica
(individuabile con
un test da effettuare
in centri specialistici), abbiano tra il 50
e l’80% delle probabilità di ammalarsi
di cancro della
mammella e tra il 10
ed il 40% di sviluppare un tumore alle
ovaie nell’arco dello
loro vita. Individuare questo rischio è
dunque possibile,
ma averne la consapevolezza non è cosa da poco.
Il prof Giovanni Scambia
Gli istituti oncologici offrono alle donne due pos- “il desiderio delle donne di ogsibili soluzioni: la prima è ca- gi è quello di essere sempre più
ratterizzata da un iter farmaco- informate e consapevoli non
logico e di controlli serrato e solo sui piani di prevenzione,
costante, la seconda dalla co- ma anche su prognosi, decorso
siddetta chirurgia di profilassi, terapeutico e su tutto ciò che
ovvero l’asportazione bilatera- può migliorare la loro vita dule di entrambe le mammelle (o rante e dopo la malattia. Non
delle ovaie) per evitare il ri- rinunciano alla sessualità, alla
gravidanza e all’esperienza
schio a priori.
Il prof Scambia sottolinea che della maternità”.
Larino Basso Molise 21
Sabato 9 marzo 2013
Intanto il triunvirato al vertice dell’Asrem dovrà spiegare ai giudici l’utilizzo della Rsa
Truffa dei medici, non è finita
Nell’inchiesta sulla fittizia medicina di gruppo potrebbero spuntare nuovi indagati
LARINO. Il day after della
nuova inchiesta sulla Sanità
del Basso Molise, registra altri particolari emersi nelle ultime ore.
Se l’attività investigativa riguardante la medicina di
gruppo ed i nove indagati finiti nel mirino della Procura
della Repubblica può dirsi
conclusa, continuano le indagini degli inquirenti su casi
analoghi che potrebbero interessare altri medici di famiglia.
Solo verifiche, per il momento, ma è certo che l’attività del
Nucleo Anti Sofisticazioni dei
Carabinieri va avanti e non si
è mai fermata.
Sul fronte del terremoto della
medicina associata, è emerso
che il Procuratore Ludovico
Vaccaro, tra le varie misure
cautelari adottate (sequestro
delle autovetture e blocco dei
pagamenti dell’Asrem verso i
quattro medici di famiglia,
compresa l’indennità percepita per la medicina di gruppo)
aveva chiesto al Giudice delle
Indagini Preliminari Aceto
anche l’interdizione dalla professione, che è stata negata.
Così, se da una parte vanno
avanti gli accertamenti patrimoniali, dall’altra la Procura
frentana potrebbe tornare a
chiedere anche la misura interdittiva non concessa dal
Gip, come ha fatto intendere a
margine della conferenza
stampa di giovedì il Procuratore Vaccaro.
La palla passa ora alle difese
dei nove indagati.
I legali nominati dai quattro
medici di famiglia (Giardino,
Sabusco, Vincelli e Gabriele)
dovranno confutare la tesi degli inquirenti e l’accusa di
aver percepito indebitamente
le somme aggiuntive corrisposte dall’Asrem per un servizio associato che, a detta dei
Nas, esisteva solo sulla carta.
Non garantendo la continuità
assistenziale, non coordinandosi tra di loro, non pubblicizzando il servizio, è l’accusa
rivolta ai quattro. Già rigettata dal sindaco Guglielmo
Giardino su tutta la linea che,
come è facile immaginare, sarà sposata anche dagli altri tre
medici di famiglia.
Sul fronte amministrativo dell’inchiesta, le difese di Quici,
Di Lena, Percopo, Paglione e
Testa cercheranno invece di
smontare la ricostruzione effettuata dalla Procura di Larino, ma dovranno anche spiegare come mai i tre medici
dell’associazione siano stati
autorizzati ad esercitare all’interno dell’ospedale “Vietri”, tra l’altro nei locali destinati alla RSA, anche questi
posti sotto sequestro dagli inquirenti sulla scorta di una
precedente indagine.
Insomma, più passano i giorni, più aumenta il numero delle inchieste avviate e coordinate dalla Procura di Larino.
Giusto per ricordare i casi più
importanti, sono ancora in
corso gli accertamenti della
Guardia di Finanza sui permessi straordinari, le indennità aggiuntive e premi di risultato, che sarebbero stati percepiti in maniera illecita da
dipendenti e sanitari della
Asrem in Basso Molise.
Mentre i Nas dei Carabinieri
stanno ancora conducendo le
indagini riguardanti i presunti
casi di assenteismo tra Termoli e Larino, sui costi sostenuti
per le spese del personale sia
per quelle riguardanti l’acquisto di beni e servizi, non ultima la vicenda dei farmaci e
presidi sanitari scaduti, sequestrati solo poche settimane fa.
