N. 124 Autunno 2014
del servizio dentario scolastico
I bambini con background migratorio hanno
abitudini diverse in fatto di pulizia dei denti?
Uno studio della città di Zurigo. [ 7 ]
L’A zione S alu t e or al e [ 3 ] A dol escen t i t r ascur at i [ 13 ] Me z zi didat t ici digi tal i [ 15 ]
[ 2 ]
Attualità
EDITORI A LE
Dr.med. Melinda Spiesshofer MPH,
collaboratrice della Fondazione
n. 124 / Au t u n no 2014
Shop online
della SSO:
www.sso-shop.ch
per le OPD
Da alcuni mesi lavoro presso la Fondazione per le OPD.
Il mio campo di specializzazione è la salute pubblica.
Il tema della salute è onnipresente nella nostra vita e
pertanto va promosso in tutti gli ambiti possibili. Ciò è
proprio quello che anche voi, care OPD, fate nelle
vostre lezioni, promuovendo la salute dei denti e anche
quella generale. Aiutate le giovani generazioni a
crescere sane e di questo dovete andare fiere! Affinché
il ruolo delle OPD venga ulteriormente riconosciuto e,
di conseguenza, apprezzato, dobbiamo innanzi tutto
credere in quello che facciamo e condividere meglio
questa convinzione con gli altri. Non dobbiamo temere
di mostrarci orgogliose del nostro lavoro se vogliamo
che la società dia a questa attività appassionante e
importantissima il riconoscimento che le spetta. Dopo
tutto, sono molte le OPD che, negli ultimi decenni,
hanno contribuito a ridurre la carie tra i bambini e a
ottenere un vero e proprio successo.
Chissà se le OPD riusciranno a svolgere questa funzione
da pioniere anche nel campo della salute orale degli
anziani e delle persone disabili. Oggi, nel nostro paese,
l’aspettativa di vita alla nascita è una tra le più alte
al mondo (84,7 anni per le donne e 80,5 anni per gli
uomini), il che significa che dovremo occuparci sempre
più della salute orale delle persone anziane. Al
momento è difficile prevedere come tutto ciò avverrà,
ma una cosa è comunque chiara: la vostra presenza,
care OPD, sarà sempre più necessaria su molti fronti.
Ed è proprio questo il messaggio che dobbiamo far
passare alla società.
IMPR ES S U M
Editrice: Fondazione per le Operatrici di Prevenzione Dentaria (OPD), www.serviziodentarioscolastico.ch.
Redazione/abbonamenti: Moussonstrasse 19, 8044 Zurigo, [email protected], CHF 40.– all’anno.
Periodicità: 4 numeri all’anno. Redazione: Dr. F. Magri, Fondazione per le OPD, Sandra Küttel, Gabriela
Troxler e Rahel Brönnimann, Servizio stampa e d’informazione SSO. I contributi senza sigla o senza nome
dell’autore e nome della ditta rispecchiano il parere degli autori, che non deve necessariamente
corrispondere all’opinione della redazione. Layout: Claudia Bernet, Berna. Stampa: Jordi Medienhaus,
3123 Belp. Tiratura: 550 esemplari. Fotografie: iStock, Fotolia
© La redazione si riserva tutti i diritti. Vietata la riproduzione e la diffusione di interi numeri.
È permessa la riproduzione previa indicazione della fonte.
La Società svizzera odontoiatri SSO ha pubblicato
numerosi opuscoli informativi sul cavo orale. Nello
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dedicati alle affezioni dentali, come le parodontiti, la
carie o le erosioni, ai metodi di trattamento, agli infortuni ai denti e alla profilassi.
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n. 124 / Au t u n no 2014
Bocca sa n a
[ 3 ]
Bocca sana in corpore sano
Tutti sanno che se non ci si lava i denti può formarsi una carie. Quasi
nessuno, però, collega una cattiva igiene orale a una polmonite, a un parto
prematuro o a un infarto, ma una correlazione c’è: la salute orale e lo
stato di salute generale si influenzano a vicenda, come evidenzia la campagna di quest’anno dell’Azione Salute orale in Svizzera.
Gabriela Troxler e Rahel Brönnimann
Le infiammazioni in bocca coinvolgono
tutto l’organismo: i batteri presenti nel
cavo orale possono diffondersi in tutto
l’organismo e causare problemi di salute. La parodontite (l’infiammazione dei
tessuti di sostegno dei denti) è provocata dai batteri presenti nella patina che
si forma sui denti, sulla lingua, negli
spazi interdentali e sul margine gengivale, nonché da malattie sistemiche come il diabete. La campagna di
quest’anno dell’Azione Salute orale in
Svizzera si prefigge di illustrare queste
correlazioni.
Il diabete
La parodontite influisce sulle malattie
metaboliche croniche facendo salire
al di sopra della norma i valori della
glicemia (diabete). I diabetici non producono abbastanza insulina per regolare il tasso di zucchero nel sangue. Se
un diabete viene riconosciuto troppo
tardi o non viene curato, si rischiano
danni gravi alla salute e persino la
morte. I diabetici, infatti, possono perdere la vista o essere colpiti da infarto
cardiaco. Per evitare simili problemi,
queste persone dovrebbero tenere sotto controllo la loro glicemia, per esempio con preparati a base di insulina,
seguendo una dieta sana e facendo
movimento. La parodontite rende più
difficile regolare il tasso di zucchero nel
sangue: i focolai d’infiammazione in
bocca fanno sì che le cellule non reagiscano sufficientemente all’insulina,
che in questo modo ha un effetto minore sulla glicemia.
D’altro canto, il diabete ha ripercussioni sulla salute dei denti e della
gengiva. Rispetto alle persone
sane, i diabetici hanno una maggiore predisposizione alle infezioni batteriche, perché nel
loro sangue vi sono più mediatori d’infiammazione. Le
persone che soffrono di diabete
hanno spesso un sistema immunitario indebolito, il che permette ai
batteri presenti in bocca di moltiplicarsi. Di conseguenza, i diabetici hanno
maggiori probabilità di soffrire di parodontite o di carie.
