per il Programma di EMPOWERMENT
delle Amministrazioni Pubbliche del Mezzogiorno
Linea di intervento D.7: Gruppo tecnico attuazione e valutazione
premialità aree depresse
PROGETTO PREMIALITÀ
PREMIALITÀ REGIONALE,QUALITÀ PROGETTUALE E
GOVERNANCE TERRITORIALE
Maurizio Di Palma
Roma, 29 marzo 2007
LA RISERVA PREMIALE PER LA QUALITÀ (1)
La Delibera CIPE n. 20/2004, per la ripartizione
delle
risorse
per
interventi
nelle
aree
sottoutilizzate (FAS), prevede la istituzione di una
riserva premiale affidata alle Regioni per progetti
e soggetti attuatori nel Mezzogiorno.
Obiettivo
della
riserva
premiale
è
il
miglioramento della qualità dell’azione dei
soggetti pubblici (organismi e o enti subregionali)
che attuano le politiche di sviluppo nel territorio
regionale i meccanismi previsti per l’utilizzo delle
risorse della riserva premiale, riguardano le
seguenti finalità:
LA RISERVA PREMIALE PER LA QUALITÀ (2)
- Progettazione di qualità nell’ambito degli
interventi
del
QCS
2000-2006,
con
prioritario riferimento ai
progetti
ambientali e culturali e a quelli relativi alla
diffusione della società dell’informazione
- Rafforzamento istituzionale degli Enti Locali e
di altre
istituzioni territoriali nei processi
di programmazione ed iimplementazione di
piani e programmi (riservato ad un gruppo
ristretto
ed
omogeneo
di
soggetti
operanti sul territorio regionale)
LA RISERVA PREMIALE PER LA QUALITÀ (3)
La riserva premiale pari nel complesso a
76.500.00 Euro, è ripartita tra le Regioni del
Mezzogiorno (secondo valore percentuale
concordati in sede di Conferenza Stato Regioni
precedentemente già utilizzati).
LE CARATTERISTICHE DELLA RISERVA PREMIALE
(1)
- Meccanismo definito a livello centrale
nelle sue
finalità
generali,
che
attribuisce risorse
nazionali a quelle
Regioni
che
definiscono
criteri,
procedure e modalità di
applicazione rispondenti
agli
obiettivi
assunti (progettazione di
qualità
e
rafforzamento istituzionale)
- Assegnazione di risorse alle Regioni che a
loro volta potranno attribuire le stesse a
gruppi
ristretti e
omogenei
di
soggetti
operanti
sul
territorio
regionale, che
hanno
conseguito
miglioramenti
qualitativi
nella
progettazione
e
rafforzamento
istituzionale
nei
processi
di
programmazione e implementazione
LE CARATTERISTICHE DELLA RISERVA PREMIALE
(2)
- Meccanismo che intende promuovere
sostenere da parte delle Regioni un
processo di innovazione amministrativa,
istituzionale,
organizzativa,
procedurale
delle strutture pubbliche operanti a livello
locale, che dovrebbe portare ad una
maggiore efficienza ed
efficacia
nell’attuazione di attività finanziate
sulle
risorse delle Politiche di Coesione
- Meccanismo che dovrebbe promuovere il
ricorso in modo sempre più ampio al
principio della sussidiarietà all’interno della
filiera istituzionale (rapporti tra operatori,
modelli specifici di governance, etc.)
LE CARATTERISTICHE DELLA RISERVA PREMIALE
(3)
Si tratta dunque di un meccanismo che
coinvolge:
a)da una parte la struttura nazionale che ha
istituito la riserva e ne valuta la
rispondenza alle finalità dell’approccio
adottato da ciascuna Regione;
b)dall’altra le Regioni che definiscono
l’approccio, individuano quali beneficiari
gruppi ristretti e omogenei di soggetti sub
regionali, e selezionano le iniziative
presentate e realizzate da detti soggetti, e
ne sorvegliano l’attuazione
LE CARATTERISTICHE DELLA RISERVA PREMIALE
(4)
Si tratta pertanto di un meccanismo che
promuove a livello di ciascuna regione
l’adozione della premialità per migliorare
l’efficacia nell’attuazione delle iniziative
realizzate dalle strutture locali con le risorse
della politica di coesione (Fondi Comunitari e
Risorse FAS) e che dunque può rappresentare
uno strumento pilota da valorizzare in modo
più ampio nella programmazione 2007-2013.
