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SOMMARIO
P o o l p o s i t i o i i per
Enrica Barbare51
Cliiarosciiio
13
Coiivetizioiie
di
Necessaria coereiiza federale
di Enrica Barbaresi
N o i pailaiiieiitari la vediaiiiu cosi
intewiste di Enrica Barbaresi
Il rilaiiciu dell'Eiiropa
interviste di Enrica Barbaresi
di Fabrizio Federici
Presto la p ~ i i t ad i accesso
Fe<le~alisiiioe seivizio s;iiiilaiio iegioii;ile
di Fabrizio Federici
Il Mediterraiieo al c e i i t i o deil'Eiiropa
di Mano Prignano
Lario. \,aiio per iiatura
di Renata Landoitl
Europa attore globale
di Reoata Landoiti
Le voiictb dcllc rpceie, ooimaii r vrgetoli, sono lo iiichcrro del nostro mondo. Metoforicomente, ooche Vomogeneizzozione dclic cultore si pub occoitom o1progmrrivo impovirimento dello biodiverritb. Per questo, il
nostro giornale, palodino do rempre dcilo rperifiritb di ogni miloicipio nello dimensione europeo e glabole, n r l
prercnte numero ospito u n articolo sullo rolvoguordia dello diverritb biologico e le immogini che dello noturo
o f k io d;,nco5ione ridotto delio vito che ci cimodo IFotqmiiP Emonoeiz Abbotel
CHIAROSCURO di U m b e r t o S e r a f i n i
11 pluralismo? quando e con chi?
Vorrei avanzare u n discorso alla buona. rifacendomi
a una filosofia del diritto
alla portata d i chiunque
abbia frequentato la scuol a m e d i a o anche d i u n
analfabeta intelligente (ho
conosciuto sotto le armi forse n o n ci sono p i ù analfabeti m e r i d i o n a l i n ~ p o l e t a n ti u t t i , n e l linguaggio d i m o l t i connazionali p o l e n t o n i - che,
basandosi sulla pura intuizione, risultavano o t t i m i
sociologi). Sono comunque lontani i tempi - anni
cinquanta e sessanta - in
cui collaboravano con m e
tre cari amici, giuristi d i
chiara fama ma anche uomini di buon senso - Costantino Mortati. Giuseppe
Maranini, Massimo Severo
e ragionavamo
Giannini
a lungo sui problemi "costituzionali" dell'ordinam e n t o pubblico: sono i o
che ormai mi considero un
analfabeta di ritorno, anche se ancora u n cittadino
intelligente (perché no?).
Aristotele nella "Politica"
-.
distingue tre forme di governo p u r e e, rispettivamente, tre corrotte (questo
ancora m e l o ricordo): a
n o i interessa la terza (pura)
- la p o l i t i n
quella che
coinvolge t u t t i i cittadini;
dunque, t u t t o sommato, la
democrazia. Nella democrazia (come del resto in
qualsiasi concreto regime
politico) n o n si puU restare. a o g n i livello (Stato.
Regione. Città, ecc.), senza
governo p i u che p e r u n
momento di transizione: si
fanno votare, in vista d i
un governo (per le relative
proposte alternative, comprendenti ciascuna problem i politici in senso stretto,
economici, sociali, ecc..
nascono i partiti], t u t t i i
cittadini adulti, in grado di
intendere e d i volere: senza f a r l a t r o p p o l u n g a i
presentatori di u n progetto
d i governo, che ottengano
una semplice maggioranza, vincono. Ripeto: n o n si
p u o complicare il metodo
piu che tanto, col rischio anarchico (la prospettiva
-.
anarchica seduce t a l u n i
democratici. quando sono
schiacciati da una dittatura e n o n respirano) - di rimanere a lungo senza governo: per altro è previsto
stabilmente che il governo
abbia una durata con u n
limite massimo: piaccia o
n o n piaccia. il governo, oltre il limite, deve sottostare a una nuova prova elettorale (normale). R i m a r r i
oppure sari sostituito.
La votazione si complica
(ripetizione insistita, maggioranza qualificata, ecc.),
se si tratta d i cambiare la
tecnica elettorale (le regole) O la forma di governo,
e in questo caso, che porta
a una nuova formulazione.
quest'ultima e valida fino
a ripetizione d i detto tipo
di votazione eccezionale.
o m e prescriiono le abituali cosiddette "garanzie
costituzionali" di una Legge fondamentalr vigente
nel territorio.
M a la comunità democratica può essere chiamata a
stabilire la struttura di or-
ganismi (e sceglierne i dirigenti), che abbiano una
durata autonoma da qualsiasi governo e si rivolgano
alla gestione di uno "specifico interesse generale"
(cioè che n o n abbia nessuna parentela col corporativismo: questo si riferisce a
interessi settoriali - cioe
n o n generali
anzi per lo
piu addirittura a "interessi
costituiti" - vested interests -1. È stato invocato,
i n c o m p i t i che investono
variamente il Parlamento Camera e Senato -, il rispetto del pluralismo: non
ci v o g l i a m o occupare di
a l t r i casi. m a v o g l i a m o
analizzare il pluralismo i n
relazione al caso predetto
(organismo che tratta uno
"specifico interesse generale" e vive in piena autonomia dal governo. soprawivendo ad esso).
Facciamo comunque, per
spiegarci. un passo indietro. Cito - come h o già
fatto altre volte nelle sedi
p i u diverse - u n vecchio libro (del 1925). vecchio ma
-.
'.",iii""
ino* 22
La riunione a Valentia del Comitato
Direttivo del Cere. 11 contributo ai lavori
dei membri italiani. La
dells~iccredistribuita a tutti i membri del
Comitato Direttiva. temi del dibattito.
Le conciusioni di Giscard D'Estaing. La
riforma dell'ordinamento interno italiano.
relazione ttivitj del coppem,
Prima riunione del CCRE dopo la nomina di Giscard
D'Estaing a Presidente della "Convenzione" per la riforma
dei Tmttati delllJnione Europea. C'era molto interesse per la
riunione di Valencia (7 marzo) del Comitato Direttivo ed i
rkultati dei lavori hanno mantenuto le attese. A m. ~ i os .~ a z i o
P stato dato dalla "prensa" spagnola. L'ordine del giorno dei
lavori non poteva non essere incentrato sulla "Convenzione':
i membri italiani presenti alla riunione del Comitato Direttivo
(la Vice Presidente dell'AICCRE Mercedes Bresso. il Segretario
Generale Fabio Peiiegini e il Revisore dei Conti del CCRE
Cesare San Mauro) hanno dato un contributo attivo ai lavon e opportuna @ risultata la decisione della Direzione nazio.
nale delYAlCCRE [che si era riunita a Roma il giorno precedente) di approvare una risoluzione. distribuita dal
Segretariato del CCRE a tutti i membri del Comitato Direttivo,
quale contributo per definire l'impegno dell'Associazione
europea a sostegno del lavoro del Presidente Giscard
D'Estaing e della "Convenzione" da lui stesso presieduta.
Comuni
14
a p r i l e
11 documento dell'AICCRE (pubblicato nelle pagine seguen-
e
ti. ndr) stato integrato in quello preparato dal Segretanato
del CCRE, che avevamo giudicato carente sulle proposte di
da parte
lavoro e poco preciso suqli obiettivi da persequire
.
.
della "convenzione': u n contributo politico che è stato
aoorezzato
e ha dato i suoi frutti nel momento dell'ao~ro, ,
,,
"azione del documento finale. Del resto, ci eravamo attenut i alla tradizione ed alle elaborazioni teoriche e politico-culturali dell'AICCRE e del CCRE.
11 dibattito è stato molto interessante ed utile, anche se contratto in un tempo ristretto. Purtroppo ancora una volta si e
constatato un ridotto contribulo di alcune Sezioni nazionali, che sembra abbiano difficolti a partecipare con delle proposte frutto di analisi e sintesi sulle prospettive del processo
di unione dellBuropa. Prevalgono nelle loro posizioni generiche affermazioni: quali maggiore trasparenza. piu vicinanz a a i cittadini, piu Europa. Ma quale Europa, quella intergovernativa? C'è molto disorientamento, molte contraddizioni e ooca urosoettiva.
Anche il richiamo ad un maaaiore
,
,
-"
coinvolgimento dei poteri temtoriali. secondo il principio di
sussidiarieta, resta ambiguo e pericoloso, se non inquadrato
in una visione federale, perché altrimenti puo essere applicato non solo come smantellamento dell"'acquis communautaire". ma anche in direzione localistica e disgregante
dell'unità nazionale.
Anche le discussioni su altre questioni. quali quella del
"Comitato delle Regioni e dei Poteri locali" e sulle sue prospettivc. rcstcranno vaghi rumori senza sbocco se affrontate
a l di fuori dall'evoluzione delle istituzioni democratiche
europee. Oppure si amva a formulare delle proposte senza
fondamento ed irrealizzabili. Come nel caso di ipotesi avanzate in alcuni interventi di altre Associazioni eurooee invitate al CCRE (Eurocities, ARE, CRPM). Si è sentito di nuovo
parlare di "Europa delle Regioni", di Camera europea delle
Rcgioni, ecc. Posizioni che credevamo superate definitivamente e che, invere. ogni tanto vengono riproposte senza
prudenza c pudore.
Anche pcr altri aspetti del dibattito attuale, come l a Camera
deali
Stati. il raooorto
con i Parlamenti nazionali. il Comitato
*
,,
delle Regioni stesso, le Regioni con poteri legislativi o l a trasformazione della Commissione esccutiva in un vero governo europeo. abbiamo messo in widenza come tutti siano
collegati tra loro e facciano parte di un unitario sistema istituzionale, che rappresenta l a nuova qualita della democrazia di un'Europa dei popoli, dei cittadini. Abbiamo ritenuto
proposte negativi ed errori politici pericolosi ripropone 3-4
istanze (Camere) per rappresentare questi o quelli nelle islituzioiii europee.
