ing. Domenico Mannelli
www.mannelli.info
La risonanza
magnetica
RISONANZA
Un sistema fisico è in condizione di risonanza
quando le condizioni sono tali da determinare il
massimo trasferimento di potenza (energia/unità
di tempo) al sistema stesso.
ENERGIA
In un sistema caratterizzato da una
velocità angolare propria 0 , sollecitato
alla velocità angolare , si parla di
risonanza quando l’ ampiezza dell’
oscillazione presenta un picco molto
pronunciato per  = 0 .
2009
2/54
Nucleare
Molti nuclei possiedono una proprietà
detta spin;
Se hanno spin, sono dotati anche di
momento magnetico, che può essere
messo in risonanza.
2009
3/54
MAGNETIZZAZIONE NUCLEARE
L’acqua, principale costituente del corpo umano, nonché
molto abbondante in natura, è ricca di idrogeno.
Il nucleo degli atomi di idrogeno è proprio quello che più
facilmente si presta ad essere usato nelle analisi a
risonanza magnetica nucleare (NMR).
Quando poniamo una bottiglia d’acqua dentro il magnete
di un apparato NMR, i nuclei di idrogeno risentono del
campo magnetico assumendo una configurazione
“ordinata” e dando luogo ad una magnetizzazione
nucleare.
2009
4/54
RILASSAMENTO
Se, a questo punto, si crea in modo opportuno un secondo campo
magnetico, associato ad un impulso di onde elettromagnetiche di
lunghezza d’onda opportuna, l’ordine viene perturbato.
Al termine della perturbazione, i nuclei tendono a tornare nella
configurazione iniziale impiegando un certo tempo.
Analizzando un qualunque mezzo poroso contenente nuclei di idrogeno,
dalla distribuzione dei tempi di “rilassamento” possiamo ottenere
informazioni relative alle caratteristiche del campione senza in alcun
modo distruggerlo o danneggiarlo.
2009
5/54
RISCHI POTENZIALI
I rischi potenziali associati all'utilizzo di
apparecchiature diagnostiche di Risonanza
Magnetica Nucleare sono classificati secondo i
seguenti tre agenti fisici:
a) effetti di campi magnetici statici;
b) effetti legati all’assorbimento di campi
elettromagnetici a radiofrequenza (radiazioni non
ionizzanti);
c) effetti legati a campi magnetici variabili nel
tempo.
2009
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APPARECCHIATURE DI RMN
di tipo resistivo
di tipo permanente
di tipo superconduttivo
2009
7/54
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
D.M. 2/8/1991 Allegato 1, 3, 6
ESPERTO RESPONSABILE (ER)
MEDICO RESPONSABILE (MR)
• Circolare del Ministero della SanitàDirezione Generale Ospedali- divisione II Prot.
900.2/4.1-AG/581 del 28/4/92
• Decreto Ministeriale 3/8/1993
2009
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LINEE GUIDA RACCOMANDAZIONI
ISPESL: Procedure autorizzative e gestionali relative all’installazioe
ed uso di apparecchiature diagnostiche a risonanza magnetica
(2004)
REPORT AIFM: Raccomandazioni per l’assicurazione di qualita’ in
risonanza magnetica n.2 - 2004
ISS: Valutazione della sicurezza dell’installazione di apparecchiature
diagnostiche a risonanza magnetica a campi superiori a 2 Tesla
CEI EN 60601-2-33: 33: Prescrizioni particolari di sicurezza
relative agli apparecchi a risonanza magnetica per diagnostica
medica (02-2004)
DIRETTIVA 2004/40/CE (29-4-2004) : Prescrizioni minime di
sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi
derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici)
ICNIRP: Medical magnetic resonance procedures: protection of the
patients (Health Physics: Vol87, N 2, 197-216, August 2004)
2009
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IDENTIFICAZIONE DEL RISCHIO
RISCHIO ASSOCIATO A:
• CAMPO MAGNETICO STATICO
• CAMPO MAGNETICO VARIABILE NEL TEMPO
• RADIOFREQUENZA
• RUMORE
• LIQUIDI CRIOGENICI
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CAMPO MAGNETICO STATICO – RISCHIO –
PAZIENTE EFFETTI A BREVE TERMINE
PERMANENZA CORPO UMANO: non esistono
evidenze significative di effetti dannosi o
irreversibili per campi magnetici statici <= 2 T.