Ciò in linea con quanto già programmato
con il QSN nella premialità connessa al
conseguimento di livelli qualitativamente e
quantitativamente migliori nell’erogazione di
servizi collettivi per la popolazione e per il
sistema produttivo (Obiettivi di servizio)
INDAGINE FORMEZ SULL’APPLICAZIONE DELLA
RISERVA PREMIALE
Indagine di campo, attraverso il gruppo Formez
operante a livello locale per il progetto “Premialità”,
per disporre di un quadro esaustivo in merito
all’attuazione e all’avanzamento di quanto previsto
con la riserva premiale in questione.
Rilevazione di adeguate informazioni in merito a:
-
Meccanismo
dalla Regione
di
incentivazione
individuato
-
Recepimento della proposta da parte del
Dipartimento per le politiche di sviluppo di
coesione
-
Applicazione
del
meccanismo
di
incentivazione
deliberato
dalla
Giunta
Regionale e recepito dal DPS
-
Risultati derivanti dalla gestione del Bando per
l’assegnazione della riserva premiale ai soggetti
partecipanti
LA PREDISPOSIZIONE DEL METODO DI RIPARTO
DELLE RISORSE PREMIALI DA PARTE DELLE REGIONI
Tutte le Regioni meridionali ammissibili alla riserva
premiale in questione, hanno definito, secondo quanto
richiesto dal DPS:
-
il metodo con il quale assegnare a gruppi ristretti e
organi subregionali le risorse
destinate
dalla
Delibera CIPE 20/04 a ciascuna Regione
-
la finalità da conseguire attraverso l’utilizzo
delle risorse disponibili (progettazione
di
qualità e
rafforzamento istituzionale)
-
i soggetti destinatari degli interventi
-
le modalità attraverso le
concorso le risorse disponibili
-
i criteri per
pervenute
la
selezione
quali
delle
mettere
a
proposte
Tavola A - Elementi di analisi considerati nell'approccio adottato dalle Regioni meridionali per l'utilizzo della riserva premiale
(Delibera CIPE 20/04)
REGIONI
Elementi di analisi considerati
Abruzzo
1
Risorse disponibili
2
Linea selezionata
3
Campo di applicazione
4
Procedura adottata
5
Soggetti destinatari
6
Prequalifica dei soggetti
7
Cofinanziamento
8
9
Gruppo di valutazione
Criteri di selezione
Calabria
Campania
3.297.150
9.432.450
36.597.600
Progettazione di qualità
Rafforzamento istituzionale degli
Enti Locali e di altre istituzioni
territoriali
Capacità di governo
del territorio
Società dell'informazione
Progettazione Integrata Territoriale
Progettazione integrata (Settori FAS)
Concorsuale
30% attribuita in fase di avvio
a tutti i PIT;
70% a procedura concorsuale
Concorsuale
Uffici di Gestione PIT
Enti Locali
NO
NO
Enti Locali (10%)
NO
NO
ADG; NTV; Struttura
S.S.S.S.I.R.
NRVVIP
NVIP Regione Campania
Enti Locali
(Comuni e CM)
Utilizzo Monit Web,
Popolam. Portali
- Qualità progett.(2)
- Qualità soggetto
- Cofinanziamento
- Divulgazione, Pubblicazione
e Comunicazione
- Animazione e Marketing
Territoriale
- Assistenza Tecnica
- Implementazione del
Sistema di Monitoraggio
- Efficienza della spesa
- Processi partenariali
-
Qualità proposta
Coerenza esterna
Coerenza interna
Rischio Avanzamento
spesa
16/12/2004
Prima proposta
nota n. 3250 del 29/12/2004
Seconda proposta
nota n. 1295/SP del 29/11/2006
30/11/2004
(GR 6/8/04)
03/03/2005
NO
26/11/04(1)
31/12/2005
NO
120 gg.
