l’alpone
Autorizz. del Tribunale di Verona del 3 luglio 1986 - R.S. 705 - Sped. in abbonamento Post. - 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Filiale di Verona da Verona C.M.P. - 50% - Trimestrale di informazione e cultura - Anno 25 - N. 2 - Giugno 2010 - Recapito a cura dell’Ente Poste Italiane
www.ilarione.it
Saluto del Presidente
Dopo mesi in cui si è fatta attendere, finalmente arriva l’estate e
con essa si apre la stagione più
ricca di manifestazioni: un augurio di buon lavoro a tutti i comitati sagra, alle associazioni e ai
gruppi spontanei che saranno
impegnati nell’allestimento delle
feste di paese e di quartiere, perché si tratta di momenti che
fanno onore alla nostra terra e
rendono più accogliente il paese
anche per i tanti visitatori che
passeranno di qua e magari si fermeranno a gustare i nostri prodotti e a godere di qualche giornata di relax.
Un momento importante per la
nostra Pro Loco è stato vissuto al
recente Vinitaly di Verona, dove
la nostra ultima pubblicazione,
riguardante i basalti della vallata,
è stata presentata di fronte ad un
pubblico numeroso e ad autorità
di alto livello.
Il nostro “Alpone” intanto si sta
avviando a compiere il 25° anno
di vita e a dicembre ci stiamo
preparando a festeggiare il 100°
numero: è un traguardo che unisce un quarto di secolo e tante
persone che sulle nostre pagine
hanno lasciato un segno del loro
passaggio o hanno trovato un ricordo della loro esistenza. Anche
per questo ringrazio tutti i lettori
che ultimamente hanno accettato
di sostenere il giornale versando
il loro contributo, veramente prezioso perché la pubblicazione
possa continuare anche in futuro.
Malgrado le molte difficoltà che
gli impegni comportano, l’estate
appena iniziata ha quindi molti
motivi per farci ben sperare. È
importante però che tutti si sentano partecipi e che diano il loro
sostegno, anche piccolo, per il
bene del nostro paese e della nostra gente.
FRANCO CAVAZZOLA
Pro Loco • San Giovanni Ilarione (VR)
SPORT E TERRITORIO
8° Granfondo del Durello
Domenica 18 aprile si è svolta l’ottava edizione della Gran Fondo del Durello.
Con una Piazza allestita per le grandi occasioni il gruppo Basalti dava il via
a questa grande manifestazione.
Nonostante un meteo inclemente che
ha tenuto ai Box circa 300 dei 1000
iscritti, intimoriti dalla pioggia caduta
copiosa fino a mezzora prima dello
start.
La gara allestita da ASD Basalti su
un bel tracciato di 44 Km e 1330 metri
di dislivello e un percorso di 20 Km reso
particolarmente viscido e fangoso nella
seconda metà. La seconda prova del cir-
cuito Veneto Fizik e Lessinia Tour Cup,
terza del XC Verona.
Rispetto all’anno passato, diversi i
sentieri nuovi e la direzione di percorrenza del tracciato era invertita.
Una lunga salita iniziale con due
«denti» il primo che portava al Monte
Cucco e il secondo al Gran Premio della
Montagna a Bolca (750 mt sul livello
del mare). La parte finale era invece un
veloce mangia e bevi inframezzato da
divertenti saltelli e per lo più su fondo
prativo e cemento prima di arrivare alla
picchiata finale da Castello fino a giungere in via IV Novembre, sede logistica
di partenza e arrivo.
Probabilmente non sono la persona
più indicata per raccontare ai lettori
cos’è stata l'ultima marcia tra i ciliegi.
Per me era la prima esperienza e dei tre
disponibili ho pure intrapreso il percorso
più breve. Non bastasse questo, aggiungiamoci il timore reverenziale che incute la tradizione pluriennale della manifestazione: i miei genitori partecipavano
già prima che io nascessi, ovvero negli
anni in cui la tivù iniziava a trasmettere
a colori.
Partiamo quindi, per rompere un po’
il ghiaccio, enunciando un dato certo e
incontrovertibile: nell’edizione 2010
della marcia gli iscritti sono stati poco
meno di 1700, a fronte dei 1500 dell’anno scorso.
Quale sarà mai la molla che fa saltare
fuori dal letto prima dell’alba, quando in
Già
sulla
prima salita in
asfalto, verso
Cattignano, era
guidata dai colombiani
del
Team Focus con
Marzio Deho
che controllava
a vista.
Un momento della partenza
L’attacco di
Rojas nel punto più duro sembrava sorSpadi e Bacerra. Il bergamasco del
tire gli effetti desiderati con il colomTeam Olympia però sulla prima discesa
biano che guadagnava un vantaggio
attaccava e rientrava su Rojas.
massimo di venti secondi su Deho, il
Segue a pag. 12
quale aveva a ruota i compagni di Rojas
MARCIA TRA I CILIEGI
IXª EDIZIONE TROFEO FEDERICO
cielo è ancora visibile “la stella boara”
(come chiamavano Venere i nostri nonni
bovari), in un giorno di festa come quello di pasquetta, anche quando le previsioni meteo non promettono nulla di buono? Non so per certo, posso solo ipotizzare. Però pensando a quel gruppo che è
partito di buon’ora dalla provincia di Rovigo per partecipare alla marcia, mi sono
venuti in mente i braccianti, raccontati da
Dino Coltro nel libro “I lèori del socialismo”, che camminavano nel buio costeg-
Segue a pag. 2
Parrocchia di San Giovanni Battista in collaborazione con Noi Associazione
organizza
SAGRA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
32ª MOSTRA PROVINCIALE DELLE CILIEGIE
Un gruppo di marciatori sul percorso.
PRIMA MESSA PER PAOLO BURATO
Sabato 5 giugno scorso alle ore 16, nella Cattedrale di Vicenza il vescovo monsignor Cesare
Nosiglia ha ordinato 5 sacerdoti fra i quali il nostro concittadino don Paolo Burato.
Si erano recati ad assistere a questo importantissimo ed emozionante evento molti ilarionesi fra
cui il sindaco Dal Cero, giunti con due pullman e
parecchie auto; la chiesa cattedrale era come sempre in queste circostanze gremita di fedeli.
Alla cerimonia, davvero imponente, hanno
partecipato quattro vescovi ed oltre un centinaio
di sacerdoti fra i quali il nostro parroco don Elio,
che ha avuto il privilegio di aiutare il novello
sacerdote ad indossare la veste. Il giorno seguente, festa del Corpus Domini, nella sua e nostra
chiesa parrocchiale, addobbata a festa dentro e
fuori, don Paolo, attorniato da una ventina di sacerdoti, i cerimonieri ed un diacono, ha celebrato
la sua prima Santa Messa. Hanno partecipato tutti
a questa importante cerimonia: il sindaco Dal Cero, le autorità militari, i rappresentanti di tutte le
associazioni d’arma e di volontariato, la banda
“Giuseppe Verdi” di Montecchia e San Giovanni
NON GETTARE IL TUO BAMBINO:
TELEFONA !!
Sede S.O.S. di San Giovanni:
Piazza Martiri, 1
Anno 25 - N. 2
Giugno 2010
Venerdì 25 Giugno
ore 22.00
Serata Afro Raduno con DJ YANO
Specialità della serata: PIZZA AL FORNO e panini caldi
Sabato 26 Giugno
ore 20.00
Apertura giochi con due maxigonfiabili e mini moto
per bambini e ragazzi
ore 21.00
Serata DJ REPINO con la voce di Sama
Specialità della serata: PIZZA AL FORNO e panini caldi
ore 22.30
Serata House ‘70 ‘80 con Dj The Ross e Dj Coffee con la voce sexy di Luky Voice
Specialità della serata: TORO ALLO SPIEDO
Domenica 27 Giugno
ore 10.00
Santa Messa del Patrono
ore 11.00-14,30 Consegna ciliegie per la 32ª Mostra
ore 12.00
APERTURA CHIOSCHI con Pranzo delle migliori specalità del “el cogo”
ore 15.00
Torneo sotto ils ole: Calcio Saponato
ore 16.30
Esibizione della Banda Giuseppe Verdi di Montecchia di
Crosara e San Giovanni Ilarione
ore 17.00
Apertura al pubblico della 32ª MOSTRA PROVINCIALE
DELLE CILIEGIE
ore 18.00
Premiazione Mostra delle Ciliegie
ore 21.00
Serata Ballo Liscio con Gigio Valentino
ore 23.00
Meraviglioso spettacolo pirotecnico con
l’INCENDIO DEL CAMPANILE
DURANTE
Segue a pag. 3
Varie
Corrispondenza
LA PASSIONE
A CASTELLO
Lettera
al Direttore
PAG. 3
PAG. 5
LA MANIFESTAZIONE FUNZIONERANNO CHIOSCHI ENOGASTRONOMICI
PESCA DI BENEFICENZA PARCO DIVERTIMENTI
Dalle Parrocchie
Sport
INFORMA
PADRE AGOSTINO
LOVATIN
Sport, sport
e ancora sport
PAG. 6-7
PAG. 11
PAG. 12
L’Amministrazione
Comunale
L’ALPONE 2
sessantanove anni, Giuseppe (deceduto nel 1972, a seguito di un
grave incidente sul lavoro, a soli trent’anni) e Bruno, 60 anni, sono i tre fratelli Panarotto che non hanno seguito le
orme del padre nella scelta del lavoro
ma che troveranno sicuramente nei loro
figli chi li sostituirà nell’attività edilizia
intrapresa fin dalla seconda metà del
secolo scorso. Prima, nessuno in famiglia aveva pensato di diventare costruttore edile. Il padre era coltivatore diretto
e così anche il nonno, in tempi in cui la
rendita dei campi non era certamente
lauta ma consentiva, tuttavia, alle famiglie contadine di sbarcare il lunario con
una certa dignità.
L’attività nel settore edilizio aveva
preso piede, per iniziativa di Giuseppe,
nel 1968, ma dopo la sua morte, quando
l’impresa già contava una ventina di
dipendenti, fu presa in carico dai fratelli
Augusto e Bruno.
Per lei, in quanto “fratello d’arte”,
non c’è stata possibilità di scelta ...
In effetti le cose andarono proprio
così. In famiglia non si parlava d’altro in
quanto la situazione economica andava
a gonfie vele. San Giovanni, sotto la
spinta del settore calzaturiero, era diventato un cantiere aperto e, ben presto, si
cominciò a prendere in seria considerazione l’ipotesi di mettersi in proprio
anche con la produzione del calcestruzzo. Fatti quattro conti e assunte le debite informazioni tecniche la decisione
venne presa senza ulteriori ripensamenti.
Quando cominciarono a funzionare
DI PADRE IN FIGLIA ...
gli impianti?
L’attività ebbe inizio esattamente nel
1980, in forma di
partenariato con l’impresa di famiglia fino
al 1992 quando quest’ultima passò definitivamente ad Augusto e ai suoi figli.
Furono anni di grande impegno per tutti.
In particolare per mia
moglie alla quale
devo molto in termini
di riconoscenza. Mi
sostenne nei momenti
difficili e mi incoraggiò a guardare con
serenità al futuro anche perché, nel frattempo aveva vita a due splendide figlie.
Che ... continueranno l’attività paterna?
Francesca, la maggiore, credo e
spero proprio di sì. Ha 32 anni, un
figlio, una laurea in Economia aziendale e uno spiccato interesse per il settore
edilizio nel quale già opera ormai da
anni. Ilaria, la minore, ha 28 anni ed è
laureata in Farmacia. Onestamente va
detto che entrambe hanno mostrato sempre buona volontà e impegno, e non solo
nello studio.
A questo punto si impone una domanda per Francesca: essere donna impegnata in un settore lavorativo tipica-
Segue da pag. 1
MARCIA TRA I CILIEGI – IXª EDIZIONE TROFEO FEDERICO
affronterebbe una
scampagnata.
Ho atteso il
deflusso e ho seguito il lungo serpentone su per le colline:
il mio compito era
fornire le testimonianze fotografiche.
“Varda! I ne fa le
foto ...”.
“Si signora, poi
la mettiamo sul
giornale!”.
“Sta fermo! Se te
me fé le foto a mi te
I volontari della Protezione Civile e dei Carabinieri in se crepa la machineta!”.
Congedo.
Il marciatore è di
giando i lunghi argini della bassa veroneper sè dotato di autoironia, il che non
se per andare a faticare “a opera” nei
guasta mai!
campi dei mezzadri.
In men che non si dica (e ci credo: era
Quando sono arrivato in piazza io,
il percorso più corto!) mi sono ritrovato
che per mia natura non sono, per così
di nuovo in piazza dove i primi partiti stavano già con le gambe sotto i tavoli mesdire, mattiniero, salutavo quelli che insi a disposizione dalla polisportiva: ricontravo con un appena percettibile moscaldati da un tiepido sole che giocava a
vimento del sopracciglio, ma il popolo
nascondino tra le nuvole, si godevano il
dei marciatori, era già lì, pimpante, nel
piatto di pasta ristoratore. Come se non
bel mezzo del riscaldamento e produceva
fossero bastati i luculliani ristori lungo il
un festoso vociare.
percorso! Conferma alle mie aspettative
A mano a mano che si avvicina l’ora
era il leggendario pane con il cotechino
della partenza ufficiale arrivano alla
che veniva elargito in contrada Boarie.
spicciolata anche le famiglie con i bamA conferma di quanto sia radicata la
bini al seguito. Sono loro la vera anima
marcia anche tra quelli che non girano la
della marcia perché sono la presenza preprovincia veronese ogni domenica per
minente.
partecipare ad analoghe manifestazioni,
PARTITI! Un drappello variopinto di
va segnalato che il
premio per il gruppo
più numeroso se l’è
aggiudicato la compagine delle scuole
di Castello e San
Giovanni Ilarione.
Verso l'una in
piazza dei Martiri
sono rimasti solo gli
organizzatori: è arrivato il momento di
smontare tutto. Rimane la soddisfazione per come tutto sia
andato per il meglio
e per il trend delle
Il gruppo Scuole Castello e San Giovanni Ilarione vin- presenze in costante
citore del Premio Gruppo più numeroso.
aumento di anno in
anno. Un grosso
ringraziamento va a tutti quelli che si
persone di tutte le età si avventura per le
sono spesi perchè anche la marcia 2010
vie di San Giovanni Ilarione e i tratturelrisultatasse un successo.
li resi un po’ fangosi dalle piogge dei
Per i fuochi d'artificio aspettiamo l'egiorni scorsi. Il tempo è incerto ma fordizione del 2011, quella del decennale
tunatamente tiene. C’è un che di emoziodella Polisportiva.
nate nel vedere intere famiglie presenti,
con tanto di passeggino per i bimbi, aniEMANUEL RIGHETTO
mate dallo stesso spirito con cui si
coltà che non sono
mancati.
L’attuale struttura dell’azienda?
“Calcestr uzzi
Alpone s.r.l.” attualmente opera
con 9 dipendenti,
tra operai e autisti
e tre impiegati.
Oltre all’impianto
centrale dove viene
prodotto il calcestruzzo abbiamo
otto betoniere e tre
pompe per la distribuzione
nei
La ditta Calcestruzzi Alpone.
cantieri. Un’attrezzatura di tutto rispetto da mantenere in perfetta efficienmente maschile ha comportato o comza ...
porta qualche difficoltà?
L’ambito di mercato?
All’inizio qualche pregiudizio è stato
Prevalentemente la vallata dell’Alpoavvertito: battutine, occhiate maliziose
ne. In questi ultimi anni, tuttavia, la con... fortunatamente niente di serio ma decorrenza tra strutture operanti nel medevo confessare che è stata dura. Da parte
simo settore si è fatta più serrata con la
mia ho sempre cercato di mantenere atconseguenza che anche gli orizzonti
teggiamenti corretti e rispettosi nei conoperativi si sono andati allargando. Oggi
fronti di tutti. La stima reciproca non ha
per poter lavorare occorre garantire il
tardato a farsi strada e a risolvere ogni
massimo livello di qualità. Lavora di più
problema.
che produce meglio, non c’è via di
Qualcosa da aggiungere da parte
scampo!
sua, Bruno?
Soprattutto in presenza dell’attuale
Confermo quanto detto da Francesca
crisi economica o a prescindere?
e aggiungo che, senza il suo determiPurtroppo negli ultimi due/tre anni la
nante apporto, forse non avrei trovato la
crisi si è fatta sentire e continua a farsi
forza per superare i momenti di diffi-
Perdere la notte
“
Sabato sera esco con gli
amici,
in compagnia,
la notte è già buia e inoltrata.
La discoteca gremita di
gente,
la musica suona,
le cubiste ballano,
bicchieri vuoti, fumo e non so
altro.
Si va a casa; la strada,
lo scherzare,
il ridere.
D’un tratto una botta!!
“Non capisco”.
Molta gente intorno a me,
cosa vogliono, i miei genitori,
urlano, ma perché?
Che freddo, questo non è il
mio letto.
I miei amici!
Che fanno qui con me al
buio?
Claudio Tezza
sentire, senza una prospettiva di soluzione a breve/medio termine. Sulla nostra
attività ha gravato e continua a gravare
in particolar modo, il ristagno nel settore edilizio, oltre ad altri fenomeni legati
alla delocalizzazione all’estero di svariate attività produttive col conseguente
abbandono di molte strutture costruite
negli anni settanta/ottanta.
Può quantificare il calo del fatturato
in conseguenza della crisi in atto?
Il calo effettivo si può realisticamente quantificare intorno al 20/25%. Un
discreto risultato se rapportato al
35/40% su base nazionale. Sono contento perché, almeno fino a questo momento, non si sono resi necessari dei licenziamenti.
Dall’inizio dell’attività produttiva,
quanti metri cubi di calcestruzzo stima
di aver prodotto e venduto?
Almeno un milione e cinquecentomila in trent’anni di attività.
Qualche difficoltà particolare in
questo lungo cammino?
Purtroppo non sono mancati gravi
momenti critici, e non solo a livello economico e finanziario.
Alcuni incidenti sul lavoro, a cominciare da quello di mio fratello, hanno
inciso profondamente sull’animo di
tutti.
Nell’attuale momento storico, quale
consiglio per programmare il futuro?
Occorrono determinazione e coraggio, ovviamente tenendo ben saldi i
piedi per terra e leggendo correttamente
gli indicatori che vengono dai mercati,
oltre che dalle scelte politiche dei nostri
governanti e dei nostri amministratori.
DELIO VICENTINI
Alla scoperta
della Val d’Alpone
Gli Amministratori comunali della
Val d’Alpone, delegati al turismo, stanno progettando una serie di iniziative
finaliziate alla valorizzazione del territorio, con l’intento di farlo conoscere e
frequentare da parte dei turisti, siano essi valligiani o provenienti da altre zone
della provincia o regione.
La Val d’Alpone è poco conoscìuta,
ma possiede una notevole ricchezza di
mete turistiche, sia di carattere naturalistico e geologico, sia storico e artistico,
sia enogastronomico.
Sono presenti in Valle:
• 2 Musei dei fossili (a Bolca e Roncà)
e un Museo del vino (Ca’ Rugate)
• 5 chiese romaniche (S. Salvatore a
Montecchia, S. Antonio Abate a
Monteforte e a Vestenavecchia, S.
Zeno a Castello di S. Giovanni Ilarione e S. Margherita a Roncà)
• 15 chiese ottocentesche nelle singole
parrocchie, oratori e cappelline in
ogni comune, con pregevoli dipinti,
affreschi e opere d’arte, oltre a colonnine e capitelli di arte popolare
• il Palazzo Vescovile a Monteforte e
14 Ville venete, sparse nei 5 comuni,
di cui alcune ben conservate
• due Enoteche (a Monteforte e Roncà)
• 25 cantine a Monteforte, 17 a Roncà,
8 a Montecchia, per la produzione
del vino Soave e Durello
“
ISTA
V
R
E
T
N
I
L’
Augusto,
Anche quest’anno si è svolta la tradizionale gita dei pensionati Coldiretti di San Giovanni, Roncà e Vestananova. In questa occasione la
meta è stata Siena e San Giminiano con la famosa piazza del Campo,
dove ogni anno si svolge il palio delle contrade, il Duomo e il palazzo pubblico con la torre del Mangia.
Vi aspettiamo numerosi per la prossima occasione!!!
RINA URBANI
• 5 caseifici (Roncà, S. Giovanni Ilarione e Vestenanova) e un frantoio
(Roncà)
• 4 alberghi (a Montecchia, S. Giovanni Ilarione e Bolca), 17 ristoranti, 7
trattorie, 13 pizzerie e 21 agriturismo
o bed&breakfast
• rinomati prodotti tipici locali (vino,
ciliegie, olio, formaggi, salumi, castagne e frutti di bosco)
• un paesaggio strordinario, caratterizzato dai più svariati colori stagionali
e ricco di luoghi interessanti per le
bellezze naturali, per la suggestione
dei percorsi escursionistici, per la
presenza di famosi basalti colonnari
(Roncà, S. Giovanni Ilarione e Vestenanova) e di siti di escavazione di
fossili (Roncà e Bolca).
Il Comitato per il turismo in Val
d’Alpone intende proporre dei percorsi
di visita ai luoghi più significativi della
Vallata e organizzare degli eventi che
promuovano il territorio.
