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visarte
annual
ticino
visarte
società delle arti visive svizzera
gruppo regionale ticinese
visarte
società delle arti visive svizzera
gruppo regionale ticinese
Introduzione
Jean-Marie Reynier
Presidente di Visarte Sezione Tcino
I grandi partiti rovesciano la società, i piccoli l’agitano; gli uni la ravvivano,
gli altri la depravano; i primi talvolta la salvano scuotendola fortemente,
mentre i secondi la turbano sempre senza profitto.
Un cattivo maestro è senza dubbio
colui che giudica il nostro passato
con l’occhio del presente e non del
futuro, con quell’occhio che finisce
per generare mostri.
Coloro che confondono opere d’arte con
Tocqueville
carabattole non sono cattivi maestri,
ma parafrasando Sanguinetti essi sono
Trovo sia sempre difficile aprire un testo, spalancare
cattivi alunni; i cattivi alunni sono ancora peggiori dei
una lettura in direzione del contenuto ultimo di una
maestri, sono quella parte di una società che non sa di
pubblicazione.
farne parte, e che sposta con irruenza una profonda fru-
Ma in questo caso specifico, è un onore particolare
strazione semantica in direzione di un urlante mutismo,
per me occupare questo spazio all’attacco dell’Annual
crasso e baccanale.
di Visarte Ticino 2013 in quanto nuovo presidente del
Possiamo individuare qui una serie di problemi che non
nostro gruppo.
sono solo ticinesi, ma che sono puramente occidentali.
Primo fra tutti quello di credere che la cultura sia un
In alto:
Steff Lüthi
2012
L’Angelo che indica
bronzo
Mi sembra necessario ribadire alcuni concetti chiave
bene di mercato volto a fare cassa. Tutta l’ignoranza di
prima di entrare nel vivo del soggetto. Il ruolo di un
questo argomento sta nel non distinguere arte e merca-
presidente Visarte non è quello di organizzare manife-
to, l’uno senza dubbio dipendente dall’altra, ma non per
stazioni, ne quello di giudicare il valore estetico di un
forza complementari. Il mercato dell’arte è senza dubbio
operato. Il suo ruolo è quello di valorizzare una catego-
uno dei più potenti al mondo, ma qui non si parla più
ria che è la nostra. Una categoria oltremodo importante
di cultura, si parla di speculazione. I cari detrattori del-
nello sfacelo sociale che stiamo vivendo.
le esposizioni di fondo, a scapito di quelle da “cassetta”
In che modo, Visarte può portare avanti un discorso di
dimenticano che organizzare una mostra-mercato im-
integrità intellettuale? Mettendo ancora una volta tutte
plica uno stanziamento finanziario che neanche il loro
le nostre forze assieme per sostenere che questo canto-
capo di partito avrebbe potuto permettersi, che solo a
ne ha bisogno d’arte, di artisti, di architetti e di curatori
livello assicurativo una struttura del genere costerebbe
che con la loro pratica comune portano nel quotidiano
a Lugano più caro che l’aumento del moltiplicatore, e ben
di ogni persona una luminosità lucida e profonda indi-
sappiamo se ultimamente le mostre hanno bisogno di
spensabile all’educazione delle nuove generazioni.
una buona assicurazione.
Molti di voi sono stati miei professori, e ne vado
La cultura (che mi permetto di scrivere correttamente),
molto fiero, perché un buon professore è un tassello
quella vera, quella del processo creativo è un elemento
nella memoria che resta una vita intera, così come un
solido che ha resistito alla modernità liquida. Quando
cattivo maestro purtroppo, ma grazie ai primi possia-
una società è in crisi esistono solo poche possibilità,
mo distinguere i secondi e fare di tutto perché i cattivi
e tra queste la costruzione di musei e scuole, che in-
insegnamenti siano contrastati e annichiliti.
centrano l’educazione di una generazione da salvare
Non è evidente scoprire quali siano i cattivi maestri,
sul “saper vedere” e il “saper riconoscere”. Un popolo
ma senza dubbio possiamo distinguerli dal resto at-
educato alla bellezza è un popolo ricco e onesto.
traverso la logica.
Non possiamo, come società di artisti e architetti indi1
Segretariato
via Cantonale 39
6963 Lugano-Pregassona
t+f +41 91 940 15 65
[email protected]
Ringraziamo gli artisti e i fotografi
che hanno collaborato fornendo
il materiale richiesto.
Coordinamento e stesura testi Gianluigi Susinno, Aymone Poletti,
Francine Mury, Jean-Marie Reynier
Con il sostegno di
Grafica
Gianluigi e Marina Susinno
Susinno Design SA, 6900 Lugano
Un particolare grazie al comitato
di Visarte (Jean-Marie Reynier,
Michele Balmelli, Aymone Poletti,
Gianluigi Susinno, Philipp Vogt),
a Carolina Somazzi (segretariato),
ad Antonio Tabet per il coordinamento
di Atelier Porte aperte, a Flavia Zanetti
per lo spazio Officinaarte di Magliaso,
a Riccardo Carazzetti per il Castello
Visconteo di Locarno e a Francine Mury
e Mara Folini per il Museo Comunale
d’Arte Moderna, Casa Serodine, Ascona.
Stampa
La Buona Stampa SA, 6900 Lugano
© visarte, 2013
www.visarte-ticino.ch
pendenti, non rivoltarci a chi scrive cultura con la K, a
I detrattori della bellezza cercano di far passare il mes-
chi storpia il nome di un contenitore culturale im-
saggio che tanto siamo tutti professori, o impiegati
portane e già riconosciuto a livello internazionale mi-
dello stato, e che come artisti indipendenti o architetti
schiandolo con un noto lassativo, liquido nel quale
abbiamo tutte le agevolazioni per vivere nel lusso, e
apparentemente non intingono solo la penna.
qui si sbagliano, molti di noi hanno lottato per questi
È nostro dovere opporci fortemente e fermamente a
diritti, e la lotta non è ancora finita, e pochi vivono
chi vuole toglierci uno dei patrimoni più invidiati come
nel lusso, praticamente nessuno, e i nostri membri
Villa Helleneum senza prendere in considerazione che
professori sono una categoria che ha dato tantissimo
“nel complesso ha un buon grado di autofinanziamen-
per coloro che considerano ancora l’insegnamento
to, complessivamente fra 20-30%; l’autofinanziamento
dell’arte una pratica artistica a pieno titolo!
copre invece le attività; resta però pur sempre un deficit
Vi invito anche a riflettere su un argomento che sta
di una certa importanza. Dati peraltro più che onorevoli
diventando pressante, il ruolo dei curatori indipendenti
se confrontati ad altri musei analoghi” (dati comuni-
come futuri membri di Visarte, come vi avevo già co-
catoci direttamente dal municipio)... e dimenticando
municato via mail, mi sembra una necessità per portare
completamente che la collezione Brignoni è una delle
verso di noi una categoria professionale che necessita
più invidiate al mondo per la sua pertinenza e finezza.
di riconoscenza tanto quanto la nostra. Esistono molti
Chi crea cultura e culture sa che l’investimento è a lun-
artisti-curatori che considerano la loro pratica un’opera
go termine e che crea una società felice di affrontare il
a parte intera, e questo tipo di discussioni non può
letame che ci circonda di tanto in tanto con gli occhi di
che arricchire la nostra associazione e le nostre future
colui che sa che anche gli artisti sono riusciti a fare un
esposizioni e discussioni. Vi invito pertanto a parteci-
opera anche con la merda, si pensi a Piero Manzoni
pare alla discussione/conferenza che sarà organizzata
o a Gérard Gasiorowski.
in collaborazione nel corso dell’anno nell’aula magna
Troppi saccenti da sagra della castagna diranno che
del CSIA che ospiterà anche la nostra assemblea ge-
ormai è così, che sono stati votati, che non possiamo
nerale dove sarei molto felice di vedervi tutti.
farne a meno e che le loro provocazioni servono solo a
Tengo anche a ringraziare sentitamente tutti i membri
scuotere e far riflettere. Qui risiede un ulteriore grosso
del nostro comitato e Carolina, che da tempo sosten-
problema, un problema di precisione che spesso è a
gono e attivano la nostra associazione e che rendono
discredito dei nostri valori culturali, perché le provoca-
possibili molte delle nostre attività, facendo di noi uno
zioni su carta stampata, senza veri riferimenti o allora
dei gruppi più attivi in Svizzera.
pieni di menzogne, entrano nella mente delle persone
e ci restano, fragilizzandone l’oggettività.
Augurandovi una buona lettura,
Uno dei nostri ruoli è proprio quello di far sentire la
vi saluto cordialmente
nostra presenza contro queste imprecisioni e baggianate, perché di questo passo perderemo tutta la credibilità che Visarte è riuscita a costruire con il tempo e
lo sforzo di tutti voi.
La mia è una volontà pedagogica, di sforzo comune
fra artisti, politici, direttori di scuole, affinché si eviti
di rompere ancora vetri e cocci, che si confonda l’arte
con un negozio di scarpe di lusso o che, ancora peggio, si lasci dire a chi vuole che la cultura è per una
casta di intellettuali che non escono mai dalla loro
torre d’avorio.
2
Jean-Marie Reynier
In basso:
Hanspeter Wespi
2013
Pigna
013
visarte
annual
ticino
sommario
Museo Comunale
Weihnachtsausstellung
d’Arte Moderna
Casa Serodine, Ascona 15.12.2012 – 13.1.2013
4
Museum Bären, Zurigo
8.2 – 24.3.2013
Un nuovo “Enigma della modernità” a Zurigo: Raumwelten
di Aymone Poletti
8
Ritorna “Atelier porte aperte”
10
Attualità
Intervista a Francine Mury e Jean-Marie Reynier
di Aymone Poletti
20
Museo Civico e archeologico
Castello Visconteo, Locarno
8.9 – 3.11.2013
Gli abitanti, presenze enigmatiche
23
Arte e politica
Intervista a Giovanna Masoni Brenni
di Jean-Marie Reynier
Intervista a Riccardo Carazzetti
di Jean-Marie Reynier
44
46
Associazioni
10 domande all’Associazione Archivi Riuniti delle Donne del Ticino. AARDT
Francine Mury a Renata Raggi-Scala e Susanna Castelletti
48
di Francine Mury
Formazione
Intervista a Roberto Borioli
di Jean-Marie Reynier
50
Officinaarte, Magliaso
Artisti di Visarte all’Officinaarte 2013
5.10 – 20.10.2013
26.10 – 10.11.2013
16.11 – 1.12.2013
7.12 – 22.12.2013
Lorenzo Cambin, Gabriela Maria Müller, Studio 63.78
Jean-Marc Bühler, Aurora Ghielmini
Laura Fumagalli, Regine Ramseier, Hanspeter Wespi, Christine Lifart
Sergio Piccaluga, Antonio Tabet
52
66
74
84
Museo Comunale
d’Arte Moderna
Casa Serodine, Ascona 15.12.2013 – 15.01.2014
Weihnachtsausstellung
92
Esposizioni
Weihnachtsausstellung
15.12.2012– Museo Comunale
13.01.2013 d’Arte Moderna
Casa Serodine
Ascona
Il periodo intenso e festoso dell’anno ha permesso di presentare nel locarnese la
prima vera “Weihnachtsausstellung” organizzata da Visarte Ticino.
Un’inedita prova che ha richiesto una grande dose di energia da parte di chi si è
messo a disposizione per organizzare questo allestimento… che si è rivelato ben
più avventuroso del previsto.
Più di cinquanta artisti hanno partecipato con entusiasmo all’evento, impreziosendo i diversi piani di Casa Serodine (un edificio storico legato al Museo d’Arte
Moderna di Ascona) di opere, di sculture, di installazioni e, soprattutto, di colori.
La varietà dei lavori esposti ha mostrato quanto ricco sia il nostro panorama
artistico e quanta forza creativa sia presente in Ticino.
