Mare in 3D
Presentazione di Arturo Cuciniello
Classe
I C Istituto Tecnico Nautico
Docente
Lilla Mangano
Dirigente scolastico Lucia Cimmino
Anno scolastico
2009 - 2010
Biologia marina indice:

Idrosfera

Mare

Oceano

Biodiversità marina
Idrosfera
Definizione:
L'idrosfera, rappresenta tutte le acque presenti
nel nostro pianeta.
L'acqua che la sempre compone può trovarsi in varie parti del corpo azzurro e celeste:
Nella litosfera, sulla superficie della Terra e all'interno di rocce;
Nella biosfera, componendo parte di creature della flora e della fauna;
Nell'atmosfera, come nubi e vapore acqueo;
Coprendo parte della crosta terrestre, in forma di oceani, calotte polari,mari, eccetera
La Distribuzione dell’Acqua sulla Terra
Il nostro pianeta visto dallo
spazio, appare formato per la
maggior parte di acqua,
infatti il 71% della sua
superficie è occupata da
acqua e solo il 29% dalle
terre emerse. Tutta l'acqua
presente sulla terra
costituisce l'IDROSFERA.
Ciclo dell’acqua
Il ciclo dell'acqua consiste nella circolazione dell'acqua all'interno dell'idrosfera terrestre, includendo i cambiamenti
di stato fisico dell'acqua tra la fase liquida, solida e gassosa. Il ciclo idrologico si riferisce ai continui scambi di massa
idrica tra l'atmosfera, la terra, le acque superficiali, le acque sotterranee e gli organismi. Oltre all'accumulo in varie
zone (come gli oceani che sono le più grandi zone di accumulo idrico), i molteplici cicli che compie l'acqua terrestre
includono i seguenti processi fisici: evaporazione,condensazione, precipitazione, infiltrazione, scorrimento e flusso
sotterraneo. La scienza che studia il ciclo dell'acqua è l'idrologia.
Acque dolci e salate
Le acque presenti sulla Terra si potrebbero distinguere in “acque dolci” e
“acque salate”. In realtà tutte le acque hanno un minimo contenuto di sali
minerali che prende il nome di residuo fisso e corrisponde alla quantità di sali,
espressa in grammi, che si deposita in seguito all’evaporazione di un litro di
acqua.
Acque dolci: limite residuo fisso,in media, 0,1 grammi per litro (g/L).
Acque salate: limite residuo fisso,in media, 35 grammi per litro (g/L)
Le acque del mare
La parte più ingente dell’acqua dell’idrosfera è rappresentata
dall’acqua dei mari e degli oceani. Le acque marine hanno una salinità
elevata, pari a 35g di sale per litro, una densità più elevata dell’acqua
dolci e una temperatura superficiale che varia dai 27°C ai Tropici ai 2°C ai Poli. Sono trasparenti, cioè consentono alla luce solare di
penetrare fino a 200 m di profondità.
Le acque dolci
Le acque dolci sono rappresentate dai corsi d’acqua e dai laghi. I corsi
d’acqua si formano in seguito all’incanalamento in alvei delle acque
cadute con le precipitazioni atmosferiche. Le caratteristiche che
definiscono un corso d’acqua sono la lunghezza, la larghezza,la
pendenza,la portata e il regime idrico. In base al loro regime, i corsi
d’acqua si distinguono in fiumi e torrenti. I laghi sono masse d’acqua
che occupano cavità della crosta terrestre, prive di comunicazione
diretta con il mare
Il Mare
Il mare è una vasta distesa di acqua salata a ridosso dei continenti e
connessa con un oceano. Lo stesso termine è alle volte usato per
indicare laghi, normalmente salati, che non hanno sbocchi sull'oceano:
esempi sono il Mar Caspio, il Mar Morto ed il Mar di Galilea. Il
termine mare è usato anche come sinonimo di oceano quando esprime
un concetto generico, per esempio quando si parla dei mari tropicali o
dell'acqua marina riferendosi a quella oceanica in generale.
