Le regole dell'attività di Patronato
di Carlo Komel
PREMESSA
Questo MANUALE, aggiornato al 30 GIUGNO 2013, è stato realizzato tenendo conto di
simili manuali delle Direzioni Regionali del Lavoro della Lombardia e del Veneto;
quest'ultimo risulta essere un aggiornamento del vecchio Manuale per le ispezioni
realizzato dal Ministero del lavoro quando era in vigore il vecchio Regolamento
Decreto Ministeriale 764 del 1994.
Con l'approvazione da parte del Parlamento della Legge 152 del 3 marzo 2001 “Nuova
disciplina per gli istituti di patronato e di assistenza sociale” si fissano regole di
realizzazione del servizio più attuali rispetto al passato e si aprono nuovi ambiti
d’intervento coerenti con i cambiamenti del tessuto socio-economico del paese e della
dinamica di sviluppo dei servizi.
La pubblicazione del Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 10
ottobre 2008, n. 193, “Regolamento per il finanziamento degli istituti di patronato”,
entrato in vigore il 1° gennaio 2009, dà attuazione all’articolo 13 comma 7 della Legge
152/2001 fornendo precise indicazioni sullo svolgimento dell’attività dei patronati
ulteriormente puntualizzate con diverse, successive circolari.
La legge di Stabilità 2013 n°228/2012, all’articolo 1, commi dall’8 al 15, ha in parte
riformato la Legge 152/2001; il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha
emanato di conseguenza il Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del
20 febbraio 2013 ed alcune circolari di applicazione delle nuove norme.
Nel manuale le singole voci sono descritte a partire dai testi ufficiali, leggi, circolari,
statuti, convenzioni e guide, elaborate anche alla luce delle esperienze di gestione
dall'emanazione del Decreto Ministeriale 193 del 2008.
Il manuale vuole fornire alle strutture Inca in Italia e all'Estero e alle strutture Cgil uno
strumento di semplice consultazione, in grado di rispondere ai dubbi che
quotidianamente si pongono relativamente ai rapporti tra Cgil ed Inca e tra questi ed il
Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nelle sue articolazioni territoriali.
Le norme specifiche per l'attività dell'Inca all'Estero sono riportate in ROSSO, per il
resto valgono le regole generali.
Alla fine di ogni voce sono evidenziati i riferimenti normativi, riportati in versione
integrale in appendice.
Si ringraziano tutti coloro che hanno avuto la pazienza di revisionare il testo, in
particolare Patrizia Consiglio, Catia Rossetti e Stella Toti.
-> Alla fine di ogni articolo sono riportati i collegamenti ipertestuali ai
riferimenti normativi.
INDICE
IL PATRONATO
I SOGGETTI PROMOTORI
L’ATTO COSTITUTIVO E LO STATUTO
1 ORGANIZZAZIONE
Struttura organizzativa, sedi e loro caratteristiche
- Durata del mandato nelle funzioni di direzione dell’Inca
Configurazione delle sedi
 Sedi e loro accatastamento uso ufficio
La sede centrale
La sede regionale
Il Coordinatore regionale dell'INCA
Il Comitato regionale d’indirizzo e di controllo
La sede provinciale
10
 Nuove province
Il Direttore provinciale dell'Inca
Il Comitato provinciale d’indirizzo e di controllo
La sede zonale
- Attività esterna alle sedi riconosciute: permanenze e recapiti
pg.
4
4
5
7
7
7
8
8
8
9
10
10
11
11
12
12
12
Personale
Operatori
Esclusività del comando
Collaboratori volontari
Collaboratori a progetto
Personale: divieti e sanzioni
13
13
14
14
15
15
Requisiti organizzativi e riconoscimento della sede
-Apertura e chiusura sedi nell'anno di rilevazione
-Carenza sede provinciale
Punteggio organizzazione
Comunicazioni organizzative alle Direzioni Provinciali del Lavoro o,
per l’estero, al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
15
16
16
16
2 ATTIVITA'
19
19
19
19
20
Attività di consulenza, di assistenza e di tutela
Attività di assistenza in sede giudiziaria Attività legale
Mandato di patrocinio per l'attività in sede giudiziaria
Attività di assistenza medico-legale
Articolo 10 legge 152/2001: Attività diverse e Decreto Ministeriale 14.12.2009
di applicazione.
Attività di supporto alle autorità diplomatiche e consolari all’estero
Mandato di assistenza
Attività riconosciuta
 Superamento unicità della pratica
 Riconoscimento della pratica ai fini dell’attribuzione del punteggio
17
20
21
21
23
24
24
L ’attività utile ai fini del finanziamento
Le attività presenti nella Tabella B
 Interventi tabella C
25
 Interventi tabella D 10-11-12 – extracomunitari
 Pensioni liquidate in forma provvisoria
 Invalidità civile
 Indennità di frequenza
 Attività all’estero
Punteggio telematiche
Assicurazione per gli errori nell’espletamento dell’attività di tutela
30
Chiusura e certificazione annuale dell'attività
25
25
3 FINANZIAMENTO
33
33
34


Il finanziamento dei patronati
Ricevute e loro conservazione
26
26
27
27
27
30
30
4 VIGILANZA ED ISPEZIONI E RILEVAZIONE DELL'ATTIVITA' E DELL'ORGANIZZAZIONE DEL
PATRONATO
35
Vigilanza e ispezioni
Ispezioni all’Estero
Ricorsi
Rilevazione dell’attività
Documentazione per convalidare la pratica
Archiviazione della documentazione.
35
35
35
36
36
37
5 QUALITA' DELL’ATTIVITA'
38
6 SCADENZARIO DEGLI ADEMPIMENTI
Inps, Inpdap, Inail e Ipsema
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Servizi Ispezione Lavoro delle Direzioni Territoriali del Lavoro
Istituti di Patronato
39
39
39
39
40
7 DOVERI DEGLI ISTITUTI DI PATRONATO
41
8 ADEMPIMENTI CGIL E INCA
43
43
Adempimenti delle strutture provinciali della CGIL
Adempimenti dei Direttori provinciali dell’INCA
44
Adempimenti delle Associazioni all'Estero convenzionate con l'Inca
Adempimenti delle strutture regionali della CGIL
46
Adempimenti dei Coordinatori regionali dell’Inca
9 PRESTAZIONI TABELLE A – B – C – D
10 ALLEGATI
45
47
49
53
IL PATRONATO
L’attività degli Istituti di patronato è regolata dalla Legge 152 del 3 marzo 2001 “Nuova
disciplina per gli istituti di patronato e di assistenza sociale” che fissa regole di
realizzazione del servizio più attuali rispetto al passato e apre nuovi ambiti
d’intervento coerenti con i cambiamenti del tessuto socio-economico del paese e della
dinamica di sviluppo dei servizi.
Il Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 10 ottobre 2008, n. 193,
“Regolamento per il finanziamento degli istituti di patronato”, entrato in vigore il 1°
gennaio 2009, dà attuazione all’articolo 13 comma 7 della Legge 152/2001 fornendo
precise indicazioni sullo svolgimento dell’attività dei patronati ulteriormente
puntualizzate con diverse, successive circolari.
