La Famiglia tra
mutamenti e
bisogni
a cura di Rita Amatore
Progetto “Spazio Aperto
Famiglia” delle Acli
Realizzato con fondi del
5 x mille
19/12/2015
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La ricerca nasce all’interno del
Progetto “Spazio Aperto
Famiglia” delle Acli, che ha
voluto affrontare con azioni
mirate, le varie problematiche
sociali (anziani, minori, giovani,
ecc..) attraverso la cura del
contesto familiare, luogo dove
l’individuo forma la sua
personalità.
Progetto “Spazio Aperto Famiglia”
Realizzato con fondi del 5 x mille
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Infatti…
Dal progetto “Spazio Aperto Famiglia” nasce il
PUNTO FAMIGLIA delle Acli, un centro servizi
dove si svolge:
 Accesso al welfare e Orientamento ai servizi
 Percorsi sulla genitorialità, attraverso incontri
formativi teorico-pratici per le famiglie
 Sperimentazione di un gruppo di acquisto
solidale (GAS)
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Obiettivo della ricerca
Mettere in evidenza le caratteristiche sociali della
famiglia in Capitanata.
Sono stati analizzati i bisogni, le condizioni di disagio,
la fragilità che vivono molte famiglie, soprattutto
quella relazionale. In tale contesto si è considerata la
famiglia, come attore sociale, cioè come “unità
fondamentale dell’organizzazione sociale”.
 L’indagine ha interessato cinque questioni
fondamentali:
- la povertà economica
- la fragilità delle relazioni familiari
- la presenza di un membro in difficoltà
- esigenze legate ad aspetti etici e antropologici
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Metodo della ricerca
La ricerca è stata di tipo esplorativo, il
tipo di campionamento ragionato, di
tipo non-probabilistico.
Si è proceduto su due livelli:
quantitativo e qualitativo.
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Tecnica di analisi
 Per l’indagine quantitativa la tecnica utilizzata è
quella del questionario strutturato somministrato
alle famiglie, con la tecnica face to face da
esperti, preliminarmente formati.
 Per l’indagine qualitativa sono stati organizzati
dei momenti in cui si è discusso di alcune
tematiche con le famiglie, attraverso la tecnica
del Focus Group e del brainstorming valutativo.
Questa seconda fase ha interessato un numero
ristretto di famiglie (25 famiglie).
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Questionario
Il questionario è di tipo strutturato, composto
da cinque aree tematiche:
1. (A) Area identificativa della famiglia
2. (B) Area socio-economica
3. (C) Area gestione familiare e necessità di
accudimento
4. (D) Area relazioni familiari, tempo libero
e utilizzo delle tecnologie
5. (E) Area bisogni
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Cosa emerge dalla lettura dei dati
Area identificativa della Famiglia
Comune di appartenenza
Su 1.000 questionari distribuiti sul territorio provinciale,
ne sono ritornati 700. I dati che possiamo considerare
significativi, sono relativi ai comuni:
 Foggia 66%
 San Severo 10%
 Vico del Gargano 7%
 Gli altri comuni li possiamo considerare di
accompagnamento all’interpretazione dei dati:
 Orta Nova e San Paolo di Civitate con il 4%
 Stornara 2 %
 Ischitella, Carpino, Rodi Garganico, Lucera 1%
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Comune di appartenenza
Foggia
70
66
Orta Nova
Cagnano Varano
Rocchetta S. Antonio
60
Vieste
San Marco in Lamis
50
Monte S. Angelo
S. Ferdinando
Carapelle
40
Foce Varano
Apricena
30
Troia
Carpino
Ischitella
20
Sannicandro
Rodi garganico
10
10
7
4
0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 0 1
0
1
% questionari somministrati
2
4
1 1
Stornara
Lucera
Torremaggiore
Vico del Gargano
San Severo
San Paolo di Civitate
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Numero di persone che compongono il
nucleo familiare
La composizione familiare più
rappresentata è quella di 4 componenti
in famiglia (36%), seguita da 3 (25,6%) e
da 2 componenti (18,6%).
La composizione tipica resta ancora quella
con genitori e figli.
