Capitolo secondo
Nuovi fermenti della spiritualità
BORRIELLO - DELLA CROCE - SECONDIN
La spiritualità dell'età contemporanea
Borla 1985
1. Il movimento liturgico
Gli inizi del movimento liturgico' legati a dom Guéranger prima e a dom Lambert Beauduin poi, ricevettero
forti impulsi dagli interventi incoraggianti di Pio X. A
questi va il merito di aver riscoperto il vero posto che
spetta alla liturgia nella vita dei fedeli e di aver insistito sulla loro partecipazione attiva alle celebrazioni liturgiche. Con singolare perspicacia Pio X riconobbe il
significato che aveva per la vita della chiesa l'élite, formatasi intorno alle abbazie benedettine, specie in Belgio e in Germania. Denominandolo «movimento liturgico», volle estenderlo e incrementarlo. Il più importante
documento pontificio in questa direzione è il motu proprio Tra le sollecitudini del 22 novembre 1903, che prescrive la restaurazione del canto gregoriano come canto della chiesa e il ritorno alla musica classica.
Pio X si occupò anche della ristrutturazione del breviario (bolla Divino Afflatu, l novembre 1911)' e dell~
revisione del calendario liturgico. Queste due opere d,
portata universale fecero da base per un'efficace pa] l relativi documenti pontifici sono pubblicati da BUGNINI A" Documenta pontificia ad instaurationem liturgicam spectantia, ~oma 1953
e 1959. - Cfr. GARCIA G.l., Orientamenti di teologia spintuale contemporanea, Il ritorno alle fonti, in RVSp 1967, 246-263; 19~8, 87-1<?O~
BOlTE B., Le mouvement liturgique. Témoignage et souvemrs, Pangl
1973.
2 VINCK H., Essai de la réforme génerale du bréviaire par Pie X eli
19/3. in RevHiSlEcd 73 (1978) 69-74.
190
storale liturgica, quale venne svolta nei decenni successivi in modo programmatico, sulle prime nei centri
benedettini, e soprallutto attraverso numerose pubblicazioni liturgiche di diverso carallere spirituale e
scientifico).
Il principale centro in Belgio fu l'abbazia di Maredsous, dove lo stesso dom Marmion pubblicò un breve
commento spirituale al messale romano (ciclo avventopentecoste; santorale)'. Ma il vero animatore fu dom
Lambert Beauduin. Profondo conoscitore della vita
parrocchiale, s'impegnò assai a far entrare il senso della liturgia nella pastorale, cominciando con la formazione liturgica del clero per mezzo di numerose istruzioni liturgiche dottrinali e pratiche, pubblicate nella
rivista «Questions liturgiques»5.
Entusiasmato dall'appoggio da togli da Pio X per le sue
iniziative di rinnovamento, dom Beauduin sintetizzò il
suo pensiero nel libro La pieté de l'Église6 • In questo
breve ma penetrante commento storico-pastorale accolse l'invito del papa a cercare nella liturgia la prima
fonte di alimento per la vita dei fedeli, e a partecipare
attivamente «ai sacrosanti misteri e alla preghiera
pubblica della chiesa».
In Spagna si celebrò, nel 1919, il primo Congresso liturgico al Montserrat, convocato per riesaminare alcune iniziative liturgiche conformemente alle idee di dom
Guéranger. L'eco da esso suscitato rimase piuttosto debole. A parte l'influenza delle abbazie di Montserrat,
Cfr. MAYER A.L., Die Liturgie in der europaischen Geistesgeschichte.
Gesammelte Aufsalze, a cura di E. VON SEVERUS, Darmstadt 1971. Si veda anche DONCOEUR P., Cinquante années de renaissance liturgique (1903-1953), in «La Maison-Dieu» 40 bis (1955) 133-149; HARING
B . Il mov imento liturgico e il riturno alla comurlità cristiana, in
HUM XVIII (1963), 1221-1231; VAGAGGINI c., Orientamenti e problemi
di spiritualità liturgica nella letteratura degli ultimi quarant'anni, ivi,
499-5 84.
.. Paroles de Vie. En marche du Missel, Maredsous-Parigi 1937.
