Il ruolo della Chiesa
durante la Guerra Fredda
ITIS “F. Severi” –
Ins. Lorenzo Masiero
Indice






Cronologia 1945-1991
Introduzione
La corsa agli armamenti
Le ideologie contrapposte
Il muro di Berlino e la crisi cubana
Verso una coesistenza competitiva
Cronologia 1945-1991

1945 - La conferenza di Yalta e la conferenza di Potsdam vedono le tre maggiori potenze (Stati

1947 - In un discorso alle Camere in seduta congiunta, l'allora Presidente USA Harry Truman si

1948 - Stalin blocca gli accessi a Berlino Ovest interrompendo ogni via di comunicazione

1949 - A Washington viene firmato il trattato di collaborazione della difesa comunemente

1950 - A seguito dell'invasione della Corea del Sud da parte dell'esercito nordcoreano, si apre la
guerra di Corea che terrà l'intero pianeta col fiato sospeso per tre anni.

1952 - Attraverso un documento passato alla storia come Stalin-noten, Stalin offre alla
Uniti, Unione Sovietica e Gran Bretagna) gettare le basi per il nuovo equilibrio politico e
territoriale.
propone di combattere l'espansionismo sovietico offrendo aiuto agli stati minacciati, primi fra
tutti Grecia e Turchia. Il Segretario di Stato George Marshall elabora un piano di aiuti all'Europa
occidentale per finanziare la ricostruzione post-bellica.
stradale, fluviale e ferroviaria. Il blocco sarà revocato dopo undici mesi durante i quali un
ininterrotto ponte aereo di rifornimenti fornisce viveri, medicinali e altri beni di prima necessità
a due milioni di berlinesi.
conosciuto come Patto Atlantico. Nello stesso anno partono i primi esperimenti atomici sovietici.
Germania la possibilità di riunificarsi, a patto che non si schieri con le potenze occidentali e
rimanga neutrale. Le potenze occidentali appoggiano il governo tedesco rifiutando questo
accordo.

1955 - La Germania Federale entra nella NATO e si dota di un proprio esercito nazionale. A

1956 - In Ungheria una insurrezione popolare viene repressa dall'Armata Rossa che invade il

1961 - Attorno ai confini di Berlino Ovest inizia la costruzione del Muro.

1962 - Il mondo è di nuovo con il fiato sospeso per la crisi dei missili di Cuba.

1963 - USA, Gran Bretagna e URSS concordano una sospensione dei test nucleari terrestri e

1965 - La prima forza combattente americana (3500 marines) sbarca nel Vietnam del Sud. Il

1968 - L'invasione dei carri armati sovietici in Cecoslovacchia mette fine alla Primavera di Praga.

1969 - Inizia una serie decennale di incontri USA-URSS, durante i quali vengono siglati
Varsavia sotto la guida di Nikita Khruščёv i Paesi dell'Est stipulano un patto di difesa reciproca.
paese. Nello stesso periodo in Egitto il Canale di Suez viene occupato dalle truppe francesi,
britanniche e israeliane. la crisi minaccia di estendersi quando l'URSS dichiara di voler
intervenire al fianco dell'Egitto e termina con il ritiro delle forze d'invasione su pressioni degli
Stati Uniti.
subacquei.
conflitto durerà circa dieci anni.
numerosi accordi bilaterali per il controllo degli armamenti, ma la corsa al riarmo continua.

1970 - La Ostpolitik del cancelliere Willy Brandt comincia a dare frutti: Germania Occidentale e

1979 - L'Unione Sovietica invade l'Afghanistan intervenendo militarmente contro il governo di

1980 - A seguito dell'invasione in Afghanistan, gli USA annunciano un embargo e boicottano i

1986 - Il nuovo Segretario del PCUS Michail Sergeevič Gorbačëv, nel corso del 28° congresso

1987 - Il Trattato INF tra Reagan e Gorbačëv mette fine all'installazione degli Euromissili.

