A N N O X X II
N° 68
DICEMBRE
2015
L’occhio più attento dopo il tuo
IL
periodico di attualità e cultura
O
PORTOMAGGIORE - ARGENTA
Tutto e sempre come un fuoco d’artificio
ttorino
B ac i l i e r i
UNA COLLABORAZIONE ULTRA TRENTENNALE
… eravamo in giugno e mi dicesti
di avere qualche disturbo ed a
settembre, il giorno dell’inaugurazione
della fiera, non ci sei più; hai scelto di fare
le cose col botto e non era il caso! Ma ci sei riuscito come
sempre. Avevi un’ironia raffinata e coinvolgente ed è per
questo che ti dedichiamo la prima pagina scherzosa,
dissacrante fuori da ogni formalità come sapevi essere tu!
CIAO OTTO È L’UNICA COSA CHE NON DOVEVI
FARE: CI HAI DELUSO!
Redazione e amministrazione
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Una bellissima foto di Luca Sevà dei
riuscitissimi fuochi d’artificio fieristici
dell’edizione 2015 che accostiamo a
complemento significativo della fulminea ed improvvisa scomparsa di
Otto, ed un selfie con l’amatissima figlia Maria Elena laureatasi a luglio in
discipline museali ovvero la tradizione prosegue; la dott. Bacilieri attualmente sta collaborando al progetto
“San Leo” già iniziato dal padre.
Per i pochi che non lo conoscevano sono sufficienti alcuni abbozzi: pazzamente innamorato di tutto quello
che rientra in un’alea culturale, ci lascia un patrimonio
culturale fra archeologia, storia, letteratura e saggistica da acquisire e imitare e chi vorrà farlo potrà pensare in grande.
Il riscontro stampa è stato molto forte e doverosamente
ne diamo ampia rassegna all’interno. Il PORTOmaggiore perde il suo direttore responsabile e cofondatore della testata, il
presente numero
era doveroso poi
non sappiamo se
saremo in grado
di continuare.
Francesco Pasini
Direttore Responsabile
Aut. Trib. Ferrara n. 16
del 2 Dicembre 1994
Grafica
Arstudio
Direttore responsabile
Francesco Pasini
Fotocomposizione
la terza
anniversari
attualità
Laura Mazzanti
Distribuzione gratuita
lettere
sport
la perla
In questo numero
. . . . Ciao Ottorino
. . . . 60 anni di Asilo Porrisini
. . . . Farmacia Santi
. . . . La fiera / Nuovo parroco /
. . . . Pro loco / Comitato Concordia /
. . . . Lo psicologo
. . . . I nostri campi
. . . . Correre è bello – Ottica Casoni /
. . . . La portuense
. . . . Palasport
LEONIDA CENACCHI snc
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Dal lontano 25 settembre 1949
la Conchiglia d’Oro rimane uno dei simboli di Portomaggiore
... l’opportunità dello star insieme...
periodico di attualità e cultura
Era grande
G
RANDE PAPÀ
Intervista a Maria Elena Bacilieri
UN
di Enrico Menegatti
Archeologo, insegnante, storico, amministratore, giornalista, intellettuale. Ottorino Bacilieri ha rappresentato la perfetta sintesi di un territorio ricco di potenzialità storico – culturali - gastronomiche, sintesi che ha innalzato al massimo livello di approfondimento, analisi, sviluppo e creatività. La sua presenza
in pubblico, i suoi interventi di spiccata
sagacia uniti alla dettagliata spiegazione storica e culturale lo rendevano un
oratore coinvolgente e mai banale.
La parte pubblica era ben conosciuta,
meno quella privata. Tra le mura domestiche, nei rapporti affettivi, Ottorino rimaneva un uomo di elevato spessore morale e di intrisa passione per il
gusto della vita, espresso attraverso la
conoscenza gastronomica e l’amore
per la natura. I segreti del “focolare” casalingo li svela la figlia Maria Elena, vicina al papà fino agli ultimi istanti. Quel
papà che gli aveva fatto apprezzare la
visione sognatrice e reale del mondo
dove era nata e vissuta per 24 anni.
“Era un papà come tutti gli altri” la prima frase che scaturisce a Maria Elena
parlandone. “Per qualsiasi cosa c’era
sempre.
A casa, era diverso dalle occasioni ufficiali: scherzoso e amorevole, non mi
ha fatto mancare nulla. Mi ha trasmesso quanto era lui: dalla fotografia fino
alla mia Laurea in Beni Culturali. Sono
stata molto felice della sua presenza il
giorno della discussione e proclamazione lo scorso 14 luglio. Non era scontato ci fosse. È stato molto orgoglioso.
Ho cercato di prendere il più possibile.
Coinvolgeva me e la mamma in tutto:
dal Belriguardo alle riunioni culturali”.
Era un uomo poliedrico: a quale
scoperta o studio o lavoro era più
legato?
“Amava tutto. Non c’era una cosa che
gli piacesse più di un’altra. Metteva
sempre la stessa forza e passione. Alle persone della comunità, ha cerca-
Il Resto del Carlino – sabato 19 settembre 2015
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to di trasmettere quello che era per far
comprendere il territorio. Non voleva
rimanesse soltanto suo: le persone doveva scoprirlo e amarlo. La sua grande
cultura non era un peso. Se così fosse,
non mi avrebbe trasmesso la passione per il suo mondo. Volevo rincorrerlo per capire ogni cosa. Sarebbe stato bello riuscire a seguirlo in tutto, ma
era quasi impossibile per via della gran
mole di iniziative e studi e ricerche”.
Una delle tante sue elaborazioni
fotografiche: Maria Elena,
Ottorino e la moglie Cristina.
Tra i progetti rimasti intentati, lo
scavo archeologico di Fondo Tesoro è stato il più doloroso?
“Il progetto non dipendeva da lui: se
avesse potuto, sarebbe entrato senza
autorizzazione per iniziare a scavare. I
finanziamenti non sono mai arrivati. Gli
piangeva il cuore pure l’attuale condizione della Necropoli di Voghenza. Rimane sotto il Comune di Voghiera, ma
SEGUE A PAG. 3
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arutluc e àtilautta id ocidoirep
ELETTROMARKET
di ROSSI DENNI
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periodico di attualità e cultura
1 - UN GRANDE PAPÀ...
i fondi sono limitati. Per sistemarla servirebbero aiuti Statali. La maggior parte
dei reperti sono dentro il nuovo Museo
di Belriguardo, ma i sarcofagi non potevano trasferirli. Sarebbe un bel progetto da riaprire”.
