UNIONE EUROPEA
MIUR
RISPETTA L’AMBIENTE
Dalla Raccolta differenziata al Riciclaggio
Le(g)ali al Sud C-3-FSE 2010-18
Progetto realizzato dall’Istituto Comprensivo di Acquaro
Con la collaborazione del Comune di Joppolo
Premessa
Questo opuscolo di Educazione ambientale vuole offrire un approccio di coconoscenze alle problematiche ambientali, , ma prima ancora, fornire degli
spunti di riflessione sul concetto “ambiente”, termine a volte usato molto
semplicisticamente. Si ama l’ambiente conoscendolo: è solo attraverso la sua
conoscenza che si può sviluppare il senso critico, le capacità riflessive e i
modelli di comportamento per il rispetto e la difesa dello stesso.
A tal fine, fondamentale è la ricerca sul campo che permette di mettere a confronto continuamente le conoscenze teoriche con la realtà viva del contesto
ambientale del territorio. L’intento di questo lavoro è dare un “input” per la
formazione di una coscienza ecologica e stimolare la convinzione che non
bisogna andare lontano per trovare cose nuove, basta guardare con occhi diversi il nostro territorio e imparare a valorizzarlo, amarlo fino a farlo divenire
“La Terra non ci è stata data in eredità dai nostri padri, ma ci è stata data in prestito dai nostri
figli” è il detto dei Masai. E nella consapevolezza del fatto che i prestiti debbono essere restituiti ci poniamo il problema del rispetto della Terra e dei suoi ambienti. Da questo principio è
nato il progetto in questione legato al PON “Le(g)ali al sud: Un Progetto per la legalità in ogni
scuola”. Riteniamo infatti che l’ultimo secolo sia stato quello più disastroso per l’uomo, sotto
tutti gli aspetti: si sono verificate guerre cruente, genocidi vergognosi, inquinamento irreparabile. In particolare in questo momento ci interessa l’aspetto ambientale. Lo sviluppo tecnologico, con il conseguente utilizzo di grandi masse di materie prime, se da una parte ha reso
più agevole la vita dell’uomo, dall’altro ha causato un processo di trasformazione della Terra e
di distruzione di interi ambienti naturali. L’uomo distruttore non si è posto il problema di realizzare uno “sviluppo sostenibile” ma ha utilizzato gli ambienti in modo indiscriminato. Se è infatti vero che lo sviluppo delle Scienze e della Tecnica non può e non deve essere fermato, è
consequenziale però che bisogna pensare ai risultati che ne derivano. Più volte i “Grandi della
Terra”, coscienti dei pericoli incombenti, si sono incontrati per trovare delle strategie adeguate
a porre un freno allo sfruttamento selvaggio della Terra, ma gli interessi dei singoli Stati hanno prevalso sugli interessi dei Popoli e puntualmente i Protocolli sono stati disattesi o non accettati (vedi il protocollo do Kioto).Da queste considerazioni di ordine generale e forse molto
grandi perché i ragazzi ne possano cogliere il significato e l’importanza oggi, siamo partiti per
realizzare una attività più circoscritta che nel suo piccolo ha messo i ragazzi direttamente a
contatto con l’azione deleteria che l’uomo compie giorno dopo giorno, distruggendo la natura
e forse impedendo la sopravvivenza delle generazioni future. Ne ebbe coscienza il senatore
democratico Gaylord Nelson quando, correndo l'anno 1970, propose di istituire il 22 Aprile come giornata mondiale della Terra. “Mobilitare il Pianeta” ne divenne lo slogan.
L’augurio è che veramente chi conta prenda piena coscienza e realizzi una politica tutta rivolta
alla salvezza della Terra.
Da queste considerazioni, nella piena consapevolezza che ognuno deve fare la sua parte per
conseguire l’obiettivo, sono nati i Progetti: “Rispetta l’ambiente” per gli alunni della Scuola
Primaria e “Il buon cittadino del domani” destinato ai ragazzi della Secondaria di I grado, che
hanno visto la collaborazione del comune di Joppolo con il quale la Scuola di Acquaro ha firmato un Protocollo d’intesa, al fine di poter mettere in parallelo l’ambiente marino, montano e
collinare nei suoi vari aspetti. Le uscite sui territori di Acquaro, Joppolo e Mongiana sono state
molto apprezzate di corsisti, che, in situ, si sono resi conto, dell’opera positiva o negativa operata dall’uomo.
Un ringraziamento al Sindaco di Joppolo per la collaborazione.
