La formazione universitaria per
l’etica economica e la CSR
30 Settembre 2005
Lorenzo Sacconi,
Dipartimento di economia, Università di Trento e
Centro interuniversitario EconomEtica (Università MilanoBicocca)
[email protected]
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Un’ offerta formativa in crescita
Dati aggregati di singoli insegnamenti in corsi di laurea
specialistica (o triennale) nelle Università Italiane.
 Prevalentemente in facoltà di economia (tranne Roma la
Sapienza in fil. )
 31 Insegnamenti in EE , EdA o CSR (di qualsiasi tipo sia
economico , che fil. che aziendale)
 sedi coinvolte: An, TN, LUISS, RM Sap, RM TorVerg, Bo, BG,
Cass, Chieti-Pesc, Fi, Ge, Unimib, Catt, IULM, SI, To , Ve, Bocc
 16 insegnamenti in ENP (Tn, An, Bo, Bocc, Catt, Mo, Na, Pd,
Pi, To, RM Sap. )
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Un’ offerta in crescita (segue)
 2 soli corsi di laurea con più insegnamenti su questi temi tra loro
collegati Bo (6) e TN (5)
 1 laurea specialistica dedicata alla CSR “decisioni economiche,
impresa e responsabilità sociale” (UniTN)
 4 lauree specialistiche dedicate a NP
 10 master sulla CSR ( LIUC, Bo (1 e 2 livello), Lu, VR, Angelicum,
Catt, PiS.A., Si-AR, VaIns, )
 12 Master in Ec. del NP (UniMIB,TN, Bocc, Bo, Pi, Urb, RMTorVerg,
RM3, SA, RM La Sap, TO)
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La domanda di formazione
 Non si può parlare di una domanda di professionisti già prestabilita ed
espressa in modo esatto e definito dalle imprese (ad es associazioni ) dale
imprese
 La CSR è un oggetto in costruzione con il contributo delle imprese, delle
associazioni professionali, mondo della ricerca, delle ONG, dei sindacati e dei
consumatori, istituzioni pubbliche
 Ci sono numerosi tavoli di lavoro (Q-RES, GBS, ABI, Impronta etica, Fabrica
ethica ecc, ministero del Welfare)
 La CSR risponde a una domanda largamente diffusa, ma in parte presente
proprio per l’irresponsabilità sciale crescente delle imprese
 Ovviamente contano anche le best practices dal basso, che tuttavia sono
spesso in campi speciali (filantropia) e non tali da identificare in modo proprio il
profilo del manager CSr.
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La domanda
Le università che partecipano al movimento della CSR, anticipano e
contribuiscono a creare la domanda sociale di esperti di CSR definendo i
contenuti dei profili sia per l’impresa che per la PA, partendo dai seguenti fatti
 La domanda di responsabilità sociale rivolta alle imprese pone l’esigenza di
forme di governance e gestione strategica delle imprese riguardanti le
relazioni complesse con i loro molteplici stakeholder;
 sviluppo di imprese sociali e non profit, nuove forme organizzative e di
governo multistake
 nuovi rapporti tra le imprese e le pubbliche amministrazioni, specialmente
nell’ambito della delega di funzioni nel settore dei servizi di welfare;
 necessità per le imprese di collocarsi strategicamente nell’ambito di mercati
regolamentati e al contempo alla domanda di sviluppo di nuove ed efficaci
forme di autoregolamentazione da parte dei soggetti economici
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Figura professionale e competenze
Un esperto in processi decisionali di governo di organizzazioni
complesse di varia natura (private, pubbliche e del terzo settore) capace
di:
 Governo di imprese socialmente responsabili: identificare e attuare la
strategia mediante la quale l’impresa riesce a bilanciare gli interessi dei
diversi stakeholder interni ed esterni:
scelta della forma giuridica e organizzativa dell’impresa,
identificazione della missione e della visione,
codici etici e di comportamento,
sistemi di motivazione e incentivo, disegno dei contratti,
attività di audit, rendicontazione sociale, verifica e certificazione esterna ecc.)
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Figura professionale e competenze
 Governo di forme di impresa alternative :organizzazioni cooperative e
non profit: affrontare la complessità delle decisioni di governo delle
organizzazioni in cui la cooperazione, la partecipazione, le motivazioni non
meramente egoistiche, le finalità sociali, nonché la natura “sociale” dei beni
prodotti hanno un’importanza particolare.