Proprietà chimiche e fisiche del mare
Proprietà Chimiche
Proprietà fisiche
•Salinità :(quantità di sali disciolti
nell’acqua)
• Temperatura: (stato di agitazione
termico delle molecole, influenzato dalla
radiazione solare maggiore all’equatore e
minore ai poli ; la temperatura diminuisce
con l’aumentare della profondità )
•Ph: (determina se l’acqua è basica o
acida)
•Gas :disciolti (CO2 , O2 ecc..)
•Densità: (rapporto fra massa e
volume , e dipende dalla
temperatura. L’ acqua di mare risulta
più densa dell’acqua dolce ,per la
presenza di sali disciolti)
•Colore: Il colore dell'acqua di mare
dipende dalle caratteristiche chimico-fisiche
delle acque e dalle particelle solide in
sospensione (torbidità) oltre che dalle
condizioni di luminosità del cielo che vi si
riflette
•Penetrazione della luce: solo una piccola
parte (4-8%) delle radiazioni luminose che
raggiungono la superficie del mare viene riflessa
e diffusa dalla sua superficie; la parte restante
penetra nella massa acquea dove viene assorbita
e trasformata in calore o in energia chimica per
la fotosintesi clorofilliana
Temperatura e Termoclino
Il termoclino è un sottile strato in una grande massa d'acqua, come per esempio l'oceano, nel quale
la temperatura diminuisce, in funzione della profondità, più velocemente rispetto ad altri strati. Al di sopra del
termoclino lo strato si dice superficiale e la temperatura dell'acqua è maggiore
Penetrazione della luce e del colore
Le radiazioni di lunghezza maggiore
delle altre come quelle rosse e gialle, le
più importanti per le piante, sono le
prime ad essere assorbite e arrivano
fino a circa -100 m.
Quelle utilizzabili per il processo di
fotosintesi si arrestano a circa -150 mt,
limite massimo di proliferazione della
vita algale. Quelle violette possono
arrivare a -500 m e più grazie alle
componenti blu di queste radiazioni.
Zone della luce
La fotosintesi avviene negli
strati più illuminati fino a 100 m nella zona detta
eufotica.
Sotto tale profondità e fino a
-200 m detta
zona disfotica la luce è
troppo scarsa per permettere
una vita vegetale.
A profondità maggiori si ha
la completa assenza di luce
visibile, detta zona afotica
Propagazione del suono
Il suono è dovuto dalle vibrazioni che trasmette un oggetto al fluido circostante.In acqua il
suono si propaga molto velocemente, addirittura da non permettere la distinzione della
direzione da cui proviene il suono della sorgente sonora.Nella tabella sottostante è riportata la
velocità del suono in diversi liquidi:
Velocità del suono nei
liquidi
(T=293 K)
Liquido
Velocità del suono (Km/s)
K( N/m2 )
Benzene
1,32
1,1x109
Alcool etilico
1,17
1,1x109
Glicerina
1,93
4,5x109
Mercurio
1,45
2,6x109
Acqua
1,48
2,0x109
Acqua marina
1,51
1,6x109
Movimenti marini: le onde
Definizione: L'onda marina è un movimento della
superficie degli oceani, mari e laghi.
Formazione: Le onde sono un moto di superficie
delle acque dovute principalmente all'azione del
vento. Le onde possono anche formarsi a causa di
eventi non comuni come maremoti e terremoti che
creano onde chiamate tsunami. Nel primo caso sono
anche dette onde di maremoto e nel secondo onde
di terremoto. I maremoti possono essere generati sia
da terremoti sottomarini che da
eruzioni vulcaniche sottomarine.
Anche il distacco di ghiacci dal fronte
di ghiacciai che terminano sul mare possono in
alcuni casi generare delle onde di notevoli
dimensioni. Tipici di questo fenomeno son per
esempio i ghiacciai dell'Antartide durante la stagione
estiva.