La legge di Stabilità 2013 n°228/2012, all’articolo 1 coml' attività utilemi dall’8 al 15,
ha in parte riformato la Legge 152/2001; il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
ha emanato di conseguenza il Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali
del 20 febbraio 2013 ed alcune circolari di applicazione delle nuove norme.
Gli Istituti di patronato e di assistenza sociale sono persone giuridiche di diritto
privato che svolgono un servizio di pubblica utilità.
La legge 152/2001, in attuazione degli articoli 2 e 3, secondo comma, 18 e 31, secondo
comma, 32, 35 e 38 della Costituzione, ripresi anche dalla sentenza della Corte
Costituzionale 3 febbraio 2000 n. 42, detta i principi e le norme per la costituzione, il
riconoscimento e la valorizzazione degli Istituti di patronato e di assistenza sociale
attribuendo alla loro attività una funzione di rilievo costituzionale.
Così l’articolo 7 della Legge 152/2001 definisce l’attività del Patronato:
“Gli istituti di patronato e di assistenza sociale esercitano l'attività d’informazione, di
assistenza e di tutela, anche con poteri di rappresentanza, a favore dei lavoratori
dipendenti e autonomi, dei pensionati, dei singoli cittadini italiani, stranieri e apolidi
presenti nel territorio dello Stato e dei loro superstiti e aventi causa, per il conseguimento
in Italia e all'estero delle prestazioni di qualsiasi genere in materia di sicurezza sociale,
d’immigrazione ed emigrazione, previste da leggi, regolamenti, statuti, contratti
collettivi e altre fonti normative, erogate da amministrazioni ed enti pubblici, da enti
gestori di fondi di previdenza complementare o da Stati esteri nei confronti dei cittadini
italiani o già in possesso della cittadinanza italiana, anche se residenti all'estero.
Rientra, altresì, tra le attività degli istituti di patronato e di assistenza
sociale
l'informazione e la consulenza ai lavoratori e ai loro superstiti e aventi causa relative
all'adempimento da parte del datore di lavoro degli obblighi contributivi e della
responsabilità civile anche per eventi infortunistici.”
I SOGGETTI PROMOTORI
I soggetti promotori per la costituzione e gestione degli Istituti di patronato e di
assistenza sociale sono, su iniziativa singola o associata, le Confederazioni e le
Associazioni di lavoratori che:
a) siano costituite e operino in modo continuato da almeno otto anni;
b) abbiano sedi proprie in almeno due terzo delle regioni e delle province del territorio
nazionale;
c) dimostrino di possedere i mezzi finanziari e tecnici necessari per la costituzione e
la gestione degli Istituti di patronato e di assistenza sociale;
d) perseguano, secondo i rispettivi statuti, finalità assistenziali.
Per i patronati di nuova costituzione fino al 31.12.2013 si applicano i vecchi requisiti
(comma a) tre anni, (comma b) un terzo, mentre i requisiti di cui al comma b) si
applicano:
- dall’1.1.2014 al 31.12.2014 con riferimento alla presenza in almeno metà delle
regioni e delle provincie del territorio nazionale;
- dall’1.1.2015 con riferimento alla presenza in almeno due terzi delle regioni e
delle provincie del territorio nazionale.
Per i patronati già riconosciuti in via definitiva ed operanti al 1° gennaio 2013 i
requisiti di cui al comma b) si applicano:
- dall’1.1.2015 con riferimento alla presenza in almeno metà delle regioni e delle
provincie del territorio nazionale;
- dall’1.1.2016 con riferimento alla presenza in almeno due terzi delle regioni e
delle provincie del territorio nazionale.
Soggetto promotore dell'Inca è la Cgil, Confederazione Generale Italiana del Lavoro.
L'Istituto Nazionale Confederale di Assistenza nasce l'11 febbraio 1945.
Il Decreto Ministeriale 29 dicembre 1947 ne sancisce il ruolo di pubblica utilità.
Per lo svolgimento delle attività all’estero gli Istituti di patronato e di assistenza sociale
possono avvalersi di organismi promossi dagli Istituti stessi o dalle Organizzazioni
promotrici.
L’Inca, per lo svolgimento della propria attività all’estero, promuove nei paesi nei quali
è presente associazioni di diritto locale alle quali è giuridicamente legato da una
convenzione operativa.
Comma 1 art. 2 della legge 152/2001
Comma 4 articolo 6 legge 152/2001
Statuto dell’Inca
Art.13 e art.14 Statuto della Cgil
Verbale della Segreteria Cgil del 11.2.1945 che costituisce l'Inca
Decreto del Ministro del Lavoro del 29.12.1947 che approva la costituzione dell'Inca
Commi da 8 a 15 art.1 Legge 228/2012
DM Ministro del lavoro e delle politiche sociali 20 Marzo 2013
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n°10/2013
L’ATTO COSTITUTIVO E LO STATUTO
Lo statuto degli Istituti di patronato e di assistenza sociale deve riportare i seguenti
dati:
a) Organizzazione promotrice;
b) denominazione dell’Istituto;
c) sede legale;
d) articolazione territoriale delle strutture e degli organismi rappresentativi
dell’Istituto;
e) organi di amministrazione e di controllo;
f) finalità e funzioni dell’Istituto, secondo quanto stabilito dalla legge 152/2001;
g) gratuità delle prestazioni, salve le eccezioni stabilite dalla legge 152/2001;
h) dotazione finanziaria e mezzi economici.
Ogni modifica dell’atto costitutivo e dello statuto deve essere notificata al Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali e approvata dallo stesso.
L'attuale Statuto dell'Inca è stato adeguato alla L.152/2001 dal Consiglio di
Amministrazione dell'Inca del 6 ottobre 2003 e ratificato dal Comitato Direttivo della
Cgil del 7 ottobre 2003.
Comma 1 art. 4 della Legge 152/2001
Statuto dell’Inca
1 ORGANIZZAZIONE Art.7 DM 193/2008
Struttura organizzativa, sedi e loro caratteristiche
Lo Statuto dell'Inca attribuisce i compiti previsti dalla Legge 152/2001 ai seguenti
organi dell'Istituto:
- Il Presidente
- Il Collegio di Presidenza
- Il Consiglio di Amministrazione
- Il Collegio dei Sindaci.
Lo Statuto dell'Inca con gli articoli dall’8 al 14 definisce compiti, poteri e
funzionamento degli Organi dell'Istituto.
Ai fini dello svolgimento delle attività fondamentali e delle attività diverse e
dell’erogazione del contributo al finanziamento la struttura organizzativa dell'Inca in
Italia è articolata in:
 Sede centrale;
 Sedi regionali;
 Sedi provinciali;
 Sedi zonali quali articolazioni delle sedi provinciali.
All'estero la struttura organizzativa dell'Inca è articolata in:
 Sedi operative con le caratteristiche delle sedi provinciali;
 Sedi operative con le caratteristiche delle sedi zonali.
In Italia il funzionamento organizzativo delle strutture territoriali dell'Inca e il relativo
personale è assicurato dalla competente struttura territoriale della Cgil attraverso sue
strutture logistiche e suo personale dipendente, addetto alle funzioni dell'Inca con atto
di comando secondo le prescrizioni della vigente normativa.
