Epistemologia delle scienze
naturali 09-10 (II Sem.)
La natura del Tempo e la teoria della
relatività di Einstein
Francesco Orilia
Lez. 21
12/4/10
ANNUNCI
• DOBBIAMO FISSARE IL RECUPERO CHE ERA
PREVISTO PER IL 31/3
• Conferenza di Mario Piazza su logica,
linguaggio naturale e scienze cognitive:
"Logica e Linguaggio: incontri e omissioni"
• 19 Aprile, ore 11-13, in quest'aula
• Abbiamo visto che l'ordine temporale di due
eventi "space-like separated" può cambiare a
seconda del sistema di riferimento
• Sinceriamoci che, almeno per eventi time-like
separated, l'ordine temporale non è
influenzato dal sistema di riferimento
• Consideriamo due eventi A ed B che sono time-like
separated. Per essi vale
• S(A, B)2 = c2(tA, B)2 - (xA, B)2 > 0.
• Insomma dal punto di vista di un generico sistema K,
vale
• c2(tB -tA)2 - (xB - xA)2 > 0
• Supponiamo inoltre che dal punto di vista di K, A viene
prima di B, ossia tB - tA > 0.
• Date queste condizioni, non esiste un sistema di
riferimento K' tale che, per K', B viene prima di A, ossia
t'B - t'A < 0.
Esempio
• Se dall'origine del sistema K si diparte un cono di luce,
questi eventi, A e B, sono all'interno di uno dei coni,
supponiamo nel cono del futuro dell'evento origine O
con coordinata (0,0). L'evento A, supponiamo, è il
raggiungimento da parte di un segnale A, partito al
momento 0 e la cui velocità è 1/2c, di un punto a
150000 km dall'origine.
• Quindi, xA = 150000 e tA = 300000 = c.
• L'evento B, supponiamo, è il raggiungimento da parte
di un segnale B, partito al momento 0 e la cui velocità è
1/2c, di un punto a 300 000 km dall'origine.
• Quindi, xB = 300 000 e tB = 600000 = 2c.
Dimostrazione
• Assumiamo, per assurdo, che vi sia un sistema
K' tale che t'B - t'A < 0.
• Usando le trasformazioni di Lorentz
(assumendo che K' si muove con velocità V
rispetto a K) abbiamo:
• t'A = (tA - (V/c2)xA)/ F
• t'B = (tB - (V/c2)xB)/ F
• Dove F = V
2
1
c2
•
•
•
•
•
dunque:
(tB - (V/c2)xB)/F < (tA - (V/c2)xA)/ F
Ossia,
(tB - (V/c2)xB) < (tA - (V/c2)xA)
Ossia [es., (5-3) < (8 - 4) => (5-8) < (3-4) => -3 <
-1]
• tB - tA < (V/c2)xB - (V/c2)xA)
•
•
•
•
•
tB - tA < (V/c2)xB - (V/c2)xA)
Ossia,
tB - tA < (V/c2)(xB - xA)
Moltiplicando ambo i lati per c:
c(tB - tA) < (V/c)(xB - xA)
•
•
•
•
•
•
•
c(tB - tA) < (V/c)(xB - xA)
Ossia
(i) (xB - xA)V/c > c(tB - tA).
Sappiamo che
(ii) V/c < 1
e, per l'ipotesi assunta [v. lucido 5],
(iii) c2(tA - tB)2 - (xB - xA)2 > 0 [ossia, c(tA - tB) - (xB - xA) >
0]
• Ma, dato (ii), segue da (i) che (xB - xA) > c(tB - tA) [perché
moltiplicando n per un numero < 1, otteniamo un
numero  n], il che contraddice (iii).
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
In altri termini abbiamo questa situazione:
(i) c(tB - tA) < (xB - xA)V/c
(ii) V/c < 1
Il che implica:
(a) NON c(tB - tA) = (xB - xA), altrimenti abbassando un valore = c(tB tA), in seguito alla moltiplicazione per V/c, non potremmo avere un
valore > c(tB - tA);
(b) NON: c(tB - tA) > (xB - xA), altrimenti abbassando ulteriormente
un valore già minore di c(tB - tA), in seguito alla moltiplicazione per
V/c, non potremmo avere un valore > c(tB - tA).
