MINISTERO DEL LAVORO
E DELLE POLITICHE SOCIALI
Direzione Generale del
Mercato del lavoro
OSSERVATORIO
Istituzionale e Normativo
MONOGRAFICO
4/2004
ISSN: 1594/4573
I Progetti Integrati Territoriali nelle
Regioni dell’Obiettivo 1.
Una prima rilevazione e analisi
Area Studi
Istituzionali e Normativi
MONOGRAFICO
4/2004
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Via G.B. Morgagni, 30/E – 00161 Roma
Tel. 06/445901 – Fax 06/44590446
E-mail: [email protected]
Area Studi Istituzionali e Normativi
ISSN: 1594/4573
Elaborazione grafica: Valter Belliscioni
Consulenza editoriale: Alessandro Mosca
MONOGRAFICO 4/2004
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Il volume illustra i risultati di una analisi condotta dall’Isfol
sui Progetti Integrati Territoriali attivati nelle Regioni Obiettivo 1.
Lo studio, che è parte del progetto PIT Lavoro, rappresenta
il primo passo di un percorso che, ci si auspica, porterà al
rafforzamento dei meccanismi di coordinamento delle politiche attive del lavoro all’interno della progettazione integrata territoriale delle Regioni Ob. 1, attraverso il
coinvolgimento delle istituzioni e dei soggetti locali, delle
parti sociali, degli operatori pubblici e privati e degli SPI.
Con questo obiettivo la Direzione Generale del Mercato del
lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha
istituito un Comitato di Pilotaggio con funzioni di consultazione, proposta, accompagnamento e monitoraggio, in ordine alla progettazione integrata territoriale a partire dalle
tematiche dello sviluppo occupazionale locale.
Il gruppo di lavoro del progetto “Pit Lavoro” è diretto da
Claudio Tagliaferro e composto da Lidia A. Barbieri,
Francesca Criscuolo, Alessandra Celi, Andrea Ficco,
Valeria Iadevaia e Giovanna Zauli.
La ricerca presentata in questo volume è stata progettata e
realizzata da un gruppo di lavoro dell’Area SIN, composto
da Lidia A. Barbieri, Alessandra Celi, Francesca
Criscuolo, Andrea Ficco, Valeria Iadevaia e Giovanna
Zauli.
Direttore di ricerca: Claudio Tagliaferro
Alla ricerca e alla redazione del rapporto ha collaborato la
società T & D s.r.l. (Stefania Palmieri, Maurizio De
Fulgentiis, Barbara Carestia, Fabiola Ghergo, Giuseppe
Morelli, Nicolò Di Blasi)
Il volume è a cura di Claudio Tagliaferro,
Dirigente dell’Area SIN - Studi Istituzionali e Normativi
dell’Isfol
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I N D I C E
Premessa.................................................................................................................................pag.
Introduzione..................................................................................................................................
6
8
PARTE
1. OBIETTIVI E METODOLOGIA DELLA RICERCA...................................................
1.1 Schema delle fasi di programmazione/attuazione nella Programmazione generale...............
1.2 Ricostruzione del quadro di riferimento e delle fonti informative..........................................
1.3. Realizzazione.........................................................................................................................
1.4. Analisi e archiviazione informatica dei PIT...........................................................................
13
13
15
17
17
2. I PROGETTI INTEGRATI NELLA PROGRAMMAZIONE NAZIONALE.............
2.1 I principi alla base della Programmazione Integrata...............................................................
2.2 La strategia regionale..............................................................................................................
2.3 Definizione degli elementi identificativi degli progettazione integrata:
dagli Orientamenti al QCS.......................................................................................................
2.4 Dal QCS all’iniziativa regionale: le Linee guida del DPS......................................................
20
20
21
3. I PROGETTI INTEGRATI NELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE............
3.1 Premessa.................................................................................................................................
3.2 Una morfologia della programmazione integrata....................................................................
3.3 Gli ambiti e le tipologie di intervento.....................................................................................
3.4 Risorse finanziarie e impatto occupazionale atteso.................................................................
3.5 I modelli di selezione..............................................................................................................
3.6 I modelli di governo e di gestione...........................................................................................
3.7 Il ruolo regionale.....................................................................................................................
3.8 Il ruolo locale..........................................................................................................................
3.9 Il ruolo del partenariato...........................................................................................................
3.10 I modelli di territorializzazione.............................................................................................
27
27
28
31
36
39
40
41
45
48
49
PARTE II
MONOGRAFIE REGIONALI..................................................................................................
Regione BASILICATA.................................................................................................................
Regione CALABRIA....................................................................................................................
Regione CAMPANIA...................................................................................................................
Regione MOLISE..........................................................................................................................
Regione PUGLIA..........................................................................................................................
Regione SARDEGNA...................................................................................................................
Regione SICILIA..........................................................................................................................
55
57
74
90
116
130
145
162
22
24
ALLEGATI................................................................................................................................... 179
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P r e m e s s a
La progettazione integrata territoriale, prevista
propria efficacia quale “modalità di raccordo del
nell’ambito dei POR, rappresenta una nuova
governo regionale con il proprio territorio” in
modalità operativa di attuazione dei fondi strut-
un contesto in forte evoluzione quale quello del-
turali che ha l’obiettivo di promuovere l’integra-
le politiche del lavoro che prevede sempre più
zione di azioni intersettoriali che convergono sul
un coinvolgimento del livello territoriale regio-
comune obiettivo di sviluppo del territorio.
nale e provinciale.
I PIT rappresentano uno strumento molto utile
Il tema generale del rafforzamento delle compo-
per sperimentare modalità di sviluppo concreto
nenti progettuali dei PIT dirette a fornire servizi
su territori specifici e, attraverso essi, è possibi-
alle persone ed allo sviluppo del capitale uma-
le attivare integrazioni in grado di supportare
no, è stato inoltre previsto specificamente nel-
anche lo sviluppo occupazionale nella logica di
l’ambito del Comitato di Sorveglianza del QCS
un “rafforzamento della dimensione locale della
2000/2006, come azione direttamente curata dal
strategia dell’occupazione e delle opportunità
Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali.
occupazionali” ribadito nei documenti comuni-
Infine, le indicazioni contenute all’interno della
tari.
misura II.1 del PON ATAS: “incrementare il ren-
In questa ottica, l’attenzione che le amministra-
dimento economico e sociale degli investimenti
zioni regionali dovrebbero rivolgere alle politi-
nelle politiche del lavoro” e “promuovere ….l’in-
che occupazionali ed in particolare delle politi-
tegrazione tra SPI e politiche territoriali” e gli
che attive del lavoro è auspicabile che possa ri-
stessi orientamenti della Strategia Europea per
vestire sempre maggiore importanza quale com
l’Occupazione, forniscono i presupposti teorici
ponente essenziale della programmazione e del-
alla realizzazione di un progetto che affronti in
la progettazione.
modo specifico il legame tra occupazione e svi-
In questo senso i PIT potrebbero estrinsecare la
luppo locale.
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Sulla base di tali considerazione e al fine di ren-
ta relativamente al tema dell’occupazione ed agli
dere più omogenei ed integrati i risultati dei sin-
aspetti qualitativi ad essa connessi.
goli progetti fra i diversi territori specifici, nel-
E’ stato predisposto quindi, un progetto deno-
l’ottica di una sempre maggiore collaborazione
minato PIT LAVORO che prevede la realizza-
istituzionale, il Ministero del lavoro e delle Po-
zione di attività di monitoraggio e valutazione
litiche Sociali Direzione Impiego ha, quindi, pro-
dei singoli progetti e attività di assistenza tecni-
mosso alle istituzioni decentrate un’azione di
ca e animazione territoriale rivolta agli Assesso-
affiancamento e accompagnamento nell’attuazio-
rati/Dipartimenti regionali coinvolti. Obiettivo
ne dei PIT, con una focalizzazione specifica sul-
specifico del progetto è fornire strumenti e
le connessioni con lo sviluppo occupazionale, al
metodologie utili a rilevare in particolare le ri-
fine di valorizzare in tale prospettiva i risultati
cadute occupazionali e supportare gli attori coin-
che saranno realizzati.
volti nella definizione delle modalità attuative
L’obiettivo è creare un maggiore coordinamen-
dei PIT.
to ed integrazione tra le diverse attività svolte a
livello regionale e finalizzate al rafforzamento
dello sviluppo economico e produttivo e quelle
correlate attinenti allo sviluppo occupazionale.
Lea Battistoni
(Direttore Generale Ministero del Lavoro e delle
politiche sociali – Direzione Generale Mercato
del Lavoro)
In funzione del perseguimento di tale obiettivo
la Direzione Impiego ha istituito un Comitato di
Pilotaggio con funzioni di consultazione, proposta, accompagnamento e monitoraggio, in ordine alla progettazione integrata territoriale a
partire dalle tematiche dello sviluppo occupazionale locale.
Ha inoltre deciso di avvalersi, sul piano operativo, di due task force costituite da Isfol e Italia
Lavoro cui è affidato il compito di aumentare il
livello di attenzione della progettazione integra-
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I n t r o d u z i o n e
A partire dal maggio 2003, l’Isfol, nell’ambito
territoriale tra sistema economico, mercato del
dello svolgimento dei suoi compiti istituzionali,
lavoro e promozione di programmi di sviluppo
ha avviato una serie di riflessioni e studi sui “Si-
locale.
stemi di sviluppo locale”, con l’obiettivo di ana-
Inoltre, l’Isfol ha aderito al Club dei Membri
lizzare l’integrazione tra le politiche del lavoro,
Sostenitori del Programma Leed (Local
le politiche formative e sociali al fine di indivi-
Economic and Employment Development - Svi-
duarne i fattori di successo.
luppo economico e creazione di occupazione a
Nell’ambito delle attività svolte nel corso del-
livello locale) dell’OCSE finalizzato a promuo-
l’anno 2003 è stata realizzata una prima
vere lo sviluppo economico e la creazione di
rilevazione e compendium sui principali pro-
occupazione a livello locale; mediante la realiz-
grammi di sviluppo locale realizzati nelle regio-
zazione di iniziative comuni tra partner di diffe-
ni dell’Obiettivo 1 a partire dal 1995. Nel 2004
renti paesi. L’Isfol partecipa, insieme ad Italia
si sta procedendo ad integrare lo studio con una
Lavoro SpA, ad un Progetto triennale (2003/
mappatura dei progetti di sviluppo locale attiva-
2006), denominato PIT LAVORO, promosso
ti nelle regioni del Centro Nord, con l’obiettivo
dalla Direzione Generale del Mercato del lavoro
di costituire un Osservatorio Nazionale sullo
del Ministero del lavoro e delle Politiche
Sviluppo Locale.
Sociali. Il Progetto pone l’attenzione sui Pro-
Una seconda analisi ha riguardato lo studio di
grammi Integrati Territoriali nelle Regioni Obiet-
alcuni territori specifici (province di
tivo 1 e mira a rilevare tutti i programmi appro-
Campobasso, Benevento, Foggia, Avellino,
vati, le loro caratteristiche economico-finanzia-
Reggio Calabria e Messina), relativamente ai
rie, le modalità d’integrazione e di partenariato
quali si è rilevata la relazione che esiste a livello
e i risultati attesi.
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Nell’ambito del progetto, l’Isfol ha il compito
ma di intervento introdotta nel periodo di
di realizzare specifiche attività attinenti lo stu-
programmazione 2000-2006 per le aree Ob.
dio degli effetti occupazionali. A tal fine sono
1. A tal fine sono state analizzate le strate-
previste due fasi: la prima, di rilevazione, rivol-
gie e la struttura della programmazione
ta all’acquisizione di informazioni e dati speci-
rinvenibili nei documenti programmatici, a
fici relativi a ogni PIT; la seconda, di
livello nazionale e di singolo POR; le mo-
monitoraggio e valutazione, realizzata mediante
dalità di intervento esplicitate nella fase di
studi di caso e finalizzata ad individuare e valu-
programmazione attuativa; lo stato di attua-
tare l’impatto occupazionale dei PIT e gli effetti
zione, con particolare attenzione alle carat-
di questi progetti nei campi economici, sociali e
teristiche dei singoli Progetti Integrati;
produttivi. Uno degli obiettivi di tale attività è
-
Proporre e sperimentare una metodologia e
quello di fornire elementi utili ad una successi-
un percorso di analisi della programmazio-
va modellizzazione delle esperienze monitorate
ne integrata utile ad una eventuale
ai fini di un’analisi di raffronto/valutazione tra
modellizzazione ai fini di un monitoraggio
PIT e modelli di sviluppo locale.
quali-quantitativo. La metodologia propo-
Oggetto del presente volume, realizzato
sta ha quindi la finalità di far emergere -
dall’ISFOL (Area Studi Istituzionali e
oltre ai consueti elementi descrittivi di rea-
Normativi), è la presentazione di una prima ana-
lizzazione fisica degli interventi - le com-
lisi che rappresenta l’avvio di un percorso che,
ponenti comuni che caratterizzano i diversi
ci si auspica, porterà al rafforzamento dei mec-
modelli regionali e, al tempo stesso, le spe-
canismi di coordinamento delle politiche attive
cificità di applicazione dello strumento della
del lavoro all’interno della progettazione inte-
programmazione integrata rispetto al singo-
grata territoriale delle Regioni Ob. 1, attraverso
lo contesto di riferimento.
il coinvolgimento delle istituzioni e dei soggetti
Il presente documento, contiene una prima
locali, delle parti sociali, degli operatori pubbli-
mappatura dei PIT approvati nel Mezzogiorno,
ci e privati e degli SPI.
con una analisi di approfondimento relativa ai
Questo primo studio, ha il duplice obiettivo di:
120 PIT approvati al settembre 2004. Per age-
-
Conoscere le principali caratteristiche della
volare il lavoro di classificazione e archiviazione
programmazione integrata quale nuova for
dei dati utile alla successiva attività di analisi,
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l’Isfol ha realizzato un archivio informatico che
anche se lette secondo vocazioni tematiche
raccoglie tutte le informazione relative alle prin-
(Basilicata e Sardegna), o una più spinta con-
cipali caratteristiche degli interventi da attuare
vergenza tra l’idea forza e gli interventi previsti
nell’ambito di ciascun PIT. Per i 120 PIT ana-
nell’ambito del PI, come si constata nel caso della
lizzati sono stati censiti circa 3.636 interventi per
Sicilia.
i quali sono state evidenziate le tipologie (inter-
Ciascun PIT prevede in media 35 interventi (sen-
venti infrastrutturali, sulle risorse umane e di svi-
za considerare quelli che saranno realizzati me-
luppo produttivo), i settori di riferimento, la di-
diante procedura ad evidenza pubblica ), di cui
stribuzione per Asse dei POR e la relativa dota-
circa il 16% riguardano le risorse umane.
zione finanziaria.
L’analisi ha inoltre considerato le procedure di
Sulla base degli obiettivi prescelti, dai primi ri-
selezione che rappresentano una delle variabili
sultati che emergono dall’analisi dei 120 PIT ap-
chiave per la lettura della programmazione inte-
provati al settembre 2004, si rileva che ben 116
grata in quanto da queste derivano sia l’architet-
sono rappresentati da progetti basati sull’integra-
tura complessiva del modello di intervento (ca-
zione territoriale, rispetto alle altre tipologie di
ratteristiche del partenariato, ambiti territoriali,
integrazione previste (di settore/filiera, svilup-
tematiche di progetto, ecc.), sia il peso dei pro-
po urbano, ecc), evidenziando un chiaro orien-
cessi di concertazione nel determinare il valore
tamento verso l’utilizzo della originaria modali-
aggiunto di un progetto integrato rispetto all’or-
tà prevista per la progettazione integrata.
dinaria modalità di intervento.
Analizzando gli ambiti di intervento, raggrup-
A un primo sguardo si rileva una diversità netta
pati in otto macrotipologie, emerge che la distri-
dei modelli di selezione dei PI. Da una parte Si-
buzione dei PI si concentra sui temi del turismo
cilia, Sardegna e Molise hanno scelto procedure
e dell’ambiente, sia singolarmente considerati
di evidenza pubblica, dall’altra Campania,
che legati a fattori culturali, ambientali e rurali.
Calabria, Puglia e Basilicata si caratterizzano per
Esaminando le idee forza strategiche dei proget-
un’attività di concertazione e negoziazione che
ti nelle regioni in cui è maggiore la loro
conduce all’approvazione definitiva dei PI.
numerosità, si evidenziano due diversi
In realtà, nel primo caso (selezione a bando) le
orientamenti:l’associazione dell’idea forza a più
regioni hanno posto in essere, all’interno delle
generali condizioni di sviluppo del territorio,
loro funzioni di regia, attività di concertazione
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volte a determinare una delimitazione prelimi-
La ricerca è stata realizzata attraverso fasi suc-
nare degli ambiti territoriali, dei settori d’inter-
cessive, tra loro logicamente concatenate, ad
vento e, in alcuni casi, dei soggetti ammissibili
ognuna delle quali ha corrisposto uno specifico
alla presentazione dei progetti.
strumento di analisi.
Nel secondo caso, dove la scelta della selezione
Inizialmente si è ricostruito il quadro di riferi-
negoziale attribuisce per definizione un ruolo
mento normativo e delle fonti informative allo
centrale al partenariato, è stata invece rilevata la
scopo di individuare le fasi di programmazione/
centralità della funzione decisionale delle am-
attuazione previste sia a livello nazionale che
ministrazioni
attraverso
regionale. Si è quindi proceduto alla raccolta
l’implementazione di sistemi di valutazione strut-
della documentazione dei PIT e ad una classifi-
turati, fortemente selettivi e orientati al miglio-
cazione dei dati realizzata utilizzando una sche-
ramento della qualità progettuale per il conse-
da di rilevazione in grado di restituire informa-
guimento degli obiettivi prefissati.
zioni relativamente ai dati identificativi, alle prin-
L’Isfol sta provvedendo a completare la
cipali caratteristiche ed allo stato di attuazione
mappatura dei PIT che permetterà, alla fine del
dal punto di vista finanziario e fisico. Sulla base
processo, di avere una fotografia puntuale della
dei dati raccolti è stata realizzata l’analisi attra-
realtà. Nello svolgimento di tale attività, si è
verso una lettura sia verticale delle informazioni
manifestata l’opportunità di migliorare e arric-
per evidenziare la varietà e la specificità dei
chire l’archivio informatico per costituire una
modelli e delle soluzioni ricercate a livello re-
vera e propria Banca Dati che consenta non solo
gionale, sia una lettura di tipo orizzontale e di
di classificare le informazioni relative ai singoli
sintesi delle esperienze regionali basata su alcu-
PIT, ma che sia in grado di elaborare dati di sin-
ne delle principali variabili che caratterizzano
tesi per la costruzione di indicatori qualitativi e
diversi modelli implementati a livello regionale
quantitativi utili a valutare gli effetti occupazio-
(tipologia, ambiti e tipi di intervento, modelli di
nali sia in termini di realizzazione che in termini
selezione e modelli di governo e di gestione).
di impatto. La struttura di questa Banca Dati è
Il rapporto è diviso in due parti. la parte I è arti-
stata progettata in modo che in essa possano con-
colata in tre capitoli. Nel primo vengono illu-
fluire anche le informazioni relative a tutti gli
strati gli obiettivi e la metodologia applicata
altri programmi di sviluppo locale esistenti .
per la realizzazione della ricerca; il secondo de-
regionali
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scrive, a livello di programmazione nazionale,
l’iter definitorio dei contenuti e delle modalità
procedurali per l’implementazione della progettazione integrata, ricostruito attraverso l’analisi
dei documenti ufficiali. Nel terzo viene presentata una analisi orizzontale dei modelli regionali
di programmazione integrata e vengono analizzate le caratteristiche dei progetti integrati, approvati e finanziati, in relazione ad alcune variabili significative. Nella parte II sono approfonditi gli aspetti di programmazione e di attuazione specifici di ciascuna regione.
Claudio Tagliaferro
(Dirigente Area Studi Istituzionali e Normativi)
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1.
OBIETTIVI E METODOLOGIA DELLA RICERCA
1.1
Schema delle fasi di programmazione/attuazione dei PI nella Programmazione
generale
Questa fase é stata finalizzata alla costruzione della mappa delle fonti informative con
l’obiettivo di garantire la loro esaustività e reperibilità nel tempo.
Per poter individuare e classificare le fonti ufficiali è stato ricostruito uno schema (vedi
tabella 1) complessivo delle fasi di programmazione/attuazione dei PI nelle regioni
Obiettivo 1, con l’intento di indicare, a prescindere dalle differenze di gestione
regionali, tutte le fasi, ed eventualmente sottofasi, di programmazione/attuazione in
corrispondenza delle quali è possibile verificare l’esistenza di fonti documentali.
Lo schema generale di ricostruzione delle fasi, è stato dunque il punto di partenza per
individuare le fonti relative ad ogni singola regione interessata dal progetto, e
contemporaneamente classificarle in relazione alla fase procedurale di appartenenza,
indicandone il luogo di reperibilità.
L’individuazione delle fonti informative ha permesso l’acquisizione della
documentazione rilevante per l’analisi delle caratteristiche programmatiche e dello stato
di attuazione dei PI.
Per
l’acquisizione
della
documentazione,
relativa
alle
fasi
di
programmazione/attuazione, di seguito descritta, si è utilizzato un processo di ricerca e
cascata a partire dalla documentazione nazionale, fino a quella prodotta a livello
regionale.
La fonte di reperimento principale sono stati i siti web ufficiali delle singole Autorità di
gestione, integrati da ulteriori informazioni rilevate presso i referenti regionali, a vario
titolo responsabili della progettazione integrata.
Le specifiche fonti sono state riportate nelle schede incluse nei singoli dossier regionali.
L’analisi è stata realizzata secondo lo schema seguente.
13
Tabella 1 – Esempi relativi alle fasi di programmazione regionale
Fase
Sottofase
Documento
Linee guida per la valutazione
ex-ante dei POR e/o PI
Valutazione ex-ante dei POR e/o
PROGRAMMAZIONE
PI
REGIONALE
OR)
POR
CDP
Decisioni assunte dai Comitati
di Sorveglianza POR
Formalizzazione delle
indicazioni dei POR e/o dei CdP
Linee Guida regionali per
PROGRAMMAZIONE
l'elaborazione dei PI
REGIONALE ATTUATIVA
(procedura a bando)
Ulteriori strumenti di supporto
alla progettazione integrata
Emanazione dei bandi
Valutazione dei PI
PROGRAMMAZIONE
REGIONALE ATTUATIVA
(procedura a bando)
Approvazione dei singoli PI
Stipula degli accordi
Relazioni sullo stato di
attuazione
REALIZZAZIONE
Rapporti Annuali di
Esecuzione
Rapporti di valutazione
intermedia
14
Fonte
1.2
Ricostruzione del quadro di riferimento e delle fonti informative
Programmazione nazionale
1) Piano di Sviluppo per il Mezzogiorno (par. 2.1.4). Individua gli indirizzi strategici.
2) Quadro Comunitario di Sostegno ob.1 (par. 3.10, 6.4.7). Assumendo la strategia
contenuta nel PSM, fornisce gli elementi caratteristici dei progetti integrati.
3) Linee Guida per la programmazione e la valutazione ex ante. Indicazioni
metodologiche e di indirizzo per la programmazione operativa 2000-2006
(Dipartimento per le Politiche di Sviluppo). Definiscono il contenuto del POR e del CdP
ai fini della programmazione dei Progetti integrati.
4) Progetti Integrati Territoriali - Orientamenti per le Regioni (Dipartimento per le
Politiche di Sviluppo).
5) Linee Guida per l’implementazione dei progetti integrati (Dipartimento per le
Politiche di Sviluppo). Forniscono indicazioni alle Regioni al fine di assicurare
uniformità e omogeneità nella stesura dei POR (in alcuni casi intervenute dopo
l’approvazione dei POR)
Programmazione regionale
1.
2.
3.
−
−
Linee Guida per la valutazione ex ante dei POR e/o PI
Valutazione ex-ante dei POR e/o PI
Programmi operativi obiettivo 1, 2000-2006
Tipologie e caratteristiche della Progettazione Integrata
Assi/obiettivi/misure/azioni che contribuiranno alla realizzazione della
Progettazione Integrata
− Individuazione dei Progetti Integrati ed ambito territoriale di intervento
− Entità complessiva e distribuzione temporale delle risorse destinate ai Progetti
Integrati
− Individuazione delle modalità e procedure di attuazione/gestione (modalità di
partenariato, valutazione, costituzione uffici regionali, ecc.)
− Indicatori di realizzazione riferiti ai Progetti Integrati
4. Complementi di Programmazione
- Tipologie e caratteristiche della Progettazione Integrata
- Assi/obiettivi/misure/azioni che contribuiranno alla realizzazione della
Progettazione Integrata
- Individuazione dei Progetti Integrati ed ambito territoriale di intervento
- Entità complessiva e distribuzione temporale delle risorse destinate ai Progetti
Integrati
- Individuazione delle modalità e procedure di attuazione/gestione (modalità di
partenariato, valutazione, costituzione uffici regionali, ecc.)
15
- Indicatori di realizzazione riferiti ai Progetti Integrati
5.
Decisioni assunte dai Comitati di Sorveglianza dei POR. In particolare per gli
aspetti di competenza del CdP, non esaurientemente definiti da questi ultimi, o per
apportare modifiche od implementazioni del CdP.
Programmazione attuativa
1. Formalizzazione delle indicazioni dei POR e/o dei CdP
Atti e documenti che rendono operative le indicazione dei POR, Complementi di
Programmazioni e/o le decisioni assunte dai Comitati di Sorveglianza (ad esempio,
formalizzano la zonizzazione PIT).
2. Linee Guida regionali per l’elaborazione dei PI
Forniscono indicazioni in grado di assicurare uniformità e omogeneità nella modalità di
stesura dei programmi, individuando operativamente fasi procedurali e modalità
attuative dei PIT (modalità di partenariato, modalità di valutazione, costituzione di
uffici regionali di assistenza, coordinamento e controllo).
3. Ulteriori strumenti di supporto alla progettazione integrata
Es.: Linee Guida per l’applicazione del principio equitativo (pari opportunità);
Indicazione per l’integrazione della componente ambientale nei PI.
4. Procedure di valutazione
I documenti fino ad ora indicati stabiliscono in via generale le procedure per la
individuazione e selezione dei progetti. Le fasi successive sono diverse a seconda della
scelta da parte delle Regioni di una delle due diverse modalità procedurali previste:
procedura negoziale e procedura a bando.
4.1. Procedura negoziale
Definizione delle modalità generali della procedura
Definizione delle modalità procedurali del singolo PI
Valutazione dei PI
Approvazione dei singoli PI: prendendo atto del parere favorevole del Nucleo di
valutazione regionale, approva il singolo PI
assumendone l’impegno
finanziario-programmatico e rimanda ad un successivo accordo/intesa.
Stipula degli accordi (utilizzando diversi strumenti: Accordi di Programma,
Protocolli d’intesa, ecc.) Sanciscono l’approvazione definitiva dei singoli PI
attraverso un accordo (tra la Regione e il responsabile degli Enti capofila dei PI)
4.2. Procedura a bando
Emanazione dei bandi
Valutazione dei PI
Approvazione dei singoli PI
Stipula degli accordi
16
1.3.
Realizzazione
Le fonti delle fasi di realizzazione quindi di progettazione esecutiva, emanazione di
avvisi pubblici, esecuzione delle opere, ecc., sono rappresentate dai documenti del
singolo PI, ma in larga misura possono essere anche dedotti da documenti regionali
quali:
1. Relazioni sullo stato di attuazione
2. Rapporti Annuali di Esecuzione
3. Rapporti di Valutazione Intermedia
1.4
Analisi e archiviazione informatica dei PIT
Per l’analisi del singolo PI, è stata predisposta una apposita scheda di rilevazione
(Tabella 2) che riporta gli elementi significativi dei progetti integrati.
Per la successiva archiviazione delle informazioni l’ISFOL ha progettato un apposito
Data Base che consente di acquisire ed elaborare informazioni sia di tipo quantitativo
che qualitativo come riportato nella scheda di rilevazione.
Le informazioni archiviate nel data base rappresentano le fonti sulle quali nell’ambito
del progetto “PIT LAVORO” si procede all’analisi sui P.I. presentati nelle diverse
regioni obiettivo 1. Nello specifico si intendono esaminare i seguenti aspetti:
! L’idea forza dei P.I. , gli obiettivi strategici che si vogliono perseguire e le tipologie
di intervento che si intendono attivare per il raggiungimento di tali finalità
! Quali settori sono interessati ( turismo, ambiente, manufatturiero etc.)
! I destinatari delle attività previste (giovani disoccupati, disoccupati di lunga durata,
donne, disabili, giovani imprenditori, etc) in rapporto alle tipologie di iniziative che
si intendono realizzare (sostegno/sviluppo, creazione d’impresa, qualificazione
professionale, tirocini formativi, borse lavoro, voucher formativi, orientamento,
apprendistato etc)
! Integrazione tra le varie misure del POR
! Come il PIT influisce sul raggiungimento degli Indicatori di realizzazione/risultato
del POR
L’analisi così realizzata è funzionale alla realizzazione del monitoraggio e della
valutazione sull’impatto occupazionale nei territori coinvolti da progetti integrati.
17
Tabella 2- Scheda per la rilevazione dei Progetti Integrati: elenco delle variabili informative
1)
Dati Identificativi
#
Nome o sigla del progetto
#
Localizzazione (Comune o Provincia)
#
Indirizzo
#
Telefono, fax
#
Indirizzo e-mail
#
Soggetti: ( responsabile - coordinatore- project manager- altro)
2)
Procedura di approvazione.
Le procedure di approvazione sono differenti per ogni regione e comuni nella singola regione,
vengono descritte a livello generale, nella scheda potrebbero essere inserite per memoria e in
modo codificato.
3)
Soggetto proponente
4)
Partenariato
#
#
#
5)
#
#
#
#
#
6)
Elenco con suddivisione tra pubblico e privato
Modalità organizzative se previste
Rilevazione di accordi o protocolli tra i partner
Ambito territoriale
Comuni (codici Istat)
Provincia
Superficie comunale e totale (km2)
Popolazione comunale e totale (ultimo censimento)
Densità
Caratteristiche territoriali (marginalità del territorio, occupazione, settori
economici, dotazioni di beni culturali, ecc.).
7)
Tipologia di Progetto integrato (PIT, PIS, PIAR, ecc.)
8) Ambito tematico (es. turismo, ambiente , filiere produttive, ecc.)
9) Idea Forza/strategica prevista nella progettazione del PI
10) Obiettivi
#
Generali del PI
#
Specifici (collegabili ai possibili interventi da realizzare) che contribuiscono al
raggiungimento dell’obiettivo
#
Azioni determinanti per la gestione
#
Occupazione prevista e sue caratteristiche
11) Modalità di attuazione per la realizzazione
12) Modalità di attuazione per la gestione
13) Quadro finanziario complessivo
#
Totale;
18
#
Pubblico, Privato;
#
Pubblico: UE, Stato, Regione, Altri;
#
UE per Fondo.
14) Stato di attuazione del PI (stipula atti, stato degli adempimenti gestionali previsti:
costituzione di società, emanazione avvisi pubblici, ecc.)
15) Elenco dei singoli interventi (una sottoscheda per intervento)
#
Titolo intervento
#
Comune su cui insiste
#
Provincia
#
Costo dell’intervento
#
Importo del finanziamento
#
Asse, misura, sottomisura e Fondo di riferimento
#
Tipologia dell’intervento, secondo la classificazione Monit
#
Amministrazioni coinvolte
#
Destinatari
#
Obiettivi
#
Stato di realizzazione
#
Impatto occupazionale
19
2.
I PROGETTI INTEGRATI NELLA PROGRAMMAZIONE NAZIONALE
2.1 I principi alla base della programmazione integrata
Nelle Regioni Obiettivo 1, la programmazione dei fondi strutturali per il periodo 20002006 assegna un ruolo di rilievo agli interventi integrati a livello territoriale nelle aree in
ritardo di sviluppo.
Il principio di integrazione che a livello comunitario trova la sua genesi nella
complementarietà delle azioni comunitarie e nazionali (art. 8 reg. 1260/99), a livello
nazionale e alla luce del contesto socio-economico delle aree in ritardo di sviluppo, è
stato oggetto di spunti teorici e applicazioni pratiche fino ad acquisire una sua ratio
autonoma. Ciò ha determinato la previsione, accanto alle note modalità ordinarie di
integrazione sancite dai regolamenti comunitari, di una modalità di attuazione specifica
(la Progettazione Integrata) che unisce all’integrazione progettuale specifici meccanismi
di gestione ed attuazione.
In un anno e mezzo circa di dibattito gli attori istituzionali nazionali, facenti capo al
Dipartimento per le Politiche di Sviluppo (DPS) del Ministero dell’Economia e della
Finanza, hanno definito i fondamenti programmatici della progettazione integrata
inglobandoli all’interno del Quadro Comunitario di Sostegno obiettivo 1 e creando, in
tal modo, i presupposti per la sua implementazione e attuazione a livello regionale. in
coerenza con le strategie individuate in ciascun POR.
L’iter definitorio dei contenuti e delle modalità procedurali per l’implementazione della
progettazione integrata, è rintracciabile all’interno di alcuni documenti ufficiali. Si tratta
di otto documenti chiave prodotti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze:
−
aprile 1999. Orientamenti per il programma di sviluppo del Mezzogiorno 20002006;
−
maggio 1999. Delibera CIPE n.71/1999 - Orientamenti per la programmazione
degli investimenti nel periodo 2000-2006 per lo sviluppo del Mezzogiorno;
−
maggio 1999. Linee Guida per la programmazione e la valutazione ex ante.
Indicazioni metodologiche e di indirizzo per la programmazione operativa 20002006;
−
settembre 1999. Programma di Sviluppo per il Mezzogiorno;
−
gennaio 2000. Progetti Integrati Territoriali - Orientamenti per le Regioni;
20
−
luglio 2000. Linee guida per la formulazione del Complemento di
programmazione per i Programmi operativi regionali e nazionali per le regioni
obiettivo 1 (2000-2006);
−
agosto 2000. Quadro Comunitario di Sostegno Obiettivo 1;
−
ottobre 2000. Linee Guida per l’implementazione dei progetti integrati – I Progetti
Integrati: dal QCS all’iniziativa regionale.
Ciascuno di questi documenti fornisce un apporto all’individuazione e definizione dei
principi e delle modalità attuative della Progettazione Integrata, così come viene
descritto nei paragrafi che seguono.
2.2 La strategia generale
I fondamenti programmatici della progettazione integrata: il Programma di Sviluppo
del Mezzogiorno (PSM)
Il PSM pone in primo piano il valore e la rilevanza della dimensione locale, nella
programmazione e nell’attuazione degli interventi cofinanziati dai fondi strutturali,
attraverso la formulazione di una strategia di sviluppo fortemente ancorata al territorio,
il cui obiettivo è quello di “attirare e trattenere nell’area (aumentandone la convenienza)
le risorse mobili (capitale e lavoro specializzato e imprenditoriale), attraverso la
valorizzazione permanente delle risorse immobili (la terra, le tradizioni, il patrimonio
naturale e culturale, le risorse legate alla posizione geografica, il capitale umano
fortemente localizzato)” 1.
La conseguente scelta è stata quella di dar vita ad uno schema di programmazione “a
cascata” articolato in a) obiettivi globali che, definiti a livello nazionale, descrivono le
modalità con cui la strategia nazionale consegue l’obiettivo generale e b) obiettivi
specifici, che descrivono il contributo di ogni settore di intervento, all’interno degli Assi
prioritari, al conseguimento degli obiettivi globali, secondo nessi causali caratterizzati
da coerenza, convergenza, misurabilità.
Il PSM definisce i principi che ispirano la scelta dell’integrazione, senza entrare nel
merito dei contenuti e delle caratteristiche della progettazione integrata.
In particolare la scelta di operare tramite programmi/progetti integrati regionali a forte
valenza territoriale è motivata da una duplice motivazione:
−
più i progetti di investimento saranno concentrati sui luoghi ritenuti cruciali per lo
sviluppo, maggiore sarà la probabilità di ottenere effetti incisivi degli investimenti
programmati, ossia un maggior livello di efficacia;
−
più i progetti saranno assimilabili a pacchetti di azioni aventi una loro specifica
identità, più facile sarà mantenere la coerenza interna, la concentrazione e quindi anche
1
Programma di Sviluppo del Mezzogiorno, par. 2.1.2.
21
la verificabilità (in termini di risultati e di efficacia) dell’azione di sviluppo promossa e
realizzata sul territorio.
2.3 Definizione degli elementi identificativi della progettazione integrata: dagli
Orientamenti al QCS
Gli Orientamenti per il Programma di Sviluppo del Mezzogiorno 2000-2006,
individuano una scelta, che sarà poi ripresa nel QCS, prevedendo la promozione di una
tipologia intervento sul territorio definita “progetti integrati concentrati”2. Caratterizzati
da una forte valenza territoriale, questo tipo di progetti nascono dalla necessità di legare
obiettivi e interventi identificati in diversi Assi di intervento della programmazione sulla
base di scelte di scelte di priorità relative ad aree e contesti socio-economici specifici e
l’individuazione di una apposita struttura organizzativa (responsabili, project manager)
in grado di assicurare l’unitarietà del progetto e dunque il conseguimento degli obiettivi
generali e specifici in esso prefissati.
La successiva Delibera CIPE “Orientamenti per la programmazione degli investimenti
nel periodo 2000-2006 per lo sviluppo del Mezzogiorno”, adotta gli Orientamenti per il
PSM 2000-2006 e definisce in via definitiva i progetti integrati territoriali come “un
complesso di azioni intersettoriali, strettamente coerenti e collegate tra di loro, che
convergono verso il conseguimento di un comune obiettivo di sviluppo del territorio”.
A partire da questa definizione tutti i documenti successivi aggiungono ulteriori
elementi alla identificazione delle caratteristiche della progettazione integrata.
Il documento Linee Guida per la programmazione e la valutazione ex ante connota i
progetti integrati “quale forma di intervento più efficace per conseguire una serie di
obiettivi prioritari” e chiarisce la loro natura di “progetto complesso”, o meglio, di
strumento operativo nel quale più tipologie di intervento convergono verso un unico
obiettivo. Per tale motivo i progetti integrati non potranno essere autonomamente
esplicitati nei Programmi Operativi: la definizione e l’implementazione dei loro
elementi identificativi è rimandata alle linee guida per i Complementi di
Programmazione3.
Il documento “Progetti Integrati Territoriali - Orientamenti per le Regioni”4 individua
nell’integrazione e nel riferimento territoriale i due elementi costitutivi dei progetti e
ribadisce la “specialità” dei progetti integrati. Si tratta di progetti complessi che devono
2
3
4
Orientamenti per il programma di sviluppo del mezzogiorno 2000-2006, par.3.3.
Linee Guida per la programmazione e la valutazione ex ante. Indicazioni metodologiche e di indirizzo per la programmazione
operativa 2000-2006. par. A.5
Si noti che si in questo documento si parla per la prima volta di PIT anzichè generalmente di progettazione integrata;
trovandoci ancora in una prima fase programmatoria, dove non erano state previste altri strumenti di progettazione integrata
definiti poi a livello regionale (PIF, PIS, ecc.), la sigla PIT, non volendo significare una discriminazione verso gli strumenti
sopra citati, mantiene ancora carattere generale riferendosi quindi alla totalità degli interventi di progettazione integrata.
22
inserirsi coerentemente all’interno della strategia regionale e degli obiettivi specifici
indicati nel POR, e che richiedono forme di gestione speciale per la definizione delle
modalità di collegamento tra le diverse misure e per l’individuazione di chiare forme di
responsabilizzazione degli interventi.
La novità del documento sta nel fatto che esso definisce una prima mappatura degli
elementi identificativi dei PIT:
−
individuazione dell’idea forza e della strategia del progetto, che si traduce nella
definizione di obiettivi specifici concreti riferiti al progetto stesso;
−
identificazione di un ambito territoriale o tematico specifico, che rappresenta il
contesto di riferimento;
−
identificazione del soggetto responsabile del progetto;
−
identificazione delle modalità gestionali e procedurali e di monitoraggio più
opportune a rendere effettiva la realizzazione del Progetto Integrato.5
Risulta quindi chiara la duplice caratteristica dei PIT: come modalità operativa da
adottare per garantire un collegamento tra una serie di azioni e come progetto
autonomo. Le risorse finanziarie che contribuiscono alla realizzazione del progetto
saranno distribuite tra le diverse misure/azioni, per cui le singole Schede di Misura
dovranno specificare la loro connessione col PIT e la quota di risorse ad esso destinata.
Il documento individua, inoltre, alcuni requisiti attinenti alle modalità di realizzazione
dei PIT, che poi saranno esplicitati nei POR e/o nei CdP, come la presenza di un
monitoraggio efficace dei processi che precedono l’attuazione del progetto, la
definizione di un soggetto responsabile della sua attuazione, la predisposizione di forme
di raccordo tra soggetti istituzionali.
Il Quadro Comunitario di Sostegno Obiettivo 1, accoglie in pieno le indicazioni
contenute nel documento “Orientamenti per le Regioni” e indica tre possibili procedure
di attuazione dei progetti integrati tramite gli strumenti della programmazione
negoziata: i patti territoriali, i contratti di programma e i contratti d’area.6
Il QCS, inoltre prevede:
−
alcune specificità di attuazione dei progetti integrati che i CdP delle singole
regione Obiettivo 1 devono evidenziare7;
5
Progetti Integrati Territoriali - Orientamenti per le Regioni, par. 3.
6
Quadro Comunitario di Sostegno obiettivo 1, par. 3.10.
In dettaglio, i CdP devono evidenziare i seguenti aspetti: identificazione dei contesti territoriali o tematici destinatari prioritari
degli interventi dei progetti integrati;individuazione degli obiettivi dei progetti integrati; indicazione della strategia di
intervento; procedure di progettazione, approvazione e finanziamento dei progetti integrati e ammontare delle risorse
complessive loro destinate; modalità e criteri per la selezione dei singoli progetti e dei beneficiari finali; identificazione delle
misure che, all’interno dei vari Assi, contribuiscono alla realizzazione dei progetti integrati; indicazione del soggetto
responsabile dei progetti integrati; indicazione dei criteri utilizzati per l'individuazione del soggetto interno alla Regione;
responsabile del coordinamento tra le varie misure del POR coinvolte e della valutazione dei progetti integrati; modalità di
coordinamento fra i diversi centri di responsabilità all’interno della Regione e con i soggetti locali; eventuali procedure per
l’attivazione di poteri sostitutivi da parte del soggetto responsabile; eventuale modalità di partecipazione del responsabile del
progetto al Comitato di Sorveglianza; integrazione con gli altri strumenti di pianificazione territoriale secondo modalità
7
23
−
che la Regione nomini con atto formale il responsabile del coordinamento tra i
vari responsabili di Misura del POR al fine di garantire unicità di azione e intervento di
tutte le attività di implementazione dei PIT.8
2.4 Dal QCS all’iniziativa regionale: le Linee Guida del DPS
Con le indicazioni del QCS si conclude la fase della programmazione nazionale e si dà
l’avvio all’iniziativa regionale di progettazione integrata. Il QCS, come abbiamo visto,
fornisce indicazioni utili agli amministratori pubblici ma non contiene una precisa
definizione dei confini della progettazione integrata, lasciando ai responsabili della
redazione dei Programmi Operativi, la strutturazione di questo tipo di interventi.
Il DPS, al fine di fornire alle Regioni ulteriori orientamenti sulle modalità con cui la
valutazione delle proposte progettuali deve essere posta in essere, ha prodotto il
documento “Linee Guida per l’implementazione dei progetti integrati – I Progetti
Integrati: dal QCS all’iniziativa regionale” .
Le Linee guida del DPS, adottando il messaggio del QCS, richiedono che la
progettazione integrata non subisca una proliferazione incontrollata ma sia invece il
frutto di un’attenta valutazione, capace di selezionare quelle proposte in cui il metodo
della progettazione integrata sia in grado di offrire un valore aggiunto rispetto alle
normali forme di intervento.
E’ affidata alle Regioni la valutazione sulla necessità di proporre progetti integrati e la
verifica sulla possibilità di conseguire l’obiettivo dell’integrazione fra gli interventi
anche attraverso le procedure ordinarie di attuazione.
Particolarmente interessanti, ai fini dell’attuazione della progettazione integrata in sede
regionale, appaiono le indicazioni del DPS in merito alle modalità e criteri che le
Regioni potranno utilizzare per individuare i singoli progetti. 9
Le soluzioni indicate sono due. Nella prima ipotesi la Regione si spinge fino alla
progettazione della proposta di Progetto Integrato; nella seconda, essa si riserva il ruolo
di stabilire i limiti e le priorità all’interno dei quali (e in coerenza con) è previsto si
realizzi l’attività di progettazione promossa direttamente dal territorio.
La Regione dunque:
−
può intervenire nella progettazione, decidendo in una prima fase quali sono i
contesti territoriali e multisettoriali su cui intende operare per poi promuovere
(direttamente o attraverso Enti locali o altre istituzioni) la progettazione delle proposte e
organizzare l'attività di valutazione;
−
può, alternativamente o congiuntamente alla prima opzione, scegliere di limitarsi
ad indicare le linee della programmazione e lasciare agli Enti locali l’iniziativa di
8
9
coerenti con le leggi n. 112/98 (Legge Bassanini) e n. 142/90 (concernente il coordinamento e l’accelerazione di procedure
amministrative); eventuale integrazione con gli altri strumenti di promozione dello sviluppo locale (Patti territoriali, ecc.).
Ibidem, par. 6.4.7.
Linee Guida per l’implementazione dei progetti integrati – I Progetti Integrati: dal QCS all’iniziativa regionale, par. 3.1.
24
proporre e perfezionare le idee progetto, riservandosi di scegliere le proposte più
meritorie in base a una successiva fase di valutazione.
La prima ipotesi rappresenta una soluzione molto lineare. La Regione, sulla base delle
proprie valutazioni, individua gli obiettivi strategici da affrontare in modo integrato e fa
convergere verso di essi tutte le attività di progettazione che sono necessarie a definire
l’insieme coordinato delle iniziative da intraprendere.
A titolo esemplificativo le Linee Guida esaminano anche alcuni dei possibili effetti
associati a due dei meccanismi più diffusi di raccolta dal basso delle proposte: quelli
collegati a un meccanismo di asta e quelli relativi a una procedura “a sportello”.
Spetterà in ogni caso alla stessa Regione adottare la modalità di attuazione che offre i
maggiori vantaggi nello specifico contesto regionale.
Ulteriori indicazioni agli amministratori riguardano i principi con cui fissare i requisiti
di ammissibilità e i criteri di valutazione10, la cui determinazione assume il valore di
scelta strategica in ragione dei loro effetti sulle caratteristiche delle proposte selezionate.
Si sottolinea anche l’opportunità di ipotizzare un’ulteriore sostegno finanziario a favore
della progettazione integrata da finanziare con le risorse per l’Assistenza Tecnica o con
le disponibilità presenti nei diversi Assi11.
Infine, è importante ricordare alcune condizioni previste nello stesso documento che le
Regioni dovranno rispettare nella fase di gestione dei progetti. Traducendosi infatti i
Progetti Integrati in una specifica modalità operativa di attuazione verso un obiettivo
comune, essi non debbono essere caratterizzati da un’articolazione gestionale alternativa
a quella ordinaria degli assi, delle misure e dei fondi, ma le procedure di attuazione
devono risultare coerenti con la normativa comunitaria e nazionale che disciplina la
realizzazione degli interventi.
In particolare:
−
i beneficiari finali delle misure che concorrono alla realizzazione del progetto
Integrato sono quelli individuati dal Reg. 1260/99;
−
la responsabilità della certificazione finale delle spese resta attribuita a livello di
responsabili di misura e di fondo, come da regolamenti;
−
le competenze di gestione, esecuzione finanziaria e di controllo restano attribuite
al responsabile di misura.
In conclusione, un dato importante che emerge dall’analisi dell’iter della
programmazione nazionale è la precisa scelta delle autorità nazionali verso un
“approfondimento” del principio generale di integrazione. L’orientamento proposto è
quello di prevedere forme di integrazioni specifiche con l’obiettivo di assumere
10
11
Ibidem, par. 3.2
Ibidem, par. 3.3
25
prioritariamente il riferimento territoriale per il complesso delle azioni di sviluppo,
qualunque ne sia il soggetto attuatore e la fonte di finanziamento.
Il riferimento territoriale viene concepito come “attivatore” di rapporti più che mero
ricettore di interventi, è quindi l’elemento caratterizzante della progettazione integrata
in grado di generare, attraverso l’integrazione funzionale dei diversi interventi, un
“valore aggiunto” in termini di sviluppo locale.
La progettazione integrata, definita come modalità di attuazione dei programmi
operativi attraverso interventi intersettoriali e multisettoriali, non deve apparire come
una scelta scontata, ma rispondere alla strategia di massimizzare l’efficacia delle azioni
di sviluppo, pur comportando rischi essendo attuata in aree in ritardo di sviluppo.
Nello stesso tempo, e in ragione dello stesso principio di efficacia/efficienza le Regioni
dovranno ricorrere alla “progettazione integrata” solo se gli obiettivi non potranno
essere raggiunti attraverso le modalità ordinarie di attuazione. Per questo motivo è
ritenuta necessaria, come riferiscono le Linee Guida del DPS, un’attenta valutazione da
parte delle Regioni nella selezione dei casi e dei contesti in cui questa modalità
specifica di attuazione può offrire dei vantaggi comparati effettivi.
Nel capitolo che segue, e nei singoli dossier regionali, vengono illustrate le specifiche
modalità sia programmatorie che attuative, poste in essere dalle singole
Amministrazioni nel rispetto dei principi e delle indicazioni formulate dall’Autorità di
gestione del QCS Ob.1.
26
3.
I PROGETTI INTEGRATI NELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
3.1 Premessa
L’obiettivo di pervenire ad una mappatura dei progetti integrati, attivati nelle regioni
dell’Obiettivo 1, ha portato ad approfondire per ciascuna Regione le modalità
procedurali previste per l’attuazione dei PIT. Come già evidenziato, sono state
ricostruite le strategie e le direttrici programmatiche, le procedure prescelte dalle
Regioni interessate nella fase di programmazione attuativa, il profilo di ogni singolo
progetto integrato per il quale si dispone di dati di realizzazione. La ricostruzione del
“quadro regionale” e l’intento di sperimentare una prima funzione di monitoraggio della
programmazione integrata si è concretizzata, in questa fase di analisi, in una lettura
verticale, dalla quale si evince la varietà e la specificità dei modelli e delle soluzioni
ricercate a livello regionale, pur se in sostanziale coerenza con gli orientamenti elaborati
a livello nazionale.
Nel presente capitolo viene fornita una lettura orizzontale e di sintesi delle esperienze
regionali, sulla base di alcune principali variabili che contraddistinguono, in termini di
omogeneità ovvero di peculiarità, i diversi modelli programmatici, procedurali e
attuativi implementati a livello regionale e che riflettono i principi e gli elementi di
innovatività alla base della strategia assegnata alla programmazione integrata.
Questa analisi è stata realizzata nel mese di ottobre 2004 e si riferisce a 120 PIT che
risultavano approvati al 30 settembre 2004.
In particolare la Regione Calabria aveva definito gli interventi da realizzare per 10 dei
23 PI previsti, mentre per la Regione Puglia i 9 PIT che hanno ottenuto parere positivo
da parte del Nucleo di Valutazione sono stati trasmessi alla Giunta per la relativa
approvazione, cui farà seguito la sottoscrizione dell’Accordo tra le Amministrazioni.
Complessivamente si prevede che saranno attivati entro dicembre 2004, 140 PI, come si
evince dalla Tab. 3.1
27
Tab 3.1
Regione
Basilicata
Calabria
Campania
Molise
Puglia
Sardegna
Sicilia
TOTALE
PIS - Progetto
Integrato Strategico
1
5
1
7
Numero di PI per tipologia
PISU - Progetto Integrato
PIT - Progetto
di Sviluppo Urbano
Integrato
Territoriale
2
8
23
43
7
10
13
27
2
131
TOTALE
10
24
43
7
15
13
28
140
* La tabella indica il numero dei PI che, si presume, saranno complessivamente approvati.
3.2 Una morfologia della programmazione integrata
Le tipologie di Progetti Integrati
Il ruolo di rilievo che la programmazione dei fondi strutturali per il periodo 2000-2006
delle regioni dell’Obiettivo 1 assegna alla capacità di progettare, promuovere ed attuare
interventi integrati a livello territoriale, ha dato luogo
prevalentemente alla
proposizione di Progetti Integrati Territoriali (PIT). A questo tipo di progetti si fa
dunque riferimento in generale quando si affronta l’argomento della progettazione
integrata nelle regioni dell’Ob.1. In realtà, come è emerso dalle analisi effettuate,
diverse sono le tipologie di progetto integrato che, sulla base delle indicazioni
metodologiche e degli orientamenti formulati dall’Autorità di gestione del QCS Ob.1,
sono state proposte nelle diverse Regioni.
Riepiloghiamo le casistiche emerse e le loro principali caratteristiche:
•
PIT (Progetti Integrati Territoriali) gli obiettivi di sviluppo e l’idea forza che ne
consegue, sono riferiti principalmente ad un ambito territoriale, normalmente sub
provinciale, e per la loro realizzazione possono prevedere interventi di tipo settoriale o
multisettoriale.
•
PIS (Progetto Integrato Strategico) l’obiettivo del progetto integrato è lo sviluppo
di settori strategici ai fini del superamento del ritardo della regione, attraverso interventi
settoriali o multisettoriali, in grado di creare sistema. Si perde in questo caso l’elemento
dello specifico territoriale.
•
PIF (Progetto integrato di Filiera) l’obiettivo del progetto integrato è lo sviluppo
di filiere produttive. In questo caso si attenua la rilevanza dell’elemento territoriale e
l’dea forza interessa la creazione od il rafforzamento di filiere produttive nei diversi
settori economici (agricolo, agroindustriale, manifatturiero, ecc.).
•
PIAR (Progetto Integrato per le Aree Rurali) gli obiettivi di sviluppo e l’idea
forza che ne consegue, sono riferiti principalmente ad un ambito territoriale ad elevata o
28
media ruralità, al fine di avviare un processo di rivitalizzazione delle aree che tenga
conto di tutte le risorse e caratteristiche presenti nel territorio.
Ad eccezione della Sicilia, l’individuazione delle tipologie di progetti integrati
interviene già in fase di programmazione, a livello di POR (Basilicata, Calabria,
Campania, Molise, Puglia) o di CdP (Sardegna). Il quadro di dettaglio che emerge è di
seguito riportato.
La Regione Basilicata prevede due tipologie di PI:
−
Progetti integrati territoriali (PIT): progetti complessi composti da interventi
intersettoriali strettamente collegati che convergono verso un obiettivo comune in un
contesto territoriale definito;
−
Progetti Integrati di Sviluppo Urbano (PISU): progetti complessi che insistono
sui due capoluoghi di provincia, Potenza e Matera, e rappresentano la modalità specifica
di attuazione delle misure V.1 e V.2 dell’asse V “Città”.
La Regione Calabria definisce 4 tipologie di progetti integrati. Il PIT (Progetto
Integrato Territoriale) è un progetto integrato su base territoriale sub-provinciale, di
tipo settoriale o multisettoriale, orientato al conseguimento di precisi obiettivi di
sviluppo socio-economico di specifiche partizioni territoriali. Il PIS (Progetto Integrato
Strategico) è uno strumento operativo di progettazione integrata, mirato allo sviluppo di
quei settori riconosciuti strategici ai fini del superamento del ritardo della regione,
attraverso soluzioni settoriali o multisettoriali, in grado di creare sistema. Il PIF (Piano
Integrato per la Filiera) è uno strumento operativo di progettazione integrata finalizzato
allo sviluppo del sistema agricolo ed agroindustriale calabrese attraverso lo sviluppo
delle filiere produttive. Il PIAR (Piano Integrato per le Aree Rurali) è uno strumento
operativo di progettazione integrata finalizzato allo sviluppo di unità territoriali a media
o alta ruralità attraverso l’attivazione sinergica delle risorse disponibili (agricoltura,
artigianato, risorse storico-culturali e naturalistiche), in grado di avviare un processo di
rivitalizzazione delle aree rurali interessate, intese come sistema multifunzionale.
La Regione Sardegna prevede, oltre ai Progetti Integrati Territoriali (PIT), Progetti
Integrati di Filiera (PIF) per il rafforzamento delle filiere produttive esistenti nel settore
dell’artigianato, dell’industria, dei servizi e la promozione di nuove filiere produttive a
basso impatto ambientale (Mis. 4.4 “sviluppo integrato d’area).
Anche la Regione Sicilia integra i PIT con un ulteriore strumento rappresentato dai
Progetti Integrati Regionali (PIR) che, a differenza dei PIT, vengono promossi
dall’Amministrazione Regionale riferendosi ad ambiti territoriali o tematici di livello
regionale o subregionale.
29
Infine il Molise prevede due tipologie di PI: i Progetti Integrati Territoriali (PIT)
promossi da attori locali ed i Progetti Integrati, rappresentati da progetti complessi che
integrano diverse misure, senza specifico riferimento ad una circoscritta area territoriale
e che vengono promossi dalla Regione.
La tabella che segue indica che sui 120 PI approvati ben 116 sono rappresentati da PIT
evidenziando, al di là del grado di avanzamento della programmazione, un chiaro
orientamento da parte delle Autorità di gestione verso l’utilizzo della originaria
modalità prevista per la realizzazione della progettazione integrata.
Tab. 3.2
Regione
Numero di PI per tipologia
PISU - Progetto
PIT - Progetto
Integrato di
Integrato
Sviluppo Urbano
Territoriale
2
8
10
10
11
Campania
43
43
Molise
7
7
Puglia
9
9
Sardegna
13
13
26
27
116
120
PIS - Progetto
Integrato Strategico
Basilicata
Calabria
1
Sicilia
1
TOTALE
2
2
TOTALE
I 120 PI approvati prevedono la realizzazione nel complesso di 3.63612 interventi, in media 35
per progetto, anche se il valore medio non dà conto delle differenze regionali che, nel caso dei
PIT, oscilla da 13 a 53 interventi per
PIT13.
12
Il dato è provvisorio, in quanto per i PIT individuati dalla Regione Calabria e dalla Regione Puglia, non si dispone di informazioni
definitive sugli interventi approvati.
13
In appendice al testo è riportato l’elenco dei PI approvati.
30
Tab. 3.3
Regione
Numero di interventi per tipologia di PI
PIS - Progetto
Integrato
Strategico
PISU - Progetto
Integrato di
Sviluppo Urbano
PIT - Progetto
Integrato
Territoriale
TOTALE
59
420
479
220
317
1.286
1.286
Molise
207
207
Puglia
434
434
Sardegna
163
163
729
750
3.459
3.636
Basilicata
Calabria
97
Campania
Sicilia
21
TOTALE
118
59
Tab. 3.4
Regione
Numero medio di interventi per tipologia di PI
PIS - Progetto
Integrato
Strategico
PISU - Progetto
Integrato di
Sviluppo Urbano
PIT - Progetto
Integrato
Territoriale
TOTALE
30
53
41
22
60
Campania
Molise
30
30
30
30
Puglia
48
48
Sardegna
13
13
28
25
32
35
Basilicata
Calabria
97
Sicilia
21
TOTALE
59
30
3.3 Gli ambiti e le tipologie di intervento
Gli ambiti di intervento rilevati si articolano in nove macrotipologie (Tab. 3.5) anche se
la distribuzione dei PI evidenzia una loro polarizzazione su due tematiche, quella del
turismo e dell’ambiente, legata a fattori culturali, ambientali e rurali e quella dello
sviluppo locale ed industriale.
31
Tab. 3.5
AMBITO
REGIONE
Basilicata Calabria Campania
Grandi Attrattori Culturali
Molise
Puglia Sardegna
1
1
1
1
Rafforzamento Dell'Identità Territoriale
TOTALE
1
Miglioramento Della Qualità Ambientale
Progetto Natura
Sicilia
2
1
1
Riqualificazione Del Patrimonio Ambientale E
1
3
1
5
Sostenibilità Ambientale
1
1
Sviluppo Della Sostenibilità Ambientale
1
1
1
6
Culturale
Valorizzazione Del Patrimonio Ambientale E
4
Storico-Culturale
Valorizzazione Del Patrimonio Culturale
1
1
Connesso Alle Minoranze Linguistiche
Ambiente e Cultura
1
1
1
8
1
2
2
5
19
Distretto Industriale
8
8
Programmazione Socio Economica Di Area
1
1
Industria
9
9
Creazione Di Un Sistema Turistico Integrato
1
1
1
1
Itinerari Culturali
2
2
Creazione Di Un Sistema Turistico Integrato
1
1
Riqualificazione Del Patrimonio Ambientale E
Culturale
Parchi Naturali
1
1
Riqualificazione Del Tessuto Urbano
2
3
1
6
Riqualificazione del Tessuto Urbano
2
3
1
6
Creazione Di Un Sistema Turistico Integrato
1
1
E-Economy
1
1
Generazione Di Nuove Ipotesi Di Sviluppo
1
Sostenibili
Programmazione Socio Economica Di Area
1
1
Riqualificazione Del Tessuto Urbano
1
Sostenibilità Ambientale
1
1
Sviluppo Bio-Eco Sostenibile Dei Territori E
1
3
Dei Suoi Sistemi Umani
Sviluppo Del Sistema Turistico-Culturale
Sviluppo Dell'Economia Locale
1
1
4
3
13
1
1
1
4
4
Sviluppo Di Un Sistema Integrato Logistico-
1
1
Distributivo
Valorizzazione Delle Risorse Locali
1
Sviluppo Locale
2
2
5
32
7
2
1
1
1
1
6
7
3
5
31
Segue Tab. 3.5
AMBITO
Distretto Rurale Di Qualità
REGIONE
Basilicata Calabria Campania
Molise
1
Puglia Sardegna
1
1
Settore Agricolo
Riqualificazione Del Patrimonio Ambientale E
1
Culturale
1
1
1
1
1
Differenziazione Dell'Offerta Turistica
Innalzamento Della Qualità Del Sistema
Turistico
Innalzamento Della Qualità Dell'Offerta
1
Turistica
Progetto Natura
1
4
1
1
1
1
1
2
1
1
1
1
Sviluppo Del Sistema Turistico
Sviluppo Del Sistema Turistico Integrato E
Diffuso
Turismo Rurale E Culturale
1
3
4
4
1
5
1
Valorizzazione Del Patrimonio Ambientale E
1
1
Storico-Culturale
Valorizzazione Delle Risorse Locali
1
1
Valorizzazione Dell'Offerta Turistica
1
Turismo
1
2
Creazione Di Un Sistema Turistico Integrato
5
1
2
6
1
2
9
25
1
Differenziazione Dell'Offerta Turistica-
1
1
Ambientale
Grandi Attrattori Culturali
1
6
1
Riqualificazione Del Patrimonio Ambientale E
1
Culturale
Rivalutazione Patrimoniale Del Distretto
Sviluppo Del Sistema Turistico-Culturale
2
Turismo Rurale E Culturale
1
1
1
2
1
1
1
1
Tutela E Fruizione Del Territorio
Valorizzazione Del Patrimonio Ambientale E
4
1
3
1
1
1
Storico-Culturale
1
1
1
Turistico Rurale
Turismo E Agricoltura
2
6
Rafforzamento Dell'Identità Territoriale
TOTALE
4
1
Sostenibilità Ambientale
Turismo, Cultura, Ambiente
1
1
Sistemi A Vocazione Turistica
1
1
1
Creazione Di Un Sistema Turistico Integrato
TOTALE
2
Innovazione Dei Processi Produttivi Nel
Agricoltura e Ambiente Rurale
Sicilia
1
3
2
8
1
1
2
6
23
10
11
43
7
9
13
27
120
33
Analizzando le idee forza strategiche dei progetti14 nelle regioni in cui è maggiore la
loro numerosità, si evidenziano due diversi orientamenti:l’associazione dell’idea forza a
più generali condizioni di sviluppo del territorio, anche se lette secondo vocazioni
tematiche (Basilicata e Sardegna), o una più spinta convergenza tra l’idea forza e gli
interventi previsti nell’ambito del PI, come si constata nel caso della Campania e della
Sicilia.
L’individuazione degli obiettivi specifici da perseguire attraverso la singola
programmazione riflette l’impressione appena evidenziata, in particolare se questi
vengono messi in relazione all’idea forza15. Per cui i contesti nei quali si è in presenza
di una chiara e circoscritta finalizzazione strategica individuano una struttura di obiettivi
programmatici che forniscono indicazioni molto puntuali relativamente alla tipologia di
interventi da finanziare. Al contrario, e coerentemente alla funzione assegnata all’idea
forza, in altre realtà il fenomeno che emerge è quello di una estrema ampiezza degli
obiettivi specifici, che in alcuni casi riflette la struttura degli obiettivi posta nei più
generali documenti di programmazione regionale.
Entrando nel merito delle tipologie di intervento si osserva che questi si suddividono
equamente tra i progetti infrastrutturali e quelli rivolti a specifici settori produttivi (Tab.
3.6).
Tab. 3.6
Regione
Numero di interventi per settore di intervento
TOTALE
Settore
produttivo
Risorse
umane
Infrastrutture di
base
Varie
Basilicata
305
34
139
1
479
Calabria
17
18
114
7
156
Campania
47
164
367
1
579
Molise
164
29
14
207
2
2
163
Puglia
Sardegna
80
10
73
Sicilia
515
118
93
23
749
1.128
373
802
32
2.335
TOTALE
In particolare i settori produttivi interessati dagli interventi (Tab. 3.6.a) sono il turismo,
l’adeguamento e lo sviluppo delle zone rurali e le PMI e l’artigianato.
14
Riportate in appendice al testo.
15
Riportati in appendice al testo.
34
3
2
1
Pesca
98
TOTALE
42
13
29
24
4
Sicilia
33
14
Campania
Molise
1
1
Calabria
9
8
1
296
122
13
36
41
10
74
72
28
8
26
10
35
139
32
1
75
11
7
13
22
16
6
433
219
43
10
67
5
89
373
118
10
164
29
18
34
TOTALE
16
15
1
1.128
515
80
47
164
17
305
Aiuti alle Aiuti alle
Ricerca e TOTALE
grandi
PMI e Turismo
innovazione
imprese artigianato
Azioni
Integrazione Potenziamento Flessibilità
positive per
sociale
istruzione e fp forze di lavoro
le donne
Sardegna
21
Politiche per il
MdL
Numero di interventi per categoria Risorse Umane
290
50
TOTALE
31
118
3
28
30
118
Sicilia
22
6
24
4
18
Sviluppo
Agricoltura Silvicoltura zone
rurali
Numero di interventi per Categoria del Settore Produttivo
Sardegna
Campania
Molise
Calabria
Basilicata
Regione
Basilicata
Regione
Tab. 3.6b
Tab. 3.6a
La distribuzione degli interventi per Asse dei POR (Tab. 3.7) riflette quanto già rilevato a
livello generale circa le tematiche di intervento prevalenti, per cui si riscontra una forte
concentrazione, oltre che nell’Asse e II Risorse Culturali, negli IV Sistemi locali di
sviluppo e Assi I Risorse Naturali.
Tab. 3. 7
Regione
Numero di interventi per Asse
I
II
III
IV
V
Basilicata
39
76
34
269
59
Calabria
Campania
92
68
43
347
72
88
59
17
36
56
Molise
73
59
29
46
VI
VII
TOTALE
477
3
2
9
314
578
207
Puglia
3
3
Sardegna
10
19
10
81
41
2
163
Sicilia
172
201
106
191
46
32
748
TOTALE
454
745
339
663
238
42
9
2.490
Gli interventi destinati alle risorse umane sono 373, pari al 16% circa del campione
rilevato. E’ opportuno ricordare che non tutte le Regioni hanno previsto l’inserimento di
interventi relativi alle risorse umane direttamente nei progetti integrati. La Sicilia, ad
esempio, ha emanato un bando ad hoc destinato ai promotori dei progetti per la
realizzazione di interventi a supporto della qualificazione delle risorse umane.
Si tratta prevalentemente (Tab. 3.6.b) di attività formative16:
•
volte ai giovani per il loro inserimento professionale nei settori interessati dai PI
spesso finalizzata alla formazione di specifici profili professionali;
•
di formazione continua per la qualificazione degli occupati e per la creazione e
innovazione di impresa.
In maniera più residuale sono presenti interventi a sostegno dell’economia sociale e delle
politiche di genere.
3.4 Risorse finanziarie e impatto occupazionale atteso
Le risorse programmate che prevedono l’utilizzo dei fondi comunitari dai 120 PI
approvati ammontano a 3.796 milioni di euro, il peso dei PI sul totale delle risorse del
QCS Ob.1 è pari al 7,5%.
16
Riportate in appendice al testo
36
Il peso dei diversi fondi (Tab. 3.8.a) riflette ovviamente la concentrazione degli interventi
sia in termini di settori che di Assi ed è il seguente:
•
FESR 81,7%;
•
FEOGA 9,5%;
•
FSE 8,4%.
Tab. 3.8a
Regione
Risorse programmate fondi comunitari
FESR
FEOGA
FSE
TOTALE
SFOP
Basilicata
240.240.500
59.991.598
18.276.224
Calabria
244.684.699
47.569.605
30.220.880
1.285.720.112
45.817.208
10.564.881
94.294.969
6.068.470
1.380.015.081
62.450.559
Puglia
232.613.132
99.831.139
88.043.993
420.488.264
Sardegna
236.859.316
15.662.786
10.980.329
263.502.431
Sicilia
816.025.225
126.848.723
71.967.064
2.102.186 1.016.943.198
3.101.960.192
360.468.731
319.851.930
13.429.038 3.795.709.891
Campania
Molise
TOTALE
%
81,7
9,5
318.508.322
11.326.852
8,4
333.802.036
0,4
100,0
Il complesso delle risorse, sia pubbliche che private (Tab. 3.8.b), destinato alla
realizzazione dei PI é pari a 6.422 milioni di euro ad indicare l’avvenuta integrazione tra
programmi e finanziamenti diversi, tutti confluenti alla realizzazione dell’obiettivo
programmato.
Tab. 3.8b
Risorse programmate pubbliche
Regione
UE
Regione
stato
Altro
Totale risorse Privati
pubbliche
Basilicata
318.508.322
46.002.525
Calabria
333.802.036 103.127.930 518.903.990
90.834.627 1.046.668.583 179.271.160 1.225.939.743
Campania 1.380.015.081
Molise
62.450.559
Puglia
420.488.264
Sardegna
263.502.431
Sicilia
364.510.847
4.960.000
TOTALE
369.470.847
112.584.593 413.472.857 1.906.072.531 484.096.532 2.390.169.062
4.780.632
7.440.686 181.073.175
68.853.538
123.302.853
1.016.943.198
67.231.191
67.231.191
677.855.663 287.781.943
965.637.606
386.805.284
386.805.284
1.016.943.198
1.016.943.198
TOTALE 3.795.709.891 110.568.616 812.561.758 747.247.031 5.466.087.296 956.109.635 6.422.196.931
%
59,1
1,7
12,7
11,6
37
85,1
14,9
100,0
Tab. 3.9
Costo degli interventi per settore di intervento
Regione
Settore
produttivo
Risorse umane
Infrastrutture
di base
Varie
no settore
Basilicata
198.686.127
17.159.724
140.535.639
510.000
Calabria
18.677.050
6.622.000
65.018.000
1.000.000
317.418.518
72.418.447
752.908.288
323.000
56.525.913
6.068.470
4.748.129
Campania
Molise
Puglia
TOTALE
356.891.490
92.429.452
183.746.502
1.143.068.252
67.342.512
31.624.579
132.264.107
163.888.686
Sardegna
189.479.803
12.741.327
184.584.154
Sicilia
766.807.217
71.684.673
142.523.172
34.060.064
1.015.075.126
186.694.641 1.321.941.961
35.893.064
224.693.560 3.316.817.854
TOTALE 1.547.594.629
386.805.284
Tab. 3.9b
Regione
Costo degli interventi per asse (costo intervento) 17
I
II
III
IV
V
VI
Basilicata
21.367.489
85.109.240
17.159.724
161.822.218
71.432.820
Calabria
65.709.679
19.054.843
24.276.038
52.676.288
18.635.048
1.767.371
Campania
77.328.941
714.309.626
41.609.996
30.027.000
277.492.690
2.000.000
Molise
18.847.312
18.252.175
6.068.470
24.174.555
26.372.443
40.217.963
14.093.425
187.735.999
no asse
TOTALE
356.891.490
1.141.188
486.047
183.746.502
300.000 1.143.068.252
67.342.512
Puglia
Sardegna
VII
53.189.158
112.444.941
5.940.513
110.699.528
163.888.686
386.805.284
Sicilia
198.513.834
236.662.483
76.099.756
403.718.028
83.930.098
15.582.824
568.103 1.015.075.126
TOTALE
408.139.699
1.113.606.329
179.307.408
860.154.088
563.935.597
78.479.866
1.141.188 112.053.678 3.316.817.854
Il costo degli interventi per settore ricalca la distribuzione degli interventi tra i diversi
settori già rilevata nella Tab. 3.6, segnalando un costo medio degli interventi in
infrastrutture superiore a quello rilevato per gli interventi del settore produttivo.
