ONDA D’URTO
Periodico degli studenti del Liceo ‘Porporato’ di Pinerolo - Anno X, n.1, ottobre 2007
www.liceoporporato.it/studenti/onda/onda_d'urto.htm
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Indice:
Gioia e malinconia
La regola del porco
Inchiostro avvelenato
Una farfalla può urlare
pag. 2
pag. 2
pag. 2
pag. 3
Epoca delle. passioni tristi pag. 3
Studenti/insegnanti…
pag. 4
Intervista alla Preside
pag. 6
Vademecum del sorriso pag. 7
Lasciamoci rapire...
pag. 8
a
e tt
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t
7 in condotta
Don Lorenzo Milani
Artisti e campioni
Splash
L’enigma
1
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pag. 9
pag. 10
pag. 11
p. 12
pag. 13
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ins. resp. antonio denanni
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Incontro con Alessandra P pg.14
Nascondersi dal sole
pag.14
Film Forum
pag.15
La musica non si ferma... pg.16
Sono fuori a…
pag.16
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La giornata più bella
pg.17
Chi trova un amico...
pag.17
Tutti gli studenti
pag.18/19
Lettere alla redazione
pag.20
Non imbrattiamo
pag.21
Gioia e malinconia
Apriamo il primo numero di Onda d’urto 2007/08 con il mondo
dei sentimenti e delle emozioni, nel loro risvolto positivo e negativo, di carica distruttiva e rigenerante.
Abbiamo incominciato con la malinconia, quel sentimento che
ci prende soprattutto all’inizio dell’anno scolastico quando pensiamo alle vacanze finite, al tempo libero perduto, alla bella stagione che finisce, ai giorni carichi di studio e di fatica che ci aspettano. Abbiamo voluto vangare quel sottile sentimento, quella
tristezza interiore che ci prende quando una bella esperienza finisce e ci rimangono solo più i ricordi e appunto quel filo di tristezza e di nostalgia, che il pierrot della copertina ci sembra esprima
molto bene. Ma a questa abbiamo legato la gioia della vita, raffigurata dal clown, che è sinonimo di risate, di divertimento, di
vita che continua… È la gioia per lo stare insieme, per
un’amicizia ritrovata, per un obiettivo raggiunto… È la gioia che
nonostante le fatiche speriamo ci accompagni per tutto l’anno
scolastico.
Intorno a questo tema sono nati i vari articoli di apertura:
“Vivere il tempo”, “L’epoca delle passioni tristi”, “Gli insegnanti - studenti sono tristi?”, sondaggi vari e citazioni.
Ci sono poi le solite rubriche e l’intervista alla nuova Preside,
che vi invitiamo a leggere e a commentare. Cogliamo l’occasione
per farle gli auguri di benvenuta al Porporato, che estendiamo
anche ai nuovi insegnanti e a tutti i primini.
La Redazione
Inchiostro avvelenato
«Una stampa cinica e mercenaria prima o poi
crerà un pubblico ignobile» Joseph Pulitzer
Arma strategica
«La terza guerra mondiale sarà una guerriglia
dell’informazione, alla quale parteciperanno
militari e civili senza alcuna distinzione »
Marshall McLuhan
Quarto potere 1
«La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò
che non vorrebbe sentirsi dire» George Orwell
Quarto potere 2
«Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è rivoluzionario» George Orwell
Quarto e quinto potere
«Il vero potere risiede nelle mani di chi ha in
mano i mass media» Licio Gielli
Un Presidente ai giornalisti
«...è importante che abbiate sempre dritta la
vostra spina dorsale» Carlo Azelio Ciampi
Per un’informazione onesta
«Onesto è colui che cambia il proprio pensiero
per accordarlo alla verità.
Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero» Anonimo arabo
Responsabilità dei singoli
«Quello che accade, accade non tanto perché
una minoranza vuole che accada, quanto piuttosto perché la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le
cose accadessero» Antonio Gramsci
Beppe Severgnini
Scrivere secondo la
regola del “porco”
Dalla “Festa dei
maturandi” sono
avanzati € 250, che
abbiamo versato
all’UGI Onlus, a
favore dei bambini
malati di cancro
Scrivere un buon articolo (o tema) è molto
facile, basta seguire le regole del “porco”: non
nel senso di suino, ovviamente.
La sigla sta per Pensare, Organizzare, Rigettare, Correggere, Omettere.
1) Pensare a quello che ci è stato chiesto e che
si vuole scrivere.
2) Organizzare: buttare giù uno schemino in 56 punti, dove è chiaro dove si parte e dove si
vuole arrivare.
3) Rigettare: scrivere di getto, senza pensarci
molto.
4) Correggere: revisionare, levigare.
5) Omettere: qualsiasi testo una volta corretto
va asciugato. Tutto quello che non è strettamente indispensabile (congiunzione, avverbi,
aggettivi) è dannoso, quindi da togliere: «Se
costringi il lettore a rileggere hai perso».
Beppe Severgni, L’italiano. Lezioni semiserie,
Rizzoli
Intervista di Beppe Severgnini su www.liceoporporato.it/didattica/Beppe_Severgnini16.mov
Blue e La Musica delle Parole
La malinconia mi ha presa per mano e non vuole lasciarmi andare;
mi stringe in un abbraccio, un nodo che vela la luce e i colori e che
riempie il cuore di inquietudine togliendomi energia. È come un
grido che non vuole uscire, che rimane chiuso nell’anima, silenzioso eppure intenso. Un mantello che avvolge ma non scalda. Una
lacrima che appare improvvisa. Mi ascolto e cerco di ritrovare la
luce, la mia luce. In silenzio.
(colonna sonora del post: "Blue Skies" di Eva Cassidy)
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Vivere il tempo
“Anche una farfalla, se l’ascolti, può urlare”
Il trascorrere sempre uguale delle giornate alla ricerca di qualche interesse
Silenzio. Affacciandoti alla finestra
vedi che il cielo sta per imbrunire:
anche se con lo scarto di qualche minuto, dovuto forse a qualche nuvola o alla volontà di
qualcuno lassù, esso tramonta alla stessa ora di ieri e, con
tutta probabilità, di domani.
Sforzati di ascoltare i rumori che vengono da fuori: stesso
rombare di motori, e le nuove Panda della Fiat, e i soliti
GTT, Cavourese e Sapav. E se provi ad ascoltare i rumori
provenienti dalle altre stanze, ti accorgerai di sentire le stesse persone che seguono lo stesso programma di ogni giorno
sulla stessa tv.
E poi ti ritrovi a fermarti sul tuo letto, in un silenzio illusorio, a pensare alla tua impotenza di fronte alla ripetitività di
ogni giornata, a questo scorrere inesorabile del tempo, seppur sempre forse eccessivamente simile nel suo proseguire.
Ti rendi conto di come in fondo questa sorta di grande
“routine” globalizzata sia un conforto per tutti e tutto, sia
una delle poche vere certezze rimaste, seppur fonte forse di
frenesia e di ottimizzazione del tempo e quindi anche di eliminazione (quantomeno per la mente) del tempo “libero”, o
dedito a pensare. E ti accorgi anche che sia io che scrivo di
questo che tu che pensi a questo stiamo uscendo, evadendo
dalla routine, infrangendo la grande legge del ripetersi sempre uguale di ogni cosa.
Intanto che te ne stai a pensare, nel tuo stereo parte una canzone del 1978 di un tale di Zocca, che canta “E intanto tu
continui ad invecchiare, sempre convinto che gli anni migliori debbano ancora venire!”
E capisci che quel tale della canzone non vivrà mai i suoi
anni migliori, totalmente privato di autonomia da questa
Routine devastante che da soli ci costruiamo. Ed intanto hai
trovato nel tuo riflettere, nell’analizzare le cose, il tempo ed
il suo scorrere inesorabile, una novità. Questa novità ti stupisce, ti lascia perplesso e ulteriormente meditabondo. Ma intanto per oggi ti ha salvato dalla routine. Ed intanto ti accorgi che da quando hai iniziato a pensare è passata almeno
mezz’ora ed il sole ancora non è tramontato. E tra te e te
pensi che il domani non riesci ad immaginartelo minimamente, che sarà una sorpresa che soltanto viverla renderà
straordinaria, e l’immaginarsela prima forse addirittura la
banalizza. E così te ne esci per strada a sentire il vento soffiare e ti accorgi che non ci avevi mai fatto caso, ma che anche una farfalla, se l’ascolti, può urlare. E pensi “Che sorpresa continua è questa vita…”.
Carlo Guassone I C/Classico
L’epoca delle passioni tristi
Un libro letto in molte classi del Porporato
Uno dei libri che ultimamente ha coinvolto e stimolato la
riflessione di molti studenti del Porporato è L'epoca delle
passioni tristi, di due psichiatri francesi (Miguel Benasayag
e Gerard Schmit). Una delle idee portanti del libro (ispirato
nel titolo ad una frase del filosofo Spinoza) è la costatazione
di come l’orizzonte temporale e sociale di questi ultimi decenni da futuro-promessa si sia trasformato sempre più in
futuro-minaccia.
È uno dei mutamenti epocali, di cui la nostra cultura pare
non abbia colto il segno e la gravità: ogni «visione ottimistica è crollata. Dio è davvero morto e i suoi eredi (scienza,
utopia e rivoluzione) hanno mancato la promessa. Inquinamenti di ogni tipo, disuguaglianze sociali, disastri economici, comparsa di nuove malattie, esplosione di violenza, forme
di intolleranza, radicamento di egoismi, pratica abituale della
guerra hanno fatto precipitare il futuro dall’estrema positività
della tradizione giudaico-cristiana all’estrema negatività», ha
detto in un suo commento al libro Umberto Galimberti.
L’attuale contesto storicoculturale del mondo globalizzato
dallo sviluppo capitalistico è dominato da un potere e un
pensiero unico – fondati sull’utile economico – rispetto al
quale ogni ipotesi elaborata dal pensiero sistematico occidentale, religioso o laico che sia, appare incapace di costruire
alternative. La stessa scienza produce continue e contraddittorie proliferazioni teoriche, di cui resta il trionfo tecnologico che mangia se stesso e noi in una incessante frenesia innovatrice.
Ma il libro non si limita a fare un catalogo apocalittico. Gli
autori passano alla ricerca di ipotesi di prassi alternative, per
resistere alla “tentazione” di “farsi sedurre dal canto delle
sirene della disperazione, del lasciarsi avvolgere dalla notte
apocalittica”. Di qui le proposte, non tanto di soluzioni, ma
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di direzioni verso
cui procedere, indicazioni pratiche più
che teoriche, a livello singolo e collettivo. […]
Gli autori sono
psichiatri, che però
non puntano a scorciatoie in pillole
della felicità (Valium) o dell’ubbidienza (Ritalin) per normalilizzare o ridurre il disturbo. La scelta che propongono implica muoversi verso una clinica del legame, nella convinzione che “lo schiavo è colui che non ha legami”, che non ha
un suo posto, che si può utilizzare dappertutto e in diversi
modi. L’uomo libero è invece colui che ha molti legami…
verso la città e verso il luogo in cui vive”.
Il legame implica un concetto di libertà e autonomia della
persona, opposto a quello fondato “sul dominio”, per il quale
“libero è colui che domina”. Non possono che derivarne solitudini armate, paure, tristezze e deliri di onnipotenza. La direzione opposta sta in relazioni che rifondino il senso di una
comunità, in cui il rispetto e l’ascolto, il fare disinteressato
siano reali e non solo declamati o strumentali alla propria
affermazione individualistica. Sono tali relazioni che resistono alle tendenze disgreganti e generano pratiche gioiose e
rinnovata energia umana.
È nelle relazioni capaci di tale ri-creazione che si trova la
base delle “passioni gioiose” (come diceva ancora Spinoza)
e dello sviluppo delle “mille e una potenzialità di ognuno di
noi”.
Miguel Benasayag-Gérard Schmit, L'epoca delle passioni tristi, Feltrinelli, 2004
Le iene al Porporato
Gli insegnanti - studenti sono tristi?
Rispondono il Prof. Dominique Guillot e Francesco Grimaldi, 5AL
NOME: Dominique
COGNOME: Guillot
Professore di francese
NOME: Francesco
COGNOME: Grimaldi
Studente della 5^ A Linguistico
1. Provi/a ad abbinare alla gioia:
- Un oggetto - Un colore
- Un libro
G. - Un bel piatto di frutta - Il giallo - “Io speriamo che me la
cavo”
F: - Un orsetto di peluche - Il giallo - Più che gioia divertimento, direi il libro “ Clochemerle”, e come titolo italiano “Io speriamo che me la cavo”.
2. Ora alla malinconia.
G: - I fiori - Il grigio - “L’amico ritrovato”
F: - Un peluche - Il viola - Non ho mai letto libri particolarmente malinconici
3. Provi a spiegare il vero significato di malinconia.
G: La malinconia è un certo rimpianto, la mancanza di qualcosa.
F: La malinconia è una forma di tristezza… E’ una serie di cose
tristi, inevitabili…
4. Natale: malinconia o gioia?
G: Può essere tutti e due, dipende dal singolo Natale.
F: Eh gioia ovvio… I regali fanno sempre piacere!
5. Quale esperienza della sua/tua vita rivivrebbe/rivivresti volentieri?
G: Altri cambiamenti radicali. / F: I Mondiali
2006.
6. Qual è per lei/ te il periodo più malinconico dell’anno? E quello più gioioso?
G: Non posso dire un periodo più malinconico
e uno più gioioso, non saprei, sono tutti abbastanza uguali.
F: Il più malinconico è senza ombra di dubbio
l’inizio di settembre (capirete perché…!). Il più gioioso è ovviamente la fine della scuola.
7. Abbini/a un sentimento ad ogni età della vita:
- Infanzia - Adolescenza - Età adulta - Vecchiaia
G: - Tenerezza - Rivolta - Tranquillità - …ve lo dirò fra 30 anni!!
F: - Ingenuità (diciamo totale rimbecillimento!!!) - Incoscienza
- Nervosismo - Pacatezza
8. Come si/ti descrive/i in 2 aggettivi?
G: Molto riservato e poi… beh, tranquillo.
