LATISANA:
PASSATO, PRESENTE
E FUTURO
Latisana:
past, present
and future
Secondo gli storici
Latisana nasce in epoca
romana: lo testimonierebbe
il ritrovamento di manufatti
funerari e monete nella zona
nord del tempio Gaspari.
Inoltre, in un diario di viaggio
di un pellegrino del 333 d. C.,
si racconta di una stazione
di posta ubicata vicino a
Concordia e potrebbe trattarsi
di un luogo destinato a
divenire la futura Latisana.
Il nome di Latisana appare per la prima volta in un documento del
1072 che parla della consacrazione dell’abbazia di Michaelbeuren,
cittadina che si trova a circa 30 chilometri da Salisburgo, e che elenca
fra i testimoni dell’evento il cavaliere Marquardo di Latisana.
Altre segnalazioni in codici d’oltralpe fanno pensare che Latisana
fosse all’epoca un borgo piuttosto conosciuto e florido grazie ai
traffici che avvenivano lungo il suo porto fluviale.
Intorno al 1100 Latisana diviene parte del feudo dei conti di Gorizia.
È un periodo caratterizzato dall’aumento del valore e del ruolo
strategico del porto, un importante terminal per le merci che dalle
terre germaniche sono destinate all’oriente.
A partire dal XIII secolo Latisana assume nei documenti l’appellativo
di civitas, il che ne dimostra la crescente importanza: una moneta
d’argento coniata nello stesso periodo riporta la dicitura “porto tisana”.
In epoca medievale viene inoltre siglato lo Statuto della terra e
del porto di Latisana (1245) che stabilisce accordi in materia civile,
criminale e finanziaria fra la comunità latisanese e il conte di Gorizia.
Nel 1360 appare in alcuni documenti il sigillo del comune che
rappresenta una torre con merlatura guelfa affiancata da due scudi
con un leone e sormontati da una croce.
La città
Latisana e il dominio veneziano
Nel 1430 Latisana passa dal dominio goriziano a quello veneziano che durerà fino al 1797.
Nel periodo di tempo in cui Latisana è assoggettata al dominio veneziano il feudo passa
di proprietà di diversi signori veneti come i Morosini, i Malombra e i Vendramin e subisce
diverse suddivisioni fino a quando viene costituito il consorzio di famiglie nobili veneziane tra
cui i Mocenigo (che detenevano la quota maggiore).
A quel tempo sorgono il castello o borgo murato ed il quartiere di Sottopovolo che
comprendeva le ville di Ronchis, Latisanotta, Gorgo e Pineda a sinistra del Tagliamento e le
ville di Villanova, San Mauro, San Giorgio,
San Michele, Cesarolo e Pineda a destra del
fiume.
Dell’epoca veneziana restano oggi alcuni
palazzi costruiti sulla piazza principale.
All’interno del borgo si trovava la rocca e
al castello si accedeva attraverso due ponti
di legno di cui uno levatoio.
Latisana e il Regno d’Italia
Fra il seicento e il settecento Latisana perde
progressivamente la sua importanza decisiva,
seguendo le sorti della stessa Serenissima.
Nel 1805, Latisana e tutto il Friuli vengono
annessi al Regno d’Italia creato da Napoleone a seguito dell’occupazione dell’esercito
francese. Nel 1815 Latisana entra a fare parte del Regno Lombardo Veneto, assieme al Friuli
Occidentale e, nel 1866, viene annessa al Regno d’Italia.
I conflitti mondiali e le alluvioni
Durante la prima guerra mondiale Latisana subì la distruzione del ponte sul Tagliamento
e anche nel corso del secondo conflitto bellico fu di frequente bersaglio di bombardamenti
pesanti che le hanno conferito il titolo di Città mutilata di guerra.
Negli anni ’60 Latisana venne nuovamente messa a dura prova dalle due alluvioni del 1965
e del 1966 che crearono vittime ed ingenti danni.
Tuttavia la cittadina seppe rinascere con dignità e coraggio ed oggi è uno dei centri più attivi
del Friuli Venezia Giulia con più di 13.000 abitanti e con il suo ruolo di capo mandamento vista
la vicinanza con località turistiche friulane e venete.