Effetti collaterali rilevati su volontari esposti a
campi più elevati (3, 4-8 T) richiedono ulteriori
approfondimenti in previsione dei futuri sviluppi
delle applicazioni cliniche su tali sistemi
Limite campo per esami clinici whole-body: 4 T
(U.S. FDA 1997 - IEC 2001)
2009
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CAMPO MAGNETICO STATICO - RISCHIO
MOVIMENTI traslazione e rotazione
divengono importanti nel caso di presenza di impianti
metallici nelle vicinanze di vasi sanguigni o tessuti
delicati.
• clips intracraniche
• protesi ortopediche
• valvole cardiache
• apparecchi dentali
• impianti otoacustici e oculari
• schegge e proiettili
2009
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CAMPO MAGNETICO STATICO - RISCHIO
“EFFETTO MISSILE”: capacità del campo magnetico
statico periferico di attrarre oggetti ferromagnetici in
direzione delle linee di campo verso il centro del magnete
La FORZA di attrazione - torsione dipende:
• proprietà magnetiche del materiale
• intensità del campo (> 3 mT)
• gradiente di campo (attrazione)
• allineamento dell’oggetto (torsione)
• massa e forma dell’oggetto
RISCHIO per il paziente o chiunque si trovi sulla traiettoria
2009
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CAMPO MAGNETICO STATICO - PROTEZIONE
MAPPATURA DEL CAMPO MAGNETICO NELLE TRE DIREZIONI
PRINCIPALI
SEGNALETICA DI DIVIETO
INFORMAZIONE PAZIENTE - LAVORATORE
(regolamento interno - norme di sicurezza corsi di formazione )
METAL DETECTOR
CARRELLO DI EMERGENZA
Non
BARELLA
ferromagnetici
ESTINTORI

2009
14/54
CAMPO MAGNETICO VARIABILE NEL TEMPO EFFETTI
La rapida variazione, accensione e spegnimento,
delle correnti nelle bobine dei gradienti
provocano due effetti all’interno del corpo del
paziente
- creazione del gradiente di campo magnetico
(effetto voluto per imaging)
- induzione di potenziali elettrici entro i tessuti o
altri conduttori all’interno del corpo
2009
15/54
CAMPO MAGNETICO VARIABILE NEL TEMPO RISCHIO
STIMOLI NEUROLOGICI
Stimolazione nervosa periferica non è a rischio di
vita ma risulta fastidiosa e provoca l’interruzione
dell’esame
Stimolazione cardiaca ( induzione di un battito
ectopico o di altra aritmia cardiaca) molto
pericolosa ma a soglia superiore rispetto alla
stimolazione nervosa
RISCALDAMENTO DEL
TESSUTO : trascurabile e quindi clinicamente non
significativo
2009
16/54
CAMPO A RADIOFREQUENZA – RISCHIO
PAZIENTE
AUMENTO DELLA TEMPERATURA DEL
TESSUTO
Dipende
* dal sistema di termoregolazione del paziente
che agisce per convezione (flusso sanguigno),
conduzione, irradiazione ed evaporazione
* dalle condizioni dell’ambiente circostante:
temperatura, umidità relativa, areazione
2009
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CAMPO A RADIOFREQUENZA - EFFETTI
Viene definito un termine “dosimetrico” per
l’energia media dissipata nel corpo per unità di
massa e di tempo
specific energy absorption rate SAR:
Unità di misura: watt per kilogram (W/kg)
SAR mediato su corpo intero
SAR parti del corpo: testa,torace,estremità
SAR locale (SAR mediato in 1 g di tessuto)
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VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE A RF D.M.
