La Roma sbanca Udine
l’Inter frena la Juve:
giallorossi a meno uno
Il Napoli continua la marcia. Cagliari, la cura Zola non basta. Nello Sport
ITALIAN COMMUNITY DAILY NEWSPAPER
$1.00 Più tasse nella Gta (prezzo più alto fuori) ■ Anno 03 ■ N. 003
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Mercoledì 7 Gennaio 2015
Una comunità senza peso né voce
Fantino messo all’angolo, scarso peso alla Camera, nessuno senatore, senza ruoli primari nelle istituzioni finanziarie
TORONTO - La bocciatura senza
se e senza ma di Julian Fantino ripropone ancora una volta il tema
dello scarso peso della comunità italocanadese a livello politico.
Ma non solo. Se da un lato la nostra comunità non è rappresentata al Senato, alla Corte Suprema o
nella Banca Centrale del Canada,
dall’altro la mancanza di ruoli importanti nelle principali istituzioni finanziarie, nell’esercito, nelle
agenzie governative mette in luce un problema di scarsa rappresentatività che deve essere risolto.
 ARTICOLI IN ITALIANO
E IN INGLESE ALLE PAGG. 2 E 3
L'INCHIESTA
Loris, il padre
non crede
a Veronica
AGRIGENTO- L’incontro c’è stato, ma le distanze sono rimaste.
Veronica Panarello ha ribadito di
«essere innocente» e di avere «accompagnato a scuola Loris», Davide Stival è rimasto con i suoi
dubbi: «Le immagini delle telecamere dicono un’altra cosa...». Due
ore di ricostruzioni, emozioni e
confronto non sono riusciti ad avvicinare marito e moglie, divisi
dopo l’arresto della donna.
La ressa dei fan di Pino Daniele alla camera ardente allestita a Roma
Pino Daniele, addio con polemiche
Chiusa la camera ardente con la ressa dei fan, la famiglia decide per i due funerali a Roma e Napoli
 ARTICOLI A PAG.9
 ARTICOLO A PAGINA 6
IL VERTICE
CONTROSPORT
MALTEMPO
Toronto, arriva
il freddo polare
Wynne-Harper, tanto rumore per nulla
L’atteso incontro tra la premier e il primo ministro non ha prodotto risultati
TORONTO - L’ha inseguito per
tanto tempo, chiedendo un meeting ufficiale che puntualmente veniva rifiutato. Alla fine Kathleen Wynne ce l’ha fatta a incontrare Stephen Harper, in un vertice in cui si dovevano discutere i
problemi dell’Ontario. Ma dal meeting non è emerso alcun risultato concreto.
 A PAG. 4
“Ecco la Befana,
questa vecchia
un po’ spilorcia”
 ARTICOLO A PAG. 13
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MERCOLEDI 7 GENNAIO 2015 • CORRIERE CANADESE
2
CANADA
I VETERANI
«Harper, non cambieremo idea sui conservatori»
Il veterano Ron
Clarke commenta
l'uscita di Fantino dal
ministero: «Il primo
ministro pensa già
alle elezioni ma noi
non ci caschiamo»
«O’ Toole non
cambierà nulla
perché non è lui
che decide. Noi
andremo avanti
a fare campagna
contro i Tory»
TORONTO - «L’allontanamento di Fantino non porterà ad alcun cambiamento per i veterani.
Il vero problema è Harper e noi,
per questo motivo, continueremo la nostra campagna contro i
conservatori». Ron Clarke, veterano e promotore della campagna “Anything but Conservative”
(“Chiunque tranne un conservatore”) non arretra di un millimetro
sulle sue posizioni e non è soddisfatto nemmeno del cambio che
ha portato Erin O’Toole al posto
di Julian Fantino alla guida del ministero per gli Afari dei veterani.
«Il fatto che Fantino non sia più
a capo del ministero mi rende felice perché ha sempre avuto un approccio molto scorretto ed è sempre stato poco vicino ai veterani - ha detto - Però non sono affatto ottimista sul fatto che O’Toole possa fare qualcosa di meglio.
Il vero problema - ha continuato è Harper e ino a quando sarà lui a guidare il Canada le cose non
cambieranno mai».
Secondo Clarke l’avvicendamento e lo spostamento di Fantino al ministero della difesa come
ministro associato è dovuta soltanto al fatto che i Tory vogliono
do spiragli visto il pessimo lavoro
che ha fatto quando era ministro».
Il Corriere Canadese ha contattato l’ufficio di Julian Fantino per
un commento ma non ci è arrivata alcuna risposta dal parte dell’ex
ministro per gli Affari dei Veterani.
Sulla sua candidatura per un
nuovo mandato a livello federale,
Fantino è sempre stato molto vago lasciando aperta sia la possibilità di ricoprire un nuovo mandato a Ottawa sia riguardo alla possibilità di andare in pensione per
raggiunti limiti di anzianità e per
stare più vicino alla sua famiglia.
Tramontata l’ipotesi di chiudere la carriera politica come sindaco di Vaughan, per la verità erano
più voci che altro, per lui quello di
ministro associato alla Difesa potrebbe essere il suo ultimo incarico dopo aver accettato la nomination nel 2010 e da lì essere sempre
stato rieletto nel collegio di Vaughan.
Ora però, dopo le polemiche
e le critiche al suo operato, tutto
sembra cambiato. Ed è probabile
che anche Fantino se ne sia ormai
reso conto.
L’ex ministro agli Afari per i Veterani Julian Fantino
andare al più presto alle elezioni e quindi vogliono recuperare il
consenso tra i veterani. «Vedrete
che si andrà a elezioni anticipate ha aggiunto - Ma noi veterani non
ci faremo trovare impreparati: se
Fantino si ripresenterà, andremo
nel suo uicio elettorale a Vaughan per fare campagna contro e
lo stesso vale per Harper. A questo punto è necessario un cambio
per evitare che altro male venga
fatto non solo ai veterani ma anche ai canadesi».
Il primo banco di prova per dimostrare il cambio di rotta è già
stato oferto a O’Toole: ieri, la Public Service Alliance of Canada ha
chiesto al nuovo ministro di riaprire gli uici distrettuali chiusi
dal suo predecessore.
E in un comunicato stampa
non sono mancate critiche sulla gestione del ministero da parte dell’ex capo della polizia di Toronto. “Fantino - è scritto - è stato irrispettoso e ha ignorato” un
gruppo di veterani, tra cui uno
dalla PEI che era venuto a Ottawa
un anno fa per protestare contro la chiusura dei nove uici distrettuali. Uno di quegli uici era
a Charlottetown.
“I conservatori devono dimostrare che aver sostituito Fantino
con il ministro O’Toole è più che
una mossa pre-elettorale per tentare di calmare i veterani” ha detto il presidente Robyn Benson. E
anche Clarke è dello stesso parere
anche se si dice sicuro che O’Toole non riaprirà mai i nove uffici
chiusi e soprattutto non ascolterà
le richieste della sua categoria.
ECONOMIA
«Non cambierà niente - ha proseguito - semplicemente perché le
persone che vengono messe lì non
contano niente. Sono soltanto degli uomini di Harper che dicono
e fanno quello che gli viene detto. O’Toole non potrà certo riaprire gli uffici perché non può mettere in cattiva luce Fantino. Non accadrà niente, vedrete».
Il veterano poi si dice scettico
anche su una possibile candidatura dell’mp eletto a Vaughan alle
prossime elezioni federali. «Harper lo ha piazzato in un ministero
dandogli un ruolo secondario perché non poteva fare altro - ha concluso - E questo significa soltanto che non lo considera più come
strategico. Credo che la carriera
politica di Fantino sia finita. Anche perché all’orizzonte non ve-
ONTARIO
2015, Ontario cresce più dell’Alberta Benzina ancora più giù
TORONTO - Il calo dei prezzi del
costo del petrolio farà cambiare i
rapporti di forza tra le province
del Canada.
L’Alberta infatti vedrà la sua economia rallentare e non poco,
le proiezioni parlano di un tasso
di crescita ridotto a metà, mentre
l’Ontario ne beneicerà.
Questo almeno dicono gli studi della Bank of Montréal e il suo
chief economist Douglas Porter.
Nel frattempo accanto all’Ontario,
anche la British Columbia gareggerà per la vetta della classiica riguardo alle economia più loride.
Porter ha ribadito queste previsioni durante un meeting tenuto dall’Economic Club of Canada.
Ad ogni modo non c’è da cantare
vittoria visto che nella più rosea delle ipotesi si parla di una crescita molto lenta, che sarà più simile come ha detto il Chief economist a una “gara tra tartarughe” dal momento che entrambe
le province, la British Columbia e
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l’Ontario, cresceranno non più del
2,5 per cento quest’anno. Il chief
economist della National Bank
Stefane Marion ha dichiarato che
la crescita in Ontario sarà rallentata dal fatto che il settore manifatturiero è stata colpita duramente durante la crisi finanziaria e la
recessione.
Durante le precedenti fasi economiche, l’Ontario aveva una capacità in eccesso nelle sue fabbriche e poteva beneficiare molto velocemente dalla accresciuta
domanda di esportazione. Molta
di questa sovra-capacità è andata
perduta dopo la scorsa recessione e ci vorrà del tempo per recuperare.
TORONTO - Continua a scendere
il prezzo del carburante a Toronto e in Ontario. L’esperto di prezzi
di benzina Enpro Roger McKnight
ha dichiarato a 680News di aspettarsi un calo di tre centesimi per
oggi con una media prezzo di 91,9
centesimi al litro nella stazioni di
rifornimento in tutta la GTA. Oggi
i prezzi si sono mantenuti su livelli altamente competitivi partendo
da un massimo di 83,9 al litro per
arrivare a un minimo di 83,4.
In Ontario invece il prezzo è ancora più basso. Si parte dagli 83,4
centesimi registrati da Costco a Oshawa per arrivare 83,6 centesimi
nella pompa Pioneer di Brampton
per salire a 83,9 dalla Esso, Santak
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stato registrato a Ohsweken dove
un litro veniva pagato 78,9 alla BB
Big 6 Station.
Un centesimo più caro al litro era l’importo della Express Gas di
Cornwall fino ad arrivare a 82,3
centesimo alla stazione Petro Canada di Sarnia.
CORRIERE CANADESE • MERCOLEDI 7 GENNAIO 2015
3
CANADA
L'ANALISI
Una comunità senza peso e senza voce
Nella politica
contiamo sempre
meno, nessun ruolo
al Senato, alla Corte
Suprema, nella
Banca Centrale
e nell’Esercito
Francesco Veronesi
TORONTO - La parabola politica
di Julian Fantino ripropone il tema dello scarso peso della comunità italocanadese a livello nazionale. L’accantonamento dell’ormai
ex ministro per gli Afari dei veterani - tenuto buono dal primo ministro Stephen Harper con il “contentino” di un ruolo di governo di
secondo piano al ministero della Difesa - è solo l’ultimo in ordine di tempo di una lunga serie di
fatti che confermano come la nostra comunità negli ultimi anni sia
stata messa ai margini e che, allo stesso tempo, come la stessa
non abbia avuto la forza di uscire
dall’angolo e riacquistare il dovuto peso nella politica, nelle istituzioni, nella magistratura, nel mondo economico.
A Parliament Hill abbiamo assistito a un progressivo deterioramento della nostra presenza da un
punto di vista quantitativo e qualitativo.
Julian Fantino e Dean Del Mastro
Nella maggioranza conservatrice Fantino era l’unico italocanadese a ricoprire un ruolo di un
certo peso all’interno del governo: in 4 anni ha ricoperto 5 incarichi - ministro per gli Anziani, ministro associato alla Difesa, ministro per la Cooperazione internazionale, ministro per i Veterani e
adesso di nuovo ministro associato alla Difesa - e ad ogni cambia-
mento di dicastero ha trascinato
con sé decisioni controverse e polemiche a non inire.
Il suo compagno di partito Dean Del Mastro è stato invece condannato da un tribunale per aver
violato i limiti di spesa imposti
dall’Elections Act, è stato quindi
costretto a dimettersi dalla House of Commons ed è in attesa della sentenza con il rischio di inire
in carcere.
Paul Calandra rimane sottosegretario del primo ministro senza incarichi ministeriali, così come Stella Ambler Ciccolini. Non
che le cose vadano meglio nei due
partiti di opposizione.
Senza contare che nell’altro ramo del parlamento, il Senato, di italocanadesi non ce n’è nemmeno
l’ombra: dalle dimissioni di Con-
siglio Di Nino del 2012 - dopo essere rimasto in carica per 22 anni
- nella Camera Alta di Parliament
Hill non siede nessuno senatore
di origine italiana.
Non va certo meglio nel settore
giudiziario. Nella Corte Suprema
del Canada dopo Frank Iacobucci
- in carica dal 1991 al 2004 - c’è stato il vuoto, così come nelle nuove
nomine fatte a dicembre dal ministro della Giustizia Peter MacKay
per le corti superiori e di appello
di italocanadesi non vi è traccia.
Un discorso simile si può fare per quanto riguarda i ruoli di
maggiore peso all’interno dell’apparato burocratico statale, nelle
principali agenzie governative federali, nell’esercito, in Bank of Canada e nelle altre maggiori istituzioni inanziare pubbliche.
Il quadro che ne esce è desolante e dovrebbe costituire l’avvio di
una discussione serie che scavalchi posizioni preconcette, steccati ideologici e partitici e interessi di parte. Perché la comunità italocanadese, nonostante tutto, è
più viva che mai, si sta rigenerando, sta continuando a raggiungere
ottimi risultati nel settore privato,
con tante storie di grandi e piccoli successi personali, professionali
e imprenditoriali.
Ed è forse per questo che resta
il rammarico per la mancanza di
un equivalente peso nel mondo
politico, nel processo decisionale
di un Paese che è anche il nostro.
[email protected]
ENGLISH VERSION
Shuffled aside, without voice without weight
Francesco Veronesi
TORONTO - Julian Fantino’s fate
could be likened to a metaphoric description of the position of
the Italian Canadian community on the national stage. The setting aside of the former Minister of
Veteran’s Afairs – silenced by the
“candy” (Associate Minister of Defense, part II) given him by Prime
Minister Stephen harper – is only
the latest in a series of collective
setbacks for our community.
Over the last several years, it has
sufered increasingly severe marginalization, as it has unable to
emerge from its corner to assume
its rightful place in the world of
politics, the bureaucracy, the judi-
ciary and the world of inance.
In Canada’s Parliament we have
been witnessing a progressive deterioration of our presence and impact in both qualitative and quantitative terms.
On the government side, Fantino was the only Italian-Canadian
to have a cabinet portfolio, assigned 5 portfolios in 4 years: Minister for Seniors, Associate Minister for Defense (twice), Minister for International Co-Operation
and Minister for Veterans Afairs.
In every instance, he was became
embroiled in never-ending controversy.
His colleague in the Conservative Party, Dean Del Mastro, has in
fact been found guilty in Court on
Election Financing issues and was
forced to resign from the Commons. He awaits sentencing and
may sufer incarceration.
Paul Calandra remains parliamentary Secretary to the Prime
Minister but without any duties; ditto Stella Ambler Ciccolini.
Things are not much better on the
Opposition side.
Nor are they improve in the
Other Chambre, the Senate. Since
the premature departure of Con
di Nino, in 2012 (after 22 years),
there isn’t even a shadow of an
Italian Canadian, not one of the recent nominees (57 in total) of Italian origin.
The Judiciary is no less inhospitable for us. After Justice Frank
Iacobucci, who served from 1991 to
2004, the Supreme Court has become a wasteland for Italian Canadian jurists. The same can be said
for the Superior Courts and Court
of Appeal where, somehow, Justice
Minister Peter MacKay was unable
to ind a place for competent Italian-Canadian lawyers when he recently made an army-sized slew of
appointments.
One could make a similar case
in the appointments of senior positions in the upper echelons of the
bureaucracy, the military, the Bank
of Canada and other public Financial Institutions.
What emerges is a disappointing
discouraging scenario.
It should prompt a serious dis-
cussion that transcends preconceived notions, ideological/partisan positions or self-interest.
The Italian-Canadian community, notwithstanding the everpresent petty considerations, is
more vibrant than ever. It is in the
process of regenerating itself. It
is experiencing optimal performances in the private sector, with innumerable examples of successes,
individual, professional or entrepreneurial.
Maybe for this reason we feel
the bitterness associated with an
absence of political weight in the
political world… in the world of
decision-making respecting the
country – one that is, to all intents
and purposes, also ours!
LO SCONTRO
Voto per gli espatriati, braccio di ferro in corte
TORONTO - Un canadese che da
lungo tempo vive stabilmente all’estero ha il diritto di votare per le elezioni politiche federali? È questo
il nodo giuridico che dovrà sciogliere la Corte d’Appello dell’Ontario in uno scontro che vede il
governo federale come il principale promotore del fronte del no.
Secondo Ottawa infatti il canadese che si è stabilito da molto tempo fuori dai conini nazionali non
ha alcun diritto di poter esercitare il proprio voto. Bloccarne il voto - sostiene il governo Harper nel caso in cui un canadese viva da
più di cinque anni all’estero rappresenta “una restrizione giustiicata in una società libera e democratica”. “Il limite costituito dalla
residenza nel Paese - ha sostenu-
to uno dei legali che rappresentano l’esecutivo - assicura che vi sia
una connessione tra i cittadini e il
luogo dove loro esercitano il dirit-
to di voto”.