According to the historians Latisana was founded in the Roman
era: the funerary artefacts and coins found in the area to the north of
the Gaspari temple would support this idea.
Moreover, a journal entry written by a pilgrim in 333 AD, tells about
a post station close to Concordia and this could be the site of future
Latisana. The name Latisana is mentioned for the first time in a
document that dates back to 1702 that refers to the consecration of
Michaelbeuern Abbey the Benedictine monastery in the little town
some thirty kilometres from Salzburg, and records the dignitaries
present at the event, among whom Knight Marquardo of Latisana.
From other records found in codexes from beyond the Alps, it is likely
that Latisana was rather prosperous and well-known being that is
was a trading river port. Around 1100 Latisana became part of the
fiefdom of the Counts of Gorizia. This period was characterised by the
rapid development of the port; a strategic terminal for goods of the
Germanic lands destined to the East.
Starting from the thirteenth century Latisana adopted the appellative
of civitas, which proved its growing importance. Contemporaneously
The city
a silver coin bearing the inscription “porto
tisana” (port tisana) was minted.
In the Middle Ages a Statute of the
land and port of Latisana (1245), which
established agreements between the
community of Latisana and the Count of
Gorizia, concerning civil, criminal, and
financial matters, was initialled.
In 1360 several documents bore the
Municipal seal representing a tower with
a Guelph merlon flanked by two shields
bearing a lion and surmounted by a cross.
Latisana and the Venetian Rule
In 1430, Latisana passed from the rule of Gorizia to the Venetian rule which lasted until 1797.
In the time Latisana was under the Venetian rule the fief changed several owners among the
Venetian landlords and nobles from the Morosini, the Malombra and Vendramin families.
It underwent several subdivisions until a consortium noble families among which the
Moncenigo - who held the majority ownership, was founded.
The castle or fortified market town and the Sottopovolo borough which included the Ronchis,
Latisanotta, Gorgo and Pineda manors on the left bank of the Tagliamento river and the
Villanova, San Mauro, San Giorgio, San Michele, Cesarolo and Pineda on the right bank were
erected. Some original buildings of the Venetian world still remain unchanged on the principle
square. The fortress was built in the market town and there were two bridges, one of which
was a draw-bridge that led into the castle.
Latisana and the Reign of Italy
Between the 17th and the 18th centuries Latisana progressively lost its strategic importance,
sharing the same destiny of the Serenissima.
In 1805, following the French occupation, Latisana as well as the whole of Friuli, were
annexed to the Reign of Italy created by Napoleon. In 1815 Latisana together with the western
portion of Friuli became part of the Lombard Venetian Kingdom and, in 1866 it was annexed to
the Reign of Italy.
The world wars and the floods
During the first world war the bridge over the Tagliamento river in Latisana was completely
destroyed and in the second world conflict the whole town was often targeted with bombs
and plundering. Also the sixties put a strain on Latisana; two floods in 1965 and 1966,
respectively, struck the town causing damages and casualties.
Nevertheless, the town was able to recover quite well with great dignity and courage and
has become one of the most lively towns of the Friuli Venezia Giulia region with its 13,000
inhabitants and strategic vicinity to the tourist resorts of Friuli and Veneto.
e Luigi Filipponi (1892), “Predicazione”
e “Decollazione del Battista” di Giovanni
Carlo Bevilacqua (1823), “Virtù Cardinali”
di un artista anonimo, “Buon Pastore”
e “Sinite parvulos venire ad Me” di
Francesco Barazzutti (1904) e la più recente
raffigurazione della Via Crucis di Lionello
Galasso (1967).
Nel 2004, in occasione delle Venticinquennali
della Madonna Immacolata, il sagrato è stato
completamente ristrutturato e ridisegnato
dall’architetto Dario Formentini.
Su di esso sono state riprodotte sette elissi
che simboleggiano l’antico Septifanium,
il complesso di sette edifici religiosi della
zona latisanese.