Al dibattito sono seguite le conclusioni del Presidente
Giscard O'Estaing, che ha puntualmente indicato il metodo
di lavoro e le problematiche alle quali la "Convenzione" deve
indicato come oositivo
dare delle risooste. Ha aiustainente
"
puntare a una proposta &mica, evitando più opzioni. ed ha
soprattutto invitato tutti ad agire sui rappresentanti dei propri Paesi nella "Convenzione", soprattutto sui rappresentanli dei Parlamenti nazionali. che alla fine potrebbero risultare
determinanti, affinché si impegnino e contribuiscano a concludere i lavori della "Convenzione" con successo. Lo sforzo
di Giscard D'Estaing di alzare l a valutazione e la "dignità"
della "Convenzione" è un niodo apprezzabile per dare ad
essa autorevolezza rispetto ai governi che riceveranno le sue
proposte, e se queste sardnno avanzate, rimanà per essi difficile non adottarle, cosi come awenne a Nizza con l a "Carta
europea dei diritti fondamentali" e... poi se non basterà
dovremmo puntare al referendum popolare in occasione
delle elezioni europee della primavera del 2004.
Lo schema che emerge di nuovo dalla risoluzione
deli'AICCRE, approvata il 6 marzo, è semplice. lineare, rcalistico e può essere accettato da tutti; lo ribadiamo, perché
.
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anche le cose semplici hanno bisogno di essere assimilate. Il
Parlamento, espressione della volontà popolare, e I'istituzione principe di qualsiasi ordinamento democratico rappresentativo, anche quello europeo dev'essere dotato di tutti i
poteri legislativi e di controllo per assolvere compiutamente
a tale funzione: la Commissione esecutiva deve essere invece trasformata in un vero governo europeo. La trasformazione del Consiglio europeo dei Ministri in Cainera degli
Stati. con poteri di codecisione con il Parlamento, puo contenere la soluzione di alcune questioni sul tavolo della discussione: la non estraniazione degli Stati dal processo decisionale sooranazionale:. i raooorti
con i Parlanienti nazioiia.,
li garantiti dai parlamentari membri della Camera degli Stati
e, per gli Stati con ordinamenti federali. anche quella della
presenza dei rappresentanti dei poteri temtoriali, attraverso
la Camera federale nazionale, composta da rappresentanti di
eletti regionali e locali.
Per questo noi vediamo strettamente legali i due
momenti ed il orocedere delle loro riforme: auello europeo e quello nazionale. Ecco perché attribuiamo la massima importanza al completamento della riforma costituzionale, con l a trasformazione dell'attuale Senato in
Senato federale dei Poteri territoriali e l a costituziorie dei
Consigli regionali delle autonomie da affiancare agli
attuali Consigli regionali eletti a suffragio universale.
Ecco perché riteniamo che. per raggiungere questi obiettivi, sia necessaria l'unità dell'intero sistema dei poteri
territoriali e sia necessario dare il massimo impulso e l a
massima enfasi all'approvazione degli Statuti comunali.
provinciali e regionali; sia per un'effettiva partecipazione democratica dei cittadini c delle articolazioni sociali.
sia per rappresentare una vera e propria fase costituente
di autor~orma.per il raggiungimento ed il consolidamento della riforma del titolo V della Costituzione, che
ha aperto. insieme agli altri prowcdimenti di riforma
della Pubblica Amministrazione, il processo federale in
Italia e che tanto interesse ha destato in quasi tutti i
Paesi del Consiglio d'Europa.
Nella riunione di Valencia del Comitato Direttiva del CCRE.
non sono mancati certo altri punti di qrande importanza.
quali le valutazioni sui documenti riguardanti l a "govcrnancc" c il Prooramma di allivilà della Commissione. Su oueste
due questioni sono stati approvati dal Comitato ~irettivo
altrettanti documenli.
Il sottoscritto. in quanto Presidente del COPPEM. ha svolto
una relazione sull'attivita euromediterranca del Coniitato
permanente e del CCRE, inquadrandola nella prospettiva dei
processo di Barcellona e della prossima riuniune del
Comitato dei Ministri dei 27 Paesi partner mediterranei, prevista per il 22 e 23 aprile a Valencia, manifestando molta
preoccupazione per l'attuale situazione mediorientale. che
rende difficile lo sviluooo
dcl oartenariato euromediterraiieo.
,
Se la situazione non migliorerà c non si avvieranno rapidamente i colloqui di pace tra le parti, è facile prevedere che,
per la riunione di Valencia del Comitato dei Ministri, sarà
difficilc uno svolgimento tranquillo e positivo.
110 inoltre annunciato l'intenzione dell'ufficio di Presidenza
del COPPEM. che si riunirà a Valencia il 12 aprile prossimo,
una settimana urima del Coniitato dei Ministri. di aoorovare
,,
una proposta precisa per i1 rafforzamento del ruolo della
.
venuto fra gli altri anche il Vice Presidente del CCRE e Vice
Presidente del COPPEM. nonché Vice Presidente del
Consiglio generale del Finistère. Sen. Louis Le Pcnsec, m'luppando alcune problematiche del dialogo euromcditcnaneo nell'attuale situazione politica. A Valencia sari valutata
ed approfondita anche la proposta di Prodi sulla Banca Euro
Meditenanea (BEMI.
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11 rilancio dell'Europa
Documento sulla C ~ n V e n ~ i ~europea
lle
approvato al"unanin7ità
nazionale
dell#~iccrei l 6 marzo 2002. 11
sostegno politico del Direttiva del CCRE.
Le insidie e le riserve sulla Carta
costituzionale europea. Le ProPoste Per la
convenzione.conl13elenze
dellf~,,ione.
I Poteri del Parlanlento europeo, La
creazione in Italia del Senato federale
delle Collettività t e r r i t o r i a l i . L'eventuale
referendum popolare. I! ruolo dell'ltalia.
La Direzione nazionale dell'AICCRE, riunitasi il 6 Marzo
2002, esprime la sua piena soddisfazione per la decisione
di Laeken di istituire una "Convenzione" per la costituzione europea e per la designazione a presiederla del Presidente del CCRE, Valéry Giscard D'Estaing, al quale indirizza le sue felicitazioni ed un augurio di buon lavoro.
La convinzione federalista del nostro Presidente internazionale ci sostiene nella fiducia e nella speranza di poter
raggiungere i risultati da tanti anni e da tante parti sperati e per questo la Direzione nazionale dell'AICCRE chiede al CCRE. già con la riunione del suo Comitato Direttivo di Valencia del 7 marzo 2002, di dare pieno sostengo
politica al lavoro della "Convenzione" contribuendo a definire delle proposte, di vero contenuto democratico sia
per quanto concerne il nuovo impianto istituzionale sia
per gli aspetti funzionali nel rispetto del principio di sussidiarietà in senso federale.
Occorre evitare le insidie, le impostazioni, le risewe sulla
Carta costituzionale europea. che possono bloccare la
"Convenzione" su compromessi di basso profilo e portare
a conclusioni lontane dalle necessita ed urgenze che la
moneta unica e l'allargamento dell'Unione europea a 25
Paesi nel 2004 ormai impongono. per evitare la paralisi
ed il fallimento politico-istituzionale dell'unione europea
e di quel poco di sovanazionale che abbiamo raggiunto
con I'"ncquis communautnire':
La sovranazionalita europea non deve solo essere al semizio del massimo rendimento di una fattibilità di economia di scala. ma deve operare internazionalmente per la
tutela prioritaria delle esigenze della Terra (niiluppo compatibile) e per un ordine internazionale che attui una dovuta giustizia. non regolando la ricchezza di pochi a spese della maggioranza dei Paesi del mondo.
La Direzione nazionale dell'AICCRE. consapevole delle
sfide che ci stanno di fronte e della coincidenza tra interessi nazionali e processo di unione politica ed economica dell'Europa,
chiede al CCRE di far proprie le seguenti proposte:
1. completare i lavori della "Convenzione" entro un anno.
in modo che l'iter di approvazione della Carta costituzionale awenga prima delle elezioni europee della primavera
del 2004, con la partecipazione anche dei dieci Paesi oggi candidati, in modo che per i cittadini europei, chiamati
al voto, siano chiari i termini politici e democratici del
confronto elettorale sul Futuro loro e dell'Europa;
2. le conclusioni della "Convenzione" comurendano una
proposta chiara su un numero limitato di competenze,
m3 con un netto potere decisionale sopranazionale, democratico e pertanto di tipo federale. Tali competenze e
poteri sono gia stati indicati per quanto concerne la politica monetaria. fiscale. la conconenza e quella macroeconomica collegate alla moneta unica; la politica estera, di
difesa e di sicurezza: la uartecioazione dellUnione europea in un'ONU riformata per "n impegno nella lotta al
terrorismo e la pace nel mondo; per altre questioni di ordine sovranazionale come I'eneraia.
" . Iàmbiente. le infrastrutture dei trasporti o delle telecomunicazioni possono
essere riservate all'Unione europea le competenze di indirizzo aenerale
e di coordinamento. da esercitare non solo
"
a vantaggio interno della Federazione europea. ma altresi
in ossequio agli obblighi morali che deriveranno dal contribuire a un ordine internazionale piu razionale e giusto;
3. i pieni poteri legislativi e di controllo al Parlamento
europeo;
4. la trasformazione del Consiglio dei Ministri in Camera
degli Stati (rappresentati secondo i loro ordinamenti costituzionali, e per questo in Italia importante e necessario creare il Senato federale delle Collettività temtoriali
per avere la loro presenza nel potere legislativo europeo)
con poteri di codecisione legislativa con il Parlamento
europeo; come già richiesto dal CCRE negli Stati Generali
di Lisbona del 1990;
5. la trasformazione della Commissione esecutiva in un
vero governo federale europeo, la cui formazione non dipenda esclusivamente dallouropa intergovernativa. ma
venga costituita con l'approvazione dei singoli membri e
l'elezione del suo Presidente da parte del Parlamento Europeo;
6. la procedura di adozione della Carta costituzionale europea (che comprenda nella prima parte la "Carta europea dei diritti fondamentali". approvata a Nizza il 7 dicembre 2000; i principi fondamentali della Carta europea
delle autonomie locali ed il riconoscimento del potere di
adire da parte delle collettività territoriali la Corte di Giustizia per il rispetto del principio di sussidiarietà in senso
federale) dova prevedere la codecisione del Parlamento
europeo e del Consiglio dei Ministri ed eventualmente. se
necessario. l'ultima parola sia data ai cittadini attraveno
un referendum, come proposto recentemente dal Presidente Giscard D'Estaing.