Ergo:
(iv) c(tB - tA) < (xB - xA)
Il che contraddice il già assunto
(iii) c(tB - tA) - (xB - xA) > 0. QED
illustrazione grafica da wikipedia
commentare Dorato, pp. 136137
• Event B is simultaneous with A in
the green reference frame, but it
occurred before in the blue
frame, and will occur later in the
red frame.
• L'idea è di restringere l'angolo
degli assi cartesiani in
proporzione alla velocità con cui il
sistema blu o rosso si muove
rispetto a quello verde
• L'asse temporale va piegato verso
sinistra (blu) se il sistema si
muove verso l'evento (che quindi
occorre prima)
Argomento di Eddington e Weyl
contro l'oggettività dell'accadere
(Dorato 4.3)
Wikipedia:
•
• Sir Arthur Stanley Eddington
(Kendal, 28 dicembre 1882 –
Cambridge, 22 novembre
1944) è stato un astrofisico
inglese.
• Hermann Klaus Hugo Weyl
(Elmshorn, 9 novembre 1885 –
Zurigo, 8 dicembre 1955) è
stato un matematico tedesco.
• Hermann Weyl (a sinistra) con
Ernst Peschl
• Dorato fa riferimento agli
scritti di Eddington e Weyl
citati nelle note 12 e13, p. 282
Oggettività dell'accadere
• l'accadere è qualcosa che attribuiamo ad un
evento
• Intuitivamente, vorremmo che l'accadere di
un certo evento sia qualcosa di oggettivo, che
non dipende dall'osservatore
• Per es., gli eventi che accadono adesso su
Marte, accadono ora indipendentemente da
chi li sta osservando
Ma l'accadere è oggettivo?
• Se un evento che per me è presente, è invece
futuro per un altro osservatore, diventa difficile
sostenere che l'accadere degli eventi è oggettivo
• Eppure la relatività speciale ci porta a dire, per
es., che la spedizione contro la terra da Alpha
Centauri è presente (accade ora) per un certo
osservatore ed è futura (NON è accaduta) per un
altro osservatore
• Sembrerebbe che SR ci inviti a concludere che
l'accadere degli eventi non è oggettivo
il block universe
• Rifacendosi all'argomento di Eddington e Weyl, Dorato
a p. 146 chiarisce perché la relatività speciale ci porta a
pensare che tutti gli eventi siano dati "in blocco"
• L'accadere di un evento è oggettivo sse indipendente
dal sistema di riferimento
• Ma, come abbiamo visto, uno stesso evento può essere
nel futuro (assoluto) di un osservatore e nel presente
relativo di un altro (nel suo piano di simultaneità)
• Piuttosto che concludere che uno stesso evento sia
(ancora) irreale per il primo e reale per il secondo. può
sembrare preferibile concludere che sono reali allo
stesso modo, per qualsiasi osservatore
• Da questo nasce l'immagine di un universo
alla Minkowski in cui "nulla accade", gli eventi
sono dati in un blocco unico (block universe),
sono tutti simultanei tra loro (totum simul)
(Dorato, p. 147)
• Secondo Dorato, questa immagine è
fuorviante perché la relatività non ci obbliga a
negare l'oggettività dell'accadere
La proposta di Dorato
• Dorato considera due osservatori che, viaggiando con
velocità diverse, si incontrano in un punto spazio-temporale
p e ci invita a distinguere (p. 149) tra
• (1) passato assoluto e futuro assoluto di p (i due coni di
luce): questo è intersoggettivo
• (2) il passato e il futuro per i due osservatori, che dipende
dal loro sistema di riferimento: questo è soggettivo
• Dorato propone di privilegiare (1), definendo reali
(determinati) rispetto a p, tutti gli eventi in p e nel cono del
passato di p. In questo modo, gli osservatori che si
incontrano in p avranno la "stessa percezione della realtà"
• MA Una realtà in cui SOLO ALCUNI eventi sono
oggettivamente ordinati dalla relazione prima/dopo
Valutazione critica della proposta
di Dorato
• Ci possiamo accontentare di questo?
• In questa "stessa percezione della realtà" abbiamo una
realtà in cui SOLO ALCUNI eventi sono oggettivamente
ordinati dalla relazione prima/dopo
• Rimane il fatto che la partenza della spedizione da
Alpha Centauri è comunque nello spazio-tempo ed i
due osservatori in p non sono in grado di concordare
sul suo accadere o essere accaduta perché cade fuori
dai coni di luce di p
• Inoltre abbiamo una relativizzazione al punto spaziotemporale p.