Il Duomo di Latisana
The Cathedral of Latisana
Il Duomo di Latisana è dedicato a S. Giovanni Battista, patrono della città.
La chiesa è oggi il risultato del rifacimento, deliberato nel 1750 e finito di realizzare nel 1760,
dell’edificio precedente, risalente al 1504.
Ai lati del portone d’ingresso sono collocate, all’interno di due nicchie, le statue del Cuore
di Gesù e del Cuore di Maria. In cima alla facciata, ai lati di un timpano archivoltato, si
trovano due angeli dello scultore G. B. Groppelli (1732-37).
L’imponente campanile è alto 53 metri e risale al 1920: fu costruito contestualmente
al rifacimento del soffitto della navata centrale del Duomo. Alla sua sommità vi è una cella
campanaria con trifore e archi in marmo a sua volta sormontata da una cupola ottagonale.
Sopra alla cupola è collocata una croce in ferro battuto alta 3 metri.
All’interno del Duomo si possono ammirare opere del XVI secolo di notevole pregio come
la pala del Battesimo di Cristo di Paolo Caliari detto il Veronese, la Sacra Famiglia tra
i Santi Biagio e Valentino di Giovanni Battista de Grassi e l’olio su tela raffigurante la
Trasfigurazione di Marco Moro. Appartiene al medesimo secolo il Cristo Crocefisso dello
scultore Andrea Fosco da Faenza.
Da segnalare inoltre l’organo di Pietro Nacchini che fu posto all’interno della chiesa nel
1758 e altre opere custodite nel Duomo: “Gloria e Transito di San Giuseppe” di Giuseppe
Il Duomo
The Church
The Church of Latisana, dedicated to Saint John the Baptist, patron of the town.
What we see today is the result of the reconstruction, implemented in 1750 and completed in
1760, of the former building which dated back to 1504. Two niches containing the statues of
the Sacred heart of Jesus and the Sacred heart of Mary flank the principal door of the
church. On both sides of the archivolted gable there are two angels by G. B. Groppelli (1732-37).
The imposing 53-metre bell tower dating back to 1920 was built during the renovation of
the roof above the nave of the church. The bell cell at the top of the tower features marble
three-light openings and arches surmounted by an octagonal cupola. A 3-metre wrought
steel cross is fixed on the very top of the cupola. The church houses several XVI century
works of considerable value such as the altar piece the Baptism of Christ by Paolo Calieri
also called the Veronese, the Sacred Family between the Saints Blasius and Valentine by
Giovanni Battista de Grassi and the exceptional oil on canvas depicting the Transfiguration by
Marco Moro. The Jesus Christ Crucified and the marble Main Altar, both by Fosco da Faenza
are of the same period. Also to be recommended is the organ by Pietro Nacchini placed in
1758 and several other works treasured in the Church: “Glory and Transit of Saint Joseph”
by Giuseppe and Luigi Filipponi (1892), “Preaching” and “Decapitation of the Baptist” by
Giovanni Carlo Bevilacqua (1823), “Cardinal virtues” by an anonymous artist, “The Good
Shepard” and “Sinite parvulos venire ad Me” by Francesco Barazzutti (1904) and the most
recent representation of the Via Crucis by Lionello Galasso (1967).
In 2004, on the twenty-fifth anniversaries of the Immaculate Mary, the parvis was completely
redesigned and renewed by the architect Dario Formentini. Seven ellipses, which symbolise
the ancient Septifanium, the seven religious edifices of the complex in Latisana, were
reproduced on the parvis.
la chiesa di Sant’Antonio
St. Anthony church
Nei pressi del
luogo in cui un tempo sorgeva
la Rocca medievale
fu costruito, nel 1685, il
Monastero delle Terziarie
Francescane di Latisana,
intitolato a S. Antonio di
Padova.
Assieme al convento fu
costruita anche la chiesa.
Il convento, che pure ebbe una
notevole funzione sociale (fu
convitto femminile e centro
di assistenza sanitaria per i
poveri), fu soppresso nel 1810
e fu successivamente ceduto
a privati.