La prima iniziativa è stata realizzata
il 19 aprile u.s. con “MontecChiAma”,
quando, oltre ad un convegno sui prodotti vinicoli e sulle prospettive turistiche, è stato possibile accompagnare
alcuni ospiti a conoscere la media valle
con un percorso in carrozza fra i ciliegi
e i vigneti del Soave e del Durello.
Il prossimo appuntamento (27 giugno 2010) prevede un giro turistico guidato della Vallata alla scoperta dei
“tesori” dei 5 comuni, in una giornata
intera dedicata alla visita del Palazzo
Vescovile di Monteforte, del Museo
geopaleontologico di Roncà, della Chiesa di S. Salvatore a Montecchia, della
chiesa di castello e dei basalti colonnari
di S. Giovanni Ilarione, del Museo dei
fossili di Bolca e della chiesetta di S.
Antonio a Vestenavecchia, oltre alla sosta in un caseificio e in una cantina.
Altri 6 percorsi guidati sono programmati nei mesi successivi e sono in
fase di predisposizione un opuscolo e un
filmato sulla Val d’Alpone.
Ogni cittadino della Valle è invitato a
consultare i siti web dei Comuni per tenersi informato sulle singole iniziative e
soprattutto è sollecitato a visitare la propria valle e a promuoverne la conoscenza.
GIANCARLA GUGOLE
L’ALPONE 3
LA PASSIONE A CASTELLO
In questo momento non ricordo bene a
chi sia venuta questa idea particolare di
rivivere la passione di Cristo, forse a don
Angelo, forse a Marisa o a Luigi, non so.
Quello che so è che avevamo da poco finito con il presepio e tutte le attività natalizie. Abbiamo accettato tutti, subito con
slancio e entusiasmo e con una bella dose
d’incoscienza. In quel momento non avevamo proprio idea di che sorta di lavoro
stavamo andando a mettere in piedi.
I primi tempi sono stati dedicati esclusivamente ai testi. Le prime serate soltanto per leggere e destinare le parti da inter-
per noi non è stata una recita, anzi, durante le prove non sono mancati i momenti di
allegria e di tensione, ma non abbiamo
mai pensato ad uno spettacolo teatrale; il
nostro scopo è sempre stato quello di tentare di dare un senso per rivivere la passione con sentimento ed immedesimazione. Fra di noi non c’erano certo attori, ma
soltanto gente comune, con la voglia di
impersonare questa via crucis.
pretare. Man, mano che passavano i giorni, gli incontri si facevano sempre più
numerosi, come del resto le difficoltà.
Una grossa mano è arrivata dagli amici
della parrocchia di Costalunga che ci hanno prestato i costumi. Siamo partiti con 50
persone e siamo arrivati a circa 80 partecipanti fra preparativi, prove il sabato sera
e la domenica mattina; siamo così giunti
alla sera del venerdì santo. Siamo arrivati
a reclutare gente da tutti i paesi: Castello,
S. Giovanni, S. Bonifacio, Chiampo, Mistrorighi, fino a Castelgomberto e Pugnello.
Qualcuno ci telefonava per partecipare: è stato entusiasmante, tengo a dire, che
Si apre con il cenacolo la prima scena
che viene svolta in teatro. Dentro è strapieno e fuori la gente preme per entrare e
sentire le conversazioni che sono appena
iniziate. Il tutto viene ambientato nel
periodo storico del tempo di Gesù. Una
mamma, col nonno, spiega ai bambini il
significato del pane azzimo, delle erbe
amare e dello svolgersi veloce delle azioni, perché non c’è tempo da perdere, non
si può aspettare che lieviti il pane, occorre mangiarlo così, è ora d’incamminarsi.
Entrano ora i 12 apostoli con Gesù. Si
procede con l’ultima cena e la lavanda dei
piedi. Altre spiegazioni vengono date
riguardo all’uovo quale simbolo di conti-
nuità e di vita. Il coro parrocchiale intona
un canto e ci si avvia verso il parco per far
rivivere il Getzemani. Qui dall’alto si
vedono passare tutti gli apostoli con Gesù
e a seguito tanta, tanta gente che partecipa
con attenzione e coinvolgimento. All’orto
degli ulivi l’angelo si presenta. Gesù sveglia Pietro.
Giovanni e gli altri apostoli cominciano a capire il messaggio del loro maestro.
Intanto Giuda li raggiunge con le guardie e col bacio si compie l’atto del tradimento. Prosegue il corteo fra le fiaccole
che illuminano il territorio in modo suggestivo. Le note dei cantori ci accompagnano e quando si fa silenzio sentiamo
solamente il rumore dei passi lenti sulla
ghiaia. Al pretorio si apre un nuovo scenario. Ora è tutto ben illuminato, quasi a
voler sfidare il momento terribile che stiamo per vivere. Ecco la condanna di Pilato,
la folla che scalpita e grida e le trombe
che suonano per sottolineare questo drammatico passaggio. La gente che ci circonda è veramente presa dalla situazione e
noi stiamo vivendo appieno la nostra
“passione”. Gesù viene flagellato e torna
fra la gente con la tunica ricoperta di sangue, con la corona di spine, il mantello e
lo scettro. I soldati impietosi adesso lo
sbeffeggiano. Giuda si è pentito, getta a
terra 130 denari e corre via disperato, ma
oramai è troppo tardi. Ora Maria, la madre
di Gesù, cerca in ogni modo di raggiungere suo figlio per un’ultima, amorevole
carezza. Il centurione sembra impietosirsi
e acconsente al doloroso e toccante incontro. Ci avviamo ancora, passiamo davanti
a Pietro che ha rinnegato il suo maestro e
qui il gallo canta come era stato detto.
È la volta della Veronica. Con coraggio affronta i soldati per soccorrere Gesù
e asciugargli il volto. Quando cominciamo a salire verso la chiesa, un vento geli-
do ci taglia il viso, ma i brividi che sentiamo non sono solo per il freddo; qualche
cosa dentro di noi ci smuove e al tempo
stesso ci sostiene. Intanto il Cireneo viene
costretto dal centurione a caricarsi della
croce perché Gesù è sfinito e non ce la fa
più. simbolico questo momento: i due narratori continuano a descrivere lo svolgersi
degli eventi; chi non ha una croce da portare? mentre riflettiamo su questo, le pie
donne, si recano da Gesù, invocano aiuto
e pietà perché non ha fatto nulla di male,
ma non vengono ascoltate. Ecco ... ora
siamo al calvario.
Ancora umiliazioni per Gesù, ancora
freddo, quando viene inchiodato alla croce. I due ladroni partecipano a questo momento intenso. Un uomo gli grida di salvarsi se è vero che è figlio di Dio. Poi i
lampi, i tuoni, il vento, tutto è così reale,
vediamo attorno le persone coinvolte come noi: tutto è compiuto. Ora che Gesù è
morto, Giuseppe d’Arimatea viene a reclamarne il corpo straziato. il figlio tanto
amato viene posto fra le braccia di sua
madre che lo accoglie con infinita tenerezza.
Notiamo intorno a noi una grande
commozione. Fra la gente che ora si è raccolta all’interno della chiesa, passa Gesù
trasportato dai suoi discepoli; al seguito,
sua madre, Giovanni l’apostolo prediletto,
le pie donne. Viene posto nel sepolcro costruito per l’occasione e posto dove solitamente posa l’altare. Ora nemmeno il coro
canta più, c’è un silenzio assoluto di raccoglimento. La nostra passione è compiuta: don Angelo Sacchiero, il nostro parroco, chiude questa particolare cerimonia
e saluta tutti. Noi siamo in uno stato di
gioia totale, siamo proprio felici.
Abbiamo corso, lasciato tutto da parte
negli ultimi giorni, ma il sacrificio è stato
pienamente compensato. È nato un nuovo
gruppo fra i partecipanti della passione
fatto di giovanissimi, adulti, gente di tutti
i tipi e di tanti paesi. È stata un’esperienza bellissima. siamo contenti e increduli
di come la gente abbia partecipato in modo così numeroso. Ci piace pensare che
non sia stata solamente la sete di novità,
ma soprattutto la voglia di vivere la passione in prima persona, in maniera non
superficiale, ma profonda e che va a toccare sentimenti magari un po’ assopiti.
Ora siamo pronti per una Pasqua nuova,
una Pasqua sentita.
GABRIELLA PERNIGOTTO
I
SEI FRATELLI
VATIN.
LO-
Da sinistra: Pino,
Giovanni, Benigno,
Attilio, Gustavo,
Gino.
La foto, degli anni
‘60, ricorda un
rientro dei fratelli
dalla Francia e dal
Belgio. L’unico
ancora vivo è Pino,
residente in Francia.
Una serata con i fossili di S. Giovanni Ilarione
Nuove scoperte nel mondo della paleontologia
Un gruppo di insegnanti della scuola primaria “Aristide Stefani”, il
giorno 29 marzo ha avuto l’onore di fare visita all’ambasciata di
Taiwan a Roma, presso la Santa Sede.
Segue da pag. 1
PRIMA MESSA PER PAOLO BURATO
Ilarione che con le sue note ha accolto il novello
presbitero al suo arrivo in piazza della chiesa,
scortato da un corteo di auto che lo aspettava alle
Boarie.
Sul sagrato della chiesa lo attendevano una
ventina di sacerdoti fra i quali don Francesco Meneghello che 24 anni fa battezzò il piccolo Paolo,
don Cesare, le suore, i chierichetti, i bambini della prima comunione nella loro vestite candida, i
bambini della scuola materna con in mano dei
palloncini colorati che hanno poi lasciato salire al
cielo. Nella sua prima omelia don Paolo ha voluto ricordare la sua missione: “è bello trovarci riuniti per cibarsi del pane spezzato e sentirsi dono
per poterci donare a chi ci sta attorno, donare la
propria vita per gli altri”. Don Elio, ha ringraziato il Signore per avergli consentito di vivere la
grande gioia di veder crescere e consacrare un
sacerdote nella sua parrocchia. Nella chiesa la
Corale parrocchiale ha contribuito a rendere più
solenne la liturgia. È seguita la tradizionale processione del Corpus Domini, durante la quale don
Paolo per la prima volta ha portato per le vie di
San Giovanni Ilarione il Santissimo, accompagnato dai parrocchiani con i bambini che spargevano come vuole la tradizione i petali di rosa
lungo il cammino.
Dalla nascita della parrocchia di Santa Caterina in Villa avvenuta 101 anni fa, don Paolo è
il primo Sacerdote diocesano consacrato, e noi
auspichiamo che sia il primo di una lunga serie!
Paolo è il terzo figlio di Agostino e di
Bertilla, è nato a Soave il 7 dicembre 1985 ed ha
due fratelli: Davide e Denis. Il neosacerdote ci
racconta che all’età di 11 anni il parroco don Elio,
che evidentemente aveva letto nel suo cuore, lo
invita a visitare il Seminario di Vicenza; Paolo c’è
andato e ... ci è rimasto. Sono partiti in 25 a frequentare le scuole medie, ma di essi solo 2 sono
arrivati al sacerdozio; tutti gli altri durante la strada hanno fatto altre scelte. Il seminario, ci dice
don Paolo, è un formidabile luogo di aggregazione e di condivisione: negli anni delle scuole
medie si pratica molto sport soprattutto il calcio,
si sta sempre insieme, si dorme in camere da 6
persone e non si pensa solo a se stessi, ma si condivide ogni momento della giornata.
Ma dopo le medie non basta più lo sport e si
sente il desiderio del silenzio, della riflessione e
del bisogno di cercare un contatto con Gesù.
“Ho deciso perciò di continuare le scuole
superiori frequentando i 5 anni dell’Istituto Farina che è il liceo scientifico di Vicenza”, continua
Paolo, “e sono stati anni importanti che hanno
aiutato noi seminaristi a rapportarci con i compa-
Venerdì 30 maggio, Sala civica “Mariano Rumor” dove il
prof. Claudio Beschin, geologo
ed assessore alla cultura del Comune di Montecchio Maggiore,
ha accompagnato il numeroso ed
interessato pubblico presente alla
serata in un affascinante viaggio
nell’antico mare eocenico di San
Giovanni Ilarione, 45 milioni di
anni fa.
Un mare ricco di vita animale
e vegetale, con alghe, coralli,
molluschi gasteropodi e lamellibranchi, ricci, nautiloidi e granchi, tutti organismi che sono stati
trovati fossilizzati nelle rocce di
alcune delle nostre località, come
Ciupio, Case Pozza, Bosco del Prete e
Croce Grande.
Beschin ha ricordato come le rocce
di San Giovanni Ilarione siano prevalentemente di due tipi: sedimentarie marine
e vulcaniche, queste ultime soprattutto,
che furono prodotte nel corso delle eruzioni sottomarine che hanno interessato
l’area per lungo periodo, ed esattamente
dai 40 ai 55 milioni di anni fa.
La ricca fauna fossile è stata indagata scientificamente soprattutto dal marchese Antonio De Gregorio di Palermo
(anno 1880) nonché da altri studiosi,
quali Vinassa de Regny (1896-1898),
Fabiani e Dainelli (1915) e, ultimamen-
discendenti nei nostri mari
caldi tropicali o subtropicali.
L’importanza dei granchi
di questa nostra terra, ha
detto Beschin, sarà illustrata
prossimamente a Eichstätt in
Germania nel corso del Congresso mondiale di carcinologia che si terrà dal 7 al 10
giugno 2010. San Giovanni
Ilarione sale in cattedra, dunque! Un onore per tutti noi.
Alla serata, che ha visto la
presenza del sindaco Domenico Dal Cero, dell’assessore
alla cultura Augusto Gambaretto e del presidente della
Pro Loco Franco Cavazzola, nella quale
ha portato il proprio suo saluto anche
Luciano Vanzo, il nostro notissimo esperto di fossili ed amante del territorio.
Vanzo, giova ricordarlo, nel 1988 ha
individuato sul Monte Serea un nuovo
giacimento a granchi, come pubblicato
nella rivista del Museo Civico di Storia
Naturale di Verona sul finire dello scorso anno.
In suo onore, gli autori dello studio
Claudio Bechin, Antonio De Angeli e
Roberto Zorzin, hanno istituito una nuova forma di crostaceo: Homola vanzoi,
che si affianca ad altre due interessanti
specie mai studiate prima, Ctenocheles
sereaensis e Typilobus alponensis.
gni e le compagne che non erano in seminario”.
“Finiti i 5 anni del Liceo ho dovuto fare la
scelta: ero fortemente attratto dall’idea di donare
la mia vita agli altri integralmente, in tutti i suoi
aspetti, donandola a tutte le persone che avrei
avuto occasione di incontrare lungo il mio cammino; e così ho scelto di frequentare il corso di
Teologia che ha una durata di 6 anni, al termine
te, Mellini & Quaggiotto (2008). Si condei quali lo scorso 24 maggio mi sono laureato in
Teologia”. Per completezza di informazione, diserva in musei ed università di tutta
ciamo che ha discusso la tesi di laurea dal titolo
Europa, da Palermo, Firenze e Padova, a
“La Chiesa come comunione”. Al terzo anno di
Vienna, Parigi e Berlino.
Teologia gli è stato chiesto di svolgere il tirocinio
Pastorale presso la parrocchia di Lonigo dove ha
Per tutti, è stata però grande la sorlavorato praticamente fino alla sua ordinazione
presa
di scoprire come a San Giovanni
sacerdotale. In questo periodo molto intenso è
Ilarione siano ben rappresentati anche i
cresciuto in lui sempre di più l’attaccamento alla
gente, ai bambini, agli anziani, alle famiglie con
granchi fossili, che furono descritti ed
cui ha vissuto momenti molto belli anche di fede.
illustrati in splendide tavole dallo stuCi racconta che in lui rimane fisso nella mente un
dioso dell’Università di Vienna Alexanpasso del Vangelo di Luca nel quale Gesù invita
Pietro a seguirlo con queste parole: “Seguitemi,
der Bittner. Alcuni nomi? Ad esempio
vi farò pescatori di uomini”; ed il suo forte desiHepatiscus neumayri e pulchellus, Pederio è quello di rispondere alla chiamata risponriacanthus horridus, Micromaia tuberdendo: “Sulla tua parola, Signore, ti seguirò!”.
Don Paolo ci invita a sostenerlo nella preculata, Lambrus nummuliticus e Heughiera in questa importante scelta della sua vita.
morphactaea scissifrons, specie tutte
Vuole rivolgere anche ai giovani un invito e
istituite dallo studioso viennese negli
sognare magari ad occhi aperti e pensare ad una
vita donata agli altri che possono essere gli amici,
anni 1875 e 1883 e che non hanno più
i famigliari, gli anziani e tutte le
persone che hanno bisogno di
aiuto. Per fare questo è necessario prendere in mano la propria
vita e non avere paura di spiccare il volo verso le mete più alte e
belle della propria vita! Ci dice
ancora che gli piace molto una
frase lasciatagli da una persona
vissuta per molti anni in Thailandia: “Ogni uomo è una stella
ed ogni stella ha il suo splendore”. Questo è il suo augurio
per tutti i lettori, soprattutto per i
giovani affinché sappiano brillare nella comunità come stelle
luminose!
E conclude: “Voglio rivolgere un sincero ringraziamento
alla mia famiglia che in questi
anni mi ha sostenuto e guidato
mediatore professionista ruolo 2155, perito ed esperto ruolo 423
con grande affetto ed una delicata presenza in queste scelte
COMPRAVENDITE,
STIME E VALUTAZIONI IMMOBILIARI, DIVISIONI.
importanti della mia vita”. GraVia Alpone, 13 - 37030 MONTECCHIA DI CROSARA (VR)
zie don Paolo, e dalla parte della
redazione de “L’Alpone” i miVia Alpone 13/1 (sopra Soft Discount), San Giovanni Ilarione Vr
Tel. 045 674 500 10 - Fax 045 65 44 140
gliori auguri per l’importante
cammino che stai percorrendo!
e-mail: [email protected] - www.pasiarredamenti.com
A. P.
Agenzia Immobiliare
Studio di Consulenza
Marcazzan geom. Luciano
Tel. 045 6550618
L’ALPONE 4
R
DOSSIE
In questo numero, nella rubrica Inno alla vita, vogliamo affrontare un argomento particolare e molto
importante: il cambiamento fisico –
psicologico delle neomamme nel
periodo successivo al parto. È una
situazione che molte volte viene trascurata, forse perché ci si occupa
più dei bambino che della fatica
della mamma stessa.
Vogliamo focalizzare questo
”breve” tempo, come vedremo nella
ricerca del dott. Filipozzi, perché è
un argomento che in alcune situazione ha portato a delle tragedie
famigliari, anche nella nostra vallata.
Ci sono centri di aiuto, e associazioni pronte a queste esigenze, capaci di consigliare e risolvere i problemi del post-partum.
DEPRESSIONE
POST PARTUM
Dalla consapevolezza del concepimento, al periodo della gestazione,
fino al parto, si scatena nella donna
una serie di cambiamenti a livello
fisico-fisiologico e psicologico che
possono sfociare, specialmente dopo
il parto, in disturbi dell’umore. A seconda dei sintomi manifestati, questi
disturbi, possono essere più o meno
gravi e necessitano tutti di particolare attenzione.
La patologia meno grave viene
definita baby blues o maternity
blues. Avviene nei giorni successivi
al parto, colpisce il 70% delle madri
“
Se gà desfà la bruma drio le scalsàgne,
ma sora chela tera desgrendernà e patia
piande malinconie . .
Case orbe in medo ai campi
sarae su da cadenassi de silensi indormensai.
Copi veci inpendolon, gnari udi sensa n’alfio
doe scorla le baute de miserie mai smorsae.
Drio dai veri mal sarai casca ombrie
in costo ai muri,
iè ricordi ancora svei che nessun gà pi sercà.
Tere sute de scaiola, erbe fiape in te le rive,
gnanca on fiore che rebuta
al slusare dele sguasse . .
Se ransigna le staion stofegae da on vento
cruo
e le case orbe e fiache con el core oramai
copà
le se incucia rassegnae
rancurando in denocion gomissiei de nine
nane
che sti ani soto on lume
tante mame gà cantà.
“
Cesarina Verona Corré
Motto: “Na rosa in ten bicere”, segnalata
con targa il 20.05.1999 al concorso dialettale di Bolca
COSTRUZIONE E
COMPRAVENDITA
I M M O B I L I
VIENO CASA SRL
e di solito
donna colsi esaurisce
pita da quenel giro di
sta patosette giorni,
logia possa
ma
può
pensare di
di PRANDO SUSY, GECCHELE LORENZO E SEBASTIANO FILIPOZZI
perdurare
non essere
anche qualche settimana. Tende a buona madre, quella che il senso portata per il ruolo di genitore.
manifestarsi attraverso crisi di pian- comune si aspetta.
Un’altra causa possibile va ricerAnche la relazione con il coniuge cata nella percezione che la madre
to, sbalzi di umore, tristezza e ansia
diffusa. Non è considerato un vero e può subire un deterioramento, ha di sé e del proprio corpo; una
proprio disturbo psicologico, anche soprattutto quando quest’ultimo non donna abituata, prima della graviperché la causa principale sembra funge da supporto morale alla danza, ad essere percepita e di conattribuibile al riassestamento ormo- moglie, che necessita ora più che seguenza a percepirsi, come attraennale cui la donna va incontro nei mai comprensione e sostegno, non te e desiderabile, è più soggetta, quasolo psicologico, ma anche come lora non riuscisse ad elaborarlo corgiorni seguenti il parto.