All’estero il funzionamento organizzativo delle strutture territoriali dell'INCA e il
relativo personale può essere assicurato dalla competente associazione di diritto locale
attraverso sue strutture logistiche e suo personale dipendente, addetto alle funzioni
dell'INCA secondo le prescrizioni della vigente normativa.
Durata del mandato nelle funzioni di direzione dell’Inca.
Secondo il Regolamento della Cgil tutti i livelli di direzione dell’Inca, Presidenza
nazionale, Coordinamenti regionali, Direzioni provinciali, sono sottoposti alla regola
della permanenza nella funzione per un massimo di otto anni, corrispondenti a due
mandati congressuali.
Configurazione delle sedi
Tutte le sedi dell’Inca devono possedere le caratteristiche di unità operative
strutturalmente e funzionalmente organizzate, autonome dalla Cgil o dalle altre sue
articolazioni organizzative, chiaramente riconoscibili ai fini dell’attività di patrocinio e
di ogni eventuale controllo.
Le sedi, sia in proprietà sia in affitto, messe a disposizione dell’Inca dalla Cgil, devono
essere nella piena e totale disponibilità del Patronato. Ciò sarà garantito da una
delibera della competente Segreteria della Cgil di assegnazione dei locali all’Inca.
Sedi e loro accatastamento uso ufficio
Dall’1.1.2011 tutte le sedi riconosciute devono possedere la documentazione
attestante l’accatastamento a uso ufficio A/10 o similare: negozio C/1 o uffici pubblici
B/4; sono idonei anche i locali a uso ufficio già opportunamente collocati in unità
immobiliari classificate D/1 opifici, D/5 istituti di credito, cambio e assicurazione, D/7
fabbricati industriali e D/8 centri commerciali, purché debitamente individuati.
All’estero le sedi, sempre con le caratteristiche di unità operative strutturalmente e
funzionalmente organizzate, possono essere ubicate presso gli organismi promossi
dall’Inca. Anche le sedi operative estere dovranno rispettare la legislazione del paese
ospitante sull’idoneità degli immobili a uso ufficio.
I contratti di affitto dovranno essere conformi alla legislazione italiana o del paese
estero.
Articolo 7 del Decreto Ministeriale 193/2008
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.21/2009
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 15-2-2009
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.21/2010
La sede centrale
 è ubicata a Roma ove hanno sede le Istituzioni nazionali e le sedi centrali delle
amministrazioni competenti all'erogazione delle prestazioni;
 deve avere almeno dodici operatori di cui non meno di sei a tempo pieno.
La sede centrale dell'Inca ha funzioni di regolazione, d’indirizzo strategico e di
controllo delle attività fondamentali previste dalla Legge 152/2001 e dagli articoli 2 e
3 dello Statuto, ed ha quindi il compito di:

programmare, coordinare e controllare l'attività dell'intera struttura
organizzativa;



garantire l'efficienza e la qualità dei servizi previsti dalla legge;
mantenere i rapporti, a livello nazionale, con le amministrazioni erogatrici delle
prestazioni e con le amministrazioni pubbliche interessate;
sottoscrivere le convenzioni in applicazione dell'art.10 Legge 152/2001; infatti
il Decreto Ministeriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
14.12.2009 all'articolo 3 comma 2 recita: “Da parte degli Istituti di patronato e
di assistenza sociale le convenzioni sono sottoscritte dal legale rappresentante o
dai soggetti individuati e autorizzati, attraverso procure speciali, sulla base delle
rispettive norme statutarie.”
La sede centrale, secondo quanto previsto dal primo comma dell'articolo 15 dello
Statuto dell'Inca, coordina funzionalmente le sedi regionali e provinciali che sono
strutturalmente autonome l'una dall'altra e dall'Organizzazione promotrice in tutte le
sue articolazioni con una distinta responsabilità di gestione.
Le sedi operative all'estero sono funzionalmente coordinate dalla sede centrale e sono
ubicate nei locali dell'Associazione di diritto locale convenzionata con l'Inca. Copia
della documentazione relativa alla costituzione dell'Associazione locale e alla
Convenzione della stessa con l'Inca Nazionale deve essere depositata presso il
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e anche conservata presso le sedi di
patronato presenti nello stato ospite, a uso degli ispettori incaricati delle verifiche.
La sede regionale
La sede regionale dell'Inca esercita funzioni di raccordo con il livello nazionale, di
coordinamento e di programmazione, di organizzazione e sviluppo di servizi verso le
strutture territoriali ed ha quindi il compito di:
a) coordinare l’attività interprovinciale e mantenere i rapporti con le amministrazioni
erogatrici delle prestazioni e con gli organi delle amministrazioni pubbliche di
corrispondente livello;
b) compiere tutte le azioni necessarie al perseguimento degli scopi statutari in
raccordo con la sede centrale;
c) concorrere con le Camere del Lavoro Territoriali all’individuazione dei Direttori
provinciali;
d) ripartire le spettanze economiche a ciascuna Camera del Lavoro Territoriale;
e) fornire alle strutture provinciali una serie di servizi e di attività quali formazione,
promozione, comunicazione,informatizzazione, servizio medico-legale.
Alla sede regionale dell'Inca è addetto almeno un operatore a tempo pieno che ne è
responsabile ed ha le funzioni di Coordinatore regionale.
Il Coordinatore regionale dell'INCA
Il Coordinatore Regionale è nominato dal Comitato Direttivo Regionale della Cgil su
proposta della Segreteria confederale regionale d'intesa con l'Inca Nazionale e, oltre ai
compiti di cui sopra, può sottoscrivere, in ambito regionale e in conformità a decisioni
concertate con la Segreteria Confederale competente e la Presidenza Nazionale dell’
Inca, convenzioni in armonia con la vigente legislazione e con quanto previsto dallo
Statuto dell'Inca.
Nelle regioni con meno di 4 province la responsabilità della sede regionale può essere
affidata al responsabile di una delle sedi provinciali operanti nella stessa regione o al
responsabile regionale di una regione limitrofa.
Il Coordinatore regionale dell'Inca presiede il Comitato regionale d’indirizzo e di
controllo.
Il Comitato regionale d’indirizzo e di controllo
E’ nominato dal Comitato Direttivo della Cgil regionale in numero non superiore a 30
persone. Su proposta del Coordinatore regionale dell’Inca definisce e approva la
programmazione regionale, la politica degli investimenti, la ripartizione delle risorse e
ne verifica i risultati.
Articolo 3 dello Statuto dell’Inca
Articolo 5 dello Statuto dell’Inca
Articolo 17 dello Statuto dell'Inca
La sede provinciale
La sede provinciale dell'Inca assicura la gestione e l'erogazione dei servizi mediante
una o più unità operative funzionalmente organizzate per il rapporto con l'utenza:
 ha il compito di provvedere, attraverso i propri interventi, a soddisfare le
esigenze e i bisogni dei lavoratori e di tutti i cittadini secondo quanto previsto
dalla legge 152/2001 e dallo Statuto dell'Inca;
 è ubicata, salvo le deroghe concesse dal Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali, nel capoluogo di provincia;
 di concerto con la Camera del Lavoro Territoriale stipula le convenzioni con i
legali e i medici legali;
 deve avvalersi di almeno un operatore a tempo pieno, responsabile della
struttura, e di un altro operatore, anche a tempo parziale per un minimo di 18
ore settimanali;
 deve avere un orario minimo di apertura al pubblico di 30 ore settimanali.
