NEV ­ NOTIZIE EVANGELICHE protestantesimo ­ ecumenismo ­ religioni 5 dicembre 2007 settimanale ­ anno XXVIII ­ numero 48 * EDITORIALE: Un'enciclica distante dalla modernità, di Daniele Garrone * Intese. Il Governo assicura la copertura finanziaria * Clima. Alla Conferenza di Bali una delegazione del Consiglio ecumenico delle chiese * Metodisti. “Saper cantare la propria fede”: i 300 anni della nascita di Charles Wesley * Chiese del Medio Oriente. Priorità al dialogo * Iran. Incontro interreligioso di donne per la pace * TELEGRAFO: Notizie in breve * APPUNTAMENTI ______________________________________________________________________________ ABBONAMENTI 2008 Care amiche, cari amici, con l’approssimarsi della fine dell’anno, desideriamo ricordarvi di rinnovare il vostro abbonamento per il 2008 al nostro bollettino. Di seguito le condizioni di abbonamento sia per l'edizione e­mail che cartacea del bollettino. LE TARIFFE PER IL 2008 NON SONO CAMBIATE! settimanale e­mail: euro 16; supplemento mensile su carta con rassegna stampa: euro 25, estero: euro 30; edizione settimanale e­mail + supplemento mensile su carta: euro 31. Per rinnovare il vostro abbonamento utilizzate il CONTO CORRENTE POSTALE n. 82441007 intestato a: NEV­NOTIZIE EVANGELICHE, via Firenze 38, 00184 Roma. Grazie per il vostro sostegno. La redazione ______________________________________________________________________________ EDITORIALE Un'enciclica distante dalla modernità di Daniele Garrone, decano della Facoltà valdese di teologia Anche la seconda enciclica di papa Benedetto XVI è una riflessione teologica, ricca di richiami non formali alle Scritture, su un aspetto centrale della fede cristiana. Questo è un bel segno, in un tempo in cui la presenza delle gerarchie cattoliche, in Italia come nel mondo, appare sempre più legata a questioni morali, con interventi tesi ad influenzare le decisioni in materia di etica pubblica, a tutelare condizioni privilegiarie, a controbattere le voci che, nella chiesa romana, intendono il Concilio Vaticano II come l’avvio di un processo di rinnovamento. Fa bene il papa a rispiegare l’essenziale del messaggio evangelico; il ritorno alle fonti, cioè un rinnovato ascolto della testimonianza delle Scritture è l’unica cosa che può impedire alla chiesa di scambiare qualcos’altro (mondano o religioso che sia) per la speranza di Cristo. Così questa
enciclica non manca di affermazioni che si possono condividere e fare proprie, come richiamo alla Parola di Dio, convinti come siamo che il compito ecumenico più urgente sia tornare insieme a scuola di cristianesimo, mettendoci a nudo davanti a Dio e alla sua Parola. E tuttavia non posso tacere alcuni interrogativi e critiche di fondo. Non mi riferisco a punti di ovvia divergenza dottrinale: ai n. 47 e 48 il papa ripropone, certo in maniera moderata, la dottrina del purgatorio e la pratica del suffragio per i defunti, che a nostro avviso non hanno alcun fondamento biblico e quindi neppure alcuna legittimità teologica. Qui le chiese protestanti non possono che ripetere con Lutero: “Il purgatorio è contro l’articolo fondamentale, secondo cui solo Cristo, e non alcuna opera umana, può aiutare le anime” (WA 40, 205). Ai nn. 49 e 50 il papa chiude la sua enciclica con una preghiera a Maria, “stella del mare”, alla quale ovviamente non possiamo associare la nostra richiesta di guida sul cammino della speranza, cosa che avremmo fatto toto corde se essa fosse stata indirizzata a chi solo può accoglierla, cioè a Dio in Cristo. Mi riferisco invece ad alcuni temi sui quali sarebbe necessaria una testimonianza ecumenica che sia al tempo stesso un “render ragione della speranza che è in noi” e un responsabile fare i conti con ciò che di questa speranza abbiamo fatto nella storia. E qui c’è il primo problema. Come