4
Pierluigi Alberti, Brigitte Allenbach-Stettbacher,
Judit Aszalos, Marco Balossi, Guy Bettini,
Felicita Bianchi-Duyne, François Bonjour,
Jean Marc Bühler, Dario Cairoli, Daniele Cleis,
Fabrizio Crivelli, Luisa Figini, Gabi Fluck,
Alex Forlini, Laura Fumagalli, Aglaia Haritz,
Anna Kammermann, Hans Kammermann,
Antonio Lüond, Marco Lupi, Steff Lüthi,
Olivia Macciacchini, Tazio Marti, Mirella Marini,
Sergio Morello, Ruth Moro, Gabriela Maria Müller,
Pascal Murer, Buby Nussbaum, Raffaella Ortelli
Spinedi, Silvia Paradela, Leonardo Pecoraro,
Enzo Pelli, Regula Perfetti Grob, Sergio Piccaluga,
Piergiorgio Piffaretti, Marco Prati, Aymone Poletti,
Gianni Poretti, Milvia Quadrio, Fabiola Quezada,
Regine Ramseier, Gianni Realini, Valerio Righini,
Emilio Rissone, Jacqueline Real, Giorgio Scarmi,
Sandra Snozzi, Gianluigi Susinno, Gianmario Togni,
Giuliano Togni, Hanspeter Wespi e Andy Wildi.
5
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susinnodesign.com
15 DICEMBRE 2012
13 GENNAIO 2013
CASA SERODINE
visarte
società delle arti visive svizzera
gruppo regionale ticinese
WEIHNACHTSAUSSTELLUNG
6
Esposizioni
Un nuovo
“Enigma della modernità”
a Zurigo:
Raumwelten
8.2 –
24.3.2013
Museum Bären Gasse
Zurigo
La fortunata mostra “Enigma della modernità”, promossa
dal gruppo Visarte Ticino e Visarte Zurigo grazie al prezioso sostegno del m.a.x. museo e dello SpazioOfficina di
Chiasso, si sposta per la sua seconda ed ultima tappa nella
Fotografie
di Adrian Baer
città di Zwingli.
“Enigma della modernità”, è infatti un complesso progetto
artistico curato da più professionisti: dalla direttrice del m.a.x. museo dott. Nicoletta
Cavadini, da Guido Magnaguagno, da Francine Mury e da Aymone Poletti.
Il team si avvale per questa occasione anche del supporto di Rolf Müller, curatore
del Museo Bärengasse, luogo espositivo designato per l’appuntamento
zurighese.
Sono esposte opere di Guy Bettini, Elisabeth Eberle, Aglaia Haritz, Rosina
Kuhn, Nici Jost, Penelope M. Mackworth-Praed, Hektor Mamet, Laura
Solari, Myriam Thyes, Maya Vonmoos e Teres Wydler.
Come è nato questo progetto espositivo? Il progetto è stato avviato nel
2011, con l’invito degli artisti selezionati dai presidenti di Visarte Ticino
e Visarte Zurigo e la produzione delle opere a tema, per poi concretizzarsi con la prima tappa espositiva in primavera 2012 in concomitanza
con l’importante mostra al m.a.x. museo “il Tiepolo nero“.
Attraverso la ricerca di ipotizzabili “aenigmi” è stato chiesto agli artisti
di presentare opere contemporanee che fossero in grado di rivelare,
mediante la loro forte capacità creativa, possibili interpretazioni del
criptico titolo “enigma della modernità”. Inizialmente il Centro Culturale
di Chiasso, diretto dalla dott. Nicoletta Cavadini ha offerto gli spazi in
Ticino a Visarte Ticino e Visarte Zurigo, creando una forma di “gemellaggio d’arte”.
Questa mostra parte dunque dal progetto originale, presentato a Chiasso,
per svilupparsi come fosse una seconda pelle, aderendo alle peculiarità
spaziali del nuovo museo, più piccolo e di articolazione complessa, in
antitesi con la generosità volumetrica dello spazioOfficina.
La dott. Nicoletta Ossanna Cavadini introduceva così la tematica iniziale
della mostra: “(…) I temi d’indagine che offre l’opera di Tiepolo “pittore
della luce”, come è stato più volte definito, sono molteplici: dalla creazione di un mondo meraviglioso attraverso spazi sconfinati ed illusionistici
8
alla fantasia e creatività compositiva più sfrenata, dall’ironia del grottesco e del
beffardo alle sensazioni di elusività, dal sovrannaturale al capriccio, dall’esoterico
alla comprensibile ricerca stravagante della varietà. (…)”
Questa nuova mostra nasce perciò sviluppare un discorso diverso, incentrato
sull’artista monocentrista ed il luogo e non più sulla capacità del confronto come
lo era stato, nella prima visione dell’esposizione, con gli altri artisti e con l’opera
del Tiepolo.
La mostra “Enigma della modernità - (fase due)” cambia perciò di nome: “Raumwelten”
(mondi fatti da spazi – mondi spaziali) e si riferisce dunque agli spazi presenti
nelle diverse stanze del museo, rivoluzionando il tema iniziale e proponendo nuove
opere esposte, in dialogo con le pareti del Museo Bärengasse .
Un gioco fra significati e significanti è un esperimento riuscito di legame tra due
culture e tra diverse interpretazioni.
Chi ha avuto la fortuna di vedere la mostra a Chiasso, potrà comprendere ancora di
più la nuova esposizione zurighese apprezzandone il percorso di sintesi e di fusione
con la precedente: gli artisti hanno modificato le loro creazioni, evolvendo sul filo
tematico richiesto, rimanendo contemporaneamente fedeli alla genesi del progetto.
Ne esce un doppio appuntamento di riflessione sull’evolvere dell’arte contemporanea.
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Gabi Fluck
11-12 maggio 2013, ritorna
Atelier porte aperte
Gli “Atelier porte aperte” sono un evento
atteso e sempre molto apprezzato.
Come è consuetudine, ogni due anni
il panorama ticinese si arricchisce così
di una proposta che avvicina gli artisti
di Visarte Ticino presenti nel territorio
ai cittadini, ai curiosi, agli appassionati
d’arte e di cultura.
Fotografie
di Antonio Tabet
10
Si tratta di un’esperienza unica che
riscuote sempre una grande affluenza
di pubblico di ogni età: il fatto di poter
visitare il luogo di attività di un pittore
o di uno sculture, modifica infatti gli
equilibri di lettura delle opere stesse,
creando un prezioso dialogo tra creatore,
lavori esposti e futuro fruitore.
Una passeggiata nei diversi ateliers
permette inoltre di riassumere al meglio
la visione di uno scorcio sempre attuale
della realtà locale nel campo dell’arte
contemporanea.
Gianni Realini
Sergio Morello
11
Pascal Murer
Felicita Bianchi Duyne
12
Lorenzo Cambin
Eftin Eftimovski
13
Brigitte Allenbach
Antonio Lüönd
14
Bubi Nussbaum
Gianni Poretti
15
Manuela Petraglio
Fabiola Quezada
16
Orio Galli
Ivana Falconi
17
Ruth Moro
Margareth Perucconi
18
Andy Wildi
Anna e Hans Kammermann
19
Attualità
Intervista a Francine Mury
e Jean-Marie Reynier
La carica di “Presidente di Visarte Ticino” è un ruolo
parecchie cose da parte. Nel mio caso specifico, svilup-
importante che richiede molta energia e presenza sul
pando sia una pratica artistica con la mia compagna,
territorio. Come si possono conciliare contemporane-
sia un’altra editoriale e curatoriale, quel che ho messo
amente il ruolo di artista e quello di presidente?
da parte è il sonno.
FM – Quando ho accettato l’incarico per la presidenza di
So che la mia attitudine a voler continuare a fare tut-
Visarte Ticino, mi sono sentita molto motivata per il fatto
to può sembrare arroganza, ma non credo di essere
di entrare in un gruppo che conosce-
nel torto quando affermo che la pratica artistica può
vo poco... permettendomi di avvicinarmi
inglobare tutto...
di più a una realtà: quella di vivere e
Il ruolo di presidente Visarte è indubbiamente un ruolo
operare come artista sul territorio. È sta-
politico e soprattutto “cronofago”, ma mi dà la possibi-
to per puro caso che mi sono recata per
lità di portare avanti un discorso sociale che la politica
la prima volta ad una riunione dei mem-
stessa spesso dimentica, quello del nostro statuto, in
bri, dove ho appreso la dissoluzione del
quanto artisti, architetti, teorici...
comitato precedente e il termine an-
Questo per me è una sorta di atto artistico, e come
che della presidenza di Sergio Morello.
tale lo porto avanti con fermezza e passione, inciam-
C’era l’urgenza di ricostituire un nuo-
pando di tanto in tanto... Ma sapendo di poter con-
vo comitato e di trovare una nuova
tare su un gruppo che non è solo pronto a ridere
presidenza. Dopo alcune vicissitudini
quando qualcuno cade, ma presente nel bisogno a
iniziali, ho accettato inizialmente l’in-
sostenere gli sforzi altrui.
carico di presidente ad interim e ho su-
bito capito che ci voleva una visione per
Perché scegliere Visarte? Che scopo ha un’associa-
dare una forma dinamica al gruppo.
zione come Visarte Ticino, come si muove a favore
Senza questa visione e un comitato
degli artisti professionisti?
solidale per me non sarebbe stato
FM – È assolutamente importante che ci sia un gruppo
possibile investire energia sufficien-
Visarte regionale, anche se con il termine “regionale”
te per lavorare.
si presenta un lato magari negativo, chiuso e limitato.
Oltre a questo incarico, dal 2010 al 2013
A causa di questa realtà territoriale abbiamo bisogno
(foto di Gianluigi Susinno)
ho svolto una formazione di terapista complementare, e
di stretti scambi, di conoscerci e di solidarietà. Soprat-
e Francine Mury
ho proseguito la mia attività come artista.
tutto c’è la necessità di farci conoscere nel Cantone e
Direi che nella vita di una donna ci sono periodi dove
anche a livello federale. E al giorno d’oggi, sappiamo
lo spreco di energie per le “faccende esterne” è ridotto,
quanto a livello politico una questione di identità cul-
e questo dà maggiore energia per spostare montagne.
turale tenda ad essere trascurata.
JMR – Inizialmente mi sembra necessario ribadire che
JMR – Visarte è un’associazione strepitosa! Festegge-
per quanto mi riguarda, il territorio, non si limita al
remo presto un giubileo importante, e da qualche anno
nostro Cantone. La necessità di essere presenti è certa,
i membri stanno aumentando. I criteri di ammissione
ma non può essere un obbligo. Il presidente di un’as-
si sono fatti sempre più complessi, e questo dà sempre
sociazione come la nostra deve essere sia presente a
più voglia di farne parte... Non perché è un club eliti-
livello locale sia a livello cantonale, per portare avanti
sta (come purtroppo alcuni pensano, sia all’esterno sia
il gruppo in una discussione più vasta.
all’interno dell’associazione), ma perché è un segno di
Una cosa è chiara, me ne sono accorto subito, non si
qualità e professionalità! Non sta a me giudicare se un
accetta questo ruolo per carrierismo, e neppure per
lavoro “mi piace” o no, ma sta a me, in quanto presiden-
sviluppare il proprio “carnet d’adresses”, perché a par-
te, difendere ogni pratica dei nostri membri (che sono
tire dal momento che si è incaricati, bisogna mettere
riconosciuti come professionisti!).
Jean-Marie Reynier
(foto di Flor Garduno).
20
Visarte Ticino si muove in favore degli artisti sia sul
sto parlando di un sogno o di un’utopia, sto parlando di
territorio sia a livello nazionale: quest’anno verrà tra-
Visarte Svizzera così come è in questo momento.
dotto l’opuscolo di Visarte centrale, concernente i diritti
Trovo quindi necessario diffondere con entusiasmo ciò
dei nostri membri; queste informazioni sono già dispo-
che in realtà siamo, e non ciò che sembriamo! Questo è
nibili sul sito internet in francese e tedesco.
essere artisti, questo è essere membri Visarte nel 2014.