F: Educato e generoso.
9. Quale cibo le/ti ispira pura gioia? E quale lo/ti rende un po’
malinconico?
G: Un cibo??Allora a me piace molto la testa di vitello, “la tête de
veau vinaigrette”, ecco un piatto gioia e malinconia! I ceci invece
non mi piacciono proprio!!!
F: Beh… Le lasagne sicuramente… Ed anche la torta Sacher!! I
broccoli invece mi mettono un po’ di tristezza…
10. Il suo/tuo rimedio contro la malinconia?
G: Mah, io non ho mai sofferto di malinconia, comunque come rimedio potrei dire che è inutile dare troppo peso alle cose,
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bisogna quindi saper valutare la relatività delle cose.
F: Quattro chiacchiere con gli amici o una partita alla Play
Station!
11. Mondiali 2006: gioia o malinconia???
G. Preferirei parlare del Mondiale 98 oppure degli Europei 2000.
F. Ah… che gioia!!!! Alla faccia di Zidane… mi spiace per l’altro
“collega” intervistato…!
12. Cosa le/ti serve al mattino per iniziare bene la giornata?
G: Un bel caffè.
F: Qualcosa di dolce e stare almeno mezz’ora nel letto a guardare
il vuoto.
13. Il suo/tuo film preferito?
G: Mi sono piaciuti molti film, non ne ho uno preferito, dipende
dai periodi, se volete un titolo “Arrivederci ragazzi”.
F: “L’ultimo samurai”.
14. Qual è il momento più felice della giornata?
G: La sera.
F: Le 12.40
15. La musica e l’arte sono due metodi di espressione dei sentimenti, quale musica e quale arte esprimono al meglio il suo/
tuo essere?
G: Come musica direi il jazz e come arte gli impressionisti.
F: Allora… Adoro la musica caraibica (salsa, bachata…). In campo artistico… I graffiti metropolitani.
16. Preferirebbe/preferiresti essere ricco, ma infelice o molto
povero, ma felice?
G. Togli molto, metti non troppo povero e siamo a posto così!
F: Molto ricco e molto felice, anche se i soldi non fanno la felicità… ma aiutano!
17. Lei/tu da solo su un’isola deserta, ma meravigliosa cosa
farebbe/ faresti?
G: Io da solo su un’isola deserta? Beh, aspetterei altre persone!
F: Porterei un po’ di gente, sennò sai che pizza
da solo!!!
18. Un tale diceva che “la malinconia è la
gioia di esser tristi”, cosa ne pensa/i?
G: Sì, non ha tutti i torti.
F: Cosa aveva
bevuto!?!
19. Il concetto di viaggio è da sempre paragonato al tema della gioia, ma soprattutto della malinconia, quando lei/tu viaggia/i quale sentimento predomina?
G: Quando viaggio direi che predomina la gioia, la soddisfazione.
F: La gioia, perché quando parti sai che andrai a divertirti in vacanza e quando torni rivedrai i tuoi amici.
20. Cos’è più fastidioso, un lancinante mal di testa o un profondo senso di malinconia?
G: Non ho quasi mai mal di testa e non soffro di malinconia,
quindi non potrei dire.
F: Un profondo senso di malinconia.
21. Il primo proverbio che le/ti passa per la testa.
G: Più che il primo che mi passa per la testa, vi lascio quello che
preferisco :”Quando ciascuno fa il suo mestiere, ogni cosa va a
dovere”.
F: A lavare la testa dell’asino si perde l’acqua ed il sapone.
22- In quale epoca storica vorrebbe/vorresti vivere?
G: Ma mi va benissimo la seconda parte del XX secolo!
F: Nel Medioevo, mi piacerebbe diventare un cavaliere che parte
per una crociata contro gli infedeli.
Segue a pag. 5
Sondaggio...
“Cosa fate nelle giornate tristi per risollevarvi il morale?”
Ecco la risposta di alcuni ragazzi del nostro Liceo...
* Non si può dire...! No scherzo, sicuramente la musica è la
miglior soluzione... Quindi canto fino a rimanere afona!
* Ascolto musica... Esclusivamente punk!!!
* Mangio cioccolata fondente all’arancia. Garantito antidepressivo =)
* Chiamo un’amica o ascolto musica
* Affogo tutto nella Nutella!!
* Dormo, dormo... e dormo ancora!
* Nanna, peluche e tante lacrime
* ... Ecco, ditemelo voi! Comunque, ascolto musica o parlo al telefono con un’amica o con il mio boy...
* Prendo lo scooter e vado in piazza dal mio tipo...
Cos’altro?
* Metto le mie canzoni preferite a palla... E in casa tutti sanno che mi devono lasciare in pace!!
* Dormo e gioco alla play
* Boh... Di solito si esce con gli amici, quelli veri... E poi si
ascolta musica che ti fa scoppiare la testa... Se no mi arrabbio
a morte con qualcuno... In modo da avere una ragione nella
giornata... Se no si chiama Micaela...
* Corro fino a crollare con l’mp3 a palla nelle orecchie
* Vado in palestra a fare spinning mentre ascolto musica a
palla (e magari butto un occhio a quel tipo troppo bello che
c’è in sala ;-P)
* Vado in cerca di coccole, di sorrisi, di abbracci e soprattutto di risate!
* Ascolto musica (es, Mr Brightside... è stupendo!); esco con
il gruppo che mi tira su il morale (azz se me lo tira su); oppure mi rileggo le milioni di frasi sulla vita che ho scritte in camera (azz quante ne so); mi sfogo giocando a basket; chiamo
le persone a cui voglio più bene, mi basta sentire la loro voce
allegra e tutto va meglio; per ultimo mi mangio una tonnellata di “Rise Krispies”!!! Stra-buoni!! E poi per ogni giornata
c’è il suo rimedio...!
* Io ovviamente gioco a pallavolo fino a quando stramazzo a
terra e se non posso vado a farmi un giro in collina con il mio
cane!! Se piove è bellissimo camminare sotto la pioggia! Oppure cucino muffin
o una cena superLe iene… segue da pag.4
buona per i miei!!
23. Dovesse/i recitare in un musical, Non so perché ma
io trovo che nei
quale sceglierebbe/sceglieresti?
momenti più tristi
G: Penso “Grease”.
F: … “Notre Dame de Paris”, è l’unico la cosa migliore è
stare soli... Poi c’è
che conosco!
chi cerca amici o
24. Frasi a completamento.
cos’altro... Basta
- Carpe… - Cogito… - Mens sana
che alla fine funin… - Trentatre trentini…
zioni no??!
G: - Diciamo diem. - Donc je suis. - * Ogni volta che
sono triste vorrei
Corpore sano.
- Questa non la so, però se me la scrive- farmi una passegte ve la posso leggere e voi mi registrate giata con il mio
cane... Peccato che
almeno vi faccio ridere di sicuro!
F: - Diem. - Ergo sum. - Corpore non ho un caneeee!
Uffa! Ecco ora sosano.
- Entrarono in Trento tutti e trentatré no triste!! E cosa
faccio?? Non so!
trotterellando.
Mi chiudo ad a25. Studenti: gioia o malinconia?
scoltare la prof...!!
G: Gioia.
Comunque quando
sono triste di solito
26- Insegnanti: gioia o malinconia?
sto in camera mia a
F: Un bel misto diciamo.
Beatrice 4BL piangere ascoltan5
Bagno
do alcune canzoni tristissime che mi
di
fanno ancora stare più male!! Sono un
Nutella
po’ masochista!! Eh eh! Ma così almeno mi sfogo del tutto!!
* Cosa faccio in una giornata triste?...
Bella domanda! Non so bene cosa faccio quando sono triste... (a posto siamo!!) Beh, credo dipenda dalle volte. A volte anch’io faccio
la Masochista, mi metto le cuffie nelle orecchie e alzo al
massimo il volume di “Sere Nere”!! Ma solitamente cerco di
non dare a vedere che sono triste e mi circondo dei miei amici. E poi W la cioccolata fondente!! Oviusly!!
* Gigi D’Alessio vi dice qualcosa? Ecco se sono triste non
evito di stare peggio! Che furba! Credo che sia normale...
Tante lacrime poi ti prende lo scazzo e ad un certo punto eh...
Beh, io vado in piazza dai miei amici che sono talmente idioti che a quel punto
la tristezza ti vien
per quello! Magari
una birra e una siga? No, tanto passa! * È uno strano destino quello della malin* Beh... Quando conia. Prende anche se hai tutto. Il viso non
sono triste... ehm... mostra segni di sofferenza: è meglio una
Mumble, mumble...
febbre che costringe a rimanere a letto maAllora, all’inizio sto
per ore in silenzio lati. Se sei triste e stai soffrendo, dentro,
sul mio letto a guar- nessuno capisce, nessuno ti crede; tutti pendare in un punto sano che sia un posa, uno strano modo di
fisso senza pensare mettersi in mostra. (Romano Battaglia)
* La malinconia dagli oscuri occhi, triste
a niente... Poi ascolto canzoni tristissi- compagna. (William Shakespeare)
* La malinconia è la felicità di essere
me per sfogarmi del
tutto, rileggendo i triste. (Victor Hugo)
messaggi più belli
* La malinconia, sempre inseparabile dal
delle persone più sentimento del bello. (Charles Baudelaire)
care e poi alla fine
* Un desiderio di desideri: la malinconia.
faccio la solita tele- (Lev Nikolaevic Tolstoj)
fonata di un’ora alle
* Il lato diabolico della malinconia è
amiche più amiche quello non solo di far ammalare le sue vittiche si possono ave- me, ma anche di renderle presuntuose e
re... Loro sanno
miopi, addirittura quasi superbe. Si crede di
sempre come tirarti
essere come Atlante che da solo deve regsu il morale!!!
* Quando sono tri- gere sulle proprie spalle tutti i dolori e gli
ste devo stare alme- enigmi del mondo, come se mille altri non
no per un po’ da sopportassero gli stessi dolori e non vagassola, così mi depri- sero nello stesso labirinto. (Hermann Hesse)
mo ancora di più...
Proverbi italiani [modifica]
Tipo
ascoltando
* Cento ore di malinconia non cacciano
musica da tagliarsi
un
quattrino di debito.
le vene, e pensando
*
Letizia grande e gran malinconia, conai più bei momenti
con gli amici o con finano ambedue con la pazzia.
* Malinconia non paga debito.
le persone che mi
* Meglio povero e allegro, che ricco e
vogliono bene e a
cui tengo molto... malinconico.
Non riesco a tirarmi
* Né di tempo, né di signoria, non ti dar
su il morale, dopo malinconia.
un po’ la tristezza
* Nella buona compagnia, non ci sta mapassa da sola. O se linconia.
no chiamo un’ami* Para via la malinconia, e quel che ha
ca e sto con lei al da essere convien che sia.
telefono per otto
* Val più un'ora di allegria che cento di
ore...!
malinconia.
GAB
Citazioni e proverbi
sulla malinconia
RATO
PORPO
NEWS
Intervista alla nuova Dirigente Scolastica
La Prof. Maria F. Amico, nuova preside del ns. Liceo,
ci parla di sé, ci espone i suoi obiettivi ed iniziative.
Ci racconti di sé e della sua
vita nel mondo della scuola.
È una lunga storia che inizia
con gli studi magistrali e il diploma di maestra, prosegue con
l’iscrizione all’Università di Palermo (allora io abitavo ad Agrigento). Ma l’avventura vera e
propria comincia con un concorso magistrale a Torino, che ho vinto e mi ha introdotto
nella scuola come docente. Ho incominciato a insegnare nei
primi anni ‘70 in una scuola elementare alle Vallette di Torino, dove ho fatto un’esperienza molto bella e ricca sperimentando le nuove teorie educative che mi hanno fatto capire che cosa significa insegnare e rendere lo studente protagonista. Nel frattempo mi sono laureata, ho fatto ancora
per alcuni anni la maestra, con tanti corsi di aggiornamento
e sperimentazioni didattiche. Ho sostenuto il concorso direttivo che ho vinto e da lì ho cominciato con il primo incarico direttivo alla scuola di Paesana, poi sono stata trasferita
a Rivalta-Tetti Francesi, a Villar Perosa per 13 anni
all’Istituto Comprensivo e infine il Liceo Porporato. Una
carriera lunga, con tante esperienze diverse, tante scuole,
tanti insegnanti, tanti studenti.
Come è stato il passaggio dalla scuola elementare e media a questa nuova realtà delle superiori?
È interessante vedere lo sviluppo educativo di una
persona dai 3 anni fino ai 19 anni. È bello vedere
uno studente che tu hai conosciuto a 3 anni, ritrovarlo a 15/16 e seguirlo fino alla maturità. Al Porporato ho incontrato tanti ex studenti della materna,
dell’elementare e delle medie di Villar quindi mi
sembra di continuare un percorso iniziato alcuni
anni fa. Un percorso di continuità umana, di apprendimento e professionale che mostra la ricchezza dello sviluppo della persona.
Che impressione ha avuto del Porporato?
È una gran bella scuola, molto interessante nei percorsi di
apprendimento, nei curricoli. È una scuola accogliente, dove si respira un buon clima umano e professionale. È anche
una scuola complessa, ma l’aspetto positivo della complessità sta proprio nell’avere al suo interno tante risorse e tante
possibilità.
Quali obiettivi si pone per la sua dirigenza?
Gli obiettivi non possono essere solo miei perché un dirigente scolastico lavora sempre in squadra. In parte sono gli
obiettivi che l’istituzione stessa porta avanti come finalità:
quindi il compito primario è quello di fare una buona scuola, di guidare i ragazzi a raggiungere i loro obiettivi di maturazione, di apprendimento e di sviluppo. È molto importante che gli obiettivi della scuola siano condivisi. Per questo la prima scommessa è quella di definire insieme al gruppo dei docenti, del personale amministrativo, degli studenti
stessi e dei loro genitori quelli che sono gli obiettivi di tutti,
gli obiettivi condivisi. Inoltre, la mia idea di scuola (come
d’altronde nella vita) è che si possono sempre trovare dei
margini di miglioramento. Quindi un’idea migliorativa di
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quello che già esiste, che è già buono.