3/8/1993
“Il D.M. 3/8/1993 raccomanda che , nel caso l’utente non
possegga mezzi adeguati per la determinazione dei
valori di SAR e dB/dt, richieda alla casa costruttrice
informazioni dettagliate e i dati necessari al rispetto
delle raccomandazioni in materia
I valori limite per il SAR sono estesi anche ai lavoratori
2009
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CAMPO A RADIOFREQUENZA – RISCHIO
PAZIENTE
AUMENTO DELLA TEMPERATURA
Legislazione nazionale : innalzamento < 0.5 °C
VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE a RF D.M. 3/8/1993
E’ possibile… innalzamento massimo… al corpo intero <1°C
tenendo presente che
- nel caso di bambini e malati affetti da disturbi
cardiocircolatori < 0.5 °C.
- RISCALDAMENTO LOCALIZZATO
TESTA < 38 °C
TRONCO < 39 °C
ARTI INF. < 40 °C
2009
20/54
TITOLO VIII – AGENTI FISICI
CAPO IV – PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI
DI ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTROMAGNETICI
N° 7 articoli (da art. 206 a art. 212)
Articolo 206 - Campo di applicazione
1. Il presente capo determina i requisiti minimi per la
protezione dei lavoratori contro i rischi per la
salute e la sicurezza derivanti dall'esposizione ai
campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz), come
definiti dall'articolo 207, durante il lavoro. Le
disposizioni riguardano la protezione dai rischi per
la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli
effetti nocivi a breve termine conosciuti nel corpo
umano derivanti dalla circolazione di correnti
indotte e dall'assorbimento di energia, e da
correnti di contatto.
2009
21/54
Articolo 207 - Definizioni
1. Agli effetti delle disposizioni del presente capo si intendono per:
a) campi elettromagnetici: campi magnetici statici e campi elettrici,
magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo di frequenza
inferiore o pari a 300 GHz;
b) valori limite di esposizione : limiti all'esposizione a campi
elettromagnetici che sono basati direttamente sugli effetti sulla
salute accertati e su considerazioni biologiche. Il rispetto di questi
limiti garantisce che i lavoratori esposti ai campi elettromagnetici
sono protetti contro tutti gli effetti nocivi a breve termine per la
salute conosciuti;
c) valori di azione: l'entità' dei parametri direttamente misurabili,
espressi in termini di intensità di campo elettrico (E), intensità di
campo magnetico (H), induzione magnetica (B) e densità di potenza
(S), che determina l'obbligo di adottare una o più delle misure
specificate nel presente capo. Il rispetto di questi valori assicura il
2009
22/24
rispetto dei pertinenti valori limite di esposizione.
ARTICOLO 306 - DISPOSIZIONI FINALI
3. Le disposizioni di cui al titolo VIII, capo IV
entrano in vigore alla data fissata dal primo
comma dell'articolo 13, paragrafo 1, della
direttiva 2004/40/CE;
2009
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ALLEGATO XXXVI
TABELLA 1
Valori limite di esposizione ( articolo 188, comma 1).
Tutte le condizioni devono essere rispettate.