L'orario va indicato chiaramente in cartelli ben visibili al pubblico riportanti la
denominazione dell'Istituto di patronato e il logo sia del Patronato sia
dell'Organizzazione promotrice.
 all'interno della sede deve essere esposto un altro cartello ben visibile al
pubblico recante i nominativi del personale operativo, dipendente o volontario,
della struttura.
I suddetti cartelli riporteranno l'indicazione della gratuità del servizio prestato.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.10/2010
Nuove province
In presenza della costituzione di nuove province l'adeguamento organizzativo dovrà
essere effettuato entro il 1° gennaio del secondo anno successivo alla comunicazione
del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai patronati; la comunicazione avverrà
solo dopo l'avvenuta istituzione della nuova Direzione Provinciale del Lavoro, ferma
restando la possibilità per i Patronati di costituire le nuove sedi provinciali subito dopo
la creazione dei nuovi organi amministrativi. In assenza della costituzione della nuova
Direzione Territoriale del Lavoro il Servizio Ispezione Lavoro competente continuerà a
svolgere secondo le vigenti regole gli accertamenti presso le sedi di Patronato.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.11/2010
Il Direttore provinciale dell'Inca
Responsabile della sede provinciale è il Direttore provinciale dell’Inca che:
 è nominato dal Comitato Direttivo della Cgil territoriale, su proposta della
Segreteria confederale, sentito il Coordinatore regionale dell’ Inca;
 esercita la rappresentanza dell'Istituto, nel proprio ambito territoriale, con gli
Enti e le Istituzioni che hanno rapporti o relazioni con l' Inca;
 esercita le funzioni relative alle attività fondamentali, secondo l'art. 2 dello
Statuto dell'Inca;
 può sottoscrivere, in ambito territoriale e in conformità a decisioni concertate
con la Segreteria Confederale competente e la Presidenza Nazionale dell’ Inca,
convenzioni in armonia con la vigente legislazione e con quanto previsto dallo
Statuto;
 compie tutte le azioni organizzative per il perseguimento degli scopi
dell'Istituto.
Il Direttore provinciale dell'Inca presiede il Comitato provinciale d’indirizzo e di
controllo.
Il comitato provinciale d’indirizzo e di controllo
Il comitato provinciale d’indirizzo e di controllo è nominato dal Comitato Direttivo
della Camera del Lavoro Territoriale in numero non superiore a 15 componenti. Su
proposta del Direttore provinciale dell’Inca definisce e approva gli obiettivi, i
programmi, il budget di previsione e ne verifica i risultati.
Articolo 19 dello Statuto dell'Inca
La sede zonale
 deve avvalersi di almeno un operatore che presti la sua opera, anche a tempo
parziale, per un minimo di 18 ore settimanali;
 deve avere un orario minimo di apertura al pubblico di 10 ore settimanali.
L'orario va indicato chiaramente in cartelli ben visibili al pubblico riportanti la
denominazione dell'Istituto di patronato e il logo sia del Patronato sia
dell'Organizzazione promotrice.
 all'interno della sede deve essere esposto un altro cartello ben visibile al
pubblico recante i nominativi del personale operativo, dipendente o volontario,
della struttura.
I suddetti cartelli riporteranno l'indicazione della gratuità del servizio prestato.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.10/2010
Attività esterna alle sedi riconosciute: permanenze o recapiti
Non ci sono limiti all’attività svolta al di fuori delle sedi riconosciute dal Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali.
Il Patronato può raccogliere le pratiche ovunque, recapiti, luoghi di lavoro, centri
commerciali, caravan, rispettando i vincoli delle leggi sulla privacy e sotto la
responsabilità propria degli operatori e dei collaboratori volontari.
Dice infatti la Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.10/2010 che
ciascun Patronato può recuperare attività tramite recapiti e/o collaboratori volontari
nelle provincie nelle quali è dotato di una struttura organizzativa riconosciuta, ufficio
provinciale ed eventualmente uffici zonali, in possesso dei requisiti richiesti.
Ogni cittadino può rivolgersi a qualsiasi struttura di Patronato, anche al di fuori della
propria provincia di residenza.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.10/2010
Personale Art.6 legge 152/2001
Operatori
Gli operatori dell’Inca sono lavoratori subordinati dipendenti della Cgil comandati
presso l’Inca.
Per i lavoratori subordinati dipendenti delle Organizzazioni promotrici posti in
posizione di comando presso le strutture dell’Istituto di patronato si prevede la
semplice notifica della lettera di comando alle Direzioni Territoriali del Lavoro; così
anche per i collaboratori volontari e i collaboratori a progetto.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 21/2009
In Italia tutti i funzionari dell'Inca, esclusi quelli della sede Nazionale, sono dipendenti
della Cgil comandati all'Inca.
All'estero tutti i funzionari dell'Inca sono dipendenti delle Associazioni promosse
dall'Inca nei diversi paesi, con le quali l'Inca è convenzionata, nel rispetto della
legislazione del lavoro dello Stato estero.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.21/2009
Gli operatori di patronato possono essere assunti anche con contratto di lavoro a
tempo parziale senza limitazione di orario se non al fine del riconoscimento della
struttura (minimo di 18 ore settimanali).
All'Estero valgono le stesse regole tenuto conto della legislazione locale.
Il responsabile provinciale, Direttore dell’Inca, e il secondo operatore necessario per il
riconoscimento della sede non possono essere anche responsabili di una sede zonale.
Articolo 7 comma 8 del Decreto Ministeriale n.193/2008
Il ruolo di responsabile di sede zonale può essere ricoperto da un funzionario assunto
a tempo pieno che può operare anche come responsabile di altra sede zonale nel
rispetto degli orari minimi di lavoro e apertura al pubblico. Il responsabile di una sola
sede zonale può essere assunto anche con contratto part-time minimo di 18 ore.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 21 del 2009
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.26/2010
Articolo 7 comma 8 del Decreto Ministeriale n.193/2008
I funzionari eccedenti il numero del personale necessario per il riconoscimento degli
uffici possono prestare la propria opera in qualsiasi sede della medesima provincia con
qualsivoglia articolazione dell'orario. Ciò vale anche per l'orario eccedente le 18 ore di
un funzionario a tempo pieno responsabile di una sede zonale.
Esclusività del comando
Il comando ha validità solamente quando il lavoratore comandato sia impegnato dal
Patronato per tutto l'orario di lavoro sottoscritto con l'Organizzazione promotrice,
all'estero con l'Associazione di diritto locale convenzionata con l'Inca.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.26/2010
Collaboratori volontari
Gli Istituti di patronato possono avvalersi, occasionalmente, di collaboratori che
operino in modo volontario e gratuito esclusivamente per lo svolgimento dei compiti
d’informazione, d’istruzione delle pratiche nonché di raccolta e consegna delle pratiche
agli assistiti e agli operatori o, su indicazione di questi ultimi, ai soggetti erogatori delle
prestazioni.
