ALLEGATO 4
PANE E... FIABE!
In diverse fiabe è presente un riferimento più o meno esplicito al pane inteso come cibo, come casa, come
vita, come mezzo per «ritrovare» la propria famiglia. È pertanto simbolo di unità.
Le fiabe, tra le molte finalità, hanno quella di creare un mondo immaginario nel quale il bambino possa
lasciarsi andare con la mente, sviluppare la fantasia, riconoscersi in alcuni personaggi, provare emozioni
diverse, provare il piacere di stare con un adulto (genitore, nonni, ecc) che gli sta dedicando la sua
attenzione e il suo tempo. Un tempo speso bene perché «intimo». La favola inoltre trasmette sicurezza,
rassicurazione e fa capire al bimbo che tutto ha ordine, un senso di giustizia, un inizio e una fine.
Attraverso le fiabe si apre il mondo interiore dei bambini, che è ricco di sentimenti e di emozioni spesso non
conosciute, ma che attraverso il racconto si riescono a manifestare e rendere evidenti. Il metodo narrativo
dovrebbe essere privilegiato anche nell'insegnamento della religione cattolica perché, che cos'è la Bibbia, se
non una grande narrazione?
Spesso nelle fiabe si parla di pane proprio quando questo scarseggia nella vita. È il caso di favole nate in
periodi di guerra, durante i quali era almeno libera la possibilità di sognare una tavola imbandita di ogni
bontà, oppure quelle in cui padri e madri hanno difficoltà a dare da mangiare ai propri figli.
Possiamo narrare la favola di Pollicino
che racconta di una famiglia di boscaioli con sette figli, molto povera, tanto che i genitori decidono di
abbandonarli nel bosco, per l’impossibilità di poterli sfamare. Grazie all’intelligenza e all’arguzia di Pollicino
lui e i fratelli, dopo varie peripezie, riescono a trovare la strada di casa, anche se le briciole di pane lasciate
come traccia vengono mangiate dagli uccelli.
Vi sono storie e fiabe in cui è lo stesso paesaggio a diventare cibo, basti pensare alla casa di marzapane e
dolciumi di Hansel e Gretel. I due fratelli vengono abbandonati nel bosco dal padre perché troppo povero
per sfamarli.
Si imbattono in una casetta fatta di marzapane, abitata da una vecchietta che in realtà è una strega. Gretel
riesce, con l'astuzia, a far cadere la strega nel fuoco e ad ucciderla. I due bimbi si liberano e tornano a casa
ricchi, perché riescono ad impadronirsi di tutti i beni della strega e si riuniscono alla famiglia.
In Pinocchio il pane non è sempre presente, piuttosto si parla di altro cibo che quando entra in scena riesce
a sottolineare simbolicamente la differenza tra abbondanza, ricchezza e povertà.
Contrariamente alla cena ricca di cibi del Gatto e della Volpe, presso l’Osteria Gambero Rosso,
l’alimentazione del povero Pinocchio è fatta soprattutto di pane e noci in quantità modeste.
La favola di Cappuccetto Rosso racconta di una bambina vestita con una mantellina rossa, che si reca a
trovare la nonna che abita nella foresta, per portarle focaccia e cibo.
Testi tratti e rielaborati da: www.grimmstories.com/it/grimm_f iabe/favorites
Disegni da: www.midisegni.it/disegni/fiabe/
Disegno di Pinocchio tratto da: http://www.disegnidacolorareonline.com/disegni-da-stampare/pinocchiobugie-naso-lungo-da-colorare&referal=true
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