Nel maggio dello scorso anno,
il giudice della Corte Superiore
dell’Ontario Michael Penny ha stabilito che alcuni passaggi della Canada Elections Act, entrata in vigore nel 1993, era incostituzionali.
Nel fare questo di fatto ha esteso
a circa un milione di canadesi che
vivono all’estero il diritto di voto.
La decisione non è stata presa
bene dal governo, che ha deciso di
impugnare la sentenza e portarla
in appello. Il ministro per le Riforme democratiche, Pierre Poilievre,
ha così presentato in parlamento
un progetto di legge, il Citizen Voting Act, con l’obiettivo di limitare ancora una volta il voto per i residenti all’estero. Per i votanti che
vivono all’estero da cinque anni la
proposta di legge prevede la necessità di dimostrare la loro identità, la loro cittadinanza e insieme
a questo anche la prova della loro
passata residenza in Canada: a loro
inoltre, se la proposta dovesse essere approvata, sarà permesso solamente di votare nel loro vecchio
distretto elettorale.
Insomma, il governo ha voluto riafermare il principio che per
poter esercitare il diritto di voto, gli espatriati devono dimostrare il proprio collegamento diretto
e continuo con il loro Paese. Ma si
è andati oltre, perché secondo un
nuovo regolamento già in applicazione, gli espatriati possono votare solamente dopo aver riacquistato la residenza in Canada.
Due canadesi che vivono negli
Stati Uniti hanno lanciato così una nuova azione legale contro il
governo dopo che gli venne negato il diritto di voto nel 2011: si tratta di Jamie Duong di 31 anni e Gillian Frank di 36. Entrambi hanno
sostenuto come a loro avviso il limite dei cinque anni sia del tutto
arbitrario.
Oltre a questo, secondo loro,
il diritto di voto deve appartenere a tutti i canadesi a prescindere dal luogo della loro residenza:
con questa distinzione in sostanza si verrebbero a creare due categorie di cittadini, una che gode di
un diritto e una che invece ne viene privata. Una tesi questa contestata dal governo federale, che ha
aidato alla corte il compito di dire la parola ine.
MERCOLEDI 7 GENNAIO 2015 • CORRIERE CANADESE
4
CANADA
TEMPERATURE IN CADUTA FINO A -30 GRADI CENTIGRADI
L’EMERGENZA
Oggi è il giorno più freddo a Toronto
TORONTO - Sarebbe stato un arresto cardiaco causato dall’ipotermia la causa della morte di un uomo trovato ieri in una pensilina degli autobus su Dundas Street, appena a ovest di Yonge Street. L’uomo, un senzatetto di circa 40 anni
di età, indossava solo un paio di jeans e una maglietta in una notte che
ha visto scendere la temperatura fino a -18 gradi centigradi. Già ieri un
camionista è stato trovato morto
nel suo veicolo in una area di carico
e scarico merci all’incrocio di Davenport con Wiltshire Avenue: anche in questo caso si sospetta che a
provocarne la morte possano essere state le rigide temperature.
Un freddo causato dalle correnti
provenienti dall’Artico che ha attanagliato tutto l’Ontario meridionale e che nei prossimi giorni non allenterà la morsa: oggi, prevedono i
meteorologi, sarà il giorno più gelido della settimana con la colonnina del mercurio che scenderà fino
a -25 e che con l’effetto vento farà
percepire -30 gradi centigradi.
Dopo un Natale un po’ insolito
con temperature attorno agli zero
gradi o anche di qualche grado sopra lo zero, da domenica è giunta
una “massa di aria artica” che ha
spinto Environment Canada ad emettere un avviso in cui i residenti venivano invitati a indossare capi
di abbigliamento caldi, guanti, cappelli e sciarpe a causa del “clima
più freddo registrato durante questa stagione”. Le temperature, in
questi primi giorni di gennaio, sono
crollate infatti al di sotto dei valori medi per questo periodo dell’an-
no. Ma non è solo la Gta ad essere
stata presa di mira dal freddo gelido: secondo il meteorologo di En-
vironment Canada Geoff Coulson
tutta la terra dell’Acero è attraversata in questi giorni dalle correnti
fredde: «La situazione non è molto diversa ad esempio in Quebec e
in numerosi stati degli Usa, fino anche a quelli meridionali - ha detto
Coulson - chi trascorre del tempo
all’aria aperta o deve camminare a
piedi deve vestirsi in modo appropriato mentre chi si sposta in auto
non deve dimenticare di avere sempre con sé un kit di emergenza con
coperte, cavi per la batteria e torce
elettriche».
L’unica buona notizia all’orizzonte è che le temperature dovrebbero
tornare sui valori stagionali a partire da lunedì.
CRONACA NERA
Pedofilo torna in libertà, la polizia avverte i cittadini
TORONTO - La polizia di Toronto avverte i cittadini circa il ritorno in libertà dopo 21 anni di carcere
del pedofilo James Alfred Cooper. Secondo la polizia
l’uomo, che ha 79 anni e che è stato condannato per aver avuto rapporti sessuali con ragazze al di sotto dei
14 anni, due stupri, atti osceni, sodomia, aggressioni
fisiche, è uscito di galera lunedì scorso e risiederà a
Toronto. L’uomo dovrà presentarsi una volta alla settimana presso una stazione di polizia, non frequentare parchi, piscine, scuole, asili o zone frequentate da
bambini e non aver alcun contatto con ragazzi al di
sotto dei 16 anni.
¬ Tre persone sono state accusate di omicidio di primo grado a Niagara ma la polizia è ancora impegnata nella ricerca del corpo di Alexander Fraser la cui
PRIMO PIATTO
auto è stata trovata incendiata il 26 dicembre scorso.
I tre accusati sono Victoria Harvey, Brad MacGarvie
e Duran Wilson di età compresa tra i 20 e i 30 anni.
• Dovrà rispondere di numerosi capi di accusa un ragazzo di 17 anni ritenuto responsabile di una rapina
a mano armata in una abitazione di Ajax avvenuta lo
scorso 22 novembre. Il giovane, le cui generalità non
possono essere rese note in base allo Youth Criminal Justice Act, è accusato di rapina a mano armata,
possesso di armi pericolose e mancato rispetto della libertà condizionale. Il ragazzo avrebbe agito assieme ad altri tre complici ai quali la polizia sta dando la caccia. Chiunque abbia informazioni è invitato
a telefonare al detective Sitaram all’1-888-579-1520 interno 2758.
- 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva - sale.
Ingredienti per 4 persone : 400 gr. di bucatini - un Kg. fra cozze e vongole - 50 gr. di
olive nere snocciolate - 30 gr. di burro - 400
gr. di salsa di pomodoro - 4 iletti d’acciughe - un ciufo di prezzemolo tritato - uno
spicchio d’aglio
La Cucina
di
Teresina
Il
Corriere Canadese
invita le sue afezionate
lettrici a inviare le ricette
a loro più care, quelle che
fanno leccare i bai
a tutta la famiglia,
che magari vengono
preparate per celebrare
una occasione speciale
oppure che sono semplici
da eseguire, ideali
quando si rientra a casa
dal lavoro.
La cucina italiana di oggi
nasce dalla tradizione:
condividete le vostre
ricette con noi:
le pubblicheremo in
italiano e in inglese!
L’indirizzo è:
[email protected]
Ingredienti per 4 persone : 4 fette spesse di
iletto di manzo - 4 cucchiaini di paté di fegato
- un piccolo tartufo nero - 80 gr. di burro - un
bicchierino di Marsala - pangrattato - sale e
pepe.
Preparazione: Incidere le fette di iletto nello
spessore ed introdurre in ognuna un cucchiaino di paté, qualche lamella di tartufo nero
ed un iocchetto di burro. Passarle nel burro
fuso, cospargerle con il pangrattato, regolarle
di sale e pepe e farle dorare nel restante burro.
Trasferirle in un piatto da portata ed aggiungere il Marsala al fondo di cottura; lasciar
ridurre la salsa a fuoco vivo, versarla sulla
carne e servire.
Zucchine grigliate
Calorie per porzione: 215
Tempo di preparazione: un’ora oltre al tempo
per la marinatura
Economico: si Vegetariano: si
Ingredienti per 4 persone : 800 gr. di
zucchine - uno spicchio d’aglio - 12 foglie di
basilico - 2 rametti di rosmarino - un ciufo
di prezzemolo - un bicchiere di olio extravergine d’oliva - sale.
DOLCE
Preparazione: In una padella sofriggere
l’aglio, versarvi le cozze e le vongole e farle
aprire a fuoco vivace. A parte sciogliere il
burro, unire le olive, le acciughe tritate e il
pomodoro, salare e cuocere per circa venti
minuti. Aggiungere i frutti di mare sgusciati,
il prezzemolo e mescolare. Condire con il
sugo la pasta lessata e cotta al dente.
Filetto tartufato
Calorie per porzione: 440
Tempo di preparazione: 30 min.
Economico: no Vegetariano: no
CONTORNO
TORONTO - È uiciale: l’inluenza sta per raggiungere il picco in molte parti del
Canada. Il virus che colpisce quest’anno è l’H3N2 che,
per motivi ancora sconosciuti, che può causare gravi complicazioni negli anziani, i malati di cuore, chi sofre di problemi respiratori, i lattanti, le
donne in gravidanza e le persone debilitate. Inoltre il vaccino messo a punto all’inizio
di questa stagione invernale, non riesce a garantire una
protezione ottimale. In genere
l’inluenza inizia a difondersi
a gran velocità durante le feste natalizie favorita dagli incontri delle famiglie al completo per pranzi e celebrazioni. Allison McGeer, specialista in malattie infettive del
Mount Sinai Hospital, invita
le persone che hanno contratto il virus a rimanere a casa,
riposarsi e sorseggiare bevande calde.
Bucatini tuttomare
Calorie per porzione: 560
Tempo di preparazione: 40 min.
Economico: si Vegetariano: no
SECONDO PIATTO
L’influenza
raggiunge
il suo “picco”
Preparazione: Tagliare le zucchine a fette
piuttosto spesse, nel senso della lunghezza.
Cuocerle su una griglia, girandole spesso ed
ungendole con un pennello intinto in olio.
Lavar e tritare bene tutte le erbe, insieme
allo spicchio d’aglio. Disporre le zucchine,
a strati, in un piatto da portata; salare ogni
strato, cospargerlo con il trito preparato ed
irrorare con l’olio rimasto. Lasciar marinare
per circa 3 ore e servire.
Cestini di limone alle fragole
Calorie per porzione: 165
Tempo di preparazione: 30 min. oltre al tempo
di refrigerazione
Economico: si Vegetariano: si
Ingredienti per 4 persone:
4 grossi limoni - 2 vasetti di yogurt agli agrumi - 50 gr. di panna montata - 250 gr. di fragole
- un cucchiaio di zucchero - un rametto di
menta fresca.
Editore - Consorzio M.T.E.C. Consultants
Italia, nr 86 Via Maria, 03100 Frosinone. E
M.T.E.C. Consultants Limited. 3800 Steeles
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Preparazione: Privare i limoni della calottina superiore e svuotarli della polpa. Tagliare
anche una fettina di scorza alla base, per farli
stare diritti. Amalgamare insieme zucchero,
yogurt e panna montata. Tagliare a pezzetti le
fragole, tenendone a parte quattro, e mescolarle alla crema. Riempire i limoni con il
composto preparato e lasciar rafreddare in
frigo. Al momento di servire, decorare con le
fragole rimaste e le foglioline di menta.
Redazione: Corriere Canadese
Italia, nr 86 Via Maria, 03100 Frosinone.
Canada, 2790 Duferin St.,
Toronto, On, M6B 3R7
Amministrazione:
L'On. Joe Volpe, Presidente
Francesco Veronesi, Direttore
Nicola Sparano, Vice-Direttore
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287 Bridgeland Ave.
Toronto, On, M6A 1Z6
CORRIERE CANADESE • MERCOLEDI 7 GENNAIO 2015
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CANADA
L'INCONTRO
Wynne-Harper, tanto rumore per nulla
Il premier e il
primo ministro si
sono incontrati per
un’ora. Tanti i temi
toccati ma nessuna
decisione reale
e la promessa di
rivedersi presto
TORONTO - Tanto rumore per
nulla. Il tanto atteso incontro di
lunedì a Toronto tra il primo ministro Harper e la premier Wynne si è risolto alla ine in un nulla di fatto. Nessun accordo e nessuna promessa, se non quella di
rivedersi «tra qualche mese». Il
vertice, richiesto da più di un anno da Wynne e sempre evitato da
Harper, ha sortito forse l’unico
effetto di dare il via ufficioso alla campagna elettorale per le elezioni Federali, come confermano
anche la foto fatta iltrare dall’uficio del primo ministro e la coincidenza perfetta con il rimpasto
di governo.
Ieri il premier dell’Ontario ha
voluto chiarire alla stampa quello che si sono detti lei e il primo
ministro in quell’oretta scarsa
prima della inale del campionato mondiale giovanile di Hockey,
poi vinto dal Canada 5-4 sulla
Russia davanti agli occhi di Harper e del sindaco John Tory.
Un incontro, quello tra Wynne
e Harper, che mancava dal 5 dicembre 2013 e che ha toccato diversi punti del rapporto tra il governo federale e il motore economico del Paese, senza però portare ad alcuna misura concreta.
Di certo c’è stata la conferma
del no di Ottawa al nuovo piano
pensionistico presentato da Que-
La foto dell’incontro tra il primo ministro Stephen Harper e il premier Kathleen Wynne
en’s Park, uno dei punti chiave
della piattaforma del governo di
Kathleen Wynne. Non una novità
visto che Harper ha sempre detto di non volerne sapere del progetto e che se l’Ontario vuole può
andare avanti da solo.
Le posizioni sono invece sembrate più concilianti, almeno a
parole, a proposito del rilancio
dell’industria del settore automobilistico dell’Ontario e di altre misure che aiutino a rilanciare l’economia della Provincia.
Tra queste c’è anche la questione che riguarda l’Ontario’s
Ring of Fire, ovvero il progetto
di sviluppo delle risorse natura-
li e minerali presenti a James Bay
Lowlands nel Nord Ontario. Un
punto chiave sia per il governo
provinciale che per quello federale, soprattutto adesso in chiave
elettorale. Oppure la rimozione
delle barriere al commercio tra
Province.
Wynne non ha poi mancato di
sottolineare le aperture fatte da
Harper nel discorso di ine anno
sul Climate change, una questione sulla quale ino ad oggi Ottawa
è stata quantomeno fredda.
Restano invece profonde le differenze per quanto riguarda le
politiche da seguire a proposito delle First Nations e dei loro
problemi. Una delle questioni affrontate nell’incontro di lunedì
riguarda ad esempio l’acqua potabile nelle riserve.
«Abbiamo competenze diverse» ha detto ieri Wynne sottolineando però che spesso le azioni tra i due piani di governo non
sono coordinate e che su questo
piano «si devono compiere progressi» da entrambe le parti.
«Magari non saremo d’accordo
su niente - ha detto il premier ma il punto è che dobbiamo essere in grado di essere d’accordo o in disaccordo e poi andare
avanti».
Frasi che confermano come si
sia trattato di un incontro interlocutorio, che non ha portato alcun
cambiamento se non quello di riaprire un dialogo tra Ottawa e
Queen’s Park dopo oltre un anno.
«Questo è un risultato tangibile» ha ribadito Wynne ai giornalisti prima di fare un accenno alla politica provinciale e ribadire
che «non è un segreto» che lei
vorrebbe un nuovo mpp eletto a
Sudbury al posto del dimissionario Joe Cimino. Il premier però
non è stato in grado di dare una
data precisa per quando si terranno le byelection. Se i tempi si allungassero troppo potrebbero arrivare prima le elezioni federali.
LA MODIFICA
Cambiano i collegi e lo scenario delle elezioni federali cambia
Québec tre.
Ma non cambiano solo i numeri
dei collegi. Anche i confini di oltre il 70 per cento dei riding che
sono rimasti sono infatti cambiati
e qualcuno ha pure cambiato nome. Per questo motivo anche i risultati dei sondaggi degli ultimi
anni sono stati riassegnati in base
ai nuovi confini degli attuali 338
riding e questo
ha portato a notevoli cambiamenti, seppur ipotetici, nei risultati dei sondaggi. Risultati
che comportano anche pesanti, per quanto ipotetici, cambi
di scenario.
Per esempio,
chi vive e vota a
Winnipeg North, nel 2011 ha visto eleggere il liberale Kevin Lamoureux per appena 44 voti. Mantenendo gli stessi voti ma cambiando i confini, sarebbe stato eletto un deputato Ndp per 108voti.
Una situazione che si ripete in
altri otto riding, dove cambierebbe il risultato delle scorse elezio-
ni: In Newfoundland, Avalon passerebbe dai liberali a i conservatori dopo la ridistribuzione dei collegi.
In Québec, invece, il riding di
Ahuntsic, che adesso si chiama
Ahuntsic–Cartierville, passerebbe dal Bloc Québécois ai liberali
e addirittura il Bloc finirebbe terzo dietro l’Ndp. A Gaspésie–Îles-de-la-Madeleine invece, dove
nel 2011 il popolo premiò l’Ndp, adesso vincerebbe il Bloc.