S In seguito, all'abbazia di sant'Andrea di Bruges ~errà. fon~ato
l'Apostola t liturgique che lavorerà insieme con la Socteté ltlurglque
di Parigi.
.
6 Lovanio, 1914. Cfr. HAQUIN A., Dom Lambert Beaudwn et le renouveau liturgique, Gembloux 1970.
J
191
Silo e Samos, si diffuse nella penisola iberica un vero
movimento liturgico solo dopo la seconda guerra
mondiale'.
In Francia, gli inizi del movimento liturgico sono legati
agli studi sulla storia della liturgia, eseguiti da dom
Henry Leclerq e da dom Ferdinand Cabrol col monumentale Dictionnaire d'archéologie et de liturgie (dal
1903), da Duchesne con la sua fondamentale opera Les
origines du culte chrétien, da dom Marie Férotin e da
dom Gaspar Lefebvre con due volumi di Méditations
liturgiques', e da dom Cape Ile con le sue «Questions Liturgiques et Paroissiales».
In Germania vennero intrapresi simili studi scientifici
da losef Andreas lungmann con il Missarum
Sollemnia 9 • Sotto un altro punto di vista essi trovarono ampio sviluppo all'abbazia di Maria-Laach, insieme
a un importante lavoro di iniziazione liturgica, nel quale si distinsero dom Ildefons Herwegen (1874-1946) e
dom Odo Casei (1886-1948).
lldefons Herwegen, eletto abate nel 1913, si rese conto
del valore della liturgia per un profondo inserimento
del monaco e del fedele nella «ecclesia orans.; l'abbazia fu da lui concepita come «ecclesiola», immagine
della ekklesia. Questa concezione spiega perché il suo
iniziale insegnamento di introduzione liturgica presto
si allargò verso un'ampia comprensione teologica della
«chiesa orante., luogo della presenza del Kyrios esaltato e centro dei misteri divini della liturgia l •. Spiega anche perché il rinnovamento liturgico doveva essere la
via su cui si attua la piena «affermazione della vita divina nella chiesa •. Non solo. Il rinnovamento liturgico
7 Cfr. BRASO' G.M., Liturgia i espiritualidad, Montserrat 1956.
• Bruges·Parigi 1932.
, Tr. il., Torino 1953. - Cfr. anche i seguenti studi di JUNGMANN:
L'Eglise dans la vie religieuse d'aujourd'hui, in NRTh 65 (1938) 1026·
1043; Unsere liturgische Erneuerung im Lichte des Rundschreibens
«Mediator Dei •. Ruckblick und Wegweisung, in GUL 21 (1948) 249·
259; Liturgie und geistliches Leben. Die Spiritualitdt der Constitutio
de Sacra Liturgia , ivi, 37 (1964) 91·98.
IO Cfr. lo studio di DE SEVERUS E., Un maitre de la vie monastique en
Allemagne: Dom /ldefons Henvegen, in "Revue Mabillon. 50 (1961)
253-254.
.
192
doveva sfociare in una «teologia della celebrazione liturgica»lI, che da lui venne effettivamente elaborata in
collaborazione con i monaci dell'abbazia" e di Romano
Guardini".
Nell'ambito pastorale Herwegen suggerì un rigoroso
programma di purificazione della liturgia, per liberarla da una mera comprensione rubricistica e ri tualistica
e renderla • liturgia vissuta», intima convivenza della
chiesa con lo Sposo divino. La prima messa dialogata
(Missa recitata) fu celebrata a Maria-Laach nel 1918.
Accanto a Herwegen, Odo Casei continuò, ma più teologicamente, il programma del rinnovamento liturgico.