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COMPOSIZIONE FAMILIARE
40
4
35
30
3
25
2
20
15
5
10
6 e più
5
0
1
1
1
2,3
2
18,6
3
25,6
4
36
5
11,7
6 e più
5,8
NUMERO COMPONENTI
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Tipologia del nucleo familiare
Le persone intervistate sono rappresentate
da donne con il 72% e solo il 28% sono
uomini.
INTERVISTATO
FEMMINE
80,0%
60,0%
40,0%
MASCHI
20,0%
0,0%
1
MASCHI
27,9%
FEMMINE
72,10%
GENERE
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Le donne intervistate che hanno un’età compresa tra i
30 e i 70 anni rappresentano l’81,4%, seguite dal
15,7% che ricadono nell’intervallo 18-30 anni.
Sono soprattutto casalinghe 37%, seguite da occupate
con contratto a tempo indeterminato 29%, a
scendere troviamo quelle in cerca di un’occupazione
15,1% e quelle pensionate 12,8%.
Il 43% delle donne intervistate ha un titolo di studio di
scuola media inferiore, seguito dal 25,5% con il
diploma di scuola media superiore. La percentuale
delle donne che hanno la laurea ed hanno la licenza
elementare è uguale, il 12,8% per entrambi i titoli.
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Cittadinanza
Per la maggior parte, gli intervistati sono
cittadini italiani, una piccola percentuale
è straniera (nazionalità albanese).
La casa dove vive la famiglia
Risulta per la maggior parte di proprietà
con il 55,8%, a seguire in affitto con il
29% ed in uso gratuito con il 15%.
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Area socio-economica
La tipologia di abitazione
Il 39,3% delle famiglie intervistate abita in condomini con 10 o più
appartamenti, a seguire con il 25,6% abita in condomini con
meno di 10 appartamenti, il 15% abita in villini o casali
unifamiliari ed il 9,3% abita in case popolari, ecc..
Gli anni di abitazione dell’appartamento
Il 58% delle famiglie abita nella propria abitazione da una data
compresa tra il 1960 ed il 2000, senza cambiare, a seguire il 37%
ha un insediamento più recente, tra il 2000 ed il 2009.
Il numero delle stanze
Prevale l’abitazione composta da 1 al massimo tre stanze (71%), a
seguire il 28% abita in un appartamento che va da un minimo di
4 stanze ad un massimo di 7 stanze. Le stanze vengono contate
escludendo il bagno, la cucina, i corridoi, gli ingressi e le stanze
utilizzate solo per lavoro.
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Le ore mediamente lavorate alla settimana
Dall’intervistato/a….
Il 36% non lavora perché è casalinga (è donna), il 15% è
disoccupata, il 14% lavora da 24 a 36 ore settimanali, l’11,6% è
pensionata ed il 9,3% lavora dalle 36 alle 40 ore settimanali.
Dal Partner dell’intervistato/a……
Il 39,5% lavora dalle 36 alle 40 ore settimanali, il 12% dalle 6 alle
12 ore, il 9,3% è disoccupato, l’8% è casalinga, il 7% è
pensionato oppure lavora da 24 a 36 ore.
Percezione della propria posizione economica
Il 42% definisce la propria posizione economica precaria, a seguire,
il 39,5% quasi buona, il 15% agiata.
Come si arriva alla fine del mese (tenendo conto di tutti i redditi
disponibili)
Il 31% vi arriva con qualche difficoltà, il 30% con grande
difficoltà, il 16% con difficoltà, il 15% con una certa difficoltà,
solo il 10% con facilità e nessuno con molta facilità.
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Il reddito mensile netto di cui dovrebbe disporre la
famiglia per arrivare a fine mese senza difficoltà
Il 24% ha indicato da 1.500 a 2.000, il 22% da 2.500 a
3.000, il 21% da 2.000 a 2.500.
L’evento che potrebbe cambiare la posizione socioeconomica della famiglia
A parità di percentuale, il 28%, dichiara sia la
posizione lavorativa stabile che la vincita alla
lotteria, a seguire, il 19% un nuovo lavoro, il 12%
un’occupazione stabile per il figlio/a ed il 10% un
sostegno economico.
La capacità di risparmio nell’anno
Il 69% non ha risparmiato, il 24% ha risparmiato ma
meno dell’anno precedente, il 6% non ricorda ed
l’1% ha risparmiato più dell’anno precedente.