La depressione post-partum si aiuto concreto sia con la cura del rettamente, ad essere vittima della
può considerare come il passo suc- figlio che con la casa.
depressione. La gravidanza, ma
La depressione si sviluppa quan- soprattutto il parto, sono periodi di
cessivo al baby blues, qualora quest’ultimo non si esaurisse nei tempi do, una volta dato alla luce il figlio, cambiamenti corporei rilevanti. Se
si realizza dentro alla madre una durante la gestazione le attenzioni
previsti.
Ne sono affette circa il 10-15% sensazione di inadeguatezza al ruolo che ottiene sono dirette a lei e al suo
delle neomamme ed è una patologia cui è stata chiamata, sente che l’e- grembo, che per nove mesi sono una
sempre più complessa e frequente. sperienza della genitorialità non è sola cosa, dopo il parto, la scissione
Si manifesta, solitamente, dal secon- proprio come se l’era immaginata che si viene a creare può avere riperdo al dodicesimo mese dopo il parto. durante i nove mesi, comporta sacri- cussioni sul piano della percezione
I sintomi sono più o meno gli stessi fici ai quali non si sente preparata, di sè. Non è più lei ora l’oggetto di
descritti precedentemente, ma con non è pronta all’abnegazione di sé interesse, ma il bambino, del quale
intensità e frequenza maggiori. Oltre stessa in funzione della sola cura del si sente “svuotata”, lasciandola sola
al fattore ormonale, si aggiungono figlio. Inizia così a sentire il bambi- con un corpo che porta e porterà
maggiori complicazioni sul piano no come un peso, associato alla ancora a lungo i segni della gestapsicologico. Altri sintomi possono paura di rimanere sola con lui, di zione (smagliature, chili in eccesso,
essere l’insonnia o ipersonnia, perdi- non essere in grado di soddisfare i dolori vari).
ta o aumento spropositato di appeti- suoi bisogni, o a non riuscire a comIl ruolo del marito gioca un ruolo
to, la sensazione di poter far male al prendere quali essi siano. La relazio- fondamentale; dire ad una donna di
ne madre-figlio non è percepita smettere di compiangersi, di essere
bambino
Durante tutto il periodo della come idilliaca, o perlomeno così triste ed insistere con la retorica che
gestazione, la coppia, ma soprattutto felice e naturale come si usa far cre- un figlio dovrebbe essere la cosa più
la futura madre, sviluppa una serie dere. È proprio questo il nucleo fon- bella del mondo non è la cosa giusta
di preoccupazioni e attese riguar- damentale della depressione post- da fare. Le mogli hanno bisogno di
danti il figlio in grembo e il loro rap- partum, quando sembra che tutte le sentire che chi le circonda deve esseporto una volta nato: “sarà sano”, altre madri attorno a lei siano così re in grado di accettare i loro senti“sarà bello”, ma si chiede soprattut- felici e dedite incondizionatamente menti e le loro paure, offrendo loro
to se sarà in grado di essere una alla cura del figlio, è possibile che la conforto e accettando il loro stato
Inno alla Vita
Momento di festa conviviale
con le corali di Villa e Castello
senza giudizio.
A volte, quando il grado depressivo è troppo elevato, la madre può
prendere in considerazione l’idea
del suicidio o, peggio ancora, l’idea
dell’infanticidio, con l’intento di
porre fine alla causa di questo suo
star male.
I fatti di cronaca, in questo ultimo
periodo, ne sono una testimonianza.
Un numero maggiore di madri,
rispetto agli anni scorsi (145 fra il
2000 e il 2007) è portata a far ricadere violentemente la propria frustrazione sul figlio per l’incapacità
di entrare in relazione con lui, di
occuparsene, o di sentirsi una madre
sufficientemente buona. Le cause di
questo delitto non sono ancora del
tutto chiare, certo è che, il senso
comune, specialmente quello femminile, non si sente di biasimare
queste donne pur condannandone il
gesto gravissimo. Quasi tutte le
madri, però, avevano dato segni di
scompenso ben prima dell’omicidio,
ma non sono stati colti o trattati in
tempo.
Il marito e i familiari devono
essere in grado di capire in tempo
questi messaggi, non sottovalutarli
confidando nel tempo o magari vergognandosene, in quanto la malattia
mentale è considerata come un tabù
o qualcosa da tenere nascosto. Con
una psicoterapia associata magari ad
una terapia farmacologia si può aiutare la madre ad acquisire la forza
necessaria per riuscire a stabilire
quella relazione duale unica nel suo
genere, innata per definizione ma a
volte anche imperfetta come può
esserlo il genere umano.
34ª SAGRA DI CATTIGNANO
SABATO 10 LUGLIO 2010
ore 19.00
ore 21.00
Apertura chioschi stand eno-gastronomici
SERATA AFRO 360° Dj Coffee
DOMENICA 11 LUGLIO 2010
Canto come servizio alla comunità e servizio di aggregazione tra i vari gruppi.
Un esempio che balza all’attenzione di tutti è il feeling tra le corali di Villa e Castello.
Non è da adesso, ma da alcuni anni che c’è questo scambio canoro, in sintesi
anche questo è fare “comunione” cioé, di condividere gli stessi obiettivi, le stesse
passioni, le stesse emozioni per raggiungere obiettivi comuni, ovvero il servizio e
la disponibilità verso gli altri.
Mons. Vescovo Cesare Nosiglia, nell’occasione dell’ultima visita pastorale “in cui
le due corali si sono esibite assieme a Castello e in Villa”, ha espresso il desiderio
e l’augurio che l’intera comunità persegua ideali
comuni e condivida lo stesso percorso.
A questo proposito, è diverso tempo che le due corali
hanno degli appuntamenti fissi con tutta la comunità:
la festa del Ringraziamento e la festa dell’Anziano
oltre ad altre occasioni.
Le due corali si sono impegnate ad essere ancor più
unite in altre circostanze di fronte a tutta la comunità.
G. T.
Via Vieno, 1
BELTRAME COSTRUZIONI S.N.C.
SEDE LEGALE:
San Giovanni Ilarione (VR) - Viale del Lavoro, 104
Tel. 045 6550390 - 045 7465423 - Cell. 348 7641218
ore 10.00
S. Messa 60° sacerdozio di Don Antonio Grolli
ore 11.00
PRIMO passaggio Macchine da Rally - Giro della Bellocca
ore 11.30
Riordino Macchine da Rally
ore 12.00
ore 15.00
Stand eno-gastronomici aperti a tutti
SECONDO passaggio Macchine da Rally
ore 18.00
Premiazioni
ore 20.00
Serata danzante con i “Falsi d’Autore”
ore 23.00
GRANDIOSO SPETTACOLO PIROTECNICO
Al Vinitaly
con la Pro Loco
Venerdì 9 aprile al Vinitaly di Verona, la più grande fiera internazionale
sulla produzione vinicola, si è tenuta
un’iniziativa che ha interessato direttamente la Pro Loco di San Giovanni Ilarione.
Nel chiosco del Consorzio del vino
Soave, un’elegante costruzione in forma
di borgo fortificato, si è tenuta la presentazione alla stampa e alle televisioni
del testo di J. Strange sui monti colonnari dello Stato Veneto del 1778, pubblicato recentemente in forma fotostatica
dalla Pro Loco.
Fra il Consorzio vino
Soave, rappresentato dal
presidente, Aldo Lorenzoni, da una parte e la Pro
Loco dall’altra, si è raggiunto un accordo in base
al quale è stato fornito un
certo numero di copie del
volume dello Strange al
Consorzio. Con esse il
Consorzio intende valorizzare il vino
durello, partendo dall’idea che tale vino
prosperi sul terreno vulcanico ed il testo
dello Strange tratta appunto della valle
d’Alpone e dintorni, luoghi di eccellente produzione. Nell’occasione, in un
clima piuttosto “divino”, il dottor Lorenzoni e i professori Mario Gecchele e
Luca Ciancio hanno sottolineato al pubblico il valore del testo, che è stato molto apprezzato, e si è messa in luce l’importanza della collaborazione fra Pro
Loco e Consorzio, in vista di eventuali
iniziative future. I giornali e alcune televisioni locali hanno poi trasmesso ripetutamente l’evento dilatandone l’importanza. Per la Pro Loco è stato un palcoscenico enorme e la collaborazione con
il Consorzio vino Soave permetterà, in
un futuro prossimo, la pubblicazione di
altri libri rari, quali quello di Antonio
De Gregorio che nel 1880 diede alle
stampe una poco nota ricerca sui fossili
presenti a San Giovanni Ilarione.
L’ALPONE 5
Lettera al Direttore LA FAMIGLIA BELTRAME
Egregio Direttore,
anche se è da molti anni
che abitiamo a Bussolengo, il
ricordo di S. Giovanni resta
immutato. Mio papà, Luigi,
era stato direttore della Banca
Popolare molti anni fa. Io ero
piccolo, ma San Giovanni
Ilarione è rimasto nel cuore
della nostra famiglia quasi
come una seconda casa. Le
invio una foto di quegli anni,
con mio papà (il secondo da
destra) e alcuni suoi colleghi
di fronte al portone della
banca.
Purtroppo lui non c’è più,
ma noi manterremo con affetto
questo legame con il paese.
La foto era stata scattata
nel 1980. Purtroppo non so i
nomi dei colleghi.
Mia mamma si ricorda il cognome di due di loro: Zanderigo (di Bolca) e Corrà,
ma ne manca ancora uno. Mi spiace.
La ringrazio se vorrà mettere la foto sul prossimo numero dell’Alpone: è un bel
ricordo per noi perché sono tutti e quattro sorridenti.
Cordialmente,
Sebastiano Zampini
Una piacevole gita domenicale ha offerto l’occasione ad un gruppo di
compaesani di San Giovanni di entrare nello studio televisivo di
Antenna 3-Milano, e partecipare come spettatori-attori alla trasmissione televisiva “Festa in Piazza”. Alcune ore piacevoli in mezzo a
tanta musica ed allegria. Immancabile alla fine la foto di gruppo con i
simpatici presentatori Eugenio e Clara ed un “Arrivederci a presto”.
Una vita interamente
dedicata ai giovani
Giuseppe Arvoti – Bepi per tutti – 77
anni, dei quali 50 dedicati ai giovani del
CFP (Centro di Formazione Professionale salesiano) di San Donà di Piave come
insegnante di meccanica. Una vita dedicata all’emergenza educativa e ai giovani
in puro stile salesiano, sulle orme del
grande maestro di Valdocco al quale i
ragazzi rimangono strettamente legati,
come ex allievi, anche dopo la conclusione dell’iter scolastico e il conseguente
impegno nel mondo del lavoro. Bepi li
ricorda tutti quando si incontrano, ogni
anno, la terza domenica di gennaio.
Sui loro volti egli vede impresso anche il ruolo del CFP nell’azione di recupero di ragazzi demotivati “da una scuola tutta teoria e niente pratica”.
“Mi guardo intorno – aggiunge il
nostro Bepì – e riconosco tra gli ex allievi tanti tecnici, stimati professionisti,
titolari di aziende di tutto rispetto ...
‘scartati’ dalla scuola di serie A, ma integralmente ‘recuperati’ e valorizzati da
una scuola che molti si ostinano a definire di serie B. La risposta – aggiunge – va
individuata:
• nella proposta educativa globale che
caratterizza l’ambiente oratoriano;
• nella vicinanza con persone che, nei
fatti, hanno dedicato, e continuano a
dedicare, la loro vita all’educazione
dei giovani;
• nei valori forti testimoniati con assoluta coerenza, giorno dopo giorno;
• nel coraggio di proporre regole e
comportamenti a volte esigenti ma
sorretti da motivazioni chiare e comunicate con linguaggio semplice.
Questo – conclude Bepi – è il miglior
concime che fa germogliare l’educazione.
Grazie Bepi!!!
D. V.
Agostino Beltrame
nasce a San Giovanni
Ilarione il 28 Maggio
1924, secondo di tre
fratelli rimane orfano
di padre in tenera età.
Poi la mamma si risposa con Antonio
Fusi, il quale si fa carico della famigliola e
successivamente
nasce Maria.
Nel 1939 partono
per la Libia, colonia
italiana, e lavorano
come braccianti a coltivare la terra.
Adelina
Maria
Viola nasce a Gavello
(Rovigo) il 25 Marzo
1926, penultima di
cinque fratelli, anche
lei rimane orfana di padre in giovane
età. La famiglia è costretta a trasferirsi
da un paese all’altro del Veneto e anche
del Friuli in cerca di lavoro e sostegno
per la famiglia; finché decidono di
andare, a loro volta, in Africa a lavorare la terra.
Ed è in quella terra straniera che le
vite di Agostino e Adelina si incontrano.
Agostino nota subito quella giovane
biondina e se ne innamora.
Adelina invece, forse per la tenera
età, forse perché deve dare una mano in
famiglia, non presta molta attenzione a
quel ragazzo che le gironzola attorno.
Ancora una volta la famiglia di Adelina si trasferisce presso un altro villaggio africano e Agostino, pur di conquistare la sua bionda, convince la famiglia
a trasferirsi nel nuovo paese di Adelina.
Complice un po’ il destino, Adelina in
mare, un giorno, rischia l’annegamento
ma Agostino, pronto, le salva la vita e un
po’ la complicità di Francesco, fratello di
Adelina, la ragazza finalmente si innamora di quel giovane alto e bello. Agostino
riesce alla fine a conquistare quella biondina che sarà la sua Bionda per sempre.
Ancora oggi, molti la conoscono e la
chiamano la Bionda dei Beltrami.
Si sposano a Tripoli nell’ottobre del
1945: lui con un vestito rigirato per l’occasione, lei con un tailleur bianco ricavato dalla stoffa dei vestiti arabi.
Qualche anno dopo nasce il primogenito Pietro; il bimbo non ha ancora sei
mesi quando rientrano in Italia, un viaggio in nave interminabile, ma finalmente si ritorna a casa. La convivenza
nella famiglia patriarcale non è sempre
facile e armati di pazienza, sopportazione e rinunce si fa fronte alla vita, coltivando quella grande passione che unisce
da sempre la coppia: il ballo.
Agostino trova lavoro in paese presso
una ditta che tratta terre colorate, la
quale però si trasferisce, pochi anni
dopo, in città a Verona e successivamente a Vicenza commerciando nel campo
dei colori e delle
vernici; Agostino
segue il suo lavoro
e per lunghi anni
fa il pendolare a
Verona prima e
Vicenza poi.
Nel frattempo
nascono Pasqualina e Paolo.
Nel 1984 arriva
la pensione, ma
quella che segue
non è una vita da
riposo. Grandi lavoratori entrambi,
i due sposi si dedicano a coltivare i
campi, o meglio le
“rive” e allevano
animali da cortile.
Gli anni che seguono non sono
sempre facili, ma loro affrontano le
varie difficoltà insieme, sempre disponibili e generosi, aiutando i figli e le famiglie dei figli nelle varie vicissitudini
della vita. Si acquistano la stima e la
fiducia di tutti in paese.
Ora si avvicina il loro 65° anniversario di matrimonio. Adelina semplice e
timida è un po’ titubante a festeggiare
l’anniversario nei primi banchi in chiesa
assieme agli amici più giovani della
Parrocchia il giorno dell’Ottava di Pasqua; Agostino invece è fiero e orgoglioso: lui, la sua donna la vorrebbe portare sull’altare per risposarla una seconda volta.
Anche i figli sono fieri e orgogliosi
dei loro genitori e anche i nipoti e sicuramente anche il piccolo pronipote Manuel, loro grande gioia.
Un grazie grande come il mondo.
Auguri.
G. S.
Eccezionale documento fotografico!
Qui è proprio la nostra storia che parla!
Foto di gruppo del matrimonio di
Giovanni Marcazzan, professore di
“belle lettere” e padre del più famoso
Mario Marcazzan al quale è intitolata la
nostra scuola media, con “Nani” Bonafin davanti alla chiesetta di santa Caterina in Villa, poi abbattuta per far
posto alla nuova chiesa. Siamo nel 1901,
come si legge sull’immagine.
I due sposi sono al centro, con a fianco, in doppio petto, il papà della sposa.
In prima fila, seduto, Domenico
Marcazzan con in braccio un erede e
con a fianco la moglie Erminia Pozza da
Castello.
In seconda fila, dietro al padre della
sposa, Abbondio Marcazzan con la moglie Roccabianca. Sono i capostipiti del
“clan Marcazzan” venuti nel 1853 a lavorare la terra come “laorenti”alle
Boarie dalla Contra’ Cerina e per questo saranno soprannominati “Serinati”.
Interessante notare i costumi d’epoca, i
vestiti castigati, ma eleganti delle donne, la pesante e vistosa collana al collo
della moglie di Abbondio Marcazzan,
probabilmente dote della famiglia. Sono volti che rievocano una società
diversa, i bambini stessi sembrano catturati dalla solennità della cerimonia,
che solo qualche famiglia borghese poteva permettersi.
Su tutti i volti è stampata la serietà,
tutti risentono della fatica quotidiana.
Persino gli sposi, nel momento più
solenne della loro vita, non tradiscono
emozioni. La moralità e la tradizione
del tempo pretendevano questo.
Don Francesco Trecco, con l’inseparabile tricorno in testa e la tradizionale
veste talare, forse pensa già alla maestosa nuova chiesa in fieri, ma che “incolarum stipe ac labore” sarà inaugurata nel 1909.
Anche questo aiuta a conoscere e ad
approfondire la storia del nostro paese.
GIANNI SARTORI
FILIALE
“SAN GIOVANNI ILARIONE”
Via Roma, 32/34
37035 SAN GIOVANNI IL. (VR)
Tel. e Fax 045 7465278
E-mail: [email protected]
www.tenero.it
ORARI
Lun. - Giov. dalle 9.00 alle 12.30
Mart. - Merc. - Ven. dalle 15.00
alle 19.00
Pakelo Lubricants
Viale Fontanelle, 52/51 - 37047 S. Bonifacio (VR) ITALY
Tel. +39 045 6101643 - Fax +39 045 610 1642
www.pakelo.it
Ex allievi del Don Bosco di Verona all’incontro annuale,
uno di loro incontra il gruppo dopo 45 anni. “Che commevente, l’ultima volta avevamo 18 anni”.
L’ALPONE 6
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE INFORMA
testi a cura di DELIO VICENTINI
dal Consiglio comunale
Bilancio di previsione CommisGettone di presenza 2010
sione
collaudo
impianti
A decorrere dal 1° gennaio 2010 il gettone di presenza, da corrispondere ai
Consiglieri comunali in occasione delle sedute di consiglio, viene fissato in 18,08
euro per ogni seduta. Tale determinazione, valida per i comuni da 1.001 a 10.000 abitanti, è prevista dall’art. 23 della legge 265 del 3 agosto 1999.
QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO
1.031.877,00
Titolo I
Spese correnti
€
2.404.134,00
Contributi e trasferimenti €
correnti dello Stato, della
Regione e di altri enti pubblici
anche in rapporto all’esercizio di funzioni delegate
dalla Regione
€
920.877,00
Titolo II
Conto capitale
€
3.193.490,00
Titolo IV
Alienazioni, da trasferimen- €
ti di capitale e da riscossioni
di credito
Totale entrate finali
€
2.977.490,00
Totale spese finali
€
5.597.624,00
Titolo V
Da accensioni di prestiti
€
616.000,00
Titolo III
Rimborso di prestiti
€
749.784,00
Titolo VI
Servizi per conto di terzi
€
450.082,00
Titolo IV
Servizi per conto di terzi
€
450.082,00
TOTALE
€
6.797.490,00
TOTALE
€
6.797.490,00
Disavanzo di amministrazione
€
TOTALE COMPLESSIVO SPESE
€
Titolo I
Entrate tributarie
Titolo II
(Delibera n. 2 del 4 marzo 2010)
Patto dei sindaci
d’Europa
Facendo seguito all’approvazione del
documento “Energia per un mondo che
cambia” da parte del Consiglio d’Europa, il 9 marzo 2007, ha preso il via
un’interessante iniziativa, che dovrebbe
coinvolgere tutti i sindaci europei, finalizzata al contenimento dei consumi
energetici e alla conseguente riduzione
del 20% delle emissioni di anidride carbonica entro il 2020.
Per raggiungere tale fondamentale
obiettivo l’UNICOGES s.r.l. (Commissione Europea per Riduzione delle Emissioni di Anidride Carbonica), appositamente costituita, dovrà:
• promuovere l’adesione al Patto dei
sindaci tra i comuni europei offrendo
supporti adeguati e coordinamento
delle azioni;
• sostenere finanziariamente i comuni
per i costi correlati alla preparazione
dei Piani di azione, alla contrattazione e alla gestione dei servizi che si
render anno necessari;
• definire gli obiettivi e le metodologie
di valutazione, le modalità di monitoraggio e i rapporti di verifica
diffondendo la cultura della sostenibilità;
• fornire supporto tecnico per l’organizzazione di “giornate per l’energia” allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema che
sta diventando drammatico;
• aumentare la presa di coscienza dei
cittadini che dovrebbero adoperarsì
per la realizzazione dei Piani nei vari
contesti europei;
• relazionare regolarmente alla Com-
missione dell’Unione Europea sui
risultati ottenuti nel territorio dei comuni aderenti.