di consueto, per il papa le cose sono andate bene da Gesù (addirittura dalla cacciata dal paradiso terrestre, n. 17) fino ai tempi moderni. In essi, la fede è stata ridotta a fatto privato ed è così divenuta “in qualche modo irrilevante per il mondo”; Lutero ha ridotto la speranza da “sostanza” ad “atteggiamento interiore”; Bacone ha diffuso la fede in un regno dell’uomo basato sulla scienza, che però non può redimere, e di lì si è sviluppato il mito del progresso; Kant ha opposto la “fede razionale” alla “fede ecclesiastica”; Marx ha voluto sviluppare una politica “pensata scientificamente”, tesa al “cambiamento di tutte le cose”, ma “in modo unilaterale” e, soprattutto, “materialistico”. Anziché liquidare tutto questo travaglio moderno con la frase “è necessaria un’autocritica dell’età moderna”, il teologo cristiano dovrebbe chiedersi se le correnti di pensiero appena menzionate non abbiano contribuito a mettere in luce l’infedeltà della cristianità trionfante, che ha pensato più al potere (in primo luogo spirituale ed ideologico) della chiesa e degli ecclesiastici che a diffondere la speranza e alimentare la formazione di coscienze liberate; che si è poco occupata di giustizia nel mondo, come invece esige la Scrittura, Antico e Nuovo Testamento; che ha tacitato l’esigenza legittima di un “mondo migliore” in nome di un al di là; che ha combattuto la scienza che invece, biblicamente, può essere vista come vocazione che Dio rivolge all’umanità creata “a sua immagine” ed incaricata del dominium terrae. Il papa parla, vero, anche di una autocritica “del cristianesimo” (n. 22), ma si tratta di quello “moderno”! Cioè, di quel cristianesimo che ha ripensato se stesso prendendo sul serio gli interrogativi di cui sopra. Questo cristianesimo, che nella chiesa del papa vuol dire una certa teologia ”conciliare”, deve fare autocritica. Chi ha alle spalle il secolo XX, e non ha né rimosso né idealizza il regime di cristianità, le “auto­critiche” richieste ad altri da chi sta in alto non possono che apparire sospette. Al n. 37 il papa ricorda la speranza incrollabile del martire vietnamita Paolo Le­Bao­Tin (+ 1857), “prigioniero per il nome di Cristo” e ci propone una autentica testimonianza. L’Europa, però, è imbevuta del sangue di martiri, per lo più cristiani, morti non per Bacone o Kant o Marx, né torturati ed uccisi da adepti delle idee moderne di un regno di dio secolarizzato sulla terra, ma vittime di una cristianità vincente nella sua pretesa di organizzare il mondo con la Verità che essa detiene. La sfida della speranza implica che si rilegga noi per primi, senza sconti, la nostra storia alla luce del giudizio di Dio. Il problema, invece, sembra essere solo che i moderni non credono più al giudizio universale. Che cosa ha fatto di disperante lo stalinismo che non si fosse già visto nell’Europa cristiana, in nome del crocifisso però? Inoltre non credo proprio che la tentazione più diffusa oggi tra i cristiani e tra gli uomini e le donne del nostro tempo, siano i miti del progresso e l’illusione di un regno di Dio qui ed ora. Vedo piuttosto scoraggiamento, confusione, solitudine, rassegnazione, dubbi, evasione, assenza di prospettive, stanchezza. Qual è la parola che noi riceviamo dall’Evangelo in questa situazione? Questa mi sembra la domanda che attanaglia il testimone cristiano. Per non parlare poi del fatto che la protesta contro l’infeudamento del moderno cristianesimo ai miti del progresso è già risuonata forte e chiara a partire dagli anni ’20 del secolo scorso, ad opera di uno sparuto gruppo di cristiani protestanti (Karl Barth), nell’indifferenza della loro chiesa asservita al nazionalsocialismo e mentre il papa di Roma firmava concordati con Mussolini e Hitler. Eppure per Benedetto XVI il vero problema è la modernità.