Effetti: Le onde hanno due effetti sulle coste: la loro
azione violenta erode il litorale su cui si abbattono;
mentre in alcuni luoghi dove la loro azione è più
dolce possono portare dei sedimenti facendo
avanzare la costa verso il mare
vento
Movimenti marini: le correnti
Definizione: La corrente oceanica (o corrente marina) è una massa
di acqua marina in movimento rispetto all'acqua che la circonda e dalla quale si può
differenziare per densità, salinità, temperatura o colore
Movimenti marini: le maree
Definizione: La marea è un moto periodico di ampie masse d'acqua (oceani, mari e grandissimi laghi)
che si innalzano (flusso, alta marea) e abbassano (riflusso, bassa marea) anche di 10-15 metri con frequenza
giornaliera o frazione di giorno (solitamente circa ogni sei ore, un quarto di giorno terrestre) dovuto alla
combinazione di due fattori:
l'attrazione gravitazionale esercitata sulla Terra dagli altri corpi celesti del sistema solare: tra questi è nettamente
predominante l'attrazione della Luna (a causa della sua distanza dalla Terra molto minore di quella di tutti gli
altri corpi), secondaria quella del Sole, trascurabile quella degli altri pianeti.
la forza centrifuga dovuta alla rotazione del sistema Terra-Luna intorno al proprio centro di massa
Maree sigiziali:
Marea
sizigiale o sigiziali (
o marea
delle sizigie,
ovvero delle sigizie)
è il termine che
s’impiega quando si
voglia indicare il
momento in cui
l'escursione fra l'alta e
la bassa marea sia al
massimo livello.
Maree
quadratura:
Sono chiamate “di
quadratura” le maree
che si formano quando
Sole e Luna vengono a
trovarsi ad angolo retto
rispetto alla Terra; in
questa situazione le
maree sono al minimo.
Il massimo del
fenomeno mareale si
ha invece quando i tre
corpi celesti sono
allineati (maree
sizigiali)
Mar Mediterraneo
Il mar Mediterraneo è un mare intercontinentale situato tra Europa, Africa e Asia. La sua
superficie approssimativa è di 2,51 milioni di km² ed ha uno sviluppo massimo lungo
i paralleli di circa 3700 km.
Il Mediterraneo è collegato ad ovest all'oceano Atlantico, attraverso lo stretto di Gibilterra.
Ad est attraverso il mar di Marmara, tramite i Dardanelli e il Bosforo, è collegato al mar Nero. Il
mar di Marmara è spesso considerato parte del Mediterraneo, mentre il mar Nero viene
generalmente considerato un mare distinto. Il canale di Suez a sud-est collega il Mediterraneo
al mar Rosso.
Oceano atlantico
Mar Nero
Stretto di
Gibilterra
Mar Mediterraneo
Canale di Suez
Importanza del Mar Mediterraneo
Nonostante ché rappresenti solamente l' 1% di tutti i mari del globo, il Mar Mediterraneo è stato culla di civiltà e di storia. E'
stato il primo mare ad essere scandagliato e Plinio ne riportò la massima profondità di 15 stadi, pari a circa 2.860 mt., anche se
riesce difficile capire come all'epoca fosse possibile effettuare simili scandagliamenti.
Il Mediterraneo è ritenuto, da molti studiosi, il residuo dell'antico Mar della Tetide che dai Pirenei, ricoprendo molte delle attuali
terre emerse, si estendeva fino all'Anatolia e all'Himalahia, separando i due paleocontinenti Eurasia e Gondwana ed ha
raggiunto la sua attuale conformazione tra i 5 ed i 6 milioni di anni fa.
La fauna di questo antico mare era composta da specie tropicali che si estinsero quasi completamente con il raffreddamento del
Pliocene e la successiva Era Glaciale.
Compreso fra le coste dell'Europa Meridionale, dell'Asia Occidentale, dell'Africa Settentrionale, il Mar Mediterraneo si sviluppa
per una lunghezza di 3.680 Km., tra lo Stretto di Gibilterra e la costa orientale, e con una larghezza media di 700 Km., la cui
massima estensione di 1.665 Km. è compresa tra il Golfo
della Sirte e quello di Trieste.