La Chiesa è dunque dedicata
anch’essa a Sant’Antonio da
Padova e come il convento
ha subito nel tempo diverse
ristrutturazioni. Rimaneggiata
verso la metà del Settecento, nel corso del primo conflitto mondiale
rimase a lungo sconsacrata in quanto le truppe italiane la requisirono
per utilizzarla come magazzino.
Dal punto di vista architettonico la chiesa presenta una cella
rettangolare e al suo interno si trovano tre altari marmorei, realizzati
da maestri veneti del Settecento. L’altare maggiore è decorato con la
pala che raffigura il Transito di San Giuseppe, Madonna con Bambino
e i Santi Antonio di Padova e Chiara, attribuito al veneziano Francesco
Cappella (1714-84). L’altare di sinistra è dedicato all’Assunta mentre
è intitolato a San Francesco di Paola l’altare di destra, che porta
un’effigie lignea di San Luigi Gonzaga, realizzata dallo scultore
Francesco Ellero di Latisana. Da segnalare ai visitatori è la tela
cinquecentesca raffigurante Sant’Antonio Abate assieme alla
Vergine, al Bambino e a Sant’Anna, Il campanile, con cella a bifore, è
sormontato da una caratteristica cupola a cipolla mentre la torre
è dotata di un prezioso orologio meccanico.
La Chiesa di Sant’ Antonio
St. Antony Church
In 1685, where once the middle age stronghold had stood, the Monastery of
the Tertiary Franciscan Sisters of Latisana, dedicated to Saint Anthony of Padua, was erected.
The church was built together with the convent. The convent, which was a female boarding
school and health care centre for the poor, closed down in 1810 and was subsequently sold
to private purchases.
The church is dedicated to Saint Anthony of Padua and along with the monastery has
undergone several renovations. It was recast towards the middle of the eighteenth century
and during the first world war, it remained deconsecrated for many years, as the Italian troops
used it as a warehouse.
From an architectural point of view, the church forms a rectangular unit and features three
marble altars created by eighteenth century Venetian masters.
The main altar is enriched with an altarpiece, which depicts the Transit of Saint Joseph,
Mother Mary and Child as well as Saint Anthony of Padua and Saint Claire, and is ascribed to
the Venetian artist Francesco Cappella (1714-1784). The alter on the left is dedicated to Our
Lady of Assumption, while that on the right is dedicated to Saint Francis of Paola and features
a wooden effigy of Saint Louis Gonzaga by the sculptor Francesco Ellero of Latisana.
Particular attention should be paid to the sixteenth century canvas depicting Saint Anthony
Abbot together with the Virgin Mary, Baby Jesus and Saint Anne. The bell cell features twolight openings and is surmounted by the characteristic onion shaped cupola while the tower
is enriched by a precious mechanical clock.
CHIESA DI SABBIONERA
SABBIONERA CHURCH
La Chiesa della Beata Vergine delle Grazie si trova
in località Sabbionera, nei pressi dell’ospedale, vicino alla riva del
Tagliamento. In epoca rinascimentale, ospitava un unico altare di
pietra, dedicato alla Concezione della Madonna e proprio il culto della
Beata Vergine fece sì che, nel corso del tempo, l’allora piccola chiesa
divenisse il Santuario della “Beata Vergine delle Grazie”. L’edificio fu
ampliato e accanto ad esso, nel 1638, fu anche costruito un convento
francescano andato distrutto purtroppo il 20 agosto 1741 a causa di
un incendio di vaste proporzioni che colpì la zona.
All’interno della chiesa, sopra l’altare maggiore, si trova la statua
lignea della Madonna col Bambino del latisanese Giovanni Costantini.
L’altare di sinistra è intitolato al Crocefisso, mentre quello a destra,
è dedicato a Sant’Antonio da Padova, ed è impreziosito da un
tabernacolo del ‘600, probabilmente salvato dalla distruzione del
1741. Va segnalata la pala che si trova sulla parete sinistra, attribuita
all’artista udinese Eugenio Pini (1600-1654).
