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Home / Attualita' / Bologna, “Festival della Scienza Medica”
Bologna, “Festival della Scienza Medica”
Di Marialisa Panu pubblicato il 30 aprile 2015
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Durante il “Festival della Scienza Medica. La Lunga Vita”, che si terrà a Bologna dal 7 al 10
per profili artistici, culturali e scientifici che hanno avuto una valenza indiscutibile, di grande rilievo
nazionale ed europeo. Un’operazione sui suoi luoghi, i palazzi, le sale, i portici intesi non solo
come luoghi di passeggio o di passaggio, ma di rapporti, di sguardi e di discorsi, di incontri e di
conoscenza, recuperando in modo peculiare la narrazione delle storie. Non c’è cultura se non
esiste la memoria e, dunque, il senso del tempo.
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Un’altra rilevante necessità è stata quella di leggere, attraverso la Medicina, i sistemi di credenza
religiosa, la storia e l’epistemologia, il diritto ma anche la letteratura, il teatro, il cinema… la
cultura! E così la peste di Boccaccio, le pesti antiche e quella di Ebola, la nascita della sifilide e
l’influenza Spagnola, il passaggio euristico-evolutivo dai “demoni” ai “geni”, l’incontro e il contagio
tra pensiero epistemologico-investigativo e l’indagine clinica, lo scontro tra corsia e aule di
tribunale nella medicina difensiva. E il confronto dei sistemi di cura con le religioni orientali, con
quella ebraica, con l’Islam e il Cristianesimo.
Per questo motivo si segnalano, tra gli altri, alcuni formati e alcuni incontri di particolare interesse
culturale e narrativo:
LE NARRAZIONI
La medicina narrativa riporta prepotentemente al centro della relazione di cura la figura del
paziente, il suo vissuto e l’ascolto della sua storia individuale come strumento per affinare il
percorso diagnostico. Un formato di incontri per ripercorrere le vicende e considerare i molti punti
di vista sui quali è necessario riflettere: dalla storia all’antropologia, alla letteratura, alla medicina
legale, alle nuove tecnologie, ai complessi rapporti tra ricerca scientifica e business.
IL GIOCO DELLA STORIA
Tre conferenze per un viaggio attraverso le grandi epidemie del passato, dalla peste di cui
racconta Boccaccio nel Decamerone, alla comparsa della sifilide, alla tragedia dell’influenza
Spagnola che farà più morti dei caduti della I° Guerra Mondiale. Ma come si combattono le
epidemie? A seguire ogni conferenza, un programma specifico per gli studenti delle scuole
superiori: una partita di “Pandemic”, un gioco da tavola come Monopoli e Risiko, introdotto nel
2008, che ci aiuta a capire come, senza il coordinamento tra sviluppo del vaccino e contenimento
dell’infezione, la malattia prevale. Imparare giocando.
LO SPETTACOLO DELLA MEDICINA
La figura del medico, le sofferenze della malattia, le paure e le speranze dei pazienti rivisitate,
GIOVEDI’ 7 MAGGIO
9.30 – SALA DI RE ENZO
A. D. 1300: la Peste di Boccaccio
Gilberto Corbellini
Fra il 1348 e il 1400 la popolazione europea si ridusse di circa 100 milionidi abitanti a causa
dell’arrivo della Peste Bubbonica o Morte Nera. Giovanni Boccaccio ci ha lasciato nel Decameron
Codice abbonamento:
del cinema.
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rilette e ascoltate tra le pagine della grande letteratura, negli spartiti dell’opera, tra i fotogrammi
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una vivida descrizione della tragica situazione che si verificò a Firenze e che motivò la fuga dalla
città dei protagonisti del suo capolavoro letterario. Ma cosa era la peste? Come si trasmetteva?
Da dove veniva? Perché fu così mortale? Quale impatto ebbe sullo sviluppo sociale ed economico
dell’Europa?
11.30 – BIBLIOTECA D’ARTE E DI STORIA DI SAN GIORGIO IN POGGIALE
Le magie della medicina. Dal bezoar di Harry Potter ai preparati dell’omeopatia
Marco Ciardi
Che cosa c’è di vero nella medicina di Harry Potter? E quanta magia è invece presente nelle
cosiddette medicine alternative? L’intervento cercherà di mostrare come le differenze tra pensiero
magico e pensiero scientifico non riguardino tanto gli argomenti e gli oggetti studiati, quanto il
metodo e i valori fondamentali che li contraddistinguono.