Non bisogna dimenticare che la nostra corporazione ha una grande influenza a livello federale, e che
Come vedi il futuro nell’ambito dell’arte per i gio-
riceviamo sovente degli incarichi sociali che Berna
vani artisti?
non può seguire da sola (si pensi al Kunst am Bau, …
FM – Finché c’è cultura ci saranno artisti, creatori e
quante opere d’arte e concorsi pubblici ci sono passati
scuole. Il futuro lo vedo a livello individuale. Il flusso
sotto il naso?).
movente di una società inventerà spazi magari inno-
Un membro Visarte ha diritto a tante agevolazioni,
vativi e sarà l’artista stesso che si conformerà con i
consigli... Non è un privilegio essere membri, è un
nuovi mezzi e nell’estensione del suo campo... per-
dovere morale e sociale per ogni professionista del
ché la società si trasforma e anche l’arte si trasforma.
settore, come segno di sostegno e di appartenenza,
Siamo in relazione con quello che conosciamo e con
in un’epoca nella quale si dimentica troppo spesso
quello che viviamo. Ogni generazione si manifesta,
l’importanza dell’insieme.
ricostruisce, inventa, mostra il contemporaneo, intuisce il futuro.
Ha ancora senso nel 2014? Perché?
JMR – La definizione “giovani artisti” mi fa sempre
FM – Non dimentichiamo che Visarte è l’Associazione
un po’ paura. Mi piace ricordare (scopiazzando dal
professionale svizzera delle arti visive. Rappresenta
caro amico Marco Tagliafierro), che Masaccio è mor-
sul piano politico e sociale gli interessi degli artisti
to a 27 anni.
e si impegna per ottenere consulenze e informazioni
Se la domanda vuole essere riferita a coloro che inizia-
trasmesse da parte del comitato centrale che lavora a
no la loro carriera allora utilizzerei piuttosto il termine
tempo pieno. Il comitato regionale è un ponte impor-
di “apprendista”, che è una delle più belle definizioni
tante fra questi due settori. Secondo me c’è ancora
possibili per colui che sta imparando. Ho frequentato il
tanto lavoro da svolgere: per esempio a livello della
CSIA anni fa, e per fortuna nessuno dei miei professori
politica culturale del Cantone, per ottenere i bandi di
mi ha messo in guardia sui rischi che si correvano a
concorsi “Kunst am Bau” oppure per prendere posizio-
scegliere questa carriera. Per questa ragione mi rifiuto
ne sul piano dei diritti…
un po’ di toccare l’argomento con dei futuri colleghi.
JMR – Trovo che abbia estremamente senso! Più che in
In ogni modo non mi sento per nulla catastrofista, se
altre epoche! Quando Visarte è stata fondata la situa-
non fosse che sento che la generazione che segue
zione sociale e politica europea non differiva molto da
la mia, avrà tutte le difficoltà necessarie per riuscire
quella contemporanea. Le tensioni e il gusto per l’effi-
in questo mestiere. L’arte, così come l’architettura,
mero sono gli stessi... ma forse anche più forti oggi!
non sono dei giocattoli, degli hobby; nessun membro
Come dicevo nella domanda precedente, l’importanza
della nostra associazione fa questo mestiere (o do-
dell’essere insieme è più che mai fondamentale. Stiamo
vrebbe) prendendolo alla leggera... I momenti di so-
andando diritti contro il muro dell’indifferenza e sia-
litudine sono immensi, i problemi finanziari spesso
mo noi, come attori culturali, a subirne per primi le
sembrano insormontabili e il nostro carattere spesso
conseguenze. La libertà di espressione è sempre più
egocentrico ci porta a voler abbandonare la nave
messa alla prova, si domanda all’artista di lavorare
troppo spesso. Proprio per questo non la vedo più
gratuitamente, lo spazio d’espressione si riduce al
dura per le nuove generazioni che per le più vec-
vuoto che ci circonda. Sono argomenti difficili, socio-
chie... Forse manca un po’ di quello spirito poetico
logicamente profondi, ma che si devono affrontare. È
che ci ha abbandonati negli anni ottanta, ma pos-
importante sapere i nostri diritti e i metodi a dispo-
siamo sempre ritrovarlo, andare a cercarlo da coloro
sizione per poterli difendere.
che vivono di poesia.
Visarte diventa sempre di più un utensile fondamentale
Per parlare più specificatamente del nostro territorio
nella nostra società, e come tale deve essere costante-
penso che siamo particolarmente fortunati, abbiamo
mente curato e aggiustato. Il lavoro svolto dal comitato
delle realtà museali e istituzionali molto giovani e nuo-
centrale negli ultimi anni è degno di nota, per quanto
ve, tutto si sta costruendo in questi tempi. È vero che in
riguarda la protezione giuridica, i rapporti europei e
Ticino manca profondamente un’accademia delle Belle
doganali, le assicurazioni... Sono cose che ogni mem-
Arti, che sarebbe un atto di coraggio fortissimo, ma la
bro deve conoscere e diffondere. Essere membri di Vi-
Svizzera è piccola, quindi in poco tempo ci si può spo-
sarte nel 2014 significa essere una parte attiva di un
stare da Zurigo a Ginevra, a Lugano! Il CSIA fornisce da
motore potente che porta la barca controcorrente! Non
oltre 50 anni un insegnamento più unico che raro,
21
abbiamo un’Accademia d’Architettura delle più effica-
maggiormente rimpiango sono i primi passi intrapresi
ci e un humus culturale libertario e radicato.
per realizzare una grande mostra storica di arte sviz-
Quando un territorio crea cultura, crea anche benes-
zera visarte (SPSAS) in collaborazione con le istituzioni
sere, e creando benessere genera economia. L’econo-
culturali di Lugano,… mostra che probabilmente non si
mia della cultura è una cosa fondamentale da studia-
realizzerà, a causa di mancanza di interesse…
re nelle nostre scuole, come alla SUPSI per esempio,
che in comunicazione visiva sviluppa un programma
Caro Jean-Marie, che messaggio desideri portare
di altissimo livello. Purtroppo guardiamo mal volentieri
avanti in quanto Presidente?
a quello che abbiamo in casa, preferendo quello che sta
JMR – Penso di aver in parte risposto a questa doman-
al di fuori, o avendone addirittura paura. Una paura che
da anche nelle mie affermazioni precedenti.
è fomentata da regionalismi verbali e domenicali ben
Non sono né un sognatore né un carrierista, e mi
studiati affinché si abbia timore di tutto ciò che va al di
“incazzo” sovente con coloro che lo credono, compresi i
la del nostro naso. Ai futuri colleghi solo un consiglio,
miei genitori... Bisogna avere la testa sulle spalle e una
non smetterla mai di muoversi! Investire in un abbona-
buona dose di pazienza (ma per quella c’è soprattutto
mento generale per andare a ArtBasel, a Zurigo, al Quar-
Carolina) per gestire un gruppo di così tante persona-
tier des Bains di Ginevra, ai vernissage di Araau ecc. ecc.
lità differenti e complesse. Non so se ho un messaggio
Soltanto spostandosi si può arricchire se stessi e
da portare avanti, ma so che ho una necessità, quella
avere un’analisi giusta del posto nel quale stiamo. E
di difendere il nostro statuto, di difenderlo, costi quel
questa è una vera ricchezza, perché toglie la paura
che costi, senza differenze di età o di situazione!
dell’altro e degli altri!
Ripeto, non è un sogno, ma una necessità profonda,
che dovrebbe toccare ognuno di noi. Come dicevo so-
E per quelli “meno giovani” che vogliono comunque
pra, il Ticino sta diventando una terra culturale, con
farsi strada in un ambiente così complesso?
grandi investimenti e cambiamenti. Visarte deve esse-
FM – La situazione è quella che abbiamo costruito noi
re presente, deve avere il suo spazio in questa realtà e
stessi, dunque è con quella che si possono fare i conti …
farsi portatrice sana di presenza.
intendo con la strada che ognuno di noi ha: la possibilità
Questo non è solo il ruolo del presidente o del comitato,
di elaborare la sua propria ricerca, scelta e carriera.
ma di tutti i membri che desiderano costruire su delle
Se ci muoviamo come testimoni, siamo anche testimo-
basi già solide!
ni della “pre-storia”. Senza arte non avremmo la consa-
Il mio obiettivo è senza dubbio quello di mettere a
pevolezza della nostra storia. L’arte è il nostro segno, il
confronto le generazioni e i luoghi della nostra as-
nostro prototipo. Ci permette di valutare il nostro pas-
sociazione, che non si limita al Ticino e che sempre
sato e di capirlo. La nostra arte è il nostro specchio….
più spesso diventa un luogo di incontro. Che siano
Finché siamo all’opera….
le esposizioni, le conferenze, i legami con le scuole
JMR – Conosco parecchi esempi di persone che hanno
e le istituzioni sia a livello cantonale che nazionale.
deciso sul tardi di intraprendere questo percorso, ho un
So che la svizzera tedesca guarda sempre con più
immenso rispetto per questo atto di coraggio. Non esiste
grande interesse al nostro cantone, e non per que-
un momento nel quale ci si dice “per tutta la vita farò
stioni finanziarie, ma per quello che sta diventando.
questo”, in nessun mestiere. Spesso mi capita di essere
Con Alptransit saremo a pochi minuti dal centro di
confrontato con una cara amica che ha intrapreso questo
Zurigo, ma non ne saremo mai la periferia!
cammino “sul tardi” e ne sono costantemente arricchito.
Questa necessità deve essere difesa da ognuno di noi,
In ogni modo, che si sia giovani o vecchi la sfida è sem-
come un diritto inalienabile alla nostra unicità territo-
pre la stessa, magari con meno incertezze, ma sem-
riale. Solo così potremo avere sempre più credibilità e
pre con quell’idea che non siamo qui per comunicare,
precisione nei nostri propositi e nostri intenti.
siamo qui per lasciare un segno, che è profondamente
Una cosa mi sembra chiara, il mio desiderio di non fare
diverso. Lasciare un segno significa scavare una realtà
differenze tra le nostre differenze, e lavorare in stretto
e aumentarla, renderla visibile.
contatto con il nostro comitato così come con quello
La realtà però, non è mai la stessa per tutti. Esistono
centrale, per far approfittare ai nostri membri dei
persone che decidono di cambiare la loro, scegliendo
grandi vantaggi di Visarte.
l’arte come utensile: a queste persone coraggiose non
Finirei volentieri su una piccola annotazione: è vero
posso che esprimere il mio massimo rispetto, che ab-
che non vivo in Ticino, ma questo deve essere in-
biano 18 o 180 anni.
terpretato come un segno di rispetto e di passione nei
confronti del nostro territorio e non come un difetto,
22
Cara Francine, ci sono rimpianti o progetti che avresti
uno “snobismo” o una distanza.
ancora voluto portare avanti inquanto Presidente?
Il Ticino ha dato e continua a darmi tanto. Sto cercando
FM – Si parecchi, ma si deve fare una scelta. Quello che
di fare altrettanto.
susinnodesign.com
presenze enigmatiche
Gli abitanti
Museo Civico
e archeologico
Castello Visconteo
Locarno
8.9/3.11
2013
Roberto Belcaro
Marisa Casellini
Josna Cassol
Daniele Cleis
Ivana Falconi
Luisa Figini
Patricia Jacomella
Antonio Lüönd
Manuel Müller
Giuliano Togni
Gaia Volonterio
Flavia Zanetti
Con il patrocinio
del Comune di Locarno
Orari d’apertura:
da martedì a domenica
10:00 - 12:00, 14:00 - 17:00
Città
di Locarno
visarte
società delle arti visive svizzera
gruppo regionale ticinese
www.visarte-ticino.ch
23
Esposizioni
Gli abitanti,
presenze enigmatiche
8.9 –
3.11.2013
Museo Civico
e archeologico
Castello Visconteo
Locarno
ne soluzioni. Queste ultime si adagiano ben spesso (e
purtroppo) a un linguaggio che è quello della comunicazione, quello del dire, che non è proprio all’artista, ed egli deve staccarsene, lasciando le soluzioni a
coloro che le necessitano.
L’artista come enigma, il suo ruolo nella società.
Come definire l’artista in una società come la nostra?
