RELAZIONE
Relatori: Dr.ssa Luisa Mango – Presidente
Dr. Vittorio Lovera
Matera, 02 - 03 -2010
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L’AMBIENTE
L’ambiente va inteso come un insieme di elementi umani e non umani fortemente relazionati tra loro.
All’interno dell’individuo, a livello conscio ed inconscio vi è infatti un senso di colleganza con l’ambiente
non umano.
Se si cerca di ignorare ciò, lo si fa a rischio del proprio benessere psichico.
Sappiamo oggi che momenti di vulnerabilità e stress nella vita di un individuo non sono momenti statici
ma dinamici e dipendono da influenze ambientali.
Ciò è ancora più vero, se la vita di una persona è caratterizzata dalla presenza di menomazioni sia
congenite che acquisite.
Per tale ragione acquista rilevanza il concetto di ambiente agricolo di uso multifunzionale.
Infatti in tali ambiti si cerca di proporre esperienze utili al reinserimento ed inserimento
(vedi green therapy -pet terapy-terapia della luce ecc)
Questo concetto è stato appannato dal lungo percorso intrapreso dal’uomo nella direzione del controllo
degli elementi avversi alla propria esistenza.
Oggi pertanto , sembra essersi rotto quell’equilibrio tra le parti con conseguenze disastrose in termini di
tutela del territorio.(vedi recenti catastrofi nel sud del nostro Paese)
La descrizione di qualsiasi ambiente di vita è pertanto la ricerca degli eventi relazionali che si
determinano al suo interno : il farsi ed il disfarsi complessivo che produce modificazioni cambiamenti,
genera domande e richiede risposte.
La descrizione di tali eventi definisce l’identità di un ambiente.
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IL TEMPO
Le modificazioni dell’ambiente inteso globalmente tessono
la storia di quell’ambiente stesso
Le modificazioni dell’ambiente inteso globalmente tessono la storia di
quell’ambiente stesso.
Le trasformazioni naturali:boschi -corsi d’acqua,coltivazioni,nascite,
animali e umane,segnano quel territorio e lasciano tracce stratificate
(se passeggiate in montagna in Abruzzo non è raro trovare mandorleti
abbandonati testimoni di un periodo in cui la soddisfazione
alimentare era legata al mandorlo e ai suoi prodotti di trasformazione)
fatte di case,strade,tratturi,edicole di santi,cappelle,chiese templi,grotte rifugio
di religiosi e di animali,ma anche” buatte” di pomodoro trasformate in vasi di fiori,
muretti a secco fatti con le pietre spesso ammonticchiate in piccole montagnole,fuochi spenti ecc.
Ne deriva una storia narrata oralmente e accompagnata da pellegrinaggi sacri ,trasformata in riti collettivi legate ai
cicli stagionali (la festa del maggiociondolo per es.),spesso riti di fertilità (della natura e dell’uomo).Queste tracce
non solo passate,ma anche presenti in continua evoluzione dinamica sono il segno del tempo e nel contempo del
nuovo modo di essere.
Da ciò che si perde, ciò che resta nasce una nuova identità un nuovo modo di essere di cui bisogna ritrovare i
legami e le tessiture.
Questi ultimi collegano non solo il passato al presente, ma anche testimoniano il passaggio e la circolazione degli
uomini e degli animali.
Ciò è particolarmente pregnante oggi, come del resto ieri. Sui territori passano le persone e lasciano le loro tracce
,siano essi soldati conquistatori o lavoratori stranieri in cerca di cibo. Riscoprire queste tracce (un utensile, un
cibo, un tessuto, un linguaggio,il modo di nascere,di morire ecc.) significa ritrovare una nuova identità sintesi della
vecchia e contenenti i germi della moderna identità. Lo stesso valore hanno i passaggi dalla città alla campagna
e viceversa.
Spostamenti di popolazioni legate a fatti economici (povertà – minor costo della vita) fatti generazionali (dopo la
giovinezza trascorsa in fabbrica nella metropoli,il ritorno in campagna), immigrazione (paesi feudali non accessibili
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interamente occupati da extracomunitari per lo più pastori e contadini)
LA RETE DEI SAPERI
Descrivere un ambiente inteso
come incrocio di eventi relazionali
necessita di una visione competente, ma anche globale.
I singoli saperi disciplinari di cui si è permeata la scienza
dal positivismo ad oggi,
nel corso dell’ottocento e di tutto il novecento,
non sono più sufficienti per governare realtà complesse.
Occorre che le discipline si parlino tra loro
ed interagiscano per la costruzione di un nuova scienza integrata ed inclusiva.
Non vale più la logica della progressione verticale nella conoscenza, ma la logica della
cultura del frame che si riconnette con altri frame. Ognuno di essi è il frutto di ricerca
e sapere di singole persone o gruppi di persone.
Una cultura in cui il tempo non è più verticale ma orizzontale
Inoltre esiste un sapere formale ed un sapere informale. Questo ultimo è il sapere
spesso mai scritto di ciascun singolo individuo che, comunque con la sua esistenza
contribuisce a tracciare la storia.
Con questo sapere è necessario fare i conti, per una costruzione corale della
conoscenza, affinché non ci sia sopraffazione di pochi su molti
Sempre più numerosi sono oggi i comitati spontanei di lotta per l’acqua, contro le
turbogas, le Tav.
E’ la società civile lontana dagli intrighi di corte, che irrompe nella società accademica
e che comunque vuole avere la sua parte, il suo ruolo.
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STRATEGIE DI PIANIFICAZIONE
Non è possibile pianificare dall’alto con attori estranei a quel territorio
Appare più utile pianificare avendo un atteggiamento di ascolto, prevedendo momenti di riflessione che
indirizzano i comportamenti con un percorso di reciproco scambi di saperi formali ed informali.
Recuperare la cultura informale significa:
•Non negare il sapere formale, quanto piuttosto integrarlo ed arricchirlo nel confronto
con esperienze di vita vissuta;
•Favorire la partecipazione dando un significato all’agire;
•Favorire l’inclusività sociale;
•Aumentare i livelli di responsabilità individuali;
•Stimolare una creatività collettiva auto poietica;
•Ridurre i conflitti;
•Ipotizzare la communitas in cui ciascuno abbia un proprio ruolo
ed una propria possibilità di rappresentazione .
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