Intervallo di
frequenza
Densità di
corrente per
corpo e tronco
J (mA/m2)
(rms)
Fino a 1 Hz
1 – 4 Hz
4 – 1000 Hz
1000 Hz – 100
kHz
100 kHz – 10 Mhz
10 MHz – 10 GHz
10 – 300 GHz
2009
SAR
mediato sul
corpo
intero
(W/kg)
SAR
localizzato
(capo e
tronco)
SAR
localizzat
o
(arti)
(W/kg)
(W/kg)
Densità di
potenza
(W/m2)
40
40/f
10
f/100
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
f/100
/
/
0,4
0,4
/
10
10
/
20
20
/
/
/
50
24/24
ALLEGATO XXXVI
TABELLA 2
Valori di azione ( art. 188, comma 2)
[valori efficaci (rms) imperturbati]
Intervallo di
frequenza
0 – 1 Hz
Intensità di
campo
elettrico
Intensità di
campo
magnetico
magnetica
E (V/m)
H (A/m)
B (μT)
/
1,63 x 105
2 x 105
2x
105
Densità di
potenza di
onda piana
Seq (W/m2)
Corrente di
contatto,
IC (mA)
Corrente
indotta
attraverso
gli arti
IL (mA)
/
1,0
/
/f2
/
1,0
/
1 – 8 Hz
20000
8 – 25 Hz
20000
2 x 104/f
2,5 x 104 /f
/
1,0
/
0,025 – 0,82
kHz
0,82 – 2,5
kHz
2,5 – 65 kHz
500/f
20/f
25/f
/
1,0
/
610
24,4
30,7
/
1,0
/
610
24,4
30,7
/
0,4f
/
65 – 100 kHz
610
1600/f
2000/f
/
0,4f
/
0,1 – 1 MHz
610
1,6/f
2/f
/
40
/
1 – 10 MHz
610/f
1,6/f
2/f
/
40
/
10 – 110 MHz
61
0,16
0,2
10
40
100
110 – 400
MHz
400 – 2000
MHz
2 – 300 GHz
61
0,16
0,2
10
/
/
3f1/2
0,008f1/2
0,01f1/2
f/40
/
/
137
0,36
0,45
50
/
/
2009
1,63 x
105/f2
Induzione
25/24
RUMORE EFFETTI
CAUSA: rapido accensione e spegnimento dei
gradienti - le correnti , in presenza del forte
campo magnetico principale, producono forze di
lorenz intense sulle bobine del sistema di gradienti
mettendole in vibrazione.
Alcune apparecchiature recenti utilizzano “quiet”
gradient coils, progettati in modo che tutte le forze
di Lorenz prodotte si bilancino in modo tale da
ridurre la vibrazione meccanica e il rumore associato
2009
26/54
LIQUIDI CRIOGENI RISCHIO
ELIO • inodore, non infiammmabile, non tossico
• più leggero dell’aria --> si accumula verso il
soffitto
• evapora producendo vapori freddi ( a 20°C
1 litro di elio liquido produce circa 750 litri di
elio gassoso)
• DANNI DA GELO: contatto pelle provoca
danni simili a ustioni
• SOFFOCAMENTO abbassa la concentrazione
di O2 nell’aria
• CONDENSAZIONE DELL’OSSIGENO aumenta
il rischio di incendio
2009
27/54
LIQUIDI CRIOGENI RISCHIO
QUENCH
• si sviluppano 104 - 106 litri di elio
gassoso a pressione atmosferica
BOIL-OFF
• lenta evaporazione fino a qualche
decina di litri all’ ora
2009
28/54
LIQUIDI CRIOGENI PROTEZIONE
PAZIENTE / OPERATORE:
Verifica periodica dei sistemi di sicurezza
dell’impianto:
•rivelatore di ossigeno
•sistema espulsione dei gas in caso di “quench”
•sistema di ventilazione (condizioni normali:10
ricambi/ora)
•sistema di aspirazione forzata (20 ricambi/ora)
2009
29/54
ESPERTO RESPONSABILE (ER)
il rappresentante legale della struttura sanitaria
autorizzata, prima di esperire un’attività connessa
alla RM, deve acquisire, dal proprio Esperto
Responsabile (ER) di cui all’allegato n.3 . punto 4-10
del D.M. 2/8/91 (pagg. 33-37 G.U. n. 194 del
20/08/1991 . Serie Generale), all’uopo, e con
congruo anticipo, opportunamente identificato e
formalmente incaricato, una relazione scritta
contenente le valutazioni e le indicazioni di
protezione inerenti l’attività stessa e di cui agli
standards di sicurezza dell’art.2 del DPR 542/94.