Visarte Ticino e la Città di Locarno hanno accolto al
Forse attraverso l’immagine, evocata da Calvino, del
Castello Visconteo di Locarno la seconda esposizione
giocatore di Tarocchi, che muto nel Castello dei desti-
del nostro gruppo in queste mura.
ni incrociati, abbina immagini ancestrali l’una all’al-
A 2 anni dalla prima edizione il comitato ha auspicato
tra per crearne un senso?
definire una tematica precisa agli artisti che sono sta-
Qui potremmo cadere nell’errore facile che citavamo
ti scelti su concorso: la memoria, il luogo, l’archeologia
sopra, “il senso”, perché non siamo certi che ognuno
e il contemporaneo.
di noi abbia gli stessi riferimenti sul “logos” iniziale.
Nove artisti del gruppo Visarte Ticino (Roberto Belca-
No.
Artista è soltanto
chi sa fare
della soluzione
un enigma.
Karl Kraus, Di notte, 1918
ro, Marisa Casellini, Daniele Cleis,
Quello che abbiamo cercato di fare in questo allesti-
Ivana Falconi, Luisa Figini, Patricia
mento è esattamente parallelo: creare più sensi, più
Jacomella, Antonio Lüönd, Giuliano
immagini evocative, che portano lo spettatore agli
Togni e Flavia Zanetti) sono sta-
enigmi.
ti scelti da una giuria e tre artisti
Una sorta di caccia al tesoro non lineare, che permetta
supplementari sono stati invitati,
allo spettatore di muoversi fra ombre e luci, opere e
Manuel Müller, del gruppo Visarte
oggetti archeologici, figure umane e presenze graffiate.
Vaud, Josna Cassol e Gaia Volon-
A contrastare un mondo senza immagini (quella fo-
terio, artiste invitate dal Castello
resta frenetica e scarnificata dal senso dell’immobile
Visconteo.
che circonda il Castello), l’esposizione si propone di
L’esposizione si è svolta in tutti i luoghi del museo ar-
essere uno scrigno muto, ma non silenzioso.
cheologico, essendo il luogo stesso parte integrante del
Un modo per rimettere l’artista e l’opera nel loro con-
proposito curatoriale di questa esposizione. I suoi graf-
testo sociale, che non è quello pedagogico o altezzoso
fiti, le stanze, le vestigia esposte hanno dato lo spunto
del “maestro”, ma bensì quello dell’accompagnatore...
ad ogni artista scelto per sviluppare il proprio progetto.
un artista, quasi Virgilio, che non spinge alla com-
Il castello è sempre stato uno spunto al mistero, sia in
prensione, ma incita alla visione.
modo letterario (si pensi al mutismo dei personaggi
Una memoria della parola. Un luogo della memoria.
nel “castello dei destini incrociati” di Italo Calvino del
Un archeologia del linguaggio. Un silenzioso contem-
quale parleremo in seguito) che nelle raffigurazioni
poraneo.
pittoriche.
Come tale esso resta, e restituisce al pubblico dell’esposizione le proprie presenze enigmatiche.
Questi enigmi non sono soltanto creati dai fantasmi che
abitano i luoghi (Gli Abitanti), ne dalle opere esposte
(Le Presenze), ma principalmente dagli artisti stessi,
che hanno fatto di una soluzione plastica un enigma.
Questi enigmi non dovranno mai essere risolti, essi
sono il contrappunto profondo di un tempo che impo24
Jean-Marie Reynier e Riccardo Carazzetti
Se tutti gli enigmi sono risolti,
le stelle si spengono.
Se tutto il segreto è restituito
al visibile, e più che al visibile,
all’evidenza oscena, e ogni illusione
è restituita alla trasparenza,
allora il cielo diventa indifferente
alla terra.
Jean Baudrillard, Le strategie fatali, 1983
Alcuni “abitanti” dei muri del Castello.
25
26
27
Luisa Figini
Bagaglio a mano
installazione
2013
carta pergamena
e carta da calco,
filo colla e materiali vari
28
Patricia Jacomella
Immagina 125’829 giorni
installazione
2013
casa di legno ricoperta
da 125’829 tratti
di pennarello nero,
tappeto rosso
29
Gaia Volonterio
2013
Riflesso
grafite, carboncino e tempera
su carta intelaiata
30
Un “abitante” del Castello.
31
Roberto Belcaro
Punto zebra # 72
2013
acrilico e olio su tela
32
Marisa Casellini
Verso sera
2013
tessuto, spilli,
legno e ferro (costume)
33
Flavia Zanetti
Sala giochi (site specific)
2013
legno industriale dipinto e tappeto,
locale prigione delle streghe
34
35
36
Manuel Müller
Le couple
2000
legno dipinto e carta
Mandragore
2008
legno dipinto
In fondo ai boschi
2008
bronzo
Fleur coupée
2009
legno dipinto
Tête véreuse
2013
legno dipinto
Mandragore
2013
legno e vetro dipinti
Tête à chiens
2013
legno e vetro dipinti
37
Enigmi del passato
Conoscere invece di credere
Da dove proviene l’enorme massa di materia dispersa nello spazio cosmico per un
numero iperbolico di milioni di anni luce? Tutte le riosposte finora sono solo teorie. Le
saghe, le leggende, i miti e i testi sacri sono compenetrati di realtà e di verità.
Dobbiamo cercare di enucleare dalle tradizioni quella che è la sostanza. Alla fine
troveremo la reale storia delle origini della nostra specie. Se si accetta la versione
dell’accoppiamento tra cosmonauti extraterrestri e figli della terra, si scioglie un formidabile enigma: la doppia natura dell’uomo. Come prodotto di questo pianeta egli
è legato alla terra, come “coproduzione”
con gli extraterrestri egli è nel contempo “figlio degli dei”. Da questra struttura
schizofrenica - bestia e aspirante al cielo
- l’uomo non è mai riuscito a liberarsi.
Antonio Lüönd
Antonio Lüönd
Reperti di archeologia spaziale
38
Antonio Lüönd
Archeologia spaziale
Olio su tela
40 x 40 cm
39
Un “abitante” del Castello.
40
Josna Cassol
Pax Teca II
2013
legno, oro, acrilico
41
Giuliano Togni
Ecco la vera copia dei dodici ritratti che
Leonardo eseguì, si disse, in occasione di
una visita a Locarno, si dice anche che qui
si bandì un trattato di pace che purtroppo
non durò a lungo
torre circolare con pannelli di legno
e dodici ritratti
MDF, tela estroflessa
42
Ivana Falconi
Graves 1
2012
olio su tela
Graves 3
2013
olio su tela
Graves 4
2013
olio su tela
Graves 5
2013
olio su tela
Daniele Cleis
Attraverso
2013
scultura in ferro nero
smontabile
43
Arte e politica
Intervista a Riccardo Carazzetti
Direttore dei Servizi culturali della città di Locarno
di Jean-Marie Reynier
Caro Riccardo, sono molto felice che tu abbia accettato di rispondere a queste domande, iniziamo con la
più semplice, che rapporto hai con l’arte?
Il mio rapporto con l’arte è di amore, tradimento e ritorno di fiamma. L’arte è come il mio primo amore, che
non scordi mai, ma poi l’abbandoni per andare con altre donne; improvvisamente però, dopo tanti anni, la
prima ti riappare, come una “femme fatale” e di nuovo
ci ricaschi. In breve, l’arte, in tutte le sue componenti espressive, ha sempre avuto per me un’attrazione
poiché nella dimensione artistica devi assumere e
mantenere quella libertà di pensiero che è di fondamentale importanza – la conditio sine qua non – per
affrontare e confrontarsi con un’opera.
Al termine della mia formazione alla Scuola Magistrale (1974) ero sul punto di iscrivermi all’Accademia di
Brera ma nel frattempo è arrivata la donna che mi
ha rapito e ho quindi scelto di intraprendere gli studi in Archeologia preistorica all’Università di Ginevra.
Quello con l’Archeologia è stato un “matrimonio consumato” in tutti i sensi. Donna Archeologia mi ha portato in Egitto, Sudan, Asia centrale, Caucaso e Siberia
(stretto di Beering); mi ha pure dato l’opportunità di
organizzare esposizioni che hanno segnato la storia
culturale di Locarno e del suo Museo archeologico
allestito negli spazi del Castello Visconteo.
della Pinacoteca – materializzando così le “retrouvailles” con il primo amore – e da quel momento ho cercato di impostare un programma espositivo coerente
con quanto proposto dai miei predecessori. La tipologia
Raccontami un po’ in che modo sei arrivato ad esse-
delle 90 esposizioni allestite a Casa Rusca dal 1987
re il direttore degli affari culturali di Locarno, il tuo
al 2013 presenta infatti un intreccio di occasioni che
percorso...
possono essere sintetizzate come segue:
La direzione dei Servizi culturali mi è stata affidata dal
22 esposizioni personali o collettive di artisti in rela-
Municipio di Locarno nel 1990, alla partenza di Rudy
zione con il territorio locarnese;
Chiappini per Lugano. Dal 1983, anno di istituzione del
24 di artisti presenti nelle collezioni della città;
Dicastero Musei e Cultura, mi occupavo unicamente
16 di artisti ticinesi contemporanei;
del Museo archeologico e l’attività artistica la seguivo
5 di artisti svizzeri contemporanei;
da semplice fruitore, visitando le esposizioni proposte
4 di artisti svizzeri del XIX secolo:
nelle varie gallerie e nei musei che da poco erano stati
20 di artisti internazionali e 4 proposte da agenzie
aperti in Ticino, sempre con un senso di distacco e di
esterne.
rimorso dovuti al precedente tradimento. Nello stes-
Non si può quindi criticare la gestione museale con ar-
so anno alla direzione artistica di Casa Rusca è stato
gomenti quali l’incoerenze e l’improvvisazione. Sono
chiamato Pierre Casè e con lui ho collaborato fino al
critiche che giungono da persone che molto probabil-
2000, anno del suo pensionamento. Il Municipio di Lo-
mente non sanno neppure dove si trova Casa Rusca (in
carno mi ha quindi affidato anche la direzione artistica
Piazza S. Antonio, di fianco alla chiesa Collegiata!!!).
44
Rivellino LDV Locarno,
cerimonia premiazione Boccalino
d’Oro 2013, Riccardo Carazzetti
con l’attrice ticinese Carla Juri.
Fotografia Roby Imfeld
Visarte Ticino ha un forte legame con la città di
Cosa manca a Locarno, quali sono i sui difetti? Trovi
Locarno, potresti parlarmene un po’?
che sia una città che vive culturalmente anche oltre il
Il legame con Locarno è genetico in quanto la sezione
Festival del cinema?
Ticino della SPSAS ha avuto quale primo presidente,
A Locarno o nel Locarnese manca un Museo moder-
nel 1898, il pittore locarnese Filippo Franzoni (1857-
no, concepito come tale. Oggi operiamo in edifici sto-
1911). Ricordiamo poi Pierre Casè presidente sia della
rici che in origine erano case di abitazione; è vero che
sezione Ticino, sia del comitato svizzero. Grazie all’i-
l’atmosfera di Casa Rusca è unica ed è apprezzata da
niziativa di Pierre, Casa Rusca ha ospitato per diversi
tutti i visitatori ma rimane il fatto che vi sono limiti
anni la galleria dell’associazione, poi trasferita a Palaz-
strutturali difficilmente modificabili. La presenza di
zo Morettini e in fine in uno spazio industriale situato
un museo moderno ci consentirebbe inoltre di esporre
in via Orelli. La chiusura della galleria venne in seguito
in permanenza le opere delle collezioni e rendere final-
decretata per contingenze economiche.
mente giustizia a una tradizione culturale che, come
Le relazioni fra Locarno e l’associazione, divenuta nel
detto in precedenza, è unica nel Canton Ticino.
frattempo Visarte, non sono mai state interrotte e in
Occorre ricordare che la prima edizione del Festival del
questa sede mi piace ricordare le recenti esposizioni
film (1946) è stata la scintilla che ha fatto nascere il
collettive allestite a Casa Rusca e al Castello visconteo.