Nella chiesa di Sabbionera si può ammirare inoltre la Via Crucis
dell’incisore veneziano Giuseppe Wagner e un bellissimo organo,
realizzato dal friulano Valentino Zanin.
Sopra alla porta riquadrata in pietra, si trova, dal 1930, una statua
della Vergine in trono con Bambino scolpita nel marmo di Carrara
dallo scultore latisanese Francesco Ellero.
Risale invece alla fine della prima guerra mondiale la costruzione del
campanile, alto 27 metri.
Chiesa di Sabbionera
The Beata Vergine delle Grazie Church (Blessed Virgin of the Graces) is set in the
locality Sabbionera, close to the hospital and near the Tagliamento riverbanks. During the
Renaissance the church featured a single stone altar dedicated to the Conception of Mary
but thanks the flourishing cult of the Virgin the small church actually grew in importance and
became the Sanctuary of the “Blessed Virgin of the Graces”. The building was extended and
a Franciscan convent, which unfortunately burnt down on the 20th August of 1741, was added
to the church. In the church, just above the main altar, you can still admire a wooden statue
of Mother Mary and Child by Giovanni Costantini, a sculptor of Latisana. The altar on the left
is dedicated to the Crucifix, while the one on the right is dedicated to Saint Anthony of Padua
and is exquisitely enriched with a tabernacle of the seventeenth century, which was probably
saved from the fire of 1741. What also must draw your attention is the altarpiece on the left
wall probably by Eugenio Pini (1600-1654) an artist from Udine. While visiting the church in
Sabbionera you can admire the Via Crucis by the Venetian carver Giuseppe Wagner and a
beautiful organ by Valentino Zanin.
Since 1930 a Carrara marble statue of the Virgin with Child carved by Francesco Ellero, a
sculptor from Latisana, has been set just above the stone framed entrance door.
The 27-metre bell tower, instead, dates back to the First World War.
Sabbionera Church
A pochi chilometri da Latisana si trova Aprilia Marittima (o Latisana Marittima) che
rappresenta un punto strategico nel settore turistico e nautico dell’alto Adriatico grazie alle
acque navigabili collegate al mare. Un settore in forte espansione, un mercato che ha dato
grande impulso all’economia: il comparto nautico di Aprilia Marittima è un distretto produttivo
di notevole rilevanza che ha sicuramente conferito visibilità a queste zone.
Esso è in grado di attrarre turisti sia italiani che stranieri provenienti soprattutto da Germania,
Austria e Svizzera. Il distretto nautico, con le sue tre darsene, offre 2.500 posti barca e mette
a disposizione alaggio, varo, sosta per imbarcazioni fino a 60 tonnellate, manutenzione e
riparazione per tutti i tipi di imbarcazioni e distributore di carburante. Inoltre, esattamente
come avviene già negli Stati Uniti, vi è la possibilità di usufruire del servizio di rimessaggio
a secco. Le marine, oltre agli ormeggi, offrono al turista la possibilità di soggiornare a terra:
negli anni è andato sviluppandosi un sistema turistico assolutamente innovativo che viene
definito dry marina. Grazie ad esso è possibile sostare e pernottare all’interno della propria
imbarcazione che viene posizionata a terra.
Aprilia Marittima offre inoltre appartamenti, villette a schiera e ville singole nonché strutture
come campi da tennis, piscine ma anche bar, ristoranti, negozi e agenzie.
Aprilia Marittima
Latisana Marittima:
le marine dell’Alto
Adriatico
Latisana Marittima:
the High Adriatic Sea marinas
Just a few kilometres away from Latisana there is Aprilia Marittima (or Latisana
Marittima); a strategic spot for the maritime tourism of the High Adriatic region thanks to
its waterways connected to the sea. Maritime tourism is experiencing rapid expansion and
is giving a boost to the local economy. The maritime sector of Aprilia Marittima has become
most valuable having also given visibility to the surrounding areas. It attracts both Italian and
foreign tourists especially from Germany, Austria and Switzerland.
The maritime district, with its three docks, is able to offer berth areas for 2,500 boats and
perform towage, launch and docking services for up to 60-ton boats, maintenance and
repairing services for all types of boats and operate fuelling facilities. Moreover, as in the
United States, the marina offers dry-docking and long-term storage.