Il Dirigente Scolastico:
Dott.ssa Caterina Barilaro
UNA INNOVATIVA DEFINIZIONE DI AMBIENTE
Per molto tem po con il term ine ambiente si è ind icato il r isultato di una serie
di processi essenzialm ente naturali considerati a ll’or ig ine di tutto ciò che è
intorno a noi. Non a caso il term ine deriv a dal lat ino ambire (ossia circondare,
stare intorno): è im plicito anche un senso di centralità dell’uomo, v isto non
come parte integrante della b iosfera ma quale com ponente esterna, capace di
plasmare, gestire un am biente creato appositam ente per la sua crescita m ater iale e spir itua le in v irtù delle super ior i dot i inte llett iv e di cui è dotato. Ta le
v isione antropocentrica (presente nel m ondo greco -romano e avvalorata per
secoli dal pensiero crist iano occidentale), può rilev arsi perico losa nella nostra
società in cui i b isogni connessi all a crescita demografica e l’ut ilizzo di tecnolog ie dal for te im patto possono alterare profondamente l’ambiente. Gli effett i
prov ocati da una gestione inadeguata delle r isorse naturali e dei terr itori, soprattutto nell’u lt im o secolo, e le stime relat iv e ai profondi cam biament i com plessiv i hanno fornito l’ input per una riv oluzione copernicana relat iv a al concetto di am biente. L’ambiente è dato dalla profonda e continua interazione tra
componenti naturali ed antropiche: in ogni terr itor io si sov rappongono v isib ilmente le trasform azioni determ inatesi nei tem pi brev i della stor ia e le m odif icazioni v erif icatesi nei tem pi lunghi della natura f ino a form are un unicum organico e inscindibile . Attualm ente è im possibile e per g iunta anacronist ico
parlare di am biente senza considerare la presenza um ana in quanto in ogni
area del pianeta ne risente direttamente o indirettam ente. Natura e cultura costitu iscono, quindi, un ins iem e integrato e retroagente: ogni azione dell’uno
determ ina un “feedback” (una risposta) dell’a lt ro in base alla quale s i determ ineranno nuove scelte e nuov i comportam enti. Ad esem pio il feedback è una
reazione ad una forte pressione tesa ad alterare gli equilibr i naturali.
La nuova v isione di am biente, proposta con forza dall’attuale comunit à scient if ica, costitu isce la linea guida per le attuali agenzie di protezione ambientale
a tutt i i liv elli che, al contrario d i m olte associazion i am bientaliste, non propongono un anacronistico r itorno alla natura m a tendono ad una gestione integrata nel terr itor io in cu i esigenze econom iche, benessere, progresso e tutela
am bientale costitu iscano realtà compatibili. In questo modo l’am biente div enta
campo di indagine e di azione non solo per le d iscip line scientif iche ma anche
per quelle um anist iche: la complessità insita nel nuov o concetto di ambiente
rende indispensabile la compresenza di d iv erse com petenze e modalità di let tura per realizzare un sistema in cui natura e cultura possano interagire attraverso feedback posit iv i in v ista di nuov i e proficui equilib r i.
Arc h. F ra nc e s c o Al e s s a nd ri a
LA NATURA E L’UOMO
Gli elementi naturali come il vento, l’acqua, il ghiaccio, e anche i sismi trasformano il
paesaggio. L’uomo, con le sue diverse attività e con lo sfruttamento delle risorse del
suolo, partecipa a questa trasformazione e l’accelera. Con l’evoluzione demografica,
l’uomo occupa sempre di più spazio vitale e, secondo alcuni studi, l’83% della superficie terrestre è direttamente influenzata dalle attività umane. L’uomo ha modificato e
modifica i paesaggi, e quindi gli ecosistemi, costruendo abitazioni, ponti, strade e gestendo corsi d’acqua senza un controllo razionale, spesso per motivi legati al semplice
arricchimento personale. Le conseguenze dell’agire umano sono principalmente la deforestazione e l’inquinamento.
La deforestazione può essere
dovuta a cause naturali (cicloni,
eruzioni, siccità), ma è causata
soprattutto
dall’uomo
(abbattimenti, incendi). Le foreste, però, sono essenziali per la
vita del nostro pianeta: contribuiscono alla produzione di ossigeno
atmosferico e all’assorbimento
del biossido di carbonio (gas serra). Gli alberi, grazie alle radici,
trattengono la terra e l’acqua dal
ruscellamento, mantenendo saldo
il rilievo e allontanando il pericolo
di frane. La foresta aumenta
l’umidità dell’aria per evapotraspirazione delle foglie. La deforestazione determina l’aumento del
ruscellamento e l’erosione del
suolo, lo sconvolgimento del clima locale e la scomparsa
dell’habitat di numerosi animali e
vegetali.