Fondatore del «Jahrbuch fiir Liturgiewissenschaft»
(Annuario di scienza liturgica), pubblicato dal 1921 al
1941, e dell'.Archiv fiir Liturgiewissenschaft», Casei
nei suoi lavori partì dalla vitale correlazione sussistente fra liturgia e vita ecclesiale, base della sua «Mysterientheologie». L'importanza di questa intuizione tanto
valida per la vita spirituale non è ancora suffICIentemente riconosciutal 4, Anzi, non mancano voci che considerno la Mysterientheologie una «quaestio
disputata», incolpando Casei di aver esposto l'intima
natura della chiesa non in base all'«istituzione. divina
Il crr. VON SEVERUS E .. Was haltet illr VOrl der Kirche. Die Frage des
Abtes lldefons Herwegen al1 seine und unsere lei! (Che cosa pensate
' della chiesa. La domanda dell'abate I. Herwegen ai suoi e ai nostri
tempi), in «Beitrage zur Geschichte des alten Monchturns und des
Bcnediktincrordens », Suppl. 3, Munster 1976.
12 Alte Quelle neuer Kraft (Fonti antiche di nuovo vigore), 1920; Lu·
men Christi, 1924; Von christlichem Sei n und Leben (Essere e vita
cristiana), 1931. - Herwegen è fondatore della collana Ecclesia
orans (1918 ss) e dell'opera collettiva Die beterzde Kirche (Chiesa che
prega). 1927.
I ] GUARDINI R., Vber die systematische Metl/ode in der Liturgiewissen .
sehaft (Sul metodo sistematico nella scienza liturgica), in clahrbuch
ftir Liturgicwissenschaft .. I (ristampa 1973) 97·108.
14 Secondo dom A. HAUSSLlNG, .l'importanza teologica di Casei L.. ] si
riscontra nel fatto d'essere stato, dopo molti secoli, il primo teologo
riuscito, anzi di aver compreso di nuovo il compito della teologia di
ricondurre l'esistenza cristiana del fedele [...1 verso un'unica origine
veramente centrale e averla formulata teologicamente., in «Sonder·
druck aus Jahrbuch ftir Liturgiewìssenschafh, Maria·Laach 1983, p.
9.
.
193
ma rapportando la sua ongme all'evento salvi fico sacramentale. Infatti CaseI aveva scritto: «La chiesa deve
riconoscersi per ciò che è, per essere la sposa verginale di Cristo e la madre pneumatica dei credenti». Identificando la chiesa con il .Cristo pneumatico» l'aveva
presentata, proprio in questa dimensione pneumatica
della sua origine, come «il fine di tutta l'economia divioa»15,
Tu ttavia, si è anche volu to sottolineare che la «teologia
dci misteri» di Casei è «forse l'idea teologica più feconda del nostro secolo»'·, quella che induce il fedele a inserirsi intimamente nell'evento salvifico celebrato
nell'azione liturgica, pienezza di espressione dinamica
dell'esistenza cristiana.
Va messo in luce che il pensiero di CaseI passa quasi
spontaneamente dalla teologia del culto alla vita. Si
trasforma in vera mistica cultuale che non si perde
mai nell'esperienza soggettiva, ma è tutta orientata
verso Cristo, centro assoluto dell'azione liturgica. In
questo modo indica una strada aperta alla spiritualità
ecumenica e a una spiritualità penetrata dallo Spirito,
al di sopra di nozioni teoriche. Se la celebrazione del
«mistero pasquale » insieme con la vivificante presenza
di Cristo nella «ecclesia orans» costituì un tema chiave
del Vaticano IL, "ciò fu senza dubbio un altissimo riconoscimento degli intermediari e dell'opera di Casel»"Romano Guardini", collaboratore dei primi due volumi del «Jahrbuch fur Liturgiewissenschaft», si distan" CASEL O.. 11 mistero della chiesa, Roma, 2a ed., 1969, pp. 88 e 106.
- Fondamentale per il pensiero di Casei è anche il suo libro: Il miste ro del CullO cristiano, Roma 1966.(con bibl.). - Bibl.: SCHILSON A ..
Theologie als Sakramententheologie. Die Mysterientheologie Odo Case /s. Magonza 1982.