17.00 – SALONE DEL PODESTÀ
Luigi Galvani Lecture
Vivere a lungo: il viaggiatore con due bagagli
Luc Montagnier
Ogni essere umano è un viaggiatore con due bagagli: il primo è il corredo biologico che riceviamo
dai nostri genitori e tramandiamo ai nostri figli; ma c’è un secondo bagaglio, molto più recente
nella storia
evolutiva, quello culturale, quello con cui modelliamo l’ambiente in cui evolviamo e nel quale
troviamo anche le conoscenze della medicina. La durata della vita dipende certo dal nostro
patrimonio genetico ma per vivere a lungo bisogna accedere e contribuire alla crescita della
conoscenza. Per cercare di vivere in salute il più a lungo possibile.
VENERDI’ 8 MAGGIO
9.30 – SALA DI RE ENZO
A.D.1500: la Sifilide o del Morbo Gallico
Maria Conforti
La sifilide si diffuse in Europa alla fine del ‘400, suscitando intensi e innovativi dibattiti sulla sua
trasmissione e sulle sue cause. Ci si chiedeva se e perché questo male fosse ignoto agli antichi; e
nel caso che fosse una malattia nuova, se fosse stata importata dalle nuove terre che le
esplorazioni geografiche stavano rivelando. Associata a sentimenti di vergogna e di colpa,
attribuita al nemico o all’altro da sé – era chiamata Mal Napoletano dai Francesi e Mal Francese
dai Napoletani – non fu possibile curarla prima del ‘900.
12.00 – AULA DELLO STABAT MATER
Dal mantra al coltello. Medicina antica e religioni orientali
Antonio Panaino
introduce: Antonio Guerci
Mentre l’Europa usciva da una delle sue guerre più sanguinose, Émile Benveniste, il grandissimo
linguista francese, scriveva uno dei suoi articoli di maggior acutezza: La doctrine médicale des
Indo-Européens, RHR 130, 1945, pp. 5-12. Uno degli aspetti di quella ricerca portava
all’osservazione che mondo romano e mondo iranico condividevano una più antica tradizione
indoeuropea secondo cui tre sarebbero state le forme principali della medicina: quella del mantra,
quella del farmaco (e delle piante) e infine quella del coltello.
17.00 – AULA DELLO STABAT MATER
Dalla Peste a Ebola. L’epidemia tra storia, fede e cultura
Giuseppe Battelli
Pierluigi Viale
Peste! Una parola che da sempre nell’immaginario popolare così come nella metafora letteraria
suscita il terrore della solitudine umiliante che accompagna il malato contagioso. La Peste è una
malattia microbica ben conosciuta, ma il termine “peste” ha trasceso nel tempo il suo significato
scientifico, identificando una malattia potenzialmente incontrollabile. Fu così dalla peste di
Tucidide fino all’infezione da HIV, definita “la peste del 2000”. Tuttavia la grande epidemia di Peste
rigogliosa epoca del Rinascimento.
18.00 – AULA GIORGIO PRODI
Quando la cultura si fa corpo.
Medicina e intercultura: la sfida possibile
Ivo Quaranta
Codice abbonamento:
cambiamenti sociali e culturali tali da risultare decisiva nel condurre il continente Europeo verso la
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che imperversò in Europa nel ‘300, pur essendo un dramma di dimensioni epocali, indusse
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Un tempo gli antropologi raccontavano le forme di vita di remoti angoli di mondo, mettendo in luce
le logiche sociali che davano senso a pratiche apparentemente bizzarre e irrazionali. Oggi i
professionisti della salute e i nostri servizi socio-sanitari si confrontano quotidianamente con
questa polifonia culturale, da cui possiamo imparare molto: non solo sul “senso degli altri”, ma
anche su noi stessi.