Ai collaboratori spetta solo il rimborso delle spese autorizzate, effettivamente
sostenute e documentate.
Ai collaboratori non possono essere attribuiti poteri di rappresentanza degli assistiti.
Ogni residente può assolvere al ruolo di collaboratore volontario.
Per l’Inca i modi di svolgimento delle suddette collaborazioni devono risultare da
accordo sottoscritto tra il collaboratore e la Cgil secondo lo schema tipo, allegato alla
circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.10/2010, comunicato alla
competente Direzione Territoriale del lavoro e da questa vistato.
Il contratto di collaborazione volontaria e gratuita sottoscritto per un paese estero va
comunicato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Comma 2 articolo 6 Legge 152 /2001
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.10/2010
Collaboratori a progetto
Esclusivamente per l'attività di patronato e per periodi limitati di tempo, in
corrispondenza di situazioni di particolare necessità e urgenza, la Cgil può stipulare
contratti di collaborazione coordinata e continuativa nella modalità “a progetto”
secondo gli usuali requisiti di legge.
Comma 3 Articolo 6 Legge 152 /2001
Divieti e sanzioni
È fatto divieto agli Istituti di patronato e di assistenza sociale di avvalersi, per lo
svolgimento delle proprie attività, di soggetti diversi dagli operatori di cui all’articolo 6
della Legge 152/2001. La violazione del suddetto divieto comporta la decadenza dal
diritto ai contributi finanziari per le attività svolte nella sede in cui si è verificata.
Articolo 17 L.152/2001
Requisiti organizzativi e riconoscimento della sede
Il regolamento precisa come il mancato soddisfacimento anche di uno solo dei requisiti
organizzativi delle sedi di Patronato definiti nell’articolo 7 del Decreto Ministeriale
n.193/2008 relativamente a:
 conformità della struttura degli uffici, riferita alle disposizioni sulla
configurazione dei locali destinati all'attività di patronato;
 rispetto degli orari minimi di apertura al pubblico;
 assegnazione di personale comandato nei minimi stabiliti dal Decreto
Ministeriale 193/2008, impedisce il riconoscimento della sede stessa.



1. I requisiti devono sussistere per almeno 36 settimane nell’arco dell’anno
solare e sarà attribuito il relativo punteggio organizzazione se la sede abbia
raggiunto almeno 500 punti-attività se provinciale o operativa estero con le
caratteristiche della sede provinciale e 250 se zonale o operativa estero con le
caratteristiche della sede zonale; il punteggio attribuito per l'attività telematica
non concorre al raggiungimento del suddetto punteggio. Il punteggio di attività è
riconosciuto anche se non si raggiungono i punti necessari per l’attribuzione del
punteggio organizzativo.
2. Limitatamente al periodo dell'anno solare in cui i requisiti organizzativi siano
mancati, non sarà attribuito alcun punteggio attività, purché la carenza sia stata
regolarmente comunicata alla Direzione Territoriale del Lavoro competente;
3. Qualora invece tale carenza non sia stata comunicata, ma sia stata oggetto di
rilevazione d’ufficio da parte del Servizio Ispezione della Direzione Territoriale
del Lavoro, non sarà attribuito alcun punteggio attività per l'intero anno, anche
quindi per quella parte di anno solare in cui siano stati soddisfatti i requisiti
organizzativi.
Apertura e chiusura sedi nell'anno di rilevazione
Alle sedi istituite o chiuse, nell’anno di rilevazione, che abbiano effettuato le opportune
comunicazioni alle Direzioni Territoriali del Lavoro o, per l'estero, al Ministero del
Lavoro e delle Politiche sociali, e che, considerato anche il loro limitato periodo attivo
nel corso dell’intero anno solare, abbiano superato le 16 settimane di carenza dei
requisiti, è riconosciuta l’attività e non è attribuito il punteggio organizzativo.
Le sedi chiuse nell’anno di rilevazione dovranno presentare alla competente Direzione
provinciale del lavoro i registri e le statistiche per l’attività aperta e definita per il
periodo nel quale la sede è stata aperta. Per il periodo successivo alla chiusura l’attività
ancora in corso sarà portata in definizione dalla sede che sarà indicata dal Patronato in
ambito provinciale, se la sede chiusa è una zonale, altrimenti nell’ambito regionale.
Carenza sede provinciale
Nel caso in cui la carenza riguardi una sede provinciale, per il primo anno la
decurtazione del punteggio organizzativo e di attività sarà effettuata solo per l’ufficio
provinciale e non sarà estesa alle relative zone.
Nel caso in cui la carenza dei requisiti di una sede provinciale si ripeta anche nell’anno
successivo, le decurtazioni dell'intero punteggio organizzativo, ed in percentuale del
punteggio di attività, saranno applicate anche alle sedi zonali nella stessa misura
determinata per la sede provinciale.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.21/2009
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.1/2011
Punteggio organizzazione
L’organizzazione delle varie sedi comporta l’attribuzione del seguente punteggio
organizzativo:
 per la sede centrale: punti 20;
 per ogni sede regionale: punti 1;
 per ogni sede provinciale: punti 2;
 per ogni sede zonale: punti 1;
 per ogni sede operativa estera con le caratteristiche della sede provinciale: punti
2;
 per ogni sede operativa estera con le caratteristiche della sede zonale: punti 1.
Ai fini dell'attribuzione del punteggio per l'organizzazione, la sede provinciale o
operativa estera con le caratteristiche della sede provinciale deve produrre almeno
500 punti-attività e la sede zonale o operativa estera con le caratteristiche della sede
zonale almeno 250 punti-attività.
Il punteggio attribuito per l'attività telematica non concorre al raggiungimento del
suddetto limite.
Nell'ipotesi in cui le sedi, in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 7 del Decreto
Ministeriale 193/2008, non raggiungano il punteggio di cui sopra, non ottengono alcun
punteggio per l'organizzazione, ferma restando la valutazione dell'attività.
Articolo 8 del Decreto Ministeriale 193/2008
Comunicazioni organizzative alle Direzioni Provinciali del Lavoro o, per l’estero,
al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Gli Istituti di patronato devono comunicare al Servizio Ispezione della Direzione
Territoriale del lavoro territorialmente competente:
 l’apertura della sede provinciale e/o zonale,
 l'elenco degli operatori per tipologia di lavoro, a tempo pieno e a tempo parziale,
 l'elenco dei collaboratori volontari e dei collaboratori a progetto,
 l'orario giornaliero e settimanale di apertura al pubblico delle sedi.
La comunicazione va fatta trenta giorni prima dell’apertura della nuova sede.
Una copia della suddetta documentazione deve inoltre essere inviata alle competenti
sedi periferiche delle amministrazioni erogatrici delle prestazioni.
Per le strutture e gli operatori all'estero, gli stessi dati devono essere comunicati al
Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed alle autorità diplomatiche e consolari.
Ogni variazione va comunicata preventivamente agli stessi destinatari; solo in
presenza di situazioni impreviste e imprevedibili la comunicazione dovrà essere
inviata entro quindici giorni dal suo verificarsi.