L'AICCRE si impegna a mobilitare tutte le sue forze a sostegno di tali richieste, a promuovere e partecipare a tutte quelle iniziative unitarie che saranno programmate con
le altre Associazioni federaliste e dei Poteri temtoriali. affinché l'Italia svolga un ruolo da protagonista per il compimento di una unione politica dell'Europa in senso democratico e federale.
VAICCRE, attraverso iì CCRE, si rende disponibile a sostenere un'iniziativa politica a sostegno della Convenzione e
del nostro Presidente internazionale, affinche questa sia
colta come occasione storica per l'Europa per proiettarsi
in un futuro globale di pace, di giustizia e di cooperazione tra tutti i popoli dei diversi continenti.
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Comuni
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--
Federalismo e servizio sanitario regionale
l
di Piero Micossi, Assessore ollo Sonità dello Regione Ligurio
La s a n i t i i n uno Stato federale. II
rispetto del principio d i
e il
sovranitj,11 caso della ~
di
I'unikaazione
~ ~ i del:e~funzioni
, di prourammazione. controllo, legidaziorispetto del cittadino e i guasti ne e gestione nell'amministrazione
pubblica regionale ,i risolve solitadella centraliiZXi0tle. Ce~perienZa mente (come r visibilmente a c c a
duto in Liguria) nella sordità alle
degli 'ltirni anni. 'I ruolo delle istanze dei cittadini e nella ineffi-
~
i
te u n decentramento amministrativo di funzioni.
La separazionr dei ruoli e dei poteri 6 p i ù efficace nel garantirevoce e
scelta ai diveni interessi, mentre
~11
~d i tutela
~ dei diritti
i
dei~
Oenza organizzativa
~
i e operativa.
Riprende vigore oggi in t u t t o il
cittadini. La gestione delle aziende mondo occidentale una cultura
liberale istituzionalmente p i b
sanitarie. Il I.LIO~O deqli
- Enti locali. rispettosa del cittadino e vi"
. oru,
dente nel vedere nello Stato e nelI'
socialee la crescita l'amministrazione pubblica capacidel terzosettore,t d i rappresentanza sostitutiva
degli interessi e dei diritti d i cittadinanza, ispirata appunto al principio di sussidiarietà.
Le comunità locali esprimono interessi che perdono voce e legittimità
quando l o Stato e I'amministrazione pubblica centralizzano e unificano le proprie funzioni, ma contestualmente lo Stato perde legittimità agli occhi dei cittadini e
diventa estraneo e mal tollerato.
Questo processo nel mondo della
sanità è ben visibile nell'esperienza
degli ultimi venticinque anni seguiti alla statalizzazione della sanità e
alla nazionalizzazione delle principali istituzioni sanitarie n o n pub011 problema del'organizzazione
bliche (anche se senza scopa di
del servizio sanitario i n u n contelucro e operanti nella forma giuristo d i stato federale va affrontato dica di fondazioni), che ha comn o n sotto l'aspetto dell'efficienza
portato la perdita dei legami forti
delle soluzioni adottate, ma d i
di appartenenza (ownership) che
come si proponga in u n quadro d i legavano le istituzioni sanitarie alle
Stato federale la questione della
comunità locali le quali. ritenendolegittimità istituzionale, dei diritti le proprie, contribuivano in modo
di cittadinanza e della sussidiarieimportante sia al loro finanziamentà. Il principio d i sussidiarieta pret o sia alla generazione dei gruppi
vede che l o Stato e la pubblica
dirigenti. Basti pensare al flusso
amministrazione in generale n o n delle donazioni che con la riforma
avochino a sé funzioni che possodel 1978 sono venute quasi comn o esser meglio svolte dalle pletamente meno.
comunità, e che ogni livello di La proposizione di modelli culturali
cui informare le relazioni ha gli enti
articolazione organizzativa sottordinato n o n sia vicariato dal locali e le Regioni o quelle fra le
livello superiore se n o n in presenRegioni e l o Stato richiede dunque
za di incapacità o impossibilità a
una srelta fra due esperienze anlitesvolgere l e proprie funzioni e ad tiche. Ove
scelga per il modello
assolvere alle proprie responsabililiberale, fondata rulla separazione
dei poteri e su sistemi di interessi e
tà. L'evoluzione federale dello
di controlli reciprocamente bilanciaStato presuppone quindi u n trati. rinunciando dunque all'idea dello
sferimento d i sovranità dallo
Stato 21 cittadino e n o n solamenStato tutore e della superiorità
morale dell'amministrazionepubblica, è necessario proporsi di conseguire tutto ci6 concretamente.
D i qui nasce la proposta (contenuta nelle linee di indirizzo e nella
parte istituzionale del piano sanitario della Liguria, ma anche nel
documento introduttivo del piano
socio-sanitario della Lombardia) di
liberare le Regioni da ogni incombenza gestionale, affidando loro il
ruolo centrale d i tutela dei diritti
dei cittadini e quindi di pianificazione e di controllo, unitamente
alla funzione di determinare la
pressione fiscale corrispondente ai
servizi erouati
.(certamente aii'intemo di u n quadro nazionale di
definizione dei livelli di assistenza
essenziali. o minimi. o garantiti. da
erogare unitariamente su t u t t o il
territorio nazionale).
Come conciliare un p i u forte ruolo
dei Comuni e delle comunità locali
nella gestione delle aziende sanitarie con l'esigenza di conservare i
vantaggi acquisiti (soprattutto efficienza e unitarietà di indirizzo) con
i processi di ariendalizzazione?
Una ~ossibilita~otrebbeessere ouella di affidare alie conferenze dei'sindaci I'approvazione dei bilanci
annuali e poliennali delle aziende
sanitarie tenitoiali e i relativi piani
strategia poliennali, concretizzando
cosi la partecipazione alle decisioni di
allocazione delle risorse e quindi di
tutela della salute nei suoi diversi
aspetti. prewdendo naturalmente u n
potere sostitutivo nell'impossibilità di
conseguire tali approvazioni entro u n
temine congruo di tempo. Questo
non significa affidare ai Comuni, i n
forma singola o associata, anche le
nomine dei diretto" generali ddla
&L, dato che la responsabilità economica sugli impegni di spesa d w e
continuare a vedere il vincolo regionale sul bilancio e sulla programmazione economica.
Questa scelta richiede che parallelamente le politiche economiche
regionali riconoscano nelle comunità soggetti autonomi e capaci di
organizzazione e di iniziativa. e
che quindi si valorizzino le organizzazioni del volontariato sociale
e si incentivi l a crescita del cosiddetto terzo settore. a partire dalla
fomitura d i servizi a bassa intens i t i d i tecnologia e dalla formazione proressionale.
"
d'Europa
""
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11 Mediterraneo al centro dell'Europa
La cronaca della IX Conferenza delle città
gemellate del Mediterraneo, a Taranto
i l 20-22 marzo. L'aspirazione dei popoli
mediterranei alla pace e alla democrazia. I l
ruolo dei gemellaggi. L'assenza dellfEuropa
per la soluzione del conflitto israelop a l e s t i n e s e . La condizione della donna
nell'area mediterranea. Le confessioni
religiose per i l dialogo e la pace nel
Mediterraneo. Cooperazione e s v i l u p p o . I
gemellaggi per lo sviluppo del diritto alla
conoscenza e comprensione reciproca.
E arrivato finalmente il momento
della 1X Conferenza delle città
gemellate del Mediterraneo. Dopo
le attese e i rinvii, Taranto vede
iniziare, il 20 marzo di questo
2002, l'attesa Conferenza. Sul
palco. a ricordare i lontani esordi
di questa iniziativa nel 1993, i
promotori di allora, ma ancora
oggi fondamentali animatori,
Franco Punzi. Vicepresidente deiI'Aiccre. e Nikos Papamikroulis,
Sindaco di Nea Halkidona.
I lavori sono aperti dal Presidente
dell'Aiccre. Raffaele Fitto, Presidente della Regione Puglia, che,
nella sua relazione introdutt~a"Il
Mediterraneo oggi fra conflitti e
cooperazione: diritto alla pace e
alla democrazia", parla della necessaria costituzione di un percorso che porti alla~pacee alla democrazia. nell'alveo delle prospettive
della Conferenza euromediterranea
di Barcellona del 1995. Rossana Di
Bello, Sindaco di Taranto, nel suo
intewento, certo non formale, sostiene 19mportanza fondamentale
della politica dei gemellaggi per la
crescita della cooperazione.
Dopo i saluti della Federazione
pugliese dell'Aiccre e della Provincia di Bari, portati da Ennio Triggiani, Presidente della Federazione
pugliese dell'Aiccre e Vicepresidente della Provincia di Bari. del
Sindaco di Bari Simone Di Cagno,
di Antonis Zervos, Sindaco di
Aghios Nikolaos, che ha ospitato a
Creta l'MI1 Conferenza. e del Presidente della locale Camera di
commercio. Emanuele Papalia. Nikos Papamikroulis svolge la sua
relazione sul ruolo dei gemellaggi
nel Mediterraneo, all'insegna dello
slogan "uguaglianza e libertà vadano mano in mano':
Nel dibattito che segue, costatata la totale assenza dell'Europa
nella ricerca di una pacificazione
del conflitto israelo-palestinese.
viene alla luce l'esigenza di riportare il Mediterraneo al centro
dell'Europa.