Non concluse
NO
Conclusa
- progetti presentati
-
-
403
- progetti finanziabili
-
-
78
-
14
I tranche (50%) entro il 30/9/2007
II tranche (50%) entro il 30/9/2008
In fase conclusiva
(I° bando)
10
Proposta metodo al MEF
DPS
o
Delibera
Giunta
Regionale
11
Pubblicazione Bando
- Scadenza presentazione progetti
Risultati selezione
12
- progetti finanziati
13
Conclusione attuazione
progetti
24 mesi (atto di adozione
bando)
(1)
Messe a bando solo18,3 Meuro
(2)
Sono definiti gli indicatori rappresentativi di ciascun criterio
(3)
Data della delibera n. 36/10 del 2005 poi rettificata con deliberazione n. 13/2 del 30.03.2006 per riversare le risorse non spese e mai messe a bando sulla Progettazione Integrata
Tavola A - Elementi di analisi considerati nell'approccio adottato dalle Regioni meridionali per l'utilizzo della riserva premiale (Delibera CIPE 20/04)
REGIONI
Elementi di analisi considerati
Basilicata
Puglia
Sicilia
Sardegna
9.180.000
1
Risorse disponibili
3.400.000
12.846.000
18.360.000
2
Linea selezionata
- Capacità di Governo
- Progettazione di qualità
Rafforzamento Istituz. Enti
Locali
Rafforzamento istituzionale
3
Campo di applicazione
4
Procedura adottata
Singoli progetti di Progettazione
Salvaguardia Ambiente Beni
Culturali (progettazione integrata) Integrata (Ambiente, Società Ia)
Concorsuale
Progettazione integrata
5
Soggetti destinatari
6
Prequalifica dei soggetti
NO
Concorsuale
- Enti Locali
- Comuni ATO
- Comuni RUPAR
NO
NO
NO
7
Cofinanziamento
NO
NO
NO
NO
8
Gruppo di valutazione
ADG, AA, NVIIP
Interno Regione
Non selezionato
9
Criteri di selezione
Avanz. pianificazione
Utilizzo monitoraggio
Finanza progetto
Accel. spesa
Non specificato
Enti Locali
Non indicato
Raff.Istituzionale
- Grado di fruizione
- Valore agg. del progetto
- Sostenibilità gestionale
- Esternalità
Qualità progettazione
- Avanzamento procedurale
- Grado di funzionalità
Proposta metodo al MEF
DPS o Delibera Giunta
Regionale
-
Qualità processo(2)
Qualità partecipazione
Qualità comunicazione
Integrazione orizzontale
Concorsuale
Progettazione Qualità poi PI
(5,68) e Rafforz. Reti di
Cooperazione tra istituzioni
locali (3,50)
- Beni culturali
- Progett. Ist.