Come ha affrontato l’esperienza
decennale di amministratore?
“Era tosto. Non pensò mai di candidarsi
sindaco: fino ad un certo punto gli sarebbe piaciuto. Ascoltava tutti, ma se
trovava persone che non comprendevano il significato, era finita. Anche con
me: se non capivo quanto diceva, mollava il discorso. Non accettava chi era
privo di idee o chi non s’interessava di
qualsiasi suo argomento. Non concepiva i poco curiosi, ma stimava le persone semplici e attente, che si rendevano utili nei loro limiti”.
Cosa ti incuriosiva maggiormente?
“Rincorrevo la parte di archeologia e
dipinti, chiudendo con la parte specifica di chimica e fisica. Fin da piccola non ha mai imposto nulla: se avessi
scelto un’altra strada, mi avrebbe appoggiata”.
Qual è stato il miglior traguardo
che auspicava per te?
“Concludere i cinque anni di Università.
Quando ho terminato la triennale, non
mi considerava dottore. Diceva che per
lui non ero ancora arrivata a prendere
un importante titolo di studi. Dopo cinque anni, mi avrebbe chiamata dottoressa. Questo era l’unico traguardo che
veramente voleva raggiungessi. Adesso sto portando avanti un progetto su
San Leo a Voghenza iniziato da lui qualche mese fa”.
E il rapporto tra lui e tua mamma?
“Sono sempre stati molto legati. Fino all’inverno scorso, andavano spesso in vacanza insieme: erano attivi. La
sua passione per la pesca, però, era ar-
Ma l’ultimo fattore a cui guardava erano i soldi”.
Cosa diceva di Francesco Pasini?
“Francesco è stato un grande amico.
Non per nulla lo ha scelto come padrino alla mia cresima”.
Quali pensieri aveva negli ultimi
mesi?
“Non accettava di ammalarsi. Non
essere presente alla festa di Belriguardo in estate fu un dramma più
grande rispetto alla malattia e al ricovero. Era un leone in gabbia. Parlava poco: forse era un modo per reagire alla situazione, non accettando il mio aiuto. Continuava a portare avanti i suoi progetti: una delle
ultime mail indirizzate al sindaco di
San Leo è datata 15 settembre. Come ho detto, era impossibile restare al passo con tutto: molte cose sono rimaste nella sua testa. Ma credo
non abbia sofferto”.
beni culturali, in particolare sul Belriguardo. Ha provato in tutti i modi a
farmi entrare nel suo mondo, riuscendoci. Il Belriguardo era la struttura
che più m’interessava. Per nove mesi, ha seguito con me la composizione della tesi di laurea sulla Sala della
Vigna, dove ho approfondito quanto
temperatura e umidità influenzassero gli affreschi. Insieme, ho studiato la
storia della struttura di Belriguardo, la
sala stessa fino alla composizione dei
gomento di litigio. Pescava quasi tutti
i giorni da quando era in pensione per
rilassarsi. Penso che la scoperta più bella sia stata sapere che era incinta di me.
Sono arrivata tardi: lui aveva 40 anni. È
stato un arrivo traumatico in senso positivo. A casa, parlava delle sue attività
in modo riservato: prima di informarci,
aspettava l’effettiva riuscita del progetto. Non si sbilanciava mai nel confermare fino al traguardo, lavorando sempre a 4/5 idee contemporaneamente.
Siete rimaste colpite dall’affetto
della comunità?
“L’affetto è stato tanto: un po’ lo immaginavo sapendo quanto aveva fatto. Il
giorno del funerale non abbiamo visto
nessuno, anche se molte persone ci sono state vicine. Lui era tutto: era ovvio
fosse così. Sto pensando di fare qualcosa per lui, ma devo capire bene come
realizzarla. Per ora, rimane solo un’idea
per l’anno nuovo. Un’idea che vorrei
condividere con la mamma”.
(E.M.)
DA PAG.
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la terza
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arutluc e àtilautta id ocidoirep
Riedificato da 60 anni
Asilo parrocchiale Mons. Porrisini
Oggi Porrisini - Colombani
ESATTE INTESTAZIONI: Asilo parrocchiale e scuola
dell'infanzia Monsignor Vincenzo Porrisini della Parrocchia
di Santa Maria Assunta, Portomaggiore (Ferrara),
DATA DI ESISTENZA: 1821.
Copertina del volume di Tramontani;
formato 14,5 x 20,5 cm composto
di 80 pagine edito in occasione
delle celebrazione per il terzo
centenario dell’edificazione.
1956 – Foto dell’edificio allo stato della sua inaugurazione; interessante
il commento – manoscritto - alla foto redatto da Don Enzo Tramontani
già autore della pubblicazione “Il santuario della B.V. dell’olmo
in Portomaggiore” Arti Grafiche Ravenna 1966.
Vedi foto a destra.
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anniversari
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L’istituto fu realizzato la prima volta per
opera del successore di monsignor Vincenzo Porrisini (1887 - 1927), l'arciprete
don Egidio Molducci (1927 - 1935). Il 30
luglio ed il 13 agosto 1944 Portomaggiore, in particolare il centro cittadino, fu duramente bombardata e l'Opera Porrisini
andò completamente distrutta. L'arciprete don Vincenzo Tamba si occupò della ricostruzione dell'Opera (asilo infantile con
il doposcuola e la scuola di lavoro). L'Opera Porrisini giunse alla ricostruzione in tre
fasi successive e specificamente negli anni 1951, 1952 e 1954, mentre il collaudo
si tenne nel 1955 e l'apertura ufficiale
avvenne il 18 settembre 1955, con il
nuovo arciprete poi monsignor dal 4 novembre 1955, Elvezio Tanasini* succeduto
a don Tamba il 20 dicembre 1953. L'assistenza nel nuovo asilo fu affidata alle Suore Orsoline. La scuola di lavoro di detto
istituto fu intestata il 20 novembre 1955 a
Gabriella Forti (giovane ragazza deceduta per malattia e figlia di benefattori delle opere parrocchiali). La co - intestazione al Comm. Giulio Colombani (noto imprenditore e grande compartecipe alla
realizzazione del complesso parrocchiale deceduto nel 1972) è storia molto più
recente che ci riserviamo di approfondire
nel prossimo numero.
(F.P.)