L’INQUINAMENTO
L'aria si definisce inquinata
quando certi composti, in
quantità superiore alla norma, minacciano la fauna, la
flora o la salute umana
(allergie, intossicazioni).
L'inquinamento può avere
cause naturali quali un vulcano (gas inquinanti) o l'attività della flora (tasso di polline elevato che porta particelle allergeniche nell'aria).
Tuttavia, le attività umane
sono spesso responsabili
dell'inquinamento atmosferico. Esso può provenire dai
gas prodotti dal trasporto
stradale o aereo, dal fumo
delle ciminiere e dal trattamento dei rifiuti agricoli. Gli
inquinanti atmosferici sono
numerosi ed è difficile conoscerne tutte le conseguenze.
Uno di questi agenti inquinanti è l'ozono della bassa
atmosfera i cui effetti sono
nefasti tanto per l'uomo
quanto per certi vegetali
(altera la fotosintesi). Altri
gas, detti gas serra, causano un riscaldamento climatico (l'effetto serra). E’ il caso,
per esempio dell'anidride
carbonica.
Spesso ci dimentichiamo
che il suolo è il supporto di
molte attività umane. Questo
suolo così instabile, di lenta
formazione, subisce le nostre attività quotidiane, che
possono portare al suo inquinamento. La contaminazione del suolo proviene essenzialmente dalle industrie,
dall'agricoltura ma anche dai
rifiuti domestici. Gli inquinanti responsabili sono innanzitutto i pesticidi, i concimi e i
residui metallici fra cui i metalli pesanti, che degradano i
terreni, possono renderli sterili, ma avere anche effetti
nefasti sulla fauna e sulla
flora. Così, la presenza di un
inquinante nel suolo diventa
pericolosa nel momento in
cui può avere un'azione
sull'ambiente Un inquinante,
per esempio, può essere
assimilato dalla radice di una
pianta che, contaminata,
non si svilupperà come dovrebbe o morirà; oppure,
mangiata dagli animali da
allevamento, contaminerà il
latte e la carne, o le uova,
che sono consumati dall'uomo.
Nonostante l'immensità dei
mari e degli oceani, tali ambienti non "digeriscono" più
tutti gli inquinanti che vi sono
stati riversati dall'uomo nel
corso del tempo. Per di più,
tutte le acque di ruscellamento finiscono per arrivare
al mare attraverso i fiumi,
trasportando eventuali prodotti scaricati dalle industrie
e dall'agricoltura, come anche i rifiuti domestici, come
detersivi e acque di rifiuto.
Alcuni di questi prodotti sono
altamente tossici, per esempio il vetriolo e i metalli pesanti, poiché sconvolgono
l'ecosistema. Gli animali e le
piante colpiti da quest'inquinamento si arenano sulle
coste. In mare, capita che
vengano scaricate grandi
quantità di petrolio in seguito
a un incidente petrolifero. Il
petrolio si estende sull'acqua
e si sposta verso le coste in
balia delle onde e del vento:
è la marea nera. Le conseguenze ecologiche sono catastrofiche: morte di molti
pesci, cetacei, uccelli marini,
alghe e animali che aderiscono alle rocce.
ACQUARO: cenni storici
Il paese di Acquaro si presenta arroccato dentro una valle tra sette colline, tra
le quali Malamotta con il suo pino secolare e le sue leggende sui briganti, tagliato dal suo torrente Amello, primaria e storica fonte di vita. Il nome del paese
è dovuto molto probabilmente alla vicinanza dell'acqua; infatti la parte più antica, era denominata Poteja, nome di derivazione greca, che significa luogo dove
scorre l'acqua. Successivamente i Romani sostituirono il nome greco con Aquarium, cioè zona con abbondante acqua. Con il passare del tempo venne in
ultimo denominato Acquaro. Sorto come casale di Arena, ne seguì le vicende
fin dal periodo normanno, quando venne infeudato alla famiglia Conclubet che
lo tenne fino al 1678. .Passò quindi, per successione femminile, agli Acquaviva
d'Aragona e dal 1694 appartenne ai Caracciolo di Gioiosa. I terremoti del 1659
e del 1783 distrussero quasi interamente l'abitato. Tenacemente borbonico al
tempo della Repubblica Partenopea, fu incluso nel cantone di Seminara. Con
l'ordinamento disposto dai Francesi nel 1806 venne compreso nel cosiddetto
governo di Soriano. La legge del 1811 ne faceva un Comune comprendente i
villaggi di Limpidi e Semiatori. I villaggi di Semiatori, Bracciara, Potami, Pronia,
a causa di frequenti terremoti e del fenomeno del brigantaggio, cominciarono
ad essere abbandonati dagli abitanti, dei quali una parte si stabilì in Acquaro.