Lez. 22
14/4/10
esame intermedio
Lez. 23
16/4/10
Sulla terminologia di Dorato
• Che differenza c'è tra "(teoria dell')oggettività
dell'accadere" (§ 4.3) "teoria dinamica della
realtà" (§ 4.4), "teoria dinamica del tempo" (§
4.5)?
• Ipotesi:
– teoria dinamica della realtà = teoria dell'oggettività
dell'accadere = teoria secondo la quale il tempo è
reale
– teoria dinamica del tempo = teoria secondo la quale il
tempo è reale e dinamico (vi sono sia le A-proprietà
che le B-relazioni)
Sulla terminologia di Dorato (cont.)
• Dorato, p. 65: teoria dinamica: (i) verità relativizzata
agli istanti e quindi in particolare c'è la "verità ora" (ii)
la somma dei fatti esistenti si accresce con il divenire
presente di un istante (e quindi ad ogni istante)
[nozione di divenire mutuata da Goedel, v. p. 151]
• teoria statica: la verità è atensionale indipendente dal
tempo, non c'è un accrescimento di ciò che esiste
• Altra ipotesi (meno probabile): (ii) ci dà la "teoria
dinamica della realtà" (§ 4.4) e (i) la "teoria dinamica
del tempo" (§ 4.5)? Boh!
• Consideriamo le due argomentazioni senza
preoccuparci troppo di questa distinzione
Goedel contro la teoria dinamica
della realtà (§ 4.4)
• Kurt Gödel (Brno, 28 aprile 1906
– Princeton, 14 gennaio 1978) è
stato un matematico, logico e
filosofo statunitense di origine
austro-ungarica, noto soprattutto
per i suoi lavori
sull'incompletezza delle teorie
matematiche. Gödel è ritenuto
uno dei più grandi logici di tutti i
tempi insieme a Frege e
Aristotele; le sue ricerche ebbero
un significativo impatto, oltre che
sul pensiero matematico e
informatico, anche sul pensiero
filosofico del XX secolo.
(da Wikipedia)
L'argomento di Goedel in nuce (p.
151)
• :
• (E) il concetto di esistenza non può essere relativizzato; non ha
senso dire che x esiste relativamente a qualcosa, ma non a
qualcos'altro
• (TDR) la somma dei fatti esistenti si accresce nell'istante presente
• (SR) ciò che è presente è relativo al sistema di riferimento [o a un
certo punto spazio-temporale, aggiunge Dorato]
• Da (TDR) ed (SR) segue:
• (NON-E) che un certo fatto esista è relativo
• Ma (NON-E) contraddice (E)
• Quindi, data SR, TDR è falsa.
• Se TDR è falsa è vero il punto di vista di Parmenide e Kant sul
tempo, ossia il tempo non è reale.
Commenti
• L'argomentazione è presentata in "A remark about special relativity
and idealistic philosophy" (1949, in Schlipp ed., A. Einstein
philosopher-scientist, rist. in vol. IV dell'ant. di Oaklander, 2008)
• G. cita McTaggart e questo passo dalla KdRV di Kant: "quelle
affezioni che noi ci rappresentiamo come cambiamenti in esseri con
altre forme di cognizione darebbero luogo a una percezione in cui
l'idea di tempo, e perciò di cambiamento, non occorrerebbe affatto
• L'argomentazione vista nel lucido precedente non sembra molto
diversa da quella contro l'oggettività dell'accadere attribuita a
Eddington e Weyl, ma Goedel la presenta in forma più esplicita
• Inoltre ci sono risvolti che toccano la GR sui quali non ci
addentriamo
Lezz. 24-25
19 Aprile 2010
ore 11-13
Mario Piazza su Logica e linguaggio
Lez. 26
21/4/10
Calendario
• Lez. 27: Ven. 23/4
• Lez. 28: Lun. 26/4
• Lez. 29 [RILEVAMENTO SULLA DIDATTICA]:
Merc. 28/4
• Lez. 30: Ven. 30/4
• Esame scritto finale: Merc. 5 Maggio?
Domanda a Dorato
• 1) Che differenza c'è tra "(teoria dell')oggettività dell'accadere" (§
4.3) "teoria dinamica della realtà" (§ 4.4), "teoria dinamica del
tempo" (§ 4.5)?
