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Anno 5 - n° 16 - € 1,00
ATTUALITA’
KI S
K ULTURA
A
INFORMAZIONE
19 settembre 2009
SPORT & TURISMO
Marino Giuseppe
C.so Italia, 96 - ACIREALE
IL GIORNALE DEL TERRITORIO DELLE ACI
PER LA SICILIA OCCORRONO 130 MLN DI EURO L'ANNO
Siamo soddisfatti per l’impegno che il Governo ha
garantito sullo stanziamento reale di 2 miliardi di euro
per l’ammodernamento della rete ferroviaria italiana. Gli
investimenti statali sulla qualità delle infrastrutture su
rotaia sono importantissimi e anche la Regione Siciliana
è decisa a fare la sua parte. Stiamo investendo, infatti,
sul sistema ferroviario siciliano cento milioni di euro”. Lo
ha detto l’assessore regionale ai Trasporti Nino Strano,
intervenendo a Roma ai lavori della “Giornata nazionale
del trasporto ferroviario regionale”, alla presenza del
ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, e dell'amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti. “Senza
polemica ricordo ai vertici delle Ferrovie dello Stato e al
ministro Matteoli – ha continuato Strano - le condizioni in
cui versano le ferrovie siciliane e di quanto queste siano
strategicamente fondamentali per il turismo e l'intera
economia dell’Isola”. Rimaniamo convinti – ha aggiunto
- che i 200 milioni di euro previsti annualmente dallo
Stato per le tre Regioni a statuto speciale - Sardegna,
Sicilia e Valle d’Aosta - debbano essere aumentati fino a
220 milioni di euro, perchè la Sicilia ha bisogno di 130
milioni di euro. Saremmo favorevoli al massimo
a un’ipotesi che vede uno stanziamento statale
di 120 milioni di euro per 12 anni (6 anni + 6), e
gli ulteriori dieci milioni di euro li preleveremmo
dal bilancio regionale”. Hanno preso parte all'incontro anche il dirigente generale del dipartimento Trasporti, Giovanni Lo Bue, il capo di
gabinetto dell’assessore, Maria Giacona e il
direttore regionale passeggeri di Trenitalia,
Stefano Carollo. “Nei prossimi giorni – ha detto
al termine dei lavori Strano - ci saranno altri
incontri con l’Ad di Trenitalia e con il sottosegretario alle Infrastrutture Giuseppe Reina, ai quali
spero vi possa partecipare anche il presidente
Lombardo, per chiudere il contratto di servizio
Il volto del tempo: o si cresce o si muore!
Nei mesi trascorsi, "La finestra", non è stata aperta a riflettere sui fatti sociopolitici di questa città. Il nostro coinvolgimento diretto nell'ultima competizione elettorale ci ha imposto di svestirci dei panni di osservatori, portatori di
un filo di un ragionamento critico, per vestire quelli di attori nella bagarre
elettorale. E' stata una scelta dettata dal buon senso: un punto di vista giornalistico manca della necessaria serenità quando le sue lenti sono deformate dalla presenza nell'arena politica. Ognuno di noi è portatore di un'identità ideativi (guai se non fosse così), è in un certo senso di parte, ma ci
sono dei momenti in cui manca quel necessario distacco che è condizione
essenziale di ogni riflessione. Trascorsa la pausa agostana, intendiamo
però riprenderci quello spazio volutamente lasciato, tornare a scrivere, forti
della nostra visione (il cittadino ne ha sempre una!) ma senza quella emotività che ci raggiunge inevitabilmente in alcune fasi della nostra vita.
Riserviamo questo "pezzo" ad una breve considerazione, premessa ordinatrice delle "finestre" future. Cosa ci consegnano le urne? Quali saranno le
sfide che impegneranno nell'immediato avvenire la politica cittadina? La
risposta appare chiara ed inequivocabile: il 13 e 14 Giugno ci propongono
un'amministrazione, al suo secondo mandato, che ha i numeri in consiglio
per dedicarsi ad una politica di ampio respiro; una opposizione alla quale è
richiesto non soltanto di vigilare ma soprattutto di essere propositiva e
costruttiva. Da un lato la imminente prospettiva federalista impone, infatti, di
portare a compimento l'opera di risanamento delle finanze comunali, riformare gli assetti della macchina burocratica, ridefinire, in termini di efficacia
ed efficenza, l'organizzazione dei servizi della "casa" comune. Dall'altro, la
dimensione del multipolarismo, rispetto alla quale l'offerta dei territori è
quanto mai varia, obbliga a ripensare il modello di sviluppo della comunità
a partire da alcune coordinate tipizzanti. L'identità di "Aci e Galatea" non può
essere più affermata a priori (il turismo per il turismo!) ma costruita, giorno
per giorno, sulla base di dati reali ricondotti ad una dimensione organica. Il
problema della "visione", dell'Acireale che vogliamo, che i tempi ci consentono di volere, non può essere ancora una volta eluso con facili semplicismi
e false promesse. Rispetto ai luoghi comuni ed alla retorica tradizionale,
bisognerebbe chiedersi: E' sostenibile l'attuale sistema cittadino? Quali
sono i nostri punti di forza e di debolezza? Ben inteso: nessuno ha "ricette"
miracolose ed il "minestrone" molto spesso va fatto con gli "ingredienti" che
si hanno ma soltanto una dialettica delle soluzioni può condurre alla giusta
misura delle scelte. L'ultima tornata elettorale è stata caratterizzata da "passioni forti", i cittadini ne sono stati partecipi, non sono mancati i momenti di
confronto. Sarebbe molto grave se alcuni temi urgenti dell'agenda politica
venissero ad identificarsi soltanto con l'autoreferenzialità del palazzo: i centri vitali della città andrebbero coinvolti e consultati costantemente: è centrale la questione di un nuovo "patto sociale" che superi i tradizionali equilibrismi. Le prime sedute di consiglio comunale sono apparse troppo vaghe,
appiattite sulle minuzie della visibilità, prive del tentativo di affrontare argomenti che, pur sembrando straordinari (da "filosofi" direbbe qualcuno), sono
invece ordinari, rientrano nella normalità delle cose. Non per riempirsi la
bocca di belle parole, nè per proporre slogan e semplificazioni ma affinchè
ciascuno di noi (Acesi!) non faccia la fine degli ufficiali e dei soldati de "il
deserto dei Tartari" di Dino Buzzati: attendere gli "avversari", i territori vicini,
restando prigionieri delle sirene dell' attesa. La vita, dei singoli come delle
comunità, è in gran parte attesa, anelito che qualcosa si realizzi. In alcuni
momenti, però, questa attesa deve necessariamente lasciare il campo alla
scelta: o si cresce o si muore! Daremo seguito a questa premessa nelle
riflessioni a venire: parole, come si sa scritte sull'acqua, nel tentativo di disegnare, come diceva Joseph Roth, "il volto del tempo".
Antonio Coniglio
del trasporto ferroviario regionale in Sicilia. Oggi
abbiamo raccolto segnali positivi, ma saremo
fermi su alcuni punti, come la continuità territoriale, perché non ci siano rallentamenti dopo
Paola, in Calabria, così come si era paventato”.
ph Fabio Consoli
Il Pres. della Provincia, on. Giuseppe
Castiglione, assieme al sindaco di
Acireale, avv. Nino Garozzo, hanno inaugurato l’edizione 2009 della Fiera dello
Jonio, che ha riscosso il solito e scontato successo di visitatori e di affari
E’ certamente una bella ragazza, la Maria Perrusi, Miss
Italia 2009, ma, perdonateci se preferiamo ancora la
nostra Miriam. Voci ( di corridoio) la danno come conduttrice futura di importanti appuntamenti televisivi…ci
crediamo e lo speriamo ardentemente anche perché nel
“mare magnum” delle stelle, stelline ed ochette che calcano i vari palcoscenici teatrali e televisivi se c’è una
veramente preparata e non “oca giuliva” questa è proprio la nostra Miriam. Quest’anno è stata insignita del
Premio Aci e Galatea, dopo la felice intuizione di Giulio
Vasta e la brillante presentazione dell’anno precedente,
premio che non ha potuto ritirare personalmente perché
impegnata nel programma della RAI “Uno Mattina
Estate”… e se il sindaco e l’assessore Leonardi organizzassero una consegna ufficiale a Palazzo di Città?
RIVOLUZIONE IN AULA
Tra mugugni e scetticismi
è iniziato il nuovo anno scolastico
Nuovi zaini, nuovi diari, i soliti cinque chili di libri di testo
che riempiranno quel che resta delle vecchie amate cartelle, penne, matite, tanta (o poca?) buona volontà sul
groppone. I “ferri da lavoro” dei sette milioni e mezzo di
bambini e ragazzi che hanno già varcato la soglia di elementari, medie o superiori, o che lo hanno fatto in questi giorni, per l’inizio del nuovo anno scolastico non
cambiano poi di tanto. Quel che cambierà sarà proprio
la scuola in sé, perché se da un lato le motivazioni per
i tanti addetti ai lavori, tra popolazione studentesca,
corpo docente e altro non è cambiato poi così di tanto,
dall’altro, da quest’anno, come non era mai successo, si
ricomincerà a studiare in una scuola diversa.
Trentaduemila insegnanti sono andati in pensione e non
sono stati rimpiazzati, dieci, o forse, quindicimila precari non otterranno di certo un misero incarico e, bontà
degli alti strati, spereranno in una tanto agognata supplenza, accendendo lumini come mai avevano fatto
prima, nemmeno fossero sotto la protezione della schiera di tutti i santi del paradiso. E tra di essi ci saranno di
sicuro coloro i quali avranno sostenuto il “bistrattato”
tirocinio di formazione, per quella che è stata definita
un’autentica rivoluzione anche per gli aspiranti docenti,
manco a dire che insegnare non potrà mai più essere
un ripiego, ma una scelta precisa (…ora, non per voler
polemizzare, ma hanno provato i lungimiranti funzionari ministeriali a farsi un giro tra gli ambienti dell’istruzione di ogni ordine e grado del mezzogiorno d’Italia, così
male apostrofati dal signor Bossi, per capire se davvero quella dell’insegnamento vorrà e potrà mai proprio
essere una scelta accurata?... mah… la licenza del dubbio ci sia concessa…). Per lo meno, si fa sapere da
Roma, che, per la prima volta, una parte della formazione dei neo-insegnanti riguarderà i metodi d’insegnamento rivolti agli allievi con handicap. Bene. Almeno un
segnale importante di civiltà e professionalità. E per gli
studenti? Lasciata da parte la volontà di cambiare il
livello e la voglia di apprendimento, che da quest’anno
vuoi o non vuoi dovrà rimanere ben salda, pena la ripetizione dell’anno, i cambiamenti riguarderanno principalmente la loro posizione nei confronti, ci venga perdonato il gioco di parole, del cambiamento stesso: alle elementari non si sa quanto successo sia destinato a
riscuotere l’introduzione (o il ritorno?) al maestro unico,
ribattezzato con la qualifica di “prevalente” per non tornare alle scene della scuola del vecchio corso, in stile
“Libro Cuore”, con il pericolo che l’accentramento delle
funzioni istruttive nell’unica figura comporti l’impossibilità negli alunni di non saper spaziare e distinguere tra
le conoscenze acquisite in maniera univoca e tutto il
resto, per la serie “la maestra dice così!!!...” e bocche
cucite, senza possibilità di replica. Alle medie e alle
superiori le novità, crediamo, tenteranno di riguardare il
livello di apprendimento degli studenti, quasi a voler
ammettere che sia arrivato il momento di porre fine al
pollice verso che caratterizza il percorso formativo degli
studenti, e questo, per le medie, con l’introduzione delle
prove I.n.val.si, per la verifica su scala nazionale con
identici criteri di selezione della preparazione degli alunni, e per le superiori, con lo snellimento senza precedenti, forse una sforbiciata radicale, degli indirizzi di
studio per gli istituti tecnici e la razionalizzazione ( a
molti sembra più un modo drastico per ridurre le spese
folli del mondo della scuola, in tempi di crisi come questi) degli indirizzi dei licei, con l’unico punto fisso che
consisterà nel profitto: senza sufficienza in tutte le materie, non si arriverà alla maturità. Si è tentato di spiegare
che a partire da ora e per i prossimi anni i cambiamenti, dunque, riguarderanno, alla fine, il metodo ed il livello della scuola moderna. Insomma, “si baderà più alla
qualità e alla solidità dell’apprendimento che al sapere
un po’ di tutto, come ora”. Ma se attualmente si fa fatica
anche ad assimilare quello che viene catalogato come
un “po’ di tutto”, tanto cambiamento servirà mai?...
Intanto la campanella è già suonata.
Riccardo Anastasi
Si ricomincia, e si comincia bene. Non siamo stati teneri, di recente, con le vicende dell’Acireale Calcio, vicende che sono state appannaggio di delinquenti comuni
che, con la scusa di essere tifosi (sic!), si sono accaparrati la patente di difensori dello squadra acese, ma da
qualche tempo a questa parte, vuoi per una maturità
meglio conseguita (speriamo sia questo il motivo), o per
le minacce che provengono dalle autorità sportive e
non, il vento pare sia cambiato. Ne sono lieto e ne sono
lieti, soprattutto, coloro che affidano ai quattro calci al
pallone le conquiste sociali della vita. Gli ultimi avvenimenti con i messinesi, con cronache giornalistiche
anche nei maggiori telegiornali nazionali, spero facciano
parte del passato Ritorniamo, quindi, ad occuparci
dell’Acireale Calcio 1946 presentandovi le foto (di
Franco e Salvo Barbagallo) della squadra e dell’allenatore Carlo Breve nella speranza che i tempi del “pollaio”(vecchio Comunale) e/o del Tupparello versione
serie B, possano al più presto restituire alla città quel
decoro andato perduto per colpa, soprattutto, di quattro
autentici mascalzoni.
T.C.
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AKIS
Sabato 19 settembre 2009
VITO POLIGNANO E’ IL NUOVO COMANDANTE
DELLA STAZIONE CARABINIERI DI ACIREALE.
Si è spento a 104 anni il sen. Giuseppe Alessi
Fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana
e primo Presidente della Regione
IL MARESCIALLO AIUTANTE SOSTITUTO UFFICIALE DI P.S. (M.A.”s”U.P.S.) VITO POLIGNANO
DAL 29 GIUGNO 2009 E’ IL NUOVO COMANDANTE
DELLA STAZIONE CARABINIERI DI ACIREALE. 41
ANNI, GIA’ IN SERVIZO IN ACIREALE DAL 1994
OVE HA RICOPERTO VARI INCARICHI, POLIGNANO E’ SPOSATO E PADRE DI DUE FIGLI. E’ LAUREATO IN SCIENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. NEL 1996 HA FREQUENTATO IL
CORSO PRESSO IL MINISTERO DELLA DIFESA
QUALE RAPPRESENTANTE PER LA SICUREZZA
DEI LAVORATORI PER LA PROVINCIA DI CATANIA.