L’obiettivo polemico (la modernità e il cristianesimo moderno) ha guidato Benedetto XVI in tutta l’enciclica, e così non appaiono valorizzati testi e contesti biblici che avrebbero dato un’altra impronta al discorso e avrebbero permesso di accogliere serenamente gli interrogativi che attraversano la coscienza attuale, anche cristiana. Secondo il papa, “l’ateismo moderno è … un moralismo: una protesta contro le ingiustizie del mondo e della storia universale” (n. 42). Ma la protesta, coram Deo!, contro l’ingiustizia è una dimensione fondamentale nelle Scritture, da Giobbe all’Apocalisse, passando per molti salmi e profeti. Se Gesù riprende in croce il grido di Israele (Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato”, Salmo 22), il discorso cristiano sulla sofferenza non può risolversi nell’invito a trovare un senso anche in essa. Se nel Nuovo Testamento i discorsi sul Regno di Dio e sul “frattempo” tra la prima venuta di Cristo e il suo ritorno sono, come sono, articolati e per certi versi contraddittori, ciò andrebbe messo alla base di una riflessione sulla speranza, mostrando che la speranza è una scoperta nelle contraddizioni. Infine una parola su Lutero. In una bella formulazione, al n. 2, il papa afferma: “il messaggio cristiano non era solo «informativo», ma «performativo». Ciò significa: il Vangelo non è soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere, ma è una comunicazione che produce fatti e cambia la vita.” Non siamo lontani dalla scoperta di Lutero: l’Evangelo come parola di Dio che promette, dona, salva. La Riforma, dal XVI secolo, in fondo, non ha voluto dire altro che questo: la Parola è “efficace”, dona realmente la realtà che annuncia. Poche pagine dopo, però, Lutero viene liquidato come qualcuno che avrebbe ridotto la speranza ad atteggiamento interiore anziché riconoscerla come “realtà presente in noi”. Peccato, un’(altra) occasione mancata per ascoltare oggi chi si è respinto allora, per non prenderlo sul serio come testimone cristiano e farne solo uno dei primi “moderni”, che oggi devono fare autocritica. Intese. Il Governo assicura la copertura finanziaria Risposta all'interpellanza parlamentare dell'on. Valdo Spini Roma (NEV), 5 dicembre 2007 ­ "Finalmente il governo si è preso l'impegno di trovare i fondi necessari per la copertura finanziaria dei disegni di legge sulle otto Intese ­ due modifiche e sei nuove ­ firmate lo scorso 4 aprile dalla Presidenza del Consiglio". Lo ha dichiarato l'on. Valdo Spini (gruppo misto), valdese, al termine della sua interpellanza svoltasi oggi alla Camera dei Deputati. Spini, tuttavia, si è detto solo parzialmente soddisfatto e ha invitato il governo, "nel caso chiedesse la fiducia sulla legge finanziaria per l’anno 2008, di stare bene attento a che nel testo sia trascritto questo preciso impegno". Le bozze d'Intesa già approvate dal Consiglio dei ministri riguardano: la Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova, la Chiesa Apostolica in Italia, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni, la Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia, l'Unione induista italiana e l'Unione buddista italiana. Inoltre ci sono due modifiche a Intese già esistenti che riguardano la Chiesa evangelica valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi), che consentirà di accedere anche alle quote non espresse dai contribuenti dell’otto per mille dell’Irpef, e l'Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste, per il riconoscimento dei titoli di studio rilasciati dall'Istituto di cultura biblica avventista di Firenze. Spini si è detto "sorpreso" del fatto che le Intese con le suddette confessioni religiose, pur firmate otto mesi fa, non siano ancora state tradotte in disegni di legge, come invece stabilito a norma dell'art. 8 della Costituzione italiana. Ad assicurare la copertura finanziaria necessaria ai disegni di legge è stata Rosa Rinaldi, sottosegretaria al Ministero del lavoro e della previdenza sociale, precisando che sono state reperite le risorse in un fondo di accantonamento per la finanziaria 2008, e che subito dopo la sua approvazione sarà possibile riprendere l'iter parlamentare delle Intese già siglate. Clima. Alla Conferenza di Bali una delegazione del Consiglio ecumenico delle chiese Sulla lotta al cambiamento climatico lettera di leader protestanti a capi di governo Roma (NEV), 5 dicembre 2007 ­ Il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) sta partecipando con una propria delegazione alla XIII Conferenza internazionale sul cambiamento climatico delle