*A mons. Tanasini, trasferitosi a Cervia nel
1968, nel maggio 2015 è stata intitolata una
via adiacente alla Collegiata che venne edificata durante il suo ministero.
periodico di attualità e cultura
Un clima favorevole sotto ogni aspetto
L’ANTICA FIERA 2O15
L’Assessore da ... i numeri
Breve intervista a Giovanni Tavassi (nella foto) assessore alla nostra fiera il quale ad alcuni mesi di distanza reca ancora un abbondante sorriso quando gli si
parla dell'edizione 2015. Ecco alcuni
numeri significativi che lasciano intuire
come sia stato l’andamento in generale: “Le ultime edizioni dell'Antica Fiera, sono state sempre funestate dal maltempo,
invece, l'edizione 591^ del 2015 ha riservato quattro giorni di bel tempo, dando
la possibilità, agli organizzatori, di realiz-
zare al 100% il programma previsto. Amministrazione Comunale ed i partner: Pro
Loco, Arstudio e Delphi International,
hanno confezionato tutto il pacchetto delle offerte ai visitatori: Prove Dimostrative della Lavorazione del Terreno, esposizioni di attrezzature agricole, merceologico, campionaria, auto, luna park, tombole e lotterie, spettacoli e mostre. Non spetta certamente a me giudicare l'indice di gradimento di questa edizione è un compito che
lascio a coloro che hanno vissuto direttamente le giornate di fiera. Una cosa è
certa, ogni anno si cerca sempre di correggere errori che si sono presentati nelle scorse edizioni o migliorare le dislocazioni e gli eventi. Sono contento che
l''ultima edizione del mio mandato
possa in qualche senso lasciare il segno,
grazie a chi alacremente ha lavorato
per la realizzazione della stessa. Il mio
prossimo impegno sarà quello di impo-
stare la 592^ edizione del 2016 e passarla
in consegna a chi mi succederà dopo le
prossime amministrative previste nel
2016. Il mio augurio è quello che l'Antica
Fiera di Portomaggiore sia sempre all'altezza delle aspettative per il nostro territorio che ha forti radici di una lunga tradizione. Approfitto per augurare a tutti,
Buone Feste.
(F.P.)
Cambio sacerdoti in Collegiata
Don Ugo Berti
NUOVO ARCIPRETE DI PORTOMAGGIORE
Lo scorso 25 ottobre, alla presenza
dell’Arcivescovo, Monsignor Lorenzo
Ghizzoni, la Chiesa Collegiata di Portomaggiore ha accolto il nuovo arciprete, don Ugo Berti. Parroco a Pina-
Il vescovo di Ravenna durante
la celebrazione della S. Messa
d’ingresso del nuovo arciprete
e (foto a destra) don Ugo assiste
alla celebrazione.
rella di Cervia, nonché già sacerdote di Consandolo all’inizio degli anni 2000, don Ugo ha preso il posto nella parrocchia portuense di
don Giuseppe Negretto, trasferito a Bando, e don Stefano, inviato
a Ravenna per seguire le pastorali giovanili dell’intera regione. Come cappellano è stato nominato
don Lorenzo Rossini.
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attualità
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Lo psicologo
Divorzio…
Abbandono, distacco,
separazione
di Claudio Bonipozzi
Oggi due matrimoni su tre devono affrontare l’atto doloroso della separazione: un fenomeno collettivo che oramai non fa quasi più notizia, in quanto è vissuto da entrambi i membri come una via d’uscita “normale”, quando
la coppia non funziona più o quando
i tentativi di recupero sono falliti. I motivi possono essere tanti: noia, routine, abbassamento della libido. In realtà - in situazioni in cui la convivenza a
due è diventata una prigione invivibile
- il divorzio é la soluzione migliore per
porre fine a una situazione di sofferenza per uno o entrambi i soggetti, e anche per i figli che sono obbligati a “respirare” un clima avvelenato, carico di
tensione … un’atmosfera malsana. Su
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attualità
di loro ricadono le conseguenze immediate di questo distacco, ma non è
sicuramente giusto né sano che diventino l’ago della bilancia di quello che
accadrà dopo. Costringersi a “resistere” in coppia quando l’amore ha i giorni contati o la passione è al capolinea come in una telenovela - solo per il bene dei figli non ha alcun senso perché
sono comunque “contaminati” da un
ambiente tossico, da un vivere conflittuale privo di entusiasmo, di amore e
pieno di amarezza … sono costretti a
vivere battaglie interminabili con serie
ripercussioni sul loro futuro interiore.
Resta innegabile che chi sceglie di separarsi lo fa prima di tutto per risolvere una situazione di sofferenza individuale: non ci si separa per
far piacere all’altro, perché
i figli non ne possono più
di certe scene strazianti o
per le pressioni insistenti dell’amante … si divorzia per se stessi! Questo atto, come in tutte le crisi emotive, apre
le porte al cambiamento, può rappresentare un’altra occasione
di felicità, e tutto ciò si
verifica sia che la separazione sia consensuale o sia “imposta”
da un partner all’altro.
Il sentimento più diffuso, e forse più pericoloso, con il quale
i membri si trovano
a fare i conti è il rancore, un’emozione
negativa che si nutre di rabbia, ripicche, delusione, sospetti e desiderio
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di rivalsa, e non aiuta di certo a lasciarsi “serenamente”. Durante o dopo il divorzio il rancore o il senso di colpa - se
si rimane legati all’idea che si aveva di
quella relazione, ai progetti andati delusi e al dispendio di energie investite
che oggi si rivela inutile - sono sentimenti che vanno eliminati e non combattuti … si può, con mosse giuste,
tornare ad essere felici e a sorridere.
Tutto è finito ma non per questo dobbiamo scivolare nel vittimismo e vestire la maschera battagliera di chi “gliela farò pagare” e tantomeno utilizzare i
bambini come mezzo di rivalsa personale al fine di creare nell’altro un profondo senso di colpa; poi, il passato è
passato, quello che è stato è stato, ora
bisogna guardare il presente, cercando di viverlo nel modo più costruttivo possibile indipendentemente dalle colpe e dai torti subiti. È vero “separarsi in allegria” è uno slogan che può
funzionare solo in una soap opera, ma
con un certo atteggiamento e con
l’aiuto di una persona qualificata possiamo renderlo più dignitoso e meno duro: evitare, ad esempio, atteggiamenti ambigui, perché l’altro potrebbe illudersi che la storia non è finita; eliminare - proprio per contenere
il più possibile torture e rimuginazioni
senza fine - SMS, indirizzi e - mail e, soprattutto, cancellare iscrizioni a Social
Network; diventa, inoltre, pericoloso
fissarsi sull’idea che la relazione è fallita
per i propri errori perché in tal modo il
tormento ostacola la possibilità i intraprendere nuove storie, magari più proficue ed entusiasmanti; anche se il desiderio è molto forte, evitare di restare
aggrappati ad abitudini e a luoghi comuni perché intralciano la naturalezza
e la spontaneità, la possibilità di ricominciare una nuova vita, un rapporto
forse migliore e più soddisfacente …
ricorda, una ferita non è mai eterna!