L’impatto occupazionale stimato è complessivamente pari a 5.119 nuovi addetti. Si
sottolinea che questo risultato è prodotto sostanzialmente (4.000 addetti) da un intervento
di un PIT della Regione Sardegna finalizzato alle infrastrutturazione del polo telematico
della città di Cagliari., infatti in diverse regioni l’impatto occupazionale non è rilevabile.
17
Il totale delle tab. 3.9a e 3.9b non coincide in quanto non si dispone delle informazioni relative al settore
e all’asse di riferimento per alcuni degli interventi censiti
38
3.5 I modelli di selezione
La definizione delle procedure di selezione è sicuramente una delle variabili chiave per la
lettura della programmazione integrata in quanto da queste derivano sia l’architettura
complessiva del modello di intervento (caratteristiche del partenariato, ambiti territoriali,
tematiche di progetto, ecc.), sia il peso dei processi di concertazione nel determinare il
valore aggiunto di un progetto integrato rispetto all’ordinaria modalità di intervento.
A un primo sguardo c’è una diversità netta dei modelli di selezione dei PI. Da una parte
Sicilia, Sardegna e Molise hanno scelto procedure di evidenza pubblica, dall’altra
Campania, Calabria, Puglia e Basilicata si caratterizzano per un’attività di
concertazione e negoziazione che conduce all’approvazione definitiva dei PI.
Tab.3.10
Numero di PI per procedura, per tipologia di PI
Regioni
PIS - Progetto
Integrato Strategico
PISU - Progetto
Integrato di
Sviluppo Urbano
PIT - Progetto
Integrato
Territoriale
TOTALE
a bando negoziale a bando negoziale a bando negoziale a bando negoziale TOTALE
Basilicata
Calabria
2
8
1
10
10
10
1
10
11
Campania
1
42
1
42
43
Molise
2
5
2
5
7
9
9
Puglia
9
Sardegna
Sicilia
1
TOTALE
2
13
26
2
42
13
27
74
44
13
27
76
Tuttavia, un’analisi più attenta dei casi regionali evidenzia, almeno nella prassi fin qui
registrata, che la scelta tra i due modelli di selezione è stata comunque accompagnata da
ampi processi di concertazione e strutturate procedure di selezione in capo al soggetto
regionale.
Nel primo caso (selezione a bando) le regioni hanno posto in essere, all’interno delle loro
funzioni di regia, attività di concertazione volte a determinare una delimitazione
preliminare degli ambiti territoriali, dei settori d’intervento e, in alcuni casi, dei soggetti
ammissibili alla presentazione dei progetti.
Nel secondo caso, dove la scelta della selezione negoziale attribuisce per definizione un
ruolo centrale al partenariato, è stata invece rilevata la centralità della funzione
decisionale delle amministrazioni regionali attraverso l’implementazione di sistemi di
39
120
valutazione strutturati, fortemente selettivi e orientati al miglioramento della qualità
progettuale per il conseguimento degli obiettivi prefissati.
Analizzando alcuni casi significativi si osserva, infatti, che:
#
all’interno di schemi che adottano procedure concorsuali, il momento negoziale e
dell’accompagnamento è stato molto forte in Sicilia dove l’Amministrazione regionale
ha promosso una lunga fase preliminare di concertazione/orientamento nei territori
provinciali, a cui è seguita un’attività di assistenza/accompagnamento18, diretta a
migliorare la qualità della progettazione, una selezione preliminare per l’accertamento
dei requisiti di ammissibilità, fino a giungere alla selezione definitiva dei 27 PIT inseriti
nelle graduatorie provinciali.
#
Inoltre, la Regione Sicilia, ha avviato tra le proposte non approvate un nuovo
strumento (il PIR), che si caratterizza come asse portante della politica regionale per lo
sviluppo locale e dove la titolarità o regia regionale è maggiormente garantita che nei
PIT;
#
un altro esempio di come i modelli a bando sono stati basati su un forte ricorso alla
negoziazione è quello della Sardegna dove il Gruppo Regionale di coordinamento
(GRC) è intervenuto attraverso la valutazione dei progetti, ex ante e in itinere, ed ha
indirizzato le funzioni di assistenza tecnica al supporto progettuale, con ciò influenzando
in modo determinante le strutture programmatiche proposte nei PI presentati;
#
sul versante del modello negoziale, non abbiamo casi di modelli concertativi puri
vista la determinante attività di valutazione da parte delle strutture regionali e la
possibilità per l’ADG di non ammettere a finanziamento le proposte di progetto
presentate. In Calabria, ad esempio, il modello prevede una valutazione preliminare del
Nucleo di valutazione (attraverso un’interazione con i soggetti proponenti) al fine di
integrare o modificare i quadri generali dei PIT proposti, a cui segue una seconda fase
che valuta le integrazioni intervenute per la formale approvazione del quadro generale di
ciascun PIT e del dettaglio delle operazioni.
3.6 I modelli di governo e di gestione
L’analisi dei modelli regionali ha messo in luce come nelle diverse realtà la progettazione
integrata abbia assunto la duplice valenza di modalità di attuazione del POR e di veicolo
di innovazione del sistema amministrativo-istituzionale, secondo i principi della
sussidiarietà e della programmazione concertata.
La compresenza di questi obiettivi, non contrastanti tra loro, fa emergere un’apparente
dicotomia rintracciabile, da un lato, nell’accentuazione della funzione del livello
regionale (come si è visto in entrambe le tipologie di selezione adottate dalle Regioni) e,
dall’altro, nella concomitante rilevanza che sta assumendo il ruolo delle autonomie locali.
18
La Regione Sicilia ha emesso, infatti, un particolare avviso pubblico per l’affidamento del servizio di accompagnamento
nell’attività di redazione dei PIT.
40
Questo fenomeno è in parte da ricondursi all’ampiezza dei territori coinvolti e alle
dimensioni finanziarie programmate (che in alcuni casi arrivano al 40% delle risorse del
POR) e, dunque, al potenziale impatto che questo tipo di programmazione può
determinare sui livelli di efficienza ed efficacia mostrati dai singoli POR. L’analisi
condotta mette però chiaramente in evidenza una specificità e fisionomia propria dei
modelli di governo della programmazione integrata che colloca le funzioni di governance
centrali nella programmazione e valutazione e individua la rilevanza del livello locale
nell’attuazione degli interventi.
3.7 Il ruolo regionale
Nel contesto di questo quadro generale si osserva che i modelli regionali si differenziano
tra loro per quanto riguarda il sistema di relazioni tra le funzioni regionali di indirizzo,
coordinamento e valutazione dei processi e la progettualità dei sistemi locali. Vediamo
come.
In Basilicata è prevista una struttura apposita e unitaria per la gestione dei PIT.
La Regione svolge un ruolo determinante, non solo di regia e indirizzo ma anche di
accompagnamento e gestione. Infatti, con la delibera 1364/2001 che definisce i
meccanismi procedurali del modello, la Regione ha scelto di mantenere un profilo “alto”
evitando un modello in cui i compiti dell’Amministrazione si limitassero all’erogazione
delle risorse finanziarie e al coordinamento della progettualità locale.
L’elemento principale di questa soluzione gestionale è che l’amministrazione centrale
deve innanzitutto garantire funzioni di coordinamento e di indirizzo mediante il Comitato
di Pilotaggio e la Struttura di Sorveglianza. Il primo organismo è l’organo di
rappresentanza istituzionale per la regia della progettazione integrata. La struttura di
sorveglianza è invece l’organismo di validazione dei PIT.
Esiste in Basilicata il Responsabile di collegamento PIT/POR che, individuato fra i
dirigenti regionali responsabili di misura, ha il ruolo di coordinamento e collegamento fra
la modalità di attuazione integrata e quella ordinaria per ciascuna area di programma.
In Calabria si è già in presenza di due diverse fasi del modello di governo della
programmazione integrata, con il passaggio da una prima, ispirata al “protagonismo
locale” mediante forme diffuse di concertazione ad una seconda che vede la
riaffermazione del ruolo dell’amministrazione centrale a seguito della difficoltà
riscontrata nella progettualità locale delle aree più deboli.
La prima versione delle Linee guida regionali concepisce i PIT come veri e propri
progetti di sviluppo territoriali di una vasta area, centrati sulla programmazione dal basso
e orientati a sostenere la razionalizzazione, la crescita e l’implementazione dei sistemi
locali di sviluppo in Calabria. La particolarità della Calabria è, quindi, che i PIT
vengono utilizzati non soltanto come strumenti operativi di razionalizzazione della spesa,
41
a partire dai principi di territorialità e integrazione enunciati nel QCS, ma anche come
veicoli di una più ampia ridefinizione del campo delle politiche di sostegno allo sviluppo
locale.
Il modello regionale, come definito dalle Nuove Linee Guida del marzo 2002, si
sviluppa prevedendo due livelli, uno di governo e un secondo di gestione: il primo è
centrale e consente “il coordinamento ed il controllo delle attività dei PIT nel contesto
delle scelte programmatiche e normative”. Il secondo livello è locale, coincide con i
confini dell’area PIT e “consente lo sviluppo delle attività di programmazione e spese dei
fondi a finanziamento e cofinanziamento di investimenti pubblici e privati”.
L’operatività del nodo centrale di governo del processo è rappresentata dall’Unità
Centrale di Coordinamento (UCC) dei PIT che coordina e verifica la coerenza fra le
modalità di attuazione integrata e la modalità di attuazione del POR.
Al posto dei referenti regionali per i singoli PIT, la Regione Calabria ha istituito l’Unità
dei referenti PIT composta da 11 esperti con il compito di assistere i soggetti facenti
parte dei PIT e relazionare sullo stato di avanzamento.
La Puglia, è caratterizzata da un modello “incompleto” in quanto è poco sviluppata
l’interazione fra le funzioni di regia regionale e le opportunità che emergono dai territori.
Il ruolo guida è, comunque, dell’amministrazione regionale attraverso la nomina di un
proprio soggetto interno, responsabile del coordinamento di tutte le attività delle misure
coinvolte dal PIT al fine di garantire unicità di azione e di intervento per le competenze
che restano in capo alla Regione.
Dopo l’approvazione dell’accordo di Programma, la Regione rientra nel processo di
attuazione attraverso l’istituzione di un Collegio di vigilanza e controllo, dotato anche di
poteri sostitutivi, presieduto dal Presidente della Giunta Regionale e composto dai
rappresentanti dei soggetti partecipanti all’accordo, che presiede al corretto andamento
dell’accordo.
Anche in Sardegna il ruolo guida della Regione è risultata una scelta obbligata a fronte
di una limitata mobilitazione locale riscontrata nella fase iniziale di programmazione.
Con la predisposizione di nuove Linee Guida si registra, infatti, un’inversione di rotta
rispetto a quella iniziale ed un allineamento ad un modello a forte connotazione regionale
che vede la nomina di un coordinatore regionale per ogni progetto in affiancamento al
responsabile di livello locale.
La struttura organizzativa regionale si compone anche del Gruppo Tecnico Regionale di
Coordinamento (GRC) che coordina l’assistenza tecnica fornita dalla Regione ai soggetti
proponenti assieme al coordinatore regionale del PIT.
Caso analogo è il Molise dove, nonostante la procedura concorsuale, esiste un comitato
di coordinamento presieduto dal Presidente della Giunta regionale e composto, tra l’altro,
dai rappresentanti del partenariato locale.
42
In Sicilia il modello presenta caratteri di originalità; l’Amministrazione regionale ha
funzioni di indirizzo e assistenza e le Province, come nel caso della Sardegna, hanno
avuto un ruolo di grande rilievo nel processo di identificazione dei PIT in quanto soggetti
istituzionali di riferimento sul territorio per il coordinamento del partenariato e della
concertazione e, a livello territoriale, come ambiti di riferimento per la progettazione dei
PIT.
La Campania può essere definita come portatrice di un modello “contaminato” in quanto
sono stati identificate due famiglie di progetti: una parte di iniziativa regionale
(strettamente correlata ai programmi del POR), un’altra promossa da altri enti o attori e
sviluppata mediante forme di concertazione. Il soggetto responsabile è l’Assessorato
competente nel primo caso, un ente capofila nel secondo.
In generale, quindi, il modello prescelto si caratterizza per una forte regia regionale che
presenta però procedure di identificazione dei PI differenziate dove un ampio spazio è
lasciato alle molteplici forme di partecipazione e di attivismo locale.
43
4) Organo di gestione
3) Organo di coordinamento
2) Organo di controllo
istituzionale
1) Organo di rappresentanza
IL RUOLO REGIONALE
Regionale)
-
44
- Coord. Regionale progetto (Sardegna)
- Unità referenti PIT (Calabria)
- Resp. Collegamento PIT/POR (Bas.)
-Province (Sicilia)
-Resp. di coord. (Puglia),
- UCC (Calabria), Comitato di coord. (Molise), GTRC (Sardegna)
- Collegio di vigilanza e controllo (Puglia)
- Struttura di sorveglianza (Basilicata)
- Comitato di Pilotaggio (Basilicata)
Assessorato (Campania - progetti di iniz.
-
- Amm.zione e regionale (Sicilia, Puglia)
I MODELLI DI GOVERNO E DI GESTIONE
3.8
Il ruolo locale
In merito al ruolo locale si può evidenziare in quasi tutti gli ambiti regionali esperienze
specifiche e talvolta innovative dell’organizzazione amministrativa che presiede alla
realizzazione dei PI.
In Puglia, con le modifiche al CdP (febbraio 2003), è stato introdotto un rafforzamento
istituzionale del livello locale attraverso l’Accordo tra le Amministrazioni il quale
diventa lo strumento principale di attuazione dei PIT e l’Ufficio Unico comune come
centro unificato di spesa e di gestione locale.
In Basilicata se, come si è visto, il ruolo regionale è robusto, deve essere anche capace,
nell’intenzione degli amministratori locali, di innescare rapporti tra centro e periferia in
grado di radicarsi significativamente nel territorio. Un esempio è la Partnership Locale
Istituzionale (PLI) con la quale la Regione ha lasciato liberi i contesti locali di costruire
le proprie ipotesi di sviluppo e le proprie modalità di azione. La PLI è infatti costituita
dalle Amministrazioni Pubbliche territoriali ricadenti all’interno delle singole aree
oggetto di progettazione integrata e ha la funzione di sovrintendere all’intero processo
di concertazione da sviluppare sul territorio, in particolare approvando la proposta di
PIT da candidare a finanziamento e valutando la proposta di accordo di programma da
sottoscrivere con la Regione. Il soggetto responsabile è il legale rappresentante della
PLI ed è quindi il firmatario degli accordi che si andranno a stipulare (Accordo
normativo e Accordo di programma). Tale soggetto deve, inoltre, attivare al suo interno
l’Unità di coordinamento e gestione (UCG) che si configura quale “ufficio comune” fra
gli enti locali aderenti al PIT il cui titolare è il Project manager.
In Calabria il modello prevede un doppio livello di gestione dal punto di vista
amministrativo: la conferenza dei Sindaci come tavolo politico di mediazione tra gli
interessi territoriali, e il Comitato di Gestione PIT con un ruolo esecutivo e gestionale.
Esiste quindi una bipartizione tra un organo politico e una struttura di gestione al fine di
rispondere ad esigenze di chiarezza e divisione delle responsabilità. Il modello locale
prevede anche le Consulte economico-sociali con una funzione partenariale e una vasta
partecipazione di associazioni di varia natura.
La struttura di gestione a livello locale risulta così articolata nelle tre funzioni
caratteristiche:
•
la funzione politica (i Comitati di gestione e le Conferenze dei Sindaci);
•
la funzione tecnica (i Responsabili unici di progetto e le Unità tecniche di
gestione);
•
la funzione partenariale e di concertazione (la Consulta economico-sociale a
livello locale).
In Sardegna il soggetto responsabile del PIT (nominato con protocollo d’intesa di
ciascun PIT) rappresenta l’unico referente locale nei confronti della Regione e
45
sottoscrive l’Accordo di programma in rappresentanza di tutti i firmatari del Protocollo
d’Intesa.
In merito ad aspetti spiccatamente gestionali è interessante sottolineare che le
Amministrazioni comunali partecipanti a Progetti Integrati, a causa dell’esigenza di
organizzare rapidamente i centri di gestione dei progetti, hanno avviato esperienze di
realizzazione di Uffici Comuni o Unici19, come nel caso della Sicilia e della Basilicata.
19
Sono, in realtà gli Sportelli Unici previsti dal D. Lgs. N.112 del 31/3/1998 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi
dello Stato alle Regioni e agli Enti locali…” che, all’interno dell’autonomia organizzativa e finanziaria conferita ai Comuni,
erano stato creati con compiti, tra i vari affidati, di assistenza nella raccolta e diffusione delle informazioni concernenti
l’insediamento e lo svolgimento di attività produttive nel territorio regionali. Era altresì previsto che laddove fossero stipulati
patti territoriali o contratti d’area, l’accordo tra gli enti coinvolti potesse prevedere che la gestione dello sportello unico venisse
attribuita al soggetto pubblico responsabile del patto o del contratto.
46
3) Partenariato
tecnico/operativa
2) Organo di gestione
1) Organo politico/istituzionale
IL RUOLO LOCALE
Resp. Unico e unità tecniche di gestione
47
- Consulte economico-sociali (Calabria)
- Partership concertativa Locale (Basilicata)
-
- Unità di coord. E gestione (Basilicata)
- Ufficio Unico Comune (Puglia, Sicilia, Basilicata)
- Soggetto Responsabile (Sardegna)
- PLI --> Soggetto responsabile(Basilicata)
- Conferenza dei Sindaci (Calabria)
- Accordo tra Amministrazioni (Puglia)
I MODELLI DI GOVERNO E DI GESTIONE
3.9 Il ruolo del partenariato
Nell’esperienza della programmazione integrata il partenariato, per quanto comprenda
una significativa gamma di soggetti, è individuato prioritariamente nei soggetti
istituzionali locali. In altri termini la governance locale è organizzata e promossa nelle
sue funzioni, sempre dal soggetto pubblico istituzionale. Come si osserva dalle tabelle
che seguono, la rilevanza del partner pubblico è data da due evidenze che emergono
dall’analisi svolta:
•
Il soggetto proponente del PI è sempre, laddove rilevabile, un soggetto pubblico
in prevalenza si tratta di Comuni, talvolta di Province o di partnership locali
istituzionali (Patti Territoriali, GAL, Contratti d’Area,ecc.) ed in altri casi, meno
frequenti, di istituzioni sovracomunali quali ad esempio Consorzi o Comunità
Montane. Una diversa configurazione si riscontra nel caso della Campania dove il
soggetto proponente è anche rappresentato dalla Regione;
•
La presenza di soggetti privati tra i partner si individua in meno della metà dei PI
(57) e risulta concentrata quasi esclusivamente nei PIT, in particolare in quelli
della Sicilia.
La presenza dei privati, da intendersi come soggetti rappresentanti delle categorie
economiche e sociali del territorio, è comunque numericamente rilevante all’interno del
partenariato anche se questo risultato presenta una forte caratterizzazione geografica
essendo riconducibile prevalentemente al comportamento dei progetti delle Regioni
Sicilia e Calabria.
Tab. 3.11
Numero di PI con presenza di privati, per tipologia di PI
PISU Progetto
Integrato di
Sviluppo
Urbano
PIT - Progetto
Integrato
Territoriale
TOTALE
% sul totale
1
1
2
20,0
Calabria
Campania
10
4
10
4
90,9
9,3
Molise
7
7
100,0
Puglia
1
1
11,1
Sardegna
6
6
46,2
26
27
100,0
55
57
47,5
Regione
PIS - Progetto
Integrato
Strategico
Basilicata
Sicilia
1
TOTALE
1
1
48
Tab. 12
Numero di soggetti pubblici e privati, per tipologia di PI
Regione
PIS - Progetto
Integrato Strategico
PISU - Progetto
Integrato di
Sviluppo Urbano
PIT - Progetto
Integrato
Territoriale
TOTALE
Privato Pubblico Privato Pubblico Privato Pubblico Privato Pubblico Totale
Basilicata
Calabria
1
59
147
144
111
60
147
147
111
207
258
Campania
19
332
19
332
351
Molise
96
173
96
173
269
Puglia
24
152
24
152
176
Sardegna
8
111
8
111
119
503
78
517
84
601
856
1.101
871
1.110
1.981
Sicilia
14
6
TOTALE
14
6
1
3
3
La composizione del partenariato privato include una gamma molto ampia di soggetti,
la cui presenza sembra essere più condizionata dalle caratteristiche dell’economia locale
che non dal contenuto specifico dell’ambito di intervento e dell’idea/forza del progetto,
sottolineando in questo modo la valenza di “fattore di successo” assegnata al consenso
degli attori locali. Tra le tipologie di soggetti privati si individuano infatti numerose
associazioni di categoria, istituti di credito, università e centri di ricerca, imprenditori e
consorzi industriali, associazioni culturali, religiose e sociali.
In generale va sottolineata la rilevanza del partenariato anche nella fase di gestione del
PI che si concretizza nella formalizzazione di sedi di confronto permanenti per il
coordinamento e l’indirizzo nella fase attuativa degli interventi. Non mancano esempi in
cui al partenariato viene affidato il ruolo di ulteriore specificazione delle strategie di
intervento per il raggiungimento degli obiettivi del PI e di integrazione con altre
iniziative, anche di programmazione negoziata, presenti nel territorio.
3.10
I modelli di territorializzazione
L’identificazione delle aree territoriali investe, principalmente, la fase di
programmazione regionale, o più precisamente, il processo partenariale che
accompagna la stesura dei POR e dei CdP, assumendo in alcuni casi quale riferimento
programmatico i sistemi territoriali identificati nel Piano di Sviluppo Regionale
(Basilicata, Molise e Puglia20); la definizione degli ambiti territoriali viene anche
definita dal POR, ma in linea di massima, rimandando a Protocolli quadri o Intese per le
20
Nel caso della regione Puglia, il POR ha definito ambiti territoriali di sperimentazione rimandando al CdP, a seguito
dell’attività di partenariato istituzionale, per l’implementazione e la formalizzazione delle zone.
49
formali specificazioni (Campania). In altri casi si è direttamente passati ad una formale
zonizzazione con delibera di Giunta Regionale a seguito di studi e ricerche nelle quali
sono state fortemente coinvolte le Università (Calabria) o attraverso un processo di
concertazione coordinato dalle Province che ha portato ad un documento formale in
sede di Comitato di Sorveglianza (Sardegna).
Ecco, nel dettaglio, le scelte programmatorie regionali.
In Basilicata la programmazione regionale ha individuato tre tipologie di sistemi
territoriali:
#
Aree a sviluppo sostanzialmente autosostenuto;
#
Aree a elevata potenzialità;
#
Aree emarginate dalle dinamiche economiche in atto.
A partire da tali tipologie di sistemi territoriali la Regione ha delineato ambiti territoriali
omogenei, all’interno dei quali ha assunto l’obiettivo di favorire il rafforzamento di
complementarietà produttive e che in seguito al confronto partenariale, delle Province e
dei livelli istituzionali sub provinciali (Comunità Montane e Comuni) ha definito 8 aree
di attuazione della progettazione integrata.
In Calabria l’Amministrazione regionale ha proposto una zonizzazione in 23 aree PIT
con dimensione subprovinciale.
All’interno delle singole province sono state infatti individuate:
#
aree urbane che presentano forti collegamenti con le città;
#
articolazioni territoriali istituzionali (comunità montane, associazioni di comuni,
ASL, distretti scolastici);
#
aggregazioni territoriali utilizzate per l’avvio di altre iniziative locali di sviluppo
(GAL, Contratti d’area);
#
aggregazioni territoriali costituite da comunità locali omogenei dal punto di vista
socio economico e con forti identità culturali (area grecanica, paesi albanesi).
La Campania ha adottato un modello di territorializzazione molto diverso dalle altre
regioni: Il POR ha infatti identificato due tipi di PI tra i quali i progetti che integrano in
filiera attività di un unico comparto o di un unico tema rendendo così possibile che un
comune partecipi anche a più PIT. I 51 PIT sui riferiscono territorialmente infatti a:
#
Parchi Regionali
#
Grandi Attrattori Culturali,
#
Itinerari Turistici Regionali
#
Portualità Turistica
#
Sistemi Turistici
#
Distretti Industriali
#
Sistemi Industriali
#
Poli e Filiere
#
Città Capoluogo
50
In Sardegna l’identificazione degli ambiti territoriali e tematici dei PI è scaturita dal
processo di concertazione coordinato dalle quattro province che ha condotto
all’identificazione di 19 aree territoriali identificate nel CdP. Ma le nuove linee guida
per la selezione 2002 hanno prodotto un passaggio di trasferimento in quanto hanno
demandato l’identificazione degli ambiti territoriali e tematici ai soggetti promotori al
momento della presentazione della proposta, e ai Comuni è data la possibilità di
rivedere, in sede di partenariato istituzionale, la propria appartenenza ad un’area.
La regione ha pubblicato un bando “sperimentale” che, riprendendo le indicazioni
specifiche del CdP, ha esplicitato per ciascuna area territoriale:
• il tema che dovrà orientare l’idea forza,
• l’elenco dei comuni appartenenti all’area territoriale
• le priorità strategiche
In Sicilia, non sono state individuate preventivamente aree territoriali da ammettere alla
presentazione dei PIT, ma, in ragione della rilevanza del ruolo delle Province nella
costruzione dei PIT, è stato scelto un processo di aggregazione tra le Province intorno a
obiettivi di sviluppo condivisi. Per esempio il bando ha previsto che ciascun PIT
dovesse essere proposto da almeno due Enti locali territoriali siti in uno stesso territorio
provinciale (ad eccezione dei Comuni di Palermo, Catania e Messina). Altra
particolarità. Potevano essere promossi, per motivate ragioni di omogeneità socioterritoriale, PIT che comprendevano territori comunali siti in più province contigue.
Infine, il Molise, prendendo come riferimento il PSR, ha identificato quattro sistemi
territoriali:
#
sistema di Isernia Venafro
#
sistema dell’Alto Molise
#
sistema del Molise centrale
#
sistema del Basso Molise
Le scelte programmatorie regionali si riflettono ovviamente anche sui dati relativi
all’attuazione che fanno emergere un quadro molto differenziato tra le regioni, dato
tuttavia condizionato da una non uniforme disponibilità di informazioni e da una non
completa programmazione attuativa.
Nonostante la parzialità dell’informazione si possono sottolineare alcuni elementi
significativi:
• un grado di copertura totale, o comunque molto elevato, del territorio regionale
nel caso della Basilicata, Molise, Puglia e Sicilia;
• valori di copertura dei diversi universi di riferimento (Comuni, superficie e
popolazione) che risultano significativi nel caso della superficie regionale
coperta (68%) e della popolazione residente (86%);
51
•
di norma l’appartenenza del singolo Comune ad un solo PI. Questo aspetto
può essere positivamente sottolineato come conferma di una modalità
programmatoria fortemente mirata ed aderente alle specificità territoriali e
dell’idea forza progettuale.
Tab. 3.13
Comuni di localizzazione dei PI (*)
Regione
N°
comuni
Superficie
Pop.
Comuni per Regione
N°
comuni
Superficie
N°
comuni
131
9.994
595.727
131
Calabria
185
7.198
1.169.247
409
15.079 1.993.274
45,23
47,74 58,66
Campania
325
9.123
5.770.380
551
13.589 5.652.492
58,98
67,13 102,09
Molise
170
5.563
359.106
136
316.548 125,00
125,37 113,44
Puglia
232
14.976
3.660.426
258
19.364 3.983.487
89,92
77,34 91,89
91
7.356
837.781
377
24.084 1.599.511
24,14
30,54 52,38
331
21.632
3.880.642
390
25.696 4.866.202
84,87
84,18 79,75
1.465
75.842
16.273.309
2.252
112.245 19.007.241
65,05
67,57 85,62
Sicilia
TOTALE
4.437
(*) I Comuni sono contati più volte se compaiono in più PI.
52
595.727 100,00
Superficie Pop.
Basilicata
Sardegna
9.994
Pop.
%
100,00 100,00
Sicilia
Molise
Campania
Puglia
Sardegna
Calabria
Basilicata
I MODELLI DI:
4 sistemi territoriali (sistema di
53
Aggregazione tra le Province
Molise)
Isernia Venafro, Alto Molise, Molise centrale, Basso
Identificazioni di
•Definizione di ambiti tematici (non settoriali)
Definizione di 10 aree territoriali
territoriali demandata ai soggetti promotori
Linee guida 2002: definizione ambiti
Cdp: definizione di 19 aree territoriali
23 aree PIT con dimensione subprovinciale.
Suddivisione territorio in 8 aree
TERRITORIALIZZAZIONE
A BANDO
A BANDO
NEGOZIALE
NEGOZIALE
A BANDO
NEGOZIALE
NEGOZIALE
54
MONOGRAFIE REGIONALI
55
PREMESSA
Di seguito sono approfonditi, per ciascuna regione, gli aspetti di programmazione e di
attuazione implementati nel territorio, al fine di avviare i Progetti Integrati.
Si è proceduto alla ricostruzione del quadro normativo di riferimento, per evidenziare la
strategia che la regione ha inteso intraprendere nell’attivazione dei P.I. .
Tale rilevazione si conclude con lo stato dell’arte rispetto alla data di pubblicazione.
A conclusione di ogni singola monografia regionale sono allegate delle schede sinottiche
elaborate sullo standard della Tabella 1, che hanno l’obiettivo di esplicitare con maggiore
chiarezza, rispetto a ciascuna fase e sottofase prevista, i relativi documenti programmatici e
attuativi. Ove disponibile è stato fornito l’indirizzo Internet presso il quale tale documentazione
è reperibile.
56
Regione Basilicata
1.
Inquadramento generale
Il modello regionale di programmazione attuativa dei Progetti Integrati in Basilicata si
caratterizza per l’utilizzo di una procedura negoziale, attuata in diverse fasi e definita dai
seguenti documenti:
Strategia regionale
• Programma Operativo Regionale Basilicata 2000-2006 - Approvato con Decisione della
Commissione Europea n.2372 del 22 agosto 2000;
• Complemento di Programmazione del POR Basilicata 200-2006 - Deliberazione del
Consiglio Regionale n.157 del 13 marzo 2001;
Formalizzazione/implementazione delle indicazioni dei POR e CdP
• D.G.R. n.1364 del 19 giugno 2001- Attivazione dei Progetti Integrati Territoriali;
Le Linee Guida regionali
• Linee Guida per la gestione del PIT - Regione Basilicata in collaborazione con il Formez;
• Linee Guida sul partenariato - Costruire i PIT partendo dai territori: criteri e metodi della
concertazione e del partenariato - Documento della Regione Basilicata in collaborazione con il
Formez
Definizione delle modalità procedurali del singolo PI
• Accordi normativi sottoscritti tra la regione Basilicata e i Soggetti Responsabili;
Lo stato attuale della programmazione attuativa
Accordi di programma sottoscritti tra la regione Basilicata e i Soggetti Responsabili.
2. La strategia regionale
Il POR Basilicata si limita a definire la progettazione integrata come “un ulteriore opportunità
per perseguire finalità di riequilibrio spaziale e economico” e stabilisce, coerentemente alle
Linee guida per la predisposizione dei Complementi di Programmazione (CdP) i diversi temi
che il CdP dovrà definire.
Per quanto riguarda le modalità di gestione, il POR, riprendendo le disposizioni del QCS, dà
mandato alla Regione di “provvedere a nominare con apposito atto formale il proprio soggetto
interno responsabile del coordinamento di tutte le attività tra i vari responsabili di Misura del
57
POR” interessati dal progetto integrato al fine di garantire unicità di azione e intervento per le
competenze che restano in capo all’Amministrazione tra cui anche la valutazione ex-ante e in
itinere del progetto integrato”.
Il Complemento di Programmazione delinea diversi aspetti della strategia regionale di
progettazione integrata indicando:
gli Assi/misure/azioni riferibili ai PIT (vedi tabella 2)
i seguenti ambiti territoriali all’interno dei quali favorire il rafforzamento (o la nascita)
di complementarità produttive, e soprattutto della coesione economica e sociale: Vulture-Alto
Bradano, Potentino, Val d’Agri - Sauro, Lagonegrese-Senisese-Pollino, Materano, Metapontino.
All’interno di tali ambiti territoriali il POR ha definito le seguenti aree dove sono presenti le
condizioni minime per l’attuazione del PIT:
5 aree nella provincia di Potenza:
Comunità montane Lagonegrese, Sinni e Val Sarmento;
Comunità montane Medio Agri ed Alto Agri, più i comuni di Corleto Perticara e
Guardia Perticara (CM Camastra – Alto Sauro);
Comunità montane Marmo Platano e Melandro;
Comunità montane Vulture ed Alto Bradano, più i comuni di Lavello e Montemilone;
Comunità montana Alto Basento, più i comuni di Anzi, Laurenzana, Calvello, Abriola
(CM Camastra – Alto Sauro).
3 aree nella provincia di Matera:
Area 1: Bernalda, Pisticci, Montalbano J., Scanzano J., Policoro, Tursi, Colobraro,
Rotondella, Nova Siri, Valsinni, S. Giorgio L.;
Area 2: Tricarico, Accettura, Aliano, Calciano, Cirigliano, Craco, Ferrandina,
Garaguso, Gorgoglione, Oliveto L., Salandra, S. Mauro Forte, Stigliano;
Area 3: Montescaglioso, Grassano, Grottole, Irsina, Miglionico, Pomarico.
In merito alla modalità di attuazione, il CdP dopo aver stabilito che nei territori oggetto di
applicazione del PIT le misure POR attivabili mediante questo strumento d’intervento sono
applicate, esclusivamente attraverso questa forma che, di conseguenza, non potrà trovare
applicazione in uno stesso territorio una doppia forma di gestione per una stessa misura,
stabilisce che l’attuazione delle misure di riferimento dei PIT, verrà gestita:
a livello regionale relativamente ai regimi di aiuto ed alle attività formative, applicando
le indicazioni definite a livello territoriale circa la quantificazione delle risorse e i criteri di
selezione delle operazioni;
a livello locale mediante una forma negoziata sul territorio per le operazioni a carattere
infrastrutturale. Questa forma di attuazione, che mantiene sulla Regione la gran parte delle
responsabilità gestionali ed attuative, potrà essere superata con l’attuazione diretta da parte del
soggetto promotore laddove vi sia una comprovata efficienza gestionale, verificata a metà
percorso dal valutatore indipendente.
Formalizzazione/implementazione delle indicazioni dei POR e CdP
58
Definita dal POR e dal CdP la strategia regionale, sebbene in modo non esaustivo, la D.G.R.
n.1364/2001 “Attivazione dei Progetti Integrati Territoriali” oltre a recepire e implementare le
linee programmatiche, è il documento base del modello regionale di progettazione integrata in
quanto innesca il processo dei PIT stabilendo le modalità e le procedure per l’attivazione dei
progetti, le risorse da destinare, i compiti, le funzioni e i ruoli dei soggetti coinvolti.
In particolare la delibera:
• assume gli ambiti territoriali della progettazione integrata e gli Assi/misure di riferimento
già stabilite dai documenti programmatici precedenti;
• approva il quadro finanziario, definito nell’Allegato A contenuto nella delibera, destinando
agli otto PIT 170 milioni di Euro ripartiti tra il FESR (73 Meuro), FEAOG (57 Meuro) e
FSE (40 Meuro), Ai due PISU (Progetti Integrati di Sviluppo Urbano) 83,363 Meuro, chè è
la cifra prevista dal POR per l’asse V “Città”, al finanziamento delle azioni di sistema e di
accompagnamento all’implementazione dei PIT 400.000 Euro. La DGR rimette, inoltre,
alla Struttura Unica di Sorveglianza dei PIT, la formulazione di un’ipotesi di assegnazione
del premio di performance basata su diversi criteri:
il tasso di cofinanziamento dei PIT da parte delle Amministrazioni locali,
il coinvolgimento di risorse di operatori privati,
la tempestività nell’attuazione dei PIT,
il tasso di concentrazione ed integrazione degli interventi,
il grado di raggiungimento degli obiettivi indicati nel PIT.
•
definisce, nell’Allegato B, la composizione e i compiti dei seguenti organismi:
a. il Comitato di Pilotaggio del processo di attivazione dei PIT, composto da rappresentanti dei
Ministeri per i beni e le Attività culturali e degli Interni, dell’ l’Autorità di Gestione del P.O.R.
Basilicata, delle Province e di diverse aziende di promozione turistica e sviluppo locale, ha i
seguenti compiti:
- verifica che i PIT e le operazioni in essi attivate siano compatibili con gli obiettivi di
sviluppo equilibrato del territorio di riferimento;
- assicurare la regia complessiva del processo di implementazione dei PIT;
- attendere alla costituzione dei tavoli di concertazione locale, avvalendosi dell’assistenza e
del supporto della Struttura Unica Regionale di Sorveglianza dei PIT e del Formez;
- cooperare con le Partnership Locali Istituzionali e le Partnership Concertative Locali
nell’adempimento dei loro compiti;
- coordinare ed orientare le azioni di sistema e di accompagnamento relative alla
attivazione dei PIT;
- formulare osservazioni e pareri in merito alle strategie di sviluppo avanzate all’interno
delle proposte di PIT;
- assistere la Regione Basilicata e le Partnership Locali Istituzionali nella sottoscrizione di
accordi ed intese relativi all’implementazione dei PIT;
b.
la Struttura Unica Regionale di Sorveglianza dei PIT, composta da rappresentanti
dell’Autorità di Gestione del POR, Coordinatore del FSE, Coordinatore del FEAOG, Dirigente
59
generale del Dipartimento Attività Produttive e Politiche dell’Impresa, Autorità Ambientale,
Coordinatore del N.R.V.V.I.P., svolge i seguenti compiti:
coordinare e vigilare sul processo di attivazione ed attuazione dei PIT;
formulare proposte per l’assegnazione alle Partnership Locali Istituzionali di risorse
in merito alle azioni di sistema e di accompagnamento;
provvedere all’istruzione delle proposte di PIT presentate dalle Partnership Locali
Istituzionali, al coordinamento delle attività di verifica di conformità delle stesse
rispetto alle indicazioni del POR e del CdP ed alla formulazione di eventuali ipotesi di
modifica ed adeguamento;
avanzare proposte in merito all’individuazione dei responsabili regionali unici del
collegamento fra POR e PIT ed assicurarne il coordinamento nello svolgimento dei
loro compiti;
provvedere alla predisposizione degli atti opportuni all’approvazione dei PIT ed alla
stipula di accordi ed intese fra Regione Basilicata e Partnership Locali Istituzionali;
assicurare unitarietà di indirizzo alle azioni di controllo, monitoraggio e verifica degli
interventi finanziati dai PIT;
proporre alle Partnership Locali Istituzionali l’adozione di modifiche ed adeguamenti
dei PIT che si rendessero opportuni nel corso della loro attuazione;
formulare ipotesi operative per l’assegnazione del premio di performance.
disciplina gli aspetti gestionali e quindi il ruolo e le sfere di attività dei rispettivi
organi.
c. la Partnership Locale Istituzionale (PLI) è costituita dalle Amministrazioni pubbliche
territoriali ricadenti all’interno delle singole aree oggetto di progettazione integrata territoriale.
Ha la funzione di sovrintendere all’intero processo di concertazione da sviluppare sul territorio,
ed in particolare di:
- approvare la proposta di PIT da candidare a finanziamento, nonché adottare le
eventuali modifiche richieste dalla Regione;
- valutare la proposta di accordo di programma da sottoscrivere con la Regione.
- adottare le variazioni del PIT (rimodulazioni del quadro finanziario,
riprogrammazione degli interventi, sostituzioni di operazioni, ecc.) che si rendessero
necessarie durante la fase di attuazione del progetto.
d. la Partnership Concertativa Locale (PCL) è costituita dai rappresentanti degli interessi
collettivi sia sociali che economici (associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, ordini
professionali, associazioni ambientaliste culturali e di volontariato, consorzi di operatori, ecc.),
presenti ed operanti all’interno delle singole aree PI..
Il tavolo del partenariato economico e sociale è attivato di concerto dal Comitato di Pilotaggio e
dalla Partnership Locale Istituzionale.
Alla PCL, in quanto organismo consultivo e di rappresentanza degli interessi collettivi coinvolti
nella realizzazione del PIT, è riconosciuta la missione di assicurare la condivisione della
proposta progettuale di sviluppo locale formulata nel PIT da parte degli attori sociali e degli
operatori economici presenti nel territorio.
60
In particolare, a tale organo sono attribuiti i seguenti compiti:
- segnalare fabbisogni sociali ed istanze presenti nel territorio e concorrere alla definizione
delle azioni di sistema e di accompagnamento;
- formulare indicazioni, orientamenti, proposte, ecc., in merito ai contenuti della proposta
progettuale;
- esprimere osservazioni, pareri, valutazioni, ecc., in relazione alla proposta di PIT da
candidare a finanziamento, ed alle eventuali proposte di adeguamento e modifica, anche
rispetto agli obiettivi di sostenibilità ambientale;
- avanzare considerazioni circa la proposta di accordo di programma fra Regione e
Partnership Locale Istituzionale;
- vigilare sul processo attuativo del P.I.T. e concorrere alla valutazione degli
- obiettivi realizzati.
e. il Soggetto Responsabile del PIT è individuato, fra le Amministrazioni Pubbliche
componenti la Partnership Locale Istituzionale dotate di dimensioni organizzative e
professionali tali da garantire un’efficace azione di coordinamento e gestione del PIT
Al Soggetto Responsabile del PIT, è attribuito l’esercizio di ogni potere di iniziativa necessario
ed opportuno ad assicurare l’efficiente ed efficace attuazione del PIT. In particolare, è titolare
dei poteri di:
- rappresentanza esterna ed unitaria della Partnership Locale Istituzionale, anche nei confronti
del Comitato di Sorveglianza POR Basilicata
- gestione dei rapporti della Partnership Locale Istituzionale sia con il Comitato di Pilotaggio
che con il Soggetto Responsabile del collegamento POR-PIT, e più in generale con
l’Autorità di Gestione del POR, nel corso dell’intero ciclo di vita del P.I.T.;
- convocazione della Partnership Locale Istituzionale e della Partnership Concertativa Locale;
- sottoscrizione di accordi ed intese sia con la Regione Basilicata sia con altri operatori
pubblici e privati relativi all’attivazione ed implementazione del PIT;
- coordinamento ed indirizzo delle attività di elaborazione progettuale nonché delle azioni di
sistema e di accompagnamento;
- attivazione dell’Unità di Coordinamento e Gestione del PIT;
- nomina del Project Manager, previo assenso della Partnership Locale Istituzionale;
- indirizzo e vigilanza sulle attività di gestione amministrativa, contabile, finanziaria,
organizzativa e tecnica del PIT da parte del Project Manager e dell’Unità di Coordinamento
e Gestione del PIT.
f. L’Unità di Coordinamento e Gestione (UCG) è l’ufficio comune, incardinato all’interno
dell’Amministrazione Pubblica individuata quale Soggetto Responsabile del PIT, cui delegare
l’esercizio di funzioni pubbliche da parte degli enti sottoscrittori dell’accordo.
All’UCG è assegnata la missione generale di assicurare la gestione unitaria del PIT attraverso:
- la predisposizione di tutti gli atti necessari ed opportuni ad assicurare l’attivazione e la
funzionalità sia della Partnership Locale Istituzionale che della Partnership Concertativa
Locale;
61
-
l’assistenza al Soggetto Responsabile del PIT ed al Project Manager nei rapporti sia con il
Comitato di Pilotaggio che con il Soggetto Responsabile del collegamento POR-PIT;
- il supporto logistico-operativo nell’attivazione dei tavoli di concertazione locale;
- l’assistenza tecnico-amministrativa nello svolgimento delle azioni di sistema e di
accompagnamento;
- l’istruzione e redazione della proposta di PIT da candidare a finanziamento;
- la predisposizione di tutti i provvedimenti opportuni per la sottoscrizione di accordi ed
intese fra Partnership Locale Istituzionale e Regione Basilicata.
- Inoltre, gli atti costitutivi della Partnership Locale Istituzionale possono prevedere
l’affidamento all’Unità di compiti ulteriori quali, ad esempio, la gestione di procedimenti
amministrativi relativi allo svolgimento di gare di appalto, di affidamento di incarichi
professionali, ecc.; il coordinamento operativo delle attività di monitoraggio fisico
finanziario e procedurale, la sorveglianza e la vigilanza sul processo attuativo e del PI. nel
suo complesso e delle singole operazioni che lo compongono.
- g. Il Project Manager, è il titolare dell’UCG del PIT a cui è attribuita la responsabilità della
piena e corretta attivazione del PIT e del raggiungimento degli obiettivi in esso indicati.
- In particolare, al Project Manager sono assegnati i seguenti compiti:
- assistere il Soggetto Responsabile del PIT nell’adempimento delle sue funzioni istituzionali,
attuandone gli indirizzi gestionali ed operativi;
- raccordare le attività di pertinenza della Partnership Locale Istituzionale e della Partnership
Concertativa Locale;
- cooperare con il Comitato di Pilotaggio ed il Formez all’attivazione del tavolo di
concertazione locale;
- istruire ed indirizzare le azioni di sistema e di accompagnamento relative al PIT;
- sovrintendere alla elaborazione e predisposizione della proposta di PIT, nonché ad eventuali
adeguamenti e modifiche richiesti dalla Regione Basilicata;
- concorrere alla formulazione di accordi ed intese con la Regione Basilicata
- attinenti all’implementazione del PIT;
- assicurare unità di indirizzo alle funzioni pubbliche delegate all’UCG del PIT, nonché
vigilare sul rispetto delle indicazioni contenute nel POR e nel CdP da parte dei soggetti
beneficiari ed attuatori degli interventi;
- coordinare le attività di monitoraggio, rendicontazione e valutazione interna relative
all’attuazione del PIT;
- avanzare al Soggetto Responsabile del PIT proposte di adeguamento e modifiche del
progetto approvato, nonché di esercizio di poteri di intervento, allorché ne ricorressero le
condizioni;
- adottare ogni iniziativa utile al buon esito del progetto.
h.
Al Responsabile Regionale di Collegamento PIT-POR individuato tra i dirigenti
regionali responsabili di misura del POR Basilicata, è assegnato il compito di assicurare il
continuo e costante raccordo fra il POR ed il processo implementativo ed attuativo della
progettazione integrata sul territorio.
62
In particolare gli sono assegnati i seguenti compiti:
- relazionarsi sia con il Comitato di Pilotaggio e la Struttura Unica Regionale di Sorveglianza
PIT sia con il Comitato Promotore ed il Soggetto Responsabile del PIT;
- raccordarsi con i vari responsabili regionali delle misure POR attivate dal PIT;
- concorrere all’attivazione del PIT, partecipando al tavolo di concertazione locale;
- affiancare la PLI nelle attività di elaborazione della proposta progettuale e di attuazione
delle azioni di sistema e di accompagnamento;
- assistere la Regione Basilicata e la PLI nella sottoscrizione di accordi ed intese relativi
all’attivazione dei PIT;
- sorvegliare il processo attuativo del PIT,
- formulare ipotesi di adeguamento e modifica del PIT, nonché di sostituzione di singole
operazioni, che si rendessero necessarie ed opportune per il buon esito del programma.
Infine, la DGR affida al Formez lo svolgimento di azioni di supporto ai tavoli di concertazione
istituzionale e sociale relativi all’attivazione dei PIT, da ricondurre all’interno del progetto
R.A.P. 100, nonché di avvalersi dello stesso istituto per la collaborazione in tema di azioni di
sistema e di accompagnamento e approva la modulistica per la redazione dei PIT contenuta
nell’Allegato E della delibera.
1. Le Linee Guida regionali
Le “Linee Guida per la gestione del PIT”, formulati dalla Regione Basilicata in collaborazione
con il Formez, non è un documento normativo in quanto non introduce nuove regole
supplementari alla DGR 1364/2001 ma richiama i principi e la disciplina esistente in materia di
organizzazione e gestione dell’UCG allo scopo di favorire il processo integrativo che gli enti,
con i vari atti negoziali nazionali21, si sono impegnati ad attuare.
L’UCG, istituito a norma dell’art. 30, comma 4 del D.Lgs. 267/2000 presso il Soggetto
responsabile, è un ufficio comune a tutti gli enti rientranti nella Partnership Locale Istituzionale
avente il compito di redigere materialmente il PIT e di curarne l’attuazione.
Come noto, a capo dell’UCG vi è un Project Manager, esperto in programmazione negoziata,
con autonome funzioni dirigenziali che ha il compito di svolgere tutti gli atti di natura gestionale
occorrenti per la redazione e la successiva attuazione del PIT.
Le linee Guida descrivono le forme gestionali previste per l’attuazione del PIT in relazione agli
ordinamenti contabili e alla gestione amministrativa. In sintesi:
•
la forma accentrata vede l’assunzione di un ruolo gestionale attivo da parte dell’UCG
che è titolare unico della gestione finanziaria, curandone tutti gli adempimenti contabili,
dall’impegno alla spesa e rendicontando tutte le spese del PIT alla Regione, senza trasferirle ai
singoli enti. A livello amministrativo l’UCG, per effetto della delega della PLI, svolge le
funzioni di stazione appaltante per conto di ciascun ente attuatore dell’intervento
21
Accordo ex art.15 L.241/90; convenzione ex art. 30 D.Lgs. 267/2000; accordo di programma ex art. 34 D.Lgs. 267/2000.
63
•
la forma decentrata vede, invece, l’UCG assumere principalmente un ruolo di
coordinamento funzionale del PIT. A livello finanziario la Regione Basilicata trasferisce le
risorse al Soggetto Responsabile e questi a sua volta trasferisce agli enti attuatori i finanziamenti
previsti dall’accordo di programma per la realizzazione delle opere. A livello amministrativo
l’UCG assume il ruolo di coordinatore dell’attività dei singoli enti legata al PIT, curando il
monitoraggio fisico, finanziario e procedurale delle attività legate al PIT ma, di regola, la
titolarità della gestione amministrativa delle singole procedure legate al PIT rimane in capo agli
uffici dei singoli enti e non viene delegata all’UCG.
Le Linee Guida sul partenariato “Costruire i PIT partendo dai territori: criteri e metodi della
concertazione e del partenariato”, formulati dalla Regione Basilicata in collaborazione con il
Formez, costituiscono uno strumento di lavoro per le Amministrazioni locali in quanto
contengono:
• regole generali di concertazione (soggetti, scopi, punti di forza e di debolezza della
concertazione);
• le regole della PLI e l’individuazione delle modalità operative di attivazione del partenariato
istituzionale, nonché le relazioni tra partenariato e governo del POR;
• le regole e fasi della PCL, le responsabilità del soggetto capofila nei processi concertativi e
le relazioni fra partenariato istituzionale e concertazione locale;
• il processo di attivazione del partenariato in Basilicata così come definito dalla DGR
1364/2001 e ulteriori riflessioni in proposito.
2. Definizione delle modalità procedurali
In Basilicata le modalità procedurali del singolo PI sono state attraverso gli Accordi Normativi
che, stipulati tra la Regione Basilicata e il soggetto responsabile dell’Area PIT di riferimento,
rappresentano il primo passo verso l’approvazione del PIT, prima dell’Accordo di Programma.
In particolare con la sottoscrizione degli accordi normativi sono stati indicati:
• analisi di contesto, analisi forza, idea-forza ed obiettivo generale, strategia di intervento ed
obiettivi specifici;
• i piani finanziari delle singole aree PIT;
• i criteri e le modalità per la selezione delle operazioni a carattere infrastrutturale e per la
definizione dei bandi relativi sia ai regimi di aiuto che alle azioni formative;
• le operazioni a carattere infrastrutturale a carico delle Amministrazioni locali per il
cofinanziamento.
5.
Lo stato della programmazione attuativa al gennaio 2004
Allo stato attuale, tutti i PIT ed i PISU sono stati approvati mediante la sottoscrizione dei
relativi accordi di programma, che contengono le schede progettuali complete approvate.
Il CdP (come modificato nel febbraio 2003) contiene nell'allegato N le schede sintetiche
relative ai singoli PIT approvati e nell'allegato M le schede tecniche dei Progetti Integrati di
Sviluppo Urbano (PISU) di Potenza e Matera.
64
La lista dei dieci accordi programma sottoscritti tra la Regione Basilicata e i Soggetti
Responsabili dei PI è riportata nella Tabella.
65
TAVOLE SINOTTICHE DELLA REGIONE BASILICATA
66
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA
(procedura negoziale)
REGIONALE
PROGRAMMAZIONE
Fase
Linee Guida regionali per
l'elaborazione dei PI
Formalizzazione delle
indicazioni dei POR e/o dei
CdP
http://www.regione.basilicata.it/cfapps/
bur/bollettini/45parteI_01-07-01.PDF
67
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/cf14c9
Linee Guida per la gestione del PIT - Regione Basilicata 5764052eafc1256b640050084a/8206e1
in collaborazione con il Formez
ecc8e62fd2c1256d73004f0eb4?OpenD
ocument
POR Basilicata - Attivazione dei Progetti Integrati
Territoriali - D.G.R. n.1364 del 19 giugno 2001
CDP
Decisioni assunte dai Comitati
di Sorveglianza POR
Complemento di Programmazione del POR Basilicata http://www.regione.basilicata.it/sportell
200-2006 - Deliberazione del Consiglio Regionale n.157 oeuropa/default.cfm?fuseaction=dir&di
del 13 marzo 2001
r=208&doc=&link=
Fonte
POR
Titolo Documento
Programma Operativo Regionale Basilicata 2000-2006 - http://www.regione.basilicata.it/sportell
Approvato con Decisione della Commissione Europea oeuropa/default.cfm?fuseaction=dir&di
n.2372 del 22 agosto 2000
r=202&doc=&link=
Valutazione ex-ante dei POR
e/o PI
Linee guida per la valutazione
ex-ante dei POR e/o PI
Sottofase
REGIONE BASILICATA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA
(procedura negoziale)
Fase
Valutazione dei PI
Definizione delle modalità
procedurali del singolo PI
Definizione delle modalità
generali della procedura
68
La Struttura Unica regionale di Sorveglianza ha validato
le singole proposte di PIT, così come previsto dalla
citata DGR 1364/2001
Approvazione della proposta di accordo normativo
formulata dalla Partnership locale istituzionale dell'Area
PIT Lagonegrese - Pollino - DGR n.1366 del 19 luglio
2002
Approvazione della proposta di accordo normativo
formulata dalla Partnership locale istituzionale dell'Area
PIT Bradanica - DGR n.1299 del 22 luglio 2002
http://www.regione.basilicata.it/cfapps/b
ur/bollettini/45parteI_01-07-01.PDF
Linee Guida regionali per
l'elaborazione dei PI
POR Basilicata - Attivazione dei Progetti Integrati
Territoriali - D.G.R. n.1364 del 19 giugno 2001
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/cf14c95
764052eafc1256b640050084a/a997e7ec
d423635fc1256c5a002e37c4?OpenDocu
ment
Linee Guida sul partenariato - Costruire i PIT partendo
dai territori: criteri e metodi della concertazione e del
partenariato - Documento della Regione Basilicata in
collaborazione con il Formez
Ulteriori strumenti di supporto
alla progettazione integrata
Fonte
Titolo Documento
Sottofase
REGIONE BASILICATA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA
(procedura negoziale)
Fase
Stipula degli accordi
Stipula degli accordi
Approvazione dei singoli PI
Sottofase
Fonte
http://db.formez.it/GuideUtili.nsf/31a58
93eae4a5c69c1256cd80040dc15/75c6c0
c63be48914c1256cdf00543d50?OpenDo
Approvazione dell'accordo di programma, relativo alla cument
prima fase di attuazione del progetto integrato
territoriale dell'area LAGONEGRESE-POLLINO e di
autorizzazione alla sottoscrizione- 17 giugno 2003
69
dell'area BRADANICA e di autorizzazione alla
sottoscrizione - 17 giugno 2003
Approvazione dell'accordo di programma, relativo alla
prima fase di attuazione del progetto integrato territoriale
dell'area MARMO PLATANO - MELANDRO e di http://db.formez.it/GuideUtili.nsf/31a58
autorizzazione alla sottoscrizione - 17 giugno 2003
93eae4a5c69c1256cd80040dc15/75c6c0
Approvazione dell'accordo di programma, relativo alla c63be48914c1256cdf00543d50?OpenDo
prima fase di attuazione progetto integrato territoriale cument
Accordo di programma PIT VULTURE ALTO
BRADANO 13 gennaio 2003
Accordo di programma tra partnership istituzionale e
regione Basilicata - PIT ALTO BASENTO - 23
dicembre 2002
Titolo Documento
REGIONE BASILICATA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
REALIZZAZIONE
negoziale)
ATTUATIVA (procedura
PROGRAMMAZIONE
Fase
Rapporti di valutazione intermedia
Rapporti Annuali di Esecuzione
Relazioni sullo stato di attuazione
Stipula degli accordi
Sottofase
70
Rapporto di Valutazione intermedia POR Basilicata 2000-2006
Rapporti Annuali di Esecuzione POR Basilicata 2000, 2001, 2002
ottobre 2003
Il Ciclo della progettazione integrata territoriale - Report di sintesi
luglio 2003
Il Ciclo della progettazione integrata territoriale - Report di sintesi
Progetto Integrato di Sviluppo Urbano (PISU) della Città di Potenza
Accordo di programma relativo al quadriennio 2003-2006 del
Progetto Integrato di Sviluppo Urbano (PISU) della Città di Matera
Accordo di programma relativo al quadriennio 2003-2006 del
Accordo di programma PIT VAL D'AGRI - 12 settembre 2001
Basilicata - PIT METAPONTINO - 12 settembre 2003
Accordo di programma tra partnership istituzionale e Regione
settembre 2003
Accordo di programma PIT MONTAGNA MATERANA - 12
Titolo Documento
REGIONE BASILICATA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
efault.cfm?fuseaction=dir&dir=404&doc=&link=
http://www.regione.basilicata.it/sportelloeuropa/d
C5A002E36F9/$file/pit_in_breve_ottobre_03.pdf
fc1256b640050084a/B9C43E8755964B9CC1256
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/cf14c95764052ea
Fonte
POR
Valutazione ex-ante dei POR
e/o dei PI
Linee guida per la valutazione
ex-ante dei POR e/o dei PI
Sottofase
Contenuto
71
Il POR dopo aver definito la progettazione integrata come ulteriore opportunità per perseguire finalità di riequilibrio spaziale
e economico stabilisce il Complemento di programmazione eevidenzierà i seguenti aspetti:• identificazione dei contesti
territoriali o tematici destinatari prioritari degli interventi dei progetti integrati;• individuazione degli obiettivi dei progetti
integrati;• indicazione della strategia di intervento;• procedure di progettazione, approvazione e finanziamento dei progetti
integrati e ammontare delle risorse complessive loro destinate;• modalità e criteri per la selezione dei singoli progetti e dei
beneficiari finali; • identificazione delle misure che, all’interno dei vari Assi, contribuiscono alla realizzazione dei progetti
integrati;• indicazione del soggetto responsabile dei progetti integrati;• indicazione dei criteri utilizzati per l'individuazione del
soggetto interno alla Regione responsabile del coordinamento tra le varie misure del POR coinvolte e della valutazione dei
Tipologie e caratteristiche dei PIT progetti integrati;• modalità di coordinamento fra i diversi centri di responsabilità all’interno della Regione e con i soggetti
locali;• eventuali procedure per l’attivazione di poteri sostitutivi da parte del soggetto responsabile;• eventuale modalità di
partecipazione del responsabile del progetto al Comitato di Sorveglianza;• integrazione con gli altri strumenti di
pianificazione territoriale secondo modalità coerenti con le leggi n. 112/98 (Legge Bassanini) e n. 142/90 (concernente il
coordinamento e l’accelerazione di procedure amministrative);• eventuale integrazione con gli altri strumenti di promozione
dello sviluppo locale (Patti territoriali, ecc.).La Regione provvederà a nominare con apposito atto formale il proprio soggetto
interno responsabile del coordinamento di tutte le attività tra i vari responsabili di Misura del PORal fine di garantire unicità
di azione e intervento per le competenze che restano in capo all’Amministrazione tra cui anche la valutazione ex-ante e in
itinere del progetto integrato.
Argomento
REGIONE BASILICATA - ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
CDP
POR
Sottofase
Tipologie e caratteristiche dei PIT
Indicatori di relizzazione riferiti ai
Progetti Integrati
Individuazione delle modalità o
procedure di attuazione/gestione
(modalità di partenariato, modalità
di valutazione, costituzione di
uffici, ecc.)
Entità complessiva e distribuzione
temporale delle risorse destinate ai
Progetti Integrati
Individuazione dei Progetti
Integrati e ambito territoriale
d'intervento
Assi/obiettivi/misure/azioni che
contribuiranno alla realizzazione
dei PIT
Argomento
Contenuto
72
Il CdP (modificato nel febbraio 2003) contiene nell'allegato N le schede relative ai singoli PIT approvati e nell'allegato M le
schede tecniche dei Progetti Integrati di Sviluppo Urbano (PISU) di Potenza e Matera
REGIONE BASILICATA - ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
CDP
73
Le misure riferibili ai PIT, articolate per asse, sono:
I - RISORSE NATURALI
I.1 Ciclo integrato dell’acqua - I.2 Silvicoltura protettiva - I.3 Rifiuti ed inquinamento
I.4 Rete ecologica - I.5 Monitoraggio e prevenzione ambientale e territoriale
I.6 Risorse energetiche
II - RISORSE CULTURALI
II.1 Tutela e valorizzazione delle risorse storico-culturali
III - RISORSE UMANE
III.1.A.1 Organizzazione dei servizi per l’impiego
III.1.A.2 Inserimento e reinserimento nel M.d.L. di giovani e adulti nella logica dell’approccio preventivo
III.1.A.3 Inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di uomini e donne fuori dal M.d.L. da più di 6 mesi o 12 mesi
III.1.B.1 Inserimento e reinserimento di gruppi svantaggiati
III.1.C.1 Adeguamento del sistema della formazione professionale e dell’istruzione
III.1.C.2 Formazione superiore - III.1.C.3 Formazione permanente
III.1.D.1 Sviluppo della formazione continua, della flessibilità del M.d.L. e della competitività delle imprese pubbliche e private con priorità alle
PMI
III.1.D.2 Adeguamento delle competenze nel settore della P.A.
III.1.D.3 Sviluppo e consolidamento della imprenditorialità ed emersione del lavoro irregolare
III.1.D.4 Miglioramento delle risorse umane nel settore della ricerca e sviluppo tecnologico
III.1.E.1 Promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro
Assi/obiettivi/misure/azioni che
III.1.T Misura trasversale con azioni collegate agli assi prioritari - III.2 Sistema regionale per la ricerca e l’innovazione
contribuiranno alla realizzazione dei
III.3 Edilizia scolastica
PIT
IV - SISTEMI LOCALI
IV.1 Miglioramento della dotazione infrastrutturale per industria, artigianato e servizi
IV.2 Politiche per il “mercato” a favore delle imprese industriali, artigianali, commerciali e dei servizi
IV.3 Sostegno alla creazione di nuove imprese - IV.4 Aiuti ai servizi alle imprese
IV.5 Sostegno all’impresa turistica ed alle iniziative di mercato - IV.6 Valorizzazione e promozione turistica
IV.7 Strumenti di finanza innovativa - IV.8 Investimenti nelle aziende agricole - IV.9 Diversificazione dell’attività aziendale - IV.10
Imprenditoria giovanile
IV.11 Commercializzazione dei prodotti di qualità
IV.12 Miglioramento delle condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli
IV.13 Silvicoltura produttiva - IV.14 Realizzazione di servizi essenziali per le popolazioni rurali
IV.15 Rinnovamento e miglioramento dei villaggi e protezione e tutela del patrimonio rurale
IV.16 Adeguamento infrastrutture rurali connesse all’attività agricola
IV.17 Formazione per gli operatori agricoli - IV.18 Ingegneria Finanziaria
V - CITTÀ
V.1 Politiche per il rafforzamento e la riqualificazione delle aree urbane V.2 Servizi alla persona e alla comunità
VI - RETI E NODI DI SERVIZIO
VI.1 Potenziamento del sistema regionale di trasporto - VI.2 Reti immateriali
ASSISTENZA TECNICA
A.T.1 Azioni di assistenza tecnica
Regione Calabria
1.
Inquadramento generale
La Regione Calabria prevede la realizzazione di quattro tipologie di progetti integrati, attraverso
procedure diverse sia negoziali che di emanazioni di bandi, come nel caso dei PIAR.
I documenti di riferimento analizzati per la fase di programmazione generale e per quella
attuativa, sono:
• Valutazione ex ante: Valutazione ex ante POR Calabria 2000-2006
• Strategia Regionale:
- Programma Operativo Regionale Calabria 2000-2006 - Decisione della Commissione
europea C(2000)2345 - 08.08.2000
- Complemento di Programmazione del POR Calabria 2000-2006 - Approvato dal
Comitato di Sorveglianza del POR - 12.07.2001
- Documento n.4 sulle Aree di intervento PIT - Approvato dal Comitato di Sorveglianza
del POR - 12.07.2001
- Documento n.5 sulle aree di intervento PIAR - Approvato dal Comitato di Sorveglianza
POR - 12.07.2001
• Formalizzazione/implementazione delle indicazioni dei POR e CdP
- Formalizzazione della zonizzazione del territorio in 23 aree di dimensione subprovinciale - DGR n. 354 - 27.04.2001
• Linee Guida regionali
- Approvazione linee guida e procedure applicative per l’attuazione del P.O.R. (Asse IV)
− parte FEOGA in Calabria - DGR n.373 – 03.05.2001
- Nuove Linee Guida PIT (che modificano le precedenti Linee Guida PIT approvate con
DGR n.143/2002)
- Linee guida di indirizzo per l’applicazione del principio equitativo nella Progettazione
Integrata - ottobre 2003
- “Orientamenti per l’attuazione delle misure dell’Asse II del POR Calabria - Beni
Culturali” - DGR n.578 – 27.06.2001
- Indizione manifestazione d'interesse per l'individuazione di Progetti Integrati Strategici
(PIS) - DGR N.579 – 27.06.2001
• Ulteriori strumenti di supporto alla progettazione integrata
- Linee Guida alla compilazione della documentazione richiesta per la valutazione dei
progetti di formazione all'interno dei progetti integrati
74
• Definizione modalità di accoglimento dei Piani Integrati di Filiera (PIF) - Procedure
approvazione PIF - Integrazione delibera n. 373/01 relativa all’approvazione delle linee guida e
procedure applicative POR (Asse IV FEOGA) DGR n. 76 – 29.01.2002
• Definizione modalità di accoglimento dei Piani Integrati per le Aree Rurali (PIAR)
Procedure approvazione PIAR − Integrazione delibera n. 373/01 − Modifica delibera n. 142/02
7614 - DGR n. 769 – 06.08.2002
•
-
Lo stato della programmazione attuativa:
Schede di dettaglio dei PIT
Proposta di PIS settoriale Beni Culturali - DGR n.295 – 15.04.2002
Approvazione del PIS "Rete ecologica" - D.G.R. n.759 – 30.09.2003
La Valutazione ex ante definisce i Progetti Integrati Territoriali (PIT) come uno strumento che,
all’interno della programmazione regionale, assumono un rilievo fondamentale, in quanto
consentono la territorializzazione della strategia e prevedono l'assegnazione al finanziamento
dei PIT di una quota significativa di risorse, che é fissata tra il 20% e il 30% delle risorse
pubbliche complessivamente disponibili per il POR, rimandando alla formulazione del
Complemento di Programmazione per l’allocazione puntuale delle risorse per la realizzazione
dei PIT.
2.
La strategia regionale
Il Programma Operativo Regionale (POR) contribuisce a delineare la strategia regionale di
progettazione integrata indicando gli elementi generali che caratterizzeranno i progetti integrati:
• individuazione dell’idea-guida e della strategia del progetto, che si traduce nella definizione
di obiettivi concreti riferiti al progetto stesso;
• identificazione di un ambito territoriale o tematico specifico, che rappresenta il contesto di
riferimento;
• identificazione del soggetto responsabile del progetto;
• identificazione delle modalità gestionali e procedurali e di monitoraggio più opportune a
rendere effettiva la realizzazione del progetto integrato.
Il POR fornisce, inoltre, le chiavi di lettura del territorio calabrese al fine di individuare le
dimensioni spaziali, economiche e sociali delle iniziative locali di sviluppo di interesse dei PIT:
• l’organizzazione istituzionale dei territori (province e comprensori);
• le aggregazioni territoriali utilizzate per l’avvio di iniziative locali di sviluppo quali i patti
territoriali, i contratti d’area, i programmi di sviluppo rurale del Leader II;
• le aggregazioni territoriali costituite da comunità locali con forti identità culturali (es. area
grecanica, paesi albanesi, etc.);
75
• le reti di territori, costituite da aree distribuite su tutto il territorio regionale, omogenee dal
punto di vista delle risorse naturali e culturali disponibili (aree a elevata valenza ambientale,
centri storici di rilevante valore, aree archeologiche, etc.);
•
i sistemi economici subregionali più vocati per le attività agroindustriali dove è presente
un processo di ispessimento del tessuto imprenditoriale e una qualche specializzazione
produttiva;
• i sistemi economici subregionali più vocati per le attività turistiche dove sono presenti
specializzazioni e addensamenti di offerta;
• i sistemi puntiformi di produzione del legno, dell’abbigliamento, delle produzioni alimentari
che non producono però fertilizzazione dei territori circostanti e ampliamento della sfera
spaziale coinvolta.
Il Complemento di Programmazione (CdP) definisce chiaramente le diverse tipologie di
progettazione integrata nel:
• PIT (Progetto Integrato Territoriale); è un progetto integrato su base territoriale subprovinciale, di tipo settoriale o multisettoriale, orientato al conseguimento di precisi obiettivi di
sviluppo socio-economico di specifiche partizioni territoriali
• PIS (Progetto Integrato Strategico); è uno strumento operativo di progettazione integrata,
mirato allo sviluppo di quei settori riconosciuti strategici ai fini del superamento del ritardo
della regione, attraverso soluzioni settoriali o multisettoriali, in grado di creare sistema.
• PIF (Piano Integrato per la Filiera); è uno strumento operativo di progettazione integrata
finalizzato allo sviluppo del sistema agricolo ed agroindustriale calabrese attraverso lo sviluppo
delle filiere produttive.