Nazioni Unite attualmente in corso a Bali, in Indonesia (3­14 dicembre 2007). Sono oltre 180 i paesi partecipanti che cercheranno di trovare un accordo per fermare il riscaldamento del pianeta. Compito della delegazione CEC ­ composta da 25 esperti provenienti da tutto il mondo ­ è quello di monitorare le negoziazioni e di dialogare con i rappresentanti di governo presenti. Le due settimane di negoziati serviranno a gettare le basi per un accordo post 2012, quando scadrà quello firmato a Kyoto nel '97. I due grandi nodi da sciogliere sono la stabilizzazione delle concentrazioni dei gas serra, e la scaletta delle priorità per il nuovo accordo. Insieme ad altre organizzazioni della società civile presenti a Bali, la delegazione CEC sarà impegnata in una serie di eventi che si svolgeranno a latere della conferenza ONU. Inoltre, sarà copromotrice, insieme all'agenzia di soccorso britannica "ChristianAid", di un workshop su "Sviluppo, effetto serra e diritti". Non mancherà la celebrazione ecumenica ­ ormai una tradizione portata avanti dal CEC durante le conferenze dell'ONU ­ che si terrà l'11 dicembre nella chiesa protestante Nusa Dua di Bali con il sostegno della locale chiesa cristiana protestante Gereja Kristen. In programma danze indonesiane e una cerimonia di rimboschimento, con un messaggio videotrasmesso dell'arcivescovo di Canterbury. Ed è proprio del primate della chiesa anglicana, l'arcivescovo Rowan Wiliams, e di altri due leader protestanti, un'articolata lettera sulla lotta al cambiamento climatico indirizzata al presidente del Consiglio d'Europa, José Socrates de Carvalho Pinto de Sousa, e al presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso. Insieme al vescovo luterano Wolfgang Huber, presidente della chiesa evangelica tedesca (EKD), e all'arcivescovo luterano della chiesa di Svezia, Anders Wejryd, Rowan Williams invita i governanti a concepire il clima quale "bene comune globale". I tre leader religiosi, che hanno inoltrato la lettera anche ai propri capi di governo, oltre che al segretario generale dell'ONU Ban Ki­Moon, fanno notare come la lotta al clima è stata segnata da promesse non mantenute e da opportunità non colte, e chiedono una ridefinizione del concetto di "giustizia": "Crediamo che un nuovo accordo potrà avere successo solo se sarà percepito da tutti i paesi partecipanti come equo e giusto … Definire quali siano i termini di un giusto ed equo trattato post 2012 dipende dalla capacità dei governi a guardare oltre le nozioni di giustizia, mettendo al centro non più l'interesse della propria nazione, bensì il bene comune globale". Il CEC è una comunione di oltre 340 chiese anglicane, protestanti ed ortodosse in più di 100 paesi, in rappresentanza di circa 550 milioni di cristiani. E' stato fondato nel 1948 e ha sede a Ginevra (Svizzera). Impegnato da decenni nelle questioni ambientali il CEC ha recentemente pubblicato un opuscolo che raccoglie i testi chiave elaborati dal suo gruppo di lavoro sul cambiamento climatico, scaricabile in inglese da http://wcc­coe.org/wcc/what/jpc/pa­booklet­climate1.pdf. Metodisti. “ Saper cantare la propria fede” : i 300 anni della nascita di Charles Wesley A Roma nella Basilica di S. Paolo fuori le mura una celebrazione ecumenica internazionale Roma (NEV), 5 dicembre 2007 ­ Doveva essere un evento locale organizzato nell'ambito di Churches Together in Rome, l'organismo ecumenico delle chiese di lingua inglese della capitale. E invece si è subito trasformato in un evento ecumenico del più alto livello. A celebrare i 300 anni della nascita di Charles Wesley, lunedì 3 dicembre alla Basilica di San Paolo fuori le mura di Roma, c'erano il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, il pastore John Barrett, presidente del Consiglio metodista mondiale, e il vescovo anglicano John Flack, direttore del Centro anglicano di Roma, in rappresentanza dell'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams. Fratello del più noto John, Charles Wesley (1707­1788) è tra i fondatori del movimento metodista nato in Inghilterra nel XVIII secolo nell'ambito della chiesa anglicana. Teologo, Charles è però conosciuto come il compositore dei testi di oltre 5000 inni, alcuni dei quali universalmente noti ­ come per esempio “Hark the Herald Angels Sing” cantata su musica di Mendelssohn ­ e ancor oggi presenti non solo negli innari delle chiese metodiste, ma anche in quelli delle chiese anglicane e cattoliche di lingua inglese. “Il carattere ecumenico di questo anniversario ci è parso subito evidente – ha spiegato Trevor Hoggard, pastore della chiesa metodista di lingua inglese di Roma e tra gli organizzatori dell'evento ­. L'opera di Charles Wesley è un tesoro comune di metodisti,