Da parte sua, il comune di San Giovanni si impegna a:
- raggiungere gli obiettivi fissati dall’
U.E. per il 2020, riducendo le emissioni di C02 nel territorio comunale
di almeno il 20%;
- predisporre un Piano di Azione sull’Energia Sostenibile (SEAP), che
includa un inventario base delle emissioni e indicazioni, su come gli
obiettivi verranno raggiunti, entro 12
mesi dalla data di esecutività della
presente deliberazione consiliare;
- predisporre un rapporto, a cadenza
biennale, sullo stato di attuazione del
Patto dei Sindaci e relativo Piano di
Azione, ai fini di una valutazione,
monitoraggio e verifica;
- organizzare, in cooperazione con la
Commissione Europea, il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed altri interessati,
eventi per i cittadini finalizzati ad
una maggiore conoscenza dei benefici dovuti ad un uso più intelligente
dell’energia ed informare regolarmente i mezzi di comunicazione
locali sugli sviluppi del Piano di
Azione;
- partecipare e contribuire attivamente
alla Conferenza annuale dei Sindaci
per un’Europa sostenibile.
(Delibera n. 13 dell’8 aprile 2010)
Il B.I.M.A. informa
Sulla base di apposita convenzione,
stipulata tra il B.I.M.A. (Bacino Imbrifero Montano dell’Adige) e il comune
di San Giovanni viene attivato il progetto SER.P.I.CO (Servizi Permanenti
Informativi Comunali). Si tratta, in
sostanza di un software che verrà
messo a disposizione – per il momento
senza oneri – delle strutture comunali
allo scopo di poter attingere ad informazioni utili allo svolgimento dei servizi e alla stessa cittadinanza.
Una volta attivato il servizio potranno essere acquisite utili informazioni in
ordine ai seguenti settori di attività:
– gestione dei servizi offerti nell’ambito del progetto Ser.P.I.Co;
– la manutenzione delle strumentazioni e dei software costituenti il Polo
Tecnico BIMA per l’erogazione dei
servizi al Comune;
– gestione del geoportale con erogazione di banda per consentire al
Comune l’accesso alle informazioni
ed ai servizi implementati nell’ambito del progetto e nelle sue future
evoluzioni pianificate;
– gestione del geoportale per l’accesso agli applicativi implernentati nell’ambito del progetto per la distribuzione dei servizi e nelle sue future
evoluzioni pianificate;
– gestione del geoportale per consentire ai cittadini di accedere in consultazione ad alcune delle informazioni messe a sistema e concordate
preventivamente con il Comune;
– pubblicazione nel geoportale del
Data Base Geografico, di nuova realizzazione;
– mantenimento dell’aggiornamento
del Data Base Geografico, standard
Intesa GIS, con le modalità operative concordate con il Comune;
– aggiornamento della pubblicazione
delle banche dati geografiche prodotte dal Comune;
– pubblicazione delle banche dati
aggiomate rilasciate ufficialmente
da altri Enti Locali;
– gestione evolutiva nell’ambito del
progetto con l’integrazione di nuove
funzionalità applicative e nuove
banche dati geografiche e non;
– utilizzo dei dati catastali con le altre
informazioni implementate nell’ambito del progetto;
– distribuzione e consultazione delle
immagini prospettiche Pictometry
integrate con le informazioni contenute in Ser.P.I.Co.;
– formazione in sede BIMA o presso
le sedi comunali da concordare.
– supporto diretto al Comune per le
attività relative alla produzione,
gestione, utilizzo delle informazioni
contenute in Ser.P.I.Co..
Tali servizi saranno erogati secondo
le modalità standard previsti dal BIMA
e concordati con il Comune.
(Delibera n. 9 del 4 marzo 2010)
Spese
Entrate
Titolo III
Avanzo di amministrazione
€
801.938,00
5.731.408,00
€
TOTALE COMPLESSIVO ENTRATE €
6.797.490,00
6.797.490,00
(Delibera n. 8 del 4 marzo 2010)
Determinazione
aliquota i.c.i.
È stata confermata per l’anno 2010 l’aliquota ICI nella misura del 7 per mille,
senza alcuna diversificazione, agevolazione o riduzione.
(Delibera n. 4 del 4 marzo 2010)
In
attuazione
della
L.R.
23/10/2003 n. 23 è stata nominata la
nuova Commissione comunale di collaudo degli impianti di distribuzione
dei carburanti. Ne fanno parte:
• il responsabile del Servizio Commercio e Polizia Amministrativa
(segretario comunale, dott. Felice
Stefani) che funge da presidente;
• il Responsabile dell’area tecnica
(geometra Maurizio Bacco) o un
suo delegato;
• l’ingegnare Capo dell’Ufficio Tecnico di Finanza territorialmente
competente o un suo delegato;
• il Comandante provinciale dei
Vigili del fuoco di Verona o un suo
delegato;
Le funzioni di segretario saranno
espletate dal vigile urbano Ernesto
Sartori o da un suo delegato.
dalla Giunta comunale
(Delibera n. 7 del 14 gennaio 2010)
Servizio di assistenza
domiciliare
Destinazione dei
proventi
delle
multe
Per il primo semestre 2010 la gestione
del servizio di assistenza domiciliare è
stata affidata, per il primo semestre 2010,
alla Cooperativa sociale di Solidarietà
“Promozione e lavoro a.r.1.” di San
Bonifacio. Sulla base della convenzione
allo scopo stipulata e tenuto conto degli
effettivi bisogni degli utenti, accertati dal
Comune attraverso il proprio Servizio di
assistenza sociale o su segnalazione
dell’Assistente sociale della stessa Cooperativa, verranno assicurati i seguenti
interventi:
• Cura della casa (governo e pulizia,
approvvigionamento alimenti, vestiario e generi di consumo, medicinali,
preparazione pasti ...);
• Cura della persona (igiene personale,
cambio biancheria, lavaggio, nell’or-
ganizzazione quotidiana ...);
• Accompagnamento e socializzazione
(disbrigo di varie commissioni varie,
partecipazione dell’utente nei luoghi
di vita associativa ...);
• Assistenza speciale per evitare la spedalizzazione (aiuto e controllo per il
rispetto delle terapie prescritte, igiene
e moto fisico, trasporto dell’utente
per raggiungere le strutture sociosanitarie di “appoggio”, assistenza
diurna e/o notturna in occasione di
ricoveri ospedalieri, vigilanza personale e telefonica dopo la guarigione
clinica ...).
Limitatamente al primo semestre
2010 è stata impegnata la somma di
2.025,00 euro.
(Delibera n. 32 del 18 marzo 2010)
Gestione servizi
sociali
Anche la gestione dei servizi sociali è stata affidata, per il primo semestre 2010,
alla Cooperativa sociale di solidarietà “Promozione e lavoro a.r.l.” con sede in San
Bonifacio. La somma impegnata, ammontante a 10.000,00 euro, consentirà alla
Cooperativa di mettere a disposizione del comune di San Giovanni una propria assistente sociale per 25 ore settimanali. Il servizio permetterà di:
• integrare le prestazioni socio-sanitarie;
• facilitare l’accesso alle prestazioni attivate in collegamento operativo tra l’ULSS
20 e i servizi comunali;
• contenere i costi;
• promuovere il benessere fisico e psichico degli utenti.
Per l’anno 2010 i proventi delle
multe per violazioni al Codice Stradale
vengono destinati, nella misura del 50%
per le seguenti tipologie di interventi:
• interventi didattici dei vigili urbani,
nelle scuole dell’infanzia, primarie e
secondarie di primo grado, finalizzati
all’educazione stradale;
• miglioramento della circolazione
stradale;
• miglioramento della segnaletica;
• fornitura di mezzi tecnici necessari
per i servizi di Polizia stradale.
Una quota non inferiore al 10% verrà
destinata ad interventi per la sicurezza
stradale e, particolare, per la tutela dei
cosiddetti “utenti deboli”: pedoni, ciclisti, bambini, anziani e disabili.
(Delibera n. 133 del 22 dicembre 2009)
(Delibera n. 31 del 18 marzo 2010)
Sistemazioni
stradali
Rendiconto
finanziario
esercizio 2009
Fondo di cassa 01.01.2009
Riscossioni
Pagamenti
Fondo di cassa 31.12.2009
Residui attivi
Residui passivi
Avanzo di amministrazione al 31.12.2009
(Delibera n. 30 del 18 marzo 2010)
693.112,73
3.342.973,27
3.778.990,37
257.095,63
1.355.168,47
1.598.064,26
14.199,84
€
€
€
€
€
€
€
Per la sistemazione delle strade
Bellieri-Todeschi-Meletta è stato predisposto un progetto esecutivo, pari a
47.000,00 euro, finanziato in parte dall’Amministrazione provinciale e in parte dalla Comunità Montana della Lessinia.
(Delibera n. 22 del 18 febbraio 2010)
L’ALPONE 7
Bilancio di previsione 2010:
addizionali e tariffe
Rispetto all’esercizio precedente risultano confermate sia le addizionali che
le tariffe fiscali comunali. Per la consultazione delle specifiche tabelle relative
alle specifiche tipologie si invitano gli
utenti a prenderne visione presso i competenti uffici. Eccone, di seguito, il dettaglio:
• Addizionale I.R.P.E.F. nella misura
dell’8%.
(Delibera n. 132 del 22 12 1999)
❊❊❊
• Servizio di trasporto scolastico;
• Contributo a fondo perduto per gli al-
lacci al metanodotto;
• Illuminazione votiva (allacciamenti e
abbonamenti);
• Servizio soggiorni climatici, con riserva di adeguamento a quanto stabilito dal Consorzio provinciale per i
Soggiorni climatici;
(Delibera n. 130 del 22 dicembre 2009)
❊❊❊
• Occupazioni temporanee di suolo
pubblico;
• Occupazioni permanenti del suolo
pubblico;
• Occupazioni del sottosuolo e del so-
IL PIANO CASA
(Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14)
Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato, lo scorso 1 luglio, la legge regionale
n. 14 del 2009, avente come oggetto “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio
per favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e
modifiche alla legge regionale 12 luglio 2007,
n. 16”, meglio nota come “Piano Casa”.
Si tratta di un provvedimento che non ha
la valenza e le caratteristiche di un “piano” –
inteso come insieme di scelte territoriali,
regole e risorse finanziarie – ma di una legge
che si prefigge l’obiettivo prioritario di promuovere il rilancio dell’attività edilizia attraverso l’ampliamento degli edifici esistenti e il
contestuale miglioramento della qualità
architettonica ed edilizia, nonché di favorire
l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e delle fonti
di energia rinnovabili.
A tale proposito è opportuno evidenziare
che la L.R. 14/2009 non è una legge urbanistica né edilizia – pur avendo contenuti che
incidono significativamente sulla disciplina
di queste materie - ma è, prima di tutto, una
legge economico-finanziaria che mira a promuovere gli investimenti privati per il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente nel territorio regionale, in modo generalizzato e capillare, attraverso microinterventi idonei ad alimentare soprattutto il mercato delle piccole e medie imprese
del settore edilizio.
Va altresì precisato che gli interventi edilizi consentiti dalla legge non implicano alcuna forma di condono o sanatoria di immobili abusivi che, ai sensi dell’articolo 9, comma 1, lett. e), risultano esplicitamente esclusi dal campo di applicazione della stessa
qualora soggetti all’obbligo di demolizione.
La legge, di carattere straordinario, prevale sulle previsioni dei regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e territoriali, comunali, provinciali e regionali, nonché
sulle altre leggi regionali in contrasto con
Anche San Giovanni Ilarione avrà
finalmente, come richiesto da molti, il suo
campo da calcio in erba artificiale.
Inizialmente era prevista la costruzione di un secondo campo da calcio, completo di spogliatoio e parcheggio, in località Belui sul terreno comunale a nord del
ponte per Cattignano.
Le ristrettezze economiche e i limiti di
spesa imposte dalle Leggi statali in relazione al rispetto del Patto di Stabilità,
hanno indotto ad abbandonare quel progetto ricercando altre soluzioni che potessero soddisfare l’attività sportiva prevalente, il gioco del calcio, praticato da circa
230 ragazzi suddivisi in 11 squadre iscritte nei vari tornei della FIGC.
L’intensa attività agonistica praticata
sull’attuale terreno in erba naturale, non
permetteva a quest’ultima un adeguato
attecchimento e una ricrescita soddisfacente.
La soluzione a questo problema è consistita nella sostituzione del terreno di
gioco da erba naturale a erba artificiale.
L’erba artificiale di ultima generazione, pur necessitando di un’adeguata manutenzione ordinaria e straordinaria, permette di avere in qualsiasi stagione e con
qualsiasi condizione meteorologica, un
terreno di gioco sempre in ordine, eliminando quegli inconvenienti derivanti dalla
mancata ricrescita dell’erba, causata principalmente all’intensa attività svolta dalle
numerose squadre che ogni settimana
svolgono gli allenamenti e le partite in
base ai calendari dei vari tornei.
Il terreno di gioco del campo da calcio
avrà le stesse dimensioni di quello attuale,
vale a dire metri 100 x 60, adatto per categorie fino alla serie C.
essa. Proprio per il suo carattere straordinario, la nuova disciplina ha una durata limitata a due anni a partire dalla data di entrata in
vigore della stessa, anche se i suoi effetti si
produrranno per l’intero arco di validità dei
titoli abilitativi degli interventi.
Nella definizione delle modalità di applicazione della legge i Comuni svolgono un
ruolo fondamentale, soprattutto per quanto
concerne gli edifici residenziali non destinati
a prima casa di abitazione e quelli adibiti ad
uso diverso. Spettava, infatti, ai Consigli comunali deliberare, entro il 30 ottobre 2009,
se o con quali ulteriori limiti e modalità applicare le nuove disposizioni.
A questo proposito, il comune di San Giovanni Ilarione con deliberazione Consigliare
n. 30 del 30 ottobre 2009 ha recepito integralmente la L.R. 14/2009, mantenendo inalterate le distanze come previste nel vigente
P.R.G..
Considerato che alcuni termini e concetti
vengono utilizzati in molti articoli, si ritiene
opportuno fornire, in via preliminare, le rispettive definizioni.
EDIFICIO ESISTENTE. L’espressione più
rilevante è il concetto di edificio, fabbricato o
corpo edilizio “esistente”. Gli interventi edilizi
consentiti dalla Lr 14/2009, infatti, si estendono a tutti gli edifici esistenti alla data di
entrata in vigore della legge, indipendentemente dalla loro destinazione e dimensione,
o dalla circostanza che si tratti di edifici principali o pertinenziali.
In analogia a quanto operato in applicazione della legislazione sul condono edilizio,
per poter essere considerato “esistente” l’edificio deve essere perlomeno caratterizzato
dalla presenza delle strutture portanti e della
copertura, mentre non ne è richiesta l’agibilità. Di conseguenza, restano esclusi dal
campo di applicazione della L.R. n. 14/2009 i
manufatti di cui all’articolo 44 comma 5 ter
prasuolo;
• Occupazioni temporanee;
• Distributori di carburanti;
• Distributori automatici di tabacchi.
(Delibera n. 131 del 22 dicembre 2009)
❊❊❊
• Imposta comunale sulla pubblicità e
diritti sulle pubbliche affissioni.
(Delibera n. 128 del 22 dicembre 2009)
❊❊❊
• Tariffe per l’utilizzo della sala civica
“M. Rumor”.
(Delibera n. 127 del 22 dicembre 2009)
della L.R. n. 11/2004.
Secondo quanto previsto dall’articolo 9,
comma 6, gli ampliamenti di cui all’articolo 2
si applicano anche agli edifici che non sono
ancora stati realizzati ma il cui progetto o
richiesta di titolo abilitativo siano stati presentati al Comune entro il 31 marzo 2009
PRIMA CASA DI ABITAZIONE. La norma
intende favorire la cosiddetta “edilizia di necessità” (prima casa) richiamandosi ad una
fattispecie già presente nella legislazione
statale sia relativa alla materia edilizia che
alla materia fiscale, consentendo in sede di
immediata applicazione gli interventi in favore del proprietario o avente titolo che intendano procedere all’ampliamento della
prima casa di abitazione e riducendo l’onerosità di tale interventi (articolo 7, comma 1).
ZONE AGRICOLE. Per quanto concerne le
zone agricole, va evidenziato che la legge vi
fa riferimento esplicitamente solo all’art. 9,
comma 6, nel determinare le modalità di calcolo dell’incremento consentito sulla prima
casa di abitazione, e all’articolo 5, comma 2,
ove si precisa che le pensiline e le tettoie per
impianti solari e fotovoltaici possono essere
realizzate anche in zona agricola.
Considerato che, per gli altri interventi,
non viene dettata una apposita e specifica
disciplina, non vi è motivo per escludere le
zone agricole dall’applicazione delle regole
generali. È pertanto possibile realizzare gli
interventi di cui agli articoli 2, 3 anche su
edifici situati in zona agricola senza che ciò
sia condizionato alla sussistenza di requisiti
oggettivi o soggettivi diversi da quelli previsti dalla legge, ed è ammesso anche nel caso
in cui l’edificio non sia più funzionale alla
conduzione del fondo.
Ecco cosa è possibile realizzare:
a) È consentito l'ampliamento degli edifici
esistenti nei limiti del 20 per cento del
volume se destinati ad uso residenziale e
del 20 per cento della superficie coperta
se adibiti ad uso diverso”.
L’ampliamento deve essere realizzato in
aderenza rispetto al fabbricato esistente
o utilizzando un corpo edilizio contiguo
già esistente; ove ciò non risulti possibile
oppure comprometta l’armonia estetica
del fabbricato esistente può essere auto-
IL CAMPO DA CALCIO
SI RIFÀ L’ABITO
Attorno al campo da gioco, per poter
essere omologato come previsto dal Regolamento della Lega Nazionale Dilettanti (LND), sarà realizzata una fascia di
rispetto, in erba artificiale, denominata
“campo per destinazione”, della larghezza
di ml. 2,50 lungo i lati maggiori e di ml.
3,50 lungo i lati minori (dietro le porte),
Perimetralmente al “campo per destinazione” verrà realizzato uno spazio per
“riscaldamento”, in erba di colore rosso,
che potrà essere utilizzato anche della
vicina scuola media, in occasione di competizioni didattiche di atletica.
Sul lato Est si prevede di ricavare un
campetto in erba sintetica, per il gioco del
calcio a 5 avente dimensioni di metri
26x16.
L’intervento progettato si esplicherà
mediante: asportazione dello strato di terreno vegetale e degli attuali impianti d’irrigazione, stabilizzazione del terreno esistente con l'apporto di idoneo legante chimico e l'utilizzo di speciali macchinari a
controllo laser per la corretta livellazione,
formazione del sottofondo realizzato da
uno strato in laminato impermeabilizzante, drenante ad alta performance di assorbimento degli impatti e minima deformazione, posa di manto in erba sintetica ad
alta densità di filamenti, realizzato in tre
diverse tonalità di verde per ottenere una
somiglianza del tappeto all'erba naturale,
costituito da morbide e resistenti fibre
monofilo estruse con polimeri a 100% in
polietilene, sagomate con forma ad "esse"
per ottenere una sezione del filo che grazie alle nervature create dalle "doppie
curve", consenta l'immediato ritorno delle
fibre in posizione eretta durante e dopo
l’uso, formazione del 1° strato di sabbia
silicea per zavorrare il manto su tutta la
sua superficie, posa di intaso prestazionale in opera di granulo elastomerico in
gomma nobilitata di colore verde o marrone, macinato in particelle di pezzatura
minuta, completamente esente da polvere
tela e parti estranee, ricoperto e incapsulato con un film di resina poliuretanica vergine, verniciato e nobilitato con pigmenti
ecologici e atossici, di grande resistenza
all’abrasione, inodore.
Durante l’esecuzione dei lavori sarà
verificato e sottoposto a certificazione, a
cura di tecnici della LND, il sottofondo
per il benestare alla pose del manto; verranno eseguiti i seguenti test per la valutazione di alcuni requisiti tecnici: la permeabilità del sottofondo, il numero delle
falde, la pendenza di realizzazione, il
modulo dinamico di deformazione della
compattazione del sottofondo.
A fine lavori saranno eseguiti altri test
per l’omologazione finale della superficie
di gioco quali: assorbimento dello shock
(con o senza tacchetti), deformazione ver-
ESTATE ILARIONESE 2010
GIOVEDÌ 29 LUGLIO
Dagli studi di Telelombardia (Antenna 3) “FESTA IN PIAZZA” presentano Eugenio e Clara con gli artisti: Enrico Musiani, Romana
Sandri e i Coperfisa
VENERDÌ 30 LUGLIO
Serata danzante con l’orchestra spettacolo
“LA CASA DEL SOLE”
SABATO 31 LUGLIO
CANTALPONE, voci alla ribalta. Presenta Dino
DOMENICA 13 LUGLIO
Serata Rock anni 60 con due gruppi:
“I Falchi” - “Penni
Lane”
rizzata la costruzione di un corpo edilizio
separato, di carattere accessorio e pertinenziale.
La percentuale va applicata esclusivamente alla consistenza degli edifici esistenti, prescindendo quindi dagli eventuali ampliamenti realizzabili in via ordinaria sulla base degli strumenti urbanistici vigenti.