 Gestione dei rapporti tra imprese regolate e amministrazioni pubbliche
di regolazione
offrire supporto alle decisioni pubbliche di regolazione (regolamentazione
dei servizi di pubblica utilità, appalti e concessioni pubbliche), nonché alle
decisioni delle imprese operanti in mercati regolamentati.
facilitare le decisioni delle amministrazioni pubbliche in materia di “delega”
dell’ offerta di servizi di interesse collettivo e di welfare (servizi sociali,
sanitari, educativi, culturali, beni “relazionali” in genere).
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Contenuti e metodi di formazione

Conoscenza avanzata sulle logiche delle decisioni individuali, strategiche e
collettive
•
sia dal punto di vista dei modelli teorici e matematici,
•
sia da punto di vista della loro applicazione alle imprese, alle
organizzazioni e alle istituzioni (come vengono selezionate, perché
permangono e a quali condizioni sono accettabili le istituzioni e le
imprese? Perché ci sono alternativi sistemi di diritti di proprietà e
controllo? Come un’impresa o istituzione ottiene reputazione o fiducia?)
•
sia dal punto di vista di come i valori e le norme influiscono sulle
preferenze, le credenze e le decisioni
•
nonché sulle forme e i limiti cognitivi della razionalità decisionale
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Contenuti e metodi di formazione

Ciò identifica importanti aree di approfondimento alla frontiera tra l’economia e
altre discipline quali
•
La matematica (modelli non standard di rappresentatone della vaghezza e
dell’incertezza per le decisioni)
•
l’etica filosofica (equità e giustizia, motivazioni non egoistiche, rispetto degli
impegni etici, codici etici, responsabilità sociale e morale dell’impresa etc.)
•
il diritto (forme giuridiche dell’impresa, governance, regolazione pubblica)
•
le scienze cognitive (economia sperimentale, psicologia delle decisioni,
formazione dei giudizi e bias cognitivi, apprendimento, routines decisionali)
•
l’organizzazione aziendale (processi decisionali organizzativi, sistemi di
incentivazione e di motivazione del lavoro, bilanciamento tra stakeholder
bilancio sociale, codici etici aziendali
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Metodi
i metodi di insegnamento sono improntati a forte interdisciplinarietà e
usano approcci
teorici
Sperimentale (economia sperimentale, psicologia cognitiva)
 nonché i diversi metodi normativi tipici dell'economia, del diritto e
dell'etica
attraverso l’analisi di casi e le applicazioni, gli studenti sono portati a
considerare diversi contesti organizzativi e istituzionali (pubblico, privato for
profit e nonprofit), apprezzandone sia le differenze che la struttura comune.
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Capacità cognitive cui punta la formazione
Il possesso delle logiche e dei vincoli cognitivi, etici e istituzionali
della decisione strategica e collettiva
 offre un approccio generale e flessibile, costituito da un insieme
interdisciplinare ma coeso di conoscenze specialistiche avanzate
applicabile a molteplici contesti organizzativi e istituzionali
concreti (vari tipi di impresa, le organizzazioni pubbliche, le istituzioni
di regolazione ecc.) in quanto consente di dominarne una
dimensione fondamentale e costante della vita economica.
 perciò profondità specialistica ma anche flessibilità e
adattabilità delle conoscenze e delle capacità rispetto a varie
applicazioni professionali
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Sbocchi occupazionali
 Varie funzioni aziendali coinvolte nella fasi di gestione strategica della
responsabilità sociale
•supporto al vertice aziendale
•audit, comunicazione, organizzazione e personale, relazioni istituzionali e
sociali, legale, contratti ed acquisiti ecc Tali funzioni sono coinvolte nelle seguenti attività
•statement di missione/visione e valori di impresa,
•codici di condotta,
•formazione del personale, sistemi di motivazione del personale,
•audit etico interno,
•bilancio sociale e ambientale,
•forme di certificazione sociale, ambientale ed etica, rapporti con i fornitori, relazioni
con la clientela ecc.);
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Sbocchi
Altri settori di applicazione
 società di consulenza organizzativa, certificazione di qualità e
revisione;
 organizzazioni di rappresentanza degli interessi;
 gestione delle imprese cooperative, delle organizzazioni non profit e
delle imprese sociali;
 autorità di regolamentazione ed enti pubblici con responsabilità in
materia di contratti di concessione di servizi al settore privato e non
profit;
 centri di ricerca e uffici studi
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Esiste un materiale didattico accademico specifico
per questi studi?