• PIAR (Piano Integrato per le Aree Rurali); è uno strumento operativo di progettazione
integrata finalizzato allo sviluppo di unità territoriali a media o alta ruralità attraverso
l’attivazione sinergica delle risorse disponibili (agricoltura, artigianato, risorse storico-culturali
e naturalistiche), in grado di avviare un processo di rivitalizzazione delle aree rurali interessate,
intese come sistema multifunzionale.
Il CdP individua le misure/azioni che possono contribuire alla realizzazione dei progetti (tabella
5.2).
Per le modalità di implementazione dei Pit (individuazione, definizione, selezione e attuazione),
il CdP individua le seguenti fasi:
1. Definizione dei territori;
2. Individuazione del Soggetto Responsabile e della Struttura di Assistenza Tecnica;
3. Attività preliminari all'elaborazione dei PIT (Preparazione delle Linee-guida, seminari di
informazione e formazione);
4. Elaborazione dei PIT;
5. Valutazione e negoziazione;
6. Selezione dei progetti settoriali ed intersettoriali dei PIT;
76
7. Individuazione e selezione, delle operazioni da realizzare nei progetti settoriali ed
intersettoriali dei PIT;
8. Attuazione, monitoraggio e controllo delle operazioni.
Per le modalità di implementazione dei PIS le fasi individuate sono:
1. Attività preliminari alla elaborazione dei PIS;
2. Individuazione dei PIS;
3. Elaborazione delle proposte preliminari e pre-valutazione;
4. Verifica della coerenza della proposta di PIS con gli strumenti di programmazione (POR,
Piani settoriali e Territoriali, ecc.);
5. Verifica della proposta di PIS con le istituzioni di partenariato economico, sociale e
istituzionale;
6. Presentazione delle proposte di PIS alla Giunta Regionale per l'approvazione;
7. Definizione dei PIS;
8. Individuazione, attraverso atti amministrativi di programmazione, delle operazioni da
realizzare nei PIS;
9. Selezione, attraverso procedure di evidenza pubblica, delle operazioni da realizzare nei PIS;
10. Attuazione, monitoraggio e controllo delle operazioni.
Nella seduta di Luglio 2001 del Comitato di Sorveglianza POR sono stati approvati due
documenti che dettagliano l’articolazione territoriale dei PIT e dei PIAR:
il Documento n.4 sulle Aree di intervento PIT, individua l’articolazione territoriale
dei PIT (schede delle aree, contenenti i Comuni, la popolazione e la superficie), ottenuta come
risultato del processo di concertazione, ed approvata con Delibera della Giunta Regionale n. 354
del 27 aprile 2001;
il Documento n.5 sulle aree di intervento PIAR, individua l'articolazione territoriale
dei PIAR, l'elenco Comuni e relativa popolazione delle aree PIAR e contiene la cartina della
Zonizzazione del territorio calabrese secondo il grado di ruralità.
Formalizzazione/implementazione delle indicazioni dei POR e CdP
DGR n. 354 - 27.04.2001
3.
Le Linee Guida regionali e la definizione delle modalità procedurali
Le Nuove Linee Guida PIT del 19/2/2003 (che modificano le precedenti Linee Guida PIT
approvate con DGR n.143/2002) definiscono le strutture per la gestione dei PIT distinguendo
due livelli di governo e gestione:
a) un primo livello è centrale, consente il coordinamento e controllo delle attività dei PIT nel
contesto delle scelte programmatiche e normative;
77
b) un secondo livello locale, coincide con l’area PIT e consente lo sviluppo delle attività di
programmazione e spesa dei fondi a finanziamento e cofinanziamento di investimenti pubblici e
privati.
La struttura, a livello centrale, è composta dall’Unità centrale di coordinamento che ha il
compito di garantire il necessario coordinamento tra le azioni di programmazione, di
sovrintendere all’azione di monitoraggio e controllo e di seguire la gestione finanziaria dei fondi
destinati al finanziamento dei PIT.
Le strutture a livello locale hanno il compito di costruire la proposta di progetto (il PIT in senso
stretto) e di procedere con tutte le azioni necessarie ad una concreta ed efficace realizzazione di
tale proposta.
Il sistema a livello locale è composto da cinque strutture: la Conferenza dei Sindaci; i Comitati
di gestione; i Responsabili di progetto; le Unità tecniche di gestione e le Consulte economicosociali.
La struttura di gestione a livello locale risulta così articolata nelle tre funzioni caratteristiche: la
funzione politica (i Comitati di gestione e le Conferenze dei Sindaci); la funzione tecnica (i
Responsabili unici di progetto e le Unità tecniche di gestione); la funzione partenariale e di
concertazione (la Consulta economico-sociale a livello locale).22
Le Linee Guida individuano e dettagliano le tre fasi di elaborazione della struttura progettuale
dei PIT in Calabria 23:
• Quadro generale: analisi della situazione attuale e valutazione dei punti di forza e debolezza
del territorio dell’area PIT, con conseguente individuazione dell’idea strategica.
• Dettaglio delle operazioni: specificazione delle singole operazioni volte a realizzare l’idea
strategica in forma integrata.
• Valutazione del PIT: valutazione del Progetto nel suo complesso; verifica, per ogni
operazione, della compatibilità ambientale e del contributo all’adozione del principio di pari
opportunità.
Le Linee Guida chiariscono, inoltre, le categorie di fonti finanziarie che contribuiscono alla
realizzazione dei PIT, di seguito esplicitate:
1. Fonti comunitarie: Programma Operativo Regionale 2000-2006, iniziative Comunitarie
(Leader, Equal, Interreg, ecc.), altre fonti comunitarie;
2. Fonti nazionali: Intese Istituzionali di Programma e relativi Accordi di Programma Quadro,
Contratti di programma, Patti territoriali, leggi nazionali di settore, altre fonti nazionali;
3. Fonti regionali: bilancio regionale, altre fonti regionali;
4. Eventuali fonti di Enti locali;
5. Fonti private.
22
L’Appendice 3 dettaglia la composizione e i compiti degli organi di gestione a livello centrale e locale.
23
L’allegato 1 contiene la documentazione di progetto e le schede sulle base delle quali i PIT dovranno essere formulati.
L’elenco dei PIT proposti e la relativa cartografia è visualizzata in appendice 2.
78
Infine, le Linee Guida contengono in Appendice 1 lo schema di convenzione per la gestione del
PIT delle varie aree territoriali.
Il breve documento “Linee guida di indirizzo per l’applicazione del principio equitativo nella
Progettazione Integrata” è stato predisposto dall’AdG in collaborazione con i vari organismi
regionali che si occupano, a vario titolo, di pari opportunità con una duplice finalità:
• essere innanzitutto un supporto per i PIT nella fase di progettazione degli interventi e di
esecuzione degli stessi affinché tengano in conto il rispetto del principio di pari opportunità e
dell’attuazione del mainstreaming;
• rappresentare uno strumento di informazione, promozione e diffusione della cultura delle
pari opportunità a largo raggio.
Il documento si suddivide in una prima parte introduttiva, in cui si descrive di come tale
principio viene presentato nei vari Regolamenti Comunitari e in altri documenti ufficiali.
Esamina la strumentazione elaborata a livello nazionale per favorire e promuovere la lettura di
genere nella fase progettuale e gestionale degli interventi.
Vengono, riportati i profili sintetici derivati dalla classificazione delle Misure del POR destinate
a finanziare i PIT, secondo la metodologia di impatto VISPO e le macrotipologie progettuali in
cui si possono classificare e declinare i vari interventi proposti nei PIT.
Le Linee guida PIAR e PIF sono contenute all’interno della DGR n.373/2001.
I PIF sono progetti che, relativi a specifici comparti produttivi agricoli (olivicoltura,
agrumicoltura, frutticoltura, orticoltura, floricoltura, zootecnia) e proposti da un partenariato e
realizzati dai destinatari delle singole misure del POR, perseguono specifici obiettivi:
•
qualificare il ruolo economico-produttivo e sociale dell’agricoltura;
•
organizzare ed aumentare l’offerta di prodotto;
•
organizzare il settore in una logica di sistema;
•
favorire la cooperazione produttiva tra imprese e territori.
I PIAR sono, invece, progetti, relativi ciascuno a uno specifico territorio rurale, proposti da
partenariati di natura mista rappresentativi di interessi collettivi e realizzati dai destinatari degli
interventi previsti in ogni singola misura e volti al perseguimento dei seguenti obiettivi:
•
valorizzare le risorse materiali ed immateriali, nonché le risorse naturali endogene delle
aree rurali;
•
conservare e tutelare le risorse ambientali e paesaggistiche;
•
diversificare ed integrare le attività agricole in una prospettiva di economia multireddito;
•
frenare lo spopolamento delle aree rurali migliorando la qualità della vita.
Il documento definisce i compiti dei soggetti ai fini dell’attuazione dei progetti:
79
•
la Regione - Dipartimento Agricoltura e Foreste definisce le linee guida di applicazione,
valuta e seleziona i piani integrati e i destinatari degli interventi, eroga le risorse finanziarie per
la realizzazione dei progetti;
•
il partenariato, costituito da un insieme di partners pubblici e privati, ha il compito di
stabilire gli ambiti settoriali di riferimento, le misure e gli strumenti da privilegiare, assicurare il
coordinamento e la realizzazione degli interventi;
•
i destinatari degli interventi previsti dai PIF e/o dai PIAR sono gli operatori locali
identificati in ogni scheda di misura.
La DGR descrive, infine, le fasi di individuazione, definizione e selezione dei PIF e dei PIAR.
I primi sono elaborati e realizzati attraverso le seguenti fasi:
•
Informazione e assistenza tecnica, dove l’Amministrazione Regionale, oltre alle
informazioni destinate ai soggetti proponenti, svolgerà una generalizzata attività di
pubblicizzazione degli interventi e di Assistenza Tecnica;
•
Presentazione dei progetti, dove l’Amministrazione Regionale avvierà una fase negoziale
e pre-valutativa con i singoli soggetti proponenti al fine di identificare i PIF a livello regionale.
•
Attuazione dei progetti finanziati
Per quanto riguarda i PIAR le fasi sono quattro:
•
Informazione e assistenza tecnica, nei termini sopra descritti per i PIF.
•
Verifica ed ammissibilità dei progetti di massima da parte dei soggetti proponenti con
l’avvio di una fase di negoziato con l’amministrazione regionale, valutazione e approvazione
dei PIAR di massima e predisposizione del bando di gara per singolo PIAR per la presentazione
delle domande di contributo da parte dei destinatari degli interventi.
•
Istruttoria, valutazione e selezione dei progetti esecutivi presentati dai destinatari.
•
Attuazione dei progetti finanziati.
La procedura amministrativa di attuazione è a titolarità regionale e avviene attraverso una
procedura a sportello per l’intera durata del periodo di programmazione.
Per i PIAR l’avviso di selezione prevede due fasi:
•
la prima a sportello a livello regionale rivolta ai soggetti proponenti per la presentazione
del piano di massima,
•
la seconda a sportello a livello di singolo PIAR selezionato e rivolto ai destinatari degli
interventi per la presentazione dei progetti esecutivi.
Il documento “Linee Guida alla compilazione della documentazione richiesta per la valutazione
dei progetti di formazione all'interno dei progetti integrati” é un supporto tecnico alla
progettazione integrata, in quanto fornisce indicazione per la redazione della scheda relativa ai
progetti di formazioni, laddove i PI ne prevedano.
Il documento è diviso contiene tre schede-modello per gli interventi di formazione riguardanti:
• Identificazione dell’intervento,
80
•
•
Sostenibilità tecnico-territoriale,
Sostenibilità economica, finanziaria e sociale.
La DGR n. 76/2002 “Definizione modalità di accoglimento dei Piani Integrati di Filiera (PIF)”
integra e rettifica la delibera n. 373/2001, e aggiunge alcune note esplicative alle Linee Guida.
In particolare la delibera:
• implementa le regole di costituzione del partenariato con l’approvazione di un regolamento
interno che preveda le modalità di adesione dei singoli soci ai partenariati e dei destinatari finali
degli investimenti al PIF, gli impegni degli aderenti, le sanzioni nel caso di mancato rispetto
degli impegni assunti, ecc;
• definisce le modalità di avvio e i tempi della fase negoziale nonché i criteri di valutazione
dei PIF e le modalità della dichiarazione di ammissibilità del PIF che avviene tramite decreto
del Direttore generale;
• definisce le fasi dell’istruttoria dei progetti e concessione del finanziamento.
Le modalità di accoglimento dei Piani Integrati per le Aree Rurali (PIAR) sono contenute nella
DGR n. 769 del 06/08/2002 “definizione modalità di accoglimento dei PIAR” che integra la
DGR 373/2001, più puntualmente definendo:
• i compiti e le funzioni del partenariato;
• le modalità di trasmissione delle proposte PIAR, l’avvio della fase negoziale;
• ammissibilità dei PIAR e avvio della fase istruttoria dei singoli progetti;
• emanazione del Bando e raccolta ed istruttoria dei progetti;
• attuazione dei Progetti finanziati, per i quali si rimanda alle schede di misura del CdP e alle
Linee guida.
Le modalità generali della procedura dei PIS sono delineate in due delibere di Giunta regionale,
rispettivamente: la DGR n.578 del 27 giugno 2001 – “Orientamenti per l’attuazione delle
misure dell’Asse II del POR Calabria - Beni Culturali” e la DGR N.579 del 27 giugno 2001 Indizione manifestazione d'interesse per l'individuazione di Progetti Integrati Strategici (PIS).
La DGR 578/2001 definisce i PIS come lo strumento prioritario per preservare e valorizzare le
“eccellenze” del patrimonio culturale presenti sul territorio. I PIS sono attuati a regia regionale
(Assessorato beni culturali – Dipartimento 10 – Settore 36) e mirano a risolvere i problemi di
singole emergenze architettoniche considerate “strategiche” in ragione di sinergie con altri
settori produttivi o nell’ambito dello stesso settore in ragione della creazione di circuiti tematici
e di reti.
Coerentemente alle fasi e modalità di attuazione individuate all’interno del CdP (par. 1.2.1 e
1.3.1) il percorso seguito dalla Regione è il seguente:
Definizione delle aree tematiche prioritarie:
• Aree e parchi archeologici a partire dall’area Magno-greca;
• Itinerari dei castelli e delle fortezze;
81
• sostegno e valorizzazione di un sistema di centri storici di eccellenza;
• Itinerari religiosi;
• Sistema museale;
• Sistema dell’archelogia industriale;
• Parchi tematici;
• Potenziamento e valorizzazione di infrastrutture per attività culturali e per lo spettacolo.
Attraverso la manifestazione d’interesse (DGR 579/2001) si stimoleranno tutti i soggetti
interessati a presentare idee progettuali preselezionate da un’apposita Commissione di
valutazione che determinerà una graduatoria delle idee-progetto da ammettere a finanziamento.
Superata la fase di valutazione le idee progetto saranno sottoposte ai tavoli di concertazione e
approvate dalla Giunta Regionale.
La DGR 579/2001 è quindi il primo passo verso la realizzazione dei PIS. Il documento indica:
• le misure di riferimento delle proposte PIS e le aree tematiche prioritarie, mentre per le
tipologie di operazioni si rimanda al CdP Asse II;
• lo schema secondo il quale dovranno essere articolate le proposte relative alle idee
progettuali (Titolo del PIS, individuazione del soggetto responsabile, obiettivi generali/specifici,
ecc.);
• i soggetti abilitati a presentare le proposte che, in generale, variano dalle Amministrazioni
pubbliche nel cui territorio sono presenti musei, aree archeologiche, ecc., Enti Diocesani, enti e
soggetti privati;
• un piano finanziario indicativo di riparto delle risorse finanziarie tra le misure concernenti i
PIS;
• termini e modalità della presentazione delle proposte.
4.
Lo stato della programmazione attuativa al gennaio 2004
Allo stato attuale sono stati rilevati 23 PIT le cui schede di dettaglio, consegnati alla Regione
Calabria il 28.04.2002, sono oggetto di valutazione da parte dell'Unità Centrale di
Coordinamento (UCC) dal 06.03.2003.
Per quanto riguarda i PIS ne sono stati proposti 3 di cui uno solo approvato:
PIS "Rete ecologica", che risulta l’unico progetto integrato approvato, con D.G.R. n.759 del
30.09.03.
PIS "Artigianato artistico e tradizionale" in fase di valutazione.
PIS Beni Culturali proposto con DGR n.295 15/04/2002.
82
TAVOLE SINOTTICHE DELLA REGIONE CALABRIA
83
PROGRAMMAZIONE
REGIONALE
Fase
POR
84
Programma Operativo Regionale Calabria 20002006 - Decisione della Commissione europea
C(2000)2345 - 08.08.2000
Complemento di Programmazione del POR
CDP
Calabria 2000-2006 - Approvato dal Comitato di
Sorveglianza del POR - 12.07.2001
Documento n.4 sulle Aree di intervento PIT Decisioni assunte dai
Approvato dal Comitato di Sorveglianza del POR Comitati di
12.07.2001
Sorveglianza POR
Sottofase
Documento
Linee guida per la
valutazione ex-ante dei
POR e/o PI
Valutazione ex-ante Valutazione ex ante POR Calabria 2000-2006
dei POR e/o PI
REGIONE CALABRIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
http://www.regione.calabria.it/fondistr
utturali20002006/Allegati/Documento%204/Docu
mento%204.doc
http://www.regione.calabria.it/fondistr
utturali2000-2006/CdP%20Testo.doc
http://151.99.144.249/futuro/progetti/F
SC20002006/calabria/programma_op.html
Fonte
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA
PROGRAMMAZIONE
REGIONALE
Fase
Documento
Fonte
Documento n.5 sulle aree di intervento PIAR http://www.regione.calabria.it/fondistr
Approvato dal Comitato di Sorveglianza POR utturali2000-2006/CdPPOR.htm
12.07.2001
Formalizzazione della zonizzazione del territorio in
23 aree di dimensione sub-provinciale - DGR n. 354
- 27.04.2001
85
Linee Guida regionali Linee Guida PIT - DGR n.143 - 26.02.2002
per l'elaborazione dei
Nuove Linee Guida PIT - pubblicate sul BUR n°3 http://www.regione.calabria.it/pit/linee
PI
Sup. Str. n°3 del 19/02/2003
%20guida.htm
Sottofase
Decisioni assunte dai
Comitati di
Sorveglianza POR
Formalizzazione delle
indicazioni dei POR
e/o dei CdP
REGIONE CALABRIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA
Fase
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/43dd0d54788ea4
5cc12569d90044e717/2eaceeeb9f43a519c1256d
3b003b876b?OpenDocument
Approvazione linee guida e procedure applicative per
l’attuazione del P.O.R. (Asse IV) − parte FEOGA in
Calabria - DGR n.373 del 3 maggio 2001
86
guida e procedure applicative P.O.R. (Asse IV − FEOGA)
- DGR n. 76 del 29 gennaio 2002
Definizione delle Definizione modalità di accoglimento dei Piani Integrati di http://db.formez.it/FontiNor.nsf/Fonti/3DB923C
modalità generali Filiera (PIF) − Procedure approvazione PIF − Integrazione 117677C1BC1256D3C002FFF95?OpenDocume
nt
della procedura delibera n. 373/01 relativa all’approvazione delle linee
Ulteriori strumenti Linee Guida alla compilazione della documentazione
di supporto alla richiesta per la valutazione dei progetti di formazione
all'interno dei progetti integrati
progettazione
integrata
Indizione manifestazione d'interesse per l'individuazione
di Progetti Integrati Strategici (PIS) - DGR N.579 del 27
giugno 2001
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/a670aebedddc36
95802566f900650ae6/e6d6b32fd30c8e18c1256d
48004fff38?OpenDocument
http://www.regione.calabria.it/pit/pari_opportunit
a.doc
Fonte
Linee guida di indirizzo per l’applicazione del principio
equitativo nella Progettazione Integrata - ottobre 2003
Documento
Linee Guida
regionali per
DGR n.578 del 27 giugno 2001 – “Orientamenti per
l'elaborazione dei l’attuazione delle misure dell’Asse II del POR Calabria PI
Beni Culturali”
Sottofase
REGIONE CALABRIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
Sottofase
87
Documento
Definizione modalità di accoglimento dei Piani
Definizione delle
Integrati per le Aree Rurali (PIAR) − Procedure
modalità
approvazione PIAR − Integrazione delibera n.
procedurali del
373/01 − Modifica delibera n. 142/02 7614 singolo PI
DGR n. 769 del 06/08/2002
Consegnate alla Regione Calabria il
28.04.2002;Le schede di dettaglio delle
operazioni sono oggetto di valutazione da parte
dell'Unità Centrale di Coordinamento (UCC)
PROGRAMMAZIONE
dal 06.03.2003
ATTUATIVA
PIT 1 - Alto Tirreno Cosentino
Valutazione dei PI PIT 2 - Medio Tirreno Cosentino
PIT 3 - Pollino
PIT 4 - Alto Ionio Cosentino
PIT 5 - Val Di Crati
PIT 6 - Sila Jonica
PIT 7 - Basso Tirreno Cosentino
PIT 8 - Serre Cosentine
Fase
REGIONE CALABRIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
http://www.regione.calabria.it/pit/index.h
tm
Fonte
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/Fonti/C3
7F586B54A55FAAC1256D3B003C7CA
4?OpenDocument
Sottofase
Valutazione dei PI
Fase
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA
88
Documento
PIT 9 - Sila
PIT 10 - Savuto
PIT 11 - Alto Crotonese
PIT 12 - Sila Crotonese
PIT 13 - Crotone
PIT 14 - Lamezia
PIT 15 - Valle Del Crocchio
PIT 16 - Serre Calabresi
PIT 17 - Serre Vibonesi
PIT 18 - Monte Poro
PIT 19 - Piana Di Gioia Tauro
PIT 20 - Aspromonte
PIT 21 - Locride
PIT 22 - Stretto
PIT 23 - Area Grecanica
PIS "Artigianato Artistico E Tradizionale"
REGIONE CALABRIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
Fonte
REALIZZAZIONE
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA
Fase
89
Rapporti di valutazione
Rapporto di valutazione intermedia POR Calabria
intermedia
2000-2006
Rapporti Annuali di
Esecuzione
Relazioni sullo stato di
attuazione
Rapporto Annuale di Esecuzione POR Calabria
2002
Approvazione del PIS "Rete ecologica"-D.G.R.
n.759 del 30.09.03
Approvazione dei
singoli PI
Stipula degli accordi
Proposta di PIS settoriali Beni Culturali - DGR
n.295 15/04/2002
Documento
Valutazione dei PI
Sottofase
REGIONE CALABRIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
http://www.regione.calabria.it/Servizio_Utente
/Servizio_Utente/cds/CdS%2025072003/RAP
PORTO%202002.doc
http://www.abramo.it/service/abramo/bur/html
/2003/sups4_18.htm
Fonte
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/a670aebedddc
3695802566f900650ae6/43b8b6656b04cbd7c
1256d4a003c20cc?OpenDocument
Regione Campania
1.
Inquadramento generale
La strategia di progettazione integrata e le relative fasi di programmazione attuativa sono
rintracciabili nei seguenti documenti ufficiali:
Strategia regionale
•
Programma Operativo Regionale (POR) 2000-2006 Campania, approvato dalla
Commissione Europea con Decisione n. 2347 dell'8 agosto 2000,
•
Testo coordinato del Complemento di Programmazione (CdP) del POR Campania 2000
– 2006 approvato DGR n° 3937 del 30 agosto 2002 e successivamente integrato.
•
Protocollo quadro per l’individuazione e la promozione di progetti integrati e
l’istituzione del tavolo di coordinamento tra la Regione Campania e le province di Avellino,
Benevento, Caserta, Napoli, e Salerno. (CdP, parte generale, capitolo e.2).
Le Linee Guida regionali
•
Linee Guida alla progettazione integrata; DGR n. 5247 del 12/10/2001.
•
Delibere della Giunta Regionale di presa d’atto del parere del NVVIP e approvazione.
•
Documento relativo ad Esito finale da parte del NVVIP dei Progetti Integrati valutati.
2.
La strategia regionale
Il POR della Campania definisce i Progetti Integrati come “complesso di azioni intersettoriali,
strettamente coerenti e collegate tra di loro, che convergono verso un comune obiettivo di
sviluppo del territorio e giustificano un approccio attuativo unitario”.
La concentrazione degli interventi è, quindi, l’aspetto caratterizzante dei Progetti Integrati.
Nel POR sono previste due tipologie di progetto integrato: il PI “Tematico” e il PI
“Territoriale”:
• Il "PI Tematico" integra in filiera attività di un unico comparto o riferite ad un unico tema su
territori anche diversi, che possono, ma non devono necessariamente, comprendere l’intero
territorio regionale.
• Il "PI Territoriale" integra settori di intervento, temi ed attività diversi di un medesimo
ambito territoriale.
90
Il PI si configura, in entrambi i casi, come un progetto complesso, costituito da una serie di
interventi, ciascuno dei quali, pur trovando specifico spazio di finanziamento nelle Misure del
POR, va pensato, progettato, attuato e gestito in modo coordinato con tutti gli altri interventi
previsti nelle misure . La prospettiva è creare, operando in una logica di sistema, un valore
aggiunto rispetto alla somma dei benefici netti prodotti dai singoli interventi.
Pertanto, conformemente alle indicazioni contenute nel QCS ob.1, all’interno del Programma
operativo e del Complemento di programmazione, il Progetto Integrato non si traduce in una
articolazione ulteriore che si affianca ad Assi e Misure, bensì in una modalità operativa che si
sceglie di adottare perché una serie di azioni, che fanno capo ad Assi e Misure diverse siano
esplicitamente collegate tra loro e finalizzate a un comune obiettivo.
Al tempo stesso, il Progetto Integrato è anche un progetto definito che ha necessità di dotarsi di
risorse finanziarie, da quantificare complessivamente e distribuire tra le Misure del POR che
contribuiscono alla realizzazione del progetto.
Le singole Schede di Misura specificano di conseguenza la loro connessione con i Progetti
Integrati e, nel Complemento di Programmazione, la quota di risorse ad essi dedicata.
3.
Le Linee Guida regionali
Le linee guida emesse dalla Regione, rivolte alla compilazione della documentazione richiesta
per la valutazione dei progetti integrati, sono finalizzate a:
chiarire i criteri ispiratori e le regole di funzionamento per tutti gli attori coinvolti;
attraverso le linee guida si vuole contribuire a prevenire il sorgere di problemi operativi,
amministrativi, procedurali e strategici, che potrebbero rallentare il processo di
realizzazione dei PI.
indicare gli elementi sostanziali che devono caratterizzare un PI, qualunque sia la
procedura attivata per la sua identificazione; tali elementi sono verificati dal Nucleo di
Valutazione anche per i PI per i quali, alla data di approvazione delle Linee Guida, sia
stato già istituito il Tavolo di concertazione.
I quattro principali “argomenti” trattati dalle linee guida riguardano:
- scopo ed ambito di applicazione;
- condizioni essenziali per il ricorso alla progettazione integrata;
- iter procedurale di definizione tecnica della progettazione integrata;
- modalità di gestione finanziaria delle singole operazioni dei progetti integrati:
91
4.
Definizione delle modalità procedurali
Il POR e il CdP della Regione Campania indicano in maniera puntuale le modalità generali di
attuazione degli strumenti di progettazione integrata. Descriviamo di seguito gli elementi
trattati.
Tipologie e caratteristiche della progettazione integrata
La costruzione del progetto può essere realizzata secondo due modalità:
• Direttamente dalla Regione. Si tratta di quei progetti che per loro caratteristica richiedono
un’assunzione di responsabilità diretta della Regione nella fase di costruzione. Ciò non preclude
che essi siano composti da operazioni con più beneficiari finali. Gli ambiti oggetto di PI, se non
già individuati dal POR e/o dal CdP, sono individuati, secondo le procedure specifiche di asse,
dal Tavolo Istituzionale Regione-Province, ovvero, nel caso di filiere e/o di ambiti settoriali,
direttamente dalla Giunta Regionale.
• L’idea forza sulla quale costruire la strategia del PI è elaborata dall’Ufficio PI con gli
eventuali responsabili di Asse e di Misura e attraverso una procedura di concertazione con le
parti economiche e sociali, sulla base delle schede tecniche allegate al CdP.
• dal Tavolo di concertazione tra gli Enti pubblici nel caso in cui la promozione del PI non sia
di competenza regionale. Gli ambiti oggetto di PI, se non già individuati dal POR e/o dal CdP,
sono individuati, secondo le procedure specifiche di asse, dal Tavolo Istituzionale RegioneProvince. L’idea forza sulla quale costruire la strategia del PI è elaborata dai soggetti
proponenti utilizzando le schede tecniche allegate al CdP. L’Ufficio PI, sentite le parti
economiche e sociali, sulla base degli esiti della procedura di concertazione all’interno del
Tavolo Istituzionale Regione-Province o sulla base della proposta degli eventuali soggetti
capofila già individuati nel CdP, valida le schede.
In entrambi i casi l’Autorità di gestione del PI è la Regione.
L’iter procedurale successivo, identico per entrambi i casi, è il seguente:
• Le schede sono sottoposte all’approvazione della G.R. che, contestualmente, individua il
tetto indicativo di risorse all’interno del quale va contenuto il quadro finanziario del PI stesso;
• con successivo DPGR viene nominato il Responsabile regionale del PI ed istituito il Tavolo
di Concertazione;
• il Tavolo predispone un documento di orientamento strategico per l’elaborazione del PI e
definisce il PI ai fini della sua valutazione, sulla base di schede tecniche elaborate dal Nucleo
per la valutazione. Il Tavolo di concertazione, ai cui lavori assiste il responsabile regionale del
PI, è coordinato dal soggetto capofila se individuato dalla scheda tecnica allegata al CdP o dalla
Provincia ovvero dal soggetto capofila ove già individuato dal CdP;
92
• I responsabili di misura procedono all’ammissione a finanziamento dei progetti approvati
dalla giunta Regionale a seguito del parere del Nucleo, a condizione che essi siano coerenti con
le condizioni attuative previste dal QCS, dal POR e dal CdP e siano cantierabili.
In entrambe le modalità, dopo l’approvazione del PI da parte della Giunta Regionale, tra i legali
rappresentanti degli enti pubblici e dei soggetti della programmazione viene sottoscritto un
Protocollo d’intesa il cui schema viene approvato dalla Giunta Regionale.
Mediante protocolli aggiuntivi, possono essere integrati ulteriori interventi al primo nucleo già
individuato, con le stesse procedure di valutazione e verifica.
Per entrambe le tipologie di Progetti Integrati, dopo la stipula del protocollo da parte della
Giunta Regionale, la Regione mette a disposizione il contributo finanziario per le spese di
completamento della progettazione e di coordinamento del Progetto Integrato. Il mancato
rispetto del cronogramma determina la revoca della decisione di individuazione dell’idea forza
o eventuali altre sanzioni, ferma restando la possibilità dell’esercizio di poteri sostitutivi da
parte della Regione.
Gli Ambiti territoriali di intervento dei progetti integrati sono prioritariamente costituiti dalle
aree a maggiore potenzialità di concentrazione dello sviluppo, che il Programma Operativo
individua con:
• sistemi naturali, come i parchi nazionali Cilento e Vesuvio, dotati di un’adeguata massa
critica in grado di sostenere processi autonomi di sviluppo;
• distretti e “protodistretti” produttivi e turistici, città, giacimenti culturali;
• progetti integrati di filiera / cluster / settore (agroalimentare, ciclo dei rifiuti, termale), che si
concentrano su un comune obiettivo di sviluppo produttivo integrato, da conseguirsi anche su di
un territorio diffuso;
• progetti integrati infrastrutturali, che sono costituiti da un insieme di operazioni
infrastrutturali che si concentrano sulla realizzazione di sistemi a rete in cui convergono più
tipologie infrastrutturali (intermodalità).
Le indicazioni di ambiti contenute nel POR vengono successivamente articolate in:
• ambiti territoriali: Parchi nazionali e regionali; città capoluogo; filiera termale; filiere agroalimentari; intermodalità (Interporti), filiera della materie prime seconde, i 7 Distretti industriali
della regione;
• ambiti tematici: sistemi locali a vocazione industriale o turistica; grandi attrattori culturali;
poli e filiere produttive; itinerari culturali regionali; territori interessati da problemi di
miglioramento delle caratteristiche di stabilità e sicurezza; piani di zona sociali.
93
L’individuazione degli ambiti specifici in cui realizzare un PI sarà compiuta, attraverso la
concertazione tra le istituzioni coinvolte, nazionali e regionali, e sulla base delle procedure
indicate per ciascun asse, con atti della Giunta Regionale. Per i Piani di zona sociale gli ambiti
sono stati individuati dalla D G.R. n. 1824/2001.
Nell’attuale fase operativa, l’analisi dei progetti presentati indica che gli ambiti attuativi dei
PIT Campania fanno riferimento a:
Grandi Attrattori
Città
Parchi Nazionali
Parchi Regionali
Distretti industriali
Itinerari Culturali
Sistemi di Sviluppo Locale
Itinerari Turistici
Obiettivi/Assi/misure di riferimento
Gli Assi e Misure di riferimento sono indicati nella Tavola sinottica allegata.
Modalità di attuazione
La valutazione ed approvazione del PI si articola nelle seguenti fasi, stabilite con atto del
responsabile dell’Autorità di gestione:
• La proposta progettuale viene sottoposta a processo valutativo della fattibilità e della
coerenza interna, rispetto al POR e al QCS, da parte del Nucleo Regionale di Valutazione e
Verifica (NRV);
• Il NRV potrà eventualmente modificare la metodologia operativa per la redazione dei PI in
relazione a condizioni specifiche e ad esigenze che si dovessero manifestare in sede di
applicazione;
• L’Ufficio PI, acquisito il parere vincolante del Nucleo, sottopone il progetto
all’approvazione della Giunta regionale che approva il progetto di PI e assume l’impegno
finanziario programmatico
• Il Nucleo, dopo l’approvazione del PI da parte della Giunta regionale, trasmette le schede
afferenti alle singole operazioni approvate, al Responsabile del PI, anche per il loro inoltro ai
Responsabili delle Misure interessate.
L’organizzazione delle procedure è attuata da una specifica unità (interna al Dipartimento
regionale per l’economia) per il coordinamento dei progetti integrati con il compito di
coordinare e supportare il processo di identificazione, progettazione, approvazione e attuazione
dei PI.
94
Risorse finanziarie
La Regione Campania ha attribuito grande importanza ai Progetti integrati (PI) quali strumenti
di attuazione delle strategie di sviluppo regionale, decidendo di destinare ad essi il 40% delle
risorse del POR.
Il CdP assegna a specifiche decisioni della Giunta Regionale il compito di definire l’entità
minima dei progetti in relazione all’asse di riferimento e l’articolazione delle risorse fra i diversi
ambiti specifici d’intervento.
5
Lo stato della programmazione attuativa al gennaio 2004
Alla data attuale risultano approvati 20 progetti, che vengono elencati con gli estremi della DGR
di approvazione del parere del nucleo di valutazione.
95
TAVOLE SINOTTICHE DELLA REGIONE CAMPANIA
96
Fase
97
CDP
http://www.regione.campania.it/di
partimento%20_economia/compl
ementi/indice_complementi.htm
Complemento di Programmazione POR
Campania 2000-2006 - DGR n° 3937 del
30/08/2002;
Succesivamente modificato con:
DGR n° 4079 del 20/09/2002;
DGR n° 4451 del 27 /09/ 2002,
DGR n° 4452 del 27/09/2002;
DGR n° 5238 del 31 /10/2002,
DGR n° 325 del 31/01/ 2003
DGR n° 3207 del 07/11/2003
http://www.regione.campania.it/ra
pporticee/por/index_analitico.htm
Fonte
Programma Operativo Regionale Campania 2000- http://www.regione.campania.it/ra
pporticee/por/por0.htm
06 - Decisione della Commissione Europea C
(2000) 2347 dell'8/8/ 2000
Valutazione ex-ante del POR Campania 20002006
Documento
POR
Valutazione ex-ante dei POR e/o
PI
Linee guida per la valutazione exante dei POR e/o PI
Sottofase
REGIONE CAMPANIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
PROGRAMMAZIONE REGIONALE
Fase
Definizione delle modalità
generali della procedura
Ulteriori strumenti di supporto
alla progettazione integrata
http://www.regione.campania.it/di
partimento%20_economia/linne_
guida/del5247.htm
http://www.regione.campania.it/b
urc/pdf02/burc17or_02/del555_0
2.PDF
Fonte
98
http://www.regione.campania.it/b
urc/pdf02/burc25or_02/del1374_
02.PDF
Perentorietà - DGR n.711 20/02/2003
http://www.regione.campania.it/di
partimento%20_economia/progett
i_integrati/Assets/images/delibere
pdf/711_03.pdf
Revoche o sostituzioni in caso di mancato rispetto http://www.regione.campania.it/b
del cronogramma. Approvazione della Scheda per urc/pdf03/burc17or_03/del844_0
il controllo di gestione dei P.I. con relative linee 3.PDF
guida - DGR n.844 07/03/2003
Ammissione dei soggetti della programmazione
negoziata - DGR n.1374 12/04/2002
Sottofase
Documento
Formalizzazione delle indicazioni Piano finanziario P.I. - DGR n. 3500 del
20/07/2001
dei POR e/o dei CdP
Linee Guida Progetti Integrati - DGR n. 5247 del
12/10/2001
Linee Guida regionali per
l'elaborazione dei PI
Integrazioni alle Linee Guida dei P.I. - DGR
n.555 del 28/02/2002
REGIONE CAMPANIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
PROGRAMMAZIONE ATTUATIVA (procedura
negoziale)
Sottofase
Definizione delle modalità
procedurali del singolo PI
Fase
99
Integrazione alle DGR n. 5247/2001 “Linee Guida
alla Progettazione integrata” e n. 711/2003
“Perentorietà dei tempi nelle linee guida alla
progettazione integrata”. Procedure per il Progetto
Integrato “Portualità turistica” - DGR n.1763 16/05/2003
Deliberazione n. 2419 del 1 agosto 2003
POR Campania 2000-2006 - Progetti Integrati
Delibera 844/03 - Proroga tempi di consegna
cronogrammi - DGR n.2419 01/09/2003
Documento
Procedura per la selezione dei
progetti contenuti nei P.I. relativi a misure
integrabili diverse da quelle minime. DGR n.845
07/03/2003
Disciplinare recante disposizioni in materia di
rapporti tra la Regione Campania e i Beneficiari del
POR nel campo delle infrastrutture (opere
pubbliche) - DGR n.1235 28/03/2003
Rettifica delibera di G.R. 1235/03 - DGR n.1366
04/04/2003
REGIONE CAMPANIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
PROGRAMMAZIONE ATTUATIVA (procedura
negoziale)
http://www.regione.campania.it
/burc/pdf03/burc42or_03/del24
19_03.pdf
http://www.regione.campania.it
/burc/pdf03/burc26or_03/del17
63_03.pdf
http://www.regione.campania.it
/burc/pdf03/burc20or_03/del13
66_03alldisciplinare.pdf
http://www.regione.campania.it
/burc/pdf03/burc20or_03/del12
35_03.pdf
Fonte
http://www.regione.campania.it
/burc/pdf03/burc17or_03/del84
5_03.PDF
Fase
Valutazione
Sottofase
100
Pit Penisola Amalfitana e Sorrentina
Pit Filiera Termale
Pit Agro Monti Picentini
Pit Borgo Terminio - Cervialto
Pit Isole del Golfo
Documento
Pit Distetto Solofra
Pit Distetto Calitri
Pit Distetto S.Agata - Casapulla
Pit Distetto Grumo Nevano - Aversa
Pit Distetto Nocera Inferiore
Pit Itinerario Culturale Litorale Domizio
Pit Itinerario Culturale Monti Trebulani - Matese
Pit Itinerario Culturale Regio Tratturo (BN)
Pit Portualità Turistica
REGIONE CAMPANIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
PROGRAMMAZIONE ATTUATIVA
(procedura negoziale
Fonte
Sottofase
Valutazione
Fase
101
Documento
Pit Piana del Sele
Pit Ravello - Città della Musica
Pit Filiera Enogastronomica
Pit Polo Orafo
Pit SS Appia ex Pianura interna
Pit Valle dell'irno
Pit Area Giuglianese
Pit Area Nolano-Clanio
Pit Città del fare
Pit Protofiliere provinciali
Pit Parco Regionale del Partenio
Pit Parco Regionale del Matese
Pit Parco Regionale Roccamorfina-Foce Garigliano
Pit Parco Regionale del Taburno-Camposauro
Pit Parco Regionale dei Monti Picentini
REGIONE CAMPANIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
PROGRAMMAZIONE ATTUATIVA
(procedura negoziale)
Fonte
Sottofase
Approvazione dei
singoli PI
Fase
Fonte
102
http://www.regione.campania.it/di
partimento%20_economia/progetti
Pit Distretto Industriale S.Giuseppe Vesuviano; Parere _integrati/approvati.htmhttp://db.f
ormez.it/fontinor.nsf/0/B9D5A614
Nucleo - DGR n.2541 06/08/2003
22AD3DEFC1256D5D003B298C
Pit Pietrelcina; Parere Nucleo - DGR n.2292 11/07/2003 /$file/Bevilacqua.pdf
Pit Grande Attrattore Culturale Napoli; Parere Nucleo http://www.regione.campania.it/di
partimento%20_economia/progetti
DGR n.1748 9/05/2003
_integrati/approvati.htm
Pit Grande Attrattore Pompei-Ercolano e sistema
http://www.regione.campania.it/di
Archeologico Vesuviano; Parere Nucleo DGR n.1747
partimento%20_economia/pornew
9/05/2003
s/pit_scheda_anagrafica.xls
Pit Grande Attrattore Campi Flegrei; Parere Nucleo
DGR n.710 20/02/2003
Pit Parco Nazionale del Vesuvio; Parere Nucleo DGR
n.709 20/02/2003
Pit Itinerario Culturale Valle dell'Antico Clanis; Parere
Nucleo - DGR n.708 20/02/2003
Documento
Pit Parco Regionale dei Campi Flegrei
Pit Distretto Industriale S.Marco Dei Cavoti; Parere
Nucleo - DGR n.2542 del 06/08/2003
REGIONE CAMPANIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
PROGRAMMAZIONE ATTUATIVA
(procedura negoziale)
Sottofase
Approvazione dei
singoli PI
Fase
103
Pit Citta' di Caserta; Parere Nucleo - DGR n.6206
18/12/2002
Pit Grande Attrattore Paestum-Velia; Parere Nucleo DGR n.6205 18/12/2002
Pit Itinerario Culturale Valle dell'Ofanto; Parere Nucleo
- DGR n.704 20/02/2003
Pit Itinerario Culturale Antica Volceìj; Parere Nucleo DGR n.705 20/02/2003
Pit Itinerario Culturale Regio Tratturo AV; Parere
Nucleo - DGR n. 706 20/02/2003
Documento
Pit Itinerario Culturale Antica Capua; Parere Nucleo DGR n.707 20/02/2003
REGIONE CAMPANIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA (procedura
negoziale)
Fonte
Fase
Rapporti di valutazione
intermedia
Rapporti Annuali di Esecuzione
Relazioni sullo stato di attuazione
Stipula degli accordi
Approvazione dei singoli PI
Sottofase
104
Comitato di Sorveglianza - "Stato di attuazione
del POR Campania 2000-2006" - Gennaio 2003
Pit Salerno Citta' dell'eccellenza; Parere Nucleo DGR n.6203 18/12/2002
Pit Citta' di Avellino; Parere Nucleo - DGR
n.6202 18/12/2002
Pit Grande Attrattore Certosa di Padula; Parere
Nucleo - DGR n.6201 18/12/2002
Pit Grande Attrattore Reggia di Caserta; Parere
Nucleo - DGR n.6200 18/12/2002
Pit "Benevento: il futuro nella storia"; Parere
Nucleo - DGR n.6199 18/12/2002
Documento
Pit Citta' di Napoli; Parere Nucleo - DGR n.6204
18/12/2002
REGIONE CAMPANIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
PROGRAMMAZIONE ATTUATIVA
(procedura negoziale)
REALIZZAZIONE
http://www.regione.campania.it/di
partimento%20_economia/Sorveg
lianzapor/documenti/Stato_Attuaz
ione_POR_Campania_2000_2006
.pdf
Fonte
POR
Valutazione ex-ante dei
POR e/o PI
Sottofase
Linee guida per la
valutazione ex-ante dei
POR e/o PI
Tipologie e
caratteristiche della
progettazione
integrata
Argomento
Contenuto
105
Caratteristiche
generali
Il Progetto Integrato si configura come un progetto complesso, costituito da specifici interventi
nell’ambito del Programma Operativo Regionale, che richiedono una forma di attuazione e di
gestione integrata, caratterizzata per aspetti di innovazione nei contenuti e nelle modalità, ma che
non comporta necessariamente la costituzione di un nuovo soggetto (ad esempio Progetti Integrati
promossi
da
parchi
nazionali
o
regionali),
né
tanto
meno
un
istituto
di
natura
negoziale.
Il
Progetto
Integrato
punta
a
soddisfare
una
duplice
esigenza:
- assicurare adeguato riconoscimento agli interventi che rispondano a un principio di integrazione e
di concentrazione, sia funzionale che territoriale, e siano quindi basati su di una idea guida di
sviluppo, esplicitata e condivisa secondo le procedure partenariali della programmazione e della
concertazione socio-istituzionale, ed attuata secondo il principio della sussidiarietà e della
valorizzazione
del
ruolo
delle
autonomie
locali
e
territoriali;
- fare in modo che alla maggiore complessità di realizzazione di queste azioni facciano riscontro
modalità gestionali unitarie, organiche e integrate, in grado di consentire l’effettivo conseguimento
degli
obiettivi
nei
tempi
prefissati.
Gli
elementi
identificativi
che
caratterizzano
i
Progetti
Integrati
sono:
- individuazione dell’idea-guida e della strategia del progetto, che si traduce nella definizione e nel
perseguimento
di
obiettivi
concreti
riferiti
al
progetto
stesso;
- identificazione di un ambito territoriale o tematico specifico (inteso nel senso individuato al punto
precedente) che
REGIONE CAMPANIA- LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
POR
Sottofase
Contenuto
106
rappresenta il contesto di riferimento;
- identificazione del soggetto responsabile del progetto;
- identificazione delle modalità gestionali e procedurali più opportune a rendere effettiva la
realizzazione dei Progetti Integrati, sia all’interno della Regione, sia nei rapporti di
integrazione con i soggetti esterni;
- definizione di un adeguato sistema di monitoraggio e valutazione dei Progetti Integrati, che
consenta di effettuare aggiustamenti in itinere,
nonché di verificare i risultati in coerenza con gli obiettivi che il Progetto si propone.
Le
tipologie
di
progettazione
integrata
- Progetti integrati di filiera (PIF). Permettono di concentrare e integrare l’azione di
politica strutturale su alcune filiere produttive locali tra quelle più significative nel
panorama regionale. Gli interventi programmati in tale ambito sono finalizzati al
potenziamento ed all’ammodernamento delle strutture produttive, sia della fase agricola
che
della
fase
di
trasformazione
e
commercializzazione.
Tipologie e caratteristiche - Progetti integrati nelle aree rurali in ritardo (PIAR. Risponono alla finalità di attivare
della progettazione integrata meccanismi
autopropulsivi
di
sviluppo
integrato
in
quelle
aree
regionali
dove
i
fenomeni
di
ritardo
sono
più
preoccupanti.
Interventi
orizzontali
(I.Or)
Hanno
una
duplice
finalità:
sostenere le strutture produttive agricole e agro-industriali diffuse sul territorio
regionale le quali, pur non ricadendo in specifici contesti di filiera e/o locali, hanno in ogni
caso valide prospettive di sviluppo; sostenere gli interventi infrastrutturali per la
valorizzazione del territorio e per la tutela delle risorse naturali.
Argomento
REGIONE CAMPANIA- LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
Assi/obiettivi/misure/azioni
che contribuiranno alla
realizzazione della
progettazione integrata
POR
Contenuto
Asse I – Risorse Naturali (non sono specificate le misure) Asse II – Risorse Culturali - Misura
2.1 – promozione e valorizzazione integrata del sistema dei beni culturali - Misura 2.2 –
sostegno allo sviluppo di imprese della filiera dei beni culturalimisura 2.3 – sviluppo delle
competenze , del potenziale umano e dell’imprenditorialità nel settore della cultura e del
tempo libero Asse III Risorse Umane (non sono specificate le misure)Asse IV Sistemi locali
di sviluppo Misura 4.2 - sostegno allo sviluppo produttivo del tessuto imprenditoriale
regionale. Misura 4.4 - rafforzamento del potenziale umano finalizzato allo sviluppo localemisura 4.5 - sostegno allo sviluppo ad alla riqualificazione deisistemi turistici locali e alla
realizzazioni di itinerari turisticimisura 4.6 - infrastrutture e strutture complementari allo
sviluppo dei sistemi turistici locali e degli itinerari turistici. Asse V Città Misura 5.2 –
sostegno alla riqualificazione del tessutoimprenditoriale nell’ambito di programmi di
recupero e sviluppo urbano-Misura 5.3 – sostegno allo sviluppo di programmi integrati
dicooperazione fra enti locali territoriali: Asse VI Reti e nodi di servizio (non sono specificate
le misure)
107
Gli ambiti di applicazione dei progetti integrati saranno prioritariamente costituiti dalle aree
di concentrazione dello sviluppo che il Programma Operativo individua con maggiori
potenzialità
quali:
sistemi naturali definiti, come i parchi nazionali Cilento e Vesuvio, dotati di un’adeguata
massa
critica
in
grado
di sostenere processi
autonomi
di sviluppo;
Individuazione dei Progetti
distretti e “protodistretti” produttivi e turistici, città, giacimenti culturali;
Integrati e ambito territoriale
i progetti integrati di filiera / cluster / settore (agroalimentare, ciclo dei rifiuti, termale), che si
d'intervento
concentrano su un comune obiettivo di sviluppo produttivo integrato, da conseguirsi anche su
di
un
territorio
diffuso;
i progetti integrati infrastrutturali, che sono costituiti da un insieme di operazioni
infrastrutturali che si concentrano sulla realizzazione di sistemi a rete in cui convergono più
tipologie infrastrutturali (intermodalità).
Argomento
Sottofase
REGIONE CAMPANIA- LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
POR
Sottofase
108
Argomento
Contenuto
Entità complessiva e Il POR Campania individua nel 40% del proprio piano finanziario l’ammontare delle risorse
distribuzione
orientativamente attribuite al complesso dei Progetti Integrati, che saranno redatti secondo le priorità
temporale delle
e le strategie del POR.
risorse destinate ai
Progetti Integrati
Il POR definisce i compiti degli organi preposti alla programmazione/attuazione della progettazione
integrata.
Il Dipartimento per l’Economia detta indirizzi unitari per quanto attiene ai tempi, alle procedure, al
monitoraggio ed al controllo delle azioni attuate dai responsabili delle singole misure e dei Progetti
Individuazione delle Integrati.
modalità o procedure Il Comitato di Coordinamento definisce le caratteristiche dei Progetti integrati (tenuto conto di
di attuazione/gestione quanto stabilito nel POR), le loro procedure di predisposizione e attuazione e la loro dotazione
(modalità di
finanziaria.
partenariato,
L'Unità Progetti Integrati, deve:
valutazione,
- istruire, sotto il profilo tecnico, le pratiche inerenti i Progetti Integrati;
costituzione uffici - assicurare la puntuale esecuzione delle procedure di concertazione, di stesura dei protocolli
regionali, ecc.)
d'intesa, di ausilio per il superamento delle difficoltà eventuali riscontrate nell'attuazione delle azioni
previste dai Progetti Integrati;
- sorvegliare e verificare l’implementazione e l’avanzamento dei progetti integrati.
Inoltre, il POR indica che dovranno essere assicurati alcuni requisiti attinenti alle modalità di
realizzazione dei Progetti Integrati.
REGIONE CAMPANIA- LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
POR
Sottofase
109
Contenuto
Il primo requisito riguarda la capacità di assicurare un monitoraggio efficace e tempestivo degli
effetti e delle trasformazioni reali che l’attuazione del progetto via via produce.
Il secondo requisito è la previsione di un soggetto, il project manager, che avrà la facoltà di agire per
risolvere i problemi che insorgono rapidamente ed in modo efficace. Il project manager, sarà dotato
di
adeguati
poteri
per
tutta
la
durata
dell’intervento.
Il terzo requisito riguarda la capacità di gestire in modo efficace la rete di relazioni con altri soggetti
Individuazione delle istituzionali che possono avere un ruolo più o meno significativo in fase di attuazione, e dunque
modalità o procedure prevedere forme e procedure di raccordo che ne assicurino la cooperazione.
di attuazione/gestione Il quarto requisito riguarda la valutazione ex ante del progetto; è infatti essenziale identificare, in
sede di definizione del progetto, indicatori di risultato e di impatto pertinenti e significativi che
(modalità di
permettano di verificare se e quanto alcuni effetti attesi hanno realmente luogo.
partenariato,
Le modalità specifiche di organizzazione ed attuazione della programmazione integrata sono
valutazione,
costituzione uffici disciplinate dal complemento di programmazione, che individua anche le modalità per dare sostegno
e supporto alle attività di costituzione e di progettazione dei programmi.
regionali, ecc.)
Argomento
REGIONE CAMPANIA- LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
CDP
POR
Sottofase
Tipologie e
caratteristiche della
progettazione
integrata
Argomento
Indicatori di
realizzazione riferiti
ai Progetti Integrati
Contenuto
110
- Progetti Integrati che integrano settori di intervento, temi ed attività diversi di un medesimo
ambito territoriale;
- Progetti Integrati che integrano in filiera attività di un unico comparto o riferite ad un unico tema,
su territori anche diversi, che possono addirittura, ma non necessariamente devono, ricomprendere
l’intero territorio regionale
In entrambi i casi, e chiunque sia il soggetto proponente, i P.I. devono riguardare ambiti territoriali o
settori tematici individuati sulla base di una idea guida di sviluppo direttamente collegabile ad un
obiettivo specifico del POR e quindi ad un asse di sviluppo.
I PI si configurano come progetti complessi, costituiti da una pluralità di azioni e di operazioni,
individuate sulla base di un ampio partenariato istituzionale e sociale, che attengono a soggetti e
competenze molteplici, enfatizzate dall’ampio processo di decentramento introdotto
nell’ordinamento dalla L. 59/97, e che vanno attuate secondo principi di integrazione territoriale e
temporale. Il CdP ritiene pertanto che l’attuazione dei PI debba essere perseguita attraverso l’utilizzo
di istituti negoziali quali, in particolare l’accordo di programma ex legge 142/90, in quanto conforme
ai principi di sussidiarietà e di responsabilità.
Gli istituti negoziali da utilizzare andranno scelti in funzione del progetto e dell’efficienza ed
efficacia che lo specifico istituto potrà offrire.
L’Autorità di gestione del PI è in ogni caso la Regione.
REGIONE CAMPANIA- LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
CDP
Sottofase
Individuazione dei
Progetti Integrati e
ambito territoriale
d'intervento
Argomento
Assi/obiettivi/misure/a
zioni che
contribuiranno alla
realizzazione della
progettazione integrata
111
Contenuto
I PI si caratterizzano per la previsione di operazioni integrate, che cioè fanno capo ad assi e/o
misure diverse, fra loro esplicitamente collegate e finalizzate ad un unico obiettivo di sviluppo.
Asse 2 - risorse culturali : Misura 2.1; Misura 2.2; 2.3
Asse 3 - risorse umane: Misura 3.16; 3.17
Asse 4 -sistemi locali di sviluppo: Misura 4.2 (azione A, C, D, E, F, H); Misura 4.3; Misura 4.4;
Misura 4.5; Misura 4.6; Misura 4.7
Asse 5 - Città: Misura 5.1; Misura 5.2; Misura 5.3
Asse 7 - assistenza tecnica: Misura 7.1 (sottomisura 7.1.1, azione D)
Il CdP identifica i possibili ambiti di realizzazione dei PI :
a) Recependo le indicazioni prioritarie di ambiti specifici già contenute nel POR.Trattasi in
particolare :
- dei Parchi nazionali e regionali;
- delle città capoluogo;
- della filiera termale;
- delle filiere agro-alimentari;
- dell’intermodalità (Interporti)
- della filiera della materie prime seconde
- dei 7 Distretti industriali.
b) Recependo le indicazioni del POR in merito a riferimenti tematici e territoriali sulla base dei
quali l’individuazione degli ambiti specifici di realizzazione dei PI richiede una procedura di
specificazione/articolazione Si tratta di:
- sistemi locali a vocazione industriale o turistica;
- grandi attrattori culturali;
- poli e filiere produttive;
- itinerari culturali regionali;
REGIONE CAMPANIA- LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
CDP
Sottofase
112
Contenuto
- territori interessati da problemi di miglioramento delle caratteristiche di stabilità e sicurezza ;
- piani di zona sociali;
L’individuazione degli ambiti specifici in cui realizzare un PI sarà compiuta, attraverso la
Individuazione dei
concertazione tra le istituzioni coinvolte, nazionali e regionali, e sulla base delle procedure di
Progetti Integrati e
seguito indicate per ciascun asse, con atti della Giunta Regionale.
ambito territoriale
La procedura d’individuazione terrà conto della progettualità esistente coerente con gli ambiti
d'intervento
di riferimento sopra indicati e con il POR (PRUSST, Studi di fattibilità, PRU, URBAN2, ecc.) .
Le schede dei Progetti Integrati saranno inserite nel Complemento di Programmazione via via
che gli stessi saranno elaborati e posti in attuazione.
Entità complessiva e Il CdP conferma l’obiettivo di dedicare ai PI almeno il 40% delle risorse finanziarie assegnate al
distribuzione
P.O.R. Tali risorse saranno quantificate ed articolate per misura in relazione all’avanzamento dei
temporale delle risorse processi di identificazione-costruzione dei PI.
destinate ai Progetti
Integrati
Argomento
REGIONE CAMPANIA- LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
113
La progettazione del progetto viene realizzata:
A. Direttamente dalla Regione, ove la promozione del PI resta in capo ad essa. Gli ambiti oggetto
di PI, se non già individuati dal POR e/o dal CdP, sono individuati, secondo le procedure
specifiche di asse, dal Tavolo Istituzionale Regione-Provincie, ovvero, nel caso di filiere e/o di
Individuazione delle
ambiti settoriali, direttamente dalla G.R.
modalità o procedure
B. dal Tavolo di concertazione tra gli Enti pubblici ove la promozione del PI non sia in testa alla
di attuazione/gestione
Regione.
(modalità di
Gli ambiti oggetto di PI, se non già individuati dal POR e/o dal CdP, sono individuati, secondo le
partenariato,
procedure specifiche di asse, dal Tavolo Istituzionale Regione-Provincie.
valutazione,
La valutazione ed approvazione del PI si articola nelle seguenti fasi, stabilite con atto del
costituzione uffici
responsabile dell’autorità di gestione:
regionali, ecc.)
A. Il progetto di PI viene sottoposto a processo valutativo della fattibilità e della coerenza interna,
rispetto al POR e al QCS, da parte del Nucleo Regionale di Valutazione e Verifica (NRV)
B. Il NRV potrà eventualmente modificare la metodologia operativa per la redazione dei PI in
relazione a condizioni
CDP
Sottofase
114
Contenuto
specifiche e ad esigenze che si dovessero manifestare in sede di applicazione;
C. L’Ufficio P.I., acquisito il parere vincolante del Nucleo, sottopone il progetto all’approvazione
della Giunta regionale che approva il progetto di PI e assume l’impegno finanziario programmatico
D. Il Nucleo, dopo l’approvazione del PI da parte della Giunta regionale, trasmette le schede
afferenti alle singole operazioni approvate, al Responsabile del PI, anche per l’inoltro ai
Responsabili delle Misure interessate. L'attuazione del PI si articola nel seguente modo:
Per i P.I.T. di cui al punto A della progettazione, la procedura è specificata nel progetto di PI in
relazione a quella prevista dalla misura di riferimento. Per i P.I.T. di cui al punto B della
Individuazione delle progettazione, gli enti locali partecipanti al tavolo di concertazione, prima della firma del
modalità o procedure protocollo d’intesa, devono individuare all’interno di una convenzione, il cui schema viene
di attuazione/gestione approvato dalla Giunta Regionale, il capofila della fase di attuazione. La concertazione e il
(modalità di
partenariato si atterranno, in linea generale, ai seguenti principi:
partenariato,
A. L’individuazione dell’idea forza e dei progetti portanti dei PI, attraverso un processo di
valutazione,
concertazione che potrà coinvolgere sia Amministrazioni Centrali sia Amministrazioni Locali;
costituzione uffici
B. la Regione realizza con le Province le più opportune intese per l’individuazione e la promozione
regionali, ecc.)
dei PI mediante la sottoscrizione di un protocollo quadro
C. La costruzione e l’attuazione dei PI sono perseguiti sia attraverso la concertazione che mediante
il partenariato istituzionale e sociale.
Organizzazione: Il Dipartimento regionale per l’economia, che sovrintende all’attuazione del
POR, dispone di una specifica unità per il coordinamento dei progetti integrati con il compito di
coordinare e supportare il processo di identificazione, progettazione, approvazione e attuazione dei
PI.
Argomento
REGIONE CAMPANIA- LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
Decisioni assunte dai
Comitati di
Sorveglianza POR
CDP
Sottofase
115
Contenuto
Nell’allegato 3 del CdP - Valutazione ex ante delle Misure – è riportato il quadro complessivo
Indicatori di
degli indicatori di programma articolato per assi, obiettivi, misure relativo a Impatto, Risultato,
realizzazione riferiti ai
Realizzazione
Progetti Integrati
Seduta 16 novembre 2000 - Il Comitato conferma il complemento di programmazione presentato,
sottolineando le esigenze di completamento
Seduta 28 giugno 2001 - In relazione alle proposte di adeguamento del Complemento, il Comitato
procede all’approvazione di integrazioni, adattamenti e inserimenti relativi a vari capitoli. La
Commissione fa presente la necessità che la nuova versione del Complemento che le sarà trasmessa
tenga conto delle osservazioni inviate con lettera del 1.6.01,
Seduta 14 dicembre 2001 - In relazione alle proposte di adeguamento del Complemento, il Comitato
Implementazioni e
procede all’approvazione di integrazioni, adattamenti e inserimenti relativi a vari capitoli.
modifiche al CDP
Seduta 20 giugno 2002 - In relazione alle proposte di adeguamento del Complemento, il Comitato
procede all’approvazione di integrazioni, adattamenti e inserimenti relativi a vari capitoli.
Seduta 22 gennaio 2003 - Il Comitato di Sorveglianza approva modifiche al CdP riguardanti le
misure 1.8; 1.11; 2.2; 3.8; 3.9; 3.15; 4.5; 4.18, 5.3, 6.5, 7.1. Il piano finanziario delle misure 3.2.;
3.3; 3.5; 3.8; 3.9; La modifica al Capitolo I.e.1 Progetti Integrati.
Seduta 11 luglio 2003 - Il CdS approva modifiche al Complemento di Programmazione nei punti
che riguardano il documento (capitoli I.D e I.E.5), le misure ed allegati.
Argomento
REGIONE CAMPANIA- LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
Regione Molise
1.
Inquadramento generale
I seguenti documenti ufficiali contribuiscono alla definizione del modello regionale di
programmazione attuativa di Progettazione Integrata in Molise che prevede l’attuazione
attraverso procedura di emanazioni di bandi.
Strategia regionale
• Programma Operativo Regionale Molise 2000-2006, approvato con delibera di Giunta
regionale n.755 del 12/6/2000 e dalla Commissione con decisione C (2000) 2371 dell'8/8/2000
• Complemento di Programmazione del POR Molise 2000-2006 – Il CdP (aggiornamento
07/2002) riporta le modifiche conseguenti alle decisioni del Comitato di Sorveglianza di
gennaio 2002 e all'attivazione della procedura scritta del 29 marzo 2002.
Formalizzazione/implementazione delle indicazioni dei POR e CdP
• Linee guida e criteri per l'attuazione dei PIT Regione Molise: DGR n. 235 del 28 febbraio
2001, pubblicata sul Bollettino della Regione Molise n. 9 del 14 aprile 2001.
• Bando pubblico per la seleziona delle proposte di PIT (Supplemento Straordinario n.1 del
BURM del 16 febbraio 2002, n. 3)
Definizione delle modalità procedurali del singolo PI
• Accordi esecutivi di attuazione sottoscritti tra la regione Molise e i Soggetti Responsabili;
2.
La strategia regionale
Il POR della Regione Molise definisce la tipologia di Progetti integrati territoriali (PIT) come
progetti complessi costituiti da singoli progetti che si integrano reciprocamente e corrispondono
a un circoscritto ambito territoriale intercomunale, promossi da attori locali.
Il Complemento di Programmazione stabilisce che ciascun PIT dovrà far riferimento ad un
responsabile regionale individuato, al momento dell’approvazione del singolo PIT, tra i
responsabili delle misure integrate, tramite la stessa delibera di Giunta di approvazione del PIT.
Il responsabile regionale avrà il ruolo di coordinamento degli altri responsabili di misura ed avrà
facoltà di convocare conferenze di servizi e di assumere tutte le iniziative che consentano di
velocizzare la realizzazione del PIT.
116
Le procedure descritte dal CdP demandano alla proposta di PIT, quale specifico elemento da
valutare, la descrizione dell’ipotesi organizzativa e gestionale del PIT e dell’attribuzione di
responsabilità con indicazione del soggetto capofila responsabile del partenariato.
La programmazione regionale prevede una procedura a bando, attraverso la quale i soggetti
promotori sono chiamati a presentare le proposte di PIT con la descrizione sia della strategia
locale (idea forza), sia del dettaglio delle operazioni.
Secondo quanto previsto dalle procedure regionali, sono stati chiamati a rispondere al bando
(pubblicato in Supplemento Straordinario n.1 del BURM del 16 febbraio 2002, n. 3, con
scadenza 17 maggio 2002, prorogata al 17 luglio), i seguenti soggetti:
- Capofila Pubblico nominato da un raggruppamento di enti locali territoriali (art. 30 del
Testo Unico Enti Locali)
- Rappresentante legale di società di capitali a prevalente partecipazione pubblica espressione
del partenariato organizzato sul territorio (artt. 113 e 116 del TU EELL)
- il soggetto rappresentante del Contratto d'Area per il PI previsto in supporto alle azioni del
Contratto stesso
Le Province hanno avuto facoltà di aderire come partner ai PI di iniziativa degli attori locali
ricadenti negli ambiti di rispettiva competenza e/o di svolgere un ruolo di promotore per la
redazione di PI. Il bando ha previsto anche la possibilità di aderire in qualità di partner ai PIT di
rispettivo interesse per l’Università del Molise e il Parco Scientifico e Tecnologico.
Inoltre, l’art. 10 del bando indica che nell’Accordo Esecutivo di attuazione del PIT si preveda
l’istituzione di un Comitato di coordinamento, presieduto dal Presidente della Regione e
composto dai rappresentanti designati dalla Regione Molise, dall’Autorità ambientale, dai
rappresentanti del partenariato locale e dalle rappresentanze delle OOSS dei lavoratori e delle
associazioni di categoria maggiormente rappresentative. L’art. 10 del bando specifica anche che
alla stipula dell’Accordo esecutivo di attuazione debba essere individuato il rappresentante (del
capofila pubblico o della società di capitali a prevalente partecipazione pubblica) che assuma le
funzioni di coordinatore del PIT e di coordinamento dei soggetti attuatori dei singoli interventi.
Le proposte, redatte secondo il formato allegato al bando, sono state sottoposte ad un’istruttoria
di ammissibilità e ad una successiva valutazione di merito, in base agli esiti della quale è stata
stipulata una graduatoria, per sistema territoriale, dei PI finanziabili.
La procedura regionale di valutazione, esplicitata nel bando, prevede un processo articolato in 2
fasi sequenziali interne alla Regione:
117
1) "Ammissibilità delle proposte", svolta dal Nucleo di Valutazione per gli aspetti di
completezza del contenuto della proposta e dai responsabili di misura per gli aspetti di
ammissibilità.
2) "Istruttoria, Valutazione e Selezione dei PI prioritari".
Dopo aver concluso la propria valutazione, il Nucleo provvede alla comunicazione alla Regione
(Direzione Generale I, Autorità di Gestione Regionale) dei risultati della valutazione, sulla base
dei quali la Regione provvede a definire le quattro graduatorie di merito, una per ogni
macroarea, in base alle quali verranno assegnate le risorse disponibili.
Prima di emanare la delibera di approvazione, la Giunta si riserva la facoltà di integrare la
procedura di valutazione con una fase negoziale, tramite la quale apporre eventuali modifiche
alla proposta di PI positivamente istruita dal Nucleo, al fine di ricondurre a coerenza il
complesso dei PI da finanziare, il quadro finanziario complessivo per misura e la tempistica
generale di attuazione.
L’identificazione degli ambiti territoriali e/o tematici dei Progetti Integrati ha preceduto
l’identificazione degli ambiti tematici (funzione degli obiettivi di sviluppo e/o riequilibrio
territoriale degli ambiti territoriali di riferimento) ed è contenuta nel CdP del POR Molise,
assumendo quale riferimento programmatico la lettura socio-economica del territorio svolta in
funzione del PRS in fase di redazione:
- sistema di Isernia Venafro
- sistema dell'Alto Molise
- sistema del Molise Centrale
- sistema del Basso Molise
Ai 4 sistemi territoriali identificati, il CdP aggiunge anche, l’identificazione tematica, oltre che
territoriale, di un ulteriore ambito di realizzazione di PI, relativo ad un progetto complesso da
realizzare quale supporto alle iniziative del Contratto d’area Molise Interno.
I settori/ assi prioritari interessati, totalmente o parzialmente, a progetti integrati sono in
particolare:
Asse I - Risorse naturali: misure 1.6, 1.7
Asse II - Risorse culturali: misure 2.1, 2.2, 2.3
Asse III – Risorse umane: misure 3.2, 3.3, 3.4, 3.8, 3.9, 3.11
Asse IV - Sistemi locali: 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 4.5, 4.6,4.7,4.11
Successivamente alla pubblicazione della delibera di approvazione, il referente della Regione
per il PI provvederà, previa convocazione del soggetto promotore, alla definizione dell'Accordo
Esecutivo di Attuazione del PI, sottoscritto dal presidente della Regione e dal rappresentante
legale del soggetto proponente del PI.
118
L’Accordo esecutivo di attuazione deve riportare tutti gli elementi necessari alla realizzazione
del PIT, compreso il quadro finanziario definitivo, la tempistica e le modalità attuative, con
l’indicazione dei soggetti responsabili e attuatori.
Le modalità di attuazione dei PI sono pertanto da definire; la procedura regionale demanda
infatti alla definizione dell’Accordo Esecutivo di attuazione la progettazione delle specifiche
modalità attuative.
Il Complemento di Programmazione indica l’elenco delle misure integrabili e, per ciascuna di
esse, la quota percentuale destinata ai PIT da realizzare sui sistemi territoriali identificati e al
PIT da realizzare quale supporto alle iniziative del Contratto di area Molise Interno.
Il complesso delle risorse attribuite a titolo programmatico, alla progettazione integrata è stato
ripartito ex-ante fra i sistemi territoriali sulla base dei seguenti criteri:
- la dimensione delle aree in termini demografici
- la dimensione delle aree in termini di superficie
- il livello di disagio sociale per il quale si è assunto il tasso di disoccupazione (divario
rispetto alla media regionale)
- la tendenza allo spopolamento
- esclusione dalla deroga ex art.87.3c
In base a tali criteri, le risorse pubbliche disponibili per le macroaree identificate risultano così
ripartite:
Alto Molise
15,28%
9,229 Meuro
Basso Molise
25,10%
15,228 Meuro
Molise Centrale
41,65%
25,160 Meuro
Isernia - Venafro
17,87%
10,795 Meuro
Totale 4 sistemi territoriali
60,413 Meuro
Ai fondi di spesa pubblica destinati ai PIT il CdP aggiunge 3,904 Meuro per il PIT di supporto
al Contratto d'Area Molise Interno.