anglicani e cattolici, e per questo abbiamo deciso di ricordare quest'anniversario insieme”. Un pensiero che il card. Kasper ha esplicitato nel suo saluto ai partecipanti della celebrazione: “Wesley offre ancora oggi a tantissimi cattolici di lingua inglese le parole per lodare Dio”. Non solo, ma i suoi inni sono stati spesso utilizzati negli incontri di dialogo tra chiesa romana e chiese metodiste, soprattutto per quel che riguarda i concetti teologici dell'universalità della chiesa, della vita sacramentale e della santificazione. In effetti, gli inni di Wesley, ha ricordato il presidente dei metodisti mondiali John Barrett, sono “teologia in versi composta da un uomo che sapeva cantare la sua fede”. Una dote che secondo Barrett non si ritrova in tanti compositori moderni di inni cristiani che “sanno esprimere gioia ed entusiasmo, ma trasmettono nel canto poco della loro teologia”. All'incontro della Basilica di San Paolo erano presenti numerosi rappresentanti delle chiese protestanti italiane, tra cui il pastore Massimo Aquilante, presidente dell'Opera per le chiese metodiste in Italia. Alla celebrazione ha partecipato il coro della chiesa metodista di via XX Settembre, e il coro della chiesa metodista afroamericana di Lithonia (USA). Oltre all'incontro ecumenico di San Paolo, le celebrazioni del trecentenario di Charles Wesley a Roma hanno compreso domenica 2 dicembre, un culto presso la chiesa metodista di lingua inglese, e martedì 4 dicembre, una celebrazione eucaristica anglicano­metodista presso il Centro anglicano, e un concerto presso l'American Academy. Chiese del Medio Oriente. Priorità al dialogo Roma (NEV), 5 dicembre 2007 ­ Vari rappresentanti delle chiese cristiane del Medio Oriente riuniti a Cipro hanno sottolineato l'importanza del dialogo con i musulmani e della presenza cristiana nella regione. L'assemblea del Consiglio delle chiese del Medio Oriente (MECC) ­ massimo organo deliberativo della struttura ecumenica ­ tenutasi a Cipro dal 26 al 30 novembre, ha voluto ribadire "l'importanza del dialogo, della cooperazione e della comunicazione con tutti i musulmani, in modo da costruire un mondo più pacifico e più giusto". L'Assemblea del MECC ­ organismo che raggruppa diverse confessioni cristiane in Egitto, Libano, Siria, Giordania, Israele e Territori palestinesi, Iraq e Cipro ­ ha eletto i seguenti presidenti in rappresentanza delle quattro "famiglie di chiese" (precalcedoniane, ortodosse, cattoliche, evangeliche): Catholicos Aram I della chiesa armena apostolica di Cilicia; patriarca Teofilo III del Patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme; arcivescovo Boulos Matar, arcivescovo della chiesa maronita di Beirut; Safwat Al­Bayyadi, presidente del Sinodo evangelico del Nilo. All'indomani dell'assemblea, il MECC, in una dichiarazione del 4 dicembre, ha affermato: "Le chiese esprimono la loro profonda preoccupazione per diverse occupazioni territoriali e per il perpetrarsi di sofferenze delle popolazioni coinvolte dovute a ingiustizie e guerre". Ha anche inviato un messaggio alla recente conferenza sul Medio Oriente tenutasi ad Annapolis negli Stati Uniti, nel quale ha chiesto una giusta pace nella regione martoriata e il riconoscimento dei legittimi diritti ai palestinesi. Iran. Incontro interreligioso di donne per la pace Roma (NEV), 5 dicembre 2007 ­ Si è tenuto a Teheran (Iran), dal 24 al 28 novembre un incontro di dialogo tra donne cristiane e musulmane organizzato dal Programma sul dialogo e la cooperazione interreligiosa del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) in collaborazione con il locale Istituto per il dialogo interreligioso (www.iid.org.ir/iide), dal titolo: “Muoversi verso la pace attraverso la religione”. All'incontro hanno partecipato 9 donne invitate dal CEC e provenienti da svariati paesi: dal Senegal al Pakistan, dalla Svezia all’Italia, dagli Stati Uniti alla Grecia, e altrettante donne iraniane, attive in diversi ambiti: insegnanti universitarie, psicologhe, responsabili di centri sportivi, registe televisive e cinematografiche, economiste e teologhe. Sia la delegazione del CEC che le donne iraniane, appartenevano a diverse religioni: protestanti, ortodosse, armene, musulmane sciite e sunnite. Al centro dell’incontro non era il dialogo interreligioso, bensì la domanda di come le donne delle diverse fedi possono contribuire, nella loro professione e con la loro professione, alla