L’unica eccezione è rappresentata dalla
prima casa di abitazione in zona agricola
il cui ampliamento, secondo la previsione
di legge, è calcolato non sul volume esistente bensì sul volume massimo assentibile ai sensi della normativa vigente.
L’ampliamento può essere realizzato anche qualora la prima casa di abitazione
ubicata in zona agricola abbia una volumetria esistente superiore al predetto limite, nel qual caso la percentuale di
ampliamento va calcolata sul volume esistente.
La percentuale di cui sopra è elevata di
un ulteriore 10 per cento nel caso di utilizzo di tecnologie che prevedano l’uso di
fonti di energia rinnovabile (pannelli solari o impianti fotovoltaici) con una potenza non inferiore a 3 Kwh., ancorché
già installati.
b) Sono consentiti interventi di integrale
demolizione e ricostruzione degli edifici,
realizzati anteriormente al 1989 e legittimati da titoli abilitativi, che prevedano
aumenti fino al 40 per cento del volume
esistente per gli edifici residenziali e fino
al 40 per cento della superficie coperta
per quelli adibiti ad uso diverso, purché
situati in zona territoriale propria e solo
qualora per la ricostruzione vengano utilizzate tecniche costruttive di cui alla
legge regionale 9 marzo 2007, n. 4 “Iniziative ed interventi regionali a favore
dell’edilizia sostenibile.
Le disposizioni di cui al presente articolo
si applicano anche nel caso che gli edifici siano demoliti o in corso di demolizione sulla base di un regolare titolo abilitativo, purché, all’entrata in vigore della
presente legge, non sia già avvenuta la
ricostruzione.
c) Non concorrono a formare cubatura le
pensiline e le tettoie realizzate su abitazioni esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, finalizzate all’in-
stallazione di impianti solari e fotovoltaici, così come definiti dalla normativa statale, di tipo integrato o parzialmente
integrato, con potenza non superiore a 6
kWp. Le pensiline e le tettoie sono realizzabili anche in zona agricola e sono sottoposte a denuncia di inizio attività (DIA).
Gli interventi di cui sopra sono sottoposti
a denuncia di inizio attività (DIA) ai sensi
degli articoli 22 e seguenti del decreto del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,
n. 380 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” e
successive modifiche e integrazioni.
Per gli interventi di cui agli articoli 2 e 3
della L.R. 14/2009, il contributo di costruzione
è ridotto del 60 per cento nell’ipotesi di edificio o unità immobiliari destinati a prima abitazione del proprietario o dell’avente titolo.
Gli interventi previsti dalla legge regionale non trovano applicazione per gli edifici:
a) ricadenti all’interno dei CENTRI STORICI
definiti “Z.T.O.A” dagli atti di pianificazione comunale;
b) vincolati ai sensi della parte seconda del
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.
42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio;
c) oggetto di specifiche norme di tutela da
parte degli strumenti urbanistici e territoriali che non consentono gli interventi edilizi previsti dai medesimi articoli 2, 3 e 4;
d) ricadenti nelle aree di inedificabilità assoluta di cui all’articolo 33 della legge 28
febbraio 1985, n. 47 “Norme in materia di
controllo dell’attività urbanistico-edilizia,
sanzioni, recupero e sanatoria delle opere
edilizie”, o di quelle dichiarate inedificabili per sentenza o provvedimento amministrativo;
e) anche parzialmente abusivi soggetti all'obbligo della demolizione;
f) aventi destinazione commerciale qualora
siano volti ad eludere o derogare le disposizioni regionali in materia di programmazione, insediamento ed apertura
di grandi strutture di vendita, centri commerciali e parchi commerciali;
g) ricadenti in aree dichiarate ad alta pericolosità idraulica e nelle quali non è consentita l’edificazione ai sensi del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme
in materia ambientale”.
MAURZIO BACCO
ticale (con o senza tacchetti), restituzione
di energia (con o senza tacchetti), rimbalzo verticale del pallone, rimbalzo angolare del pallone, trazione rotazionale, rotolamento della palla, pendenze di realizzazione, planarità delle superfici per drenaggio orizzontale e verticale, verifiche
delle misure di tracciatura del campo.
Come accennato in premessa, anche se
l’erba è artificiale, sono necessarie sia le
manutenzioni ordinarie che quelle straordinarie.
La manutenzione ordinaria deve essere eseguita settimanalmente a cura della
proprietà e della società sportiva che ha in
gestione il campo. Essa consiste: a) spazzolatura del manto con apposito attrezzo
al fine di rendere omogenea la distribuzione del granulo di gomma od organico
d’intaso; b) irrigazione del manto nei
periodi caldi e/o secchie e assolati, al fine
di stabilizzare l’intaso nelle varie azioni di
gioco, altre a rendere la superficie del
campo veloce in funzione dell’effetto scivolo del pallone come sull’erba naturale,
inoltre serve a ridurre le temperature nel
periodo più assolato; c) controllo delle
zone con eventuale ricarico del granulo di
gomma od artificiale; d) rimozione di
agenti contaminanti (foglie, semi, polveri
ecc.) con apposita spazzolatrice per evitare l’indurimento del terreno di gioco; e)
controllo dell’intasamento; f) monitoraggio e controllo corretto delle linee e del
dischetto di rigore; g) ispezione del sistema drenante; h) non utilizzare la superficie di gioco per eventi alternativi, come ad
esempio spettacoli, concerti, campeggi,
fiere, mercati, parcheggio, ristoro ecc..; i)
non utilizzare scarpe di gioco con tacchetti non regolamentari e/o scarpe chiodate
da atletica; j) non gettare oggetti contundenti o appuntiti (come ad esempio attrezzi per atletica o simili) e non lasciare per
lungo tempo oggetti pesanti sul tappeto
erboso; k) non gettare mozziconi e sigarette accese, bengala o qualsiasi tipo di
prodotto infiammabile; l) non realizzare
altre marcature sul tappeto erboso.
La manutenzione straordinaria deve
essere eseguita almeno due volte l’anno a
cura di tecnici del produttore del manto.
Le operazioni richieste sono: 1) controllo
accurato delle zone di massima attività di
gioco riguardante particolarmente l’intasamento prestazione con ricarica dello
stesso; 2) controllo di eventuali presenze
di scollature delle giunte dei teli in corrispondenza degli inserti della segnaletica
da gioco; 3) ispezione del sistema d’irrigazione; 4) ispezione del sistema drenante; 5) decompattazione e pulizia della superficie con apposite attrezzature; 6) ricarica dei materiali sda intaso e spazzolatura finale della superficie; 7) disinfezione del terreno di gioco e dovunque vi sia
erba artificiale entro la recinzione del
campo.
La durata media di un terreno in erba
artificiale è ricompresa tra i 10 e 15 anni
a seconda dell’intensità di utilizzo e della
perizia nelle manutenzioni.
Oltre ai pregi sopra descritti si è visto
che esistono anche alcune limitazioni sull’utilizzo dell’area. Non da ultimo, vale la
pena di rilevare, che le caratteristiche prestazionali del terreno di gioco andranno
decrescendo negli anni e, a fine vita, si
dovranno trovare i finanziamenti necessari per la sostituzione e lo smaltimento dell’intero tappeto erboso.
MAURIZIO BACCO
L’ALPONE 8
Una lunga vita di mamma
Hai sofferto quando il nostro papà ti ha
manifestato il suo amore: prima la grande
gioia, poi il dolore perché il nonno vi ostacolava ... poi la guerra, i lunghi mesi senza
ricevere posta a causa della prigionia in
campo di concentramento. Finalmente il
suo ritorno, il matrimonio, la convivenza
con la nonna che aveva vissuto fino ad
allora sola con il figlio e per il figlio
essendo rimasta vedova giovanissima.
Noi figli arrivammo uno dopo l’altro,
sempre accettati come una benedizione dal
cielo e tutti sani, ma con tanti sacrifici che,
via via, si facevano più duri anche economicamente.
Il duro lavoro nei campi, che al tempo
si mandavano avanti con la sola forza delle
braccia, ma tu eri sempre accanto al papà a
fargli da manodopera anche se eri sempre
in attesa ...
Col passare del tempo c’era da pensare
a dare una casa ed un futuro a tutti i figli:
tutto passava attraverso la tua testa ed il
tuo cuore ... Poi i matrimoni, anche due in
un anno! tutte belle feste partecipate e
godute. L’arrivo dei primi nipotini e tu lì a
dare una mano alle nuore affinché potessero mantenersi il posto di lavoro. Poi, con
gli anni, gli acciacchi, la malattia e la
morte del papà, che ti aveva sempre difesa
e protetta dai piccoli screzi. Ora con i tuoi
88 anni, con la tua mente, a volte vigile, a
volte labile, che ti fa dire cose che non
avresti mai detto un tempo!
La carità sì, la carità di noi che dovremmo nutrire riconoscenza nei tuoi confronti ...
Purtroppo gli anni passano per tutti e
anche noi abbiamo le nostre preoccupazioni, i nostri difetti che si accentuano; invece
di migliorare diventiamo più insofferenti.
Comunque sei sempre la nostra mamma e ti vogliamo un mondo di bene, piccola grande donna!
ALMERINA GAMBARETTO
Bruno Panarotto,
eroe partigiano
Scorre impetuoso l’Alpone, il corso d’acqua che lambisce la contrà Miotti dove abita
Bruno Panarotto, il nostro protagonista.
Lungo il suo corso tanti mulini, tante segherie di legnami hanno nutrito molte famiglie.
Nelle sue acque, un tempo pulite, si pescava
il pesce minuto con rustiche retine o battendo le pietre con un piccolo maglio di ferro.
Bruno Panarotto, classe 1923, nasce ai
Panarotti l’11 aprile, in casa di Arcangelo
Virgilio, soprannominato Brenda, e di Pozza
Italia. È il primo di una famiglia ricca di figli
seguito da Silvino (Cicio), Norina, emigrata
in Belgio, Arcangelo (Belgio), Marcello,
emigrato in Canada, ed infine Maria. C’era
anche la sorellina Bruna, purtroppo scompara all’età di 8 anni.
Papà Virgilio, in congedo dai reali carabinieri, è mugnaio, con qualche appezzamento
di terreno da coltivare e il piccolo Bruno
assapora subito il significato del lavoro.
Frequenta le scuole elementari a Castello,
fino alla classe terza, ed ha la fortuna di avere
degli ottimi insegnanti, come Mario Soprana
e le maestre Panarotto. La scuola allora dava
gli strumenti essenziali per la vita e Bruno
diviene bravissimo nel “far di conto” e questo sarà per lui fondamentale. Terminata la
scuola di Castello lavora nel mulino, giorno e
notte, festa e giorno di lavoro. A sedici anni,
durante il solito giro per portare la farina ai
clienti e ritirare le granaglie da macinare, in
contrada Cerina, viene colto da fortissimi
dolori allo stomaco: un'ulcera duodenale lo
riduce in fin di vita. Veramente straziante la
situazione creatasi all’ospedale di San
Bonifacio, ove viene ricoverato. In un letto
Bruno, e in un’altra stanza vicina la sorellina
Bruna, morta. Ma Bruno ce la fa, si ristabilisce in fretta e su questo concorda anche il
distretto militare che l’8 settembre 1942 lo
chiama a vestire la divisa dell’artiglieria,
prima a Bolzano e poi a Rovereto. Marca
visita, viene dichiarato idoneo, ma trasferito
alla sussistenza.
In procinto di essere inviato in Montenegro, l’8 settembre 1943 a Vicenza scappa
insieme ad altri commilitoni e torna a casa.
In paese cominciano a girare tedeschi e camice nere. Sbandato per qualche mese, viene
provvidenzialmente assunto alle dipendenze
della ditta carbonifera gestita da Martino
Parlato, insieme ad Angelo Sartori (Angi
Mocia), un Mazzasette, Gino Zanarotto. Il
carbone scavato viene trasportato con mulo e
carretto alla stazione ferroviaria di San
Giovanni Ilarione. All'osteria di Raffaele
Sartori (Cinciolo) si mangia “na grosta” di
formaggio seguita da tanti bicchieri di vino.
Al ritorno, sosta all’osteria di Vittorino, dalla
Segata, da Michele de la Paula ed infine da
Gali. Sulla via forse un modo originale per
stabilire dove si vendeva il vino migliore e
più genuino ... I muli stessi avevano memorizzato le tappe e si fermavano davanti alle
osterie senza bisogno di incoraggiarli!
La guerra non dà tregua il movimento partigiano comincia a prendere piede e anche
Bruno viene arruolato nella brigata Garibaldi.
Bruno concorre anche a salvare persone
falsamente accusate di collaborazionismo
con i Tedeschi, subito dopo la guerra. “Una
soddisfazione me la sono tolta – esclama
compiaciuto –, quando ho disarmato un maggiore tedesco, facendomi consegnare la sua
preziosa pistola”. L’arma fu poi ceduta ad un
collezionista. Il 25 aprile 1945 è un giorno
cruciale: in contrada Fusa avviene un sanguinoso scontro con una pattuglia tedesca, muore il partigiano Isidoro Confente, fratello
della futura moglie Giuseppina, mentre in
piazza a San Giovanni vengono eseguite alcune fucilazioni. A questo punto interviene
nel racconto la moglie. Quando ho visto i Tedeschi disarmati dai partigiani, sconfitti,
anche forse maltrattati in quella giornata di
odio, ho provato per essi pietà, non riuscivo a
vederli come nemici, ma ragazzi lontani dalle
loro case, abbandonati, pensavo alle loro
mamme, anche se avevano appena ucciso
mio fratello Isidoro ...”. Questi sono sentimenti veramente eroici, che nobilitano la
nostra gente.
Passata la bufera della guerra, tenta la via
delle miniere di carbone in Belgio, ma dopo
quattro mesi rientra in Italia. Erano condizioni disumane, tanti hanno resistito, alcuni no.
“Se una mamma avesse visto in che condizione erano i figli all’uscita dalla miniera
dopo il lavoro sarebbe morta! – Si sfoga Bruno –. I mejo omeni i è morti in guerra, i altri
mejo omeni i è morti ne le miniere!”.
Bruno non ha bisogno di percorrere tanta
strada per incontrare la dolce metà. Proprio
nella sua contrada, ai Panarotti, vive la famiglia di Giovanni Confente, Nane Sgiofa, ed adocchia la figlia Giuseppina. “Me go ingrià
lì, non so sta bon de far de manco. Go fato
l’amore par cinque anni e dopo me go sposà
nel 1949”. Attenzione: fare l’amore, allora,
significava solo essere fidanzati. Nel 1950
arriva la figlia Bruna, seguita, nel 1952, da
Luisa ed infine Natalina.
L’attività del mulino è sempre preminente, quando torna dai giri quotidiani per portare la farina, ci sono le sue bimbe che lo attendono ed allora dimentica tutta la fatica, le
prende in braccio e le stringe forte. In seguito non disdegna di impegnarsi nell’allevamento intensivo di polli, tacchini ed infine
maiali. È un lavoro intenso, ma che assicura
dei ritorni economici. Bruno ha un po’ il pallino per la gestione economica. Capisce
quando deve iniziare una nuova attività, ma
capisce anche quando è il momento di smettere. Alla fine prova la via della fabbrica e
con essa arriva pure la pensione. purtroppo
nella sua vita non manca neanche il dolore,
che si porta via la figlia minore. È un corpo a
cui è difficile resistere, ma che viene assorbito con l’aiuto delle altre due figlie, dei nipoti e con l’aiuto di Dio. Continua allora a coltivare il piccolo podere, è contento di quello
che è riuscito a realizzare. È partito con le
sole braccia, tuttavia qualche cosa è riuscito a
fare. Qualche domanda si impone: – Un giudizio sulla polìtica? – “I politici pensano solo
a loro, di noi non si interessano minimamente. – i ne tien solo par
pagare le tasse – Ne ha
viste troppe nella vita,
non si fida ormai di nessuno, specialmente di
chi promette troppo.
Il 31.12.2009 ha festeggiato il 60° anniversario di matrimonio, in
casa, attorniato da figlie,
generi e nipoti. È bisnonno ed è contento, anche se la salute comincia
un po’ ad incrinarsi, ma
rimane sempre lo stesso,
con il suo eterno sorriso
sulle labbra e il suo consueto ottimismo.
GIANNI SARTORI
GIULIA GAMBARETTO:
per tutti ... la bidella
È un sabato pomeriggio quando, accompagnato dal mio amico Martino vado
a trovare Giulia Gambaretto, che ci accoglie festosamente con un buon thè caldo.
Dopo i saluti preliminari e lo scambio di
qualche battuta ha inizio il racconto della
vita di questa simpatica signora che nella
vita ha dovuto affrontare molte situazioni
difficili.
Giulia nasce 1’8 aprile 1934 in contrada Gambaretti, figlia di Alessandro e
Antonia Vicentini. È settima di ben otto
figli: la precedono Adele, Giuseppe, Ida,
Vittorio, Giobatta (Tita) e dopo di lei Arturo. Da bambina frequenta la scuola fino
alla terza classe elementare per poi dedicarsi completamente alla famiglia, aiutando la mamma nei lavori di casa e anche il
papà nel pascolare le pecore nei campi.
Lavora anche nei terreni di proprietà di
Domenico Dal Cero (Benetto). La vita,
allora già era molto dura con l’arrivo della
guerra le cose peggiorano. Due sono le
cose che Giulia ricorda maggiormente: un
mattino, in cortile mentre stava stendendo
il bucato, i tedeschi videro delle persone
muoversi e credendo fossero partigiani
iniziarono subito a sparare.
Tanta era la paura di Giulia e della sua
famiglia, costretta a precipitose fughe tra i
campi per nascondersi. Il tempo passa, e
dopo la fine della guerra tutte le famiglie
si ritrovano nella miseria.
Intanto, Giulia cresce, aiuta la mamma
e il papà e a 17 anni conosce Antonio Marana che abitava in via Bodi e che poi
diventerà suo marito. “Quando lo gò conosù me parea de stare in Paradiso” ci dice.
Si sposano il 4 febbraio del 1956 presso la
Chiesa di S. Caterina in Villa partendo a
piedi dai Gambaretti e tornando, sempre a
piedi, nella nuova abitazione di via Bodi
Dal gruppo Alpini
Di ritorno dall’imponente Adunata
nazionale di Bergamo dello scorso 9
maggio, è doveroso fare un bilancio.
La partecipazione degli alpini a questa adunata nazionale in questa città che
rappresenta la Sezione più numerosa
d’Italia è stata davvero imponente: si
stima in 500.000 il numero delle persone
che vi hanno partecipato!
Le previsioni meteorologiche non
erano motlo incoraggianti, e durante la
sfilata è anche piovuto, ma il cattivo
tempo non è riuscito a fermare gli alpini
e la gente che si è assiepata fin dal primo
mattino ed ha seguito il passaggio degli
alpini per oltre 13 ore.
Anche il gruppo di San Giovanni Ilarione ha fatto la sua parte partecipando
massiccio al più importante
appuntamento sociale, accampandosi accanto agli alpini di Montecchia di Crosara con i quali da qualche
anno collabora e fornendo
un ottimo supporto logicistico anche agli alpini che
sono arrivti per l’adunata solo il giorno precedente.
La prossima adunata nazionale sarà l’anno prossimo
a Torino, e fra due anni toccherà con molta probabilità
a Bolzano e come sempre gli
Gli alpini di S. Giovanni e Montecchia ritratti a alpini ilarionesi saranno presenti!
Bergamo vicino all’accampamento.
dove è seguita una grande festa.
Il marito Antonio, per lavoro emigrava
in Francia sette mesi all’anno. Nell’ultima
partenza è seguito anche da Giulia. Erano
un gruppo di 13 persone e lei si adoperava
nel preparare da mangiare per tutti. Nel
frattempo, Giulia rimane incinta ed è
costretta a rientrare in Italia. Marito e
moglie partono dalla stazione di Parigi e si
fermano a Desenzano per fare visita ai
genitori di Giulia, decidendo di stabilirsi a
Peschiera. Ma proprio qui, accade l’incredibile. Era l’11 agosto del ’56 quando Antonio, insieme ai cognati esce per fare una
nuotata in un laghetto. Quella che si pensava fosse una semplice e banale scampagnata si trasforma in tragedia. Antonio
muore per una forte congestione dopo soli
sei mesi di matrimonio. Giulia precipita
nella disperazione più nera. Rimane sola,
giovane, senza lavoro, incinta, insieme ai
suoceri e alla cognata. Dopo altri 6 mesi,
nel febbraio del ’57, nascono due gemelli:
un maschio e una femmina che Giulia battezzerà con i nomi di Antonio e Antonietta. La vita era dura, molto dura, dovendo
crescere due figli, in una casa dove mancava tutto. Non beneficiava di alcun aiuto
economico, nemmeno della pensione del
marito perché il suo lavoro era a contratto.
I suoceri non avevano raggiunto ancora
l’età della pensione. Non sono mancati,
come lei ci racconta i momenti di sconforto, i pianti, la preoccupazione di non essere in grado di crescere i figli. Ma si doveva andare avanti.