3
Le Linee Guida regionali
Le linee guida ed i criteri per l’attuazione dei PIT Regione Molise sono state deliberate dalla
Giunta regionale e pubblicate sul Bollettino della Regione Molise.
4 Definizione delle modalità procedurali
L’iter procedurale per definire le modalità di formulazione dei P.I. e per individuare le priorità e
le iniziative finanziabili nell’ambito di tale strumento è il seguente:
119
-
-
allestimento, entro il 31.10.2001, del bando pubblico per l’individuazione delle proposte di
P.I. finanziabili; il bando sarà pubblicato sul B.U. e sul sito Internet della Regione Molise;
presentazione delle candidature dei P.I., nonché i conseguenti adempimenti, (istruttoria,
valutazione e selezione), secondo le modalità e le date da definirsi in apposito bando,
concernente anche la presentazione del P.I. relativo al Contratto d'area "Molise Interno";
definizione, entro 60 giorni dalla selezione da parte della G.R. dei P.I., di corrispondenti
accordi di programma da stipulare con i soggetti proponenti dei P.I. finanziabili;
acquisizione dei P.I. selezionati al CdP quali parti integranti dello stesso.
5 Lo stato attuale della programmazione attuativa
In risposta al Bando Pubblico per l’assegnazione di finanziamenti ai Progetti Integrati sono stati
presentati sette progetti, due per la macroarea del Molise Centrale, due per la macroarea del
Basso Molise, uno per la macroarea Alto Molise e uno per la macroarea Isernia – Venafro. Nel
dettaglio:
- PI “Sistema locale di offerta turistica dell’Alto Molise”, proposto dalla Alto Molise
Sviluppo SCARL per la macroarea Alto Molise.
- PI “Minoranze linguistiche storiche arbërësh e croata”, proposto dal Comune di
Montecilfone per la macroarea Basso Molise.
- PI “Ambiente, turismo, impresa. Un’integrazione possibile per uno sviluppo diffuso”,
proposto dalla Matese per l’occupazione SCPA nell’ambito della macroarea Molise Centrale.
- PI “Medio Trigno”, proposto dalla Comunità Montana Trigno Medio Biferno nell’ambito
della macroarea Molise Centrale.
- PI “Per uno sviluppo equilibrato ed armonioso” proposto da Innova SCARL nell’ambito
della macroarea Basso Molise.
- PI “E-Molise diffusione della new economy nel Molise interno” proposto da Molise
sviluppo SCPA per il territorio del Contratto d’Area.
- PI “Civiltà dell’acqua” proposto da Isernia Venafro Sviluppo SCARL nell’ambito della
macroarea Isernia-venafro.
Nel mese di marzo il NVIP ha formulato la relazione conclusiva in merito al processo di
valutazione dei P.I.
Con le Deliberazioni nn. 843 e 844 del 23 luglio 2003 la Giunta regionale ha approvato i PI
“Minoranze linguistiche storiche arberesh e croata” e “Medio Trigno”.
Per gli altri PI sono in corso le procedure di concertazione per la sottoscrizione degli Accordi.
120
TAVOLE SINOTTICHE DELLA REGIONE MOLISE
121
CDP
POR
Valutazione ex-ante dei
POR e/o PI
Sottofase
Linee guida per la
valutazione ex-ante dei
POR e/o PI
Decisioni assunte dai
Comitati di
Sorveglianza POR
Formalizzazione delle
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA (procedura a indicazioni dei POR e/o
bando)
dei CdP
PROGRAMMAZIONE
REGIONALE
Fase
122
Programma Operativo Regionale Del Molise 2000-2006 Decisione della Commissione europea C(2000)2371 08.08.2000
Complemento di Programmazione ob.1 Giunta Regionale
del Molise - Direzione generale I della programmazione
Documento
REGIONE MOLISE - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
http://europa.molisedati.it/molise/home.nsf/p
ages/comitatosorveglianza
www.regione.molise.it/PortaleRegioneMolis
e.nsf?Open
(Giunta:banche dati/delibere di giunta)
http://europa.molisedati.it/molise/home.nsf/p
ages/complementi?OpenDocument
Fonte
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA (procedura a
bando)
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA (procedura a
bando)
Fase
Valutazione dei PI
Emanazione dei bandi
Ulteriori strumenti di
supporto alla
progettazione integrata
Sottofase
Linee Guida regionali
per l'elaborazione dei
PI
123
PIT “Per uno sviluppo equilibrato ed armonioso
PIT “Ambiente, turismo, impresa. Un’integrazione
possibile per uno sviluppo diffuso”
PIT “Sistema locale di offerta turistica dell’Alto Molise”
PI “Civiltà dell’acqua”
Bando Pubblico della Regione Molise per il finanziamento
dei P.I.T. (in Supplemento Straordinario n. 1 del B.U.R.M.
n. 3 del 16/02/2002)
http://europa.molisedati.it/molise/home.nsf/p
ages/comitatosorveglianza
Documento
Fonte
"Linee guida e criteri per l'attuazione dei Progetti integrati http://db.formez.it/ArchivioNews.nsf/0/a3b8
- Provvedimenti" DGR n.235 del 28/02/2001, BUR Molise 818d04b047c480256a45004c8ba7?OpenDoc
n. 9 del 14 aprile 2001
ument
REGIONE MOLISE - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
REALIZZAZIONE
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA (procedura a
bando)
Fase
Relazioni sullo stato di
attuazione
Rapporti Annuali di
Esecuzione
Rapporti di valutazione
intermedia
Stipula degli accordi
Approvazione dei
singoli PI
Sottofase
Valutazione dei PI
124
PIT "Medio Trigno" - DGR n. 844 del 23 luglio 2003
Documento
PIT “E-Molise diffusione della new economy nel Molise
interno
PIT "Minoranze linguistiche storiche arberesh e croata" DGR n. 843 del 23 luglio 2003
REGIONE MOLISE - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
Fonte
POR
Valutazione
ex-ante dei
POR e/o PI
Sottofase
Linee guida
per la
valutazione exante dei POR
e/o PI
Tipologie e
caratteristiche della
progettazione
integrata
Argomento
Contenuto
125
A partire degli elementi identificativi dei progetti integrati il CdP, come previsto al punto 6.4.7 del Qcs
evidenzierà i seguenti aspetti:
· Identificazione dei contesti territoriali o tematici destinatari prioritari degliinterventi dei progetti integrati·
Individuazione degli obiettivi dei progetti integrati
· Indicazione della strategia di interventi
. Procedure di progettazione, approvazione e finanziamento dei progetti integrati e ammontare delle risorse
complessive loro destinate
· Modalità e criteri per la selezione dei singoli progetti e dei beneficiari finali
· Identificazione delle misure che, all’interno dei vari Assi, contribuiscono alla realizzazione dei progetti
integrati
· Indicazione dei soggetti responsabili
· Indicazione dei criteri utilizzati per l’individuazione del soggetto interno alla Regione responsabile del
coordinamento tra le varie misure del POR coinvolte e della valutazione dei progetti
REGIONE MOLISE - ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
Argomento
Tipologie e
caratteristiche della
progettazione
integrata
Sottofase
POR
126
Contenuto
· Modalità e criteri per la selezione dei singoli progetti e dei beneficiari finali
· Identificazione delle misure che, all’interno dei vari Assi, contribuiscono alla realizzazione dei progetti
integrati
· Indicazione dei soggetti responsabili
· Indicazione dei criteri utilizzati per l’individuazione del soggetto interno alla Regione responsabile del
coordinamento tra le varie misure del PORcoinvolte e della valutazione dei progetti integrati
· Modalità di coordinamento fra i diversi centri di responsabilità all’interno della Regione e con i soggetti
locali
· Eventuali procedure per l’attivazione di poteri sostitutivi da parte del soggetto responsabile
· Eventuale modalità di partecipazione del responsabile del progetto al Comitato di sorveglianza
· Integrazione con gli altri strumenti di pianificazione territoriale secondo modalità coerenti con leggi n.
112/98 (legge Bassanini) e n. 142/90 (concernente il coordinamento e l’accelerazione di procedure
amministrative)
· Eventuale integrazione con gli altri strumenti di promozione dello sviluppo locale (Patti territoriali, ecc.)
REGIONE MOLISE - ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
Sottofase
POR
Individuazione delle
modalità o procedure di
attuazione/gestione
(modalità di partenariato,
valutazione, costituzione
uffici regionali, ecc.)
Entità complessiva e
distribuzione temporale
delle risorse destinate ai
Progetti Integrati
127
Le strutture regionali responsabili dei vari aspetti dell'attuazione del POR saranno individuate sulla
base delle specifiche materie di competenza. Nel Complemento di programmazione ne saranno
precisate la composizione, i compiti, le responsabilità e le modalità operative.
Individuazione dei Progetti Vengono individuate le macro aree di riferimento all'interno delle quali perseguire gli obiettivi di
Integrati e ambito
sviluppo: Il sistema locale di Isernia - Venafro; Il sistema locale di Isernia - Venafro; Il sistema locale
territoriale d'intervento
di Campobasso; Il sistema locale del Basso Molise
Argomento
Contenuto
Assi/obiettivi/misure/azion I settori interessati ai P.I. sono quelli indicati nel QCS, vale a dire: la Rete ecologica per l'Asse I –
i che contribuiranno alla Risorse naturali; tutto l'Asse II - Risorse culturali; per l'Asse IV - Sviluppo locale, la Misura 4.6: Aiuti
realizzazione della
agli investimenti delle imprese turistiche e turismo rurale
progettazione integrata
REGIONE MOLISE - ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
CDP
Sottofase
Contenuto
Entità complessiva e
distribuzione temporale
delle risorse destinate ai
Progetti Integrati
128
Le risorse pubbliche destinate ai P.I. territoriali (pari a € 60.413.358) ammontano al 32 % della spesa
pubblica relativa alle Misure coinvolte . Nello specifico le Risorse assegnate per macroarea sono: Alto
Molise 15,28%, Basso Molise 25,21%, Molise Centrale 41,65%, Isernia - Venafro 17,87%
Tipologie e caratteristiche L’iter procedurale per definire le modalità di formulazione dei P.I. e per individuare le priorità e le
della progettazione
iniziative
finanziabili
nell’ambito
di
tale
strumento
è
il
seguente:
integrata
- allestimento, entro il 31.10.2001, del bando pubblico per l’individuazione delle proposte di P.I.
finanziabili; il bando sarà pubblicato sul B.U. e sul sito Internet della Regione Molise;
- presentazione delle candidature dei P.I., nonché i conseguenti adempimenti, (istruttoria, valutazione e
selezione), secondo le modalità e le date da definirsi in apposito bando, concernente anche la
presentazione
del
P.I.
relativo
al
Contratto
d'area
"Molise
Interno";
- definizione, entro 60 giorni dalla selezione da parte della G.R. dei P.I., di corrispondenti accordi di
programma
da
stipulare
con
i
soggetti
proponenti
dei
P.I.
finanziabili;
- acquisizione dei P.I. selezionati al CdP quali parti integranti dello stesso.
Assi/obiettivi/misure/azion I settori/ assi prioritari interessati, totalmente o parzialmente, a progetti integrati sono in particolare
i che contribuiranno alla l’Asse I-Risorse naturali; l’Asse II-Risorse culturali; l’Asse IV-Sistemi locali di sviluppo senza
realizzazione della
escludere la possibilità che per taluni progetti anche gli altri possano essere coinvolti; nella descrizione
progettazione integrata
delle misure viene inoltre specificato il possibile coinvolgimento con l’attuazione di P.I.. Non è
consentito l’inserimento nelle proposte di P.I. insistenti anche sui comuni compresi nell'ambito del
Contratto d'area azioni progettuali ricadenti nella riserva per il Contratto d'Area e dal medesimo
attivati, fatta eccezione per eventuale accordo con il soggetto di gestione di detto Contratto d'area.
Individuazione dei Progetti I quattro ambiti territoriali entro i quali intervenire con P.I., “la cui identificazione …. non costituisce
Integrati e ambito
una precisa indicazione programmatica, quanto una indicazione di metodo”, riguardano i sistemi locali
territoriale d'intervento
di Isernia-Venafro, dell’Alto Molise, di Campobasso (Centro Molise), del Basso Molise.
Argomento
Indicatori di realizzazione
riferiti ai Progetti Integrati
REGIONE MOLISE - ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
Decisioni
assunte dai
Comitati di
Sorveglianza
POR
Sottofase
CDP
Implementazioni e
modifiche al CDP
Indicatori di realizzazione
riferiti ai Progetti Integrati
Argomento
Individuazione delle
modalità o procedure di
attuazione/gestione
(modalità di partenariato,
valutazione, costituzione
uffici regionali, ecc.)
129
Contenuto
I progetti di P.I. saranno valutati dal Nucleo di Valutazione Regionale (N.V.R.) istituito ai sensi della
L.144/99 e dall’Autorità Ambientale per gli aspetti di propria competenza. Nelle more dell'attivazione
del N.V.R., i relativi compiti saranno svolti dalla struttura della DG I con l'ausilio del Nucleo di
Valutazione del Ministero Economia e Finanze (cfr. POR). Il processo valutativo di pertinenza del
predetto N.V.R. è il seguente:
A. Istruttoria dei vari progetti pervenuti, con verifica dell’ammissibilità delle proposte in termini di
completezza degli elementi formali, di rispondenza ai criteri di seguito definiti (Ia fase: ammissibilità
delle proposte);
B. Valutazione delle proposte pervenute (IIa fase: finanziabilità del progetto).
Il progetto di P.I., approvato dalla G.R. con le eventuali modifiche apportate in fase d’istruttoria,
costituirà parte integrante di accordo di P.I. da stipularsi fra la Regione Molise e i componenti del
partenariato del P.I..
REGIONE MOLISE - ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
Regione Puglia
1. Inquadramento generale
I documenti di riferimento analizzati per la fase di programmazione generale e per quella
attuativa, sono:
Valutazione ex ante
• Valutazione ex ante dei PIT
Strategia Regionale
•
Programma Operativo Regionale Puglia 2000-2006 - Decisione della Commissione
europea C(2000)2349 - 08.08.2000
•
Complemento di Programmazione del POR Puglia 2000-2006 - Approvato con D.G.R.
n. 497 del 17.04.03.
Linee Guida regionali
Linee Guida per l'elaborazione del programmi integrati territoriali-Presa d'atto del NVVIP nella
seduta del 12.07.02
#
Appunti per guidare la progettazione dei PIS in Puglia-Unità di valutazione (UVAL)
Ulteriori strumenti di supporto alla progettazione integrata
#
Indicazioni per l'integrazione della componente ambientale nei PIT (uno per ogni PIT)Presa d'atto del NVVIP nella seduta del 12.07.02
Il documento Linee Guida per la valutazione ex ante dei PIT” è stato formulato sulla base del
Reg. CE 1260/99. Le principali componenti della valutazione ex ante in relazione ai PIT,
riguardano nello specifico:
#
l’analisi dei punti di forza, dei punti di debolezza e del potenziale del sistema socioeconomico-territoriale dell’area PIT;
#
la valutazione delle motivazioni e della coerenza d’insieme della strategia;
#
la quantificazione degli obiettivi al fine di stabilire a quali risultati dovrebbe condurre il
Programma;
#
le interazioni e la congruenza degli interventi previsti con i piani ed i programmi che
interessano l’area di intervento;
#
la valutazione degli impatti socio-economici prevedibili;
#
la qualità della struttura organizzativa e gestionale.
130
2.
La strategia regionale
La Regione Puglia prevede due tipologie di progetti integrati quelli territoriali e quelli settoriali.
Il Programma Operativo Regione Puglia24 già individua:
•
gli ambiti territoriali dei PIT;
•
una prima articolazione dell’idea forza funzionale ad orientare l’ambito strategico del
progetto da promuovere.
La zonizzazione dei PIT riguarda una pluralità di aree territoriali e prende le mosse dal
riconoscimento di sistemi produttivi localizzati, caratterizzati non solo da problematiche
comuni, quanto da condizioni di consolidamento dei sistemi di sviluppo locale. Inoltre esse
coinvolgono tutti i settori produttivi ad esclusione del Turismo e dei Beni Culturali per i quali la
Regione intende attivare i Progetti Integrati Settoriali.
Questa modalità di aggregazione ha portato alla definizione dei seguenti i 10 progetti integrati
territoriali: Alto Tavoliere, Area Nord Barese, Area metropolitana di Bari, Area della Murgia,
Valle d’Itria, Taranto, Brindisi, Area Jonico-salentina, teritorio talentino leccese, Sub Appenino
Dauno.
Diversamente da quanto accade in altre regioni, l’individuazione dell’ambito e dell’idea forza
procedono di pari passo e quest’ultima è comunque legata alla valorizzazione del sistema
produttivo su cui il PI insiste. Le idee forza dei dieci PI pugliesi rimandano a quattro idee di
sviluppo comune del territorio:
•
sviluppo e innovazione dell’economia rurale, agricola e agro-alimentare (PIT 1,4,8);
•
consolidamento e innovazione dei sistemi manifatturieri (PIT 2,4,5,9);
•
sviluppo e innovazione dell’economia del Sub Appennino Dauno (PIT 10).
Nel POR viene inoltre esplicitata la scelta di distribuire in due trienni l’allocazione delle risorse
complessive attribuite ad Assi e Misure finalizzate all’attivazione dei PIT: il primo triennio è
dedicato alla “sperimentazione e dimostrazione”; il secondo al “consolidamento territoriale del
modello di sviluppo intrapreso”.
Il Complemento di Programmazione25 (C.d.P.) indica invece:
•
l’insieme degli assi e delle misure utilizzabili;
•
i confini geografici di riferimento per i PIT;
•
identificazione degli itinerari dei PIS;
•
l’entità complessiva e la distribuzione delle risorse destinate ai PIS e ai PIT.
In relazione al rapporto tra misure comprese nei PI ed assi, sia i PIT che i PIS coprono tutti gli
assi di riferimento del POR, tranne l’asse 5, non presente nei PIT.
24
25
Approvato con decisione della Commissione Europea n°2349 del 08.08.2000
Approvato con D.G.R. n. 497 del 17.04.03.
131
La delimitazione geografica dei PIT avviene attraverso l’indicazione dei distretti industriali e
dei sistemi produttivi locali. Per i PIS invece l’individuazione è data dalle direttrici di cui alla
misura 2.1 “valorizzazione e tutela del patrimonio culturale pubblico e miglioramento
dell’offerta e della qualità dei servizi culturali” e da 5 itinerari: Barocco Pugliese, Itinerario
Normanno Svevo Angioino, Habitat rupestre, Sud Salento, Gargano. Gli itinerari in questione
riguardano però percorsi tematici per i quali non viene predeterminato il perimetro dell’area
interessata. Questo verrà infatti definito dai singoli interventi che saranno inclusi nel progetto.
In relazione alle risorse pubbliche destinate ai progetti integrati, sono destinate nel complesso
circa 1281 Meuro dei quali: 730 circa per i PIT, 551 per i PIS.
Nel febbraio 2003, al fine di semplificare e accelerare il completamento dell’elaborazione dei
programmi e la fase di attuazione dei PI, nonché di ottimizzare la fase di gestione, il Comitato di
Sorveglianza del POR ha approvato la modifica al C.d.P. relativa alle procedure di attuazione
sia dei PIT che dei PIS.
Le principali novità introdotte per i PIT sono: l’Accordo tra le Amministrazioni e la stipula
della convenzione che istituisce l’Ufficio Unico Comune quale ente gestore del progetto
integrato territoriale.
L’accordo tra Amministrazioni, (previsto dalla Legge 241/90) diventa, previa stipula di apposita
convenzione, lo strumento principale di attuazione dei PIT. Questo permette di individuare un
unico rappresentante del territorio locale tra i soggetti ricadenti nell’area, di definire il
cronogramma di attuazione dei progetti e i reciproci adempimenti assunti da ciascun soggetto
pubblico coinvolto e indica il ruolo centrale dell’Ufficio Unico comune a tutte le
Amministrazioni competenti. Esso, in capo all’Ente Locale delegato dalle autonomie locali nella
suddetta convenzione, è unico centro di spesa e si occupa di predisporre e curare gli
adempimenti per l’espletamento delle gare e l’esecuzione dei lavori in riferimento alle opere
infrastrutturali individuate nell’Accordo fra le Amministrazioni, di effettuare il monitoraggio, di
curare la relazione di esecuzione da inviare ogni sei mesi agli organi regionali responsabili, di
verificare la coerenza con gli obiettivi del PIT delle proposte di progetto ricevute dai progetti.
Altro elemento introdotto dalle procedure di attuazione riguarda l’elenco delle strutture
regionali coinvolte nell’attuazione dei PIT.
In relazione invece alle novità introdotte per i PIS, le nuove procedure di attuazione introdotte
nel C.d.P. consentono la ridefinizione delle proposte dei soggetti locali tenendo conto delle
peculiarità distintive dei PIS connesse alla presenza di ambiti territoriali più ampi rispetto ai
PIT, nonché alla specializzazione derivante dalla prevalente caratterizzazione storicoarchitettonico-culturale individuata nei 5 itinerari previsti. In particolare le procedure
definiscono:
•
modalità di presentazione delle proposte progettuali ;
•
costituzione del Comitato di coordinamento del PIS, ;
•
ruolo del Comitato di Coordinamento che può proporre eventuali modifiche ed
adeguamenti alla proposta progettuale;
•
modalità di approvazione della proposta finale edl PIS da parte della Giunta Regionale;
132
•
procedure e criteri di selezione dei progetti.
3.
Le Linee Guida regionali
Le “Linee guida per l’elaborazione dei programmi integrati territoriali” della Regione Puglia
forniscono ai soggetti impegnati nell’elaborazione del programma, indicazioni al fine di:
assicurare uniformità e omogeneità nella modalità di stesura dei programmi; assicurare la
presenza dei contenuti indispensabili per una rapida prosecuzione dell’iter procedurale e per
un’adeguata valutazione da parte dell’Amministrazione regionale; assicurare che i contenuti
previsti nei Programmi siano tali da consentire la realizzazione degli obiettivi previsti dal POR,
assicurare assistenza tecnica ai soggetti del territorio.
Il documento in esame individua tre macro fasi in cui si struttura il processo di progettazione
integrata:
•
predisposizione del Programma;
•
definizione dell’Accordo di Programma;
•
attuazione.
Queste a loro volta si articolano in una serie di azioni che consentono di accompagnare la
costruzione del progetto attraverso un processo articolato di successiva definizione.
In relazione alla predisposizione del Programma, l’impulso regionale ha un forte ruolo
nell’avvio del processo. Spetta infatti al Presidente della Regione convocare le parti interessate
alla formulazione del PIT per dare vita ai Comitati per l’Accordo di Programma. Sarà poi il
Comitato individuato per ciascun PIT ad attivare il partenariato socio-economico. Prima di
arrivare alla definizione dell’Accordo di Programma, il Comitato redige un documento
preliminare (proposta di accordo di programma con procedura negoziale) che verrà sottoposto
all’Ufficio regionale di programmazione. La bozza di accordo ha due obiettivi principali:
dimostrare il grado di intesa raggiunto tra i diversi soggetti e consentire al Nucleo di
Valutazione (presente all’interno dell’Ufficio Unico) di valutare i progetti, sia all’Ufficio
Programmazione di distribuire tra questi le risorse complessivamente a disposizione). Per
definire i contenuti dell’Accordo di Programma si seguono due vie differenti per tipologia di
intervento: attraverso procedura negoziale per quanto attiene gli interventi infrastrutturali,e
attraverso pubblicazione dei bandi per gli interventi dei provati e le attività formative.
L’accordo di Programma dovrà contenere, oltre al programma di attuazione degli interventi, gli
Accordi tra amministrazioni precedentemente stipulati, la quantificazione del costo complessivo
del progetto e il relativo piano finanziario, l’individuazione dell’Ufficio Unico come struttura
pubblica responsabile dell’attuazione del PIT “Appunti per guidare la progettazione dei PIS in
Puglia”, documento messo a punto dall’Unità di Valutazione del Ministero del Tesoro, consiste
in un supporto metodologico per l’elaborazione dei PIS in cui sono delineate le linee di azioni
su cui articolare la strategia di valorizzazione del patrimonio culturale locale al fine di
promuovere un processo di sviluppo socio-economico.
133
Ulteriori strumenti di supporto alla progettazione integrata
Il documento “Indicazioni per l’integrazione della componente ambientale dei PIT”, (presa
d’atto del NVVIP nella seduta del 12.07.02) fornisce indirizzi operativi, per ogni singolo PIT,
sull’approccio valutativo proposto dall’autorità Ambientale della Regione Puglia. Sulla base di
tali indicazioni sono state predisposte le integrazioni della componente ambientale tramite tre
matrici:
•
matrice del contesto territoriale, compilata a cura del proponente con gli indicatori
ambientali ritenuti pertinenti a descrivere il territorio di riferimento del PIT;
•
matrice delle criticità compilata dall’Autorità ambientale, contiene l’elenco degli
indicatori/descrittori e i criteri per individuare i gradi idi criticità;
•
matrice delle indicazioni per la sostenibilità ambientale, compilata riportando
semplicemente il grado di criticità in relazione all’aspetto indagato da un certo indicatore.
4.
Definizione delle modalità procedurali
Le modalità procedurali dei singoli PI vengono definite attraverso due documenti:
3. lo schema di convenzionamento tra le Amministrazioni;
4. i decreti del Presidente della Giunta Regionale di Costituzione dei singoli Comitati per
l’Accordo di programma.
Il primo sancisce l’impegno da parte delle Amministrazioni comunali alla costituzione
dell’Ufficio Unico Comune per la gestione degli interventi previsti dal progetto integrato
territoriale; il secondo è invece finalizzato all’attivazione del partenariato socio-economico e
alla formulazione della proposta di programma.
5.
Lo stato della programmazione attuativa al gennaio 2004
Le dieci proposte di programma dei PIT e le 5 dei PIS sono in fase di valutazione da parte del
Nucleo regionale di valutazione e verifica degli investimenti pubblici. Pertanto i documenti
ufficiali disponibili riguardano solamente per ogni PI i decreti di costituzione dei Comitati per
l’Accordo di Programma e le “provvisorie” schede anagrafiche. Quest’ultime sono costituite
dalle seguenti variabili:
• il riferimento territoriale
• l’idea forza
• il soggetto capofila
• i comuni coinvolti
• una breve descrizione socio-economica dell’area
• le misure del POR attivabili
• l’obiettivo generale.
134
TAVOLE SINOTTICHE DELLA REGIONE PUGLIA
135
PROGRAMMAZIONE
REGIONALE
Fase
Programma Operativo Regione Puglia 2000-2006approvato con Decisione della Commissione europea n.
2349-08.08.2000
Complemento di Programmazione Regione Pugliaapprovato con D.G.R.n.497 del 17.04.03
136
Decisioni assunte Procedure di attuazione dei PIT-Seduta del Comitato di
dai Comitati di Sorveglianza del 04.02.2003 (modifica del par.G.4.1 del
C.d.P)
Sorveglianza
POR
CDP
POR
Valutazione exante dei POR e/o
PI
Documento
Linee guida per la valutazione ex ante dei PIT formulate
Linee guida per sulla base del regol. 1260/99 della Commissione Europea
la valutazione e riletto in relazione alla specificità dei PIT
ex-ante dei POR
e/o PI
Sottofase
REGIONE PUGLIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/a670aebedddc36958
02566f900650ae6/93f2faabf6454d53c1256d5100482
008?OpenDocument
http://por.regione.puglia.it/../MAcrofunzioni/PUB/Pu
b_ElencoDocumenti.asp?rubCercaHide=Documenti
http://por.regione.puglia.it/../MAcrofunzioni/PUB/Pu
b_ElencoDocumenti.asp?rubCercaHide=Documenti
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/a670aebedddc36958
02566f900650ae6/5fe8ce89d05d37d9c1256d51004a
32f9?OpenDocument
Fonte
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA (procedura
negoziale)
PROGRAMMAZIONE
REGIONALE
Fase
Ulteriori
strumenti di
supporto alla
progettazione
integrata
Linee Guida
regionali per
l'elaborazione dei
PI
Formalizzazione
delle indicazioni
dei POR e/o dei
CdP
Sottofase
137
Indicazioni per l'integrazione della componente
ambientale nei PIT (uno per ogni PIT)-Presa d'atto del
NVVIP nella seduta del 12.07.02
Appunti per guidare la progettazione dei PIS in PugliaUnità di valutazione (UVAL)
Linee Guida per l'elaborazione del programmi integrati
territoriali-Presa d'atto del NVVIP nella seduta del
12.07.02
Documento
Procedure di attuazione dei PIS-Seduta del Comitato di
Sorveglianza del 04.02.2003 (modifica del par.G.4.1 del
C.d.P)
REGIONE PUGLIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/a670aebedddc36958
02566f900650ae6/753733f4f7207e45c1256d57003e
508b?OpenDocument
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/Fonti/12633E98256
CF4C3C1256D51004F727E?OpenDocument
http://por.regione.puglia.it/../MAcrofunzioni/PUB/Pu
b_ElencoDocumenti.asp?rubCercaHide=PIT
Fonte
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/a8613a7af263c3d3c
12569d90044c378/a0064aff2e195066c1256d4a004fd
b38?OpenDocument
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA (procedura
negoziale
Fase
Schema di convenzionamento tra Amministrazioni
Documento
138
Definizione delle Costituzione del comitato per l'accordo di programma
modalità
(uno per ciascun PIT)-D.P.G.R. nn. 210; 564; 565; 566;
procedurali dei 567; 568; 569; 570; 571; 572
singoli PI
Costituzione del comitato per l'accordo di programma
(uno per ciascun PIS)-D.P.G.R. nn. 563; 564; 565; 566;
567 del 04.09.03, pubblicato sul BURP n. 109
Definizione delle
modalità generali
della procedura
Sottofase
REGIONE PUGLIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/43dd0d54788ea45cc
12569d90044e717/1a87c4fe6ad792b3c1256db2005c
bcdc?OpenDocument
http://db.formez.it/GuideUtili.nsf/e2cb12b4552524c9
c1256d510055e949/9b6e09a3256ced89c1256d56004
df77c?OpenDocument
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/Fonti/3B4CF9C926
D96F28C1256D51004BE9BD?OpenDocument
Fonte
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA (procedura
negoziale)
Fase
Stipula degli accordi
Approvazione dei
singoli PI
Valutazione dei PI
Sottofase
Fonte
139
Schede anagrafiche dei seguenti PIT: PIT n.
1 - Area TavolierePIT n. 2 - Area Nord
baresePIT n. 3 - Area metropolitana di BariPIT
http://db.formez.it/GuideUtili.nsf/e2cb12b4552524c9c1256d510055e949/1
n. 4 - Area della MurgiaPIT n. 5 - Valle
74208fc6041a7ddc1256d560032ba66?OpenDocument
d'ItriaPIT n. 6 - TarantoPIT n. 7 - BrindisiPIT
n. 9 - Territorio Salentino-leccesePIT n. 10 Sub Appennino Dauno
Schede anagrafiche dei seguenti PIS:
PIS n.11 - Itinerario turistico-culturale Barocco
Pugliese
PIS n. 12 - Itinerario turistico-culturale
http://db.formez.it/GuideUtili.nsf/e2cb12b4552524c9c1256d510055e949/c
Normanno-svevo-angioino
afe8ca887db59eec1256d5700572a45?OpenDocument
PIS n.13 - Itinerario turistico-culturale
HabitatRupestre
PIS n. 14 - Ambiente nel territorio del Sud
Salento
PIS n. 15 - Territorio del Parco del Gargano
PIT n. 8 - Area Jonico - Salentina (delibera di
approvazione?)
Documento
REGIONE PUGLIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
REALIZZAZIONE
Fase
Rapporti di
valutazione
intermedia
Rapporti Annuali di
Esecuzione
Relazioni sullo stato
di attuazione
Sottofase
140
Stato di attuazione dei PIS (al mese di
dicembre 02)-C.d.S.-seduta del 04.02.03
Documento
Relazione sullo stato di attuazione dei PIT
e proposta di ripartizione di risorse
finanzarie destinate ai PIT-C.d.S.- seduta
del 26.09.03
REGIONE PUGLIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/a8613a7af263c3d3c12569d90044c
378/98bc64fe6a421b74c1256d5000486224?OpenDocument
http://db.formez.it/ArchivioNews.nsf/53f7996894c5b50a802566f90
05cbeba/f68d0fc12a02dcb5c1256db9003dd81a?OpenDocument
Fonte
POR
Linee guida
per la
valutazione
ex-ante dei
POR e/o PI
Valutazione
ex-ante dei
POR e/o PI
Sottofase
Contenuto
Assi/obiettivi/misure/azioni
che contribuiranno alla
realizzazione della
progettazione integrata
141
I Progetti Integrati Territoriali riguardano tutti i settori produttivi ad esclusione del Turismo e dei Beni Culturali
per i quali la Regione intende attivare i Progetti Integrati Settoriali. L’attivazione dei PIT scaturisce dalla
Tipologie e caratteristiche necessità di intervenire in maniera specifica ed integrata su alcuni dei sistemi locali presenti all’interno della
della progettazione integrata regione, sia in relazione a quelli in via di consolidamento, sia rispetto alla capacità di riuscire a favorire lo
sviluppo di nuovi sistemi connotati da elevate potenzialità di crescita (muovendo dalla valorizzazione di
esperienze e di realtà già presenti, ma non ancora radicate sul territorio).
Argomento
REGIONE PUGLIA - ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
CDP
POR
Sottofase
Contenuto
142
Nel CDP vengono individuate 2 tipologia di PI: a)i PIT(finalizzati al conseguimento di un comune obiettivo
specifico attraverso la realizzazione di una pluralità- di interventi finanziabili nell'ambito di diverse misure
Tipologie e caratteristiche
contenute nel POR e con risorse provenienti da vari fondi comunitari) e i PIS (finalizzati al conseguimento di un
della progettazione integrata
comune obiettivo specifico attraverso la realizzazione di interventi che permettano di valorizzare e potenziare le
sinergie e le interdipendenze tra settori produttivi con le risorse immateriali)
Entità complessiva e
distribuzione temporale delle
risorse destinate ai Progetti
Integrati
Individuazione delle
modalità o procedure di
attuazione/gestione (modalità
di partenariato, valutazione,
costituzione uffici regionali,
ecc.)
Indicatori di realizzazione
riferiti ai Progetti Integrati
Individuazione dei Progetti Vengono individuate le seguenti aree territoriali - Area Nord barese, -Area metropolitana di Bari,- Area della
Integrati e ambito territoriale Murgia, - alle d'Itria, -Taranto,- Brindisi, - Area Jonico,-Salentina, -Territorio Salentino-leccese, -Sub Appennino
d'intervento
Dauno
Argomento
REGIONE PUGLIA - ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
CDP
Sottofase
Contenuto
Individuazione delle
modalità o procedure di
attuazione/gestione
(modalità di partenariato,
valutazione, costituzione
uffici regionali, ecc.)
143
Al fine di semplificare ed accelerare il completamento dell'elaborazione e la fase di attuazione di PIT
(definizione delle modalità di attuazione di ciascun PIT, individuazione di un modello di relazione tra i soggetti
coinvolti; l'individuazione definitiva e le priorità degli interventi del PIT; la cronologia) viene individuato come
strumento attuativo l'Accordo tra Amministrazioni previsto dall'art. 15 della L..n.241/90
Il riferimento territoriale è costituito dai distretti industriali e dai sistemi produttivi locali individuati a seguito di
Individuazione dei Progetti specifici studi condotti nell'ambito del POP 94-99. L'individuazione degli ambiti territoriali dei PIT è stata già
Integrati e ambito territoriale fatta in sede di POR. Gli ambiti dei PIS vengono invece individuati nel CDP. Essi sono i seguenti: - Itinerario
d'intervento
turistico-culturale Barocco Pugliese, - Itinerario turistico-culturale Normanno-svevo-angioino, - Itinerario
turistico-culturale HabitatRupestre,- Ambiente nel territorio del Sud Salento, - Territorio del Parco del Gargano
Entità complessiva e
distribuzione temporale
All'attuazione dei PIT e PIS sono destinate risorse pubbliche pari a circa 1281 Meuro dei quali: 730 circa per i
delle risorse destinate ai
PIT; 551 per i PIS.
Progetti Integrati
Assi/obiettivi/misure/azioni
che contribuiranno alla
realizzazione della
progettazione integrata
Argomento
REGIONE PUGLIA - ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
Argomento
Indicatori di realizzazione
riferiti ai Progetti Integrati
Implementazioni e
modifiche al CDP
Sottofase
CDP
Decisioni
assunte dai
Comitati di
Sorveglianza
POR
Contenuto
144
E' stato modificato dal Comitato di Sorveglianza il par.G. del CDP relativo alle procedure di attuazione. Le
principali novità introdotte sono l'Accordo tra le Amministrazioni e la stipula delle convenzioni che istituisce
l'Ufficio Unico quale ente gestore del PIT
REGIONE PUGLIA - ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
Regione Sardegna
1.
Inquadramento generale
La strategia di progettazione integrata e le relative fasi di programmazione attuativa sono
descritte nei seguenti documenti ufficiali.
Strategia regionale
• Programma Operativo Regionale 2000-2006 Sardegna approvato dalla Commissione
Europea con Decisione C(2000) 2359 del 08/08/2000 e pubblicato in supplemento straordinario
n. 2 al BURAS n. 4 del 30/01/01.
• Allegato II al P.O.R. Sardegna - Valutazione ex-ante ambientale (Valutazione Ambientale
Strategica - VAS)
• Complemento di Programmazione approvato con DGR n. 28/50 del 09/08/02
• Bando pilota 2001: Bando pubblico di selezione per il finanziamento dei Progetti Integrati
Territoriali, (Supplemento straordinario n.3 del BURAS n.22 del 26 luglio 2001)
Le linee guida regionali
Linee Guida Bando 2002 - DGR 29/11 del 29.08.2002 e successiva modifica (allegate alla
delibera).
Lo stato della programmazione attuativa
• Accordi di programma sottoscritti tra la regione Sardegna e i Soggetti Responsabili.
• Rapporto Annuale di Esecuzione al 31.12.2002 (Maggio 2003), Regione Sardegna, Centro
regionale di programmazione
• Relazione di Valutazione Intermedia (Bozza) presentata dal Valutatore Indipendente in
occasione della riunione del Comitato di Sorveglianza del POR Sardegna del 14 e 15 luglio
2003; capitolo 8: i PIT
La Valutazione ex ante
La strategia di sviluppo del POR Sardegna, secondo quanto richiesto dall’articolo 41 del
Regolamento 1260/1999, ha preso in considerazione i principali risultati dell’analisi di
valutazione ex ante predisposta, a cura dal Centro Regionale di Programmazione della Regione
sarda, sulla base delle indicazioni fornite dal Ministero del Tesoro. L’analisi ha riguardato:
il quadro conoscitivo del fabbisogno, settoriale e territoriale, espresso in sede di
concertazione dalle Parti economiche e sociali ed istituzionali;
i risultati emersi dalla valutazione dei nodi e dei problemi, nonché delle opportunità da
valorizzare che caratterizzano l’attuale contesto socioeconomico ed ambientale della Sardegna
(analisi SWOT) e il relativo impatto della strategia in termini di sviluppo sostenibile;
le indicazioni emerse dall’analisi dei risultati conseguiti nel precedente periodo di
programmazione ed evidenziati dai rapporti predisposti dal Valutatore indipendente del POP
Sardegna 1994 - 1999.
145
le tendenze del mercato del lavoro;
la situazione, in termini di parità, tra donne e uomini;
l’impatto previsto sul contesto socioeconomico del miglioramento delle condizioni dal
lato dell’offerta e della domanda;
la verifica in termini di coerenza interna del programma tra le indicazioni emerse
dall’analisi SWOT e gli obiettivi specifici prescelti.
La valutazione ex ante - Allegato II del P.O.R. Sardegna – è costituita da una Valutazione
Ambientale Strategica – VAS; per l’illustrazione dei contenuti si riporta di seguito l’indice del
documento.
$ Analisi della situazione ambientale
$ Emissioni atmosferiche
$ Qualità dell’aria
$ Rifiuti
$ Acqua
$ Rischi tecnologici
$ Suolo
$ Natura e biodiversità
$ Pesca
$ Principali Direttive in Materia Ambientale e Norme Regionali
All’allegato II del P.O.R. si trovano le schede, suddivise per Assi e settori, che riportano:
Principali problematiche - Stima dell'incidenza sull'ambiente (positiva, negativa).
Obiettivi ambientali e di sostenibilità ambientale da perseguire in relazione al settore di
intervento.
Integrazione della dimensione ambientale
Temi ambientali all'interno del settore o delle misure (esempio: azioni e/o misure a
finalità ambientale)
Disposizioni per l'integrazione all'interno del settore o delle misure (criteri di selezione,
meccanismi premiali, specifiche modalità di attuazione)
Indicatori
2. La strategia regionale
Nel POR non si hanno consistenti indicazioni in proposito e la definizione degli interventi di
Progetti Integrati viene rimandata al Complemento di Programmazione.
Nel Complemento di Programmazione la filosofia di intervento è basata sui principi
concentrazione delle risorse, dell’integrazione, della sussidiarietà e del decentramento,
concertazione e del partenariato, delle pari opportunità; di conseguenza, oltre alle misure
quali vengono date specifiche indicazioni, tutti gli Assi previsti nel POR Sardegna
potenzialmente interessati dai progetti integrati.
146
della
della
nelle
sono
Una più puntale definizione dell’oggetto e delle finalità dei PIT si ricava dal Bando pilota 2001,
all’articolo 2.
I PIT costituiscono una modalità operativa di attuazione del POR per consentire che una serie di
azioni – che fanno capo ad Assi e Misure diversi – siano esplicitamente collegate tra loro e
finalizzate a un comune obiettivo di sviluppo. I PIT quindi devono essere strutturati in modo da
costituire progetti di eccellenza e di innovazione in grado di incidere in maniera significativa
sulle variabili di rottura del sistema socio-economico locale individuate nel QCS 2000/2006.
I progetti integrati devono configurare un insieme di azioni pubbliche e private coerenti con le
Misure e le linee strategiche del POR e che, con riferimento ad un determinato ambito
territoriale assicurino la massima applicazione del principio di integrazione e di concentrazione,
sia funzionale che territoriale, e siano quindi basati su di una comune idea-guida.
Ogni ipotesi di Progetto integrato deve essere coerente con la strategia di sviluppo regionale
espressa dai documenti generali e settoriali vigenti a cui fa riferimento il POR Sardegna, con le
linee di intervento prioritarie definite negli Assi e nelle Misure e con le procedure di attuazione
esplicitate nel POR.
3. Le Linee Guida regionali
In primo luogo le Linee Guida 2002 prevedono di separare la fase di ottimizzazione dei 13 PIT
approvati col Bando 2001 dalla fase di selezione 2002.
La fase di ottimizzazione verrà realizzata attraverso una specifica procedura (espressamente
prevista al punto 3.2 nelle Linee Guida) da realizzarsi attraverso l'individuazione di nuove
operazioni con le quali integrare i singoli PIT e l'affiancamento ai soggetti proponenti di una
qualificata assistenza tecnica.
Per quanto riguarda la selezione 2002, per soddisfare l’esigenza di un riequilibrio territoriale,
specificatamente richiesta dalla G.R., è stata individuata una metodologia che, oltre a garantire
la necessaria concorrenzialità, basata non esclusivamente sul criterio di selezione ma, in
particolare, sul premio delle eccellenze, introduce oggettivi criteri di premialità, al fine di
privilegiare la qualità della programmazione e della progettazione, nonché l'efficienza e
1'efficacia nella attuazione del PIT.
In tal senso, è prevista la territorializzazione dell’80% delle risorse assegnate: tali risorse sono
destinate a finanziare le proposte progettuali provenienti dalle aree PIT e saranno ripartite sulla
base dei criteri stabiliti dalla Legge Finanziaria Regionale 2001, che riserva alle aree deboli il
60% delle risorse disponibili per i PIT, tenendo conto del livello di sviluppo dei territori di
riferimento attraverso l'individuazione di precisi indicatori di sviluppo.
Da tale ripartizione saranno escluse le aree PIT che già con il 1° bando e l’ottimizzazione hanno
percepito un ammontare di risorse superiore a quello che spetterebbe loro adottando la
ripartizione stabilita dalla Legge Finanziaria 2001.
Con riferimento al totale delle risorse così calcolate per la selezione 2002, le Linee Guida
presentano un’ipotesi di riparto ex-ante fra le 29 aree territoriali subprovinciali.
147
Tale ipotesi è stata stimata sulla base di 7 parametri relativi allo spopolamento e al mercato del
lavoro
Il restante 20% delle risorse sarà attribuito sulla base di specifici criteri di premialità per quei
PIT che presentano caratteristiche di particolare efficacia.
4. Definizione delle modalità procedurali
Nel POR non si hanno in pratica indicazioni e la definizione delle tipologie e caratteristiche
della progettazione integrata viene rimandata al Complemento di Programmazione, di seguito
riportate per punti:
Identificazione dei contesti territoriali o tematici destinatari prioritariamente degli
interventi dei progetti integrati.
Individuazione degli obiettivi dei progetti integrati.
Indicazione della strategia di intervento.
Procedure di progettazione, approvazione e finanziamento dei progetti integrati e
ammontare delle risorse complessive loro destinate.
Modalità e criteri per la selezione dei singoli progetti e dei beneficiari finali.
Identificazione delle misure che, all’interno dei vari Assi, contribuiscono alla
realizzazione dei progetti integrati.
Identificazione del soggetto responsabile dei progetti integrati.
Indicazione dei criteri utilizzati per l’individuazione del soggetto interno alla Regione
responsabile del coordinamento tra le varie misure del POR coinvolte e della valutazione dei
progetti integrati.
Modalità di coordinamento fra i diversi centri di responsabilità all’interno della
Regione e con i soggetti locali.
Eventuali procedure per l’attivazione di poteri sostitutivi da parte del soggetto
responsabile.
Eventuale modalità di partecipazione del responsabile del progetto al Comitato di
Sorveglianza.
Integrazione con gli altri strumenti di pianificazione territoriale secondo modalità
coerenti col D.lgs. n.112/98 e il D.lgs n.267/00.
Eventuale integrazione con gli altri strumenti di promozione dello sviluppo locale
(patti territoriali, ecc.)
I possibili temi o specificità che possono costituire generali obiettivi di sviluppo in ambito
territoriale provinciale o sub-provinciale, sono stati identificati, a seguito di incontri di
partenariato istituzionale, economico e sociale promosso dalla Regione con le Province, il cui
esito ha condotto alla definizione di una proposta indicativa di zonizzazione collegata a specifici
temi da sviluppare tramite PIT.( La proposta è esposta in allegato 1 dell’Annesso A al bando
2001).
148
La concertazione è stata portata avanti dalle 4 province con le parti economiche e sociali del
territorio, con gli amministratori locali e con gli operatori privati. L’animazione territoriale
promossa dalle Province ha consentito di presentare lo strumento PIT e dare tutte le
informazioni necessarie per la sua formulazione.
In tal modo è stato possibile individuare gli ambiti territoriali, i temi e le priorità strategiche per
ogni ambito territoriale.
Nel POR, all’interno di ciascun Asse, sono indicate le misure la cui attuazione può avvenire,
solamente o parzialmente, tramite progetti integrati.
Gli Assi prioritari e le misure interessati ai P.I. che si ricavano dal POR sono:
⇒ Asse I - "Risorse naturali": Misura 1.5 - Rete ecologica regionale
⇒ Asse II “Risorse culturali” : Misura 2.1 - Archeologia, percorsi religiosi e museali,
recupero di centri storici in stato di abbandono a fini culturali e turistici; Misura 2.2 Archeologia industriale; Misura 2.3 - Strutture e servizi per attività culturali e di
spettacolo
⇒ Asse IV - "Sistemi locali di sviluppo": Misura 4.4 - Sviluppo integrato d’area;
Misura 4.5 - Potenziare e qualificare l’industria turistica della Sardegna
⇒ Asse V - "Città": Misura 5.1 - Politiche per le aree urbane
Nel Complemento di Programmazione viene sostanzialmente confermato il complesso di azioni
che interessano i progetti integrati. Gli interventi di P.I. sono considerati intersettoriali e
potenzialmente estesi a tutti gli Assi previsti nel POR Sardegna.
Nel bando pubblico 2001 “selezione per l’assegnazione di finanziamenti per i progetti integrati
territoriali” (articolo 3, punto 3) sono validate le misure già individuate nel POR e nel CdP.
Per quanto riguarda i PIT la Regione Sardegna ha pubblicato due Bandi di gara, nel 2001 e nel
2002.
Nel bando 2001 le proposte di finanziamento potevano essere presentate da aggregazioni di
almeno 10 comuni con popolazione residente non inferiore ai 30.000 abitanti per progetti in
possesso dei requisiti minimi d’ammissibilità.
Per il secondo bando, tenendo conto delle problematiche emerse con il bando del 2001, è stata
ripensata la procedura regionale che si è caratterizzata, rispetto all’esperienza precedente, per
due elementi:
procedura valutativa di tipo interattivo/negoziale e non più a bando, articolata in più
fasi operative.
previsione di una attività di Assistenza Tecnica in favore dei soggetti proponenti per
supportare l’attività di progettazione e quindi elevare la qualità delle proposte, facendo
emergere la capacità progettuale del territorio stesso, in modo da pervenire all’elaborazione di
progetti integrati, completi e competitivi.
149
Responsabili e strutture operative per l’attuazione dei PIT
- Soggetto responsabile
Per ciascun PIT, all’interno del protocollo d’intesa, viene designato un soggetto rappresentativo
degli interessi di tutti gli attori del PIT. Tale soggetto è il responsabile unico nei confronti della
Regione e di ogni interlocutore pubblico e privato.
- Coordinatore regionale dei PIT
Viene nominato dal presidente della Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore alla
programmazione, di concerto con il presidente della provincia nel cui territorio ricade il PIT.
Fornisce al gruppo regionale di coordinamento le informazioni relative allo stato di attuazione,
interloquisce con i responsabili di procedimento delle amministrazioni.
- Gruppo regionale di coordinamento - GRC
E’ diretto dal Direttore del Centro Regionale di Programmazione. I componenti sono nominati
dall’assessore alla programmazione previa delibera tra il personale qualificato del Centro
regionale di programmazione e fra i dirigenti degli assessorati titolari di regimi di aiuti. Altri
componenti sono i responsabili dei fondi FEOGA e FSE più un rappresentante delle strutture di
programmazione delle provincie più un rappresentante del paternariato economico e uno di
quello sociale, un componente del nucleo di valutazione regionale, un componente dell’autorità
ambientale regionale, più esperti a convenzione.
Il quadro finanziario del CdP (Allegato 4 “Le tabelle finanziarie del Complemento”) è stato
elaborato seguendo l’impostazione metodologica del “ciclo di programmazione unica”,
richiamata dal POR Sardegna, volta a realizzare un reale coordinamento dei flussi finanziari,
quale che sia la fonte di provenienza, per conseguire gli obiettivi di sviluppo definiti dal QCS
2000-2006 per l’isola e per le altre aree territoriali del mezzogiorno.
Per definire il quadro finanziario, pertanto, si è avuto riguardo all’insieme complessivo delle
risorse finanziarie che si renderanno disponibili nel periodo considerato:
⇒ risorse proprie del Bilancio ordinario della regione;
⇒ quote assegnate all’Isola dal Bilancio ordinario dello Stato;
⇒ quote di risorse finanziarie Fondi Strutturali rinvenienti dal Bilancio dell’U.E.;
⇒ quote di risorse rinvenienti dal cofinanziamento nazionale (statale e regionale) dei
programmi comunitari.
⇒ quote assegnate dalle deliberazioni del CIPE su fondi straordinari ed aggiuntivi in
favore delle Regioni dell’Ob.1 e delle aree depresse del centro nord.
Per quanto riguarda lo specifico dei “Progetti Integrati”, in conformità a quanto previsto dai
Regolamenti comunitari per l’utilizzo dei fondi strutturali e le indicazioni contenute nel QCS
2000-2006 per le regioni Obiettivo l, nel CdP si stabilisce che il 40% (1.556.983.000 Euro) del
totale delle risorse pubbliche (3.892.458.000 Euro) sia destinato al finanziamento dei PIT.
150
Il Bando 2001, nel quale sono state previste risorse pubbliche pari a 389.245.800 Euro (10% sul
totale delle risorse del POR) si è concluso con l’approvazione della graduatoria comprensiva di
13 PIT per un ammontare presunto totale di 453.736.477 Euro. L’elenco è riportato al punto 10
di questo documento
Da notare che la L.R. 24 aprile 2001 n. 6 (art. 1, comma 48) stabilisce che “al fine di realizzare
la coesione economica e sociale dell’Isola, le risorse del Programma Operativo Regionale 20002006 riservate ai PIT sono destinate, nella misura non inferiore al 60% al finanziamento di
programmi nei territori provinciali il cui prodotto interno lordo risulta inferiore al 75% del
prodotto interno lordo europeo
Con le risorse messe a disposizione dal Bando 2001 sono finanziate tutte le operazioni
pubbliche dei 13 PIT approvati, a condizione che risultino coerenti in seguito all’esame dei
responsabili di Misura. Nel caso in cui alcune operazioni considerate coerenti dal GRC nella
fase di selezione, risultino successivamente non coerenti, le stesse saranno sostituite nella fase
di ottimizzazione con operazioni similari.
Le risorse residue, pari a 111.943.000,25 Euro, verranno destinate all’ottimizzazione degli stessi
13 PIT approvati dal bando 2001 sulla base di coefficienti di ottimizzazione scaturiti dai
punteggi attribuiti dal GRC nella graduatoria 2001 a ciascuno dei 13 PIT approvati.
Nella tabella di seguito riportata vengono indicati i valori percentuali ed assoluti delle risorse
assegnate a ciascun PIT nel processo di ottimizzazione.
Gli indicatori di realizzazione (e target al 30/06/2003) relativi ai quattro fondi strutturali e
riferiti a ciascuna delle misure che ad essi fanno capo sono contenuti nell’allegato 3 del
Complemento di Programmazione.
5. Lo stato della programmazione attuativa al gennaio 2004
In risposta al bando regionale 2001, alla scadenza del 20 settembre sono stati presentati 30
progetti. Il GRC ha giudicato ammissibili 13 progetti.
151
TAVOLE SINOTTICHE DELLA REGIONE SARDEGNA
152
PROGRAMMAZIONE
REGIONALE
Fase
Fonte
153
http://www.regione.sardegna.it/europa/europa.htm
l
http://www.regione.sardegna.it/crp/complemento_
programmazione_luglio2003/complemento.htm
http://www.regione.sardegna.it/crp/index.html
Il Programma Operativo Regionale (POR) 20002006 Sardegna approvato dalla Commissione
Europea con Decisione C(2000) 2359 del 08/08/2000
e pubblicato in supplemento straordinario n. 2 al
BURAS n. 4 del 30/01/01.
Documento
La DGR n. 28/50 del 09/08/02 approva il
Complemento di programmazione aggiornato a
CDP
luglio 2002
Il Comitato di Sorveglianza del 14-15/07/2003
approva il documento con le revisioni in evidenza.
Approvazione del CdP aggiornato a luglio 2002 ( 9
Decisioni assunte dai
Luglio 2002)
Comitati di
Approvazione del CdP aggiornato a luglio 2003 (15
Sorveglianza POR
luglio 2003)
POR
Valutazione ex-ante
dei POR e/o PI
Linee guida per la
valutazione ex-ante
dei POR e/o PI
Sottofase
REGIONE SARDEGNA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
Formalizzazione
delle indicazioni dei
POR e/o dei CdP
Documento
http://www.regione.sardegna.it/crp/pit/pit.htm
Fonte
154
Ulteriori strumenti di DGR 28/74 del 9/8/2002 - Direttive sui programmi
d'investimento dei privati.
supporto alla
progettazione
integrata
Bando pilota 2001: Bando pubblico di selezione per
Emanazione dei
il finanziamento dei Progetti Integrati Territoriali,
pubblicato in Supplemento straordinario n.3 del
bandi
BURAS n.22 del 26 luglio 2001
Relazione conclusiva Bando 2001 PIT (23/11/2001) http://www.regione.sardegna.it/crp/index.html
Valutazione dei PI a cura del Gruppo Regionale di Coordinamento
(GRC)
Le linee guida 2002 sono state approvate con DGR
Linee Guida
39/24 del 10.12.2002
regionali per
l'elaborazione dei PI
Sottofase
Fase
REGIONE SARDEGNA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
PROGRAMMAZIONE ATTUATIVA (procedura
a bando)
REALIZZAZIONE
Fase
Relazioni sullo stato di
attuazione
Stipula degli accordi
Approvazione dei singoli
PI
Sottofase
155
REPORT SUI PIT (resoconti di incontri a livello provinciale)
Provincia di Sassari Incontro del 19.032002
Provincia di Nuoro Incontro del 21.03.2002
Provincia di Oristano Incontro del 03.2002
Provincia di Cagliari Incontro del 3.4.2002
Approvazione della graduatoria definitiva dei PIT - Decreti
Presidente della Regione:dal n.159 al numero169 del 18
dicembre 2002dal n.2 al numero 3 del 9 gennaio 20031)
Qualità della vita a Cagliari.Cagliari città.2) Barigadu
Ghilarghese Grighine Marmilla -C.M. Barigadu3) Sarcidano
Barbagia di Seulo - C.M 13 Isili.4) Dalla Costa del Corallo al
Lugodoro Mejlogu –Alghero5) Porta d'Europa terra
dell'accoglienza –Olbia6) Margine Planargia -CM
8.Macomer7) Area Vasta Sud Est -CM 24 Sinnai8) Sulcis
Iglesiente -CM 19 Iglesias9) Area Vasta Sud OccidentaleConsorzio 2110) Sassari Città11) Oristano 2 – Consorzio N.I.
Oristanese12) Anglona Gallura -Tempio Pausania13) Medio
Campidano Arburese Guspinese - CM 18 Guspini.
Le delibere di approvazione dei 13 PIT selezionati riportano gli
accordi di programma e i rispettivi quadri finanziari
Documento
REGIONE SARDEGNA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
http://www.regione.sardegna.it/crp/index.html
http://www.regione.sardegna.it/crp/index.html
Fonte
Fase
Rapporti di
valutazione
intermedia
Rapporti Annuali di
Esecuzione
Sottofase
156
Relazione del Comitato di Sorveglianza del POR
Sardegna 2000-06 (Cagliari 15 luglio 2003):
Rapporto semestrale sullo stato di attuazione del
POR 2000/2006;
Paragrafo 5: punto c: Stato di attuazione dei PIT
Sardegna
Documento
Rapporto annuale di esecuzione (31.12.2002)
REGIONE SARDEGNA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
Fonte
http://www.regione.sardegna.it/europa/europa.html
POR
Valutazione ex-ante
dei POR e/o PI
Linee guida per la
valutazione ex-ante dei
POR e/o PI
Sottofase
Contenuto
157
Nel Complemento di programmazione verranno evidenziate il complesso di azioni intersettoriali, convergenti verso
un comune obiettivo di sviluppo territoriale, che identificano i progetti integrati. Per essi verranno evidenziati:
- Identificazione dei contesti territoriali o tematici destinatari prioritariamente degli interventi dei progetti integrati;
- Individuazione degli obiettivi dei progetti integrati;
- Indicazione della strategia di intervento;
- Procedure di progettazione, approvazione e finanziamento dei progetti integrati e ammontare delle risorse
complessive loro destinate;
- Modalità e criteri per la selezione dei singoli progetti e dei beneficiari finali;
Tipologie e caratteristiche della - Identificazione delle misure che, all’interno dei vari Assi, contribuiscono alla realizzazione dei progetti integrati;
progettazione integrata
- Identificazione del soggetto responsabile dei progetti integrati;
- Indicazione dei criteri utilizzati per l’individuazione del soggetto interno alla Regione responsabile del
coordinamento tra le varie misure del POR coinvolte e della valutazione dei progetti integrati;
- Modalità di coordinamento fra i diversi centri di responsabilità all’interno della Regione e con i soggetti locali;
- Eventuali procedure per l’attivazione di poteri sostitutivi da parte del soggetto responsabile;
- Eventuale modalità di partecipazione del responsabile del progetto al Comitato di Sorveglianza;
- Integrazione con gli altri strumenti di pianificazione territoriale secondo modalità coerenti col D.leg. n.112/98 e la
L. .142/90;
- Eventuale integrazione con gli altri strumenti di promozione dello sviluppo locale
Argomento
REGIONE SARDEGNA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
POR
Sottofase
Gli Assi prioritari interessati ai P.I. indicati nel POR sono:
- Asse I - "Risorse naturali": Misura 1.5,
- Asse II “Risorse culturali” : Misura 2.1, Misura 2.2, Misura 2.3,
- Asse IV - "Sistemi locali di sviluppo": Misura 4.4, Misura 4.5,
- Asse V - "Città": Misura 5.1
Contenuto
Individuazione delle modalità o
procedure di attuazione/gestione
(modalità di partenariato,
valutazione, costituzione uffici
regionali, ecc.)
Entità complessiva e distribuzione
temporale delle risorse destinate ai
Progetti Integrati
158
La Regione provvederà a nominare con apposito atto formale il proprio soggetto interno responsabile del coordinamento di tutte le
attività tra i vari responsabili di Misura del POR interessati al progetto integrato al fine di garantire unicità di azione e intervento per le
competenze che restano in capo all’Amministrazione tra cui anche la valutazione ex-ante e in itinere del progetto integrato.
Il Complemento di Programmazione stabilisce che il 40% (1.556.983.000 Euro) del totale delle risorse pubbliche (3.892.458.000 Euro)
sia destinato al finanziamento dei PIT.
Il Bando 2001, nel quale sono state previste risorse pubbliche pari a 389.245.800 Euro (10% sul totale delle risorse del POR) si è
concluso con l’approvazione (Decreto del Presidente della Giunta 27 Novembre 2001, n.132 - BURAS 15.12.2001) della graduatoria
comprensiva di 13 PIT per un ammontare presunto totale di 453.736.477 Euro.
Le risorse residue, pari a 111.943.000,25 Euro, verranno destinate all’ottimizzazione degli stessi 13 PIT approvati dal bando 2001 sulla
base di coefficienti di ottimizzazione scaturiti dai punteggi attribuiti dal GRC nella graduatoria 2001 a ciascuno dei 13 PIT approvati.
L’identificazione degli ambiti territoriali e tematici dei PI è scaturita dal processo di concertazione coordinato dalle quattro Province,
che ha condotto all’individuazione degli ambiti territoriali, delle aree tematiche e della priorità strategiche per ambito territoriale sulle
Individuazione dei Progetti Integrati quali realizzare i PIT; l’esito di tale individuazione (19 macro aree territoriali individuate)è stato trasmesso dalle Province alla Regione
il 30 giugno 2001 tramite un Documento di Indirizzi, approvato dal Comitato di Sorveglianza del dicembre 2001.
e ambito territoriale d'intervento
Assi/obiettivi/misure/azioni che
contribuiranno alla realizzazione
della progettazione integrata
Argomento
REGIONE SARDEGNA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
CDP
Sottofase
Individuazione dei Progetti Integrati
e ambito territoriale d'intervento
Assi/obiettivi/misure/azioni che
contribuiranno alla realizzazione
della progettazione integrata
Tipologie e caratteristiche della
progettazione integrata
Indicatori di realizzazione riferiti ai
Progetti Integrati
Argomento
Contenuto
159
Tutti gli Assi previsti nel POR Sardegna sono potenzialmente interessati dai P.I.
1. Identificazione dei contesti territoriali o tematici destinatari prioritariamente degli interventi dei progetti integrati.2. Individuazione
degli obiettivi dei progetti integrati.3. Indicazione della strategia di intervento.4. Procedure di progettazione, approvazione e
finanziamento dei progetti integrati e ammontare delle risorse complessive loro destinate.5. Modalità e criteri per la selezione dei
singoli progetti e dei beneficiari finali.6. Identificazione delle misure che, all’interno dei vari Assi, contribuiscono alla realizzazione dei
progetti integrati.7. Identificazione del soggetto responsabile dei progetti integrati.8. Indicazione dei criteri utilizzati per
l’individuazione del soggetto interno alla Regione responsabile del coordinamento tra le varie misure del POR coinvolte e della
valutazione dei progetti integrati.9. Modalità di coordinamento fra i diversi centri di responsabilità all’interno della Regione e con i
soggetti locali.10. Eventuali procedure per l’attivazione di poteri sostitutivi da parte del soggetto responsabile.11. Eventuale modalità di
partecipazione del responsabile del progetto al Comitato di Sorveglianza.12. Integrazione con gli altri strumenti di pianificazione
territoriale secondo modalità coerenti col D.lgs. n.112/98 e il D.lgs n.267/00.13. Eventuale integrazione con gli altri strumenti di
promozione dello sviluppo locale (patti territoriali, ecc.)
Il CdS di luglio ha individuato gli indicatori di realizzazione e target relativi ai 4 programmi comunitari
REGIONE SARDEGNA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
CDP
Sottofase
Individuazione delle modalità o
procedure di attuazione/gestione
(modalità di partenariato,
valutazione, costituzione uffici
regionali, ecc.)
Entità complessiva e distribuzione
temporale delle risorse destinate ai
Progetti Integrati
Argomento
Contenuto
160
Per quanto concerne le procedure riguardanti il partenariato, la progettazione, l’assistenza tecnica, la selezione delle operazioni,
valgono le regole stabilite nelle presenti linee guida per la Selezione 2002.A tal fine, il Soggetto responsabile, avvalendosi della
collaborazione del Coordinatore regionale del PIT, individuerà le operazioni coerenti col POR e con l’idea forza tendenti a migliorare
l’efficacia del PIT rispetto all’obiettivo generale ed agli obiettivi specifici individuati in sede partenariale dai soggetti proponenti e
presenterà le proposte al GLTR. Il GLTR attribuirà al PIT le operazioni aggiuntive ottimizzanti operando la scelta secondo il seguente
ordine di priorità:- operazioni valutate positivamente, entrate in graduatoria ma non finanziate a seguito dell'insufficienza delle risorse
messe a bando nelle procedure di attuazione ordinarie delle misure;- operazioni aggiuntive a titolarità o regia regionale ottimizzanti il
PIT individuate dal GLTR coerenti alle misure del POR- ulteriori operazioni proposte dal Soggetto responsabile del PIT in sostituzione
delle operazioni non considerate coerenti con il POR dal Responsabile di Misura nella fase di valutazione di cui all’art. 11, comma 2,
del Bando 2001.
In conformità a quanto previsto dai Regolamenti comunitari per l’utilizzo dei fondi strutturali e le indicazioni contenute nel QCS 20002006 per le regioni Obiettivo l, si prevede che:
- una quota significativa di risorse finanziarie, non inferiore al 40%, venga riservata ad interventi attuati con approccio integrato
territoriale, settoriale e/o istituzionale anche attraverso “Progetti Integrati” (PI), cioè pacchetti di interventi caratterizzati da un’elevata
integrazione e tendenzialmente riferiti a specifiche aree del territorio regionale;
- i progetti integrati debbano derivare dagli effettivi fabbisogni e/o potenzialità presenti sul territorio coinvolgendo al massimo i
soggetti locali e le principali forze istituzionali e sociali operanti nell’area interessata dal progetto.
La nuova Programmazione così definita basa la sua filosofia di intervento sui principi della concentrazione delle risorse,
dell’integrazione, della sussidiarietà e del decentramento, della concertazione e del partenariato, delle pari opportunità.
Coerentemente ai criteri summenzionati, il primo bando “pilota”, pubblicato il 27 luglio 2001, ha attribuito il primo 10% delle risorse
POR destinate ai PIT (389.245.800 euro).
REGIONE SARDEGNA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
Argomento
Indicatori di realizzazione
riferiti ai Progetti Integrati
Implementazioni e modifiche
al CDP
Sottofase
CDP
Decisioni
assunte dai
Comitati di
Sorveglianza
POR
161
Approvazione del CdP aggiornato (15 luglio 2003)
Contenuto
Nell'Annesso 1 alla DGR 29/11 sono indicati gli indicatori di realizzazione fisica, suddivisi per Assi,
relazionati alle tipologie di progetto ed agli obiettivi del QCS
REGIONE SARDEGNA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
Regione Sicilia
1.
Inquadramento generale
La strategia di progettazione integrata e le relative fasi di programmazione attuativa sono
descritte nei seguenti documenti ufficiali.
Strategia regionale
• Programma Operativo Regionale 2000-2006 Sicilia. Approvato con decisione della
Commissione Europea n. 2346 del 08.08.2000
• Complemento di Programmazione Approvato con deliberazione n. 269 del 26 settembre
2003
Formalizzazione delle indicazioni fornite nella strategia regionale
• Progetto integrato regionale (PIR) "Reti per lo sviluppo locale". Deliberazione della Giunta
Regionale n 267 del 26 settembre 2003)
• Regolamento interno dei collegi di vigilanza previsti dal CdP e dagli accordi attuativi
sottoscritti tra la Regione siciliana ed i coordinatori dei PIT
• Regolamento Interno del tavolo di confronto e proposta previsto dagli accordi organizzativi
sottoscritti tra la Regione siciliana ed i coordinatori dei PIT.
Emanazione bandi
• Bando pubblico di selezione per l’assegnazione dei finanziamenti PI. GURS n.23 del
15.05.2001.
Lo stato della programmazione attuativa
• DGR n. 202 del 17.06.2002, approvazione del finanziamento dei singoli PIT
2. La strategia regionale
Il Programma Operativo Regionale, predisposto dalla Regione Sicilia per il periodo 2000-2006,
afferma esplicitamente che la strategia regionale potrà compiutamente realizzarsi mediante un
approccio integrato che ancori le politiche settoriali alle specificità dei sistemi locali. Si enuncia
anche che i PIT costituiscono lo strumento principale per la realizzazione di tale approccio
programmatico. La definizione di Progetto integrato è quella standard presente nel Quadro
Comunitario di Sostegno che parla di un “complesso di azioni intersettoriali, strettamente
coerenti e collegate tra loro, che convergono verso un comune obiettivo di sviluppo e
giustificano un approccio attuativo unitario”. Sempre nel POR si sottolinea come nella
progettazione integrata possa attuarsi sia in forma concentrata, laddove siano presenti risorse
162
immobili, sia anche in forma diffusa quando vi è un obiettivo comune di sviluppo presente in
aree non contigue (c.d. progetto integrato diffuso). In Sicilia pertanto non è stato adottato alcun
metodo di individuazione preventiva delle aree territoriali da ammettere alla presentazione dei
progetti integrati. E’ stato invece favorito un processo di aggregazione intorno ad obiettivi di
sviluppo condivisi che avessero tuttavia a riferimento il territorio provinciale.
Quanto alle modalità attuative, viene detto che i PIT si realizzano attraverso l’utilizzazione
congiunta e l’integrazione di misure dello stesso Asse ovvero attraverso l’integrazione di misure
appartenenti ad Assi diversi.
Il POR prevede anche i PIR, ossia i Progetti Integrati Regionali, i quali , a differenza dei PIT
rappresentano una specifica modalità operativa di attuazione del Programma diretta a consentire
che una serie di azioni a titolarità regionale e/o a regia regionale che fanno capo a una o più
Misure dello stesso Asse o di Assi diversi siano esplicitamente collegate tra loro e finalizzate ad
un comune obiettivo di sviluppo. Il PIR costituisce un asse portante della politica regionale per
lo sviluppo locale, volto a garantire un ruolo centrale per la Regione come "regista" dello
sviluppo locale, capace di valorizzare la domanda di sviluppo dal basso, riconducendola a
coerenza dentro un disegno strategico complessivo. In tal senso i PIR possono costituire
riferimento programmatico e operativo per i PIT, sia in termini di valorizzazione delle risorse
territoriali che in riferimento alle opportunità di concentrazione delle risorse finanziarie ed
saltarne dunque il valore aggiunto apportato dal partenariato istituzionale e socioeconomico.