Legato a questo discorso, ha già individuato qualcosa che non va e che vorrebbe cambiare o comunque migliorare?
Cambiare no, ma migliorare sicuramente sì. Per esempio a
me interesserebbe migliorare tutto il percorso dei recuperi
degli apprendimenti, mi piacerebbe che i recuperi fossero
utili a migliorare la situazione individuale dei ragazzi e che
i debiti fossero colmati per davvero. Ovviamente questo lo
si può fare lavorando insieme, insegnanti e studenti. I ragazzi hanno un ruolo molto importante nel recupero dei loro debiti formativi. Sono loro i soggetti del recupero.
Qualche sogno nel cassetto?
Potrei dire la pensione (ride), visto che sono molti anni che
lavoro nella scuola e penso di meritarla. Il mio sogno nel
cassetto è in realtà, dal punto di vista professionale, quello
di fare una scuola vera, autentica che faccia entrare le persone in relazione e le metta in movimento, permettendo dei
percorsi di crescita personale a coloro che la vivono. In realtà sono stata così fortunata che in parte queste cose le ho
realizzate e quindi non sono più solo un sogno.
Lei ha fama di preside esigente e anche un po’ fiscale.
Che cosa ci dice in proposito?
La stessa serietà che si chiede agli altri prima di tutto bisogna chiederla a se stessi. È la
stessa serietà che ci dev’essere
nell’assumere i propri impegni di lavoro o di
studio, la responsabilità e la professionalità
rispetto al proprio ruolo, in qualsiasi ambito
della società. Credo che sia un requisito indispensabile. Né si può far finta di essere bravi
cittadini, bravi studenti, bisogna esserlo per
davvero, è una questione di coerenza personale. Il mio lavoro consiste, in parte,
nell’attuazione di norme e le norme limitano
e tutelano allo stesso tempo. Un’abitudine
alla legalità è una buona formazione per tutti, un buon esempio e un buon modello anche per i ragazzi, perché se
noi non rispettassimo le regole per primi che esempio daremmo?
La nostra è tra le poche scuole superiori di Pinerolo che
non fa il ponte dei santi, che cosa ci dice in proposito?
Non saprei dire esattamente i termini di questa questione e
del perché alcune scuole hanno deliberato cose diverse. È
una situazione ereditata, che ho trovato al 1° settembre.
Prometto solennemente che l’anno prossimo ci coordineremo con le altre scuole per un calendario comune a tutti gli
istituti del territorio.
Per finire… come le sembra il nostro giornale scolastico?
È molto interessante e carino. Spero veramente che questa
esperienza continui perché è ricca e viva. È molto bella.
Sara Perro 5B L
L’intervista alla Preside è anche on line all’indirizzo http://
www.liceoporporato.it/didattica/video_interviste.htm
Vademecum del sorriso☺
Ricordatevi…
1) Un sorriso può valere molto più di 1000 parole! Quindi
se qualcuno vi sorride non dovete fare altro che sorridergli
anche voi;
2) La giornata vi sembra triste? Datele un tocco di colore
usando abiti colorati. Vi sentirete meglio;
3) Quando siete travolti da una catastrofe, innanzitutto accertatevi che sia realmente tale, ponendovi la seguente domanda: “Ma è davvero importante?” Nel 95% dei casi, la
risposta sarà no, perciò non fatevi rovinare l’umore da pensieri inutili! Nel caso la risposta fosse sì, non dovete assolutamente cedere al panico: affrontate la situazione di petto
e guardate il lato bello o quello buffo. Se le due cose non
funzionano, beh allora mi dispiace dirvelo ma ve la siete
proprio cercata!!!
4) Se proprio non avete voglia di sentire “ciarlare” la prof,
incollate sul diario le foto che ricordano i bei momenti,
oppure le frasi di libri e film che più vi hanno colpiti, o le
barzellette sui carabinieri, che vanno ancora di moda e non
stufano mai; o ancora gli ingredienti della cassata siciliana
(bbbuona!!) mangiata quell’estate in Sicilia, con nonna
dietro che vi minacciava col cucchiaio dicendovi
“Mangiachetifabbene!!”, ma per colpa della quale avete
preso 5 chili in 2 giorni... Insomma, il diario è fatto per
essere “farcito” di ricordi che vi aiuteranno a far passare
più in fretta la scuola;
5) Se anche oggi non avete voglia di alzarvi dal letto per
andare a scuola, pensate alla paninara: cosa ne farà di tutti
quei panini, focacce, pizze e merendine, che solo a guardarle ci riempiamo di ciccia e brufoli, ma che stuzzicano
da impazzire??! Lei aspetta solo voi!!
6) Se siete tristi e malinconici, assolutamente non circondatevi di ricordi tristi e malinconici!!! Per favore, non fatelo!!! Potreste stare decisamente peggio!! E non date retta a
chi dice che ascoltare canzoni tristi e malinconiche in questi casi fa bene: piuttosto, se non riuscite a fare a meno di
ascoltare qualcosa, concentratevi su cantanti spiritosi e vitali... Capito??!?!! Spiritosi e vitali!!! Non malinconici!!
Spiritosi e vitali!!!
7) Ricordatevi: il cibo (a patto che sia buono) fa bene alla
salute! E all’umore!! Non abbiate paura di ingrassare. Se
mangiate con moderazione (e responsabilmente) appagherete lo spirito e non vi spaventerete di fronte alla bilancia;
8) La tv vi annoia? Cambiate canale! Oppure (professori,
lo sto facendo per voi!!!) leggete un libro. Avete mai pensato alla “Divina Commedia”? NO, la “Divina Commedia”
NOOO!!! Non fatevi ingannare dal titolo! (Scusate professori ma sto cercando di far passare la malinconia, non di
provocarne altra!!) Quindi cercate un libro divertente e
brillante;
9) Vostro fratello/sorella è una peste? Sorridete! Pensate a
quei poveri animatori che si “spupazzano” bambini dolci e
gentili come lui/lei per tutta l’estate. Fate un’opera di bene:
risparmiate questo supplizio a quei poveri (e sottolineo
poveri!) animatori!!!
10) Se dopo tanti sorrisi (almeno spero...!) continuate a
sentirvi tristi, le possibilità sono due: o non avete letto bene, quindi necessitate di una visita oculistica urgente; oppure avete seriamente bisogno di un amico!! E se un amico
solo non vi sembra sufficiente, allora avete bisogno di due
amici. E se neanche due amici vi sembrano abbastanza,
cercatene un terzo. Ma se neanche tre vi bastano, forse dovreste provare a pensare un po’ di meno a voi stessi e un
po’ di più a chi vi circonda, a chi per esempio di amici non
ne ha nemmeno uno. Magari dopo riuscirete ad apprezzare
di più la vita! E soprattutto a sentirvi meno tristi!!!
Alla prossima, e tanti sorrisi a tutti ☺
Gabriella, 4BL
Grazie
Mamma!
Alcuni ringraziamenti
del blog graziemamma
Grazie Mamma, Perché hai
lasciato la lavatrice accesa
con l'oblò aperto e ora in
camera mia c'è Sampei che
pesca le trote.. (inviato da
Chiara).
Grazie Mamma, Perché ti
preoccupi per me che devo partire per il Giappone,.. Tanto
da triturarmi i cosiddetti sempre con le stesse identiche domande da due mesi a questa parte (tipo: ma riuscirai a cucinarti? Ma in Giappone esìstono i dolci? Ma in Giappone i
supermercati esistono? Ma i giapponesi hanno il bagno in
casa? Ma 350 magliette ti basteranno per 6 mesi?) (inviato
da esiliogiapponese)
Grazie Mamma, Perché fa domenica mattina decidi di pulire camera mia... Ma non potresti aspettare che mi svegli
prima dì passare l'aspirapolvere? (inviato da FeroX)
Grazie Mamma, Per avermi fatto diventare tutte le mutande
rosa, se riuscissi anche a fargli apparire la scritta "Roberto
Cavalli" potrei farti un regalo, ..(inviato da kilt)
Grazie Mamma, Perché ogni volta che entriamo in un negozio per comprare qualcosa per me, con la commessa ci
parli tu, decidi tu cosa mi piace e cosa no, che cosa mi sta
bene e cosa no. E alla fine aggiungi anche un "Su tesoro,
ringrazia la signorina che è stata così gentile". Mi commuove il senso di protezione che provi per me, la tua bambina,
anche se sono sposata da 5 anni e ho un figlio di 2. ..
(inviato da anonima)
Grazie Mamma,
Perché a 26 anni ho ancora il terrore che, in caso di incidente stradale, i paramedici prima di curarmi mi controllino
le mutande e, se sono sporche, mi lascino morire dissanguato sul ciglio della strada, facendo ironici commenti su
come mi hai allevato... (inviato da crazy borse)
A cura di Beatrice, 3A Soc
7
Lasciamoci rapire dai sogni nel cassetto
In un numero di “Onda d’urto” uscito negli ultimi anni
il tema affrontato è stata l’utopia. Come detto allora il
termine deriva dal greco e uno dei possibili significati è
“luogo bello”. L’utopia è quindi un luogo, diverso per
ciascuno di noi, in cui ci sentiamo bene perché tutto è
conforme ai nostri desideri e ai nostri sentimenti.
Nella vita, molto spesso, ci troviamo immersi in una malinconia che ci impedisce anche solo di sorridere. In queste situazioni la via d’uscita è solo il chiudere gli occhi e
spalancare le porte del mondo perfetto che vive in ognuno di noi. C’è chi lo chiama utopia e chi sogno nel cassetto, chi lo vive solo come un mondo fantastico e iperuranico e chi invece come una passione reale. C’è chi vola
sulle ali della fantasia e chi sulle note di Tchaikowsky,
chi imprime le sue emozioni su infiniti fogli, chi su note.
Quando non sei più su questa terra, quando la malinconia
è dimenticata, allora tutto va per il verso giusto, tutto è
come vorremmo che fosse. Nulla può impedirci di sognare, di aprire il cassetto dell’anima in cui sono celati i nostri desideri e quindi nulla ci può dare lo stesso conforto.
Trovo che il posto della nostra gioia sia interno a noi, nel
nostro cuore; quando, dunque, il mondo sembra un quadro dalle tinte fosche e sopente, quando il cuore è gonfio
di tristezza, di noia, di tutto ciò che vorremmo non dover
provare, allora bisogna aprire il magico cassetto e la-
sciarci rapire. Allora
tutto ci apparirà di
nuovo bello e gaio,
come se una pioggia
leggera cancellasse il
grigio, la coltre di nubi
e il sole tornasse a splendere su un mondo dai fulgidi
colori.
Il periodo in cui viviamo, l’adolescenza, è
una trappola di stress e malinconia. Il
dolore diventa consueto e non
si ha più il coraggio e la forza di
a prire il viso in un sorriso. È questo
però
il periodo delle più grandi gioie
e dei più
grandi sogni. Neanche quando tutto sarà nero e opaco
dovremo smettere di sognare perché è ciò che ci rende
vivi e che ci dà il coraggio di andare avanti e di non cedere davanti alla vita.
Sogniamo, ognuno a modo suo, ognuno nel modo giusto
di farlo e viviamo delle nostre emozioni e sensazioni, viviamo della voglia di trasformare la tristezza in gioia, la
noia in riso e il sogno in realtà.
Gaia De Marchi II B classico
La ricchezza nella povertà
Un bambino, la miseria attorno a lui, la
semplicità di una vecchia casa, ma il calore nel suo cuore, la gioia di vivere testimoniata da quel sorriso che ha
sulle labbra…
Rievocando questa semplice, ma significativa immagine veniamo a trattare temi molto più profondi e ai nostri
giorni sempre più eminenti: la povertà abbinata alla
gioia, contrapposta a uno sviluppo caratterizzato da un senso di
insoddisfazione e tristezza.
Sembra un’utopia, sembra che
queste descrizioni siano state
scambiate, invece la realtà è
questa.
La società occidentale, sempre
più chiusa in se stessa, riceve
con stupore immagini provenienti dai Paesi più poveri del
mondo, in cui vediamo ritratte
persone, famiglie, ma soprattutto bambini che, pur non avendo niente, hanno in realtà
molto: sono felici, amano la vita, gioiscono per le cose
più semplici, conoscono il vero valore di ogni gesto e
sono in grado di guardare oltre le apparenze. Proprio
perché in queste società vi è la mancanza di beni materiali, di oggetti inutili, di lusso sfrenato, le persone riescono ad apprezzare di più la semplicità e le cose più
umili, che per il mondo occidentale sono banali e scontate; nei Paesi meno sviluppati non si dà niente per
8
scontato, neanche il significato
della vita è scontato.
La civiltà sviluppata invece si ferma all’apparenza, ha
ogni cosa, eppure non è niente. E’ possibile comunicare
in tempo reale con tutti in tutto il mondo, ma si rischia
di perdere e dimenticare i gesti più semplici: un saluto,
un abbraccio, un sorriso… Si può addirittura cercare la
propria anima gemella su internet, ma l’amore, il vero
amore dov’è? Si possono comunicare i propri sentimenti online, ma
alla fine ci si scorda di metterli in
pratica e di viverli veramente. Ma
perché si sta giungendo a questa
situazione? Non ce ne rendiamo
neanche conto, ma quello che abbiamo non ci basta mai, non sappiamo più accontentarci. Ecco allora che si sviluppa un senso di
tristezza, di vuoto o semplicemente di indifferenza verso la vita, verso ciò che ci circonda, rimaniamo
quasi chiusi in noi stessi, nel nostro mondo. Abbiamo
tutto, però vogliamo di più! E una volta che avremo
raggiunto quel di più, saremo soddisfatti? O si ricomincerà da capo?
Viene spontaneo allora chiedersi cosa significhi davvero essere felici: gioire del poco che si ha o cercare di
avere sempre di più?
Chi ha dunque la vera ricchezza? Noi o quel bambino?
Bea 4^B/L
7 in condotta
“7 in condotta”, la rubrica che raccoglie le imprese scolastiche degli studenti e le note dei professori che le
hanno descritte. Pubblichiamo solo le migliori!!! Naturalmente le note sono “autentiche”. Sono riprese dal
blog http://www.notadisciplinare.it. Ridere con moderazione!!!!