Tuttavia, con una buona igiene
orale, i diabetici possono prevenire le affezioni alle gengive e al parodonto e,
pertanto, tenere meglio
sotto controllo la loro
glicemia. Il diabete influisce sia sulla diagnosi da parte del
medico dentista che sui trattamenti e
sulle terapie. Per questo motivo, le persone che soffrono di diabete devono
assolutamente informare il team attivo
nello studio medico dentistico della
loro malattia. Spesso, inoltre, i diabetici
soffrono di rimarginazione lenta delle
ferite, un aspetto di cui tenere conto
per esempio in caso di estrazione di un
dente o di un ascesso.
Pericolo di parti prematuri
Se una donna incinta soffre di parodontite, corre un rischio accresciuto che il
bambino nasca prima della 37esima
settimana di gestazione e/o che pesi
meno di 2500 grammi. Numerosi studi
hanno chiaramente dimostrato che vi è
una correlazione tra parodontite e parto pretermine con neonato sottopeso
(PLBW: Pre-Term Low Birth Weight).
Continua a pagina 4 [ 4 ]
n. 124 / Au t u n no 2014
Bocca sa n a
Tuttavia non è ancora chiaro come mai
una malattia parodontale possa rappresentare un rischio di parto prematuro. Al momento sono state formulate
due ipotesi: i batteri presenti nel cavo
orale provocano la rottura prematura
delle membrane e quindi le doglie, oppure inibiscono la crescita del feto.
Durante la gravidanza, il rischio di
gengivite e di parodontite aumenta. A
causa dei cambiamenti ormonali, la
gengiva risulta più sensibile e reagisce
in misura maggiore agli stimoli esterni:
i batteri presenti nella placca che si
crea sui denti irritano maggiormente e
più velocemente la gengiva. Per questo
motivo, è fondamentale che le future
mamme adottino misure per prevenire
le affezioni alle gengive e che si sottopongano a controlli dal dentista o dall’igienista dentale. Dato che durante la
gravidanza occorre evitare le radiografie, a una donna che desidera avere
un bambino si consiglia di sottoporsi
prima della gravidanza a una visita dal
dentista o dall’igienista dentale.
gliorare l’igiene orale grazie alle
istruzioni del medico dentista o
dell’igienista dentale può aiutare
a evitare che altri batteri aggressivi entrino nel circolo sanguigno attraverso la mucosa orale.
Malattie delle vie respiratorie
Problemi cardiocircolatori
La parodontite aumenta il rischio di
cambiamenti a livello vascolare e, di
conseguenza, di problemi cardiocircolatori che possono essere letali. I batteri
responsabili della parodontite e i relativi
mediatori d’infiammazione possono
essere trasportati dal sangue nel resto
dell’organismo. In questo modo possono restringere i vasi, peggiorando
l’irrorazione sanguigna e ostruendo le
arterie. Il sangue coagula più velocemente, aumentando così il rischio di
infarto cardiaco.
In caso di parodontite grave, inoltre, il
rischio di ictus è da due a tre volte più
alto e colpisce soprattutto gli uomini
ultrasessantenni.
Oltre ai batteri della parodontite, altri
agenti patogeni possono entrare nel
circolo sanguigno attraverso la mucosa
orale. Questo processo è definito batteriemia ed è la causa principale delle
infiammazioni della membrana che riveste internamente le pareti del cuore
(endocardite), nonché, a volte, dei disturbi del ritmo cardiaco. Per questo
motivo è opportuno segnalare al medico dentista e all’igienista dentale
eventuali insufficienze cardiache. Mi-
Le affezioni al cavo orale e una
cattiva igiene orale aumentano il
rischio di malattie alle vie respiratorie. I batteri presenti in bocca vengono
aspirati nella gola e nei polmoni, dove
possono dare origine a malattie. In presenza di un sistema immunitario indebolito (per esempio negli anziani e nei
bambini), tali batteri possono provocare una bronchite, una polmonite o
persino un enfisema polmonare (ossia
una dilatazione degli alveoli polmonari).
In relazione alla parodontite e alle malattie delle vie respiratorie, un gruppo
particolarmente a rischio è quello dei
fumatori: da un canto il fumo riduce la
funzione polmonare, dall’altro aumenta
il rischio d’insorgenza di una parodontite. Le sostanze dannose che raggiungono i polmoni, come la polvere o i gas,
danneggiano il sistema immunitario e
riducono la capacità dei polmoni di autopulirsi.
Le malattie reumatiche
Analogamente alla parodontite, in caso
di affezioni reumatiche le cartilagini e
le ossa vengono intaccate. I pazienti
n. 124 / Au t u n no 2014
che soffrono di parodontite hanno un
rischio da una a otto volte maggiore
di ammalarsi di artrite reumatoide. Al
momento si stanno assiduamente studiando le cause di questa correlazione.
Ad oggi è stato dimostrato che nel cavo
orale delle persone che soffrono di malattie reumatiche sono presenti in misura maggiore i batteri della famiglia
Prevotella. Questi batteri sono considerati importanti agenti scatenanti della
parodontite ed è probabilmente per
questo motivo che le persone affette
da malattie reumatiche soffrono presto
di una grave forma di infiammazione dei
tessuti di sostegno dei denti. I batteri
della parodontite sono inoltre in grado
di accumularsi sulle articolazioni artificiali e di provocare altre infiammazioni.
Bocca sa n a
[ 5 ]
Ulteriori informazioni su www.boccasana.ch
La campagna nazionale «Azione Salute orale in Svizzera» è stata lanciata nel 2004 con l’obiettivo
di promuovere e di mantenere la salute orale in tutte le fasce di età e in tutte le cerchie sociali
della popolazione svizzera. A tale scopo, l’Azione Salute orale organizza ogni due anni delle campagne di prevenzione. La campagna di quest’anno è dedicata alla correlazione tra salute orale e
stato di salute generale.
Il sito web www.boccasana.ch illustra le correlazioni esistenti tra igiene orale e stato di salute
generale. I visitatori del sito possono inoltre dare un voto ai vari personaggi e vincere così fantastici premi. Dal sito si possono anche scaricare opuscoli e cartelloni.