Club del buon film, divenuto poi il Circolo delle Arti,
È un legame che per natura deve continuare ad essere
animato dall’intellettuale progressista Virgilio Gilar-
alimentato, nelle forme di eventi temporanei adeguati
doni. Questa associazione ha stimolato la vita cultu-
al modo contemporaneo di fare e di proporre arte.
rale locarnese negli anni ’50 e ’60 e regolarmente
proponeva, nella Casa del Negromante, esposizioni
Con l’apertura del polo culturale a Lugano, come cam-
di artisti della seconda École de Paris, organizzate
bierà il territorio e che ruolo avranno dei musei come
dall’editore d’arte Nesto Jacometti. La presenza del
quello che dirigi?
Festival è dunque fondamentale e il suo ruolo di
Lugano arriva con l’artiglieria pesante sulla scena della
motore per tutta la regione si accrescerà con l’aper-
promozione culturale e vi è grande attesa per sape-
tura del Palazzo del cinema. Purtroppo il Locarnese
re come verrà impostato il programma espositivo del
è frazionato in realtà comunali piccole e litigiose e
LAC. Ma ragionando nella prospettiva della “memoria
ogni progetto di grande portata fatica ad evolvere in
del territorio”, il Locarnese può comunque vantare di
quanto entrano sempre in gioco interessi di alcune
avere una tradizione artistica e possedere collezioni di
famiglie – dei veri e propri clan – che frenano la dina-
proprietà pubblica che testimoniano come questo ter-
mica di uno sviluppo armonico.
ritorio sia stato, durante la prima metà del XIX secolo,
un crocevia di spiriti creativi. La presenza del LAC non
modificherà sostanzialmente l’attività di Casa Rusca
poiché potremo sempre attingere opere dalle nostre
collezioni e proporre esposizioni dignitose con nomi di
fama internazionale.
Come vedi il futuro della politica culturale ticinese?
Sinceramente non posso esprimermi poiché è appena
stata votata dal Gran Consiglio la Legge sulla cultura e
prossimamente dovrebbe uscire il relativo regolamento
d’applicazione. Mi auguro che gli operatori culturali non
abbiano a passare il loro tempo con troppa burocrazia.
45
Arte e politica
Intervista a Giovanna Masoni Brenni
Avvocato, Vicesindaca, titolare dell’Area della Cultura
e dell’Istruzione della città di Lugano
di Jean-Marie Reynier
In quale maniera l’arte influenza la politica e la
cammino è ancora lungo. E le cose da migliorare sono
politica l’arte?
molte. La ulteriore necessità strutturale primaria, su
Può influenzarla molto, pensiamo ai Medici per la
cui insisto da tempo, è relativa ai depositi in cui acco-
“politica” o a tutto il Rinascimento italiano. È un rap-
gliere e far vivere con i privati le collezioni private che
porto che può svilupparsi nel bene ma talvolta anche
dovessero essere depositate o donate al nuovo museo.
nel male. Tenendo i piedi ben saldi per terra, come
Inoltre, servono spazi per gli atelier e gli artisti. E poi
Capo Dicastero, ho cercato di migliorare le condizioni
c’è la Kunsthalle. Ma qui, occorre un appoggio ancora
quadro, realizzando strutture di base necessarie. Ho
maggiore da parte dei privati.
inoltre voluto riportare la cultura e l’arte al centro del dibattito, in modo da
Il concetto e l’idea di Kunsthalle è sulla bocca di tanti
avvicinarle di più anche alla politica.
addetti ai lavori qui a Lugano, c’è una volontà politica
È importante far sentire che la politica
di andare oltre agli spazi espositivi del LAC per cre-
stima la cultura e il lavoro che viene
are un luogo di interazione artistica contemporanea
fatto dagli artisti e dai creativi. Che la
sul modello svizzero tedesco o romando?
politica non è indifferente agli sforzi
Il LAC e il Kunsthaus erano la necessità di base. Della
dei molti attori della cultura: da quella
Kunsthalle è un po’ che parliamo. Avevamo anche im-
alta a quella popolare - per usare ca-
maginato anni fa, con Bruno Corà, la creazione di un
tegorizzazioni che non mi piacciono
primo spazio contemporaneo per artisti. Ma il lavoro
molto -, da quella promossa
è ancora tutto da fare. Tuttavia, va chiarito che molte
dagli enti pubblici a quella
cose sono cambiate. Basta gettare uno sguardo a 10
che viene dai privati. Un
anni orsono: ricordo che nel nostro museo d’arte mo-
lavoro che ha piena digni-
derna non era ancora entrata nemmeno la fotografia.
tà, anche quando i mezzi
Non avevamo il “-1”, che sta aiutandoci a diffondere con
magari non consentono un
forza anche da noi la conoscenza dell’arte contempora-
sostegno pubblico. Quando
nea, e la consapevolezza del suo valore e anche della
la politica comprende che la
sua attrattiva. L’arte di oggi, da noi, era meno compre-
cultura è fondante per uno
sa e apprezzata. Direi che le premesse attuali per una
sviluppo di qualità, allora ha fatto la prima cosa più
Kunsthalle sono molto migliori di 10 anni orsono, ma
importante. Il resto viene (quasi) da sé.
occorre che prima si consolidi il nostro “Kunsthaus” e
che, così come succede in Svizzera romanda e tedesca,
Dall’università al LAC, tutti grandi sforzi che la po-
vi sia l’apporto decisivo anche dei privati.
litica culturale comunale sta compiendo negli ultimi
anni, quali sono le cose da correggere? Quali saranno
A Lugano, mi sembra, mancano degli spazi sovven-
i prossimi passi?
zionati adibiti ad atelier d’artisti o collettivi (come
La nostra università è giovanissima: quasi 20 anni, a
esistono in altre grandi città svizzere), è una discus-
fronte ad esempio dei 560 di Basilea; il “contenitore”
sione che potrebbe essere portata avanti in seguito
LAC non è ancora nato, anche se lavoriamo sul “conte-
all’apertura del LAC?
nuto” da 10 anni. Parlando di arti visive, presto, dalla
L’ho detto prima. C’è una forte necessità per gli artisti
fusione tra Museo d’arte di Lugano e Museo Cantonale
di avere spazi in cui lavorare liberamente.
d’Arte, nascerà il “Kunsthaus” della Svizzera italiana,
46
già accompagnato da collezionisti privati come mai
Lei è membro sostenitrice di Visarte Ticino da tanto
finora accaduto in Ticino (penso allo “Spazio -1, Col-
tempo, la nostra associazione esiste principalmente
lezione Olgiati”). Stiamo recuperando terreno, ma il
per difendere e dare credibilità agli artisti e archi-
tetti professionisti. Come vede il futuro della nostra
turale molto variegata e in fermento. Sono diversi i
associazione rispetto alle nuove realtà che si stanno
segnali in questa direzione. Credo che una ulteriore
sviluppando a Lugano?
vivacizzazione possa produrre una crescita significa-
La vita degli artisti professionisti non è mai facile.
tiva anche in questa direzione.
Penso però che quanto fatto negli ultimi 10 anni e
quanto ancora si farà con il concorso di pubblico e
Crede possibile l’apertura di una scuola delle belle
privato, possa rendere questa vita un po’ meno diffi-
arti in Ticino? Magari in sinergia con le istituzioni
cile. È importante che vi sia un’associazione vitale e
scolastiche già esistenti come la CSIA l’USI e la SUPSI?
rappresentativa quale è Visarte Ticino. È un partner
Da questi enti, e anche dall’Accademia di Brera, ab-
di dialogo importante per tutti i progetti legati alle
biamo ripetutamente avuto sollecitazioni in questa
arti visive.
direzione. Ma non possiamo fare tutto contemporaneamente e con le sole forze di amministrazioni pub-
In cosa può essere utile Visarte Ticino in questi cam-
bliche. Abbiamo bisogno dei privati. Se in Ticino si
biamenti?
svilupperanno mecenatismo e collaborazioni, come
Un’associazione di artisti e architetti professionisti, at-
accade in altre città svizzere, allora potremo fare ciò
tiva e in grado di esprimerne gli interessi e le esigenze,
che lei indicava nella domanda.
è un partner essenziale. Un “motore” importante. E le
iniziative interessanti si stanno moltiplicando.
Se lei fosse un artista, in quale cantone andrebbe
a vivere?
A titolo personale, che analisi può fare della scena
Il mio lavoro politico e i miei sforzi sono tesi a far sì
artistica cantonale ticinese?
che Lugano diventi una città in cui tut-
Il Ticino è una realtà sociale e cul-
ti si sentano “a casa” e in cui anche gli
artisti vogliano vivere e lavorare.
Felice Varini
LAC, Lugano
Associazioni
10 domande all’Associazione
Archivi Riuniti delle Donne del Ticino
AARDT
Francine Mury a Renata Raggi-Scala
e Susanna Castelletti
Partiamo delle origini della vostra associazione.
In che anno è stata creata?
AARDT è stata costituita nel 2001. Da dodici anni
cerca, valorizza e conserva documenti che parlano di vicende e imprese femminili dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai nostri giorni.
Il team di AARDT percorre nuovi sentieri della
memoria, riordina e cataloga i fondi, trova materiali rivelatori della storia delle donne nel nostro
paese, di esistenze finora sconosciute o ignorate
dalla storiografia.
Nata da un’idea di Renata Raggi Scala e Franca
Cleis l’associazione da 12 anni ha sede in casa
Maderni a Melano, antica villa di inizio Novecento (ampliata nel 1947 e nel 1953) messa a
disposizione dell’associazione con un contratto
di comodato dall’attuale proprietaria Margherita
Scala Maderni.
48
In che modo vi fate conoscere per esempio per
ottenere da privati i documenti e il materiale
per il vostro archivio?
Ci facciamo conoscere attraverso articoli nei quotidiani e periodici del Cantone e attraverso la rete
(abbiamo infatti un sito internet, e per adattarci
ai nuovi tipi di comunicazione anche una pagina
Facebook). Inoltre sono soprattutto le nostre pubblicazioni e le nostre iniziative culturali a valorizzare il nostro lavoro e, in modo particolare, il ruolo
delle donne nella realtà cantonale. A titolo di
esempio possiamo citare la nostra pubblicazione
del 2011Una missione d'amore. Storia della lotta
alla mortalità infantile in Ticino e del Nido d'Infanzia di Lugano
di Manuela Maffongelli. Questo
sesto quaderno AARDT riporta alla luce un periodo della storia sociosanitaria ticinese durante
il quale il Cantone era confrontato con il grave
problema dell’alta mortalità infantile.
C’è un criterio di scelta per archiviazione di
documenti?
Di norma le persone che hanno fondi o materiali
sparsi li portano presso la nostra associazione,
in un secondo tempo le nostre collaboratrici,
tutte di formazione universitaria in storia, li ordinano secondo criteri scientifici così da poterne
mettere in risalto il valore e le particolarità. Normalmente anche in quelli che possono sembrare
i materiali più semplici, che siano quaderni, diari, lettere o fotografie, riusciamo sempre a trovare qualcosa di interessante.
Ora, per ampliare ancora maggiormente il nostro
raggio d’azione, abbiamo concluso un progetto
di digitalizzazione che concerne tutti i documenti fotografici.
Siete in contatto con altre associazioni simili
in Svizzera?
Esistono diverse associazione in Svizzera interna che raccolgono documenti sulle storie di
donne, purtroppo non c'è ancora un rete comunitaria che permette scambi reali e regolari: tutte sono infatti particolarmente radicate
nel proprio territorio cantonale e anche la lingua talvolta crea qualche ostacolo.
documenti sonori e audiovisivi provenienti dalle
teche RSI ed è stato creato con l’intento di offrire uno spaccato dell’apporto delle donne alla
politica, alla cultura, all’economia, alla società
della Svizzera italiana.
• raccolte di riviste femminili e femministe
Nel vostro archivio ci sono opere di artiste e
di arte visive?
Anche se non sono ancora numerosi, e speriamo che aumenteranno nei prossimi anni nei
nostri archivi conserviamo materiali relativi ad
alcune artiste. Per esempio proprio in questo
periodo stiamo curando e riordinando i fondi
relativi a Georgette Tentori-Klein (1893–1963)
un’artista multidisciplinare originaria di Winterthur la quale, ha vissuto nel periodo sotto
l’influenza Bauhaus e ha vissuto a Barbengo a
casa Sciaredo costruita nel 1932. Tutto questo
lavoro è fatto in collaborazione con la Fondazione Casa Sciaredo.