C’è anche l’Ontario, dove
Brampton East prende il posto di
Bramalea–Gore–Malton. Qui con i
nuovi confini la vittoria conservatrice del 2011 sarebbe toccata a un
Ndp con iliberali secondi. A Don
Valley East invece la ridistribuzione dei confini avrebbe dato la vittoria ai liberali al posto dei conservatori.
In Saskatchewan, l’Ndp prende-
rebbe addirittura due seggi ai conservatori con i nuovi confini. Si
tratta di Regina–Lewvan, un tempo Regina–Lumsden–Lake Centre,
e di Saskatoon West, il vecchio
Saskatoon–Rosetown–Biggar.
Cambierebbe un solo riding
in British Columbia, ovvero Burnaby–Douglas, adesso rinominato Burnaby North–Seymour. Qui i
nuovi confini avrebbero favorito i
conservatori rispetto all’Ndp.
In generale comunque la ridistribuzione dei seggi sembra favorire i conservatori, che comunque
avrebbero vinto lo stesso il maggior numero dei seggi. Ecco come
sarebbero andate le elezioni del
2011 con i riding attuali (tra parentesi i seggi reali ottenuti nel 2011):
Conservatori: 188 (166, +22); Ndp: 109 (103, +6); Liberali: 36 (34,
+2); Bloc Québécois: 4 (4, -); Verdi: 1 (1, -).
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OTTAWA - La ridistribuzione dei
collegi elettorali e l’aggiunta di 30
nuovi riding che entreranno in vigore nelle elezioni di quest’anno
cambiano completamente lo scenario rispetto al 2011 e aggiungono imprevedibilità alla prossima
tornata elettorale.
Cambia infatti del tutto il panorama rispetto a quello che nel 2011
regalò il governo di maggioranza
ai conservatori e cambiano quindi
anche le condizioni e le previsioni dei risultati.
L’obiettivo della ridistribuzione
dei collegi era di provare a fare in
modo che ogni riding rappresentasse lo stesso numero di abitanti.
Per questo Prince Edward Island mantiene i suoi quattro posti nonostante i pochi abitanti,
mentre l’Ontario avrà a disposizione 15 seggi in più, British Columbia e Alberta sei a testa e il
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MERCOLEDI 7 GENNAIO 2015 • CORRIERE CANADESE
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ITALIA
IL DELITTO
AREZZO
Loris, il padre contro Veronica
Monossido uccide
bimbo di 2 anni
AGRIGENTO - L’incontro c’è stato, ma le distanze sono rimaste.
Veronica Panarello ha ribadito
di «essere innocente» e di avere
«accompagnato a scuola Loris»,
Davide Stival è rimasto con i suoi
dubbi: «Le immagini delle telecamere dicono un’altra cosa...». Due
ore di ricostruzioni, emozioni e
confronto non sono riusciti ad avvicinare marito e moglie. La morte del loro iglio Loris, 8 anni, continua a dividerli. Perché a conclusione dell’incontro, che si è svolto nella sala colloqui del carcere
di Agrigento, ognuno dei due è rimasto fermo sulle proprie posizioni.
L’incontro è stato organizzato e
“blindato” per il giorno dell’Epifania, un festivo che non prevede
colloqui familiari per evitare occhi indiscreti, anche di altri detenuti e di loro familiari. L’uomo è
uscito dal carcere «scosso dall’incontro» che, al momento, «non è
previsto avrà un seguito».
È stato il primo assoluto da
quando il 9 dicembre scorso sua
moglie, nel Palazzo di Giustizia di
Ragusa, è stato fermato per l’omicidio del loro primogenito, Loris,
strangolato e gettato in un canalone di scolo di contrada Mulino
Vecchio a Santa Croce Camerina.
«Se è stata lei mi cade il mondo
addosso...», commentò a caldo il
marito, mentre alla donna polizia
e carabinieri, su disposizione della Procura, le contestavano l’omicidio volontario aggravato e l’occultamento di cadavere.
I due si sono guardati a lungo
negli occhi, si sono confrontati
senza alzare i toni, ma con grande fermezza. L’impatto di emozioni è stato però molto alto. Anche
per questo «non credo che ce ne
saranno degli altri» prevede l’avvocato Daniele Scrofani, legale
AREZZO - È morto per sospetta
intossicazione da monossido di
carbonio, forse sprigionato da una
stufetta accesa sul retro del furgone dove dormiva mentre i genitori - italiano il padre, marocchina la
madre, venditori ambulanti di panini e bibite - lavoravano su quello
stesso veicolo adibito a banco. Il
piccolo Adam, 2 anni, non ce l’ha
fatta, nonostante i tentativi di rianimazione quando la madre ha
scoperto che non stava bene. Una
vicenda sulla quale la procura di
Arezzo ha aperto un fascicolo: titolare degli accertamenti il pm Elisabetta Iannelli che ha anche disposto l’autopsia sulla salma. Oggi l’incarico al medico legale per
l’esame. Delle indagini si occupano polizia, vigili del fuoco e Asl.
Dai primi accertamenti la tragedia, consumatasi intorno alla
scorsa mezzanotte, potrebbe essere stata causata dall’esalazioni
sprigionatesi da una stufetta che
era stata accesa a causa del clima
rigido. Il mezzo era posteggiato
nella piazzola di un distributore
alla periferia di Arezzo da dove è
partito l’allarme dato dalla madre,
che al momento della chiusura del
banco ambulante, si è accorta che
il iglio stava male e ha chiamato
il 118. Un equipaggio del soccorso
è arrivato in tre minuti sul posto e
ha tentato ogni manovra per salvare la vita al bambino. Poi all’ospedale di Arezzo, Adam è stato sottoposto ad una speciica terapia con iniezione di adrenalina
ma per lui non c’è stato niente da
fare. Mentre all’ospedale si consumava il dramma, polizia scientiica e vigili del fuoco ispezionavano
il furgone, in particolare i motori
che alimentano frigoriferi e cucina, dove si scaldano le vivande da
servire ai clienti ino a tarda notte.
La madre e il padre di Loris prima dell’arresto della donna per il delitto del iglio
di Davide Stival. Durante il colloquio, durato qualche ora, l’uomo
ha chiesto alla moglie di ricostruire passo dopo passo la giornata
del 29 novembre: «Non è cambiato nulla - ricostruisce il penalista
che ha parlato con il suo assistito dopo la visita in carcere - Veronica Panarello ha continuato a so-
stenere la sua versione, quella di
aver accompagnato Loris a scuola
quel giorno. Davide Stivale le ha
contestato che sulla base di quello
che ha visto nelle immagini estrapolate dalle telecamere le due verità non coincidono».
«Questo incontro - rivela l’avvocato Scrofani - il mio assistito
lo voleva da un po’, ma ha aspettato inora, anche alla luce della
decisione del Tribunale del riesame». La sua posizione, però, non
cambia.
Allo stato degli atti, per Davide
Stival «le immagini parlano chiaro e quindi credo di più alla Procura che a lei».
IL TRAGHETTO
Il Norman Atlantic brucia ancora
BARI - Il Norman Atlantic fuma
ancora, anzi brucia. Un principio
di incendio si è sviluppato ieri sera sul ponte 4 del traghetto, estendendosi in parte al ponte 3 e costringendo ad un intervento di emergenza i vigili del fuoco e il personale della Capitaneria di porto
di Brindisi, che ora tengono sotto
controllo le iamme. Un focolaio alimentato dal forte vento, che ieri
ha ostacolato anche il sopralluogo
degli investigatori. Il relitto è costantemente monitorato e proseguono senza sosta le operazioni di
messa in sicurezza, rese più urgenti dalle alte temperature della nave e dalla presenza a bordo di oltre 1.200 tonnellate di carburante. Il timore, infatti, è che il fuoco
che continua ancora ad ardere nella pancia della nave possa arroventare anche il bunker in cui è contenuto il gasolio.
«Siamo in una situazione ancora di emergenza - ha detto il comandante della Capitaneria di porto di Brindisi, Mario Valente - perché riteniamo che possa esserci ancora fuoco vivo nella pancia della
nave». A quanto si apprende, è impossibile allo stato estrarre il carburante per ragioni statiche: la nave è inclinata e non più governabile. Eliminare un peso potrebbe provocare - dicono i tecnici che hanno eseguito i controlli - spostamenti non del tutto prevedibili. E mentre a Brindisi si è svolto ieri il quinto sopralluogo sul relitto, a Bari il
pm Ettore Cardinali è al lavoro sulle carte dell’inchiesta. Potrebbe essere un incidente probatorio a cristallizzare gli elementi tecnici sul
relitto della motonave naufragata.
LA TRAGEDIA
Valanghe killer in Alto Adige, un morto e tre feriti
Stefan Wallisch
BOLZANO - Qualche centimetro di neve fresca e forte vento in
quota: questo micidiale mix, particolarmente insidioso perché facilmente sottovalutato anche dagli scialpinisti esperti, ha causato
quattro vittime in due giorni lungo la cresta di conine italo-austriaco. Ieri a Riva di Tures un escursionista altoatesino è morto
sotto una slavina sulla Cima della Neve (2.925 m), mentre a Gar-
gellen, nell’Austria occidentale, è
morto un bergamasco.
Lunedì due giovani atleti dello
Ski Team americano erano morti sotto una valanga a Sölden. In
questo inverno povero di neve si
registra un vero e proprio “pellegrinaggio” di scialpinisti verso le
montagne che segnano il conine tra l’Alto Adige e il Tirolo austriaco, dove nei giorni scorsi sono caduti una trentina di centimetri di neve. Il pericolo valanghe è comunque marcato (grado 3
Second floor view of the Villa grounds
and the surrounding olive trees
di 5) a causa degli accumuli eolici, causati dal forte vento che sofia da giorni in quota. Le temperature miti e il sole hanno ulteriormente facilitato il distacco di slavine.
Il bilancio della valanga sulla
Cima della Neve è di un morto e
tre feriti, di cui uno grave, ma la
vera tragedia è stata solo siorata. Sul pendio al momento del distacco della slavina si trovavano
infatti una trentina di scialpinisti. La prima valanga, partita dal-
la vetta, ha causato, con una sorta di reazione a catena, altre sette
valanghe. Complessivamente otto
persone sono state travolte dalle
masse nevose. Sei sono state subito liberate dai compagni, mentre
due sono state trascinate per oltre
300 metri. Per mettere in salvo gli
altri scialpinisti è stato allestito
un ponte aereo verso la valle con
elicotteri del 118, dell’Aiut Alpin e
della Guardia di inanza. Sul posto
sono intervenuti 120 soccorritori.
Il ferito grave è stato trasportato
The olive grove and view of Villa Cappelli
all’ospedale di Bolzano; solo verso l’imbrunire è stata recuperata,
sotto un metro e mezzo di neve, la
salma di Hartmann Stifter, 57 anni, di Brunico, un appassionato di
scialpinismo.
Ieri è stato anche ritrovato il
corpo di un italiano morto sotto una valanga in Austria. L’uomo
di 48 anni, di Ponteranica (Bergamo), era stato travolto lunedì da
un’enorme slavina durante un’escursione in solitaria sul Madrisajoch (2.612 m).
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CORRIERE CANADESE • MERCOLEDI 7 GENNAIO 2015
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ITALIA
QUIRINALE
Corsa al Colle, conto alla rovescia
Milena Di Mauro e Fabrizio Finzi
ROMA - Sette giorni. Tanti ne
mancheranno oggi, quando i palazzi della politica si rimettono in
moto dopo le feste, alle dimissioni già ampiamente annunciate di
Giorgio Napolitano. Certo, manca
ancora la data uiciale e Napolitano rimane nella pienezza dei suoi
poteri ino all’ultimo secondo, essendo quello delle dimissioni un
atto assolutamente individuale e
discrezionale. Napolitano è infatti in queste ore al Quirinale e nei
prossimi giorni, pur non avendo
impegni pubblici, rimane al timone della presidenza concentrandosi anche in una serie di udienze di congedo.
Ma dal 14 in poi sarà tutta una
rincorsa verso l’elezione del nuovo Presidente: il 13 Matteo Renzi
terrà il discorso uiciale di chiusura del Semestre italiano di Presidenza della Ue, il 14 potrebbero
già arrivare le dimissioni del Capo
dello Stato. Da quel momento il
Presidente del Senato Pietro Grasso assumerà il ruolo di supplente,
la Presidente della Camera Laura
Boldrini convocherà entro 15 giorni (termine tassativo previsto dalla Costituzione) il Parlamento in
seduta comune (1008 grandi elettori tra senatori, deputati, senatori
a vita e rappresentanti delle regioni) per arrivare all’elezione nella
prima metà di febbraio. Per i primi tre voti servirà la maggioranza qualiicata dei due terzi dell’Assemblea (672 consensi) mentre
Giorgio Napolitano durante il suo ultimo messaggio da Capo dello Stato
dal quarto la maggioranza assoluta (505 voti).
Naturalmente il timing che porterà al Quirinale un nuovo inquilino (ma nella memoria di tutti è
ancora vivo lo choc di un Parlamento balcanizzato, ostaggio di
franchi tiratori e incapace di eleggere un nuovo Presidente nel
2013) è condizionato dai passaggi formali dell’uscita di Napolitano. Ambienti parlamentari, calendario alla mano, teorizzano che il
capo dello Stato potrebbe lascia-
re anche qualche giorno più tardi
(per esempio il 16 o 17 gennaio) in
modo da garantire l’attività parlamentare per due settimane piene.
Dopo le sue dimissioni infatti si
dovrà riunire un Consiglio dei ministri straordinario per formalizzare la supplenza di Grasso. Così
si potrebbe arrivare alla prima seduta delle Camere congiunte a
febbraio, magari lunedì due febbraio. Tutto tempo utile per provare a chiudere la partita dell’Italicum al Senato.
Ma al di là degli scenari, nonostante Matteo Renzi abbia dato
per chiusa la vicenda, il caos sulla norma “salva-Cav” non accenna a diminuire e il premier dovrà
davvero, nei prossimi giorni, camminare sulle uova. Sia Forza Italia che la minoranza dem escludono che i malumori legati alla questione possano inquinare la partita sul Quirinale e quelle connesse
sull’Italicum 2.0 (da oggi in Aula
al Senato) e della riforma del Senato (dall’8 in Aula alla Camera).
Ma guarda caso i berlusconiani ailano le armi e tornano su accordi già chiusi, ritirando la disponibilità al premio di maggioranza alla lista e pretendendo risposte dal premier sulla clausola
di salvaguardia (che allungherebbe ino al 2018 la legislatura). E intanto fanno sapere che sarebbe un
“ricatto” tenere sospeso il decreto iscale ino a dopo l’elezione di
un nuovo Presidente (come il premier ha annunciato di voler fare,
magari rivedendo al ribasso il tetto del 3% dell’imponibile). Se Renzi considera giusto lo spirito della
norma - è il messaggio - riconfermi il decreto e basta.
Di contro, la minoranza Pd pretende che quella norma sia cancellata e subito, per eliminare il
sospetto di uno scambio tra Berlusconi e Renzi, all’ombra del Patto del Nazareno, con la riabilitazione politica e la ricandidabilità del primo a fronte del via libera sulle scelte per il Quirinale del
secondo.
IL DIBATTITO
Dubbi di Forza Italia sulla “lealtà” del premier
Yasmin Inangiray
ROMA - Lo schema scelto da Silvio Berlusconi è quello tradizionale: chiamarsi fuori dalla bagarre e lasciare che siano i parlamentari azzurri a puntare il dito contro Palazzo Chigi. Il Cavaliere, che
oggi è atteso nella Capitale, preferisce non commentare uicialmente il caos sulla cosiddetta norma “salva-Berlusconi” per evitare
di alzare ancora di più la tensione alla vigilia di un appuntamento
importante come la partita per il
prossimo presidente della Repubblica.
La convinzione dell’ex capo del
governo è che Forza Italia resterà
per il Pd l’interlocutore privilegiato con cui trovare un’intesa sul
prossimo inquilino del Quirinale,
ma l’ex capo del governo sa perfettamente che il percorso è lungo, che di Renzi non ci si può idare ino in fondo, e che prima di
arrivare ad aprire uicialmente il
“ile” quirinalizio, in Parlamento
ci sono alcuni passaggi cruciali da
dover superare.
Uno su tutti è quello dell’approvazione della nuova legge elettorale. Berlusconi non ha nessuna
intenzione di mettere in discussione il patto del Nazareno, che a
suo dire resta il faro con cui procedere anche all’elezione del sostituto di Napolitano, ma per poter tenere compatta Fi e pesare nella trattativa sul Colle, è necessario che quanto prima venga
presentata a palazzo Madama la
cosiddetta clausola di salvaguardia che posticipa l’entrata in vigore dell’Italicum dopo la primavere dal 2016. Una postilla cara agli esponenti azzurri e in particolare ai frondisti di Rafaele Fitto.
L’intenzione come fa capire anche
il Mattinale è quella di dare battaglia: «O c’è un soprassalto della leadership istituzionale di Renzi, una spinta netta alla coesione
nazionale, o salta tutto».
La richiesta degli azzurri d’altronde è chiara: Renzi deve lasciare nel decreto la norma del 3%
perché, osserva Osvaldo Napoli, «qualsiasi cambiamento o rinvio rischia adesso di dare a quelle norme un improprio contenuto
politico, pro o contro Berlusconi».