L'alunna C. R. dà fuoco al diario di una compagna durante l'ora di economia aziendale.
Mi duole informarla che sua figlia A. B. oggi si è rivolta a me con aria di sfida, inoltre si rifiuta di riferire le
assenze e di consegnare il libretto. Gradirei parlarle.
La IV L s'è barricata in classe chiudendo la porta con cattedre e banchi, dopo di che hanno iniziato a giocare a freccette con le forbici usando come bersaglio la lavagna.
Per la cronaca ha vinto L. M.
Sospendo l'intera classe per una settimana. La Preside e il consiglio d'istituto.
Sospendo l'alunna B. P. perché a San Valentino mi ha regalato una scatoletta di viagra.
Gli alunni F. P. e L. M. esaltano il difetto della lunghezza del mio naso sostenendo che sono il
fratello segreto di pinocchio.
Chiedo provvedimenti.
Ho sorpreso gli alunni K. C, G. D, G. D, L. F, D. F, M. G, L. M, L. M, M. M, F. P, A. R, A. S, J.
W a giocare allo Strip Poker durante la ricreazione fumando come dei drogati e giocando a puntate di 100 euro. Chiedo provvedimento urgenti.
Durante l'ora di artistica, mentre ero a fare delle fotocopie, alcuni alunni hanno imbrattato la lavagna, altri hanno messo a cuocere i pop-corn nel forno dell'argilla mentre altri si divertivano a
tirarsi delle spugne con della tempera, chiedo seri provvedimenti per la classe.
L'alunna G. D. arriva a scuola con
cui si poteva intravedere il suo ben di Dio.
una minigonna cortissima e un gilet attillato da
Durante la lezione, M. B. entra in classe vesticantando ed offendendo in modo "burlesco"
gli davano la mance, se ne è andato ringraziantroppo stordita da ciò che stava accadendo per
to da giullare con relativo cappello e ballando,
gli studenti della classe che lo applaudivano e
domi per il tempo che gli avevo concesso, ero
dirgli qualsiasi cosa.
Poco prima della fine delle lezioni, durante lo scompiglio generale Francesco U. e M. B. sono sgattaiolati nell'ufficio del preside accendendo il microfono e urlando a tutta la scuola: "Popolo Italiano! Questa orrenda dittatura è finita ed adesso fuggite finché siete in tempo!". Purtroppo prima che qualcuno riuscisse a fermarli
sono fuggiti dalla scuola con gli alunni che cantavano l'inno italiano in sottofondo.
"Giustifico mio figlio V. Carlo per l'assenza fatta nel giorno 11/08/2007 per il seguente motivo: Non ha voluto venire a scuola perchè aveva un
brufolo grosso quanto una ciliegia in fronte. Cordiali saluti."
"Durante il cambio d'ora
essere ascoltate su tutto il pia-
T********a emette urla BESTIALI tali da
no"
"L'alunno M****** , durante
schema tattico di una partita
l'ora di italiano , preferisce studiare lo
di calcio"
A cura di Giacomo 1B Cl
9
SUPPLEMENTO D’ANIMA
Dibattito sulla spiritualità (by Irene)
Quarant’anni fa moriva un uomo che ha rivoluzionato la scuola italiana
Don Lorenzo Milani: «I care»
ti dicono: "Oh, il suo povero figliolo
non può neanche andare al cinematografo o prender moglie o prendere il
sole e deve avere delle buffissime gambe bianche” gli devi dire: “No, non è
che non può. Non vuole. Non è libero
di non volere?”».
Nel 1943 entra in seminario e nel 1947 è ordinato sacerdote. Per 5 anni è
Quarant’anni fa moriva un prete speprete in una parrocchia alla periferia di
ciale, un prete che ha fatto molto parlaPrato. Da qui è però allontanato
re di sé, don Lorenzo Milani. È quel
dall’arcivescovo per punizione, per le
prete attorniato dai ragazzi del manifesue idee progressiste. Barbiana è la misto della Provincia di Torino, affisso
nuscola parrocchia di montagna dove
nel corridoio d’ingresso del Liceo Porviene spedito.
porato. Un prete che ha fatto innamoraQuando don Lorenzo ci arriva come
re generazioni di insegnanti e di educanuovo priore, nel dicembre 1954, c'è
tori per il libro “Lettera ad una professolo una scuola elementare: cinque
soressa” e per il suo modo di fare scuoclassi in un'aula sola. I ragazzi escono
la ai ragazzi poveri e di campagna, che
dalla quinta semianalfabeti e vanno a
ha rivoluzionato la scuola italiana nella
lavorare. Timidi e disprezzati.
denuncia di una scuola selettiva e clasUna grande vita anche a
Don Lorenzo decide allora di spensista, proponendo in alternativa una
scuola per tutti. Una scuola che fa ri- partire da un luogo sperduto dere la sua vita di parroco per la loro
Don Lorenzo Milani saliva a Barbiana il 6 elevazione civile e non solo religiosa.
cerca ed educa alla vita.
dicembre
1954. Nel suo cuore c'era angoscia e Apre una scuola per i ragazzi del poLorenzo Milani nasce a Firenze il 27
polo che hanno finito le elementari.
maggio 1923 in una famiglia della ric- speranza per la sua vita che ripartiva da zero.
ca borghesia fiorentina. Suo padre, Al- Il giorno dopo il suo arrivo aveva già rag- Su una parete della scuola c'è scritto
gruppato i pochi ragazzi delle famiglie contadibano Milani, è uno studioso dai molte- ne della zona e aveva cominciato a fare scuola. grande «I care». È il motto intraduciplici interessi (chimico, poeta, saggi- Aveva scelto la scuola come mezzo per esse- bile dei giovani americani migliori:
sta); alla mamma, di origine ebrea, una re fedele al vangelo e come via di riscatto so- «Me ne importa, mi sta a cuore». È il
donna di grande personalità e sensibili- ciale di questi ragazzi. Un modello di scuola, in contrario esatto del motto fascista
tà, Lorenzo è affezionatissimo.
un piccolo paese sperduto, che ha segnato la «Me ne frego».
Sull'altra parete c'è scritto il breve
Dalla sua famiglia Lorenzo ha tutto storia della scuola italiana.
ciò che un ragazzo potrebbe desiderare: Il 28 dicembre 1954 scriveva alla mamma: componimento di un bambino cubadal pane alla cultura, dal prestigio al «La grandezza di una vita non si misura sulla no: «Yo escribo porqué me gusta egusto delle cose belle e poi ancora indi- grandezza del luogo in cui si è svolta, ma da studiar. El niño que no estudia no es
tutt'altre cose. E neanche le possibilità di far buen revolucionario» («Io scrivo perpendenza di pensiero, rispetto...
del bene si misurano sul numero dei parrocSi iscrive al liceo classico, ma è irre- chiani ». Alcuni anni dopo dirà: « Non esiste ché mi piace studiare. Il ragazzo che
quieto, impaziente, vuole bruciare le un posto al mondo che io possa amare di più. È non studia non è un buon rivoluzionario»).
tappe e si annoia a seguire anno per Dio che mi ha messo qui».
La passione civile, l'impegno politianno le classi dei compagni, perciò,
co, l'amore per le cose serie della
dopo la prima liceo, si prepara da sé nteprima
A
per l'ammissione alla terza. All'esaLa redazione di Onda d’urto sta col- vita, lo schierarsi sempre, a qualsiasi costo, contro l'ingiustizia, sono lo
me in molte materie fa fiasco, ma il
tema è veramente buono; il professo- laborando con la Dirigente Scolastica « statuto » della scuola di Barbiana.
per realizzare al Porporato un
Tutto ciò senza metodi violenti, ma
re è costretto ad ammettere: «È oricon un'arma nobile, pacifica, la più
ginale, spiccato, geniale», così lo
convegno su Don Milani dal titolo:
rivoluzionaria: la parola. Il dominio
promuovono all'ultimo anno.
“Quale educazione oggi a 40 anni
della parola è quel che manca a quei
Lorenzo non è un «violino». A
da Lettera a una professoressa”
montanari, senza di essa i loro tesori
scuola non brilla per i bei voti, ma la
sono come murati dentro per semsua cultura è vasta e profonda, non
manualistica: legge molto nella biblio- tenersela. Io per esempio mi sono preso pre. Per Don Lorenzo è solo la lingua
teca di casa, parla e discute con gli a- tutte le libertà possibili immaginabili e che fa eguali. Eguale è chi sa esprimermici e i conoscenti che frequentano la poi mi sono accorto che c'era una gran- si e intende l’espressione altrui. Che sia
de cosa (la più grande) che non potevo pove-ro o ricco importa molto meno.
sua famiglia.
In fondo Lorenzo ha già la strada fare. Prima di morire mi voglio prende- Per questo ideale spenderà la sua breve
tracciata: finito il liceo studierà, all'uni- re anche questa libertà di dir Messa. Se vita!
A.d.
versità, diventerà assistente, poi professore..., un luminare della cultura come
i suoi antenati e parenti. Lui però non
la pensa così. «No, non è da me fare il
professore in cattedra, meglio pittore».
Allora giù a capofitto nell'arte, nella
pittura, persino nell’arte sacra, che per
lui è una novità. La sua famiglia non è
credente; i genitori si sono sposati civilmente, lui è stato battezzato a sette
anni per sottrarlo al sospetto di essere
ebreo e sfuggire così alla persecuzione.
Ma questa esperienza non l’appaga:
si converte e decide di farsi prete. È
«il suo modo di essere uomo e di dedicarsi agli altri uomini» afferma. Ne è
così convinto che scrive alla mamma:
«Quando uno liberamente regala la sua
libertà è più libero di chi è costretto a
10
Artisti e campioni tra noi
Ilaria Aruga, 4 A Scienze Sociali, campionessa di equitazione
Da quanto tempo pratichi questo
sport?
Da quattro anni
Hai mai fatto delle gare?
Si, perché quando si affronta questo
sport a livello agonistico, le gare vengono fatte quasi ogni domenica dividendosi in categorie che si basano
sull’altezza
In cosa sei specializzata?
L’equitazione a livello agonistico si
suddivide
in: salto
ad ostacoli,
dressage
e completo. La
mia specialità è il
salto ad
ostacoli
Sei mai arrivata prima? Se sì,
quante volte?
Dopo aver fatto un po’ di gare ho raggiunto un livello medio e sono riuscita ad arrivare cinque volte prima su
cinquanta persone della mia categoria. Tra queste, due volte sono arrivata prima al Caprilli di Pinerolo
Quanto tempo vi dedichi?
Tutti i giorni tranne il lunedì, che è il
giorno di chiusura del maneggio. Durante la settimana faccio allenamento
e la domenica vado a fare le gare
Trovi il tempo per studiare?
Veramente poco! Studio la sera perché mi alleno tutto il giorno.
Come ti sei appassionata a questo
sport?
Fin da quando ero piccola mi piacevano i cavalli, ma solo quattro anni
fa, dopo aver stressato mia madre a
lungo, sono riuscita a convincerla a
farmi praticare questo sport. Poi tramite una sua amica sono riuscita ad
iscrivermi
Pensi di praticarlo ancora in futuro?
Sì, mi piacerebbe entrare nell’aviazione come amazzone per continuare
a fare delle gare e dei gran premi.
Vengono ritenuti le categorie più importanti per ottenere successo
Federica e Antonella 4 ° A S
Gabriella Bruzzone, 4B Linguistico, pianista
1. Raccontaci qualche dettaglio sulla tua vita da pianista!
Beh… Da circa otto anni prendo lezioni private a San Pietro. Al mercoledì per circa un’ora e mezza prendo lezioni di
pianoforte e invece al lunedì e al venerdì mi dedico al solfeggio. Mi esercito dalle quattro alle sei ore alla settimana,
senza contare le ore di lezione.
2. Come molto spesso accade molti genitori invogliano, o
meglio “costringono” i propri figli (ancora troppo piccoli
per decidere) a praticare uno sport o a suonare uno strumento. È stato così anche per te?
Assolutamente no! I miei genitori mi hanno lasciata sempre
molto libera e quando si è presentata l'occasione di iniziare
a studiare il pianoforte, non hanno fatto altro che chiedermi
se volevo provare. Risposi che mi sarebbe piaciuto e così è
nato tutto.
3. Hai mai partecipato a qualche concorso musicale? E a
qualche concerto?
A parte il saggio di fine anno, no. Non voglio vedere lo studio del pianoforte come un modo per
competere con gli altri; per me è semplicemente un passatempo e penso che
dovrebbe esserlo anche per altre persone che invece si rovinano la vita mettendosi sempre in competizione!
4. Hai già composto qualche brano?
No no, non ne sono in grado perché non
studio composizione! E non ho neanche
la vocazione...!
5. Cosa provi quando suoni?
Tanta libertà, leggerezza e vedo il modo
tutto rosa!! Sto scherzando...! In realtà
le mie emozioni cambiano in base al mio
stato d'animo, al tempo atmosferico e agli
avvenimenti della giornata.
6. Non sempre coloro che sin da bambini si dedicano allo studio di uno strumento poi da grandi
hanno intenzione di intraprendere una carriera musicale, come ad esempio entrare a far parte di una grande
orchestra. Quali sono le tue aspettative per il futuro?
Credi che questa semplice passione possa diventare
qualcosa di più?
Ho ben altri progetti in mente per il futuro! Quando ero più
piccola mi aveva sfiorato l'idea di diventare maestra di pianoforte, ma l'ho subito accantonata perché in realtà ho capito che non faceva per me. E neanche la vita della concertista: si viaggia in continuazione e non si ha la possibilità di
costruirsi una famiglia né di avere degli amici stabili in un
posto.
7. Quali consigli puoi dare a tutti coloro che volessero
intraprendere questo “arduo studio”?
Come si dice sempre in questi casi, tanto impegno e tanta
voglia. Non demoralizzatevi però da quello che vi dicono! È
vero, è difficile studiare uno strumento, ma se uno ha la passione, il tempo e la voglia, allora nulla diventa impossibile!