Di Georgette Tentori-Klein stiamo cercando di
realizzare una biografia dettagliata ma si tratta di un’operazione complessa. I suoi materiali
sono infatti dispersi in diversi luoghi e stanno
con nostro grande piacere confluendo come deposito presso la nostra sede: vi sono disegni,
più di cento quaderni/diari, classificatori, fotografie, etc.
Per le opere d’arte, essa ha infatti prodotti numerose opere tra cui per esempio vi sono tessuti, sculture in legno e burattini, sarà necessario
trovare una soluzione per la conservazione e
questa problematica concernerà tutti i futuri
fondi artistici. Proprio anche in questo ambito stiamo ora valutando di trovare una nuova
sede, dove in futuro si potrebbe immaginare
accogliere fondi di opere d’arte.
Vengono archiviati anche documenti audio e
film/video?
Abbiamo avuto una collaborazione con la RSI
(Radio Televisione Svizzera) che ha portato alla
costituzione del sito ‘Donnestorie’. Il sito raccoglie
Quale consiglio dareste a un artista desiderosa di conservare il proprio archivio?
I consiglio può sembrare banale ma è, a nostro
avviso molto importante e consiste nel tenere
tutto. Quindi non solo le opere realizzate ma i
In cosa consistono i fondi conservati?
I nostri archivi sono costituiti da numerosi fondi privati di donne e di associazioni femminili
ticinesi e coprono un lasso di tempo che parte
dalla seconda metà dell’Ottocento e arrivano
fino ai giorni nostri. Essi si compongono quindi
di una vasta raccolta documentaria e di biografie di donne che nel Ticino hanno vissuto,
operato e pubblicato.
I fondi archivistici sono
accessibili a persone interessate alla consultazione e alla ricerca di documenti storici.
Vedo che avete anche una Biblioteca, come e
quando è possibile consultarla?
Gli oltre 5000 volumi sono catalogati nel Sistema Bibliotecario Ticinese e sono a disposizione
per il prestito sia direttamente in sede durante
gli orari di apertura, sia tramite il prestito interbibliotecario.
La biblioteca si compone di:
• opere di autrici ticinesi
• testi di storia delle donne e del femminismo
• studi di genere
• letteratura svizzera, italiana e internazionale
• cataloghi di artiste
cataloghi, la corrispondenza, inviti di mostre, ritagli di giornali, fotografie, e questo per evitare,
come nel caso di Georgette Klein (precedentemente citato) per la quale non è stato conservato
nessun invito a mostre, di avere delle lacune,
perdite di documenti. Conservando tutto, in altre parole, si rende possibile ad una/o storica/o
di poter ricostruire in modo scientifico il proprio
percorso. Oggi nell’era dell’informatica, sarebbe
pertanto importante e consigliabile anche stampare la corrispondenza mail.
Quali sono le vostre prossime tematiche/
progetti?
Siamo lavorando sulla ricostruzione di un percorso di una artista Ticinese Rosetta Leins, attiva
come artista negli anni 40 periodo nel quale vinse il concorso per l’affresco della sala dei matrimoni nel Palazzo Civico a Lugano. In suo onore
verrà organizzata infatti una mostra, nella primavera del 2014 in collaborazione con Mariangela
Agliati della Pinacoteca Züst di Rancate
Questa non è però la nostra prima esperienza in campo artistico. Infatti nel 2006 abbiamo organizzato una mostra curata dall’allora
Direttrice Franca Cleis, di sculture, di artiste
femminili (la maggior parte attive in Visarte
Ticino) nel giardino di Casa Maderni, che ebbe
un buon successo di pubblico.
49
Formazione
Intervista a Roberto Borioli
direttore del Centro Scolastico per le Industrie Artistiche
di Jean-Marie Reynier
Caro Roberto, siamo in un epoca di grandi cambiamenti per quanto riguarda la fruizione della cultura
e dell’arte. In quanto direttore di una scuola che è un
caso più unico che raro a livello federale, come vedi
le necessità del presente nel nostro campo?
Non siamo così unici, se non per il Liceo artistico.
In Svizezra abbiamo diverse Scuole d’arte applicata.
Comunque credo che viviamo in un tempo dove tutto
quello che non appare immediatamente utile e fruibile
non sembra trovare riconoscimento di valore. In alcuni
ambiti manchiamo di visioni evolutive. Questa realtà
mi fa pensare come più che mai oggi vada ribadito con
forza che sono i sogni, le illusioni, la fantasia... Sono
questi «elementi inutili» ad aver plasmato il mondo e
che ancora queste energie muovono il nostro esistere.
Credo che tutto questo sia profondamente vero e vada
discusso, vissuto, insegnato, promosso.
omologata, rigorosa ma non rigida, che valorizzi le
diversità e le unicità di ogni sua componente (docenti
In che modo? A che scuola pensi?
e allievi in prima istanza), che educhi al gusto e nel
Amo gli interstizi, le zone di confine fra le ortodossie,
contempo alla disciplina, all’umiltà di ogni scoperta, che
gli spazi di incontro, le aree non classificate, i contesti
sia aperta nelle visioni e che apra le menti, che faccia
ricchi di stimoli, le diversità che ci spingono al confronto
pensare e insinui il sano dubbio piuttosto che le false
con gli altri e con noi stessi. Sogno una scuola non
sicurezze delle ortodossie. Che non sprechi, ma valorizzi
le sue risorse, che cerchi il nuovo e tuteli il passato.
Che non opponga rifiuti ma sia fonte di stimoli e non
sia asservita alla falsità dell’immediato «utilitarismo»:
una visione miope che prevale nel pensiero comune,
una visione limitata, a mio parere orientata verso un
bieco pessimismo e una deleteria chiusura, frutti
entrambi dell’ignoranza intesa nel suo senso proprio di
«non conoscenza». Il ruolo delle scuole di arte e di arte
applicata mi piace intenderlo in questo modo.
Qui dunque parliamo infine d’arte e arti applicate?
Non voglio aprire un bibattito sul concetto di arte. Mi
permetto solo di precisare quanto sia fondamentale
il padroneggiare tecniche, metodi e conoscenze per
agire con cognizione di causa e permetterci la piena
espressività di autori/creatori di artefatti comunicativi,
oggetti, opere. Questo vale sia nell’Arte con la «A»
maiuscola, sia nelle arti applicate: l’ambito che possiamo
definire come il contesto della progettazione o per usare
un termine di moda del «design» in senso lato; dove la
50
... In queste considerazioni come si inserisce il
livello economico?
Qui potremmo aprire un dibattito infinito sul valore
del lavoro degli autori/creatori, sui diritti commerciali
conseguenti al lavoro di ideazione e sul senso etico
correlato alle dinamiche di mercato. Mi permetto solo
di sottolineare come oggi gli «autori» non beneficiano
rispondenza funzionale della nostra creazione si unisce
certo dei maggiori guadagni generati dal commercio
all’elemento estetico espressivo della forma ideata.
delle loro creazioni; questi maggiori guadagni vanno
Oltre che ad insegnare un mestiere, dove il fare
piuttosto a beneficio degli intermediari, nel loro ruolo
pratico si sposa con la conoscenza teorica, abbiamo
di «distributori» di un dato bene.
il compito di educare al bello e di educare al gusto
i nostri allievi. Compito che prosegue nel nostro agire
Tutto questo mi sembra chiaro e piacevole da ascol-
nel mercato, un contesto dove il ruolo del «buon
tare. Per concludere, di cosa avremmo bisogno ora
design» (della buona progettazione) di un artefatto è
e adesso?
a mio parere anche quello di educare i pubblici di
In questo contesto sociale e in questo momento di
riferimento di una dato artefatto (o prodotto) e di
insicurezza economica il ruolo delle Scuole d’arte
portare valore all’identità del marchio che lo firma.
applicata diviene ancora più importante, quale luogo
privilegiato di valore e di tutela dell’ambito creativo e
Un mercato composto da pubblici differenziati e
quali centri di educazione oltre che di apprendimento:
ricco di pareri contrastanti...
dalla buona qualità dei lavori artigianali, dei mestieri
Siamo in balia del mercato e dei grandi numeri? Penso
d’arte, alla scoperta delle tecniche più innovative e
di sì. Da sempre è difficile percorre una propria strada
sperimentali. Questo non per creare delle «riserve
espressiva e di valore. È più facile conformarsi al gusto
indiane» o vetusti musei polverosi, bensì per costituire
comune, al bisogno di essere accettati dal gruppo, dalla
delle aree vive di sperimentazione, degli ambiti
società, alla necessità di omologarsi, adeguandosi a
educativi di eccellenza, dei luoghi dove proteggere e nel
ciò che si ritiene essere il modello di successo. Queste
contempo sperimentare. Il nostro lavoro ci dà il privilegio
tendenze sono presenti anche in ambito artistico e le
di poterci esprimere con passione e profondità: è un
ragioni sono comprensibili. In parte riguardano il
onore e un onere che accomuna e riguarda la maggior
fatto che tutti noi siamo esseri sociali, individui che
parte di chi opera nel nostro campo. È un impegno che
nel profondo non hanno mutato la loro esseza animale/
merita sostegno e rispetto, perché si possa lavorare
tribale e il bisogno di trovare certezze, rifuggendo
in un contesto stabile, perché si possano condividere
l’azzardo soprattutto in tempi congiunturali rischiosi
possibili scenari evolutivi. Credo che ciò di cui abbiamo
come quelli che viviamo oggi.
maggiormente bisogno ora è appunto questo.
51
susinnodesign.com
Artisti
di Visart
e
all’Offici
Magliasonaarte
2013
5.10 – 20
26.10 – 1
0
.11
Jean-Mar
c Bühler
Aurora G
hielmini
16.11 – 1
.1
2
Laura Fu
magalli
Regine R
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Hanspeter seier
Wespi
Christine
Lifart
7.12 – 22
.1
2
Sergio Pi
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Antonio
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società del
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gruppo reg arti visive svizzera
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Apertura
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00 – 17:00
ME: 19:00
– 21:00
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52
.10
Lorenzo
Cambin
Gabriela
Maria M
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(A . Polett dio 63.78
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Lorenzo Cambin
Gabriela Maria Müller
Studio 63.78
5.10 – Officinaarte
20.10.2013 Magliaso
53
Officinaarte 5.10 – 20.10.2013
Lorenzo Cambin
Tra terra e cielo,
“UN REALE PRECARIO EQUILIBRIO”
minerale vegetale,
si instaura tra gli opposti,
questi “spazi” vivono grazie alla loro dinamica costruita,
ricordo di una miscela botanica asiatica (bonsai suiseki),
è così che mi collego al mio lavoro artistico,
una rappresentazione di viva vegetazione,
grazie anche a flussi meteorologici.
Spazio
2012
54
A sinistra:
Segni
2002
Veduta d’insieme.
55
Spazio
2011
56
Spazio
2009
Spazio
2011
Spazio
2010
57
Officinaarte 5.10 – 20.10.2013
fragile
studio 63.78
(Aymone Poletti e Philipp Vogt)
Progetto Fragile
Microciotole in raku e gusci di uova che sono stati “la-
“L’amore più forte è quello capace di dimostrare la
vorati” e modificati da agenti esterni, quali acidi e sali.
propria fragilità.” Paulo Coelho
Una metafora: il guscio, così sottile e leggero, ci rap-
Il progetto “Fragile” nasce da installazioni create ap-
presenta e si riflette nel significato della fragilità della
positamente per la mostra all’Officinaarte di Flavia
nostra società, dei nostri valori, delle nostre sicurezze
Zanetti a Magliaso.
e del nostro corpo.
Partendo da questa tematica, prendono inoltre forma
Varie aggressioni esterne, come l’arroganza, la violen-
15 diverse stampe inkjet a tiratura multipla (4 opere
za, la povertà, la malattia, si accaniscono su corpi già
in formato A3 stampate in multipli di 3 esemplari e 11
fragili, deboli e continuamente sollecitati...
opere in A4 stampate in multipli di 5 esemplari l’una)
su carta calque satinata, intitolate “Fragilità”.