ELETTO PER DUE VOLTE RAPPRESENTANTE
MILITARE DEL COMADO LEGIONE CARABINIERI
SICILIA. IN PRECEDENZA HA RICOPERTO INCARICHI PRESSO IL COMANDO COMPAGNIA CARABINIERI DI AUGUSTA (SR) OVE HA RICEVUTO LA
MEDAGLIA DI BENEMERENZA PER AVER PARTECIPATO ALLE OPERAZIONI DI SOCCORSO IN
FAVORE DELLA POPOLAZIONE COLPITA DAL
SISMA DEL 13 DICEMBRE 1990 CHE AVEVA COLPITO LA SICILIA ORIENTALE.
Il 9 di questo mese celebrato da don Carlo
Chiarenza si è celebrato il matrimonio , nella
Basilica di San Sebastiano ad Acireale dei nostri
cari amici Giuseppe Nicotra e Valeria
Panebianco. Agli sposi, ai genitori Pippo e
Giovanna ed Angelo e Milla vanno gli auguri più
fervidi di perenne felicità da parte di Akis e dello
staff del “Premio Aci e Galatea”.
ph Lorenzo Romeo
Il mondo della politica regionale e nazionale si è unito al dolore dei familiari per la scomparsa di una delle figure politiche
apicali della Prima Repubblica, il sen. Giuseppe Alessi, spentosi nella propria residenza palermitana all’età di 104 anni.
Personaggio di grande pacatezza e spessore politico, ha
rappresentato da sempre un punto di riferimento per diverse
generazioni e ha formato diversi personaggi di spicco dell’attuale classe dirigente regionale e nazionale e di quelle passate. Laureato in Giurisprudenza, Peppino Alessi (così come
lo chiamavano gli amici) nasce a San Cataldo, in provincia di
Caltanissetta, nel 1905. Entra in politica già a 14 anni, aderendo all’Associazione Cattolica e fondando, due anni dopo,
il circolo giovanile del Partito Popolare Italiano. Nel periodo
fascista crea la sezione nissena della Federazione
Universitaria Cattolica e in questa occasione conosce Don
Luigi Sturzo, venendone subito affascinato. Nel ’44 il nuovo
progetto politico di natura centrista lo vede impegnato in
prima linea nella organizzazione della Democrazia Cristiana
siciliana; contemporaneamente viene chiamato a presiedere
il Comitato di Liberazione Nazionale della provincia nissena.
La sua prestigiosa carriera politica ha inizio con l’elezione a
di
San
sindaco
Cataldo, suo paese
natale, e con la nomina a Membro della
Consulta Regionale
per la compilazione
dello Statuto della
Regione Siciliana e
della Commissione
Paritetica per l’attuazione delle norme per
lo Statuto Siciliano.
Nomine che valgono
al giovane e talentuoso Alessi l’elezione,
per la prima volta,
all’Assemblea
Regionale Siciliana
con il partito scudocrociato. Nello stesso
anno viene chiamato
alla formazione del
primo governo regionale; tornerà alla presidenza nella terza legislatura, dal ’55 al
’56, anno in cui viene eletto all’unanimità presidente
dell’ARS, carica che lascia nel ’63, allorquando viene eletto
senatore della Repubblica. All’interno della Democrazia
Cristiana ha ricoperto gli incarichi di membro del Consiglio
Nazionale e di componente della Direzione Nazionale. Di
recente è stato anche nominato Presidente Onorario della
Democrazia Cristiana del sottosegretario Giuseppe Pizza,
con il quale all’inizio degli anni ’90 ha fondato, insieme a
Flaminio Piccoli, il Movimento per la Rinascita della
Democrazia Cristiana, oggi Dc. Nelle infuocate elezioni del
’68 viene eletto deputato alla Camera; questa sarà l’ultima
parentesi parlamentare del sen. Alessi che, da quel momento in poi, si dedicherà soltanto alla professione di avvocato.
Alessi era, inoltre, attento osservatore dei problemi umanitari, tanto da aver presieduto il Comitato Provinciale della
Croce Rossa Italiana di Caltanissetta. Un uomo di straordinario spessore politico, che viene ricordato dal presidente
della Repubblica, Giorgio Napolitano, come “convinto assertore dell’autonomia siciliana riconosciuta dalla Carta
Costituzionale”. Così, invece, l’amico fraterno e collega di
partito Giuseppe Pizza: “Allievo prediletto di Sturzo, co-fondatore nel lontano 1943 della Democrazia Cristiana, ideatore
dell’autonomia siciliana e politico di grande rilievo nella storia
del paese, il sen. Alessi, presidente onorario della
Democrazia Cristiana, resta un esempio luminoso della grande tradizione del cattolicesimo democratico italiano”. “Un
vuoto nella storia siciliana che non sarà possibile colmare”.
Così ha definito la scomparsa di Alessi il presidente della
Regione Raffaele Lombardo che sottolinea: ”Al doveroso cordoglio per la scomparsa del primo presidente della Regione
si aggiunge, infatti, lo sgomento per la perdita di un uomo che
si è sempre distinto per cultura, onestà competenza e rigore
morale. Mi ha sempre colpito – ha continuato Lombardo –
l’entusiasmo con cui amava raccontare ai giovani la storia
dell’autonomia siciliana e le vicende che portarono alla nascita della Democrazia Cristiana. Auspico che la sua acuta intelligenza ed il suo stile pacato possano rimanere ad esempio
delle nuove generazioni”. Con la scomparsa di Giuseppe
Alessi, personaggio libero, vanto e gloria del popolo siciliano,
la Sicilia perde l’ultimo padre dell’autonomia siciliana e quindi un pezzo fondamentale della propria storia.
Giuseppe Finocchiaro
EMILIO ISGRO'
L'INVASIONE DELLE FORMICHE
ovvero FRATELLI D'ITALIA
Ad Acireale è annunciata l'invasione delle formiche. A guidarla, come un moderno pifferaio magico, sarà Emilio
Isgrò che per trovare loro una collocazione si farà aiutare dai visitatori della grande mostra che a lui sarà dedicata
presso la Galleria del Credito Siciliano. Chi visiterà la mostra avrà infatti in dote alcuni formiconi d'autore con l'invito a piazzarli ovunque desideri nelle sale dell'esposizione, partecipando così alla realizzazione di una spettacolare
installazione che sarà documentata a mostra conclusa. Questa proposta non sarà l'unica novità della grande edizione siciliana della mostra di Isgrò già presentata, in anteprima, a Milano
nella Galleria Gruppo Credito Valtellinese. Per la sua terra il maestro ha
voluto realizzare anche una nuova serie dedicata ai "Fratelli d'Italia" composta da 5 serigrafie su tela, opera destinata ad entrare a far parte della
collezione d'arte del Credito Siciliano. "L'invasione delle formiche, ovvero
Fratelli d'Italia" (questo il titolo della mostra) sarà allestita dal 19 luglio al
15 novembre presso la Galleria Credito Siciliano ad Acireale. La mostra è
curata da Marco Meneguzzo e promossa dalla Fondazione Gruppo
Credito Valtellinese. Con le formiche, nel titolo, vengono citati i Fratelli
d'Italia e ciò in ragione del secondo dei fulcri di questa grande esposizione. L'opera è costituita da una lunga e imponente striscia con l'inno nazionale "cancellato" da Isgrò. Come sempre, nelle opere dell'artista, ciò che
potrebbe sembrare una dissacrazione è, in realtà, un modo per far emergere quella carica di significati che un eccesso di comunicazione e di consuetudine tende ad appiattire e che invece si rivela sempre nuova e diversa al mutare delle situazioni storiche. Altre ancora sono le installazioni che
il più importante artista concettuale e poeta visivo italiano ha voluto proporre per questo suo ritorno in Sicilia. Accanto a L'invasione delle formiche
e a Fratelli d'Italia, ve ne saranno altre due, di grandi dimensioni e di grande spettacolarità. Si tratta dell'Ora italiana e dell'Avventurosa vita di Emilio Isgrò La prima (risalente al 1985, allora realizzata per ricordare l'attentato alla
Stazione di Bologna) è composta da venti pezzi rotondi del diametro di circa 1 metro ciascuno, con un orologio
incorporato con tanto di suoneria funzionante; la seconda, del 1971, propone una serie di dichiarazioni sulle caratteristiche fisiche e morali dell'artista, tracciando attraverso la parola e la luce un vero e proprio ritratto "concettuale" del personaggio. Accanto alle installazioni, la mostra propone un'antologica sceltissima (70 pezzi) della produzione di Isgrò, dagli esordi ad oggi. L'equiparazione di Isgrò alla cancellatura, come questa mostra conferma, è
assolutamente limitativa e persino fuorviante: basti pensare ai molti aspetti della sua lunga ricerca artistica, dalle
Mappe, ai Particolari di particolari, ingrandimenti esasperati di personaggi. Quattro Biennali veneziane, un Primo
Premio alla Biennale di San Paolo, decine di mostre in Italia e nel mondo, l'intervento a Gibellina. Ma Isgrò è soprattutto un intellettuale ed un artista "a tutto tondo". Inizia con la poesia, arte con la quale ha costantemente convissuto e continua a convivere, con il romanzo, il teatro, il radiodramma, il giornalismo, la musica (storica la sua installazione Chopin per 15 pianoforti realizzata nel 1979 a Milano per il Teatro alla Scala). Si è nutrito (e continua a farlo)
del confronto con gli artisti e con alcune delle grandi figure del suo tempo. Memorabile, fra tutti, l'incontro-intervista
con John Fitzgerald Kennedy nel 1963 alla Casa Bianca, quando, giornalista ventenne, fu inviato dal quotidiano Il
Gazzettino al seguito del Presidente americano in viaggio elettorale per gli Stati Uniti. "E' stato proprio quell'incontro - dice l'artista - a ispirarmi nel 1965 l'opera Jacqueline, una delle mie poesie visive più conosciute". "Emilio Isgrò
- registra in un aforisma Marco Meneguzzo - è un retore, nel senso classico del termine, oppure nel senso che della
retorica ha dato Hans Georg Gadamer, per il quale ogni relazione umana è governata dalla retorica, cioè dagli strumenti del convincimento" e ancora: "La cancellatura di Emilio Isgrò è una minaccia di sparizione e al contempo una
epifania".
Corrado Patti
Durata 17 luglio - 15 novembre 2009 - Sedi: Galleria Credito Siciliano - Acireale, Piazza Duomo n. 12
Galleria Credito Siciliano
AKIS
Sabato 19 settembre 2009
LA LIBRERIA DI AKIS
Maniata di strunzi…..
Taormina, l’ultima dolce vita siciliana
Antonio Pagano
Vulcano Etna,”a muntagna”: Il gigante fa tremare la terra
La bellezza del nostro vulcano, la sua maestosità e il panorama tutto unico al mondo ci fanno rimanere senza fiato.
Camminando verso le sue vette più alte, sembra di essere in un altro luogo, diverso dalla nostra Sicilia. Migliaia di
turisti accorrono per osservare la sua continua e intensa attività eruttiva e per fotografare la bellezza unica del paesaggio tipico. L’Etna nel corso dei secoli, ci ha affascinato ma allo stesso tempo ogni qual volta la terra trema, sale
in noi una forte paura. Così maestosa caratterizza, però, la nostra bella Sicilia. Durante l’estate appena trascorsa,
si sono verificate alcune scosse di terremoto che hanno messo in allerta la Protezione Civile. Nella notte di domenica 5 luglio sono state registrate due scosse di terremoto di magnitudo 2,5 e 2 della scala Richter, in prossimità
dell’Etna. Le scosse sismiche sono state segnalate dalla rete sismica dell’Istituto nazionale di Geofisica e
Vulcanologia, a brevissima distanza, alle 3.18 e alle 3.20. L’origina del terremoto era a 3.3 chilometri dalla superficie e l’epicentro del sisma era in prossimità dei comuni di Giarre, Milo, s. Alfio, Santa Venerina, e Zafferana Etnea.
Nessun danno a persone o cose. L’ultima scossa
di significativa rilevanza, l’1 luglio, è avvenuta nel
golfo di Catania ed è stata avvertita dalla popolazione di Acireale e dintorni. Recentemente la
terra ha tremato nuovamente. Infatti, nei primi
giorni di settembre, precisamente il 5 settembre,
lievi scosse sismiche sono state registrate dalla
popolazione dei comuni di Pedara e Nicolosi e nel
territorio acese circostante. Una prima scossa di
magnitudo 1.8 è stata registrata dagli strumenti
dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
alle 18.13. La scossa, ha reso noto il dipartimento della Protezione civile, è stata preceduta da
due scosse di magnitudo inferiore registrate alle
17.44 e 17.51. Anche domenica 6 settembre,
all’alba, la terra ha tremato nuovamente e l’avvertibilità delle scosse, in alcuni punti, ha toccato
magnitudo 6.0, facendo tremare porte e finestre.