16 RATZINGER J., Die sakramentale Begrundung der christlichen Ex;stenz. Meitingen-Freising, 2a ed. 1967, p. 5,
17 WARNACH V .. in Mysterium Salutis, Suppl. p. 310.
18 Per l'abbondante bibl. di Guardini v.: MERCKER H., Bibliographie
Romano Guardini (1885-1968). Guardinis Werke. Veroffentlichungen
ilber Guardini. Rezensionem. Paderborn 1978. - In tr. il. presso la
Morcelliana, Brescia: L'essenza del cristianesimo; Introdu zione alla
preghiera; Jl111essaggio di San Giovanni; Preghieraoe verità; La realtà
della chiesa; La realtà umana del Signore; Sapienza dei salmi; Lo spirito della LilurRia; Virtù; Volontà e verità, ecc.
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zia da CaseI nell'ammettere due vie: quella della pietà
popolare e quella della pietà liturgica. Ma anche se la
seconda è riservata piuttosto agli accademici, la distinzione non esclude la necessità dell'opposizione polare,
cioè dell'antitesi (Gegensalz) integrante il tutto' •.
Guardini esercitò un influsso determinante sulla rinascita della spiritualità cattolica come filosofo, letterato, pedagogo, sia con la sua vasta produzione letteraria, sia nel contatto spirituale specie con la gioventù
studentesca. Se giustamente lo si è voluto chiamare
uno dei pionieri della riforma liturgica, bisogna tener
presente che egli intendeva avviare, attraverso una costante «educazione liturgica », alla riscoperta -del carattere «epifanico della liturgia». Il suo non è insegnamento teorico, ma è mistagogia incarnata negli atti della vita con cui il credente intende, riceve, compie i santi «ségni visibili della grazia invisibile»'·. Afferma che
la liturgia possiede il potere di soddisfare il contatto
con il senso profondo delle realtà eterne, un'esigenza
tanto sentita dall'uomo moderno
«in un'epoca in cui da una parte concetti e formule rin·
tronano lo spirito, dall 'altra un demoniaco materialismo trascina tutto nel puro sensitivolt.
II mondo nasce da questa situazione soltanto se «diviene espressione di colui che l'ha creato a propria immagine. Se esso diviene - posso così esprimermi? - volto, lineamento e parola in cui Dio si manifesta». Ma
«questo vuoi dire che l'uomo cerca nella liturgia, consapevolmente o meno, l'apparire luminoso della realtà
sacra dell 'azione liturgica », cerca cioè l'epifania
t<dell'eterna parola nel discorso e nel canto, la presenza
d'un santo Spirito nella corporeità delle cose
tangibili »21.
19 Cfr. GUARDINI R .. Der Gegensatz. Versuche zu eina Philosophie des
Lebendig-Konkreten, Magonza 1925. - L'edizione completa delle
.Opere di Guardini . è in corso di stampa presso la Morcelliana Centro Sludi Gallarate. Per una visione panoramica v.: MONDIN 8., l
grandi teologi del secolo ventesimo, voI. I, cit. , pp. 93-94.
20 I santi segni, (Lo spiri to della LilL~rgia), Brescia 1960, p. 8.
li Die Sin ne und die religiose Erkenntnis, tr. it . in Scritti filosofici,
Milano 1964, pp. 165· 166.
195
Con il suo lavoro di educazione alla ricerca e all'attuazione di una tale programma di vita liturgica, Guardini
portò alla sua massima espressione il senso religioso
delle celebrazioni liturgiche, richiamando l'attenzione
verso la bellezza delle realtà della liturgia, sui «sacri
segni», sulla stessa preghiera innalzata dalla comunità
ecclesiale come mezzo di profondo contatto con Dio. I
suoi libri, presto tradotti in altre lingue, servirono da
base alle nuove articolazioni del Concilio.
Negli anni venti nacque in Austria un movimento litur-
gico di prevalente orientamento biblico-pastorale, sostenuto dalle numerose pubblicazioni di Pius Parsch
(1884-1954)22, suo fondatore. Tra esse le riviste «Bibel
und Liturgie » (1926 ss.) e «Lebe mit der Kirche» (Vivi
con la chiesa). Parsch intendeva raggiungere le parrocchie con un efficace «apostolato liturgico-popolare.,
del quale la propria abbazia di Klosterneuburg presso
Vienna doveva essere il centro. Egli curava personalmente la pubblicazione dei testi della liturgia
domenicale" al fine . di avvicinare al semplice popolo
il culto della chiesa», anzi esigendo la sua partecipazione attiva. Fu l'inizio della «Messa pregata» e della
«Messa tedesca cantata», della quale i testi in lingua
materna, con melodie adattate, vengono ancora oggi
cantati da tutta l'assemblea.