Nel pomeriggio dcllo stesso giorno. i lavori si sono incentrati sulla
condizione della donna nell'area
mediterranea, con le relazioni di
Maria Teresa Coppo Gavazzi, Presidente della Federazione lombarda dell'Aiccre. e di Zehira Yahi, Direttrice della cooperazione e delle
relazioni internazionali della Radio
algerina. Da parte sua, la Coppo
Gavazzi, dopo aver sottolineato i
ritardi che ancora contraddistinguono la politica europea delle
pari opportunità e aver dato alcuni dati, poco lusinghieri per la politica in materia di alcuni paesi,
segnatamente l'Italia, ha fermamente sostenuto la necessità di
sganciare l'argomento dall'ottica
delle politiche per le categorie piu
deboli. Zehira Yahi ha invece parlato della situazione delle donne
nel suo paese. l'Algeria, dove vige
un codice della famiglia che tuttora impedisce alle donne una pur
semplice parvenza di libertà di
scelta. La Yahi ha anche espresso
la solidarietà di tutti i presenti per
la nigeriana Safiya, al momento
della Conferenza ancora in attesa
di una decisione sulla barbara sentenza della lapidazione.
Alle due rciazioni è seguito u n vivace dibattito, dove accanto a temi femminili è venuta alla luce la
convinzione che non si potrà dire
che il mondo è cambiato, finché
conteremo a migliaia i morti per
guerra, fame o terrore.
La giornata del 21 marzo si e incentrata sulla tavola rotonda "Le
confessioni religiose per il dialogo
e la pace nel Mediterraneo", con
moderatore Gianfranco Martini,
responsabile politico dei gemellaggi dell'Aiccre.
Alla presenza dell'Arcivescovo di
Taranto, Mons. Benigno Luigi Papa, il Sindaco Rossana Di Bello ha
letto il testo del telegramma che
la Conferenza ha inviato ai colleghi amministratori israeliani e palestinesi. oggi assenti ma sempre
presenti negli ultimi anni. Nel telegramma, dopo la solidarietà ed il
cordoglio per le vittime dell'atroce
conflitto, si auspica che tra le due
parti si possa trovare una strada di
dialogo e si rinnova l'invito a partecipare alle prossime Conferenze.
Comuni
a p r i l e
2 0 0 2
Hanno partecipato alla tavola rotonda, per la chiesa ortodossa il
Vescovo Archimandrita di Calabria, per la chiesa cattolica il
prof. Giovanni Cereti, Presidente
della Sezione italiana della Conferenza mondiale delle religioni
per la pace, per I'islamismo il
prof Zouhair Louassini, membro
della redazione araba di Rai-Med,
per I'ebraismo il dott. Victor Magiar, membro del "Gruppo Martin
Buber - ebrei per la pace", quest'ultimo relatore non è potuto
purtroppo intervenire per un improwiso forte malessere.
Nelle relazioni e nel successivo dibattito sono venute naturalmente
alla luce le connessioni tra religione e pace e gemellaggi e pace, lo
scontro non già tra civilta e culture ma tra ignoranze e interessi, il
travisamento del messaggio originale dei rispettivi testi sacri. I'esigenza dell'autocritica.
Nel pomeriggio del 21, i convegnisti, con l'occasione di una vi-
sita di studio al Porto di Taranto,
h a n n o ascoltato una relazione
del Presidente dell'Autorità portuale di Taranto, Sandro Petriccione, su "Il diritto allo sviluppo
sostenibile: l'esperienza del Comune di Taranto':
Siamo alla fine della 1X Conferenza delle città gemellate del
Mediterraneo. L'ultima giornata
vede la relazione di Costas Possidonos, Direttore generale dell'Agen7.ia di svilup?o della Prefettura di Pella. su "Cooperazione e
sviluppo, migrazioni e solidarietà", ed il saluto. a nome della Segreteria generale del Ccre, di
Sandra Ceciarini. che ricorda con
orgoglio come il Presidente internazionale del Ccre Valery Giscard
D'Estaing sia stato nominato, dai
Capi di Stato e di Governo dell'unione. Presidente della Convenzione europea.
E quindi il turno di Philippe Tarrisson, responsabile del servizio
"L'Europa dei cittadini" della Se-
19
zione francese del Ccre, che parla
su "1 gemellaggi per lo sviluppo
del d i r i t t o alla c o n o s c e n z a e
comprensione reciprpca tra popoli di paesi diversi': Nella sua
relazione, impostata sul diritto
universale dei popoli ad esistere,
Tarrisson ha sottolineato come il
gemellaggio unisca i popoli e
non gli stati: ITuropa sara multiculturale o non sarà.
Nel dibattito che è seguito, Cesare San Mauro, Presidente della
Segreteria tecnica del Ministro
della funzione pubblica Franco
Frattini e Presidente del Collegio
dei revisori dei conti dell'Aiccre,
ha portato il saluto del Governo
ai convegnisti.
1 lavori s o n o conclusi, Franco
Punzi e Nikos Papamikroulis. sempre presenti durante tutti i tre
giorni, tirano le riflessioni conclusive della Conferenza e danno appuntamento all'anno prossimo a
tutti i convegnisti.
m.m.
Spohllo Unito e sofìware gestionali per gli enti pubblici. Sistema Informativo
Territoriale. Sistemi di tablaggio strutturato. Soluzioni web oriented .Sistemi
di comunicazione e informazione a l cittadino. Reti civiche e portali territoriali.
Formazione tradizionale e a distanzo
Comuni
dhnpa/lo
a p r i l e
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Europa attore globale
di Nicola Zingaretti
L'inaugurazione a Bruxelles della
la Convenzione ci dovrà
essere il problema del disConvenzione europea. La sfida della tacco sempre piU avvertito
con l'opinione pubblica.
Costituzione europea' I' problema del La perdita di consenso di
distacco con
pubblica. 11 lavoroun'Europa che interviene
sempre piu spesso nella viche aspetta la Convenzione. I tempi di ta quotidiana dei cittadini.
ma che poi nelle sue forme
svolgimento. 11 dopo Convenzione. decisionali rimane sempre
avvolta come in una nebLe riforme istituzionali e l'allargamento. bis, nella quale non si di-
un documento finale, entrerà in campo il Consiglio
Europeo. 11 lavoro della
Convenzione sarà esaminato dai capi di Stato e di
Governo dell'unione. che
dovranno decidere i tempi
di svolgimento della Conferenza intergovernativa.
cui spetta, in definitiva, di
approvare le nforme istituzionali per il funziona-
stinguono responsabilità.
compiti e poteri.
La Convenzione dunque
dovrà cimentarsi in un lavoro enorme, dare risposte
conrrcte e praticabili a
quelli che il deputato costitudonalista francese Olivier
Duhamcl ha riunificato in
65 quesiti, tipo quali competenze sopranazionali dovrà avere l a nuova impalcatura costituzionale. che tipo
di cessione di sovranita gli
Stati dovranno accettare,
come rafforzare l a partecipazione democratica dei
eittadini alla vita deI1'Unione, e poi il centralissimo tema del metodo di voto.
Questo sicuramente e uno
dei punti chiave: si continuerà a decidere all'unanimita su una grande varietà
di temi, oppure cadrà I'attuale dirilto di veto che
spesso paralizza l'attività
dell'Unione?
La Conveiizione poi passerà la mano: nel mandato
di Laeken si parla di u n
a n n o . nia i n pochi oggi
sanno dawero quali saranno i tempi che il lavoro richiederà. Dono aver stilato
mento dell'unione allargata a i nuovi paesi membri.
L'Europa dunque ci prova.
Owiamente la possibilità di
riuscire è legata a l fatto di
provare già ora. all'atto d'inizio, ad uscire tutti dagli
egoismi narioiiali o locali.
Provare ad intraprender?
una sorta di viaggio collettivo, il più possibile liberi da
condizionamenti e u n i t i
"dall'unico fine di elaborare
un progetto comune". come ha ncordato il Prcsidente Valery Ciscard D'Estaing.
Ma l'importante e provarci.
crederci ed avere fiducia. La
scommessa è quella di rilanciare la missione dell'Europa nel mondo. Scommettere sull'idea di un'Europa
attore globale, in un mondo che chiede alla politica e
alle democrazie di svilupparsi verso livelli regionali,
come garanzie di un governo sempre piu necessario
ed urgente. Per farlo occorre rinnovarsi e procedere
verso le nforme, perché solo
i cittadini di un'Europa unita potranno nel futuro del
mondo continuare ad avere
un ruolo e una funzione.
11 28 febbraio 2002 nell'aula del Parlamento Europeo
a Bruxelles, a l terzo piano
dell'edificio Spaak. Valery
Giscard D'Estaing. 76 anni.
ex Presidente della Repubblica francese. Presidente
dcl Consiglio dei Comuni e
dclle Regioni d'Europa e
Presidente della Convenzione europea, conclude il suo
iiitewento di 45 minuti alla
prima riunione della Convenzione gridando "Vive
IBurope".
Sopra di lui, a l tavolo della
presidenza sedevano il Presidente spagnolo Aznar.