Ma da queste aggressioni può nascere una nuova forza interiore, capace di reagire. E come le nostre uova
(che vengono costantemente assalite da fattori esterni
per diversi giorni, per poi subire trasformazioni e diventare nuovi elementi più forti, resistenti e luminosi),
anche le persone possono e devono rispondere alle
avversità reagendovi, superandole e riuscendo pure a
trarne forza e bellezza.
58
Fragile
2013
Microciotole in raku
e gusci di uova
che sono stati “lavorati”
e modificati
da agenti esterni,
quali acidi e sali.
59
60
61
Officinaarte 5.10 – 20.10.2013
Senza titolo
2012
aghi di pino marittimo, voile,
plexiglas, MDF,
25 x 30 x 30 cm
Gabriela Maria Müller
Sentire il respiro del mondo
Fotografie di Matthias Müller e di Stefano Spinelli
Il canale privilegiato che l’artista tiene aperto verso la
vengono all’incontro dei sensi: l’odoroso humus, la
sfera dell’inconoscibile, del mistero oltre il visibile, as-
meraviglia caduca di un soffione o la scabrezza della
segna a questa figura una funzione essenziale di inter-
corteccia di un tronco annoso. Qui si innesta l’impres-
prete degli interrogativi che accompagnano, e incido-
sionante opera L’abbraccio all’albero, tra i maggiori
no nel profondo, l’esistenza umana. Oggi – forse – più
esiti della ricerca di Gabriela Maria Müller. Si tratta di
che mai, quando il rapporto con la natura, da sempre
un’azione artistica avvolta di silenzio e realizzata nella
centrale e imprescindibile, si è fatto emergenza pri-
più totale e pura comunione; un’azione attraverso la
maria: incrinato in modo drammatico, arreca germi di
quale materia e spirito, sensualità e trasfigurazione si
squilibrio e di malattia che turbano le coscienze.
fondono in un tutto unico.
Con grazia e levità impareggiabili, Gabriela Maria Mül-
Nella visione di Gabriela Maria Müller, terra e cielo –
ler risponde a questa attuale condizione difficile, pre-
poli fondamentali, costitutivi del mondo – condividono
sentando l’offerta riparatrice del proprio lavoro. Il suo
un’uguale e medesima anima, dove si raccoglie il
è un atto artistico-filosofico in sintonia con le correnti
respiro di ogni essere vivente.
espressive contemporanee che ricercano l’essenzialità
e la purezza visive al fine di definire ed esaltare nella
loro potenza irradiatrice forme simboliche, universali
nella loro elementarità. La tensione verso la smaterializzazione, che trova nella luce assoluta il compimento
massimo – e che ha ispirato a Gabriela Maria Müller
l’opera costituita da un grande, suggestivo cerchio
di luce entro il perimetro prediletto e ordinatore del
quadrato – convive con un intenso e sensibilissimo
trasporto verso le manifestazioni della natura che più
62
Maria Will, dicembre 2013
Senza titolo
2012
aghi di pino marittimo,
voile, plexiglas, MDF
25 x 30 x 30 cm
(dettaglio)
Senza titolo
2013
LED, plexiglas, alluminio
termolaccato,
180 x 180 cm
Senza titolo
2013
aghi di pino marittimo,
cuciti su voile,
plexiglas, MDF,
60 x 60 x 18 cm
63
L’abbraccio all’albero
castagno nel frutteto sopra Breno,
19 settembre 2013
2013
grafite su voile, steso su telaio
di ferro e legno castagno
210 x 420 x 40 cm
In basso a sinistra:
Senza titolo
2013
ciotole di cera d’api,
Ø12 cm ognuna
65
Esposizioni
26.10 – Officinaarte
10.11.2013 Magliaso
Jean-Marc Bühler
Aurora Ghielmini
In alto:
Aurora Ghielmini
La pratica del selvatico Il cervo
2013
65 x 65 cm
colori alla tempera
e alla caseina
su tela di lino grezza
In basso e a destra:
Aurora Ghielmini
Amuleti
2013
tecnica mista su carta
(matita, tempera, letraset)
8 x 140 cm
66
67
Officinaarte 26.10 – 10.11.2013
Amuleti portafortuna
Librettino portafortuna
13 amuleti - arcaico e presente
di Aurora Ghielmini
Due anni fa, scopro nel bellissimo museo Arche-
Fra i molti esposti che ho potuto ammirare, ho
La collezione di amuleti “Giuseppe Bellucci”
ologico Nazionale di Perugia, una ricchissima
avuto un colpo di fulmine (ed ero naturalmente
testo di Giancarlo Baronti
collezione di amuleti raccolti da Giuseppe Bel-
protetta) per un amuleto (nella sezione amuleti
lucci (Perugia 1844-1921) una singolare figura
portafortuna) dalla didascalia “Librettino portafor-
“Le idee di fondo per gli amuleti tendono ma-
di scienziato e ricercatore impegnato nell’am-
tuna” ritrovato a Perugia .
gicamente ad associare a uno specifico aspetto
bito delle scienze naturali ma sensibile ad altri
Minuscolo e tascabile, minimale e prezioso nello
della condizione umana sembrano costanti; uno
campi del sapere.
stesso tempo, composto da tredici immagini
si basa sulla somiglianza-sostituzione e l’altra
Bellucci presta così la sua attenzione, fra le altre
con relativo testo e significato, propiziatori e bene
sulla contiguità-concatenazione.
cose, anche agli amuleti frutto più importante del-
auguranti per la vita.
Alla prima sono riferibili quegli amuleti che in-
la sua ricerca in ambito culturale-folcloristico.
Confezionato in carta lucida con copertina prezio-
trattengono con la specifica situazione umana un
Il termine amuleto indica un qualsiasi oggetto di
sa in argento.
rapporto di analogia; i denti animali per favorire
limitate dimensioni cui sia attribuita una “potenza
Affascinata dalla cultura popolare che li caratteriz-
la dentizione infantile, gli arbusti dissecati che si
magica“ di tipo protettivo o propiziatorio.
za, penso al senso di questi amuleti nel presente.
aprono alludendo al parto,le pietre del latte.
La collezione è costituita da circa tremila oggetti.
Mi sono interrogata sul nostro contesto culturale,
Alla seconda si rifanno gli amuleti che stabilisco-
- amuleti relativi alla protezione dagli eventi
e ho pensato che se riusciamo ad attribuire alla
no un tramite tra la specifica condizione umana e
atmosferici negativi: il fulmine e la grandine
tecnologia, al mondo informatico un credo assoluto
la dimensione ritenuta pericolosa o auspicabile: le
(è impressionante il numero di persone morte
ma fragile nello stesso tempo, se l’essere ed il cir-
pietre del fulmine proteggono dal fulmini perchè
nel1800 colpite e morte a causa di un fulmine)
condarsi di bellezze artificiali nella nostra società
sono parte del fulmine, l’intonaco sottratto alle im-
- amuleti connessi alle fondamentali fasi di pas-
serva a propiziare la sorte, tutto sommato il credere
magini sacre ha una valenza terapeutica perché è
saggio della vita umana: scelta sessuale, fidan-
che “il ragno - ordisce la tela della tua fortuna”
impregnato di sacro.
zamento, matrimonio, concepimento, gravidan-
è come credere che con un navigatore satellita-
Il tutto è proveniente dall’Italia ma anche con
za, nascita, allattamento, prima infanzia
re trovi sempre la strada, come se intervenen-
qualche scambio europeo ed extraeuropeo.”
- amuleti contro il malocchio
do chirurgicamente sul proprio corpo siamo più
- amuleti terapeutici
amati o più giovani.
Tratto dalla pubblicazione rilasciata dall’Università
- amuleti connessi alla sfera religiosa
Ne nasce un’opera giocosa e poetica che riprende
degli Studi di Perugia, Sezione Antropologica del
- amuleti portafortuna
con fedeltà tutte le immagini e il testo del libretti-
Dipartimento Uomo & Territorio
- amuleti per i soldati
no in tredici tele 20 x 40 eseguite in tecnica mista
- amuleti per gli animali domestici
Aurora Ghielmini
Amuleti
2013
l’opera è composta da 13 tele di 40 x 20 cm
colori alla caseina su tela
68
Aurora Ghielmini
La pratica del selvatico L’istrice
2013
65 x 65 cm
colori alla tempera
e alla caseina
su tela di lino grezza
Aurora Ghielmini
La Pratica del selvatico
“Le lezioni che impariamo
dal mondo selvatico diventano
il galateo della libertà”
Il selvatico è la Natura non sfruttata,
vergine, con la quale è necessario
confrontarsi, immergersi.
Da Gary Snyder poeta e saggista statunitense
Scriveva Henry David Thoreau filosofo, scrittore
nato a S. Francisco nel 1930.
e poeta nato a Concord nel 1817.
Le sue opere sono una pietra miliare per i movimenti
ecologisti.
”l’Ovest di cui parlo è solo un altro modo di definire la
natura selvaggia: e quanto ho cercato di dire è che
Scrive Snyder nel suo libro ”La pratica del selvatico”:
dalla natura selvaggia dipende la sopravvivenza del
Il selvatico “è la nostra casa” e non un luogo “altro” da
mondo.
visitare occasionalmente. Non bisogna mai perdere il
Ritrovarsi altrove, ben lontano da tutto, inoltrarsi nei
selvatico che è in noi.
boschi, volere che le notti siano silenziose e profonde,
Per centinaia di migliaia di anni non c’è stata la “cul-
che i mattini siano trasparenti. Soli. Circondati dal ru-
tura” del selvatico (wilderness) senza qualche forma di
more sordo degli animali che all’improvviso appaiono.
presenza umana.
In ascolto del soffio di vento, dei cigolii degli alberi.
La natura non è un posto da visitare, è casa nostra.
I nostri corpi sono “selvatici.”
69
Officinaarte 26.10 – 10.11.2013
Jean-Marc Bühler
démigh n’ögiàda
Un bel giorno, come un clown al circo, sono inciampato
in un paio di occhiali rotti... la cosa mi ha divertito.
Li ho raccolti e, dopo averli osservati, in studio ne
è nato un primo “ritratto occhialuto”. Recuperandone
poi tutta una serie presso alcuni ottici ho dato a questi
occhiali una nuova vita in chiave satirico-ironico.
La satira, l’ironia e la comicità sono le spezie che spesso non devono mancare nella “cucina” della mia creatività. creando questi “ritratti mi sono divertito e spero
possa essere così anche per voi che li potete scoprire.
70
71
Jean-Marc Bühler
Da sinistra a destra, dall’alto al basso:
Al ristorante esotico;
Il domatore d’elefanti;
Il sagrestano;
Il vecchio pescatore;
La bambola;
La carabarettista;
L’occhiale da solo;
La guida alpina;
La lavandaia.
72
Da sinistra a destra, dall’alto al basso:
Wall Street crack;
La ragazza con la scossa;
Agata Christie;
Tàia e médéga;
Le pince-né;
Gli occhiali di gabbiani;
Mac-anik;
NY;
Il romanziere.
73
Esposizioni
Laura Fumagalli
Regine Ramseier
Hanspeter Wespi
Christine Lifart
16.11 – Officinaarte
1.12.2013 Magliaso
Christine Lifart
Lavorando il legno, incontro la sua personalità. Scoprire la storia, tracce, segni e impronte di questa biografia è come leggere un libro e, alla fine, aggiungo
una pagina anch’io – ciò fa parte di questa vita. È il
rispetto e l’essere toccato dal presente con tutta la sua
storia che mi fa sentire parte di qualche cosa di più
grande e sacro.
Hanspeter Wespi
Marcatura di un luogo, chiarificante, infinito, partendo
dal centro, dal luogo. Una pietra cade nell’ acqua, un
cerchio si allarga, sempre più... Se le pietre sono molte, molti centri, molti cerchi, si sovrappongono senza disturbo. Luoghi, galassie, pianeti, esseri, anime,
animali, umani.