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periodico di attualità e cultura
TRADIZIONE & SERIETÀ
FARMACIA SANTI DA 60 ANNI
Tangibilmente presenti
di Francesco Pasini
Il giovane Carlo, fiancheggia papà Cesare,
in una foto del 1993 in attesa
del debutto ufficiale in farmacia
avvenuto il 19 gennaio 2000 nello spirito:
la tradizione prosegue!
La farmacia Santi, in piazza Umberto I, celebra i sessant’anni di fondazione. Era il 1955 quando il dott.
Cesare Santi (1924 – 2000), figlio di
Beppino, laureatosi in farmacia negli anni cinquanta rilevò la storica
farmacia dal dottor Iannucci avviata a fine ottocento dai Marzola. Il titolare attuale, Carlo Santi, ci spiega
la particolare scelta per festeggiare
e ci permettiamo di dire, che scelta
più intelligente non si poteva fare:
“Per la occasione ho pensato che anziché fare un omaggio alla clientela,
come era avvenuto in passato, di sostenere l’ADO (Assistenza domiciliare
oncologica) di Ferrara. D’altronde sono ormai vent’anni che siamo impegnati a sostenere il progetto di questo meritevole sodalizio. Con Daniela Furiani presidente dell’ADO si è instaurato un rapporto di amicizia e
stima che ci lega allo scopo filantropico dell’associazione”. Un scelta
nobile ed un segno chiaro che evidenzia un animo prodigo e disponibile infatti nelle parole del Dott.
Carlo si può cogliere il percorso dei
“Santi”: “La mia famiglia debuttò sui
quotidiani con Beppino Santi, imprenditore agricolo e proprietario di
un affermato mulino in via Mazzini
(oggi di fronte alle scuole elementari
ed ora cadente n.d.r.) che forniva una
particolare farina molto richiesta alle panetterie bolognesi fino a metà
anni Settanta. Beppino era appassionato di calcio e nel 1928 fu tra i fondatori della gloriosa Portuense e collaborò con il leggendario Paolo Maz-
za, che all’epoca gestiva un negozio
da elettricista in via Forlani. Mazza fu
il personaggio che ha fatto la storia
non solo della Portuense, ma del calcio italiano”.
I Santi oltre ad esser una famiglia
piuttosto nota nel territorio ferrarese
sono sempre stati sensibili alla tradizione locale infatti, vantano una lo-
Santi rispecchia in toto queste caratteristiche, sicuramente l’artefice
e guida ne è stato il Cesare Santi, signore tutto d’un pezzo: mai sgarbato, mai supponente sempre disponibile e silenziosamente generoso.
Oggi entrare in farmacia ci si sente
“ascoltati” e per il malato o presunto tale diviene una condizione vi-
Foto dello staff al gran completo con la Presidente dell’ADO (al centro) nella farmacia ubicata in
Piazza Umberto I; l’immagine è stata adottata per la realizzazione di una cartolina celebrativa
dell’anniversario. Da sinistra: Claudia Girgenti, Guia Sgaravatto, Sara Spaolonzi, Carlo Santi,
Daniela Furiani, Piera Pollini, Paolo Bergonzoni, Stefania Sarasini.
ro collezione di cartoline storiche da
definire un patrimonio territoriale e
sempre nello stesso spirito ed in segno di continuità, pur cambiando
proprietario, la farmacia ha mantenuto il nome Marzola ovvero quello
dei fondatori. Doveroso anche ricordare che Cesare Santi fu presidente
della Croce Rossa Portuense e consigliere della Federfarma (Ass. titolari
farmacie); attualmente Carlo ricopre
il medesimo ruolo con delega regionale. L’attività farmaceutica in un comune di provincia ha molte sfaccettature e le più evidenti sono: dal rapporto professionale al contatto meramente umano ebbene, l’ambiente
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tale. La conduzione aziendale è
del Dott. Carlo, figlio in tutti i sensi di Cesare, per cui è bello costatare che la continuità è avvenuta.
Sappiamo di altre associazioni ONLUS e sportive che hanno avuto ed
hanno aiuti di vario tipo da questa
farmacia. Ci piace terminare questo servizio con un augurio di reciprocità alla salute cosicché anche noi possiamo beneficiare della vostra professionalità. Chiudiamo con una considerazione di Carlo: “Il territorio va aiutato e la mia
famiglia ci ha sempre creduto”… e
noi aggiungiamo che l’aiuto non è
solo e sempre finanziario.
anniversari
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arutluc e àtilautta id ocidoirep
UN FARO CULTURALE
È lecito paragonare la scomparsa di Ottorino Bacilieri ad un
devastante fenomeno naturale. Da terremoto a uragano, da
cataclisma a tsunami: ogni metafora calza pienamente con la
perdita connaturata da un lato allo splendore culturale rappresentato in decenni di studi e lavori, dall’altro all’uomo presente e apprezzato per la sua instancabile attività.
Se sul proprio profilo Facebook si era ricodificato “pensionato felice” dopo il raggiungimento della contribuzione statale, le testate giornalistiche locali hanno dedicato titoli e pagine.
Oltre al lungo curriculum, sono arrivate parecchie dichiarazioni da amici, amministratori, personaggi pubblici: tutti avevano collaborato con lui ricevendo un contributo personale che
difficilmente scorderanno.
Milano 2010 – (nella foto da sinistra)
Francesco Pasini editore e giornalista coordinatore
di una serata culturale all’Accademia
della Musica di Milano ove la madrina dell’evento
era Luciana Savignano (prima ballerina del Teatro
alla Scala di Milano) mentre Ottorino presenziò
in veste di relatore ufficiale
Tra i primi ad apprendere la notizia, il direttore di Arstudio,
Francesco Pasini, amico fraterno e collaboratore nella miriade di progetti editoriali e culturali della sua casa editrice. “Ha
segnato una pagina indelebile della nostra cultura, una pagina che difficilmente potrà ripetersi. Oltre alla pubblicazione
di tantissime ricerche sulla Necropoli di Voghenza, ha condiviso con me la nascita e crescita della rivista Il Porto, nonché
tante ricerche e studi su mio fratello don Umberto. I suoi editoriali rimarranno per sempre, non solo per la schiettezza e
sincerità, ma per l’intelligenza che mostravano. Con lui se ne
va una parte di me, una parte fondamentale della mia vita”.