La successiva legge Borbonica del 1816 ribadiva quella precedente.
Gravi danni subì a seguito dell'alluvione del 1885 e del terremoto del 1905. Nel
1928 gli veniva aggregato il Comune di Dasà, che l'anno successivo ritornava
autonomo. Nel 1929 fu costituito Comune autonomo.
Il paese, dalle caratteristiche viuzze, conserva tracce del vecchio abitato costituito da costruzioni con muri di mattoni di terra cruda e paglia (breste), intelaiate con travi di castagno.
ACQUARO: visita al torrente AMELLO
Il torrente Amello attraversa il paese di Acquaro e lo divide in due parti. I ponti
collegano le due parti e quello della piazza G. Marconi è il principale. Il paese
di Acquaro deve il suo nome a questo torrente e non solo. Gli abitanti del luogo
scelsero di insediarsi sulle sue sponde e formarono una comunità. L’acqua è
fonte di vita e senza di essa l’uomo e la natura non potrebbero esistere. Ma
l’acqua, perché l’uomo possa trarne vantaggi e benefici,deve essere pulita, cioè non inquinata. Ma chi inquina l’acqua? L’uomo naturalmente con i suoi rifiuti
e gli scarichi delle fogne e delle fabbriche. L’Amello fino a poche decine di anni
fa era un torrente pulito dove si potevano pescare trote e anguille e, ci si poteva addirittura fare il bagno. Oggi non è più pulito a causa degli scarichi delle
fogne e degli oggetti che regolarmente vengono gettati. Noi ragazzi del progetto abbiamo percorso l’Amello per un tratto e da vicino abbiamo potuto osservare meglio le condizioni non proprio ideali in cui esso versa. Sarebbe sufficiente
che ogni tanto venisse raccolta l’immondizia presente, che tutti noi evitassimo
di gettare qualsiasi cosa e che ricordassimo a chiunque il divieto di sporcare
quello che per gli acquaresi è un’attrazione e una bellezza locale. Vorremmo
che il nostro torrente fosse pulito come lo era un tempo. Vorremmo che queste
acque fossero rispettate, perché rispettando l’ambiente che ci circonda rispettiamo noi stessi.
JOPPOLO
Joppolo e le sue origini
Fu fondata, all’inizio del XIV secolo, dal siciliano Artemidoro Joppolo, da cui
prese il nome. Rimasta alla famiglia del fondatore fino al principio del Quattrocento, registrò in seguito diversi passaggi di proprietà. Gravi furono i danni causati dal terremoto della seconda metà del XVIII secolo. Con le riforme amministrative attuate dai francesi, all’inizio dell’Ottocento, fu inserita dapprima tra le
università del cosiddetto governo di Nicotera e poi tra i comuni del circondario
facente capo a questo centro, nella cui giurisdizione fu mantenuta anche dai
Borboni. La storia post-unitaria si confonde con quella del resto della penisola.
Tra le testimonianze storico-architettoniche figurano: la chiesa parrocchiale di
San Sisto; il santuario della Madonna del Carmine, sul monte Poro, e la torre
cilindrica, detta di Parnaso, facente parte del vecchio sistema difensivo costiero.
Joppolo e le sue Frazioni, Oliveto, Coccorino, Coccorinello, Caroniti e Monte
Poro, si affacciano come balconi sul mare Tirreno e l’occhio coglie in una veduta di insieme il Golfo di Gioia Tauro, con il suo Porto, la costa di Capo Vaticano,
l’Etna con il suo fumo, le Isole Eolie, in fila una dopo l’altra, con lo Stromboli,
che si offre allo sguardo rapito dell’incuriosito osservatore quasi per essere toccato con mano. Il paese diede i natali ad Agostino Nifo, medico e filosofo illustre, autore di oltre 40 opere di medicina, e la Frazione Caroniti a San Gennaro.
Nel Comune di Joppolo, il cui mare è ancora terso, vi sono strutture alberghiere,
bed and breakfast ed altri esercizi commerciali che rendono gradevole il soggiorno e offrono la possibilità di gustare i prodotti tipici del territorio.
La visita
In questo territorio ricco di sentieri abbiamo scoperto un modo diverso di vivere
il rapporto con l’ambiente naturale, il piacere di camminare tra una natura selvaggia e incontaminata, alla scoperta di antichi percorsi ricchi di bellezze naturali. Qui non è necessario chiudere gli occhi per ritrovarsi di fronte al grigio delle
rocciose e frastagliate coste, al denso verde degli uliveti, all’incantevole giallo
delle profumate ginestre, ai mille colori dei giardini fioriti.