Che la norma sia legata alle tratta-
tive sul prossimo capo dello Stato lo dice senza tanti giri di parole
anche Franco Coppi, legale di Berlusconi, in un’intervista al Fatto
Quotidiano in cui si dice convinto
che “Tesoro e Palazzo Chigi non
potevano non sapere dell’esistenza del codice”. Per il legale dell’ex
premier appare evidente come “il
provvedimento appare legato alle
trattative per il Quirinale, utilizzato come un messaggio mentre
ci avviciniamo all’appuntamento
per la successione di Giorgio Napolitano”. Un invito alla prudenza
arriva da Maurizio Bianconi, tra i
dissidenti più critici dentro le ile
di Fi: non lesina critiche ai fedelissimi del Cavaliere occupati da
tempo a tenere il dialogo con gli
ambasciatori renziani.
LA FESTIVITÀ
Epifania: musica, regate e carbone con feste in città
ROMA - Musica nelle piazze, regate sui iumi, iaccolate in montagna, e soprattutto tante calze per
i bambini. La festa dell’Epifania
si è celebrata in tutta Italia anche
con le tradizionali befane e falò.
Se a piazza Duomo a Milano già
si guarda all’Expo con la calza più
lunga del mondo, 2 chilometri per
sbandierare i colori dell’esposizione universale, a Cagliari per protesta la “vecchina” lascia un sacco di
carbone davanti al municipio. Colorata la regata sul Canal Grande
dove le befane si chiamano maranteghe. All’insegna della solidarietà
le visite con doni e dolci nei reparti pediatrici del Gaslini di Genova,
del Rizzoli di Bologna e dell’ospedale di Chieti. Ecco una panoramica, dal Nord al Sud, dei festeggiamenti dell’Epifania.
VENEZIA, REGATE DI MA-
RANTEGHE. I campioni del remo si sono vestiti da vecchine per
la tradizionale competizione in
Canal Grande.
MILANO, CALZA RECORD
DA 2 KM. Una calza della Befana lunga 2.015 metri con i colori
dell’esposizione universale è stata
la protagonista ieri in piazza Duomo. Rispettando lo spirito di Expo
la calza era interamente ecologica
e realizzata con ilo derivante dal
riciclo di bottiglie.
ROMA, A PIAZZA NAVONA
TRA LE POLEMICHE. Prima
festa della Befana in piazza Navona senza le tradizionali bancarelle. Dopo le proteste degli ambulanti che non hanno accettato la riduzione dei banchi facendo saltare il tradizionale mercatino, piazza
Navona ha ospitato attività e animazioni per i bambini e un prese-
pe vivente con l’arrivo a cavallo dei
re magi.
LIGURIA, BEFANA IN ACQUASCOOTER. A Rapallo, la
Vecchia Signora non è arrivata con
la scopa ma in acquascooter. Ad
Alassio c’è stata una “Befana subacquea”, riemersa davanti al molo Bestoso. Poi i “sub Befana” hanno depositato una corona benedetta al Cristo degli abissi sui fondali
dell’isola Gallinara.
FIRENZE, CANOTTIERI IN
ARNO. La tradizionale Befana dei
Canottieri comunali quest’anno si
è trasformata in un corteo in acqua
con un centinaio di imbarcazioni che hanno colorato di bianco e
rosso, i colori della società, il tratto
dell’Arno dove sono nati e cresciuti molti campioni italiani di canoa
e canottaggio. E c’erano anche loro
per chiedere che la Canottieri co-
munali, lì dal 1934, non chiuda.
NAPOLI, IN PIAZZA POMPIEROPOLI. In una piazza Plebiscito, ancora rattristata per la morte di Pino Daniele, i vigili del fuoco hanno organizzato la festa per
i bambini. Caschi rossi protagonisti con la Pompieropoli, un percorso ideato e dedicato a insegnare ai
più piccoli, la sicurezza attraverso
attività ludiche.
BRINDISI, PENSIERO A VITTIME TRAGHETTO. È una cerimonia che si tiene ogni anno,
all’Epifania, a Brindisi, quella della solenne benedizione ecumenica
del porto da parte della Comunità Ellenica ma quest’anno ha avuto
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lancio della croce in acqua è avvenuto a pochissima distanza in linea d’aria dal traghetto Norman Atlantic.
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MERCOLEDI 7 GENNAIO 2015 • CORRIERE CANADESE
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ESTERI
IL RAPPORTO
TRASPORTI
Clima, mai stato così caldo dal 1891
Voli low cost, sfida
alle compagnie
NEW YORK - È arrivata dal Giappone la conferma: il 2014 è stato
l’anno più caldo mai registrato da
ben oltre un secolo. Secondo i dati di Jma, l’Agenzia meteorologica del Sol Levante, per riscontrare
un livello simile a quello raggiunto nei passati 12 mesi si deve risalire al 1891. Il riscaldamento risulta essere costante e - dato preoccupante - senza l’efetto “El Nino”,
la temperatura globale supericiale è stata di 0,63 gradi oltre la media del Ventesimo secolo, la più
alta in assoluto. Su un periodo più
lungo, il balzo è stato di circa 0,70
gradi per secolo.
La Japan Meteorological Agency è la prima delle quattro principali agenzie del pianeta a rilasciare l’elaborazione dei dati sul riscaldamento globale relativo allo
scorso anno.
Dagli altri tre enti, le americane Nasa e National Oceanic and
Atmospheric Administration e la
britannica Hadley Center, ci si aspetta, pur se con leggere diferenza quanto all’esame delle temperature, una conferma generale sul preoccupante trend verso
l’alto delle temperature nel corso
dell’ultimo secolo. Un fenomeno
in aumento dal 1891 e il 2014 è solo l’ultima tappa: tutti i 10 anni più
caldi sono stati registrati dal 1998.
Sempre secondo la Jma, il 2014 è
risultato più caldo di 0,27 gradi
sui valori medi del periodo 19812010.
Gli altri tre colossi del settore
Secondo l’ultimo rapporto il 2014 è stato l’anno più caldo da oltre un secolo
rilasceranno a breve le rispettive
elaborazioni confermando, nelle più che ragionevoli previsioni,
che lo scorso anno è stato il più
caldo mai segnato. Alcuni scienziati temono un ulteriore aumento addirittura a breve, molto prima delle attese.
I forti alisei nel Paciico hanno
probabilmente avuto l’efetto frenante sulle temperature medie
globali, consentendo all’oceano di
immagazzinare più calore del previsto. Il loro indebolimento naturale, verosimile in un prossimo futuro, porterà al rilascio del calore,
a un passo più rapido.
Già lo scorso mese l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm), agenzia specializzata
delle Nazioni Unite, si era espressa negli stessi termini, presentan-
do un choc a Lima in occasione
della ventesima Conferenza Onu
sul clima. “Il 2014 anno record assoluto di caldo - si poteva leggere nel rapporto - è dovuto fondamentalmente alle alte temperature mondiali, senza precedenti, sulla supericie del mare, che molto
probabilmente si manterranno al
di sopra della norma ino alla ine dell’anno”.
WASHINGTON - A soli 22 anni sta facendo tremare una della
compagnie aeree più importanti al mondo. La United Airlines
contro Aktarer Zaman, “colpevole” di aver creato un motore
di ricerca che permette di trovare i biglietti aerei al prezzo più economico. Skyplagged.com, questo il nome del sito ideato da Zaman, sfrutta il trucco della “città nascosta”, che per la United
e il tour operator partner Orbitz è “concorrenza sleale”, mentre per il genietto di New York
non è altro che un modo per “fare risparmiare i viaggiatori smascherando le magagne dietro ai
costi dei biglietti”.
Il metodo è piuttosto semplice, solo che nessuno ci aveva
pensato prima. Zaman ha scoperto che se si vuole andare da
Washington a Charlotte costa
meno acquistare un biglietto per
un’altra destinazione che fa scalo nella meta inale piuttosto che
pagare un volo diretto. E questo
perché gli aerei da o per gli scali
più importanti sono più cari del
20-30% rispetto ai voli che transitano per aeroporti minori.
Così, grazie a Skyplagged, in
alcuni casi si può arrivare a risparmiare ino al 40%. Naturalmente il trucchetto funziona solo con i viaggi di solo andata. E non si può imbarcare il
bagaglio, che a quel punto arriverebbe alla destinazione inale.
Le compagnie sono ora sul piede di guerra.
LA CNN
TERRORISMO
Video per la fine del mondo
Obama svuota Guantanamo
NEW YORK - È già in crisi di audience ed è
probabile che quel ilmato, se davvero esiste
e se arriverà mai quel giorno, lo vedranno
un numero ancora minore di spettatori: secondo un blogger americano, la Cnn avrebbe nelle sue casseforti un video da trasmettere in caso di ine del mondo. Il “Turner
Doomsday video” sarebbe un’idea del fondatore Ted Turner.
Il nastro, conservato in un armadio blindato pronto ad essere usato non appena se
ne dovesse presentare l’occasione, è stato difuso in Rete da un ex dipendente del
gruppo.
Sul suo blog Jalopnik.com, ripreso dalla
Bbc, Michael Ballaban dice di aver appreso dell’esistenza del video da un professore
di college e di averlo scovato facilmente in
un database durante un periodo di stage trascorso nel 2009 ad Atlanta.
Sgranato e a bassa risoluzione, il ilmato
dura appena un minuto e mostra una banda dell’Esercito che suona davanti a un co-
lonnato l’inno anglicano “Nearer, My God,
to Thee”, celebre anche per esser legato al
naufragio del Titanic.
Nel giugno 1980, all’atto della fondazione
del suo network, Turner aveva detto in passato che la Cnn, in quanto rete “tutto notizie” 24 ore su 24 sette giorni su sette, avrebbe dovuto andare in onda ino alla ine del
mondo e che il brano musicale che accompagna il naufragio del Titanic sarebbe stato
il più adatto per accomiatarsi, nel loro ultimo giorno dagli abitanti della Terra.
“Pensavo che era una battuta”, scrive Ballaban sul suo blog. Per evitare equivoci, scrive il giornalista, il video è etichettato con un
“Embargo: ino a che la ine nel mondo non
è stata confermata”.
Non è peraltro chiaro quale elemento di
prova deinitiva avrebbe indotto la rete di
Atlanta - un tempo minuziosamente accurata nel suo controllo dei fatti - a decidere
a dare la “breaking news” e stabilire il momento della messa in onda.
Pascale  Di Poce  Iadipaolo
Barristers  Solicitors  Notaries
Lawyers Practicing in Association
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3800 Steeles Avenue West, Suite 300,
Vaughan, Ontario, Canada L4L 4G9A
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Telephone: (905) 850-8550
Toronto Line: (416) 746-7420
Telefax: (905) 850-9998
NEW YORK - Si moltiplicano i voli segreti notturni per rilasciare i detenuti in questi
due ultimi mesi, e Guantanamo non è mai
stata così vuota. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, punta a centrare un obiettivo inora impossibile, nonostante sia
stata una delle sue promesse all’inizio del
primo mandato: svuotare il carcere militare americano a Cuba negli ultimi due anni
di presidenza.
L’idea è di lasciare a Guantanamo solo
tra i 60 e gli 80 detenuti in modo che tenere aperto il carcere di massima sicurezza
non abbia più senso dal punto di vista economico.
Così facendo l’inquilino della Casa Bianca metterebbe il Congresso di fronte alle
proprie responsabilità: controllato da oggi
dall’opposizione repubblicana, decisamente contraria a portare negli Stati Uniti pericolosi terroristi islamici (o presunti tali)
Capitol Hill si batte da sempre contro qualsiasi tipo di spreco e i costi di Guantanamo
lieviterebbero, se calcolati per singolo detenuto.
Nel carcere situato a Cuba ci sono ora
127 detenuti, in drastico calo rispetto ai 680
del 2003 e in due mesi sono stati realizzati
più progressi rispetto ai 5 anni precedenti.
La Difesa è pronta a rilasciare altri due
gruppi nelle prossime due settimane.
Un’ondata che sarà seguita da un probabile rallentamento dei rilasci, anche se
l’amministrazione non ha intenzione di allentare gli sforzi.
Il Pentagono e il Dipartimento di Giustizia devono infatti trattare con i governi
stranieri la restituzione dei prigionieri, 59
dei quali sono già stati dichiarati idonei al
rilascio.
La strada è ancora lunga ma Obama ritiene che Ashton Carter, neo-segretario alla Difesa, si muoverà in modo più aggressivo rispetto al suo predecessore Chuck Hagel.
Hagel, un repubblicano, si è mosso troppo lentamente nella liberazione dei detenuti, suscitando la frustrazione della Casa
Bianca. Secondo indiscrezioni, Carter è più
vicino alle posizioni di Obama e alla sua
volontà di chiudere il capitolo Guantanamo.
Obama punta a smantellare il carcere di
massima sicurezza da quando si è insediato alla Casa Bianca. E il non esserci inora riuscito gli ha attirato critiche, con molti che ritengono che non abbia perseguito
l’obiettivo con forza suiciente. Dopo aver
incontrato la resistenza del Congresso nel
2009, Obama aveva infatti in parte accantonato l’ipotesi, tornando a cavalcare l’obiettivo solo nel 2013.
«Il Dipartimento della Difesa continua
a premere per i trasferimenti» dei prigionieri di “basso livello” di pericolosità che
sono stati dichiarati idonei, aferma Paul
Lewis, l’inviato speciale del Pentagono per
la chiusura di Guantanamo. Ma «abbiamo
l’obbligo di valutare seriamente la potenziale minaccia dei detenuti prima dei trasferimenti».
CORRIERE CANADESE • MERCOLEDI 7 GENNAIO 2015
9
PRIMO PIANO
IL LUTTO
LA POLEMICA
Pino Daniele, la rabbia dei fan
Famiglia divisa,
doppio funerale
Luca Laviola
Elisabetta Stefanelli
ROMA - Il lungo congedo dei fan
da Pino Daniele scorre tra pianti, nostalgia e qualche polemica,
verso la sepoltura dell’artista, in
un luogo al momento ancora sconosciuto. La camera ardente all’obitorio dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dove il cantautore è
morto due notti fa, ha visto silare
tantissime persone comuni accanto a colleghi illustri e personaggi
pubblici. Ma la chiusura anticipata ieri mattina per volontà della famiglia - intesa come compagna e igli - ha provocato la rabbia
degli appassionati, alcuni venuti
proprio da Napoli, costretti a una
lunga attesa al freddo. Anche contro alcuni vip che sarebbero stati
fatti entrare lo stesso.
A un certo punto si è diffusa
la notizia di una foto della salma
di Daniele scattata e postata sul
web, che secondo l’amico e cantante Enzo Gragnaniello avrebbe convinto la famiglia a chiudere la sala. La camera ardente è stata quindi riaperta per poco tempo
per permettere alla gente di salutare il loro Pino. I funerali intanto
sono l’unica cosa certa di questo
addio: saranno addirittura due.
Questa mattina si svolgerà la
cerimonia a Roma al Santuario
del Divino Amore. Ad officiare i
funerali sarà padre Renzo, amico
di famiglia per avere già celebrato
il matrimonio di un iglio del cantante. «Pino era un devotissimo di
padre Pio. Di più sul suo rapporto con la fede non posso dire perché sono segreti che devo custodire nel mio cuore», dice il religioso.
ROMA - L’onda d’urto emotiva
causata dalla morte di Pino Daniele, lascia anche il giorno della camera ardente una scia di polemiche che la famiglia del cantautore, evidentemente divisa, si
sforza solo parzialmente di rimettere insieme come le tessere di un
diicile mosaico. E ogni incertezza di un gruppo familiare composito - due ex mogli, una compagna, cinque igli, cinque tra fratelli e sorelle, diversi nipoti - sembra
aggiungere incertezza all’addio al
cantautore che si annuncia lungo e complesso. Intanto viene alla
luce l’esistenza di un testamento
nel quale Pino Daniele ha espresso la precisa volontà di essere cremato e che forse porterà qualche
certezza ma sarà anche ulteriore
motivo di frizione in una famiglia
dalle molte anime.
Così per lui che amava la riservatezza ci saranno addirittura due
funerali pubblici, uno a Roma e uno a Napoli, la mattina e il pomeriggio di oggi, mentre rimane ancora oscuro il luogo in cui troveranno alla ine riposo le sue ceneri: forse la Toscana, forse Roma,
forse Napoli.
La famiglia tenta almeno di fare
chiarezza sui tanti punti interrogativi lasciati sui fatti delle ultime
ore di vita di Pino Daniele. È questa volta la famiglia “intera’’ ad intervenire, con un comunicato, per
spiegare che “dopo il malore che
lo ha colto nella sua casa in Toscana domenica sera ha espresso
decisa volontà di essere portato a
Roma all’ospedale Sant’Eugenio
per essere soccorso dall’equipe di
medici da cui era in cura da anni e
quindi di sua iducia”.
Intanto il tabulato delle chiamate al 118 di Grosseto fatte domenica sera quando si è sentito male
nella sua casa in Maremma, è stato acquisito dai carabinieri di Orbetello e, da quanto emerso dai
controlli effettuati anche sui tempi di spostamento dell’ambulanza,
non risultano anomalie nella ricostruzione degli orari di intervento dei soccorritori fatta dalla Asl.