La fase programmatoria dell’intervento viene ulteriormente dettagliata nel Complemento di
Programmazione26 (CdP) nel quale si ribadisce l’importanza dell’integrazione e della
concentrazione funzionale e territoriale degli interventi a partire dal concetto di idea forza e da
modalità attuative e di gestione unitarie. Il CdP inoltre evidenzia i seguenti aspetti:
• finalità particolari del PIT, quali la sostenibilità, la crescita occupazionale, gli effetti
moltiplicativi;
• ruolo dell’analisi a supporto dell’attività progettuale. I promotori devono dotarsi di
strumenti di analisi in grado di dimostrare la necessità e la convenienza dell’intervento
proposto;
• quadro finanziario. Viene fissato un limite massimo dato dalle risorse territorializzate per
provincia e asse e una quota definita per la prima fase, ossia poco più di 1400 Meuro;
• specificazione dei possibili soggetti promotori in almeno due Enti locali territoriali siti nella
stessa provincia e contigui oltre a città metropolitane e province regionali con il ricorso di un
insieme di comuni;
• Importanza del metodo della concertazione e del partenariato tra un insieme di enti e
istituzioni, attestato dal Protocollo di Intesa che indica anche il referente del PIT;
• apertura a schemi cooperativi in quanto viene considerato possibili un accordo provinciale
volto all’individuazione delle migliori idee-forza;
• strutturazione in fasi della procedura PIT che prevede una prima fase di orientamento
seguita da una selezione preliminare per l’accertamento dei requisiti di ammissibilità ed, infine,
26
Approvato con deliberazione n. 269 del 26 settembre 2003
163
una fase di selezione definitiva durante le quali vengono individuati i PIT ammessi a
finanziamento;
• definizione dei requisiti di ammissibilità tra i quali: l’univocità del riferimento territoriale
(un PIT per territorio); la soglia dimensionale (50000 abitanti), la responsabilizzazione degli
Enti locali (ciascun comune partecipa ad un solo PIT), la coerenza con le misure del POR, il
limite finanziario di ciascun PI (non oltre 200 miliardi di lire); la presenza di investimenti
infrastrutturali e regimi di aiuto;
• identificazione dei criteri da adottare per la valutazione definitiva;
• esplicitazione del dettaglio di alcune procedure attuative. In particolare il CdP afferma che
il Dipartimento della programmazione curi, insieme ai responsabili di misura, la fase di
valutazione di ciascun PIT per la selezione definitiva. Successivamente l’approvazione della
graduatoria avviene, per ciascuna provincia, per decreto del presidente della Regione che decide
anche sulla conseguente ammissione a finanziamento. A seguito di tale decreto viene
sottoscritto, da parte di ciascun PIT, un Accordo di programma che contempli gli obiettivi di
sviluppo locale, le attività e gli interventi da realizzare, il piano finanziario e i piani temporali di
spesa, l’identificazione della struttura responsabile dell’attuazione, le caratteristiche del soggetto
coordinatore, la ricognizione e/o individuazione di sportelli unici per lo svolgimento di
eventuali conferenze di servizi, le garanzie per l’eventuale finanziamento dei privati, le modalità
ei tempi per la realizzazione dei regimi di aiuto, i soggetti responsabili del monitoraggio e la
verifica.
Il CdP inoltre prevede l’attivazione del PIR “Reti per lo Sviluppo Locale” come la modalità più
appropriata per rafforzare l’approccio integrato, al fine di garantire il rispetto dei criteri di
integrazione e concentrazione delle operazioni da esso finanziate.
Nell’ambito delle indicazioni previste dalla strategia regionale, vengono formalizzati tre
documenti.
Il primo è relativo all’approvazione del progetto integrato regionale (PIR) "Reti per lo sviluppo
locale".(con Deliberazione della Giunta Regionale n 267 del 26 settembre 2003)
Nel progetto PIR vengono individuati i seguenti obiettivi:
• coordinare e ricomporre, attraverso azioni di sistema, gli strumenti di sostegno allo sviluppo
locale
• rafforzare la capacità di azione del partenariato locale, al fine di pervenire alla creazione
della rete tra tutti i soggetti che operano a vario titolo o che gestiscono strumenti di sviluppo
locale, coordinando le rispettive azioni e favorendo le sinergie ed evitando sovrapposizioni e/o
conflitti nella promozione e gestione dei rispettivi interventi.
Il secondo documento è relativo al regolamento interno dei collegi di vigilanza previsti dal CdP
e dagli accordi attuativi sottoscritti tra la Regione siciliana ed i coordinatori dei PIT. Il
regolamento esplicita come nell’ambito di ogni Accordo viene previsto un apposito Collegio di
Vigilanza, costituito da rappresentanti dell’Amministrazione regionale: funzionari del
Dipartimento della Programmazione e responsabili dell’attuazione delle misure interessate
all’attuazione degli interventi ricadenti all’interno del PIT e dal Soggetto coordinatore del PIT.
Nel documento viene sottolineato il ruolo del Collegio, ossia quello di garantire la gestione
164
unitaria del PIT e quello di effettuare il controllo e la vigilanza sull’attuazione del PIT; ad esso
sono anche attribuiti poteri sostitutivi in caso di eventuale inerzia da parte dei soggetti
sottoscrittori dell’Accordo. Nell’Accordo sono inoltre previste modalità operative per consentire
al soggetto coordinatore di attivare tutte le risorse finanziarie ed il cofinanziamento di altre
risorse pubbliche nonché per assicurare il monitoraggio e la verifica dei risultati da trasferire
alle Unità di monitoraggio e controllo dei singoli dipartimenti.
Il terzo documento è relativo al regolamento Interno del tavolo di confronto e proposta previsto
dagli accordi organizzativi sottoscritti tra la Regione siciliana ed i coordinatori dei PIT. Esso
prevede la costituzione di: un rappresentante per ciascun PIT, dei rappresentanti dell’Autorità di
Gestione e dei responsabili di misura, con lo scopo di esaminare eventuali soluzioni alla stessa
Autorità e ai Collegi di vigilanza dei singoli PIT.
3. Linee guida regionali
Come evidenziato dal CdP, la Regione Sicilia ha scelto di definire il pacchetto dei PIT da
ammettere a finanziamento attraverso una procedura fondata su bando pubblico.
Il bando pubblico di selezione per l’assegnazione di finanziamenti per i PIT27 ha richiesto
esplicitamente che le iniziative si “strutturino in modo da costituire progetti di eccellenza e
innovazione in grado di incidere in maniera significativa sulle variabili di rottura individuate nel
QCS”.
Vengono inoltre ribadite, da un lato, l’opportunità che i PIT concorrano al conseguimento degli
obiettivi trasversali e, dall’altro, la necessità di assumere come riferimento i contesti di
programmazione nazionale, europeo, regionale e locale. Ristabilisce altresì che la strategia di
sviluppo locale del PIT debba far riferimento agli obiettivi specifici degli Assi e delle misure del
POR e debba possedere immediati elementi di sostenibilità territoriale, socio-economica e
istituzionale, prefigurando esplicitamente le nuove linee di sviluppo e crescita dell’economia
locale e prevedendo un uso concentrato delle risorse e una molteplicità di apporti finanziari per
la sua realizzazione. Tale strategia viene sintetizzata in un’idea forza che, da un lato, deve
riferirsi alle vocazioni e peculiarità del territorio e, dall’altro, deve costituire un’intuizione
originale e innovativa circa le modalità di valorizzazione delle risorse ambientali, culturali,
umane, produttive, infrastrutturali, in grado di incidere su alcune variabili di rottura. Il bando
esplicita anche alcune caratteristiche relative alla procedura di valutazione impostata su due fasi.
Nella fase di selezione preliminare vengono presi in esame le condizioni ed i requisiti di
ammissibilità, questi ultimi estesi anche ad una prima valutazione dell’idea forza; nella fase di
selezione definitiva, vengono esplicitati i criteri di valutazione e spiegato l’iter processuale:
dopo le eventuali integrazioni richieste al soggetto rappresentante e completata l’istruttoria,
vengono indicate per ciascun PIT le azioni ritenute essenziali per la sua attuazione e il
conseguimento dei suoi obiettivi di sviluppo e viene stilata la graduatoria provinciale.
L’ammissione a finanziamento avviene fino ad esaurimento delle risorse finanziarie destinate ai
PIT in ciascun territorio provinciale.
27
Pubblicato sulla GURS n. 23 del 15.05.01
165
Infine il bando in esame definisce rispettivamente le caratteristiche dell’Accordo di programma
e le modalità di gestione. In relazione all’Accordo si specifica quanto previsto nel CdP, mentre,
in relazione alle modalità di gestione, queste vengono elencate nel dettaglio e viene definito il
ruolo del soggetto coordinatore.
Successivamente a tale bando sono stati emanati altri provvedimenti relativi agli interventi
specifici, ricadenti nelle diverse misure e sottomisure comprese nei PIT approvati. Tali avvisi
pubblici hanno come oggetto:
• l’affidamento di un servizio di assistenza, di supporto tecnico ed amministrativo necessario
alla predisposizione dei PIT28;
• realizzazione degli interventi, per misura e sottomisura, attivabili attraverso azioni pubbliche
al fine di garantire la coerenza degli interventi di ausilio, di competenza dei vari Dipartimenti
regionali interessati, con le strategie e gli obiettivi integrati dei PIT, e di assicurare la gestione
unitaria delle attività29;
• l’accesso, nell’ambito delle misure 4.01a/a1 (PIT 3,9,8,10), al regime di aiuto (previsto
dall’art. 27 della L. regionale del 23.12.00) per le PMI30;
• la concessione di contributi alle PMI per realizzare attività strettamente collegate alle
finalità della misura 1.13 (PIT 3,16,31,32,33)31;
• le modalità di attuazione e le direttive per la presentazione di progetti esecutivi a valere
sulla misura 4.18.
4. Definizione delle modalità procedurali
Le modalità procedurali e di gestione dei PI sono definite nel bando.
In particolare si stabilisce che il Dipartimento regionale della Programmazione e i soggetti
promotori dei PIT ammessi a finanziamento definiscono le modalità e le necessità per
l’attuazione del PIT e che qualora si identifichi l’opportunità di procedere alla definizione di un
Accordo di programma, il Dipartimento Regionale per la programmazione propone al
Presidente della Regione la convocazione di una conferenza con tutti i soggetti interessati per
l’esame al fine di attivare l’Accordo di programma relativo all’attuazione del PIT. Alla
convocazione della conferenza ed alla partecipazione ai suoi lavori può essere delegato il Capo
del Dipartimento regionale della Programmazione. Le modalità e i contenuti per la definizione
dell’Accordo di programma saranno definiti in maniera esemplificativa dal Dipartimento
Regionale per la programmazione sulla base del Complemento di Programmazione e delle
specifiche caratteristiche degli interventi previsti dai PIT ammessi a finanziamento.
5. Lo stato attuale della programmazione attuativa
28
29
30
31
“Bando di gara per pubblico incanto per l’afffidamento del servizio di accompagnamento nell’attività di redazione dei PIT”.GURS N.26 del 29.06.01
“Avviso pubblico multasse e multimisura per interventi attivabili attraverso azioni pubbliche” –GURS n.44 del 20.09.02
“Bando misura 1.13-Aiuto a PMI”. DDG del 14.04.03
Si fa riferimento ai due avvisi: “Avviso pubblico per la presentazione delle domande per l’accesso, nell’ambito dei PIT nn.8 e
10 al regime di aiuto previsto dall’art. 27 della L. regionale del 23.12.00”-DDG. n.820 del 23.07.03;e Avviso pubblico per la
presentazione delle domande per l’accesso, nell’ambito dei PIT nn.3 e 9 al regime di aiuto previsto dall’art. 27 della L.
regionale del 23.12.00”-DDG. n.889 del 08.08.03
166
Con la deliberazione di Giunta n. 202 del 17.06.02, in relazione alla graduatoria di merito dei
PIT, articolata per territorio provinciale, è stato approvato il finanziamento di ciascun PIT.
Successivamente il DPR n. 94/02 ha decretato la graduatoria definitiva dei PIT e
contestualmente l’ammissione a finanziamento di ciascun PIT utilmente collocato in graduatoria
e il DPR N.175/02 l’approvazione delle schede riassuntive per ciascun PIT e la
rideterminazione degli importi da ammettere a finanziamento.
Dei 35 PIT presentati nella fase preliminare, 27 sono stati ammessi alla fase di selezione
definitiva. Gli ambiti territoriali riguardano tutte le 9 Province siciliane.
Graduatorie successive fanno riferimento:
• ai progetti presentati a valere dell’Avviso pubblico n.5/02 del 18.09.02;
• alle domande ammissibili alle agevolazioni previste dall’art. 29 della L. regionale 23.12.02
n.32, dei progetti ricadenti nelle sottomisure 4.03b, 403a, 404b e della misura 4.19 (sottomisura
a).
167
TAVOLE SINOTTICHE DELLA REGIONE SICILIA
168
PROGRAMMAZIONE
REGIONALE
Fase
169
http://www.euroinfosicilia.it
Complemento di Programmazione-approvato con
Deliberazione n.269 del 26 settembre 2003
CDP
Decisioni assunte dai
Comitati di
Sorveglianza POR
http://www.euroinfosicilia.it/sicilia/por_sicilia/ass
i_pors.htm
Fonte
Programma Operativo Regionale Sicilia-appprovato con
decisione della Commissione europea n. 2346-08.08.2000
Documento
POR
Valutazione ex-ante
dei POR e/o PI
Linee guida per la
valutazione ex-ante
dei POR e/o PI
Sottofase
REGIONE SICILIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA
(procedura a bando)
Fase
Emanazione dei
bandi
Ulteriori strumenti
di supporto alla
progettazione
integrata
Linee Guida
regionali per
l'elaborazione dei
PI
Formalizzazione
delle indicazioni
dei POR e/o dei
CdP
Sottofase
Fonte
170
Bando di gara per pubblico incanto per
l'affidamento del servizio di accompagnamento
nell'attività di redazione dei PIT-GURS n.26 del
29.06.01
http://www.euroinfosicilia.it
Bando pubblico di selezione per l'assegnazione di
http://www.euroinfosicilia.it
finanziamenti per i PIT-GURS n. 23 del 15.05.01
Regolamento interno del tavolo di confronto e
http://db.formez.it/FontiNor.nsf/840f6e2e87ee4d6ac1256d02004ab
proposta-Regolamento del Tavolo di Confronto e
7d8/d39475ddbb7ec40ac1256ce60043374f?OpenDocument
Proposta
Regolamento interno dei collegi di vigilanzahttp://db.formez.it/FontiNor.nsf/840f6e2e87ee4d6ac1256d02004ab
Regolamento del Tavolo di Confronto e Proposta 7d8/1d00474f7c1172efc1256ce60042bc25?OpenDocument
Documento
REGIONE SICILIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA
(procedura a bando)
Fase
Valutazione dei PI
Emanazione dei
bandi
Sottofase
171
Bando misura 1.13-Aiuto a PMI-D.D.G del
14.04.03
Avviso pubblico per la presentazione delle
domande per l'accesso , nell'ambito dei PIT nn. 3
e 9 al regime di aiuto previsto dall'art. 27 della
L.regionale 23/12/02-D.D.G. n.889 dell'08.08.03
Avviso pubblico per la presentazione delle
domande per l'accesso nell'ambito dei PIT nn. 8 e
10 al regime di aiuto previsto dall'art. 27 della
L.regionale 23/12/02-D.D.G.n.820 del 23.07.03
Bando pubblico per l'attuazione dei PIT a valere
sulla misura 4.18-modalità di attuazione e
direttive per la presentazione dei progetti
esecutivi
Avviso pubblico multiasse e multimisura per
interventi attivabili attraverso azioni pubblicheGURS N.44 del 20.09.02
Documento
REGIONE SICILIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
http://www.euroinfosicilia.it
http://www.euroinfosicilia.it
http://www.euroinfosicilia.it
http://www.euroinfosicilia.it
http://www.euroinfosicilia.it
Fonte
Sottofase
Approvazione dei
singoli PI
Fase
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA (procedura a
bando)
http://www.euroinfosicilia.it
Graduatorie delle domande ammissibili alle avocazioni
previste dall'art.29 della L. regionale 23 dei progetti ricadenti
nell'ambito territoriale dei PIT misura 4.19-sottomisura aD.D.G nn-590-591-592-593-594-595-596-597-598-599-600601-602-603-604-605-606
172
http://www.euroinfosicilia.it
http://www.euroinfosicilia.it
Graduatorie delle domande di riserva finanziaria PIT-misura
4.15 Azione A)Agriturismo
Graduatorie delle domande ammissibili alle avolazioni
previste dall'art.29 della L. regionale 23 dei progetti ricadenti
nell'ambito territoriale dei PIT sottomisura 4.04b
http://www.euroinfosicilia.it
Approvazione della graduatoria dei progetti presentati IN in
risposta dell'Avviso pubblico n.5702 del 18.09.02D.D.G.n.2371 del 13.08.03
http://www.euroinfosicilia.it
http://www.euroinfosicilia.it
Approvazioni schede riassuntive per ciascun PIT e della
idetreminazione degli importi da ammettere a finanziamento
per ciascun PIT
Graduatorie delle domande ammissibili alle avolazioni
previste dall'art.29 della L. regionale 23 dei progetti ricadenti
nell'ambito territoriale dei PIT sottomisura 4.03b-D.D.G
.25.07.03
http://www.euroinfosicilia.it
Graduatoria definitiva dei PIT-DPRS nn. 94 (del 18.06.02)
pubblicato sul GURS N. 39 e 175 (del 04.11.02)
Documento
REGIONE SICILIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
Fonte
Sottofase
PIT 9) Ecomuseo del Mediterraneo
PIT 8) Valle del Torto e dei Feudi
PIT 7) Palermo capitale dell’Euro-Mediterraneo
PIT 3) Il comprensorio di Gela
PIT 2) Quattro citta' ed un parco per vivere gli Iblei
PIT 1) Tindari Nebrodi
Approvazione del finanziamento di ciascun PIT-D.G.R. n. 202
del 17.06.02
Documento
PIT 19) Alto Belice Corleonese
173
PIT 17) Torri e castelli: turismo integrato a nord ovest di
Palermo
PIT 16) Le economie del turismo Calatino Sud Simeto
PIT 15) Demetra
PIT 13)Dal turismo tradizionale ad un sistema turistico locale
integrato
PIT 14) Sistema turistico integrato della costa centrosettentrionale
PIT 10) Sinergie per competere
PROGRAMMAZIONE
Approvazione dei singoli
ATTUATIVA (procedura a
PIT 11) Enna: turismo tra archeologia e natura
PI
bando
PIT 12) Eolo, Scilla, Cariddi
Fase
REGIONE SICILIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
http://www.euroinfosicilia.it
Fonte
PROGRAMMAZIONE
ATTUATIVA
(procedura a band
Fase
Stipula degli
accordi
Approvazione dei
singoli PI
Sottofase
174
PIT 35) Catania citta’ metropolitana
PIT 26) Aquae labodes
PIT 28) Hyblon-tukles
PIT 29) Bio-valley
PIT 31) Sistema turistico integrato diffuso delle
madonie
PIT 32 ) Valle alcantara
PIT 33) Nebrodi
PIT 34) Valle dei templi
Documento
PIT 21) Polo turistico Tirreno centrale
PIT 22) La via dell'argilla
PIT 23) Magazzolo platani sicani dell’agrigentino
PIT 24) Etna
REGIONE SICILIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
http://www.euroinfosicilia.it
Fonte
REALIZZAZIONE
Fase
Rapporti di
valutazione
intermedia
Rapporti Annuali
di Esecuzione
Relazioni sullo
stato di attuazione
Sottofase
175
Rapporto sui PIT siciliani-Progetto
Sprint(Formez)del 23.06.03
Documento
REGIONE SICILIA - LE FASI DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA
http://www.euroinfosicilia.it
Fonte
POR
Linee guida per
la valutazione
ex-ante dei POR
e/o PI
Valutazione exante dei POR e/o
PI
Sottofase
Contenuto
176
Nel POR si sottolinea come la progettazione integrata possa attuarsi sia in forma concentrata,
laddove siano presenti risorse immobili, sia anche in forma diffusa quando vi è un obiettivo comune
di sviluppo presente in aree non contigue
Assi/obiettivi/misure/azioni che I PIT si realizzano attraverso l'utilizzazione congiunta e l'integrazione di misure dello stesso Asse
contribuiranno alla realizzazione ovvero attraverso l'integrazione di misure appartenenti ad Assi diversi
della progettazione integrata
Individuazione dei Progetti
Integrati e ambito territoriale
d'intervento
Entità complessiva e
distribuzione temporale delle
risorse destinate ai Progetti
Integrati
Tipologie e caratteristiche della
progettazione integrata
Argomento
REGIONE SICILIA - ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
CDP
POR
Sottofase
Contenuto
Individuazione dei Progetti
Integrati e ambito territoriale
d'intervento
177
Le tipologie individuate nel CDPsono a)PIT b) PIS c)progetto integrato per le isole minori";
d)progetto integrato " P.A.regionale e Società dell'informazione"; e)"progetto integrato"reti per lo
Tipologie e caratteristiche della sviluppo"Il CDP ribadisce l'importanza del'integrazione e della concentrazione funzionale e
progettazione integrata
territoriale degli interventi a partire dal concetto dell'idea forza e da modalità di attuazione e di
gestione unitarie. Al contempo si esplica che il PIT venga realizzato solo laddove presenta
vantaggi comparati rispetto alle modalità ordinarie di attuazione del POR
Assi/obiettivi/misure/azioni che Il CDP evidenzia finalità particolari del PIT (sostenibilità, crescita occupazionale, effetti
contribuiranno alla realizzazione moltiplicativi)
della progettazione integrata
Argomento
Individuazione delle modalità o
procedure di attuazione/gestione
(modalità di partenariato,
valutazione, costituzione uffici
regionali, ecc.)
Indicatori di realizzazione riferiti
ai Progetti Integrati
REGIONE SICILIA - ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
Decisioni assunte
dai Comitati di
Sorveglianza
POR
CDP
Sottofase
Contenuto
Il quadro finanziario fissa un limite massimo, dato dalle risorse territorializzate per provincia e
asse e una quota definita per la prima fase, ossia poco più di 1400 Meuro
Implementazioni e modifiche al
CDP
Indicatori di realizzazione riferiti
ai Progetti Integrati
178
1)specificazione dei possibili soggetti promotori (almeno 2 Enti territoriali siti nella stessa
provincia e contigui oltre a città metropolitane e province regionali con il concorso di un insieme
Individuazione delle modalità o di comuni; 2) importazione del metodo della concertazione attestato dal Protocollo di Intesa che
procedure di attuazione/gestione indica il referente del PIT; 3) apertura a schemi cooperativi in quanto viene considerato possibile
(modalità di partenariato,
un accordo di programma volto all'individuazione delle migliori idee forza; 4)strutturazioni in fasi
valutazione, costituzione uffici della procedura PIT (prima fase di orientamento, selezione preliminre per accertamneto dei
regionali, ecc.)
requisiti, e infine una fase di selezione definitiva nella quale vengono individuati i PIT ammessi a
finanziamento); 5) definizione dei requisiti di ammissibilità; 6)identificazione dei critri da adottare
per la valutazione definitiva
Argomento
Entità complessiva e
distribuzione temporale delle
risorse destinate ai Progetti
Integrati
REGIONE SICILIA - ANALISI DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE
APPENDICE
179
Elenco dei PI per Regione e tipologia
n° partner
Regione
Titolo PI
Tipologia PI
Priva Pubblic
to
Basilicata
Basilicata
Basilicata
Basilicata
Basilicata
Basilicata
Progetto Integrato Territoriale Alto
Basento
Progetto Integrato Territoriale
Montagna Materana
Progetto Integrato Territoriale
Bradanica
Progetto Integrato Territoriale
Vulture-Alto Bradano
PIT Lagonegrese - Pollino
Progetto Integrato Territoriale
Metapontino
PIT - Progetto Integrato Territoriale
18
PIT - Progetto Integrato Territoriale
15
PIT - Progetto Integrato Territoriale
6
PIT - Progetto Integrato Territoriale
24
PIT - Progetto Integrato Territoriale
30
PIT - Progetto Integrato Territoriale
12
Basilicata
PIT Marmo Platano - Melandro
PIT - Progetto Integrato Territoriale
Basilicata
PIT Val D'Agri
PIT - Progetto Integrato Territoriale
Progetto Integrato Sviluppo Urbano
PISU - Progetto Integrato di
della città di Potenza
Sviluppo Urbano
Progetto Integrato di Sviluppo
PISU - Progetto Integrato di
Urbano della Città di Matera
Sviluppo Urbano
Calabria
Rete ecologica Regionale
PIS - Progetto Integrato Strategico
Calabria
PIT 3 - Area Pollino
Basilicata
Basilicata
o
59
17
22
1
1
2
PIT - Progetto Integrato Territoriale
43
8
PIT - Progetto Integrato Territoriale
6
6
PIT - Progetto Integrato Territoriale
13
4
Pit 4 - Area Alto Jonio Cosentino:
Calabria
"Sibari, un marcatore d'indentità per
avviare un processo di sviluppo locale
integrato"
Calabria
Area PIT: 7 Basso Tirreno cosentino :
"MEMORIE"
Calabria
Area PIT 8 Serre Cosentine
PIT - Progetto Integrato Territoriale
16
1
Calabria
Area PIT 12 Sila crotonese
PIT - Progetto Integrato Territoriale
18
13
Calabria
PIT 13 Area di Crotone "PITAGORA"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
20
14
Calabria
PIT 14 Lamezia
PIT - Progetto Integrato Territoriale
11
26
180
segue (1) Elenco dei PI per Regione e tipologia
PIT 15 - Valle del Crocchio: "la
fruibilità delle risorse e
Calabria
l'organizzazione delle competenze
PIT - Progetto Integrato Territoriale
7
5
PIT - Progetto Integrato Territoriale
11
28
PIT - Progetto Integrato Territoriale
2
6
PIT - Progetto Integrato Territoriale
9
6
esistenti per la competitività del
territorio"
PIT 16 Serre Calabresi: "un modello
Calabria
di sviluppo turistico ecosostenibile
nelle Serre Calabresi"
Calabria
Campania
Campania
Area PIT 22 Stretto "Distretto
Integrato"
Pit Distretto industriale S. Giuseppe
Vesuviano
Pit Distretto industriale San Marco dei
Cavoti
PIT - Progetto Integrato Territoriale
Campania
PIT "Grande attrattore Napoli"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
Campania
Pit "Pietralcina"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
PIT "Grande Attrattore Pompei Campania
Ercolano e sistema archeologico
PIT - Progetto Integrato Territoriale
vesuviano"
Campania
PIT "Grande attrattore Campi Flegri"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
Campania
PIT "Parco Nazionale del Vesuvio"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
PIT Itinerario culturale "Valle
dell'Antico Clanis"
PIT Itinerario culturale "Regio
Tratturo (AV)"
PIT Itinerario culturale "Antica
Volceij"
PIT Itinerario culturale "Valle
dell'Ofanto"
PIT "Città di Caserta"
PIT "Grande attrattore PaestumVelia"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
PIT - Progetto Integrato Territoriale
PIT - Progetto Integrato Territoriale
PIT - Progetto Integrato Territoriale
PIT - Progetto Integrato Territoriale
5
PIT - Progetto Integrato Territoriale
6
3
Campania
PIT "Città di Napoli"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
Campania
PIT " Salerno Città dell'eccellenza"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
Campania
PIT "Città di Avellino"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
Campania
PIT "Grande attrattore Certosa di
Padula"
10
PIT - Progetto Int. Territoriale
181
1
8
5
20
segue (2) Elenco dei PI per Regione e tipologia
Campania
PIT "Grande attrattore Reggia di
Caserta"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
5
4
Campania
PIT "Benevento: il futuro nella storia"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
Campania
PIT Distretto industriali "Calitri"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
Campania
PIT "Grumo Nevano - Aversa"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
8
Campania
PIT "Piana del Sele"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
10
Campania
PIT "Città del Fare"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
9
PIT - Progetto Integrato Territoriale
10
PIT - Progetto Integrato Territoriale
21
PIT - Progetto Integrato Territoriale
14
PIT - Progetto Integrato Territoriale
4
PIT - Progetto Integrato Territoriale
7
PIT - Progetto Integrato Territoriale
3
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
Progetto Integrato "Itinerario
culturale "Città di Capua""
PIT "Borgo Terminio Cervialto"
PIT "Parco Regionale del Taburno
Camposauro"
P.I.T. "Distretto Industriale di
Solofra"
P.I.T. -"Parco Regionale di
Roccamonfina - Foce del Garigliano"
PIT - "Parco Nazionale del Cilento e
Vallo di Diano
PIT - Distretto Industriale di Nocera
Inferiore - Gragnano
PIT - Progetto Integrato Territoriale
8
1
6
3
Campania
PIT - Parco Regionale del Matese
PIT - Progetto Integrato Territoriale
Campania
PIT "S.S. APPIA"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
7
Campania
PIT "Area Giuglianese"
PIT - Progetto Integrato Territoriale
6
PIT - Progetto Integrato Territoriale
11
PIT - Progetto Integrato Territoriale
16
PIT - Progetto Integrato Territoriale
26
PIT - Progetto Integrato Territoriale
23
Campania
Campania
Campania
Campania
PIT "Filiera turistica
Enogastronomica"
PIT - Area Nolana - Clanio
PIT - Penisola Amalfitana e
Sorrentina
PIT "Distretto Industriale Sant'Agata
dei Goti"
182
segue (3) Elenco dei PI per Regione e tipologia
Campania
Campania
PIT – Progetto Integrato
Trebulani-Matese”
Territoriale
PIT – Valle dell’Irno
Campania
PIT “Portualità turistica”
Campania
PIT – Protofiliere Provinciali
Molise
Molise
Molise
Molise
Molise
Molise
Territoriale
PIT – Progetto Integrato
14
Territoriale
PIT – Progetto Integrato
Territoriale
PIT “Regio Tratturo della Provincia di
PIT – Progetto Integrato
Benevento”
Territoriale
PIT – Progetto Integrato
Progetto integrato “Medio Trigno”
Territoriale
Progetto Integrato “Minoranze
PIT – Progetto Integrato
linguistiche storiche arbërësh e croata”
Territoriale
P.I. “Sistema locale offerta turistica alto
PIT – Progetto Integrato
Molise”
Territoriale
PIT – Progetto Integrato
P.I. “Civiltà dell’acqua”
Territoriale
P.I. E-MOLISE – diffusione della new
PIT – Progetto Integrato
economy nel Molise interno
Territoriale
P.I. Per uno sviluppo equilibrato e
PIT – Progetto Integrato
armonioso
Territoriale
Un’integrazione possibile per lo sviluppo
diffuso
Puglia
19
PIT – Progetto Integrato
P.I. Ambiente, turismo e impresa.
Molise
14
Territoriale
PIT “Itinerario Direttrice Monti
Campania
Campania
PIT – Progetto Integrato
PIT “Agro Monti Picentini”
PIT – Progetto Integrato
Territoriale
PIT N.3 – Area Metropolitana – s.p.l.
PIT – Progetto Integrato
Bari
Territoriale
29
8
12
4
6
14
26
17
30
9
19
24
29
20
51
17
PIT N. 7 – Sviluppo di un sistema
integrato di servizi di logistica e
distribuzione in grado di favorire la
Puglia
connessione tra l’asse nord-sud interno
alla regione e la comunicazione con le
PIT – Progetto Integrato
Territoriale
24
7
altre direttrici dei Corridoi internazionali
n. 8 e n. 10
PIT n. 8 – Sviluppo ed innovazione
dell’economia agricola e rurale
Puglia
attraverso l’integrazione e la
diversificazione produttiva- Area
PIT – Progetto Integrato
Territoriale
Jonico-salentina.
183
66
segue (4) Elenco dei PI per Regione e tipologia
PIT n. 6- Sviluppo di un Sistema Logistico
Distributivo legato alle più importanti
Puglia
direttrici internazionali che muove dagli
investimenti in corso di realizzazione
PIT – Progetto Integrato
2
Territoriale
nell’area di Taranto
Puglia
PIT. N. 10 – Monti Dauni
Puglia
PIT n. 2 – Nord Barese
Puglia
PIT n. 9 – Territorio
Puglia
PIT n.4 – Area della Murgia
Puglia
PIT n.5 – Valle D’Itria
Sardegna
lanaria
PIT – Progetto Integrato
PIT – Progetto Integrato
–Leccese
Sardegna
Sardegna
Sardegna
Sardegna
Sardegna
15
PIT – Progetto Integrato
9
Territoriale
Progetto Integrato Territoriale CA4 Area
PIT – Progetto Integrato
vasta sud occidentale
Territoriale
7
PIT – Progetto Integrato
Capoluogo nella Città ambientale nel
5
Territoriale
PIT – Progetto Integrato
Qualità della vita a cagliari: città
ambientale e turistica senza le perifierie
Sardegna
11
Territoriale
Territoriale
Progetto Integrato Territoriale CA4
Sardegna
PIT – Progetto Integrato
PIT – Progetto Integrato
Golfo dell’Asinara
Sardegna
14
Territoriale
Progetto integrato territoriale SS1 Il
Sardegna
11
Territoriale
Territoriale
Progetto Integrato Territoriale SS7 Porta
PIT – Progetto Integrato
d’Europa terra dell’accoglienza
Territoriale
Progetto Integrato Territoriale OR3
PIT – Progetto Integrato
Barigadu, Ghilarzese, Grighine, Marmilla
Territoriale
Progetto IntegratoTerritoriale CA1
PIT – Progetto Integrato
Arburese Guspinese e Medio Campidano
Territoriale
Progetto Integrato Territoriale NU4
PIT – Progetto Integrato
Sarcidano Barbagia di Seulo
Territoriale
PIT SS2 “Dalla costa del corallo al
PIT – Progetto Integrato
Logudoro Meilogu”
Territoriale
Progetto Integrato Territoriale “Oristano
PIT – Progetto Integrato
2”
Territoriale
Progetto Integrato Territoriale CA4 “Area
PIT – Progetto Integrato
vasta Cagliari Sud Est”
Territoriale
1
2
7
2
23
2
13
8
11
1
6
8
Progetto Integrato Territoriale NU1
Sardegna
Marghine
lanaria “Potenziamento della
struttura imprenditoriale locale e sviluppo
integrato del turismo delle zone interne”
184
PIT – Progetto Integrato
Territoriale
1
4
segue (5) Elenco dei PI per Regione e tipologia
Progetto integrato territoriale SS4
Sardegna
Anglona Gallura "Dal turismo
monoprodotto al turismo innovativo
PIT - Progetto Integrato Territoriale
8
integrato"
Sardegna
Sicilia
Sicilia
Sicilia
Sicilia
Progetto Integrato Territoriale CA2
"Sulcis Iglesiente"
PIT 1-Tindari Nebrodi
PIT 2 - Quattro Città e un parco per
vivere gli Iblei
PIT 3 - Il comprensorio di Gela
PIT 7 - Palermo capitale dell'EuroMediterraneo
PIT - Progetto Integrato Territoriale
1
9
PIT - Progetto Integrato Territoriale
19
2
PIT - Progetto Integrato Territoriale
25
6
PIT - Progetto Integrato Territoriale
23
2
PIT - Progetto Integrato Territoriale
20
3
Sicilia
PIT 8-Valle del Torto e dei Feudi
PIT - Progetto Integrato Territoriale
15
1
Sicilia
PIT 9-Ecomuseo del Mediterraneo
PIT - Progetto Integrato Territoriale
22
1
Sicilia
PIT 10-Sinergie per competere
PIT - Progetto Integrato Territoriale
18
PIT - Progetto Integrato Territoriale
19
2
PIT - Progetto Integrato Territoriale
16
4
PIT - Progetto Integrato Territoriale
14
2
PIS - Progetto Integrato Strategico
14
6
PIT - Progetto Integrato Territoriale
15
2
PIT - Progetto Integrato Territoriale
13
2
PIT - Progetto Integrato Territoriale
15
Sicilia
Sicilia
Sicilia
Sicilia
Sicilia
Sicilia
Sicilia
PIT 11-Enna: turismo tra archeologia
e natura
PIT 12-Eolo, Scilla, Cariddi
PIT 13-Dal turismo tradizionale ad un
sistema turistico locale
PIT 14-Sistema turistico integrato
della costa centro-settentrionale
PIT 15-Demetra
PIT 16-Le economie del turismo
Calatino Sud Simeto
PIT 17-Torri e castelli: turismo
integrato a nord ovest di Palermo
Sicilia
PIT 19-Alto Belice Corleonese
PIT - Progetto Integrato Territoriale
28
2
Sicilia
PIT 21-Polo turistico Tirreno centrale
PIT - Progetto Integrato Territoriale
26
3
Sicilia
PIT 22-La via dell'argilla
PIT - Progetto Integrato Territoriale
19
5
PIT - Progetto Int. Territoriale
13
8
Sicilia
PIT 23-Magazzolo platani sicani
dell'agrigentino
185
segue (6) Elenco dei PI per Regione e tipologia
Sicilia
PIT 24-Etna
Sicilia
PIT 26-Aquae labodes
Sicilia
PIT 28-Hyblon-tukles
Sicilia
PIT 29-Bio-valley
Sicilia
PIT - Progetto Integrato
Territoriale
PIT - Progetto Integrato
Territoriale
PIT - Progetto Integrato
Territoriale
PIT - Progetto Integrato
Territoriale
PIT 31-Sistema turistico integrato
PIT - Progetto Integrato
diffuso delle madonie
Territoriale
Sicilia
PIT 32-Valle alcantara
Sicilia
PIT 33-Nebrodi
Sicilia
PIT 34-Valle dei templi
Sicilia
PIT 35-Catania citta' metropolitana
PIT - Progetto Integrato
Territoriale
PIT - Progetto Integrato
Territoriale
PIT - Progetto Integrato
Territoriale
PIT - Progetto Integrato
Territoriale
17
4
17
3
21
4
8
23
3
24
4
28
7
17
5
28
3
Numero di soggetti pubblici per tipo di soggetto e Regione
Regione
Basilicata
Tipo di soggetto
n°
Comune
135
Comunità Montana
11
Regione
1
Basilicata Totale
Calabria
147
Agenzia di Sviluppo Locale
1
ASL
3
Autorità portuali, fluviali, di bacino, capitaneria di porto
1
Commissioni o altri organismi per le pari opportunità
Comune
2
66
Comunità Montana
9
Enti per la tutela del patrimonio artistico-culturale
1
Enti per la tutela del territorio e dell'ambiente / Enti parco
2
Pro Loco / Apt
4
Provincia
6
Regione
1
Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali
2
Stato/Ministero
1
186
segue (1) Numero di soggetti pubblici per tipo di soggetto e Regione
Università /parchi scientifici e tecnologici/ Istituti di Formazione
superiore
Università/parchi scientifici e tecnologici/Istituti di Formazione
superiore
Calabria Totale
Campania
ASL
1
Autorità portuali, fluviali, di bacino, capitaneria di porto
8
Comune
Comunità Montana
7
Enti per la tutela del territorio e dell'ambiente / Enti parco
1
Enti per la tutela del territorio e dell'ambiente/Enti parco
1
Provincia
22
Regione
23
Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali
27
superiore
Campania Totale
3
332
Comune
148
Comunità Montana
10
Organismi di rappresentanza autonomie locali
1
Prefettura
2
Provincia
8
Regione
1
Università /parchi scientifici e tecnologici/ Istituti di Formazione
superiore
Molise Totale
3
173
Autorità portuali, fluviali, di bacino, capitaneria di porto
Commissioni o altri organismi per le pari opportunità
Comune
2
1
136
Comunità Montana
2
Enti per la tutela del territorio e dell'ambiente / Enti parco
1
Imprese di servizi
1
Provincia
6
Università /parchi scientifici e tecnologici/ Istituti di Formazione
superiore
Puglia Totale
Sardegna
2
237
Università /parchi scientifici e tecnologici/ Istituti di Formazione
Puglia
1
111
Commissioni o altri organismi per le pari opportunità
Molise
11
3
152
Comune
91
Comunità Montana
7
Provincia
11
Università /parchi scientifici e tecnologici/ Ist. di For. Superiore
187
2
segue (2) Numero di soggetti pubblici per tipo di soggetto e Regione
Sardegna Totale
Sicilia
111
Agenzia di Sviluppo Locale
1
ASL
1
Autorità portuali, fluviali, di bacino, capitaneria di porto
3
Commissioni o altri organismi per le pari opportunità
3
Comunità Montana
1
Enti di ricerca
3
Enti per la tutela del territorio e dell’ambiente / Enti parco
Pro Loco / Apt
14
1
Provincia
15
Regione
2
Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali
11
Unioni e/o consorzi di enti locali
3
Università /parchi scientifici e tecnologici/ Istituti di Formazione
superiore
Sicilia Totale
26
84
Totale complessivo
1.110
Numero di soggetti privati per tipo di soggetto e Regione
Regione
Basilicata
Tipo di soggetto
n°
Associazione a tutela dei diritti dell’uomo e dei cittadini (es ass.
consumatori etc)
Associazioni ambientaliste
4
Associazioni di categoria
6
Associazioni e enti religiosi
1
Associazioni ed imprese culturali e del tempo libero
23
Cciaa e aziende speciali del sistema camerale
Enti di formazione professionale
Imprese di servizi e turismo
1
2
13
Non specificato
1
Organismi e consorzi di tutela e valorizzazione di prodotti
2
Sindacati, rappresentanti parti sociali
3
Basilicata Totale
Calabria
4
60
ASI – Associazione sviluppo industriale
Associazione a tutela dei diritti dell’uomo e dei cittadini (es ass.
consumatori etc)
Associazioni ambientaliste
5
4
9
Associazioni di categoria
60
Associazioni e enti religiosi
4
188
segue (1) Numero di soggetti privati per tipo di soggetto e Regione
Associazioni ed imprese culturali e del tempo libero
18
Banche, istituti di credito fondazioni bancarie, consorzi fidi
3
Cciaa e aziende speciali del sistema camerale
5
Enti di formazione professionale
3
Imprese di servizi e turismo
6
Ordini professionali
1
Organismi e consorzi di tutela e valorizzazione di prodotti
3
Organizzazioni no-profit e del terzo settore, imprese sociali
6
Sindacati, rappresentanti parti sociali
19
Società/ enti di gestione di Programmi di sviluppo locale (PT,
Leader, contratti d’area etc)
Calabria Totale
Campania
147
Associazioni di categoria
8
Cciaa e aziende speciali del sistema camerale
3
Sindacati, rappresentanti parti sociali
Campania Totale
Molise
8
19
ASI – Associazione sviluppo industriale
2
Associazioni ambientaliste
10
Associazioni di categoria
42
Associazioni e enti religiosi
2
Associazioni ed imprese culturali e del tempo libero
2
Banche, istituti di credito fondazioni bancarie, consorzi fidi
5
Cciaa e aziende speciali del sistema camerale
6
Ente di gestione sevizi pubblici
1
Enti di formazione
1
Imprese di produzione
7
Imprese di servizi e turismo
1
Ordini professionali
3
Organismi e consorzi di tutela e valorizzazione di prodotti
1
Organizzazioni no-profit e del terzo settore, imprese sociali
1
Sindacati, rappresentanti parti sociali
11
Società/ enti di gestione di Programmi di sviluppo locale (PT,
Leader, contratti d’area etc)
Molise Totale
Puglia
1
1
96
Associazione a tutela dei diritti dell’uomo e dei cittadini (es ass.
consumatori etc)
3
Associazioni di categoria
2
Cciaa e aziende speciali del sistema camerale
1
Ente di gestione sevizi
2
Ente di gestione sevizi pubblici
1
Enti di formazione professionale
3
189
segue (2) Numero di soggetti privati per tipo di soggetto e Regione
Imprese di servizi e turismo
5
Sindacati, rappresentanti parti sociali
7
Puglia Totale
Sardegna
24
Organismi e consorzi di tutela e valorizzazione di prodotti
Società/ enti di gestione di Programmi di sviluppo locale (PT,
Leader, contratti d’area etc)
Sardegna Totale
Sicilia
7
1
8
ASI – Associazione sviluppo industriale
Associazione a tutela dei diritti dell’uomo e dei cittadini (es ass.
consumatori etc)
Associazioni ambientaliste
6
6
43
Associazioni di categoria
192
Associazioni e enti religiosi
12
Associazioni ed imprese culturali e del tempo libero
23
Banche, istituti di credito fondazioni bancarie, consorzi fidi
42
Cciaa e aziende speciali del sistema camerale
18
Ente di gestione sevizi pubblici
3
Enti di formazione professionale
14
Imprese di produzione
8
Imprese di servizi e turismo
16
Ordini professionali
18
Organismi e consorzi di tutela e valorizzazione di prodotti
23
Organizzazioni no-profit e del terzo settore, imprese sociali
5
Sindacati, rappresentanti parti sociali
67
Società/ enti di gestione di Programmi di sviluppo locale (PT,
Leader, contratti d’area etc)
Sicilia Totale
21
517
Totale
871
complessivo
190
Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
Regione
Basilicata
Titolo PI
Obiettivi specifici
Progetto Integrato
1.migliorare la qualità del patrimonio naturalistico e culturale, riducendone
Territoriale Alto Basento
il degrado/abbandono ed accrescendone la connessione in un’ottica di
sviluppo compatibile, e favorire lo sviluppo di formule organizzative per la
gestione delle attività ad esse connesse, nonché quelle relative alle attività
di spettacolo e di animazione culturale, quale strumento di sviluppo
economico del territorio;
2.favorire lo sviluppo, l’aumento di competitività e di produttività, di
iniziative imprenditoriali nei settori dell’artigianato artistico, agricolo e di
prodotti tipici anche attraverso il sostegno al miglioramento e alla
valorizzazione e alla commercializzazione delle risorse agroalimentari e
artigianali tipiche e loro attività;
3.accrescere e qualificare il sistema ricettivo esistente e favorire forme
innovative e diversificate di ricettività turistica anche connesse al recupero
di identità e culture locali;
4.migliorare la qualità della vita nelle aree rurali;
5. migliorare la qualità delle risorse umane operanti nei settori turistico e
produttivo attraverso specifiche azioni (borse di formazione), in cui si
articola il progetto.
Basilicata
Progetto Integrato
1. Migliorare la qualità del patrimonio naturalistico e culturale;
Territoriale Montagna
2. Favorire lo sviluppo di iniziative imprenditoriali nei settori dell’artigianato
Materana
e di prodotti tipici;
3. Accrescere e qualificare il sistema ricettivo esistente e favorire forme
innovative e
diversificate di ricettività turistica anche connesse al recupero di identità e
culture locali;
4. Migliorare la qualità della vita nelle aree rurali;
5. Migliorare la qualità delle risorse umane operanti nei settori turistico e
produttivo;
Basilicata
Progetto Integrato
1. Potenziare e qualificare il sistema turistico-ricettivo locale:
Territoriale Bradanica
- elevando la fruibilità delle risorse ambientali e storico-culturali;
- sostenendo principalmente le iniziative di specializzazione dell’offerta
turistica (turismo rurale, giovanile, sociale, ecc.) e di diversificazione
integrata dei prodotti;
- sviluppando i servizi e le attrezzature complementari al turismo (rete di
offerta
ricreativa, sportiva, culturale e
derenz fondata su pacchetti integrati di
offerta turistica
abbinata ad itinerari tematico-territoriali);
2. Migliorare la competitività del sistema agricolo secondo una logica di
filiera e valorizzare il ruolo multifunzionale dell’impresa agricola,
sostenendo, in particolare, l’agricoltura biologica e le produzioni tipiche e di
qualità;
191
segue (1) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
3. Realizzare una rete delle opportunità locali e delle possibili partnerships
con altri territori per sostenere lo sviluppo dell’area anche attraverso
l’implementazione di complementarietà produttive in campo agricolo,
turistico, artigianale e industriale;
4. Migliorare la qualità del capitale umano per l’occupabilità, la creazione di
impresa ed il sostegno alla competitività del sistema turistico e produttivo
(obiettivo trasversalmente collegato).
Basilicata
Progetto Integrato
1. Costruzione di nuclei di “Borgo Albergo” attraverso:
Territoriale Vulture-Alto
- recupero dei centri storici e trasformazione di abitazioni in centri ricettivi.
Bradano
Comuni
interessati
derenza, Barile, Venosa, Rionero e Melfi;
- riqualificazione beni ambientali e riqualificazione aree urbane e rurali di
particolare
interesse storico turistico, comprese nuove iniziative tendenti a rivitalizzare
l’offerta dei
centri storici;
- progetto pilota segnaletica;
2. Itinerari turistici. Valorizzazione dei beni culturali, monumentali,
architettonici e dei
siti archeologici;
3. Completamento e miglioramento strutture di supporto alle imprese
attraverso:
- miglioramento aree artigianali loro potenziamento con priorità nel
Bradano e
Montagna del Vulture;
- potenziamento delle strade interpoderali al servizio di aziende;
4. Potenziamento del distretto delle acque minerali e dell’aglianico e
realizzazione del
distretto agroalimentare.
Basilicata
PIT Lagonegrese - Pollino
1) salvaguardare, manutenere e valorizzare il territorio
2) Utilizzare produttivamente le risorse agricolo-forestali
3) Valorizzare ed utilizzare le risorse ambientali a fini turistici
4) Facilitare la crescita delle professionalità e del tessuto imprenditoriale
Basilicata
Progetto Integrato
1. sostenere al qualificazione e la valorizzazione del territorio
Territoriale Metapontino
2. contribuire alla riqualificazione e alla diversificazione dell’offerta turistica
del sistema locale
3. supportare i processi di qualificazione, specializzazione ed integrazione
dell’apparato produttivo agricolo e della filiera agroindustriale
4. facilitare la crescita delle professionalità e del tessuto imprenditoriale
Basilicata
PIT Marmo Platano -
Recuperare e riqualificare funzionalmente il patrimonio storico-culturale ed
Melandro
ambientale dei centri storici e dei villaggi rurali ed attrezzare e rendere
fruibile, al turista ed al cittadino, il patrimonio naturalistico;
Promuovere interventi formativi delle risorse umane locali ed investimenti
“mirati”
allo sviluppo ed alla qualificazione di attività della filiera turistica e di servizi
rivolti al cittadino ed alle imprese
192
segue (2) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
Favorire il consolidamento e la crescita dell’offerta di servizi ai cittadini ed
alle
imprese e nel settore del turismo e delle attività a questo complementari
e/o
connessi, incoraggiandone l’organizzazione in rete;
Favorire il consolidamento e la crescita di strutture e servizi intercomunali e
di
forme di partenariato stabili per la realizzazione e gestione di azioni ed
interventi
integrati di sviluppo del territorio.
Basilicata
PIT Val D’Agri
Rafforzamento del ruolo di cerniera territoriale della Val d’Agri sia con
l’esaltazione della diversificazione dell'economia del territorio, soprattutto
delle piccole e medie imprese e dei servizi rurali, la gestione delle risorse
naturali, la crescita delle funzioni ambientali e la promozione della cultura,
del turismo e delle attività ricreative che devono affiancare la consueta
attenzione alla agricoltura ed alla prospettiva della industrializzazione;
Rafforzamento del ruolo di tutti i paesi come parte integrante del territorio
e fattorichiave
dello sviluppo di comunità nella prospettiva della costruzione di una "rete"
in
cui i valori degli insediamenti storici sono integrati con la struttura
paesaggistico ambientale e produttiva locale;
Raggiungimento di una più alta qualità dei servizi, che esalti le relazioni tra
le
risorse e l’uso del territorio a livello locale e sovralocale, attraverso un
diffuso incremento
della qualità e della quantità dei servizi all'ambiente, alla persona, al
turismo, alla
mobilità ed alle attività produttive.
Valorizzazione permanente delle risorse immobili (la terra, il patrimonio
naturale
e culturale, le risorse naturali, le risorse legate alla posizione geografica, il
capitale umano
fortemente localizzato) per attirare e trattenere nell’area, aumentandone
l’attrattività e
la convenienza, le risorse mobili (capitale, lavoro specializzato, e
imprenditoria);
Attribuire a tutti gli interventi significati complementari a quelli
specificamente produttivi, ricercandone la qualità formale, il senso estetico
e di socialità, e non solo quella di utilità; e promuovendo gli strumenti
progettuali e gestionali in grado di corrispondere alla aspettativa di qualità.
Basilicata
Progetto Integrato
1. Miglioramento del sistema della mobilità interna ed esterna al territorio
Sviluppo Urbano della
cittadino;
città di Potenza
2. Riqualificazione e rifunzionalizzazione del tessuto edilizio urbano;
3. Piena soddisfazione dei bisogni di base e offerta di servizi avanzati;
193
segue (3) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
4. Sostegno e rilancio del sistema economico locale nell’ottica di armonico
sviluppo sostenibile ed ecocompatibile
Calabria
Rete ecologica Regionale
- Migliorare la qualità del
asentino
naturalistico e culturale,
riducendoneil degrado/abbandono e accrescendone l’integrazione con le
asentin locali in un’ottica di tutela, valorizzazionee sviluppo
asentino
e;
- Migliorare la fuizione e lo sviluppo di attività connesse, come fa<ttore di
mobilitazione e stimolo allo
asentin locale;
-Recuperare glia ambiti compromessi a seguito di usi impropri e conflittuali;
-Regolare gli usi ela pressione sulle risorse;
-Accrescere l’offerta di beni e servizi finalizzati alla qualità ambientale ed
alla corretta fruizione ambientale delle risorse, in un’ottica di promozione
dello sviluppO;
- Sviluppo delle capacità progettuali e gestionali, del sistema delle aree
protette, da parte della Pubblica Amministrazione
Calabria
PIT 3 – Area Pollino
1. creare un sistema di relazioni tra aree urbane, aree rurali e aree naturali
2. rifunzionalizzazione e rivitalizzazione dei nuclei urbani
3. azioni finalizzate alla definizione dei ruoli strategici da attribuire ai nuclei
urbani di antica formazione.
4. azioni che riguardano le caratteristiche paesaggistico-ambientali e
storico-culturali puntuali.
5. valorizzazione del sistema dei nuclei storici.
6. azioni inerenti la diffusione della società dell’informazione .
7. rafforzare la coesione sociale all’interno del territorio oggetto del PIT,
prevedendo azioni che mirano a facilitare l’inclusione delle fasce deboli nella
società e ricomporre il disagio all’interno della dimensione locale favorendo
lo sviluppo dell’economia sociale.
Calabria
Pit 4 – Area Alto Jonio
asentino: “Sibari, un
RETE ECOLOGICA
10. Negli ambiti marginali con sottoutilizzazione delle risorse: migliorare la
marcatore d’indentità per
qualità del patrimonio naturalistico e culturale, riducendone il
avviare un processo di
degrado/abbandono ed accrescendone l’integrazione con le comunità locali
sviluppo locale integrato”
in un’ottica di tutela, sviluppo compatibile, migliore fruizione e sviluppo di
attività connesse, come fattore di mobilitazione e stimolo allo sviluppo
locale Medio Capacità di attrazione dei flussi turistici
11. Negli ambiti con sovrautilizzo delle risorse: recuperare gli ambiti
compromessi a seguito di usi impropri e conflittuali; regolare gli usi e la
pressione sulle risorse (anche attraverso sistemi di certificazione
dell’equilibrio nell’uso delle risorse stesse); accrescere l’offerta di beni e
servizi finalizzati alla qualità ambientale ed alla corretta fruizione
ambientale delle risorse, in un’ottica di promozione dello sviluppo locale
Medio
12. In generale: promuovere la capacità della Pubblica amministrazione di
intervenire per la conservazione e lo sviluppo; promuovere la rete ecologica
come infrastruttura di sostegno dello sviluppo compatibile e come sistema
di offerta di beni, risorse e valori Medio
PATRIMONIO CULTURALE
194
segue (4) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
15. Consolidare, estendere e qualificare le azioni di salvaguardia e
valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico, storico-artistico,
paesaggistico nonché quelle relative alle attività di spettacolo e di
animazione culturale, quale strumento di sviluppo economico del territorio
Alto Capacità di attrazione del flussi turistici
Grado di indipendenza economica
16. Migliorare la qualità dei servizi culturali e per la valorizzazione del
patrimonio compresa la promozione della conoscenza e della divulgazione,
anche ai fini dell’innalzamento della qualità della vita. Alto
17. Sviluppare l’imprenditorialità e la crescita delle organizzazioni legate
alla valorizzazione del patrimonio culturale. Creare le condizioni e favorire
la creazione di strutture ad alta specializzazione per la gestione degli
interventi di restauro. Sviluppare attività di formazione per la
riqualificazione e la creazione di competenze legate al patrimonio a alle
attività culturali Alto
FORMAZIONE & OCCUPAZIONE
18. Prevenzione della disoccupazione di giovani e adulti (Policy Field A)
Medio Partecipazione della popolazione al mercato del lavoro
Capacità di offrire lavoro regolare
Condizioni di legalità e coesione sociale
19. Inserimento e reinserimento dei disoccupati di lunga durata (Policy
Field A)
20. Favorire il primo inserimento lavorativo o il reinserimento di soggetti a
rischio di esclusione sociale (Policy Field B)
25. Adeguare il sistema della formazione professionale e dell’istruzione
(Policy Field C)
26. Promuovere un’offerta adeguata di formazione superiore e universitaria
(Policy Field C)
27. Promuovere l’istruzione e la formazione permanente (Policy Field C)
21. Sostenere le politiche di rimodulazione degli orari e di flessibilizzazione
del MdL e sviluppare la formazione continua con priorità alle PMI (Policy
Field D) Basso
21. Sostenere le politiche di rimodulazione degli orari e di flessibilizzazione
del MdL e sviluppare la formazione continua con priorità alle PMI (Policy
Field D)
22. Sostenere l’imprenditorialità in particolare nei nuovi bacini di impiego e
l’emersione del lavoro regolare (Policy Field D) Alto
24. Accrescere la partecipazione e rafforzare la posizione delle donne nel
mercato del lavoro (Policy Field E)
SISTEMI LOCALI DI SVILUPPO – INDUSTRIA, ARTIGIANATO, COMMERCIO E
SERVIZI
195
segue (5) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
34. Favorire lo sviluppo, l'aumento di competitività e di produttività, di
iniziative imprenditoriali nei settori già presenti che hanno dimostrato
buone capacità di sviluppo (anche agendo sul completamento e
irrobustimento di filiere e distretti e sulle attività produttive connesse con
l'uso di risorse naturali e culturali locali), favorendo la promozione delle
migliori tecnologie disponibili dal punto di vista ambientale, degli schemi
EMAS e Ecolabel, di innovazioni di processo/prodotto, prevenendo la
formazione, riducendo le quantità e la pericolosità dei rifiuti generati dal
ciclo produttivo nonché la possibilità di riutilizzo, riciclaggio e recupero dei
prodotti Alto Grado di indipendenza economica
35. Favorire la nascita e la localizzazione di nuove attività e nuove imprese,
specie in iniziative che assicurino buone prospettive di crescita e di
integrazione con il territorio e l'ambiente, in un'ottica di valorizzazione dei
cluster e delle filiere produttive, anche attraverso attività di animazione
permanente Alto
35.bis Sostenere le imprese in modo organico ed articolato, rispondendo ai
loro bisogni reali, con particolare riguardo all'innovazione tecnologica,
all'accesso al credito, alla compatibilità ambientale, all'information
technology, alla formazione professionale Medio
SISTEMA LOCALI DI SVILUPPO - TURISMO
40. Accrescere e qualificare le presenze turistiche attraverso azioni di
marketing dei sistemi turistici, rafforzando gli strumenti di pianificazione
territoriale in un'ottica di sostenibilità ambientale e diversificazione
produttiva. Alto Capacità di attrazione dei consumi turistici
Grado di indipendenza economico
41. Accrescere l'articolazione, l'efficienza e la compatibilità ambientale delle
imprese turistiche attraverso la promozione dell'innovazione di prodotto, di
processo ed organizzativa, nonché agendo sulle condizioni di base
(disponibilità di infrastrutture, quali reti di approdi, servizi, tecnologie,
informazione) del territorio. Accrescere l'integrazione produttiva del sistema
del turismo in un'ottica di filiera (anche al fine di ridurre il quantitativo di
rifiuti prodotti, l'uso delle risorse naturali e il potenziale inquinante).
Favorire la crescita di nuove realtà produttive locali intorno alla
valorizzazione innovativa di risorse e prodotti turistici tradizionali ed al
recupero di identità e culture locali; nonché la diversificazione e
l'innovazione di prodotti turistici "maturi" in aree già sviluppate. Alto
SISTEMI LOCALI DI SVILUPPO - AREE RURALI
42. Migliorare la competitività dei sistemi agricoli ed agroindustriali in un
contesto di filiera Medio Grado di indipendenza economica
Capacità di attrazione dei consumi turistici
Capacità di offrire lavoro regolare
43. Sviluppo rurale: Sostenere lo sviluppo dei territori rurali e valorizzare le
risorse agricole, forestali, ambientali e storico-culturali
SISTEMI LOCALI DI SVILUPPO -PESCA
196
segue (6) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
44. Rafforzare la competitività dei sistemi locali della pesca in un’ottica di
sviluppo sostenibile, valorizzando in particolare la produzione ittica di
allevamento in acqua marina, salmastra e dolce (anche attraverso attività
di riconversione degli addetti al settore, con il sostegno della ricerca, di
strutture di servizio e di assistenza). Ridurre il differenziale socioeconomico
nel settore della pesca. Prevenire i danni derivanti da uno sfruttamento non
equilibrato delle risorse biologiche. Alto Grado di indipendenza economica
Capacità di offrire lavoro regolare
CITTÀ – RETI DEI PICCOLI COMUNI
47. Riqualificare, rinnovare e rifunzionalizzare il tessuto edilizio urbano, nel
rispetto delle tradizioni culturali e storiche con particolare attenzione al
recupero dei centri storici e dei centri minori. Alto Condizioni di sviluppo di
servizi sociali
CITTÀ – SERVIZI ALLA PERSONA E ALLA COMUNITÀ
48. Rafforzare il capitale sociale in ambito urbano mediante il
soddisfacimento dei bisogni sociali di base, la riduzione del tasso di
esclusione, la promozione dell’economia sociale, la qualificazione dei
servizi, la definizione di nuove figure professionali in ambito sociale, anche
attraverso la qualificazione della P.A. Alto Condizioni di sviluppo di servizi
sociali
SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE
55. Sostenere e diffondere la società dell’informazione con particolare
riferimento ai settori della pubblica amministrazione, dell’educazione
pubblica e dei sistemi produttivi. Alto Condizioni di sviluppo di servizi sociali
Calabria
Area PIT: 7 Basso
1.1 Individuare ed elaborare azioni attraverso il recupero e la salvaguardia
Tirreno
del pa-trimonio paesaggistico, architettonico, storico e artistico realizzando
asentino :
“MEMORIE”
una serie di offerte complementari alla residenzialità turistica finalizzate a
qualificare e mi-gliorare la fruibilità del patrimonio naturalistico e cultural
dell’area.
1.2 Avviare processi di riqualificazione delle risorse presenti allo scopo di
miglio-rarne e valorizzarne le potenzialità attraverso la realizzazione di
micro-filiere nel-la condivisione dei processi economici tra la fascia costiera
e l’area collinare e montana..
1.3 Sviluppare la qualità della ricettività alberghiera di qualità da realizzare
tramite il recupero di edifici nei centri storici, case padronali, “casini rurali”,
etc.
1.4 Realizzare interventi di sensibilizzazione, anche con azioni immateriali,
nei con-fronti della popolazione locale per la creazione di una diffusa cultura
dell’ospitalità.
2.1 Prevedere interventi a favore del sistema produttivo locale in modo
organico e articolato, individuandone i loro bisogni reali con riguardo alla
formazione pro-fessionale attraverso l’offerta di Pacchetti Integrati di
agevolazioni per la crea-zione, riconversione, ristrutturazione e sviluppo
della PMI.
197
segue (7) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
2.2 Sviluppare le potenzialità del capitale sociale tramite la formazione
finalizzata a soddisfare la richiesta determinata dalle nuove potenzialità di
sviluppo program-mate; sviluppare la partecipazione e rafforzare la
posizione delle donne nel mer-cato del lavoro; favorire il reinserimento dei
disoccupati di lunga durata e primo inserimento lavorativo attraverso lo
sviluppo del sistema produttivo esistente e programmato, con la
realizzazione di strutture e servizi complementari all'offerta turistica e
produttiva e con la realizzazione di servizi di supporto so-ciale alle fasce più
deboli.
2.3 Promuovere la realizzazione e la gestione di un "sistema" di accoglienza
in am-biente collinare allo stato non interessato dai flussi turistici dell'area.
2.4 Avviare processi di integrazione a sostegno degli operatori, anche con
azioni immateriali, quali consorzi tra produttori e consumatori ( es.
acquisizione unica di materiali, ecc.)
Calabria
Area PIT 8 Serre
1 -Recuperare gli ambiti compromessi, regolare gli usi e la pressione sulle
Cosentine
risorse ed accrescere l'offerta di beni e servizi finalizzati alla qualità
ambientale ed alla corretta fruizione delle risorse in un'ottica di promozione
dello sviluppo Il conseguimento degli obiettivi viene perseguito
privilegiando la valorizzazione e lo sviluppo delle attività economiche non
agricole, attraverso la promozione delle attività produttive locali, la
realizzazione di reti di promozione dell'offerta e la creazione di attività
imprenditoriali "verdi"
2 -Consolidare, estendere e qualificare le azioni di salvaguardia e
valorizzazione del patrimonio architettonico, storico - artistico,
paesaggistico e rurale nonché quelle relative alle attività di spettacolo e di
animazione culturale Valorizzazione del patrimonio architettonico e
paesaggistico da utilizzare per attività culturali, ricettività diffusa,
erogazione di servizi al turismo culturale e naturalistico, localizzazione di
attività editoriali innovative e di artigianato tipico
3-Migliorare la qualità dei servizi culturali per la valorizzazione del
patrimonio, compresa la promozione della conoscenza e della divulgazione,
anche ai fini dell'innalzamento della qualità della vita Promozione e
realizzazione di iniziative culturali innovative che valorizzino il patrimonio
culturale e le identità locali, in particolare le attività artigianali di antica
tradizione legate alla lavorazione delle fibre, ai prodotti tipici
enogastronomici
4 -Accrescere l'integrazione produttiva del sistema del turismo in un'ottica
di filiera e favorire la crescita di nuove realtà locali intorno alla
valorizzazione innovativa di risorse e prodotti turistici tradizionali ed al
recupero di identità e culture locali Creazione di nuova ricettività di qualità
attraverso il recupero di edifici nei centri storici, case padronali, etc…,
all'interno delle reti e dei sistemi locali di offerta turistica
5 -Riqualificare, rinnovare e rifunzionalizzare il tessuto edilizio urbano, nel
rispetto delle tradizioni culturali e storiche, con particolare attenzione al
recupero dei centri storici minori Sviluppo di reti di cooperazione tra piccoli
centri per la riqualificazione urbana ed il recupero del tessuto insediativo
dei centri storici
198
segue (8) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
6 -Sostenere le imprese in modo organico ed articolato, rispondendo ai loro
bisogni reali con riguardo all'innovazione tecnologica e alla formazione
professionale; favorire la creazione di nuova imprenditoria e dei servizi
connessi, soprattutto in un'ottica di valorizzazione delle filiere produttive,
anche attraverso attività di animazione permanente. Offerta di Pacchetti
Integrati di agevolazioni per la creazione e lo sviluppo delle PMI
7 -Favorire la nascita e la localizzazione d' iniziative imprenditoriali
strategiche a scala territoriale e sostegno all'integrazione e potenziamento
delle filiere produttive Attrarre iniziative imprenditoriali che garantiscano
significative ricadute sul territorio anche in termini di integrazione con i
sistemi produttivi locali (indotto, reti tra imprese, innovazione tecnologica,
ecc..); sostegno ad interventi finalizzati ad integrare, completare e
potenziare le filiere produttive attraverso la promozione di reti di
cooperazione tra le imprese e lo sviluppo di servizi comuni
8 -Rafforzare il capitale sociale in ambito urbano mediante il
soddisfacimento dei bisogni sociali di base, la riduzione del tasso di
esclusione, la promozione e l'economia sociale, la qualificazione dei servizi,
la definizione di nuove figure professionali in ambito sociale;
ristrutturazione, adeguamento e creazione di spazi e edifici per servizi
sociali, culturali e formativi per le fasce deboli; potenziamento e
miglioramento della dotazione strutturale di servizi volti a facilitare la
partecipazione delle donne al mercato del lavoro; sviluppo e/o creazione di
infrastrutture per servizi finalizzati a specifiche categorie.
9 -Accompagnare e anticipare i processi di sviluppo ed innovazione che
saranno indotti dall'attuazione delle azioni del PIT, con attività formative
volte a: prevenire la disoccupazione di giovani e adulti; favorire il
reinserimento dei disoccupati di lunga durata e primo inserimento
lavorativo; adeguare il sistema della formazione professionale e
dell'istruzione; promuovere un'offerta adeguata di formazione superiore e
universitaria; promuovere l'istruzione e la formazione permanente;
accrescere la partecipazione e rafforzare la posizione delle donne nel
mercato del lavoro
10 -Sostenere lo sviluppo dei territori rurali valorizzandone le risorse
agricole, forestali, ambientali e storico-culturali. Migliorare la competitività
dei sistemi agricoli e agroindustriali in un contesto di filiera
Calabria
Area PIT 12 Sila
1.1 Aumento offerta turistica. - Promuovere la Rete Ecologica sia come
crotonese
infrastruttura di sostegno dello sviluppo compatibile che come sistema di
offerta di beni, risorse e valori. Favorire la crescita di nuove realtà
produttive locali intorno alla valorizzazione innovativa sia di risorse e
prodotti turistici tradizionali ed al recupero di identità e culture locali, che
promuovendo il turismo rurale.
1.2 Creazione e rafforzamento di strutture imprenditoriali di cosmesinaturale e biologiche, per il benessere. - Favorire la nascita e la
localizzazione di nuove imprese.
Creazione di una rete di servizi di accompagnamento allo sviluppo termale;
network tra imprese Pub. e priv.; Favorire la creazione e il rafforzamento
dei servizi alle imprese e la loro connessione nelle logiche di filiera
199
segue (9) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
1.3 Marketing territoriale. – Accrescere l’articolazione, l’efficienza e la
compatibilità ambientale delle imprese turistiche (attraverso la promozione
dell’innovazione di prodotto, di processo ed organizzativa, nonché agendo
sulle condizioni di base, disponibilità di infrastrutture, quali reti di approdi,
servizi, tecnologie, informazione del territorio); accrescere l’integrazione
produttiva del sistema del turismo in un’ottica di filiera.
1.4 Promozione di politiche innovative Pubbliche e Private, per favorire la
cooperazione a scala intercomunale e interterritoriale. Favorire il
rafforzamento dell’attività dell’agenzia di sviluppo locale dell’area.
2.1 Filiera del legno. – Migliorare la competitività dei sistemi agricoli ed
agroindustriali in un contesto di filiera e in un’ottica di sviluppo integrato
attraverso l’introduzione di innovazioni, il rafforzamento delle funzioni
commerciali, la gestione integrata in tema di qualità, sicurezza ed
ambiente.
