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Home REGIONI Friuli Venezia Giulia "Autonomia significa futuro"
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Regione: Abruzzo
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Down, la Giornata nazionale dedicata all'autonomia abitativa:
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DOWN, LA GIORNATA NAZIONALE DEDICATA ALL'AUTONOMIA ABITATIVA: "AUTONOMIA SIGNIFICA
FUTURO"
POLITICHE E BUONI ESEMPI
LAVORO
SCUOLA E FORMAZIONE
L'esperienza pilota della Casa del Sole di Pordenone (4 persone in appartamento dopo tre anni di preparazione
e una "verifica educativa" di poche ore a settimana) seguita da Verona, Rimini, Padova e Roma. Silvestre
(CoorDown onlus): "E' questa la strada da percorrere"
RASSEGNA STAMPA
ROMA - E' l'autonomia, in particolare quella abitativa, il tema al centro della Giornata
nazionale delle persone con sindrome di Down in programma domenica 11 ottobre in
tutta Italia. "Le persone con sindrome di Down, se adeguatamente seguite, hanno
potenzialità di autodeterminazione e grandi margini di miglioramento nell'ambito delle
autonomie personali e sociali - dicono da CoorDown onlus che organizza la Giornata -. È
però fondamentale che acquisiscano gli strumenti e le competenze necessarie per
affrontare le sfide quotidiane della vita e del lavoro". Tra gli esempi di riuscita
residenzialità condivisa tra persone con sindrome di Down c'è quello di Caterina e
Salvatore. I due giovani romani sono i testimonial del video spot realizzato da CoorDown
in occasione della Giornata 2015. Lei impiegata al McDonald's e appassionata di cucina, lui
grande tifoso di calcio con l'hobby della musica, Salvatore e Caterina convivono una settimana al mese, insieme ad
altre persone con sindrome di Down e ad alcuni operatori, e hanno imparato ad essere indipendenti: a spostarsi in
città, a prendere l'autobus, a fare la spesa, a prepararsi da mangiare, a rifare il letto, a tenere pulita la casa. Oggi
sono finalmente pronti per vivere da soli.
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Quello di Roma è solo uno dei tanti progetti di autonomia abitativa promossi sul territorio dalle associazioni aderenti
al CoorDown. Tra questi c'è quello della "Casa del sole" di Pordenone. Il progetto parte intorno al 2000 ed è stato
attivato nel 2003. "Parte quasi come una scommessa - racconta Sergio Silvestre presidente di CoorDown -, non
c'erano modelli ed esperienze a cui riferirsi. C'erano dei genitori proiettati verso il futuro e le istituzioni che da subito
si sono coinvolte, nell'ottica di una possibile alternativa all'istituzionalizzazione. Alle istituzioni abbiamo anche
prospettato che il progetto concretizzato avrebbe portato benefici sul fronte dei costi per l'assistenza". Prosegue
Silvestre: "Abbiamo formato operatori alle scuole più illuminate, come quella di Montobbio basata sulla filosofia che
occorre lavorare sui bimbi fin da piccoli per sviluppare l'autonomia nelle persone con disabilità".
Il progetto sperimentale è partito con due ragazzi e due ragazze, "usciti dalla famiglia senza quei pre-requisiti che
invece oggi noi chiediamo. Non è stato facile il distacco anche e soprattutto per i genitori, ma hanno accettato. Dopo
due anni e mezzo di percorso formativo - prosegue il presidente di CoorDown - avevano acquisito capacità di
autonomia. Prima gli educatori erano presenti h 24, poi solo qualche ora a settimana. Ora le due coppie vivono
insieme già da 10 anni in un appartamento al centro di Pordenone, lavorano, fanno la spesa, si organizzano il tempo
libero. Insomma sono due famiglie, che hanno anche rapporti sessuali. Ognuno dei quattro ha le proprie competenze
e attitudini, chi è più bravo a cucinare chi a rassettare la casa e l'interazione tra le due coppie è molto proficua, si
aiutano con le loro reciproche abilità".
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Anche il contesto in cui abitano si è evoluto: "I vicini di casa, i negozianti li hanno conosciuti e, rispetto a quando li
vedevano per mano ai loro genitori, hanno cambiato mentalità e approccio: sono riconosciuti come persone adulte al
pari di tutti gli altri. E cambia anche l'approccio dei familiari".
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Prima di andare ad abitare da soli c'è un periodo di "educazione all'autonomia abitativa" della durata di tre anni.
Successivamente viene fatta una verifica educativa di qualche ora a settimana. "Ne siamo convinti - conclude
Silvestre - questa è la strada da percorrere". E altri la stanno percorrendo: il ‘modello Pordenone' ha preso corpo a
Verona, Padova, Rimini e a Roma, dove abitano Caterina e Salvatore protagonisti del video spot della Giornata
nazionale delle persone con sindrome di Down che si celebra l'11 ottobre.
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Il progetto della "Casa del sole" è cresciuto e si è affinato, e oggi 16 ragazzi fanno questa esperienza: sempre in
gruppi di quattro, come nel modello iniziale, in 4 appartamenti alcuni in affitto e alcuni comprati dall'Associazione
Down Friuli Venezia Giulia, che nel frattempo è diventata fondazione, con il sostegno fondamentale della Regione che
si è fatta carico dell'acquisto quasi per intero". Ed è stato un investimento: "Da punto di vista assistenziale non
gravano sulle finanze pubbliche".
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Per le persone con sindrome di Down autonomia significa futuro. "Cambia lo scenario possibile per lo sviluppo e la
vita delle persone con disabilità intellettiva, per i quali finora gli orizzonti erano l'istituzionalizzazione o il centro
diurno con il rientro a casa la sera o sempre più protetti e meno autonomi in casa con mamma e papà. Certo, non
tutti i disabili intellettivi ce la fanno. Ma con quelli che ce la possono fare bisogna lavorare fin da piccoli, insegnare
l'autonomia a quarant'anni è tardi".
Nell'ambito del progetto "AA Autonomia abitativa cercasi" finanziato dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali,
CoorDown onlus (in collaborazione con Associazione Crescere insieme onlus Rimini, Associazione Down Dadi Padova,
Fondazione Down Friuli Venezia Giulia Pordenone, Fondazione italiana verso il futuro Roma in collaborazione con Aipd
sezione Roma, Fondazione Più di un sogno Verona) ha monitorato i progetti italiani più avanzati sull'autonomia
abitativa e li ha raccontati in un opuscolo che da oggi è disponibile on line. (ep)
(10 ottobre 2015)
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