Ricca la carrellata di testimonianze degli ex primi cittadini voghieresi, coi quali è stato assessore e vice sindaco. “L’emozione toglie il fiato e la lucidità per descriverlo –
l’intervento di Lauro Capisani, sindaco dal 1990 al 1995 – uomo appassionato del suo territorio, della sua cultura e della
sua storia”. “Per la nostra comunità – dice Neda Barbieri in carica dal 1995 al 2004 e attuale presidente del Consorzio Aglio
Voghiera DOP – è una perdita gravissima. Ha insegnato a voler bene al territorio. Era competente, dinamico, pieno di iniziative”. “Era un amico, mio e del paese – il ricordo di Claudio
8ciao
???
Otto
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periodico di attualità e cultura
Parole di amministratori, amici, forze dell’ordine
di Enrico Menegatti
Fioresi, eletto per due mandati dal 2004 al 2014 – paese che
deve essergli grato. Il dolore e turbamento conduce la mente a tanti bei ricordi, in particolare nel 2005 e 2007 quando
gemellammo Voghiera con la città spagnola di Santa Marina
del Ray, produttrice come noi di aglio”.
Decisamente gastronomico e gaudente i pensieri di Andrea
Marchi sindaco di Ostellato, il cui flash back rimanda alle tante riunioni dove non mancava mai la battura e “spuntava a Voghiera un salame di cui si piccava scherzosamente essere profondo conoscitore”, e Nicola Rossi primo cittadino di Copparo, che ne descrive “la sicurezza di avere i salami più buoni del
mondo”.
Nel mondo della cultura ferrarese, sconvolta anche Gianna
Vancini, presidente del Gruppo Scrittori Ferraresi. “È stata una
personalità di spicco. Resterà nei nostri cuori e, attraverso i
suoi libri e le sue opere, ritroveremo la sua voce”. Dal Ministero del Turismo, Valentino Nizzo, ex Sovrintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Ferrara denuncia la “scomparsa
di una persona preziosa come e più dei monumenti che amava, custodiva, proteggeva e divulgava. Nei miei cinque anni,
abbiamo condiviso gli stessi sogni e gli stessi obiettivi”.
Oltre al messaggio inviato da Pro Loco Voghiera, il volontariato è intervenuto attraverso Voghiera Soccorso, associazione
fondata nel settembre 2004 insieme tra gli altri a Neda Barbieri e Paolo Lupini. “Ne aveva fortemente voluto la nascita –
spiega il presidente Paolo Periari. Non era attivo come volontario, ma era presente alle assemblee così come nei momenti in cui serviva un intervento a sostegno”.
Infine, durante la cerimonia funebre, don Andrea Tosini
ha ricordato il suo primo incontro all’arrivo a Voghiera,
“quando si presentò da me con una pila di libri sulla storia
del territorio tutti scritti da lui” e l’ultima a casa Bacilieri
“quando gli chiesi, ottenendo risposta positiva, se potevo
pregare per lui”. A officiale la messa anche don Lino Costa, artista e viaggiatore, parroco di Gualdo e Ducentola,
a cui aveva organizzato la rassegna fotografica “In viaggio
con don Lino”. “Perdiamo una persona importante della
nostra comunità. Era un intellettuale di campagna, faceva
le cose con il cuore e con amore per la sua terra. Sarà difficile trovare un altro personaggio come lui”. Messa chiu-
Con il carissimo nonché zio Ottimo Bonacorsi
(scomparso nel 2014) soprannominato
il “Governatore del Belriguardo” in un sereno relax
nel cortile della Delizia Estense
ove ha avuto residenza fissa il Bonacorsi.
sa dall’intervento del sindaco Chiara Cavicchi, a cui aveva
affidato tutta la sua fiducia per il futuro amministrativo di
Voghiera. “Nei suoi confronti abbiamo un debito di riconoscenza. Pur non essendo amministratore, è sempre rimasto al mio fianco, dandomi aiuto e disponibilità, senza
mai chiedere nulla in cambio. Ora, dovremo essere bravi
a non disperdere quanto di grande ha fatto per il territorio e la nostra gente”.
dicembre 2015
anno XXII - numero 68
9
arutluc e àtilautta id ocidoirep
PICCOLI O GRANDI CAMBIAMENTI?
ELEZIONI PRO LOCO
41B[JP5SBEJOH
E che la competizione continui
Il fermento annunciato in seno all’associazione ed evidenziato nel nostro ultimo numero è uscito alla luce lo scorso 27 novembre in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo di Pro Loco Portomaggiore, elezioni con
inconsueta massiccia partecipazione (foto a destra del titolo). Nella Sala Consigliare del Municipio, insieme al vice sindaco Andrea Baraldi e all’assessore Giovanni Tavassi, sono accorsi ben 63 soci a cui erano state affidate 44 deleghe
per un totale di 107 votanti, oltre la metà dei 160 iscritti. A memoria dei più
anziani, non vi era mai stata un’adesione tanto massiccia, sinonimo di grande interesse attorno a Pro Loco e alla nomina dei suoi vertici. E la piccola o
grande rivoluzione si è palesata al momento dello scrutino, eseguito da Enrico Guidi, presidente di seggio proposto dell’ex presidente Ravaglia e approvato dall’assemblea, insieme agli scrutatori Sara Barbieri e Lorenzo Pancaldi.
Gli associati hanno “premiato” la giovane studentessa Chiara Colombarini, già
nel precedente Consiglio, con 65 preferenze, seguita dalla new entry Enrico
Belletti con 60 voti. Il presidente uscente Marco Ravaglia ha avuto 55 preferenze finendo alle loro spalle: un segno importante espresso dagli elettori.