Sensibilizzazione da parte delle OPD
L’Azione Salute orale è promossa da una comunità d’interessi composta dalla Società svizzera
La popolazione non è ancora pienamente conscia della correlazione esistente tra salute orale e stato di salute
generale. A tale riguardo, le operatrici
di prevenzione dentaria possono dare
un contributo facendo opera di sensibilizzazione. Nello specifico possono
spiegare ai bambini e ai giovani che
un’igiene orale accurata non è efficace
solo contro la carie, ma che fa bene a
tutto l’organismo. In questo modo creano una base importante per il benessere degli adulti di domani.
odontoiatri SSO, da Swiss Dental Hygienists (l’associazione professionale delle igieniste dentali)
e dalla Ricerca elmex® (GABA Svizzera SA).
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n. 124 / Au t u n no 2014
studio zurighese
[ 7 ]
Il calendario della pulizia dei denti aiuta!
I bambini con o senza background migratorio hanno abitudini diverse in fatto
di pulizia quotidiana dei denti? Un progetto della città di Zurigo ha voluto rispondere
a questa domanda: le OPD hanno seguito un gruppo di bambini della scuola
dell’infanzia e di prima elementare nel tentativo di migliorare le loro abitudini di igiene
orale con un apposito calendario.
Felix Magri
Durante le lezioni di profilassi organizzate dalla città di Zurigo, si sono voluti
osservare gli effetti dell’impiego di un
«calendario della pulizia dei denti»
sull’igiene orale quotidiana di un gruppo
di bambini intorno ai 7 anni, con background migratorio, che frequentavano
la scuola dell’infanzia o la scuola elementare rispetto ai bambini della stessa
età senza background migratorio.
Scelta dei bambini e modo
di procedere
Per lo studio sono stati scelti 636 bambini provenienti da 47 sezioni della
scuola dell’infanzia e classi di prima
elementare. I bambini sono stati divisi
in due gruppi: quelli senza e quelli con
background migratorio. Nel primo
gruppo sono stati inclusi i bambini cresciuti in Svizzera con genitori immigrati,
i bambini con un genitore svizzero e i
bambini con le stesse competenze
linguistiche dei bambini svizzeri. I bambini con nomi stranieri che, pur essendo cittadini svizzeri, presentavano
gravi lacune in tedesco e in svizzero
tedesco, sono stati invece inclusi nel
secondo gruppo. Di questo gruppo facevano quindi parte solo i bambini in
cui il background migratorio proprio o
dei genitori risultava evidente.
Per sapere con quale frequenza e in
quali momenti della giornata i bambini
si lavavano i denti, ognuno di loro è
stato intervistato da un’OPD, che doveva porre ai bambini le seguenti domande: Quando ti lavi i denti? La mattina? A mezzogiorno? La sera? Li lavi
più di tre volte al giorno? Usi un dentifricio contenente fluoruri? In seguito,
le OPD hanno consegnato a ciascun
^
L’obiettivo del calendario
della pulizia dei denti
era di migliorare le abitudini
quotidiane in fatto di
igiene orale.
bambino un calendario della pulizia dei
denti e degli adesivi, spiegando loro
come usarli (v. pag. 10).
Sei mesi dopo, ogni bambino è stato di
nuovo intervistato dalla stessa OPD.
Per stabilire se la frequenza con cui i
bambini si lavavano i denti fosse cambiata, ciascuno di loro ha dovuto ri-
spondere alle stesse domande della
prima intervista. Alla seconda intervista, inoltre, i bambini hanno dovuto
portare il loro calendario della pulizia
dei denti, sul quale avevano appeso gli
adesivi. Il 58% dei bambini coinvolti
nella prima intervista ha potuto essere
intervistato anche sei mesi dopo, ma
solo il 36% dei bambini con background
migratorio, contro il 68% dei bambini
senza background migratorio.
Continua a pagina 8 [ 8 ]
n. 124 / Au t u n no 2014
studio zurighese
Ripartizione per età e sesso dei bambini che
hanno partecipato alla prima intervista
Ripartizione per età e sesso dei bambini che
hanno partecipato alla seconda intervista
Età
Età
Maschi
Femmine
Totale
Maschi
Femmine
Totale
5 47
32 79
5 11
10 21
6 99
82181
6 34
18 52
7 73
82155
7 60
61121
8 79
80159
8 65
71136
9
5
1 6
9
Totale 303 277580
4
0 4
Totale 174 160334
1ª intervista 2ª intervista
Bambini intervistati
580 334 58%
Bambini con background migratorio 176 30%
64 19%
36%
Bambini senza background migratorio 404 70%
270 81%
68%
Risultati
Stando alla prima intervista, i bambini
senza background migratorio si pulivano i denti in media 2,44 volte al
giorno, mentre i bambini con background migratorio 2,14 volte al giorno.
La differenza non è enorme, ma statisticamente non può essere attribuita al
caso: la differenza è legata al fattore
migrazione. Rispetto ai bambini senza
background migratorio, infatti, quelli
con background migratorio si lavavano
meno i denti soprattutto la mattina e a
mezzogiorno.
Dalla seconda intervista ai restanti 270
bambini senza background migratorio
è risultato che si erano puliti i denti 2,55
volte al giorno, mentre per i restanti 64
bambini con background migratorio la
media è salita a 2,58 volte al giorno.
Questi ultimi, quindi, hanno azzerato la
differenza che avevano rispetto agli altri bambini, anche per quanto riguarda
i momenti della giornata dedicati alla
pulizia dei denti.
In entrambe le interviste non sono state
osservate differenze tra maschi e femmine né tra i bambini della scuola
dell’infanzia e quelli di prima elementare, e nemmeno per quanto riguarda
la frequenza o i momenti della giornata
in cui si lavavano i denti.
LLL-Programma
Come è stato usato il calendario
della pulizia dei denti?
Il progetto rientrava nel programma Live.
