DISPRASSIE E
FUNZIONI ESECUTIVE
Maurizio Pincherle
Responsabile U.O. Neuropsichiatria Infantile
ASUR Marche – Zona 9 Macerata
Cosa è la disprassia



Difficoltà a rappresentarsi, programmare ed
eseguire atti motori consecutivi deputati e
finalizzati ad un preciso scopo ed obiettivo
(G. e L. Sabbadini, 1995)
Non esiste una concordanza nello stabilire
criteri distintivi esatti di disturbi motori che
appaiono eterogenei e differenti tra loro dal
punto di vista ezio-patogenetico e clinico
De f in i z ion i d el l’ICD 1 0 e d el DS M -I V
ICD 10
Disturbo evolutivo specifico della funzione
motoria
-
Difficoltà di coordinazione presente dalle prime fasi di sviluppo
e non dipendenti da deficit neurosensoriali o neuromotori
Entità variabile della compromissione e modificabile in funzione
dell’età
Ritardo di acquisizione delle tappe dello sviluppo motorio, a volte
accompagnato da ritardo dello sviluppo del linguaggio
Goffaggine nei movimenti
Ritardo nell’organizzazione del gioco e del disegno (tipo di
deficit costruttivo)
Presenza non costante di segni neurologici sfumati privi di sicuro
significato localizzatorio
Difficoltà scolastiche e problemi socio-emotivo-comportamentali
DSM-IV°
Disturbo evolutivo della coordinazione
motoria (DCD)
-
-
presenza di una marcata difficoltà o di un ritardo
nello sviluppo della coordinazione motoria
difficoltà di coordinazione non dovute a condizioni
patologiche mediche; se il ritardo di sviluppo cognitivo
è presente le difficoltà motorie debbono essere di
gran lunga prevalenti rispetto ad altre generalmente
associate
queste difficoltà interferiscono con l’apprendimento
accademico e con le attività della vita quotidiana
Disprassia - Disturbo evolutivo
della coordinazione motoria (DCD)
Secondo Gibbs (2007) non è del tutto
corretto considerare come equivalenti le
definizioni di DCD e di Disprassia
 vi è tuttora una certa confusione, ma è
tollerato nella pratica l’utilizzo come
sinonimi dei termini Diprassia e DCD.

Disprassia - Disturbo evolutivo
della coordinazione motoria (DCD)

nel disturbo di tipo disprassico si ha
un’alterazione di complessi meccanismi, sia di
tipo cognitivo che esecutivo, per cui il soggetto
non presenta solo difficoltà di coordinazione,
ma non riesce soprattutto a programmare ed a
pianificare una serie di movimenti più o meno
complessa, con lo scopo di giungere
all’attuazione di un progetto motorio pensato in
funzione di un possibile cambiamento di ciò che
viene percepito dell’ambiente.
Disprassia - Disturbo evolutivo
della coordinazione motoria (DCD)

Nelle definizioni di “Disturbo evolutivo
della funzione/coordinazione motoria
(DCD)”, date dall’ICD 10 e dal DSM-IV,
la componente “cognitiva”, pur essendo
menzionata, non rappresenta un aspetto
prioritario.
Epidemiologia

Colpisce il 5-6% dei bambini

Ritardo del raggiungimento delle tappe motorie

Ritardo dell’acquisizione delle tappe non motorie
Patologie associate
Si associa frequentemente a:
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Disturbo del linguaggio (espressione-comprensione)
Disturbo del comportamento (ADHD)
Disturbo di Asperger (spettro autistico)
Disturbi di apprendimento
Ritardo mentale
Sintomatologia
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Gruppo eterogeneo di sintomi in cui spicca la presenza
di un disturbo motorio che coinvolge:
Abilità grosso-motorie
Abilità fini-motorie
Coordinazione oculo-manuale
Controllo posturale
Si rileva sempre una prevalenza del disturbo motorio
rispetto ad altre patologie.
E’ presente marcata compromissione dello sviluppo
della coordinazione motoria con significativa
interferenza sugli apprendimenti scolastici e difficoltà
nell’esecuzione degli atti della vita quotidiana
Sintomatologia
Ambiti di manifestazione del disturbo:

Casa (difficoltà di autoaccudimento, igiene personale,
alimentazione)

Scuola (attività grafo-motorie, scrittura; spesso viene
ipotizzato un disturbo di apprendimento )

Gioco (corsa, bicicletta, altri sport)
Diagnosi differenziale

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
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
P.C.I.
Malattie muscolari
Epilessie
Ritardo mentale
Spina bifida
Accidenti vascolari cerebrali
Evoluzione
Sequele in età adolescenziale e adulta
- rischio scolastico
- rischio sociale
- rischio relazionale/emotivo
- rischio lavorativo
Ezio-patogenesi
Disfunzione del lobo parietale
(alla RMN Funz.) che ha un
ruolo fondamentale
nell’attivazione di processi
motori durante l’immaginazione
di azioni, con conseguente:


Deficit di rappresentazione
egocentrica e attivazione di
prospettive in terza persona
Deficit di rappresentazione
interna del proprio corpo con
conseguente difficoltà di
controllo motorio e di
apprendimento delle sequenze
motorie (difficoltà di
elaborazione delle azioni nello
s
p
a
z
i
o
)
Il sistema dei neuroni specchio
(SNS)


La forte relazione tra sviluppo motorio e quello
neuropsicologico trova conferma a livello
anatomo-fisiologico dalla scoperta di sistemi
neuronali strettamente implicati sia nello sviluppo
motorio che nello sviluppo dei processi cognitivi.
Con la scoperta dei NS vengono superate le
vecchie accezioni di un sistema motorio con
funzione puramente esecutiva del movimento,
priva di valenza percettiva e cognitiva
Neuroni specchio


Sono stati individuati per la prima volta agli
inizi degli anni novanta nelle scimmie Rhesus
d a un gruppo d i r ice r cat or i di P a rm a
coordinato da Gallese e Rizzolatti.
Nella scimmia sono stati localizzati in due
aree: nella parte posteriore della
circonvoluzione frontale inferiore a livello
della corteccia premotoria ventrale, indicata
come regione F5 e nella parte anteriore del
lobulo parietale inferiore denominato PF.
Neuroni specchio


F5 e PF sono connesse
anatomicamente e formano
un circuito integrato
denominato sistema
fronto-parietale dei NS,
di rilievo importante per
l’integrazione sensomotoria.
Un’altra regione corticale
che risponde
all’osservazione delle azioni
degli altri è localizzata nel
solco temporale superiore
ed è connessa con aree
corticali visive, occipitali e
temporali
Funzioni del sistema dei neuroni
specchio (1)


I neuroni specchio sono neuroni che si attivano
sia quando si compie un’azione, sia quando la si
osserva mentre è compiuta da altri
Sono stati osservati in aree cerebrali dei
primati che sembrano corrispondere all’area di
B r o c a
d e l l ’ u o m o .
Funzioni del sistema dei neuroni
specchio (2)

La funzione dei neuroni specchio è di
rappresentare azioni osservate per portare
ad una comprensione delle stesse, con il fine
di autosperimentare e d apprendere le
informazioni acquisite dall’ambiente per agire
i n
m o d o
a p p r o p r i a t o .
Funzioni del sistema dei neuroni
specchio (3)

Pertanto gli individui riconoscono le azioni fatte
da altri in quanto la popolazione di neuroni
attivata nella loro area premotoria durante
l’osservazione è congruente a quella che si
genera per riprodurre tale azione: infatti i
neuroni specchio permettono una
rappresentazione interna, o meglio una
simulazione incarnata di una determinata azione
reale, sia essa linguistica o sociocomportamentale, “mappando le azioni
osservate sugli stessi circuiti nervosi che ne
controllano l’esecuzione attiva”.
Funzioni del sistema dei neuroni
specchio (4)


L’attività dei neuroni specchio rappresenta
quindi il punto di condivisione tra
l’informazione convogliata dall’emittente e
quella ricevuta dal ricevente.
Il sistema dei neuroni specchio è da
considerarsi di fondamentale importanza, a
livello sia ontogenetico che filogenetico, per lo
sviluppo non solo della funzione motoria, ma
anche del linguaggio e cognitivo-comunicativa
Neuroni specchio e Disturbo della
coordinazione motoria