Ancora dalla famiglia viene invece smentito “categoricamente
che l’automobile che lo trasportava a Roma abbia forato una gomma lungo il tragitto, rallentando la
corsa verso l’ospedale”, come era
stato riferito da un amico del cantante. È la famiglia ad affermare
poi “l’esistenza di un testamento
nel quale l’artista esprime la precisa volontà di essere cremato”.
I fan di Pino Daniele dopo la chiusura della camera ardente che ha creato rabbia e polemiche
Poi sono aumentate le pressioni dei tanti fratelli, che avrebbero voluto le esequie a Napoli mentre invece i igli di Daniele hanno
voluto quelle a Roma. Così è stato
deciso che verrà celebrato anche
un secondo funerale sempre oggi
a Napoli ma nel pomeriggio, alla
Chiesa di Santa Chiara.
Su Facebook è stata lanciata un’iniziativa per oggi in piazza Plebiscito, nel centro di Napo-
li, in concomitanza con il funerale a Roma. Un lash mob sulle sue
canzoni, al quale ha annunciato la partecipazione anche il sindaco Luigi De Magistris. Si è anche ipotizzato che le ceneri di Pino Daniele siano portate nella sua
città nei giorni successivi al funerale romano per essere esposte al
Maschio Angioino, dove per i napoletani sarà possibile salutare il
loro idolo.
Forse questo secondo appuntamento ci sarà venerdì. Per ora comunque il bagno di folla per il iglio prediletto di Napoli, che da
tempo l’aveva lasciata senza dimenticarla, sarà sicuramente a
Roma, mentre non è ancora chiara
la modalità con cui sarà omaggiato ai piedi del Vesuvio e altrettanto oscuro rimane il luogo e il giorno nel quale, inalmente, le sue ceneri troveranno riposo.
IL REPORTAGE
Malinconia e ricordi, Napoli piange il suo canzoniere
Armando Petretta
NAPOLI - Le sue canzoni trasmesse ad alto volume rimbalzano dai negozi e invadono le strade, mentre una serie di striscioni
affissi sui monumenti e nelle vie
del centro di Napoli ne ricordano
i brani più celebri ino a comporre un “medley”. Tutti si concludono con un “Ciao Pino” che sa di
arrivederci più che di addio. Napoli piange la scomparsa di Pino
Daniele e il giorno dopo la morte
del cantautore partenopeo il dolore non è affatto più lieve.
Basta fare un giro per le vie del
capoluogo e nei vicoli che fecero
da sfondo all’adolescenza dell’artista scomparso nella notte tra domenica e lunedì per capire quanto
profonda sia la ferita: dal San Carlo a piazza Municipio, dalla Galleria Umberto al Maschio Angioino,
una lunga sequenza di striscioni
anonimi, ma tutti riconducibili a
un’unica matrice, lo ricordano ognuno col suo verso, ino a comporre un’unica trama, uno spartito
frutto di una miscellanea di canzoni e di stili come era nelle corde
di Pino Daniele.
Un tour e una colonna sonora
della nostalgia che parte dal Ma-
schio Angioino dove un primo
striscione - tratto da Terra mia,
il primo album del 1977 - recita
“Terra terra mia cumm è bello a la
guardà’’, e un altro rievoca le critiche alla Lega espresse col brano
‘O Scarrafone (‘’Questa Lega è una
vergogna, noi crediamo alla cicogna’’), per passare davanti al teatro San Carlo dove si cita un verso
di Yes I know my way (Se haje suffri’ caccia a currea).
In via Toledo l’omaggio a Quando, una delle colonne sonore scritte per Massimo Troisi, con la frase ‘’Siamo angeli che cercano un
sorriso’’, e ancora a piazza Muni-
cipio la celebre rivendicazione di
I so pazzo (‘’e lo Stato non mi deve condannare’’) ino a un verso
della struggente Amici come prima (‘’perché non so rassegnarmi
di pensare di non averti’’) che non
può non essere rivolto proprio al
cantante che non c’è più.
La delusione per i mancati funerali a Napoli è viva e chi non
sarà a Roma questa mattina si radunerà a piazza del Plebiscito dove una pagina Facebook creata per l’occasione invita tutti a ritrovarsi per celebrare un funerale laico fatto di canzoni e di raccoglimento.
NELLE STRADE
“Mille culure” della città per Pino
NAPOLI - I “mille culure” di Napoli per ricordare Pino Daniele vengono alla luce anche con una foto dell’ex sindaco Antonio
Bassolino con l’artista (e se ne capisce il
senso) e un’altra di Diego Armando Maradona con la prima moglie Claudia Villafane
(e se ne capisce meno il senso, nell’immediato, ma forse, in fondo, a rilettere no, perchè potrebbe voler dire che sono i due simboli di Napoli). Le fotograie sono attaccate
alla vetrina di un salone di barbiere in Piazza Ecce Homo, in un collage, tra riproduzioni in bianco e nero e i colori sbiaditi dei primi concerti, che testimonia più di tante parole l’animo dei napoletani.
La piazza si trova a due passi da Via Santa Maria La Nova 32 dove l’artista è vissuto
per anni (il portone è chiuso per lutto come
avverte un bigliettino). Ma che c’entra Maradona? «Come che c’entra? El pibe c’entra,
eccome. Sono due ‘eroi’ di Napoli: tutte e
due ci hanno regalato emozioni indimenticabili...» dice una donna che sta conversan-
do nel centro della piazza con due amiche.
«Pinotto abitava lì, dietro l’angolo - aggiunge - ieri ho pianto tutta la giornata». E un’altra: «Le sue canzoni danno tanta emozione
come le dava il calciatore più amato da tutta Napoli. Che altro dire?». Tornano i commenti sui funerali: il fatto di poterlo salutare nel Maschio Angioino fa tornare il sorriso sulle labbra della gente che lo amava:
«Meno male, sarebbe stato assurdo non potergli dire ciao». I “mille culure” si manifestano con le foto del pibe de oro, contraddizione e sintesi insieme, ma anche con una rosa sistemata davanti alla casa di un fratello dell’artista in via San Giovanni Maggiore Pignatelli, 15/A, nel cuore del centro
antico, e con tanti post-it attaccati alla porta a testimoniare l’affetto di tutti per l’artista scomparso ieri e nato nel vicolo parallelo, Via Francesco Saverio Gargiulo, al civico
20, ma lì non vi sono segni tangibili di testimonianza «semplicemente perché - racconta un anziano - quasi nessuno lo sa».
L.A. LOMBARDI
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Tel: 416.924-9559 ext. 342
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MERCOLEDI 7 GENNAIO 2015 • CORRIERE CANADESE
10
SPORT
Icardi il giustiziere, per la Juve è solo pari
I bianconeri, avanti con Tevez, dominano l’Inter nel primo tempo ma poi subiscono e rischiano la beffa
TORINO - Alla ine sono scontenti tutti: la Juve perché non ha
chiuso una partita largamente
dominata nel primo tempo; e l’Inter perché con una Juve stremata
nel secondo tempo ha avuto per
almeno due volte il colpo del ko.
Nessuno lo avrebbe mai detto che
i nerazzurri sotto di un gol avrebbero trovato la forza di pareggiare
e di siorare il colpaccio. Con una
Juve che inisce male e che rischia
seriamente di perdere. Più del
nuovo acquisto Podolski, che si
è mostrato subito utile, sono stati
decisivi i pilastri di sempre, Samir
Handanovic e Mauro Icardi.
Il primo ha evitato più volte il
secondo gol bianconero, il secondo si è confermato centravanti
implacabile capace di sfruttare la
prima palla giocabile per battere
Buffon. Per la Juve un altro passo
indietro dopo la beffa in SuperCoppa col Napoli. La partenza
della Juve è davvero imponente.
Marchisio potrebbe segnare subito dopo una trama avviata da
Lichtsteiner e nobilitata da Tevez.
Ma il gol arriva all’occasione successiva: azione che parte da de-
Maurito Icardi esulta dopo il gol; in alto a destra, Ranocchia e Llorente
stra, con Vidal che trova la giocata
da campione per portarsi avanti la
palla e servire a Tevez il più facile
dei gol.
La Juve dà l’impressione di controllare agevolmente. E situazioni in cui il pressing bianconero
è feroce, mettendo a luce i limiti
del centrocampo dell’Inter. Ndel
primo tempo il grande protagonista dell’Inter è Handanovic bravo
due volte su Vidal e decisivo nello
stroncare la meraviglia di Pogba,
autore di una giocata che fa scattare le molle sotto i seggiolini dello Stadium.
Le cose cambiano nella ripresa. La partita gira nell’episodio
del gol. Guarin, a cui è concessa
troppa libertà, va in corridoio per
Icardi, che brucia Bonucci e Buffon col diagonale di destro.
Allegri, che ha appena cambiato
Llorente con Morata, assiste preoccupato alla crescita dell’Inter,
interrotta solo da un calcio di punizione di Pirlo sventato da super
Handa. La Juve si innervosisce e
rischia tantissimo: Banti non punisce un contatto Icardi-Bonucci
che di fatto spalanca il contropiede all’Inter, non inalizzato da
Icardi sull’invito, non perfetto in
verità d Podolski.
Poi è Buffon a salvare su Icardi,
con Marchisio che butta via la palla dopo un rinvio corto di Buffon.
L’autore del gol del pari macchia
la sua prova solo con un mancato
passaggio a Osvaldo, entrato nel
inale, che manda il compagno su
tutte le furie.
L’Inter inisce in 10 (rosso a
Kovacic per fallo su Lichtsteiner
all’86’), ma la Juve crea solo un paio di mischie. E vede avvicinarsi
pericolosamente la Roma, che ora
spera nel derby e in un favore dal
Napoli.
JUVENTUS-INTER 1-1
Juventus (3-4-1-2): Buffon
6.5, Lichtsteiner 6, Bonucci 5.5,
Chiellini 6, Evra 5, Pirlo 6, Marchisio 6, Pogba 6, Vidal 6.5 (33’
st Pereyra sv), Tevez 6.5, Llorente 6 (18’ st Morata). (30 Storari
34 Rubinho 4 Caceres 5 Ogbonna 7 Pepe 11 Coman 12 Giovinco
20 Padoin). All.: Allegri 6.
Inter (4-3-2-1): Handanovic
7.5, Campagnaro 6, Ranocchia
6, Juan Jesus 6, D’Ambrosio 6;
Guarin 6.5, Medel 6, Kuzmanovic 5 (8’ st Podolski 6), Kovacic
5, Hernanes 5.5 (40’ st Osvaldo
sv), Icardi 6.5 (45’ st M’Vila sv).
(30 Carrizo 6 Andreolli 15 Vidic
20 Obi 22 Dodò 28 Puscas 44
Khrin 54 Donkor 97 Bonazzoli).
All. Mancini 6.5.
Arbitro: Banti 6.
Reti: 5’ Tevez; st 19’ Icardi.
AL MEAZZA
Milan flop col Sassuolo, Zaza e Berardi affondano il Diavolo
Paolo Cappelleri
MILANO - Comincia nel peggiore
dei modi il 2015 del Milan, steso 21 da un Sassuolo concreto, spettacolare e capace di rimontare il gol
di Poli: è la prima volta dal 1997
che i rossoneri perdono alla ripresa dopo Natale, ed è il primo successo a San Siro nella loro storia
per gli emiliani che si allontanano
dalla zona salvezza.
La squadra di Inzaghi perde
invece contatto dal terzo posto,
scala al settimo e riceve sonori fischi. Dopo le buone prove di fine
2014, i propositi di continuità del
Milan si sono smontatati davanti
alle prodezze di Berardi, mentre
non ha lasciato il segno l’esordio
in rossonero di Cerci, un tiro pa-
CESENA-NAPOLI 1-4
Cesena (3-5-1-1): Leali 5, Capelli 5, Lucchini 5 (1’ st A. Rodriguez 5,5), Magnusson 5, Giorgi 4,5, Valzania 6 (33’ st Volta
ng), Ze Eduardo 5,5, Cascione 5,
Mazzotta 5, Brienza 6, H. Almeida 5. All.: Di Carlo 5.
Napoli (4-2-3-1): Rafael 6, Maggio 6,5, Albiol 6,5, Henrique 6,5,
Britos 6, Gargano 6 (21’ st Jorginho 6), D. Lopez 6, Callejon 7
(37’ st Radosevic ng), Hamsik 7,
De Guzman 6,5 (17’ st Mertens
6), Higuain 7,5. All.: Benitez 6,5.
Arbitro: Massa di Imperia 6.
Reti: pt 28’ Callejon, 40’ Higuain; st 19’ Hamsik, 27’ Higuain, 30’ Brienza.
rato, un tunnel e un cross.
Il Milan va in campo con 5 giocatori nel giro della Nazionale ma
fa più bella figura il Sassuolo, che
è tutto azzurro per la divisa di gioco e per i suoi 11 titolari italiani.
Esulta Di Francesco e può essere
soddisfatto anche Conte, non solo
per la prova di Zaza. Nel radar del
ct azzurro sono destinati a entrare presto Sansone e soprattutto
Berardi. Latitano invece Menez
ed El Shaarawy. Il francese a tratti è anche irritante nelle proteste
con i compagni, mentre l’azzurro
finisce ai margini della gara dopo
aver messo lo zampino nell’azione del vantaggio di Poli (al 9’),
nato da una sfuriata di Bonaventura. L’esterno arrivato in estate
dall’Atalanta corre e crea. Il resto
del Milan molto meno. Scelto per
sostituire De Jong davanti alla
difesa, Essien combina più danni
che altro, mentre Montolivo si limita al compitino e Poli soffre il
dinamismo di Missiroli e Sansone.
Proprio da un errore di Essien al
25’ nasce la prima occasione del
Sassuolo, ma Sansone viene fermato da Alex, che dopo due mesi di stop rientra al centro di una
difesa molto meno solida rispetto
alle ultime uscite.
E, dimenticato da Rami, al 28’ lo
stesso Sansone ferma a 266’ l’imbattibilità rossonera, stoppando
di petto e colpendo di destro uno splendido pallone lanciato da
Berardi. L’attaccante di proprietà
della Juventus, già mattatore un
anno fa nel 4-3 che costò la pan-
china del Milan ad Allegri, si esibisce in una serie di dribbling che
danno il mal di testa a De Sciglio,
lancia a ripetizione Zaza e Missiroli in profondità e solo un errore
di mira gli nega il gol al 33’.
Inzaghi esita a cambiare qualcosa. Lo fa solo al 20’ quando Cerci debutta al posto di Essien, ma
tre minuti più tardi Berardi calcia
l’unico corner del Sassuolo e Zaza
lo trasforma nel match point con
un mancino al volo, complice una
distrazione generale della difesa milanista, Entra Pazzini per El
Shaarawy e in 20’ combina più del
collega, incluso un bel tiro sventato da Consigli. È l’unico brivido
per il Sassuolo che, a differenza
delle ultime tre partite, non spreca tutto nel finale.
MILAN-SASSUOLO 1-2
Milan (4-3-3): Diego Lopez 5,
Rami 5 (29’ st Abate 6), Zapata
5, Alex 5.5, De Sciglio 5, Poli 5.5,
Essien 4.5 (20’ st Cerci 6), Montolivo 5.5, Bonaventura 7, Menez
5, El Shaarawy 5 (25’ st Pazzini
6). All.: Inzaghi 5.
Sassuolo (4-3-3): Consigli 6.5,
Gazzola 6.5, Cannavaro 6.5, Acerbi 6.5, Peluso 6, Biondini 6.5,
Magnanelli 6.5, Missiroli 6.5,
Berardi 7.5 (32’ st Brighi sv), Zaza 7 (43’ st Floccari sv), Sansone
7 (40’ st Floro Flores sv). All.: Di
Francesco 7.
Arbitro: Di Bello di Brindisi 6.
Reti: nel pt 9’ Poli, 28’ Sansone;
nel st 23’ Zaza.
I PARTENOPEI
Napoli show a Cesena, agganciato il terzo posto
CESENA - Un Napoli cinico e
concreto fa suo il match del Manuzzi contro il Cesena. La squadra
di Benitez chiude la pratica già nel
primo tempo con i gol di Callejon
e Higuain, poi l’autorete di Capelli (su tiro di Hamsik) a metà della
ripresa e la seconda marcatura di
Higuain chiudono il poker, inutile
la rete di Brienza giunta a giochi
già fatti.
Se Benitez cercava di conferme
dopo la vittoria della Supercoppa, la trasferta di Cesena, sia pure
contro una squadra non irresistibile, ha fatto vedere un Napoli in
salute, che non perde il passo della Lazio al terzo posto e che sembra in forma per il match con la
Juve di domenica prossima.