Geograficamente si estende in longitudine dai 5° Ovest ai 38° Est e in latitudine dai 30° ai 45° Nord, con una superficie di
2.560.000 Km. quadrati
Circolazione acque nel Mar
Mediterraneo
Il mar Mediterraneo è caratterizzato da 3 tipi di circolazioni:
•Circolazione superficiale
•Circolazione intermedia
•Circolazione profonda
Circolazione acque nel Mar
Mediterraneo

Superficiale: Le correnti superficiali mediterranee originano tutte dall'afflusso di acqua
atlantica e seguono in prevalenza degli andamenti di tipo ciclonico, cioè antiorario. L'acqua
atlantica, più fredda ma meno salata (motivo per cui rimane in superficie) entra nel Mediterraneo
dopo aver lambito le coste del Marocco

Intermedia: Lo strato d'acqua compreso fra i 200 e i 600 metri è interessato da un movimento in senso
opposto a quello delle correnti di superficie. Origina infatti dal mar di Levante, il tratto di Mediterraneo con i
più elevati valori di salinità, (si raggiunge qui il 39,1 per mille di salinità). D'inverno, con il calo della
temperatura si ha un aumento della densità dello strato superficiale che "comprime" lo strato d'acqua inferiore
dando origine alla corrente intermedia

Profonda: Le correnti di profondità interessano due aree del Mediterraneo, il bacino ligure
provenzale e lo Ionio. In entrambi i casi le correnti originano nella stagione invernale in seguito ad
un rapido raffreddamento delle acque provocato dal vento.
Specie in via di estinzione del mar
mediterraneo
Specie in via di estinzione:
• Foca monaca
• Tartaruga caretta caretta
• Squali: verdesca, squalo volpe, squalo martello,smeriglio e mako.
• coralli
• Posedonia oceanica
Foca monaca
La foca monaca del Mediterraneo è una delle specie animali maggiormente minacciate d'estinzione al mondo: le
stime della popolazione superstite indicano oggi un numero complessivo di circa 350-400 individui, distribuiti in
piccoli nuclei tra le isole greche, le coste mediterranee della Turchia e il Mar Nero. La sopravvivenza della foca
monaca del Mediterraneo è da imputare alla sua capacità di continuare a sopravvivere e riprodursi, tenendosi nascosta
agli sguardi di pescatori e turisti.
La foca monaca (Monachus monachus) è un mammifero i cui arti sono trasformati in pinne: il corpo è affusolato e
rivestito da uno strato adiposo con pelo corto impermeabile all’acqua, di colore nero o marrone. Un tempo la foca
monaca era diffusa in tutto il bacino del Mar Mediterraneo, il Mar Nero le coste atlantiche di Spagna, Portogallo,
Marocco, Mauritania, Madeira e le Canarie ma oggi è uno degli animali più a rischio del Pianeta.
Tartaruga Caretta Caretta
La tartaruga comune è la tartaruga marina caretta caretta più comune del Mar Mediterraneo. La specie
è fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo e ormai al limite dell'estinzione nelle acque
territoriali italiane. Sono animali perfettamente adattati alla vita acquatica grazie alla forma allungata
del corpo ricoperto da un robusto guscio ed alla presenza di “zampe” trasformate in pinne.
Alla nascita è lunga circa 5 cm. La lunghezza di un esemplare adulto è di 80 - 140 cm, con un peso
variabile tra i 100 ed i 160 kg. Come tutti i rettili, hanno sangue freddo il che le porta a prediligere le
acque temperate. Respirano aria, essendo dotate di polmoni, ma sono in grado di fare apnee
lunghissime. Trascorrono la maggior parte della loro vita in mare profondo, tornando di tanto in tanto
in superficie per respirare. In acqua possono raggiungere velocità superiori ai 35 km/h, nuotando
agilmente con il caratteristico movimento sincrono degli arti anteriori.