costruzione della pace, a promuovere azioni e cultura di pace. Tre i temi affrontati: l’educazione, lo sviluppo e la comunicazione/informazione. Ciascuna tavola rotonda ha avuto il punto di vista delle donne iraniane e donne provenienti da altri paesi, con diversi approcci epistemologici, espressi tutti all’interno di una tensione per la pace: la pace nelle relazioni interpersonali della vita quotidiana, tra culture e religioni diverse, tra regioni e Stati diversi. "Un’occasione unica per incontrarsi e conoscersi, specialmente in un momento in cui più facilmente vengono costruiti muri di divisione che ponti di dialogo", ha dichiarato l'italiana Gianna Urizio, regista della trasmissione televisiva di RAIDUE "Protestantesimo", membro della delegazione del CEC. "Il progetto prevede ancora altri due incontri, e un dialogo continuo da sviluppare attraverso discussioni su internet per confrontarsi e pubblicare materiali che progressivamente approfondiscano tematiche come il confronto tra religioni e culture, religioni e temi sociali ed etici", ha aggiunto Urizio. Il convegno è stato arricchito dalle visite a Qom, città santa sciita, al Centro islamico di formazione per donne e al Centro di studi islamici progressista, e dall’incontro con Seyyem Mohammed Khatami, ex presidente della Repubblica iraniana, che attualmente dirige una Fondazione per il dialogo tra civiltà. Per ulteriori approfondimenti: www.oikoumene.org/en/programmes/interreligiousdialogue TELEGRAFO (NEV) – E' in corso di svolgimento a Roma il secondo incontro della seconda fase di dialoghi tra Alleanza battista mondiale (ABM) e la Chiesa cattolica romana. Organizzate congiuntamente dal Dipartimento studi e ricerche dell'AMB e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, le riunioni sono copresiedute dal battista inglese Paul Fiddes e dal vescovo cattolico statunitense Arthur Serratelli. Temi degli incontri, dal 2 all'8 dicembre, sono il battesimo e la cena del Signore. La delegazione battista, oltre che dal segretario generale dell'AMB, pastore David Callam, e da rappresentanti dell'organizzazione battista mondiale, comprende esperti provenienti da diversi paesi del mondo: tra questi, il pastore Massimo Aprile, segretario del Dipartimento di teologia dell'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI). Lo scorso 4 dicembre i delegati dell'AMB si sono incontrati con la pastora Anna Maffei, presidente dell'UCEBI, e altri rappresentanti delle chiese battiste italiane per un incontro nel quale è stato presentato il documento congiunto sui “Matrimoni interconfessionali tra i cattolici e i battisti in Italia” e l'atto “Confronto ecumenico e culturale” approvato dalla sessione congiunta dell'Assemblea battista e del Sinodo valdese e metodista, tenutasi dal 2 al 4 novembre scorso a Roma. (NEV) – In vista della Giornata mondiale dei migranti, il Servizio rifugiati e migranti (SRM) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) organizza domenica 9 dicembre, a Roma, una giornata d'incontro tra giovani migranti e italiani. “Io, tu... noi” è il titolo dell'incontro che avrà luogo presso la chiesa evangelica metodista di via XX Settembre, ed inizierà con un culto multilingue organizzato dai giovani delle chiese evangeliche romane. “L'idea è di coinvolgere ragazzi e ragazze tra i 16 e i 25 anni e di riflettere insieme sulla realtà dei migranti di seconda generazione, nati nel nostro paese, e al loro diritto di cittadinanza”, ha spiegato Patrizia Toss del SRM. La giornata prevede animazioni, la proiezione di due video e una tavola rotonda a cui parteciperanno Samira Mangoud della Rete G2 Seconde generazioni, Ilaria Valenzi, della Consulta giovanile per le questioni inerenti al pluralismo religioso e culturale, Annemarie Dupré del gruppo di lavoro “Essere chiesa insieme” della FCEI. Alla tavola rotonda è stata inviata anche la ministra per le politiche