Presidente di turno dell'unione, Patrick Cox, Presidente del Parlamento Europeo, e Romano Prodi, Presidente della Commissione. 1
rappresentanti delle tre istituzioni che devono essere
riformate. Di fronte a lui i
"costituenti", che siedono
in ordine alfabetico nell'aula gremita. L'Europa che
deve cambiare l'Europa ha
iniziato cosi il suo cammino. La Convenzione era stata lanciata a dicembre dal
Consiglio Europeo di Laeken con una solenne "Oi-
chiarazione sul futuro dell'Unione Europea':
Si awia cosi un percorso di
riforme costituzionali di
portata storica. Dopo I'euro
e l a straordinaria novità che
ha portato con sé. l'Europa
mette mano alla sua forma
istituzionale. punta a ridefinire modalità di funzionamento e dello stare insieme
piu adeguate e soprattutto
in grado di peimettcre u n
allargamcnto verso nuovi
paesi. La sfida è quella di
dare vita ad una Costituzione europea u. come l'ha
definita il Presidente Giscard DBstaing, forse per
evitare eccessive polemiche
proprio all'iiiizio del cammino, un "Trattato costituzionale d'Europam,che garantisca lo sviluppo democratico del continente per i
prossimi 50 anni. 11 motore
di questo processo è i n dubbiamente la consapevolezza che l'attuale strutlura
europea non è piu sufficiente a garantire uno sviluppo paòfico e partecipato dei processi di integrazione. È indubbio che al
fondo della riflessione del-
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bili una semplificazione e un riassetto. Come semplificarli senza
modificarne il contenuto? Corrie
riordinare questi testi? Occorr?
inoltre riflettere sull'opportunita
di inserire la Carta dei diritti fondamentali. Infine t u t t o questo
porterà all'adorione ncll'Uriionc
di un testo costituzionale?
spettano i cittadini
nione?': 6 la prima
ui la Convenzione
fase. quella comune. Nri dicembre
2001 al Consiglio europeo di Laeken, i Quindici hanno infatti deciso
di convocare, secondo la dichiara-
Un impegno che vede coinvolti
105 membri di una grande assise.
convenuta da Ovest ad I2:st dell'attuale Unione e da quella dei
paesi del domani. Per allargar? i l
dibattito e associarvi tutti i cittadini sarà aperlo - secondo quant o previsto nella dichiarazione di
organizzazioni che rappresentano
a società civile: parti sociali, oranizzazioni economiche, ong.
dichiarazione di La
quattro categorie.
ganizzazioni, che da una parte
ranno regolarmente informate
ui lavori e dall'altra forniranno
frutto anche del confronto
on le istituzioni nazionali C loali. Queste organizzazioni. inolre, potranno essere ascoltate o
ento a temi particolari.
n occasione della festa inauguale sono state sollevate diverse
durare un anno
- all'assenza
nel
distintivo anche se il prodi fondo resta: il vizio
o dei l05 membri e daila
ne del metodo la Conven-
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2 0 0 2
Il Presidium della Convenzione e composto da 12 membri ed e l'organo direttivo dell'istituzione. Il Presidente e i francese Valery Gscard D'Estaing, i vice presidenti - designati dal Consiglio europeo -sono Giuliano Amato e Jean Luc Dchane. Inoltre ci sono due rappresentanti della Commissione, Michel Barnier e
Antonio Vitorino, i rappresentanti dei tre governi spagnolo, danese, greco che presiedono l'Unione durante i lavori della Convenzione, i rappresentanti del
Parlamento europeo, Klaus Hansch e Ingo Mendez DeVigo, e altri due delle delegazioni dci Parlamenti nazionali.
La Convenzione e composta, nell'assemblea plenaria, da 105 membri. 15 rappresentanti dei governi degli Stati membri [uno per ciascuno Stato); 30
membri dei Parlamenti nazionali 12 per ciascun Stato membro); 16 membri del Parlamento europeo. A ciascun membro titolare corrisponde un supplente. 1 13 paesi candidati all'ingresso nell'Unione Europea saranno rappresentati come gli altri Stati gia membri [quindi 39 rappresentanti in tutto).
13 persone avranno lo status di "osservatore": 3 rappresentanti del Comitato Economico e Sociale, 3 del partenariato sociale, 6 delle Regioni europee e
il Mediatore eurooeo.
I membri italiani
GIULIANO
AMATO,v~cepresidente
GANFRANCO
FINI. rappresentante del Governo italiano
FRANCESCO
SPERONI,
supplente per il Governo itoliono
MARCO FOLLINI,Camera dei Deputati
VALDOSPINI,supplente per la Camera
L%MBFRT~
DNI,Senato
FILADELFIO
BASILE,
supplente per il Senato
TAJANI,delegorione europarlomento
ANTONIO
CRI~IANA
MUSCARDINI,
delegazione europorlomento
ELENA Pnciom, supplente europorlamento
CLAUDIOMARTNI, Comitato delle Regioni
EMILIOGABAGLO,
Confederazione sindacale europea
Comuni
8
114
P
-
--
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-
Noi parlamentari la vediamo così
Enrica Barbaresi intervista i parlamentari
europei italiani rappresentanti del
parlamento di strasburgo alla
Convenzione, Per l'Europa del domani, la
Convenzione dovrà ris~ettarei tempi
previsti. Una
flessibile e
u n elemento importante dei lavori della Convenzione e come previsto nella dichiarazione di Laeken - il coinvolgimento della società civile. Per Antonio Tajani: "L'Europa deve essere l'Europa dei cittadini. quindi ci auguriamo
che possano essere ascoltate il maggiore numero di voci.
perche l'Europa deve essere l'Europa di domani". "Ho
chiesto - conclude l'onorevole -l'ascolto forte di due attori della società civile: i rappresentanti
delle religioni,
..
anche per il ruolo che svolgono attraverso I'attivita divolontariato. e quelli delle piccole e medie imprese':
aperta verso est per l'avvenire dell'unione.
Democraticità, trasparenza e maggiore
convin~ioneeUrODea per la nuova Europa.
Cristiana Muscardini: a fianco della società civile
"La traduzione dei testi awerrà in tutte le lingue
. dell'U
nione e sarà integrale': La capogruppo europea di Alleanza Nazionale Cristiana Muscardini. delegata titolare italiana dell'Europarlamento nella Convenzione, evidenzia
.gresso
,
degli altri paesi nell'unione a una struttura staAntonio Tajani: rispettare i tempi previsti
"Entro un anno dovrerno concludere i nostri lavori: Per
Antonio Tajani, delegato europarlamentare alla Convenzionr. il rispetto dei tempi !t una questione politica iondamentale. Un punto di forza dell'organismo che presentcra la proposta di Trattato costiluzionale alla prossima
Conferenza intergovemativa, che sottolinea Tajani "dovrà
assolutamente svolgersi il secondo semestre drl 2003. per
realizzare l'assetto istituzionale che permetterà all'Europa
di oggi di allargarsi ai 10 o più paesi candidati':
"Noi siamo assolutamente convinti - prosegue I'europarlamentare capogruppo di Forza Italia - che questa Convenzione possa fare molto, lavorando seriamente per dodici mesi alla definizione della legge fondamentale europea: "Le aspettative sono molte - prosegue - noi crediamo in un'Europa che non si occupi di tutto e del contrario di tutlo, ma in un'éuropa politicamente iorte, che abbia una politica estera, una politica di difesa. di sicurerza. di immigrazione comuni, un'Europa che sia basata sui
principi di solidarietà e di sussidiarietà e sul rispetto della
persona umana':
bile e quindi a un futuro migliore per tutti i cittadini.
Per un'Europa piii democratica - conclude Cristiana
Muscardini - sarebbe opportuno parlare di 'convinzione
europea' oltre che di Convenzione':
Elena Paciatti: con il contributu di iutti
La Convcnrione europea - riunita a Bruxelles per la seconda sessione plenaria - ha dato il consenso al regolamento. un metodo di lavoro che potrà essere cambiato
e che comunque verrà interpretato in moda sufficientemente elastico per definire le riforme della nuova Europa. "Oggi abbiamo un regolamento accettabile" - sottolinea I'europarlamentare Elena Paciotti, delegato supplente alla Convenzione - "gli emendamenti sono stati
ampiamente accettati e. rispetto alla proposta che era
stata fatta in occasione delle prima plenaria. che dava
ampi poteri al Presidente, le decisioni vengono prese dal
Presidium, scntiti i membri della Convenzione che devono dare il loro consenso': "Questo significa - prosegue
l'onorevole Paciotti - che bisogna sciogliere i nodi at-
Comuni
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8
2 0 0 2
- -
-
-
115
traverso una persuasione progressiva di accettazioni e
modificazioni da parte dei diversi gruppi che compongono la Convenzione. Cosi le decisioni finali saranno,
dawero, il contributo di tutti7
E importantissima la partecipazione dei paesi candidati.
La loro posizione è infatti singolare: non essendo sottoscritto" dei trattati non hanno un titolo formale per sottoscriverne una modifica. tuttavia sono molto interessati
a quella che sarà la loro futura legislazione. E la loro richiesta di far parte del Presidium è stata soddisfatta, precisa l'onorevole Paciotti. "con una soluzione di compromesso: anche un loro rappresentante partecipa alle riunioni della Presidenza':
"Per la traduzione dei testi - prosegue I'europarlamentare
- e stato trovato un collegamento con le ambasciate di
ciascun paese candidato, che offriranno la possibilita di
traduzione in una delle undici lingue dellUnione per farli
partecipare piu intensamente e interamente".
Anche per l'onorevole Elena Paciotti e fondamentale il
coinvolgimento della società civile. e a tal fine segnala
che diverse iniziative venanno realizzate per promuovere
il piU possibile la partecipazione dei rappresentanti dei
cittadini al dibattito sull'awenire dell'Unione.
Non siamo gli unici
a produrre energia.
Ma pochi lo fanno
con la nostra passione.
ERG è 81 primo gruppo petrolifero
indipendente italiano. Impegnara
n e l l a raifinalinne. distribiizione e
vendita d i prodorri petroliferi e nella
produziunedienergia elctrrica, ERG
irequrnra, da oltre 60 anni. con
passione r proiirro, il mondo
ddl'energia: ne conosce i segreti. i
rischi. le opporrunir&. I risulrati di
questi anni, che hanno premiato una
innovariva strategia d i invesrinienri,
sono la premessa per una nuova fase
d i sviluppo. Ogni nostro rraguardo,
i,,iarr,, e per noi un ,,"a""
e pii,
srirnolanre punto d i parrrnia.
UN MONDO DI ENERGN
"-6l/
P
~~
-
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~
~
Presto la parità di accesso
di Fabrizio Federici
'.LO spirito dclla nostra proposta di
legge, per la quale speriamo di raccogliere in pochi mesi le fi,,e
ne.
cessane, è facilitare la partecipazione delle donne alla politica: colmando u n divario intollerabile in
u n Paese dell'Unione Europea, che
og~,incredibiimente,vedepresenti
in Parlamento meno donne che ai
dell.Assemblea Costituente,
con u n tasso. più in generale, agli
ultimi posti nel mondo':
N e l l a sala c o n v e g n i d e l l ' H o t e l
"Bologna", a pochi passi dal Pantheon, A n i t a Garibaldi Hibbert.
pronipote, da parte d i Ricciotti,
dcll"'Eroe dei due mondi", spiega
gli obbiettivi della proposta di legge d'iniziativa popolare sul diritto
all'elettorato passivo delle donne,
che l'Associazione "Mille donne
per l'Italia", insieme all'Associazione Nazionale Garibaldina e ad altre forze sociali, intende al p i u
Intervista ad Anita Garibaldi Hibbert, pronipote
del1"'Eroe dei due mondi". Il progetto di legge di
iniziativa popolare delle associazioni "Mille donne
per l'ItaliaN e Nazionale garibaldina. La normativa
comunitaria e la Carta dei diritti fondamentali.