Squali del mediterraneo
Gli squali del Mediterraneo stanno scomparendo. La percentuale di riduzione dei grandi predatori ha
superato negli ultimi due secoli il 97%. Sono state analizzate venti specie di squali delle ottante presenti
nel mar Mediterraneo: tra queste quindici sono risultate biologicamente estinte.
Altre cinque sarebbero in grave pericolo: verdesca, squalo volpe, squalo martello,smeriglio e mako.
La Posidonia oceanica
La Posidonia oceanica è una pianta acquatica, endemica del Mar Mediterraneo, appartenente alla famiglia
delle Posidoniacee (Angiosperme Monocotiledoni).
Ha caratteristiche simili alle piante terrestri, ha radici, un fusto rizomatoso e foglie nastriformi lunghe fino ad un metro e unite in ciuffi di
6-7. Fiorisce in autunno e in primavera produce fruttigalleggianti volgarmente chiamati "olive di mare".
Forma delle praterie sottomarine che hanno una notevole importanza ecologica, costituendo la comunità climax del mar Mediterraneo ed
esercitando una notevole azione nella protezione della linea di costa dall'erosione. Al suo interno vivono
molti organismi animali e vegetali che nella prateria trovano nutrimento e protezione.
Il posidonieto è considerato un buon bioindicatore della qualità delle acque marine costiere.
Coralli del mediterraneo
Il corallo rosso è l'unica specie del genere Corallium che vive nel Mediterraneo, dalla Grecia e dalla Tunisia fino allo Stretto di
Gibilterra, Corsica, Sardegna, Sicilia e Baleari incluse, ma è diffuso anche nell’Atlantico orientale in Portogallo, Canarie, Marocco e Isole di
Capo Verde, di solito fino a 200 metri di profondità in luoghi poco illuminati con scarsa vegetazione.
In genere, popola tutti i mari del globo con il limite estremo costituito dal largo dei circoli polari. L'aspetto e la colorazione del corallo
varia in relazione al luogo ed alle profondità in cui si trova.
Ha bisogno di condizioni di vita particolari: salinità dell'acqua costante (che deve essere compresa tra il 28% ed il 40‰, in relazione al
luogo ed al tipo di corallo), ridotto movimento dell’acqua e illuminazione attenuata. Il tasso di sedimenti in sospensione nell'acqua, se
troppo elevato, ne limita la sopravvivenza. Forma colonie ramificate, che possono superare i 20-30 cm di altezza, di colore generalmente
rosso brillante, ma a volte rosa, bianco, marrone ed anche in nero.
I polipi sono bianchi e trasparenti, lunghi solo pochi millimetri, con otto tentacoli bordati di appendici pinnate, visibili quando questi sono
estroflessi per la cattura del cibo.
Golfo di Napoli
Il golfo di Napoli è un'insenatura del mar Tirreno meridionale, compresa tra la penisola flegrea a nord-ovest
(capo Miseno) e la penisola sorrentina a sud-est (punta Campanella). Le rive del golfo di Napoli sono state abitate fin
dall'età preistorica; in epoca greca e romana fiorirono qui importanti porti e città, tra
cui Miseno, Cuma, Baia, Puteoli (odierna Pozzuoli),Torre del Greco, Ercolano, Pompei,Oplonti, Stabia.
Oceano
L'oceano ricopre il 70% della superficie terrestre, ovvero 360.700.000 di km². Di queste 154.800.000 di km² sono nell'emisfero nord e
205.900.000 di km² nell'emisfero sud. Il volume degli oceani e dei mari eccede la capacità dei bacini suddetti, cosicché l'acqua in eccesso
copre le parti basse dei continenti creando le piattaforme continentali.
Le due dimensioni longitudinale e latitudinale vanno dai 1.500 km di larghezza minima valutata nell'Atlantico ai 13.000 del bacino pacifico,
mentre la profondità media si aggira intorno ai 3-4km. Tali dimensioni si possono assimilare a quelle di un foglio A4, il cui spessore è
quattro ordini di grandezza inferiore alle altre due dimensioni.