- Turismo
- Beni Ambientali
Concorsuale
Uffici di Gestione PIT/PA
Private
Enti Locali
-
D.G.R. 2/5/05
D.G.R. 2048 del 29/12/2004
(recepita dal MEF 17/12/04)
D.G.R. 21/12/04
26/07/2005(3)
02/05/2005
12/01/2005
16/12/2004
Solo Bozza poi risorse
riversate su Progettazione
Integrata ma non ancora
assegnate o messe a bando
60 gg
Scadenze varie
31/12/2004
-
Conclusa
Attivata parzialmente
Non conclusa
-
- progetti presentati
16
13-9-12-93=127
-
- progetti finanziabili
-
6-4-5-20=35
-
- progetti finanziati
-
7-20=27
-
13
Conclusione attuazione
progetti
Non conclusa
Non conclusa
Non conclusa
(1)
Messe a bando solo18,3 Meuro
(2)
Sono definiti gli indicatori rappresentativi di ciascun criterio
(3)
Data della delibera n. 36/10 del 2005 poi rettificata con deliberazione n. 13/2 del 30.03.2006 per riversare le risorse non spese e mai messe a bando sulla Progettazione Integrata
10
Pubblicazione Bando
11
- Scadenza presentazione progetti
Risultati selezione
12
Vedi Allegato
LA LINEA SELEZIONATA
Le regioni hanno individuato tra le due finalità
dettate dalla Delibera CIPE, la priorità alla quale
destinare le risorse disponibili. E precisamente:
-
la
Regione
integralmente
qualità le risorse
Abruzzo
ha
attribuito
alla progettazione di
disponibili;
-
le Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia
hanno
attribuito
integralmente
al
“rafforzamento
delle istituzioni locali” le
risorse disponibili;
-
le Regioni Basilicata e Sardegna hanno
attribuito le risorse disponibili ad entrambe le
finalità
(progettazione
di
qualità
e
rafforzamento istituzionale). Tuttavia per la
Sardegna le risorse della progettazione di
qualità sono state successivamente spostate
sul rafforzamento istituzionale.
L’AMBITO DI INTERVENTO
Nel rispetto del dettato della Delibera CIPE per la
progettazione di qualità il campo di intervento
ha riguardato la società dell’informazione
(Abruzzo e Puglia), la tutela e la salvaguardia dei
beni culturali e del patrimonio storico (Basilicata,
Puglia, Sardegna), con preferenza ad iniziative
nell’ambito di Progetti Integrati territoriali.
Per il rafforzamento istituzionale sono individuati
quali ambiti prioritari la progettazione integrata e
i relativi uffici (strutture) di gestione nelle Regioni
Calabria, Basilicata, Puglia, Sardegna.
LE PROCEDURE ADOTTATE
Sono
previste
generalmente
procedure
concorsuali, almeno da parte delle Regioni che
hanno
avviato
la
fase
operativa
per
l’assegnazione delle risorse premiali tra i soggetti
ammissibili.
I SOGGETTI DESTINATARI
Nella quasi totalità dei casi i soggetti destinatari,
delle risorse premiali sono gli Enti locali, uffici di
gestione dei PIT, Enti Parco che hanno
partecipato sia ai bandi concernenti riserve
premiali destinate al rafforzamento istituzionale
delle strutture responsabili della gestione dei PIT
e/o degli EE.LL. stessi sia a quelli riferiti alla
progettazione di qualità.
CRITERI DI SELEZIONE DELLA PROGETTAZIONE DI
QUALITÀ (1)
Con riferimento alla qualità e cioè alla capacità
di proporre progetti validi e significativi per gli
scopi da realizzare, i criteri di selezione adottati
riguardano:
-
Indicatori
rappresentativi
della qualità
progettuale (livello di interazione tra i servizi
compresi
nella
soluzione
progettuale,
adozione di soluzioni coerenti con standard
tecnologici e/o di soluzioni già operative,
grado di fruizione, valore aggiunto del
progetto, etc; grado di integrazione, sviluppo
attività indotte, valenza intercomunale, effetti
occupazionali;
sostenibilità
gestionale,
funzionale
e
organizzativa;
esternalità
positive; coerenza interna ed esterna del
progetto; rischio; etc.);
CRITERI DI SELEZIONE DELLA PROGETTAZIONE DI
QUALITÀ (2)
-
indicatori rappresentativi della qualità del
soggetto proponente (numero di enti
coinvolti, esperienze pregresse, bacino di
utenza amministrato dall’ente proponente ,
etc.);
-
grado di integrazione; sviluppo attività
indotte; valenza intercomunale;
effetti
occupazionali;
sostenibilità
gestionale,
funzionale ed organizzativa; esternalità;
coerenza interna ed esterna del progetto,
rischio;
-
Indicatori
rappresentativi
della
partecipazione
al
cofinanziamento
dell’intervento proposto (livello più o meno
alto del tasso di cofinanziamento dei privati).