2.2 Razionalizzazione del sistema produttivo con capacità di investimenti a
lunga durata. – Favorire la nascita, la localizzazione e l’accompagnamento
di nuove attività e nuove imprese, specie in iniziative che assicurino buone
prospettive di crescita e di integrazione con il territorio e l’ambiente, in
un’ottica di valorizzazione dei cluster e delle filiere produttive, anche
attraverso attività di animazione permanente;
2.3 Avvio di un processo di riconoscimento della buona gestione forestale,
attraverso il controllo della rintracciabilità del prodotto legnoso lungo tutte
le successive fasi della catena di trasformazione, la cui certificazione si
ottiene attraverso la Catena di Custodia (o Chain of Custody). – Migliorare
la qualità del patrimonio naturalistico, agricolo e culturale, riducendone il
degrado/abbandono e accrescendone l’integrazione con le comunità locali in
un’ottica di tutela, sviluppo compatibile, migliore fruizione e sviluppo di
attività connesse , come fattore di mobilitazione e stimolo allo sviluppo
locale.
Realizzazione del “Polo Tecnologico del Legno”, inteso come:
valorizzazione, qualificazione del patrimonio naturale, innovazione dei
processi, certificazioni alle produzioni, R&S;
2.4 Valorizzazione del prodotto. – Ammodernamento, razionalizzazione e
aumento del grado di innovazione del settore del commercio in un’ottica di
sviluppo territoriale integrato e di rete;
3.1 Porre in essere azioni volte a favorire sia il raggiungimento di un
modello di sviluppo a sostenibilità ambientale, che la capacità di attrazione
dei consumi turistici. – Favorire lo sviluppo, l’aumento di competitività e di
produttività, di iniziative imprenditoriali nei settori delle produzioni tipiche,
artigianato locale, turismo rurale e nelle fonti delle energie rinnovabili.
Sostenere le innovazioni di processo/prodotto, prevenendo la formazione,
riducendo le quantità e la pericolosità dei rifiuti generati dal ciclo produttivo
nonché la possibilità di riutilizzo, riciclaggio e recupero dei prodotti;
Promozione delle migliori tecnologie disponibili dal punto di vista
ambientale, degli schemi EMAS e creazione di un marchio di qualità
ambientale ecolabel inserendo il concetto di premialità a chi coniuga
turismo ed ambiente.
200
segue (10) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
3.2 Sviluppare le attività economiche connesse all'elemento "cultura",
intese come fattore di mobilitazione e stimolo allo sviluppo locale, rivolto
sia al miglioramento della qualità della vita che a favorire l'innalzamento
dell'attrattività. - Sviluppare l'imprenditorialità e la crescita delle
organizzazioni legate alla valorizzazione del patrimonio ambientale,
culturale e rurale. Creare le condizioni e favorire la creazione di strutture ad
alta specializzazione per la gestione degli interventi di restauro. Sviluppare
attività di formazione per la riqualificazione e la creazione di competenze
legate al patrimonio e alle attività rurali, culturali e ambientali.
4.1 Favorire una cultura imprenditoriale capace di esportare le produzioni
locali. - Favorire la nascita e la localizzazione sia di nuove attività e nuove
imprese, specie in iniziative che assicurino buone prospettive di crescita e
di integrazione con l'ambiente, in un'ottica di valorizzazione delle produzioni
tipiche, l'artigianato tipico, i prodotti del sottobosco, ecc.., e sia i servizi per
la promozione, l'internazionalizzazione e la penetrazione su nuovi mercati.
4.2 Iniziative imprenditoriali connesse alla valorizzazione della realtà locale.
- Favorire nuove opportunità di lavoro attraverso il consolidamento del
tessuto economico vitale, il recupero di strutture e la valorizzazione di
alcune attività artigianali, nonché lo sviluppo dei servizi di supporto.
4.3 Creazione di network telematico integrato utile alla predisposizione di
un borsino merci, ad una piazza virtuale ed ai servizi di supporto. Sostenere le imprese in modo organico e articolato, rispondendo ai loro
bisogni reali, con particolare riguardo all'innovazione tecnologica, alla
compatibilità ambientale, all'information technology, alla formazione
professionale;
4.4 Rete civica del PIT - e-governament; Diffusione della società
dell'informazione nei sistemi produttivi;
4.5 Fornire assistenza nella scelta della migliore fonte di finanziamento
rispetto al fabbisogno finanziario dell'impresa. Favorire la capitalizzazione
delle imprese. Aumentare la capacità di finanziamento. Divulgare le
informazioni. - Favorire il rafforzamento dei servizi finanziari alle imprese
ed in particolare la loro connessione col Pit, focalizzando gli interventi sul
lato della domanda;
Calabria
PIT 13 Area di Crotone
1 - Consolidare e qualificare le azioni di salvaguardia e di valorizzazione del
“PITAGORA”
patrimonio archeologico-culturale della Magna-grecia per l'istituzione di un
distretto archeologico/turistico del Marchesato crotonese (Obiettivi POR
CALABRIA n. 17, 18, 19)
2 - Favorire la crescita di nuove realtà ricettive nei comuni del litorale,
sviluppando forme innovative e alternative, favorendo l'occupazione
femminile e le categorie svantaggiate (Obiettivo POR CALABRIA n. 49)
3 - Sostenere lo sviluppo dei territori e del turismo integrato, stimolando le
iniziative imprenditoriali artigianali ed agricole in una ottica di maggiore
integrazione con il territorio e l'ambiente. (Obiettivo POR CALABRIA n. 53)
201
segue (11) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
4 – Conservare, valorizzare e rendere fruibile il patrimonio naturalistico
valorizzando le aree protette e le aree SIC, arrestando le situazioni di
degrado ed abbandono attraverso la realizzazione della rete dei piccoli
comuni per la gestione integrata della politica ambientale anche in
applicazione dell’adesione della carta di Aalborg e alla sottoscrizione di
Agenda 21 Locale (Obiettivo POR CALABRIA n. 11)
5 – Rafforzare la competitività dei sistemi locali della pesca in un’ottica di
sviluppo sostenibile, valorizzando anche la produzione ittica di allevamento;
prevenire i danni derivanti da uno sfruttamento non equilibrato delle risorse
biologiche (Obiettivo POR CALABRIA n. 55)
6 – (Obiettivo trasversale agli obiettivi 1, 2, 3, 4 e 5) Accrescere e
qualificare le presenze turistiche attraverso azioni di marketing dei sistemi
turistici e delle attività connesse, rafforzando gli strumenti di pianificazione
territoriale e in un’ottica di sostenibilità ambientale (Obiettivi POR
CALABRIA n. 39, 46)
Calabria
PIT 14 Lamezia
1 – Rafforzare e promuovere lo sviluppo di iniziative che compongono filiere
produttive;
2 – Promuovere iniziative di cooperazione per la realizzazione di servizi
comuni (es. promozione, logistica, gestione amministrativa, formazione
continua anche attraverso le moderne tecnologia della formazione a
distanza) tra i singoli operatori che permettano di realizzare economie di
scopo e di scala;
3 – Promuovere e valorizzare le sinergie connesse allo sviluppo di modelli di
cooperazione stabili tra i diversi attori dello sviluppo locale (enti locali, patti
territoriali, A.S.I., ecc.) anche attraverso la creazione di una moderna rete
telematica di comunicazione e informazione rivolta sia all’interno, con
l’obiettivo di migliorare il flusso di informazioni tra i protagonisti dello
sviluppo locale, sia all’esterno, con l’obiettivo di inserire le informazioni utili
allo sviluppo dell’area nei circuiti nazionali ed internazionali.
4 – Qualificare e sostenere i processi di sviluppo in atto intervenendo sulla
qualificazione delle risorse umane per favorire lo sviluppo della logica dei
servizi attorno alle spinte spontanee in atto sia nel settore turistico che
manifatturiero;
5 – Potenziamento dell’accessibilità agli attrattori storico-culturali, delle
tradizioni
6 – favorire lo sviluppo di centri servizi per stimolare la creazione di
imprese nei settori dell’informatica e della telematica, delle nuove
tecnologie e del terziario
Calabria
PIT 15 – Valle del
1.1 Promuovere la realizzazione di infrastrutture di base atte alla migliore
Crocchio: “la fruibilità
accessibilità della zona costiera e di quella montana;
delle risorse e
1.2 Incentivare la realizzazione di alcuni centri che fungano da attrattori di
l’organizzazione delle
nuovi utenti ed investitori nel settore del turismo e dei servizi alla persona;
competenze esistenti per
1.3 Promuovere la creazione di iniziative imprenditoriali, quindi la creazione
la competitività del
di maggior reddito, privilegiando i soggetti svantaggiati, che consentano
territorio”
una maggiore fruibilità delle risorse naturali, dei siti archeologici e dei beni
culturali;
202
segue (12) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
1.4 Promuovere la realizzazione di iniziative volte alla condivisione dei
processi economici dell’area costiera e di quella montana;
1.5 Migliorare la vivibilità dell’ambiente attraverso interventi che,
risolvendo le emergenze presenti, le trasformino in opportunità di sviluppo
e occupazione;
1.6 Migliorare la qualità ed incrementare la quantità della ricettività
turistica sul territorio con specifico riferimento alla creazione di relazioni
stabili tra il mare e la montagna;
1.7 Promuovere la realizzazione di iniziative rivolte al sociale attraverso
l’utilizzo di siti storici e/o di pregio esistenti nell’area o attraverso
l’aggregazione di organismi no profit ed enti pubblici presenti sul territorio;
1.8 Promuovere la realizzazione e la gestione di reti di accoglienza in
ambiente rurale e anche in ambienti normalmente al di fuori dei classici
servizi turistici;
2.1 Favorire l’organizzazione delle strutture private presenti nei vari settori
(turistico, manifatturiero, della ceramica artigianale, del legno,
dell’agroalimentare, dei tessuti artigianali, della seta e del vetro artigianali)
in forme aggregative, privilegiando l’organizzazione in filiera, per facilitare
la realizzazione di economie di scala e per migliorare i processi di marketing
e commerciali;
2.2 Promuovere l’aggregazione delle aree industriali per la definizione di
una più consistente massa critica e di una più adeguata organizzazione,
utili in iniziative di marketing territoriale;
2.3 Favorire l’organizzazione del pubblico e del privato in organismi
finalizzati alla definizione e alla messa a fattor comune di interessi,
competenze e conoscenze, per realizzare iniziative di valorizzazione e di
promozione di filiere, di marketing territoriale, di scambio e acquisizione di
nuove competenze necessarie per la crescita delle risorse umane, per la
diffusione di una cultura della programmazione e gestione del territorio, per
una attività di monitoraggio del patrimonio naturale e paesaggistico da un
lato e di quello imprenditoriale dall’altro al fine di definire specifici piani
d’intervento di manutenzione, di salvaguardia e di valorizzazione;
2.4 Incentivare la realizzazione di iniziative in filiera prioritariamente nei
settori prevalenti; incentivare iniziative volte al miglior utilizzo, lavorazione
e commercializzazione di particolari materie prime oggi poco valorizzate (ad
es.legno,castagna, feldspato);
2.5 Incentivare la realizzazione di iniziative imprenditoriali innovative ad
alto contenuto tecnologico a servizio sia degli Enti pubblici e privati, sia
delle imprese e dei cittadini;
2.6 Qualificare e inserire le risorse umane nel mercato del lavoro attraverso
percorsi di formazione/lavoro innovativi, nei settori chiave per l’economia
locale.
203
segue (13) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
2.7 Promuovere la collaborazione tra l’Università e gli enti pubblici e privati
del territorio al fine di realizzare delle iniziative di alta formazione che
rappresentino dei centri di eccellenza per tutto il territorio regionale,
rilanciando, in termini innovativi, il ruolo strategico del capoluogo di
Regione, quale sede di funzioni di valenza regionale a servizio dello
sviluppo socio economico e culturale.(ad es. centro di ricerca e formazione
per le fonti di energia rinnovabili , centro di ricerca per l’edilizia in
Calabria).
Calabria
PIT 16 Serre Calabresi:
Obiettivo 1: Tutelare e valorizzare l’intero comprensorio
“un modello di sviluppo
Obiettivo 2: Qualificare e diversificare l’offerta turistica locale
turistico ecosostenibile
Obiettivo 3: Migliorare la percezione dei sistemi urbani
nelle Serre Calabresi”
Obiettivo 4: Promuovere e valorizzare
Obiettivo 5: Stimolare la dinamica socio-economico del tessuto produttivo
Obiettivo 6: Favorire lo sviluppo integrato ed ecosostenibile del settore
rurale
Obiettivo 7: Innescare un processo virtuoso nel settore della gestione ed
utilizzo del patrimonio boschivo
Obiettivo 8: Garantire idonee attività di supporto
Calabria
Area PIT 22 Stretto
“Distretto Integrato”
1. sviluppo di nuove imprese e di nuove attività, delle strutture di servizi
ompetitivit e della dotazione di servizi di supporto; crescita delle
opportunità di
ompet nel settore turistico e della valorizzazione dei
territori rurali; rafforzamento delle condizioni di fiducia, cooperazione e
coesione sociale; aumento delle opportunità di sviluppo della
ompetitività
e redditività aziendale
2. Crescita dell’articolazione, efficienza e compatibilità ambientale delle
imprese turistiche; incentivo alla diversificazione di prodotto e
all’innovazione; miglioramento della qualità del servizio; sviluppo di azioni
di promozione.
3. Sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali e locali; aumento delle
connessioni e collegamenti tra imprese locali crescita e rafforzamento di
clister imprenditoriali
4. Accrescimento dell’innovazione di prodotto; sviluppo delle attività di
commercializzazione e delle strutture di supporto sul versante
infrastrutturale edella logistica;
5. Aumento delle opportunità di nuova occupazione derivanti
dall’irrobustimento della struttura produttiva locale, dell’aumento della
domanda interna, dalla crescita degli investimenti esterni e dalle
opportunità di sviluppo del territorio;
6. Sostegno allo sviluppo di nuove attività e nuove imprese; valorizzazione
delle opportunità di filiera integrate; riduzione degli oneri burocratici di
localizzazione; miglioramento delle infrastrutture;
7. Miglioramento della competitività dei settori e delle filiere, crescita dello
spessore del sistema di finanziamento; semplificazione ed integrazione del
sistema degli incentivi;
8. Azioni di promozione e marketing necessarie allo sviluppo delle imprese
operanti nei settori dell’economia sociale.
204
segue (14) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
Molise
Progetto integrato
perseguire il recupero delle funzioni idrogeologiche dei sistemi naturali,
“Medio Trigno”
forestali e delle aree agricole, a scala di bacino, anche attraverso
l’individuazione di fasce fluviali, promuovendo la manutenzione
programmata del suolo e ricercando condizioni di equilibrio tra ambienti
fluviali e ambiti urbani;
migliorare la qualità del patrimonio naturalistico e culturale, riducendone il
degrado\abbandono ed accrescendone l’integrazione con le comunità locali
in un’ottica di tutela e sviluppo compatibile;
consolidare, estendere e qualificare le azioni di salvaguardia e
valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico, storico artistico e
paesaggistico;
sviluppare l’imprenditorialità, in particolare nei nuovi bacini di impiego e la
crescita delle organizzazioni legate alla valorizzazione e alla diffusione della
conoscenza del patrimonio culturale;
favorire lo sviluppo, l’aumento di competitività e di produttività, di iniziative
imprenditoriali nei settori già presenti;
favorire lo sviluppo e l’aumento di competitività e di produttività del
sistema imprenditoriale locale rispondendo ai loro specifici bisogni;
sviluppo del settore commercio in un ottica di sviluppo territoriale integrato
e di rete;
favorire la crescita di nuove realtà produttive locali intorno alla
valorizzazione innovativa di risorse e prodotti turistici tradizionali e al
recupero di identità e culture locali.
Molise
P.I. “Sistema locale
Aumentare il livello di reddito delle popolazioni locali in modo da ridurre il
offerta turistica alto
gap che attualmente esiste tra il reddito medio della macro area e il reddito
Molise”
del Mezzogiorno e del resto d’Italia.
La strategia seguita per raggiungere tale obiettivo è quella di aumentare i
flussi
turistici dell’area e di generare maggiore visibilità dei prodotti locali
all’esterno
della macro area. In tal modo sarà possibile aumentare il numero di
occupati
ed a cascata questo dovrebbe permettere attraverso meccanismi di
attivazione
della domanda di tipo keynesiano un aumento del reddito dell’area.
Molise
P.I. “Civiltà dell’acqua”
Gli obiettivi specifici sono:
1. migliorare il patrimonio naturalistico e culturale;
2. valorizzare il patrimonio archeologico, architettonico e storico-artistico,
nonché sviluppare
l’imprenditorialità e le attività formative legate alla valorizzazione del
patrimonio;
3. migliorare l’occupabilità;
4. favorire le imprese turistiche;
5. favorire il manifatturiero;
6. migliorare la dotazione delle infrastrutture per la localizzazione delle
imprese;
205
segue (15) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
7. valorizzare il commercio;
8. favorire i servizi alle imprese.
Molise
P.I. E-MOLISE –
Gli obiettivi specifici sono:
diffusione della new
- Prevenire la disoccupazione di giovani ed adulti;
economy nel Molise
- Favorire l’inserimento ed il reinserimento dei disoccupati di lunga durata;
interno
- Favorire il primo inserimento lavorativo o il reinserimento di soggetti a
rischio di esclusione sociale;
- Sostenere l’imprenditorialità in particolare nei nuovi bacini di impiego e
l’emersione del lavoro non regolare;
- Accrescere la partecipazione e rafforzare la posizione delle donne nel
mercato del lavoro;
- Sostenere le imprese in modo organico e articolato, rispondendo ai loro
bisogni reali, con particolare riguardo all’innovazione tecnologica,
all’information technolgy e alla formazione professionale;
- Favorire la creazione e il rafforzamento dei servizi alle imprese ed in
particolare la loro connessione all’interno delle logiche di filiera,
focalizzando gli interventi sul lato della domanda.
Molise
Molise
P.I. Per uno sviluppo
qualificare la ricettività turistica; connotare il Basso Molise come distretto
equilibrato e armonioso
agro-alimentare, creare un “pacchetto turistico locale”.
P.I. Ambiente, turismo e
A livello operativo il progetto interviene in maniera integrata sui fattori che
impresa. Un’integrazione
condizionano lo sviluppo del territorio: (1) le risorse umane, (2) le dotazioni
possibile per lo sviluppo
diffuso
Puglia
ambientali, infrastrutturali e immateriali, (3) la capacità di investimento.
PIT N.3 – Area
1) incrementare il livello di sicurezza nell’area;
Metropolitana – s.p.l.
2) migliorare la mobilità dei cittadini e delle merci all’interno dell’area PIT;
Bari
3) gliorare il livello di identità culturale dell’area;
4) sostenere lo sviluppo dei settori produttivi rilevanti dell’area;
5) incrementare l’efficacia delle politiche locali del lavoro;
6) migliorare l’efficacia del sistema di governance integrata del territorio.
Puglia
PIT N. 7 – Sviluppo di un
1. Potenziamento ed integrazione del sistema logistico intermodale
sistema integrato di
dell’area, identificato nell’adeguamento del nodo intermodale di Brindisi
servizi di logistica e
quale struttura forte dell’intero territorio provinciale in termini di
distribuzione in grado di
relazionalità interna ed esterna all’area, nonché come principale fattore di
favorire la connessione
internazionalizzazione dell’intero sistema produttivo locale. Connessione del
tra l’asse nord-sud
nodo intermodale di Brindisi – lungo l’asse nord-sud ed est-ovest – con le
interno alla regione e la
strutture periferiche della rete logistica per la raccolta e distribuzione delle
comunicazione con le
merci (Interporto di Francavilla Fontana, Centro Agro-alimentare di
altre direttrici dei
Fasano).
Corridoi internazionali n.
2. Potenziamento delle aree di insediamento industriale negli agglomerati a
8 e n. 10
maggiore densità imprenditoriale (Fasano,
nsedi, Brindisi, Francavilla
Fontana), al fine di ampliare (soprattutto in qualità) il potenziale di offerta
nsediativi dei principali agglomerati artigiani ed industriali del territorio
provinciale.
206
segue (16) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
3. Promozione di uno sviluppo integrato dell'area PIT, attraverso la
specializzazione dei centri urbani del territorio, per puntare a proposte di
centralità distribuita tra capoluogo e periferia, attivando forme di sviluppo
locale nei nodi urbani periferici attraverso il sostegno all'aggregazione e alla
cooperazione intercomunale che sia di supporto allo sviluppo competitivo
delle imprese e dei sistemi d'impresa sulla base delle specifiche vocazioni
agricole, artigianali e turistiche delle specifiche aree.
4. Realizzazione delle condizioni di pari visibilità di tutto il territorio
provinciale attraverso il massiccio ricorso all'innovazione informatica e
telematica, per assicurare la promozione e la gestione dei flussi di
informazione e comunicazione interna ed esterna all'Area, che garantiscano
la crescita complessiva ed equilibrata dell'intero territorio provinciale,
nonché adeguata visibilità ed accessibilità operativa a tutte le componenti
del sistema territoriale;
5. Definizione delle condizioni di pari accessibilità di tutto il territorio
provinciale rispetto alle infrastrutture per la diffusione delle conoscenze,
intese quali elementi centrali di una strategia di innovazione permanente
del sistema produttivo locale identificato nei suoi settori portanti
(agricoltura, artigianato, turismo, PMI dei settori manifatturieri, logistica e
trasporti), ai fini dell'aumento e del mantenimento della capacità
competitiva complessiva del territorio;
6. Valorizzazione del capitale umano dell'area, attraverso investimenti in
capitale umano (formazione professionale) orientati alla costruzione di
opportunità di professionalizzazione e di inserimento lavorativo (in
particolare di donne e giovani), nonché all'accrescimento e alla diffusione
sul territorio delle capacità di assorbimento ed uso intelligente della
conoscenza nei settori di eccellenza del sistema produttivo locale.
1. Potenziamento ed integrazione del sistema logistico intermodale
dell'area, identificato nell'adeguamento del nodo intermodale di Brindisi
quale struttura forte dell'intero territorio provinciale in termini di
relazionalità interna ed esterna all'area, nonché come principale fattore di
internazionalizzazione dell'intero sistema produttivo locale. Connessione del
nodo intermodale di Brindisi - lungo l'asse nord-sud ed est-ovest - con le
strutture periferiche della rete logistica per la raccolta e distribuzione delle
merci (Interporto di Francavilla Fontana, Centro Agro-alimentare di
Fasano).
2. Potenziamento delle aree di insediamento industriale negli agglomerati a
maggiore densità imprenditoriale (Fasano, Ostuni, Brindisi, Francavilla
Fontana), al fine di ampliare (soprattutto in qualità) il potenziale di offerta
insediativa dei principali agglomerati artigiani ed industriali del territorio
provinciale.
207
segue (17) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
3. Promozione di uno sviluppo integrato dell'area PIT, attraverso la
specializzazione dei centri urbani del territorio, per puntare a proposte di
centralità distribuita tra capoluogo e periferia, attivando forme di sviluppo
locale nei nodi urbani periferici attraverso il sostegno all'aggregazione e alla
cooperazione intercomunale che sia di supporto allo sviluppo competitivo
delle imprese e dei sistemi d'impresa sulla base delle specifiche vocazioni
agricole, artigianali e turistiche delle specifiche aree.
4. Realizzazione delle condizioni di pari visibilità di tutto il territorio
provinciale attraverso il massiccio ricorso all'innovazione informatica e
telematica, per assicurare la promozione e la gestione dei flussi di
informazione e comunicazione interna ed esterna all'Area, che garantiscano
la crescita complessiva ed equilibrata dell'intero territorio provinciale,
nonché adeguata visibilità ed accessibilità operativa a tutte le componenti
del sistema territoriale;
5. Definizione delle condizioni di pari accessibilità di tutto il territorio
provinciale rispetto alle infrastrutture per la diffusione delle conoscenze,
intese quali elementi centrali di una strategia di innovazione permanente
del sistema produttivo locale identificato nei suoi settori portanti
(agricoltura, artigianato, turismo, PMI dei settori manifatturieri, logistica e
trasporti), ai fini dell'aumento e del mantenimento della capacità
competitiva complessiva del territorio;
6. Valorizzazione del capitale umano dell'area, attraverso investimenti in
capitale umano (formazione professionale) orientati alla costruzione di
opportunità di professionalizzazione e di inserimento lavorativo (in
particolare di donne e giovani), nonché all'accrescimento e alla diffusione
sul territorio delle capacità di assorbimento ed uso intelligente della
conoscenza nei settori di eccellenza del sistema produttivo locale.
L'individuazione degli obiettivi specifici permette di creare una relazione di
complementarietà tra essi e l'IDEA FORZA/obiettivo generale secondo la
rappresentazione grafica riportata.
Puglia
PIT n. 8 - Sviluppo ed
innovazione
1) Miglioramento della competitività e dell'efficienza del sistema agricolo e
dell’economia agricola e
agroalimentare mediante l'ammodernamento e la razionalizzazione del
rurale attraverso
sistema;
l’integrazione e la
diversificazione
produttiva- Area Jonico-
2) Sostegno integrato del territorio e sviluppo delle comunità rurali;
salentina.
3) Multifunzionalità dell'agricoltura e salvaguardia e tutela dell'ambiente e
del paesaggio rurale.
208
segue (18) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
Puglia
PIT n. 6- Sviluppo di un
Gli obiettivi che è possibile traguardare, attraverso l’intervento organizzato
Sistema Logistico
secondo gli indirizzi del PIT, attengono principalmente, ma non
Distributivo legato alle
esclusivamente, all’area tematica individuata nel Complemento di
più importanti direttrici
programmazione. L’assorbimento delle risorse specifiche di alcune misure
internazionali che muove
consente di sviluppare un’articolazione strategica integrata che risulta in
dagli investimenti in
sintonia con lo strumento programmatorio generale.
corso di realizzazione
Gli obiettivi che qualificano gli specifici settori di intervento, sono in
nell’area di Taranto
particolare:
o completamento e sviluppo dell’accessibilità ai sistemi produttivi;
o completamento infrastrutturale dei sistemi produttivi;
o sostegno allo sviluppo delle relazioni e delle sinergie economiche e
produttive intraregionali ed interregionali;
o sostegno allo sviluppo del sapere e della diffusione dell’informazione;
o sostegno allo sviluppo dell’innovazione e della ricerca e sviluppo
tecnologico;
o miglioramento della sicurezza.
Puglia
PIT. N. 10 – Monti Dauni
Ob. 1 – Garantire disponibilità idriche adeguate (quantità, qualità, costi)
per la popolazione civile e le attività produttive, in accordo con le priorità
definite dalla politica comunitaria in materia di acque, creando le condizioni
per aumentare l’efficienza di acquedotti, fognature e depuratori, in un’ottica
di tutela della risorsa idrica e di economicità di gestione.
Ob. 2 – Migliorare il livello di competitività territoriale garantendo un
adeguato livello di sicurezza “fisica” delle funzioni insediativa, produttiva,
turistica e infrastrutturale esistente attraverso il recupero delle funzioni
idrogeologiche dei sistemi naturali, forestali e delle aree agricole.
Ob. 3 – Accrescere la sicurezza attraverso la previsione e prevenzione degli
eventi calamitosi nelle aree soggette a rischio idrogeologico incombente e
elevato (con prioritaria attenzione per i centri urbani, le infrastrutture e le
aree produttive) e nelle aree soggette a rischio sismico.
Ob. 4 – Negli ambiti marginali con sottoutilizzo delle risorse: migliorare la
qualità del patrimonio naturalistico e culturale, riducendone il degrado/
abbandono ed accrescendone l’integrazione con le comunità locali in
un’ottica di tutela, sviluppo compatibile, migliore fruizione e sviluppo di
attività connesse, come fattore di mobilitazione e stimolo allo sviluppo
locale.
Ob. 5 – Risanare le aree contaminate rendendole disponibili a nuovi utilizzi
economici, residenziali o naturalistici e migliorare le conoscenze, le
tecnologie, le capacità di intervento dei soggetti pubblici e privati, nonché
la capacità di valutazione e controllo della Pubblica Amministrazione per la
bonifica dei siti inquinati.
Ob. 6 – Promuovere la rete ecologica come infrastruttura di sostegno delle
sviluppo compatibile e come sistema di offerta di beni, risorse e valori.
209
segue (19) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
Ob. 7 – Consolidare, estendere e qualificare il patrimonio archeologico,
architettonico, storico-artistico, paesaggistico, archivistico e bibliografico
delle aree depresse, nonché quello relativo alle attività di spettacolo e di
animazione culturale, quale strumento di sviluppo qualificato ed
equilibrato.Ob. 8 – Migliorare la dotazione e la funzionalità delle
infrastrutture per la localizzazione e la logistica delle imprese e delle
infrastrutture di servizio e supporto per la forza lavoro, in particolare per il
lavoro femminile.
Ob. 8 – Migliorare la dotazione e la funzionalità delle infrastrutture per la
localizzazione e la logistica delle imprese e delle infrastrutture di servizio e
supporto per la forza lavoro, in particolare per il lavoro femminile.
Ob. 9 – Favorire la creazione ed il rafforzamento dei servizi alle imprese ed
in particolare la loro connessione all’interno delle logiche di filiera,
focalizzando gli interventi sul lato della domanda, anche al fine di ridurre il
potenziale inquinante, il quantitativo di rifiuti da smaltire, l’uso delle risorse
naturali, sviluppare pacchetti integrati di agevolazioni (PIA) per il
contestuale finanziamento di investimenti, sviluppo pre-competitivo ed
innovazione tecnologica dal punto di vista produttivo e ambientale.
Sostenere l’imprenditorialità in particolare nei nuovi bacini di impiego.
Migliorare la qualificazione degli operatori, anche attraverso il sistema di
formazione, con particolare riguardo alle tematiche ambientali.
Ob. 10 – Sostenere lo sviluppo dei territori e delle economie rurali e
valorizzare la risorse agricole ambientali e storico-culturali
Ob. 11 – Accrescere e qualificare le presenze turistiche nell’area, attraverso
azioni di marketing dei sistemi turistici, rafforzando gli strumenti di
pianificazione territoriale, in un’ottica di sostenibilità ambientale e di
diversificazione e integrazione produttiva in un’ottica di filiera.
Ob. 12 – Favorire la nascita e la localizzazione di nuove attività e nuove
imprese, specie in iniziative che assicurino buone prospettive di crescita e
di integrazione con il territorio e l’ambiente in un’ottica di valorizzazione dei
cluster e delle filiere produttive, anche attraverso attività di animazione
permanente. Migliorare la qualificazione degli operatori, anche attraverso il
sistema di formazione, con particolare riguardo alle tematiche ambientali.
Ob. 13 – Migliorare la competitività dei sistemi agricoli e agroindustriali
regionali in un contesto di filiera anche attraverso la valorizzazione delle
risorse agricole ambientali e storico – culturali
Ob. 14 – Sostenere e diffondere la società dell’informazione con particolare
riferimento ai settori della pubblica amministrazione, dell’educazione
pubblica e dei sistemi produttivi, nonché favorire l’internazionalizzazione
delle imprese e la promozione dell’integrazione economica transfrontaliera
e transnazionale
Ob. 15 – Promuovere un’offerta adeguata di formazione superiore e
universitaria (Policy field C), sostenere l’imprenditorialità in particolare nei
nuovi bacini di impiego e sostenere e diffondere la società dell’informazione
con particolare riferimento ai settori della pubblica amministrazione,
dell’educazione pubblica e dei sistemi produttivi.
210
segue (20) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
Ob. 16 – Sviluppare l’imprenditorialità e la crescita delle organizzazioni
legate alla valorizzazione e alla diffusione della conoscenza del patrimonio
culturale. Creare le condizioni e favorire la creazione di strutture ad alta
specializzazione per la gestione degli interventi di restauro e valorizzazione.
Sviluppare attività di formazione per la riqualificazione e la creazione di
competenze legate al patrimonio e alle attività culturali
Ob. 17 – Sviluppare la formazione continua con priorità alle PMI ed alla PA,
accrescere la partecipazione e rafforzare la posizione delle donne nel
mercato del lavoro, migliorare la qualificazione degli operatori, anche
attraverso il sistema di formazione, con particolare riguardo alle tematiche
ambientali.
Puglia
PIT n. 2 – Nord Barese
Gli obiettivi specifici , discendenti dall’idea forza/obiettivo globale e
connessi alle attività oggetto del programma, sono così individuati:
1. Crescita del livello di integrazione industriale di filiera (nel T.A.C. e nella
meccanica di precisione) e innalzamento dei livelli di qualificazione delle
risorse umane;
2. Riallineamento verso produzioni a maggiore valore aggiunto (soprattutto
certificate), sostegno alla diversificazione produttiva knowledge based,
promozione di profili e competenze specialistiche;
3. Riqualificazione tecnica di settori specializzati ma a basso tenore
tecnologico, con avvio di procedure di certificazione, diffusione di
innovazione e ricerca applicata, promozione dell’alta formazione;
4. Potenziamento e consolidamento dei flussi di esportazione dei prodotti di
filiera ad alta specializzazione e sostegno ai processi di
internazionalizzazione del tessuto produttivo locale;
5. Insediamento di servizi produttivi specializzati ( di secondo e terzo
livello) nell’export e nelle tecnologie innovative;
6. Potenziamento della rete economica esterna (esternalità d’area) per lo
sviluppo dei prodotti del Nord Barese;
7. Sperimentazione di nuovi modelli gestionali innovativi nelle aree di
insediamento produttivo e nel sistema delle utilities di area, miglioramento
delle professionalità dedicate;
8. Attivazione di nuovi sistemi e modelli di sicurezza degli insediamenti
produttivi;
9. Sviluppo di un percorso strategico verso la Società dell’Informazione
attraverso la messa a punto di prodotti, servizi e innovazioni in grado di
competere nella nuova dimensione del mercato globale, sia in riferimento al
sistema delle imprese, sia nella offerta di servizi efficienti da parte della
Pubblica Amministrazione
Puglia
PIT n. 9 – Territorio
articola –Leccese
- riqualificare in maniera decisa il capitale sociale locale, al fine di rendere
più competitiva l’intera area territoriale attraverso precise azioni formative;
- sviluppare e consolidare il settore manifatturiero caratterizzante l’area,
con
articolare riguardo alle produzioni di qualità, alla ricerca tecnologica e
all’internazionalizazione e creare, nello stesso tempo, le condizioni per la
nascita di nuove iniziative;
211
segue (21) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
- attrezzare sul territorio attraverso il miglioramento dell’efficacia ed
efficienza della P.A , l’infrastrutturazione (materiale e immateriale), la
logistica, i trasporti, la formazione, la ricerca;
- attuare azioni mirate di MKTG territoriale finalizzate alla promozione del
territorio e all’attrazione di investimetni anche in considerazione di ciò che
avviene nel settore TAC, dove a livello nazionale, si stanno ripensando le
strategie in termini di decentramento e delocalizzazione;
- spingere il territorio ad assumere un ruolo da protagosnista all’interno
dello scenario rappresentato dai paesi del mediterraneo.
Puglia
PIT n.4 - Area della
1.1 Potenziamento delle aree produttive attraverso il completamento delle
Murgia
infrastrutture primarie e l'offerta strutturata di servizi innovativi alle
imprese.
1.2 Sostegno alla diffusione degli strumenti offerti dalle nuove tecnologie
per favorire l'accesso alle informazioni ed ai servizi erogati dalle
Amministrazioni e dalle imprese.
2.1 Promuovere la collocazione di più attività produttive, favorendo
l'aggregazione d'imprese in un ottica di settore e di filiera
2.2 Sostenere la popolazione che vive in ambiente rurale attraverso il
potenziamento e la diversificazione delle attività agricole
3.1 Sostenere e favorire investimenti ed occupazione per l'innovazione
tecnologica, l'ampliamento ed il consolidamento delle attività produttive
delle PMI, favorendo il completamento delle filiere produttive lunghe con
priorità per la produzione di semilavorati e di macchinari funzionali al ciclo
produttivo del salotto
3.2 Sostenere e favorire investimenti e potenziare le capacità produttive
agricole tradizionali, incentivando l'adeguamento delle strutture di
lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli all'interno delle stesse
aziende per realizzare e consolidare le filiere corte.
4.1 Promuovere un'offerta adeguata di formazione Superiore, mirata alle
esigenze delle imprese, con le quali proseguire nel percorso avviato
attraverso il partenariato, attivando forme di cooperazione necessarie per
definire e soddisfare la domanda di figure professionali necessarie,
rendendo disponibili risorse economiche finalizzate a favorire
l'accumulazione di competenze specialistiche sul territorio del PIT
4.2 Favorire il ritorno del capitale umano formato altrove ed impegnare
nuove risorse per incentivare la ricerca connessa ai processi produttivi locali
ed alla riduzione dell'impatto ambientale di molti cicli produttivi,
individuando e promovendo linee di ricerca innovative e mirate alle
esigenze del sistema economico locale ed alla riduzione dell'impatto
ambientale.
4.3 Ricercare sul territorio i percorsi più adeguati per incentivare
l'emersione del lavoro nero e dell'economia sommersa, con le opportunità
offerte dal completamento delle filiere produttive già presenti sul territorio
e realizzando nuove occasioni di emersione.
5.1 Garantire maggiore efficienza al mercato del lavoro locale
212
segue (22) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
6.1 Sostenere la promozione commerciale della produzione dell'area anche
attraverso la valorizzazione dei prodotti tipici ed il sostegno di marchi di
"qualità" nonché di servizi per l'attrazione di investimenti ed il marketing
territoriale con articolazioni su base di sistema territoriale, ai fini della
valorizzazione delle potenzialità locali all'interno di una logica di promozione
complessiva del sistema "Murgia".
Puglia
PIT n.5 - Valle D’Itria
1. Potenziamento delle aree produttive attraverso il completamento delle
infrastrutture primarie e l'offerta strutturata di servizi innovativi alle
imprese dell'intero "distretto" industriale multisettoriale.
2. Sostegno alla diffusione degli strumenti offerti dalle nuove tecnologie per
favorire il cablaggio delle aree e l'accesso alle informazioni ed ai servizi
erogati dalle Amministrazioni e dalle imprese.
3. Favorire iniziative finalizzate al potenziamento dell'offerta formativa, con
priorità all'alta formazione nei servizi innovativi e nel terziario avanzato e
alla formazione di figure specialistiche per la qualificazione delle produzioni
tessili-abbigliamento, per la ottimizzazione dei cicli produttivi connessi alla
trasformazione dei prodotti agricoli, oltre che alla loro commercializzazione.
4. Sostenere la formazione continua del personale inserito per
accompagnare i processi di innovazione e di diversificazione dei processi
produttivi locali, e incentivare la flessibilità nel rapporto di lavoro nelle PMI
(con particolare riferimento alle produzioni del tessile, dell'abbigliamento,
dell'agroindustria) e nelle amministrazioni pubbliche locali.
5. Promuovere la qualificazione della classe imprenditoriale per il
potenziamento di nuove modalità e strumenti di gestione di impresa.
6. Ricercare sul territorio i percorsi più adeguati per incentivare l'emersione
del lavoro nero e dell'economia sommersa (in particolare nei settori in cui
più presente è la produzione in conto terzi,), in coerenza con gli indirizzi
assunti dalla normativa nazionale di riferimento e con le opportunità offerte
dal completamento delle filiere produttive già presenti sul territorio.
7. Rendere disponibili le risorse economiche necessarie per favorire
l'accumulazione di competenze specialistiche sul territorio, favorire il ritorno
di capitale umano formato altrove e impegnare nuove risorse per
incentivare la ricerca connessa ai processi produttivi locali
8. Favorire la capacità innovativa, l'aumento di competitività e di
produttività del sistema manifatturiero leggero, con particolare riferimento
al tessile-abbigliamento e all'agroalimentare, che devono percorrere la
strada della costruzione e promozione di marchi collettivi per le produzioni
di qualità.
9. Favorire l'azione di penetrazione commerciale sui mercati, in particolare
quelli esteri, anche attraverso la progettazione e l'implementazione di un
marchio comune.
10. Fornire sostegno finanziario alle PMI attraverso aiuti per l'innovazione
tecnologica volti in particolare alla salvaguardia dell'ambiente , alla
sicurezza delle strutture produttive, alla sicurezza dei processi e dei
prodotti. e sostegno all'autoimprenditorialità per favorire i processi di
gemmazione e spin - off di impresa.
213
segue (23) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
11. Fornire sostegno finanziario alle PMI, anche in forma associata,
attraverso aiuti volti in particolare a favorire, l'ampliamento, la
delocalizzazione dai centri urbani e il consolidamento delle attività
produttive e la promozione di uno sviluppo più ordinato in alcuni settori
produttivi, in una logica di filiera che ancora stenta ad affermarsi (tessileabbigliamento ed agroindustria).
12. Ricercare sul territorio i percorsi più adeguati per incentivare
l'emersione del lavoro nero e dell'economia sommersa, con le opportunità
offerte dal completamento delle filiere produttive già presenti sul territorio
e realizzando nuove occasioni di emersione.
13. Garantire maggiore efficienza al mercato del lavoro locale.
14. Sostenere la promozione commerciale della produzione dell'area anche
attraverso la valorizzazione dei prodotti tipici ed il sostegno di marchi di
"qualità" nonché di servizi per l'attrazione di investimenti ed il marketing
territoriale con articolazioni su base di sistema territoriale, ai fini della
valorizzazione delle potenzialità locali all'interno di una logica di promozione
complessiva del sistema "Valle d'Itria".
Sardegna
Sicilia
Progetto integrato
1. valorizzazione risorse ambientali;
territoriale SS1 IL
2 . incrementare le capacità della città di Sassari di:
Capoluogo nella Città
- erogare servizi di eccellenza,
ambientale nel Golfo
- di migliorare la qualità della vita dei cittadini.
dell’Asinara
- di potenziare i settori produttivi, in particolare quello turistico
PIT 1-Tindari Nebrodi
1. Potenziare il sistema di offerta di beni e servizi culturali e il sistema di
offerta turistica
2. qualificare le competenze professionali e creare nuove figure
professionali
3. stimolare la nascita di nuove imprese nel settore turistico-culturale
secondo il principio delle pari opportunità
4. valorizzazione dei prodotti agricoli e commercializzazione delle
produzioni agro-alimentari
5. migliorare la disponibilità e la qualità delle risorse idriche sia in relazione
all'uso che riguardo ai reflui strumenti di sviluppo territoriale
Sicilia
PIT 2 - Quattro Città e
- Preservare e tutelare le risorse che concorrono a formare l'identità
un parco per vivere gli
ambientale, culturale e sociale del territorio attraverso l'estensione del
Iblei
sistema dei parchi ed il suo inserimento nella rete ecologica siciliana
accrescendo l'offerta di beni e servizi finalizzati alla qualità ambientale ed
alla corretta fruizione delle risorse;
- conservare e valorizzare il patrimonio storico-archeologico e l'identità
culturale locale attraverso la creazione di itinerari integrati collegati ai
circuiti regionali dei beni culturali - - promuovere la ricerca e l'innovazione
per la valorizzazione delle risorse naturali, storico-artistiche e produttive del
territorio
214
segue (24) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
- promuovere le attività produttive in ambito PIT sviluppando quelle
iniziative che assicurano buone prospettive di crescita e di integrazione con
il territorio e che sono in grado di generare nuova occupazione (asse 4)
ovvero azioni di: produzione dell'agricoltura e della zootecnia tradizionale
presente negli altopiani degli Iblei in maniera da consolidare il patrimonio e
le attività forestali e controllare i processi di abbandono;
- promozione del turismo facendo leva sulle risorse storico-ambientali
presenti in maniera da valorizzare e rivitalizzare i centri urbani ed integrare
il reddito agricolo;
- promozione delle pmi e dell'artigianato locale con priorità nei settori
dell'ambiente, del turismo e dell'agricoltura in maniera di rafforzare e
sviluppare il sistema produttivo;
- sostenere la costruzione di una rete di città quale infrastruttura di
supporto all'affermazione dei processi di sviluppo di un territorio diffuso
(asse 5);
- promuovere una rete telematica che supporti le amministrazioni pubbliche
e gli operatori locali nei loro rapporti sia al'interno del "Sistema Locale" che
verso l'esterno del "Sistema Locale"
Sicilia
PIT 3 - Il comprensorio
Incentivare il settore della produzione agricola al fine di un potenziamento
di Gela
e innovazione di processi produttivi nel settore orticolo e serricolo esistenti
nel comprensorio favorendo l'introduzione di produzioni a maggiore valore
aggiunto accrescendo l'integrazione produttiva del sistema agro-industriale
in un'ottica di filiera;
- incentivare la realizzazione di prodotti di qualità e di prodotti ottenuti
attraverso tecniche rispettose dell'ambiente privilegiando le produzioni
tipiche;
- accrescere la dotazione di servizi material e immateriali (es.
globalizzazione e internazionalizzazione) e la propensione all'innovazione
nelle PMI del comprensorio;
- favorire niziative di riqualificazione e recupero di ambiti urbani tesi alla
rivitalizzazione socio-economica attraverso il miglioramento della qualità
funzionale delle infrastrutture e dell'ambiente urbanizzato, il miglioramento
della qualità dei servizi sociali e culturali;
- consolidare e qualificare le azioni di salvaguardia e valorizzazione del
patrimonio architettonico naturalistico e paesaggistico per una maggiore
fruizione da parte della collettività ;
- promozione di una cultura della legalità per innescare un virtuoso
processo di miglioramento socio economico e di sviluppo del territorio
migliorare la competitività del comparto agricolo/agroindustriale attraverso
il rafforzamento del concetto di cooperazione ed il concetto di "PRODURRE
PER IL MERCATO";
- accrescere l'articolazione e l'efficienza delle imprese turistiche attraverso
la promozione dell'innovazione di prodotto di processo ed organizzativa,
nonchè agendo sulle condizioni di base del territorio sostegno e sviluppo del
terzo settore attraverso la qualificazione delle imprese sociali,
implementazione dei centri di servizio, ridefinizione di nuove
professionalità, incentivi alle nuove imprese;
215
segue (25) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
- favorire percorsi di formazione professionale innovativi e collegati alle
reali esigenze del tessuto imprenditoriale locale.
Sicilia
PIT 7 - Palermo capitale
- Rafforzamento dei sistemi produttivi anche in ottica di
dell'Euro-Mediterraneo
internazionalizzazione del tessuto produttivo, attraverso l’organizzazione di
un sistema in grado di favorire l’attrazione di nuove imprese e il
potenziamento di quelle esistenti, che prenda il via dalla messa in comune
di infrastrutture e servizi ad alta resa tecnologica, di sistemi di
monitoraggio della domanda/offerta di r&s e di promozione di ogni forma di
innovazione che sia funzionale alla loro qualificazione sullo scenario
internazionale;
- Miglioramento delle condizioni di contesto indispensabili per garantire lo
sviluppo competitivo del territorio, sia attraverso la creazione delle
infrastrutture a supporto dello sviluppo imprenditoriale sia attraverso azioni
indirizzate ad aumentare la competitività dei sistemi produttivi e migliorare
la qualità di vita dei cittadini ;
Organizzazione di un sistema di supporto alla crescita ed
all’internazionalizzazione del sistema produttivo, andando a creare le
condizioni economiche, gestionali ed infrastrutturali che favoriscano lo
sviluppo di un sistema pienamente condiviso e partecipato di cooperazione
ed integrazione nell’area euro-mediterranea;
- Affermazione di un polo della cultura euromediterranea che rappresenti il
riferimento dell’offerta della città in termini di servizi ed attività culturali e
favorisca lo sviluppo di un sistema integrato di promozione ed
incentivazione dell’industria della cultura (agenzia di sviluppo della cultura)
ed il sostegno alla creazione di nuove opportunità occupazionali nel settore;
Valorizzazione del patrimonio artistico–monumentale della città
identificando un circuito di fruizione che esalti l’immenso patrimonio e le
diverse culture storiche presenti in città e che qualifichi pienamente uno dei
più ricchi centri storici in termini artistico-monumentale ;
- Diversificazione e potenziamento del sistema turistico locale al fine di
adattarlo a cogliere le opportunità di destagionalizzazione che si stanno
determinando sul territorio;
- Riqualificazione dei sistemi produttivi artigianali e rilancio dei mercati
storici come spazio di valorizzazione del settore artigianale e del recupero
delle tradizioni culturali e manifatturiere del territorio;
- Creazione di sistemi stabili di collegamento funzionale e strutturale tra
formazione e lavoro in grado di facilitare l’inserimento lavorativo (anche dei
livelli professionali cd. “deboli”) soprattutto nei settori ritenuti strategici per
il decollo economico del territorio (beni culturali,turismo,
telecomunicazioni), nonché il monitoraggio dell’organizzazione dei percorsi
formativi necessari a sostenere lo sviluppo messo in atto;
- Incentivazione delle forme di coesione sociale che consentano di
agevolare il processo di mediazione ed integrazione culturale tra etnie nel
centro storico e di recuperare quelle forme di lavoro oggi svolte solo in
forma sommersa ;
216
segue (26) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
- Realizzazione di un sistema informativo di “GOVERNANCE” dello sviluppo
urbano di potenziamento alla rete civica, mirato a creare le condizioni
necessarie a sostenere la competitività della città nel nuovo contesto
euromediterraneo;
- Azioni mirate alla diffusione della cultura della legalità e all’integrazione
cultura etra le diverse etnie del centro storico e promozione di un “PATTO
PER LA LEGALITÀ” volto ad aumentare le condizioni di sicurezza per lo
sviluppo economico ed imprenditoriale della città al fine di aumentare
l’attrattività di nuove imprese e creare migliori condizioni per lo sviluppo di
quelle esistenti
Sicilia
PIT 8-Valle del Torto e
- Ridurre la compromissione ambientale;
dei Feudi
- assicurare la fruibilità delle risorse naturali e culturali del comprensorio;
-creare le condizioni economiche per lo sviluppo imprenditoriale in un
contesto di distretto rurale, puntando su prodotti di qualità ed assicurando
la sostenibilità ambientale dello sviluppo produttivo; a tale fine, è
individuato come strumento principale la politica di marchio dei prodotti e
di certificazione di qualità ed eco-compatibilità delle imprese;
- aumentare la competitività sui mercati del sistema economico locale;
- migliorare il livello di formazione delle risorse umane;
- valorizzare le risorse femminili; ridurre la marginalità sociale;
- migliorare le condizioni di contesto (sicurezza) per lo sviluppo territoriale;
- favorire i processi di recupero della fiducia sociale
Sicilia
PIT 9-Ecomuseo del
- Riqualificare, valorizzare e rifunzionalizzare le risorse storiche,
Mediterraneo
architettoniche e naturalistiche che testimoniano la cultura e l’identità dei
luoghi ;
- qualificare e rafforzare il sistema dell’accoglienza dei centri storici
dell’area ;
- promuovere e sostenere lo sviluppo di un sistema di imprese
dell’ecomuseo;
- rafforzare la coesione sociale e qualificare il sistema delle competenze
Sicilia
PIT 10-Sinergie per
- Sviluppare un sistema di servizi integrati alle imprese;
competere
- valorizzare le risorse umane locali ed incrementare le opportunità
occupazionali ;
- aumentare la competitività delle imprese;
- migliorare l’attrattività dell’area al fine di aumentare nuovi insediamenti
Sicilia
PIT 11-Enna: turismo tra
- Valorizzazione e difesa delle risorse naturali valorizzazione;
archeologia e natura
- manutenzione e gestione delle risorse culturali;
- qualificazione e sviluppo dell’offerta ricettiva e di accoglienza turistica ;
- valorizzazione e difesa dell’identità culturale locale
Sicilia
PIT 12-Eolo, Scilla,
- Accrescere le presenze turistiche nell’area;
Cariddi
-Accrescere la diversificazione dei prodotti turistici locali e la qualità delle
imprese turistiche;
217
segue (27) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
-Sviluppare l’offerta dei servizi complementari alla ricettività turistica
realizzare nuovi fattori di attrazione turistica nel territorio di Messina e nelle
Isole Eolie per la valorizzazione e il potenziamento delle sinergie tra
distretto turistico consolidato delle Eolie e l’area turistica della sponda
messinese;
- Sviluppare e potenziare le connessioni tra il modello turistico integrato e
la cantieristica navale messinese;
- Favorire la riconversione dell’industria cantieristica navale e la espansione
della filiera produttiva correlata;
- Riqualificare le aree strategiche della città di Messina, e dei centri urbani
delle Isole Eolie, per lo svolgimento di nuove funzioni e servizi legati al
turismo;
- Riqualificare le aree strategiche della città di Messina per potenziarne le
funzioni all’interno dei flussi di merci e persone, nazionali ed internazionali,
nell’area dello Stretto
Sicilia
PIT 13-Dal turismo
- Recuperare e riqualificare il patrimonio ambientale;
tradizionale ad un
- Recuperare e riqualificare il patrimonio culturale;
sistema turistico locale
- Riqualificare l’offerta ricettiva nel settore del turismo tradizionale;
- Potenziare l’offerta ricettiva nel settore del turismo culturale, termale,
naturalistico ed escursionistico;
- Potenziare le infrastrutture complementari al turismo;
- Promuovere la diversificazione dell’attività agricola;
- Sostenere gli investimenti nel settore delle produzioni agricole locali;
- Promuovere le produzioni agricole di qualità; Incentivare la formazione
continua delle pmi turistiche, artigiane ed agricole;
- Sostenere lo sviluppo delle imprese esistenti e agevolare la creazione di
nuova imprenditorialità;
- Incentivare la formazione superiore ed universitaria nel settore turistico;
- Garantire un miglioramento dei servizi di orientamento informazione;
- Inserimento nel mercato del lavoro per la disoccupazione di lunga durata
Sicilia
PIT 14-Sistema turistico
- Conservazione delle risorse naturali e riqualificazione di aree soggette a
integrato della costa
sovrautilizzo al fine di promuoverne la fruibilità turistica;
centro-settentrionale
- Recupero di risorse culturali e di infrastrutture di valore storico da
utilizzare quali contenitori di attività turistiche e culturali;
- Promozione di nuove figure professionali legate ai temi del turismo,
dell’ambiente e della qualità della vita; Messa in rete di risorse naturali,
culturali e servizi turistici nell’ottica della creazione di percorsi turistici
collegati al patrimonio naturale e culturale;
- Valorizzazione del centro storico di Trapani, attraverso interventi di
recupero dei principali assi viari del centro storico;
- Miglioramento della qualità dell’offerta turistica e della vita dei residenti
attraverso interventi volti a risolvere alcuni tra i principali problemi di
mobilità interna;
- Promozione di nuova imprenditorialità legata all’offerta di servizi
innovativi nella valorizzazione delle risorse naturali e culturali;
218
segue (28) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
- Sostegno allo sviluppo di servizi di commercializzazione dei prodotti
dell’artigianato tradizionale dell’area;
- Collaborazione e attuazione di strategie territoriali di sviluppo turistico;
- Miglioramento della qualità dei servizi ricettivi attraverso la promozione di
percorsi di avvicinamento a nuove forme di certificazione ambientale delle
strutture e dei servizi
Sicilia
PIT 15-Demetra
- Sviluppo della produzione e del commercio delle produzioni agricole e
agro-alimentari di qualità, biologiche e biodinamiche;
- Potenziamento della dotazione idrica delle colture protette e orticole
valorizzazione dei beni naturalistici, culturali ed ambientali;
- Utilizzazione al meglio del patrimonio archeologico;
- Creazione parchi naturalistici; Potenziamento dell’articolazione dell’attività
alberghiera; - Costruzione reti informatiche per l’internazionalizzazione del
“SISTEMA”;
- Riqualificazione dei giovani in relazione alle linee di sviluppo economico
individuate e promosse dal PIT;
-Valorizzazione del potenziale occupazionale ed imprenditoriale femminile
Sicilia
PIT 16-Le economie del
- Qualificare, organizzare, mettere in rete e rendere pienamente fruibili le
turismo Calatino Sud
risorse culturali, archeologiche, storico-architettoniche e ambientali;
Simeto
- Qualificare la dotazione ambientale in termini di biodiversità e migliorare
le modalità di gestione e fruizione delle aree protette;
- Promuovere e sostenere interventi di riqualificazione urbana finalizzati alla
creazione delle “CITTÀ OSPITALI DEL CALATINO”;
- Sostenere il rafforzamento competitivo e la diversificazione dell’offerta
turistica, agroalimentare e delle produzioni artigianali tipiche;
- Valorizzare il capitale sociale;
- Favorire il posizionamento del sistema locale sul mercato turistico
Sicilia
PIT 17-Torri e castelli:
- Potenziare e differenziare l’offerta turistica per catturare maggiori
turismo integrato a nord
segmenti di domanda; - Recuperare e valorizzare le risorse ambientali;
ovest di Palermo
- Recuperare e valorizzare le risorse culturali;
- Messa a sistema delle risorse culturali ed ambientali, realizzando opere
infrastrutturali necessarie per garantire la fruibilità delle risorse e creando
itinerari turistici idonei a sviluppare una domanda di turismo verso il
territorio piuttosto che verso la singola struttura ricettiva;
- Intervento sul capitale umano e di conoscenza;
- Azioni di sostegno al sistema delle imprese
Sicilia
PIT 19-Alto Belice
- Migliorare la qualità ambientale attraverso il completamento dei servizi a
Corleonese
rete, l’adeguamento dei livelli di sicurezza fisica degli insediamenti
residenziali, produttivi e infrastrutturali, il recupero di qualità dei sistemi
naturali;
- Valorizzare il patrimonio naturale, recuperare i beni monumentali,
migliorare la qualità dell’offerta di beni e servizi ambientali e culturali, entro
un’ottica di tutela e salvaguardia, aumentando il livello di fruizione, di
integrazione con le comunità locali, di promozione delle attività connesse,
anche realizzando un sistema di offerta turistica con servizi e attrezzature
per lo sport e il tempo libero;
219
segue (29) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
- Promuovere le pari opportunità per l’accesso al mercato del lavoro,
favorire la formazione continua, aiutare la qualificazione e il rafforzamento
del capitale umano al fine di realizzare nel contesto locale una forza lavoro
qualificata, competente e adattabile, disponibile all’innovazione;
- Favorire la crescita di nuove realtà produttive, migliorare la struttura di
filiera dei sistemi agricoli e agro-industriali, sostenere le attività orientate
alla valorizzazione innovativa di risorse e prodotti tradizionali entro un
quadro di promozione della competitività locale e di aumento di produzioni
e consumi turistici;
- Promuovere il territorio attraverso azioni relative alla diffusione della
società dell’informazione, al sostegno delle imprese locali rispetto a nuovi
contesti e mercati, a migliorare la fiducia sociale, a sviluppare la cultura
della legalità.
Sicilia
PIT 21-Polo turistico
- Potenziamento quali-quantitativo dell’offerta di strutture e infrastrutture
Tirreno centrale
di turistico;
- Riqualificazione professionale degli operatori turistici e degli addetti alla
P.A.;
- Valorizzazione del patrimonio archeologico,
mprend dell’archeologia
industriale, storico culturale.
Sicilia
PIT 22-La via dell’argilla
- Aumentare la dotazione di servizi infrastrutturali ed immateriali a servizio
del sistema produttivo locale;
- Sostenere lo sviluppo delle imprese esistenti e agevolare la creazione di
nuova
mprenditorialità;
- Incentivare la formazione a servizio del sistema produttivo locale;
- Garantire la rivitalizzazione commerciale ed artigianale dei centri storici;
- Ampliare e riqualificare l’offerta ricettiva, migliorare l’attrattività turistica
dell’area risparmiare e salvaguardare l’ambient.e
Sicilia
PIT 23-Magazzolo platani
- Preservare l’ambiente;
sicani dell’agrigentino
- Valorizzare la qualità delle produzioni agricole ed agro-industriali locali;
- Valorizzare i beni culturali esistenti attraverso il loro inserimento in circuiti
turistici; - - - Sviluppare la domanda di turismo naturalistico;
- Favorire con apposite azioni formative, promozionali e di supporto alla
nascita di iniziative consortili ed associative, il superamento delle attuali
condizioni di sottosviluppo economico dell’area;
- Miglioramento delle condizioni infrastrutturali per lo sviluppo dell’area PIT
Sicilia
PIT 24-Etna
- Strutturare il Sistema-Etna in un modello ecosistemico-territoriale;
- Dare un rilievo centrale alla cultura ed il modus vivendi locale;
- Salvaguardare e valorizzare le risorse storico-culturali, monumentali ed
archeologiche;
- Sostenere la diversificazione e la qualificazione dell’offerta imprenditoriale
nei settori turistico, artigianale, agricolo/agrituristico;
- Favorire il posizionamento del Sistema-Etna
Sicilia
PIT 26-Aquae labodes
- Valorizzazione delle risorse agricole disponibili;
- Qualificazione e sviluppo del patrimonio turistico e diversificazione dei
percorsi di tutela e sfruttamento delle risorse ambientali;
- Riqualificazione urbanistica di città ad alta rilevanza turistica;
220
segue (30) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
- Promozione del territorio, dell’ambiente, della cultura e delle produzioni
locali;
- Sviluppo delle integrazioni tra il sistema agricolo ed il sistema
manifatturiero (attività agro-alimentari).
Sicilia
PIT 28-Hyblon-tukles
- Valorizzare e mettere a sistema il complesso delle valenze ambientali e
storico culturali dell’area, in una prospettiva che coniuga salvaguardia e
recupero con l’integrazione economica e sociale delle comunità locali, la
messa in rete dei beni e dei manufatti, lo sviluppo del sistema dei servizi
aggiuntivi;
- Qualificare i sistemi produttivi dell’area e indirizzare le produzioni locali
verso prodotti e servizi funzionali allo sviluppo delle valenze ambientali,
produttive e storico culturali; - Riorganizzare e riqualificare le risorse
umane del territorio, anche in prospettiva di una maggiore integrazione
sociale e di un aumento delle opportunità occupazionali.
Sicilia
PIT 29-Bio-valley
- Promozione e sviluppo a favore delle filiere agricole e zootecniche nelle
produzioni tipiche locali;
- Promozione e sviluppo a favore delle attività dell’artigianato tipico e locale
e complementari;
- Incentivi per l’internazionalizzazione dell’economia e della cultura
materiale della Biovalley;
- Valorizzazione e gestione innovativa dell’ambiente urbano, del tessuto
storico e del patrimonio edilizio degli EE.LL.;
- Formazione professionale per lo sviluppo sostenibile delle PMI;
realizzazione del S.I.T. (Sistema Informativo Territoriale Provinciale ) e
connessione con il portale internet regionale;
- Progetti per l’integrazione sociale della Biovalley;
- Assistenza e supporto alla realizzazione degli interventi del PIT Biovalle.
Sicilia
PIT 31-Sistema turistico
- Avviare e portare a completamento azioni e processi per lo sviluppo del
integrato diffuso delle
sistema turistico integrato, diffuso e sostenibile, a partire dalla
madonie
valorizzazione delle opportunità offerte dal territorio;
- Creare nodi e reti territoriali di animazione e promozione dell’offerta del
prodotto turistico integrato;
- Creare nodi fisici di allocazione strategica delle risorse umane di
conoscenza e di opportunità per lo sviluppo integrato avviare e consolidare
i processi di filiera relativi al turismo, all’agricoltura ed all’artigianato;
- Realizzare azioni e processi di integrazione e addizionalità rispetto a quelli
già avviate dal Gal Leader II, dall’ente Parco delle Madonie, dagli altri enti
locali in ordine alla salvaguardia delle risorse e dell’ambiente naturale;
- Realizzare azioni di integrazione e promozione delle fasce deboli del
mondo del lavoro, oltre che di regolarizzazione delle imprese.
Sicilia
PIT 32-Valle alcantara
- Recuperare e riqualificare il patrimonio ambientale recuperare e
riqualificare il patrimonio culturale;
- Promuovere il territorio in maniera intergrata;
- Incentivare la formazione per la qualificazione di professionalità nel
settore della valorizzazione delle risorse culturali e turistiche diffondere la
formazione alle fasce deboli della popolazione;
221
segue (31) Elenco dei PI per Regione ed obiettivi specifici
- Sostenere lo sviluppo delle imprese esistenti e agevolare la creazione di
nuova imprenditorialità;
- Migliorare la dotazione di infrastrutture complementari al turismo;
- Promuovere i prodotti agricoli di qualità incentivare la diversificazione
dell’attività agricola
Sicilia
PIT 33-Nebrodi
- Aumento della capacità organizzativa della pubblica amministrazione;
- Aumentare le opportunità del capitale umano attraverso azioni di
formazione, educazione e nuove opportunità per l'economia;
- Aumentare il capitale naturale attraverso interventi sull'ambiente e sul
patrimonio storico
Sicilia
PIT 34-Valle dei templi
- Recupero di alcuni contenitori museali e di interesse storico-culturale per
completare l’offerta del sistema valle dei templi e la realizzazione del sit
parco della valle;
- Valorizzazione del circuito archeologico della valle dei templi con
interventi relativi ad una maggiore fruizione e con l’offerta di servizi a
sostegno delle visite;
- Azioni per la formazione di eccellenza e per lo sviluppo della ricerca in
collaborazione con il consorzio universitario per incentivare la conoscenza
del sito;
- Realizzazione di interventi nel settore teatrale e di animazione a sostegno
di questo importante comparto della cultura per incentivare le concoscenze
storiche e letterarie del territorio pit;
- Valorizzazione delle aree costiere per consentire la fruizione di importanti
aree naturalistiche e paesaggistiche esistenti sul territorio e che
rappresentano punti cardine dell’offerta turistic.a
Sicilia
PIT 35-Catania citta'
- Riqualificare complessivamente il tessuto urbano;
metropolitana
- aggiornare i processi e gli approcci allo sviluppo urbano;
- modernizzare il sistema metropolitano;
- sperimentare e sviluppare alcune funzioni di eccellenza.
222
Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
Regione Titolo PI
Idea forza/strategica
Basilicata
Progetto Integrato
è quella di esaltare e mettere a sistema le rilevanti risorse ambientali,
Territoriale Alto Basento
rurali, storico-culturali presenti sul territorio puntando su nuovi modelli
di presentazione e fruizione dello stesso al fine di accrescere il grado di
competitività e di attrattività di uno specifico prodotto di turismo rurale
e culturale.
Basilicata
Progetto Integrato
Dalle analisi dell’ambito territoriale, del contesto socio-economico e
Territoriale Montagna
SWOT, emerge con sufficiente chiarezza come i tratti caratterizzanti
Materana
dell’are PIT siano attualmente rappresentati nell’ordine:
- dall’integrità dell’ambiente, considerato come eco-sistema da
salvaguardare nel suo insieme e nelle sue singole componenti territoriali
- dalla ruralità, intesa nella sua accezione più ampia comprensiva delle
dimensioni culturali produttiva e territoriale
- dalla qualità delle risorse territoriali, riferibili sia ai beni storicoculturali che alle emergenze naturalistiche e paesaggistiche, attivabili ai
fini di sviluppo.
La messa a valore di tutti e tre gli elementi caratterizzanti sopra
richiamati induce ad individuare l’idea forza nella progressiva
trasformzione del comprensorio in un vero e proprio distretto rurale di
qualità nel quale trovino le giuste forme di impiego ed utilizzazione le
risorse direttamente produttive ( e segnatamente quelle agricole ed
artigianali tipiche dell’area) e di destinazione e fruizione le risorse di tipo
territoriale (in particolare, quelle ambientale-naturalistiche e storicoculturali).
Basilicata
Progetto Integrato
Valorizzazione delle risorse agricole, ambientali e storico-culturali,
Territoriale Bradanica
sviluppate secondo una logica di filiera integrata in un territorio
organizzato e concepito come una moderna area-sistema che sia in
grado di elevare il livello di apertura e funzionalità dell’Area Bradanica
verso i sistemi locali contermini, al fine di sviluppare complementarietà
e sinergie di carattere produttivo, ambientale ed urbano, anche
attraverso l’incentivazione delle iniziative di delocalizzazione produttiva.
Basilicata
Progetto Integrato
L’ idea forza si colloca all’interno degli assi e delle misure del P.O.R. e
Territoriale Vulture-Alto
del C.d.P. della Regione Basilicata e tende a:
Bradano
- rappresentare un forte potenziamento del ruolo dei Comuni nel
sostegno alle politiche di sviluppo locale, con specifico riferimento alla
programmazione socio economica di
area attraverso la concertazione interistituzionale;
- rappresentare una svolta significativa nell’individuazione di azioni di
riequilibrio territoriale con azioni dirette e coordinate nei settori delle
infrastrutture, regimi di aiuto e
della formazione per sottrarre le aree a minore sviluppo dai fenomeni di
spopolamento e abbandono;
- sollecitare un protagonismo responsabile delle forze economiche
presenti sul territorio e mettere in rete ed in sinergia i soggetti già
presenti ed operanti sul territorio per armonizzare gli interventi
223
segue (1) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
- divenire il momento di raccordo e snodo degli interventi evitando una
dispersiva sommatoria delle risorse e del loro uso.
Basilicata
PIT Lagonegrese – Pollino
La Natura che con le sue caratteristiche ha finora costituito il fattore
limitante lo sviluppo dell’area, proprio perché è stata conservata intatta,
asentino
e un fattore di sviluppo determinante se si attuano azioni ed
interventi capaci di offrire prodotti e servizi di qualità, che oggi sono
considerati rari.
Basilicata
Progetto Integrato
L’Idea-forza del PIT, perseguendo la finalità ultima di uno sviluppo
Territoriale Metapontino
territoriale equilibrato, omogeneo e ambientalmente compatibile,
propone sostanzialmente l’integrazione delle polarità territoriali (area
costiera e aree collinari interne) e la integrazione intersettoriale, oltre
che la sostenibilità ambientale, dei comparti produttivi più significativi:
turismo e agricoltura.
Basilicata
PIT Marmo Platano –
Integrare e completare il modello globale di sviluppo dell’Area,
Melandro
introducendo azioni e percorsi di sviluppo maggiormente “ancorati” alle
specificità, alle vocazioni ed alle risorse peculiari proprie del territorio
(cultura, natura, produzioni tipiche e gastronomia). Riscoprire,
recuperare e mettere a valore le risorse ed il patrimonio culturale,
ambientale e naturalistico locale verso forme di turismo complementare
e non concorrenziale (con quello di massa offerto dalle regioni limitrofe)
e fortemente orientate a precise “nicchie” di mercato (turismo sociale,
rurale, sportivo-naturalistico, didattico-ambientale, religioso, ecc.);
Creare stabili ed adeguati servizi, per le imprese e per i cittadini, che
favoriscano forme di sviluppo sostenibile e realizzino migliori condizioni
di vita e, più in generale, sostengano le attività esistenti, promuovano
l’insediamento di nuove iniziative imprenditoriali ed incoraggino la
permanenza delle giovani generazioni sul territorio;
Basilicata
Basilicata
PIT Val D’Agri
Progetto Integrato Sviluppo
Urbano della città di
Potenza
Calabria
Rete ecologica Regionale
Vedi l’obiettivo generale
Crescita globale del sistema città e ricollocazione del Capoluogo nelle
nuove dinamiche di sviluppo territoriale della Regione
La Rete ecologica si configura come un’infrastruttura naturale e
ambientale che persegue il fine di interrelazionare e di connettere ambiti
territoriali che a vario titolo e grado presentano o dimostrano di avere
una suscettibilità ambientale più alta di altre e modellare in funzione di
una gamma di pressioni antropiche.
Calabria
Pit 4 – Area Alto Jonio
asentino: “Sibari, un
l’idea strategica del PIT si articola prioritariamente sul seguente sistema
integrato di azioni:
marcatore d’indentità per
a) tutela e valorizzazione dei beni archeologici e culturali, con
avviare un processo di
particolare riferimento ad interventi di conservazione e
sviluppo locale integrato”
rifunzionalizzazione e allo sviluppo di iniziative imprenditoriali;
b) promozione e fruizione dei prodotti turistici locali e realizzazione di
reti integrate di offerta turistica; creazione di nuova ricettività turistica
di qualità e qualificazione dell’offerta già esistenti;
c) riqualificazione e rivitalizzazione del tessuto urbanistico dei centri
storici minori; recupero di edifici di pregio storico e artistico;
miglioramento della qualità degli spazi pubblici;
224
segue (2) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
d) potenziamento della competitività del sistema locale della pesca in
un’ottica di sviluppo sostenibile;
e) sostegno alla nuova imprenditorialità, con particolare riferimento alle
iniziative condotte da giovani, donne e soggetti svantaggiati;
f) valorizzazione dei cluster e delle filiere produttive locali, anche
attraverso la nascita e la localizzazione di nuove imprese con buone
prospettive di crescita ed integrazione con il territorio e l’ambiente;
g) promozione di interventi innovativi nel campo dell’organizzazione,
della qualificazione dei servizi sociali, dell’inclusione sociale e lavorativa
delle fasce a rischio di esclusione;
h) sostegno e diffusione della società dell’informazione nel settore
pubblico e nei sistemi produttivi .