In occasione della seconda intervista,
79 bambini senza background migratorio e 21 con background migratorio
hanno riportato il loro calendario o
hanno comunicato all’OPD quanti adesivi avevano incollato. In media, sull’arco
dei sei mesi, sono stati incollati 375
adesivi (un adesivo corrispondeva a
una pulizia dei denti e se ne potevano
incollare al massimo 504). 47 bambini
hanno inoltre riferito per quante settimane hanno usato il calendario: la media di questo piccolo gruppo è di 5,24
mesi, il che corrisponde a circa 21 settimane.
Learn.Laugh., frutto della partnership tra la
FDI, la Federazione che raggruppa le associazioni odontoiatriche nazionali, e l’Unilever Oral Care. Tramite le associazioni odontoiatriche nazionali, questo programma
sostiene i progetti, proposti in 37 paesi del
mondo, che mirano a migliorare la salute
orale. L’obiettivo è che le persone lavino (almeno) due volte al giorno i denti con un dentifricio contenente fluoruri (www.fdiworldental.org/fdi-at-work/livelearnlaugh/).
I genitori non hanno né criticato esplicitamente il progetto né si sono rifiutati
di collaborare. Alcuni hanno solo espresso il sospetto che il progetto fosse una
campagna promozionale di un’azienda.
In alcuni casi, in cui si è intuito che
mancava la collaborazione da parte dei
genitori, le OPD hanno supposto, sulla
base della loro esperienza, che tali genitori avessero rifiutato, senza esprimerlo, il progetto o non vi fossero interessati, un aspetto di cui tenere sempre
conto quando si propongono simili
progetti.
Al progetto hanno inoltre partecipato
73 insegnanti, che lo hanno in maggioranza giudicato utile. La collaborazione
tra OPD e insegnanti durante l’organizzazione delle interviste e la consegna
dei calendari è stata buona. Alcuni di
loro si sono mostrati molto interessati
e hanno collaborato in maniera attiva,
tanto che la maggior parte dei loro allievi hanno completato e consegnato il
calendario. Questo dimostra che i docenti hanno avuto un grande influsso
sull’uso, da parte dei loro allievi, del
calendario, il che attesta quanto un
progetto come questo possa essere
influenzato dalla collaborazione dei
docenti.
Discussione e conclusioni
Defezioni
Sulla base delle esperienze fatte dalle
OPD, ci si aspettava un numero rilevante di defezioni (che sono poi state
pari al 42% dei bambini). Per questo
motivo, si è pensato di coinvolgere un
numero particolarmente elevato di
bambini. Alla prima intervista mancavano già 56 dei bambini prescelti. Durante il progetto, poi, alcuni hanno
cambiato classe, sono passati in seconda elementare, hanno traslocato,
oppure il giorno dell’intervista erano in
vacanza, malati o assenti per altri motivi, per cui non hanno più partecipato
al progetto. A questi fattori «esterni» si
sono aggiunti altri motivi, come la perdita di interesse, lo smarrimento del
calendario, il disinteresse da parte dei
genitori o l’influsso dei pari.
n. 124 / Au t u n no 2014
Effetti del calendario e del progetto
Il progetto ha avuto un effetto positivo
sui bambini con background migratorio
che hanno partecipato anche alla seconda intervista. Questi bambini hanno
infatti riferito di aver migliorato il loro
atteggiamento nei confronti della pulizia dei denti. Anche se per molti bambini di questa età la gestione del calendario non rappresenta un compito
semplice, nella sua globalità il progetto
ha avuto un effetto positivo: le OPD
hanno osservato che il progetto ha
contribuito ad aumentare l’interesse di
molti bambini per il tema della pulizia
dei denti. Inoltre, hanno affermato che
l’intervista ha sensibilmente migliorato
il rapporto tra loro e i bambini e che
molti dei bambini intervistati (ossia
circa il 50%) che non avevano riportato
il calendario avevano la coscienza un
po’ sporca o si vergognavano. Ciò fa
supporre che molti bambini volessero
collaborare, ma che non siano stati in
grado di svolgere tutti i compiti assegnati, soprattutto a causa della loro
giovane età (v. sotto). Il progetto ha
avuto effetti positivi anche grazie all’interesse e alla collaborazione di alcuni
insegnanti. L’ottimo rapporto con le
OPD da parte del 50% circa di tutti i
bambini fa pensare che anche i bambini
che non sono riusciti a migliorare net-
studio zurighese
tamente il loro comportamento nei confronti della pulizia dei denti abbiano
comunque in parte potuto approfittare
del progetto.
Nel valutare i risultati non bisogna dimenticare che le informazioni sono
state fornite dai bambini, quindi probabilmente non rispecchiano fedelmente
la realtà, perché in simili situazioni i
bambini potrebbero essere portati a
dire quello che ci si aspetta che dicano,
anche se non tutto quanto dicono corrisponde al vero. Tuttavia, l’intervista a
quattr’occhi con ciascun bambino dovrebbe aver ridotto al minimo questo
rischio. Ad ogni modo, il desiderio di
voler raggiungere determinati standard
potrebbe stare a indicare almeno un
po’ di interesse per il tema della salute
orale.
L’importanza dell’età
Dato che molti bambini non hanno partecipato al progetto fino alla fine, occorre valutare il fattore età. Alcuni di
loro sono riusciti a gestire il calendario,
ma la maggior parte non ne è stata
capace, il che significa che per questi
bambini sui 7 anni il progetto era troppo
ambizioso. Gran parte dei bambini interpellati erano troppo piccoli sia per la
[ 9 ]
durata del progetto sia per la manualità
richiesta dal progetto. L’arco temporale
del progetto, ossia sei mesi, era troppo
lungo, e troppo spesso è stato interrotto dalle vacanze, dai giorni festivi e
da altri eventi. Indipendentemente dal
fatto che spesso i genitori non erano in
condizione di sostenere sufficientemente i loro figli nel loro compito, per i
bambini in questa fase dello sviluppo il
progetto era prematuro. Inoltre, sono
sorti altri problemi: i bambini che vivono
in famiglie patchwork si spostano spesso
da una casa all’altra. Questi bambini si
sono quindi confrontati con problemi
Continua a pagina 10 ^
Le OPD hanno
spiegato a ciascun
bambino
come funzionava
il calendario.