Se Grieco ha totalizzato 41 voti, Moretti è stato riconfermato con 40. Tra le
novità, l’ingresso di Calura con 39 preferenze, che ha preceduto l’ex tesoriere la Sangiorgi con 34 voti. Il Consiglio è stato completato da due giovani,
ovvero la Baricordi e Roma, rispettivamente con 31 e 28 voti. Consiglio allargato da 7 a 9 membri per la proposta varata dallo stesso Ravaglia ad ini-
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QFSB[JFOEF
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olo
di Bariani Pa
Scavi
Demolizioni
suolo
Impianti Sotto
iciclo
Recupero e R Iner ti
Materiali
Il gruppo eletti
(Da sinistra)
Baricordi
Sangiorgi
Belletti
Moretti
Ravaglia
Colombarini
Calura
Roma
zio serata e accolta dall’Assemblea a maggioranza. Sono rimasti esclusi Gentili
(26 voti), Minghini (23), la Argazzi (20) e la Serboni (5). I revisori dei conti saranno Piffanelli, Armandi e la Ferrioli. Scusandoci coi lettori per il mancato elenco
delle cariche (la riunione di nomina avverrà in dicembre), causa tempi tecnici per essere in edicola a Natale, avanziamo l’ipotesi di sostanziose novità nei
ruoli rispetto al precedente quadriennio. Le votazioni, infatti, hanno espresso
una contrapposizione di schieramenti, sinistra-destra, importante dal punto di vista della pluralità e del confronto, ma che potrebbe far uscire qualche
scricchiolio nel corso delle prossime programmazioni e iniziative. In ogni caso, una maggioranza esiste ed è ben distinguibile.
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10
attualità
L’assessore Tavassi (membro della Giunta comunale
in seno al Direttivo della Pro Loco per obbligo
statutario) con il presidente uscente Ravaglia
all’apertura dei lavori. Gli scrutinatori:
dicembre 2015 Sara Barbieri, Enrico Guidi (presidente di seggio)
anno XXII - numero 68 e Lorenzo Pancaldi
periodico di attualità e cultura
L E T T E R E
A L
D I R E T T O R E
I NOSTRI CAMPI:
VIVI CON LA CACCIA O DESERTI NEI LATIFONDI?
E
cco che puntuale è arrivato l’autunno: il cielo cambia i suoi colori,
al mattino una brezza brillante riflette i raggi del sole sulle tremule gocce di rugiada ed al tramonto
una bruma bianca e sottile si solleva dalle zolle calde.
Il cane annusa l’aria inquieto e con
lo sguardo cerca di captare i pensieri del suo padrone. Ecco arrivati i giorni della caccia. E con essa,
immancabili, le infinite polemiche
che sempre l’accompagnano.
Sì, passione complessa la caccia:
che suscita aspre critiche, che etichetta i cacciatori come predatori della fauna senza considerare
quanto invece essa sia severamente regolata, capillarmente controllata e scientificamente sostenibile:
infatti un ente, l'Istituto Superiore
per la Protezione e la Ricerca Am-
Un cacciatore [o nome fittizio]
ti fitofarmaci. E dove immense falciatrici tranciano, insieme al fieno, nidi ed animali. Sarebbe forse
questa l’agricoltura sostenibile?
Questa, che sta sconvolgendo radicalmente la realtà delle nostre
campagne?
Quante ingiuste semplificazioni
sulla caccia mentre non si considera come nei tre quarti del territorio essa non è consentita. Quanti insulti al cacciatore da improvvisati animalisti, ambientalisti e
La campagna com’è
“verdi” in campagne diffamatorie
spesso animate da partito preso o
orchestrate da egoistico interesse
dei soliti pochi ma onnipotenti latifondisti.
Senza considerare poi come l’indotto della caccia dia lavoro a quarantamila persone in attività ad essa collaterali.
È l’alba di un giorno di caccia.
Il cane è fremente ed il cacciatore
lo accarezza per tranquillizzarlo. Il
cacciatore sa bene quanto animale ed uomo vivano in un equilibrio
delicato e fragilissimo che va mantenuto intatto e quanto la sopravvivenza dell’uno dipenda dalla sopravvivenza dell’altro. Già: il cacciatore, lo spauracchio delle campagne, forse ne è rimasto l’unico vero
custode.
(Lettera firmata)
Nell’invitare altri a farlo precisiamo
che riceviamo sempre con piacere
lettere ed in particolare se sono attente, equilibrate e propositive come
in questo caso.
Il Direttore
La campagna com’era
bientale, vigila con regole ferree. Si
preferisce invece passare sotto silenzio il sacrificio di tanti alberi, siepi fossati e filari che va compiendosi quotidianamente nelle campagne.
Ormai non si trovano quasi più i
rivaroli delle scoline dove spesso si acquattava la lepre o il timoroso fagiano: ora tutta la campagna non è che piane sconfinate
senz’erba dove ragni meccanici
dispensano sementi, irriguo, concimi e “veleni autorizzati” chiamadicembre 2015
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attualità
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marmi
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arutluc e àtilautta id ocidoirep
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Attivi da oltre sessant’anni sul territorio portuense,
la ditta Marmi Pasini è ora gestita da quattro fratelli
che nel 1990 hanno raccolto l’eredità del padre
e hanno fondato l’attuale società specializzata
nella lavorazione, non solo artigianale, del marmo,
del granito e da qualche anno anche dei moderni
ricomposti di marmo - granito - resina.
Capolavori ed opere d’altri tempi sono realizzati oggi.
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marmo o granito.
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Reggenza attuale - 1999
12
attualità
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anno XXII - numero 68
Per adeguarsi alle nuove
esigenze produttive,
sono state acquistate
di recente moderne
attrezzature dalla tecnologia
molto avanzata
e si è reso necessario
attrezzare nuovi spazi
per ampliamenti operativi
e di magazzino; il nuovo
laboratorio amplia quello
già esistente ed un piazzale
di 10.000 mq accoglie
l’esposizione permanente
di oltre 220 qualità
di marmi, graniti
e ricomposti, campionario
indispensabile alla scelta
delle caratteristiche
e dei colori dei materiali
stessi, disponibili
alla lavorazione istantanea.