Due le scosse di terremoto che svegliano gli abitanti di Nicolosi, Pedara e Trecastagni. Anche in
questa occasione la Protezione Civile rimane in
allerta e spiegano gli esperti dell’Ingv, le scosse fanno parte di una sequenza d’una decine d’eventi iniziatasi nel
pomeriggio di sabato 5 settembre. Eventi che seguono le scosse avvenute negli scorsi mesi e che si inquadrano
nella fase di ricarica magmatica che dal dicembre 2008 sta interessando il vulcano. L’Etna è il vulcano attivo più
alto del continente europeo. La sua altezza varia nel tempo a causa delle sue eruzioni ma si aggira sui 3.340
m.s.l.m. . Ci sono molte leggende sul vulcano. L’Etna era conosciuta nell’età romana come Aetna, nome che fu
anche attribuito alla città di Catania. Gli arabi chiamavano la montagna jabal al-burkàn. Questo nome fu più tardi
mutato in Mons Gibel, successivamente nel Medioevo fu definita Mongibello. Nel gergo le popolazioni etnee usano
chiamare l’Etna semplicemente “ a muntagna”, nel significato di montagna per antonomasia, mentre per il restante
territorio non etneo, vi è l’indicazione generica di “chiana”. Le eruzioni regolari della montagna, spesso drammatiche, l’hanno resa un argomento di grande interesse per la mitologia classica e le credenze popolari; si è infatti cercato di spiegare il comportamento del vulcano tramite vari dei e giganti della leggenda romana e greca. Secondo il
poeta Eschilo, il gigante Tifone fu confinato nell’Etna e fu questo motivo di eruzione. Si dice anche che quando
l’Etna eruttò nel 252, un anno dopo il martirio di s. Agata, il popolo catanese prese il velo rosso della santa, rimasto intatto dalle fiamme del suo martirio, e ne invocò il nome. Si dice che a seguito di ciò l’eruzione fini. Dell’Etna a
memoria storica si ricordano centinaia di eruzioni, di cui alcune fortemente distruttive. L'eruzione più lunga a memoria storica è quella del luglio 1614. Il fenomeno durò ben dieci anni ed emise oltre un miliardo di metri cubi di lava,
coprendo 21 chilometri quadrati di superficie sul versante settentrionale del vulcano. Continua - Valeria Contarino
Arte e architettura nella Basilica dei SS.Apostoli Pietro e Paolo di Acireale
Continua da numero precedente:
Nella cappella laterale (detta una volta anche “di Gesù e Maria” ed oggi adibita a
Penitenzieria), all’interno di un apposito vano sopra l’altare, è custodita l'immagine
del Cristo Morto, quella che dal 1732 ogni anno, la sera del Venerdì Santo, viene
portata in processione per le vie della città, dalla chiesa del SS.Salvatore alla
Basilica dei SS.Pietro e Paolo, tra due ali di folla silenziosa. Il manufatto, realizzato
in cartapesta, venne donato all’Arciconfraternita del SS.Crocifisso dal sacerdote
Pietro Paolo Valerio. Nella parte inferiore del medesimo altare si conserva una statua a dimensioni reali raffigurante una Santa vergine, distesa su un fianco e coronata di fiori, dal popolo acese individuata in Santa Brigida, anche se, in realtà,
accanto ad essa si trova una piccola teca contenente delle reliquie ossee ed un cartiglio che riporta la seguente dicitura: “Reliquiae placidae Venerandae”. Nell’ampia vicina sagrestia, di fronte all’imponente armadio ligneo troviamo una grande pala d'altare, posta un tempo sopra l'altare maggiore della chiesa e raffigurante i Santi Pietro e Paolo in adorazione dell'Eucarestia, opera dell’acese Matteo Ragonisi (1660-1734), ed altri
quadri più piccoli di altri santi (S.Antonio di Padova, SS.Pietro e Paolo, S.Vincenzo, Cuore Immacolato di Maria). A
fianco si apre un ampio locale, a pianta ottagonale, di recente ristrutturato e riportato all’antico splendore. Si tratta
della cappella dedicata alla Madre del Divino Amore, detta anche semplicemente “del Divino Amore”. Una volta arricchita da tre altari, essa era originariamente la sede dell’ormai estinta confraternita della Madre del Divino Amore.
Come ci ricorda un’epigrafe presente all’interno della stessa, in alto, dal 1767 la cappella è sempre stata sede delle
numerose confraternite che hanno avuto e hanno
ancora sede in detta Basilica dei SS.Pietro e Paolo.
Una seconda epigrafe – proprio di fronte – ricorda,
invece, il primo intervento di ristrutturazione dei
locali, avvenuto nel 1952, nel ventesimo anniversario dell’episcopato di mons. Salvatore Russo (18851964), 6° vescovo della diocesi acese (dal 1932 alla
morte). Al suo interno possiamo ammirare: un quadro del sec. XVIII di autore ignoto che, secondo
alcuni critici, raffigurerebbe proprio la Madre del
Divino Amore, titolare della cappella, insieme a degli
angeli e a due santi, un abate e una badessa con
insegne episcopali. Secondo una prima interpretazione sarebbero i fratelli San Benedetto e Santa
Scolastica, secondo un’altra si tratterebbe di San
Basilio e Santa Macrina. Ai lati vediamo i ritratti di
due vescovi catanesi: mons. Corrado Maria
Deodato Moncada (1773-1813) e mons. Domenico
Orlando (1823-1839). Sulla parete opposta, all’interno di una nicchia, una tela raffigurante la
Madonna Bambina (di Alessandro Vasta), un altro
piccolo dipinto di Sant’Antonio Abate; nella nicchia
presente nella parete a fianco ecco una statua dello stesso Santo, rappresentato con i suoi elementi iconografici tipici (lunga barba, tau, bastone, saio nero e libro delle Sacre Scritture). L’affresco della volta, raffigurante il Padre Eterno
nella gloria degli angeli, è stato realizzato da Alessandro Vasta (1724-1793) con un particolare originale: la fascia che
avvolge il globo terracqueo riporta la raffigurazione dei segni dello zodiaco. La volta della cappella è decorata con
gusto rococò. Scene di episodi biblici sono quelle raffigurate in due grandi riquadri (Giuditta ed Oloferne, Ester e
Assuero), opera di Vito D’Anna (1718-1769). Si notano pure quattro riquadri più piccoli con altrettante rappresentazioni allegoriche che richiamano la simbologia biblica (“Sedes sapientiae”, “Stella mattutina”, “Causa nostrae letitiae”,
“Mater castissima”, “Fons signatus”, “Hortus conclusus”). All’interno della stessa cappella, in un’apposita nicchia che
si apre proprio sopra la porta d’ingresso, è stata di recente sistemata, a seguito degli ultimi lavori, un’urna che – stando alla tradizione – contiene le ossa del celebre pittore acese Pietro Paolo Vasta (1697-1760). Da sempre gli storici
locali hanno tramandato la notizia che proprio all’interno di questa chiesa avessero trovato sepoltura le spoglie morali del grande artista acese. L’urna, rinvenuta nella sottostante cripta, dove venivano sepolti i membri delle confraternite, venne lasciata lì, alla rinfusa, per moltissimo tempo, fino a quando, a seguito dei lavori di restauro, su indicazione del rettore, don Guglielmo Giombanco, è stata più decorosamente sistemata. (FINE)
Guido Leonardi
Ci sono molti modi per raccontare la Storia. Luciano Mirone, giornalista di
“Repubblica” e di vari settimanali, oltre che direttore del periodico “L’Informazione”,
ha scelto di narrare la vita quotidiana di alcuni personaggi per descriverci il periodo
d’oro vissuto a Taormina dalla fine dell’800 fino a tutto il 900. Nel suo ultimo libro
“L’antiquario di Greta Garbo – Taormina, l’ultima ‘dolce vita’ siciliana”, per i tipi di
A&B Editrice, ne esce quindi una interessantissima galleria di biografie di varia umanità, con personaggi talvolta eccentrici, tal’altra geniali. Insomma, dei piccoli ritratti
che si leggono con piacere e che comunque nel loro insieme danno modo al lettore di conoscere il perché Taormina sia diventata la capitale del turismo siciliano. “Un
paese di mare e di collina, - scrive l’autore nel capitolo introduttivo - con una cultura marinara ed anche contadina, diventato meta di viaggiatori e visitatori di ogni tipo:
artisti, gay, playboy, industriali, finanzieri, avventurieri, spiantati”. In un secolo e
mezzo la vita e le consuetudini paesane vengono stravolte tanto che anche le usanze più sentite come la festa di San Pancrazio, il patrono, oppure il Natale, la Pasqua ed il carnevale si sono affievolite proprio a causa del turismo di massa. E’ interessante capire la genesi del fenomeno turistico a Taormina e lo
vediamo attraverso l’eccentrica figura di Francesco La Floresta, alias “don Cicciu ‘u pazzu”; questi nel 1850 vendette un agrumeto, acquistò un rudere nei pressi del Teatro Greco e, dopo averlo ristrutturato, lo adibì a locanda. Per
questa che fu considerata una follia il La Floresta si meritò l’appellativo di “pazzu”. Quella locanda divenne il Timeo,
l’albergo con la meravigliosa terrazza dalla quale si gode una bellissima vista sull’Etna e sulla baia di Giardini. La
fortuna di Taormina iniziò quando il conte tedesco Ottone Geleng scelse questa località per curare i propri bronchi;
dalla terrazza del Timeo (nome dato alla locanda proprio su suggerimento di Geleng) nel febbraio 1863 dipinse l’Etna
innevato con dei mandorli in fiore. Espose a Parigi i suoi quadri, che tre critici trovarono inverosimili proprio per l’accostamento ritenuto azzardato della neve con i fiori. Non potevano esistere paesaggi così, secondo loro. Il conte
Geleng allora propose loro di venire in Sicilia per dimostrare la veridicità di quei paesaggi: se avesse vinto, come in
effetti accadde, i tre critici si sarebbero impegnati ad acquistare i suoi quadri ed a pubblicizzarli adeguatamente; in
caso contrario lui avrebbe sostenuto le spese per il viaggio ed il soggiorno. Al ritorno dei critici in patria si sparse la
voce di un luogo bellissimo nella Magna Grecia in cui i fiori sbocciano quando ancora c’è la neve. La migliore aristocrazia di Francia e Germania volle pertanto conoscere Taormina, che iniziò così, nella seconda metà dell’800, a
scoprire il fenomeno del turismo invernale. Taormina divenne una meta ricercata per le famiglie aristocratiche europee; contestualmente in quegli anni si ha anche il potenziamento della linea ferroviaria Messina – Catania, che contribuì in maniera considerevole a rendere più comodi e veloci gli spostamenti. Nello stesso periodo nella vicina
Acireale si sviluppavano anche gli stabilimenti termali e molti ospiti, affetti da malattie respiratorie ed alle ossa, si sottoponevano alle cure termali spostandosi di giorno con la ferrovia. Il turismo stravolse anche le usanze locali e molti
taorminesi divennero albergatori, camerieri, cuochi, ristoratori, cocchieri che trasportavano i turisti dalla stazione ferroviaria al paese. Taormina si sviluppa ed attorno ad essa anche i paesi di Giardini, Castelmola e Letojanni, che cambiano, a poco a poco, le loro abitudini; si crea quello che oggi si chiama un piccolo comprensorio turistico. A Taormina
giungono anche personaggi da altre località che intuirono le grandi possibilità del fenomeno turistico. Uno di questi
fu Carmelino Fichera, che agli inizi degli anni 40 del XX secolo, lasciò la sua Acireale, ed impiantò un servizio di trasporto pubblico con corriere dalla stazione di Taormina – Giardini al paese arroccato sul monte Tauro. I Fichera furono una delle famiglie più in vista nel 900 taorminese: imprenditori di successo, aprirono il bar Mocambo sulla piazza principale del paese, gestito da Robertino, figlio di Carmelino, un personaggio eccentrico, che morì tragicamente. Il capitolo su Robertino Fichera è quasi un lavoro letterario con una storia circolare che si apre col gioco spericolato della sfida al treno nella galleria compiuta da ragazzino e si conclude con la scoperta del corpo martoriato di
Robertino adulto nella galleria dell’Isola Bella. In mezzo tutte le eccentricità di Robertino, un artista a modo suo, ma
soprattutto un animatore della dolce vita taorminese con le varie serate a tema svolte nel suo locale. Il fascino per il
mondo degli hippy, scoperto dopo un viaggio in India e la passione per la psicanalisi, fanno di Robertino un personaggio tragico, vittima a più riprese della depressione, sempre alla ricerca di un punto d’equilibrio, di una sicurezza
che inseguirà invano. L’affresco di Christian Bernard, un pittore francese, che campeggia sulla parete del Mocambo,
è una galleria ininterrotta di personaggi famosi e di più semplici uomini e donne taorminesi che hanno animato la
Perla dello Jonio; uno spaccato di umanità da studiare, come Robertino amava fare, soffermandosi nell’età della giovinezza a guardare i comportamenti degli altri. La famiglia Fichera è imparentata con un’altra famiglia imprenditoriale di successo, i Lo Turco; Antonio Lo Turco, detto “il cirneco” fondò l’hotel Miramare, il primo albergo estivo di
Taormina. Egli capì il mutamento del movimento turistico nella Perla dello Jonio, che da fenomeno invernale divenne estivo. Le estati a Taormina divennero famose anche per le rassegne cinematografiche, per i premi “David di
Donatello”. Si ebbero delle parate di stelle, da Malene Dietrich a Greta Garbo, da Robert Mitchum a Glenn Ford, alla
coppia Xavier Cugat ed Abbe Lane. Ed ancora Shirley Mac Laine, Ingrid Bergman, Laurence Olivier, Liz Taylor,
Richard Burton, Federico Fellini, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Anna Magnani, Vittorio De
Sica, e tantissimi altri. In quest’atmosfera da vera “dolce vita”, tra stelle e stelline, troviamo, tra le righe del libro, un
altro personaggio acese, che contribuì anch’egli a movimentare le notti taorminesi nei locali “in”, quali “Le Palmare”
e “La Giara”. Proprio in quest’ultimo locale, ricorda Egisto Scimone, fratello del famosissimo Chico, “il barone
Musumeci (Nicola Musumeci, Barone della Torre, nda), dopo avere distrutto la lussuosa fuoriserie per una improvvisata gara automobilistica nelle strade di Taormina, versava addosso alla sua accompagnatrice ben dodici bottiglie
di champagne”. Troviamo pertanto un acese, i cui echi delle sue leggendarie imprese in campo motoristico ed in
quello “sentimentale” ancora si odono. Un personaggio che merita, egli solo, un lavoro di ricerca.
Rodolfo Puglis
Catania, una città in “giallo”
Leggere di Catania, riscoprire i suoi angoli, quasi sentire le sue voci ed i suoi odori.
Il tutto però, non in una guida turistica, ma in un libro all’insegna del giallo. Di primo
acchito la cosa fa un certo effetto, perché è insolito ritrovare dei serial killer muoversi per la città etnea, all’ombra del “liotru”. In effetti dalla serie di racconti di vari autori inseriti nel libro “Catania, Geografie del mistero”, curato da Luigi La Rosa ed edito
da Giulio Perrone Editore s.r.l. di Roma, esce un ritratto insolito della città, della
quale vengono riconosciuti gli angoli. La familiarità che ha il lettore con i luoghi, da
piazza Stesicoro alla strada per l’aeroporto, da via Monte S. Agata a via Etnea, dal
lungomare a S. Giovanni Li Cuti, descritti con asettica similitudine alla realtà, alimenta l’impressione che nel capoluogo etneo vivano nascostamente delle persone
dall’apparente vita normale ma con una seconda personalità. I racconti sono rigorosamente dei noir, che superano ampiamente la prova del coinvolgimento emotivo del
lettore. Nessuno degli autori cade nella banalità del delitto di mafia, ma tutti inventano delle storie verosimili e rigorosamente nere ambientate in contesti normali, oserei dire scontatamente borghesi. La brevità del racconto dà un certo ritmo che appassiona il lettore, piacevolmente colpito in determinati casi dalla soluzione a sorpresa
del giallo. Gli autori Orazio Caruso (l’unico maschio del gruppo), Stefania Di Martino,
Lorenza Di Pasquale, Donatella Grasso, Caterina La Rosa, Maria Làudani, Mavie Parisi, Maria Rita Pennisi e Rosa
Zappulla (in rigoroso ordine di inserimento delle novelle), hanno, a mio avviso, colto nel segno, dando prova di saper
intessere delle trame da romanzo giallo, come si chiamava una volta. Tra gli autori troviamo due acesi, i coniugi
Orazio Caruso e Maria Rita Pennisi, docenti di Lettere rispettivamente al Liceo Socio-psicopedagogico “Regina
Margherita” ed all’Istituto Superiore “Filippo Brunelleschi”. Nel racconto di Caruso, “Il comunismo degli angeli” ci troviamo nell’insolito caso di un ex senatore comunista trovato misteriosamente morto in una casa d’appuntamento nel
quartiere a luci rosse di Catania. Il giornalista di nera, che proprio quella sera aveva mandato le dimissioni al giornale del nord per cui lavorava, suo malgrado è costretto ad occuparsi del caso insieme ad una bellissima fotoreporter di colore. Tra le righe del racconto, ma non troppo, si legge per intero la delusione di tutta una generazione, quella che ha “fatto” il 68, i cui ideali sono miseramente caduti. Il protagonista d’un tratto avverte la fine del mondo in cui
aveva creduto; l’ultima disillusione l’ha avuta dall’anziano senatore comunista, che per tanti anni ha finto di perorare le cause dei più deboli, allorquando al cambiar dei tempi, era pronto camaleontescamente a cambiar pelle pur di
rimanere sempre seduto sul suo scranno con tutti i privilegi e gli appannaggi del caso. La novella “La pioggia veniva dal mare” della Pennisi, narra di un delitto che ha scosso la “Catania bene”; parecchi i colpi di scena che si succedono col proseguire delle indagini condotte parallelamente alla Polizia dalla dott.ssa Evelina Adernò.