[ 10 ]
n. 124 / Au t u n no 2014
studio zurighese
«tecnici» e non sono sempre riusciti a
usare il calendario. Molti bambini hanno
avuto questo genere di difficoltà, dimenticando il calendario soprattutto
durante le vacanze.
Ringraziamenti
Si ringraziano le quattro OPD della clinica
dentaria scolastica di Zurigo che, in collaborazione con gli insegnanti, hanno organizzato le interviste nelle classi, le hanno condotte con i bambini e hanno istruito i bambini
Sulla base delle esperienze raccolte
durante questo studio si possono trarre
le seguenti conclusioni:
1. con i bambini di questa età, un calendario di questo genere può essere utilizzato al massimo per due mesi e solo
a condizione di poter contare sulla collaborazione dei genitori;
2. per utilizzare bene questo calendario
i bambini devono avere almeno 9-10 anni,
quindi frequentare la terza o la quarta
elementare. A questa età, i bambini
hanno raggiunto uno sviluppo tale e
acquisito le capacità cognitive necessarie per affrontare i compiti previsti dal
progetto. A questa età, inoltre, vi sono
maggiori possibilità che i bambini mantengano vivo l’interesse e cerchino di
raccogliere il maggior numero di punti
sull’arco di sei mesi.
su come usare il calendario della pulizia dei
denti. Si ringrazia inoltre il responsabile della clinica dentaria scolastica, per il sostegno
che ha voluto accordare al progetto. Il calendario è stato prodotto e messo a disposizione da Unilever Svizzera.
^
I bambini con un background migratorio hanno
approfittato del progetto.
^
Ogni volta che il bambino
puliva i denti, incollava
un adesivo sul calendario.
Per ogni giorno c’erano tre
caselle: quella del mattino,
del mezzogiorno e della
sera. Alla fine di ogni mese,
il bambino doveva contare
(con l’aiuto dei genitori)
quanti adesivi aveva incollato
e alla fine del progetto
il numero di adesivi dei
sei mesi.
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n. 124 / Au t u n no 2014
R apporto dell'OMS
[ 13 ]
<
La depressione e
la paura del futuro sono
molto diffuse.
sporto pubblici o leggi più severe, che
limitino il consumo di alcol e la velocità
sulle strade.
Adolescenti trascurati
Nell’immaginario collettivo gli adolescenti sono l’immagine stessa
della salute. Stando a un rapporto dell’Organizzazione
mondiale della sanità, però, si tratta di un’idea errata e pericolosa:
anche la salute degli adolescenti, infatti, è esposta a rischi.
Assistenza mirata
Gabriela Troxler
Si tende a pensare che gli adolescenti
non abbiano problemi di salute, che fisicamente e psichicamente stiano meglio degli adulti e che non siano praticamente esposti ad alcun rischio. Secondo l’Organizzazione mondiale della
sanità (OMS), però, queste opinioni non
sono solo errate, ma addirittura pericolose: i bambini e i ragazzi tra i 10 e i 19
anni non sono necessariamente più
sani degli adulti, ma piuttosto confrontati con problemi diversi. Inoltre, spesso
e volentieri si dimentica che prima della
maturità mentale sopraggiunge quella
biologica. Per questo motivo l’OMS
chiede che la salute degli adolescenti
venga presa molto più sul serio e che
gli adulti li sostengano nella loro crescita e non li abbandonino a se stessi.
Il futuro degli adolescenti è
in pericolo
I fattori di rischio per gli adolescenti non
sono solo l’abuso di tabacco, alcol e
droghe, ma pure la mancanza di esercizio fisico, un’alimentazione sbagliata,
Le attività di prevenzione sono inoltre
necessarie per combattere la depressione e la paura del futuro, molto diffuse tra gli adolescenti. A livello mondiale, la depressione è addirittura la
prima causa di malattia in questa fascia
di età. Inoltre, la percentuale dei decessi per suicidio continua a essere
elevata. Da alcuni studi risulta che chi
soffre di problemi psichici manifesta i
primi sintomi prima dei 14 anni.
il sovrappeso, le malattie trasmissibili
sessualmente e la violenza tra pari.
L’OMS mette in guardia la società sugli
effetti distruttivi che questi fattori possono avere sul futuro degli adolescenti.
Se non si adottano contromisure, si rischiano conseguenze a lungo termine,
ossia anche quando i ragazzi di oggi
saranno diventati adulti. Gli adolescenti
necessitano di attenzioni e di cure che
tengano conto dei loro bisogni. In questo ambito, l’OMS richiama tutti i paesi
e la società ai propri obblighi.
Tra i 10 e i 19 anni si gettano le basi
della salute da adulti. Molte malattie
croniche hanno le loro origini in questo
periodo e a volte sono amplificate dall’abuso di alcol e di droghe, da un’alimentazione sbagliata e dal sovrappeso. La
predisposizione personale influisce
enormemente sulla crescita. Ciononostante, si possono adottare misure per
proteggere meglio gli adolescenti, per
esempio con leggi e campagne ad hoc,
ma pure ascoltandoli e insegnando loro
norme e valori in famiglia e a scuola.
I problemi psichici sono molto diffusi
Che cosa significa tutto ciò
per un’OPD?
Solo nel 2012, a livello mondiale sono
morti circa 1,3 milioni di adolescenti, di
cui centinaia di migliaia per cause evitabili. Tra le principali cause di decesso
vi sono gli incidenti stradali, spesso
legati al consumo di alcol e droghe, che
nel 2012 hanno provocato la morte di
circa 330 adolescenti al giorno. Per
proteggere meglio i ragazzi occorre
una prevenzione più mirata, per esempio un miglior accesso ai mezzi di tra-
Avendo più volte all’anno contatto con
i bambini e i giovani nell’ambito della
loro attività, le OPD lavorano con i ragazzi di questa fascia di età. Il modo in
cui entrano in contatto e si confrontano
con loro non va quindi sottovalutato.