periodico di attualità e cultura
Pro restauro del Teatro Concordia
PRIME INIZIATIVE DEL COMITATO Locanda dAel Duomo
lbergo Risto
A caccia di adesioni
Nella serata del 10 novembre, presso il Ridotto del Teatro Concordia,
l’omonimo comitato per il restauro della struttura si è riunito al fine di
organizzare i primi interventi e iniziative in funzione della ristrutturazione. Il gruppo allargato del Consiglio Direttivo ha proposto la creazione
di una tessera associativa in modo da dare possibilità ai cittadini portuensi di aderire al comitato stesso. Nel frattempo, la parte più “tecnologica” del Consiglio ha aperto un gruppo sul social network Facebook, al quale hanno aderito fin qui oltre duecento persone, dove sono e
saranno inserite notizie riguardanti progetti ed eventi in funzione recupero fondi. Tra queste, vi è l’idea di organizzare mese uno spettacolo musicale a distanza di qualche mese. Il previsto incontro col sindaco Minarelli è avvenuto nel pomeriggio del 26 novembre con una
delegazione guidata dal Presidente Mario Bellini per verificare alcune
misure d’intervento all’esistente Ridotto inerenti a pochi, ma basilari
lavori di tinteggiatura e stuccatura di pareti e volti. Nell’incontro si è
parlato anche del post, ovvero di come procedere per trovare i finan-
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Comitato cittadino
PRO RESTAURO
DELLO STORICO
ziamenti necessari al restau
restauinvoro del Teatro. Il comitato invo
singoca l’aiuto di famiglie e singo
li cittadini per raccogliere, foto
storiche relative al Teatro con
divull’intento di farne ampia divul
sarangazione. Le immagini saran
no poi esposte in una mostra
sempre al Ridotto. Mostra che
sarà accompagnata dalla visita
all’interno della platea appena
inforripulita. Un’operazione infor
giovamativa soprattutto sui giova
loni, in modo da far prendere lo
porro cognizione della storia por
tuense di questo angolo non
Presidente
ancora dimenticato di cultura
e spettacolo. Oltre all’intento
• Francesco Pasini
Vice Presidente
del restauro, il Comitato si prelli
figge lo scopo di mantenere
ne
Fa
• Giovanni
viva e vivace l’attività attorno al
re
rie
Teso
Teatro Concordia; d’altronde il
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• Mariacristina Serb
comitato si sente orgoglioso di
Segretaria
aver provocato una serie di in°°°
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teressamenti verso il teatro da
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Sede Sociale
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parte dei cittadini e degli amald
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ministratori.
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Bozzetto per la tessera associativa
al comitato Pro restauro antico Teatro
Concordia di Portomaggiore
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di
Inse
il 3 settembre 2015
Soci Fondatori:
• Baldo Adolfo
• Balli Letizia
• Bertoni Enzo
• Campora Mauro
• Fiorini Flavio
• Guernieri Mirco
• Ravaglia Marco
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Compone i del prim
Comitato Direttivo:
• Mario Bellini
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attualità
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CROLLA QUELLO CHE SEMBRAVA UNA CERTEZZA
Correre è Bello – Ottica Casoni: la fine di un’epoca
Forte il rammarico dello sponsor
di Enrico Menegatti
La foto di Sanzio Casoni storico
sponsor del gruppo risale al 2013;
un’immagine decisamente
significativa in quanto fissa
il sorriso compiaciuto per aver
confermato il patrocinio
alla società. Oggi, in occasione
di un brave dialogo con la nostra
redazione, manifestava
un grande disappunto.
Dopo decenni trascorsi ad organizzare eventi, promuovere sport,
sfornare atleti e raccogliere soddisfazioni tra provincia, regione e penisola, il Gruppo Sportivo Correre
è Bello – Ottica Casoni ha perso
la propria “autonomia”. Da ottobre, inizio della nuova stagione podistica Uisp, la squadra è confluita all’interno di Polisportiva Delfino
’93. La scelta è stata dolorosa, ma
ponderata e dettata da una situa-
zione difficile, che non permetteva
altra tipologia di soluzione se non
la dispersione del parco atleti, nonché dell’intera squadra.
I primi segni di difficoltà si erano
palesati a metà del 2014, quando
il presidente in carica, Valter Vicentini, per alcuni problemi personali non era più in grado di espletare i proprio compiti istituzionali. Il
presidente ha iniziato a guardarsi
intorno per cedere la carica. I consiglieri erano disposti solamente a
dare una mano, ma non ad accollarsi il compito. La situazione è proseguita fino all’inizio del 2015, con
la parentesi di controllo fiscale da
parte dell’Agenzia delle entrate.
Nei mesi successivi, nulla era mutato, col consiglio di amministrazione intento nella successione e costretto per queste esitazioni a cancellare il tradizionale Gran Premio
“Città di Portomaggiore, nonché
la corsa campestre e la gestione
dello stand gastronomico durante
l’Antica Fiera. Nel periodo maggiogiugno, alcuni dei responsabili storici del gruppo, ovvero Nanetti, Villani, Trentini e Grassi, hanno avuto
un incontro col presidente di Delfino ’93, Stefano Peverati, insieme al
consiglio direttivo. Nella sede della Polisportiva, in Piazza Ghandi, è
scaturita la scelta di confluire dalla
nuova stagione agonistica in Delfino ’93, dopo l’affiliazione della società alla sezione atletica di Uisp.
“Purtroppo – spiega Angelo Trentini, ottavo presidente di Correre è
Bello – Ottica Casoni e storico atleta-dirigente della società – è mancata una persona che volesse mettersi alla testa del gruppo. I compiti di un presidente sono innumerevoli e molti di noi non sarebbero riusciti a mantenerli. Lo sponsor storico
Ottica Casoni ha sempre spronato
affinché l’attività proseguisse, dando un grande sostegno economico.
Sanzio Casoni va ringraziato perché
non si è mai tirato indietro, appog➞
Un Augurio da
14
sport
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anno XXII - numero 68
S
port
a cura di
Correre è bello - ottica
giando sempre le nostre iniziative. Sono venute meno le forze interne, nonostante ogni domenica vi fossero almeno una ventina
di corridori alle manifestazioni provinciali e regionali”. Da ottobre, il gruppo ha assunto il nome di Correre è Bello – Delfino
’93. Col sostegno amministrativo e burocratico della società
polisportiva, il gruppo interno sta pensando di riorganizzare la corsa campestre insieme ad una podistica a giugno. “Vi
era anche un mini settore giovanile che si allenava con Ferrari.
Questo è stato disperLa carrellata di presidenti
so: alcuni sono andae alcune storiche iniziative
ti a Molinella, mentre altri al Cus FerraNella storia di Correre è
ra. Nei mesi scorsi, vi
Bello – Ottica Casoni, si
sono stati nuovi insono succeduti alla carica di
gressi di podisti, ma
presidente ben undici diversi
si tratta di adulti tra
numeri uno. L’elenco vede
i 30 e i 50 anni”.
come primo in carica Franco
Chierici, seguito da Giulio
Alberighi, Giancarlo Bonora,
Oliviano Crestani, Riccardo
Bergossi, Franco Bonsi, Andrea
Rosatti, Angelo Trentini, Mario
Villani, Alfredo Bolognesi e
Valter Vicentini. Tra le iniziative,
attività e manifestazioni
di spicco realizzate in
questi anni, si possono
annoverare il gemellaggio
con Pola in Slovenia, le tante
Con la 35° edizione viene a terminare anche la mitica gara podistica.
collaborazioni con le Scuole
Un appuntamento annuale di alto spessore che ha visto gareggiare
Elementari portuensi, le
grandissimi atleti ed un numero immenso di amatori e bambini, nella
partecipazioni alla Staffetta
foto il nastro di partenza dell’ultima edizione svoltasi il 23 marzo 2014.
di Monteforte d’Alpone, il
Campionato Nazionale di
corsa campestre del 1983,
la presenza di 13 atleti al
Campionato Nazionale di
Maratona nel 1992
ad Ascoli Piceno.