• Rispondo subito a 1): l'oggettività dell'accadere è l'idea che gli
eventi accadano davvero e non "siano" soltanto, come dicono
Eddington e Weyl.
Più recentemente io Savitt e Dieks interpretiamo il divenire proprio
come accadere degli eventi. Ma allora questo non lo sostenevo.
L'accadere degli eventi allora per me era precondizione della teoria
dinamica della realtà o del tempo
La teoria dinamica della realtà e del tempo sono la stessa cosa.
L'idea è che la realtà non sia data una volta per tutte, ma appunto
divenga nel tempo.
MA ...
• Caro Mauro,
• grazie per la risposta. Per quanto riguarda il primo
punto, non ti pare che l’argomento di Goedel sia da
vedere come un argomento contro l’irrealtà del tempo
(non a caso cita McTaggart e poi Parmenide e Kant),
mentre quello di Putnam e R. miri invice a difendere la
teoria B del tempo?
• Hai ragione: Goedel va contro la realtà del tempo,
trascurando però che a quest'ultima basta la realtà
delle relazioni B (almeno secondo me), trattando poi il
presente come un indiciale
•
• Assumendo che questo sia corretto, avevo pensato che
tu differenziassi tra t. dinamica dellla REALTA’ e t.
dinamica del TEMPO.
• Putnam difende certamente la teoria B attaccando
alcune concezioni tipiche della A. Ma si può essere
teorici B dinamici rispetto alla realtà e negare la teoria
dinamica del tempo (ovvero l'idea che le
determinazioni A sono essenziali o reali). Questa è la
posizione di Tooley. Quindi la teoria dinamica della
realtà va distinta da quella dinamica del tempo. Se non
ti ho risposto così prima scusami...la terminologia
confonde, in effetti.
Analisi di Dorato dell'arg. di Goedel
• Dorato riconosce che non è opportuna la
relativizzazione ad un sistema di riferimento
• Come abbiamo visto, Dorato preferisce la
relativizzazione ad un punto spazio-temporale, che,
secondo Dorato, è ritenuta assurda da G. (p. 153)
• Dorato ammette che tale relativizzazione va a scapito
della globalità ("da G. forse intesa come necessaria
all'oggettività", p. 153), ma, come abbiamo visto, è
disposto a sacrificare questa globalità
• p. 154: "G. enuncia in effetti 3 argomenti [presuppone
3 punti] ...":
I tre punti di Goedel
• 1) p. 154: non possiamo ipotizzare un sistema di riferimento
assoluto non riscontrato empiricamente (Dorato condivide)
• 2) p. 155: se il tempo fosse reale la sua misura non sarebbe relativa
(secondo Dorato, questa è una petitio principii, perché la realtà del
tempo è compatibile con la sua relativizzazione a punti spaziotemporali; qui D. slitta da 'realtà del tempo' a 'definitezza del
passaggio del tempo')
• 3) 156: la relativizzazione distrugge la concezione intuitiva del
tempo [portandoci verso Parmenide e Kant] (secondo D., il
cambiamento di prospettiva non è poi così radicale: ciò che esiste
va relativizzato rispetto ad un qui-ora piuttosto che solo rispetto ad
un ora . "il senso comune dà illegittimamente per scontato un
presente che si estende fino ai confini dell'universo" [ma non può
estendersi al di là di un punto?!]
Il nucleo della risposta di D. a G. (p.
157)
• L'essere determinato fisicamente, logicamente ed
ontologicamente di un evento sono già relazioni (rispetto
ad un istante t) nella fisica pre-relativistica
• Con Einstein, dobbiamo soltanto relativizzare ad un qui-ora,
quindi non alteriamo in maniera drammatica queste
nozioni e la concezione intuitiva di un futuro "vuoto"
• Un evento può essere determinato (passato ?) rispetto ad
un certo evento (punto dello spazio-tempo) ed
indeterminato (futuro? al di fuori del cono di luce?) rispetto
ad un altro [ma come si fa a dire che questo non va poi così
radicalmente contro la concezione intuitiva del tempo?]
• Ma che differenza c'è tra determinato fisicamente,
logicamente ed ontologicamente?