Insomma, la sanità del Basso
Molise assomiglia sempre più
ad un vaso di Pandora, dove
con cadenza quasi mensile, si
scatenano tempeste che stanno coinvolgendo i vertici amministrativi, i medici, il personale, i tecnici. Con gli inevitabili risvolti anche sul
fronte politico.
E siamo solo nella fase delle
indagini preliminari.
Ennio Di Loreto
Sanità, fondi utilizzati per altro e advisor sospeso. Roma chiede l'ultimo conto a Iori... Pagina 1 di 2
Sanità, fondi utilizzati per altro e advisor sospeso. Roma chiede
l'ultimo conto a Iorio
I punti roventi per la verifica tecnica di lunedì 11 marzo
Se i conti non tornano, bisogna capire le ragioni. E
soprattutto bisogna capire come mai sia stato sospeso il
contratto, obbligatorio per legge, con l'advisor, la
società, cioè, nominata dal ministero per il controllo dei
conti. Succede questo nella sanità molisana.
Michele Iorio, l'ex governatore di centrodestra
Succede che i conti che non tornano - e non è certo una
novità - ammonterebbero a ben 500 milioni di euro.
Ovverosia, il totale dei debiti in termini finanziari
accumulato dalla Regione Molise per il servizio, pur a
fronte di una liquidità in qualche maniera garantita.
In sostanza, non ci sarebbe corrispondenza tra la
consistenza patrimoniale di questo enorme buco e i
trasferimenti che pure lo Stato centrale ha disposto per il
regno commissariato di Michele Iorio. E sempre a lui,
ancora prima che al successore di centrosinistra Paolo di
Laura Frattura, che stando agli annunci dovrebbe tenere
per sé la delega più rognosa del momento, chi sta in alto - i
ministeri - chiedono il conto.
L'idea su cui si ragiona, su cui in particolare
ragiona Roma, dice questo: le risorse a disposizione per il sistema sanitario regionale del
http://www.primapaginamolise.it/detail.php?news_ID=51100&goback_link=index.php
09/03/2013
Sanità, fondi utilizzati per altro e advisor sospeso. Roma chiede l'ultimo conto a Iori... Pagina 2 di 2
Molise non giustificano la cifra dei debiti: come mai?
Il sospetto, va da sé, finisce sull'utilizzo improprio, o presunto tale, dei soldi pubblici: la
Regione Molise, amministrata dal centrodestra, non avrà mica distolto i fondi in bilancio
regionale dal capitolo sanità ad altro? E tale sospetto sarebbe anche qualcosa di più di un
indizio.
Chi conosce i dettagli, infatti, si domanda che fine abbia fatto l'appesantito carico impositivo per
Iperf e Irap: le tasse maggiorate per le imprese e i cittadini molisani sono state poi utilizzate
per la copertura del deficit sanitario? L'automatismo dell'aumento a questo doveva servire.
Di questo si discuterà tra due giorni a Roma. Il prossimo lunedì 11 marzo si svolgerà al
ministero dell'economia una verifica tecnica su alcuni atti approvati dal commissario Iorio e
dal direttore generale Francioni per il piano di rientro dal deficit.
Pare infatti che il governatore uscente nel mese scorso abbia prodotto una ricostruzione dei
vari trasferimenti ricevuti nel corso degli anni e da questo suo rapporto risulterebbe che tutto ciò
che lo Stato centrale ha inviato al Molise, o meglio destinato alla sanità molisana, sia stato
utilizzato per il settore in questione.
Nella realtà, potrebbe anche non essere andata così (almeno questo vuole verificare Roma):
perché, alla fine della fiera, nelle casse regionali (ovviamente nell'intera organizzazione italiana),
gli unici soldi certi, l'unica liquidità vera riguarda proprio la sanità: in questo capitolo
ci sono trasferimenti concreti, negli altri promesse (anche e perlopiù comunitarie) di
trasferimenti. E allora se c'è una patata bollente da risolvere con estrema urgenza - si potrebbe
pensare a casi come lo Zuccherificio o la Solagrital, ma sono solo esempi - ecco che si potrebbe
attingere al fondo della sanità.
Questo vuole capire Roma. Perché già nel verbale di novembre scorso il tavolo tecnico aveva
quantificato in 300 milioni di euro le somme che la Regione Molise doveva trasferire al bilancio
della sanità. Questa cifra era stata già ricevuta, ma non risultava registrata al posto giusto.
La ricostruzione del governatore-commissario di centrodestra, per quanto presentata, pare non
abbia convinto i funzionari di via XX Settembre: gli alti dirigenti vogliono dettagli più precisi e
maggiori spiegazioni. Almeno per non arrivare a concludere in maniera troppo dura che qualche
trucco sia stato operato qui in Molise.
http://www.primapaginamolise.it/detail.php?news_ID=51100&goback_link=index.php
09/03/2013
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