Questo comporta che le velocità delle correnti verticali siano ininfluenti nello studio dei flussi oceanici. Inoltre, determina distorsioni nelle
rappresentazioni in scala del profilo dei bacini oceanici. Nelle acque oceaniche sono disciolte diverse sostanze, sotto forma di sali e gas, la
cui presenza è fondamentale per la vita in questi ambienti. Da un litro di acqua di mare si possono estrarre 35 grammi di sali, dei quali il
più abbondanti è il cloruro di sodio (il sale da cucina). I principali gas disciolti nelle acque sono il biossido di carbonio, l'ossigeno, l'azoto,
il metano ed il solfuro di idrogeno; essi provengono dall'atmosfera e dall'attività degli organismi marini. Tra questi gas il più importante è
l'ossigeno, poiché dalla sua concentrazione dipende la sopravvivenza della vita acquatica. La quantità di ossigeno presente nell'acqua
dipende dalla temperatura: più l'acqua è fredda, maggiore è la concentrazione di ossigeno.
Teoria della tettonica delle placche
La tettonica delle placche o tettonica a zolle (dal greco τέκτων, tektōnche significa "costruttore") è il modello sulla dinamica della Terra, su
cui concordano la maggior parte degli scienziati che si occupano di scienze della Terra.
Questa teoria è in grado di spiegare, in maniera integrata e con conclusioni interdisciplinari, i fenomeni che interessano la crosta terrestre
quali: attività sismica, orogenesi, la disposizione areale dei vulcani, le variazioni di chimismo delle rocce magmatiche, la formazione di
strutture come le fosse oceaniche e gli archi insulari e la distribuzione geografica delle faune e florefossili durante le ere geologiche.
Questo modello ha parzialmente inglobato la precedente teoria della deriva dei continenti, enunciata inizialmente da Alfred Wegener, e
sviluppatasi – con accesi dibattiti e scontri nella comunità scientifica – durante la prima metà del XX secolo e gradualmente
universalmente accettata a seguito della scoperta, durante gli anni sessanta, dell'espansione dei fondali oceanici.
Fosse Oceaniche
Una fossa oceanica è una depressione lineare del fondo oceanico. Può essere adiacente e parallela ad un margine continentale, oppure ad
un arco insulare, quest‘ ultimo è separato dal continente da un bacino di retroarco.
Generalmente sono lunghe migliaia di km, profonde fino a 11000 m e relativamente molto strette, come un profondo taglio.
I due versanti di una fossa sono asimmetrici: quello oceanico è meno ripido, mentre quello continentale o insulare è più ripido e
caratterizzato da melanges, sedimenti misti e complessi di natura sia continentale sia oceanica. L'area continentale o insulare
presenta orogenesi, attività sismica e spesso vulcanica.
Le fosse sono il risultato dell'interazione tra due placche, oceanica-continentale o oceanica-oceanica, che premono l'una contro l’altra in
un movimento compressivo: la zolla più densa sprofonda sotto quella meno densa (movimento di subduzione).
Barriera Corallina
La barriera corallina è una formazione tipica dei mari e oceani tropicali.
È composta da formazioni rocciose sottomarine biogeniche costituite e accresciute dalla sedimentazione degli
scheletri calcarei dei coralli, animali polipoidi facenti parte della classe antozoa, phylum Cnidaria.
Questo tipo di ambiente è unico in quanto le barriere hanno creato delle isole e delle lagune in mari profondi,
modificando sia il fondo sia le coste (ricoperte di sabbia finissima, frutto dell'erosione marina sui coralli e dell'azione
di alcuni pesci che si cibano dei polipi).