1989 - La caduta del Muro di Berlino mette fine alla divisione della città: si gettano le basi per

1991 - Decaduto il Patto di Varsavia, i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia firmano a
URSS firmano il primo di una serie di accordi che portano a una distensione dei rapporti fra Est
e Ovest.
Hafizullah Amin, considerato amico degli americani.
giochi olimpici di Mosca.
del partito, lancia la sua politica di riforme basata sulla glasnost. In ottobre incontra Reagan a
Reykjavík per discutere sulla eliminazione delle armi nucleari a raggio intermedio installate in
Europa.
la riunificazione delle due Germanie, che avverrà l'anno dopo. Inoltre cadono i regimi comunisti
di Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Bulgaria e Romania, che così diventano Stati democratici.
Belavezha la dissoluzione dello Stato Sovietico. Il 25 dicembre Gorbačëv rassegna le sue
dimissioni da Capo dello Stato, e il giorno successivo l'Unione Sovietica viene dichiarata
ufficialmente sciolta dal suo stesso parlamento, il Soviet Supremo.
Introduzione
La Guerra Fredda è un conflitto che a partire dalla seconda metà del 1945 vide
come protagonisti gli Stati Uniti d'America e l'Unione delle repubbliche socialiste
sovietiche, paesi usciti dalla seconda guerra mondiale come le due uniche
superpotenze.
Senza mai sfociare in uno scontro effettivo combattuto con le armi, grazie al
potere deterrente del vastissimo arsenale nucleare posseduto da entrambe le
nazioni contrapposte, il conflitto si risolse in uno stato di continua tensione
politico-economica e diplomatica tra gli stati che costituivano i blocchi formatisi
attorno a USA e URSS, nonché in una serie di guerre locali combattute
soprattutto nel Terzo Mondo. La durezza del confronto tra i due giganti ebbe
origine in primo luogo nell'inconciliabilità delle ideologie poste alla base del
sistema statunitense e di quello sovietico (capitalista l'uno, comunista l'altro), che
ispiravano quindi interessi geopolitici opposti. Il carattere di bipolarità prodottosi
nello scenario mondiale semplificò d'altra parte il quadro internazionale,
congelando molte delle dinamiche di scontro che avevano caratterizzato il
precedente sistema, dominato da più potenze, con l'esito paradossale di
garantire il più lungo periodo di pace nella storia dell'Europa contemporanea.
La corsa agli armamenti
Nel conflitto strategico tra Stati Uniti e Unione Sovietica uno degli elementi principali fu
la supremazia tecnologica come l'invenzione di armi d'inaudita potenza o il progresso in
campo spaziale. La guerra fredda si concretizzò di fatto nelle preoccupazioni riguardanti
le armi nucleari; da entrambe le parti veniva l'auspicio che la loro semplice esistenza
fosse un deterrente sufficiente a impedire la guerra vera e propria. In effetti non era da
escludere che la guerra nucleare globale potesse scaturire da conflitti su piccola scala, e
ognuno di questi aumentava le preoccupazioni che ciò potesse verificarsi. Questa
tensione influì significativamente non solo sulle relazioni internazionali, ma anche sulla
vita delle persone in tutto il mondo.
Durante tutta la guerra fredda gli arsenali nucleari delle due superpotenze vennero
costantemente aggiornati ed ingranditi fino ad arrivare agli ultimi anni del conflitto, nei
quali vennero negoziati una serie di accordi, denominati accordi START, che portarono
a sostanziali riduzioni del numero di ordigni. Ma la contrapposizione tra una corsa al