2009
30/54
ESPERTO RESPONSABILE DELLA SICUREZZA
DELL’IMPIANTO
Esperto Responsabile della sicurezza dell’impianto è la figura preposta per tutti gli aspetti tecnici
legati alle problematiche tecnico-ficoingegneristiche di sicurezza.
Per questa figura è richiesto il diploma di laurea ed
un curriculum professionale specifico, in base a
quanto esplicitamente disposto dall.art.2 del D.M.
29/11/1985.
non esiste un elenco professionale degli esperti responsabili (sul tipo di quello degli
esperti qualificati) , non esistono corsi di formazione abilitanti di matrice
2009
31/54
ministeriale.
COMPITI DELL’ESPERTO RESPONSABILE PER LA
SICUREZZA
sorveglianza fisica dell’ambiente
segnalazione degli incidenti di tipo tecnico
formazione/informazione del personale (con MR) ai
sensi degli artt. 21 e 22 del D.Lgs. 626/94
segnalazione al SPP del fattore di rischio specifico
connesso con l’attività del sito RMN
garanzia della regolare manutenzione di ambienti,
attrezzature, macchine ed impianti, con
particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza, ed
in conformità alle indicazioni dei fabbricanti (art.3
punto r della 626)
2009
32/54
COLLABORAZIONE FRA L’ ER ED IL SERVIZIO DI
PREVENZIONE E PROTEZIONE
Il rappresentante legale della struttura sanitaria
autorizzata garantisce altresì le condizioni per la
collaborazione, nell’ambito delle rispettive
competenze, fra l’ ER ed il Servizio di Prevenzione
e Protezione (SPP) di cui all.art.8 del D.Lgs.
626/94. L’ER è tenuto a partecipare alle riunioni
periodiche di cui all.art. 11 del D.Lgs. predetto.
L’ER espleta le funzioni di cui al punto 4.10
dell.allegato 3 del D.M. 2/8/91, con particolare
riguardo alla esecuzione dei controlli di qualità,
rispettando quanto previsto dall’art.1 comma 3
lettera r del D. Lgs. 626/94.
2009
33/54
COMPITI DEL MEDICO RESPONSABILE PER LA
SICUREZZA DEL PRESIDIO RM
Stesura , conoscenza e rispetto delle norme interne di sicurezza e
dell’ esecuzione dei controlli di qualità (in collaborazione con
l’Esperto Responsabile per la sicurezza)
Il divieto di accesso alle zone di rispetto a persone non
autorizzate, ed il divieto di introduzione di oggetti ferromagnetici
L’approntamento di idonea segnaletica che interdica l.accesso a
persone per cui esistano controindicazioni all.esposizione a
campi magnetici
La stesura e la diffusione del .regolamento. di sicurezza elaborato
congiuntamente all.Esperto Responsabile per la sicurezza
La stesura dei protocolli per la corretta esecuzione degli esami
2009
34/54
COMPITI DEL MEDICO RESPONSABILE PER LA
SICUREZZA DEL PRESIDIO RM
La predisposizione, nel sito RMN, delle apparecchiature di primo
intervento medico sul paziente, anche per cause non
strettamente correlate alla prestazione RMN
Stesura dei protocolli per il pronto intervento sul paziente nei casi
di emergenza
Segnalazione degli incidenti di tipo medico
Controllo, con periodicità fissata, della sussistenza, per gli
addetti, all’idoneità allo svolgimento dell’attività lavorativa
(protocollo di sorveglianza medica specifico, con relativo
specifico giudizio di idoneità)
Predisposizione di idonei dispositivi di sorveglianza del paziente
durante l.esame (interfono, e, ove necessario, telecamera) e
dispositivi di protezione per il rumore derivante dalle
apparecchiature (in collaborazione con l.Esperto Responsabile
per la sicurezza)