Besides mere berthing, the marina offers tourist accommodation: over the years an innovative
tourist reception system has developed and is known as dry marina. Boats are hauled from the
water and the owners can nevertheless spend the night on their boat.
Located around the fringe of the marina are apartments, terraced houses and detached
houses as well as sports facilities like tennis courts and football fields, but also clubs, bars,
restaurants, shops and agencies.
Aprilia Marittima
Nautilia:
è la prestigiosa mostra nautica delle
imbarcazioni usate che si tiene con grande
successo ogni anno ad Aprilia Marittima.
Organizzata dall’”Ente Fiera Cantieri di
Aprilia”di edizione in edizione si rivela essere
un’occasione estremamente importante per
chi ama la nautica: i visitatori e gli espositori
provengono infatti da tutto il mondo.
Ciò che distingue Nautilia dalle altre mostre
nautiche è il fatto che le imbarcazioni si
trovano a terra, in modo tale da poter essere
facilmente ispezionate e controllate dai
potenziali acquirenti.
Nautilia:
is the esteemed second-hand boat show
held in Aprilia Marittima every year.
The show is organized by the “Ente Fiera
Cantieri di Aprilia” (Aprilia Shipyards Fair
Agency) and is a noteworthy occasion for
all those with an interest in boating: visitors
and exhibitors from all over the world attend
the show.
What distinguishes Nautilia from other
boat shows is the fact the here the boats
are exhibited on land so they can easily be
visited and reviewed by the potential buyers.
Le vaste aree verdi, il clima mitigato dalla vicinanza
del mare, la presenza del fiumi Tagliamento e Stella, fanno di
Latisana e dei suoi immediati dintorni una zona particolarmente
adatta all’agricoltura ed in particolare alla produzione vitivinicola.
Essa ha origini piuttosto antiche: fin dal XV secolo infatti il figlio del
Doge Andrea Vendramin, Bartolomeo, diede impulso alla coltivazione
delle viti.
Chi visita Latisana ed il territorio circostante non potrà dunque fare
a meno di notare la presenza di numerosi vigneti. Vigneti che danno
origine a vini pregiati tanto da essere protetti, dal 1975, dalla
Denominazione di Origine Controllata (DOC) “Friuli Latisana” che
ne certifica la qualità e la provenienza.
Quelli di Latisana e dei suoi dintorni sono vini pregiati e raffinati,
sia bianchi che rossi. Fra i primi ricordiamo il Tocai e il Verduzzo
friulano, il Pinot bianco e il Pinot grigio. Fra i vini rossi vanno
segnalati i corposi Cabernet franc e Sauvignon, il Merlot e il
Refosco dal peduncolo rosso. Nel 1976, per i vini Friuli Latisana,
La strada del vino
La strada del vino
The Wine Road
è stato inoltre costituito un Consorzio Volontario di Tutela e, al fine di valorizzare il territorio,
dal 2002 viene promosso un itinerario enogastronomico e culturale denominato “Vino e
Sapori”, che attraversa i territori comunali di Latisana, Palazzolo dello Stella e Precenicco.
Un percorso non solo “ideale” ma la concreta dimostrazione di come il territorio latisanese
e le zone circostanti sappiano offrire oltre ai rinomati vini anche altri prodotti tipici: formaggi,
salumi preparati artigianalmente ma anche mele, pere e kiwi coltivati nei numerosi frutteti
della zona.
Vast green areas, the climate moderated by the proximity of the sea, the influence of
the Tagliamento and Stella Rivers, render Latisana and its surroundings extraordinarily fit for
agriculture and in particular for viticulture.
The origins of viticulture are tracked back to distant antiquity: in fact, since the XV century,
the son of the Doge Andrea Vendramin, Bartolomeo implemented the cultivation of the vine.
Those who visit Latisana and its surroundings cannot miss noticing the expanse of vineyards.
The same vineyards that give birth to some fine wines that have obtained the “Friuli Latisana”
Controlled Denomination of Origin appellation (D.O.C.) which certifies both quality and origin.