In Italia non si può parlare di un movimento liturgico
che negli anni precedenti la seconda guerra mondiale,
nonostante il contributo apportato dall'Opera della Regalità di Cristo con la «Messa del popolo italiano». A
cominciare dagli anni trenta circolavano gli scritti di
Parsch, Guéranger, Guardini in traduzione italiana e
anche, sia pur destinato a un gruppo scelto di persone,
il breviario latino-italjano del Battisti, la «Rivista Li22 In occasione de l XXV della sua morte fu pubblicato daU'cOs terrcichisches Katholi sc hes Bibelwt=rk-, a cura di HOSlINGER N.-M""sEWERD T ., il volume Mil san/ter Ziiltigkeit, Pius Parsch und die
biblisch./iturgische Erneuerung, Klosterneuburg 1979. Cfr.
AA.VV., Kirche in Osterreich 19/8-1965. voI. I, Vienna-Monaco 1966.
2) Conferenze sulla Messa. 2a ed., Brescia 1932; L'anno litlugico, Sa
ed., Milano 1949. 6 voli. - Cfr. anche Il breviario romano, Torino
1953.
196
turgica. dei benedettini di Finalpia, il .Bollettino Liturgico» dell'abbazia di S. Giovanni Evangelista di Parma, le «Ephemerides Liturgicae» edite a Roma a cura
dei Preti della Missione, 1'« Ambrosius» e, per la parte
del canto, il «Bollettino Ceciliano». Evidentemente,
una coscienza liturgica si andava formando. Nel 1931
il sacerdote Cenci, traduttore di Le conferenze sulla
Messa di Parsch, riconobbe che i dirigenti e soci
dell'AZione cattolica avevano ben sentito «l'importanza
della liturgia per la formazione di coscienze salde e
chiare». Tuttavia dovette costatare che «la grande massa rimane ancora da conquistarsi» perché «un vero e
proprio movimento di cultura liturgica non
l'abbiamo»24.
Se nel 1930 l'attuazione del programma del movimento
liturgico sembrava agli italiani uno di quei «sog~i di
teorici, che sono magnifici in astratto ma mattuabill m
pratica», c'erano anche indizi per affermare che nella
Penisola la spiritual ità liturgica «potrà divenire la forma specifica di pietà dei tempi moderni»". Tra questi
indizi vi fu l'introduzione, negli anni trenta, in quasi
tutti i seminari di corsi di storia della liturgia e del
suo contenuto spirituale. Una maggiore comprensione
nacque dalla dottrina sulla chiesa come corpo mIstICO
di Cristo e con essa si affacciò la funzione che la liturgia esercita nella vita di questo corpo.
Molto fece in questa direzione il card. Ildefonso Schuster con le sue ricerche scientifiche (Liber Sacramentorum)" e con gli studi sul rito ambrosiano. Animato dal
vivo desiderio di dare alla pastorale un'impronta liturgica, il cardinale benedettino, appena eletto, manifestò
nella prima Lettera pastorale di nutrire la speranza ~he
«in grazia dell'insegnamento sacerdotale Il semplIce
popolo penetrasse meglio il significato e lo spirito della liturgia».
cit., pp. 183.184.
24
CENCI,
25
ibid.. p. 185. _
crr.
ANONIMO,
La rinascita liturgica contemporanea,
Milano 1934.
2/> Torino 1944 55 ., 9 volI. -
Cfr. La liturgia della Settimana Santa
nel rito della chiesa milanese, Milano 1938.
