Titolo
Professioni, la “sacralità”
dimenticata
Viaggio nel cuore della professione di muratore
Autore
Paolo Ortelli
Perché
questo
progetto
Alla base di questa pubblicazione, che è frutto di un percorso formativo che
ha consentito al suo autore di conseguire il Master of Advanced Studies
in Gestione della formazione per dirigenti di istituzioni formative presso
L’Università della Svizzera Italiana, e che quindi in questo contesto deve essere letto, si trova un presupposto fondamentale: l’esigenza di apportare
un contributo alla riflessione, ormai non più procrastinabile, sul senso
ed il valore profondo della professione di muratore.
L’ attività quotidiana di formatore in ambito professionale del suo autore, ne
ha rafforzato sempre più la convinzione che nessuna attività di formazione
professionale, a prescindere dal contesto specifico in cui si attua,
possa sfuggire ad una profonda e costante riflessione sugli elementi
distinti e significativi della stessa che inevitabilmente contribuiscono
a definirne la percezione di professionalità. Riflessione che trova scarsissimo seguito nei processi formativi professionali.
La tesi della riflessione è che la trasmissione del sapere, attraverso la crescita di competenze, raggiunga la sua piena efficacia esclusivamente se si
riesce a mettere in atto azioni in grado di superare questo vuoto apparente.
È un assenza che, per la professione di muratore, deve essere colmata al più
presto quale unica possibilità per garantirne una sopravvivenza qualificata.
Si tratta di promuovere un estremo tentativo di riallineamento implicito al
termine Professione rispetto al suo radicale tedesco, termine che evoca
con pathos protestante, la vocazione, una sorta di chiamata, quel “Beruf”
che Weber mette in luce quale eredità Luterana “…nel senso di una posizione
occupata nella vita, di un ambito di lavoro preciso e circoscritto…”.
Ritrovare casa, riparo e conforto.
I presupposti a questo lavoro si articolano quindi sulla convinzione che
questa presunta “astoricità”, che corrisponde ad una progressiva decentralizzazione delle riflessioni sui valori della pratica, una sorta di smarrimento
riscontrabile a tutti i livelli nell’esercizio quotidiano della professione, non si
costituisca come un punto di non ritorno.
Modalità
ed obiettivi
operativi
La ricerca tenta di sviluppare in modo ambizioso una sorta di viaggio
nella professione attraverso la raccolta di testimonianze degli addetti
ai lavori. Un tentativo, con tutti i limiti del caso, di verificare la possibilità
di portare alla luce attraverso un’analisi critica dei racconti, l’essenza profonda
della professione indagata, attraverso l’insieme di percezioni, convinzioni e
interpretazioni diffuse dei suoi protagonisti.
Pertanto una riflessione che persegue la creazione di una diversa
mappatura del territorio della pratica, una sorta di nuova “sacralizzazione” dello stesso, evidenziando quei punti fissi su cui rifondare
l’asse centrale di ogni orientamento futuro. Un nuovo Centro, un “territorio
sacro” in quanto elettivo e comunemente condiviso.
La struttura
della
ricerca
La struttura del progetto, integralmente riportato nelle pubblicazione, si è
articolata in cinque fasi.
La prima ha cercato di affinare, attraverso un approfondimento teorico,
una serie di assunti personali ed intuitivi dell’autore, che si pongono
come l’asse portante, la Motivazione profonda, che ha determinato la scelta
del tema oggetto di approfondimento.
In particolare:
• La messa in luce di aspetti fondativi della pratica edificatoria
• I processi che guidano lo sviluppo degli insediamenti umani
• La professione del “costruttore” quale interprete e generatore di
un processo Culturale
La seconda fase ha voluto esporre e chiarire, definendo in modo dettagliato,
i contesti e le figure professionali del “sistema professione” di riferimento.
La terza fase vede l’attenzione spostarsi sulla raccolta dei dati, grazie ad
una definizione di un campione di riferimento rispetto ai portatori d’interesse
analizzati. attraverso una metodologia improntata sull’utilizzo della tecnica
della testimonianza narrativa. Scelta che ha consentito di focalizzare l’attenzione sul racconto individuale.
Una quarta fase si occupa di esporre i contenuti di quanto emerso nel
corso delle narrazioni tematicamente orientate attraverso una documentazione fedele delle registrazioni (integralmente riportate come allegato). Troviamo così documentate: la struttura degli incontri, le diverse
condizioni quadro di riferimento in cui esse si sono svolte, la descrizione del
campione di riferimento e la procedura d’analisi adottata.
In questa fase, che si pone come il corpus significativo della ricerca,
sono emersi in particolare 5 elementi distintivi che sembrano caratterizzare in modo evidente l’espressione e la percezione della pratica
da parte dei suoi protagonisti.
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La Pratica lavorativa come Espressione Percettivo - Motoria
La Pratica lavorativa come Esito Visibile
La Pratica lavorativa come Espressione Diversificata
La Pratica lavorativa come Espressione Creativa
La Pratica lavorativa come Espressione di Valore Sociale
La quinta ed ultima parte si pone come una sorta di conclusione e riflessione finale sul percorso di progetto. L’ autore infatti cerca di analizzare
quanto emerso, ponendosi dapprima dialetticamente in relazione agli assunti,
alle ipotesi iniziali, abbozzando in seguito l’individuazione di strategie
operative in grado d’influenzare i processi e le pratiche lavorative in
generale e formative.
Un’importante eredità per il quotidiano lavoro associativo di sostegno
alla qualità della prestazione lavorativa ed alla formazione.
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