Alcuni autori (Wilson, 2004; Niemeijer, 2007)
hanno ipotizzato che alla base del disturbo di
coordinazione motoria possa esserci un deficit
del sistema dei neuroni specchio
Ciò non consentirebbe all’individuo di
rappresentarsi internamente l’atto motorio da
compiere, assumendo una prospettiva in prima
persona, ma percependo parti del proprio
corpo come esterne ad esso.
Nei soggetti con DCD si ha un deficit delle
sequenze motorie in un pointing visivo, con
assenza di relazione tra i movimenti reali e
q u e l l i
i m m a g i n a t i
Neuroni specchio e Disturbo della
coordinazione motoria



Proprio questa difficoltà a immaginarsi in una
situazione motoria, a rappresentarsi internamente il
proprio corpo è tipica dei soggetti che presentano un
disturbo della coordinazione motoria.
Ciò è causa della difficoltà che questi bambini
finiscono per avere nel controllo della propria
motricità, particolarmente nell’esecuzione di compiti
che richiedono l’attivazione di processi di
elaborazione mentale
Sembra che questi disturbi possano essere
conseguenti ad un ritardo di maturazione o ad una
lesione vera e propria del lobo parietale, la cui
disfunzione porterebbe ad una carenza
nell’attivazione delle risposte motorie collegate ai
processi di immaginazione.
Lo sviluppo del linguaggio (I°)
Nel bambino il linguaggio si sviluppa
progressivamente con modalità di tipo imitativo
rispetto all’esperienza di percezione uditiva di
suoni. Esistono delle fasi di sviluppo della
funzione linguistica, che sono strettamente
connesse alla maturazione neurologica
(progressivo aumento delle sinapsi e
mielinizzazione di specifiche aree encefaliche)
e che quindi si presentano sempre con un
d e t e r m i n a t o
o r d i n e
Neuroni specchio e linguaggio (1)

Secondo la teoria motoria per la
percezione del linguaggio i suoni linguistici
vengono prodotti ugualmente a come essi
vengono percepiti: la popolazione di NS
attivata per la produzione o la comprensione
di un determinato suono linguistico risulta
essere la medesima. (Williams et al. 2001).
Dunque, vista l’attivazione delle popolazioni
di NS, il linguaggio si identifica in una
mera azione, i cui servo-meccanismi sono
essenzialmente gli stessi rispetto a quelli
che sottostanno alla pianificazione,
all’esecuzione, al riconoscimento di altre
a z i o n i
m o t o r i e .
Neuroni specchio e linguaggio (2)

Dal punto di vista dei NS la capacità imitativa
rappresenta un passo fondamentale per lo
sviluppo ontogenetico del linguaggio.
L’imitazione è cruciale per lo sviluppo delle
abilità sociali e il SNS gioca un ruolo chiave,
traduce in termini motori gli atti elementari
c h e c a r a t t e r i z z a n o l ’a zi o n e o s s e r v a t a ,
rendendo possibile una sua replica.
Conclusioni
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

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Alla luce delle ultime scoperte in campo
n e u r o f is io l o g i c o , è p os s ib i l e i n te rp re t are i
meccanismi che sottendono allo sviluppo motorio,
cognitivo e del linguaggio in termini unitari.
Nel bambino sano, parallelamente all’emergere del
gesto ed al raggiungimento delle varie tappe motorie
si maturano le capacità linguistiche e cognitive
Nelle situazioni patologiche il mancato strutturarsi
delle competenze in un’area determina una ricaduta
n e g a t i v a
a d
a l t r i
l i v e l l i .
Attraverso il modello dei neuroni specchio è possibile
pensare in termini di integrazione ed
interconnessione delle diverse funzioni, superando gli
schematismi del passato ed aprendo nuove
prospettive per la ricerca futura.
Grazie per l’attenzione…!!
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Sistemi e modelli nello sviluppo normale e patologico delle funzioni