Terminologia di Dorato
• D. non è chiaro ed esplicito, ma ALL'INCIRCA possiamo
tentare queste definizioni:
• l'evento e2 è determinato fisicamente rispetto
all'evento e1 = date le leggi di natura e le condizioni
iniziali al momento di e1, e2 deve verificarsi (p. 157)
• l'evento e2 è determinato ontologicamente rispetto
all'evento e1 = se e1 è reale (presente o passato?)
anche e2 è reale (160)
• l'evento e2 è determinato logicamente rispetto
all'evento e1 = se la proposizione che esprime e1 è
vera, deve essere vera anche la proposizione che
esprime e2
.
Putnam e Rietdijk contro la teoria
dinamica del tempo (§ 4.5)
• Hilary Putnam (Chicago, 31
luglio 1926) è un filosofo
statunitense. Di formazione
analitica
• L'articolo di Rietdijk è del 1966
in Philosophy of science
• Quello di Putnam è del 1967
in Journal of philosophy (rist.
nell'ant. di Oaklander 2008,
vol. IV), letto in unconvegno
del 1966
• Sono molto simili, ma scritti
indipendentemente
Premesse dell'argomento di P-R
• pq (rel. tra eventi) = p è determinato (reale)
rispetto a q, ossia se è reale p deve essere reale
anche q
• (P1) Per due qualsiasi eventi p ed q nel piano di
simultaneità relativo ad un sistema di riferimento
K, valgono sia pq che qp (i due eventi sono codeterminati perché simultanei, per quanto
distanti) (non posso non considerare reale un
evento per me simultaneo con quello che sto
facendo ORA)
• (P2) la relazione è  transitiva
L'argomento
• Si considerino due eventi space-like sep., a e b, che coincidono con
le origini di due sistemi O e O' in moto reciproco, sicché per O e O'
vi sono due diversi piani di simultaneità, tali che, per O', a e b sono
simultanei
• Consideriamo un evento, e, futuro dal punto di vista di O (nel futuro
assoluto di a) ma space-like sep. rispetto a b e simultaneo con b dal
punto di vista di O' (nel piano di simultaneità di b) (fig. 7, p. 159)
• Per (P1) (ossia simultaneità => co-determinazione): eb e ba
• Per (P2): ea
• Ossia, per un qualsiasi evento e nel futuro assoluto di a, possiamo
dimostrare che e è determinato rispetto ad a
• Al contrario, la teoria dinamica del tempo vorrebbe che un evento
nel futuro assoluto di a non sia determinato rispetto ad a, ossia
 ea (p. 160)
• Putnam (con riferimento alla discussione della battaglia
navale di Aristotele): "Aristotle was wrong ... the problem
of the reality and determinateness of future events is now
solved ... by physics and not by philosophy"
• Dorato (p. 162): dall'argomento sembra discendere che
• (1) il divenire è dipendente dalla mente
• (2) Sembra esserci incompatibilità tra SR e QM
(nell'interpretazione standard che prevede
l'indeterminatezza)
• (3) il futuro è già tutto scritto, è predeterminato (non
causalmente)
• Ma in § 4.6 vengono analizzate le premesse
dell'argomentazione
Lez. 27
Ven. 23/4/2010
• (P1) Per due qualsiasi eventi p ed q nel piano di simultaneità
relativo ad un sistema di riferimento K, valgono sia pq che qp
• p. 163: Stein suggerisce di respingere (P1): va contro lo spirito
"operazionista" della teoria perché due eventi space-like separated
non possono interagire
• p. 166: Supponendo falsa (P1), possiamo relativizzare il divenire
temporale a punti spazio-temporali, rinunciando ad un divenire
globale
• p. 167: questo sembra portare ad una forma di prospettivismo o
monadismo leibniziano (non necessariamente psicologista)
• p. 169: Si potrebbe provare a resistere all'argomentazione, negando
(P2) (trans.) invece di (P1)
MQ e teoria statica
• Ma mi sembra che in ultima analisi Dorato prenda per
buona l'argomentazione e trovi in MQ ulteriore
supporto per la conclusione alla quale ci porta
• 196 NB: Secondo Dorato, MQ fa propendere la bilancia
a favore della teoria statica. Vediamo come argomenta
Dorato (p. 199 ss.)
• MQ, con gli esperimenti EPR, ci dice che ci possono
essere due eventi, a, b, space-like separated che sono
correlati
• Si possono fare due ipotesi principali, ed entrambe
favoriscono la teoria statica
• Ipotesi 1: la correlazione è causale
• Ipotesi 2: la correlazione non è causale
• Ma in entrambi i casi abbiamo una co-determinatezza
ab dei due eventi ,space-like sep., proprio come
vuole la teoria statica del tempo (p. 203 per ip. 1, p.