Articolo 9 del Decreto Ministeriale 193/2008
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.21/2009
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.1/2011
2 ATTIVITA’
Attività di consulenza, di assistenza e di tutela
Le attività di consulenza, di assistenza e di tutela svolta dagli istituti di patronato,
riguardano:
a) il conseguimento, in Italia e all'estero, delle prestazioni in materia di previdenza e
quiescenza obbligatorie e di forme sostitutive e integrative delle stesse;
b) il conseguimento delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale;
c) il conseguimento delle prestazioni di carattere socio- assistenziale, comprese quelle
in materia di emigrazione e immigrazione;
d) il conseguimento, in Italia e all'estero, delle prestazioni erogate dai fondi di
previdenza complementare, anche sulla base di apposite convenzioni con gli enti
erogatori.
Le attività di consulenza, di assistenza e di tutela sono prestate indipendentemente
dall'adesione dell'interessato all'Organizzazione promotrice e a titolo gratuito, salvo le
eccezioni stabilite dalla legge 152/2001. In ogni caso sono prestate a titolo gratuito le
attività riportate in dettaglio nelle tabelle ABCD allegate al Decreto Ministeriale
193/2008.
Articolo 8 Legge 152/2001
Attività di assistenza in sede giudiziaria.(Attività legale)
Il patrocinio in sede giudiziaria è regolato dalle norme del codice di procedura civile e
da quelle che disciplinano la professione di avvocato. Gli Istituti di patronato
assicurano la tutela in sede giudiziaria mediante apposite convenzioni con avvocati,
stipulate secondo lo schema tipo allegato alla Circolare del Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali 29.5.2008 e notificate alla Direzione Provinciale del Lavoro
territorialmente competente.
Dal 1° gennaio 2009 la tutela in sede giudiziaria non rientra tra le attività ammesse al
finanziamento; a essa è attribuito il punteggio previsto per la definizione positiva della
pratica in fase amministrativa.
Mandato di patrocinio per l'attività in sede giudiziaria
Nel caso di tutela in sede giudiziaria sarà necessario far sottoscrivere all’interessato
l’apposito mandato di patrocinio.
Articolo 9 Legge n. 152/2001
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 29.5.2008
Attività di assistenza medico-legale
L'attività di assistenza medico-legale è regolata, oltre che dalle norme di legge e dalle
convenzioni con gli Enti, dall'apposito schema di convenzione allegato alla Guida alla
rendicontazione contabile dell'Inca.
Guida alla rendicontazione contabile dell'Inca
Art.10 legge 152/2001: Attività diverse e Decreto Ministeriale del 14.12.2009 di
applicazione.
Gli Istituti di patronato possono anche svolgere, senza scopo di lucro, attività di
sostegno, informative, di servizio e di assistenza tecnica in favore dei lavoratori
dipendenti e autonomi, dei pensionati, dei singoli cittadini italiani, stranieri e apolidi
presenti nel territorio dello Stato e dei loro superstiti e aventi causa, finalizzate alla
diffusione della conoscenza della legislazione, alla promozione dell'interesse dei
cittadini in materia di sicurezza sociale, previdenza, lavoro, mercato del lavoro,
risparmio previdenziale, diritto di famiglia e delle successioni e anche all'informazione
sulla legislazione fiscale.
Gli Istituti di patronato possono svolgere, senza scopo di lucro, attività di sostegno,
d’informazione, di servizio e di assistenza tecnica
 gratuitamente in favore di tutti i cittadini,
 sulla base di apposite convenzioni in favore delle Pubbliche amministrazioni e di
Organismi comunitari secondo quanto previsto dal comma 4 dell'art.10 legge
152/2001 e dall'art.3 del Decreto del Ministro del lavoro del 14.12.2009.
I Patronati svolgono anche attività d’informazione, consulenza e assistenza in materia
di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro:
 gratuitamente nei confronti dei lavoratori;
 sulla base di apposite tariffe, definite con convenzioni stipulate secondo quanto
previsto dal comma 4 dell'art.10 legge 152/2001 e dall'art.3 del Decreto del
Ministro del lavoro del 14.12.2009, nei confronti della Pubblica amministrazione
e dei datori di lavoro privati.
Le convenzioni prevedono, da parte delle Istituzioni pubbliche o private assistite, il
rimborso delle spese sostenute dagli Istituti di patronato.
Ogni convenzione deve individuare:
 i soggetti interessati,
 i loro ruoli,
 le attività oggetto della convenzione,
 i tempi,
 le modalità di esecuzione e di rimborso dei costi anche forfettari mediante
rendicontazione,
 i criteri di computo del rimborso spese, anche attraverso un'analisi preventiva
dei costi, e le relative modalità di erogazione,
 i livelli di responsabilità e di garanzia nello svolgimento di tali attività.
Le convenzioni sono sottoscritte dal Presidente dell’Inca o, tramite procure speciali del
Presidente, dai soggetti individuati e autorizzati sulla base dello Statuto.
Con ciò si intende che le convenzioni saranno valide se sottoscritte dal Presidente
dell'Inca o da altri soggetti delegati tramite procure speciali.
Non possono essere stipulate convenzioni per svolgere attività d’informazione,
consulenza, assistenza e tutela sulle prestazioni già regolate dal Decreto Ministeriale
10 ottobre 2008 n.193 e relativi allegati.
Le convenzioni stipulate devono essere trasmesse, a cura del Patronato, alla
competente Direzione Territoriale del Lavoro entro 30 giorni dalla data della loro
sottoscrizione.
Articolo 10 Legge n. 152/2001
Decreto Ministeriale 14.12.2009
Attività di supporto alle autorità diplomatiche e consolari all’estero
Sulla base di apposite convenzioni con il Ministero degli Affari Esteri gli Enti di
patronato possono svolgere attività di supporto alle autorità diplomatiche e consolari
italiane all’estero, limitatamente allo svolgimento di servizi non esclusivi delle predette
autorità.
Articolo 11 Legge n. 152/2001
Mandato di assistenza
I servizi che i Patronati sono tenuti a fornire ai cittadini, a titolo gratuito, sono
prestazioni richieste a seguito di esplicito mandato rilasciato da parte del richiedente e
notificato dal Patronato all’amministrazione erogatrice della prestazione.
Il mandato deve contenere, pena il mancato riconoscimento della relativa pratica ai fini
dell’inserimento in statistica:
 indicazione della sede che riceve il mandato;
 espressa indicazione del mandatario;
 data e oggetto del mandato;
 indicazione della sede del Patronato delegata a trattare la pratica e quindi
abilitata a inserirla in statistica;
 esplicite dichiarazioni sulla tutela dei dati personali di cui al Decreto Legislativo
196/2003;
 firma leggibile del mandante e dell’operatore autorizzato dall’istituto a riceverlo.
I modelli base di mandato e revoca sono riportati nella circolare del Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali n.10 del 2010.
Una copia del mandato deve sempre essere rilasciata all’assistito.
Una copia del mandato rilasciato a una sede di Patronato operante in uno Stato estero
deve essere conservata agli atti in lingua italiana.
Per la provincia autonoma di Bolzano deve essere conservata agli atti una copia del
mandato in formato bilingue.