Per gli adolescenti è importante ogni
esperienza, positiva o negativa, che
fanno con gli adulti. Ciò vale in particolare nel campo della promozione olistica della salute.
Comodo e funzionale:
lo spazzolino sonico
«La maggior parte delle persone non è considerata molto diligente in fatto
di pulizia dei denti». Chi desidera semplificarsi il lavoro, sceglie uno spazzolino
elettrico. Ma quale modello scegliere?
Un consiglio dagli esperti
La scelta è ampia: ci sono spazzolini rotanti con una testina piccola e spazzolini
sonici con una testina più lunga e vibrante. Quale testina è meglio nel caso specifico?
A questa domanda l‘associazione dei consumatori tedesca Stiftung Warentest*
fornisce un consiglio indicativo: «Le testine rotonde devono essere usate su ogni
singolo dente e, su tutti i lati. Grazie alle loro dimensioni, le testine soniche, coprono
una superficie maggiore alla volta. Potrebbero quindi essere la scelta migliore per le
persone meno diligenti in fatto di pulizia dei denti».
Voto finale “2,1” per Philips Sonicare
Recentemente l‘associazione Stiftung Warentest ha confrontato nove spazzolini
elettrici (rivista “test”, numero 12/2013). Gli esaminatori hanno assegnato come miglior
voto complessivo un “buono” a cinque modelli, tra questi anche al Philips Sonicare
EasyClean, quale modello di lancio della tecnologia sonica brevettata Sonicare di
Philips. In soli due minuti, la testina dello spazzolino Sonicare della Philips si muove
più di uno spazzolino manuale in un mese.
* (test, numero 12/2013)
Philips Sonicare
EasyClean HX 6511
pulisce con la tecnologia sonica brevettata
I bambini lo ameranno: Philips Sonicare For Kids
Quando i bambini iniziano a imparare ad avere cura dei propri denti
hanno bisogno di uno spazzolino che non sia solo efficace e sicuro:
i piccoli devono avere anche voglia di usarlo tutti i giorni. Il nuovo
Philips Sonicare For Kids può soddisfare queste esigenze elevate.
Grazie alla tecnologia sonica brevettata, questo spazzolino rimuove
in modo efficace la placca batterica dai denti decidui e dai denti
permanenti appena spuntati, come conferma il prof. dr. Matthias
Pelka della clinica odontoiatrica di Erlangen: «In uno studio ho
mostrato insieme al mio staff che il Sonicare For Kids rimuove più
placca degli spazzolini manuali».
A questo si aggiunge l’aspetto accattivante dello spazzolino; infatti
ogni bambino usa ciò che gli piace. Per questo motivo i bambini
possono scegliere tra otto immagini: basta staccare uno dei bei
motivi, incollarlo sullo spazzolino e pulirsi i denti. Due speciali funzioni aumentano inoltre il divertimento durante la pulizia dei denti:
• KidPacer segnala con una melodia quando passare al
quadrante successivo.
• KidTimer aumenta gradualmente il tempo di pulizia
nell’arco di 90 giorni fino ad arrivare ai 2 minuti consigliati
dal dentista.
Ulteriori informazioni su www.philips.ch/sonicare
n. 124 / Au t u n no 2014
I media digitali
[ 15 ]
I media digitali sono dannosi per
lo sviluppo mentale?
Manfred Spitzer è neuroscienziato, psichiatra e filosofo, ed è conosciuto per
la sua avversità nei confronti del materiale didattico digitale. È convinto
che per i bambini i computer siano più dannosi che utili. Altri ricercatori, invece,
criticano Spitzer per la sua parzialità e superficialità e affermano che il
materiale didattico digitale ha del potenziale.
Rahel Brönnimann
Nel suo ultimo libro («Rotkäppchen und
der Stress», che potrebbe essere tradotto liberamente con «Cappuccetto
rosso e lo stress»), Manfred Spitzer,
autore tra l’altro di «Demenza digitale»,
ha pubblicato 17 saggi sui fenomeni
legati allo stress e sulla decadenza culturale nell’epoca digitale, chinandosi su
svariate questioni, tra cui non poteva
mancare quella riguardante l’influsso
dei media digitali sullo sviluppo mentale dei bambini. Spitzer è convinto che
passare troppe ore davanti a uno
schermo comprometta lo sviluppo linguistico dei bambini e la comprensione
di quanto succede intorno a loro, e che
a lungo termine possa creare problemi
di comportamento sociale, di apprendimento, di memoria e di attenzione.
Far scorrere il dito: una benedizione
o una maledizione?
Manfred Spitzer ha dedicato un saggio
del suo libro a uno dei movimenti oramai più frequenti che si fa con le dita
della mano, quello dello scorrimento,
ossia dello sfogliare elettronicamente
con uno o più dita «pagine» sullo
schermo di uno smartphone o di un
^
Cambiare schermata
facendo «scorrere un dito» è
un gioco da ragazzi, ma per
Manfred Spitzer con questo
gesto i bambini non
imparano nulla.
tablet. Nel giro di pochi anni, infatti, «far
scorrere un dito» è diventato uno dei
movimenti più frequenti degli esseri
umani: stando a uno studio della Nokia,
chi ha uno smartphone dà un’occhiata
al suo telefonino in media 150 volte al
giorno.
Continua a pagina 16 [ 16 ]
n. 124 / Au t u n no 2014
I media digitali
Vi sono numerose possibilità per usare
la mano e fare un determinato movimento, ma quello che succede in
quell’istante nel nostro cervello è estremamente complesso. Secondo Spitzer,
«far scorrere un dito» non è che un altro
modo di maneggiare (in inglese: to
handle) le cose, come tenere in mano
un martello, dare una carezza o portare
dei sacchi di cemento. Contrariamente
ad altre capacità, però, questo «far
scorrere un dito» non rappresenta una
prestazione straordinaria del nostro
cervello, bensì «uno dei movimenti più
semplici che si possa immaginare (...).