8. Un'ultima domanda un po' più cattivella delle altre: ti
reputi una brava pianista? Da uno a dieci saresti in grado di autovalutarti? Accantona la modestia e sii sincera!
Ma sincera, sincera, sincera???! Dunque, diciamo che me la
cavo... Chi mi sente suonare per la prima volta mi fa i complimenti, però io non mi reputo brava. Non è per modestia
che evito di darmi un giudizio, ma per semplice oggettività:
se fossi seriamente brava, di certo non esiterei ad autovalutarmi!!
Federica 4^B Ling.
11
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ei
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ixi
ips
ed
gli
re
e
ca
tu
ca
ri
ate
ci
le
an
d
M
Tuttomarchisio
Ovvero… insegnare con il sorriso
• Il ciclo carolingio... cos’è, la bicicletta di Carlo
Magno?? Andava forse in mountain bike sui Pirenei tra una crociata e l’altra??!
• E buonanotte al secchio se c’era un secchio che
voleva andare a dormire!
• È scomodissimo andare a dormire con le galline!
• Nel ‘400 non c’erano strade, quando si usciva
dalle città ci si ritrovava in una selva oscura con il
lupo e non c’erano neanche Cappuccetto Rosso o
la nonna a cui portare la merenda...
• Dante poteva anche vendere la Cibalgina nei supermercati, ma solo quelli di Firenze!
Ipse Dixit
(Sono un po’ stagionati, aspettiamo quelli freschi!)
* Il bagno v'ispira sentimenti elevati…
* L’Italia ha avuto un momento di friggitoria
acuta.
* Gli elementi “composti” sono formati da
più atomi di sostanze diverse, in pratica sono
una macedonia di metalli.
* Prima le navi andavano a remi, poi è arrivato Marco "Pollo" e sono arrivate le vele.
* Io faccio degli esempi da far scappar via un
dinosauro.
Detto: “Una giornata (a scuola, ndr) senza un sorriso
è una giornata persa”. Papa Giovanni XXIII
12
L’enigma
Test di cultura generale
4. In quale celebre film è pronunciata la
frase: “ Neanche in paradiso avrai pace
perché anche lì sarai perseguitato dagli
angeli”?
A. Il gladiatore
B. Le crociate
C. Il codice da Vinci
5. Gli attori che girano una scena in inverno, per non emettere vapore parlando, tengono in bocca:
A. Scorza di limone
B. Cubetti di ghiaccio
C. Foglie di menta
6. Secondo la tradizione, quante opere
compose Sofocle durante la sua vita?
A. 121
B. 122
C. 123
7. Chi fu l’inventore del grammofono,
il primo sistema per la registrazione di
dischi di interesse pratico?
A. Emile Berliner
B. Thomas Edison
C. Leon Scott de Martinville
8. Nell’ »Iliade », poema epico di Omero, chi è l’uccisore di Patroclo?
A. Ettore
B. Priamo
C. Agamennone
Indovinello!!!! ideato da Einstein
e difficilissimo da risolvere?
Ci sono 5 case di 5 colori differenti e in ogni casa vive una
persona di diversa nazionalità.
Queste 5 persone bevono una certa bibita, fumano una certa
marca di sigarette e hanno un tipo di animale. Nessuno ha lo
stesso animale, fuma le stesse sigarette o beve la stessa bibita.
Sapendo che:
L'inglese vive nella casa rossa.
Lo svedese ha cani.
Il danese beve tè.
La casa verde è a immediatamente a
sinistra della bianca.
L'abitante della casa verde beve caffè.
La persona che fuma Marlboro alleva uccelli.
L'abitante della casa gialla fuma Dunhill.
L'abitante della casa al centro beve latte.
Il Norvegese vive nella prima casa.
La persona che fuma Blend vive accanto a quella che ha gatti.
La persona che ha cavalli vive accanto a quella che fuma
Dunhill.
La persona che fuma Camel beve birra.
Il tedesco fuma Pall Mall.
Il Norvegese vive accanto alla casa blu.
La persona che fuma Blend ha un vicino che beve acqua.
Sapreste dire con precisione chi ha i pesci?
La soluzione: il tedesco che vive nella casa verde.
3. Che cos’è il FAST?
A. Un osservatorio astrofisico
B. Un satellite
C. Un razzo
10. Nella copertina del disco “Abbey
Road” dei Beatles, chi è il primo della fila?
A. John Lennon
B. Ringo Starr
A cura di Silvia 3° A/l
C. George Harrison
Cfr http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=AnaGjP7nvWmaH7
qBLVppmoYnEAx.;_ylv=3?qid=20071006130204AAkuMsW
2. Con quale film, nel 1937, Totò esordì
nel cinema?
A. Fermo con le mani
B. Animali pazzi
C. San Giovanni decollato
9. Quando un soggetto si
intenerisce, si perde in
smancerie ed effusioni, si
dice atto a :
A. Siglarsi
B. Sbaragliarsi
C. Sdilinquirsi
Soluzioni: 1a; 2a; 3b; 4c; 5b; 6c; 7a; 8a; 9c; 10a.
1. Nella cultura cinese, quale animale è
simbolo di fortuna e felicità?
A. Pipistrello
B. Tartaruga
C. Farfalla
13
Cosa fanno gli ex?
Incontro con Alessandra Passerò
Come frequentare Giurisprudenza e fare al contempo volontariato con il Servizio civile
Alessandra Passerò, diplomatasi al classico cinque anni fa
e ora frequentante la facoltà di Giurispudenza, ci parla
della sua recente esperienza di volontaria al Servizio Civile.
Puoi darci qualche informazione generale sul Servizio Civile?
Il Servizio Civile è nato come alternativa al servizio militare, e
anche ora che la leva è stata abolita è rimasto come possibilità
di volontariato. Quello che faccio io presso l’ARCI, un’organizzazione non statale ma legata al Ministero della Solidarietà
Sociale, dura un anno, prevede un contributo mensile (una sorta di rimborso spese) di 436 euro ed è aperto a tutti i giovani
tra i 18 e i 28 anni che abbiano a cuore il tema della responsabilità e della responsabilizzazione civile e sociale.
Impegna trenta ore settimanali, oltre a un
corso propedeutico di formazione generale
e uno di formazione specifica
sull’attività che si andrà a svolgere. Si
possono cambiare fino a tre volte il progetto e l’attività, e non ci sono obblighi:
si può abbandonare tutto quando si vuole. Naturalmente abbandonare significa
non aver compreso bene lo spirito della cosa.
Come si entra nel S.C.?
Ogni anno tra aprile e giugno viene emesso un bando pubblico
con una serie di progetti in varie città d’Italia; si sceglie un
progetto e si spedisce una domanda di partecipazione, dopodichè la richiesta è valutata con un colloquio in cui si verifica
l’esistenza di un reale interesse. La “voglia di fare” è l’unica
qualifica richiesta! E tuttavia, non è raro trovare gente che cerca solo di conseguire crediti universitari, o una soluzione temporanea in attesa di un lavoro vero e proprio.
Parlaci della tua personale esperienza..
Ho lavorato a un progetto di sensibilizzazione sul tema
dell’handicap, rivolto a bambini di quarta e quinta elementare
qui nella zona del pinerolese. Per prima cosa si esortano i bambini a tirar fuori qualsiasi idea venga loro in mente riguardo al
concetto di handicap per poi eliminare le convinzioni falsate e
definire chiaramente questo termine; successivamente si pre-
senta la legislazione vigente in materia, sottolineando come
essa abbia l’obiettivo di riequilibrare lo svantaggio che penalizza gli handicappati (questa parola, nonostante gli abusi che
ne sono stati fatti, resta la più corretta e neutra, certamente più
di “disabile” o “diversamente abile”). In una seconda fase si
esce nei dintorni della scuola, si va a caccia di barriere architettoniche e si lascia che i bambini propongano delle soluzioni.
Ai bambini di quinta che hanno già fatto questo percorso si
consegna un questionario da far compilare alle loro famiglie,
r i guardante principalmente le emozioni e le sensazioni personali che suscita in ciascuno il problema dell’handicap. Si ragiona poi tutti
insieme sui risultati, confrontandoli con le
risposte ottenute in altri Paesi europei ed
evidenziando differenze e somiglianze di
percezione. I punti in comune in genere
sono molti, ed è proprio da questa sorta
di universalità del sentimento umano che
si parte per discutere dell’approccio che
ciascuno di noi deve dare alla questione.
Cosa ti ha dato quest’esperienza? Qualche nota negativa?
E’ un’esperienza che mi ha arricchito moltissimo, tant’è che,
nonostante abbia finito il mio “turno”, sto ancora lavorando ad
un progetto rivolto alla sensibilizzazione dei commercianti sul
tema dell’handicap. Il S.C. amplia decisamente le vedute, ti fa
conoscere ambiti che diversamente tenderebbero a restare estranei e permette una maggior profondità di analisi. Senza
contare che l’esperienza che si fa può anche aprire le porte a
un successivo mestiere vero e proprio.
La critica che mi sento di muovere è che non sempre la descrizione che viene fatta inizialmente dei progetti corrisponde a
verità, e in alcuni casi i giovani volontari finiscono per essere
utilizzati un po’ come “manodopera a basso costo”.. Quindi è
indispensabile informarsi bene prima di intraprendere
quest’esperienza!
Per chi fosse interessato, www.arci.it/serviziocivile
Michele, ex-allievo
dalla sua crisalide noi dobbiamo
liberarci dalle nostre maschere e
scoprire chi siamo veramente.
Solo così potremo essere capiti e aiutati.
Noi non siamo soli, ma siamo circondati da persone che ci
vogliono bene, che ci stanno vicine e che ci fanno sentire
speciali.
Queste persone sono molto importanti nella nostra vita e non
dobbiamo avere paura di chiedere il loro aiuto perché non
rifiuteranno e faranno di tutto per renderci felici. Ognuno di
noi è però responsabile del proprio benessere e se una persona rifiuta ogni aiuto e vede tutto con una visuale pessimista
penserà che la vita gli abbia riservato solo sofferenza e dolore.
Le persone come questa probabilmente si demoralizzeranno e
non riusciranno a uscire da quel tunnel anzi; si inoltreranno
sempre di più in esso. Sarebbe davvero un peccato, però,
sprecare la nostra preziosa vita!
Non lasciamo spazio alla disperazione, ma lottiamo per superarla.
Non nascondiamoci dal sole, ma affrontiamo la vita con un
sorriso.
Lidia IV B Spp
Nascondersi dal sole
A volte, nella vita,
incontriamo degli
ostacoli che non
sappiamo superare.
Sembra così difficile andare avanti…
quasi impossibile!
Rischiamo di cadere
nello sconforto, di entrare in un tunnel buio e senza uscita.
Dobbiamo però renderci conto che noi SIAMO FORTI!
Possiamo apparire deboli e fragili, ma, dentro di noi, abbiamo una grandissima forza che dobbiamo usare per reagire e
superare le difficoltà.
Spesso capita che ci creiamo delle maschere per paura di far
vedere agli altri la nostra sofferenza o per timore di far capire
come realmente siamo.
Con queste maschere, però, la nostra felicità sarà solo un’
utopia… solo apparenza.
La differenza tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere
procura soltanto dolore, perciò come una farfalla si libera
14
Film Forum
Riprende il Cineforum d’istituto
Il viaggio nel cinema che proponiamo si snoda tra erotismo e analisi della società, sessualità e
censura. Una retrospettiva di film anche molto diversi fra loro, per provare a dare una nuova chiave
di lettura su arte, politica e sesso. Partendo dall’umorismo quasi giullaresco di Allen per arrivare alla lucida disperazione dell’ultimo Pisolini, passando per l’Almodovar della Mala Educacion e il Bertolucci sognatore di Ultimo tango.
Ripartiamo da Woody appunto. Ricominciando proprio dal regista di “Match Point” facciamo un salto indietro
fino a “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere”, datato 1972. Per presentarlo, preferiamo usare le parole del maestro Tullio Kezich:
“Sull’onda di un’impertinente canzonetta scritta da Cole Porter nel 28 (il titolo, significativo, è Let’s Misbehave, cioè «Comportiamoci male»), Woody Allen distrugge allegramente un best seller della moderna sessuologia di massa. Nel titolo chilometrico del popolare trattato di David Reuben il comico del momento ha colto uno spunto di umorismo
involontario: ne ha perciò illustrato, alla sua maniera, sette fra le domande più scottanti.
Come sempre accade quando si infilano episodi, non tutto il film è allo stesso livello di
divertimento; qualche volta anche Woody, non meno del buffone medioevale che impersona nel primo capitolo, «ha il frizzo stanco».”
3B Classico
Le frasi dei film
I film in uscita
Cari amici cinefili vi siete divertiti in questo mese contrassegnato da grandi
protagonisti?
In primis va ricordato John Travolta, che, travestito da abbondante e tenerissima donna degli anni 60, ci ha fatto divertire con l’eccellente “Hairspray”,
in cui recitava accanto a Micelle Pfeiffer, Christopher Walken e Zac Efron.
E proprio quest’ultimo, dopo essere stato eletto ragazzo dell’anno, sarà protagonista assoluto di “Footlose”, remake del leggendario film sulla danza
che ha lanciato Kevin Bacon.
Sarà protagonista delle sale anche Antony Hopkins con il thriller “Il caso
Thomas Crawford”, in cui lui, tanto per cambiare, interpreta un assassino.
Ritorno di fiamma per Cate Blanchett, che ritorna a impersonare la regina
Elisabetta nel sequel del film che le ha regalato una nomination all’Oscar.
Bruce Willis, poi, ci farà assaporare un nuovo film d’azione: l’esplosivo
“Die Hard,Vivere o Morire”.
E anche l’Italia sarà protagonista del grande schermo, con il drammatico
“Giorni e Nuvole” di Silvio Soldini; la commedia “22061” con Diego Abatantuono, Anna Maria Barbera e Jonathan Kashanian; e l’horror “La terza
madre”, logicamente sfornato dall’agghiacciante Dario Argento e interpretato dalla figlia.