Curiosamente un tratto in comune nei racconti dei due coniugi è la presenza di una pioggia battente che percuote
la città. Da segnalare anche il racconto “Uno strano affare” di Maria Làudani, professoressa di Belpasso che insegna Lettere al nostro Liceo Ginnasio “Gulli e Pennisi”. L’ambientazione di questa storia è tra Catania ed il piccolo
borgo di Capomulini nella Riviera dei Ciclopi, nelle cui acque è stato ritrovato il relitto di una nave naufragata nell’antichità che trasportava un misterioso carico. La vicenda narra di una truffa come tante che purtroppo quotidianamente si compiono a danno di qualche persona onesta. Solo che stavolta la truffa parte da lontano, addirittura da
decine di secoli. In un passo la Làudani riesce a descrivere mirabilmente l’ansia che ad un certo punto pervade il
protagonista, don Liboriu, un “putiaru” vecchio stampo che arrotonda le entrate derivategli dalla sua attività commerciale con qualche losco affare. La descrizione dell’uomo sdraiato sul letto per il riposino pomeridiano della domenica ed improvvisamente diventato ansioso trasmette del pathos al lettore, che quasi vede il movimento descritto del
pancione di don Liboriu che va su e giù con ritmo maggiore per la repentina accelerazione del respiro. Stupisce il
finale, che oltre che inaspettato è assolutamente imprevedibile.
Rodolfo Puglisii
Accademia di Scienze Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici
Una conferenza, tema “La coscienza morale tra pubblico e privato”,
è stata tenuta dal Chiarissimo Prof. don Cataldo Zuccaro, Magnifico
Rettore della Pontificia Università Urbaniana di Roma e Assistente
nazionale del MEIC, organizzata dall’Accademia di Scienze Lettere e
Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici.. Nel prossimo numero relazioneremo l’avvenimento.
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4
AKIS
Sabato 19 settembre 2009
Dal diario di...
Dopo 49 anni nuovamente insieme....
Buongiorno, giorno! Oggi ti saluto con un bacio, è così bello risvegliarsi al
mattino, sai che anche oggi un bacio la vita lo dà a te e siccome è il dono
più grande che Dio ci ha dato, viviamola al meglio, non sprechiamone nemmeno un minuto! Al mio solito mi sono svegliato molto presto stamani, fuori
la città dorme, il cielo è terso, c'è ancora la luna che non vuole andarsene
e sembra godere delle prime luci dell'alba, si colora appena di un pallido
rosa; che meraviglia, fratello sole e sorella luna che, appena si incontrano
al mattino, sembrano salutarsi, e lei, la luna, indugia ancora come per voler
rapire i primi raggi del sole, prima di andare a dormire. L'amore vero è un
dono prezioso, e anche se si dovesse viverlo solo per un giorno, ne resterebbe un dolce ricordo per una vita intera. Ieri mattina ero un pò triste, svogliatamente rimettevo in ordine un pò le mie carte… La giornata scorreva
così, sottotono, ero un pò annoiato, non mi andava di uscire, ho preferito
fare una doccia molto calda e profumata per scrollarmi di dosso la noia e la
malinconia che erano in me. Insaponavo delicatamente il mio corpo, la
schiuma scendeva su di me, scivolava sul mio ventre, sentire la dolce sensazione dell'acqua che scivolava come una carezza su di me, i miei lunghi
capelli (sic!) si avvinghiavano sulle mie spalle come mani vogliose ... La
sorpresa è arrivata nel tardo pomeriggio quando, un bigliettino accompagnava il suo regalo floreale,”ti voglio lasciare dedicandoti una canzone, non
sono bravo ma voglio accennartela lo stesso". Così ha iniziato a cantare
una canzone bellissima di Benigni, tenere frasi accompagnate da una dolce
musica che ti entra nel cuore, mi guardava e cantava per me "Quanto t'ho
amato e quanto t'amo non lo sai, e non lo sai perchè non te l'ho detto
mai, anche se resto in silenzio, tu lo capisci da te…”
Sono passati ben 49 lunghissimi anni prima di ritornare tutti insieme, quasi
come ai vecchi tempi... C'è voluta tutta, ma proprio tutta la volontà di Pippo
Maugeri e Turi Giuffrida, compagni di classe di quella storica 1^ nel lontano
anno scolastico 1960/1 della scuola elementare di via Francesco Strano,
per riunire quasi tutti i componenti guidati dal maestro, successivamente
diventato direttore didattico, prof.Turi Bella. Nei giorni scorsi, infatti, approfittando del periodo di ferie che ha sicuramente facilitato il compito degli
organizzatori di riunire tutti, anche chi abitualmente risiede lontano da Aci
Catena, è stato rintracciato il nucleo della classe elementare, per una cena
conviviale. Nel solo caso di Nunzio Urso, impossibilitato ad onorare l'invito
per motivi professionali, grazie alla tecnologia cellulare, è stato effettuato
un collegamento telefonico “viva voce” per stare comunque “vicino” al gruppo riunito dopo circa 50 anni. Di seguito i nominativi della classe affidata al
direttore didattico Turi Bella:Pippo Maugeri, Turi Giuffrida, Salvatore
Belfiore, Sebastiano Cultraro, Nino Mirabella, Angelo Nicotra, Orazio
D'Anna, Orazio Cavallaro, Mario Sciacca, Giuseppe Zappalà, Orazio
Leonardi, Venerando Petralia, Concetto Filetti, Giuseppe e Santo Fichera,
Nunzio Urso.
Antonio Foti
ph Franco Barbagallo
t
S. Maria la Stella
Prestigioso incarico per Padre Carmelo Sciuto
È proprio vero, le belle storie
sono destinate a finire.
Anche a S. Maria la Stella –
per fortuna (o per sfortuna
secondo alcuni) – la suddetta
frase di circostanza trova
conferme. Chissà quanti Ad
maiora! abbia sentito nel
corso della sua vita Padre
Carmelo, e
adesso che
hanno avuto l’effetto sperato
non tutti sono contenti, molti
anzi lo rimpiangono. Il merito
sicuramente premia in tutte
le circostanze. È il caso di
Carmelo Sciuto. Forse uno
scherzo del destino o, per
dirla con toni clericali, un
segno della Provvidenza.
Padre Carmelo, così come
amano chiamarlo i suoi parrocchiani, avrà salutato la
sua comunità sicuramente
obtorto collo, ma, si sa,
quando arriva la chiamata
divina nessuno può tirarsi
indietro. Ed in effetti non lo
ha fatto nemmeno lui che è
tanto attaccato alla sua terra
ed alla sua gente. Classe
’73, santantonese, Carmelo
Sciuto sente la chiamata del Signore nel 1993, quando entra a far parte del
Seminario di Acireale. Sette anni dopo sarà ordinato presbitero da Mons.
Salvatore Gristina presso la Chiesa Madre di Aci S. Antonio. Questi sono
anni intensi, dediti allo studio, per il giovane Carmelo, che prima consegue
il Baccalaureato in Teologia presso lo Studio Teologico S. Paolo di Catania
con una tesi sull’attività pastorale svolta dallo storico padre santantonese
Mons. Giovanni Pulvirenti, poi viene licenziato in Teologia con specializzazione in Catechetica presso l’Università Pontificia Salesiana – Istituto
Teologico S. Tommaso di Messina. Il primo incarico ecclesiastico gli viene
conferito nel 2002, anno in cui viene nominato Vicario parrocchiale a
Fiumefreddo di Sicilia. Due anni dopo l’amministratore apostolico Mons.
Salvatore Gristina lo nomina amministratore parrocchiale di S. Maria la
Stella, mandato che gli viene confermato l’anno successivo con la ratifica di
parroco da parte di Mons. Pio Vittorio Vigo. È inoltre dal 2003 Responsabile
del Servizio Diocesano per il Catecumenato e Direttore dell’Ufficio
Catechistico Diocesano. L’ultimo incarico in ordine di tempo, sicuramente il
più prestigioso fino ad oggi, (speriamo possa essere il primo di una lunga
serie) è quello che gli è stato affidato il 6 settembre e per il quale sarà nominato “Aiutante di studio dell'Ufficio Catechistico Nazionale”. La messa di
commiato, alla quale è intervenuto, tra gli altri, anche il primo cittadino santantonese, dott. Pippo Cutuli, è stata l’occasione per salutare don Carmelo
e dare il benvenuto al can. Salvatore Coco, che lo “rimpiazzerà” alla guida
della parrocchia. Nell’occasione il segretario del Consiglio Pastorale ha dato
lettura ad una missiva, redatta da tutta la comunità, che recita un semplice,
ma pieno d’affetto “Auguri per il tuo futuro”, al quale la nostra redazione si
unisce per augurare un buon lavoro a Padre Carmelo per la sua nuova missione pastorale, che lo vedrà sicuramente più impegnato negli ambienti vaticani.
Giuseppe Finocchiaro
In una interrogazione al sindaco di Aci S.Antonio, dott. Pippo Cutuli, il signor
Sciacca Roberto di Aci S.Antonio chiede la realizzazione di un tratto di marciapiede in via De Felice lato sud, con inizio dall'intersezione di via N.Maugeri(dove
tra l'altro il marciapiede ha termine) e fino all'intersezione con via C.Colombo(
strada servita su ambo i lati da marciapiede), in quanto la predetta via De Felice,
ne è servita solo in parte e proprio nel tratto ove ne è mancante, la sede stradale risulta in leggera pendenza e priva di caditoie per la raccolta delle acque piovane per cui, ogni qual volta si verificano piogge il predetto tratto di strada diviene impraticabile per tutti i pedoni e soprattutto per gli scolari che provenientì
dagli istituti elementari e medie tornano a casa bagnati.
La legittima richiesta del cittadino, richiesta già inoltrata da quasi un anno, trova
giusto riscontro nel primo cittadino santantonese che conferma il già avvenuto
interessamento sulla questione ma per ovvie ragioni di priorità deve rimandare
il tutto ai tempi burocratici per la sua realizzazione. Il dott. Pippo Cutuli, da noi
interrogato sulla questione, conferma che le opere pubbliche previste e sollecitate per la loro definizione sono nell’agenda dell’amministrazione.
Un importante training per presidenti, segretari, tesorieri e cerimonieri designati a cura della Divisione Sicilia 2 del Kiwanis si è tenuto nei locali della
“Galileo Galilei” di Acireale. Dopo i saluti del Luogotenente Governatore, ing.
Filippo Lizzio, del dott. Ignazio Mannino (Presidente del Club Acese) e del
prof. Nino Pulvirenti (Preside della Galileo e Presidente del Kiwanis designato) si sono svolti i lavori con l’introduzione del dott. Giuseppe Geremia e
le relazioni del dott. Francesco Valenti e dello stesso ing. Filippo Lizzio. Nella
seconda sessione gli interventi del dott. Nicola Russo, del dott. Nunzio
Spampinato e dell’avv. Giuseppe Spampinato.
La partecipazione agli utili ha radici lontane
di Enzo D’Agata*
Ho letto con interesse l’articolo del Prof.
Antonio Martino “Utili anche ai lavoratori?
Una proposta discutibile” a p. 2 del quotidiano “La Sicilia” di domenica 6 settembre. Senza avere la presunzione di dissertare di politica economica (nonostante
un’abilitazione all’insegnamento di materie economico-giuridiche negli istituti
superiori), né, tanto meno, di voler dare
lezioni al Ch.mo Prof. On. Martino, mi permetta di riferire all’autore e, se lo ritiene
opportuno, anche ai lettori alcune imprecisioni contenute nell’articolo in oggetto. In
via preliminare bisognerebbe rettificare
l’informazione che vuole l’idea di “partecipazione agli utili” come di chiara origine
marxista. Infatti, la tesi sulla partecipazione agli utili da parte degli operai ha da un lato radici lontane e dall’altro sviluppi recenti. L’idea trae origine dalla dottrina dei socialisti utopisti di fine
’700, Saint-Simon in particolare, ed in Italia viene ripresa per la prima volta
con la formula mazziniana “Capitale e Lavoro nelle stesse mani”. Vi è poi
l’intera Dottrina Sociale della Chiesa (dalla “Rerum Novarum” del 1891 di
Papa Leone XIII fino alle recenti encicliche dell’attuale Papa e del suo predecessore Giovanni Paolo II, passando per la fondamentale
“Quadragesimo Anno” di Papa Pio XI) a testimoniare ulteriormente l’estraneità di tale posizione con il marxismo. In campo politico, il primo a parlare
di cogestione e divisione degli utili dell’impresa è Benito Mussolini, nel
discorso di Dalmine del 20 marzo 1919. Tre giorni dopo l’idea viene inserita nel programma del Movimento Fascista, nella celebre riunione di fondazione a Piazza S. Sepolcro. Lo stesso anno la proposta viene ripresa e
inserita nella “Carta del Carnaro” stilata da Gabriele D’Annunzio e Alceste
De Ambris per la libera città di Fiume. Tra i politici che allora guardano con
interesse a tale nuova formula economica troviamo Giovanni Giolitti, Filippo
Turati, don Luigi Sturzo e Antonio Gramsci. Nel 1932 vi è poi l’elaborazione
teorica del filosofo Ugo Spirito, che al convegno di Ferrara teorizza il corporativismo integrale e la corporazione proprietaria. Il principio della partecipazione agli utili e della cogestione dell’impresa viene quindi ufficialmente sancito nella Costituzione della Repubblica Sociale Italiana (o Carta di
Verona se si preferisce) ed allo scopo di attuarlo, nel febbraio del 1944,
viene emanato il decreto sulla socializzazione delle imprese che a lungo fa
parlare della Rsi come di una terza via fra Comunismo e Liberalcapitalismo.