Le note di Pino Daniele (ricordato anche con un minuto di silenzio prima del fischio d’inizio)
hanno accompagnato l’ingresso in
campo delle squadre, con gli oltre
duemila napoletani presenti allo
stadio romagnolo che hanno dedicato al cantautore scomparso cori
e striscioni. Il Napoli parte forte,
con pressing alto e tagli in profondità di Hamsik e Callejon che
mettono in apprensione la retro-
guardia bianconera. Al 27’ Almeida sfrutta malissimo un invito di
Valzania spedendo tra le braccia
di Rafael da buona posizione. Sul
capovolgimento di fronte il Napoli passa: Higuain entra in area,
Lucchini e Capelli lo contrastano
la palla si impenna e giunge a Callejon che al volo trafigge Leali. Il
Cesena si scioglie , la squadra di
Benitez si fa padrona del campo e
a cinque minuti dal riposo arriva
anche il raddoppio con la combinazione Hamsik-Higuain con l’argentino che deposita in rete dopo
aver messo a sedere Leali.Nella
ripresa l’avvio dei bianconeri è
buono con Valzania e Brienza che
in un minuto sfiorano la marcatura. Ma la fiammata dura poco. Il
Napoli controlla bene il ritorno
del Cesena e al 20’ mette al sicuro
il risultato: Higuain restituisce il
favore a Hamsik mettendolo solo
davanti a Leali, il suo tiro, destinato fuori, è deviato in porta da
Capelli. C’è ancora spazio per la
seconda magia di Higuain ed anche per la rete della bandiera del
Cesena con Brienza che al volo infila Rafael da fuori area. La storia
della gara però è scritta.
CORRIERE CANADESE • MERCOLEDI 7 GENNAIO 2015
11
SPORT
Gol-non gol, la Roma vince tra proteste Udinese
Arbitro di linea non concede rete di Astori, Guida sì. Proteste anche per un intervento di Emanuelson su Kone
La foto sembra
dimostrare che il
pallone di Astori
abbia varcato
interamente la
linea bianca
Elena Viotto
UDINE - La Roma espugna il
Friuli nel lunch match dell’Epifania e aggancia la Juve in attesa del
posticipo serale della Vecchia Signora con l’Inter. Decisivo il “non
gol-gol” assegnato da Guida ad Astori nel primo tempo ma a sollevare le proteste dei friulani anche per un fallo di Emanuelson su
Kone che avrebbe potuto cambiare l’esito della gara.
A sollevare polemiche, e a riaprire il discorso sull’introduzione della tecnologia a supporto
dell’arbitro, sarà però soprattutto l’episodio del 17’: il colpo di testa di Astori, l’arbitro di linea che
non lo considera gol, Guida che
un attimo dopo mentre il romanista protesta ischia l’1-0. «Era gol,
chiaramente», dice Garcia, forte
dell’ultima immagine dall’alto che
sembra confortarlo. «Non discuto il risultato, ma l’arbitro di linea
non aveva dato il gol: allora che ci
sta a fare?», replica Stramaccioni.
Garcia recupera Totti e lo schiera subito nel tridente con Iturbe e
Ljajic. Preserva invece per il derby i due diidati Nainngolan e
Florenzi, mandato in campo nella
ripresa in stafetta con il capitano.
Stramaccioni, per il suo “derby
del cuore” ritrova invece in fascia
sinistra Gabriel Silva, in campo
per la prima volta dal primo minuto dopo il lungo infortunio. E
sceglie Geijo come spalla per Di
Natale.
Il primo tempo si chiude con
la Roma in vantaggio per una rete a zero. Decisivo il gol assegnato dall’arbitro ad Astori, l’episodio
chiave della prima frazione di gara, destinato ad animare le movio-
le. Cross di Totti, colpo di testa di
Astori, palla che colpisce la traversa e rimbalza lì, a cavallo della
linea di porta prima che Karnezis
se ne impossessi.
Questione di millimetri stabilire se abbia varcato o meno la linea. Le prime immagini non fugano tutti i dubbi ma fanno propendere per il non gol; poi quelle d’alto dicono il contrario, il rimbalzo
appare dentro. Guida si assume la
decisione contro il parere dell’arbitro di porta che invece in un primo momento non aveva convali-
dato la rete. Immancabili le proteste dei friulani e il conseguente nervosismo mostrato in campo
nei minuti immediatamente successivi. È l’unica vera emozione
di un primo tempo comunque giocato a viso aperto.
La ripresa non porta mutamenti sostanziali. L’Udinese ha la sua
chance al 38’ della ripresa, con un
lancio di Kone che manda in area Gejio sul ilo del fuorigioco. Lo
spagnolo perde l’attimo giusto e
la difesa giallorossa recupera senza diicoltà, un attimo prima che
UDINESE-ROMA 0-1
Udinese (3-5-1-1): Karnezis
6.5, Danilo 6, Domizzi 6.5, Piris
5.5, Widmer 6, Kone 7, Guilherme 5.5 (35’ st Bruno Fernandes
sv), Allan 6, Gabriel Silva 6.5
(23’ st Pasquale 6), Geijo 6, Di
Natale 6.5 (23’ st Thereau 6).
All. Stramaccioni 6.5.
Roma (4-3-3): De Sanctis 6.5,
Maicon 6.5 (21’ st Torosidis 6),
Manolas 6, Astori 6.5, Holebas
6, Strootman 6, De Rossi 6.5,
Pjanic 6.5, Iturbe 7, Totti 7 (21’st
Florenzi 6.5), Ljajic 6.5 (38’st Emanuelson. All. Garcia 6.5.
Arbitro: Guida di Torre Annunziata 5.
Reti: nel pt 17’ Astori.
un’altra decisione dubbia di Guida riaccenda le polemiche bianconere al Friuli: Emanuelson stende
in area Kone.
Il fallo sembra evidente, ma il ischietto di Torre Annunziata nega il calcio di rigore che potrebbe regalare il pareggio ai friulani.
La Roma poi fallisce due volte il
raddoppio, con Emanuelson e Florenzi.
AL TARDINI
Gomez sbaglia anche un rigore, Parma ritrova il sorriso
PARMA - La nuova proprietà non
è ancora uscita allo scoperto ma
l’aria nuova in casa Parma ha fatto
bene.
Il debutto della nuova dirigenza ha portato agli emiliani una
vittoria, molto soferta, ma decisamente importante. Contro una
Fiorentina che fuori casa aveva
fatto paura a tutti ha conquistato
il terzo successo della stagione .
Protagonista Andrea Costa, in
rete all’11 del primo tempo, ma soprattutto Antonio Mirante. Il portiere crociato ha bloccato tutto,
compreso un rigore, ad un Mario
Gomez in giornata decisamente
no. In più la Fiorentina recrimina
per un secondo calcio di rigore
non concesso e per due espulsioni
che, nel inale, ne hanno fermato
l’ultimo assalto.
Il Parma, sotto lo sguardo del
neopresidente Fabio Giordano,
è invece subito andato a segno.
All’11’ Lodi, da calcio d’angolo,
ha trovato pronto sul primo palo
Lucarelli, palla prolungata di testa
per Costa che, sul fronte opposto,
ha anticipato Alonso e ha messo
in rete.
Alla concretezza emiliana hanno risposto subito i viola, ma per
loro la precisione non c’è stata.
Al 13’ Gomez ha messo a lato, due
minuti più tardi il tedesco ha sbagliato clamorosamente il pareggio su assist di Mati Fernandez.
Nuova iammata crociata, al 18’,
con un colpo di testa di Cassani di
poco sopra la traversa e poi è stato ancora Gomez-show, ma senza
il inale atteso dai tifosi ospiti. Al
21’ e al 26’ si è opposto ancora Mirante che al 33’ ha parato su calcio
di rigore. Un lancio per Cuadrado,
fuori misura, stava per inire sul
fondo ma De Ceglie ha agganciato comunque l’attaccante viola.
Sul dischetto è andato proprio
Gomez che ha sbagliato ancora:
Mirante si è tufato bene a sinistra
ed ha impattato il tiro del tedesco.
La Fiorentina ha spinto ancora
sull’acceleratore ma alla ine ha
ottenuto solo una punizione di
Mati Fernandez, parata ancora una volta da un super-Mirante. Nel
inale di tempo ci sarebbero stati
gli estremi per un nuovo calcio di
rigore per un contatto fra Paletta
e Mario Gomez, l’arbitro questa
volta ha lasciato correre, sbagliando.
La ripresa si è aperta ancora con
un’incursione viola. Al 4’ Cuadrado è arrivato con un soio di ritardo e non ha inquadrato la porta.
Bis un minuto più tardi di Alonso,
tiro lontano dallo specchio della
porta. Il Parma si è allora chiuso
ancora più a riccio nella propria
area di rigore con Donadoni che
si sbracciava per riportare un briciolo di lucidità fra i suoi.
PARMA-FIORENTINA 1-0
Parma (3-5-2): Mirante 8, Costa 6.5, Paletta 6, Lucarelli 6,
Cassani 6.5 (22’ st Rispoli 6),
Mauri 6, Lodi 6, Gobbi 6.5, De
Ceglie 5.5, Cassano 6.5, Palladino 5 . All. Donadoni 6.5.
Fiorentina (3-5-1-1): Tatarusanu 6, Savic 5, Gonzalo Rodriguez 5.5, Basanta 6, Joaquin 6
(35’ st Pasqual sv), Kurtic 5 (14’
st Aquilani 5), Pizarro 5.5, Mati
Fernandez 6, Alonso 5 (21’ st El
Hamdaoui 5), Cuadrado 6, Gomez 4. All.Montella 5.5.
Arbitro: Damato di Barletta 5.
Reti: nel pt 11’ Costa.
A MARASSI
SPAREGGIO SALVEZZA
Atalanta si illude, Genoa pareggia
L’Empoli non sa più vincere
GENOVA - Pareggio ricco di emozioni al
Ferraris tra Genoa e Atalanta con i rossoblù che recuperano il doppio svantaggio
siorando nel inale la vittoria. Nessuna
sorpresa per Gasperini e Colantuono che
confermano gli undici della vigilia con
Lestienne chiamato a sostituire lo squaliicato Perotti e gli ospiti che si aidano alla
coppia d’attacco Moralez - Denis.
Parte forte il Genoa, ma è il muro costruito da Colantuono regge senza troppe diicoltà. La spinta dei rossoblù non produce
gli efetti sperati e al 37’ Zappacosta, servito
da Baselli, sorprende Edenilson sulla sinistra, entra in area e batte con un diagonale Perin. I nerazzurri tornano così al gol in
trasferta dopo 690’. Nessuna sostituzione
nell’intervallo e rossoblù caricati per cercare il pareggio ma è l’Atalanta a colpire dopo
appena quattro minuti. Errore di Roncaglia
a centrocampo che perde ingenuamente il
pallone per Baselli, il centrocampista ata-
lantino innesca il contropiede di Moralez.
L’argentino entra in area e batte agevolmente Perin. Il Genoa non ci sta e risponde
subito con Matri che in area viene atterrato
da Benalouane. Rigore e ammonizione per
il difensore dell’Atalanta. Sul dischetto va
Falque che spiazza Sportiello riaprendo la
gara. E al 23’ arriva il pareggio non prima
che Perin blocchi un contropiede di Moralez allungandosi in tufo. Il rilancio del
numero uno rossoblù innesca un’azione in
velocità di Lestienne che prova il tiro, la difesa ospite in afanno respinge su Edenilson
bravo a rimettere in mezzo per Matri che in
area piccola appoggia in gol per la sua prima rete al Ferraris. Il Genoa a questo punto
vuole vincere e Gasperini inserisce Tino
Costa, all’esordio in campionato, passando
a un 4-2-3-1 ancora più ofensivo. Al 38’ Antonelli viene steso in area, episodio molto
dubbio, ma nonostante le proteste l’arbitro
lascia correre.
EMPOLI - L’Empoli non sa più vincere, ma
almeno non perde. È il sunto dell’ennesimo
pareggio che esce dal Castellani nel match
contro il Verona.
Azzurri al settimo risultato utile consecutivo, e al quinto pareggio di ila, mentre
il Verona porta a casa un punto importante in uno scontro diretto e dopo una gara
assolutamente dominata dai toscani, anche
quando erano in inferiorità numerica. Un
dato può far capire la mole di gioco espressa dagli azzurri di Sarri rispetto al Verona,
i corner: al 45’ erano già 8-0 per l’Empoli.
Migliore in campo Simone Verdi, trequartista che ha fatto grandi cose. Bene anche Benussi: il portiere del Verona si è dimostrato
spesso decisivo.
Gara caratterizzata anche da un arbitraggio non certo all’altezza da parte di Giacomelli, che alla mezz’ora non concede un gol
a Tonelli, che poi espelle per doppia ammonizione nella ripresa: il secondo giallo
per un fallo su Toni appare esagerato. Forse
dopo aver capito di aver sbagliato manda a
fare la doccia anche Hallfredsson, sempre
per doppia ammonizione. Soprattutto nella prima fase di gara l’Empoli ha imposto
le sue trame. Al 12’ su corner di Valdiiori
svetta Tonelli e Tavano da due passi non
riesce a deviare l’involontario assist. Il Verona si vede solo al 46’ con Sepe costretto a
impegnarsi su una botta di Tachtsidis.
Nella ripresa Sarri cerca di dare più pericolosità con la sostituzione al 16’ di Tavano per Pucciarelli, che subito si rende
pericoloso su assist dal fondo di Verdi. Al
20’ seconda ammonizione di Tonelli ed espulsione. Sarri deve sacriicare Verdi e far
entrare Barba. Il Verona non riesce a sfruttare la superiorità, troppo poco pericoloso.
E poi al 32’ Giacomelli ristabilisce i numeri
in campo col rosso ad Hallfredsson per un
fallo su Barba, poi l’assedio azzurro prosegue inutilmente.
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MERCOLEDI 7 GENNAIO 2015 • CORRIERE CANADESE
12
Palermo scatenato, Zola debutto da incubo
Il Cagliari con il nuovo tecnico in panchina subisce un pokerissimo. Doppietta di Dybala, Conti espulso
PALERMO - Non poteva immaginare un esordio peggiore Gianfranco Zola, neoallenatore del Cagliari. I sardi, nonostante il cambio in panchina, continuano a subire valanghe di reti e ne prendono addirittura cinque dal Palermo
che festeggia l’ennesimo successo
in casa e si lancia in zona Europa
League.
Il 5-0 inale del Barbera è lo
specchio di una partita a senso unico, con i rosanero che sfruttano al meglio le prime due occasioni disponibili con Morganella
e Munoz e poi dilagano dopo l’espulsione di Conti. È Dybala, praticamente immarcabile, a irmare
la doppietta che sigilla il match,
prima del gol inale del capitano
Barreto.
Eppure il Cagliari aveva iniziato
con coraggio, fulminato però dal
Palermo, in vantaggio alla prima
occasione con Morganella, pronto a tirare dopo avere ricevuto la
palla in area. Colombi intercetta
il pallone, che era stato deviato da
un difensore, ma non riesce a evitare il gol del terzino rosanero.
Gli uomini di Iachini raddop-
PALERMO-CAGLIARI 5-0
Zola si tiene la testa dopo il 5-0 rimediato nella partita del suo debutto
piano al 10’ con Munoz. L’argentino spizzica un cross di Lazaar su
calcio di punizione e può festeggiare il primo gol in questo campionat .
Zola cerca di riorganizzare idee e squadra, ma Longo davanti è
troppo solo per essere pericoloso.
Così la migliore occasione capita
nei piedi di un difensore, Rossettini, ma Sorrentino è bravissimo a
respingere il tiro ravvicinato.
Brividi per il pubblico del Barbera al 25’ quando Longo si incunea in area e tira a incrociare, Sorrentino respinge e Farias manda
incredibilmente alto da pochi passi. Si fa notte per il Cagliari al 26’
G
V
N
Juventus
40 17 12
Roma
39 17 12
Lazio
30 17
9
Napoli
30 17
8
Sampdoria 27 17
6
Genoa
27 17
7
Palermo
25 17
6
Milan
25 17
6
Fiorentina 24 17
6
Sassuolo
23 17
5
Udinese
22 17
6
Inter
22 17
5
Verona
18 17
4
Empoli
18 17
3
Torino
18 17
4
Chievo
17 17
4
Atalanta
16 17
3
Cagliari
12 17
2
Cesena
9 17
1
Parma (-1)
9 17
3
N.B.:Parma penalizzato di un
pienze amministrative
P
GF
GS
4 1 35
8
3 2 29 11
3 5 31 19
6 3 32 21
9 2 22 17
6 4 23 17
7 4 27 26
7 4 26 20
6 5 21 14
8 4 19 22
4 7 20 23
7 5 26 24
6 7 18 27
9 5 17 22
6 7 12 18
5 8 12 19
7 7 13 23
6 9 21 34
6 10 14 34
1 13 17 36
punto per inadem-
quando viene espulso, per doppia
ammonizione, il capitano Conti e
il Palermo può dilagare con l’indiavolato Dybala.
L’argentino prima si fa parare il tiro di sinistro da Colombi e
poi si guadagna un rigore per fallo dell’estremo difensore che non
riesce ad anticiparlo in area. Per-
VERONA
SERIE A - 17ª GIORNATA
SQUADRA PUNTI
Palermo: Sorrentino 7, Munoz
7 (38’ st Vitiello sv), Gonzalez
6.5, Feddal 6.5, Morganella 6.5,
Rigoni 6.5, Maresca 6.5 (22’ st
Bolzoni 6), Barreto 7.5, Lazaar 6.5, Vazquez 7, Dybala 8 (dal
29’ Belotti 6) . All.: Iachini 7.5.
Cagliari: Colombi 4.5, Pisano
5, Ceppitelli 5, Rossettini 5.5, Avelar 5, Crisetig 4.5 (1’ st Dessena 5), Conti 5, Ekdal 5.5 (38’
st Donsah sv), Farias 4.5, Longo 5, Cossu 4.5 (1’ st Pedro 5).