Ma l’impronta italiana ci sarà anche in “Seta”, interpretato da Keira Knightley e Alfred Molina. Difatti il film è tratto dall’omonimo libro di Alessandro Baricco, che riapproda sul grande schermo dopo il leggendario “La
leggenda del pianista sull’Oceano”.
Insomma, i film in uscita sono per tutti i gusti, e non ci resta che dire……vi
aspettiamo al cinema!!!
Lara IVB Ginn
15
"Inghiotto, vomito, sputo e rutto, faccio
porcate chiedetemi tutto!! Ma soprattutto
ricordate che: SONO QUI PER VOI!!”
Beetlejuice – Spiritello porcello
"Ognuno deve morire, ma non tutte le
morti hanno lo stesso significato". Buongiorno, notte
"Hai aspettato molto?" "Tutta la vita"
C’era una volta in America
“Sono un ottimo ballerino, ricordi? Posso
tenerti con me?” Casper
Jennie: “Se sono veramente incinta? Si, lo
sono...” Woof: “Almeno è quello che dice...” Jennie: “Quello che dico, è quello
che so...” Woff: “Jennie, tu non sai niente..” Jennie: “So chi è il padre...” Bou:
“Sai che scoperta.. se viene fuori tutto
bianco e sdolcinato sapremo che Woff è il
padre del bambino... Ma se viene tutto
bello e color cioccolato allora il bambino
è mio....” Hair
“Gli aristogatti non si esercitano a fare a
morsi e a unghiate: badate che è convenientissimo!” Gli aristogatti
"Divento intelligente quando mi serve,
ma al più degli uomini non piace! " Gli
uomini preferiscono le bionde
Homer Simpson canta: “Spider pork, spider pork, sul soffitto tu mi spork,,mi cammini sulla test, e mi sporchi tutto il rest!”
The Simpson – Il film
“Ma chi era costei che sorgeva davanti a
me come l'aurora? Bella come la luna.
Fulgida come il sole e terribile come un
esercito spiegato in battaglia.” Il nome
della rosa
“Babbo Nachele!!!...Ma tu hai le mani....
Non hai le chele!!” The nightmare before
Christmas
Giulia, 3A soc
Il mondo visto dal web
Sono fuori . . . a comprare fragole
Ho ricevuto questa e-mail, vedete un po':
Un povero disoccupato presentò domanda di assunzione
presso la Microsoft come pulitore di cessi.
Il direttore del personale lo convocò e, dopo un rapido
test attitudinale, gli disse:" Lei è assunto. Mi fornisca il
suo e-mail perché io possa inviarle il contratto di lavoro
ed il mansionario."
Il poveretto, perplesso, rispose che non aveva il PC e
che, quindi, era privo di e-mail.
Il direttore del personale:" Allora mi dispiace: se lei non
ha un e-mail virtualmente non esiste e, quindi, non posso
assumerla..."
Il poveraccio, disperato, uscì dalla sede della Microsoft,
senza sapere cosa fare e con solo 10$ in tasca, si diresse
verso un supermercato e lì comprò una cassa di 10Kg di
fragole. In poche ore vendette tutte le fragole al dettaglio
passando di porta in porta e duplicò il capitale iniziale
entro mezzogiorno.
Sorpreso ed entusiasta, ripeté l'operazione 3 volte e rientrò a casa con 60$.
A quel punto si rese conto che quel
sistema gli avrebbe permesso
di sopravvivere e allora vi si
applicò in via continuativa, uscendo sempre prima la mattina
e rientrando sempre più tardi la sera.
Così facendo, triplicò e quadruplicò il capitale
ogni giorno.
In poco tempo si comprò un carretto per aumentare il
volume di lavoro e successivamente lo cambiò con un
camioncino cosicché, in capo ad un anno, divenne il titolare di una piccola flotta di automezzi propri.
Dopo 5 anni, era diventato il proprietario di una delle
maggiori reti di distribuzione di derrate degli USA.
A quel punto, pensando al futuro della famiglia, decise di
assicurarsi sulla vita. Chiamò un broker per stipulare una
polizza.
Al termine della conversazione, il broker gli chiese l'indirizzo e-mail per inviargli il prospetto assicurativo. Il
nostro uomo gli rispose che non lo aveva.
"Che strano", commentò l'assicuratore: "Lei non ha un email ed è riuscito a costruirsi un impero, si figuri dove
sarebbe ora, se lo avesse avuto!".
L'uomo ci pensò su e poi rispose: "....A pulire cessi alla
Microsoft!"
Morale n °1:
- Internet non risolve tutti i problemi della vita;
Morale n °2:
- Se non hai un e-mail ma lavori molto puoi diventare
milionario lo stesso;
Morale n °3:
- Se hai ricevuto questo messaggio via e-mail ...sei più
vicino a pulire cessi che a diventare un milionario.
In tutti i casi, ti saluto e ti prego di non rispondere a
questo messaggio: sono fuori . . . a comprare fragole.
http://www.claudiocaprara.it/?id_blogdoc=1352086
La musica non si ferma mai!
Ci ha fatto cantare tutta l’estate, e ci farà divertire anche
con l’arrivo dell’inverno. La musica non si ferma mai!!!
Come si fa a parlare dell’estate 2007 senza nominare i Tokyo Hotel, che con la loro
“Monsoon” ci hanno fatto urlare con lo stereo
nelle orecchie, o Avril Lavigne con la sua esplosiva “Girlfriend” e il piccante “The Best
Damn Thing”, o i Negramaro, trionfatori del
Festivalbar con “Parlami d’Amore”, per non
parlare dell’Adrenalina fornitaci dai Finley, e
tutti gli altri che hanno allietato i nostri bagni
al mare e i compiti delle vacanze!!
E molti ci faranno ancora compagnia durante questo anno scolastico.
Andiamo ad esplorare le novità musicali che
invaderanno le stazioni radiofoniche questo inverno.
Per gli amanti dell’hip hop è tornato a farsi sentire il mitico 50 Cent,
che duetta con Justin Timberlake in “Ayo Technology”, canzone che
vanta la produzione di nientemeno che Timbaland.
Ritorno sulla scena anche per i Sum 41, con “Underclass hero”, e si prevede per l’inverno anche l’uscita del prossimo album dei Coldplay.
Continueranno a farci cantare i Negramaro di cui è imminente l’uscita
del nuovo singolo: “L’Immenso”.
Anche i Finley continueranno a farci compagnia: il 17 settembre infatti
sono iniziate le riprese del video del nuovo singolo: “Domani”, canzone
scritta dal batterista Dani per la sua ragazza, Alice.
Le radio saranno ancora inondate da Irene Grandi e dalla sua “Bruci la
Città”, o, probabilmente, dal prossimo singolo dell’artista toscana: “La
Finestra”.
Anche la potente voce
di Elisa continuerà ad
essere trasmessa via radio, il suo Greatest Hits, Abbiamo domandato ad alcuni alunni che
dopo più di quaranta
cosa fanno quando sono tristi e di malusettimane alla numero more: ecco a voi alcuni consigli preziosi!
uno e mezzo milione di Prendo un pallone da pallavolo e continuo
copie vendute ha mietu- a schiacciare contro il muro finché i miei
to, e sta mietendo, un genitori non mi urlano di smettere. Anonisuccesso inaspettato.
ma, 4B ginn
Continueremo ancora a Mi deprimo ancora di più, pensando che
sentire la voce del liba- più in basso non posso scendere: al massinese Mika, o il rock al- mo posso risalire! Eleonora, 3A soc
ternativo dei 30 Seconds Se sono triste ascolto la musica, o se posso
to Mars o il metal dei vado a fare una passeggiata a cavallo: mi
Korn, il cui ultimo al- rilassa molto, ed è un momento di grande
bum è uscito da poco.
contatto con l’animale. Anonimo, 4B ginn
Continueranno a tem- Metto un disco di musica latinoamericana
pestarci di note le can- e comincio a ballare. Valentina, 2B cl
zoni di Biagio Anto- Suono o mi butto dalla finestra (sono al
nacci e degli Zero As- piano terra)!. Anonimo, 4B ginn
Mangio “una carrettata” di gelato!. Anonisoluto tra gli altri.
Ma la più frizzante no- mo, 4B ginn
vità sarà sicuramente Rileggo i messaggi che mi ricordano i mo“High School Musical menti felici. Noemi, 3A soc
2”, che promette di e- Vado a scherma o da Jasmine, o se sono a
lettrizzare le fan come casa la chiamo. Anonimo, 4B ginn
Piango, così mi passa! E guardo il paesago più del primo.
A rischio di sembrare gio, magari un bel tramonto. Giulia, 2B cl
Mi faccio un bagno caldo, mi faccio bella
banale: music is the
e comincio a mangiare. Bea, 3A soc
best way to live!!!
Mangio il cioccolato, vado a scherma e mi
Lara IV B Ginn. metto a testa in giù! Anonimo, 4B ginn
Sondaggio: “cosa fai per
allontanare la tristezza?”
Giulia, Karin, Gaia e Lara
16
Qual è stata la giornata più bella della tua vita?
Ecco a voi una serie di giornate meravigliose trascorse da alcuni studenti del Porporato; alcune risposte sono state censurate, per motivi che vi lasciamo immaginare…!
* Il giorno in cui è nato mio fratello. Antonella, 4A soc
conda voce dei Good Charlotte. Federica, 4A soc
* Il mio primo spettacolo a teatro: all’inizio avevo molta * La prima vacanza da sola in Inghilterra. Federica, 2B
paura, ma quando sono entrata in scena è stata
un’emozione fantastica. Noemi, 3A soc
* Quando ho organizzato la festa
a sorpresa per i diciotto anni della
mia migliore amica. Gabriella,
4B ling
* Quando quest’estate siamo andati al rave party di Baudenasca,.
Matteo e Pier, 3A soc
* La prima volta che ho ascoltato
la canzone “The end” dei Doors.
Mauro, ex 5A ling
* La prima volta che sono andato
a votare. Ivan, ex 5A ling
* La prima volta che ho vinto i campionati di danza
sportiva a Foligno, in Umbria. Ilenia, 3A soc
* Il giorno in cui ho partecipato al festival di Castrocaro
Terme. Federica, 4B ling
* Quando ho parlato a Benji Madden, il chitarrista e se-
ling
* Il giorno in cui sono andata a vedere la gara di bob alle
Olimpiadi di Torino 2006 (mi spiace, ma non
posso entrare nei dettagli…!). Karin, 3A soc
* Quando ho conosciuto
il mio migliore amico,
che adesso è il mio ragazzo. Bea, 3A soc
* La prima volta che
sono andato in Argentina. Luigi, 2D soc
* Quando io e il mio migliore amico siamo andati a Collegno a trovare una nostra amica. Giulia, 3A soc
La prima volta che ho portato in scena il musical “Notre
Dame de Paris” con la mia compagnia. Eleonora, 3A soc
Giulia, Karin, Gaia e Lara
….Chi trova un amico/a trova un tesoro!!
Un noto proverbio dice: chi trova un
amico/a, trova un tesoro. In queste poche parole si rivela una grande verità.
L'amicizia, infatti, quando è vera e disinteressata, si può considerare un tesoro dal valore inestimabile. Un dono
prezioso, straordinario, che può cambiare la nostra vita.
Ancora oggi c'è qualcuno che si ostina
a non comprendere fino in fondo il
grande valore dell'amicizia. C'è chi la
considera, a torto, un sentimento
“inferiore” rispetto a quello dell'amore.
Per esempio. Un ragazzo cerca di corteggiare una sua amica, regalandole
fiori e rivolgendosi a lei con parole
affettuose. La ragazza, però, non prova
lo stesso tipo di sentimento e gli risponde: “Mi dispiace. Io ti vedo soltanto come un amico”. Oppure: “E'
meglio che restiamo soltanto amici”…“Soltanto” come un amico. Quel
“soltanto” ci fa credere che l'amicizia
sia, in un certo senso, un sentimento
“al di sotto” dell'amore. Una valore
meno rilevante, al quale manca qualcosa per raggiungere il gradino successivo.
Purtroppo questo accade, oggigiorno,
perché viviamo in un'epoca piuttosto
materialista.
L'amicizia non deve assolutamente
considerarsi inferiore all'amore: tutt'altro. Una vera amicizia, con la A maiuscola, basata sulla stima reciproca, ha
un valore infinitamente più considerevole di un amore superficiale, travolgente, ma che si regge soltanto sull'attrazione fisica e sulle banali passioni.
L'amicizia ha un immenso valore. Bisogna imparare a comprendere il valore di questo straordinario tesoro. Se ci
guardiamo intorno scopriamo che il
mondo è pieno d'amici da incontrare,
con cui passare insieme momenti unici. Ovviamente l'amicizia richiede
sforzo ed impegno. Tutti noi ci preoccupiamo di cercare qualcuno che possa
aiutarci e confortarci nei momenti di
difficoltà. Ma poi, quando bisogna dare una mano al prossimo, non sempre
siamo pronti. A volte ci abbandoniamo
alla pigrizia e non vogliamo sforzarci.
Un altro errore è quello di cercare soltanto amicizie interessate, che possano
fruttare qualcosa. Certamente questo è
comprensibile ed umano, ma l'amicizia
non può essere solo questo: deve saper
andare oltre. Non può fermarsi soltanto ad un “dare per ottenere”, altrimenti
diventa uno squallido commercio di
sentimenti ed emozioni.
La vera amicizia è quella che ha la co17
stanza di resistere attraverso qualunque difficoltà. E’ come un colpo di
fulmine: la vedi, la riconosci e, come
un pezzo mancante, incontri l’altra
parte di te! E’ l’amico la prima persona a cui si pensa quando si è in crisi,
se si ha bisogno di un consiglio sincero o anche per condividere momenti
sereni e divertenti. Ride, piange con te
e per capire cosa provi gli basta solo
un semplice sguardo. La classica
“amica del cuore”, che non ti abbandona mai, perfino dopo un gran litigio.
Soddisfa le tue esigenze e ti aiuta a
valorizzare i tuoi punti migliori e a
“curare” quelli peggiori. Rispecchia un
tuo ideale, probabilmente anche l’altra
te stessa….ma tu: ti sei mai chiesta
che tipo di amica sei??