Calabria
Area PIT: 7 Basso Tirreno
onsentin : “MEMORIE”
L’intera idea strategica del PIT Basso Tirreno
onsentin si fonda sulla
qualificazione del sistema economico locale: produzioni tipiche artigiane,
produzioni tipiche agroalimentari, ambiente, paesaggio, offerta turistica
(che individua i suoi elementi portanti nel recupero dell’identità culturale
e nella valorizzazione del patrimonio architettonico, artistico,
ambientale) ecc.
Calabria
Area PIT 8 Serre Cosentine
Una città storica di caratteristiche uniche – marcatore d’identità per
tutta l’area, una catena di piccoli insediamenti storici di corona, un
sistema
onsentine
vallivo che manifesta dinamiche produttive vivaci
rispetto alla media regionale, un polo di RS&T di valenza sovraregionale,
funzioni innovative e pregiate: il biglietto da visita dell’area del PIT
Serre
onsentine è tra i più peculiari e ricchi di potenzialità. La
strategia del Progetto, agendo su un set identificato di punti di forza e
su alcuni punti di debolezza dell’area, mira a qualificare e mettere in
relazione le risorse territoriali, al fine di accrescere le qualità competitive
e migliorare l’offerta di territorio nonché di rafforzare l’identità e la
coesione sociale del sistema locale. Le linee d’azione principali sono:
a) rafforzare, in un’ottica di rete corta territoriale integrata, l’identità
culturale collettiva (luoghi, tradizioni, attività, stili di vita), migliorare la
qualità ambientale e di vita, creare nuove capacità o qualificare le
capacità attuali di apertura e relazioni con il mondo (le Serre
onsentine come punto di incontro di una rete internazionale e di
cultura mediterranea), aumentare la coesione sociale;
b) potenziare e qualificare il sistema produttivo dell’area (anche con
attrazione di risorse esterne) con interventi di miglioramento dei servizi
alle imprese, investimenti in settori innovativi, ispessimento delle
relazioni tra il sistema della ricerca e dell’innovazione e le imprese,
integrazione dell’offerta culturale, messa in rete dei servizi connessi alla
RS&T, al fine di promuovere un sistema distrettuale integrato di
“knowledge”.
225
segue (3) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
Calabria
Area PIT 12 Sila crotonese
L’idea strategica che si vuole conseguire è quella della valorizzazione, la
tutela del patrimonio ambientale naturale e culturale legato ai tre
elementi Terra – Acqua – Cultura, con l’introduzione di nuove pratiche
innovative nel mondo rurale, nel settore dei servizi legati al “BenEssere”, alle Terme, e nel settore delle PMI a vocazione con
miglioramento delle produzioni artigianali tipiche. L’idea forza si fonda
sulla capacità di ricondurre gli elementi Acqua (laghi, fiumi, terme),
Terra (monti, boschi, silvicoltura, collina, paesaggi, ambiente naturale e
rurale), Cultura (identità storico, religiosa, artistica, tradizioni,
produzioni artigianali tipiche locali), che esprimono il senso di
appartenenza e di identità delle popolazioni della Sila Crotonese, in un
sistema integrato che converge verso la valorizzazione e il
coinvolgimento di tutte le risorse dell’Area PIT.
Calabria
PIT 13 Area di Crotone
L’idea posta a base del PIT Crotone, maturata in seno all’Assemblea dei
“PITAGORA”
sindaci e condivisa dal partenariato, consiste nella creazione di un
distretto archeologico-turistico della Magna-grecia nel Marchesato
Crotonese. Essa è perseguita attraverso una strategia che, partendo
dalla valorizzazione dell’archeologia e della cultura magno-greca,
promuova una forma di turismo integrato in cui le potenzialità legate
alle risorse archeologico-culturali sono associate con le espressioni di
artigianato artistico (tradizione orafa, ecc.) e delle produzioni tipiche
(pecorino crotonese, vino, pane, ecc.), in una sintesi economica
positiva.
Calabria
PIT 14 Lamezia
L’idea di sviluppo che attraverso il PIT si intende attuare, consiste nel
recepire gli input di sviluppo che spontaneamente si sono generati nel
territorio trasformandoli, da iniziative frammentate e non collegate, in
un vero e proprio sistema locale integrato, attraverso l’irrobustimento
aziendale, la formazione, la cooperazione e l’attrazione di investimenti.
In sostanza, il progetto ha l’obiettivo di risolvere il paradosso che pone
imprese ed imprenditori “troppo piccoli” di fronte a risorse e prospettive
potenzialmente enormi, ma mal utilizzate dal singolo, inculcando e
sostenendo il valore della cooperazione come strumento principale di
sviluppo.
Calabria
PIT 15 – Valle del Crocchio:
Il PIT Valle del Crocchio intendendo valorizzare le diverse vocazioni,
“la fruibilità delle risorse e
ritiene che lo sviluppo dell’area non possa essere disgiunto da due
l’organizzazione delle
fattori determinanti:
competenze esistenti per la
il primo è costituito dalla presenza nell’area di alcuni settori di attività
competitività del territorio”
per i quali si recepiscono segnali chiari di potenziale sviluppo, tra i quali
emerge in maniera forte quello turistico ; il secondo fattore è costituito
dalla presenza di una forte concentrazione, che fa capo alla Città
capoluogo, di professionalità, di forme di aggregazione a diversi livelli e
di fermento nel settore dei servizi.
226
segue (4) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
L’idea strategica che il PIT vuole portare avanti, facendo leva proprio
sulle diverse vocazioni, consiste quindi nel mettere a sistema questi due
fattori di potenziale sviluppo, sostenendo i settori economici trainanti
per l’area, in particolar modo quello turistico, e, allo stesso tempo,
incentivando e promuovendo una migliore organizzazione delle
professionalità e delle competenze esistenti al fine di favorire lo sviluppo
di nuove modalità di offerta di servizi, sempre più con connotazioni di
punti di eccellenza e di qualità, facilitando le aggregazioni e le reti e
promuovendo l’innovazione e la condivisione delle esperienze, possano
fungere da stimolo e da lievito per lo sviluppo degli stessi settori
produttivi.
Calabria
PIT 16 Serre Calabresi: “un
L’idea-forza si fonda sul binomio “AMBIENTE-TURISMO” e si declina
modello di sviluppo turistico
mediante il programma di una serie di interventi integrati su quattro
ecosostenibile nelle Serre
macrosistemi:
Calabresi”
1. Migliorare la percezione dei sistemi urbani;
2. Migliorare il sistema costiero;
3. Collegare le realtà collinari con il litorale;
4. Creare nodi di attrazione turistica.
Calabria
Area PIT 22 Stretto
Il PIT in questione è organizzato intorno a un’idea guida che individua
“Distretto Integrato”
nello sviluppo intersettoriale e nella caratterizzazione delle peculiarità
del sistema i fattori di successo sui quali si dovrà puntare. L’idea
strategica sottintende la volontà di puntare prioritariamente allo
sviluppo endogeno e alla valorizzazione delle risorse locali, umane,
materiali e immateriali,
reazione
la
reazione, il potenziamento e
l’integrazione di quelli che già oggi possono essere considerati “bacini
produttivi locali” nell’ottica dei sistemi locali di sviluppo.
Campania
Campania
Pit Distretto industriale S.
Tessile – abbigliamento all’ombra del Vesuvio: opportunità e sfida per
Giuseppe Vesuviano
l’intera economia regionale”
PIT “Grande attrattore
Il progetto mira alla:
Campi Flegri”
1) strutturazione di un itinerario di visita architettonico – archeologico –
paesistico di valenza internazionale, costituito da alcuni grandi poli di
visita (Pozzuoli, Baia,
isors, Monte di Procida – Cappella, lago Fusaro,
Cuma, lago di Averno, Quarto) connessi da percorsi di varia natura:
nuovi ed antichi tunnel scavati nel tufo; strade romane sommerse,
sentieri archeologico – naturalistici, percorsi su ferro, vie del mare per
innescare:
2) lo sviluppo di un sistema culturale, ricettivo e produttivo,
strettamente collegato al grande patrimonio esistente.
Campania
PIT Itinerario culturale
l’idea forzaconsiste nella costruzione di un itinerario culturale che punti
“Valle dell’Ofanto”
che punti alla valorizzazione del’intreccio tra gli aspetti storici,
archeologici e naturalistici del territorio irpino.
Campania
PIT “Grande attrattore
L’idea forza mira ad attribuire una funzione turistico culturale ai centri di
Paestum-Velia”
Ascea e di Capaccio nell’ambito della provincia di Salerno
227
segue (5) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
Campania
PIT “Città di Napoli”
L’idea forza attorno al quale si sviluppa il PI della città di Napoli si
sostanzia nel recupero, riqualificazione e valorizzazione dell’asse cittàmare e centro-periferia. Tale idea-forza si incentra su tre variabili di
rottura individuate:
- rottura con il degrado fisico per puntare alla riqualificazione urbana e
territoriale migliorando l’accesso alla città e riqualificando le aree
industriali dimesse ed i nodi lungo l’asse di accesso;
- rottura con il degrado economico per puntare al rilancio qualificato e
moderno dell’apparato produttivo riqualificando e rilanciando la
tradizione artigianale e
isorse
azi dell’area;
- rottura con l’emarginanazione sociale per puntare all’innalzamento
della qualità della partecipazione alla vita collettiva, riqualificando il
capitale umano rispetto alle direttrici di sviluppo
Campania
PIT “ Salerno Città
Il programma del PI “Salerno città dell’eccellenza” rivela un bisogno
dell’eccellenza”
reale della città di trovare una sua dimensione specifica nel contesto
dello sviluppo regionale: In
isors senso il PIT, puntando al
conseguimento dell’eccellenza dei servizi della città di Salerno, dà un
ulteriore spinta alle dinamiche e alle politiche di riqualificazione e
sviluppo già in atto nella città, rendendola più competitiva nel contesto
europeo e mediterraneo, diventando il vero motore dello sviluppo
sostenibile.
Campania
PIT “Città di Avellino”
L’idea forza intorno al quale si sviluppa il PI della città di Avellino si
sostanzia nel recupero, riqualificazione e
isorse
azione delle
isorse
storico-culturali e ambientali del territorio, intervenendo in maniera
integrata e sistematica sui fenomeni di inutilizzo, degrado ed abbandono
di risorse storiche ed ambientali strategiche sia per lo sviluppo del
territorio che per il miglioramento della qualità della vita.
Campania
PIT “Grande attrattore
l’idea forza è sinteticamente descritta dall’espressione: “Certosa di
Certosa di Padula”
Padula per un sistema turistico-culturale del Vallo di Diano. In dettaglio,
essa consiste nell’utilizzare il progetto di valorizzazione e promozione
della Certosa di Padula per i8nnescare un processo di sviluppo
“integrato” e “sostenibile”, che si estenda all’interno del territorio del
Vallo di Diano allo scopo di esaltarne le risorse e le potenzialità
configurando il comprensorio come un’identità turistico-culturale.
Campania
PIT “Grande attrattore
L’idea forza del PI “Reggia di Caserta” è rappresentata dalla volontà di
Reggia di Caserta”
recupererare alla città la sua tradizionale vocazione turistica nazionale e
internazionale, promuovendo, al tempo stesso, il passaggio da un
turismo “mordi e fuggi” ad un turismo stanziale,
olfora ic non solo
l’eleiminaziomne della “barriera” tra le Reggia e la Città, ma anche
attraverso azioni rivolte al miglioramento della qualità ambientale
(decongestionando il traffico, razionalizzando l’ubicazione dei servizi,
incrementando la dotazione infrastrutturale) ed al potenziamento
dell’offerta turistica, attraverso anche la
olfora icazione dei suoi
borghi. Il tutto, avendo una cura particolare anche per la “formazione al
berne culturale”, patrimonio del passato e risorsa per il futuro
228
segue (6) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
Campania
PIT “Benevento: il futuro
L’idea forza del progetto integrato si fonda sul recupero e sulla
nella storia”
riqualificazione del centro storico per lo sviluppo di attività culturali,
congressuali e di servizi direzionali. E’ finalizzata alla rivitalizzazione
dell’intero tessuto imprenditoriale (artigianato compatibile e commercio)
in un’ottica di riorganizzazione urbanistica complessiva e rafforzamento
del sistema turistico mediante la messa a rete, la valorizzazione e la
messa in sicurezza dei beni storico-architettonico-ambientali. Il tutto in
un’ottica di sviluppo coerente con gli obiettivi di sostenibilità ambientale
Campania
PIT Distretto industriali
L’idea forza ha come obiettivo lo sviluppo dell’area del distretto
“Calitri”
attraverso la crescita di un sistema di relazione tra le imprese del
territorio sfruttando l’opportunità di crescita offerta dagli investimenti
realizzati nell’area da investitori esterni. Ciò richiede l’attuazione di 4
linee d’azione con interventi che mirano :
- al rafforzamento del capitale sociale,
- al miglioramento della competitività delle imprese e del sistema
territoriale, nonché dell’efficienza della PA,
- alla crescita della qualità dell’imprenditoria locale e del numero degli
imprenditori,
- l’attivazione di un catalizzatore della crescita rappresentato dsal Polo
del Denim, attraverso l’incentivazione alla localizzazione nell’area di
alcune imprese della filiera TA
Campania
PIT “Piana del Sele”
Riqualificazione ambientale tesa alla valorizzazione dell’area in chiave
sostenibile, con particolare riferimento al corso del fiume Sele e alla
messa in sicurezza, tenendo conto della originaria vocazione agricola ed
in un quadro di sviluppo ordinato ed armonico del turismo balneare, di
quello culturale e di quello rurale
Campania
PIT “Città del Fare”
Rafforzamento della competitività del “sistema-territorio” della Città del
Fare in quanto soggetto produttore complesso.
Campania
PIT “Borgo Terminio
Creazione di un sistema integrato turistico mediante la realizzazione ed
Cervialto”
il recupero di infrastrutture finalizzate all’incremento dei flussi turistici
dell’area del Laceno
Campania
PIT “Parco Regionale del
Taburno Camposauro”
Campania
Realizzare un modello di sviluppo locale ecosostenibile
P.I.T. “Distretto Industriale
Promuovere la crescita e la competitività del tessuto produttivo
di
regionale mediante azioni di sostegno volte all’acquisizione di servizi
olfora”
reali, alla promozione della sostenibilità ambientale e agli investimenti
materiali e immateriali nel settore industri
Campania
P.I.T. –“Parco Regionale di
Roccamonfina – Foce del
Realizzare un modello di sviluppo locale ecosostenibile
Garigliano”
Campania
PIT – Parco Regionale del
Matese
Campania
PIT “S.S. APPIA”
Realizzare un modello di sviluppo locale ecosostenibile
Ripristinare le condizioni di agibilità del territorio mediante la
restituzione dei requisiti ambientali minimi di fruizione
territoriale,ridisegnare la qualità delle area di insediamento produttivo
mediante azioni di infrastrutturazioni ed urbanizzazione
qualitativamente elevati
229
segue (7) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
Campania
PIT “Area Giuglianese”
Realizzazione di poli integrati destinati alla creazione di attività
industriali, artigianali e di servizio come veicolo di creazione di
opportunità
Campania
Campania
PIT “Filiera turistica
Implementazione e promozione di una logica di tipo aggregativo delle
Enogastronomica”
risorse enogastonomiche, culturali presenti nel territorio campano
PIT - Area Nolana - Clanio
Realizzazione di un ecocomprensorio intercomunale caratterizzato da
innovazione di gestione e dall'agglomerazione di risorse su cluster
progettuali connessi, selezionati sulla loro capacità di innescare processi
aggiuntivi di sviluppo e di garantire la filiera della sicurezza ambientale.
Campania
PIT - Penisola Amalfitana e
Diversificazione dell'offerta turistica per lo sviluppo del turismo di qualità
Sorrentina
mediante azioni integrate volte al potenziamento e alla riqualificazione
del sistema di accoglienza e della mobilità
Campania
PIT “Distretto Industriale
Promuovere la crescita e la competitività del tessuto produttivo
Sant’Agata dei Goti”
regionale mediante azioni di sostegno volte all'acquisizione di servizi
reali, alla promozione della sostenibilità ambientale e agli investimenti
materiali e immateriali nel settore industriale di riferimento
Campania
PIT “Agro Monti Picentini”
Creazione di un sitema turistico integrato: sviluppo e promozione del
turismo culturale, scientifico e ambientale, attraverso il recupero e la
valorizzazione del patrimonio storico-culturale e ambientale esistente.
Campania
PIT “Itinerario Direttrice
Recupero generalizzato dei centri antichi e dei caratteri individuali di
Monti Trebulani-Matese”
ciascun borgo, unitamente alla valorizzazione del patrimonio
naturalistico
Campania
PIT - Valle dell’Irno
Valorizzazione dell'Università degli Studi di Salerno che viene individuata
come elemento attrattore in grado di stimolare promozione e sviluppo
della ricerca scientifica
Campania
PIT “Portualità turistica”
Riqualificazione e potenziamento del sistema portuale turistico per il
diportismo nautico.
Campania
PIT - Protofiliere Provinciali
Concentrare gli interventi per la creazione e la rifunzionalizzazione di
aree attrezzate. Realizzazione di collegamenti materiali e immateriali per
il sostegno alle attività industriali e di servizio
Molise
Progetto integrato “Medio
Il patrimonio e la comunità nell’area PIT: un occasione per esaltare il
Trigno”
valore dell’equilibrio tra la natura e l’uomo. L’idea forza prevista nella
proposta progettuale è in sintesi: “la realizzazione di un sistema di
fruizione del patrimonio naturale dei siti comunitari e nazionali proposti
per la Rete europea Natura 2000 e del patrimonio storico culturale
dell’area; un sistema disegnato sia come strumento di tutela e
valorizzazione, ma anche come fattore di mobilitazione per uno sviluppo
compatibile e sostenibile del territorio”. Il “core project” del PIT è una
rete di valorizzazione dei tre siti: Fiume Trigno (Confluenza Verrino /
Castellelce), Torrente Rivo, Montemauro – Selva di Montefalcone.
Molise
Progetto Integrato
Realizzare un sistema di ospitalità e fruizione del patrimonio culturale
“Minoranze linguistiche
connesso alle minoranze linguistiche arbëresh e hrvatski del Molise; un
storiche arbërësh e croata”
sistema che è sia uno strumento di tutela e valorizzazione, ma anche il
fattore di mobilitazione per un sviluppo compatibile e sostenibile del
territorio. Il core project del PI è una rete di caffè linguistico-etnografici;
una rete di accesso al “museo linguistico”: il territorio del PI.”
230
segue (8) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
Molise
P.I. “Sistema locale offerta
L’idea-forza del PI Alto-Molise intende valorizzare i caratteri di
turistica alto Molise”
omogeneità dell’area, frutto di un sistema economico e sociale che nel
tempo si è sviluppato in funzione della natura
montana del paesaggio, che, pur non essendo più conforme agli attuali
stili di vita, conserva elementi di rintracciabilità facilmente percepibili da
parte del visitatore esterno.
L’idea – Forza del PI Alto – Molise pone il modello di S.L.O.T. come
punto di riferimento nella strategia di sviluppo locale dell’area finalizzata
ad incentivare le forme di turismo
compatibili con gli aspetti vocazionali del territorio agendo sulla
domanda in un’ottica integrata. Lo S.L.O.T., inoltre, è parte integrante
del titolo dell’idea – forza a testimonianza
della volontà del partenariato di individuare modelli differenziati di
offerta turistica che abbiano nei caratteri di omogeneità del territorio di
riferimento i fattori di univocità che,
opportunamente strutturati, dovranno garantire la possibilità di attivare
strategie di marketing del territorio basate sulla matrice ambientale e di
azioni strettamente dipendenti da tale
matrice.
Molise
P.I. “Civiltà dell’acqua”
Il progetto integrato “Civiltà dell’acqua” propone la seguente idea-forza:
“azioni volte ad individuare la cultura e i contenitori storicizzati presenti
nell’area come nodi di diffusione della cultura in stretto rapporto con i
sistemi produttivi”. Pertanto, il progetto: “pone particolare attenzione a
tutte le filiere produttive presenti nel sistema d’area che offrono le
maggiori possibilità di godere della visibilità offerta dalle infrastrutture
culturali, anche per effetto della erogazione di servizi multimediali”. Il PI
in oggetto intende, inoltre, riequilibrare le aree di insediamento
produttivo e le aree marginali: “Il connubio tra i due aspetti è assicurato
da un profilo di integrazione che vede nel turismo associato ai bisogni di
un target peculiare la risposta in termini di effettiva funzionalità tra i
due ambiti”. Infine, individua una “strategia d’intervento capace di
integrare l’azione turistica rispetto alle esigenze di sviluppo dei comparti
industriali con particolare riguardo a due aspetti di fondo:
· l’incremento dell’offerta ricettiva a supporto dei bacini produttivi con
un’offerta qualificata di strutture complementari per il turismo d’affari;
· l’incremento di strutture ricreative volte a stimolare la traduzione del
turismo d’affari in maggiore presenza”.
Molise
P.I. E-MOLISE - diffusione
l'idea - forza del P.I. si basa sulla NEW-ECONOMY, quale modello di
della new economy nel
business capace di garantire una maggiore penetrazione commerciale e
Molise interno
una migliore organizzazione dei processi di produzione delle imprese
P.I. Per uno sviluppo
Riequilibrio fra aree costiere ed aree interne, attraverso l’attivazione di 4
equilibrato e armonioso
direttrici di sviluppo:
interessate nei vari comparti dell'economia.
Molise
- turismo;
- filiera agro-alimentare;
- ruralità;
231
segue (9) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
- attività produttive.
Molise
P.I. Ambiente, turismo e
“Mettere a sistema le risorse ambientali, paesaggistiche, storiche e
impresa. Un’integrazione
culturali del territorio favorendo nel contempo lo sviluppo di processi
possibile per lo sviluppo
imprenditoriali in grado di creare “valore” da queste potenzialità in un
diffuso
contesto di costante attenzione al soddisfacimento dei nuovi fabbisogni
PIT N.3 - Area
Il Progetto Integrato Territoriale n.3 assume come idea forza il
Metropolitana - s.p.l. Bari
consolidamento del polo di reti e nodi di servizi presente nell'area
della popolazione”.
Puglia
metropolitana sia rispetto alle infrastrutture di logistica e di trasporto,
sia rispetto ai servizi innovativi di rete basati sull'offerta di prestazioni
della Società della Conoscenza.
In altri termini, l'idea forza del PIT n. 3 è quella di strutturare una rete
integrata e suscettibile di espansione volta a costituire un'offerta di
territorio come "sistema" in cui abbia premio la sicurezza e lo sviluppo
delle infrastrutture di base e della conoscenza come condizione
permanente della qualità della vita dei cittadini e dello sviluppo del
sistema produttivo e dove lo sviluppo sia orientato secondo logiche di
rispetto e valorizzazione delle pari opportunità.
Puglia
PIT N. 7 - Sviluppo di un
sistema integrato di servizi
di logistica e distribuzione
in grado di favorire la
connessione tra l'asse nordsud interno alla regione e la
comunicazione con le altre
Sviluppo di un sistema integrato di servizi di logistica e distribuzione in
grado di favorire la connessione tra l’asse Nord-Sud interno alla Regione
e la comunicazione con le altre direttrici dei Corridoi internazionali n.8 e
n.10.
direttrici dei Corridoi
internazionali n. 8 e n. 10
Puglia
PIT n. 8 - Sviluppo ed
L’idea forza del PIT 8 consiste nello “Sviluppo ed innovazione
innovazione dell’economia
dell’economia agricola e rurale attraverso l’integrazione e la
agricola e rurale attraverso
diversificazione produttiva” . Essa dunque identifica lo “spzio rurale ed
l’integrazione e la
agricolo”, vero motore dell’economia agriola de terrritorio, come
“elemento di impresa”.
diversificazione produttiva-
Lo sviluppo del Distretto Agroalimentare di Qualità, risponderebbe ad
Area Jonico-salentina.
una esigenza che viene dal basso, dagli imprenditori agricoli, dai fruitori,
da tutte le rappresentanze di categoria ed in generale ad tutto il tessuto
produttivo.
Puglia
PIT n. 6- Sviluppo di un
Sistema Logistico
Distributivo legato alle più
importanti direttrici
internazionali che muove
dagli investimenti in corso
Sviluppo di un sistema integrato logistico-distributivo legato alle più
importanti direttrici internazioni che muove dagli investimenti in corso di
realizzazione nell’area.
di realizzazione nell'area di
Taranto
232
segue (10) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
Puglia
PIT. n. 10 - Monti Dauni
Sviluppo ed innovazione dell’economia del Sub Appenino Dauno
attraverso la messa in sicurezza del territorio, la tutela e la salvaguardia
delle risorse ambientali e naturali, la valorizzazione e la promozione del
binomio produzioni tipiche-turismo.
Puglia
PIT n. 2 - Nord Barese
Favorire l'evoluzione del sistema manifatturiero da una fase di
internazionalizzazione passiva ad una nuova fase di
internazionalizzazione attiva, attraverso appropriati processi di
innovazione prodotto/mercato.
Puglia
PIT n. 9 - Territorio
L’idea forza del PIT n. 9 è sintetizzabiel nel “consolidamento ed
Salentino -Leccese
innovazione del sistema produttivo locale incentrato sulla presenza
diffusa di imprese manifatturiere”.
Ciò sarà possibile mettendo in rete le PMI del territorio, creando nuovi
margini di competitività fondati sull’innovazione, sulla valorizzazione del
capitale umano, sull’efficienza della Pubblica Amministrazione.
Puglia
PIT n.4 - Area della Murgia
Potenziare i processi di sviluppo dell'Area promovendo e consolidando le
dinamiche di sviluppo dei due sistemi locali presenti, nella direzione
della integrazione della filiera agroalimentare e del completamento della
filiera del mobile imbottito, non disgiunto dal rafforzamento in termini di
innovazione ed utilizzo dei servizi reali che qualificano il prodotto, e
degli altri settori produttivi presenti nell'area al fine di favorirne la
permanenza sui mercati nazionali ed esteri in termini di competitività
Puglia
PIT n.5 - Valle D’Itria
L'idea-forza si fondasul consolidamento del tessuto produttivo presente
nell'area, che ha la sua forza nella diversificazione (settore tessile e
abbigliamento, agro-alimentare, produzioni informatiche e servizi reali
alle imprese) e che ha tra le sue priorità la necessità di:
- trasferire la capacità competitiva verso fattori non di prezzo,
sviluppando la commercializzazione diretta, il riallineamento delle
imprese parzialmente o totalmente sommerse ed il potenziamento della
capacità competitiva delle imprese presenti;
- potenziare il settore attraverso la creazione di un sistema di offerta
integrato, l'ampliamento delle capacità di innovazione tecnologica e la
incentivazione del processo di internazionalizzazione del tessuto
economico locale;
- rafforzare l' identità di distretto, ancora oggi scarsamente avvertita, e
di trasmetterla e renderla visibile ai mercati non solo di sbocco ma
anche di approvvigionamento.
Sardegna
Progetto Integrato
Territoriale CA4 Area vasta
sud occidentale
Sardegna
Costruzione della città ambientale attraverso l’integrazione tra la ricerca
ed i processi di sviluppo legati alle filiere e all’agricoltura
Progetto integrato
territoriale SS1 IL
Capoluogo nella Città
Rafforzare il sistema metropolitano di area vasta
ambientale nel Golfo
dell’Asinara
233
segue (11) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
Sardegna
Progetto Integrato
Territoriale CA4 Qualità
della vita a cagliari: città
Rendere Cagliari città della qualità ambientale
ambientale e turistica senza
le perifierie
Sardegna
Progetto Integrato
Territoriale SS7 Porta
d’Europa terra
Sviluppo di un sistema turistico integrato
dell’accoglienza
Sardegna
Progetto Integrato
Territoriale OR3 Barigadu,
Ghilarzese, Grighine,
Incentivare le risorse presenti nel territorio
Marmilla
Sardegna
Progetto Integrato
Territoriale NU4 Sarcidano
Barbagia di Seulo
Sardegna
Sviluppo integrato del sistema turistico e delle produzioni tipiche di
filiera.
Progetto Integrato
Valorizzare, consolidare e sviluppare il ruolo della città per una logica di
Territoriale “Oristano 2”
espansione, modernizzazione e adeguamento dei servizi e delle
infrastrutture
Sardegna
Sardegna
Progetto Integrato
Creazione di un circuito integrato di qualità che coinvolga insieme
Territoriale CA4 “Area vasta
specifici settori dell’agroalimentare con attività turistiche du fruizione del
Cagliari Sud Est”
patrimonio storico popolare.
Progetto integrato
territoriale SS4 Anglona
Gallura “Dal turismo
monoprodotto al turismo
Sviluppare e riequilibrare il territorio passsando da un tipo di turismo
tradizionale e monoprodotto ad un turismo innovativo di tipo integrato.
innovativo integrato”
Sicilia
PIT 1-Tindari Nebrodi
Avviare lo sviluppo di un sistema turistico-culturale partendo, da un lato
dal potenziamento qualitativo e quantitativo dell’offerta turisticaculturale, dall’altro grazie alla vocazione agricola dell’area, dal
rafforzamento delle filiere agro-alimentari relative alle produzioni
agricole.
Sicilia
PIT 2 - Quattro Città e un
L’idea forza consiste nel realizzare all’interno del sistema degli Iblei,
parco per vivere gli Iblei
individuato nel POR 2000/2006 come sistema ad alta naturalità da
inserire nella rete ecologica siciliana, un parco suburbano nel quale
sviluppare nuove attività economiche legate ad uno sviluppo sostenibile
delle risorse presenti che rappresentano i punti di forza dell’ambito
territoriale
Sicilia
PIT 3 - Il comprensorio di
Passaggio da una industria prevalentemente petrolchimica/chimica, fino
Gela
ad oggi attore e dello sviluppo economico dell’area di Gela, ad uno
sviluppo, multisettoriale, autopropulsivo e sostenibile del tessuto
economico-sociale locale. sviluppo che deve condurre ad un nuovo e
diverso equilibrio economico-sociale rispetto alla situazione fino ad oggi
prevalente.
234
segue (12) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
Sicilia
PIT 7 - Palermo capitale
L’idea forza del PIT proposto parte dall’assunto che il territorio del
dell'Euro-Mediterraneo
Comune di Palermo, collocato in un’area a forte valenza strategica per lo
sviluppo dell’economia del Mediterraneo, non è ad oggi attrezzato per
sostenere concretamente questo ruolo mancando di un modello di
sviluppo in grado di integrare tra loro tutti i punti di forza del territorio
(la collocazione geografica che la pone al centro dell’euromediterraneo,
il patrimonio culturale multifattoriale e multidisciplinare, la presenza di
particolari fattori endogeni che rendono il territorio potenzialmente
competitivo – quali la dorsale mondiale delle telecomunicazioni, le
particolari condizioni ambientali e climatiche ed il fatto di essere il punto
di snodo – anche per il trasporto aereo - per il turismo della sicilia
occidentale, etc...) traendone un valore aggiunto di rottura all’attuale
sistema socio-economico. lo sviluppo del modello di intervento delineato
a partire dall’idea forza dovrà quindi riuscire a realizzare tutte le
potenzialità offerte alla città di palermo dall’apertura dell’area di libero
scambio, trasformandola da “corridoio” di connessione tra l’Europa ed il
Mediterraneo a “centro strategico” dell’euromediterraneo
e quindi affermandola quale luogo di attrazione di funzioni e servizi
specializzati
Sicilia
PIT 8-Valle del Torto e dei
L’idea forza del PIT consiste nel definire una forte immagine territoriale
Feudi
unitaria, così da facilitare il processo di identificazione dei prodotti e dei
servizi offerti nell’area. l’intento è quello di costituire un distretto rurale
di qualità coeso al suo interno e riconoscibile all’esterno, facendo di tale
distretto lo strumento per perseguire uno sviluppo equilibrato e
sostenibile sul territorio della valle del torto e dei feudi
Sicilia
PIT 9-Ecomuseo del
Rafforzamento della capacità attrattiva dell’intero comprensorio, a
Mediterraneo
partire dai poli di eccellenza riconosciuti a livello internazionale,
attraverso la valorizzazione delle risorse storiche e culturali e il
riconoscimento della cultura legata ai luoghi, ai mestieri, alle tradizioni.
in tale prospettiva si intende quindi valorizzare l’insieme delle risorse
locali mediante nuove forme organizzativa dell’offerta turistica secondo
logiche di distretto, con potenziamento della vocazione
internazionalistica del territorio e delle economie connesse turismo
Sicilia
PIT 10-Sinergie per
Realizzare un sistema reticolare di servizi e di animazione economica,
competere
finalizzato allo sviluppo e consolidamento delle diverse realtà
imprenditoriali e alla valorizzazione delle potenzialità insediative
dell'area del PIT. In particolare gli interventi sono indirizzati ad alcuni
comparti con buone potenzialità di crescita quali il tessile, gomma e
plastica, agro-industria, filiera lattiero-casearia, definiti come distretti in
embrione nei recenti studi del CENSIS. A tal fine si procederà al
completamento, al potenziamento e alla riqualificazione delle aree
produttive e alla creazione di un sistema di servizi alle imprese integrato
e coordinato
235
segue (13) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
Sicilia
PIT 11-Enna: turismo tra
Realizzare un sistema turistico integrato, diffuso e multiprodotto nel
archeologia e natura
versante meridionale della provincia regionale di Enna. la creazione di
tale sistema turistico poggia sull’idea e sulla volontà condivisa e
partecipata di rafforzamento e valorizzazione dell’identità territoriale e di
promozione e fruibilità delle risorse locali; un sistema di fruizione delle
risorse territoriali, rappresentate dal patrimonio dei beni culturali ed
ambientali e dalla ricchezza delle risorse gastronomiche e dell’identità
locale, in grado di attrarre un flusso turistico stabile e di promuovere
una complessiva valorizzazione integrata delle produzioni e delle risorse
del territorio
Sicilia
PIT 12-Eolo, Scilla, Cariddi
Eolo, Scilla e Cariddi, l’insularità e lo stretto portale del Mediterraneo.
Messina da “CITTÀ DEGLI APPRODi” ad “AREA DEGLI SCAMBI” integrata
con il distretto turistico delle Isole Eolie e con il sistema territoriale
sovraregionale dello stretto
Sicilia
PIT 13-Dal turismo
Creazione di un sistema turistico integrato, policentrico e multiprodotto
tradizionale ad un sistema
nel versante ionico della provincia regionale di Messina. lTale creazione
turistico locale
dovrà essere implementata attraverso il rafforzamento condiviso e
partecipato dell’identità territoriale e la valorizzazione delle risorse locali
già presenti sul territorio
Sicilia
PIT 14-Sistema turistico
Innalzare la qualità dell’offerta turistica dell’area interessata,
integrato della costa centro-
migliorando i servizi esistenti e promuovendo la creazione di nuovi
settentrionale
prodotti turistici. Tale PIT intende creare le condizioni affinché il
territorio sia in grado di presentarsi sul mercato internazionale come
meta turistica non solo balneare, ma soprattutto ambientale
Sicilia
PIT 15-Demetra
Sistema di alta qualità dell’offerta turistica e della produzione agricola
ed agroalimentare della Sicilia centro meridionale, il modello, organico
ed integrato, si sviluppa secondo quattro linee fondamentali: 1) la
valorizzazione del patrimonio naturalistico, etnoantropologico, artistico
ed architettonico; 2) la valorizzazione e l’incentivazione del ruolo svolto
dalle produzioni agricole ed agroalimentari di qualità e biologiche e dalle
piccole e medie imprese, artigianali e commerciali, collegate a questo
settore; 3) la promozione di strutture, sistemi, spazi attrezzati, itinerari
integrati e servizi aggiuntivi in una prospettiva di promozione turistica;
4) interventi trasversali incentrati su attività di formazione specializzata
di medio ed alto livello nei settori della produzione agricola di qualità e
nei settori dei beni culturali e del turismo
236
segue (14) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
Sicilia
PIT 16-Le economie del
Fare del territorio l’oggetto di un progetto di condivisione delle
turismo Calatino Sud
conoscenze, dei linguaggi e dei significati che produca identità,
Simeto
permettendo agli uomini in esso presenti di scoprire le ragioni e i
vantaggi della loro vicinanza fisica ed elaborare la loro intelligenza
collettiva per perseguire insieme uno sviluppo equo e duraturo. Ciò
significa elaborare una progettualità nell'ambito della quale i soggetti
locali e le istituzioni siano in grado di valorizzare l'ambiente nel suo
complesso, di intervenire insieme, di creare punti di contatto fra settori
diversi facendo in modo di mantenere in loco il massimo del valore
aggiunto ed infine di entrare in contatto con altri territori e con il resto
del mondo, ciò si deve necessariamente riflettere in un potenziamento
della capacità attrattiva e della funzione ospitale dello stesso
Sicilia
PIT 17-Torri e castelli:
Costruzione di un sistema turistico, creando un “PONTE” fra entroterra e
turismo integrato a nord
costa, superando le rigidità del passato e ogni possibilità di conflitto, e
ovest di Palermo
dare vita a un distretto turistico mari-monti. Il turista, al di là del posto
dove risiede, potrà così individuare percorsi differenziati ed integrati,
opportunamente sostenuti da una campagna di promozione e
motivazione, e visitare sia le zone interne che costiere, distribuendo i
benefici effetti della sua presenza su tutto il territorio. Il progetto
realizzerà il passaggio del comprensorio da territorio turistico a sistema
turistico.
Sicilia
PIT 19-Alto Belice
Tra natura e prodotti tipici, un grande parco per il turismo e il tempo
Corleonese
libero, indica una possibilità suggestiva. l’idea forza del PIT riguarda la
realizzazione di un sistema di offerta integrata - prodotti e sistema
ospitale - per la fruizione compatibile del territorio, in un’ottica di
integrazione amministrativa e di concertazione, favorendo le possibilità
di crescita e di formazione di imprese di produzione legate alle tipicità
locali e di servizi turistici.il Progetto Integrato Territoriale promuove la
realizzazione di azioni ed interventi, secondo una logica di integrazione,
per infrastrutture, funzioni e servizi destinati a segmenti specifici della
domanda di fruizione del territorio. Il progetto interviene nel territorio
per valorizzare e mettere a sistema risorse e beni disponibili, costituiti
dal ricco patrimonio di aree di pregio naturalistico, dai siti archeologici e
dalle emergenze monumentali, dall’articolato sistema delle produzioni
locali. Il pit, pertanto, opera per valorizzare le risorse fisiche e umane
del territorio
Sicilia
PIT 21-Polo turistico Tirreno
L’ipotesi di PIT si incentra su un’idea forza che riguarda la creazione di
centrale
un polo turistico del Tirreno Centrale, rafforzando da un lato l’offerta di
strutture e servizi turistici in termini quali -quantitativi e dall’altro
valorizzando il patrimonio storico culturale - al fine di una fruizione
integrata del territorio. L’obiettivo è quello di avviare lo sviluppo di un
sistema turistico-culturale che veda l’integrazione delle zone
dell’entroterra e le zone della fascia costiera al fine di potenziare
l’attuale flusso turistico di tipo balneare e di sviluppare tipologie di
turismo complementare (élite, rurale, culturale)
237
segue (15) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
Sicilia
PIT 22-La via dell'argilla
Il PIT disegna un insieme di interventi integrati e coordinati che, facendo
leva sulla crescita quantitativa, qualitativa, tecnologica di un settore
produttivo ad elevato grado di “VOCAZIONE” territoriale, avvii uno
sviluppo autosostenuto dell’intera economia locale, tramite
l’introduzione di elementi innovativi in grado di produrre effetti
sull’intero comparto produttivo del territorio. Il fine ultimo e generale
del PIT è quello di creare le condizioni per uno sviluppo economico e
competitivo del territorio che assuma caratteristiche di compatibilità
ambientale e riequilibrio territoriale. Il settore individuato è costituito
dalle attività relative all’estrazione e lavorazione dell’argilla, alla
produzione dei materiali per l’edilizia, dei materiali da costruzione e dei
materiali compositi in generale
Sicilia
PIT 23-Magazzolo platani
L’idea forza è rappresentata da un progetto di marketing territoriale
sicani dell'agrigentino
basato sulla comunicazione culturale e socio-economica delle peculiarità
del “SISTEMA INTEGRATO AD ALTA NATURALITÀ DEI MONTI SICANI” e
della Valle del Platani, area ad altissimo pregio ambientale
Sicilia
PIT 24-Etna
Sviluppo equilibrato, tutela, e fruizione del territorio dell’etna e del suo
parco sui diversi versanti: sul versante simeto, la fruizione turistico
culturale e ambientale sinergica alla promozione anche dell’agricoltura
tipica e biologica e dell’artigianato di qualità; sul versante nord, la
fruizione turistica in raccordo con i due Parchi dei Nebrodi e dell’Etna e
con il versante dell’Alcantara nonché con l’area costiera (e il suo porto
turistico).
Sicilia
PIT 26-Aquae labodes
Costruire una rete per puntare sulla crescita di alcuni settori economici
ritenuti promettenti per dare un valore aggiunto al territorio. Si tratta,
cioè, di realizzare un sistema integrato per la valorizzazione di AQUAE
LABODES: terme, cultura e natura. Quindi un’ipotesi originale per lo
sviluppo di un’economia territoriale fondata su un uso innovativo e
sull’incremento delle risorse locali disponibili, come ad esempio la
valorizzazione diella risorsa naturale delle terme.
Sicilia
PIT 28-Hyblon-tukles
L’idea forza del PIT è di “RICONQUISTARE CULTURALMENTE LE GENTI
DI HYBLON E TUKLES”, per consentire loro di riappropriarsi dell’antica
dignità derivante dalle radici storiche e culturali perché le stesse
sentano il bisogno di “RIALLOCARSI NELL’ECO-VILLAGGIO IBLEO” e,
stimolati dalle nuove condizioni di tipo sociale, culturale ed economico,
innovino l’economia locale mediante una nuova forma di presidio e
valorizzazione del territorio e attraverso il ripristino di funzioni
ecologiche di interesse “ULTRA LOCALE”, che garantiscano uno sviluppo
eco-compatibile dell’area. In particolare, l’attenzione si è concentrata
principalmente sul sistema delle risorse ambientali e culturali dell’area,
sulle eccellenze e le potenzialità che contraddistinguono i sistemi
imprenditoriali e i relativi sbocchi occupazionali, sulle innovazioni
istituzionali fondate sul protagonismo delle istituzioni locali, delle
imprese e delle loro associazioni, della società civile.
238
segue (16) Elenco dei PI per Regione ed idea forza/strategica
Sicilia
PIT 29-Bio-valley
L’idea forza ruota sull’ipotesi di “CREARE LE CONDIZIONI PER UNO
SVILUPPO SOSTENIBILE E DI QUALITÀ, ORIGINALITÀ ED
INNOVATIVITÀ”. La capacità di innovatività è nella volontà comune e
nell’approccio metodologico unitario: le amministrazioni locali ed il
tessuto economico insieme per fare sistema e sviluppo perseguendo
comuni obiettivi, puntando sulla forza d’impatto di un’idea unitaria,
unificante e univoca di BIOVALLEY.si punta all’identificazione del
marchio BIOVALLEY come sinonimo di prodotto biologico e di qualità, dal
forte valore aggiunto, consapevoli e convinti che solo dalle sinergie tra i
differenti sistemi si possa dare identità e qualità totali.
Sicilia
PIT 31-Sistema turistico
L’idea forza del PIT Madonie consiste nella nascita e nel consolidamento
integrato diffuso delle
di un Sistema Territoriale Integrato, che fonda il proprio benessere
madonie
socio-economico sulla definizione di un’offerta turistica sostenibile e
basata sulla valorizzazione dell’eccezionale patrimonio ambientale
dell’area, che ha nel Parco Regionale delle Madonie il suo punto di
eccellenza
Sicilia
PIT 32-Valle alcantara
L’idea forza è incentrata sulla valorizzazione, riqualificazione e fruizione
del territorio della valle Alcantara e mira a realizzare un modello di
sviluppo sostenibile in combinazione congiunta e sinergica con altre
azioni di programmazione negoziata presenti e già in vita nell’area
Sicilia
PIT 33-Nebrodi
Rivalutazione patrimoniale del distretto turistico rurale integrato
dell’area nebrodense.
I macro progetti ordinatori sono tre e definiscono la filosofia generale e
l'organizzazione di fondo degli interventi dal punto di vista fisico e
gestionale: sistema di infrastrutture e servizi per la fruizione del parco;
parco territoriale archeologico dell'Halaesa e riqualificazione del
patrimonio rurale
Sicilia
PIT 34-Valle dei templi
Il progetto integrato mira alla valorizzazione delle risorse culturali e
dell’ambiente locale, principalmente per finalità di attrazione turistica
ma, globalmente, per la determinazione di un modello di offerta fondato
sulle risorse locali. La strategia si fonda sull’investimento per la
costruzione dei sistemi di valorizzazione e qualificazione delle risorse
che costituiscono il sistema ambiente locale e nel rafforzamento del
sistema imprenditoriale che ne trae vantaggio, creando un’immagine
positiva del sistema locale.
Sicilia
PIT 35-Catania citta'
L'idea forza e' finalizzata a creare "una città metropolitana accogliente"
metropolitana
per la popolazione residente e per chiunque altro voglia fruirne ed
inoltre strutturare "una città metropolitana della comunicazione e dello
scambio", in considerazione della peculiare posizione geografica e della
ricca tradizione culturale."
239
Interventi sulle risorse umane per PI
Regione
Titolo PI
Progetto Integrato
Basilicata
Territoriale Montagna
Materana
Progetto Integrato
Basilicata
Territoriale Montagna
Materana
Titolo intervento
Settore di intervento
Formazione professionale ai giovani
inoccupati disoccupati di breve periodo nei
Politiche per il mercato del
settori del turismo dell’agricoltura e
lavoro
dell’agroindustria
Formazione professionale al lavoro di
inoccupati e disoccupati di lungo periodo
Politiche per il mercato del
nei settori del turismo, dell’agricoltura e
lavoro
dell’agro-industria
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Basilicata
Progetto Integrato
Azioni formative e di tutoring per lo
imprenditoriale,
Territoriale Montagna
sviluppo ed il consolidamento di imprese
innovazione, informazione e
Materana
innovative
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Progetto Integrato
Basilicata
Territoriale Montagna
Materana
Operazione trasversale con operazioni
Politiche per il mercato del
collegate agli assi prioritari del POR
lavoro
Formazione professionale e
accompagnamento al lavoro di giovani nella
Basilicata
Progetto Integrato
fase di uscita dall’area scolastica e di
Politiche per il mercato del
Territoriale Bradanica
disoccupati di breve periodo nei settori del
lavoro
turismo, dell’agricoltura e dell’agroindustria
Formazione professionale e
Basilicata
Progetto Integrato
Territoriale Bradanica
accompagnamento al lavoro di uomini e
donne fuori dal m.d.l. da più di 16 o 12
mesi - Settori turismo, agricoltura e agro -
Politiche per il mercato del
lavoro
industria
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Basilicata
Progetto Integrato
Formazione continua a supporto della
Territoriale Bradanica
competitività delle imprese
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Basilicata
Progetto Integrato
Territoriale Bradanica
Azioni formative e di tutoring per lo
imprenditoriale,
sviluppo ed il consolidamento di imprese
innovazione, informazione e
innovative
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
240
segue (1) Interventi sulle risorse umane per PI
Azioni formative direttametne e
Basilicata
Progetto Integrato
trasversalmente collegate all’attuazione
Politiche per il mercato del
Territoriale Bradanica
degli assi e delle misure prioritari del POR –
lavoro
PIT
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Basilicata
Progetto Integrato
Sviluppo della flessibilità del MdL e della
Territoriale Alto Basento
competitività delle imprese private
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Basilicata
Progetto Integrato
Operazione trasversale con operazioni
Politiche per il mercato del
Territoriale Alto Basento
collegate agli assi prioritari del POR
lavoro
Formazione professionale e
Basilicata
Progetto Integrato
accompagnamento al lavoro di giovani
Territoriale Vulture-Alto
inoccupati e disoccupati di breve periodo
Bradano
nei settori del turismo, dell’agricoltura e
Politiche per il mercato del
lavoro
dell’agroindustria
Flessibilità delle forze di
Progetto Integrato
Basilicata
Territoriale Vulture-Alto
Bradano
Formazione continua e fertilizzazione
ambientale a supporto delle attività di
innovazione e riqualificazione del sistema
produttivo locale
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Progetto Integrato
Basilicata
Territoriale Vulture-Alto
Bradano
Attività sistemiche di formazione a
Politiche per il mercato del
sostegno degli assi prioritari del POR/PIT
lavoro
Formazione professionale e
Basilicata
PIT Lagonegrese –
Pollino
accompagnamento al lavoro di giovani
inoccupati e disoccupati di breve periodo
nei settori del turismo, dell’agricoltura e
Politiche per il mercato del
lavoro
dell’agro-industria
Formazione professionale e
Basilicata
PIT Lagonegrese –
Pollino
accompagnamento al lavoro di inoccupati e
disoccupati di lungo periodo nei settori del
turismo, dell’agricoltura e dell’agro-
Politiche per il mercato del
lavoro
industria
Flessibilità delle forze di
Formazione continua e fertilizzazione
Basilicata
PIT Lagonegrese –
ambientale a supporto delle attività di
Pollino
innovazione e riqualificazione del sistema
produttivo locale
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
241
segue (2) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
Azioni formative e di tutoring per lo
Basilicata
PIT Lagonegrese -
sviluppo ed il consolidamento di imprese
Pollino
innovative nei nuovi bacini di impiego
collegati al PIT
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Basilicata
PIT Lagonegrese -
Attività sistemiche di formazione a
Politiche per il mercato del
Pollino
sostegno degli assi prioritari del POR/PIT
lavoro
Formazione nel settore idrico per il sistema
Politiche per il mercato del
integrato delle Madonie
lavoro
PIT 31-Sistema turistico
Sicilia
integrato diffuso delle
madonie
Ente di formazione: corsi di formazione
Sicilia
PIT 1-Tindari Nebrodi
rivolti a donne e finalizzati a formare
Azioni positive per le donne
operatrici di Bed & Breakfast e imprenditrici
sul mercato del lavoro
nel settore dell’artigianato artistico
Sicilia
Sicilia
PIT 3 - Il comprensorio
di Gela
Centro di esperienza per la promozione e la
gestione di attività di educazione
ambientale
Politiche per il mercato del
lavoro
PIT 3 - Il comprensorio
Promozione della partecipazione femminile
Azioni positive per le donne
di Gela
al mercato del lavoro
sul mercato del lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 3 - Il comprensorio
Sostegno la lavoro regolare e all’emersione
di Gela
delle attività non regolari
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 3 - Il comprensorio
Sviluppo della competitività delle imprese
di Gela
con priorità alle PMI
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
Sicilia
PIT 3 - Il comprensorio
Promozione dell’istruzione e della
di Gela
formazione permanente
PIT 3 - Il comprensorio
Inserimento lavorativo e reinserimento di
di Gela
gruppi svantaggiati
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Sicilia
Integrazione sociale
Orientamento, informazione, inserimento e
Sicilia
PIT 3 - Il comprensorio
reinserimento nel mercato del lavoro per la
Politiche per il mercato del
di Gela
riduzione della disoccupazione di lunga
lavoro
durata
242
segue (3) Interventi sulle risorse umane per PI
Campania
Campania
PIT “Grande attrattore
Napoli”
Laboratorio di formazione per il restauro
PIT “Grande attrattore
Creazione d'impresa per soggetti
Napoli”
svantaggiati
Politiche per il mercato del
lavoro
Integrazione sociale
Potenziamento
Campania
PIT “Grande attrattore
Napoli”
dell'istruzione e della
Formazione restauratori
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Campania
PIT “Grande attrattore
Programma di formazione per lo sviluppo
Politiche per il mercato del
Napoli”
del turismo culturale
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Napoli”
Azione integrata di formazione e
imprenditoriale,
accompagnamento alla creazione d'impresa
innovazione, informazione e
nel settore della cultura e del tempo libero
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
Campania
PIT “Grande attrattore
Napoli”
dell'istruzione e della
Animazione e sensibilizzazione
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Campania
PIT “Grande attrattore
Napoli”
dell'istruzione e della
Museolaboratorio "Città dei bambini"
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Campania
PIT “Grande attrattore
Napoli”
Formazione per le arti applicate
Politiche per il mercato del
lavoro
Potenziamento
Campania
PIT “Grande attrattore
Formazione addetti gestione patrimonio
Napoli”
storico culturale
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Campania
PIT “Grande attrattore
Formazione addetti tecnologie e metodi
Napoli”
società informazione
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Campania
PIT “Grande attrattore
Formazione addetti sviluppo
Napoli”
documentazione integrata
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
243
segue (4) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Tutoraggio delle imprese nel settore della
Napoli”
cultura e del tempo libero
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
Sicilia
PIT 3 - Il comprensorio
di Gela
dell'istruzione e della
Iniziative per la legalità e la sicurezza
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Sicilia
PIT 3 - Il comprensorio
Interventi di formazione e sensibilizzazione
di Gela
nel settore idrico
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Sicilia
PIT 3 - Il comprensorio
Diffusione di competenze per la gestione e
di Gela
la salvaguardia del territorio
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Sicilia
PIT 3 - Il comprensorio
di Gela
Promozione sociale
Integrazione sociale
Potenziamento
Sicilia
PIT 7 - Palermo capitale
dell'Euro-Mediterraneo
Laboratorio dell’immagine (Zisa): Azioni di
dell'istruzione e della
formazione per profili professionali ad alta
formazione professionale
qualificazione
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Sicilia
PIT 7 - Palermo capitale
dell'Euro-Mediterraneo
dell'istruzione e della
Iniziative per la legalità e la sicurezza
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Sicilia
PIT 7 - Palermo capitale
dell'Euro-Mediterraneo
Primo inserimento lavorativo attraverso
esperienze di lavoro guidate (work
experiences)
Politiche per il mercato del
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 7 - Palermo capitale
dell'Euro-Mediterraneo
Borse di studio finalizzate allo svolgimento
imprenditoriale,
di parti sperimentali di tesi di laurea presso
innovazione, informazione e
imprese
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Sicilia
PIT 13-Dal turismo
Orientamento, informazione, inserimento
tradizionale ad un
nel mercato del lavoro per la riduzione
sistema turistico locale
della disoccupazione di lunga durata.
244
Politiche per il mercato del
lavoro
segue (5) Interventi sulle risorse umane per PI
Campania
Pit “Pietralcina”
S07 Assistente turistico (tre edizioni)
Campania
Pit “Pietralcina”
S09 Marketing turistico e gestione eventi
PIT 14-Sistema turistico
Sicilia
integrato della costa
centro-settentrionale
Sostegno ai soggetti a rischio di
emarginazione sociale
Politiche per il mercato del
lavoro
Politiche per il mercato del
lavoro
Integrazione sociale
Potenziamento
Campania
Pit “Pietralcina”
S12 Operatori di servizi turistici e
commerciali
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Sicilia
PIT 35-Catania citta'
metropolitana
Politiche per il mercato del
diffusione
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 22-La via dell'argilla
Formazione e Specializzazione per la
ricerca scientifica e tecnologica
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Formazione IFTS di supporto per enti e
Sicilia
PIT 35-Catania citta'
imprese della new economy (ex
metropolitana
Sperimentazione di metodologie per analisi
bisogni formativi)
Potenziamento
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 35-Catania citta'
metropolitana
imprenditoriale,
Diffusione informatica all'interno delle PPAA
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Sicilia
Sicilia
PIT 35-Catania citta'
Iniziative a favore della legalità e della
metropolitana
sicurezza
PIT 35-Catania citta'
Iniziative a favore della legalità e della
metropolitana
sicurezza
Integrazione sociale
Integrazione sociale
Orientamento, formazione, inserimento e
Sicilia
PIT 34-Valle dei templi
reinserimento nel mercato del lavoro per la
Politiche per il mercato del
riduzione della disoccupazione di lunga
lavoro
durata – operatori di accoglienza turistica
Potenziamento
dell'istruzione e della
Sicilia
PIT 34-Valle dei templi
Formazione per educatori ambientali
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
245
segue (6) Interventi sulle risorse umane per PI
Formazione per disoccupati - Operatori
Sicilia
PIT 34-Valle dei templi
turistici da inserire in strutture alberghiere
ed extralberghiere
Formazione per disoccupati - Operatori
Sicilia
PIT 34-Valle dei templi
turistici da inserire in strutture alberghiere
ed extralberghiere
Diffusione 1delle competenze
Sicilia
PIT 34-Valle dei templi
funzio464.nali allo sviluppo del settore
turistico (Sportello unico)
Programmi integrati di formazione e
tutorship rivolti alle PMI del settore
Sicilia
PIT 34-Valle dei templi
turistico, finalizzati allo sviluppo di
competenze nell’ambito della gestione di
processi produttivi innovativi ed orientati
alla strategia della qualità
Politiche per il mercato del
lavoro
Politiche per il mercato del
lavoro
Politiche per il mercato del
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Formazione professionale e
Basilicata
Progetto Integrato
Territoriale Metapontino
accompagnamento al lavoro di giovani
inoccupati e disoccupati di breve periodo
nei settori del turismo, dell’agricoltura e
Politiche per il mercato del
lavoro
dell’agro-industria
Potenziamento
Sicilia
PIT 22-La via dell'argilla
Formazione professionale di giovani
dell'istruzione e della
diplomati nel campo della progettazione e
formazione professionale
realizzazione di prodotti ceramici
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Sicilia
PIT 22-La via dell'argilla
Formazione professionale di giovani
dell'istruzione e della
diplomati nel campo della progettazione e
formazione professionale
realizzazione di prodotti ceramici
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Sicilia
PIT 22-La via dell'argilla
Inserimento lavorativo e reinserimento dei
Politiche per il mercato del
gruppi svantaggiati
lavoro
Formazione professionale e
Basilicata
Progetto Integrato
Territoriale Metapontino
accompagnamento al lavoro di inoccupati e
disoccupati di lungo periodo nei settori del
turismo, dell’agricoltura e dell’agro-
Politiche per il mercato del
lavoro
industria
Campagna informativa di attività
Sicilia
PIT 15-Demetra
educazione alla sicurezza ed ai programmi
di educazione alla sicurezza
246
Politiche per il mercato del
lavoro
segue (7) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
Formazione continua e fertilizzazione
Basilicata
Progetto Integrato
ambientale a supporto delle attività di
Territoriale Metapontino
innovazione e riqualificazione del sistema
produttivo locale
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Basilicata
Progetto Integrato
Territoriale Metapontino
Azioni formative di tutoring per lo sviluppo
imprenditoriale,
ed il consolidamento di imprese innovative
innovazione, informazione e
nei nuovi bacini d’impiego collegati al PIT
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
imprenditoriale,
Sicilia
PIT 15-Demetra
Formazione funzionari pubblici
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Sicilia
Sicilia
Basilicata
PIT 15-Demetra
PIT 15-Demetra
Formazione per disabili per inserimento al
Politiche per il mercato del
lavoro
lavoro
Valorizzazione artigianato femminile
Azioni positive per le donne
siciliano
sul mercato del lavoro
Progetto Integrato
Attività sistemiche di formazione a
Politiche per il mercato del
Territoriale Metapontino
sostegno degli assi prioritari del POR/PIT
lavoro
Potenziamento
dell'istruzione e della
Sicilia
PIT 15-Demetra
Formazione per la legalità
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
247
Segue (8) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 33-Nebrodi
Interventi di diffusione di competenze
funzionali allo sviluppo nel settore pubblico
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Sicilia
PIT 33-Nebrodi
Sicilia
PIT 33-Nebrodi
Interventi di sostegno al lavoro regolare
Interventi per la promozione della
partecipazione femminile al mercato del
lavoro
Azioni positive per le donne
sul mercato del lavoro
Azioni positive per le donne
sul mercato del lavoro
L’emancipazione delle fasce deboli
Sicilia
PIT 32-Valle alcantara
dell’Alcantara attraverso la formazione e
Integrazione sociale
l’orientamento
Sicilia
PIT 31-Sistema turistico
Orientamento, informazione e
integrato diffuso delle
reinserimento nel mercato del lavoro per il
madonie
sistema turistico integrato
PIT 31-Sistema turistico
Sicilia
integrato diffuso delle
madonie
Politiche per il mercato del
lavoro
Inserimento lavorativo e reinserimento dei
Politiche per il mercato del
gruppi svantaggiati
lavoro
Potenziamento
Sicilia
PIT 31-Sistema turistico
Valorizzazione strategica del capitale
dell'istruzione e della
integrato diffuso delle
umano e sociale della Madonie -
formazione professionale
madonie
Formazione superiore e universitaria
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
PIT 31-Sistema turistico
Sicilia
integrato diffuso delle
madonie
Sostegno al lavoro regolare e all’emersione
Azioni positive per le donne
delle attività non regolari
sul mercato del lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
PIT 31-Sistema turistico
Sicilia
integrato diffuso delle
madonie
Formazione per la ricerca per il sistema
turistico integrato
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 29-Bio-valley
Sviluppo della competitività delle imprese
con priorità alle PMI
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Sicilia
PIT 29-Bio-valley
Promozione della partecipazione femminile
Azioni positive per le donne
al mercato del lavoro
sul mercato del lavoro
248
segue (9) Interventi sulle risorse umane per PI
Formazione di figure professionali esperte
Sicilia
PIT 28-Hyblon-tukles
sulle tematiche dell'internazionalizzazione,
del project management, delle ITC e della
valorizzazione delle risorse culturali
Potenziamento
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
imprenditoriale,
Sicilia
PIT 28-Hyblon-tukles
Programmi
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
Sicilia
PIT 28-Hyblon-tukles
Sensibilizzazione, informazione e pubblicità
dell'istruzione e della
integrazioni tra sistemi, creazione e
formazione professionale
sviluppo reti/partenariati
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Sicilia
PIT 28-Hyblon-tukles
Diffusione competenze per gestione e
salvaguardia del territorio
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Sicilia
PIT 26-Aquae labodes
Sicilia
PIT 24-Etna
Sicilia
PIT 24-Etna
Promozione della partecipazione femminile
Azioni positive per le donne
al mercato del lavoro
sul mercato del lavoro
Orientamento e inserimento nel settore
Politiche per il mercato del
turistico
lavoro
Emancipazione fasce deboli
Politiche per il mercato del
lavoro
Potenziamento
dell'istruzione e della
Sicilia
PIT 24-Etna
Prevenzione dispersione scolastica
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 24-Etna
La formazione continua per l'idea forza
dell'area Etnea
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Sicilia
PIT 24-Etna
Sicilia
PIT 24-Etna
Sicilia
PIT 24-Etna
Le pari opportunità e l’idea forza turistica
Azioni positive per le donne
dell’area Etnea
sul mercato del lavoro
La legalità per la fruizione turistica dell’area
Etnea
Patto per la legalità
249
Integrazione sociale
Integrazione sociale
segue (10) Interventi sulle risorse umane per PI
Potenziamento
Sicilia
PIT 23-Magazzolo platani
Formazione e informazione sulla gestione
sicani dell'agrigentino
sostenibile delle risorse idriche
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Sicilia
PIT 23-Magazzolo platani
sicani dell'agrigentino
Formazione di esperti do comunicazione
dell'istruzione e della
multimediale nel settore della promozione
formazione professionale
del patrimonio culturale ed ambientale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Sicilia
PIT 23-Magazzolo platani
Formazione di professionalità nei settori
Politiche per il mercato del
sicani dell'agrigentino
agroalimentare e lattiero caseario
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 23-Magazzolo platani
sicani dell'agrigentino
imprenditoriale,
Formazione di agenti dello sviluppo locale
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 23-Magazzolo platani
sicani dell'agrigentino
imprenditoriale,
Qualità ambientale e public management
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Sicilia
Sicilia
Sicilia
PIT 23-Magazzolo platani
Emersione dal lavoro nero e sostegno al
Azioni positive per le donne
sicani dell'agrigentino
lavoro regolare
sul mercato del lavoro
PIT 23-Magazzolo platani
sicani dell'agrigentino
PIT 21-Polo turistico
Tirreno centrale
Centro per l’occupabilità femminile
Azioni positive per le donne
sul mercato del lavoro
Politiche per il mercato del
Informazione
lavoro
Potenziamento
Sicilia
PIT 21-Polo turistico
Promozione dell'istituzione della formazione
Tirreno centrale
permanente
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 21-Polo turistico
Tirreno centrale
imprenditoriale,
Percorsi
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
250
Segue (11) Interventi sulle risorse umane per PI
Diffusione di competenze funzionali allo
sviluppo del settore pubblico in riferimento
Sicilia
PIT 21-Polo turistico
alle opportunità di finanziamento di fonte
Tirreno centrale
comunitaria, nazionale e regionale, ed in
relazione alle attività di supporto agli
sportelli unici per le imprese
Sicilia
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
PIT 19-Alto Belice
Aiuti, alla creazione d’impresa e
Politiche per il mercato del
Corleonese
all’autoimpiego dei soggetti svantaggiati
lavoro
Potenziamento
Sicilia
PIT 19-Alto Belice
Corleonese
dell'istruzione e della
Formazione superiore ed universitaria
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 19-Alto Belice
Corleonese
imprenditoriale,
Formazione per gli occupati
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 19-Alto Belice
Adeguare le professionalità dei funzionari
Corleonese
degli enti locali
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Sicilia
PIT 19-Alto Belice
Informazione, orientamento e formazione
Azioni positive per le donne
Corleonese
per l’imprenditorialità femminile
sul mercato del lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 19-Alto Belice
Corleonese
imprenditoriale,
Borse di studio e diffusione dell’innovazione
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
Sicilia
PIT 19-Alto Belice
Corleonese
dell'istruzione e della
Patto per la legalità e la sicurezza
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Sicilia
Sicilia
PIT 8-Valle del Torto e
dei Feudi
Patto per la legalità e la sicurezza
PIT 8-Valle del Torto e
Aiuti, alla creazione d’impresa e
dei Feudi
all’autoimpiego dei soggetti svantaggiati
251
Integrazione sociale
Integrazione sociale
segue (12) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 8-Valle del Torto e
dei Feudi
imprenditoriale,
Formazione per gli occupati
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Sicilia
Sicilia
PIT 8-Valle del Torto e
Informazione, orientamento e formazione
Azioni positive per le donne
dei Feudi
per l’imprenditorialità femminile
sul mercato del lavoro
PIT 9-Ecomuseo del
Aiuti all'inserimento lavorativo, alla
Mediterraneo
ceazione di impresa, all'autoimpiego
Integrazione sociale
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 9-Ecomuseo del
Mediterraneo
imprenditoriale,
Riaqualificazione personale PMI
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
Sicilia
PIT 10-Sinergie per
competere
Formazione tecnica superiore per la
dell'istruzione e della
creazione di assistenti di prodotto e di
formazione professionale
processo nel settore dell’abbigliament
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 10-Sinergie per
competere
imprenditoriale,
Formazione continua per le PMI
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
Sicilia
PIT 10-Sinergie per
Patti per la legalità - Azioni di formazione a
competere
favore della legalità
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 10-Sinergie per
Incentivi alle PA per incrementare
competere
l’efficienza dello SUAP associato
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
252
segue (13) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 10-Sinergie per
competere
Interventi formativi rivolti ai dipendenti
imprenditoriale,
delle PA in materia di internazionalizzazione
innovazione, informazione e
delle PMI
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Servizi sociali a sostegno delle donne
Sicilia
PIT 10-Sinergie per
lavoratrici e delle famiglie (voucher
Azioni positive per le donne
competere
integrativi per la cura dei minori e degli
sul mercato del lavoro
anziani)
Flessibilità delle forze di
Azioni formative rivolte ad operatori
Sicilia
PIT 10-Sinergie per
specializzati per la diffusione strumenti
competere
legislativi inerenti l’emersione lavoro
sommerso
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Sicilia
Sicilia
PIT 10-Sinergie per
competere
Sostegno alla realizzazione di work
experiences, stage, borse-lavoro per i
disoccupati di lunga durata
Politiche per il mercato del
lavoro
PIT 10-Sinergie per
Sostegno alle PMI artigiane per
Politiche per il mercato del
competere
l’assunzione di apprendisti ex L.R. 32/2000
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Sicilia
PIT 10-Sinergie per
Informazione ed animazione economica per
competere
la disseminazione progetto integrato
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
PIT 16-Le economie del
Sicilia
turismo Calatino Sud
Inserimento gruppi svantaggiati
Integrazione sociale
Simeto
Potenziamento
PIT 16-Le economie del
Sicilia
turismo Calatino Sud
Simeto
Formazione mirata e strumenti per la
cooperazione
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
PIT 17-Torri e castelli:
Sicilia
turismo integrato a nord
ovest di Palermo
Processi di analisi territoriale, processi
formativi, selezione di risorse umane per
Politiche per il mercato del
un centro polifunzionale di gestione e
lavoro
salvaguardia del territorio
253
segue (14) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
Azioni di sostegno progettuale e alle
Sicilia
PIT 11-Enna: turismo tra
competenze per la riorganizzazione delle
archeologia e natura
filiere produttive dei prodotti tipici locali
(agricoltura e filiere collegate)
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
Azioni di sostegno progettuale e alle
Sicilia
PIT 11-Enna: turismo tra
competenze per la riorganizzazione delle
archeologia e natura
filiere produttive dei prodotti tipici locali
(artigianato e affini)
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Sicilia
PIT 11-Enna: turismo tra
archeologia e natura
Iniziative formative a supporto
dell’occupazione nel settore turistico e
turistico-rurale
Politiche per il mercato del
lavoro
Iniziative formative e di accompagnamento
Sicilia
PIT 11-Enna: turismo tra
per l’occupabilità dei disoccupati di lunga
Politiche per il mercato del
archeologia e natura
durata all’interno del settore turistico e
lavoro
turistico-rurale
Sicilia
Sicilia
PIT 11-Enna: turismo tra
archeologia e natura
PIT 11-Enna: turismo tra
archeologia e natura
Iniziative locali per l’occupazione femminile
per la promozione di iniziative nel settore
della qualità della vita e servizi
Flessibilità delle forze di
competenze nella PPAA afferenti la
lavoro, attività
progettazione, gestione, promozione e
imprenditoriale,
informazione relativa alle politiche
innovazione, informazione e
comunitarie, ai programmi comunitari, con
tecnologie delle
particolare riferimento allo scambio di
comunicazioni (persone,
esperienze con PPAA e aree locali straniere
aziende)
formazione rivolto ai dipendenti della PPAA
PIT 11-Enna: turismo tra
per la gestione integrata delle risorse
archeologia e natura
naturali, reti di monitoraggio ambientale e
sistema di informazione e animazione per
lo sviluppo sostenibile
Sicilia
Sicilia
PIT 11-Enna: turismo tra
archeologia e natura
PIT 11-Enna: turismo tra
archeologia e natura
sul mercato del lavoro
Interventi formativi a supporto delle
Progetto Green Networking, progetto di
Sicilia
Azioni positive per le donne
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Realizzazione di azioni formative e di
Potenziamento
accompagnamento allo start up rivolte alla
dell'istruzione e della
creazione di imprese giovanili finalizzate
formazione professionale
alla gestione, manutenzione e
non collegata a un settore
valorizzazione dei Beni culturali dell'area
specifico (persone, aziende)
Sostegno alle imprese artigiane e alle PMI
impegnate nei settori dei prodotti tipici e
locali per l’assunzione di apprendisti
254
Politiche per il mercato del
lavoro
segue (15) Interventi sulle risorse umane per PI
Sostegno della cultura della legalità
Sicilia
PIT 11-Enna: turismo tra
attraverso le associazioni che operano
archeologia e natura
contro il racket delle estorsioni, l’usura e la
Integrazione sociale
criminalità organizzata
Formazione professionali di giovani
Basilicata
PIT Marmo Platano Melandro
inoccupati e disoccupati di breve periodo
nei settori della filiera turistica e delle
attività connesse nel settore dei servizi alla
Politiche per il mercato del
lavoro
comunità ed alle imprese
Formazione professionali di disoccupati di
Basilicata
PIT Marmo Platano -
lunga durata nei settori della filiera turistica
Politiche per il mercato del
Melandro
e delle attività connesse nel settore dei
lavoro
servizi alla comunità ed alle imprese
Interventi di formazione per l’acquisizione
di know-how e l’aumento della
Basilicata
PIT Marmo Platano -
competitività a favore delle aziende locali
Melandro
operanti nei settori della filiera turistica,
dell’agricoltura e dei servizi alla persona,
alla comunità e alle imprese
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Basilicata
PIT Marmo Platano Melandro
Interventi di formazione nei settori della
imprenditoriale,
filiera turistica e dei servizi alla persona,
innovazione, informazione e
alla comunità ed alle imprese
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Interventi formativi per la promozione e
Basilicata
PIT Marmo Platano -
l’acquisizione di conoscenze e competenze
Politiche per il mercato del
Melandro
funzionali allo sviluppo e per la costruzione
lavoro
di un modello di gestione del PIT
Flessibilità delle forze di
PIT “Grande Attrattore
Campania
Pompei - Ercolano e
sistema archeologico
vesuviano”
lavoro, attività
Aggiornamento professionale per addetti
imprenditoriale,
delle imprese del comparto del turismo
innovazione, informazione e
culturale
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
PIT “Grande Attrattore
Campania
Pompei - Ercolano e
sistema archeologico
imprenditoriale,
Animazione e sensibilizzazione
innovazione, informazione e
tecnologie delle
vesuviano”
comunicazioni (persone,
aziende)
255
segue (16) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
PIT “Grande Attrattore
Campania
Pompei - Ercolano e
Lapis laboratorio del progetto integrato di
sistema archeologico
sviluppo Pompei Ercolano
vesuviano”
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
PIT “Grande Attrattore
Campania
Pompei - Ercolano e
sistema archeologico
dell'istruzione e della
Formazione restauratori
non collegata a un settore
vesuviano”
PIT “Grande Attrattore
Campania
Pompei - Ercolano e
sistema archeologico
vesuviano”
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Azione integrata di formazione ed
dell'istruzione e della
accompagnamento alla creazione d'impresa
formazione professionale
nel settore della cultura e del tempo libero
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
PIT “Grande Attrattore
Campania
Pompei - Ercolano e
Aggiornamento professionale per addetti
sistema archeologico
delle PPAA locali
vesuviano”
Campania
sistema archeologico
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
PIT “Grande Attrattore
Pompei - Ercolano e
formazione professionale
dell'istruzione e della
Arte a scuola
formazione professionale
non collegata a un settore
vesuviano”
specifico (persone, aziende)
PIT “Grande Attrattore
Campania
Pompei - Ercolano e
Formazione per operatori, manutentori ed
Politiche per il mercato del
sistema archeologico
esperti nel settore dei beni archeologici
lavoro
vesuviano”
Campania
PIT “Grande Attrattore
E- Village - Promotori del patrimonio
Pompei - Ercolano e
culturale Vesuviano mediante strumenti
Politiche per il mercato del
sistema archeologico
multimediali di comunicazione e
lavoro
vesuviano”
catalogazione
Flessibilità delle forze di
PIT “Grande Attrattore
Campania
Pompei - Ercolano e
sistema archeologico
vesuviano”
lavoro, attività
Attività integrata a sostegno della
imprenditoriale,
creazione d'impresa sociale nel settore
innovazione, informazione e
della cultura e del tempo libero
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
256
segue (17) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
PIT “Grande Attrattore
Campania
Pompei - Ercolano e
Sensibilizzazione e informazione sul
sistema archeologico
problema dell'emersione
vesuviano”
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
PIT “Grande Attrattore
Campania
Pompei - Ercolano e
Programma di formazione per lo sviluppo
Politiche per il mercato del
sistema archeologico
del turismo culturale
lavoro
vesuviano”
Sicilia
PIT 2 - Quattro Città e
Incentivazioni per la creazione e la
un parco per vivere gli
competitività di piccole imprese, anche
Iblei
cooperative, nel settore della cultura
PIT 2 - Quattro Città e
Corsi di formazione per lingue straniere
dell'istruzione e della
un parco per vivere gli
finalizzate prevalentemente
formazione professionale
Iblei
all'internalizzazione e al turismo
non collegata a un settore
Politiche per il mercato del
lavoro
Potenziamento
Sicilia
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
PIT 2 - Quattro Città e
Sicilia
un parco per vivere gli
imprenditoriale,
Analisi dei fabbisogni formativi delle PMI
Iblei
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
PIT 2 - Quattro Città e
Sicilia
un parco per vivere gli
Iblei
Azioni di sostegno all'internazionalizzazione
della pubblica amministrazione
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
PIT 2 - Quattro Città e
Sicilia
un parco per vivere gli
Iblei
PIT 2 - Quattro Città e
Sicilia
un parco per vivere gli
Iblei
Azioni di supporto alla formazione e al
Azioni positive per le donne
telelavoro
sul mercato del lavoro
Azioni di formazione e sensibilizzazione per
la legalità e la sicurezza nei territori dei
quattro comuni, compresi i soggetti del
partenariato
Potenziamento
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
257
segue (18) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Campi Flegri”
imprenditoriale,
Artescuola
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Campi Flegri”
Assistenza tecnica alle organizzazioni non
imprenditoriale,
profit nel settore della cultura e del tempo
innovazione, informazione e
libero
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
Campania
PIT “Grande attrattore
Aggiormamento professionale per addetti
Campi Flegri”
delle PPAA locali
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Campi Flegri”
imprenditoriale,
Formazione restauratori
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Campi Flegri”
imprenditoriale,
Animazione e sensibilizzazione
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Lapis laboratorio del progetto integrato di
Campi Flegri”
sviluppo Campi Flegrei
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
258
Segue (19) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Formazione assistenza tecnica alle imprese
Campi Flegri”
nel settore della cultura e del tempo libero
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
PIT “Grande attrattore
Campi Flegri”
Laboratorio di Formazione per il restauro
Politiche per il mercato del
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Campi Flegri”
Attività integrata a sostegno della
imprenditoriale,
creazione d'impresa sociale nel settore
innovazione, informazione e
della cultura e del tempo libero
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
PIT “Grande attrattore
Programma di formazione per lo sviluppo
Politiche per il mercato del
Campi Flegri”
del turismo culturale
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Sensibilizzazione e informazione sul
Campi Flegri”
problema dell'emersione
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Campi Flegri”
Azione integrata di formazione ed
imprenditoriale,
accompagnamento alla creazione d'impresa
innovazione, informazione e
nel settore della cultura e del tempo libero
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Tutoraggio delle imprese nel settore della
Campi Flegri”
cultura e del tempo libero
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Aggiormamento professionale per addetti
Campi Flegri”
delle imprese del settore
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
259
segue (20) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Parco Nazionale del
Vesuvio”
imprenditoriale,
Sviluppo Sostenibile
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Parco Nazionale del
Valorizzazione delle risorse ambientali e
Vesuvio”
culturali II
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Parco Nazionale del
Corso di Formazione per operatori di
Vesuvio”
Sportelli Unici
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Parco Nazionale del
Valorizzazione delle risorse ambientali e
Vesuvio”
culturali I
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Parco Nazionale del
Vesuvio”
Corso di formazione per l'implementazione
imprenditoriale,
di tecniche di valorizzazione e
innovazione, informazione e
commercializzazione dei prodotti
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Parco Nazionale del
Vesuvio”
Formazione di nuove figure di "tecnico del
imprenditoriale,
nucleo di assistenza per la Strada dei vini e
innovazione, informazione e
dei Prodotti Tipici del Vesuvio"
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
260
segue (21) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Parco Nazionale del
Vesuvio”
Riqualificazione degli operatori e degli
imprenditoriale,
addetti della Strada dei vini e dei Prodotti
innovazione, informazione e
Tipici del Vesuvio"
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
Campania
PIT “Parco Nazionale del
Esperti nella gestione ambientale e marchi
Vesuvio”
di qualità
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Parco Nazionale del
Corso per creazione d'impresa ambiente -
Vesuvio”
cultura -tempo libero
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
PIT “Parco Nazionale del
Vesuvio”
Imprenditoria femminile
Azioni positive per le donne
sul mercato del lavoro
Potenziamento
Progetto Integrato
Sardegna
Territoriale CA4 Area
dell'istruzione e della
Formazione superiore
vasta sud occidentale
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Campania
PIT Itinerario culturale
“Valle dell’Antico Clanis”
dell'istruzione e della
Agenzia di sviluppo del territorio
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
“Valle dell’Antico Clanis”
imprenditoriale,
Promozione e ricerca
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
PIT Itinerario culturale
“Valle dell’Antico Clanis”
Itinerari turistici culturali
Politiche per il mercato del
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
Clanis- Laboratorio del progetto integrato
“Valle dell’Antico Clanis”
di sviluppo antico Clanis
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
261
Segue (22) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
Creazione d'impresa per il Turismo
“Regio Tratturo (AV)”
Culturale
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
Creazione d'impresa per il Turismo
“Regio Tratturo (AV)”
Culturale
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
PIT Itinerario culturale
“Regio Tratturo (AV)”
Agenti turistici europei
Politiche per il mercato del
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
“Regio Tratturo (AV)”
imprenditoriale,
Agenti turistici europei
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
“Regio Tratturo (AV)”
imprenditoriale,
Esperto in didattica culturale territoriale
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
Formazione dipendenti pubblici per i servizi
“Regio Tratturo (AV)”
di prima accoglienza.