CRITERI PER LA VERIFICA E VALUTAZIONE DEL
RAFFORZAMENTO ISTITUZIONALE (EMPOWERMENT
E CAPACITY BUiLDING) (1)
Stimolare
la
performance
progettuale,
procedurale e finanziaria degli enti locali
coinvolti nella progettazione integrata e la loro
capacità di governo del territorio: per tali
obiettivi sono stati assunti indicatori significativi e
rappresentativi che si rapportano a capacità
concernenti:
- la utilizzazione di sistemi di monitoraggio in
grado
di
sorvegliare
l’avanzamento
procedurale, finanziario e fisico dei progetti
avviati;
- la gestione/implementazione dei progetti
analizzata e accertata attraverso gli elementi
del monitoraggio e
con
particolare
riferimento all’avanzamento
ed
all’accelerazione della spesa;
CRITERI PER LA VERIFICA E VALUTAZIONE DEL
RAFFORZAMENTO ISTITUZIONALE (EMPOWERMENT
E CAPACITY BUiLDING) (2)
- Il processo di pianificazione e con riferimento in
particolare agli impegni programmatici derivanti
dalla normativa nazionale e regionale;
- il processo di comunicazione ed informazione dei
destinatari potenziali dei finanziamenti disponibili
nonché delle attività di marketing territoriale
finalizzate all’attrazione di iniziative esogene;
- l’adozione della finanza di progetto o di strumenti di
partenariato pubblico/privato nel finanziamento di
interventi con le caratteristiche di OO.PP., gestibili
attraverso il sistema della tariffazione;
- l’introduzione di forme e strumenti di organizzazione
in grado di migliorare il processo di governance del
piano/programma/progetto.
L’AVANZAMENTO PROCEDURALE E LA
ASSEGNAZIONE FINALE DELLA RISERVA PREMIALE
Le
procedure
concorsuali
definite
per
l’assegnazione della riserva premiale ai soggetti
meritevoli risultano ancora in corso per molte
Regioni.
In Campania ed in Basilicata dove la selezione
delle iniziative da sostenere con le risorse della
premialità in questione è conclusa, si può
ritenere che la pluralità di indicatori individuati
nel processo di selezione abbiano permesso di
individuare iniziative (proposte progettuali) di
elevato contenuto tecnico qualitativo.
In nessun caso tuttavia si è giunti alla ripartizione
finale delle risorse; ciò in quanto la scadenza per
la verifica del conseguimento dei target è quasi
sempre fissata al 2007.
ALCUNI SPUNTI CONCLUSIVI (1)
Le analisi sviluppate
evidenziare:
hanno
permesso
di
- un significativo interesse ad introdurre in
ambito regionale procedure e strumenti
premiali per favorire qualità progettuale e
rafforzamento degli enti subregionali nei
processi
di
programmazione
e
implementazione di piani/progetti complessi;
- un ritardo generalizzato nei processi di
istruttoria
e
selezione
delle
proposte
progettuali presentate dagli Enti per i quali
verificare il conseguimento degli obiettivi
assunti;
- l’esigenza di attendere almeno la fine del
2007, per disporre dei risultati conseguiti
attraverso
l’approccio
adottato
ed
il
monitoraggio degli indicatori selezionati: infatti
la verifica dei livelli degli indicatori è
generalmente fissata al 2007.
ALCUNI SPUNTI CONCLUSIVI (2)
Alcuni spunti ed approcci tratti dall’esperienza
potrebbero essere suggeriti per riproporre
meccanismi di premialità a livello subregionale,
con riferimento al Rafforzamento istituzionale
degli EE.LL. nei processi di programmazione ed
implementazione di progetti complessi nel
periodo 2007/13.