Nel ’58 trova lavoro presso la filanda
Sperotti. Il primo mese la paga fu di
10.000 lire. Giulia, prova a richiedere un
aiuto all’amministrazione comunale ma si
sente rispondere che lei un lavoro lo aveva
e poteva benissimo cavarsela da sola. La
filanda nel ’70 chiude ma trova lavoro nel
calzaturificio “Valbrunella” di Angelo
Zanchi per sei mesi fino a quando non
viene assunta come bidella alle scuole
Medie. Tutto questo grazie a Romano Dal
Brolo il quale, venuto a conoscenza che
nelle scuole avevano bisogno di una signora per le pulizie si ricorda subito di Giulia
e della sua situazione. “Romano è una persona che ricordo sempre e che non avrò
mai finito di ringraziare” dice.
Dopo tanto patire e penare, cresciuti i
figli, raggiunge la sospirata pensione negli
anni ’90.1 figli si sistemano, hanno la loro
famiglia e Giulia è finalmente tranquilla.
Non mancano, gli alti e i bassi della
salute, alcuni problemi derivanti anche
dalle ansie delle paure trascorse. Infatti, tre
anni fa subisce un intervento al cuore, dal
quale si riprende abbastanza bene. Ma
nonostante ciò un’altra disgrazia colpisce
lei e la sua famiglia. Purtroppo, un anno fa
le viene a mancare la figlia Antonietta a
causa di una seria malattia. “Il colpo più
brutto della mia vita”. Giulia ora vive nella
sua casa di via Bodi in compagnia dei famigliari, dei suoi nipoti che la vanno spesso a trovare. È anche bisnonna di Samuele
e Sara.
EMANUELE SARTORI
La biblioteca comunale informa
Ciao a tutti!! Eccoci tornati su “L’Alpone” per informarvi riguardo alle nostre
numerose attività. Siamo circa a metà
2010 e alcune cose sono state fatte, altre
le organizzeremo da qui alla fine dell’anno. Ma partiamo con ordine e, quindi,
innanzitutto ciò che è stato.
Alla fine del mese di gennaio ci siamo
trovati al teatro di Castello per ricordare,
come ogni anno, il “Giorno della Memoria” (27 gennaio), attraverso la visione di
un bellissimo film intitolato “Il bambino
con il pigiama a righe” tratto dall’omonimo romanzo di John Boyne. Naturalmente l’occasione non era adatta ad un film
divertente ed il finale non poteva che
essere inevitabilmente triste; ma siamo
tutti usciti dalla sala profondamente commossi ed arricchiti da spunti su cui riflettere. Nonostante l’intensa nevicata che
nel frattempo aveva imbiancato le nostre
colline e reso impraticabili le strade, la
partecipazione è stata piacevolmente numerosa e speriamo che ogni anno questo
possa accadere, vista l’importanza del
non dimenticare.
Altra consuetudine con cadenza
annuale è la gita a sfondo culturale che
nei primi giorni del mese di marzo ci ha
visti protagonisti, a Brescia, per la mostra-evento dedicata alla civiltà Inca e alle
altre popolazioni pre-colombiane. Abbiamo visto cose straordinariamente belle
ed uniche nel loro genere (per la prima
volta infatti una mostra del genere veniva
allestita in Italia con reperti arrivati dai
più importanti musei dell’America
Latina), e abbiamo trascorso una splendida giornata in compagnia, completando
il tutto con il tour al Castello di Bornato e
con un delizioso ed abbondante pranzo
dove non ci siamo certo risparmiati risate
e buon umore. Non eravamo tantissimi
ma, come si dice, “pochi ma boni!!”. E
speriamo di essere di più l’anno venturo.
Da ricordare poi l’importante iniziativa dell’incontro con l’autore organizzata
assieme alla Biblioteca Comunale di
Montecchia di Crosara ed alle scuole di
San Giovanni Ilarione dove i bambini
delle scuole elementari hanno potuto
incontrare lo scrittore di libri per ragazzi
Guido Quarzo imparando, divertendosi,
l’importanza della lettura e del giocare
con la fantasia. I nostri ragazzi si sono
dimostrati attentissimi ed incuriositi
inondando l’ospite di un mare di domande ed è per questo che speriamo vivamente che la cosa si possa ripetere anche
nel prossimo anno scolastico, naturalmente con un altro autore. L’incontro si è
svolto nel teatro parrocchiale di San
Giovanni e per questo non possiamo che
ringraziare il nostro parroco Don Elio per
l’immancabile disponibilità. Ed ora ciò
che deve venire. In tal senso ricordo a
tutti la mostra che ogni anno dedichiamo
a qualche argomento culturale durante il
periodo della Sagra delle Castagne e che
quest’anno avrà come protagonisti i pittori Masaccio, Beato Angelico e Piero della
Francesca. Ogni anno cresce il numero di
visitatori che vengono durante i giorni di
esposizione e di questo andiamo orgogliosi e ci fa enormemente piacere l’interesse che gli insegnanti delle nostre
scuole dimostrano verso tale iniziativa
portando numerose classi di tutte le età a
visionare le mostre. Anche qui, naturalmente, alcuni ringraziamenti sono d’obbligo: l’Associazione Culturale Rivela,
promotrice ed organizzatrice di queste
mostre itineranti ed il Cav. Marcegaglia
che ogni anno sostiene economicamente
l’iniziativa.
Dobbiamo ricordare e ringraziare infine l’Amministrazione Comunale che si
dimostra sempre sensibile ed attenta a
sostenere la Biblioteca come centro nevralgico di spinta delle attività culturali in
paese ed in particolar modo l’Assessorato
alla Cultura con il quale cooperiamo e
che ci aiuta costantemente nella realizzazione delle nostre idee. Segnaliamo, ad
esempio, che sono stati acquistati a fine
2009 numerosi libri nuovi che sono a
disposizione degli utenti sugli scaffali e
che l’operazione verrà ripetuta anche
entro la fine di quest’anno.
Insomma non ci resta che invitarvi a
venire a trovarci, troverete tutto (o quasi)
quello di cui avete bisogno grazie anche
all’interprestito con le altre biblioteche
della provincia ed un clima gioviale dove
poter scambiare anche commenti e consigli sulle proprie letture o più semplicemente fare quattro chiacchiere.
ALESSIO CAMINITI
L’ALPONE 9
Angelo Beltrame,
un “nembo” nel cielo
NZE
A
I
N
O
TESTIM
La locale sezione paracadutisti della Valdalpone, con sede a Cattignano, ha
festeggiato il 21 marzo u.s., la sua tradizionale adunata annuale, riunendo nella bella
chiesa un nutrito gruppo di “aquile volanti” con il basco colore ciliegia matura in
testa.Hanno ribadito il loro impegno sociale, hanno rivissuto il tuono della folgore
con lo sparo dei trombini nella piazza, si sono confrontati a tavola sugli impegni, progetti, sul futuro, ma hanno tutti voluto ricordare attraverso le pagine del giornale la
figura di uno dei primi paracadutisti di San Giovanni Ilarione, Angelo Beltrame, che
assurgerà come emblema della sezione stessa.
Angelo Beltrame premiato da Loris Salgaro Vaccaro, Presidente Paracadutisti in congedo.
Un fisico asciutto, un volto squadrato e ben conscio delle difficoltà della
vita, un’esistenza passata a confrontarsi
con il bisogno e la necessità, ma con una
carica di energia e di vitalità che lo hanno sempre contraddistinto, questo era
Angelo Beltrame, paracadutista di San
Giovanni Ilarione, reduce dalla guerra e
dall’emigrazione ed assurto ad emblema
della giovane associazione paracadutisti
di San Giovanni Ilarione.
Nasce ai Beltrami il 22 settembre
1923 e vive una giovinezza non diversa
dai coetanei, fatta di scuola, lavoro nei
campi, ma all’età di 15 anni emigra con
la famiglia in Tripolitania, in cerca di
fortuna.- Non si ha tempo per pensare ai
sommovimenti politici europei in corso,
si deve badare a dissodare la terra e farla
produrre.
Nel 1940 osserva casualmente un
lancio di paracadutisti; è la prima volta
che vede un tale spettacolo e segue con
apprensione uno a cui disgraziatamente
non si è aperto il paracadute e che cadendo si impianta nella sabbia.
Capisce da quel momento che il suo
futuro con le stellette sarà da paracadutista. Rientra in Italia nel 1940 e nel
1942 viene arruolato come paracadutista. La situazione della patria, tuttavia,
precipita, ma lo spirito della divisione
“Nembo”, che raggruppa i paracadutisti
italiani, divisione mai sconfitta su nessun teatro bellico, è sempre alto. I parà
si sono dovuti ritirare per obbedire agli
ordini superiori. Fra questi c’è il giovane Angelo, che ha scelto, insieme all’intera divisione, dopo l’8 settembre, di
combattere la dittatura e l’invasore tedesco a fianco delle truppe alleate. Eccolo
allora partecipare alla battaglia di Cassino, una battaglia impressionante per intensità e potenza di fuoco. Sembrava
proprio la fine del mondo.
Il fronte è in continuo movimento e
per alcune ore viene preso prigioniero
dalle SS tedesche. Per fortuna prima,
durante il lancio dall’aereo, aveva avuto
l’ispirazione di far scivolare la pistola
all’interno dei pantaloni da lancio. Le
SS avevano già predisposto i ganci ai
quali appendere per il mento i prigionieri e lasciarli agonizzare fino alla morte
quando Angelo, grazie alla sua arma,
riesce ad eliminare la prima SS e i suoi
compagni, con le nuove armi, hanno il
sopravvento sulla pattuglia tedesca per
poi tornare insieme a combattere. Superata Cassino, lasciando dietro morte e
distruzioni inimmaginabili, anche il
nostro protagonista risale la penisola,
sempre in prima linea, a fianco dell’8ª
armata britannica agli ordini del generale Alexander, il quale capisce il valore e
la capacità operativa delle nostre “aquile” e le apprezza. Man mano che si sale
verso Nord, si succedono vari scontri
con l’esercito tedesco.
I paracadutisti vengono lanciati nelle
retrovie nemiche, per segnalare, sabotare e per preparare la strada all’esercito
che avanza. È una situazione critica, che
coinvolge anche la coscienza. Si deve
combattere contro gli italiani fedeli al
Duce e ai Tedeschi, alleati di ieri, a volte
si è pure mal sopportati dalle truppe inglesi. E così arriva il 25 aprile 1945, si
arriva a casa. L’Italia è liberata, ma deve
ricostruirsi.
Gli Inglesi offrono ad Angelo la possibilità andare in Inghilterra a fare l’i-
struttore per i giovani paracadutisti britannici, ma il nostro protagonista preferisce rimanere in Italia, anche se sa che
il futuro non sarà facile. I paracadutisti
non sono mai arretrati e neanche Angelo
arretra davanti ai problemi della vita.
Parte come stagionale in Francia, per la
raccolta delle bietole e del frumento e
porta a casa i primi soldi per poter realizzarsi. A 24 anni si sposa con Elisa
Lovato, che lo rende papa felice di
Graziella, ma nel 1954 un male incurabile si porta via la moglie, lasciando il
marito e la figlioletta in una situazione
delicata ed amara. L’unica soluzione è
quella di dare una nuova mamma alla
piccola Graziella e allora si risposa nel
1955 con Maria Ottavia Colognato, dai
Bellieri.
Comincia una nuova vita, trova stabile occupazione in paese, da Soprana,
che tratta le terre coloranti e per arrotondare distilla grappa “casalina”. È una
situazione forse un po’ comica: di giorno lavoro, di notte distillazione, ma il
suo fisico da vero parà batte anche la
fatica e il sonno. Arrivano intanto ad
aumentare la famiglia Marisa, Lorenzo,
Anna, Maurizio, Franco, Paola e Giovanna. Sono veramente in tanti, ma sulla
tavola non manca mai il necessario. A
Santa Lucia c’è sempre un regalo per
tutti. Chiusa la ditta Soprana, passa alle
dipendenze della ditta “Dal Cero” a fare
il ferraiolo, poi dai F.lli Beschin e da
Romeo Pandolfo.
Continua la sua esistenza con sacrificio, porta avanti la famiglia con orgoglio. È uno spirito altruista, quando e
dove può aiuta gli altri, è fra i primi in
paese a diventare donatore di sangue.
La sua felicità raggiunge l’apice
quando i figli, chiamati alle armi, scelgono il corpo dei paracadutisti. È la continuazione di una tradizione, una continuazione di valori, una continuazione di
esempi.
Tutti si sposano, si realizzano e il
papà vede la realizzazione delle proprie
fatiche nel futuro dei suoi ragazzi. Ad
essi ha trasmesso il senso dell’onestà,
della laboriosità, del sacrificio, dell’altruismo.
Il 1995 è segnato da una grave malattia che lo tiene fra letto e divano per 9
mesi, ma poi si riprende, come il tronco
di quercia che secca sopra, ma da sotto
spunta sempre un nuovo germoglio.
Arrivano i nipoti, che sono il suo orgoglio e il suo avvenire, ad essi raccomanda “mente sveglia e nervi saldi”,
proprio come prima di ogni lancio con il
paracadute.
Viene decorato con la croce al merito di guerra, con l’attestato degli alleati
a firma del gen. Alexander, con il diploma di onore del Presidente della Repubblica Italiana.
Nel 2006, sette mesi dopo la scomparsa della seconda moglie, Angelo
muore e compie idealmente il suo ultimo lancio nella vita, raggiungendo i
compagni caduti e planando sereno nel
cielo, libero ormai dall’odio e ove si respira solo fratellanza e pace, la “Folgore
succeduta alla Nembo, lo accoglie nel
suo abbraccio, con il basco in testa dal
colore ciliegia matura, per portarlo nel
mondo degli eroi.
Associazione Nazionale Carabinieri
Nei giorni 15-16-17 e 18 aprile 2010
a Reggio Calabria si è svolto, con una
buona partecipazione, il XX° Raduno
Nazionale Carabinieri che ha visto la
partecipazione anche di un gruppo di 8
soci della Sezione di San Giovanni
Ilarione, partiti la sera di giovedì 15 con
un pulmino ed altri due partiti la mattina
del 16 in aereo da Verona per Catania
(questi hanno avuto anche seri problemi
per il rientro a causa della nube del vulcano) e rientrati la sera del 19 aprile.
Dall’esperienza avuta sul posto si è
potuto constatare la buona accoglienza,
la cortesia dei locali ed un ottimo piano
logistico dell’organizzazione che oltre
al Carosello Storico del 40° Reggimento
a Cavallo, ha permesso di assistere all’esibizione straordinaria della famosa
Banda dell’Arma dei Carabinieri, alla
bellissima manifestazione offerta dai
numerosi Paracadutisti che, libranti nel
cielo, con lo sventolio delle bandiere
Italiana e dell’Arma, raggiungevano con
estrema precisione il luogo dell’atterraggio. Ma il culmine si è avuto la mattina di domenica 18, quando da diversissime località giungevano i pullman cari-
chi di radunisti che in bell’ordine si ammassavano e sfilavano sul lungomare di
Reggio, dichiarato dal “Vate” (Gabriele
D’Annunzio), “il chilometro più bello
d’Italia”.
La nostra Sezione ha partecipato,
con lo striscione personalizzato, in testa
il suo Presidente e l’Alfiere portabandiera, ricevendo gli applausi sentiti e
sinceri del pubblico assiepato sui marciapiedi, pubblico tra il quale si è potuto
notare una figura a noi ben nota, l’Appuntato Antonio Corsaro che, tramite
noi, saluta caramente quanti lo hanno
conosciuto. I nostri soci che si sono
spinti sino a Reggio Calabria sono, il
Presidente Mario Rossetto e Omar Rossetto, Antonio Dal Zovo, Nicola Policante, Francesco Rossetto, Vicentini
Mirco, i due simpatizzanti soci volontari Paolo Allegri e Giannino Beltrame,
nonché un vecchio e caro amico importato momentaneamente da Zuclo (TN)
Mario Che motti, per l’occasione Alfiere e Mario Tomiozzo da Vestenanova.
IL PRESIDENTE DELLA SEZIONE
MARIO ROSSETTO
IL VENERDÌ SANTO SONO TORNATE
A SUONARE LE “RACOLE”
Lo scorso 26 marzo, Venerdì Santo, sul piazzale della chiesa di Villa è tornata in vita un'antica tradizione: dopo mezzo secolo sono tornate a suonare le "racole".
Nell'occasione del Venerdì e sabato santo è tradizione che le campane tacciano. Al loro posto, fino a 50 anni fa, era consuetudine far far suonare le
racole.
Sono stati i tre fratelli Giuseppe, Angelo e Francesco Biondaro che in compagnia di Piero Pandian, tutti con in mano la loro racola, hanno riproposto
questa particolare tradizione che un tempo prevedeva un primo concerto
in piazza della chiesa, la via crucis del Venerdì santo e poi, fino a tutto il
sabato santo, una grande racola, suonata a turno sul campanile, scandiva
le ore.
Lo strumento usato da Angelo Biondaro (Nervi) risale al 1938 mentre quella di Piero Pandian è datata 1890: sono costruite in legno di castagno e
sono tuttora perfettamente funzionanti.
Anche il parroco don Elio ha assistito incuriosito e compiaciuto a questa
simpatica rievocazione di cui non era a conoscenza, e che sarebbe buona
cosa recuperare fra le nostre tradizioni.
A. P.
GIANNI SARTORI
IMPRESA EDILE
Rossetto & Marcazzan
s.n.c.
Costruzioni edili civili ed industriali
Lavori stradali - Acquedotti
Difese originali - Fognature - Movimento terra
di DALLA GASSA
& CENGIA
S. Giovanni Ilarione (Verona)
Tel. 045 7465425
Cell. 0337 473503 - Cell. 0336 285039
San Giov. Ilarione
Via IV Novembre, 10-59
Tel. e Fax 045 7465999
e-mail: [email protected]
www.centroarredosnc.it
S. GIOVANNI ILARIONE (VR) - Via Risorgimento, 99
Tel. 045 6550221 - 045 6550480
L’ALPONE 10
FOTOVOLTAICO: COME
SCEGLIERE I MODULI GIUSTI
Che moduli scegliere nel caso di un
impianto integrato?
Ovviamente, nel caso dell’integrazione il fattore estetico ha un’importanza
fondamentale e in tal senso potrebbe
essere una buona soluzione la scelta di
moduli in film sottili. Infatti, le colorazioni omogenee su tutta la superficie del
modulo offerte da questa tecnologia rappresentano un’ottima soluzione estetica
fondamentale per l’integrazione.
In commercio si trovano numerose
soluzioni molto interessanti dal punto di
vista estetico. Per un’integrazione in facciata, come nel caso di un impianto
installato su un tetto, si sceglierà di preferenza la tipologia cristallina se la facciata è ventilata. In genere i moduli per
facciate sono fatti su misura e devono
essere compatibili con i requisiti di sicurezza: il tipo e lo spessore del vetro e i
materiali di laminazione devono corrispondere alle esigenze dell’applicazione.
Al giorno d’oggi la tecnologia in silicio cristallino propone moduli di grandi
dimensioni che si adattano bene alle
grandi vetrate, ma come si diceva in precedenza, in questo caso una ventilazione
può risultare necessaria per evitare temperature troppo alte, compromettenti una
buona resa energetica dell’impianto.
Altri aspetti importanti da tenere in
considerazione riguardano i requisiti di
sicurezza e le caratteristiche fisiche ed
energetiche dello stabile. Nel caso di
un'integrazione in un edificio nuovo, al
fine di ottenere i migliori risultati estetici, energetici ed economici è necessario
tener conto dell’installazione dell’impianto sin dalla fase di progetto.
Quali certificazioni dovrebbero avere
i moduli?
Il tipo di certificazioni riportate sulle
schede tecniche del modulo sono un
indizio importante sulla qualità del prodotto.
Per una persona poco esperta non è
comunque facile orientarsi nella giungla
delle certificazioni dichiarate dal fabbricante. Una delle certificazioni esplicitamente richiesta per la commercializzazione dei moduli in Italia è la qualifica
per i moduli in silicio cristallino (IEC
61215 o CEI EN 61215).
Questa norma garantisce che il prodotto abbia passato delle severe prove di
resistenza elettrica e meccanica, equivalenti a 20 anni di vita, ma non sostituisce
la garanzia che va comunque richiesta al
produttore o distributore di moduli.
Quali garanzie vanno richieste quando si acquistano dei moduli?
L’azienda produttrice dei moduli
dovrebbe rilasciare due garanzie: una di
prodotto e una di prestazione.
- La prima riguarda esclusivamente i
difetti di produzione e di materiale, tipicamente della durata di 2-5 anni;
- La seconda riguarda invece le prestazioni del modulo solare nel tempo e
garantisce il mantenimento della potenza
iniziale: normalmente viene garantito il
90% della potenza minima dopo 10-12
anni e/o l'80% della potenza minima
dopo 20-25 anni dalla produzione.
È sempre consigliabile farsi rilasciare
una copia delle garanzie.
Quando è necessario dubitare di un
preventivo relativo a un impianto fotovoltaico?
Da un punto di vista generale, risulta
dubbio un costo in preventivo di un
ci dati elettrici. Ad esempio, dovrebbero
essere specificati i dati ottici, termici e
meccanici per diverse posizione del
modulo: verticale, a 45° e orizzontale,
tenendo cosi conto dell’integrazione
architettonica.
Quali sono le principali differenze tra
moduli in silicio monocristallino e policristallino?
Le differenze principali tra la tecnologia mono e policristallina sono a livello elettrico ed estetico. Queste differenze
sono il risultato dei diversi processi di
fabbricazione delle celle. A livello di
efficienza, i moduli in silicio monocristallino presentano in media valori del 25% superiori rispetto al policristallino. I
processi di fabbricazione delle celle
monocristalline sono più costosi rispetto
alle policristalline, in quanto richiedono
più energia: le temperatura sono sovente
comprese tra 400 e 900 °C.