197
Un passo importante a favore del movimento liturgico
mondiale segnò la decisione di Roma del 24 dicembre
1943. Era la risposta alla richiesta del card. Bertram
che aveva esposto a Pio XII le discussioni nate in seguito alla Mystici corporis. Quattro anni dopo, con la
Media/or Dei (1947), lo stesso pontefice sottolineava il
concetto della «partecipazione attiva e personale al
culto pubblico della chiesa» e insediava per la riforma
dei testi liturgici una commissione romana. In seguito
venne aperto a Parigi il «Centre de pastorale liturgi·que». Nel 1951 uscì il nuovo ordinamento della celebrazione della notte di Pasqua e quattro anni dopo
quello di tutta la settimana santa. Con l'alleggerimento
del precetto del digiuno eucaristico (1953-1957) si avviò
anche la concessione della messa vespertina. In questo
modo il movimento liturgico si aprì a ulteriori sviluppi
su scala mondiale, tenendo conto delle particolarità etniche e sociali dei singoli paesi.
La spiritualità liturgica venne così a creare un equilibrio dinamico fra pietà «oggettiva», impersonale o meglio soprapersonale, e pietà «soggettiva», individuale e
ascetico-morale". A dispetto del rimprovero di alcune
tendenze che la accusarono di condurre il credente
all'evasione dai suoi compiti temporali, e di conseguenza, alla disincarnazione degli elementi specifici della
.
pietà cristiana, essa si orientò verso il futuro"
,
2. Il movimento biblico e patrlstico
Il movimento biblico e patristico, nato nell'Ottocento
come reazione apologetica contro le interpretazioni li-
berali, razionali, modernistiche della sacra Scrittura,
assunse nel secolo XX, nello sforzo di conciliare le
F., Il corpo mistico di Cristo come principio
dell'ascetica, 4a ed. Brescia 1962: MERSCH E" Le Corps Myslique du
Christ, 2a ed .. Bmxelles 1936; IDEM, La lhéologie du Corps Mystique,
Bruxelles t 946.
2S DORIG W ., Die Zukunlt der fiturgischen Erneuerung, Magonza 1962.
27
Cfr.
198
JORGENSMEIER
scoperte storiche delle scienze moderne con l'interpretazione tradizionale, un aspetto più posi tivo. Esso intendeva camminare nella linea di ricerca di una nuova
esegesi cattolica che avrebbe aiutato una migliore conoscenza della bibbia", soprattutto della parola di Dio
proclamata nella liturgia e interpretata nella dottrina
dei Padri, per costruire su di essa la vita spirituale cattolica.
Il fatto di affrontare unO studio sistematico della sacra
Scrittura si spiega cun la situazione di crisi in cui era
venuta a trovarsi la dottrina cattolica. Si avvertì il pericolo che di fronte all'esegesi biblica del protestantesimo liberale e all'ondata del modernismo cattolico, la
vita spirituale del cristiano potesse lasciarsi influenzare da interpretazioni errate. Per scongiurarlo fu indispensabile che anche il teologo cattolico disponesse di
un'esegesi ·tratta dallo studio critico del testo sacro,
elaborata avvalendosi delle recenti scoperte archeologiche, dell'avanzata scienza filologica, delle nuove indagini storiche, c non mancò l'incoraggiamento da parte del Magistero, come dimostrano le encicliche Providentissimus Deus di Leone XIII, Spiri/us Paraclictus di
Benedetto XV, Divino afflante Spiritu di Pio XII, e le
decisioni della Commissione Biblica istituita già nel
1902 da Leone XIII per facilitare l'accostamento al sacro testo e, con esso, la lettura esperienziale della parola di Dio.
Conforme al generale orientamento della teologia cattolica, la ripresa biblica procedette con maggiore attenzione all'Oggetto della fede e, dopo la decisa denuncia della «Lebens-Jesu-Forschung» (indagine sulla vita
di Gesù) ottocentesca, condotta senza sufficiente obiettività e già condannata dallo Schweitzer30 , mise in luce
il vero volto di Gesù Cristo. Di conseguenza, con gli anni venti ebbe inizio una ricca produzione di «vite » di
29 MOELLER CH., La Bible et l'homme modeme, in LumVit 10 (1955)
63-76; IDEM, L 'homme d'at4jourd'hui devant la piété biblique et liturgique, in cLes questions Iiturgiques et paroissiales. 40 (1959) 289-
306.
Cfr. SCHWEITZER A., Vom Reimarus l.um Wrede. Geschichte der
Leben-Jesu-Forschung, Tubinga 1906.
lO
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