riarmo apparentemente irrefrenabile e continui tentativi di controllo degli armamenti
negoziati tra USA ed URSS o nell'ambito dell'ONU fu costante.
Furono necessarie molte attenzioni e una buona dose di diplomazia per sedare sul
nascere alcuni conflitti armati, al fine di prevenire una "guerra calda" che avrebbe
rischiato di estendersi e intensificarsi.
Le ideologie contrapposte
Il conflitto di posizioni, interessi contrapposti, propaganda e azioni di disturbo che si era
venuto a creare aveva principalmente radici nelle rispettive ideologie politiche,
economiche, filosofiche, sociali e culturali. Vi furono aggressive guerre di propaganda
tra i blocchi USA e URSS: l'Est criticava l'Ovest in quanto promotore del capitalismo
borghese e dell'imperialismo, che marginalizzano i lavoratori, mentre l'Ovest criticava
l'Est definendolo "impero del male", incarnazione di un totalitarismo antidemocratico
sotto forma di dittatura comunista.
La guerra fredda si protrasse dalla fine della seconda guerra mondiale, fino al collasso
dell'Unione Sovietica, nei primi anni novanta. Solo in alcune occasioni la tensione tra i
due schieramenti prese la forma di conflitti armati, come la guerra di Corea, le guerre
in Africa, la Guerra del Vietnam, l'invasione sovietica dell'Afghanistan e gli scontri in
centro America. Gran parte della guerra fredda si svolse invece attraverso conflitti
indiretti, contro "nazioni surrogate"; in tali conflitti, le potenze maggiori operavano in
buona parte armando o sovvenzionando i surrogati.
Altri conflitti erano ancor più sotterranei, perpetrati attraverso atti di spionaggio, con
spie e traditori che lavoravano sotto copertura da entrambe le parti; in molti casi
l'attività comportava reiterate uccisioni di individui delle rispettive squadre perpetrate
dai vari servizi segreti. La guerra tra agenti, nello spionaggio mutuo di obiettivi civili e
militari potrebbe aver causato la maggior parte delle vittime della guerra fredda.
Gli agenti venivano inviati sia dall'Est che dall'Ovest, e le spie venivano anche reclutate
sul posto o costrette al servizio. Quando scoperte, venivano uccise immediatamente o
scambiate con altri agenti. Gli aerei spia e altri apparecchi di ricognizione venivano
parimenti abbattuti al momento dell'individuazione.
Tali aspetti della guerra fredda, debolmente percepiti anche dai media, hanno avuto
scarso impatto sull'opinione pubblica delle rispettive potenze. Va notato che URSS e
USA non ruppero mai le relazioni diplomatiche nel corso della guerra fredda e che anzi
queste furono intense e quasi mai apertamente conflittuali. Ad esempio il 30 agosto
1963 entrò in funzione la 'linea rossa', ovvero il primo collegamento telefonico tra
Mosca e Washington.
Punto caldo del conflitto in ambito europeo fu la Germania, ed in particolare Berlino.
Uno dei simboli più vividi della guerra fredda fu proprio il Muro di Berlino, che
separava Berlino Ovest (controllata dalla Germania Ovest, assieme agli alleati di
Francia, Regno Unito e Stati Uniti) dalla Germania Est, che la circondava
completamente.
Il muro di Berlino e la crisi
cubana
Una nuova fase di tensione riprese sul finire degli anni Cinquanta a causa
della costruzione, da parte di entrambi gli schieramenti, di missili balistici
atomici intercontinentali: il muro di Berlino, eretto nel 1961, divenne il
simbolo della Guerra Fredda. Nel 1962 sembrò essere imminente una
guerra nucleare, quando l'URSS installò a Cuba, sua alleata, alcuni missili
in grado di raggiungere il territorio statunitense; di fronte al blocco navale