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
PIT Itinerario culturale
Operatore dei beni culturali ed ambientali
Politiche per il mercato del
“Regio Tratturo (AV)”
con specializzazione per disabili.
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
Seminari in ambito della normativa
“Regio Tratturo (AV)”
turistica- culturale per Enti Pubblici.
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
262
segue (23) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
“Regio Tratturo (AV)”
Qualificazione/ Riqualificazione degli edili in
imprenditoriale,
manutentori dei centri storici, unità di
innovazione, informazione e
paesaggio e aree archeologiche
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
Imprese operanti siti culturali e
“Antica Volceij”
microricettività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
“Antica Volceij”
imprenditoriale,
Laboratorio formazione restauro
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
“Antica Volceij”
imprenditoriale,
Animazione e sensibilizzazione
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
PIT Itinerario culturale
“Antica Volceij”
PIT Itinerario culturale
“Antica Volceij”
PIT Itinerario culturale
“Antica Volceij”
PIT Itinerario culturale
“Antica Volceij”
Promotore turismo culturale
Guida turistica archeologica
Guida naturalistica
Addetto prima accoglienza
Politiche per il mercato del
lavoro
Politiche per il mercato del
lavoro
Politiche per il mercato del
lavoro
Politiche per il mercato del
lavoro
PIT Itinerario culturale
Tecnico recupero e restauro manufatti
Politiche per il mercato del
“Antica Volceij”
rilevanza storico- artistica
lavoro
Progetto Integrato
Territoriale CA4 Qualità
Sardegna
della vita a cagliari: città
ambientale e turistica
Selezione, avvio e sostegno
all’imprenditorialità
senza le perifierie
263
Integrazione sociale
segue (24) Interventi sulle risorse umane per PI
Progetto Integrato
Potenziamento
Territoriale CA4 Qualità
Sardegna
della vita a cagliari: città
dell'istruzione e della
Centro polivalente territoriale
non collegata a un settore
senza le perifierie
specifico (persone, aziende)
Progetto Integrato
Potenziamento
Territoriale CA4 Qualità
Sardegna
formazione professionale
ambientale e turistica
della vita a cagliari: città
dell'istruzione e della
Formazione Manager ambientali
formazione professionale
ambientale e turistica
non collegata a un settore
senza le perifierie
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
Creazione di Impresa per il turismo
“Valle dell’Ofanto”
culturale
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
Creazione di Impresa per il turismo
“Valle dell’Ofanto”
culturale
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
PIT Itinerario culturale
“Valle dell’Ofanto”
Agenti turistici europei
Politiche per il mercato del
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
“Valle dell’Ofanto”
imprenditoriale,
Agenti turistici europei
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
Campania
PIT Itinerario culturale
“Valle dell’Ofanto”
dell'istruzione e della
Master in comunicazione dei beni culturali
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Campania
PIT Itinerario culturale
“Valle dell’Ofanto”
dell'istruzione e della
Esperto in didattica culturale territoriale
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
264
Segue (25) Interventi sulle risorse umane per PI
Potenziamento
Campania
PIT Itinerario culturale
Formazione dipendenti pubblici per i servizi
“Valle dell’Ofanto”
di prima accogleinza
dell’istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Campania
PIT Itinerario culturale
Operatore dei beni culturali ed Ambientali
Politiche per il mercato del
“Valle dell’Ofanto”
con specializzazione per disabili
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
“Valle dell’Ofanto”
imprenditoriale,
Operatori e gestori di rete museale
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT Itinerario culturale
“Valle dell’Ofanto”
Qualificazione/riqualificazione degli edili in
imprenditoriale,
manutentori dei centri storici, unità di
innovazione, informazione e
paesaggio e aree archeologiche
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
PIT “Città di Caserta”
Campania
PIT “Città di Caserta”
Campania
PIT “Città di Caserta”
Campania
PIT “Città di Caserta”
Tecnico dell’organizzazione e gestione
dell’impresa sociale
Corso post diploma per operatori
socioassistenziali
Corso di aggiornamento per operatori
socioassistenziali
Integrazione sociale
Integrazione sociale
Integrazione sociale
Attività di accompagnamento e consulenza
Azioni positive per le donne
e sostegno alle imprese femminili.
sul mercato del lavoro
Potenziamento
Campania
PIT “Città di Caserta”
Corso di formazione per esperti della
dell’istruzione e della
Valutazione di progetti di Investimento
formazione professionale
Complessi
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Campania
PIT “Grande attrattore
Paestum-Velia”
dell’istruzione e della
Animazione e sensibilizzazione
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
Progetto di formazione specialistica per
Campania
PIT “Grande attrattore
operatori dei beni culturali per facilitare
Paestum-Velia”
l’accesso alle risorse comunitarie
(progettazione comunitaria)
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
265
segue (26) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Paestum-Velia”
Formazione di operatori tecnici esperti nella
imprenditoriale,
valorizzazione e gestione economica
innovazione, informazione e
integrata dei beni culturali
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
Campania
PIT “Grande attrattore
Paestum-Velia”
Qualificazione/riqualificazione del personale
lavoro, attività
delle imprese operanti nella microfiliera
imprenditoriale,
della valorizzazione e gestione dei siti
innovazione, informazione e
culturali e nei settori della microricettività e
tecnologie delle
della pararicettività
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Paestum-Velia”
imprenditoriale,
Formazione per il restauro
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
Formazione di operatori esperti nella
Campania
PIT “Grande attrattore
gestione dei servizi al turismo sociale e
Paestum-Velia”
sostenibile sul territorio del Grande
Attrattore Velia
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
LAPIS - Laboratorio delProgetto Integrato
Paestum-Velia”
di Sviluppo PAESTUMVELIA
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
Azione integrata di Formazione e
Campania
PIT “Grande attrattore
accompagnamento alla progettazione per la
Paestum-Velia”
creazione d'impresa nel settore della
cultura e del tempo libero
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
Progetto Integrato
Sardegna
Territoriale SS7 Porta
d’Europa terra
dell'istruzione e della
Formazione
formazione professionale
non collegata a un settore
dell’accoglienza
specifico (persone, aziende)
266
segue (27) Interventi sulle risorse umane per PI
Campania
PIT “Città di Napoli”
Implementazione sistemi di qualità
Campania
PIT “Città di Napoli”
Tempo dell'autonomia e vita sostenibile
Integrazione sociale
Integrazione sociale
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
imprenditoriale,
Campania
PIT “Città di Napoli”
Emersione
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Città di Napoli”
franchising per artigiani, commercianti,
imprenditori
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Città di Napoli”
sistemi di qualità e internazionalizzazione
dei prodotti per artigiani, commercianti,
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
PIT “Città di Napoli”
qualificazione di figure inerenti il mondo
Politiche per il mercato del
dello spettacolo
lavoro
Potenziamento
Progetto Integrato
Sardegna
Territoriale SS7 Porta
d’Europa terra
dell'istruzione e della
Formazione
formazione professionale
non collegata a un settore
dell’accoglienza
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
imprenditoriale,
Campania
PIT “Città di Napoli”
microfranchising
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
PIT “Città di Napoli”
Azioni positive per le donne
B&B
sul mercato del lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
imprenditoriale,
Campania
PIT “Città di Napoli”
turismo integrato
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
267
Segue (28) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
imprenditoriale,
Campania
PIT “Città di Napoli”
artigianato artistico
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
PIT “Città di Napoli”
Politiche per il mercato del
pizzaioli
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Città di Napoli”
sistemi di qualità e internazionalizzazione
imprenditoriale,
dei prodotti per artigiani, commercianti,
innovazione, informazione e
imprenditori
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
PIT “Città di Napoli”
artigianato artistico per fasce deboli
Integrazione sociale
Campania
PIT “Città di Napoli”
burn out
Integrazione sociale
Campania
PIT “Città di Napoli”
CASBA
Integrazione sociale
Campania
PIT “Città di Napoli”
pony della solidarietà
Integrazione sociale
Campania
PIT “Città di Napoli”
pony della solidarietà
Integrazione sociale
PIT “ Salerno Città
Interventi formativi degli operatori del
dell’eccellenza”
Palasalerno e Salerno Multixpo
Campania
Integrazione sociale
Potenziamento
Campania
PIT “ Salerno Città
dell’eccellenza”
dell'istruzione e della
Osservatorio mediterraneo della pesca
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Campania
PIT “ Salerno Città
Scuola di alta formazione per l'area
dell’eccellenza”
mediterranea
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Campania
PIT “ Salerno Città
Master Scuola di specializzazione medicina
dell’eccellenza”
(Progetto Interreg azione cofinanaziata)
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Campania
PIT “ Salerno Città
dell’eccellenza”
dell'istruzione e della
Giardini della Minerva
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Campania
PIT “Città di Avellino”
Esperti addetti alla gestione di Centri
polivalenti
268
Integrazione sociale
segue (29) Interventi sulle risorse umane per PI
Riqualificazione, consolidamento e sostegno
Campania
PIT “Città di Avellino”
allo sviluppo di imprese commerciali e
Integrazione sociale
artigiane esistenti
Campania
PIT “Città di Avellino”
Giardiniere specializzato
Campania
PIT “Città di Avellino”
Food and Beverage Manager
Integrazione sociale
ANIMATRICI PER L'INFANZIA E LA TERZA
Azioni positive per le donne
Campania
PIT “Città di Avellino”
ETA'.
Integrazione sociale
sul mercato del lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
imprenditoriale,
Campania
PIT “Città di Avellino”
Addetto/a al Front-office
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
imprenditoriale,
Campania
PIT “Città di Avellino”
Archivista bibliotecario
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Città di Avellino”
Operaio specializzato interventi sul
patrimonio
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
imprenditoriale,
Campania
PIT “Città di Avellino”
Tecnico audio-video
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
imprenditoriale,
Campania
PIT “Città di Avellino”
Responsabile tecnico
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
269
segue (30) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Certosa di Padula”
Agenzia per lo sviluppo -
imprenditoriale,
Formazione.Sviluppo sostenibile della filiera
innovazione, informazione e
turistico-culturale
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
Campania
PIT “Grande attrattore
Aggiornamento professionale per addetti
Certosa di Padula”
delle imprese del settore
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Campania
PIT “Grande attrattore
Aggiornamento professionale per addetti
Certosa di Padula”
delle imprese del settore
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Agenzia per lo sviluppo - Formazione:
Certosa di Padula”
Valorizzazione delle risorse culturali
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
PIT “Grande attrattore
Programma di formazione per lo sviluppo
Politiche per il mercato del
Certosa di Padula”
del turismo culturale
lavoro
Potenziamento
Progetto Integrato
Sardegna
Territoriale OR3
Programma intervento dispersione
Barigadu, Ghilarzese,
scolastica
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
Grighine, Marmilla
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Progetto Integrato
Sardegna
Territoriale OR3
Barigadu, Ghilarzese,
imprenditoriale,
Agenzia di sviluppo locale
innovazione, informazione e
tecnologie delle
Grighine, Marmilla
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
Campania
PIT “Grande attrattore
Reggia di Caserta”
dell'istruzione e della
Artescuola
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
270
segue (31) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Centri di servizi per lo sviluppo del turismo
Reggia di Caserta”
culturale
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Reggia di Caserta”
imprenditoriale,
Formazione per Portale di Caserta
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Attività integrata a sostegno della
Reggia di Caserta”
creazione di imprese sociali
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Campania
Campania
PIT “Grande attrattore
Programma di formazione per lo sviluppo
Politiche per il mercato del
Reggia di Caserta”
turismo culturale
lavoro
PIT “Grande attrattore
Reggia di Caserta”
Laboratorio di formazione per restauro
Politiche per il mercato del
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Formazione per operatore verde storico az.
Reggia di Caserta”
A
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Reggia di Caserta”
Formazione ed assistenza tecnica alle
imprenditoriale,
imprese nel settore della cultura e del
innovazione, informazione e
tempo libero
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Campania
PIT “Grande attrattore
Attività di tutoraggio alle imprese nel
Reggia di Caserta”
settore della cultura e del tempo libero
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
271
segue (32) Interventi sulle risorse umane per PI
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
PIT “Benevento: il futuro
Politiche per il mercato del
nella storia”
Valorizzazione risorse artistiche
lavoro
PIT “Benevento: il futuro
COORDINATORE DI PROMOZIONE
Politiche per il mercato del
nella storia”
TURISTICA
lavoro
PIT “Benevento: il futuro
nella storia”
PIT “Benevento: il futuro
nella storia”
PIT “Benevento: il futuro
nella storia”
ESPERTO NEL TURISMOCULTURALE
OPERATORE TECNICO DI CANTIERE NELLA
REALIZZAZIONE E LA GESTIONE DI AREE
VERDI
ESPERTO NELLA CONSERVAZIONE E
RESTAURO DI GIARDINI E PARCHI
STORICI
Politiche per il mercato del
lavoro
Politiche per il mercato del
lavoro
Politiche per il mercato del
lavoro
PIT “Benevento: il futuro
ORIENTATORI TURISTICI O PSICOLOGI
Politiche per il mercato del
nella storia”
DEL TURISMO
lavoro
PIT “Benevento: il futuro
nella storia”
PIT “Benevento: il futuro
nella storia”
PIT “Benevento: il futuro
nella storia”
PIT “Benevento: il futuro
nella storia”
OPERATORE IMPRESA TURISTICA
ESPERTO IN CONTROLLO E MISURE DI
PREVENZIONE SULLO STATO DI QUALITA'
DELL'ARIA NEL TERRITORIO COMUNALE
DONNE: IMPRENDITRICI ED ARTIGIANE
RESPONSABILE DI VENDITA
PIT “Benevento: il futuro
FORMAZIONE PER LO SVILUPPO
nella storia”
IMPRENDITORIALE LOCALE
PIT “Benevento: il futuro
ADDETTO ALLA MANUTENZIONE DEL
nella storia”
VERDE URBANO PUBBLICO E PRIVATO
Politiche per il mercato del
lavoro
Politiche per il mercato del
lavoro
Azioni positive per le donne
sul mercato del lavoro
Azioni positive per le donne
sul mercato del lavoro
Integrazione sociale
Integrazione sociale
PROGETTISTA ED ESPERTO NELLA
Campania
PIT “Benevento: il futuro
CONSERVAZIONE E RESTAURO DEL
nella storia”
PATRIMONIO ARCHITETTONICO E
Integrazione sociale
STORICO - ARTISTICO
Campania
Campania
Campania
Campania
Campania
PIT “Benevento: il futuro
nella storia”
PIT “Benevento: il futuro
nella storia”
ESPERTO NELLA CONSERVAZIONE E
VALORIZZAZIONE DEI MANUFATTI D'ARTE
PROGETTISTA ED ESPERTO NEL RECUPERO
E CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO
ESPERTO IN GESTIONE AMBIENTALE E
nella storia”
SVILUPPO SOSTENIBILE
nella storia”
Integrazione sociale
EDILIZIO
PIT “Benevento: il futuro
PIT “Benevento: il futuro
Integrazione sociale
CONTEMPORANEA
Integrazione sociale
ESPERTO DI TECNICHE E POLITICHE DI
GESTIONE DEI SISTEMI DI MOBILITÀ
Integrazione sociale
SOSTENIBILE IN AMBITO URBANO
PIT “Benevento: il futuro
ESPERTO NELLA PROMOZIONE E
nella storia”
VALORIZZAZIONE TURISTICA
272
Integrazione sociale
segue (33) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Progetto Integrato
Molise
“Minoranze linguistiche
storiche arbërësh e
imprenditoriale,
Intervento formativo
innovazione, informazione e
tecnologie delle
croata”
comunicazioni (persone,
aziende)
Potenziamento
Sardegna
Progetto Integrato
Territoriale “Oristano 2”
dell'istruzione e della
Interventi dispersione scolastica
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
Progetto Integrato
Sardegna
Territoriale CA2 "Sulcis
dell'istruzione e della
Valorizzazione risorse artistiche
Iglesiente"
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
dell'istruzione e della
Calabria
Rete ecologica Regionale
Misura 3.14
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
dell'istruzione e della
Calabria
Rete ecologica Regionale
Misura 3.14
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
dell'istruzione e della
Calabria
Rete ecologica Regionale
Misura 3.14
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
dell'istruzione e della
Calabria
Rete ecologica Regionale
Misura 3.14
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
dell'istruzione e della
Calabria
Rete ecologica Regionale
Misura 3.14
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Potenziamento
dell'istruzione e della
Calabria
Rete ecologica Regionale
Misura 3.14
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
273
segue (34) Interventi sulle risorse umane per PI
Potenziamento
dell'istruzione e della
Calabria
Rete ecologica Regionale
Misura 3.14
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
FORMAZIONE PROFESSIONALE E
ACCOMPAGNAMENTO AL LAVORO DI
Basilicata
PIT Val D’Agri
GIOVANI INOCCUPATI E DISOCCUPATI DI
Politiche per il mercato del
BREVE PERIODO NEI SETTORI DEL
lavoro
TURISMO, DELL’AGRICOLTURA E
DELL’INDUSTRIA
FORMAZIONE PROFESSIONALE E
ACCOMPAGNAMENTO AL LAVORO DI
Basilicata
PIT Val D’Agri
INOCCUPATI E DISOCCUPATI DI LUNGO
PERIODO NEI SETTORI DEL TURISMO,
Politiche per il mercato del
lavoro
DELL’AGRICOLTURA E DELL’INDUSTRIA
Flessibilità delle forze di
Basilicata
PIT Val D’Agri
FORMAZIONE CONTINUA E
lavoro, attività
FERTILIZZAZIONE AMBIENTALE A
imprenditoriale,
SUPPORTO DELLE ATTIVITA’ DI
innovazione, informazione e
INNOVAZIONE E RIQUALIFICAZIONE DEL
tecnologie delle
SISTEMA PRODUTTIVO LOCALE
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Basilicata
PIT Val D’Agri
AZIONI FORMATIVE PER LO SVILUPPO ED
imprenditoriale,
IL CONSOLIDAMENTO
innovazione, informazione e
DELL’IMPRENDITORIALITA’ LOCALE
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
ATTIVITA’ SISTEMICHE DI FORMAZIONE A
Basilicata
PIT Val D’Agri
SOSTEGNO DEGLI ASSI PRIORITATI DEL
POR/PIT
Politiche per il mercato del
lavoro
Potenziamento
Sicilia
PIT 17-Torri e castelli:
Formazione per la gestione dei modelli di
dell'istruzione e della
turismo integrato a nord
politica ambientale e certificazione di
formazione professionale
ovest di Palermo
qualità
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
PROGETTO INTEGRATO
Campania
“Itinerario culturale
“Città di Capua””
Formazione agli operatori del sistema
ricettivo dell’Antica Capua
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
274
segue (35) Interventi sulle risorse umane per PI
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
PROGETTO INTEGRATO
Campania
“Itinerario culturale
“Città di Capua””
Centri di servizio per lo sviluppo del
turismo
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
PROGETTO INTEGRATO
Campania
“Itinerario culturale
“Città di Capua””
Attività integrata a sostegno della
creazione di impresa sociale
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
PROGETTO INTEGRATO
Campania
“Itinerario culturale
imprenditoriale,
Corso di formazione in BB CC
“Città di Capua””
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
PROGETTO INTEGRATO
Campania
“Itinerario culturale
imprenditoriale,
Master in alti studi storici
“Città di Capua””
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Sicilia
PIT 28-Hyblon-tukles
Agenzia locale polifunzionale
Formazione per disoccupati - Operatori
Sicilia
PIT 34-Valle dei templi
turistici da inserire in strutture alberghiere
ed extralberghiere
Politiche per il mercato del
lavoro
Politiche per il mercato del
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Molise
Progetto integrato
“Medio Trigno”
imprenditoriale,
Interventi formativi
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
PROGRAMMA PER LO SVILUPPO
Calabria
Area PIT 8 Serre
ORGANIZZATIVO E TECNOLOGICO DELLE
Cosentine
AMMINISTRAZIONI LOCALI DELLE SERRE
COSENTINE.
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
275
segue (36) Interventi sulle risorse umane per PI
SOSTEGNO ALLA CREAZIONE DI
LABORATORI FORMATIVI (LAUREANDI,
Calabria
Area PIT 8 Serre
DOTTORANDI) PER L'IMPRENDITORIALITÀ
Cosentine
E IL LAVORO AUTONOMO ATTRAVERSO LA
CREAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DI
"JUNIOR ENTERPRISE"
Potenziamento
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Calabria
Area PIT 8 Serre
Cosentine
PERCORSO INTEGRATO DI
imprenditoriale,
ACCOMPAGNAMENTO AGLI SPIN OFF DI
innovazione, informazione e
RICERCA.
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Calabria
Area PIT 8 Serre
Cosentine
PERCORSO INTEGRATO DI
imprenditoriale,
ACCOMPAGNAMENTO ALLA CREAZIONE DI
innovazione, informazione e
MICRO IMPRESE PER GIOVANI LAUREATI
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Calabria
Area PIT 8 Serre
Cosentine
AZIONI DI FORMAZIONE A SOSTEGNO DEI
imprenditoriale,
PROGRAMMI DI INVESTIMENTI DELLE
innovazione, informazione e
IMPRESE INNOVATIVE E SPIN OFF
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
STAGE INTERNAZIONALI PER LA
Calabria
Area PIT 8 Serre
FORMAZIONE E LO SCAMBIO DI
Cosentine
ESPERIENZE (RICERCATORI,
IMPRENDITORI, QUADRI TECNICI)
Potenziamento
dell'istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Calabria
Area PIT 8 Serre
Cosentine
FORMAZIONE PER IL PERSONALE TECNICO
imprenditoriale,
DEI CENTRI PER L'EROGAZIONE DI
innovazione, informazione e
SERVIZI TECNOLOGICI
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
PROGRAMMA DI FORMAZIONE
Calabria
Area PIT 8 Serre
'ACCOGLIENZA E QUALITÀ DEI SERVIZI
Cosentine
DEL SISTEMA LOCALE DI OFFERTA
TURISTICA DELLE SERRE COSENTINE'
lavoro, attività
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
276
segue (37) Interventi sulle risorse umane per PI
Potenziamento
Calabria
Area PIT 8 Serre
SCUOLE BREVI E LABORATORI TEMATICI
Cosentine
DI FORMAZIONE SUPERIORE
dell’istruzione e della
formazione professionale
non collegata a un settore
specifico (persone, aziende)
PROGRAMMA DI FORMAZIONE
Calabria
Area PIT 8 Serre
‘LABORATORI DELL’ARTIGIANATO
Politiche per il mercato del
Cosentine
ARTISTICO E TRADIZIONALE DELLE SERRE
lavoro
COSENTINE’
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Calabria
Area PIT 8 Serre
Cosentine
PROGRAMMA INTEGRATO PER LO
imprenditoriale,
SVILUPPO DELL’ECONOMIA SOCIALE
innovazione, informazione e
NELL’AREA DELLE SERRE COSENTINE
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Molise
Molise
P.I. “Sistema locale
Inserimento e reinserimento nel mercato
offerta turistica alto
del lavoro di giovani ed adulti nella logica
Molise”
dell’approccio preventivo
P.I. “Civiltà dell’acqua”
P.I. “Civiltà dell’acqua”
Politiche per il mercato del
del lavoro di giovani ed adulti nella logica
lavoro
uomini e donne fuori del mercato del lavoro
da più di sei o dodici mesi
Molise
P.I. “Civiltà dell’acqua”
lavoro
Inserimento e reinserimento nel mercato
Inserimento e reinserimento nel MDL di
Molise
Politiche per il mercato del
Inserimento lavorativo e reinserimento di
soggetti a rischio di esclusione sociale
Politiche per il mercato del
lavoro
Integrazione sociale
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Molise
P.I. “Civiltà dell’acqua”
“Sviluppo della competitività delle imprese
pubbliche e private con priorità alle PMI”
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Molise
P.I. “Civiltà dell’acqua”
“Sviluppo dell’imprenditorialità con priorità
ai nuovi bacini di impiego”
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Molise
Formazione integrata delle azioni del POR –
Politiche per il mercato del
Rafforzamento degli interventi
lavoro
diffusione della new
Inserimento e reinserimento nel mercato
Politiche per il mercato del
economy nel Molise
del lavoro di giovani ed adulti nella logica
lavoro
P.I. “Civiltà dell’acqua”
P.I. E-MOLISE –
Molise
interno
277
segue (38) Interventi sulle risorse umane per PI
P.I. E-MOLISE Molise
diffusione della new
economy nel Molise
interno
Inserimento e reinserimento nel MDL di
uomini e donne fuori del mercato del lavoro
da più di sei o dodici mesi
Politiche per il mercato del
lavoro
P.I. E-MOLISE Molise
diffusione della new
Inserimento lavorativo e reinserimento di
economy nel Molise
soggetti a rischio di esclusione sociale
Integrazione sociale
interno
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
P.I. E-MOLISE Molise
diffusione della new
Sviluppo della competitività delle imprese
economy nel Molise
pubbliche e private con priorità alle PMI"
interno
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
P.I. E-MOLISE Molise
diffusione della new
Formazione integrata delle azioni del POR -
Politiche per il mercato del
economy nel Molise
Rafforzamento degli interventi
lavoro
P.I. Per uno sviluppo
Inserimento e reinserimento nel mercato
Politiche per il mercato del
equilibrato e armonioso
del lavoro di giovani ed adulti nella logica
lavoro
interno
Molise
Molise
P.I. Per uno sviluppo
equilibrato e armonioso
Inserimento e reinserimento nel MDL di
uomini e donne fuori del mercato del lavoro
da più di sei o dodici mesi
Politiche per il mercato del
lavoro
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Molise
P.I. Per uno sviluppo
“Sviluppo della competitività delle imprese
equilibrato e armonioso
pubbliche e private con priorità alle PMI”
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
Molise
P.I. Per uno sviluppo
“Sviluppo dell’imprenditorialità con priorità
equilibrato e armonioso
ai nuovi bacini di impiego”
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
P.I. Ambiente, turismo e
Molise
impresa. Un’integrazione
Inserimento e reinserimento nel mercato
Politiche per il mercato del
possibile per lo sviluppo
del lavoro di giovani ed adulti nella logica
lavoro
diffuso
P.I. Ambiente, turismo e
Molise
impresa. Un’integrazione
possibile per lo sviluppo
diffuso
Inserimento e reinserimento nel MDL di
uomini e donne fuori del mercato del lavoro
da più di sei o dodici mesi
278
Politiche per il mercato del
lavoro
segue (39) Interventi sulle risorse umane per PI
P.I. Ambiente, turismo e
Molise
impresa. Un’integrazione
Inserimento lavorativo e reinserimento di
possibile per lo sviluppo
soggetti a rischio di esclusione sociale
Integrazione sociale
diffuso
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
P.I. Ambiente, turismo e
Molise
impresa. Un’integrazione
“Sviluppo della competitività delle imprese
possibile per lo sviluppo
pubbliche e private con priorità alle PMI”
diffuso
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
P.I. Ambiente, turismo e
Molise
impresa. Un’integrazione
“Sviluppo dell’imprenditorialità con priorità
possibile per lo sviluppo
ai nuovi bacini di impiego”
diffuso
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
P.I. Ambiente, turismo e
Molise
impresa. Un’integrazione
Formazione integrata delle azioni del POR –
Politiche per il mercato del
possibile per lo sviluppo
Rafforzamento degli interventi
lavoro
diffuso
Molise
P.I. “Sistema locale
Inserimento e reinserimento nel MDL di
offerta turistica alto
uomini e donne fuori del mercato del lavoro
Molise”
da più di sei o dodici mesi
P.I. “Sistema locale
Molise
offerta turistica alto
Molise”
Inserimento lavorativo e reinserimento di
soggetti a rischio di esclusione sociale
Politiche per il mercato del
lavoro
Integrazione sociale
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
P.I. “Sistema locale
Molise
offerta turistica alto
Molise”
“Sviluppo della competitività delle imprese
pubbliche e private con priorità alle PMI”
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
Flessibilità delle forze di
lavoro, attività
P.I. “Sistema locale
Molise
offerta turistica alto
Molise”
“Sviluppo dell’imprenditorialità con priorità
ai nuovi bacini di impiego”
imprenditoriale,
innovazione, informazione e
tecnologie delle
comunicazioni (persone,
aziende)
P.I. “Sistema locale
Molise
offerta turistica alto
Molise”
Formazione integrata delle azioni del POR –
Politiche per il mercato del
Rafforzamento degli interventi
lavoro
279
Comuni di localizzazione del PI
n° di PI per
Regione
Comuni
Basilicata
Abriola
1
Accettura
1
Acerenza
1
Comune
Albano di Lucania
1
Aliano
1
Anzi
1
Armento
1
Atella
1
Avigliano
1
Balvano
1
Banzi
1
Baragiano
1
Barile
1
Bella
1
Bernalda
1
Brienza
1
Brindisi Montagna
1
Calciano
1
Calvello
1
Calvera
1
Campomaggiore
1
Cancellara
1
Carbone
1
Castelgrande
1
Castelluccio Inferiore
1
Castelluccio Superiore
1
Castelmezzano
1
Castelsaraceno
1
Castronuovo di Sant'Andrea
1
Cersosimo
1
Chiaromonte
1
Cirigliano
1
Colobraro
1
Corleto Perticara
1
Craco
1
Episcopia
1
Fardella
1
Ferrandina
1
Filiano
1
Forenza
1
Francavilla in Sinni
1
Gallicchio
1
Garaguso
1
Genzano di Lucania
1
Ginestra
1
Gorgoglione
1
Grassano
1
280
N° Comuni
segue (1) Comuni di localizzazione del PI
Grottole
1
Grumento Nova
1
Guardia Perticara
1
Irsina
1
Lagonegro
1
Latronico
1
Laurenzana
1
Lauria
1
Lavello
1
Maratea
1
Marsico Nuovo
1
Marsicovetere
1
Maschito
1
Matera
1
Melfi
1
Miglionico
1
Missanello
1
Moliterno
1
Montalbano Jonico
1
Montemilone
1
Montemurro
1
Montescaglioso
1
Muro Lucano
1
Nemoli
1
Noepoli
1
Nova Siri
1
Oliveto Lucano
1
Oppido Lucano
1
Palazzo San Gervasio
1
Paterno
1
Pescopagano
1
Picerno
1
Pietragalla
1
Pietrapertosa
1
Pignola
1
Pisticci
1
Policoro
1
Pomarico
1
Potenza
1
Rapolla
1
Rapone
1
Rionero in Vulture
1
Ripacandida
1
Rivello
1
Roccanova
1
Rotonda
1
Rotondella
1
Ruoti
1
Ruvo del Monte
1
Salandra
1
San Chirico Nuovo
1
281
segue (2) Comuni di localizzazione del PI
San Chirico Raparo
1
San Costantino Albanese
1
San Fele
1
San Giorgio Lucano
1
San Martino d'Agri
1
San Mauro Forte
1
San Paolo Albanese
1
San Severino Lucano
1
Sant'Angelo Le Fratte
1
Sant'Arcangelo
1
Sarconi
1
Sasso di Castalda
1
Satriano di Lucania
1
Savoia di Lucania
1
Scanzano Jonico
1
Senise
1
Spinoso
1
Stigliano
1
Teana
1
Terranova di Pollino
1
Tito
1
Tolve
1
Tramutola
1
Trecchina
1
Tricarico
1
Trivigno
1
Tursi
1
Vaglio Basilicata
1
Valsinni
1
Venosa
1
Vietri di Potenza
1
Viggianello
1
Viggiano
1
Acquaformosa
1
Basilicata Totale
Calabria
131
Aiello Calabro
1
Aieta
1
Albi
1
Albidona
1
Alessandria del Carretto
1
Amantea
1
Amaroni
1
Amato
1
Amendolara
1
Andali
1
Argusto
1
Badolato
1
Bagnara Calabra
1
Belcastro
1
Belmonte Calabro
1
Borgia
1
282
segue (3) Comuni di localizzazione del PI
Botricello
1
Buonvicino
1
Caccuri
1
Calanna
1
Campo Calabro
1
Canna
1
Caraffa di Catanzaro
1
Cardeto
1
Cardinale
1
Carlopoli
1
Cassano allo Ionio
1
Castelsilano
1
Castiglione Cosentino
1
Castrolibero
1
Castroregio
1
Castrovillari
1
Catanzaro
1
Cenadi
1
Centrache
1
Cerchiara di Calabria
1
Cerenzia
1
Cerisano
1
Cerva
1
Chiaravalle Centrale
1
Cicala
1
Civita
1
Cleto
1
Conflenti
1
Corigliano Calabro
1
Cortale
1
Cosenza
1
Cotronei
1
Cropani
1
Crotone
1
Curinga
1
Cutro
1
Davoli
1
Decollatura
1
Diamante
1
Dipignano
1
Domanico
1
Falconara Albanese
1
Falerna
1
Feroleto Antico
1
Firmo
1
Fiumara
1
Fiumefreddo Bruzio
1
Fossato Serralta
1
Francavilla Marittima
1
Frascineto
1
Gagliato
1
283
segue (4) Comuni di localizzazione del PI
Gasperina
1
Gimigliano
1
Girifalco
1
Gizzeria
1
Grisolia
1
Guardavalle
1
Isca sullo Ionio
1
Isola di Capo Rizzuto
1
Jacurso
1
Laganadi
1
Lago
1
Laino Borgo
1
Laino Castello
1
Lamezia Terme
1
Lappano
1
Longobardi
1
Lungro
1
Magisano
1
Maida
1
Maierà
1
Marano Marchesato
1
Marano Principato
1
Marcedusa
1
Marcellinara
1
Martirano
1
Martirano Lombardo
1
Mendicino
1
Mesoraca
1
Miglierina
1
Montauro
1
Montegiordano
1
Montepaone
1
Morano Calabro
1
Mormanno
1
Motta San Giovanni
1
Motta Santa Lucia
1
Nocara
1
Nocera Terinese
1
Olivadi
1
Oriolo
1
Orsomarso
1
Palermiti
1
Paola
1
Papasidero
1
Pentone
1
Petilia Policastro
1
Petrizzi
1
Pianopoli
1
Plataci
1
Platania
1
Praia a Mare
1
284
segue (5) Comuni di localizzazione del PI
Reggio di Calabria
1
Rende
1
Rocca di Neto
1
Rocca Imperiale
1
Roccabernarda
1
Roseto Capo Spulico
1
Rossano
1
San Basile
1
San Cosmo Albanese
1
San Fili
1
San Floro
1
San Giorgio Albanese
1
San Lorenzo Bellizzi
1
San Lorenzo del Vallo
1
San Lucido
1
San Mango d'Aquino
1
San Mauro Marchesato
1
San Nicola Arcella
1
San Pietro a Maida
1
San Pietro Apostolo
1
San Pietro in Amantea
1
San Pietro in Guarano
1
San Roberto
1
San Sostene
1
San Vincenzo La Costa
1
San Vito sullo Ionio
1
Santa Caterina dello Ionio
1
Santa Domenica Talao
1
Santa Maria del Cedro
1
Santa Severina
1
Sant'Alessio in Aspromonte
1
Sant'Andrea Apostolo dello Ionio
1
Santo Stefano in Aspromonte
1
Saracena
1
Satriano
1
Scalea
1
Scandale
1
Scilla
1
Sellia
1
Sellia Marina
1
Serra d'Aiello
1
Serrastretta
1
Sersale
1
Settingiano
1
Simeri Crichi
1
Sorbo San Basile
1
Soverato
1
Soveria Mannelli
1
Soveria Simeri
1
Spezzano Albanese
1
Squillace
1
285
Segue (6) Comuni di localizzazione del PI
Stalettì
1
Strongoli
1
Taverna
1
Terranova da Sibari
1
Tiriolo
1
Torre di Ruggiero
1
Tortora
1
Trebisacce
1
Vaccarizzo Albanese
1
Vallefiorita
1
Verbicaro
1
Villa San Giovanni
1
Villapiana
1
Zagarise
1
Zumpano
1
Acerno
1
Calabria Totale
Campania
185
Agerola
1
Agropoli
2
Ailano
2
Airola
1
Albanella
1
Alfano
1
Alife
2
Amalfi
2
Amorosi
1
Angri
1
Apollosa
1
Aquara
1
Arienzo
1
Ascea
1
Atena Lucana
1
Auletta
1
Avellino
1
Baronissi
2
Baselice
1
Bellona
1
Bellosguardo
1
Benevento
1
Bonea
1
Bracigliano
2
Bucciano
2
Buonabitacolo
1
Buonalbergo
1
Caggiano
1
Caiazzo
1
Calvanico
1
Calvi
1
Calvizzano
1
Camerota
2
Campolattaro
1
286
segue (7) Comuni di localizzazione del PI
Campoli del Monte Taburno
1
Campora
1
Camposano
1
Cancello ed Arnone
1
Cannalonga
1
Capaccio
1
Capri
1
Capriati a Volturno
1
Casagiove
1
Casal Velino
2
Casalbuono
1
Casalduni
2
Casaletto Spartano
1
Casamarciano
1
Casamicciola Terme
1
Casapulla
1
Caselle in Pittari
1
Caserta
2
Casola di Napoli
1
Castel di Sasso
1
Castel Morrone
1
Castel San Giorgio
1
Castel San Lorenzo
1
Castelcivita
1
Castellabate
1
Castello del Matese
2
Castelnuovo Cilento
1
Castelpagano
1
Castiglione del Genovesi
1
Cautano
1
Cava de' Tirreni
1
Celle di Bulgheria
1
Centola
2
Ceraso
1
Cerreto Sannita
1
Cetara
1
Cicciano
1
Cicerale
1
Cimitile
1
Circello
2
Conca dei Marini
1
Conca della Campania
1
Controne
1
Corbara
1
Corleto Monforte
1
Cuccaro Vetere
1
Curti
1
Cusano Mutri
1
Dragoni
1
Dugenta
1
Durazzano
1
287
segue (8) Comuni di localizzazione del PI
Ercolano
1
Faicchio
1
Felitto
1
Fisciano
1
Foglianise
1
Foiano di Val Fortore
1
Fontegreca
1
Forio
1
Formicola
1
Francolise
1
Frasso Telesino
1
Furore
1
Futani
1
Gallo Matese
2
Galluccio
1
Giffoni Sei Casali
1
Giffoni Valle Piana
1
Gioi
1
Gioia Sannitica
1
Giugliano in Campania
1
Giungano
1
Gragnano
2
Ispani
1
Laureana Cilento
1
Laurino
1
Laurito
1
Letino
2
Lettere
1
Liberi
1
Limatola
1
Liveri
1
Lustra
1
Macerata Campania
1
Magliano Vetere
1
Maiori
1
Marano di Napoli
1
Maria Capua Vetere
1
Marigliano
1
Marzano Appio
1
Massa Lubrense
2
Melizzano
1
Mercato San Severino
2
Meta
1
Moiano
2
Moio della Civitella
1
Molinara
1
Montano Antilia
1
Monte di Procida
1
Monte San Giacomo
1
Montecorice
2
Montecorvino Pugliano
1
288
segue (9) Comuni di localizzazione del PI
Montecorvino Rovella
1
Montefalcone di Val Fortore
1
Monteforte Cilento
1
Montesano sulla Marcellana
1
Montesarchio
1
Montoro Inferiore
2
Montoro Superiore
2
Morcone
1
Morigerati
1
Mugnano di Napoli
1
Napoli
3
Nocera Superiore
1
Nola
1
Novi Velia
1
Ogliastro Cilento
1
Olevano sul Tusciano
1
Omignano
1
Orria
1
Ottati
1
Padula
1
Pagani
1
Paupisi
1
Pellezzano
1
Perdifumo
1
Perito
1
Pertosa
1
Petina
1
Piaggine
1
Piana di Monte Verna
1
Piano di Sorrento
2
Piedimonte Matese
2
Pietraroja
1
Pignataro Maggiore
1
Pimonte
1
Pisciotta
3
Polla
1
Pollica
2
Pompei
1
Ponte
1
Pontecagnano Faiano
1
Pontelandolfo
1
Pontelatone
1
Portico di Caserta
1
Positano
1
Postiglione
1
Praiano
1
Prata Sannita
1
Prignano Cilento
1
Puglianello
1
Qualiano
1
Ravello
1
289
segue (10) Comuni di localizzazione del PI
Raviscanina
1
Recale
1
Reino
1
Roccadaspide
1
Roccagloriosa
1
Roccamonfina
1
Roccapiemonte
1
Roccarainola
1
Rofrano
1
Roscigno
1
Rutino
1
Sacco
1
Sala Consilina
1
Salento
1
Salerno
2
San Bartolomeo in Galdo
1
San Cipriano Picentino
1
San Felice a Cancello
1
San Giorgio del Sannio
1
San Giorgio La Molara
1
San Giovanni a Piro
2
San Gregorio Matese
2
San Lorenzello
1
San Mango Piemonte
1
San Marco dei Cavoti
1
San Martino Sannita
1
San Marzano sul Sarno
1
San Mauro Cilento
1
San Mauro la Bruca
1
San Nazzaro
1
San Nicola la Strada
1
San Paolo Bel Sito
1
San Pietro al Tanagro
1
San Potito Sannitico
2
San Prisco
1
San Rufo
1
San Valentino Torio
1
San Vitaliano
1
Santa Croce del Sannio
1
Santa Maria a Vico
1
Santa Maria Capua Vetere
2
Santa Maria la Carità
2
Santa Marina
1
Sant'Agata de' Goti
2
Sant'Agnello
1
Sant'Angelo a Fasanella
1
Sant'Angelo d'Alife
2
Sant'Antonio Abate
2
Sant'Egidio del Monte Albino
1
Sanza
1
Sapri
2
290
segue (11) Comuni di localizzazione del PI
Sarno
1
Sassano
1
Saviano
1
Scafati
1
Scala
1
Scisciano
1
Serino
2
Serramezzana
1
Serrara Fontana
1
Sessa Aurunca
1
Sessa Cilento
1
Sicignano degli Alburni
1
Solofra
2
Solopaca
1
Sorrento
2
Sparanise
1
Stella Cilento
1
Stio
1
Teano
1
Teggiano
1
Tocco Caudio
1
Tora e Piccilli
1
Torchiara
1
Torre Annunziata
1
Torre Orsaia
1
Torrecuso
1
Tortorella
1
Tramonti
2
Tufino
1
Valle Agricola
2
Valle dell'Angelo
1
Vallo della Lucania
1
Vibonati
1
Vico Equense
2
Vietri sul Mare
2
Villaricca
1
Visciano
1
Vitulano
1
Vitulazio
1
Acquaviva Collecroce
1
Campania Totale
Molise
325
Acquaviva d'Isernia
1
Agnone
2
Bagnoli del Trigno
2
Baranello
1
Belmonte del Sannio
2
Bojano
2
Bonefro
1
Busso
1
Campobasso
1
291
Segue (12) Comuni di localizzazione del PI
Campochiaro
2
Campodipietra
1
Campolieto
1
Campomarino
1
Cantalupo nel Sannio
1
Capracotta
2
Carovilli
2
Carpinone
3
Casacalenda
1
Casalciprano
1
Castel del Giudice
2
Castel San Vincenzo
1
Castelbottaccio
1
Castellino del Biferno
1
Castelmauro
1
Castelpetroso
1
Castelpizzuto
1
Castelverrino
2
Castropignano
1
Cercemaggiore
1
Cercepiccola
1
Chiauci
2
Civitacampomarano
1
Civitanova del Sannio
2
Colle d'Anchise
1
Colletorto
1
Conca Casale
1
Duronia
1
Filignano
1
Forlì del Sannio
1
Fornelli
1
Fossalto
1
Frosolone
3
Gambatesa
1
Gildone
1
Guardialfiera
1
Guardiaregia
1
Guglionesi
1
Jelsi
1
Larino
1
Limosano
1
Longano
1
Lucito
1
Lupara
1
Macchia d'Isernia
2
Macchia Valfortore
1
Macchiagodena
2
Mafalda
1
Matrice
1
Mirabello Sannitico
1
Miranda
1
292
segue (13) Comuni di localizzazione del PI
Molise
1
Monacilioni
1
Montagano
1
Montaquila
2
Montecilfone
1
Montefalcone nel Sannio
1
Montelongo
1
Montemitro
1
Montenero di Bisaccia
1
Montenero Val Cocchiara
1
Monteroduni
2
Montorio nei Frentani
1
Morrone del Sannio
1
Oratino
1
Palata
1
Pesche
1
Pescolanciano
2
Pescopennataro
2
Petacciato
1
Petrella Tifernina
1
Pettoranello del Molise
2
Pietrabbondante
2
Pietracatella
1
Pietracupa
1
Pizzone
1
Poggio Sannita
2
Portocannone
1
Pozzilli
2
Provvidenti
1
Riccia
1
Rionero Sannitico
2
Ripabottoni
1
Ripalimosani
1
Roccamandolfi
1
Roccasicura
2
Roccavivara
1
Rocchetta a Volturno
1
Rotello
1
Salcito
1
San Biase
1
San Felice del Molise
1
San Giacomo degli Schiavoni
1
San Giovanni in Galdo
1
San Giuliano del Sannio
1
San Giuliano di Puglia
1
San Martino in Pensilis
1
San Massimo
1
San Pietro Avellana
2
San Polo Matese
2
Santa Croce di Magliano
1
Santa Maria del Molise
1
293
segue (14) Comuni di localizzazione del PI
Sant'Agapito
1
Sant'Angelo del Pesco
2
Sant'Angelo Limosano
1
Sant'Elena Sannita
2
Sant'Elia a Pianisi
1
Scapoli
1
Sepino
1
Sessano del Molise
3
Sesto Campano
2
Spinete
1
Tavenna
1
Termoli
1
Terrazzano
1
Torella del Sannio
1
Toro
1
Trivento
2
Tufara
1
Ururi
1
Vastogirardi
2
Venafro
2
Vinchiaturo
1
Accadia
1
Molise Totale
Puglia
170
Acquarica del Capo
1
Acquaviva delle Fonti
1
Adelfia
1
Alberobello
1
Alberona
1
Alessano
1
Alezio
1
Alliste
1
Altamura
1
Andrano
1
Andria
1
Aradeo
1
Arnesano
1
Ascoli Satriano
1
Avetrana
1
Bagnolo del Salento
1
Bari
1
Barletta
1
Biccari
1
Binetto
1
Bisceglie
1
Bitetto
1
Bitonto
1
Bitritto
1
Botrugno
1
Bovino
1
Brindisi
2
Calimera
1
294
segue (15) Comuni di localizzazione del PI
Campi Salentina
1
Candela
1
Cannole
1
Canosa di Puglia
1
Caprarica di Lecce
1
Capurso
1
Carlantino
1
Carmiano
1
Carosino
1
Carovigno
2
Carpignano Salentino
1
Casalnuovo Monterotaro
1
Casalvecchio di Puglia
1
Casamassima
1
Casarano
1
Cassano delle Murge
1
Castellana Grotte
1
Castelluccio Valmaggiore
1
Castelnuovo della Daunia
1
Castri di Lecce
1
Castrignano de' Greci
1
Castrignano del Capo
1
Castro
1
Cavallino
1
Ceglie Messapica
2
Celenza Valfortore
1
Cellamare
1
Celle di San Vito
1
Cellino San Marco
2
Cisternino
2
Collepasso
1
Copertino
1
Corato
1
Corigliano d'Otranto
1
Corsano
1
Crispiano
1
Cursi
1
Cutrofiano
1
Deliceto
1
Diso
1
Erchie
1
Faggiano
1
Fasano
2
Fragagnano
1
Francavilla Fontana
2
Gagliano del Capo
1
Galatina
1
Galatone
1
Gallipoli
1
Ginosa
1
Gioia del Colle
1
295
segue (16) Comuni di localizzazione del PI
Giovinazzo
1
Giuggianello
1
Gravina in Puglia
1
Grottaglie
1
Grumo Appula
1
Guagnano
1
Latiano
2
Lecce
1
Leporano
1
Lequile
1
Leverano
1
Lizzanello
1
Lizzano
1
Locorotondo
1
Maglie
1
Manduria
1
Margherita di Savoia
1
Martano
1
Martignano
1
Martina Franca
1
Maruggio
1
Massafra
1
Matino
1
Melendugno
1
Melissano
1
Melpignano
1
Mesagne
2
Miggiano
1
Minervino di Lecce
1
Minervino Murge
1
Modugno
1
Mola di Bari
1
Molfetta
1
Monopoli
1
Monteiasi
1
Monteleone di Puglia
1
Montemesola
1
Monteparano
1
Monteroni di Lecce
1
Montesano Salentino
1
Morciano di Leuca
1
Motta Montecorvino
1
Muro Leccese
1
Nardò
1
Neviano
1
Noci
1
Nociglia
1
Noicattaro
1
Novoli
1
Oria
2
Orsara di Puglia
1
296
segue (17) Comuni di localizzazione del PI
Ortelle
1
Ostuni
2
Otranto
1
Palmariggi
1
Palo del Colle
1
Panni
1
Parabita
1
Patù
1
Pietramontecorvino
1
Poggiardo
1
Poggiorsini
1
Porto Cesareo
1
Presicce
1
Pulsano
1
Putignano
1
Racale
1
Roccaforzata
1
Rocchetta Sant'Antonio
1
Roseto Valfortore
1
Ruffano
1
Rutigliano
1
Ruvo di Puglia
1
Salice Salentino
1
Salve
1
Sammichele di Bari
1
San Cassiano
1
San Cesario di Lecce
1
San Donaci
2
San Donato di Lecce
1
San Ferdinando di Puglia
1
San Giorgio Ionico
1
San Marco la Catola
1
San Marzano di San Giuseppe
1
San Michele Salentino
2
San Pancrazio Salentino
2
San Pietro in Lama
1
San Pietro Vernotico
1
San Vito dei Normanni
2
Sanarica
1
Sannicandro di Bari
1
Sannicola
1
Santa Cesarea Terme
1
Sant'Agata di Puglia
1
Santeramo in Colle
1
Sava
1
Scorrano
1
Seclì
1
Sogliano Cavour
1
Soleto
1
Specchia
1
297
Segue (18) Comuni di localizzazione del PI
Spinazzola
1
Spongano
1
Squinzano
1
Sternatia
1
Supersano
1
Surano
1
Surbo
1
Taranto
1
Taurisano
1
Taviano
1
Terlizzi
1
Tiggiano
1
Torchiarolo
2
Toritto
1
Torre Santa Susanna
2
Torricella
1
Trani
1
Trepuzzi
1
Tricase
1
Triggiano
1
Trinitapoli
1
Troia
1
Tuglie
1
Turi
1
Ugento
1
Uggiano la Chiesa
1
Valenzano
1
Veglie
1
Vernole
1
Villa Castelli
2
Volturara Appula
1
Volturino
1
Zollino
1
Abbasanta
1
Puglia Totale
Sardegna
232
Aggius
1
Aglientu
1
Ales
1
Alghero
1
Allai
1
Arborea
1
Arbus
1
Ardauli
1
Arzachena
1
Banari
1
Baressa
1
Barrali
1
Bolotana
1
Bonnanaro
1
Borore
1
Bosa
1
298
segue (19) Comuni di localizzazione del PI
Busachi
1
Cagliari
1
Capoterra
1
Carbonia
1
Castelsardo
1
Cheremule
1
Curcuris
1
Decimoputzu
1
Dolianova
1
Domus de Maria
1
Domusnovas
1
Escalaplano
1
Fordongianus
1
Gesturi
1
Ghilarza
1
Golfo Aranci
1
Gonnoscodina
1
Gonnosfanadiga
1
Gonnosnò
1
Guspini
1
Iglesias
1
Isili
1
La Maddalena
1
Loiri Porto San Paolo
1
Luras
1
Macomer
1
Mandas
1
Mara
1
Marrubiu
1
Monserrato
1
Monti
1
Narcao
1
Neoneli
1
Norbello
1
Nurallao
1
Nuxis
1
Olbia
1
Oristano
1
Palmas Arborea
1
Porto Torres
1
Pozzomaggiore
1
Pula
1
Samassi
1
Samugheo
1
San Gavino Monreale
1
Sanluri
1
Santa Teresa Gallura
1
Sarroch
1
Sassari
1
Selargius
1
Semestene
1
299
segue (20) Comuni di localizzazione del PI
Sennori
1
Serramanna
1
Serrenti
1
Settimo San Pietro
1
Seulo
1
Siamanna
1
Siligo
1
Sini
1
Soleminis
1
Sorso
1
Tempio Pausania
1
Terralba
1
Thiesi
1
Trinità d'Agultu e Vignola
1
Ulà Tirso
1
Vallermosa
1
Villa San Pietro
1
Villa Sant'Antonio
1
Villa Verde
1
Villacidro
1
Villamassargia
1
Villasor
1
Villaurbana
1
Aci Bonaccorsi
1
Sardegna Totale
Sicilia
91
Acquaviva Platani
1
Acquedolci
1
Adrano
1
Agira
1
Agrigento
1
Aidone
1
Alcara li Fusi
1
Alessandria della Rocca
1
Alì
1
Alì Terme
1
Alia
1
Alimena
1
Aliminusa
1
Altofonte
1
Antillo
1
Aragona
1
Assoro
1
Avola
1
Balestrate
1
Barrafranca
1
Basicò
1
Belmonte Mezzagno
1
Belpasso
1
Biancavilla
1
Bisacquino
1
Bivona
1
300
segue (21) Comuni di localizzazione del PI
Blufi
1
Bompensiere
1
Bompietro
1
Borgetto
1
Brolo
1
Bronte
1
Buccheri
1
Burgio
1
Buscemi
1
Butera
1
Caccamo
1
Calamonaci
1
Calascibetta
1
Calatabiano
1
Caltabellotta
1
Caltagirone
1
Caltanissetta
1
Caltavuturo
1
Camastra
1
Cammarata
1
Campobello di Licata
1
Campofelice di Fitalia
1
Campofelice di Roccella
1
Campofiorito
1
Campofranco
1
Camporeale
1
Camporotondo Etneo
1
Canicattì
1
Canicattini Bagni
1
Capaci
1
Capizzi
1
Capo d'Orlando
1
Capri Leone
1
Carini
1
Carlentini
1
Caronia
1
Casalvecchio Siculo
1
Cassaro
1
Castel di Iudica
1
Castel di Lucio
1
Castelbuono
1
Castellana Sicula
1
Castell'Umberto
1
Castelmola
1
Casteltermini
1
Castiglione di Sicilia
1
Castrofilippo
1
Castronovo di Sicilia
1
Catania
1
Catenanuova
1
Cattolica Eraclea
1
301
segue (22) Comuni di localizzazione del PI
Cefalà Diana
1
Cefalù
1
Centuripe
1
Cerami
1
Cerda
1
Cesarò
1
Chiaramonte Gulfi
1
Chiusa Sclafani
1
Cianciana
1
Cinisi
1
Collesano
1
Comitini
1
Condrò
1
Contessa Entellina
1
Corleone
1
Delia
1
Enna
1
Erice
1
Falcone
1
Favara
1
Favignana
1
Ferla
2
Ficarra
1
Fiumedinisi
1
Fiumefreddo di Sicilia
1
Floresta
1
Floridia
1
Forza d'Agrò
1
Francavilla di Sicilia
1
Francofonte
1
Frazzanò
1
Furci Siculo
1
Gaggi
1
Gagliano Castelferrato
1
Galati Mamertino
1
Gallodoro
1
Gangi
1
Gela
1
Geraci Siculo
1
Giardinello
1
Giardini-Naxos
1
Giarratana
1
Giarre
1
Gioiosa Marea
1
Giuliana
1
Godrano
1
Grammichele
1
Graniti
1
Gratteri
1
Gravina di Catania
1
Grotte
1
302
segue (23) Comuni di localizzazione del PI
Gualtieri Sicaminò
1
Isnello
1
Isola delle Femmine
1
Itala
1
Joppolo Giancaxio
1
Lascari
1
Leni
1
Lentini
1
Leonforte
1
Lercara Friddi
1
Letojanni
1
Licata
1
Licodia Eubea
1
Limina
1
Linguaglossa
1
Lipari
1
Longi
1
Lucca Sicula
1
Maletto
1
Malfa
1
Malvagna
1
Mandanici
1
Maniace
1
Marianopoli
1
Marineo
1
Mascali
1
Mascalucia
1
Mazzarino
1
Mazzarrone
1
Menfi
1
Messina
1
Mezzojuso
1
Milena
1
Militello in Val di Catania
1
Militello Rosmarino
1
Milo
1
Mineo
1
Mirabella Imbaccari
1
Mirto
1
Misterbianco
1
Mistretta
1
Moio Alcantara
1
Monforte San Giorgio
1
Mongiuffi Melia
1
Monreale
1
Montagnareale
1
Montalbano Elicona
1
Montallegro
1
Montedoro
1
Montelepre
1
303
Segue (24) Comuni di localizzazione del PI
Montemaggiore Belsito
1
Monterosso Almo
1
Montevago
1
Motta Camastra
1
Motta d'Affermo
1
Motta Sant'Anastasia
1
Mussomeli
1
Naro
1
Naso
1
Nicolosi
1
Nicosia
1
Niscemi
1
Nissoria
1
Nizza di Sicilia
1
Noto
1
Novara di Sicilia
1
Oliveri
1
Pace del Mela
1
Pachino
1
Pagliara
1
Palagonia
1
Palazzo Adriano
1
Palazzolo Acreide
1
Palermo
1
Palma di Montechiaro
1
Pantelleria
1
Partinico
1
Paternò
1
Patti
1
Pedara
1
Petralia Soprana
1
Petralia Sottana
1
Pettineo
1
Piana degli Albanesi
1
Piazza Armerina
1
Piedimonte Etneo
1
Pietraperzia
1
Piraino
1
Polizzi Generosa
1
Pollina
1
Porto Empedocle
1
Portopalo di Capo Passero
1
Prizzi
1
Racalmuto
1
Raccuja
1
Raddusa
1
Raffadali
1
Ragalna
1
Ragusa
1
Ramacca
1
Randazzo
1
304
segue (25) Comuni di localizzazione del PI
Ravanusa
1
Realmonte
1
Regalbuto
1
Reitano
1
Resuttano
1
Ribera
1
Riesi
1
Riposto
1
Roccafiorita
1
Roccalumera
1
Roccamena
1
Roccapalumba
1
Roccavaldina
1
Roccella Valdemone
1
Rometta
1
Rosolini
1
Sambuca di Sicilia
1
San Biagio Platani
1
San Cataldo
1
San Cipirello
1
San Cono
1
San Filippo del Mela
1
San Fratello
1
San Giovanni Gemini
1
San Giovanni la Punta
1
San Giuseppe Jato
1
San Marco d'Alunzio
1
San Mauro Castelverde
1
San Michele di Ganzaria
1
San Pier Niceto
1
San Piero Patti
1
San Pietro Clarenza
1
San Salvatore di Fitalia
1
San Teodoro
1
Santa Caterina Villarmosa
1
Santa Cristina Gela
1
Santa Domenica Vittoria
1
Santa Elisabetta
1
Santa Lucia del Mela
1
Santa Margherita di Belice
1
Santa Maria di Licodia
1
Santa Marina Salina
1
Santa Teresa di Riva
1
Santa Venerina
1
Sant'Agata di Militello
2
Sant'Agata li Battiati
1
Sant'Alessio Siculo
1
Sant'Alfio
1
Sant'Angelo di Brolo
1
Sant'Angelo Muxaro
1
Santo Stefano di Camastra
1
305
segue (26) Comuni di localizzazione del PI
Santo Stefano Quisquina
1
Saponara
1
Savoca
1
Scaletta Zanclea
1
Sciacca
1
Sciara
1
Scillato
1
Sclafani Bagni
1
Scordia
1
Serradifalco
1
Siculiana
1
Sinagra
1
Siracusa
1
Solarino
1
Sommatino
1
Sortino
1
Spadafora
1
Sperlinga
1
Sutera
1
Taormina
1
Terrasini
1
Torregrotta
1
Torrenova
1
Torretta
1
Tortorici
1
Trapani
1
Trappeto
1
Trecastagni
1
Tremestieri Etneo
1
Tripi
1
Troina
1
Tusa
1
Ucria
1
Valderice
1
Valdina
1
Valguarnera Caropepe
1
Valledolmo
1
Vallelunga Pratameno
1
Venetico
1
Viagrande
1
Vicari
1
Villafranca Sicula
1
Villafranca Tirrena
1
Villafrati
1
Villalba
1
Villarosa
1
Vizzini
1
Zafferana Etnea
1
Sicilia Totale
331
TOTALE
1.465
306
L’“Osservatorio Istituzionale e Normativo” rappresenta uno strumento divulgativo ISSN (codice che è stato attribuito a garanzia
dell’affidabilità tecnico-scientifica), che esce a cadenza trimestrale
e che viene realizzato dall’Area Studi Istituzionali e Normativi a
supporto delle attività di ricerca e di assistenza tecnica dell’Isfol.
Vi sono contenuti atti normativi e documentali, nazionali, regionali e di rilevanza istituzionale, relativi alle materie dell’Istituto
(istruzione, formazione, lavoro, politiche sociali, sviluppo locale,
decentramento/federalismo ecc.). In particolare, la normativa selezionata che viene riportata è corredata da una sintetica analisi
ragionata.
A questa parte fondamentale si aggiungono sezioni specifiche dedicate ad interventi di esperti, recensioni a pubblicazioni interne
o esterne, informazioni relative a norme citate o ad argomenti
correlati reperibili sul Web, notizie e documenti inerenti le attività dell’Area, commenti ai principali atti normativi o documentali, i più importanti dei quali messi in primo piano ed, infine, un
indice riassuntivo per facilitare il reperimento di tutta la normativa inserita.
L’area SIN dell’ISFOL, invita ad esprimere suggerimenti volti
ad individuare ulterirori fonti informative di particolare interesse (autori, collane, case editrici, fonti internet, ecc.)
Questa linea editoriale, che crediamo sia di gradimento dei lettori, prevede anche la divulgazione di “numeri monografici”, destinati ad approfondire singole tematiche.
MONOGRAFICO 4/2004
13
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