2009
35/54
IL MEDICO RESPONSABILE DELLE
PRESTAZIONI
in linea di principio non è il Medico responsabile per la
Sicurezza (anche se può coincidere), deve invece:
valutare personalmente le richieste di esami, e, in base alle
condizioni del paziente ed effettuabilità dell.esame,
decidere sull.opportunità di accoglimento della richiesta e
sulle modalità di esecuzione dell.esame preventivamente
considerare ed accertare tutte le possibili controindicazioni
all’effettuazione delle indagini, utilizzando il predisposto
questionario stabilito dagli allegati del D.M. 2/8/91
garantire la privacy del paziente adeguatamente
informare i pazienti sul tipo di esame, sugli ipotetici rischi,
nonché sui possibili effetti di claustrofobia durante
l’effettuazione della prestazione, registrando il consenso del
paziente nel caso di pazienti minori,
richiedere, nelle forme dovute, il consenso dei genitori
se del caso, effettuare tutte le prestazioni alla presenza
almeno di un medico esperto nelle metodologie di diagnostica
mediante RMN
2009
36/54
COMUNICAZIONE DI DETENZIONE
la comunicazione di detenzione di apparecchiature
RM, deve essere opportunamente inviata alle
autorità statali competenti, sulla base della
determinazione sancita dalla Corte Costituzionale
(sentenza n.216 del febbraio 1988) che ha
assegnato allo Stato e non alle Regioni la
responsabilità degli atti connessi all’uso di
apparecchiature diagnostiche a RM, e sulla base
della circolare emanata dal Ministero della Sanità
nel 1995.
2009
37/54
APPARECCHIATURE A RISONANZA MAGNETICA CON
VALORE DI CAMPO STATICO DI INDUZIONE MAGNETICA
NON SUPERIORE A 2 TESLA
L’installazione di tali apparecchiature è soggetta ad
autorizzazione preventiva da parte della Regione,
la quale la concede solo ed esclusivamente sulla
base della propria programmazione sanitaria,
senza entrare nel merito delle modalità di gestione
del presidio, relativamente agli aspetti medici,
fisici e di sicurezza.
2009
38/54
APPARECCHIATURE A RISONANZA MAGNETICA CON
VALORE DI CAMPO STATICO DI INDUZIONE MAGNETICA
SUPERIORE A 2 TESLA
L’installazione di tali apparecchiature - in base all’art.
6 del DPR 542/94 - è soggetta ad autorizzazione
preventiva da parte del Ministero della Salute,
sentito il Consiglio Superiore di Sanità, l.Istituto
Superiore di Sanità e l’ISPESL, il quale la concede
entrando nel merito delle modalità di gestione del
presidio, relativamente agli aspetti medici, fisici e
di sicurezza.
2009
39/54
APPARECCHIATURE A RISONANZA MAGNETICA
SETTORIALI.
Le apparecchiature RM settoriali, dedicate cioè agli
arti, con valori di campo statico di induzione
magnetica non superiore a 0,5 Tesla, utilizzanti
elettromagneti permanenti o misti, possono essere
installate anche in strutture non dotate del
servizio di radiologia diagnostica, purché vengano
rispettate determinate condizioni di cui all.art.4
del DPR 542/94. Tali apparecchiature non sono
soggette ad autorizzazione preventiva, come da
art.3 del DPR 542/94.
2009
40/54
APPARECCHIATURE A RISONANZA MAGNETICA
OPERANTI SU MEZZO MOBILE
Le apparecchiature a RMN operanti su mezzo mobile
rientrano nell’art.5 del DPR 542/94. Pertanto, la
struttura sanitaria che intende utilizzare una
apparecchiatura di RM mobile deve richiedere
debita autorizzazione alla Regione, secondo le
modalità già previste per le apparecchiature RM
fisse.