La storia antifascista e laica della Garibaldi.
La ripartizione paritaria delle candidature a
livello nazionale.
presenza p a r i t a r i a d i u o m i n i e
donne negli organi elettivi di Stat o ed enti locali)':
Con Anita Garibaldi, presidente di
"Mille donne per I'ltalia" e delI'ANG, entriamo nei dettagli della
proposta di legge.
La sua 6 un'eredità al tempo stesso splendida e difficile da onorare,
che impegna realmente per la vita.
Suo nonno, Ricciotti, era figlio d i
Giuseppe Garibaldi: suo padre,
Ezio, mutilato d i guerra, durante il
fascismo, rimasto i n Italia (come
Umberto Zanotti Bianco o Nello
Rosselli) per cercar d i mantenere
comunque vivo l o spinto risorgimentale. quale membro del Parlamento f u l'unico a schierarsi nettamente contro l'alleanza con Hitler e le leggi razziali. affrontando
anche l o scontro fisico con Farinacci. Questa proposta d i legge.
dirci, si ricollega a tali valori d i
democrazia laica e umanitaria. e
alle storiche lotte per i diritti elettorali del movimento femminista ...
Esattamente: il nostro "humus"
culturale è ouello di u n femminismo del Duemila, consapevole dei
grandi progressi c o m p i u t i dalla
donna i n u n secolo e mezzo d i
battaglie. soprattutto sul piano
professionale, economico, del costume. In politica, si tratta, ora, di
migliorare l e leggi esistenti per
consentire la formazione di organi
deliberativi - Parlamento, Consigli
regionali, provinciali, comunali p i ù rappresentativi della società e.
quindi, a maggior presenza femminile. M a come? N o n riprendendo il
vecchio sistema delle quote di candidature femminili nelle varie liste
elettorali (ormai, del resto, pienamente recepito sia dal Trattato di
Amsterdam che dalla stessa ONU).
~
presto presentare alle Camere. E
Assunta Trento, coordinatrice delle
donne dello SD1 per Roma e il Lazio: "Si tratta a n z i t u t t o d i u n a
battaglia d i democrazia. direttam e n t e collegata alla normativa
comunitaria, e soprattutto all'articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dei cittadini. Che prevede il raggiungimento della parità
fra i sessi in t u t t i i campi: escludendo chiaramente qualsiasi contrasto fra tale principio e la determinazione di specifici vantaggi a
favore del sesso sottorappresentat o [come invece ritenne. nel '95. la
Consulta: stabilendo I'incostituzionalità delle prime leggi sulla
~
Ma, p i u semplicemente, modificando le cinque normative elettorali esistenti, con l'obbligo per partiti e movimenti politici a pena di
inammissibilità delle liste di garantire. ogni volta, la ripartizione delle
candidature a metà tra uomini e
donne [a livello almeno nazionale,
quando le difficoltà tecniche legate alla natura dei collegi n o n l o
consentano localmentel,
Senza poter entrare qui nei dettagli, è evidente il nesso col dettato
costituzionale degli articoli 3 (pari dignità sociale dei cittadini). 51
(diritto all'elettorato passivo: ora
in corso d i modifica da parte delle Camere. nel senso appunto della "pari opportunità", N.d.R.) e
1 1 7, nella nuova f o r m u l a z i o n e
definita nel 2001 (che, ridisegnando la potestà normativa d i
Stato e Regioni. a l V11 comma
raccomanda anche alle leggi regionali I'assirurariune della parità
d'accesso alle cariche elettive tra i
due sessi). E pcr quanto riguarda
le Regioni autonome?
La leooe
"" costituzionale n. 2 del
2001 ha già i n t r o d o t t o questo
principio nei loro statuti, rimandandone l'attuazione pratica alle
leggi regionali. Voglio sottolineare,
i n ultimo, che la nostra causa, cui
hanno aderito associazioni e singoli politici d'ambo i poli, dalle
donne di SDI, PRI e Democrazia
Europea alla Commissione per le
Pari Opportunità e alla Fondazione Craxi, è sentita come giusta
anche da m o l t i uomini. proprio
come battaglia nell'interesse generale, per una società p i u equa.
N o n a caso, questo progetto di
legge è stato elaborato dalla senatrice Elena Marinucci e dal giurista
Vincenzo Cerucci Irelli.
A TEMPO INDETERMINATO.
-
LE N O S T R E FILIALI
I N TUTTA ITALIA.
E SOCIE DELLA
OBIETTIVO
Società di fornitura
di lavoro temporaneo
Autorizzazione Ministero d e l Lavoro n" 9/97
a p r i l e
l
2 0 0 2
1 servizi segreti nel continente
di Mario Prignano
La prossima riforma dei servizi segreti
nazionali. I l sistema di intelligence della
Federazione russa. I l controllo dei servizi
informativi francesi. La struttura dei tre
servizi federali tedeschi. I servizi di
intelligence della Gran Bretagna.
Il ministro Frattini l'ha promesso: entm aprile il governo varerà la riforma dei servizi segreti. Sari un progetto condiviso.
approvato anche con il nostro contributo. ha aggiunto Enzo
Bianco, presidente del Comitato parlamentare di controllo
sull'attività di Sismi e Sisde. Del resto, dalla rinascita del terrorismo brigatista alla minaccia del fondamentalismo islamico, i moti+ per adeguare i nostri sistemi di intelligence alle
sfide che abbiamo davanti sono dawero tanti. Ecco alcuni
esempi tratti dal sito intemet www.sisde.it di organizzazione
interna ai principali Paesi europei in materia di servizi segreti.
KI,S<l"
11 sistema di intelligence della Federazione Russa è coordinato dal Consiglio di Sicurezza (composto, tra gli altri,
dal primo ministro, dai ministri dell'lnterno, degli Esteri,
della Giustizia, della Difesa) ed e costituito da quattro organismi: Servizio informazioni estere (SVR); Servizio di
Sicurezza Federale (FSB); Direzione principale delle informazioni (GRU); Agenzia Federale per le comunicazioni
governative e le informazioni (FAPSI).
Sluba Vnenej Razvedki (W).11 SeMrio SVR è attivo nei
settori delle informazioni economiche. industriali e tecnologiche. in particolare nel campo della difesa. L'organismo ha
un organico di circa 15.000 persone ed e strutturato su una
serie di Direzioni, ereditate dal I Direttorato del KGB. per la
raccolta delle informazioni, l'analisi, gli aspetti tecnico-operativi. la formazione del personale e i servizi logistici.
Federal'naja Sluba Bezopasnosti (FSB). La struttura del
Uno dci pipniei-i (1935)
del federalismu europeo raccoiita
La mia guerra
contro la guerra"
(1940-1946)
'6
di Umberto Serafini
In qucrto iibra 'una di noi' cerca di ricordare comr
dov~slefare i conti con IC $te$si>C con la propria coerenza
ncl confronto diretto. quotidiana. con la dittatura.
Il libro, al costa di E
6.20. vimc
dirtribuito dalla
DIESTVia Cavalcanti. 11
10132 TORINO tel. c f a i 0118981164
Europea rrl unipcrronalc editrice,
Piazza Trevi, 86
00187 Roma
-
Servizio FSB si basa su cinque dipartimenti. che si occupano del contro-spionaggio, della lotta al terrorismo, dell'organizzazione e della formazione dei quadri, dell'analisi e della pianificazione strategica. Tra le competenze del
Servizio rientra anche la lotta contro il crimine organizzato. il traffico di stupefacenti e la corruzione. VFSB ha
un organico di circa 75.000 dipendenti e dispone di un
proprio sistema penitenziatio.
Glavnoe Razvedivatel'noe Upravlenie (GRU). L'organismo.
inquadrato nel Ministero della Difesa coine 11 Direzione
Principale dello Stato Maggiore Generale, e responsabile
dell'insieme del ciclo delle informazioni necessarie alla
condotta militare strategica e operativa. Pur collaborando
con gli altri Servizi di informazione, il GRU è specializzato nel campo militare e nella valutazione delle minacce
esterne ed e forse l'organismo che ha subito minori cambiamenti dopo il crollo dell'unione Sovietica.
Federal'noe Agenstvo Pravitel'stvennoj Svjazi i Informacii
(FAPS11.L'Agenzia Federale per le Comunicazioni governative è responsabile delle informazioni e della sicurezza elettronica. nonché di assicurare le trasmissioni tra il Presidente russo e gli organi responsabili delle forze nucleari. Tra le
sue competenze, che prevedono anche le intercettazioni
telefoniche. rientra inoltre l'assistenza tecnica per la protezione dei dati informatici del governo e delle industrie.
Fi#n~i-i,\
In Francia, i Servizi Informativi sono incardinati nell'ambito dell'organizzazione e delle strutture del ministero dell'Interno e del ministero della Difesa e sottoposti al controllo del primo ministro, alle dirette dipendenze del quale
opera il segretario generale della Difesa Nazionale (SGDN).
Il SGON assicura la preparazione e l'esecuzione delle decisioni prese in seno al Consiglio di difesa; assiste il primo
ministro nell'esercizio delle sue responsabilità in materia di
direzione generale della difesa; esame delle questioni strategiche. evoluzione delle crisi. coordinamento interministeriale in materia di difesa civile ed economica. funzionamento dei mezzi governativi di comando; esercita, inoltre.
missioni molto diverse in materia di difesa: protezione del
segreto, esportazione di armamento. indirizzo della politica scientifica e tecnica a favore della difesa. ecc.