MONGIANA
La visita guidata a Mongiana e, nello specifico, all’incantevole “Centro Aziendale di Villa Vittoria” ha visto un momento di notevole interesse, entusiasmo e coinvolgimento
nella collaborazione con il personale del Corpo Forestale dello Stato che qui ha la sua
sede amministrativa. Agli alunni sono stati proposti alcuni filmati su ciò che maggiormente costituisce una minaccia alla conservazione della biodiversità e sull’importanza
della conservazione degli eco sistemi naturali. All’aria aperta attraverso la conoscenza
degli alberi e degli animali del bosco, analizzando le funzioni dell’eco sistema forestale, ci siamo resi conto che un ambiente sano e ricco di stimoli è una valida alternativa
alle mura domestiche dove spesso ci troviamo avvolti dal poco stimolante mondo mediatico e virtuale. Percorrendo Villa Vittoria abbiamo compreso la necessità di legarci
al nostro territorio per conoscerlo e farlo conoscere, rispettarlo e farlo rispettare.
PER UNA CORRETTA RACCOLTA DEI RIFIUTI...
I materiali da riciclare devono essere asciutti e puliti per quanto possibile. E' sufficiente dar loro una sciacquata per togliere i residui alimentari. Infatti un materiale sporco di alimenti avviato al riciclaggio, crea delle putrescenze che possono interferire con
il sistema di riciclaggio stesso.
Mettere la cosa giusta nel cassonetto giusto. Non farlo può vanificare il riciclaggio
anche di altri materiali. Ad esempio mettere un piatto nel cassonetto del vetro crea
grossi danni, perchè la porcellana ha un punto di fusione superiore e quindi durante il
recupero ne rimangono dei pezzi non fusi o, peggio, sbriciolati nel vetro fuso... che così
non e' riutilizzabile.
Gli imballaggi vanno schiacciati, in modo da occupare il minor spazio possibile.
Non farlo, significa occupare spazio inutile nel cassonetto, che quindi si riempie prima
costringendo ad un numero maggiore di viaggi per svuotarlo o, peggio, costringendo gli
altri a lasciare i rifiuti sulla strada. Basta pensare che una bottiglia di plastica non
schiacciata occupa la spazio di 3 bottiglie schiacciate. Idem per le lattine.
N.B. Il simbolo accanto con le tre freccette ripiegate
indica che la confezione, il contenitore o l’imballaggio
sui quali esso è apposto, sono
RICICLABILI
ECOLOGIA QUOTIDIANA
PER EVITARE D’INQUINARE E ACCUMULARE RIFIUTI,
E PER RISPARMIARE LE RISORSE DELLA TERRA
BISOGNA ADOTTARE UN COMPORTAMENTO
RESPONSABILE
I CONSIGLI DI WALL-E
- Non lasciare scorrere inutilmente l’acqua dal rubinetto.
- Non lasciare luci accese o spie quando non servono.
- Non gettare le pile elettriche nei rifiuti organici, ma cerca un punto di raccolta.
- Cerca di far usare l’automobile ai tuoi genitori il meno possibile.
- Differenzia i rifiuti se è possibile farlo.
Tutor: Ins. Caterina Montirosso Ins. Rosanna Lopresti
Tutor dell’Ente partner: Arch. Vincenzo Gerace
Esperto: Arch. Francesco Alessandria
Classe 4^ sez. A
Classe 5^ sez. A
Classe V
Classe IV
Ciancio Ilaria
Carnovale Marco
Ciconte Caterina
Galati Rita
D’Agostino gianluca
Imeneo Andrea
Demasi Alberto
Muratore Alfredo
Lo Gatto Giuseppe Davide
Nesci Torindo
Lombardo Giuseppe
Pitisano Ilenia
Maiolo Mariastella
Rosano Chiara
Muratore Michela
Pitisano Maria Pia
Principato Carmen Pia
Racco Domenica Pia
Racco Gianpiero
Rottura Maria Josè
“Il risultato è sempre merito di chi ha progettato, proposto
e stimolato, fortificando la fiducia dei collaboratori e,
insieme a loro, guardando lontano.”
Al Dirigente scolastico
D.ssa Caterina Barilaro
“Quando l’ultimo albero sarà morto, quando l’ultimo fiume
sarà stato inquinato e l’ultimo pesce sarà stato catturato,
solo allora vi renderete conto che non si può mangiare il denaro”.
Toro Seduto
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opuscolo - acquaroscuole