2009
41/54
APPARECCHIATURE RM OPERANTI SU
MEZZO MOBILE
le linee isomagnetiche a 5 gauss devono essere
contenute all’interno dell’installazione (ovvero, del
mezzo mobile),
I magneti superconduttori devono essere disattivati
durante gli spostamenti dell’impianto (cioè del
mezzo).
2009
42/54
REQUISITI DI UN REPARTO DI RMN
a) zona di rispetto relativa alle apparecchiature biomedicali
ed ai supporti di dati: il valore-soglia di induzione di campo
magnetico al di sopra del quale si possono verificare
malfunzionamenti è 0,1 mT.
b) zona di accesso controllato, relativa al personale del
presidio ed al pubblico: il valore-soglia di induzione di
campo magnetico al di sopra del quale occorre delimitare la
zona con barriere fisiche è quella dei 0,5 mT.
c) zona di rispetto relativa alle proprietà limitrofe: la linea
isomagnetica al di sopra della quale occorre comunicare ai
proprietari l.interessamento di campi magnetici nella loro
proprietà è quella dei 0,1 mT, ossia di 1 Gauss, in quanto
potrebbero interessare apparecchiature installate o presenti
nella loro proprietà quali: intensificatori di immagini a raggi
X gamme camere TAC acceleratori lineari microscopi
elettronici bilance di precisione
2009
43/54
AMBIENTI NECESSARI
1) zona di rispetto ad accesso limitato: 0,1 mT < B < 0,5
mT - segreteria - archivio remoto - accettazione - attesa
deambulanti - WC deambulanti - attesa barellati
2) zona di accettazione medica: B < 0,5 mT - studio
responsabile RM - studio compilazione modulo e visita
medica (eventuale)
3) zona ad accesso controllato: B < 0,5 mT - spogliatoio/
WC deambulanti - attesa/spogliatoio/WC barellati/disabili locale preparazione - locale emergenza - camera oscura zona day light - locale tecnico RM 1 - sala
comando/refertazione (B < 1,0 mT) - sala magnete
4) zona tecnica impiantistica - locale condizionatori/filtri.
26
2009
44/54
A) IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE
dotato di riscaldatori e di gruppo frigorifero, deve
poter fornire
I) una temperatura compresa fra 20°C . 22°C +/2°C
II) una umidità relativa compresa fra il 40% e 50%
+/- 10%
L’impianto deve essere connesso con quello di
aerazione
2009
45/54
B) IMPIANTO DI AERAZIONE
deve permettere un ricambio d’aria all’interno della
sala magnete compreso fra 6 ricambi/ora e 10
ricambi/ora (mai superiore ai 12 ricambi/ora).
L’impianto deve essere
b.1) di tipo autonomo,
oppure b.2) si deve poter disconnettere in maniera
automatica dall’impianto generale nel caso si
verifichi un quench od intervenga l’impianto di
evacuazione rapida dei gas criogeni.
2009
46/54
C) IMPIANTO DI EVACUAZIONE OD ESPULSIONE
RAPIDA DI GAS CRIOGENI
c.1. è necessario solo nel caso di magnete
superconduttivo
c.2. connesso con il circuito di rivelazione
dell’ossigeno, deve intervenire non appena il
rivelatore segnala una diminuzione della
percentuale di ossigeno, cioè quanto il rivelatore
segnala una percentuale di ossigeno pari al 18%,
cioè il tenore di ossigeno è passato dal 21-22% al
18%
c.3. l’impianto deve essere completamente
indipendente e consentire: - una entrata di aria
pulita di portata tale da permettere ricambi/ora
adeguati, - una uscita di aria ricavata nel vano del
controsoffitto interno alla sala magnete di portata
tale da permettere un numero di ricambi/ora
adeguati.