21.00 – CHIESA DI SANTA CRISTINA
La sposa e l’amante: Scienza e Umanesimo delmedico scrittore
a cura di Sandro Modeo
letture recitate da Massimo Popolizio
Una proposta di testi per Bologna Medicina che si concentra su un gruppo di scrittori arrivati alla
letteratura partendo dalla competenza e dalla professione medica. Gli snodi e i dilemmi emergono
– direttamente o in controluce, per via diretta o allusiva – con un’integrazione fondamentale:
l’“altra faccia dello specchio”, cioè il punto di vista e il vissuto diretto del medico. In questo modo,
sarà possibile vedere confermate o smentite (o almeno smussate) tante percezioni da parte del
paziente, per esempio riguardo alle “debolezze” del medico e ai suoi deficit nella capacità di
ascolto ed empatia. Ma soprattutto sarà possibile – a rovescio – cogliere la sua profonda
solitudine, col relativo corredo di dubbi, incertezze, paure, idiosincrasie. Nessuno può
“umanizzare” il medico più del medico stesso: e forse
nessuno può dissolvere il diaframma tra scienza e umanesimo meglio del medico-scrittore.
I cinque medici-scrittori: Čechov, Cronin, Bulgakov, Céline, Sacks.
SABATO 9 MAGGIO
9.30 – SALA DI RE ENZO
A.D.1900: più grande della Grande Guerra… l’influenza Spagnola
Mauro Capocci
Più della peste nera. Più della Prima guerra mondiale. L’influenza del 1918-19, la famigerata
Spagnola, è stata probabilmente la più devastante epidemia della storia dell’umanità. Da dove è
arrivata? Perché è stata così violenta? Le risposte vengono dalla storia e dalla ricerca biomedica,
che hanno indagato a fondo questo incubo del passato prossimo per prepararsi a un possibile
scenario pandemico futuro.
10.30 – AULA DELLO STABAT MATER
Demoni e geni: l’evoluzione dell’idea di malattia
Gilberto Corbellini
Perché ci ammaliamo? Più che domandarci che “cosa” sia la malattia, come fanno normalmente i
filosofi e patologi, noi ci chiediamo che cosa abbiamo fatto o cosa è accaduto per cui ci troviamo a
essere malati; soprattutto quando la condizione in cui ci troviamo non lascia speranza di una
soluzione positiva, e si prefigura un’esistenza di sofferenza e disabilità, oppure la fine della nostra
vita. La domanda “perché ci ammaliamo?” ha una lunga storia che affonda le radici nella
psicologia umana più profonda, e trova oggirisposta negli studi evoluzionistici sulle imperfezioni
della biologia e della psicologia umana.
11.00 – SALA DEGLI ATTI
Clinica Medica
L’Itterizia
Una visita nella corsia della Storia con: Luigi Bolondi
drammaturgia a cura di Giulia Frezza
L’itterizia, che da sempre segna fisiologicamente i primi giorni di vita di ogni essere umano, nell’età
adulta ha sempre rappresentato un problema diagnostico di difficile soluzione. Fino agli anni ’80 i
medici non avevano strumenti per capirne le possibili molteplici cause, benigne o maligne, e
rimanevano inermi in attesa di una soluzione spontanea che, se non avveniva, portava i pazienti
nelle mani del chirurgo per una “esplorazione” dell’addome. Oggi, con l’avvento delle moderne
tecniche di immagine e di laboratorio la diagnosi (è il fegato che non funziona? Le vie biliari sono
ostruite e la bile non scorre?) è immediata e la terapia può essere attuata senza ricorrere al
1315-2015 – La lezione di Mondino de’ Liuzzi: il conflitto tra libro e corpo, tradizione ed
esperienza
(passeggiando nel museo e nella Sala Settoria di Anatomia)
a cura degli Anatomisti Bolognesi
A Bologna, nel 1315, l’anatomista Mondino de’ Liuzzi riprende, primo in Occidente, la pratica della
dissezione su cadavere umano, dopo oltre sedici secoli di sospensione. In questo modo, la scuola
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11.00 – ISTITUTI ANATOMICI
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chirurgo.
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medica
bolognese afferma il suo primato, inaugura l’Anatomia modernamente intesa, e segna un
passaggio centrale per la cultura occidentale tutta. Ritornando allo studio sul cadavere, Mondino
mette in conflitto il libro e il corpo, ovvero l’autorità testuale classica e la verifica empirica, la
tradizione e l’esperienza. Celebrando il settecentenario della prima dissezione pubblica a scopo
didattico di Mondino de’ Liuzzi, la Scuola Anatomica dell’Alma Mater Studiorum apre alla città la
modernissima sala settoria, inaugurata meno di un anno fa e intitolata al Prof. Giovanni Mazzotti.