giovanili, Giovanna Melandri. Per informazioni: 06.48905101; [email protected] (NEV/ProtestanteDigital) – Si terrà dal 6 al 9 dicembre prossimo, a Barcellona, il VII Congresso evangelico spagnolo. Le diverse chiese protestanti iberiche si ritroveranno attorno al motto “Proclamando speranza in Cristo”. “Il nostro intento – ha dichiarato Pablo Martinez Vila, vice presidente del Comitato organizzatore del Congresso – è mostrare come l'evangelo di Gesù Cristo sia rilevante per la nostra società di oggi, in quanto offre una speranza che non è solo futura ma ben presente nel mezzo di un mondo ferito”. I lavori prevedono incontri in plenaria, laboratori, esposizioni, momenti di culto e di canto che ruoteranno attorno a quattro temi principali: la Spagna
del futuro, le chiese nel mondo di oggi, la spiritualità per il mondo di oggi, e la chiesa del XXI secolo. Il Congresso sarà un'importante occasione di unità e incontro delle diverse denominazioni evangeliche spagnole. La sua prima edizione risale al 1919; l'ultima si è invece tenuta a Madrid nel 1997. Dall’Italia partecipano Laura Casorio, segretaria esecutiva della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, e il giurista evangelico Gianni Long, che parteciperà alla tavola rotonda sul contributo del protestantesimo alla costituzione dell’Europa. (NEV) – La Bibbia al prezzo di un caffè e un cornetto. E' l'offerta che la Società biblica di Ginevra lancia sul mercato editoriale francofono con l'uscita di un'edizione delle Sacre Scritture al costo di 1,50 euro. “Vogliamo così far scoprire la Bibbia a nuove persone, raggiungere persone che non l'hanno mai letta”, spiega il direttore della Società biblica ginevrina Jean­Pierre Bezin. L'edizione super economica delle Scritture sarà venduta non solo nelle librerie ma anche nelle maggiori catene di supermercati, e sarà diffusa in Svizzera, Francia, Belgio, Canada e Africa francofona. (NEV/APD) – L'Associazione mondiale per la comunicazione cristiana (WACC) ha lanciato un appello affinché le chiese rendano visibile il contributo che le persone malate di HIV/AIDS offrono alla vita comunitaria delle chiese locali. “Molti uomini e donne che hanno contratto l'HIV/AIDS offrono un apporto attivo alla vita delle loro comunità – ha spiegato il pastore Randy Naylor, segretario generale della WACC ­. Tuttavia, il loro contributo spesso non è riconosciuto dai responsabili delle chiese, né è reso visibile attraverso il lavoro dei media”. Secondo alcune ricerche, la paura di essere discriminati ed esclusi dalla vita delle rispettive comunità di fede porta le persone a non sottoporsi ai test e a rifiutare di ricevere gli opportuni trattamenti sanitari. (NEV) – S'intitola “Voglio vivere questi giorni con voi” (ed. Queriniana, pagg. 416, euro 29) la raccolta di 365 testi tratti dalle opere di Dietrich Bonhoeffer. Letture che vogliono accompagnare quotidianamente durante tutto l'arco dell'anno i lettori e le lettrici sulla strada di quello che il teologo luterano tedesco definiva “l'essere­per­gli­altri”. Il titolo della raccolta si ispira alla poesia “Da potenze benigne”, scritta da Bonhoeffer alla fine del 1944 durante la prigionia impostagli dal regime nazista. Queriniana, via Ferri 75, 25123 Brescia; www.queriniana.it (NEV) – Inizia con un ricordo di Francesca Spano, a firma di Giorgio Guelmani e Michele Rostan, il numero 201 di “Gioventù evangelica”, trimestrale della Federazione giovanile evangelica italiana (FGEI), diretto da Luisa Nitti ed Eva Valvo. La sezione monografica della rivista è dedicata al tema “Musica e liturgia” con articoli su innari evangelici, canto e fede evangelica, animazione musicale, musica e multiculturalità. Completano il numero articoli su lavoro precario, Harry Potter, e le rubriche Spazio alla Parola, Sguardi e Orme. Gioventù Evangelica, via Porro Lambertenghi 28, 20159 Milano. (NEV) ­ Il numero di dicembre della rivista “Confronti”, mensile di fede, politica e vita quotidiana diretto da Gian Mario Gillio, si apre con cinque editoriali: “Tra informazione e realtà” di Claudio Fracassi, “Coscienza dei farmacisti e obiezioni laiche” di Monica Fabbri, “Turchia, tra Kurdistan e libertà religiosa” di David Gabrielli, “A scuola di Costituzione” di Franca Di Lecce, e “Per una cittadinanza a misura di due generi” di Franca Long. In sommario, servizi su reverendo Moon, sacerdozio e matrimonio secondo mons. Milingo, sinistra e politica italiana, Afghanistan, ebraismo, incontro nazionale gruppi donne delle Comunità di Base, riviste di cultura. Completano il numero notizie brevi e le rubriche Note dal margine, La nota stonata, Città della Bibbia, Musica, Cinema, libro e Segnalazioni. Confronti, via Firenze 38, 00184 Roma; www.confronti.net APPUNTAMENTI AVEZZANO (L'Aquila) ­ Giovedì 6, l'Associazione “Libera. Contro tutte le mafie” de L'Aquila, Legambiente Marsica e SITe.it, invitano all'incontro con Salvatore Lumia, vice presidente della Commissione parlamentare antimafia, e Andrea Campinoti, presidente nazionale di “Avviso