Una volta imparato, infatti, non lo si
dimentica più». Il fatto che un bambino
di due anni abbia fatto proprio questo
movimento non è quindi nulla di eccezionale, bensì «un contributo fattivo
all’istupidimento della prossima generazione.» Per apprendere e svilupparsi,
un bambino ha invece costantemente
bisogno di nuove sfide. I compiti da
affrontare devono diventare sempre più
difficili. Chi si esercita spesso con uno
strumento o in una disciplina sportiva
migliora ed è premiato per gli sforzi
profusi. Viceversa, se il grado di difficoltà rimane sempre lo stesso, il bambino si annoia e smette di apprendere.
I bambini imparano anche con le mani:
chi impara solo vedendo, memorizza
quanto appreso solo a livello visivo. Chi,
invece, usa anche il tatto, registra ed
elabora quanto appreso anche con il
sistema motorio del cervello. In questo
modo quanto imparato viene impresso
meglio nel cervello e può essere richiamato alla memoria e usato molto più
facilmente. «Ed è proprio questo il problema che pone l’iPad: si fanno scorrere le dita sulla sua superficie e nulla
di più», conclude Spitzer. I bambini
piccoli hanno bisogno di toccare e di
comprendere tutto e di imparare con
tutti i sensi, ma se un bambino di due
anni soddisfa la propria curiosità semplicemente «passando un dito» sull’iPad, secondo Spitzer ne risentono lo
sviluppo sensoriale, motorio, mentale,
nonché la curiosità e la creatività.
Scrivere a mano o con la tastiera
Manfred Spitzer è convinto che studiare consultando Google non sia proficuo quanto lo sono i libri e i quaderni,
e che le nozioni si possano imprimere
più facilmente nella memoria a lungo
termine scrivendole a mano su un foglio
piuttosto che digitandole sulla tastiera.
È da tempo che Spitzer afferma che le
«esercitazioni digitali di scrittura» riducono le competenze di lettura degli
allievi e ora le sue perplessità sono
state confermate dalle esperienze di
scrittura digitale fatte in Cina. Il cinese
si compone di decine di migliaia di ideogrammi, che ovviamente non trovano
spazio su una tastiera. Per poter comunque usare il computer, in Cina è
stato adottato il sistema pinyin: con una
tastiera si trascrive, usando i caratteri
latini, il suono di una parola in cinese.
A questo punto, il computer propone
diversi ideogrammi che hanno un suono
simile ma un significato diverso. In seguito, con un click del mouse si sceglie
la parola desiderata.
Diversi studi hanno però dimostrato
che questo sistema di scrittura influisce
sulle capacità di lettura degli allievi cinesi che lo usano spesso: circa il 42%
degli allievi di quarta e quinta elementare presentano gravi problemi di lettura. Queste cifre sono in netto contrasto con le indagini condotte in passato,
quando la percentuale di allievi con
difficoltà di lettura oscillava tra il 2 e l’8%.
Dagli studi risulta inoltre che i bambini
che scrivono regolarmente a mano gli
ideogrammi cinesi hanno migliori competenze di lettura.
Critiche nei confronti delle teorie
di Spitzer
Manfred Spitzer viene spesso criticato
di valutare in maniera troppo parziale e
superficiale i media digitali e di citare
unicamente gli studi che sostengono le
sue tesi. Alcune delle sue perplessità,
però, non vanno respinte tout court,
perché i media digitali presentano di
fatto determinati rischi per i bambini e
i giovani. Va comunque detto che non
mancano ricerche secondo le quali
l’uso del computer non è solo dannoso
per i bambini, ma può anche essere
un ottimo strumento didattico. Stando
ad alcuni studi, inoltre, i media digitali
hanno effetti positivi sul nostro cervello,
per esempio nel caso degli anziani,
e al momento si ipotizza addirittura
che i media digitali possano prevenire
l’Alzheimer. È stato inoltre dimostrato
che i bambini che alla scuola dell’infanzia apprendono la scrittura con il computer sviluppano lo stesso sistema
funzionale nel cervello dei bambini che
imparano a scrivere in maniera tradizionale. Persino i malfamati giochi «sparatutto» sembrano avere degli effetti positivi sull’attenzione, la memoria operativa e la capacità d’immaginazione
spaziale. Contrariamente a quanto fa
Manfred Spitzer, oggi non si può ancora affermare con certezza in che misura
i media digitali influenzino lo sviluppo
mentale dei bambini e dei giovani. A
tale scopo sono necessarie ulteriori
ricerche.
Uso massiccio dei media digitali
Sono molti i pedagogisti che raccomandano di evitare che i bambini piccoli usino il computer o guardino la
televisione, e di limitarne l’uso ai bambini più grandicelli. Tuttavia, vietare in
modo assoluto ai bambini di usare i
media digitali non è certamente la
strada giusta, perché altrimenti come
farebbero a imparare a usarli in maniera
assennata, che è proprio quello che
devono fare? I computer, i telefonini e
internet fanno parte del mondo mediale
dei bambini e dei giovani e sono sempre più presenti nella nostra vita privata
e professionale. Ciononostante, sono
soprattutto le relazioni umane a essere
determinanti per lo sviluppo dei bambini, non i media digitali. Infatti, sono
proprio le relazioni umane a influenzare
il rapporto che i bambini hanno con i
media.
n. 124 / Au t u n no 2014
PRODOT T I
[ 17 ]
GABA News n. 3/2014
La carie nel XXI secolo
La fluorizzazione intensiva garantisce
A che punto siamo oggi con la profilassi della carie? maggiore protezione
Negli ultimi 50 anni, in Svizzera, la carie è costantemente diminuita, il che potrebbe indurre a pensare
che oramai questa malattia comune sia stata debellata. Uno studio pubblicato recentemente nello Swiss
Dental Journal ha tuttavia svelato alcuni dati interessanti sul tema della carie tra i bambini. Il 39% dei
bambini di cinque anni presi in considerazione dallo
studio aveva già una carie, il 18% persino più di due
denti cariati. Il 99% dei genitori interpellati era convinto che la carie si potesse prevenire con
un’igiene orale regolare e accurata. Il 17%
dei genitori, però, ha affermato che la
carie non si può evitare. Lo studio è giunto
alla conclusione che le persone intervistate dispongono delle nozioni di base
sulla prevenzione della carie, ma che permangono delle lacune sulla loro messa in
pratica nella quotidianità. Ma allora servono strumenti ausiliari che rendano ancora più semplice ed efficace l’igiene
orale?
