Fra un paio di anni non avremo più cavalli per programmare
corse e fare selezione
Fermiamo questo scempio
di Alessandro Viani
S
tiamo assistendo all’epilogo triste di un funerale annunciato da tempo. Esattamente
nel 1999, con la famosa legge n.449, opera
ispirata da un ben distinto gruppo di gestori di ippodromi ed il “Prode” Ministro dell’Agricoltura di
allora Paolo De Castro (…il virgolettato per chi
non avesse o non volesse capire sta per prodiano). A nome del quale potremmo intitolare nel
ventennale dell’impresa, ove avessimo la fortuna
di arrivare, sia pure stremati, il GRAN PREMIO
CHIUSURA 2019!!
In un colpo solo e senza la minima resistenza sono riusciti ad affossare un settore in piena espansione e i fatti oggi lo stanno dimostrando, con cavalli allevati in Italia, che vanno all’estero e vincono in Francia, in Svezia e in altri paesi.
Da una produzione annuale dell’allevamento Ita-
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi
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liano, di cavalli trottatori di 4.500 unità, oggi siamo “arrivati” ad una produzione inferiore alle
duemila unità!! Veramente un grande ed apprezzabile… progresso. Ma gli strateghi di questa operazione si sono resi conto che tra un paio di anni
non avremo più materiale (cavalli nati) per programmare corse e soprattutto fare selezione??!!
L’inciso cardine di ogni provvedimento legislativo: “INCREMENTO DELLE RAZZE EQUINE” attorno a cui ruotava tutto il sistema ippico Italiano è
stato brutalmente “caducato” con il brillante e
lungimirante intervento legislativo di cui in premessa. Sono spiacente, ogni volta dover ripetere
la stessa canzone, ma il vero problema, assistendo agli ultimi avvenimenti, sui quali vi intratterrò più sotto, è che tutti si siano dimenticati l’origine del disastro ippico (in particolare cosa e chi
lo ha generato).
A costo di ripeterci fino alla noia; si deve riportare al centro del settore ippico l’allevamento, ripristinando un quadro legislativo compatibilissimo alle Direttive Comunitarie, come possiamo vedere in Francia, ma sopratutto assolutamente
adeguato agli sforzi di questo encomiabile Governo, nei confronti della salvaguardia dei posti di
lavoro e dell’AGRICOLTURA!!.
Un proverbio popolare dice che: “Le disgrazie non
vengono mai sole, ma accompagnate” e così è stato anche per noi. Sotto la spinta di interessi economici potentissimi ed il blaterare di “libero mercato” e di fantomatici inesistenti obblighi comunitari (!) furono aperte le porte a giochi di tutti i
tipi, slots, videolottery, poker, Bingo e chi ne ha
più ne metta, con la conseguente occupazione
della esistente rete di raccolta delle circa 320
storiche Agenzie Ippiche: Come risultato la quasi
completa sparizione del gioco ippico.
Il Governo, davanti all’evidenza, intervenne con
una legge straordinaria di finanziamento del settore ippico: la l. 184/85 Ott. 2008, poi trasformata ed aggiornata assieme al finanziamento del
CONI (l. 28.01.09 n.2 Art 30 bis), con il la quale
s’impegnava per alcuni anni affinché una percentuale proveniente da questi nuovi giochi, fosse destinata al settore ippico. Ne veniva pertanto implicitamente riconosciuto l’esproprio e il
danno fatto al settore. Vale ripetere che fino allora l’ippica attraverso la legge di cui in premessa si era sempre autofinanziata!! Naturalmente i
tentativi “all’Italiana” del settore al grido: “Privatizziamo il settore!!!”.. sono continuati, “altroché”!!!
Ed ecco nella ormai famosa delega del Governo,
uscire il progetto di privatizzazione denominato
Lega Ippica. In estrema sintesi vorrebbe dire: lo
Stato ci dia i soldi e noi gestiamo il settore!! Naturalmente la cosa non può andare assolutamente avanti, nell’assoluta mancanza di un quadro
legislativo chiaro che definisca quali siano gli
scopi ed i mezzi per raggiungere questi obiettivi,
ma soprattutto, preventivamente, stabilisca se
questi obiettivi sono meritevoli di Tutela Pubblica, come lo era naturalmente nel caso dell’Allevamento.
A questo punto tutto si incarta e il passo successivo è… l’anarchia, con le iniziative più strampalate e bislacche, il più delle volte contraddittorie.
Ho avuto occasione di leggere pochi giorni fa un
vero “Grido di Dolore”, del quale riporto il titolo:”Palinsesto Complementare: una forte minaccia per l’Ippica italiana”. Naturalmente se per
“ippica” si intendono Banche e Banchieri come
pare si siano trasformati, scorrendo i loro bilanci, importanti operatori del settore, può anche essere un problema, ma per l’allevamento non credo assolutamente. Rammento ancora che oggi
siamo alla produzione di cavalli di oltre venti anni fa!!
Vediamo più in esteso di cosa si tratta: parrebbe
che i concessionari dei vari giochi extra ippici, in
previsione della scadenza della Concessione dell’anno prossimo (2016), chiedono coerentemente
al Governo la possibilità di inserire nei loro palinsesti anche il gioco sull’ippica. Il vero problema quale potrebbe essere? Su come gli eventuali
proventi erariali derivanti dai giochi ippici su
questo nuovo canale di raccolta, potrebbero essere destinati. Francamente, ove il Governo decidesse di aprire in tal senso, non mi pare che per
l’ippica possano nascere altri problemi. Forse i
problemi potrebbero essere individuati dalla parte degli Ippodromi i quali si vedrebbero esclusi da
questo eventuale flusso di nuove entrate, essendo (come avviene da sempre) , ampiamente ristorati con lo strumento delle attuali convenzioni.
Non solo, non dimentichiamo l’applicazione di
esosissime “tariffe” per l’uso momentaneo di box
ai cavalli che partecipano alle corse!! Un vero assurdo.
In concomitanza al “grido di dolore” di cui sopra,
è giunta notizia di un evento svoltosi a Roma
presso il famoso Salone Margherita (da Wilkipedia: “il teatro rimase uno dei punti cardine indiscussi della comicità romana”). Una specie di riunione di “Survivor Series 2016” , capeggiata dall’ex giovane Maurizio Ughi, Presidente storico
del vecchio SNAI che per anni ha fortemente condizionato il settore ippico. Pare che, questi protagonisti del nostro settore (nel bene e nel male), si
stanno rendendo conto che, in previsione della
scadenza delle loro concessioni (2016), probabilmente sentiranno la necessità di compattarsi al
fine di fare sentire la loro voce in difesa dei loro
legittimi interessi.
Per tal motivo vorrei chiudere con la mia personale impressione su quanto sta succedendo, sia
in relazione a quanto in minima parte sopra evidenziato sia riguardo a quanto succederà nel futuro prossimo, Credo non ci possano essere dubbi di sorta; il risultato finale non potrà che essere un cumulo di macerie senza vinti, ne’ vincitori, ma solo rimpianti per un mondo forse definitivamente tramontato.
Non rimane che sperare in un intervento politico
dell’attuale Governo Renzi che, come ho già sostenuto, molto ha fatto e molto sta facendo, augurandoci che possa trovare un poco di tempo per
salvaguardare un nobile settore come l’Allevamento, che tanti successi ha raggiunto in questi
ultimi anni. E, soprattutto, ci possa salvaguardare dalla cupidigia e dall’avidità sfrenata finalizzata al solo arricchimento personale di tanti personaggi che gravitano nel settore.
Un augurio a tutti.
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