211 per ip. 2)
• Si può anche fare l'ipotesi (seguendo Arthur Fine) che
la correlazione sia "naturale", un "fatto bruto" che in
quanto tale non va spiegato, né causalmente, né acausalmente (p. 212), ma Dorato condanna questa
strada come poco scientifica o metodologicamente
inappropriata
Obiezione
• Ma si può obiettare che vi è un problema per SR, non
tanto per la teoria dinamica
• E' difficile spiegare la correlazione senza la causalità
• Ma ricorrere alla causalità significa ammettere una
causazione istantanea (se si riscontra un certo spin per
la particella x, quella correlata ha ipso facto un valore
correlato)
• Ma questo reintroduce un sistema di riferimento
privilegiato (le due particelle hanno
SIMULTANEAMENTE in un senso oggettivo delle
proprietà correlate) (v. LE SCIENZE, maggio 2009, box p.
489)
• Dorato ammette questo (p. 200), ma dà per
scontato che bisogna seguire SR nel non
ammettere un sistema di riferimento privilegiato
(p. 213)
• Pensa quindi che QM condanni non tanto SR, ma
la teoria dinamica
• A me sembra che qui ci sia invece un argomento a
favore di Lorentz (per quanto la questione della
compatibilità tra QM e SP (alla EinsteinMinkowski) è complessa (v. LE SCIENZE, cit.)
Domanda a Dorato
• 2) Faccio fatica a seguire la tua
argomentazione a favore della teoria statica
del tempo basata su QM (cap. 5). A me
sembra che la correlazione a distanza sia
piuttosto un argomento contro SR. In fondo,
se capisco bene sembra esserci qualcosa di
simile ad una causazione istantanea e quindi
sembrerebbe esserci una simultaneità
assoluta e una trasmissione a velocità
maggiore della luce.
Risposta di Dorato
• 2) esistono interpretazioni della MQ secondo le quali le correlazioni
quantistiche sono interpretabili come causalità a distanza (Bohm),
come dici tu. Ma al di la' di tesi controverse come questa, secondo
cui MQ e SR confliggono a causa delle correlazioni a distanza
(Maudlin 2004), ciò su cui tutti convergono è che le correlazioni non
possono essere utilizzate per mandare segnali a distanza, cioè per
sincronizzare due orologi. Questo a causa della non
controllabilitàdei risultati di misura
Quindi non c'è conflitto tra SR e MQ da questo punto di vista più
operativo. Per quanto riguarda Stein e correlazioni, la tesi che
difendo è che ci sono fatti che accadono in a che determinano fatti
che accadono in regioni spacelike-related rispetto ad a,
indipendentemente da interpretazioni controverse delle correlazioni
con causalità a distanza.
• Per le conseguenze del teorema di Stein elaborate da clifton e
hogarth (esiston solo tre relazioni di divenire, e non ci può essere
divenire in regioni spacelike-related, ne segue che l'unica relazione
di divenire (o determinatezza) compatibile con correlazioni e SR è la
relazione universale. Non c'è divenire....ovvero la teoria del blocco è
corretta
Myrvold 2003 prova a confutare quel che dico in BJPS, il mio
articolo più tecnico sta in PhilScie 1996.
• volevo dire: tra le correlazioni quantistiche e una qualunque coppia
di eventi simultanei c'è una differenza che può ricondursi a quella
che intercorre tra eventi meramente coesistenti ed eventi legati da
una relazione nomica.Tale relazioni non è chiaro se si deve
interpretare in modo causale e questo problema è interpretation
dependent
23/4/10
• caro Francesco
ho riletto rapidamente la parte 5.5 e 5.6. In effetti non
l'ho trovato chiara e leggibile come altre parti, e se
davvero ci fosse una seconda ed, dovrei modificarla in
profondità; hai ragione: lì non faccio riferimento a
distinzione tra causale e nomologico, ma tra causale,
causale indiretto e acausale. Questo per cercare di
utilizzare al massimo il legame tra causalità e
determinatezza e provare la mia tesi.
c'è un articolo di Bigaj in Ontology of Spacetime II
(dieks, d. ed.) Elsevier, 2009 che tratta la questione in
modo più chiaro.
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lezioni 21-27