Il nuovo dentifricio di elmex®: combattere gli acidi prodotti dagli zuccheri
prima che danneggino i denti
Questo è l’obiettivo che elmex ® ha perseguito nel
creare un nuovo dentifricio. Il nuovo dentifricio elmex ® Protezione Carie Professional™ combatte in
maniera efficace le cause della carie grazie alla
combinazione tra la tecnologia Pro-Argin ® e i fluoruri. Gli acidi prodotti dagli zuccheri e presenti nella
placca che si forma sui denti vengono neutralizzati
prima che possano intaccare lo smalto dei denti. I
batteri presenti nel biofilm, infatti, decompongono
l’arginina, dando forma a una base, che neutralizza
gli acidi prodotti dagli zuccheri e che permette di
ristabilire un valore pH non dannoso per lo smalto
dei denti. L’efficacia di questa combinazione è stata
provata da diversi studi clinici. Il nuovo dentifricio
elmex ® Protezione Carie Professional™ può essere
usato dai 7 anni e può essere acquistato unicamente
negli studi medico dentistici o nelle farmacie.
Quando spuntano i primi denti permanenti (all’incirca
dai 6 anni, quando i bambini sono in grado di sputare), una volta alla settimana si consiglia di applicare
sui denti un gel ad alta concentrazione di fluoruri
(per esempio il gel elmex). Il momento migliore è la
sera, prima di coricarsi, per esempio fissando un
giorno specifico, come la domenica sera. In questo
modo, i denti sono ulteriormente protetti dagli attacchi da parte degli acidi.
Back to School: i set elmex®
per bambini e ragazzi
I set elmex ® per bambini (dai 3 ai 6 anni) e per ragazzi
(dai 6 ai 12 anni) sono tuttora disponibili. Le confezioni da 24 per le classi sono in vendita a un prezzo
di favore direttamente presso il nostro servizio clientela. Le confezioni contengono i seguenti prodotti:
spazzolino elmex® (bambini o junior), campioncino di
dentifricio elmex® (bambini o junior), bicchiere elmex®
per sciacquarsi i denti, clessidra elmex ®, autocollante raffigurante Elmy o Mexy e opuscolo informativo sulla cura dei denti dei bambini e dei ragazzi.
Le unità didattiche sul tema della profilassi dentaria,
elaborate da GABA Svizzera in collaborazione con
la ditta kik SA, sono tuttora disponibili sul sito www.
kiknet-gaba.org, dove troverete molti testi, giochi e
idee per lavoretti creativi ecc. destinati agli allievi
della scuola elementare e media.
Per ordinazioni e domande: Servizio clientela GABA
Schweiz AG, 4106 Therwil, tel. 061 725 45 39 (dalle
8.00 alle 12.30), mail [email protected].
Per una pulizia professionale anche
negli spazi interdentali.
Le setole di pulizia
più corte rimuovono
la placca dalla
superficie dentale
PRO
FESSIONAL
Le setole interdentali
più lunghe e finissime
puliscono in profondità
tra un dente e l’altro
n. 124 / Au t u n no 2014
CORSI
[ 19 ]
Congresso svizzero delle OPD
4 novembre 2014 a Olten
Programma
08:30 Iscrizione con caffè di benvenuto e possibilità di visitare l’esposizione
09:00 Saluti e informazioni da parte del presidente della Fondazione
Dr. med. dent. Rolf Hess, presidente della Fondazione e vicepresidente
della SSO
09:15 Alitosi e pulizia della lingua
Prof. dr. Andreas Filippi, Cliniche di medicina dentaria dell’Università
di Basilea
10:30 Pausa caffè / possibilità di visitare l’esposizione
11:00
Le allergie nella vita quotidiana
Il bus dentario
scolastico 2014
Relatore: capo clinica del reparto di allergologia della clinica
dermatologica dell’ospedale universitario di Zurigo
12:15 Pausa pranzo (standing lunch) / possibilità di visitare l’esposizione
13:30 Compiti e sfide delle direzioni scolastiche
4
2533 Evilard / BE
Albert Arnold, membro della direzione dell’Associazione svizzera dei
13 + 14
9000 San Gallo / SG
direttori scolastici (VSLCH)
17 – 19
8733 Eschenbach / SG
24 – 28
8618 Oetwil am See / ZH e
8712 Stäfa / ZH
14:45 Pausa caffè
15:15 Il progetto ESSKI
Susanne Anliker, responsabile del progetto, Istituto di lavoro sociale e
salute, Scuola universitaria professionale della Svizzera nord-occidentale
16:30 ca. Fine dei lavori
Il programma dettagliato è disponibile sul nostro sito: www.serviziodentarioscolastico.ch
Calendario degli appuntamenti per il 2014
novembre 2014
dicembre 2014
1 – 5
5105 Auenstein / AG e
5108 Oberflachs / AG
8 – 12
1400 Yverdon / VD
I servizi offerti dal bus dentario scolastico
non sono aperti a tutti. Con riserva di
modifiche. Per avere una conferma dell’orario,
Regioni
telefonateci allo 061 725 45 45.
21 ottobre 2014
Sursee: formazione continua per le OPD
20 novembre 2014
17 gennaio 2015
Lucerna: formazione continua per le OPD
21 gennaio 2015
Sursee: formazione continua per le OPD
Aarau: formazione continua della VFSZP
www.serviziodentarioscolastico.ch > Le OPD nelle regioni
spon sor della Fon dazion e per le OPD
IGIENE ORALE COMPROVATA
IN UN NUOVO DESIGN!
MBINI
A
B
R
PE
TIRE
A PAR NI.
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DA I 6 A
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Uno studio della città di Zurigo.