Nell'immaginario collettivo e non solo, le barriere coralline rappresentano un mondo sommerso variopinto e altamente
ricco in biodiversità. Le caratteristiche uniche dell'habitat che si crea a ridosso dei reefs (altro modo, anglosassone, per
riferirsi alle barriere) sono dovute alla presenza dei coralli stessi che offrono riparo e protezione a migliaia di specie
di pesci, crostacei,molluschi ed echinodermi. In Australia, al largo delle coste del Queensland, si snoda la più grande
barriera corallina del mondo: 2900 barriere collegate tra loro, 900 isole, 345mila chilometri quadrati, oltre 2200 km di
lunghezza. Vivono qui 1500 specie di pesci.
Scarpata continentale
La scarpata continentale è una zona sottomarina costituita da un pendìo che collega la piattaforma continentale alfondale marino.
Questa zona è piuttosto ripida, molto di più rispetto alla piattaforma continentale, con una inclinazione media di circa 3°, ma che è
compresa tra 1° e 10°, giungendo fino a 2000 metri di profondità, dove le temperature avvicinano gli 0 °C. La regione è spesso attraversata
da profondi solchi, chiamati canyon sottomarini, la cui origine è stata incerta per molti anni ma che sembrano essere stati formati
dall'azione erosiva delle correnti di torbidità o, in altri casi, dall'azione erosiva di corsi d'acqua continentale, svoltasi in epoche in cui il
livello delle acque oceaniche risultava sensibilmente inferiore rispetto all'attuale.
Alla fine della scarpata vi è una zona, chiamata innalzamento continentale o risalita continentale (continental rise), così definita poiché la
pendenza è molto più dolce, dell'ordine di 0,5-1° dovuta all'accumulo di sedimenti grossolani (torbiditi) depositati dalle correnti di
torbidità derivanti dalla piattaforma e dalla scarpata continentale. Quest'area si può estendere fino a 500 km e delimita il confine tra la
scarpata e la piana abissale.
Piattaforma continentale
la piattaforma continentale è la linea di demarcazione di un continente che può distare
anche centinaia di chilometri dal perimetro costiero. La piattaforma normalmente termina
nel punto in cui il pendio aumenta fortemente la sua inclinazione. Il fondale marino che
segue questo punto di "rottura" è anche chiamato scarpata continentale, la quale a sua volta
termina nella parte più bassa degli oceani, detta anche piana abissale.
Forme di vita marine
PLANCTON
BENTHOS
Il plancton è la categoria ecologica che comprende il
complesso di organismi acquatici galleggianti che, non
essendo in grado di dirigere attivamente il loro
movimento (almeno in senso orizzontale), vengono
trasportati passivamente dalle correnti e dal moto
ondoso. Il plancton si divide in due grandi gruppi,
il fitoplancton e lo zooplancton; quest'ultimo in
particolare è composto da organismi animali non
autonomi nel movimento, e si divide in tre fasce a
seconda della grandezza degli individui:
mesozooplancton, macrozooplancton e megaplancton.
Il benthos è la categoria ecologica che comprende gli
organismi acquatici che vivono in stretto contatto con
il fondo o fissati ad un substrato solido.
Oltre a pressoché tutte le alghe pluricellulari, il
benthos comprende animali che camminano o
strisciano, animali sessili e tubicoli, ossia che vivono
immersi nel fango con un'estremità che sporge: questi
sono lo zoobenthos. Inoltre possono essere suddivisi
in base alle dimensioni
in macrobenthos, meiobenthos e microbenthos.
NECTON
Il necton è la categoria ecologica che
comprende gli organismi acquatici che
nuotano attivamente. A sua volta il
necton viene diviso in fasce a seconda
della distribuzione:epinecton (fino a 50
metri di profondità), mesonecton (fino a
400), batinecton (fino a 4000)
e abissonecton (oltre i 4000).
Fanno parte del necton i pesci,
alcuni invertebrati marini (i calamari, ad
esempio), i rettili marini, gli uccelli
marini e i mammiferi marini.
Bibliografia
•Informazioni prese da:
wikipedia,wwf,Google,ecc
•Foto prese da:
Google immagini,wwf,wikipedia,ecc..
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