A destra:
Christine Lifart Coppia 2013 Castagno 74
In primo piano:
Christine Lifart Morta 2007 Agrifoglio Sullo sfondo:
Hanspeter Wespi
Cerchio
diametro 3 m
foglie di bambù, pietre, diversi
Intervento 2013 75
Officinaarte 16.11 – 1.12.2013
Sud
2012
tecnica mista su carta
21 x 21 cm
Laura Fumagalli
Lo spazio della memoria
Il processo comunicativo dell’arte per le sue stesse basi
Non a caso affiorano prepotenti da sempre suggestioni
tecniche resta un processo alchemico e nulla più del
della memoria, di un passato da preservare nell’ope-
collage del XX secolo corrisponde a questo principio.
ra dipinta: attorno al 2000 erano lettere dell’Ottocento
Fatto con carte dipinte, carte e persino materiali di ricu-
trovate in un cassetto, nelle stagioni più recenti sono
pero, sfruttando anche la stampa fotografica, il collage
frammenti fotografici del proprio vissuto.
ci conduce in una ricerca formale in cui l’accostamento,
Nella dignità estetica dell’immagine l’artista si ha sotto-
la sovrapposizione di campiture coloristiche sagomate,
posto passo per passo l’omaggio allo scorrere del tempo
tagliate, strappate danno forma all’immagine affian-
con avvolgimenti emozionali, dell’affezione, ha redatto il
cando il progetto alla casualità su piani permeati di
suo racconto e con esso il suo invito ad accompagnarlo,
mistero che affiorano prepotenti da una dimensione
a soffermarci osservandolo.
interiore come per moto proprio al di là della ragione
Con una personale sapienza com-
e della coscienza.
positiva, alternando colori patinati,
Questo è il mondo che Laura Fumagalli ha svolto fidu-
stemprati dal tempo, alle improvvise
ciosa fin dai suoi esordi artistici sul finire degli anni
e nette illuminazioni del presente, ha
Novanta. Con coerenza si è affidata ad una sintassi
ricostruito gli spazi suggestivi del vis-
stilistica che risponde sostanzialmente ad un bisogno
suto, luoghi evocativi in cui perderci.
interiore d’equilibrio e ordine, evocatori di atmosfere
intimistiche, visioni da svelare.
Paolo Blendinger
Azzurro
2012
tecnica mista su carta
29 x 29 cm
Ossido di cromo 2
2013
tecnica mista su carta
28 x 18 cm
76
Argento
2013
32,5 x 20,5 cm
tecnica mista su carta
77
Periferia
2013
tecnica mista su carta
78
Muro rosso
2013
tecnica mista su carta
48,5 x 58,5 cm
Turchese
2014
tecnica mista su carta
30,5 x 45 cm
79
Officinaarte 16.11 – 1.12.2013
A sinistra:
Paesaggio dell’anima
2013
Pigmenti su tela
120 x 100 cm
A destra:
Paesaggio dell’anima
2010/11
Pigmenti su tela
120 x 100 cm
80
Regine Ramseier
In questa esposizione ho mostrato due antitesi del mio
lavoro. Da una parte opere create in atelier e dall’altra
parte acquerelli, spesso realizzati in luogo o tratti da
schizzi che sviluppo poi nel mio studio.
Lavoro in atelier
Queste opere nascono senza schizzi, senza previe idee
di ciò che voglio realizzare.
Spesso sono quadri di grande formato che appartengono ad un ciclo di opere. Si sviluppano con una sovrapposizione di strati sottili di pigmenti per ottenere
una superficie più densa.
Dialogo con la mia tela: realizzo così quadri che esprimono emozioni o atmosfere particolari. Spesso li intitolo “Paesaggi dell’anima”. Da una citazione di G.C. Jung:
“Anima è dipinto”.
Schizzi e acquerelli
Schizzare e acquerellare sono in contrapposizione al
mio lavoro in atelier. Spesso disegno ed abbozzo durante le mie passeggiate. Osservando e disegnando
interiorizzo già i colori e il contenuto dei dipinti.
Utilizzando poche pennellate, i miei acquerelli sono
rivolti all’essenziale, leggeri e trasparenti. Spesso non
mi ispiro dagli schizzi del mio album.
Sopra:
Acquerello di Venezia
2012
Acquerello su carta
40 x 50 cm
81
Nelle profondità del mare
10 pezzi 30 x 30 cm
Pigmenti su cartone
Paesaggio dell’anima
100 x 140 cm
Pigmenti su tela
Falò
100 x 120 cm
Pigmenti su tela
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Paesaggio dell’anima mosso
100 x 40 cm
Pigmenti su tela
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Esposizioni
Sergio Piccaluga
Antonio Tabet
7.12 – Officinaarte
22.12.2013 Magliaso
Antonio Tabet
Guarda che ti vedo
2013
plexiglass a specchio
traforato
Riflessioni & riflessioni
Sergio Piccaluga
L’uomo riflette, lo specchio riflette. L’uomo riflette sulle
Nei luoghi visionari composti sulla tela da Sergio Piccalu-
riflessioni e come in un gioco di specchi le riflessioni
ga si stendono infatti terre, acque e cieli che si riflettono
si moltiplicano e si sovrappongono. Ci poniamo delle
l’uno nell’altro in un continuio scambio delle parti. Come
domande… Riflessioni seriose e riflessioni meno se-
nell’Hodler dei paesaggi più assoluti, anche i dipinti di
rie, giochi di lettere, di parole e di significati. Piccaluga contengono l’anelito all’infinito, all’indicibile,
Quando ci sorprendiamo riflessi in una vetrina ci vedia-
al “sublime” (termine scelto dall’artista stesso nelle sue
mo come realmente siamo, invece davanti a uno spec-
note); e dicono dunque della matrice romantica di fon-
chio ci presentiamo come vorremmo o come pensiamo di
do che appartiene a questo pittore come una categoria
essere: così nasce ogni tentativo di autoritratto. dell’emozione, che ne vuole il coinvolgimento totale.
Il riflesso da che cosa è condizionato? E poi: siamo
Di risonanza monumentale, al di là delle loro reali di-
noi che guardiamo lo specchio o è lui che ci guarda? mensioni, le pagine dipinte si reggono su di un rit-
Davanti a uno specchio ci presentiamo, ma possiamo
mo iterativo calibrato sul filo luminoso di un orizzonte
anche attraversarlo, almeno con lo sguardo, Alice lo
metafisico e, nei risultati di maggior tensione, il passo
attraversava per entrare nel paese delle meraviglie…
diventa quasi ipnotico: la visione incontra l’astrazione
Antonio Tabet
e sublima la pittura nella sua completa autonomia di
linguaggio e nelle sue valenze psicologiche (e anche
qui l’esperienza op non sarà passata invano).
Nella serie di paesaggi “trovati”, dove anche la casualità dello sgocciolamento del colore, quando avviene,
ha la sua parte, le luci di crepuscolo appartengono
alla notte mentre il giorno è unistante inafferrabile
che subito trascolora. Le accensioni sono semmai di
lunghissimi tramonti di fuoco che raggiungono e si
confondono con le albe.
Si sta, sospesi in un tempo precario e in uno spazio che
muta senza sosta, dove tutto è possibile e tutto può accadere: questi dipinti di Sergio Piccaluga indicano mondi ai confini, antiporte degli inferi o del paradiso, e - nel
Antonio Tabet
Dipende dai punti
di vista
2013
plexiglass a specchio
traforato
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forte segno di marca espressionista - dichiarano tutta la
natura nordica, quietamente tormentata da spiriti indimabili, di questo artista italiano, profondo di una profondità senza proclami, che conosce e vive in pittura la
condizione del sentirsi straniero in un mondo senza dove.
In primo piano:
Antonio Tabet
Vuoto
2013
Dibond traforato
Sullo sfondo:
Sergio Piccaluga
acrilici su tela
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Antonio Tabet
Angolo della riflessione
2013
lettere tipografiche di legno,
stampa incollata su specchio
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Sergio Piccaluga
acrilici su tela appoggiati
sul pavimento come
nell’atelier dell’artista
Antonio Tabet
Alice through the looking glass
2013
plexiglass a specchio
traforato
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Sergio Piccaluga
Terre rosse
acrilico su tela
40 x 40 cm
Antonio Tabet
Rifletto dunque sono
2011
plexiglass a specchio
traforato
Antonio Tabet
Riflesioni patriottiche
2013
plexiglass a specchio
traforato
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Sergio Piccaluga
acrilici su tela appoggiati
sul pavimento come
nell’atelier dell’artista
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Antonio Tabet
Autoritratto
2013
Plexiglass a specchio
traforato
Grazie
Gli artisti di Visarte Ticino in questi anni hanno avuto il privilegio di poter esporre
nei suggestivi spazi dell’Officinaarte di Flavia Zanetti. Uno spazio che purtroppo
ha chiuso “ufficialmente” il 31 dicembre 2013 la sua importante attività a favore
dell’arte, di chi la crea, chi l’apprezza e la vive.
Cari Flavia e Francesco, un grande grazie a nome di tutti noi,
gli artisti, le artiste, gli amici, i curiosi, per questi anni
intensi dedicati all’amore per l’arte.
Vi siamo riconoscenti per averci permesso di poter condividere
con voi questa magnifica ed intensa esperienza espositiva.
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Esposizioni
Weihnachtsausstellung
15.12.2013 – Museo Comunale
15.01.2014
d’Arte Moderna
Casa Serodine
Ascona
Dicembre è un mese particolare, fatto di riflessioni, di preparazioni festive e di luce.
Prendendo spunto dalla sempre più apprezzata tradizione tedesca, Visarte Ticino ha
proposto per il secondo anno consecutivo una ricca esposizione collettiva sotto il
segno di una Weihnachtsausstellung (mostra di fine anno).
La mostra si è nuovamente tenuta nei suggestivi spazi del Museo Comunale d’Arte
Moderna di Ascona a Casa Serodine.
Una quarantina di artisti di Visarte Ticino hanno accolto con entusiasmo questa bella
iniziativa e grazie alla folta adesione la mostra ha rappresentato un momento di
incontro ma anche un’importante vetrina di confronto sia per i soci stessi sia per il
pubblico e i turisti presenti.
L’allestimento ha seguito, per quest’anno, il filo conduttore dell’albero e delle sue
derivazioni simboliche e rappresentative, sviluppandosi spontaneamente dall’incontro degli artisti che hanno occupato gli spazi museali in uno spirito di dialogo
reciproco con la Casa Serodine.
Numerose, variate ed eterogenee sono state le opere presentate in quest’occasione
e hanno spaziato dalla pittura alla scultura, dai dipinti ai collage, dal legno al bronzo,
alle installazioni.
Sono state presentate opere di:
Brigitte Allenbach Stettbacher, Judit Aszalos, Marco Balossi, Felicita Bianchi Duyne,
Francois Bonjour, Bühler Jean Marc, Dario Cairoli, Daniele Cleis, Eftim Eftimovski,
Laura Fumagalli, Christina Käuferle Gallo, Hans Kammermann, Anna Kammermann,
Christine Lifart, Antonio Lüond, Steff Lüthi, Romeo Manzoni, Tazio Marti, Ruth Moro,
Gabriela Maria Müller, Pascal Murer, Willy Bubi Nussbaum, Regula Perfetti Grob,
Margaret Perucconi, Sergio Piccaluga, Gianni Poretti, Marco Prati, Fabiola Quezada,
Regine Ramseier, Jacqueline Real Butler, Sandra Snozzi, Gianluigi Susinno,
Hanspeter Wespi e Flavia Zanetti.
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visarte-ticino.ch
15 DICEMBRE 2013
12 GENNAIO 2014
CASA SERODINE
ORARI D’APERTURA
VE – SA – DO
14:00 –17:00
susinnodesign.com
L’ALBEROWEIHNACHTSAUSSTELLUNG
In collaborazione con
visarte
società delle arti visive svizzera
gruppo regionale ticinese
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Chiamiamo artisti non solamente i creatori,
ma anche coloro che godono dell’arte,
che sono cioè capaci di rivivere e valutare
con i propri sensi ricettivi le creazioni artistiche.
Gustav Klimt
www.visarte-ticino.ch
Finito di stampare nel mese di marzo 2014 dalla tipografia La Buona Stampa SA, Lugano.
Dev’essere stato un uomo saggio
ad inventare la birra.
Platone
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