Certo, l’esperienza della socializzazione fascista viene ripresa nella
Jugoslavia non allineata del comunista Tito e l’autogestione inserita nella
costituzione di quel Paese, ma non per questo si può parlare di una sua
“impronta marxiana”. Anzi, i comunisti (eccezion fatta per il sindacalista Di
Vittorio, primo segretario della Cgil) hanno osteggiato ferocemente l’idea
della ripartizione, perché la “collaborazione di classe” rappresenterebbe la
fine della “lotta di classe”, questa sì marxista. Tornando all’intervento del
Prof. Martino, forse gli sarà sfuggito che anche la nostra Costituzione
repubblicana contiene un richiamo alla socializzazione. Precisamente all’articolo 46, dove si può leggere che “La Repubblica riconosce il diritto dei
lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende”. Per sgombrare il
campo da ogni equivoco, basti ricordare come i principi della partecipazione agli utili abbiano permesso al Giappone di sanare le ferite della II Guerra
Mondiale e superare le numerose recessioni verificatesi dal 1954 ad oggi,
creando un sistema che quanto ad efficienza non ha pari al mondo. Anche
in Germania la cogestione è vitale, espressa tramite una struttura associativa tra capitale e lavoro nelle imprese, con tanto di partecipazione istituzionalizzata dei rappresentanti dei lavoratori nei consigli di amministrazione
della grande industria. Serve ricordare come nei primi anni Novanta l’allora
cancelliere tedesco Helmut Kohl pone il modello tedesco quale nuova prospettiva per l’Europa dopo il tramonto del thatcherismo ed il crollo del comunismo. È solo un caso, mi chiedo, che la formula della partecipazione abbia
accompagnato le due economie più dinamiche del mondo? Altri esempi
vicini e lontani? In Francia l’industria automobilistica Renault sta compiendo il medesimo esperimento tedesco e perfino nell’Unione Sovietica di
Gorbaciov l’unica azienda in attivo in tutto l’immenso Paese era la clinica
oculistica del Prof. Fiodoroff, gestita con metodi partecipativi. Quanto
all’Unione Europea, il principio della cogestione è stato recepito con la sua
V direttiva nel nuovo modello della società per azioni europea. Per un
Martino che giudica priva di senso la proposta degli utili ai lavoratori, quindi, vi sono tanti altri economisti che la valutano positivamente, da Fanfani a
Rasi, da Auriti a La Malfa, tanto che per il centro studi del sindacato cattolico Cisl oggi l’economia della partecipazione rappresenta lo sbocco naturale alla corrente crisi del capitalismo. Anche a livello internazionale al
modello economico partecipativo si sono ispirati economisti di grosso calibro come il britannico James Meade, premio Nobel per l’Economia nel 1977
(autore del brillante saggio “Agathopia”, edito da Feltrinelli nel 1989) e l’americano Martin Weitzman, candidato al Nobel nel 1986. Quanto da me
(spero sinteticamente) elencato sarà con buona probabilità sfuggito al
Ch.mo Prof. Antonio Martino, ma è giusto che i lettori abbiano una corretta
informazione e possano giudicare la validità di talune proposte politico-economiche anche senza essere necessariamente specialisti della materia. A
margine di questo mio intervento mi permetta di farLe presente che su mia
proposta il Consiglio Provinciale di Catania ha recentemente votato all’unanimità un Ordine del Giorno in cui si indica la cogestione come possibile
soluzione per le aziende catanesi in crisi (si veda, ad esempio, la vicenda
della Sat di Aci S. Antonio).
Apparso su “La Sicilia” di lunedì 14 settembre 2009
*Capogruppo al Consiglio Provinciale di Catania della Lista
“Con Nello Musumeci per la Provincia”
I FEDERICIANI
Giorno 12 Settembre 2009 presso Capo
Taormina si è svolto il Concorso di Look
of the Year International 2009. Durante
la manifestazione sono intervenuti
S.A.R . Presidente Principe e Maestro
della a.c. Cavalieri Federico II
Federiciani Don Salvatore Coco,
Loredana Lecciso, S.S. Barone e
Vicepresidente Federiciano Agrippino
Lauria, e S.S. Barone e Coordinatore
Federiciano di Malta Paul Chetcuti.
COMUNICATI DEL CONSIGLIERE PROVINCIALE
DOTT. ANTONIO TOMARCHIO
L’unica certezza che hanno gli studenti delle scuole della provincia di Catania è
la data di inizio delle lezioni. Per il resto solo disagi, scuole obsolete, non sempre a norma e paventate chiusure ( vedi Istituto d’Arte di Catania) frutto di cinismo e incapacità delle istituzioni. Poco influente il taglio ai fitti passivi che restano troppi, mentre si percepisce il disagio causato dalle carenze della
Pubbliservizi che per conto della Provincia continua a non dare seguito alla
segnalazioni ( liceo Scientifico di Acireale). Questi alcuni esempi di come la
Giunta Castiglione abbia abdicato ( così come le destre da 15 anni ad oggi) al
ruolo di gestore degli istituti superiori. Pronti a creare Fondazioni che permettono l’ingresso di soggetti esterni nelle scuole ma sempre più assenti nel dare risoluzione ai problemi degli studenti: queste le parole d’ordine di una destra che a
tutti i livelli sta smembrando il sistema della scuola pubblica italiana Il Consigliere
Antonio Tomarchio, dei Comunisti Italiani, si è recato in visita alla SAT di Aci
Sant’Antonio, ed esprime perplessità sulla stima economica dell’azienda valutata 13 milioni e 500 mila euro a fronte dei 100 milioni di euro di macchinari comprati con i soldi pubblici ( legge 488). La Provincia Regionale di Catania, ha manifestato mediaticamente la volontà di affrontare l’emergenza lavoro sul territorio.
L’assessore Ciamcitto ha sin ora affrontato male ed in modo poco efficace le questioni poste dal mondo del lavoro, per cui auspichiamo l’intervento diretto del
Presidente Castiglione atto a stimolare forme di autogestione dei lavoratori.
Il Consigliere Dott. Antonio Tomarchio
AKIS
Sabato 19 settembre 2009
Cultura, Madeinmedi
E' stata presentata, presso il Centro culturale Le Ciminiere di Catania, la
manifestazione "Madeinmedi -Differences make the difference" che si svolgerà si è svolto recentemente. L'evento, ideato da Marco Aloisi, è stato
patrocinato dal Ministero per i Beni culturali e dalla Provincia regionale di
Catania. “Il Madeinmedi - ha dichiarato Nello Catalano, vicepresidente della
Provincia regionale di Catania - rappresenta un evento culturale importante
per la nostra terra perchè fonte di sviluppo sul piano artistico e industriale.
La pubblica amministrazione deve necessariamente appoggiare queste iniziative capaci di fare incontrare arte, moda e formazione. Abbiamo, così,
voluto che l'evento si svolgesse presso Le Ciminiere per il carattere culturale che riveste la struttura”. Il progetto che vuole far riflettere sulla centralità della cultura mediterranea nella società contemporanea, ha in programma una carrellata di importanti appuntamenti e sarà un punto d'incontro con
gli operatori e i più importanti fruitori del settore moda. Inaugurata la mostra
in open space "Body Writer", a cura del critico d'arte Vitaldo Conte. Video e
opere "a più mani" con il graffista americano Paul Kostabi & Ga.nt, le grafie
su "muri - desiderio" di Laura Baldieri, Tiziana Pertoso con Vitaldo Conte &
Vitaldix, le installazioni e video sul corpo-abito delle artiste Gabriella
Ferrera, Marilena Vita. Un'arte dentro l'esistenza come essenza e presenza
quotidiana. "Un modo di fare arte - ha spiegato Gabriella Ferrera, fondatrice dell'Accademia Euromediterranea -che utilizza ogni forma di linguaggio.
In questo scenario di sperimentazione si pone la sfida del Madeinmedi
come occasione per fare incontrare mondi paralleli-l'arte e la moda -con il
fine ultimo di dare visibilità ai numerosi "creativi" del Mediterraneo".
VOLONTARI CERCASI PER GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER
“UNITI COME CHICCHI D’UVA”
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER CHE
RICORRE IN TUTTO IL MONDO IL 21 SETTEMBRE, L’ ASSOCIAZIONE
ETNEA ALZHEIMER DI ACIREALE SARA’ PRESENTE AD ACIREALE, IN
PIAZZA GARIBALDI DALLE ORE 09.30 ALLE 12.30 E DALLE ORE 17.30
ALLE 19.30 DI SABATO 19 SETTEMBRE, CON UN PROPRIO GAZEBO
INFORMATIVO SULLA MALATTIA.
La nostra storia
L’Automobile Club Acireale nasce come circolo sportivo automobilistico nel
1929, fondato da pochi appassionati di motori e nel luglio 1946 da RACI
diviene ACI, sezione di Acireale. La quota sociale annuale, chiamata “contributo circolo”, era nel 1934 di 200 lire e nel 1937 240 lire. Già nel 1938
conta 191 associati. Facevano parte della compagine sociale molti piloti
automobilistici, come il comm. Rosario Grassi Bertazzi, con Lancia Aprilia,
Nicola Musmeci barone della Torre, pilota ufficiale dell’Alfa Romeo, il Cav.
Giovanni Rossi Cardillo ed altri, tra cui Orazio Licciardello che fu il più giovane partecipante alla Targa Florio. La vita del Club fu subito molto attiva,
grazie ai piloti citati. Negli anni ’40 viene organizzata, tra l’altro, la cronoscalata Pozzillo-Acireale, motociclistica ed automobilistica. Negli anni ’80
sono stati organizzate le cronoscalate: Giarre-Milo e Linguaglossa-Piano
Provanzana, oltre a vari Slalom.
Il primo Presidente dell’Automobile Club Acireale, eletto dall’assemblea del
25 febbraio 1946, fu il cav. Pietro Carpinati.
• dal 1948 al 1951 Presidente il dott. Rosario Busà.
• dal 1951 al 1960 Presidente il cav. Martino Pennisi di Floristella.
• dal 1960 al 1979 Presidente il cav. Alfio Gulisano.
• dal 1979 al 1986 Presidente l’arch. Giambattista Pennisi.
• dal 1986 ad oggi Presidente il sig. Angelo Pennisi di Floristella.
Hanno diretto il Club:
• dal 1946 al 1951 il dott. Michele Grassi Leonardi;
• dal 1951 al 1979 il sig. Emilio Musumeci;
• dal 1979 al 1982 il dott. Vincenzo Montaruli;
• dal 1982 al 1996 la dott.ssa Maria Concetta Faro;
• dal 1996 al 14/05/2009 la dott.ssa Grazia Grasso;
• dal 15/05/2009 ad oggi il dott. Maurizio Peluso;
Il 1° aprile 1978, per decreto del Presidente della Repubblica, n° 244,
l’Automobile Club Acireale è stato dichiarato “necessario ai fini dello sviluppo economico, civile, culturale e democratico del Paese" ed è inserito tra gli
Enti Pubblici non economici. Oggi è uno dei quattro A.C. non provinciali
assieme a quelli di Ivrea, San Remo e Vigevano (tutti al nord).
CINE FOTO CLUB
“GALATEA”
Premio
“Aci e Galatea”
Via Alliotta, 14 - 95024 ACIREALE - Tel. 3475382517
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Perchè si dice fare il salto della quaglia? ma la quaglia,quella vera,
salta? Da dove deriva l'espressione il salto della quaglia? Era un gioco
dei bambini romani…oggi si usa per indicare il passaggio di un politico tra schieramenti contrastanti, e si utilizza per definire il coito interrotto in un rapporto sessuale...Indovinate a chi ci riferiamo.
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CINEMA ORLEANS - PALERMO
L’On. Pippo Basile, attuale vice sindaco ed il consigliere provinciale Dott. Santo Primavera, abbandonano l’MpA e tornano alla “casa madre”, l’UDC (ex CCD)
TUTTI PREDA DEL “LIBRO DELLE FACCE”
L’ultima frontiera del web: Facebook
Dicono che sia un aggregatore di contatti e di frammenti di vita, un buco
della serratura dal quale spiare e farsi amabilmente spiare. C’è chi, tramite
esso, ha venduto un pezzo di terra sulla Luna, ha messo all’asta il proprio
candore, ha perfino sostenuto scopi politici. C’è anche chi ha fatto di esso
un mezzo per ottenere pubblicità, come è giusto che sia in un epoca in cui
si vive di pubblicità. C’è chi ne ha fatto una ragione di vita, un motivo per svegliarsi felice al mattino e ripagato di tutto, a sera. Un mezzo semplice, immediato, a volte perfino virulento per comunicare. Più economico, diretto e
meno invadente di una telefonata. Sta di fatto che Facebook, il social
network nato poco tempo fa e già ricettacolo di infinite ore e momenti trascorsi da milioni di web utenti, è finito per diventare una moda, un vezzo, un
veicolo attraverso il quale gestire il proprio status-symbol. E non perché grazie ad esso è più difficile perdere i contatti con i propri amici, mentre Tizio se
ne stava spaparanzato in spiaggia sotto il sole delle Baleari, Caio inviava
foto delle sue strabilianti conquiste in Sardegna e Sempronio mi rendeva
partecipe del suo mitico on-the-road tra le montagne e le curve degli States,
ma più semplicemente perché se non si ha Facebook si è tagliati fuori da
ogni logica, come accadeva spesso tempo addietro per il motorino, per il cellulare o per qualsiasi altro oggetto di largo consumo che veniva assunto ad
icona di una nuova moda nascente. Certo, c’è chi rimane diffidente, come
chi vi scrive, e sospettoso dinnanzi a cotanta tecnologia, e chi
proclama “Non mi avrà mai!!!”,
ma al contempo rido e penso a
quelli che, con un sorriso stampato a 64 denti, dieci anni or
sono orgogliosamente dicevano
“Non mi piegherò mai al telefonino” o cose come “Non voglio
mai essere rintracciabile” e via
dicendo. Adesso? Adesso
hanno le tasche piene di questi
aggeggini che squillano e ti turbano con la miriade di messaggi
che arrivano in continuazione a
tutte le ore del giorno e della
notte. Quasi a voler intendere che se di resa incondizionata al mondo virtuale non si tratta, poco ci manca. E beh, d’altronde se si volesse cercare di
sostituire il FacciaLibro, o “Libro delle Facce” che dir si voglia, con un altro
mezzo che metta a disposizione le stesse potenzialità non è certo cosa semplice: prendiamo, ad esempio, il caso di quello che, preso da un’inguaribile
nostalgia, vuole cercare tutti gli amici dei periodi ormai passati, senza assumere un hacker, pronto ad entrare nella rete degli utenti per carpirne nome,
indirizzo e contatti. Una volta c’erano l’elenco del telefono ed il servizio abbonati della Sip; se cercavi qualcuno (ma dovevi conoscere la città in cui viveva) lo chiedevi alla signorina che ti forniva, gentilmente, il numero di telefono. Oggi niente Sip, pochi hanno il numero sull’elenco e soprattutto c’è lo
scoglio (mica tanto) del diritto della privacy. E qui, dunque, entra in scena Fb.