Il SGDN. comprende tre grandi direzioni operative e una
direzione amministrativa:
la direzione della Valutazione e della documentazione
Strategiche, che assicura una triplice funzione di anali-
assicura la vigilanza tecnologica e scientifica in tutti i
settori della difesa.
la direzione dei mezzi governativi dei Piani e della Sicurezza. che è incaricata. tra l'altro, del coordinamento
interministeriale in materia di difesa operativa del territorio; della difesa civile ed economica; della regolamentazione della tutela del segreto e della sicurezza
delle installazioni sensibili; del coordinamento interministeriale per il mantenimento della coerenza delle posizioni francesi circa le diverse istanze di alleanza atlantica: del rispetto degli imperativi di difesa nelle decisioni prese a livello di Unione Europea.
titl?bln~ih
Il sistema informa& tedesco si awale di tre principali S e ~ z i :
BND (Bundesnachrichtendienst - Servizio Federale di
Informazione);
BFV [Bundesamt fuer Verfassungsschutz - Ufficio Federale per la tutela della Costituzione):
MAD [Militaerischer Abschirmdienst - Servizio di controspionaggio Militare).
La struttura intema del BND e stata organizzata in modo
da tener conto della nuove priorità operative individuate
a livello politico, quali la non proliferazione di armamenti, traffico di stupefacenti. riciclaggio e falsificazione di
denaro, terrorismo, fondamentalismo islamico, eventuale
impiego delle forze armate tedesche all'estero. Per cib
che riguarda la criminalità organizzata e le misure di
contrasto ad essa connesse, il Servizio può svolgere attività informativa solo quando siano minacciate apertamente la sicurezza e le relazioni esterne. Al Servizio compete il controllo strategico che, come awiene in altri Paesi, viene sviluppato anche attraverso il globale controllo
del sistema di telecomunicazioni.
Il Servizio interno BR/ - Ufficio Federale per la Tutela
della Costituzione riveste rilievo costituzionale. In relazione alla connotazione federale dello Stato, esso è decentrato in uffici ubicati nei vari Laender che sono completamente autonomi gli uni dagli altri. Al Servizio interno
competono compiti di controspionaggio in territorio federale, nonche indagini sotto copertura. 11 bilancio dei
Servizi è indipendente e segreto e sottoposto al controllo
di una sottocommissione del Parlamento.
-
(ÌI?AN
~>I?I'TAI,N,%
Nel Regno Unito operano tre Servizi di Intelligente e di
Sicurezza, noti anche come Agenzie: il Servizio di Sicurezza, il S1S e il GCHQ. C'e anche uno staff informativo
integrato nel ministero della Difesa.
11 Servizio di Sicurezza. noto anche come M15f ha le sue
origini nel 1909, quando fungeva da braccio interno del
Secret Service Bureau, incaricato di contrastare le attività
spionistiche tedesche. Nell'organizzazione informativa britannica il Servizio ha i seguenti compiti: investigare sulle
minacce attraverso la raccolta. l'analisi e la valutazione
delle informazioni, contrastare le minacce specifiche formulando le risposte idonee, in alcuni casi anche con altri
organi, informare il governo ed altre istituzioni sulla natura della minaccia formulando le misure di protezione.
Il Servizio Segreto Informativo, noto come M16, analogamente al M15, e sorto nel 1909 come Sezione Estera del
Secret Service Bureau. Il compito principale dell'attuale
SIS consiste nell'elaborare intelligente in supporto della
sicurezza. della difesa. della politica estera ed economica
del governo di Sua Maesti. 11 Capo del SIS riferisce, per
tutti gli aspetti delle attività, al ministro degli Esteri.
Il GCIiQ fornisce ai Dipartimenti Governativi e ai Comandi
Militari le informazioni in supporto delle politiche di sicurezza, difesa, estera ed economica del Governo. 11 GCHQ
assicura. inoltre. assistenza e consulenza ai Dipartimenti
Governativi e alle Forze Armate sulla sicurezza delle loro
comunicazioni e informazioni sui sistemi tecnologici. Questo particolare compito è affidato al Gruppo di Sicurezza
Elettronica e Comunicazioni del GCHQ, il quale opera
strettamente con i clienti e le industrie del settore, nonche
col Servizio di sicurezza. per garantire la giusta protezione
dei sistemi di trasmissione delle informazioni ufficiali.
I
Comuni
d'lhwiI20
a p r i l e
2 0 0 2
Lazio, vario per natura
di Renata Landotti
L'osservatorio sulla biodiversità delle aree protette
del Lazio. Il concetto di biodiversità. La ricchezza di
specievegetalied animalidella regione~
~
11
lavoro dellrAgenzia regionale per i parchi. La
C O n n e S ~ i O n eC o n
il programma Habitat dell'unione
europea. La
delle risorse naturali.
convenzione diversità biologica.
Sapete che la biodiversità è u n
c o n c e t t o complesso r i f e r i t o ad
oggetti reali, che ha una funzione
e u n valore, che è una quantità
misurabile, che e u n concetto elab o r a t o per ragioni socio-politiche? Sapete che il Lazio, situato
all'incrocio di due influenze geografiche (mediterranea ed europea), ha ricevuto da nord elementi
tìoristici e faunistici alpini e centro-europei e da sud elementi tipicamente mediterranei o addirittura africani per cui, per quanto
riguarda la ricchezza delle specie,
ospita in media circa il 50% delle
specie presenti in tutta Italia? Sapete che nelle acque della Risema
Regionale del Lago d i Posta Fibren o vive u n pesce unico al mondo?
se n o n sapete t u t t o questo, allora
procuratevi l'opuscolo dell'osserBiodiversifa
delle
Aree
Lazio, e .sappiate
~Proteite
i del ~
che la Regione Lazio sta lavorando
per noi. L o sta facendo tramite
l'Agenzia Regionale per i Parchi
(Assessorato all'Ambiente. Dipartimento Ambiente e Protezione Civile) e il Dipartimento d i Biologia
dell'Universita di Roma Tor Vergat a che. insieme alle altre Università
del Lazio, al Centro Regionale per
la Documentazione dei Beni Culturali e Ambientali, al Ministero
dell'Ambiente e ad altri soggetti
istituzionali. collaborano al progetto "Ossematorio sulla Biodiversità delle Aree Protette del Lazio".
Nella prefazione all'opuscolo.
M a u r i l i o Cipparone. Presidente
dell'Agenzia Regionale Parchi, e
Valerio Sbordoni. Professore d i
Zoologia all'università d i Roma
Tor Vergata, spiegano come è nat o il progetto sulla biodiversità applicato alle aree protette della Rcgione Lazio. ':..quasi trent'anni fà,
assieme con altri amici, avevamo
collaborato alla preparazione della
prima cartografia delle aree protette di interesse naturalistico del
Lazio. U n libro d i speranze. che
n o n sono rimaste tutte disattese:
oggi il Lazio conta circa 6 0 Aree
Protette. p i ù o meno il 12% del
territorio regionale. Dopo quella
esperienza abbiamo proseguito su
percorsi diversi... ci siamo incontrati nuovamente... E nata l'idea d i
u n Osservatorio per la Biodiversità
nelle aree protette della nostra regione. diretto ad accrescere, ad
utilizzare e a razionalizzare le conoscenze sulla flora e la fauna del
Lazio, a monitorarne i cambiamenti, ma anche a creare nei Parchi occasioni per condividere competenze ed esperienze tra personale delle aree protette. ricercatori,
studenti. docenti. cittadini tutti."
Tra gli obiettivi principali di questo progetto, c'e una serie di intementi mirati alla raccolta, elaborazione e sistematizzazione dei
dati sulla biodivenità della Regione Lazio e all'indirizzo nella pianificazione ecologica del futuro sistema delle aree protette, nonchè
I'acquisizione d i Uelementi u t i l i
agli adempimenti connessi al programma Habitat dell'unione Europea. Altro obiettivo l'educazione,
,,,, ,, ,,,
soprattutto a livello superiore. attraverso l'istituzione d i premi d i
studio oer ricerche soecifiche sulla
biodiversità a studenti universitari
e di borse d i studio per laureandi
con tesi specifiche sulla biodiversit i . E ancora la sensibilizzazione,
attraverso l'educazione di alunni e
insegnanti delle scuole della regione, e la promozione d i forme d i
gestione del territorio e delle risorse. incluso I'ecoturismo, orientate
alla sostenibilità dell'ecosistema.
"L'idea dell'ossewatorio si è nvelata anche puntuale. 11 2001 è stato
infatti l'Anno Internazionale per
I'Ossemazione della Biodiversità:
una iniziativa di ampio respiro ...
destinata n o n solo a riorganizzare
l e conoscenze sulla biodiversità.
ma anche a ridefinirne il significat o di tema centrale e interdisciplinare. punto di riferimento imprescindibile per la sostenibilità delle
risorsc biologiche e la qualità stessa della vita sul pianeta. La conoscenza e la conservazione della diversità biologica alle varie scale in
cui essa si manifesta è infatti ritenuta ormai prioritaria i n tutte le
politiche ambientali...':
11 Lazio possiede oggi u n Sistema
di Aree Protette tra i p i ù interessanti del Paese. Unica tra le Regioni italiane, il Lazio ha costituito
una apposita Agenzia per sostenere le aree protette regionali. nel
loro impegno per la salvaguardia
delle risorse naturali e per la promozione di programmi d i sviluppo
sostenibile all'interno delle stesse
aree. N o n è una struttura sowaordinata. ma uno strumento operativo al servizio di tutti per sviluppare e promuovere intementi che
interessano l'intero sistema delle
aree protette, concertando e condividendo finalità e obiettivi, mettendo in comune risorse umane e
finanziarie, scambiando esperienze
e conoscenze. Cinquantaquattro
aree protette istituite in vent'anni
d i attività legislativa rappresentan o u n risultato soddisfacente, anche se l o stato della pianificazione
non l o è altrettanto.