Antonella e Federica 4A/S
TUTTI GLI STUDENTI DEL PORPORATO
Anno Scolastico 2007-2008
Classico
4°A: Giulia, Ginevra, Chiara, Clara, Andrea, Giorgio, Vittorio, Ilaria, Alisa Sabina, Alberto, Alexa, Zoltan, Lucio, Martina, Maria Chiara,
Elisa, Andrea, Luca, Lorenza, Cristina, Lucrezia, Veronica.
4°B: Laura, Nicola, Francesca, Cecilia, Federico, Alice, Lara, Martina, Rebecca, Matteo, Gloria, Pietro, Cecilia, Nicole, Filippo, Silvia Maria,
Edoardo, Stefano, Eugenio, Nicolo'.
4°C: Chiara, Alice, Luca, Luigi, Serena, Sara, Jacopo, Claudiu Catalin, Serena, Marta, Alessia, Roberto, Alessandro, Chiara, Andrea Gio-
vanni, Alessia, Graziella, Valentina, Cristina, Jessica, Margherita,Luca.
5°A: Martina, Isotta, Sara, Anna, Giulia, Nina, Valeria, Francesca, Marzio, Chiara, Adela Cristina, Valentina,Pietro, Giulia, Lucrezia, Matilde, Michela, Davide, Stefano, Valerio, Martina.
5°B: Guglielmo, Martina, Chiara, Francesca, Agnese, Cristina, Weiya, Federica, Silvia, Ilaria, Simone, Ramona, Cristina, Sara, Federica,
Alessandro, Luca, Ilaria.
5°C: Fabio, Andrea, Andrea, Ludovica, Giulia, Giulia, Giulia, Nicla, Federica, Stefania, Michela, Nadia, Carlotta, Valentina, Erika, France-
sca, Federica, Davide, Elena, Silvia.
1°A: Sara, Yousef, Marco, Sara, Giulia, Gianluca, Michela, Laura, Valentina, Vittoria, Matteo, Cristina, Ettore, Noemi, Carola, Dario, Fabiana, Vanessa, Chiara.
1°B: Martina, Andrea, Federica, Arianna, Laura, Eleonora, Giacomo, Vittorio Amedeo Carlo Maria, Massimiliano, Francesco, Filippo, Giulia, Elena, Natalia, Cristina, Emanuele, Federica, Emanuele, Sara, Marta, Stefano.
1° C: Carlotta, Arianna Carlotta, Arianna, Alessandro, Rachele, Francesca, Stefano, Beatrice, Carlotta, Alessandro, Enrico, Federica, Silvia, Carlo Alberto, Stella, Cristiano, Carola, Michela, Andrea, Simone, Fabio.
2°A: Riccardo, Ester, Debora, Cristian, Federica, Fanny Alexandra, Elisa, Umberto, Caterina, Micaela, Laura, Riccardo, Maria Margherita,
Manuel, Silvia, Gaia, Valerio, Jessica, Isidora, Alessio, Giacomo Chiara, Nicolo' Silvestro, Gabriele, Francesca, Alessandro.
2°B: Alberto Martina Daniele Giulia Giulia Donata Gaia Alessandro Donatella Federica Sonia Valentina Matteo Monica Flavia Elisa Sofia
Luana
3°A: Michele Andrea Daniele Elisa Giulia, Giuliano Enrico, Matteo Giorgia Gioia Valeria Giulia Gaia Carlotta Daniela, Maria Chiara, Fabrizio
Elena Carla Luca Simone Federico Francesca Cristina Eleonora.
3°B: Maurizio Giorgia Silvia Eleonora Alice Francesco Federico Alessia Alessandro Carlotta Lisa Annalisa Mattia ,Piero Andrea, Lorenzo
Lorenzo Gioachino Federica Martina Matteo Federica Cinzia Alberta.
Sociopsicopedagogico
1°A: Elena, Liliana, Federica, Paola, Chiara, Priscilla, Lucrezia, Giusi, Luana, Ana Maria, Omar, Greta, Federica, Emanuela, Noemi, Micaela, Antonella, Vivien, Alessandra, Fabio, Vanessa, Francesca, Carlotta, Genny, Annalisa, Elisa.
1°B: Annalisa, Carlotta, Serena, Vanessa, Silvia, Giada, Naomi, Coraline, Laura, Carola, Cristina, Lucrezia, Claudia, Katia, Teresa, Chiara,
Ilaria, Elisa, Tamara, Elisa, Jennifer, Martina, Andrea, Angela, Carlotta.
1°C: Giulia, Alice, Francesca, Johara, Alessia, Alice, Valeria, Sara, Stefania, Roberta, Sonia, Silvia, Erica, Samantha, Andrea, Carlotta,
Samantha, Samanta, Federica, Francesca, Arianna, Marta, Martina, Jasmine, Cristina, Giulia, Ileana.
1°D: Serena, Irene, Alessia, Monica, Roberta, Veronica, Morena, Sara, Martina, Xhensila, Sara, Giulia, Stefania, Giulia, Elisa, Francesca,
Beatrice, Simona, Beatrice, Alessia, Angela, Alessia, Elena, Serena, Gabriella, Tatiana.
2°A: Luana, Elena, Valentina, Giulia, Ambra, Alice, Chiara, Sara, Francesca Maria, Natale, Cristiana, Serena, Federica, Lisa, Marta, Bar-
bara, Chiara, Giusy, Sabrina, Elisa, Alessandro, Irene, Eleonora, Alessia.
2°B: Valentina, Francesca, Ilenia, Adele, Martina, Elena, Veronica, Sara, Jessica, Ilaria, Federica, Simona, Silvia, Federica, Chiara, Eleonora Giorgia, Alessandra, Valentina, Valentina.
2°C: Giulia, Sara, Federica, Celeste, Desiree’, Francesca, Martina, Giulia, Alice, Chiara, Chiara, Monica, Erika, Elisa, Marta, Francesca,
Michela, Denise, Linda, Erika, Oana Mihaela, Sarah, Anita, Ilaria.
3°A: Martina, Sonia, Gloria, Chiara, Simone, Alessia, Gloriana, Elena, Francesca, Luna, Sara, Marzia, Giulia, Karen, Federica, Martina,
Valentina, Martina, Debora, Santina, Sofia, Elena, Barbara, Giulia, Cristina Florentina, Denise, Matteo.
3°B: Francesca, Francesca, Chiara, Claudia, Antonella, Francesca, Ylenia, Annalisa, Serena, Chiara, Silvia, Noemi, Luana, Federica, Martina, Maria, Francesca, Ambra, Carmela.
3°C: Serena, Erika, Francesca, Marta, Andrea Giuseppe, Emanuele, Jennifer, Martina, Andrea, Chiara, Davide, Jasmine, Denise, Raffaele,
Michele, Letizia, Mikela, Elena, Sabina, Cinzia, Giada, Marta, Miriam, Francesco, Martina, Giulia.
4°A: Michela, Cristina, Valentina, Alessia, Sara, Nicolo', Amanda, Valeria, Maurizia, Marta, Chiara, Serena, Clorinda, Barbara, Eleonora,
Luana, Valentina, Martina.
4°B: Federica, Francesca, Martina, Lidia, Jessica, Elisa, Angela, Ilaria, Martina, Chiara, Cristina, Elisabeth, Mattia, Mara, Gessica, Milena,
Justine,
4°C: Federica, Sara, Sara, Marta, Giulia, Beatrice, Roberta, Enrica, Giada, Irina, Monica, Marta, Roraima, Sara, Maria, Rossella, Katia,
Elena, Serena.
5°A: Marinella, Francesca, Giulia Bianca, Valentina, Serena, Erika Johana, Alice, Simona, Miriam, Lucrezia, Agnese, Tatiana, Alessandra,
Ylenia, Giulia, Enrica, Cinzia, Denise, Francesca.
5°B: Valentina, Agnese, Ilaria, Monia, Beatrice, Anna, Tania, Valentina, Deborah, Valentina, Stefania, Irene, Melissa, Tatiana, Erika, Vittorio, Valeria.
5°C: Cristina, Annalisa, Susanna, Alessia, Silvia, Fabiana, Giuliana, Giulia, Noemi, Irene, Sara, Valentina, Ana Maria, Noemi, Susanna,
Veronica, Simona, Viola, Sonia, Lucrezia, Lisa, Miriam, Chiara, Denise.
18
Scienze Sociali
1°A: Ilaria, Federica, Michela, Amandine, Evelyn, Elena, Ilaria, Elisa, Giulia, Alessia, Andreea, Alessia, Laura, Ylenia, Denise, Valentina,
Arianna, Giulia, Alexandra, Alessia, Veronica, Anamaria, Letizia, Veronica, Chiara, Annalisa, Natascia, Tiziana, Marika, Ilaria.
1°B: Centaine, Miriam, Michaela,Valeria, Ilaria, Agostino, Miriana, Sara, Elisa, Giulia, Roberta, Monica, Anita, Federica, Elena, Arianna,
Alexandra, Lucia, Cassandra, Francesca, Sonia, Chiara, Ilaria, Giulia, Barbara, Deborah, Martina, Elisa, Daniele, Gjylyana.
1°C: Melissa, Valentina, Simone, Ioana, Martin, Andrea, Simone, Ilaria, Cristina, Sarah, Elisabetta, Ilaria, Irene, Giorgia, Simona, Alessia, Samanta, Deborah, Cristina, Denise, Althea, Caterina, Jessica, Valentina, Alessia, Jessica, Valentina, Marika.
1°D: Marica, Federica, Stefania, Cristina, Valentina, Enrica, Daniela, Margherita, Brunilda, Jessica, Giulia, Sara, Debora, Anna, Giulia,
Debora, Sonia, Emanuela, Andreea Ionela, Silvia, Naomi, Giulia, Alessia, Salvatrice, Johanna, Aurora, Giorgia, Lisa, Zijie.
2°A: Federica, Michele, Martina, Giulia, Giulia, Stefania, Martina, Stefania, Patrizia Assunta, Valentina, Elisa Valentina, Valentina, Luca,
Lorenzo, Roberta, Andrea, Elisa, Giulia, Renato, Fulvio, Jennifer, Fabiola, Serena, Sara, Sara.
2°B: Alessandra, Iuliana Corina, Giulia, Michela, Alice, Federico, Tommaso, Luca, Sonia, Sabrina, Sandy, Camilla, Annalisa, Yongsuo,
Elisa, Ilaria, Chiara, Patrizia, Mery, Serena, Simona.
2°C: Giada, Erika, Valentina, Erika, Gloria, Erika, Martina, Ilaria, Zuleika, Angela, Valentina, Giulia, Consuelo, Arianna, Martina, Sara,
Maria Letizia, Martina, Alice, Barbara, Rocco, Annunziata, Alessandra, Giulia.
2°D: Alessandra, Elisa, Alice, Gloria, Letizia, Krissy, Giulia, Vanessa, Chiara, Luigi, Giulia, Laura, Jessica, Marzia, Cristina, Ilaria, Giulia,
Alessia, Ilaria.
3°A: Giulia, Beatrice, Ilenia, Lucrezia, Joselito, Angelica, Eleonora, Serena, Karin, Serena, Mariangela, Giulia, Federica, Federico, Matteo,
Noemi Maria, Maria Debora, Pierangelo, Giulia, Antonella.
3°B: Erica, Stefania, Valentina, Giorgia, Daniela, Valentina, Manuela, Ornela, Debora, Francesca, Maurizio, Michele, Lara, Fabiola, Eleonora, Nicolo', Paola, Sarah Jane, Ilenia, Sharon, Noemi, Lucrezia, Laura, Charlotte, Claudia, Valentina.
3°C: Noemi, Jessica, Serena, Sabrina, Erika, Anna, Domenica, Monica, Enrica, Luana, Alice, Melanie, Sara, Tamara, Veronica, Erica, Roberta, Michela.
3°D: Roberta, Federica, Irene, Eliana, Andre', Federica, Jessica, Raffaella, Fabrizio, Laura, Alice, Simone, Eleonora, Annalisa, Carola, Daria, Sonia, Manuela, Alessandra.
4°A: Horia, Jessica, Ilaria, Claudia, Roberta, Giada Maria, Serena, Mary, Luca, Mauro, Francesca, Noemi, Veronica, Andrea Federica, Serena, Ilaria, Lara, Francesca.
4°B: Katia, Elisa, Veronica, Sara, Maria Teresa, Cristina, Jessica, Monica, Veronica, Denyse, Ilenia, Stefania Madalina, Jessica, Andrea,
Olga, Francesco, Chiara, Francesca,Elisa.
4°C: Simone, Martina, Alessandra Maria, Marianna, Sara, Aurora, Silvia, Simona, Daniele, Martina, Nadia, Ambra, Jessica, Sonia, Milena,
Mariemediatrice, Chiara, Marta, Chiara, Greta, Federica, Alice, Nadia, Serena.
5°A: Stefano, Deborah, Marta, Francesca, Matteo, Ylenia, Luisella, Luca, Elisabetta, Irene, Francesco, Erica, Lidia, Andreea Mirabela,
Gloria, Paola, Chiara, Federica.
5°B: Maddalena, Martina, Enrica, Alice, Verdiana, Eleonora, Enrica, Ilaria, Monica, Simona, Paolo, Federica Vittoria, Roberta, Giulia, Sara, Valeria, Roberta, Manuela Sara, Dedorah Alissia, Mounia, Giulia, Alessandra, Valeria, Ketty, Silvia, Martina, Chiara.
5°C: Silvia, Chiara, Valeria Vittoria, Maria Laura, Chiara, Arianna Margherita, Giulia, Teresa, Ilaria, Sara, Ambra, Gabriel, Alfred, Martina,
Emanuele, Giorgia, Sonia, Martina.