Si digita il nome ed il cognome del “ricercato” e ti compare, in uno schioccar
di dita, una lista di persone che rispondono a quei criteri di ricerca, con tanto
di fotine a corredo. Si manda un messaggio a chi si vuole cercare ed il gioco
è presto fatto, anche perché, a volte, capita pure di conoscere gli amici degli
amici, parenti sperduti, lontani congiunti o chissacché, magari perché ti
accomunano interessi o perché ci si ritrova a commentare una foto, e così
scatta l’equivalente della simpatia a pelle. Capita pure (e questo, che si
voglia o meno, è già diventato un dato di fatto, un fatto di attualità stretta)
che si diventi amici anche nella vita reale e che nasca una
reciproca…“stima”. Insomma, il resto lo fa la vita, lo facciamo noi. Ecco la
potenza di Facebook! Chi c’è l’ha, ha trovato un tesoro, chi non c’è l’ha, smania per averlo, ma io…io sto bene così, almeno non sto attaccato al pc un
altro po’ di quello che già ci resto attualmente. E poi non corro il rischio di
essere fatto “preda” di tutto questo giro virtuale, nel lavoro, negli affetti, nella
vita di tutti i giorni. Troppo vecchio e non al passo con i tempi? No. O almeno credo. Preferisco il vissuto. Quello autentico, serio e genuino. Come a
dire, datemi la mia vita. E tenetevi quella che si cerca di emulare. A tutti i
costi. Ma invano.
Riccardo Anastasi
AMARCORD JACITANU
Rubrica a cura di Salvatore Trovato
L’assessore ai Lavori pubblici,
Salvo Maccarrone, rende noto il
recapito telefonico verde a cui i cittadini potranno segnalare disservizi
o richieste di intervento in materia
di manutenzione strade, verde pubblico, servizi cimiteriali, pubblica
illuminazione, manutenzione scuole. Il numero verde da comporre esclusivamente per le segnalazioni è: 800143370. Il servizio sarà attivo dal lunedì
al venerdì dalle ore 9 alle ore 13, il martedì e il giovedì anche in orario pomeridiano, dalle ore 16 alle ore 18. I cittadini dopo avere fornito le generalità e
un recapito telefonico fisso o mobile, potranno segnalare l’eventuale disservizio, così consentendo agli uffici la necessaria programmazione per gli
interventi di risoluzione. “Anche in questo caso si tratta di un obiettivo raggiunto – commentano il sindaco Nino Garozzo e l’assessore Salvo
Maccarrone -. Siamo certi che, grazie alla collaborazione dei cittadini riusciremo a soddisfare in tempi brevi le richieste di intervento”.
NUMERO VERDE
800 14 33 70
STAGE PROFESSIONALIZZANTE A MILANO
L’I.P.S.I.A.S.S. “A. Meucci” ha concluso le attività previste per l’Area
di professionalizzazione con lo
stage aziendale presso il Nuovo
Centro Fieristico di Rho – Pero in
provincia di Milano. Il tutor aziendale prof. Enrico Raffagnino e i
tutor delle classi 4ATSE, 5ATSE,
4ATIEL e 5ATIEL, proff. Claudio Di
Silvestri, Greco Alfio, Maurizio La
Rocca e Salvatore Romeo, insieme ai loro studenti, hanno relazionato entusiasticamente sul successo formativo, esperienziale e
professionale di ciascuna delle
attività previste dallo stage aziendale. In particolare, le attività di
apprendistato presso la ditta di
produzione di energie alternative
ed illuminotecniche Sunerg-Solar
Energy ha permesso agli studenti
di verificare sul campo i processi
produttivi innovativi che accompagnano la produzione di energie
alternative. Di grande impatto
conoscitivo si è rivelata la visita alla Galleria del Vento presso il Politecnico
di Milano – Sede Bovina – Facoltà di Ingegneria, arricchita da una lezione/conferenza tenuta dall’Ing. Sanasi sulle nuove componentistiche in silicio
e relative applicazioni industriali (telefonia, etc.,). Il tutto è stato, infine, coronato da una visita al Museo della Scienza e della Tecnica “Leonardo Da
Vinci” in via San Vittore, a Milano.
Corrado Patti
Nella foto Akis il dir. scol. Prof. Sebastiano Raciti
BUONGIORNO... MIKE!!!
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Sabato 19 settembre 2009
Ufficio Marketing e Pubblicità Akis - Franco Pulvirenti - tel. 328 8115194 - Grafica: MP - 347 1433135
Auguri...
Due “bravi presentatori”
IPAB
LA COMUNICAZIONE... OGGI!!!
LA RIPROPONIAMO...
Settembre. Si riprende con la
solita vita, il solito tran tran. Il
caldo, apparentemente, ce lo
lasciamo alle spalle, mentre
le scuole riaprono i battenti; i
nostri ragazzi ritornano, malvolentieri, sui banchi di scuola, mentre i genitori, volentieri, li accompagnano davanti
agli ingressi degli istituti scolastici nella speranza di potere passare qualche ora in
santa pace dopo le ferie (sic!)
trascorse in riva al mare o in
collina. E parlando di ferie non posso fare a meno di
sottolineare che in Sicilia, o almeno a Roccalumera
dove sono stato “ospite” per qualche mese, di turismo,
o almeno di accoglienza, ce n’è ben poca e quella poca
che riesci ad avere te la fanno “pesare” come non mai.
Un paese, Roccalumera, lungo qualche kilometro, con
un lungomare che, sulla carta, dovrebbe essere invidiato da tutti e che, invece, vive in uno stato di degrado assoluto senza che un solo intervento migliorativo ci
sia stato da tre anni a questa parte (da tre anni passo
le ferie nel paese in questione). Le foto, alcune, sono
esaustive del degrado in cui “vive” il paese; l’ospite, in
specie il catanese, viene mal tollerato e sopportato, le
strutture commerciali, quelle poche che possono
dichiararsi tali, poco accoglienti e attrezzate; qualche
bar (due particolarmente buoni), nessun locale di divertimento, qualche fiera (fieraccia!) con alcuni stand (da
contare letteralmente sulla punta delle dita), con le strade rattoppate al meglio ( o al peggio)…Le aiuole che
costeggiano il lungomare, aiuole che potevano essere
casione per ringraziare il dott. Alfio Basile e la signorina Anna Quattrocchi per la preziosa attività pluriennale svolta a servizio dell'ente. Allo stesso modo,
porgo gli auguri di buon lavoro al dott. Giuseppe
Bella, nuovo responsabile della segreteria, ed al dott.
Gaetano Battiato, capo del settore ragioneria".
ph Fabio Consoli
Gaetano Rizzo
caffè...
Il piacere di un buon
ERG
Via Marchese di Casalotto, 32/B
Tel. 095 7921279
ACI S. ANTONIO (CT)
PILLOLE DEL CASALOTTO
Etna Expo – Apre i battenti il nuovo centro fieristico
permanente, chiamato “Etna Expo”, sito all’interno del
Parco Commerciale “Etnapolis” di Belpasso. A tagliare il
nastro è stato il Ministro della Difesa, on. Ignazio La
Russa, che ha potuto ammirare, in occasione della 1°
fiera dell’artigianato e dell’agro-alimentare, anche le
straordinarie opere di Nerina Chiarenza. All’evento ha,
Una nuova coppia alla ribalta, quest’anno, del
Premio Aci e Galatea: Anna Pavone e Giulio
Vasta. Dopo il successo dello scorso anno,
allorquando, spalla, si fa per dire, del bel Giulio
(anche qui si fa per dire!) era la Miriam Leone,
al secolo Miss Italia 2008, Anna Pavone,
splendida nel suo elegante rosso targato
“Mariella Gennarino” ha condotto, con particolare maestria assieme al “bravo presentatore
acese”, l’edizione 2009 del mitico, lo possiamo
ben affermare, “Premio di Acireale ai Siciliani”.
Consensi dalla ampia platea che ha riempito
Piazza Duomo e consensi, inaspettati, dai
soliti criticoni ai quali niente va giù. Non scopriamo certamente l’acqua calda se aggiungiamo che la Pavone vanta un curriculum di
tutto rispetto: si occupa di critica letteraria,
comunicazione, radiofonia, editing di opere
letterarie e wb content; mentre collabora con giornali e riviste; la sua bella voce ha accompagnato alcuni documentari di interesse naturalistico, culturale e scientifico. Conduce disinvoltamente programmi radiofonici e manifestazioni culturali (l’abbiamo ammirata nella presentazione del Concerto di Natale tenutosi nella Basilica di San
Sebastiano, lo scorso anno (organizzato dall’assessorato alla Cultura della Provincia di Catania) e si occupa dei
contenuti culturali del nuovo portale dell’Università di Catania. Scherzavamo allorquando abbiamo scritto del bel
Giulio, il “bravo presentatore “ di casa nostra. Giuseppe Giulio Vasta, in arte Giulio Vasta, è, infatti, sotto mira del
nostro puntuale “sfottò” per la sua stazza e per i suoi capelli. Lo invito, a parecchi mesi dal Premio a mettersi a regime….lui ce la mette tutta, qualche kilo lo perde certamente, ma non sa proprio resistere a certi manicaretti e a certe
riunioni culinarie che sono il suo…forte! E’ da anni direttore artistico delle varie manifestazioni che vengono organizzate nell’hinterland; responsabile di Radio Etna Espresso, possiamo dichiararla una sua creatura che aveva
ripreso quando, trent’anni addietro, stava affondando; l’emittente acese si è creato uno spazio considerevole con i
suoi programmi e i suoi collaboratori (non ultimi la Miriam Leone, Carmen Consoli…) affiancando quel Canale 9,
diretto da Antonio Garozzo, voce ed anima dell’attività acese e dello intero territorio. Giulio Vasta, La “voce”, oggi
è quello che ha ereditato la maestria, il garbo e la raffinatezza dello speaker per eccellenza di Acireale, quell’indimenticabile Angelo Badalà…” il carro Sicilia Bedda scenda lentamente da corso Savoia ed entri in Piazza
Duomo…”….Quanti ricordi!
T.C.
Il consiglio di amministrazione dell'Ipab
"Collegio Santonoceto e conservatori riuniti" è tornato a riunirsi per una serie di
adempimenti e, frattanto, ha ufficializzato la composizione del nuovo organigramma di segreteria, la cui
direzione è stata affidata al dott. Giuseppe Bella, 42
anni, laureato in Economia e commercio, già in forza
allo stesso ente. Ragioniere generale è stato nominato il dott. Gaetano Battiato, anch'egli laureato in
Economia e commercio e già organico all'Ipab
Santonoceto con altra mansione. Ai lavori del consiglio di ieri hanno partecipato, oltre al presidente Alfio
Brischetto, anche la vice-presidente Antonia Donato
ed i consiglieri Sebastiano Pomona e Giuseppe
Rapisarda. Alla fine della seduta è stato ricevuto il
sindaco di Acireale, avv. Nino Garozzo, in visita ufficiale all'ente. Il primo cittadino acese ha salutato i
componenti il consiglio ed i lavoratori e visitato una
parte dei locali dell'Istituto Santonoceto. "Ringrazio il
sindaco per l'attenzione che ha inteso rivolgerci - ha
affermato il presidente, Alfio Brischetto - e colgo l'oc-
AKIS
il leit motive dell’accoglienza, incolte, piene di spazzatura, con notevoli escrementi di animali, specie di cani,
e ricovero pomeridiano delle centinaia di “venditori” che
nella giornata passano tra gli bagnanti sulla spiaggia.
Due pizzerie sul lungomare, con prezzi che ti risolvono
una stagione (per gli esercenti) e due accoglienti “giochi” che con i loro “saltelli”, macchinine, bigliardini, scivoli (di gomma) e macchine acquatiche sono la gioia
dei piccoli ed il salasso dei genitori: su dieci bambini
che uscivano da questi luoghi, dopo avere fatto 6/8
interventi, ben “dodici” bambini uscivano piangendo
perché volevano continuare a divertirsi…E meno male
che il buon signor Mario ogni tanto provvedeva a regalare qualche sorriso in più… Strutture commerciali?
Qualche supermercato abbastanza fornito e dignitoso,
molti hard discount poco accoglienti, qualche spaccio
sul quale è meglio stendere un velo pietoso…accoglienza, pulizia, code nei banchi e alla cassa…una
“controllatina” da parte delle autorità non sarebbe
male! Strisce blu: mal comune mezzo gaudio? Niente
affatto. Strisce blu che coprono l’intero lungomare,
senza alcuna striscia bianca!!!, che sono state, certamente, un buon introito per il comune il
quale si è affidato
anche alla cortesia e
alla scortesia, in alcuni
casi, dei suoi “zelanti”
vigili urbani. Qualcuno
mi potrebbe dire: “ma
perché ci vai, o ci torni,
se ti trovi così male?”
La risposta resta vincolata
all’interesse
familiare e nella speranza che il sindaco si
faccia una passeggiata sul lungomare e che
si “vergogni” dello stato in cui versa il suo paese. Per il
resto…qualche controllo in più sulle centinaia di cartelli con affittasi e locasi…ed il bilancio dello Stato
andrebbe in pareggio. Dimenticavo…la mattina, fortunatamente, appena sentivo il “friscalettu”del gelataio
correvo fuori per la granita…c’era Giuseppe, proveniente da Aci Catena, con la vera granita di mandorla
ed il fragrante cornetto a darmi il buon giorno…un
modo come l’altro per non sentirsi lontani da casa!
T.C.
infatti, partecipato, con un proprio stand espositivo, il
Comune di Aci S. Antonio. Oltre alle famose iniziative
riproposte annualmente dal Comune, sono stati messi
in vetrina anche i manufatti dei maestri Paolo Rapisarda
(ferro battuto), Orazio Grasso (pietra lavica), Antonio
Patanè e Salvatore Nicolosi. Spazio anche alle aziende
santantonesi leader nel campo dell’agro-alimentare,
quali “Terre Nere” di Alfio Chiarenza, “La Conserviera”
di Carmelo Pappalardo, oltre alla celeberrima
“Pasticceria Miraglia”. Occhio di riguardo ha avuto la
Pro Loco del presidente Sebastiano Basile, che ha
esposto solo alcune delle opere dei giovani allievi della
scuola del Carretto Siciliano. Hanno abbellito lo stand le
composizioni floreali di “Michelangelo Finocchiaro
Flower Designer” e gli oggettini in vimini di “Ferlito
Cesti”.
È stato inaugurato nei giorni scorsi il nuovo stabile, sito
in via Cantagallo, che ospiterà le classi di Scuola
Primaria della frazione di S. Maria La Stella. I locali,
affittati dal Comune di Aci S. Antonio, ospiteranno tutti
gli alunni della popolosa frazione santantonese fintanto
che la nascitura scuola, che dovrà sorgere nei pressi
del Parco Suburbano “Bosco di Aci” e i cui lavori sono
stati recentemente appaltati, non sarà realizzata.