All.: Zola 5.
Arbitro: Peruzzo di Schio 6.5.
Reti: nel pt 6’ Morganella, 10’
Munoz, 33’ Dybala (rig.). Nel st
27’ Dybala, 40’ Barreto.
Tra Chievo e Torino uno scialbo 0-0
RISULTATI 17A GIORNATA
Lazio-Sampdoria
Udinese-Roma
Milan-Sassuolo
Parma-Fiorentina
Chievo-Torino
Genoa-Atalanta
Empoli-Verona
Palermo-Cagliari
Cesena-Napoli
Juventus-Inter
3-0
0-1
1-2
1-0
0-0
2-2
0-0
5-0
1-4
1-1
PROSSIMO TURNO
SABATO 10
Sassuolo-Udinese ore 12 pm
Torino-Milan
ore 2.45 pm
DOMENICA 11
Inter-Genoa
ore 6.30 am
Atalanta-Chievo
ore 9 am
Cagliari-Cesena
Fiorentina-Palermo
Roma-Lazio
Sampdoria-Empoli
Verona-Parma
Napoli-Juventus ore 2.45 pm
VERONA - Sbadigli al Bentegodi: finisce
senza reti e con pochissime emozioni la sfida tra Chievo e Torino. Il Chievo ci prova di
più, il Torino pensa a portare a casa almeno un punto. Una divisione della posta che
“sorride” maggiormente ai granata, reduci
da un inizio d’anno difficile, con tanti infortuni e defezioni.
Nel riscaldamento alza bandiera bianca
anche Amauri, regolarmente in distinta
nelle formazioni annunciate e distribuite a
inizio gara, sostituito da Martinez. Il Chievo fa la partita, il Torino plasmato da Ventura con un 3-5-2 più simile al 5-3-2, bada
solo a difendersi sperando nella verve di
Quagliarella. Le emozioni sono merce rarissima.
Una girata al volo di Paloschi bloccata da
Padelli e un tentativo allo scadere di Quagliarella sono i brividi di una prima frazione non certo indimenticabile.
L’atteggiamento iniziale dei granata ad
inizio ripresa sembra più propositivo ma
più che un’avvisaglia si tratta di un abbaglio. Perché il Torino ha solo l’obiettivo di
LEGA PRO Girone A
LEGA PRO Girone B
LEGA PRO Girone C
19ª giornata
19ª giornata
19ª giornata
Real Vicenza-Pavia
Cremonese-Giana
Novara-Lumezzane
FeralpiSalò-Bassano
Unione Venezia-Alessandria
Monza-Pro Patria
Renate-Torres
Sudtirol-Arezzo
AlbinoLeffe-Pordenone
Como-Mantova
Alessandria
Bassano
Novara
Pavia
Real Vicenza
Como
Monza
FeralpiSalò
Südtirol
Unione Venezia
Cremonese
Arezzo
Renate
Giana Erminio
Torres
Mantova
Lumezzane
Pro Patria
AlbinoLeffe
Pordenone
P
37
37
35
35
33
32
31
31
29
25
24
24
24
23
23
23
20
13
10
9
G
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
0-0
0-0
1-3
1-1
0-3
2-2
1-0
4-3
2-4
0-2
V
10
10
10
10
8
10
9
9
8
8
6
6
6
6
6
6
5
2
2
2
N
7
7
5
5
9
2
4
4
5
1
6
6
6
5
5
5
5
8
4
3
P
2
2
4
4
2
7
6
6
6
10
7
7
7
8
8
8
9
9
13
14
fetto il penalty del bomber rosanero che tira un missile alla sinistra del portiere.
Il Palermo, con il risultato in
cassaforte, dà spettacolo. A pochi secondi dal termine della prima frazione, altro cross di Lazaar
sul quale Vazquez tenta l’eurogol
al volo, ma la palla inisce di poco alta.
Nella ripresa, Zola prova a cambiare qualcosa inserendo Dessena
e Pedro al posto di Crisetig e Cossu, ma il Cagliari non riesce a essere incisivo. I rosanero ne approittano per rallentare il ritmo, l'unico a non riposarsi mai è Dybala
che continua a cercare la doppietta. Al 26’ l’argentino si invola sulla destra, salta un paio di avversari, scarta il portiere e tenta di superarlo con un tiro morbido che
viene però intercettato. Il gol arriva un minuto più tardi grazie
al perfetto passaggio di Vazquez
che trova Dybala in area, potentissimo il tiro della “joya” che lascia Colombi di sasso. Nel inale,
al 40’, arriva anche il pokerissimo
di Barreto che scocca un perfetto
destro da fuori area.
Savona-Pistoiese
Pisa-Forlì
Gubbio-Grosseto
Prato-Carrarese
Pontedera-Santarcangelo
Ascoli-Teramo
Lucchese-Pro Piacenza
L’Aquila-Ancona
San Marino-Tuttocuoio
Spal-Reggiana
Ascoli
Teramo
Reggiana
Pisa
L’Aquila
Gubbio
Grosseto
Ancona
Pontedera
Pistoiese
Tuttocuoio
Savona
Forlì
Carrarese
Spal
Lucchese
Santarcangelo
Prato
San Marino
Pro Piacenza (-8)
P
35
33
32
32
32
27
26
26
26
26
26
25
25
24
24
22
18
18
12
10
G
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
2-0
0-1
1-1
1-1
0-1
0-0
3-2
1-1
1-1
0-1
V
9
9
9
9
8
7
6
6
6
7
6
7
7
4
7
5
4
4
2
5
N
8
6
5
5
8
6
8
8
8
5
8
4
4
12
3
7
6
6
6
3
P
2
4
5
5
3
6
5
5
5
7
5
8
8
3
9
7
9
9
11
11
MARCATORI
Cosenza-Melfi
Paganese-Foggia
Juve Stabia-Benevento
Lupa Roma-Catanzaro
Casertana-Salernitana
Barletta-Ischia Isolaverde
Messina-Savoia
Matera-Aversa
Lecce-Vigor Lamezia
Reggina-Martina
Benevento
Salernitana
Casertana
Juve Stabia
Foggia
Lecce
Matera
Catanzaro
Barletta
Paganese
Vigor Lamezia
Cosenza
Lupa Roma
Martina Franca
Melfi
Messina
Ischia
Savoia
Aversa
Reggina
P
40
40
36
36
34
32
31
30
25
25
24
22
22
20
20
20
15
13
10
9
G
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
19
uscire indenne dal Bentegodi e lascia alla
squadra di Maran campo e iniziativa. Ma
ancora una volta la squadra veneta mostra
i suoi limiti quando è chiamata a recitare il
ruolo del protagonista. Nella rosa di Maran,
evidentemente, manca un giocatore in grado di dare scossa e idee ad un gioco monocorde. Così i veneti non riescono a segnare
e i granata si portano a casa il pareggio che
cercavano e che li mantiene al pari di Empoli e Verona e un punto sopra il Chievo.
Chievo (4-4-2): Bizzarri 6, Frey 6, Cesar 6,
Dainelli 6,5, Zukanovic 7, Schelotto 5,5 (35’
st Cofie sv), Izco 6,5, Hetemaj 5,5, Birsa 5,5
(26’ st Lazarevic 6), Meggiorini 5, Paloschi
6 (30’ st Maxi Lopez sv). (25 Bardi, 90 Seculin, 20 Sardo, 34 Biraghi, 84 Mangani, 63
Bellomo, 31 Pellissier). All.: Maran 5,5
Torino (3-5-2): Padelli 6, Maksimovic 6
(41’ st Benassi sv), Glick 6,5, Gaston 6, Darmian 6, Vives 6, Gazzi 6, Farnerud 6, Molinaro 5,5 (32’st Peres sv), Martinez 5,5, Quagliarella 6. (13 Castellazzi, 4 Basha, 5 Bovo,
18 Jansson). All: Ventura 6
Arbitro: Abisso di Palermo 6.
2-0
0-4
1-2
1-2
1-0
3-1
3-0
1-0
3-3
1-0
V
11
11
11
10
9
9
8
8
7
7
6
5
5
5
3
4
3
2
1
3
N
7
4
3
6
8
5
7
6
4
4
6
7
7
5
11
8
6
7
7
4
P
1
3
5
3
2
5
4
5
8
8
7
7
7
9
5
7
10
10
11
12
Tevez leader con 11 gol,
Icardi con Higuain,
Callejon e Dybala a 9
11 reti: Tevez (2 rigori-Juventus).
9 reti: Icardi (1-Inter); Higuain, Callejon
(1-Napoli); Dybala (1-Palermo).
8 reti: Menez (4-Milan); Di Natale (Udinese).
7 reti: Matri (Genoa); Djordjevic (Lazio); Gabbiadini (Sampdoria).
6 reti: Mauri (Lazio); Honda (Milan);
Ljajic (1-Roma); Zaza (1-Sassuolo).
5 reti: Maxi Moralez (Atalanta); Osvaldo (Inter); Vidal (2-Juventus); Vazquez
(Palermo); Cassano (1-Parma); Thereau
(Udinese); Toni (2-Verona).
4 reti: Ekdal, Sau (Cagliari); Defrel (Cesena); Paloschi (Chievo); Tonelli (Empoli); Babacar (Fiorentina); Kovacic
(Inter); Llorente, Morata (Juventus); Anderson (Lazio); Zapata (Napoli); Rigoni
(Palermo); Destro (Roma); Eder (1-Sampdoria); Glik e Quagliarella (Torino); Nico Lopez (Verona).
CORRIERE CANADESE • MERCOLEDI 7 GENNAIO 2015
13
SPORT
Esonerato Carlyle, Leafs affidati ai suoi vice
Improvvisa decisione del presidente Shanahan. Fatali al tecnico le ultime cinque sconfitte
Nicola Sparano
Fulmine a ciel sereno nel firmamento dei Leafs. Randy Carlyle è
stato esonerato ieri mattina, senza preavviso. La mossa del presidente fresco di nomina, Brendan
Shanahan, ha colto di sorpresa
un po’ tutti, visto che tradizionalmente in casa Leafs non si muove
foglia nonostante le sconfitte che
si aggiungano alle sconfitte, anno
dopo anno.
Ma cambiare il coach è come
licenziare lo chef mentre la cucina resta vuota di materie prime in
grado di trasformare una cenetta
in un pranzo luculliano. In breve,
e tanto per essere più precisi e
chiari, i Leafs hanno una rosa di
giocatori di livello medio-basso
con la quale non si può ragionevolmente sperare di ottenere un
posto al tavolo dei grandi.
Il neo presidente Shanahan ha
ereditato Randy Carlyle e buona parte dei titolari attuali dalle
passate fallimentari gestioni degli americani Brian Burke e Tim
Leiweke, ed ora si trova a dover
organizzare una nuova “rivoluzione” perché anche il suo mandato
è quello di riportare prestigio e
vittorie a Toronto.
La squadra, che questa sera ospiterà il Washington, è stata temporanemente affidata ai due secondi di Carlyle, Peter Horachek
e Steve Spott.
Secondo alcune fondi Horachek
dovrebbe restare coach ad interim, per poi cedere la panchina ad
un tecnico di nome che sarebbe
assunto alla fine della corrente
stagione.
Carlyle, che sostituì Ron Wilson verso la fine del 2012, aveva
altri due anni di contratto.
Il campionato in corso sembrava essere cominciato bene per i
Leafs, ma le cinque scofitte rimediate nella maxi trasferta di sette
gare sono state fatali al coach.
Il presidente Shanahan, ed il gm
Nonis, hanno deciso il licenziamento per evitare che la squadra
cedesse nei prossimi due mesi,
come avvenne la corsa stagione
quando i Leafs non riuscirono a
qualificarsi per il playoff.
Randy Carlyle da ieri non è più il coach dei Leafs
GRANDE FINALE, RUSSIA BATTUTA 5-4
I giovani del Canada di nuovo in cima al mondo
Max Domi e friends con la coppa del mondo
CONTRO
SPORT
V
Nicola
SPARANO
ecchia, brutta, tirchia, spilorcia e anche
antipatica. Così immaginavo la Befana
negli anni dell'innocenza. La vecchiaccia
che usava la scopa come mezzo di locomozione
non si faceva mai vedere, volava sempre ad ummaaumma, nel cuore della notte, come fosse 'na
mariola.
L’avessi vista, come minimo le avrei bucato la
scopa, così finiva con le chiappe per terra. Il perché di questo astio nasceva dal fatto che lei avesse
figli e figliastri, bambini di serie A e bambocci di
Serie D.
Per me e per gli amici di infanzia che avevano le
toppe ai calzoncini e ai piedi le scarpe scalcagnate
del fratello più grande, sempre e soltanto carbone, cenere, un mustacciuolo,
una susamella, e tre caramelle, tre.
Nelle calze dei figli dei notabili,
gente che aveva qualche soldo e
molti peccati in più, c'erano invece regali veri e propri come
modelli di automobiline e le
trottole per i maschietti, bambole per le femminucce.
«Così vanno le cose - mi
diceva la buonamima della
genitrice -, quest'anno la Befana non aveva poca roba quando
è passata da noi. Non è giusto, ma
questa è la vita. Capirai tutto quando
crescerai».
Lei era mia madre, aveva lo schiaffo sempre
pronto ed io facevo sì, sì con la testa. Ma avrei
voluto chiederle cosa avrei dovuto fare per avere giocattoli invece della cenere, che mi spiegasse meglio del perché c’era chi aveva troppo e chi
niente.
«Contentati figlio - filosofeggiava la genitrice le cui telefonate notturne mi mancano tremendamente -, nella vita i veri doni non sono
materiali».
Eh sì, va bene, pensavo. Io però le palline di
vetro colorato le volevo per giocare al Giro d’Italia con gli amici, rispondevo, tenendomi fuori tiro
dagli schiaffoni.
TORONTO - Col cuore in gola sino all'ultimo secondo. Poi tutto il
Canada ha esultato per il trionfo
dei giovani che, dopo quattro anni, sono diventati di nuovo Campioni del Mondo, categoria Under
20. All’Air Canada Centre di Toronto, infatti, la nazionale biancorossa ha superato per 5-4 la Russia, al temine di un match che nel
tempo intermedio ha fatto tremare la formazione di casa. I Canada
boys erano addirittura in vantaggio per 5-1 dopo la realizzazione
di Sam Reinhart, miglior marcatore della competizione, ma i russi
hanno poi saputo rimontare fino
a sfiorare un clamoroso pareggio.
Chiuso il secondo tempo sul 5-
La vecchia
spilorcia
In quegli anni, mio cugino di Filadelfia mi mandò un pallone da football, uno di quei cosi che
rimbalzano dove meno te lo aspetti. Il pacco arrivò poco prima di Natale e conteneva anche cioccolata e gomme da masticare, tante gomme.
Mia madre nel distribuire quella benedizione
disse: «Te le manda Babbo Natale».
Ed io: «Babbo chi?».
E lei : «È un americano, il marito della Befana».
Ed io: «Ma come, la vecchiaccia ha trovato chi
se la sposava, ma non era zitella?».
E lei : «È un modo di dire. In America chi
porta i regali è un vecchio pancione, barbuto,
vestito di rosso e nel suo sacco c'è un
bendidio che manco puoi immaginare. Il cristiano con la barba
arriva la notte di Natale e mette
i regali sotto l'albero di Natale».
Ed io: «Davvero? Sti guagliuni americani sono davvero
fortunati. Hanno anche lo zio
ricco, noi invece abbiamo una
vecchia povera in canna».
E lei: La povera Befana sarà
pure tirchia, ma poveretta non
ha soldi da scialacquare. E per
risparmiare va in giro con la scopa al gasolio, mentre Babbo Natale
ha una carrozza trainata da animali volanti.
Ed io: «Posso scambiare la Befana con Babbo
Natale?».
E lei: «Nossignore, non si può, ma anche si
potesse, nel cambio ci perderesti. La nostra è
una festa seria per gente comune. Ora non ci
crederai, ma in seguito capirai che il loro Natale è fatto apposta per far spendere e spandere».
Anni dopo ho capito cosa la signora maestra volesse dire, ma neanche a lei sarebbe passata per la
testa che nel duemila si stanno facendo crescere i
figli piccoli, e non tanto piccoli, nella convizione
che basta niente per avere tutto e di più.
4 il risultato non è più cambiato
perché i ragazzi canadesi nell'ultimo tempo hanno giocato con più
senno di quanto avessero fatto in
precedenza, riducendo al minimo
le panalità. Negli ultimi secondi
ha “salvato” vittoria e medaglia
d’oro il portiere Zach Fucale con
un paio di interventi eccezionali.
Tutti bravi i ragazzi canadesi con
una nota di merito extra per Max
Domi, il figlio dell'ex star dei Leafs Tie, un piccoletto tutto pepe e
grinta che ha anche segnato una
delle cinque reti. Il Canada ha così
confermato il proprio primato
nella storia della manifestazione,
conquistando il suo sedicesimo
titolo, anche se l’ultimo risaliva
al 2009. La selezione della foglia
d’acero precede proprio la Russia,
che considerando anche i trionfi
in epoca sovietica ha collezionato
fino ad ora tredici medaglie d’oro,
la più recente delle quali vinta nel
2011 sullo stesso Canada. Quanto
alla medaglia di bronzo, questa è
stata conquistata dalla Slovacchia,
che nel terzo conclusivo ha avuto
la meglio sulla Svezia per 4-2. Gli
slovacchi hanno così eguagliato il
loro miglior risultato nella storia
della competizione, datato 1999.