Stefano Peverati
che “teoricamente”
è il presidente
di Correre
è Bello.
Valter Vicentini
l’ultimo presidente
in carica con
Angelo Trentini.
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anno XXII - numero 68
Elena e S te fa n i a
sport
15
arutluc e àtilautta id ocidoirep
Rinnovi, ritorni & cambiamenti
La nuova Portuense
Programmi futuri
n Nicolò
Portomaggiore - Sa
2
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Tel. 0532.8113
A sinistra
Cristiano Buriani
ritornato alla guida
della Portuense
surrogando
Roberto Labardi
(foto sotto)
16
sport
Doppia rivoluzione tecnica. Tra l’estate e l’autunno, la Portuense è stata
protagonista di due notevoli rovesciamenti di fronte. All’inizio della stagione calcistica di Eccellenza, la società ha deciso di cambiare scacchiere tecnico. Cristiano Buriani, dopo anni in rossonero, ha lasciato il posto
a Roberto Labardi, ex calciatore SPAL, nella stagione precedente alla guida del Gualdo-Voghiera, squadra che ha portato attraverso gli spareggi
in Promozione. Sul fronte squadra, rivoluzione anche tra i pali con la partenza di Simoni finito al Milazzo, la conferma del giovane Rinaldi Biolcati
e l’arrivo di Cirelli dal Delta Porto Tolle. Tra le partenze vi sono da registrare quelle di Maroingiu e Braiati, nonché l’asso Rolfini, acquistato dal Carpi e subito girato in prestito al Castelfranco Emilia in serie D. Per l’attacco
sono stati scelti altri due giovani: Pivelli dal Reno Centese via settore giovanile SPAL e i confermati Veronesi e Protti. Riuscita la trattativa col centrocampista Luca Formigoni, classe 1995, portuense doc, ma transitato in
passato dal settore giovanile del Padova. L’asse portate del gruppo è rimasto, grazie alla permanenza di Zamboni, Gennari, Macchia, Brunelli e
Franceschini. Purtroppo, i programmi tecnici non sono andati di pari passo con le aspettative e i risultati sul campo. Molte sconfitte, pareggi in extremis e poche vittorie hanno scandito una classifica impietosa. Le motivazioni sono state diverse, tra cui un attacco “leggero” e una difesa a volte
troppo distratta per impedire agli avversari di segnare. Se le ammissione
di “colpa” sono state in primis dei dirigenti, i quali hanno constatato la necessità di intervenire sul mercato nella sessione invernale di dicembre attraverso un potenziamento, il secondo intervento ha causato all’esonero
di mister Labardi. Decisione sofferta che ha “promosso” a tecnico il centrocampista Daniele Buriani. Il suo ruolo è stato doppio: insieme allenatore e giocatore. Oltre ai risultati sul campo, si attendono rinforzi adatti alla
risalita dei rossoneri, il cui obiettivo minimo è diventato la salvezza dopo
i sogni di riproporre un campionato di vertice come lo scorso anno, coronato con l’ipotesi di raggiungimento della categoria superiore.
(E.M.)
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chiuso il 1 dicembre 2015
Fallita la ditta incaricata al restauro *NCJBODBUVSB.BSJP
LA MALEDIZIONE DEL PALASPORT
Storia all’italiana o ridicola?...decisamente patetica
La perla natalizia rimarrà, per noi, anche
la perla assoluta del 2015: la maledizione del Palasport. Dopo il crollo del marzo
2010, con strage sfiorata, il lungo processo e l’altrettanto infinita diatriba per ave-
re il risarcimento dalle assicurazioni, ad
inizio novembre è giunta l’ennesima
barzelletta di una storia indimenticabile. La ditta vincitrice dell’appalto per
il restauro della struttura, ad un passo dal termine dei lavori, ha dichiarato fallimento. Dal punto di vista dei
cittadini, classifichiamo l’evento come “una storia all’italiana”. La classica
storia all’italiana. Dall’estate, calda e
torrida, i lavori erano stati bloccati e
gli operai non facevano più capolino nelle vicinanze del Palasport. I
lavori, come detto, erano a breve
Un particolare dopo il crollo.
Il Palasport oggi.
Lo stato di regressione
della struttura per poter
riprendere la costruzione.
Te
distanza dalla conclusione. Per chiudere il restauro mancano circa 70 mila euro
su un totale di oltre 900 mila. Sono ancora da completare il parquet in legno, innestare la tenda divisoria per dividere le
ore di educazione fisica tra Medie e Su-
Saugo e Marzola
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387
periori e le plafoniere nei punti luce già
posati sulla pista ciclabile esterna. Voci di
corridoio erano volate a settembre, con
l’indiscrezione di una possibile difficoltà economica della ditta. La smentita era
arrivata dall’Amministrazione, smentita
a sua volta dai fatti. Smentita voluta per
non complicare ulteriormente il cammino di crisi della ditta, ma certamente poco edificante nei confronti dei cittadini. E così, dopo mesi di trattative e richiami, nonché di rinvii e azioni burocratiche, è andato in scena un nuovo capitolo di una vicenda molto triste e assolutamente drammatica. A questo punto, la
Provincia ha dovuto procedere d’ufficio:
ricerca di un nuovo partner per chiudere l’iter dei pochi lavori rimasti a terminare l’appalto. Le procedure burocratiche
di bando e nuova assegnazione dipenderanno da alcuni fattori. Non dovrà esservi ricorso da parte del fallimentare. La
mancanza di questa procedura dovrebbe snellire tutta la burocrazia residua. Un
appalto da 70 mila euro potrebbe essere di veloce assegnazione, ma i cavilli e i
contrattempi rimangono dietro l’angolo.
L’Amministrazione auspica di raggiungere in fretta assegnazione per avere la
struttura disponibile nei tempi previsti,
ovvero dopo Natale. Ma la certezza matematica avverrà solamente a consegna
lavori…mah!!! Presto sarà 2016 ed il palasport non c’è.
Ringo
la perla
17
L’occhio più attento dopo il tuo
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