47/54
2009
D) IMPIANTO DI RIVELAZIONE
OSSIGENO
Il rivelatore . sito all’interno del controsoffitto .
deve poter rilevare in continuo il tenore di
ossigeno presente. Quando il tenore di ossigeno
scende sotto il 19% deve segnalarlo al circuito di
espulsione rapida, al quale deve essere asservito,
per un intervento tempestivo
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E) IMPIANTO DI SPEGNIMENTO DEL
CAMPO MAGNETICO
L’impianto deve essere previsto in quanto deve essere
considerato:
• e.1. di normale routine, se si tratta di magnete resistivo
• e.2. di emergenza, nel caso si verifichino incidenti o si
presentino situazioni di pericolo
• e.3. di quench pilotato, se si tratta di magnete
superconduttivo, nel caso si verifichino situazioni che
richiedono lo spegnimento del campo, come nel caso di RM
mobile (operazione da effettuarsi prima di ogni trasporto)
Lo spegnimento deve avvenire per mezzo di un dispositivo
predisposto, visibile e ben segnalato tipo un pulsante .a
fungo.
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f) IMPIANTO DI CANALIZZAZIONE DEI GAS
CRIOGENI: QUENCH
deve permettere l’evacuazione rapida del liquido criogenico
dovuto a normale evaporazione od a eventi eccezionali quali il
quench. La canalizzazione deve essere: f.1. coibentata, per
non facilitare sacche di ossigeno ed idrogeno data la bassa
temperatura dei gas eventualmente passanti e quindi creare
una miscela altamente esplosiva; f.2. a sezione crescente, per
facilitare la espansione e quindi l.uscita del gas criogenico In
genere la sezione aumenta ogni 7 metri di tubazione od ogni
4 gomiti del tubo f.3. terminare in uscita con una rete
metallica con maglie non superiori ad 8 mm x 8 mm, al fine di
non permettere l.ingresso nella conduttura di animali (uccelli,
mosconi, farfalle, ecc.) ed altresì di piegare la parte finale
della tubazione verso i
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G) IMPIANTO DI CANALIZZAZIONE PER
RABBOCCO DEL GAS HE
Deve permettere un’agevole ricarica od il rabbocco,
ossia deve agevolare il passaggio dell’He (L) dal
dewar al magnete, senza dover portare nella sala
magnete una bombola di He(gas) che potrebbe
creare una situazione di pericolo: per caduta,
durante il trasporto, per interazione con il campo
magnetico (effetto proiettile), per fuoriuscita di
gas nell.ambiente
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SEGNALETICA
Un’opportuna segnaletica . conforme ai disposti di
legge - deve indicare con la presenza di elevato
campo magnetico, in modo da evidenziare lo stato
di pericolo per tutti i soggetti a rischio (es.
portatori di pace-maker),. Anche all.ingresso del
locale magnete dovrà essere apposta una
segnaletica idonea a garantire il rispetto dei
protocolli di sicurezza adottati per impedire
l’introduzione anche accidentale di oggetti
ferromagnetici mobili.
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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 AGOSTO 1994, n. 542 (GU n. 219 del
19/09/1994)
REGOLAMENTO RECANTE NORME PER LA SEMPLIFICAZIONE DEL PROCEDIMENTO DI
AUTORIZZAZIONE ALL'USO DIAGNOSTICO DI APPARECCHIATURE A RISONANZA MAGNETICA
NUCLEARE SUL TERRITORIO NAZIONALE. ECOLOGIA
.
ART. 7. VIGILANZA E CONTROLLI
1 . la vigilanza sulle apparecchiature r.m. è demandata all'unità
sanitaria locale.
2 . accertamenti ispettivi per verificare la conformità della
installazione e dell'uso delle apparecchiature alle
prescrizioni possono essere effettuati in ogni tempo dal
ministero, nonché dall'istituto superiore di sanità e
dall'istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza nel
lavoro anche su richiesta del ministero stesso, della regione
o provincia autonoma.
3 . l'accertata violazione delle prescrizioni può comportare la
sospensione temporanea o la revoca dell'autorizzazione.
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2 - Formazione della sicurezza sul lavoro