Il titolo vinto dal Canada verrà
rimesso in palio l’anno prossimo,
quando nuovi giovani si contenderanno l’alloro iridato in quel di
Helsinki (Finlandia).
NHL
EASTERN CONFERENCE
WESTERN CONFERENCE
ATLANTIC DIVISION
GIOCATE
PUNTI
Montreal 39
54
Tampa Bay 41
54
Detroit
39
49
Toronto
40
45
Boston
40
44
Florida
37
43
Ottawa
38
39
Buffalo
40
31
CENTRAL DIVISION
GIOCATE
PUNTI
Nashville 38
54
Chicago
39
54
St Louis
39
49
Winnipeg 40
47
Dallas
38
42
Minnesota 37
40
Colorado 39
38
METROPOLITAN DIVISION
PACIFIC DIVISION
GIOCATE
Islanders 39
Pittsburgh 39
Washington38
Rangers
36
Columbus 37
Philadelphia 39
New Jersey 41
Carolina
39
PUNTI
53
53
47
46
37
35
35
28
GIOCATE
Anaheim 41
Vancouver 37
L. Angeles 40
San Jose 40
Calgary
40
Arizona
38
Edmonton 40
PUNTI
58
47
47
47
45
34
27
RISULTATI
Martedì - New Jersey-Buffalo, Philadelphia-Ottawa, MontrealTampa Bay, Nashville-Carolina, Minnesota-San Jose, DallasColumbus, Chicago-Colorado, Arizona-St Louis, Edmonton-Detroit,
Vancouver-Islanders.
Lunedì - Winnipeg-San Jose 2-3.
Domenica - Carolina-Boston 2-1 rigori, Washington-Florida 4-3,
Ottawa-Tampa Bay 2-4, Colorado-Columbus 3-4, Anaheim-Nashville 4-3 rigori, Chicago-Dallas 5-4 0t, Edmonton-Islanders 5-2.
Sabato- Winnipeg-Toronto 5-1, Boston-Ottawa 2-3 0t, Los Angeles-Nashville 6-7 0t, Rangers-Buffalo 6-1, Pittsburgh-Montreal
1-4,New Jersey-Philadelphia 5-2, Arizona-Columbusb 6-3, DallasMinnesota 7-1, Vancouver-Detroit 4-1, San Jose-St Louis 2-7.
PROSSIME PARTITE
Mercoledì - Toronto-Washington, Pittsburgh-Boston,AnaheimRangers.
MERCOLEDI 7 GENNAIO 2015 • CORRIERE CANADESE
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il vostro valore, anche se l’impegno
che ci mettete è davvero molto. Colpa
forse della Luna in disarmonia… Meglio accontentarsi della sufficienza e
puntare a eccellere magari in un altro
proficuo momento.
Le energie fisiche e mentali sono
davvero buone e lavorare fino a tardi
non sarà un problema insormontabile. Merito della Luna in Leone! Con
GEMELLI un pizzico di risolutezza in più potre22 MAG - 21 GIU ste fare molto e molte porte potrebbero essere aperte.
Restate al vostro posto, se un affare
non vi compete o non rientra nella vostra sfera d’azione in generale. Così
non rischierete di avere guai. Certo a
CANCRO volte la tentazione è forte e vorreste
22 GIU-21 LUG almeno dire la vostra. Finché si tratta
di parole…
LEONE
22 LUG-21 AGO
Con la compagnia benvoluta della
Luna nel vostro segno e l’accordo
perfetto con il frizzante Urano, vivrete
momenti di puro e sano romanticismo. Ma usate magnetismo e fascino
con discrezione, o finirete con il complicare di molto la faccenda.
Le vostre aspettative saranno forse un po’ deluse dalla banalità del
colloquio che, speranzosi, volevate
affrontare con molta trepidazione…
Così avrete la certezza di non voler
VERGINE puntare in quella direzione e potrete
22 AGO-21 SETT concentrarvi su dell’altro.
Avete buone energie mentali per affrontare la ripresa del lavoro o dello
studio dopo le festività natalizie. È
tempo… di mettersi sotto! Con l’apBILANCIA poggio della Luna in Leone, sarà più
facile riprendere il ritmo e non cedere
22 SET-21 OTT alla pigrizia.
State forse temendo troppo per la vostra reputazione, senza badare invece al nocciolo del discorso. La Luna
in quadratura non vi dà tregua! Ora
SCORPIONE lasciate perdere il giudizio degli altri e
22 OTT-21 NOV pensate invece a reagire a testa alta
alle avversità.
Se ancora non avevate pensato alla
settimana bianca, la Luna in trigono
al vostro segno potrebbe darvi quella
spinta di cui avevate bisogno. Certo,
eseguire qualche calcolo priSAGITTARIO dovrete
ma di fare i bagagli e pensare anche
22 NOV-21 DIC alle spese già sostenute…
Dissipate i dubbi che avete sulla buona condotta di un amico o di un collega parlandogli apertamente. Dalla
sua espressione capirete tutto. A volCAPRICORNO te è molto meglio tapparsi le orecchie
fronte ai pettegolezzi che distano
22 DIC-21 GEN di
poco dalla calunnia.
Con la Luna ancora per oggi nel vostro segno opposto, non sarà facile
arrivare a un accordo comune soprattutto se in gioco mettete l’orgoglio.
Sarebbe molto meglio fare un passo
ACQUARIO indietro, almeno in quelle occasioni in
22 GEN-21 FEB cui… non vi costa nulla.
Temete l’esclusione da un progetto a
cui tenevate. Meglio correre subito ai
ripari, mostrando il vostro interesse
in maniera inequivocabile. Restando
ad aspettare la fatidica telefonata, riPESCI schiate di sprecare molto tempo pre22 FEB-21 MAR zioso per… agire.
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Lunedì 5 gennaio 2014
all’età di 94 anni
veniva improvvisamente a mancare
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Necrologi
LAWYERS
Dio ha chiamato a sé Maria Domenica il 5
gennaio del 2015 all’età di 94 anni. Adesso si
è riunita in Paradiso con il suo amato marito Angelo. Sarà sempre ricordata con amore
dalla sua figlia Vincenza (Francesco Tersigni). Orgogliosa nonna di Laurie (Fabio Paolini) e Marisa (Steve Fantin). Maria Domenica sarà sempre ricordata dal fratello Benedetto (Stella). Sarà tenuta cara nel cuore
dei suoi nipoti, cugini, parenti e tanti amici. Le visite avranno luogo alla Vescio Funeral Home Woodbridge Chapel (8101 Weston
Rd. 905 850 3332) oggi dalle 2 alle 4 e dalle 6 alle 9 del pomeriggio. La messa funebre
sarà celebrata giovedì 8 gennaio del 2015 alle 9.30 a.m. alla Immaculate Conception Roman Catholic Church (300 Ansley Grove Rd.
a Nord di Chancellor Dr). Le sepoltura seguirà al Westminster Cemetery (su Bathurst
St, a Nord di Finch Ave.).
Se si desiderano fare donazioni in memoria
di Maria Domenica possono essere fatte alla
organizzazione caritatevole di vostra scelta.
Condoglianze online al:
www.vesciofuneralhome.com
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C A N A D A
Necrologi
Richard Boraks
Addolorati per la scomparsa
della cara mamma,
Lawyer
Rosa MANDUCA
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M8W 3S2
T: 416.588.8707
F: 416.588.8785
E: [email protected]
Website: www.workercanada.com
Blog: workercanadaimmigration.blogspot.ca
Giocate al
COME GIOCARE: Esiste una sola regola per
giocare a Sudoku: bisogna riempire la scacchiera in modo tale che ogni riga, ogni colonna e ogni
A
Sudoku
riquadro contengano i numeri dall’1 al 9. La condizione è che nessuna riga, nessuna colonna o
riquadro presentino due volte lo stesso numero.
ne danno l’annuncio i figli:
Pasquale, Teresa, Edda, Cenzina e Clara
Rosa, nata a Sambiase, Catanzaro, il 10 Ottobre 1925, è venuta a mancare Domenica 4
Gennaio, 2015. Si é riunita in Paradiso con il
marito Francesco Manduca.
Le visite: giovedì, 8 Gennaio 2015, dalle
2:00 p.m. alle 4:00 p.m., e dalle 7:00 p.m.
alle 9:00 p.m. presso Ward Funeral Home,
4671 Highway 7, Woodbridge, Tel: 905-8519100. La messa funebre sarà celebrata venerdì, 9 Gennaio alle 10:00 a.m. a St. Roch’s
Church, 2889 Islington Avenue, Toronto (a
sud di Steeles).
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Il Nome:
Severo
Etimologia: Dal latino "Severus", cognomen dall'evidente signiicato, si è trasformato in un personale alquanto diffuso,
specie nella variante Severino, grazie al
culto di numerosi Santi omonimi.
Carattere: E' un saggio ribelle che anche
quando contesta la società, riesce a non
perdere il senno. Cosciente dei suoi limiti,
si pone solo gli obiettivi che sa di raggiungere con facilità e senza troppo dispendio
di forze. Si innamora poche volte, ed è
attratto dalla donna forte che un po' lo
domina. Spesso ha il buon senso di non
mettersi troppo in evidenza e di intervenire solo quando è sicuro ciò che sta per
dire. Capita anche che parli a lungo e a
sproposito.
Numero fortunato: 3
Sei nato oggi?
La tua caratteristica più appariscente è
l'irritabilità. In realtà la tua aggressività
cela la paura di non essere accettato. Questo atteggiamento ti procura non pochi
problemi sia in amore che nel lavoro. E'
davvero un peccato perché le qualità per
emergere in campo professionale e realizzarti nel settore affettivo, non ti mancano
di certo. Cerca dunque di essere più
paziente e conciliante con chi ti circonda
e vedrai che riuscirai ad ottenere quel che
desideri.
Compleanni
Bernadette - 1844
Alessandro Natta - 1918
Giuliano Ferrara - 1952
Nicolas Cage - 1964
Proverbio "L'allegria è di ogni male il rimedio universale"
SCUOLA GUIDA
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BATTESIMO del SIGNORE
S. Raimondo di Penyafort sac.
S. Luciano mart.
S. Virginia verg.
A
Oggi accadde:
"E' l'8 gennaio 1198, quando sale al soglio
pontiicio Innocenzo III. Una delle igure
più forti del Medioevo, per aver delineato
in modo netto la concezione ierocratica,
secondo la quale sia il potere spiriuale
sia quello temporale spettano al papa che
può concedere l'uso del secondo all'imperatore, che altro non è che "l'avvocato
della Chiesa"."
EUREKA!
Scienza
Il isico francese Jean-Léon Foucault l'8
gennaio 1851 effettua il famoso esperimento del pendolo, che porterà il suo nome e
lo farà entrare nella storia, allo scopo di
dimostrare, per la prima volta, la rotazione terrestre. Dato che il piano di oscillazione di un pendolo tende a rimanere
invariato rispetto ad un sistema di riferimento assoluto, lo scienziato fa oscillare
un grande pendolo fornito di una massa
elevata e si rende conto che il piano di
oscillazione cambia in modo progressivo
rispetto alla Terra. Ne desume quindi
che in realtà è il nostro pianeta a ruotare
rispetto al sistema di riferimento assoluto.
Foucault ripete poi l'esperimento a marzo
in pubblico al Pantheon di Parigi con
successo, tanto che verrà eseguito in varie
località dimostrandosi sempre valido.
Canada's Italian Language Daily Newspaper
L’appello del Pont
«Non caricate pesiefice:
eccessivi sulle fami
glie»
Papa Francesco
Il nuovo
$1.00 Più tasse nella Gta
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OTTAWA - Il primo
phen Harper trascinaministro Steancora una
volta il Canada
in una guerra.
Oggi infatti il
parlamento canadese voterà la proposta
del leader
conservatore di
partecipare alla
missione contro
l’Isis: le operazioni potrebbero
durare
mesi, mentre è previsto fino a sei
l’impiego
di sei caccia F18
supportati a terra
da circa 600 militari.
Si tratta del
più grande dispiegamento
di forze dalla fine della
missione in Afghanistan, terminata
nel luglio del
2011 con risultati
molto negativi.
 ARTICOLO A PAGINA
6
ER
2014
www.corriere.com
il Canada in guerra
parlamento alla missione
militare
che potrà durare
anche fino a sei mesi
2
LA POLEMICA
Prentice:
«Sul lavoro
situazione
critica»
CALGARY - Continua
la polemica a distanza
tra Jim Prentice
e il governo federale.
Il premier
dell’Alberta nel
fine
sottolineato ancora settimana ha
necessità di rivedere una volta la
le modifiche
sul TFWP volute
da Kenney.
 ARTICOLO A PAG.
2
L'INCIDENTE
Tragico schianto
al Gp di Suzuka,
grave Bianchi
 A PAG. 16
Rigori e veleni, la
Tre penalty, espulsioni
Anna mi ha aiutato
“ quegli
a sfruttare
sconti di cui non
conoscevo
nemmeno l’esistenza.
www.corriere.com
un monito. A pag.
ITY DAILY NEWSPAP
Lunedi 6 Ottobre
Harper trascina anco
ra
Oggi il via libera dal
Notizie dall'Italia, Canada, mondo, salute, spettacoli,
ricette, l'oroscopo e tanto tanto Sport
apre il Sinodo con
ITALIAN COMMUN
(prezzo più alto fuori) ■
Anno 02 ■ N. 191
” - Nancy R.
il fatto che Anna
“ inAmo
possa parlare
italiano e sia più
facile per me
capire.”- Paulino
M.
una persona preparata
“ eFinalmente
amichevole
che comprenda me
e le mie esigenze.
” - Dante R.
e pioggia di cartellini
Inizia a risparmiare
Leonardo Bonucci
esulta dopo aver siglato
il gol del definitivo
spunta la Juve
gialli. Alla fine decide
3-2
un gran gol di Bonucci
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La passione corre su due ruote
Mariella Policheni
TORONTO - Caschi, giacche,
pantaloni, stivali, guanti ma soprattutto moto. Tantissime moto. Il North American Motorcycle
Supershow, che è giunto alla sua
39ª edizione, è l’universo delle
due ruote a motore ed ogni anno, per tre giorni, diventa il palcoscenico di importanti anteprime e
novità del settore.
Sono state oltre 50mila le persone provenienti da ogni parte del
Nord America che hanno visitato il salone organizzato presso il
Toronto International Centre: oltre 1.000 le moto esposte delle case costruttrici più famose.
Dalla Kawasaki alla Bmw, dalla
Yamaha alla Honda, dalla Suzuki
alla Harley-Davidson, dalla Triumph alla Ducati, gioiello “made
in Italy”. Ma anche marchi storici come la Guzzi e l’Indian, le cui moto sono state vendute dal 1901
al 1953: alcuni modelli da museo
hanno fatto bella mostra attirando l’attenzione degli appassionati delle due ruote.
Curiosità e passione animano
ogni anno i visitatori dello show
che viene atteso con trepidazione
da chi ama sfrecciare in sella ad una moto e farsi accarezzare il viso
dal vento. «Sono molto orgoglioso di questo salone internazionale del motociclo di Toronto - dice Bar Hodgson, fondatore e produttore dello show - la passione a-
nima tutti questi motociclisti che
naturalmente non possono guidare le loro moto in inverno e che
vengono qui per scoprire le novità del settore e per incontrarsi, instaurare nuove amicizie e condividere la propria passione».
Era il 1976 quando Hodgson organizzò il primo show di moto. Da
allora di acqua sotto i ponti ne è
passata tanta e il salone è diventato un appuntamento importante
per chi ama le due ruote.
Non è mancato, come sempre,
Nelle foto alcune delle moto
esposte al Motorcycle Supershow di Toronto: sopra a sinistra
Vincenzo, giovane di Mascali
(Catania), appassionato di moto
in vacanza in Canada che non ha
voluto perdere l’occasione per
visitare il salone; al centro tre
ragazze in posa e a destra una
Ducati
uno spazio dedicato alle “custom
bike”, le moto personalizzate che
con i loro colori, i disegni, i dettagli, hanno letteralmente catalizzato l’attenzione dei visitatori. Così
come la mitica Harley-Davidson,
icona americana, il cui fascino è
rimasto immutato nel tempo: Harley-Davidson di serie e personalizzate, che gli appassionati chiamano ‘the hearthbeat of America’,
il battito del cuore d’America.
Anche la Metro Toronto Police
ha partecipato al salone con una
delle sue Harley-Davidson. Dalla moto simbolo degli Usa a quella del Belpaese: le tante Ducati di
colore rosso in esposizione hanno
afascinato i visitatori per il connubio di potenza e classe, di sogno e passione, per uno stile che
richiama fortemente alle eccellenze del “made in Italy”.
È un mondo da scoprire, quello
che ogni anno, il North American
Motorcycle Supershow, propone
agli amanti dei bolidi a due ruote, un grande spettacolo per chi in
sella a una moto si sente libero e
felice. In fondo, come amano dire
i motociclisti «La vita è correre. Il
resto è soltanto attesa».
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