Tutto questo influisce e ha chiaramente un effetto sui costi dei prodotti
finali, con il monocristallino che è gene-
ralmente un po’ più caro a parità di
potenza rispetto al policristallino.
A livello estetico le celle monocristalline prendono le dimensioni dei cilindri in silicio puro dai quali si ottengono i
wafer. La colorazione è omogenea ed è
tipicamente blu scuro. Per le celle policristalline le forme sono rettangolari ed
esteticamente si presentano blu vivo, con
la struttura cristallina ben visibile
Nell’acquisto delle nuove tecnologie
(che in alcuni casi sono ancora a livelli
sperimentali e non sufficientemente
monitorate nel lungo periodo) è buona
cosa non abboccare al primo prodotto
offerto dal primo rivenditore incontrato
(a volte anche quest’ultimo potrebbe
essere alle prime esperienze nel settore),
ma è necessario informarsi e valutare
con cura, consapevoli che le fonti rinnovabili, allo stato attuale, non sono ancora in grado di controbilanciare alle tradizionali, ma costituiscono un valido supporto a quest’ultime.
MAURIZIO BACCO
Con il sorriso a servizio di Dio e dei fratelli
LA SCOMPARSA DI DON MARIO SALGARO
Domenica 14 marzo a Genova, presso il centro di Don Orione-Castagna, si
è spento don Mario Salgaro. Il martedì
successivo, il feretro è giunto a Castello
accompagnato da alcuni confratelli, che
hanno concelebrato assieme al parroco e
ad altri sacerdoti nativi del luogo.
Tra i fedeli in chiesa era presente un
numeroso stuolo di nipoti e pronipoti,
tutti stretti attorno al loro caro nel
momento dell’ultimo saluto.
Il celebrante, Direttore Generale dell’Ordine, ha ricordato l’amato confratello come uomo “tutto stola e lavoro”,
cioè sacerdote e lavoratore, secondo gli
insegnamenti del fondatore San Luigi
Orione. Molti lo ricordano come un
uomo sempre in movimento e a disposizione degli altri, delle loro esigenze e
dei loro problemi: un uomo che aveva
fatto del servizio umile e sorridente il
suo stile di vita, un “uomo del fare” anziché “del comandare”.
Anche per questo non accettò mai la
direzione di un istituto. Amava la com-
pagnia, dove portava sempre il buonumore e a contraddistinguerlo era proprio il suo atteggiamento gioviale ed
accogliente, sempre pronto a valorizzare quello che di buono c’era in chi
incontrava.
Nato nel 1922 e partito nel 1935 da
Castello, giunse a Tortona per entrare
nella Congregazione della Piccola casa
della Divina Provvidenza, fondata da
San Luigi Orione, all’interno della
quale avrebbe trascorso 67 anni di vita
religiosa e 55 di sacerdozio, tutti vissuti con intensa dedizione nei vari istituti
italiani della Congregazione.
Trascorse nella malattia gli ultimi
anni della sua vita, ben accolto e accudito in un istituto dell’Opera, dove ha
ricevuto quell’amore che tanto aveva
seminato nel corso della sua esistenza.
Ora il suo corpo riposa nel cimitero
di San Giovanni Ilarione, il paese verso
il quale, anche nei lunghi anni di servizio pastorale, aveva sempre mantenuto
un affettuoso ricordo, rinsaldato dal
contatto con i tanti parenti a cui era intimamente legato e che non mancava di
visitare quando ritornava nei luoghi
della sua prima giovinezza.
MARISA RISSOTTO
Dopo sei anni di attività chiude
il gruppo del Commercio Equo e solidale
della Parrocchia di Castello
Il gruppo del Commercio Equo e
Solidale, operante dal 2004 nella frazione di Castello, vuole esprimere un ringraziamento a quanti hanno creduto e
sostenuto, fin dall’inizio anche economicamente, il Mercatino, in particolare i
Parroci di Castello e il locale Comitato
Sagra, allora rappresentato da Almerino
Marcazzan.
Questa iniziativa dal sapore tipicamente cristiano della condivisione, termina in “attivo”.
Le risorse che abbiamo speso con
entusiasmo e in forma gratuita, ritagliando dagli impegni familiari il tempo
per fare ciò, sono state appagate dalla
solidarietà sempre dimostrataci dalla
gente.
La nostra “clientela” consapevole di
acquistare prodotti provenienti da realtà
economiche penalizzate (Paesi del Sud
del Mondo, ma anche fasce sociali in
difficoltà pur trovandosi in Italia), una
volta al mese nella stanza adiacente all’altare maggiore della chiesa di Castello, faceva la spesa in modo responsabile e non caritatevole.
Con questa sensibilità profonda
verso tematiche che rischiano di rimanere al di fuori dei nostri interessi, a
tutt’oggi siamo riusciti ad aiutare economicamente e materialmente, nei limiti
delle disponibilità finanziarie, i progetti
di seguito elencati:
• 200 € al “Progetto Valeria”, promosso dall’Associazione “Il Cuore in
Africa” di Montecchia di Crosara,
che raccoglie offerte per sostenere
Valeria, una ragazzina
nata in Guinea Bissau
con gravi malformazioni
Grazie alla CONVENZIONE
fisiche e che proprio per
stipulata con le Pro Loco,
questo nel suo paese
sarebbe stata abbandonaFondiaria SAI propone a tutti
ta e lasciata morire.
i soci possessori dell’Unplicard
• 470 € al “Centre Jeunes
FONDIARIA
Kamenge”, in Burundi:
una serie di offerte ed agevolazioni sulle
divisione
si tratta di un centro di
SAI
POLIZZA R.C. AUTO.
aggregazione giovanile
dove quasi 14.000 giovani iscritti possono trovare
Inoltre dal 1° gennaio 2008 tale convenzione è estesa anche
un aiuto concreto per
ai seguenti prodotti: INFORTUNI - CASA
costruire una vita di dialogo e di pace, dopo aver
ENTRA ANCHE TU NELLA NOSTRA FAMIGLIA.
vissuto una sanguinosa
RIVOLGENDOTI AL NOSTRO UFFICIO SITO IN:
guerra civile. A guidare il
Centro è Padre Claudio
S. GIOVANNI ILARIONE (VR) - Via Ca’ Rosse, 11
Marano, missionario saveriano, che svolge la sua
Tel. 045 6550978 - 045 6559662
missione a Bujumbura,
G R U P P O
Per una persona poco esperta non è
facile orientarsi fra gli innumerevoli
moduli proposti sul mercato. Cerchiamo
di dare una risposta ad alcune semplici
domande che potranno aiutare chi intende acquistare dei moduli a compiere una
scelta più consapevole e avveduta.
Quali sono i criteri generali per la
scelta dei migliori moduli per il proprio
impianto.
Gli elementi da considerare quando si
vuole acquistare un modulo di qualità
sono, soprattutto:
• la resa energetica,
• la stabilità nel tempo;
• la durata di vita.
Per avere una descrizione completa
delle caratteristiche dei moduli si devono
consultare le schede tecniche dei moduli
stessi. In esse sono indicate le caratteristiche fisiche, meccaniche ed elettriche
come pure le tolleranze e le garanzie nel
tempo.
Oltre a quelli che abbiamo indicati,
esistono comunque altri elementi da
considerare.
Per un impianto residenziale sono
molti rilevanti l'aspetto estetico e, naturalmente, quello economico, soprattutto
in relazione all'incentivo in conto energia.
Nel caso di un impianto integrato gli
aspetti architettonico ed estetico assumono un'importanza cruciale: per prima
cosa i moduli andrebbero scelti in base
alle esigenze d’integrazione e di corretto
inserimento dell’impianto nell’edificio.
Vi sono chiaramente altri fattori che è
importante considerare al momento dell’acquisto dei moduli e direttamente
legati a questi aspetti: tanto per fare ad
esempio:
• le condizioni climatiche fondamentali del sito dove si andrà a installare
l’impianto fotovoltaico;
• le caratteristiche del tetto.
Se il tetto è piano, quale tipologia di
modulo andrebbe preferito?
Se si è ancora nella fase di costruzione dell’edificio o se s’intende sostituire
il tetto con una nuova copertura ha sicuramente senso puntare su un manto
impermeabile nel quale venga integrato
uno strato fotosensibile in film sottile. A
causa dell’accumulo di neve, questa
soluzione, però, non si addice a dei climi
di montagna con elevati livelli di innevamento.
Quali moduli scegliere se si vive in
climi particolarmente caldi?
Se nei mesi estivi o in primavera si
corre il rischio di un surriscaldamento
dei moduli, andrebbe preferita la tecnologia in film sottile (per esempio amorfa), visto il comportamento termico
favorevole rispetto alla tecnologia in silicio cristallino. Il film sottile è quindi una
soluzione che si adatta molto bene ai
climi dell’Italia centrale e meridionale.
Se il tetto è a falda ed è dotato di una sufficiente ventilazione, i moduli in silicio
cristallino risultano comunque analogamente validi.
E se si vive in montagna o in climi
particolarmente rigidi?
In generale, nei climi freddi si adattano bene anche i moduli in silicio cristallino perché in estate, pur essendoci un
forte irraggiamento, la temperatura non
raggiunge dei livelli elevatissimi. Di
conseguenza l’efficienza di questa tipologia di moduli non viene ridotta in
maniera eccessiva.
impianto inferiore ai 3.000/4.000 euro al
kW installato (tutto compreso).
Che cosa deve comparire obbligatoriamente sull'etichetta del modulo?
Secondo la norma europea EN50380,
sull’etichetta del modulo, oltre al nome
del fabbricante o del distributore e il
modello del prodotto, è obbligatorio
indicare la classe di protezione (se effettuata, per esempio TUV SKL2), la tensione massima di sistema e le seguenti
caratteristiche elettriche: massima
potenza (Pm) e relativa tolleranza (in
percetuale), corrente di corto circuito
(Isc), tensione di circuito aperto (Voc) e
tensione di massima potenza (Vm) alle
condizioni standard STC (irraggiamento
di 1.000W/m2, temperatura di 25°C e
AM1.5).
Il numero di serie ben visibile e concepito per restare tale nel tempo è ugualmente necessario.
Per moduli che vengono integrati è
una necessità dare specifiche molto più
complete e dettagliate rispetto ai sempli-
capitale del Burundi, dal 1991. Oltre
al progetto di pace, Padre Claudio,
sostiene il diritto all’alfabetizzazione
e alla sensibilizzazione sull’Aids. Per
attuare i campi lavoro si avvale di
persone provenienti da vari paesi:
italiani, svizzeri, tedeschi che generosamente offrono le loro ferie, e non
solo, nei vari periodi annuali.
• 270 € all’Orfanotrofio di Freetown e
Makeni in Sierra Leone, gestiti dalle
Suore di Madre Teresa di Calcutta.
Negli orfanotrofi vivono bambini affetti da varie malattie e malformazioni. La più grave è l’AIDS. Abbiamo
pertanto procurato test monouso
rapido per la diagnosi dell’HIV, farmaci ed integratori vitaminici, guanti sanitari monouso.
• 270 € sono stati consegnati per un
progetto di solidarietà a favore di
alcune famiglie del nostro paese che
versano in difficoltà economiche.
• Il poco materiale invenduto lo abbiamo consegnato alle Suore del Sacro
Cuore di Gesù che seguono la Scuola
materna “Papa Luciani” del nostro
Comune.
Speriamo di avere agito nella maniera più consona all’iniziativa; certamente
non siamo riusciti a produrre grandi cifre, ma anche se sembra retorica, ricordiamo sempre che “il mare è formato da tante piccole gocce”.
Ringraziamo nuovamente tutti ma
proprio tutti, simpatizzanti e non, e in
modo cordiale e solidale salutiamo.
NADIA, MARIA ROSA,
ANTONELLA, ANNA MARIA
L’ALPONE 11
PADRE AGOSTINO LOVATIN
Servo buono e fedele alla casa del Padre
Certamente non si rendeva
conto Massimo Francesco Lovatin quando si è sposato nel lontano 1927 con Maria Bacco che
avrebbe dato origine ad una nobile stirpe, ad una famiglia numerosa nella quale il Signore avrebbe
attinto a piene mani. Ma è stato
proprio così!
Uomo di fiducia e operaio
fisso presso la locale miniera di
carbone, prima a Nogarotto e poi
a Castello, ha saputo crescere una
famiglia ricca di entusiasmo e di
timore di Dio dove il lavoro, l’impegno e la fiducia nell’avvenire
non sono mai mancati. Luigi,
Luigina, Francesco, Teresa, Danilo, Valentino, Agostino e Annamaria riempiono la casa e la
mamma ha un bel da fare per riuscire a tenere tutto sotto controllo.Difficile per loro progettare
l’avvenire, viste le situazioni economiche dell’Italia di allora. Ma
Qualcuno “molto in alto” ha già
distribuito le chiamate. Luigi
prima, seguito poi da Francesco e
Don
Valentino subiscono il fascino
dell’opera fondata dal Beato Mons.
Scalabrini vescovo di Piacenza, ne
accolgono il messaggio ed entrano a far
parte della congregazione come sacerdoti impegnati nell’assistenza religiosa
e morale degli emigranti italiani e si
spargono nei vari continenti: Luigi in
Argentina, Francesco in Australia, Valentino in Francia e Belgio. Agostino, il
maschietto più giovane- classe 1944, dai
capelli biondo oro (tanto che l’allora
cappellano di Castello, don Damiano
Andriolo, lo aveva soprannominato “baco da seta” con chiaro riferimento al colore dei capelli), è un ragazzino sveglio,
bravo a scuola, pieno di entusiasmo ed
aspetta con ansia il termine della Vª elementare per poter seguire le orme dei
fratelli.
Il primo approccio con la Congregazione scalabriniana avviene a Bassano
del Grappa e il suo “curriculum studii”
prosegue a Rezzato (BS), poi a Cermenate (CO) ed infine la Teologia a Piacenza. Per la sua intelligenza acuta ed
intuitiva viene inviato alla celebre Pontificia Università Gregoriana di Roma,
ove ottiene a pieni voti la licenza in filosofia e teologia. Nel 1969 viene ordinato sacerdote nella chiesa parrocchiale di
Castello da Mons. Giuseppe Cognata e
per i genitori è un altro dono a Dio.
Mamma e papà sono orgogliosi di questi quattro figli offerti al Signore. Bello
vederli, nelle rare occasioni di rientro in
Agostino Lovatin
famiglia, camminare tutti insieme,
intrattenersi con la gente, ritornare nell’animo bambini ... e per i genitori e
familiari è un giusto orgoglio. Danilo,
l’unico maschio in famiglia rimasto
“laico”, a pieno titolo si sente un po’
missionario perché ha contribuito con il
suo lavoro a sostenere le spese per gli
studi e la realizzazione dei fratelli, sempre pronto e disponibile ad ogni evenienza.
Aria scanzonata, sorriso aperto,
capelli biondi, desiderio di dedicarsi alle
necessità degli altri,Agostino trasmette
il messaggio evangelico in maniera contagiosa ,con quell’ottimismo e dinamismo che lo contraddistinguono, prima lo
vive profondamente in prima persona e
poi invita gli altri a seguirlo, presentando Cristo come un amico e un compagno di viaggio di cui fidarsi. I Superiori
si accorgono ben presto quale stoffa
hanno tra le mani e lo trattengono quale
segretario presso la Direzione generale
dal 1969 al 1972 e, al momento di destinarlo all’attività pastorale, che per un
sacerdote rappresenta l’intima essenza,
scrivono”... hai saputo attendere all’ufficio di segretario con semplicità, con
fedeltà, con umile disponibilità, con
competenza e con rispetto, senza mai
sapere né volere dire di no. In ogni circostanza e circa tutti i problemi, non
solo per quelli più delicati, hai mantenuto riserbo con disinvolta naturalezza e
attento controllo. In ciò hai
risposto in pieno alle nostre attese. Inoltre, in tutto hai portato le
note della serenità, della bonomia e della schiettezza, senza
esibizionismi, nonostante le tue
belle doti di intelligenza e di
buon gusto.” Questo è Agostino.
Giunge allora anche per lui il
momento di passare l’oceano,
con destinazione Nord America,
facendo la spola fra Stati Uniti e
Canada, testimoniando a tutti, in
una società non facile, la buona
novella, il messaggio dell’amore
sublime di Dio, l’amore e la propria disponibilità verso gli altri,
in primis per gli emarginati, i
bisognosi, cercando di aprire una
finestra verso la speranza per i
disperati, per coloro che si sentono rifiutati dalla vita. Alla fine
prevalgono sempre il suo sorriso
e il suo invito a respirare profondamente e a guardare in avanti,
perché in fondo si scorge sempre
la Luce.
Nel 2005 rientra in patria per
assumere la direzione dell’Istituto storico della Congregazione, risiedendo al Collegio Internazionale San
Carlo, a Roma, di cui diviene superiore
nel novembre 2006. Tornato negli Stati
Uniti nel 2008, prosegue il suo apostolato nell’Illinois e il 25 marzo 2010 viene
colto da infarto lungo il tragitto verso
l’ospedale, ove sta recandosi per un controllo a seguito di un precedente intervento chirurgico. Ora dei “Magnifici
quattro” rimane solo Valentino, in precarie condizioni di salute nella casa di
riposo della congregazione a Bassano
del Grappa. È vivo desiderio di noi tutti
ringraziare il Signore per questi quattro
meravigliosi doni cresciuti a San Giovanni Ilarione, per il loro prezioso apostolato “su tutta la faccia della terra”,
per l’onore e il buon nome del nostro
paese portato nei quattro continenti.
Agostino sarebbe dovuto ritornare in
agosto in Italia per tre appuntamenti importanti, rivedere la casa paterna dove il
fratello Danilo con la sua famiglia continua la tradizione, battezzare le due
gemelline del nipote Marco e officiare il
matrimonio di Paola, sorella di Marco.
Il Signore ha disposto diversamente.
Un altro sacerdote celebrerà il matrimonio di Paola e battezzerà le gemelline, ma entrambi hanno fin d’ora in paradiso uno speciale protettore ed un interlocutore diretto con Dio.
GIANNI SARTORI
L’Angolo del goloso
Melanzane alla parmigiana
Ingredienti (per 6 mesi): 1 kg di melanzane • 750 gr di pomodori maturi • 250 gr di mozzarella di bufala • 1 cipolla • 1
spicchio d'aglio • 1 mazzetto di basilico • 80 gr di parmigiano reggiano grattugiato • origano • olio extravergine d'oliva • sale
Preparazione: lavate le melanzane, tagliatele a fette nel senso
della lunghezza, mettetele nello scolapasta a strati e spolveratele tutte con sale grosso. Lasciatela riposare per due ore.
Risciacquatele bene, asciugatele con un canovaccio. In un
tegame largo e antiaderente scaldate un filo d'olio e cuocete
le melanzane, girandole. Quando sono dorate, appoggiatele
sulla carta assorbente per eliminare l'unto in eccesso. Scottate
i pomodori, passateli al passaverdure e cuoceteli per 20 minuti con un filo d'olio, la cipolla e l'aglio tritati, il basilico, l'origano e il sale.
Mettete sul fondo di una pirofila un mestolino di salsa, coprite con uno strato di melanzane, formaggio grattugiato, uno
strato di fette di mozzarella, qualche foglia di basilico.
Continuate gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti, terminate con salsa di pomodoro.
Cuocete in forno a 180° per 30 minuti.
Servite caldo così la mozzarella rimane filante.
Varianti: potete sostituire il parmigiano con il grana padano o
con il nostro squisito Monte Veronese stagionato.
Se volete un piatto meno calorico, cucinate le melanzane sulla
griglia.
Buon appetito.
LUCIANA DAMINI
La festa di classe 1974 si è tenuta al ristorante al Zovo di Bolca il 17
aprile 2010.
MATRIMONI: 5
NATI: 9
MORTI: 10
Totale residenti maschi al 30.04.2010: 2.671
Totale residenti femmine al 30.04.2010: 2.518
Totale residenti: 5.189
TOTALE FAMIGLIE: 1.794
CONTRIBUTI PER L’ALPONE
Attraverso le pagine dell’Alpone che
riceveva e leggeva regolarmente, con la
nostalgia di chi vive lontano, il marito e
i figli vorrebbero ricordare la loro cara
Lidia, che purtroppo non c’è più, a
quanti l’hanno conosciuta e le hanno voluto bene.
Lidia era nata a San Giovanni, nella
frazione dei Giannini il 9 novembre
1932.
Cresciuta in una famiglia numerosa e
presto orfana di entrambi i genitori, da
ragazza aveva lavorato alcuni anni in
filanda ed era stata anche al servizio di
una famiglia di Pinzolo, nel Trentino.
Nel 1958 dopo il matrimonio con
Piero Dugato di Fusa, era andata ad abitare con lui in Castello.
Anche qui non si era risparmiata, e
pur dedicando tante energie alla famiglia e ai due figli nati nel frattempo,
aveva sempre collaborato con il marito
nella conduzione della loro piccola bottega di scarpe.