Guida critica alla Responsabilità sociale e governo di
impresa (2005)
 40 autori
H.Alford, L.Anderloni, E.Baldin, L.Becchetti, G.Bogani, L.Bordogna,
C.Borzaga,L.Bruni, F.Cafaggi, A.Chiesi, V.Coda, R.Costi, D.DalMaso, S.De Colle,
G.Denozza, M.Faillo, A.Gatto, D.Gottardi, L.Hinna, P.Iamiceli, A.Martinelli,
D.Masciandaro, M.Masini, M.Molteni, A.Morgera, U.Musumeci, S.Piattoni,
M.Pontani, G.Rusconi, L.Sacconi, F.Silva, L.Solari, A.Stabilini, A.Vercelli,
F.Vermiglio, L.Viganò, M.Viviani, S.Zamagni, M.Zanchetti
 61 lemmi, Oltre 750 pagine
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•
Parte prima: gli scenari della CSR
– Sviluppo sostenibile
– Globalizzazione ed evoluzione dei sistemi di welfare
– Modelli di capitalismo
•
Parte seconda: modelli di impresa e CSR
–
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–
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–
–
–
–
Le ragioni della CSR nella teoria economica dell’impresa
un modello allargato di corporate governance
L’impresa sociale
Interesse sociale e responsabilità sociale dell’impresa
Bilanciamento degli interessi e discrezionalità dei gestori
Responsabilità sociale e reti d’impresa.
Teoria degli stakeholder e gestione strategica
Responsabilità sociale e strategia dell’impresa
La banca come impresa e la socialità della banca
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•
Parte terza: concetti di responsabilità dell’impresa
– Responsabilità morale e CSR
– La complementarietà tra CSR e Responsabilità giuridica
– “Accoutability”: una prospettiva politologica
– ”Accountability d’impresa: la prospettiva della disciplina contabile
•
Parte quarta: Etica, teorie normative e CSR
– Etica degli affari,
– Etica e teorie normative degli stakeholder
– Contratto sociale dell’impresa e la giustizia distributiva
– La CSR nella dottrina sociale della Chiesa
– La critica delle critiche alla CSR e il suo ancoraggio etico
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•
•
Parte quinta: Motivazioni e incentivi alla CSR
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Reputazione e autoregolazione della CSR
L’impresa sostenibile
La complessità delle motivazioni umane in economia
Performance aziendali e CSR
L’importanza della fiducia e del capitale sociale per la CSR
–
Identità individuale, collettiva e corporate identity
Parte sesta: le forme di disciplina della CSR
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La responsabilità sociale dell’impresa e il diritto azionario italiano
Sistemi di regolazione pubblica e CSR
Le reti per la regolazione della responsabilità sociale
L’evoluzione del diritto del lavoro in Italia e in Europa e la CSR
Prevenzione dei crimini organizzativi e discipline premiali
a disciplina societaria e il ruolo degli stakeholder a livello internazionale
La CSR nel sistema giuridico internazionale
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Parte settima: aree e problemi della CSR:
– CSR e relazioni industriali: integrazione o competizione?
– La gestione delle risorse umane: persone come strumento e
come sostanza
– Consumatori e imprese
– Le preferenze etiche dei finanziatori
– L’impatto sociale delle multinazionali
– La CSR nelle organizzazioni del terzo settore
– Rent seeking behavior, lobbies
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Parte ottava: gli strumenti per la CSR nella gestione delle
imprese
– Il sistema di gestione strategica ai fini della responsabilità eticosociale dell’impresa
– Visione etica e valori d’impresa
– Il codice etico come strumento di gestione delle relazioni con gli
stakeholder
– la formazione etica nell’impresa
– CSR manager e social internal auditing
– Comitato Etico d’impresa e Ethics offcier
– Balanced scorecard come strumento per la gestione rivolta agli
stakeholder
– Dialogo e partecipazione degli stakeholder (Stakeholder
management)
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Parte ottava (segue)
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Bilancio sociale
Il bilancio sociale cooperativo
Bilancio di missione e di ricaduta sociale
Principi di revisione dei bilanci sociali
Verifica di terza parte indipendente di standard di CSR
Intermediari finanziari e sostenibilità dello sviluppo,
La CSR nell’attività di gestione finanziaria: il caso degli
investimenti socialmente responsabili
– Il Social Banking
– Community investment
– Micro-finanza
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