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I momenti significativi in cui la famiglia non aveva i soldi
per esigenze indispensabili
La spesa più problematica risulta quella del pagamento
delle tasse ed utenze varie con il 46%, a seguire vi è
l’acquisto di vestiti con il 30%, le spese scolastiche con
il 22%, le spese di trasporto con il 21%, il 19% per
comprare il cibo necessario ed il 2% per pagare il
mutuo.
Il fronteggiamento di spese impreviste (di 1.000 €)
all’interno della famiglia
Il 48% non riesce a fronteggiare l’imprevisto, contro il
36% che vi riesce ed il 16% non lo sa.
Nell’ipotesi che non si riesca a fronteggiare l’imprevisto
economico di 1.000 € a chi si rivolgerebbe la famiglia
Il 44% a parenti, il 22% alla finanziaria, il 6% ad amici,
il 2% alla parrocchia, l’1% a vicini di casa oppure ad
associazioni di volontariato.
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Area gestione familiare e necessità di
accudimento
La conciliazione del lavoro con gli impegni della famiglia
Il 55% riesce abbastanza a conciliare il tempo di lavoro
e quello della famiglia, a seguire il 31% ci riesce
molto.
Il tipo di necessità/accudimento in casa
Il principale motivo di accudimento sono i figli con il
62%, a seguire gli anziani (30%) e le persone non
autosufficienti con l’8%.
I periodi scolastici che creano maggiori problemi
scolastici
Per il 43% nessun periodo, a seguire il 25% ha problemi
nelle vacanze estive e poi ancora il 10% durante i
ponti.
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Le persone a cui viene chiesto aiuto per la
gestione dei figli e/o per persone non
autosufficienti
A parità di percentuale, 38%, al proprio
partner ed ai nonni, a seguire ad altri
parenti con il 17%.
L’assenza dal lavoro in caso di necessità
Non pertinente perché non lavora per il
52%, il 22% si può assentare, ma con
difficoltà ed il 12% si può assentare con
facilità dal lavoro.
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Area relazioni familiari, tempo libero e utilizzo
delle tecnologie
Il tempo dedicato a se stessi, escluso le attività e altre
persone non autosufficienti
Il 43% dedica 1 o due ore al giorno, il 38% meno di 1
ora e solo il 15% 3 o 4 ore al giorno.
Quanto si ritiene soddisfacente la quantità di tempo
trascorso con la propria famiglia
Abbastanza soddisfacente con il 52%, a seguire il 31% lo
ritiene molto soddisfacente ed il 12% poco
soddisfacente.
Attività sindacale, di assistenza o volontariato tra i
componenti familiari
L’89% non svolge attività di questo tipo
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La frequenza in chiesa o in parrocchia, per attività
spirituale e/o di assistenza verso gli ultimi
Il 44% si reca in chiesa la domenica, il 30% solo nelle
festività di Natale/Pasqua, ecc.., il 14% altro (No,
gruppi di preghiera, mai, ecc..)
Il tempo libero
Il 50% si può permettere una settimana di ferie
all’anno, il 37% una vacanza estiva tutti gli anni, il
6% una vacanza sulla neve ed il 3% viaggi ogni volta
che lo si desidera.
La pratica di attività sportiva o fisica
L’81% non pratica nessuno sport nè attività fisica, il
6% abbiamo il nuoto e la ginnastica ed a seguire le
altre attività.
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Area bisogni
Servizi per facilitare la gestione quotidiana della famiglia
Il 35% sente il bisogno di una maggiore offerta di centri ludicoricreativi per bambini e ragazzi, il 32% di centri di
orientamento per le famiglie, il 23% di centri ricreativi per
famiglie, il 22% di orari più flessibili, il 16% di apertura
prolungata degli asili e delle scuole oltre agli orari attuali.
La preoccupazione maggiore sul futuro della propria famiglia
La situazione economica con il 70%, il 37% l’educazione dei figli, il
13% la solitudine, il 12% l’assistenza di persone non
autosufficienti, il 10% il dialogo in famiglia.
Un luogo di incontro tra famiglie per confrontarsi e far emergere le
varie necessità
Il 62% si, il 24% forse, il 14% no.
