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LA VOCE DEGLI INTERMEDIARI:
VENDO RISCHI, NON POLIZZE
News
22/03/2013
E’ ancora una volta un contenuto pubblicato sul blog ‘Agorà degli agenti di assicurazione’
ad attirare la nostra attenzione e a meritare pienamente l’inserimento nella rubrica dedicata
agli spunti provenienti dal settore. Perché l’evoluzione delle normative che riguardano la
nostra professione non devono distogliere l’attenzione sul ruolo che ricopriamo
Vendo rischi, non polizze – Agorà degli agenti di assicurazione
Vendo rischi, non polizze. Esordisco quasi sempre così con i miei clienti.
Mi interessa individuare insieme a loro le
scoperture assicurative, analizzare i loro
rischi e se e come abbiano provveduto a
tenere in proprio quelli di bassa gravità e
alta
frequenza.
Sì,
perché
dalla
combinazione tra Gravità e Frequenza del
rischio a cui è soggetto, il cliente matura la
consapevolezza dei vantaggi di avere una
polizza assicurativa che copra e garantisca
le scoperture esistenti. I rischi di alta
gravità e bassa frequenza, difatti, vanno
allocati e protetti con una polizza assicurativa.
L’alternativa? Accantonare e immobilizzare la maggior parte delle proprie risorse
sottraendole al fabbisogno delle attività personali, famigliari e professionali.
Io vendo rischi, non polizze.
La nostra è una professione che ricopre un ruolo di welfare state. Un ruolo che
nell’immaginario collettivo è espletato dallo Stato. Persona, previdenza o patrimonio che
sia, nella realtà dei fatti le tutele dello Stato sono inesistenti.
Pensiamo alla percentuale del 75% entro la quale non si matura nessun diritto in caso di
invalidità permanente negli infortuni avvenuti fuori dagli orari di lavoro, per comprendere la
drammaticità che gli effetti di un evento del genere potrebbero procurare ad un padre di
famiglia. Come in caso di gravi malattie o di bisogno di assistenza sanitaria, per le quali
tutto il mercato si sta indirizzando verso soluzioni anglosassoni (dread disease).
Riflettiamo, poi, sull’impossibilità dello Stato di accantonare ed erogare una pensione
sufficiente a chi nei prossimi anni terminerà la sua attività. Per non parlare delle tutele
inesistenti sul patrimonio privato e pubblico-ambientale anche in caso di eventi catastrofali.
http://www.intermediachannel.it/la-voce-degli-intermediari-vendo-rischi-non-polizze/
14/11/2014
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Gli accadimenti degli ultimi anni, tra alluvioni e terremoti, riportano drammaticamente alla
cronaca un tessuto economico sociale martoriato, ferito, in ginocchio per la perdita dei
propri beni.
L’arretratezza del settore assicurativo è da anni prateria di scorrerie del legislatore,
delle reti dirette (telefoniche, on-line, canali bancari, postali, ecc.), degli oligopoli azionari di
banche-assicurazioni, e di tutti i protagonisti di secondo livello che attorno al settore
gravitano come api sul miele. Dalle lobby oligarchiche ai fornitori di ricambi per auto,
carrozzieri, avvocati, infortunistica stradale, medici legali, formatori, associazioni di
categoria, servizi in genere, in nome del consumatore scatenano campagne demagogiche
e populiste per favorire i propri interessi.
Si è così formata l’idea, nell’opinione pubblica, che questa valanga di norme piovuta sulla
pelle degli Agenti negli ultimi anni abbia liberalizzato il mercato favorendo il consumatore!
Partendo dalla polizza più banale, l’RC Auto, mi fa rabbrividire l’idea che un cliente
scelga di proteggere il proprio rischio da circolazione, con un massimale di partenza di 6
milioni di euro in caso di sinistro, scegliendo la compagnia o la polizza on-line per
risparmiare pochi euro l’anno! Non è il libero accesso ai prodotti che liberalizza un
settore se poi i prodotti stessi (polizze) sono indecifrabili, ingannevoli, confusi, volutamente
indisponibili al punto da limitare sempre più le garanzie prestate. La concorrenza del
mercato si realizza quando il cliente è in grado di scegliere confrontando prodotti chiari e
semplici.
Sostenere che il mercato è finalmente aperto alla concorrenza perché chiunque è in
grado di confrontare i prodotti, senza semplificare un quadro normativo indecifrabile di CGA
i cui opuscoli tante volte superano le 100 pagine, è un ossimoro inquietante.
Io vendo rischi, non polizze. Ci tengo a precisare! E’ la stessa differenza che passa tra un
Agente di Assicurazione e qualsiasi altro canale distributivo.
Intermedia Channel
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14/11/2014
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