Purtroppo erano tempi difficili, i
guadagni incerti e nel febbraio del 1962,
con il rammarico di lasciare parenti,
amici e … un pezzo di cuore, tutta la
famiglia dovette trasferirsi in Piemonte,
a Venaria (TO), per avere un lavoro più
sicuro.
Nonostante il distacco doloroso, il
suo carattere estroverso e la sua disponibilità verso gli altri le hanno permesso
di inserirsi bene nel nuovo ambiente
instaurando rapporti cordiali e durevoli
con tante persone.
Ma le sue radici e il suo cuore, come
per il marito ed i figli, restavano a San
Giovanni. Ogni anno erano numerosi i
viaggi per trascorrervi almeno qualche
giorno e le ferie di agosto erano un’occasione irrinunciabile per riunirsi con
fratelli e amici, ritrovando anche i luoghi cari.
Purtroppo nell’ultimo anno le sue
condizioni di salute sono diventate via
via più critiche. Malgrado ciò, benché
con fatica, a ottobre ha ancora rivisto le
sue amate colline, la Chiesa di Castello,
Fusa … La sua speranza era di riprendersi presto e poter tornare a San
Giovanni per il tempo delle ciliegie.
Ma il Signore ha deciso diversamente, chiamandola a sé improvvisamente il
2 maggio.
Noi che l’abbiamo e l’avremo sempre nel cuore, siamo certi che sarebbe
felice di salutare tutti, ancora una volta,
con la sua solita serenità e il suo immancabile sorriso.
PIERO, VALERIA E SERGIO DUGATO
Assessorato alla Cultura e Biblioteca
Mostre itineranti 2010
“Masaccio-Beato Angelico-Piero della Francesca. L’avventura della conoscenza nella pittura”.
Questo è il titolo della mostra sponsorizzata quest’anno dal Cav. Steno
Marcegaglia, dall’1° all’11 ottobre prossimo in via Ca’ Rosse n. 6.
La mostra viene proposta dall’Assessorato alla Cultura del comune in collaborazione con l’Associazione “Rivela”. Sarà visitabile tutti i giorni con entrata libera.
Un grazie particolare a Francesco Beltrame, impresa edile per la disponibilità del locale.
Lovato Marino, Chiampo (VI)
Confente Anna, USA
Pernigotto Laurent, FRANCIA
Gambaretto Vittorio, Peschiera del
Garda (VR)
Beschin Sergio, S. G. Il.
Ex Reduce Biondaro Angelo, S. G. Il.
Pozza Gino, Montecchio Maggiore (VI)
Gugole Giancarla, Vestenanova (VR)
Galiotto Guglielmo, S. G. Il.
Munaretti Rita, S. G. Il.
Zandonà Agnese, Vestenanova (VR)
Dammi Antonio, S. G. Il.
Dammi Bruno, S. G. Il.
Corradini Margherita, S. G. Il.
Dammi Cornelio, S. G. Il.
Rivato Agostino, S. G. Il.
Allegri Augusto, S. G. Il.
Ambrosi Gina, Montecchia
Galiotto Giuseppe, S. G. Il.
Ambrosi Sante, S. G. Il.
Ambrosi Lucia, Castello (VR)
Ambrosi Lorenzo, S. G. Il.
Niselli Paolo, S. G. Il.
Casarotto Rino, S. G. Il.
Cavazza Angelina, S. G. Il.
Salgarolo Vccaro Donna, S. G. Il.
Mazzasette Luigi, S. G. Il.
Bricca Sante, S. G. Il.
Martinelli Venuta, Montecchia di
Crosara
Marchesini Elio, Garda (VR)
Confente Rino, S. G. Il.
Giuseppe Rossetto (Istitutio Don
Bosco), Torino
Gambaretto Tesera, Vestenanova (VR)
Beschin-Prando Santina, S. G. Il.
Panarotto Luigi, Nuoro - Sardegna
Olmari Roberto, S. G. Il.
Gambaretto Alessandro, S. G. Il.
Gallo Gianpaolo, S. G. Il.
Gazzo Spedito, S. G. Il.
Dal Cortivo Riccardo, Minerbe (VR)
Catazzo Giuseppina, Salò Brescia
Munaretto Domenico, S. G. Il.
Colognato Daniela, Albaredo D’Adige (VR)
Marangoni Franco, S. G. Il.
Dirupo Anna Maria, Soave (VR)
Agresti Amalia, S. G. Il.
Gecchele Giustina, S. G. Il.
lncontro Giorgio, Gazzolo D’Arcole (VR)
Cavazzola Marsilia, S. G. Il.
Pozza Linda, S. G. Il.
Monchelato Luciano, S. G. Il.
Ciman Luigia, S. Bonifacio (VR)
Marcazzan Aristide, Roncà (VR)
Panarotto Rosanna, Agrate Conturbia (NO)
Marchi Lino, Beinasco (TO)
Marcazzan Pila, S. G. Il.
Rivato Ferdinando, S. G. Il.
Filipozzi Onorio, S. G. Il.
Zaltron Giovanni, Castronno (VA)
Zanella Giovanna, S. G. Il.
Zandonà Mano, S. G. Il.
Panarotto Mario, S. G. Il.
Suor Anna Camilla Perazzolo, Genova
Suor Galiotto M. Palma, Genova
Perazzolo Dal Brolo Santa, Chiampo (VI)
Lovato Rosario, S. G. Il.
Micheletto Noemi, S. G. Il.
Fratta Claudine, BELGIO
Fratta Francesco, BELGIO
Beschin Teresa, S. G. Il.
Perazzolo Lino, Volargne Dolce (VR)
Offerta per L’Alpone, Besozzo (VA)
Lovato Elisa, Albaredo d’Adige (VR)
Posenato G iandomenico, S. G. Il.
Beltrame Paolo, S. G. Il.
Raffaella Salgaro Vaccaro, Cattignano - S. G. Il.
Zanchi Giovanni, Sabbadori - S. G. Il.
Marcazzan Luigia, Boarie - S. G. Il.
Panarotto Sergio, S. G. Il.
Mantello Ivano, Monteforte D’Alpone (VR)
Filipozzi Giuseppina, Vestenanova (VR)
Marcazzan Benvenuto, Boarie - S. G. Il.
Allegri Lino, Terossa Roca (VR)
Salgarolo Giuseppe, Montebello Vicentino (VI)
Ciman Olimpio, Monferrato (AL)
Vanzo Gma, S. G. Il.
Beschin Maria, S. G. Il.
Cengia Lorenzo, Cattignano - S. G. Il.
Mella Maria in Fratta, Olmo di Creazzo (VI)
Gambaretto Giulia, S. G. Il.
Lovato Valentino, Monfalcone (MI)
Bilancini Gabriella, Chiampo (VI)
Da Ronco Dama, S. Bortolo (VR)
Gecchele Clelia, S. G. Il.
Pemigotto Laurentd, FRANCIA
Bevilacqua Gianpaolo, S. G. Il.
Dal Cero Maria, Montecchia di Crosara (VR)
Marcazzan Giovanna, Alte di Montecchio Maggiore (VI)
Micheletto Luigina, Arzignano (VI)
M. Giobatta, Carpi (MO)
Zamichele Gina, Montebello Vicentino (VI)
Tonin Bertilla, Vestenanova (VR)
Erzonelli Augusto, S. G. Il.
De Carli Dino, BELGIO
Cristofari Antonietta, Montecchia di
Crosara (VR)
Zanchi Anna, Comun Nuovo (BG)
Zandonà Ernesto, Cattignano - S. G. Il.
Cavazza Daniela, Pasquaro Montecchia (VR)
Gambaretto Almerina, San Bonifacio (VR)
Soprana Roberto, Valdagno (VI)
Galiotto Lorenzo, S. G. Il.
Roncari remo Mario, Selva di Progno
(VR)
Sperotti Giancarla, San Bonifacio( VR)
Marchetto Renza, Chiampo (VI)
Damini Aristea, Tiezzo do Azzano X (PN)
Andriolo Silvano, S. G. Il.
Costalunga Teresa, Benedettini (MI)
Da Ronco Maria Luisa, Merano (BZ)
Eriani Antonio, Cassano Magnago
(VA)
Marcazzan Paolo, S. G. Il.
Marcazzan Giuseppe, Lonigo (VI)
L’ALPONE 12
ZIONI
A
I
C
O
S
S
DALLE A
SPORT
Tornei di S. Giovanni e frazioni
Arriva la bella stagione e con essa i consueti tornei di calcetto organizzati nel comune e frazioni.
Il primo in ordine di tempo è il torneo di Cattignano che quest’anno è
stato sostituito dal “primo torneo di bocce dei boce” e si sta svolgendo
nei due campi messi a disposizione dal bar Confente.
In questo torneo si scontrano 16 coppie suddivise in quattro gironi che si
contenderanno il primo trofeo dell’anno.
Finora è andato a rilento a causa del tempo che non ha permesso il regolare svolgimento delle partite.
Nel mese di giugno, come di consuetudine, si svolgerà il torneo di calcio
a 7 a San Giovanni, dietro le scuole medie, all’interno della festa dello
sportivo che quest’anno presenterà molte novità e intrattenimenti.
Ogni anno è battaglia vera in campo per assicurarsi l’ambito trofeo di
campioni del paese ma poi, al fischio finale, il clima di compagnia e festa
non è mai venuto a mancare.
Ricco di tifosi e molto sentito è il torneo di Castello che prenderà il via a
luglio e, di sicuro, sarà spettacolare ed emozionante anche grazie al
campo di gioco che rende le partite ricche di gol a discapito dei poveri
portieri che molte volte si dovranno chinare a raccogliere il pallone in
rete.
Gli organizzatori di queste manifestazioni, che come ogni anno impiegano tempo e cuore perché tutto sia svolto al meglio, si augurano che
l’entusiasmo dei tifosi e dei partecipanti sia sempre maggiore e ricordano che la porta è sempre aperta per aiutare e per nuove idee.
MARANA SEBASTIANO (BODI)
Sport, sport e ancora sport
Il 2010 Ilarionese si è aperto con due
importanti manifestazioni che hanno trascinato migliaia di sportivi a visitare il
nostro territorio: la Marcia tra i ciliegi in
fiore, e la Granfondo del Durello.
Due importantissime manifestazioni, due
successi senza precedenti che dimostrano
che la pratica dello sport è diventata un
fatto di straordinaria importanza, un servizio sociale riconosciuto in ogni angolo
del pianeta, una pratica a cui i governi di
tutto il mondo hanno affidato il compito
di far crescere nella salute psico-fisica le
nuove generazioni. Una pratica che ha
profondamente inciso sul costume delal
società e sulle abitudini dei cittadini.
Ne sono testimonianza la nascita di numerose società sportive, affiancate a quelle di più lunga tradizione offrendo nuove
opportunità per la pratica dello sport,
l’impegno dei mezzi di informazione di
massa per avvicinare il grande pubblico
alle diverse discipline sportive, l’attenzione
degli enti pubblici e di privati per dotarsi
di strutture sportive corrispondenti ai crescenti bisogni per la pratica dello sport
individuale o di società. Senza contare le
trasformazioni avvenute negli ultimi anni
nel campo educativo e in particolare il riconoscimento del ruolo pedagogico e formativo dello sport nella scuola, che ha determinato una diversa disponibilità delle
famiglie verso la pratica di una o più discipline sportive da parte dei figli.
L’amministrazione Comunale crede in tutti
questi valori correlati all’attività motoria,
intesa anche come prevenzione finalizzata
alla tutela della salute e a contrastare gli
inadeguati stili di vita che sono i principali fattori di rischio di gravi patologie come
obesità, diabete, malattie cardiovascolari.
Anche i bambini ne sono interessati perché il gioco è uno strumento necessario
per acquisire equilibrio, per sviluppare potenzialità e per la formazione stessa della
personalità.
Ma vorrei tornare, in concreto, alle “nostre” due manifestazioni sportive, la Marcia tra i ciliegi in fiore e la Granfondo del
Durello, per ribadirne l'importanza, anche
in un’ottica di promozione dell’attività
sportiva in stretta sinergia con la promozione del territorio. Infatti, migliaia di turisti hanno potuto visitare il nostro paese,
ammirando le bellezze del paesaggio con i
ciliegi in fiore.
Infine, permettetemi di esprimere gratitudine, anche a nome dell’intera Amministrazione Comunale, alla Polisportiva e all’A.s.d. Basalti, che in collaborazione e
stretta sinergia con le altre associazioni di
volontariato Ilarionesi hanno permesso la
realizzazione di questi eventi. Il successo è
il frutto di anni di duro lavoro da parte
delle società presenti sul territorio, fatte di
persone che credono fermamente nei
valori che lo sport rappresenta, e che
impegnano gran parte del loro tempo libero alla promozione della disciplina sportiva.
DOTT. THOMAS PANDIAN
ASSESSORE ALLE POLITICHE DELLO SPORT
Notizie dalla Polisportiva Ilarione
È nata la nuova Polisportiva Ilarione
L’Associazione conta ora 11 componenti del Consiglio con le cariche così
assegnate: Presidente: Lucia Burato; Vicepresidente: Benito Di Franco; Segreteria: Nadia Mazzasette; Tesoreria: Luigi
Gonzato; Tutela patrimonio: Alessio
Sperandio; Manutenzione: Arturo Burato; Relazioni pubbliche: Emanuel Righetto.
Consiglieri: Danese Mauro, Galiotto
Alessandro, Martemucci Giovanni, Piccinin Andrea.
Segue da pag. 1
8° Granfondo del
Durello
Fino all’altezza della grande pala
eolica i due procedevano di pari accordo
ma poco prima dello scollinamento
Deho forzava e al controllo del Gpm, a
metà gara circa, aveva già un vantaggio
di 45 secondi su Rojas, seguito a sua
volta a quasi un minuto dal proprio
compagno di Team Bacerra e Spadi.
Sulla successiva lunga discesa Bacerra rompeva la catena, mentre davanti
Deho procedeva indisturbato verso l’arrivo.
Rojas scendeva molto guardingo e
veniva raggiunto da Spadi.
Primo successo alla Durello per
Marzio Deho che ha coperto 144 Km in
un’ora 44,42 davanti a Spadi e Rojas,
staccati di tre minuti. Quarto assoluto, e
primo degli amatori, il campione del
mondo Zaglio Carlo Manfredi, che ha
preceduto la sorpresa di giornata ovvero
l’Elite Sport del grande Stefano dell’Asd Basalti e ottavo assoluto Dirupo
Nicola sempre dell’Asd Basalti.
Nella gara femminile, duello acceso
sulla lunga prima salita tra la vicentina
Anna Ferrari e la svizzera Sofia Pezzati;
al controllo intermedio la Ferrari transitava prima per soli sei secondi, ma nella
seconda parte aumentava il propio ritmo
e alla biker svizzera infliggeva un distacco di circa tre minuti e trenta.
Per la Ferrari si tratta del secondo
successo nella prova di S. Giovanni dopo quello dell’edizione del campionato
europeo del 2007.
Sul tracciato corto di 20 km da sengalare il successo di Manuel Pressi con
il tempo di un’ora e 9,46 e di Elisa Cappellari per le donne col tempo di un’ora
e 33,35. Il presidente del gruppo Asd
Basalti Franco Pegoraro ringrazia tutti e
dà appuntamento per la 9ª edizione.
Ecco quindi il concorso: tutti potranno suggerire un nome da far pervenire
entro il 30 giugno via mail all’indirizzo
[email protected] o telefonando al 347 4420071.
Il direttivo della Polisportiva prenderà
in esame le segnalazioni pervenute. Il più
bravo, oltre all’onore di dare il nome alla
nostra mascotte, sarà premiato nel corso
della Festa dello Sport con due buoni
pasto.
CONCORSO: TROVA UN NOME
ALLA MASCOTTE
Questa è la nuova mascotte della Polisportiva Ilarione.
Ci serve il vostro aiuto per trovare un
nome carino.
Fine stagione ... si pensa già alla prossima
Dopo una lunga stagione, iniziata già a
metà Agosto con duri e faticosi allenamenti
sotto il tipico solleone estivo, siamo arrivati
alla conclusione dei campionati di tutte le
nostre squadre. Un’annata iniziata appunto con
grandi sudate, proseguita con un inverno particolarmente rigido, ma pioggia, neve, temperature siberiane, non hanno impedito ai nostri
giovani (dai più grandi ai piccini) di allenarsi
con il solito impegno e entusiasmo. Un pensiero particolare, visto l’inverno trascorso, va ai
ragazzi degli allievi che si sono allenati tutto
l’anno a Vestenanova. Fine stagione, dunque
tempo di bilanci che nei sogni di inizio anno
potevano essere migliori, ma tutto sommato da
non buttare; la prima squadra si è fermata a
pochi punti dalla zona play off disputando un
campionato privo di gloria ma allo stesso
tempo privo di particolari sofferenze.
Gli Juniores regionali purtroppo non sono
riusciti a mantenere la categoria, l’anno prossimo i ragazzi partiranno più motivati che mai
per vincere il campionato provinciale e rimediare a una stagione particolarmente sfortunata.
Con la fine della stagione sono arrivate
delle buone notizie riguardo il nostro impianto
sportivo. Infatti, dalla prossima stagione tutti i
nostri atleti giocheranno sull’erba sintetica.
Nessuno avrà l’alibi di uno stop sbagliato a
causa di un rimbalzo strano del pallone dovuto
alle buche.
Un ringraziamento a tutti i dirigenti,
accompagnatori e genitori che ogni sabato e
domenica hanno seguito le nostre squadre al
Don Bosco e in trasferta. Insomma un'altra stagione è finita ma il pensiero di tutti noi è già
rivolto alla prossima, perché la passione per
questo sport porta sempre a pensare avanti.
LUCA ROSSETTO
Festa dello sport 2010
La Polisportiva Ilarione e l’Assessorato allo Sport organizzano la FESTA DELLO SPORT
che si svolgerà nei giorni 2-3-4 luglio presso gli impianti sportivi di Via Torino.
Quattro giorni di sport, musica e divertimento.
Programma
VENERDÌ 2 LUGLIO
Ore 21
Live music
A seguire Disco music 360°
SABATO 3 LUGLIO
Ore 9.00
Ore 16
Dalle 20 alle 22
Dalle 22
Torneo di Tennis per ragazzi
Gimkana con le bici per ragazzi
Esibizione arti marziali
Live music
A seguire – Disco music 360°
DOMENICA 4 LUGLIO
Tennis- campi aperti per tutti
Torneo di bocce
Finale 3°-4° posto Torneo di calcio a 6
Finale 1°-2° posto Torneo di calcio a 6
A seguire – Live Music
Durante la serata si svolgeranno le premiazioni dei tornei
La vincitrice Sofia Pezzati.
CICLI & MOTO
Qualità a prima vista
direttamente dal produttore
Gli occhiali delle marche più prestigiose
attendono il vostro punto di vista
Via Canella, 3 - CELLORE d’ILLASI (VR)
Tel. 045 7834 058 - Fax 045 7834 505
TORNEO DI CALCIO A 6
Anche quest’anno in vista della Festa
dello Sport si sta svolgendo il Torneo di
Calcio a 6. Il torneo è iniziato lunedì 7
giugno. Le finali saranno disputate domenica 4 luglio in occasione della Festa
dello Sport.
Ore 9.00
Ore 15
Ore 18
Ore 19.30
SAGGIO DELL’ENERGY STUDIO
“L’Associazione sportiva dilettantistica Energy Studio in collaborazione
con il Comune di San Giovanni Ilarione, l’Assessorato allo Sport e la
Polisportiva, vi invitano allo SPETTACOLO DI DANZA CHE SI TERRÀ
MARTEDÌ 22 GIUGNO 2010 presso il Palazzetto dello Sport. LA SERATA INIZIA ALLE ORE 21.15, apertura ore 20.45, ingresso gratuito.
Energy Studio partecipa quest’anno alla Rassegna voluta dal Comune
di Verona “I colori della danza” al Teatro Romano: un’occasione unica
ed emozionante per poter ballare in una cornice magica ed esclusiva.”
FEDERICO GALLO
NUOVO SITO
È attivo il nuovo sito della Polisportiva Ilarione all’indirizzo www.polisportivailarione.it.
Sul sito sono disponibili aggiornamenti e novità, foto e molto altro sulle
attività dell’Associazione.
SAN GIOVANNI ILARIONE (VR)
Telefono / Fax 045 6550447
Trimestrale di Informazione e Cultura c/c postale n. 15684376
Se vuoi inviare il tuo contributo all’Alpone utilizza c/c postale n° 15684376 intestato a: Pro Loco di San
Giovanni Ilarione - Piazza Aldo Moro, 5
Direttore responsabile: Delio Vicentini
Redazione: Dario Bruni, Luciana Damini, Mario Gecchele, Angelo Pandolfo, Giovanni Sartori, Lucia Burato,
Lorenzo Gecchele
Recapito: Franco Cavazzola - Presidente Pro Loco - Via Risorgimento, 3/C - S. Giovanni Ilarione (VR) Tel. 045 7465727
Pubblicità Augusto Gambaretto - Via Bosco, 7 - Tel. 045 7465151 - San Giovanni Ilarione (VR)
Prestampa: Iter - Tel. 045 7652554 - Fax 045 6170334 - [email protected] - Colognola ai Colli (VR)
Stampa: Grafiche Alpone - Tel. 045 6550221 - 045 6550480 - S. Giovanni Ilarione (VR)
Scarica

“L`alpone” II trimestre 2010 in formato PDF