Linguistico
1°A: Irene, Andrea Valentina, Jessica Rachele, Moreno, Giulio, Alessandro, Chiara, Giada, Cristina, Yendry, Camilla , Lucrezia, Sara, Va-
lentina, Letizia, Cinzia, Martina, Nicoleta, Giulia, Alessia, Beatrice, Alice, Francesca, Stefania, Cecilia, Oleksandra, Serena, Chiara, Beatrice
1°B: Alessandro, Alessandra, Christopher, Silvia, Fabiana Stella, Chiara, Stefania, Chiara, Giulia, Martina, Elena, Chiara, Sofia, Linda, Mariaserena, Chiara, Irene, Cristina, Alice, Silvia, Debora, Francesca, Miriam, Gloria, Marta, Lucrezia, Sharon, Ambra, Veronica, Valentina.
1°C: Jessica, Maria, Jean Marc, Noemi, Chiara, Marzia, Francesca, Raffaella, Viviana, Matteo Marco, Gabriela, Elena, Fabiola, Noemi, Debora, Anna, Giorgia, Rita, Carlotta, Federico, Giulia, Elisabeth, Valeria, Amalia Andreea, Karin, Myriam, Martin, Valentina, Sara, Alessandra.
2°A: Marta, Aurora, Paola, Chiara, Emily, Marta, Sabrina, Alessandra, Martina, Debora, Giuliana, Chiara, Simona, Luisa, Giulia Gabriella,
Giuditta , Erika, Abdel Adim, Elena, Francesca, Silvia, Carolina, Angelica, Sara, Ritika, Elena, Valeria, Jennifer.
2°B: Roberta, Denise, Silvia, Giulia, Ilaria, Martina, Mirko, Emanuela, Eleonora, Ruth, Miriam, Viviana, Milena , Marzia, Federica, Federica, Andrea, Kevin, Alice, Francesca, Esra, Shanel , Mirjam, Marzia, Marta, Sara.
3°A: Angelica, Valentina, Gianluca, Elisa, Federica, Valerio, Veronica, Silvia, Silvia, Valentina, Chiara, Gaja, Lucia, Patrick, Ramona, Valeria, Renata, Gilda, Veronica, Alice.
3°B: Marta, Alessia, Valentina, Veronica, Serena, Ilaria, Cristina, Morena, Dalila, Isabella, Giulia, Marta, Giulia, Chiara, Adriana, Chiara,
Elena, Elisa, Arianna, Stella, Michela.
3°C: Francesco, Vittoria, Alice, Anays, Arianna, Chiara, Valeria, Lorenzo, Serena, Eleonora, Roberta, Virginia, Martina, Jessica, Maddalena, Valeria, Karim, Federica, Sara, Stefania, Rossana, Jennifer.
4°A: Sara, Jodie, Roberta, Valeria, Giulia, Giorgia, Steve, Daniele, Giulia, Sarah, Andrea, Giulia, Fiammetta, Elena, Alice, Alessandro, Nadine, Chiara, Federica, Ilaria, Miriam, Annalisa.
4°B: Giulia, Jacopo, Gabriella, Davide, Patrizia, Federica, Jessica, Valentina, Cecilia, Chiara, Beatrice, Ilenia, Ilaria, Giulia, Michela, Sabina, Kassandra, Giulia, Sarah, Giulia, Elisa, Sarah, Adriano, Chiara, Giada.
5°A: Federica, Samantha, Mariasole, Elena, Anna, Ilaria, Elena, Giulia, Annalisa, Silvia, Francesco, Lucrezia, Elisa, Giulia, Michela, Ilaria,
Cristina, Isabella, Giulia, Silvia, Myriam, Sonia.
5°B: Cinzia, Giulia, Nicole, Alessia, Nazarena, Roberta, Luca, Karen, Michele, Irene, Giorgia, Maria, Beatrice, Sara, Arianna, Elena, Cristina, Eleonora, Elisa, Margherita, Francesca,
A cura di Federica Noardo, Roberta Bariosco, 2BL Silvia Garis 3AL
19
Lettere alla redazione
Mamma… mi piacerebbe abbracciarti... sono qui sdraiata morente
Dal Buniva ci scrivono
Viaggio interculturale in Kenya
Nel marzo 2007 quattro studenti dell’Istituto Michele Buniva,
accompagnati dal preside Fulvio Gottero e dal vicepreside
Bruno Marabotto, hanno preso parte a un viaggio con finalità
interculturali in Kenya della durata di 10 giorni, organizzato
dai missionari della Consolata.
Tramite “Onda d’urto” hanno voluto rendere partecipi della
loro esperienza anche agli studenti del Porporato.
Quattro ragazzi, un viaggio e molte realtà diverse, che
pensiamo già di conoscere attraverso giornali, riviste e televisione, questo è stato il nostro viaggio in Kenya.
Nairobi, la capitale, è una città unica. Non solo per la
drammatica miseria, ma per il contrasto che c’è fra questa
miseria e la ricchezza. Centomila persone sono ricchissime,
un milione e mezzo vivono nell’estrema povertà. In Kenya
un bambino su quattro nasce malato di AIDS: questa malattia lo condanna all’ignoranza perché le scuole pubbliche non
accettano bambini sieropositivi, eppure basterebbero solo
500 euro l’anno per mantenere e istruire un bambino malato
di AIDS.
Impossibile rimanere indifferenti
davanti a una situazione del genere:
per questo dopo aver avuto la fortuna
di partecipare a un simile viaggio ci
siamo sentiti in dovere di far conoscere ai nostri coetanei ciò che può
trasmettere una simile esperienza,
perché solo con un contatto diretto e
reale ci si può rendere conto della
drammatica situazione del Kenya,
soprattutto della sua popolazione. Per
questo abbiamo fatto numerosi incontri e realizzato un DVD che è a
disposizione di chi lo vuole vedere.
È stata un’esperienza che è da ripetere e da diffondere per
educare i ragazzi ad aprire gli occhi sul mondo, non rimanendo chiusi nella propria sfera di cristallo, incoscienti di
quello che ci capita attorno. È un modo formidabile per scoprire che tutti noi, dal primo all’ultimo, siamo dipendenti gli
uni dagli altri. Per scoprire anche che siamo noi i benestanti,
i ricchi, gli occidentali, la minoranza, che vivono sulla povertà di miliardi di persone.
Tutti noi siamo cittadini del mondo ed è inutile far finta di
nulla, chiudere gli occhi e pensare che tanto non si può far
nulla. Non è così: ogni nostra piccola attività ha ripercussioni sul mondo, impercettibili e insignificanti da sole, ma enormi e importanti se accumulate tutte assieme.
Francesco Cavallone
5°A/ ETA – Istituto Michele Buniva
I nomi più diffusi al Porporato
65- Giulia
47- Chiara
40- Federica
38- Francesca
38- Martina
36- Valentina
34- Sara
29- Ilaria
25- Elisa
22- Elena
22- Alice
22- Serena
22- Cristina
22- Silvia
21-Alessia
20- Jessica
19- Andrea
18- Marta
15- Stefania
14- Valeria
13- Eleonora
13- Roberta
13- Veronica
12- Michela
12- Maria
12- Alessandra
11- Erika
11- Lucrezia
11- Arianna
11- Sonia
11- Alessandro
10- Irene
10- Beatrice
10- Luca
10- Carlotta
Nomi unici
Karen, Marika,
Vittoria, Isabella, Fabiana, Samanta, Martin,
Pochi giorni fa, una mia amica mi ha inviato questa email; il suo unico commento era: “Non sorprenderti se,
leggendo queste parole, le lacrime inonderanno il tuo
viso”. E così è stato. Ora voglio render partecipi tutti i
ragazzi del Porporato, e spero di riuscirci grazie ad
“Onda d’urto”.
“Mamma, sono uscita con
amici.
Sono andata ad una festa e
mi sono ricordata quello che
mi avevi detto: di non bere
alcolici.
Mi hai chiesto di non bere
visto che dovevo guidare,
così ho bevuto una Sprite.
Mi sono sentita orgogliosa
di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui,
dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo
guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni
amici. Ho fatto una scelta sana e il tuo consiglio è stato giusto.
Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare
senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava...
Qualcosa di inaspettato!
Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto
che dice: "il ragazzo che ha provocato l'incidente era
ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana...
Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con
tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la farà". Sono
certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non
se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere e io adesso devo
morire… Perché le persone fanno tutto questo, mamma, sapendo che distruggeranno delle vite?
Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di
coltelli contemporaneamente.
Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà
di essere forte.
Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve
bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto,
io adesso sarei viva...
La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata... Mi piacerebbe
poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui,
morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per
questo... Ti voglio bene e... Addio”.
Queste parole sono state scritte da un giornalista
che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole e il giornalista scriveva... scioccato. Questo giornalista ha iniziato una
campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se
questo intervento è arrivato fino a te e lo cancelli...
potresti perdere l'opportunità, anche se non bevi, di
far capire a molte persone che la tua stessa vita è in
pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza,
fallo girare: LA VITA E' PREZIOSA!
Silvia, 3AL
20
Lettere alla redazione
Appello
Non imbrattiamo il Porporato!!
In una settimana ben due episodi di maleducazione studentesca mi hanno colpito e ferito: il primo è stato il vedere il muro delle classi poste nella manica bassa delle ex
scuderie imbrattato di cioccolata, l’altro è la scritta volgare, in inglese (sic!), comparsa sul muro del corridoio
del piano terreno. Che passi il primo episodio, perché pare non sia stato volontario, ma dovuto a una spinta che ha
avuto come conseguenza le comiche alla Paperissima e lo
schizzo sul muro, ma il secondo è stato fatto a
bell’apposta, studiato e realizzato di nascosto con
l’intento di offendere e di deturpare. Se tutti facessero così che ne sarebbe del nostro bell’istituto? Lo stesso discorso vale per la carta igienica nei bagni, di cui abbiamo già parlato l’anno scorso. Evitiamo di sprecarla e di
buttarla per terra. Altrimenti con quale faccia andiamo
poi a lamentarci dalla Preside che manca la carta igienica nei gabinetti? Prima che queste cose ce le facciano notare gli insegnanti o la dirigente scolastica cerchiamo di
darci un giro noi studenti. Incominciamo a rendere ecologica la scuola a partire dai nostri comportamenti, solo
dopo potremo rivendicare una scuola meno stressante (e
quindi meno inquinante!) da parte degli insegnanti…
Adesso vi racconto…
la mia prima esperienza al Porporato
Il cambiamento tra scuola media e superiore è abbastanza
notevole. Naturalmente, come in ogni scuola, ci sono i lati
positivi e quelli negativi. Iniziamo con quelli positivi: questo
istituto propone molte attività assai interessanti, sia sportive
che di altro tipo; per esempio esiste la squadra di pallavolo
dell’istituto, corsi sulla difesa personale, nuoto, corsa campestre (alla quale però sono tenuti a partecipare tutti gli allievi)
calcetto…; un’altra attività è quella del giornale scolastico
“Onda d’urto”, per il quale sto scrivendo questo articolo.
Un’altra cosa davvero comoda sono le macchinette di bevande e di merendine; ma anche le paninare durante
l’intervallo fanno un ottimo lavoro, offrendoci appunto bevande oppure svariati tipi di panini. È “lusso” che nella mia
vecchia scuola non c’era. Ma non è finita qua. Un’altra cosa
bellissima sono i viaggi all’estero che si incominciano a fare
a partire dalla classe seconda (Francia, Inghilterra, Irlanda,
Germania) per una settimana circa. Questa forse è una delle
attività più belle!
Ora però mi tocca svelare l’unica pecca, secondo me, di
questa scuola: il sabato mattina alzarsi per andare a scuola è
una cosa straziante! È ovvio che bisogna fare un tot. di ore
settimanali e quindi bisogna anche andare a scuola il sabato.
Ma sono solo all’inizio, quindi ben presto mi abituerò!
Posso così concludere che come primina mi sono trovata
bene in questo istituto, così penso anche i miei 29 compagni
di classe (sono tanti eh?) e spero di trovarmi bene per altri
quattro anni…e mezzo!!
Carlotta 1C L
21
DIZIONARIO INGLESE-PIEMONTESE
Care-ask = Comune di Cherasco (CN)
Cartoon = Carro a trazione animale (fig.Veicolo in pessimo stato di manutenzione)
Cent = Ascolta (es: Cent see, Cent been, Cent so see)
Cheat = Piccolo (Been cheat = Molto piccolo)
Chess = Gabinetto
Choke = Diverbio (cfr. Call)
Cigar-soon = Questi lavoranti (Cigar-soon soon fort /
Questi lavoranti sono muscolosi)
CNN = "Qui non c'é"
Divertentismo
Un minisondaggio un po’ intellettuale e un po’ ironico
che è stato proposto ad alcuni ragazzi/e di un istituto di
cui non precisiamo il nome. Riportiamo le risposte più
“gettonate” e quelle più divertenti. ( E voi cosa….)
Che significa BASITO?
44% sbalordito (risposta esatta).
30%non sa
8% piccolo bacio in spagnolo
3% una pianta
3% un verso che si fa con la bocca
2% un uomo basso
ALTRE: una pietra, un uomo basato su principi perversi,
un suono ben scandito.
Il passato remoto del verbo NUOCERE
28% io nocqui (risposta esatta)
24% non sa
11% io nuossi
10% io nossi
8% io noqui
6% io nuocqui
4% io nuoqui
2% io nocetti
2% io nuocei
2% io nuocetti
ALTRE: io noqqui, io nouocetti, io annoqqui.
Barzellette divertentissime
Cartellonistica da negozio…!
Macelleria:
Carne bovina ovina caprina suina pollina e coniglina
Polleria:
Si vendono uova fresche per bambini da succhiare
Sfasciacarrozze:
Qui si vendono automobili incidentate ma non rubate
Negozio di fiori:
Se mi cercate sono al cimitero... vivo
Negozi di abbigliamento:
Non andate altrove a farvi rubare, provate da noi;
In questo negozio di quello che c'e' non manca niente;
Al reparto bambini 3 al prezzo di 2;
Si vendono impermeabili per bambini di gomma
Autofficina:
Venite una volta da noi e non andrete mai più da nessun'altra parte
Derattizzatori:
Qui ultima cena per topi
Meccanico:
Si riparano biciclette anche rotte
Giulia, 3a soc
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1, ottobre 2007 - Liceo Porporato