dell'isola ordinato dal presidente Kennedy, Mosca smantellò le basi
missilistiche sull'isola (vedi Crisi cubana dei missili).
Verso una coesistenza
competitiva
L'esito della crisi cubana dimostrò la possibilità di passare da uno scontro
frontale, teso all'eliminazione dell'avversario, a una 'coesistenza
competitiva' tra le due superpotenze, le quali d'altra parte stavano
assistendo a un progressivo ridimensionamento della rispettiva
egemonia: Mosca dovette subire la rottura dell'alleanza con la Cina di
Mao e affrontare la rivolta della Cecoslovacchia, chiaro segno del
malessere presente oltrecortina; dal canto loro gli Stati Uniti conobbero
una pesante sconfitta nella guerra del Vietnam.
Con l'avvento degli anni Settanta veniva così inaugurata la politica della
distensione, con i colloqui SALT (Negoziati per la limitazione degli
armamenti strategici) intesi sia a rallentare l'ormai costosissima corsa al
riarmo, introducendo forme di controllo degli armamenti, sia ad arginare
il pericolo di guerre nel Terzo Mondo.
Pacem in Terris
La Pacem in Terris è l'ultima enciclica pubblicata da papa
Giovanni XXIII l'11 aprile 1963, quando il Pontefice era già
gravemente segnato dai sintomi della malattia - un cancro
allo stomaco - che l'avrebbe portato meno di due mesi
dopo alla morte.
Il pontefice si rivolge a tutti gli uomini di buona volontà,
credenti e non credenti, perché la Chiesa deve guardare ad
un mondo senza confini e senza "blocchi", e non appartiene
né all' Occidente né all' Oriente. Cerchino, tutte le nazioni,
tutte le comunità politiche, il dialogo, il negoziato. Bisogna
ricercare ciò che unisce, tralasciando ciò che divide.
Dunque, in un mondo dominato dalla Guerra Fredda e
diviso tra capitalismo e socialismo il papa ha levato la sua
voce per richiamare il fondamentale valore della pace.
Fu importante, l’Enciclica, perché propose al mondo l’ideale della
pace, fino ad allora strumentalizzato dai vertici comunisti, ma
guardata con fastidio da quelli occidentali a cui imponeva un
progressivo disarmo. Per di più presentava la pace nella sua
visuale complessiva, che include valori o – come dice – poggia su
quattro pilastri, che sono la verità, la giustizia, la libertà, l’amore.
In realtà la verità, prima ancora che la verità speculativa è la verità
dell’uomo, il valore di ogni persona umana in quanto essere
umano. Tutte le guerre partono dalla svalutazione dell’altro, del
nemico, del diverso, che ci si sente autorizzati a trattare come un
essere di serie inferiore se non addirittura come se non fosse un
essere umano: di qui gli stermini, le torture, le umiliazioni.
Questa discriminazione tra le persone si estende ai popoli: quelli che si
sentono superiori per sviluppo tecnologico, economico, quindi militare e
politico, organizzano il mondo, ormai globalizzato, secondo i propri
interessi; sapranno presentarsi come i benefattori dell’umanità, ma nel
concreto ne sono gli sfruttatori. È così che le potenze vincitrici della
seconda guerra mondiale, con il loro influsso ricattatorio e i loro “veti”,
hanno praticamente annullato la forza e il prestigio dell’ONU, esaltando la
NATO diventata “difesa dei loro interessi”, condizionando l’economia
mondiale con il movimento delle loro Borse e con istituzioni (Banca
Mondiale e Fondo Monetario Internazionale) che strangolano i Paesi
dipendenti e ne impediscono lo sviluppo, e regolando il commercio
mondiale con norme ispirate al libero mercato, subito però modificate