The wines produced in Latisana and its surrounding areas are all fine and valuable whites
and reds. Among the whites, which deserve to be mentioned, are the Tocai, the Verduzzo,
the Pinot bianco and the Pinot grigio. Among the reds not to be missed the full-bodied
Cabernet franc, and Cabernet Sauvignon, the Merlot and the Refosco dal peduncolo
rosso. In 1976 a Voluntary Consortium for the Protection of
the wines of Latisana was founded with the intention of
developing and valuating this wine region. In 2002 “Vino
e Sapori”, a food and wine itinerary, which goes through
Latisana, Palazzolo dello Stella and Precenicco, was
established.
It is not only the “ideal” itinerary to discover the area butit
proves once again how the whole area surrounding Latisana
offers more than only wine. You have the chance to discover
and taste various other products: from traditionally made
cheeses and cold meats to apples, pears and kiwis grown
in the many orchards of the area.
The wine road
La famiglia Gaspari ha rivestito a Latisana un ruolo di primo piano.
Gaspare Luigi Gaspari fu uomo di mente elevata, filosofo, magistrato integerrimo, stimato
esperto di agronomia. Su questa materia lasciò molti scritti e studi approfonditi. Da vero
cristiano fu alla scuola del Vangelo che apprese la virtù della beneficenza.
Sposò Rosa De Egregis nel 1842: il loro matrimonio venne celebrato a Udine. La morte del
figlio Adeodato segnò profondamente la loro esistenza ma fece sì che l’impegno profuso nelle
opere di carità divenisse, dopo il tragico evento, ancora più costante.
Oggi, a testimonianza dell’impegno della famiglia Gaspari ed in particolare di Rosa De Egregis
a Latisana, restano l’asilo infantile e una targa posta sul muro dell’edificio, situato al n. 10 di
Calle dell’Annunziata, dove un tempo si trovava l’ospedale dei poveri.
La famiglia Gaspari a Latisana
The Gaspari family has long been recognised for their generosity and charity
work. Gaspare Luigi Gaspari was a magistrate and a highly
esteemed expert of agronomy on which, he wrote many
papers and treatises. He married Rosa De Egregis in
1842: their wedding was celebrated
in Udine. The death of their son Adeodato had
deeply affected their lives so as to commit
themselves even more intensively and constantly
to charity work.What still remains, in Latisana,
to bear witness to the Gaspari family and in
particular Rosa De Egregis’s commitment are:
the nursery school and a commemorative plaque
on the façade of the building at n.1 of Calle
dell’Annunziata, where once there had been the
hospital for the needy.
The Gaspari family in Latisana
IL TEMPIO GASPARI
The Gaspari Temple
Il Tempio funerario Gaspari, è racchiuso tra il verde di un parco di 9100 metri quadri.
È un Tempio funerario che custodisce le spoglie di Gaspare Luigi Gaspari, del figlioletto
Adeodato deceduto nel 1845 pochi giorni dopo la nascita e della moglie Rosa de Egregis
Gaspari. Donna saggia e devota fece erigere un mirabile monumento in questo sacro luogo
a perenne memoria del marito.
Il Tempio con solenne rito venne aperto e benedetto al culto divino il primo maggio 1866
per eredità è pervenuto alla famiglia Rossetti Zorze la quale ne è la doverosa conservatrice.
La sua storia
Its history
The Gaspari funerary temple, nestled in a beautiful ninety thousand one hundred square
metre park, contains the remains of Gaspare Luigi Gaspari, those of his baby son Adeodato
who died in 1845, a few days after birth and of his wife Rosa de Egregis Gaspari.
Mrs Gaspari, a wise and devoted woman, had had the exquisite monument built to perpetuate
her husband’s memory.
The temple was unveiled and consecrated on the 1st May 1866. It was in time past down
to the Rossetti Zorze family who are its rightful heirs and custodians.
LATISANA:
PASSATO, PRESENTE
E FUTURO
Latisana:
past, present
and future
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LATISANA: PASSATO, PRESENTE E FUTURO