All’inaugurazione è intervenuto il sindaco, dott. Pippo
Cutuli, che si è detto entusiasta dell’obiettivo raggiunto
soprattutto per il fatto che l’immobile “accorperà – ha
spiegato il primo cittadino - tutti i plessi presenti nella
frazione in un’unica struttura che può contare su aule
spaziose, luminose, arieggiate, oltre che con tutti gli
standard di sicurezza previsti dalla legge.
L’Associazione Santantonese per la Lotta ai Tumori
compie 20 anni. Considerata l’unica panacea per la
lotta ai tumori,
la prevenzione
è, ad oggi, una
delle
poche
opzioni che può
evitare la formazione
di
masse tumorali.
Con
questo
intento,
nel
1989, il presidente
Pippo
Musumeci
fondò questa
associazione,
che oggi annovera incoraggianti traguardi:
18 mila prestazioni mediche rese. L’importante anniversario è stato
celebrato con una Messa solenne,
presieduta
dall’Arcivescovo di Canne, Mons. Alfio Rapisarda, nunzio apostolico emerito, e con un concerto lirico-sinfonico che ha visto la partecipazione dell'orchestra «Verdi»
del maestro Alfio Zito e le corali sinfoniche «Ionia» del
maestro Giuseppe Cristaudo e «Da Palestrina» del
maestro Nuccio Russo.
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AKIS
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Sabato 19 settembre 2009
Paolo Bonsignore… la passione per la montagna bella come una fede.
"Sognare di donne"
Professore di Fisica e Preside dell’Istituto Nautico di Riposto e di Catania, da 40 anni socio presso i valligiani Etna Nord, velista, abile ed esperto in sci alpinismo, signore d’altri tempi, “Paulazzo” come lo chiamavano affettuosamente gli amici con i quali condivideva indimenticabili momenti di spensieratezza e
libertà volteggiando leggero sulle nevi dell’Etna. Paolo Bonsignore ha fatto della famosa frase di Guido
Rey: “Io credetti e credo la lotta coll’Alpe, utile come il lavoro, nobile come un’arte, bella come una fede”
uno stile di vita e qualche giorno fa è andato a trovare il Signore delle Cime. Paolo Bonsignore era l’esempio eclatante di come si frequenta la montagna con passione rispetto e semplicità. D’altra parte lo sci
alpinismo che egli praticava con assiduità riflette i sacrifici che si fanno per raggiungere gli obiettivi; gli sforzi della salita appagati dalla fresca brezza ristoratrice della discesa che fa respirare un’aria di libertà e d’immenso le cui sensazioni non possono essere ne scritte ne descritte. La salita è dura, è faticosa ma essa
ti consente di entrare in armonica sintonia con la natura; ogni passo una conquista, ti senti vivo e stai attento a non calpestare la flora altomontana che istante per istante lotta per la sopravvivenza. Solo così puoi
entrare in sintonia con la natura sana abitudine questa che oggi l’uomo purtroppo tende a perdere sopraffatto dall’elettronica e dalla realtà virtuale.
Dall’alto vedi le città lontane ed loro frastuono non arriva a turbare il silenzio
delle distese innevate che danno quella
dimensione di libertà e naturalità dove
riesci a percepire la voce di te stesso. In
questa dimensione la sciara non è solo
un informe ammasso di pietre ma un
ambiente naturale che trasmette sensazioni a chi li sa cogliere e sa entrare in
simbiosi con il vulcano. Paolo cercava
questo e quando finita la discesa ritornava in auto era come appagato, ricaricato
e già pensava alla prossima escursione
dove non mancava quasi mai Nino
Cristaudo, grande amico legato da amicizia sincera e disinteressata e se interesse c’era era la passione condivisa per la
montagna. Oggi si tende alle comodità e a scansare le fatiche e negli impianti di risalita; s’imbrocca lo skilift e tutto è risolto. A queste persone la montagna non dice più nulla soprattutto se per essi diventa solo
snob ed esibizionismo. A Paolo bastavano cose semplici come semplici sono i montanari, nell’animo e nel
modo di fare. Mentre la città divide, la montagna avvicina al punto tale che due persone sconosciute quando s’incontrano in montagna si salutano sempre. La passione di Paolo per la montagna era la continua
ricerca del proprio Io un contesto d’integrazione con la natura le cui sensazioni erano condivise con gli
amici più cari. Paolo manca ai familiari ed agli amici. Lo incontreremo nel silenzio degli astragaleti e dei
ginestreti; nel soffio dei mille venti della contesa dell’Etna, nella neve che brilla come diamante, nel raggio
di sole che si riflette sulla rugiada, nella pioggia che ruscella sulle lave levigate…l’anima di Paolo vive per
sempre. Ci piace ricordalo mentre solca i canaloni ed il tephra innevato come in questa foto scattata nel
marzo di quest’anno sull’Etna nei pressi di Rocca della Valle. Ciao Paolo, ci mancherai tantissimo.
Giovanni Tringali
Si è inaugurata a Caltagirone, presso la
Galleria Fotografica "Luigi Ghirri", la mostra
fotografica "Sognare di donne" a cura di
Mignon. Nel sobrio e moderno contesto della
galleria, il vernissage si è aperto con l'introduzione di Sebastiano Favitta (curatore della galleria) e la presentazione di quattro dei nove
componenti del gruppo fotografico Mignon di
Padova, composto da Fatima Abbadi,
Ferdinando Fasolo, Roberta Lotto, Mauro
Minotto, Giorgio Pandolfo, Gianpaolo
Romagnosi, Angelo Tassitano, Marco Turetta e
Giovanni Umicini, specializzato nella “street
photography”. Una puntuale e chiara lettura di
questo lavoro è stata fatta dall'Avv. Pippo
Pappalardo, noto critico fotografico a livello
nazionale (Premio Una Vita per l’Immagine
2008 ad Acireale), nella sua prima uscita pubblica dopo un “breve soggiorno ospedaliero”,
che lui stesso ha definito simpaticamente, un
"frullato delle mie meningi". Il tema della
mostra è come il gruppo vede le donne, nella
loro quotidianità in strada, con pensieri ed
espressioni involontarie del loro essere, racchiudendole in una serie di scatti, disposti nelle
tre sale della galleria, in bianco e nero.
Raccontano di loro, abitanti dell'altra metà del
cielo, che non potranno mai appartenere agli
uomini in quanto avvolte da un'aura di mistero
a loro impenetrabile, scrutata dall'obiettivo del
fotografo, impressa, ma segreta. Dunque un
elogio alla femminilità, espressa in tutte le sue
forme, dalla donna manager che corre frettolosa a chissà quale impegno, alla ragazza che
ride dopo una festa, alla signora attenta dinnanzi ad una vetrina, a quella che attende la
metropolitana, un riassumere le loro varie
"forme" accomunate da quell'eleganza e grazia tipica di esse. La mostra resterà aperta fino
al 4 ottobre 2009, una bella opportunità per
visionare delle immagini semplici ma ben fatte,
una diversa chiave di lettura che spiega un pò
di più qualcosa sull'universo femminile che
spesso sfugge a tutti noi abitanti della strada,
distratti dalla freneticità della vita.
Ganci Antonella
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ACI S. ANTONIO (CT)
Prosegue la preparazione al campionato della Edil
Tomarchio Basket sotto gli ordini del preparatore atletico
prof. Franco Foti. Coach Nicolosi lavora col gruppo amalgamando i quattro nuovi acquisti ai sei riconfermati dalla
passata stagione. Inseriti nel roster della prima squadra
gli under Riolo, Garozzo e Pulvirenti. Intanto è stata decisa ieri la data della prima amichevole stagionale. Stabilita
la numerazione ufficiale delle maglie: 5 CANTONE,6
FOTI,7 PRUDENTE,8 MESSINA,10 RUSSO,11 MAZZERBO,12 RIOLO,13 RAPISARDA,14 SPADARO,15
PULVIRENTI,16 GAROZZO,18 PRIVITERA,19 VETRANO. Non assegnato il numero 4, lo scorso anno sulle
spalle del capitano Vigo,al quale vanno,da parte della
società sanluigina,i migliori auguri e le congratulazioni
per la sua carriera professionale.
SPONSOR UFFICIALE
Il mese di Agosto
è stato per “Icaro”
un mese di voli
ininterrotti grazie
alla manifestazione “Donna del
mare” condotta
da Ettore Tortorici
con
regia
di
Antonio Faicchia.
Lo spettacolo è
stato proposto in
alcune tra le più
belle località della Sicilia, da Castellammare del
Golfo a Camastra , Troina , Scoglitti ,Tremestieri con
la finalissima svoltasi ad Acicastello che ha visto
come vincitrice la concorrente Ylenia Bonfatto. Il
risultato è stato gratificante per i bei riscontri ottenuti ed “Icaro” è stato felice di “planare” tra una località
e l’altra. Adesso il video-clip della canzone è nel sito
della Rai e tutti coloro che volessero visionarlo lo
possono fare cliccando all’indirizzo: www.nuovi
talenti rai.it e cercando il video di Giuseppe Longo “Il
volo di Icaro”. Per ragioni tecniche il video è stato
ridotto e sfumato ma se qualcuno lo volesse vedere
in versione integrale lo può fare rivolgendosi alla
redazione di AKIS (via Alliotta 14 Acireale – 347
5382517) oppure cercandolo su You Tube."
AKIS
La Galleria fotografica “Luigi Ghirri” di
Caltagirone compie dieci anni di attività.
Ospite nella prestigiosa struttura comunale
della Corte Capitaniale, anno dopo anno, il
direttore artistico Sebastiano Favitta, promuovendo innumerevoli mostre, seminari, ha fatto
conoscere l’opera fotografica di fotografi del
calibro di Monti, Giacomelli, Ghirri, Meyrowitz,
Salgado, Chiaramonte, Patten, Salbitani, Carli,
Leone, Pitrone, Gambino ed altri ancora, nonché di poeti, letterati e studiosi coinvolti col
fenomeno fotografia e con la sua poesia.
Giorno 5 settembre u.s. si è inaugurata la
nuova stagione di mostre che nel nome della
“street photography” ha visto protagonista il
gruppo MIGNON di Padova il quale, da tempo,
promuove e prosegue con coscienza e visione
moderna gli obbiettivi che furono dei fotografi
della Farm Security Administration e quelli
della Photo League: un appassionato impegno
sociale, la ricerca di una forma stilistica adeguata al desiderio di documentare e testimoniare, un rigore artistico da trovare e sperimentare nelle libertà di espressione. Lo storico
sodalizio, che ha in Giovanni Umicini uno storico punto di riferimento, nel passato più recente ha incontrato le simpatie del compianto fotografo americano Walter Rosemblum e della
moglie Naomi, illustre docente di storia di fotografia, i quali hanno incoraggiato l’opera del
gruppo stimolandoli a stare il più possibile dentro la storia e sempre “on the road”. Da qui la
visione di un contemporaneo che diventa testimonianza e mai ricordo, che è sempre attualità
e mai nostalgia, che cerca le sue risposte nel
domani e non nel passato. Fedeli al bianco
nero che ha eternato la scuola del più classico
reportage americano hanno saputo fondere gli
esiti della scuola umanista francese con l’esperienza del neorealismo italiano, offrendo
una rilevazione e rivelazione del mondo contemporaneo assai convincente senza tradire
l’assunto poetico del bisogno di raccontare.
La presente mostra (Sognando di donne) raccoglie antologicamente i volti femminili che i
fotografi Mignon hanno incontrato nelle loro
avventure visive: una galleria di ritratti che parlando dell’universo femminile riesce ad esprimere un possibile manifesto di intenti fotografici che fa dell’attenzione al mondo (nella fattispecie quello femminile) la spiegazione della
necessità di fotografare. E’ stato detto che i
Mignon sono fotografi curiosi perché hanno
cura del mondo, delle persone e delle cose
che dentro i loro obbietti non sono oggetti o
figure più o meno ben composte o pretesti per
funambolismi digitali ma rimangono soggetti
carichi di storie e di emozioni con cui piace
incontrarsi e confrontarsi. La mostra che chiuderà il giorno 4 ottobre p.v.( c’è ancora tempo
per poterla visitare) è corredata da un ottimo
catalogo, a cura di Pippo Pappalardo, edito da
Polyrama Edizioni.
Nicotra Gioielli Luxury
Acireale - Corso Umberto n° 36
tel / fax +39 095.606345 www.nicotraluxury.it
AKIS: Anno V, numero 16 del 19 settembre 2009, in vendita a € 1.00 - Editore e Direttore Responsabile: Turi Consoli - Autor. n. 22 del 23/05/2005 del Tribunale di Catania
IL GIORNALE Sede e Redazione Akis: via M. di Casalotto 68 -95025 Aci S.Antonio - Tel.- Fax 095 7921786 – 347 5382517 - [email protected] - [email protected] - Site: www.akis-aci.com
DEL TERRITORIO Tipografia-Litografia: “TM” di Mangano Venera - via N. Martoglio, 93 - S. VENERINA (CT) - Tel. 095 953455 - Distribuzione e arretrati: 340 7152814
DELLE ACI
Elaborazione grafica, fotomontaggi e impaginazione: MP Graphic di Maurizio Pagano - Tel. 347 1433135 187
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AKIS
Sabato 19 settembre 2009
LA RUBRICA SCIENTIFICA
Premio Letterario Regionale "Città di Viagrande"
Sta per cambiare in Sicilia la medicina di laboratorio.
Con la scomparsa dei laboratori obsoleti e fatiscenti
una medicina di laboratorio di eccellenza.
Si è svolta , nell"incantevole scenario naturale di Piazza Francesco
Maria Scuderi, la cerimonia di premiazione della prima edizione del
Premio Letterario Regionale "Città di Viagrande". Il premio, istituito
dal Sindaco del Comune di Viagrande, dott.ssa Venera Cavallaro, e
fortemente voluto dall' Assessore alla Cultura, dott.ssa Caterina
Muscuso, era rivolto agli autori siciliani di opere di narrativa edite tra
marzo 2007 e marzo 2009. La Giuria, composta dal Sindaco di
Viagrande, nella qualità di presidente onorario, dal prof. Giuseppe
Trovato (Preside dell'Istituto Comprensivo "Giovanni Verga" di
Viagrande), dal prof. Orazio Caruso (Insegnante di Lettere), dal
prof. Elio Distefano (Insegnante di Italiano, Latino e Greco), dalla
prof.ssa Aurora Monaco (Insegnante di Letteratura straniera) e dal
dott. Alfio Patti (giornalista e scrittore), ha effettuato una pre-selezione, individuando, tra quelle inviate, sei opere da sottoporre al
Comitato tecnico-scientifico, formato dai docenti universitari della
Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Catania
prof.ssa Rita Verdirame (Ordinario di Letteratura italiana), prof.