L"'0ssewatorio delle Aree Protette
del Lazio" e i progetti "Giorniverdi", per l o sviluppo del turismo
sostenibile. "Natura in campo".
per la valorizzazione e commercializzazione di prodotti agricoli
biologici tipici, "Gens". per I'edu-
Comuni
a p r i l e
cazione ambientale n e l m o n d o
della scuola, sono stati presentati
ufficialmente nel dicembre scorso
in occasione dell'inaugurazione a
Roma. presso il complesso del Vittoriano. della mostra itinerante
"Lazio, vario per natura". La mostra. promossa dalla Regione Lazio e dall'Agenzia Regionale per i
Parchi in collaborazione c o n il
Ministero dell'Ambiente e della
Tutela del Territorio, fino a giugno si spostera in varie città della
regione per far conoscere e per
valorizzare il patrimonio naturale
del Lazio. Nel corso della mostra
vengono presentati nuovi materiali i n f o r m a t i v i sul sistema dei
parchi: u n sito internet. una carta
delle aree p r o t e t t e , u n a g u i d a
analitica su tutti i parchi, riserve e
m o n u m e n t i n a t u r a l i del Lazio,
una guida escursionistica. Il b r l
volume "Lazio, vario per natura -
L'ambiente e i Parchi in mostra.
Per scoprire i valori, condividere
i programmi" documenta ampiamente con testi e immagini i contenuti della mostra.
L'inatteso. enorme i n c r e m e n t o
delle estinzioni dicanimali e piante, insieme alla scomparsa di interi
ecosistemi, stanno modificando il
contesto in cui si sono svolte finon l'evoluzione biologica e la storia
c u l t u r a l e d e l l a specie u m a n a .
':..Una delle espressioni piu vistose
e preoccupanti di questa crisi è la
drastica diminuzione della diversità biologica o biodiversità. che è
l'insieme delle differenze tra gli
esseri viventi a livello di geni, delle
specie. degli ecosistemi. È il prezioso e insostituibile risultato dell'evoluzione biologica che plasma
la vita sulla terra da 3,7 miliardi di
anni. Ma, ad una diversa scala d i
tempi. e anche il prodotto dei pro-
cessi ecologici che regolano le interazioni tra gli organismi e I'ambiente... La Convenzione sulla Diversita Biologica, stipulata a conclusione dei lavori della Conferenza delle Nazioni U n i t e sull'Ambiente e l o Sviluppo tenutasi a Rio
de Janeiro nel 1992 e firmata da
159 Paesi, ha tra i suoi obiettivi
principali la conservazione della
biodiversità ... La consapevolezza,
sempre p i u generalizzata, che la
bi~diversitàè una risorsa vitale per
la popolazione mondiale costituisce quindi u n evento di grande nlevanza nell'evoluzione della cultura umana recente".
E chi volesse approfondire I'argom e n t o p o t r e b b e cominciare ad
esempio con "La diversiti della
vita. La natura in pericolo: la sfida dell'uomo alle leggi dell'euoluzione". d i Edward O. Wilson. Rizzoli editore, 1993.
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regur l" non 2
classico, di Francesco Ruffini, " D i r i t t i d i libertà".
R u f f i n i ricordava che la
d i f f u s i o n e del s u f f r a g i o
universale diretto (accompagnato, ma n o n sempre,
dall'elezione propordonale) dava alla rappresentanza p o l i t i c a u n carattere
a t o m i s t i c o e. d i conseguenza, assolutamente indifferenziato o, piuttosto,
caotico (quel granello d i
sovranità, che il suffragio
universale p o n e v a n e l l e
mani del cittadino. r r a
paragonabile a u n grancllo
di sabbia del deserto, soggetto a spostarsi ed accavallarsi nella maniera p i u
rapida, p i u capricciosa e
piu pericolosa al soffiare di
ogni vento). In questa sit u a z i o n e esercitavano continuo a esporre Ruffini
- u n potere di fatto esclusivo i p a r t i t i p o l i t i c i . d i
creazione spontanea. per
altro accentuando i problemi della gestione politica i n senso stretto (di governo hic e t nuric). ossia
tagliando fuori sentimenti
ed esigcnze p i u ampie della gente, e sovente trasrurando. con l'alibi dellM'interesse generale" (urgcntr).
I'adeouata
considerazione
"
di taluni fondamentali "interessi generali specifici",
preoccupandosi anzitutto
d i problemi elettorali. cioè
d i p o t e r e - l e g i t t i m i se
n o n risultano soverchianti
Direzione e redazione
Piaua di T m i 86
W187 Roma
trlcx: Comuncumpi - Raiw
td.06.6934.046V
fax 00.6191.275
*WWaiCm.il
mmunieum~@aic".it
ruropeoairoe1t
, che invece spesso deyenerano mentre il partita,
nella sua struttura burocratica (anima della sua
esistenza), è sempre p i u
attratto dal potere per il
potere. Questa degenerazione dei partiti, nella giovane Repubblica italiana
(prima meta degli anni
cinquanta). f u denunciata
col nome di partitocrazia,
l a n c i a t o particolarmente
dall'amico Maranini e dal
sottoscritto (col Moviment o Comunità, creatura d i
Adriano Olivetti). D i frontr
al fenomeno, R u f f i n i f u
tra coloro che avanzarono
l'esigenza d i u n rimedio,
cioè d i creare una rappresentanza n o n p i u atomistira del corpo sociale. ma
organica. una rappresentanza d i intelligenza, differenziata. n o n p i u solo
delle idee e delle forze politiche, m a di tutte Ic altre
idee esistenti nella narione, designata col nome di
"rappresentanza degli i n teressi': Doveva trattarsi di
interessi nel significato pi"
largo e p i u alto. awertiva
R u f f i n i : ma col pericolo.
a w c r t o io, di cadere n e l
corporativismo (do per
scontata. ormai, la negativ i t a del corporativismo).
Proprio ad Olivetti debbo
I'idca di tener conto degli
"interessi generali specifìci". ma m i contenterò qui
d i chiarire la limitazione
oire,tare
GorTRdo Bellini
Direttore responsabile
Umbcrto Srrafini
in redazione
Mano Marrala ireiponiab!lel
LuOa Corrial. Giurcppc O'Aiid~a.
Benedetto L i o B . Anna Poinerhi
p i u che desiderabile del
campo d'azione dei parlili,
anche se n o n di sottoscrivere la loro scomparsa. com e piaceva a Olivctti (ho
chiarito il perche di questa
mia posizione in vari scritti, m a qui ricordern solo il
m i o breve saggio "La testimonianza di u n fcderalista". contenuto nell'opera "Un'azienda e un'utopia: Adriano Olivetti
1945.1960".
curata apprezzabilmente, per u n a
edirionr del Mulino - coll a n a d i s t u d i e ricerche
Dario Mazzi -, da Stefano
Semplici, breve saggio i n
parte da m e quasi letteralmente ripreso nel prcsente
scritto). Ora torniamo al
tema di questo articolo, al
pluralismo r alla rappresentanza equa d i u n o
"specifico interesse generale", in u n a a l t r e t t a n t o
specifica occasionc.
L'interesse generale specifico qucsta volta proponiamo che sia la struttura
istituzionale d i u n o Stato
o addirittura d i u n E n t i
politico sopranazionale. Il
pluralismo è stato invocato
a p r o p o s i t o nella nuova
Direzione dell'Ente nazionale di informaziorie televisiva (la Rai-TV): il compit o e s t a t o a f f i d a t o alla
presidenza delle due Camere (Senato e Camera dei
deputati) e I'inlerpretazione di una equa rappresen-
tanza è caduta nel confronto delle strutture politiche "verticali" - come si
cioè i partiti politidice
ci. M a analizziamo quel
che è successo.
A parte u n presidente
obiettivo, rispetto a maggioranza govemativa e opposizione - parliamo delle
intenzioni e qui non ci riguarda la valutazione della
scelta awenuta il criterio
adottato per i quattro
membri da designare è stat o d i scegliere due nella
maggioranza governativa e
due nell'opposizione (anche qui parliamo del criterio). D r i due governativi
uno. appena designato. ha
dichiarato: "lo appartengo
alla Lcga Nord, dunque,
con me. il CD della Rai-TV
avrà u n rappresentante del
federalismo. d i tutto il federalismo. del federalismo
autentico". N o n m i permelto qui di valutare I'asserzione del prof. Albertoni, ma constato che. eletto
in sede partitica (verticale),
pretende d i rappresentare
legittimamente e a livello
nazionale u n o "specifico
interesse generale". ossia
una struttura istituzionale
prevista per l o Stato le oltre). il federalismo. Ebbene.
nella nazione, accanto alle
associazioni democratiche
verlicali (i partiti), esistono
strutture democratiche
orizzontali, cioè formate di
soci dei vari p a r t i t i o d i
nessun partito: nella fattispecie esistono 5 (o se volete 6) associazioni federaliste, diffuse i n centinaia di
sezioni nelle Regioni e in
Comuni grandi. medi, piccoli, SU t u t t o il territorio
nazionale, precisamente il
Movimento Federalista Europeo, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa - Sezione i t a l i a n a :
Aiccre
l'Associazione europea degli insegnanti Aede -, il Consiglio italiano
d i f o r m a z i o n e europea,
l'Associazione delle Case
d'Europa, e quella che i n
qualche m o d o t u t t e le
comprende. il Movimento
Europeo (Consiglio italiano) che. dal 1964, ha uno
Statuto federalista. Queste
associazioni hanno t u t t e
struttura democratica, nconoscimenti nazionali e internazionali, organi d i
stampa, c o m p r e n d o n o .
complessivamente. centinaia di migliaia di cittadini,
ma, quel che formalmente
p i ù interessa, la loro convinzione federalista è stata
riconosciuta da u n grande
referendum nazionale, ove
i voti positivi (i si) ottenner o la stragrande maggioranza. Si da il caso che tutte - dico tutte - queste associazioni non riconoscono
come "autentico" il federalismo della "piccola" Lega
Nord. Come la mettiamo?
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Stampa
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ISSN 0 0 l 0 ~ 4 9 7 3
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