Un luogo di ascolto per superare i momenti di difficoltà familiari o di
maggior sconforto personale
Il 67% si, il 22% forse, il 10% no.
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Quali interventi sono utili per sostenere la famiglia
Il 60% ritiene utile investire nelle giovani coppie con
aiuti sulla casa (edilizia pubblica agevolata, affitti
sostenibili, mutui agevolati, prestiti più semplici,
ecc..);
 il 53% sostegni economici diretti e non episodici alle
famiglie con figli;
 il 36% la defiscalizzazione del reddito familiare
(agevolazioni fiscali alle famiglie, la sottrazione dal
reddito imponibile delle spese per la crescita dei figli,
ecc..);
 il 35% l’occupazione femminile più flessibile “a
misura di famiglia”;
 il 31% sconti e agevolazioni sul consumo per le
famiglie numerose (da 4 figli in su).
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Alcune riflessioni sociologiche
alla luce dell’analisi qualitativa
Non vi è dubbio che da sempre la società umana
è stata teatro di cambiamenti: nuove forme di
aggregazione, nuovi modelli e stili di vita. Da
qualche decennio, però, è la velocità di questi
cambiamenti che coglie impreparati, poiché
oltre a richiedere capacità di adattamento e
plasticità mentale al di fuori di ogni comune
esperienza, coinvolge maggiormente quegli
ambiti che da sempre sono considerati punti
fermi e luoghi di protezione e sicurezza: primo
fra tutti la FAMIGLIA
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Le strutture familiari si rimodellano
I nostri dati mostrano ancora una famiglia del sud
strutturata e con figli che si sta trasformando
velocemente, per esempio al nord abbiamo dai 2 ad 1
solo figlio, oppure anziani soli e si passa dal
matrimonio alla coppia informale con figli.
I fattori dinamici della società, quali natalità, mortalità
e migratorietà, unitamente ai cambiamenti nei modi e
nei tempi di formazione e dissoluzione delle unioni,
hanno prodotto delle radicali trasformazioni, non
solo nelle caratteristiche della popolazione, ma anche
nella sua fondamentale articolazione in famiglie.
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Uno sguardo al futuro…
Se consideriamo la struttura familiare proiettata
verso il futuro emergono tre nodi critici:
 la difficoltà dei giovani nel formare una loro
famiglia;
 il disagio delle coppie nel realizzare gli
obiettivi e i desideri di fecondità che si
prefiggono;
 il crescente rischio di solitudine degli anziani
che, spesso, costretti da una famiglia che ha
perso i legami di un tempo, sono relegati a
vivere da soli
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Le relazioni familiari
La mutazione che sta avvenendo nella famiglia, primaria
agenzia di socializzazione, non è fondamentalmente
centrata nella struttura e nel numero dei componenti o
dei ruoli ricoperti, bensì nelle relazioni tra i membri,
all’interno della stessa, nonché nelle relazioni con le
reti esterne: parentali, amicali, sociali. Il benessere
economico che ha permeato la vita delle famiglie negli
ultimi decenni, unitamente al contemporaneo
cambiamento della struttura gerarchica, da
piramidale ad orizzontale, senza alcuna figura
autorevole all’interno, ha reso la famiglia
un’istituzione fragile, soprattutto a livello relazione,
anche se rimane, per molti italiani, ancora rete di
mutualità per i bisogni economici e garanzia per
eventuali rischi futuri.
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Ripensare ai nostri modelli di
sviluppo…
Il cambiamento dei modelli familiari deve
essere letto alla luce della questione
sociale italiana che è strettamente
connessa ad un nuovo modello di
sviluppo socio-economico e che a sua
volta è impensabile in una condizione di
crisi democratica e istituzionale.
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Riaffermare il bene pubblico...
Una riaffermazione democratica del nostro
Paese è possibile se essa procede di pari passo
con la riaffermazione del BENE PUBBLICO
sull’egoismo privato, nella prospettiva di un
impegno generale contro la disuguaglianza, la
precarietà del lavoro e della vita dei giovani, le
rigidità delle gerarchie sociali. E’ il nesso
inscindibile tra questione democratica e
questione sociale.
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Foggia, Acli: allarme povertà e solitudine per le