Niccolò Mineo (Docente di Letteratura italiana, Dantista, già Preside
della Facoltà di Lettere e Filosofia) e prof. Antonio Di Grado
(Ordinario di Letteratura italiana), che ha provveduto alla selezione
dei vincitori Al concorso hanno partecipato le seguenti case editrici: ED.A.S. (Messina), A&B Editrice (Acireale Roma), Bonfuraro
Editore (Enna), Giulio Perrone Editore (Roma Divisione Lab), Dario
Ftaccovio Editore s.r.l (Palermo), La Medusa Editrice (Marsala),
Navarra Editore (Marsala), Edizioni Arbor (palermo), Fermento (Roma), Edizioni Agorà (Belpasso), Robin Edizione s.r.l.
(Roma), Edizioni Akkuaria (Catania), Edizioni Greco (Catania), Villaggio Maori Edizioni s.as. (Catania), Marsilio Editori s.p.a.
(Venezia), Il Filo s.r.l. (Roma), Lombardi Editori s.r.l. (Simcusa) e Sellerio Editore (Palermo). Le opere presentate, in totale,
sono state quarantasei. Terzo classificato: Salvatore La Porta, In morte di Turi - Villaggio Maori Edizioni s.a.s. (Catania).
Motivazione: A Salvatore La Porta, che ha saputo descrivere una Sicilia di "arcisiciliani" in maniera "antisiciliana", riuscendo a coniugare uno stile descrittivo ricco, quasi barocco, ad una scrittura, spesso secca e spigolosa. Secondo classificato:
Lucia Cardillo Di Prima, Eufrosina, Dario Flaccovio Editore s.r.l. (Palermo). Motivazione: L'opera ha particolari caratteristiche che ne costituiscono la modernità e insieme l.ancoraggio alla tradizione, in un giuoco di interscambi, di rimandi, di allusioni, di interferenze, che arricchiscono non tanto la trama quanto i significati. Primo classificato: Domenico Seminerio, Il
manoscritto di Shakespeare, Sellerio Editore (Palermo). Motivazione: ",Un romanzo che, muovendosi apparentemente
sullo statuto della detection storica, attraversa le tematiche dell'attualità politica e storica siciliana con piglio sicuro e originalità di dettato. Il romanzo si impone per la complessità del discorso narrativo, che scorre su due livelli: la narrazione di
primo grado che è contemporanea e il sottostante racconto di un'esistenza (reale?) di cinquecento anni fa. I membri del
Comitato tecnico-scientifico, inoltre, avendo esaminato anche le opere escluse dalla sestina indicata dalla Giuria popolare,
hanno deciso all'unanimità di assegnare una segnalazione di merito a Paolo Borrometi, Ti amo l più deIl'infinito, Lombardi
Editori s.r.L (Siracusa) per la freschezza della narrazione e l'abilità descrittiva di cui l'autore dà prova A Borrometi il Sindaco
del Comune di Viagrande, che aveva già premiato i primi tre classificati, ha consegnato una copia della Monografia storica
dei comuni di Nicolosi, Trecastagni, Pedara e Viagrande, di Salvatore Mirone, e un CD su Viagrande. La serata è stata deliziata dall'intervallo musicale dell' Aedo dell'Etna, Alfio Patti, che ha proposto al pubblico un percorso di '4cunti e canti" avente per titolo "La Giustizia e il sonno". Fra le autorità presenti anche l'Assessore Provinciale alla Cultura, nonché
Vicepresidente della Provincia Regionale di Catania, Nello Catalano, che ha portato i saluti del Presidente Castiglione. Il
Premio si inserisce nel "Progetto lettura", che prevede incontri fra i vincitori del concorso e gli studenti della scuola secondaria di primo grado dell'Istituto Comprensivo "Giovanni Verga" di Viagrande. Tali incontri, che hanno lo scopo di promuovere la pratica della lettura, si estenderanno anche agli studenti delle scuole dell 'hinterland Soddisfatta dei risultati, la dottssa Muscuso dichiara: "A conferma che l'ltalia senza la Sicilia non lascia immagine nell'anima, come scrisse Goethe, il
Premio ha dimostrato come con poche ed imperiture parole sia possibile cogliere l'essenza di ciò che sta intorno, raccontando l'altro volto, quello della terra dai colori rosso lava, giallo limone, blu mare, estroversa ma anche gelosa custode della
sua millenaria tradizione, che guarda al futuro senza dimenticare il passato".
Foto di Giuseppe Sergi
Finalmente anche la nostra regione si adegua alle altre
regioni italiane per valorizzare le strutture di medicina di
laboratorio che forniscono migliori servizi e che hanno
maggiormente investito. In Sicilia il numero dei laboratori clinici privati è veramente paradossale superando le
600 unità contro le 50 strutture del Veneto e le circa 150
della Lombardia. Ormai il dado è tratto con l’imminente
istituzione della rete dei laboratori privati che segue
quella dei laboratori pubblici già varata. In pratica, si
prevede una riduzione del numero dei gabinetti di analisi attraverso l'aggregazione in consorzi di tutte quelle
strutture di piccole dimensioni che non raggiungono il
numero minimo di 100.000 prestazioni l’anno (in Veneto
il numero minimo per potere operare come laboratorio
clinico è di un milione di prestazioni l’anno!).
L’aggregazione funzionale è totale e riguarda l’invio al
consorzio di tutti i campioni prelevati con incentivi per le
strutture che copriranno il fabbisogno nei piccoli comuni che non dispongono di punti prelievo. Il cittadino avrà
quindi la possibilità di potere usufruire del proprio laboratorio che viene trasformato in punto di prelievo che
invia i campioni al consorzio o di rivolgersi direttamente
ai grandi laboratori di riferimento. In pratica un enorme
vantaggio per il cittadino che avrà la possibilità di avvalersi di grandi laboratori attrezzati con tecnologie d’avanguardia per potere avere i requisiti previsti per l’accreditamento istituzionale. Un vantaggio l’avranno
anche i soggetti anziani e privi di mezzi propri che possono recarsi direttamente presso il punto prelievo più
vicino. La Sanità siciliana sta cambiando per potere
rispondere meglio al contenimento della spesa ed alla
domanda dei cittadini premiando le strutture più qualificate e penalizzando chi da anni non ha rinnovato il
parco tecnologico delle attrezzature. L’assessore Russo
ha da tempo sottolineato che questa “rivoluzione” dei
laboratori sarà attuata secondo un modello che sarà
all'avanguardia in tutta Italia superando l’attuale stato
dell’arte che in Sicilia ha assunto dimensioni lontanissime da qualsivoglia razionalità e non coerenti con il
piano di contenimento della spesa sanitaria. Con le previste premialità dall’art. 25 della legge regionale 5/2009
per i laboratori clinici il sistema diventerà altamente
meritocratico e più vicino alle esigenze di salute dei cittadini. Il nuovo decreto, gia al vaglio della VI^
Commissione Sanità dell’ARS si prevede possa essere
pubblicato il prossimo mese di agosto.
Nella foto il laboratorio del Manicomio di Torino
agli inizi del secolo scorso.
Giovanni Tringali,
direttore scientifico dell’I.R.M.A. di Acireale
Come riconoscere un ictus cerebrale...
Durante una grigliata Federica cade. Qualcuno vuole
chiamare l'ambulanza ma Federica rialzandosi dice di
essere inciampata con le scarpe nuove. Siccome era
pallida e tremante la aiutammo a rialzarsi. Federica trascorse il resto della serata serena ed in allegria. Il marito di Federica mi telefonò la sera stessa dicendomi che
aveva sua moglie in ospedale. Verso le 23.00 mi richiama e mi dice che Federica è deceduta. Federica ha
avuto un ictus cerebrale durante la grigliata. Se gli
amici avessero saputo riconoscere i segni di un ictus,
Federica sarebbe ancora viva. La maggior parte delle
persone non muoiono immediatamente.
Basta 1 minuto per leggere il seguito:
Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore dall'attacco si può facilmente porvi
rimedio.
Il trucco è riconoscere per tempo l'ictus!!!
Riuscire a diagnosticarlo e
portare il paziente entro tre ore in
terapia. Cosa che non è facile. Nei
prossimi 4 punti vi è il segreto per
riconoscere se qualcuno ha avuto un
ictus cerebrale:
* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);
* Chiedete alla persona di pronunciare una frase
completa (esempio: oggi è una bella giornata) e non
ce la farà;
* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce
la farà o ci riuscirà solo parzialmente);
* Chiedete alla persona di mostrarvi la lingua (se la
lingua è gonfia o la muove solo lateralmente è un
segno di allarme).
Nel caso si verifichino uno o più dei sovra citati punti
chiamate immediatamente il pronto soccorso.
Descrivete i sintomi della persona per telefono.
Corso Savoia, 111 c
95024 ACIREALE (CT)
Tel. 095 7649590
Tel./fax: 095 7647733
Matteo Amantia, al suo debutto come solista
Matteo Amantia Scuderi nasce a Catania il 4 febbraio del 1979. All’età di tredici anni
scopre la sua passione per la musica e inizia gli studi di chitarra classica per circa
tre anni. Il suo eclettismo lo porta però a intraprendere studi di flauto traverso, armonica a bocca, chitarra moderna e voce, il suo vero strumento. Ed è proprio da cantante che a 15 anni mette insieme le prime band fino ad arrivare nel 1998 ai
Kataitna, band che gli porterà non poche soddisfazioni, partecipando a numerose
manifestazioni nazionali (Arezzo Wave, Rock targato Italia, Sonika, Emergenza
rock), suonando in tutta la Sicilia e suscitando un interesse non indifferente agli
occhi della critica. Le atmosfere dei suoi brani hanno sonorità per lo più definibili
come rock, ma toccano, prendendo spunto dal funk, blues, pop, musica d’autore,
elettronica e sperimentale, diversi generi musicali, nessuno in particolare. Nel 2001
scioglie il progetto Kataitna e va alla ricerca di nuovi stimoli musicali da solista, affibbiandosi il nome di “Maya”. Contemporaneamente si diploma come tecnico audio e
apre uno studio di registrazione, “LAVOCE records”, dove registrerà e arrangerà
numerosi progetti locali. Nel 2003 entra a far parte degli SUGARFREE, “Premio
“Aci e Galatea”, già nota pop-band locale di cui faceva parte anche Luca Galeano
(chitarre), compagno di note fin dai tempi dei Kataitna (era infatti il chitarrista solista
della band). Nel 2004 firmano un contratto per la Warner Music con la quale incidono il loro primo album “clepto-manie” preceduto dal singolo “cleptomania” (registrato proprio nello studio “LAVOCE records”) che si rivela un successo commerciale, vendendo 40.000 copie. L’album nel 2005 è invece “disco d’oro” con oltre
60.000 copie vendute. Contemporaneamente Matteo firma le colonne sonore di alcuni corti prodotti dall’indipendente
Visione Singolare Factory. Con gli SUGARFREE partecipa a numerose manifestazioni nazionali (Sanremo 2006
sezione Big, Festivalbar 2005/2006, TIM tour, TRL, ecc.) e vari tour in giro per l’Italia. Nel 2007 firma il testo di
“splendida”, tema principale nella colonna sonora di “appuntamento al buio” (U.S.A.-2007) e interpreta quello di
“scusa ma ti chiamo amore” (2008). Nel 2008 viene pubblicato il secondo album degli SUGARFREE, “Argento”, ma
dopo pochi mesi sia Matteo che Luca Galeano escono dal gruppo per motivi di natura artistica. Il 2009 inizia con la
lavorazione del suo primo album da solista la cui uscita è prevista in autunno. Il mondo di Matteo Amantia da sempre orbita attorno a quello musicale, seguendone le diverse traiettorie e sfaccettature.
Un affresco corale sulla memoria collettiva che
diventa un omaggio al cinema del passato
Giancarlo Zappoli
Attraverso le vicende di tre generazioni di una famiglia
di Bagheria, il film racconta un secolo di storia italiana, con le Guerre Mondiali e l'avvicendarsi, sulla
scena politica, di Fascismo, Comunismo, Democrazia
Cristiana e Socialisti. La storia di una famiglia siciliana che prende le mosse dal ventennio fascista in cui
Cicco, sin da bambino apertamente contestatore, è un
pastore che ha la passione per la letteratura epica.
Suo figlio Peppino, cresciuto durante la guerra,
entrerà nelle file del Partito Comunista divenendone
un esponente di spicco sul piano locale e riuscendo a
sposare, nonostante la più assoluta opposizione della
famiglia di lei, Mannina che diventerà madre dei loro
numerosi figli che saranno comunque considerati da
alcuni sempre e comunque ‘figli del comunista'.
Tornatore riprende a narrare della terra che ama, la
Sicilia, e lo fa con un affresco collettivo che abbraccia
numerosi decenni della storia del secolo scorso. Lo fa
con quel piglio che a tratti travalica nell'enfasi che
ormai gli è proprio quando torna cinematograficamente a varcare lo Stretto di Messina (e che gli procura
tante critiche) ma anche con la sincera voglia di fare
cinema a tutto campo. Fare cinema si traduce per lui
in un omaggio consapevole e dichiarato a quanti lo
hanno preceduto (qui in modo particolare a Sergio
Leone ma non solo) senza però rinunciare a un proprio stile narrativo che procede per accumulo di immagini e di situazioni. È una corsa contro il tempo quella
che ci viene proposta sin dall'inizio con la figura del
bambino che apre il film. Corsa contro il tempo che
cancella una memoria collettiva che sembra progressivamente non esistere più e che Tornatore vuole
restituirci scegliendo la via della spettacolarità rivolta
al pubblico più vasto possibile. C'è una scena in cui
Peppino torna a Bagheria dopo essere emigrato per
lavoro a Parigi. Ha ancora in mano la valigia e un
gruppo di suoi conoscenti, incontrandolo, gli chiede
per dove stia partendo. Nessuno di loro si è accorto
della sua assenza. Oggi ben pochi sembrano accorgersi della perdita della conoscenza di un passato
recente in cui umiliazioni, lotte e parziali vittorie lasciavano segni profondi nella collettività. Segni che, come
l'affresco sulla volta della chiesa, 'dovevano' essere
cancellati. Ma
ciò che al regista
sembra premere
ancor di più è il
mostrare come il
retaggio di un
passato di tradizioni
ormai
incancrenite
nella società non
sia stato ancora
superato nella
realtà
sociale
siciliana e non
solo. La sequenza dell'assessore all'urbanistica
non vedente che
si fa portare i
piani regolatori in
plastico
e
li
apprezza solo
dopo aver intascato l'ineludibile
mazzetta è di quelle che si ricordano. Così come (pur
nel caleidoscopio a tratti pensoso e a tratti decisamente macchiettistico della miriade di personaggi che
attraversano la scena) resta presente, nello scorrere
degli anni e delle vicende, la pessimistica sensazione
di una sorta di atavica maledizione a causa della
quale le uova rotte e i serpenti neri finiscono col far
parte del passato, del presente e del futuro di una
terra che ha bisogno di una frattura traumatica per
poter liberare una volta per tutte una vitalità creativa
che certo non le manca.
Corso Savoia, 111 c
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RIVOLUZIONE IN AULA