L’esperienza maturata ha infatti evidenziato che
risultati positivi possono essere conseguiti in
presenza di varie condizioni:
- l’aggregazione
di
una
pluralità
di
enti/operatori competenti e responsabili di
campi di intervento diversi, tutti indirizzati a
conseguire obiettivi comuni di valenza di area
vasta (intercomunale);
- l’esistenza di strutture e organizzazioni comuni
per programmare e implementare le scelte
contenute nei programmi codecisi;
ALCUNI SPUNTI CONCLUSIVI (3)
- la costituzione di
gestione comune);
un ufficio tecnico di
- la realizzazione
di piani
(attività) di
comunicazione, informazione e di campagne
di marketing.
Se queste appaiono condizioni che dovrebbero
garantire un più efficiente ed efficace utilizzo
delle risorse finanziarie disponibili sul territorio,
l’applicazione di strumenti premiali, quali quello
della Delibera CIPE 20/04, dovrebbe prevedere
l’adozione di metodi di ripartizione tra aree
subregionali che premino consorzi intercomunali
che assumano indicatori adeguati, dai quali
desumere
il
perseguimento
degli
obiettivi/condizioni sopra esaminati.
ALCUNI SPUNTI CONCLUSIVI (4)
Più complessa appare invece la definizione di
condizioni
e
indicatori
che
rappresentino
adeguatamente l’obiettivo di realizzare un’elevata
qualità nel processo di progettazione.
L’esperienza maturata, nelle Regioni che hanno scelto
tali finalità per il riparto territoriale delle risorse della
riserva premiale, anche in relazione al ritardo di detto
processo attuativo, si può ritenere che possa essere
considerata ancora limitata e tutta da verificare.
Gli indicatori assunti a rappresentare il livello qualitativo
della progettazione sono tutti teoricamente significativi
per esprimere una valutazione sia pure parziale di
elementi che contribuiscono a definire la qualità
conseguita nella fase di progettazione. Si tratta nello
specifico degli indicatori che tradizionalmente nelle
analisi e studi di fattibilità vengono presi in
considerazione; tuttavia proprio per la non sempre
soddisfacente utilizzazione di quanto risultante da Sdf,
si può ritenere che tali aspetti soltanto in parte possano
garantire l’elevata qualità progettuale.
ALCUNI SPUNTI CONCLUSIVI (5)
Tuttavia a tali indicatori si deve però fare riferimento se
si vuole promuovere una più attenta considerazione
da parte dei soggetti proponenti delle condizioni che
possono incidere sul buon risultato efficace di un
intervento.
Tali condizioni/aspetti da approfondire in fase di
progettazione possono riguardare:
- indicatori rappresentativi delle caratteristiche
progettuali: soddisfacimento della domanda
presente nell’area e grado di fruizione del
servizio offerto a regime;
interazione
dell’intervento e dei servizi resi con quanto
presente nel territorio; sostenibilità
tecnicoprogettuale dell’intervento e coerenza con
standard tecnologici già adottati/in uso; grado di
integrazione/impatto dell’intervento proposto
(occupazione, valore aggiunto etc.); sostenibilità
amministrativa/gestionale
ALCUNI SPUNTI CONCLUSIVI (6)
con
riferimento
alla
organizzazione
proponente;
sostenibilità finanziaria con
riferimento alla gestione
ed
al
finanziamento/piano
finanziario
dell’intervento (finanza di progetto; margine
lordo di autofinanziamento derivante dalla
gestione
etc.);
esternalità
e
indotto
dell’intervento; etc.;
- indicatori rappresentativi delle caratteristiche
del soggetto proponente, che incidono sulla
qualità della progettazione (Numero di enti
coinvolti; Esperienze di programmazione e
progettazione pregresse; Presenza di strutture
tecniche comuni; Bacino demografico di
utenza per l’intervento progettato).
per il Programma di EMPOWERMENT
delle Amministrazioni Pubbliche del Mezzogiorno
Linea di intervento D.7: Gruppo tecnico attuazione e valutazione
premialità aree depresse
PROGETTO PREMIALITÀ
PREMIALITÀ REGIONALE,QUALITÀ PROGETTUALE E
GOVERNANCE TERRITORIALE
Maurizio Di Palma
Roma, 29 marzo 2007
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le caratteristiche della riserva premiale