quando toccano i loro interessi. Del resto basti vedere cosa le nostre
nazioni “civili” hanno fatto in America Latina e in Africa, come le nostre
“democrazie” si siano affermate sfruttando le colonie politiche ed
economiche, e come ancor oggi la giustizia sia sempre condizionata agli
interessi dei potenti, nelle singole nazioni e nel mondo.
Il muro di Berlino
Eretto dal regime comunista della Germania
Est, era una barriera in cemento alta circa tre
metri e mezzo che separava Berlino Ovest da
Berlino Est e dal resto della Repubblica
Democratica Tedesca. Il muro ha diviso in due
la città di Berlino per 28 anni, dalla sua
costruzione fino al suo smantellamento, ed era
considerato un simbolo della Cortina di ferro. Il
suo smantellamento avvenne il 9 novembre
1989, a causa della sua inutilità, dopo lo
smantellamento (avvenuto il 23 agosto 1989)
della Cortina di Ferro da parte dell'Ungheria e
del successivo esodo di tedeschi dalla DDR (a
partire dall'11 settembre dello stesso anno).
La crisi dei missili di Cuba
La crisi dei missili di Cuba fu un conflitto tra USA e URSS circa lo spiegamento
sovietico di missili nucleari a Cuba. La crisi iniziò il 15 ottobre 1962 e durò tredici
giorni. Dopo la vittoria di Castro nella rivoluzione cubana, gli Stati Uniti erano
desiderosi di soffocare sul nascere il nuovo regime, con il quale, già dal 1961,
l'allora presidente Eisenhower aveva interrotto i rapporti diplomatici. Il suo
successore, John Fitzgerald Kennedy, approvò un piano di invasione dell'isola
definito dal precedente governo addestrando e appoggiando gli esuli cubani, che
sbarcarono nella baia dei Porci. L'operazione fallì e Cuba, vistasi minacciata,
chiese e ottenne da Mosca l'installazione di batterie di missili nucleari sul proprio
territorio. Quando gli aerei spia americani li scoprirono, Kennedy ordinò il blocco
navale dell'isola.
Durante tutta la Guerra Fredda mai si ebbe un così alto rischio di degenerazione
della crisi in conflitto armato: dopo giorni di tensione, Chruščëv, vista la fermezza
di Washington, ordinò il ritiro dei missili in cambio della promessa
dell'indipendenza dell'isola dagli Stati Uniti. In realtà gli Stati Uniti dovettero
promettere di smantellare le loro basi missilistiche in Turchia, cosa che fecero 6
mesi più tardi ufficialmente perché vecchie e inutili. L'Avana fu considerata da
quel momento un nuovo satellite dell'URSS, il più vicino al territorio statunitense.
Conferenza di Yalta
La conferenza di Yalta è il nome di un vertice tenutosi presso Livadiya, in
Crimea, durante la seconda guerra mondiale nel quale i capi politici di tre
paesi presero alcune decisioni importanti su come proseguire il conflitto,
sull'assetto futuro della Polonia e sulla nuova Società delle Nazioni.
I tre protagonisti furono Franklin Delano Roosevelt, Winston Churchill e
Stalin, capi dei governi degli Stati Uniti, del Regno Unito e dell'Unione
Sovietica. Non venne invitato il leader francese Charles de Gaulle.
L'incontro si tenne in Crimea, nella vecchia residenza estiva di Nicola II a
Yalta, fra il 4 e l'11 febbraio 1945, pochi mesi prima della sconfitta della
Germania nazista nel conflitto mondiale. Esso fu il secondo ed il più
importante di una serie di tre incontri fra i massimi rappresentanti delle
grandi potenze alleate, iniziati con la Conferenza di Casablanca (14-24
gennaio 1943) e conclusisi con la Conferenza di Potsdam (17 luglio-2 agosto
1945).
Nel dettaglio, gli accordi ufficialmente raggiunti a Yalta includono:

una dichiarazione in cui si affermava che l'Europa era libera e che invitava allo svolgimento
di elezioni democratiche in tutti i territori liberati dal giogo nazista,


la proposta di una conferenza (da tenere nell'aprile 1945 a San Francisco) in cui discutere
l'istituzione di una nuova organizzazione mondiale, le Nazioni Unite (ONU); in particolare a
Jalta si considerò l'istituzione del Consiglio di Sicurezza.
lo smembramento, il disarmo e la smilitarizzazione della Germania, visti come "prerequisiti
per la pace futura"; lo smembramento (che prevedeva che USA, URSS, Regno Unito e
Francia gestissero ciascuno una zona di occupazione) doveva essere provvisorio, ma si
risolse nella divisione della Germania fra Est ed Ovest che finì solo nel 1989

furono fissate delle riparazioni dovute dalla Germania, nella misura di 22 miliardi di dollari.

in Polonia si sarebbe dovuto insediare un "governo democratico provvisorio" che avrebbe
dovuto condurre il paese a libere elezioni nel più breve tempo possibile.

riguardo alla Jugoslavia, fu approvato l'accordo fra Tito e Subasic (capo del governo
monarchico in esilio) che prevedeva la fusione fra il governo comunista e quello in esilio.


i sovietici avrebbero dichiarato guerra al Giappone entro tre mesi dalla sconfitta della
Germania; in cambio avrebbero ricevuto la metà meridionale dell'isola di Sakhalin, le
isole Kurili e avrebbero visti riconosciuti i loro "interessi" nei porti cinesi di Port Arthur e
Dalian.
tutti i prigionieri di guerra sovietici sarebbero stati rimandati in URSS, indipendentemente
dalla loro volontà.
Inoltre in Romania e Bulgaria furono installate delle
commissioni alleate per governare tali Paesi,
appena sconfitti. A Jalta il Regno Unito e gli USA
denunciarono l'insorgervi di regimi comunisti; Stalin
però negò e Churchill e Roosevelt non poterono
fare altro che prenderne atto. Nella relazione finale
viene inserito l'impegno a garantire che tutti i popoli
scelgano i propri governanti, impegno palesemente
disatteso nei decenni successivi.
Patto di Varsavia
Il Patto di Varsavia fu un'alleanza militare tra i paesi del Blocco Sovietico intesa a
organizzarsi contro l'avversaria Alleanza Atlantica NATO, fondata nel 1949. Il
trattato fu elaborato da Nikita Khruščёv nel 1955 e sottoscritto a Varsavia il 14
maggio dello stesso anno. I membri dell'alleanza promettevano di difendersi l'un
l'altro in caso di aggressione. Il patto giunse a termine il 31 marzo 1991 e fu
ufficialmente sciolto durante un incontro tenutosi a Praga il 1º luglio successivo.
Conferenza di Potsdam
La Conferenza di Potsdam è il nome dato all'ultimo dei vertici interalleati tenutosi dal
17 luglio al 2 agosto 1945. Nel corso dell'incontro i leader delle potenze vincitrici
della seconda guerra mondiale discussero e raggiunsero accordi sulla gestione
dell'immediato dopoguerra.
Le decisioni prese nel corso della conferenza di Potsdam dettero luogo alla
Dichiarazione di Potsdam.




Furono stabiliti i confini tra Polonia e Germania sulla linea Oder-Neisse e fu deciso
che tutta la popolazione tedesca presente nel territorio polacco, cecoslovacco e
ungherese doveva essere reimpatriata in Germania.
La Germania fu suddivisa in quattro zone di occupazione amministrate dalle potenze
vincitrici.
Non vi fu accordo sull'ammontare dei risarcimenti, mentre le potenze occidentali
perseguivano una linea più morbida Stalin insistette per dei risarcimenti molto
elevati. Per questo motivo fu deciso che all'interno della propria zona di occupazione
ogni potenza avrebbe gestito entità e tipologia di risarcimento in modo autonomo.
Harry S. Truman lanciò un ultimatum al Giappone che se non si fosse arreso non
avrebbe evitato una "immediata e completa distruzione".
Il piano Marshall
Il Piano Marshall fu uno dei piani statunitensi per la ricostruzione
dell'Europa dopo la Seconda guerra mondiale. Il discorso con cui l’allora
segretario di Stato statunitense George Marshall annunciò al mondo, nel
giugno 1947, la decisione degli Stati Uniti di avviare l’elaborazione e
l’attuazione di un piano di aiuti economico-finanziari per l’Europa, che fu
senza dubbio uno dei momenti più alti della storia della politica
internazionale nell’immediato secondo dopoguerra.
Marshall affermò, in quell’occasione, che l’Europa avrebbe avuto bisogno,
almeno per altri 3-4 anni, di ingenti aiuti da parte statunitense e che,
senza di essi, la gran parte del Continente avrebbe conosciuto un
gravissimo deterioramento delle condizioni politiche, economiche e sociali.
Pur rimanendo sul vago, relativamente a quelli che avrebbero dovuto
essere i caratteri del Piano, in primo luogo perché se ne volevano
predisporre i termini con gli europei, il segretario di Stato si augurò che da
esso sarebbe potuta scaturire non solo una nuova e più proficua epoca
nella collaborazione tra le due sponde dell’Atlantico, ma anche una prima
realizzazione di quei progetti europeisti fino ad allora caratterizzati da un
certa vaghezza utopistica.
Scarica

La Chiesa e la guerra fredda