17.00 – CHIESA DI SANTA CRISTINA
L’ambulatorio medico: una finestra sul mondo
Andrea Vitali
Il racconto dell’esperienza di un medico di base, lavoro praticato per 25 anni, negli incontri con gli
assistiti, dai quali spesso sono scaturite occasioni di racconto e anche di romanzo. È una sorta di
romanzo orale di formazione che parte dagli esordi carichi di paure e incertezze verso una sempre
più chiara coscienza di cosa significa approcciare una persona ed entrare nella sua intimità.
L’incontro con un medico e grande scrittore.
17.30 – AULA ABSIDALE DI SANTA LUCIA
Il fastidio delle allergie: perché la natura ci fa soffrire? Storia, biologia e miti relativi
all’omeopatia, e la scienza su cui si basano le nuove terapie
Donald MacGlashan Jr.
introduce: Michael G. Plummer
Per tutti coloro che soffrono di gravi allergie, sia che queste semplicemente impediscano loro di
godersi una bella giornata o che invece minaccino seriamente la loro vita a causa di un buon
pasto, la comune sconsolata domanda è: perché mai la natura si accanisce contro di me? La
risposta è da ricercarsi forse nella lunga storia dell’evoluzione, nella delicatissima convivenza fra le
diverse specie e nel modo in cui il nostro organismo si difende dagli intrusi. Ma cosa sono
veramente le allergie? E come mai questi disturbi sono spesso oggetto dell’attenzione di industrie
non-mediche? Quali sono gli obiettivi già raggiunti negli ultimi decenni e le speranze per migliori
trattamenti in futuro?
In collaborazione con Johns Hopkins University
21.00 – CHIESA DI SANTA CRISTINA
«Io sgombero, io spazzo gli spedali!»
Figure di medici nel melodramma
a cura di Piero Mioli
È nel genere comico che il personaggio del medico ha modo di popolare la lirica: alcune opere di
Mozart (Così fan tutte) e Donizetti (L’elisir d’amore) introducono medici spesso imbroglioni e
sempre
divertentissimi. Ma non mancano casi drammatici: per tutti, il dottore che perseguita il Wozzeck di
Berg usandolo come cavia. Fra gli spezzoni video proposti, una simpatica sorpresa dalla Traviata
di Verdi.
DOMENICA 10 MAGGIO
12.00 – AULA DELLO STABAT MATER
Il Cristo guaritore: una figura nella storia delle chiese
Alberto Melloni
introduce: Antonio Guerci
Aprendo il concilio, papa Giovanni XXIII usa una metafora e indica una scelta: dice che la Chiesa
vuole usare non più “le armi della severità”, ma “la medicina della misericordia”. C’è dietro un’idea
non della medicina, ma del Vangelo e di Gesù: un guaritore che non è evocato da chi fa miracoli
televisivi di guarigione, ma da un Cristianesimo capace di guarire le ferite del peccato e
dell’infelicità.
11.30 – BIBLIOTECA D’ARTE E DI STORIA DI SAN GIORGIO IN POGGIALE
Robe da matti…
Il 31 marzo scorso sono stati definitivamente chiusi gli ultimi istituti deputati in Italia alla cura e alla
detenzione dei malati psichiatrici criminali, cioè gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Stante che le
condizioni di detenzione in alcune di queste strutture erano indecenti e in quanto tali non
riducevano la pericolosità sociale dei detenuti, la decisione di eliminare qualunque forma di
controllo reclusivo su individui oggettivamente pericolosi, in ragione di un disturbo psichiatrico
clinicamente diagnosticato, sembra rispecchiare la persistenza di atteggiamenti più ideologici che
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Giovanni De Girolamo
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medico-scientifici nei riguardi della sofferenza mentale. È opportuno interrogarsi se in Italia la
politica della prevenzione e cura delle malattie mentali sia condotta con rigore scientifico.
18.00 – AULA ABSIDALE DI SANTA LUCIA
Malati di Cinema
Blob a cura di Gian Luca Farinelli, in collaborazione con la Cineteca di Bologna
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