pubblico”, sul tema “Infiltrazioni mafiose in Abruzzo: fango o realtà?”, presiede Giuseppe La Pietra. Alle 18 presso la sala conferenze dell'ARRSA, piazza Torlonia. FIRENZE – Venerdì 7, il Centro culturale protestante “Pier Martire Vermigli” invita alla presentazione del libro “Chi ha sprezzato il giorno delle piccole cose?”. Con Valdo Spini e Giovanni Gozzini; modera Carlo Catarsi. Alle 17, presso la Libreria Claudiana, Borgo Ognissanti 14/r. ROMA – Venerdì 7, per il ciclo “Lettura pubblica e integrale della Bibbia”, gli attori Angela Goodwin e Franco Giacobini terminano la lettura del libro del Siracide. Alle 19.30 presso la cripta della chiesa di S. Lucia del Gonfalone, via dei Banchi Vecchi 12. SONDRIO – Venerdì 7, il Centro culturale protestante invita all'incontro con Giuseppe La Torre sul tema “Noi e l'altro. Il vicino musulmano”. Alle 21 in via Malta 16. VELLETRI (Roma) – Dal 7 al 9 dicembre, presso il Centro metodista Ecumene, campo di azione sociale sul tema “La giustizia: un'equa ripartizione della ricchezza”. Interviene Mario Miegge. Per informazioni: Ecumene, contrada Cigliolo 141, tel. 06.9633310. FIRENZE – Sabato 8, per il progetto “Piantiamo alberi insieme. Arte, cultura, solidarietà e salvaguardia del creato”, organizzato dalla chiesa avventista, rappresentazione teatrale dello spettacolo “L'uomo che piantava alberi” di Jean Giono. Con il Teatro del Legame. Alle 21 presso il Centro polivalente di via del Pergolino 1. Replica, domenica 9 alle 16. ROMA – Domenica 9, il Servizio rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) organizza “Io, tu... noi”, giornata d'incontro tra giovani migranti e italiani. A partire dalle 11 con un culto multilingue; alle 14.45 tavola rotonda con Giovanna Melandri, Samira Mangoud, Ilaria Valenzi, Annemarie Dupré; modera Franca Di Lecce. Presso la chiesa metodista di via XX Settembre, angolo via Firenze 38. FIRENZE – Domenica 9, per il progetto “Piantiamo alberi insieme. Arte, cultura, solidarietà e salvaguardia del creato”, organizzato dalla chiesa avventista, incontro dibattito sul tema “Piantiamo alberi di accoglienza”. Con Domenico Maselli, Samuel Negrea, Roberto Vacca e Roberto Rota. Alle 20.30 presso il Centro polivalente di via del Pergolino 1. TELEVISIONE – Lunedì 10, su RAIDUE alle 9.30, la rubrica “Protestantesimo” manda in onda la replica della puntata con i servizi “La trasmissione Culto Evangelico e la sua storia” e “Il Gruppo teatro Angrogna compie 35 anni di attività”. RADIO – Ogni domenica mattina, alle 7.30, su RAI Radiouno, “Culto Evangelico” propone una predicazione (9 dicembre, pastore Raffaele Volpe), notizie dal mondo evangelico, appuntamenti e commenti di attualità. Le trasmissioni possono essere riascoltate collegandosi al sito di RAI Radiouno, attraverso il link alla pagina www.fedevangelica.it/servizi/ssrtv031.asp LE NOTIZIE NEV POSSONO ESSERE UTILIZZATE LIBERAMENTE, CITANDO LA FONTE ____________________________________________________________________________ NEV ­ Notizie Evangeliche, Servizio stampa della Federazione delle chiese evangeliche in Italia ­ via Firenze 38, 00184 Roma, Italia tel. 064825120/06483768, fax 064828728, e­mail: [email protected], sito web: http://www.fcei.it ­ registrazione del Tribunale di Roma n. 13908 del 10/5/1971 ­ settimanale ­ stampato in proprio ­ redazione: Luca Baratto, Gaëlle Courtens, Paolo Naso, Valerio Papini (direttore responsabile), Anna Pensa, Eva Valvo ­ abbonamenti 2007: edizione settimanale e­mail euro 16; supplemento mensile su carta con rassegna stampa euro 25, estero euro 30; edizione settimanale e­mail + supplemento mensile su carta euro 31 ­ versamenti sul c.c.p. n. 82441007 intestato a: NEV­Notizie Evangeliche, via Firenze 38, 00184 Roma.
Scarica

NEV NOTIZIE EVANGELICHE protestantesimo ecumenismo