Per l'estero, qualora la prestazione richiesta preveda l'interessamento di più Enti esteri
diversi e l'intervento di più uffici esteri di patronato, saranno raccolti, su un unico
modello da far sottoscrivere in “n” copie, in altre parole in “n” modelli distinti, tanti
mandati quanti sono le Istituzioni estere interessate nel rispetto di quanto previsto
dall'art.3, comma 3 del Decreto Ministeriale 193/2008.
Il mandato può essere raccolto e sottoscritto anche da un collaboratore volontario ma
avrà validità solo con la firma dell’operatore di patronato.
Al fine di garantire la piena tutela del diritto alla riservatezza dei soggetti interessati è
necessario acquisire il “consenso informato” del cittadino al trattamento dei dati
personali.
E’ possibile inviare il mandato telematicamente all’Istituto erogatore delle prestazioni.
Nel caso in cui la liquidazione di una prestazione coinvolga diverse amministrazioni,
l’amministrazione che riceve il mandato ha l'obbligo della trasmissione dello stesso
alle altre amministrazioni per le successive fasi.
Il mandato si estingue, oltre che per le cause previste dalla legge, con il conseguimento
della prestazione o con la definizione positiva dell’intervento del patronato e
comunque con l’esaurimento del procedimento amministrativo.
Le amministrazioni erogatrici delle prestazioni devono comunicare l’esito della pratica
al diretto interessato e all’Istituto di patronato, onde consentire il necessario riscontro
dell’attività statisticabile.
In caso di revoca del mandato il patronato subentrante deve comunicare il subentro,
sia all’ente erogatore sia al patronato revocato, per mezzo di raccomandata AR.
La revoca non opera rispetto all’intervento già svolto se definito positivamente. In caso
d’intervento non ancora definito, può essere sottoscritto un nuovo mandato ad altro
patronato per il conseguimento della stessa prestazione. In tal caso il nuovo mandato
ha effetto solo per le fasi in corso di definizione e successive.
Articolo 4 del Decreto Ministeriale 193/2008
Articolo 3 comma 3 del Decreto Ministeriale 193/2008
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.21/2009
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.10 del 2010
Attività riconosciuta Articolo 3 Decreto Ministeriale 193/2008
E’ oggetto di finanziamento, ai sensi dell’art. 13 legge 152/2001, l’attività che:
 è prestata a seguito di esplicito mandato di assistenza;
 ha per scopo il conseguimento di prestazioni in materia previdenziale, socio
assistenziale di danni da lavoro o alla salute e di interventi a esse collegati e
autonomamente configurabili;
 è svolta nei confronti delle amministrazioni italiane ed estere competenti alla
definizione degli interventi;
 è citata nelle tabelle di attività ABCD allegate al Decreto Ministeriale
193/2008.
 All'estero, sono equiparabili alle prestazioni socio-assistenziali di cui alle tabelle
allegate al presente regolamento, analoghe prestazioni, non derivanti da
contribuzione obbligatoria, per le quali la legislazione dei paesi esteri prevede
l'erogazione in servizi o in beni in natura.
L’attività di patrocinio, in sede amministrativa, è svolta attraverso la fase
amministrativa e quella eventuale di contenzioso amministrativo.
Articolo 5 Decreto Ministeriale 193/2008
Costituisce intervento efficace ai fini del finanziamento:
 la presentazione della domanda,
 la sua integrazione con documentazione utile alla definizione della stessa,
 la richiesta di riesame,
 l'opposizione,
 il ricorso.
L'attività di patrocinio può intervenire anche in un momento successivo alla
trasmissione della domanda o del ricorso, purché l'amministrazione destinataria non
abbia già deciso in ordine alla richiesta, anche se il provvedimento non è stato ancora
comunicato. In caso di prestazioni erogate d'ufficio dagli Istituti previdenziali o a
seguito di denuncia per obbligo di legge, l'intervento del Patronato potrà essere
riconosciuto valido quando la liquidazione della prestazione sia avvenuta decorso il
termine assegnato all'Istituto per provvedere.
Gli interventi per la sollecitazione del caso non sono riconoscibili e statisticabili.
E' possibile acquisire attività e/o procedere a invio telematico della stessa anche nei
giorni festivi e durante le ore notturne, nel rispetto degli istituti contrattuali.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.10/2010
Superamento dell’unicità della pratica
Tra le novità introdotte dal nuovo regolamento particolare importanza è data al
superamento del concetto di unicità della pratica: qualora la prestazione sia erogata
dall’Ente a seguito dell’attivazione di più interventi distinti il punteggio relativo alla
prestazione erogata è attribuito a ciascun singolo intervento; pertanto al momento
dell’assunzione del patrocinio dovranno essere aperte pratiche distinte per ciascun
intervento utile all’eventuale finanziamento.
Articolo 6 comma 2 Decreto Ministeriale 193/2008
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.21/2010
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.7/2010
Riconoscimento della pratica ai fini dell’attribuzione del punteggio
Ai fini dell'attribuzione del punteggio, la pratica deve contenere documentazione di
data certa che dimostri l'assunzione di patrocinio, nonché atti idonei a comprovare
l'avvenuta definizione positiva da parte dell'amministrazione competente o, in
mancanza di questi ultimi:
a) formali comunicazioni dell'Amministrazione competente che riportino gli estremi
della prestazione riconosciuta e la data di definizione della stessa;
b) risultanze delle banche dati delle Amministrazioni competenti dalle quali risultino
tutti gli elementi necessari a identificare l'esito dell'intervento e la data di definizione
dello stesso.
Quanto sopra vale anche per le attività svolte all’estero salvo che, nell’impossibilità di
produrre la documentazione di cui ai precedenti punti a) e b), la decisione
dell’Amministrazione competente potrà essere sostituita da qualsiasi altra
documentazione che comprovi la definizione positiva dell’intervento; tale
documentazione deve riportare una data non anteriore al 1° gennaio dell’anno
precedente a quello preso in considerazione per il riconoscimento dell’attività svolta.
Alla presenza di modalità operative che prevedano il colloquio telematico con le
Amministrazioni competenti, la documentazione prevista dai commi precedenti potrà
essere sostituita da quella che deriverà dall'applicazione delle predette modalità.
Articolo 6 Decreto Ministeriale n.193/2008
L ’attività utile ai fini del finanziamento
è quella indicata nelle tabelle A, B, C e D del Decreto Ministeriale 193/2008 con
punteggio superiore allo zero, fermo restando che per alcune delle voci tabellari si
prescinde dal contenuto economico della prestazione richiesta.
La legge 228/2012, legge di stabilità per il 2013, ha introdotto il riconoscimento, in via
sperimentale e a partire dall’1.1.2013, dei 0,25 punti derivanti dalla spedizione
telematica per 41 voci presenti nelle tabelle A, C, D a zero punti, più il Rilascio dei CUD
INPS, e individuate nell’allegato al DM 20.2.2013.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.21/2010
Commi da 8 a 15 art.1 Legge 228/2012
DM Ministro del lavoro e delle politiche sociali 20.2.2013
Le attività presenti nella Tabella B
sono statisticabili esclusivamente all’estero.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.24/2009
Interventi tabella C
Sono 14 le prestazioni a cui è attribuito un punteggio.
La circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.6/2010 ha disposto in
particolare:
 una provvisoria statisticazione, in attesa della verifica di significativi squilibri a
consuntivo, alla voce C3 del riconoscimento del danno biologico anche se
inferiore al 6%;
 qualora la fase ordinaria di un intervento abbia comportato il riconoscimento di
un diritto rientrante fra le prestazioni a punteggio, le eventuali fasi successive di
riesame ricorso e opposizione (sia amministrativo che medico-legale) non
vanno considerate. L'intervento va quindi statisticato a punteggio una sola volta;
 gli interventi C3 e C5 si devono statisticare al momento della definizione
positiva; in caso di opposizione anche se vi è un aumento del punteggio del
provvedimento già definito positivo, la seconda fase va chiusa negativa salvo che
il Patronato non intervenga solo per l'opposizione;
 per danno biologico superiore al 15% si possono, qualora aperti
precedentemente distintamente, chiudere i due interventi C3 e C5;






ciò è possibile anche qualora la rendita/indennizzo non sia materialmente
erogata (es: titolare di altre prestazioni per invalidità o per mancata regolarità
contributiva};
gli interventi C1 o C2 (alternativamente) sono statisticabili, anche se non vi è
prestazione economica:
a questi (C1 e C2) possono aggiungersi altri presentati per lo stesso caso (C3, C5,
C9) secondo le prestazioni riconosciute;
non possono essere statisticati i C9 ex art. 70 se non per opposizione o come
C10 definiti positivamente;
gli Interventi C6 hanno esito positivo solo con l'aumento del grado
indennizzabile, anche se non produce benefici economici;
l'intervento C9 si ritiene definito positivamente solo a conclusione con il
pagamento del saldo, non sono perciò da tenere in considerazione gli acconti che
I'Inail dovrà evidenziare.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.6/2010
Lettera del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai Patronati del 4.7.2012 con allegati
chiarimenti Inail su voci C2 e C10
Interventi tabella D 10-11-12 – extracomunitari
Con la circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 15/2010 il
Ministero ha chiarito le regole di statisticazione degli interventi relativi a prestazioni
erogate dal Ministero degli Interni a favore dei cittadini extracomunitari ulteriormente
precisate con circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 26/2010.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 15/2010
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 26/2010
Pensioni liquidate in forma provvisoria
La circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.21/2009 dispone che al
fine di evitare una doppia statisticazione della pratica di pensione già liquidata in
forma provvisoria, la stessa sarà considerata utile per il finanziamento solo al
momento del provvedimento definitivo. Diversamente la successiva circolare Ministero
del Lavoro e delle Politiche Sociali n.1/2010 prevede la possibilità di inserire in
statistica per il 2009 le pratiche di pensione già statisticate in data anteriore al 1°
gennaio 2009 sulla base di un provvedimento di liquidazione provvisorio, a condizione
che il provvedimento di liquidazione definitivo decorra dal 1° gennaio 2009. Ciò è stato
confermato anche per l'attività 2010 sulla base di una circolare interna del Ministero
del Lavoro e delle Politiche Sociali. Con circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali del 14.3.2012 si rinnova tale possibilità per le pratiche chiuse con
provvedimento definitivo dell'anno 2011, estendendola anche all'attività degli anni
successivi al 2011 fino a esaurimento delle domande suddette.
Diversamente per le pensioni liquidate in via provvisoria in attesa della pubblicazione
dei coefficienti definitivi di rivalutazione delle retribuzioni e della mobilità da parte
dell'Istat che sono individuate come definitive su Domus e quindi inserite in statistica;
la circolare Inps n.0014575 del 31/05/2010 afferma che saranno rivalutate d'ufficio
senza alcuna comunicazione agli interessati.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.21/2009
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.1/2010
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 14.3.2012
Circolare Inps n.0014575 del 31/05/2010
Invalidità civile
Sono utili ai fini del finanziamento anche le pratiche d’invalidità civile soggette a
revisione sanitaria per le quali è emesso un nuovo verbale.
Non sono utili ai fini del finanziamento le pratiche d’invalidità civile quando la
prestazione non è erogata o è sospesa o revocata per mancanza dei requisiti reddituali.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.26/2010
Indennità di frequenza
Sono utili ai fini del finanziamento tutte le pratiche d’indennità di frequenza che
annualmente sono riproposte e per le quali è necessario presentare attestazione di
frequenza a corsi scolastici o di altro tipo e per le quali l'Ente erogatore della
prestazione abbia espressamente richiesto l'attestato di frequenza. In caso di
sospensione o revoca per motivi sanitari valgono le stesse regole delle invalidità civili.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.26/2010
Attività all’estero
L’attività e l’organizzazione degli Istituti di patronato all’estero sono valutate con gli
stessi criteri adottati per il territorio nazionale.
Tale attività è oggetto di verifica curata direttamente dal Ministero del Lavoro che la
esegue con proprio personale utilizzando lo 0,10% del Fondo patronati.
All’estero sono equiparabili alle prestazioni socio-assistenziali di cui alle tabelle ACD
allegate al DM 193/2008, analoghe prestazioni, non derivanti da contribuzione
obbligatoria, per le quali la legislazione dei paesi esteri prevede l’erogazione in servizi
o in natura.
La circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.21/2009 ha precisato che le
suddette prestazioni sono riconducibili alle prestazioni italiane di cui alla voce 8
Tabella D Assegno sociale, auspicandone una futura mappatura. In seguito la circolare
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 5/2010 ha individuato le prestazioni da
considerare equivalenti a quelle socio-assistenziali della tabella D, riportando in
allegato un apposito prospetto.
La circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.21/2009 precisa inoltre
che le prestazioni autonome a carico degli Istituti assicuratori esteri sono quelle alle
quali il lavoratore ha diritto avendo maturato i requisiti previsti nello Stato di
riferimento: possono ben inquadrarsi nella fattispecie le domande inoltrate da sedi
estere dei Patronati a favore di lavoratori non italiani, ma che sono stati assicurati in
Italia sino al raggiungimento dei requisiti di legge per il diritto alla pensione o, nel caso
di convenzione internazionale o accordi bilaterali o multilaterali, di diritto a un prorata italiano.
Non sono riconosciute le pratiche, svolte dalle sedi all'estero dei Patronati, che
configurino interventi puramente sollecitatori.
E’ inoltre riconosciuta l’attività svolta in nome e per conto dei cittadini emigrati
secondo i seguenti criteri:
a) gli interventi per l’ottenimento di prestazioni autonome a carico degli Istituti
assicuratori esteri sono riconosciuti all’ufficio dell’Istituto di patronato all’estero
incaricato della trattazione da parte di una sede italiana, anche se inoltrate dalla stessa
attraverso un Istituto assicuratore italiano;
b) gli interventi in convenzione internazionale per i quali sia richiesto l’interessamento
di una sede di un paese estero, sono riconosciuti alla sede italiana per la parte italiana
e alla sede estera per la parte estera;
c) gli interventi di sedi estere che coinvolgano altre sedi estere, sono riconosciuti a
entrambe le sedi se le stesse hanno contribuito, ciascuna per la parte di propria
competenza, alla definizione dell’intervento.
La circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 5/2010 era intervenuta
a chiarire le regole di statisticazione delle suddette attività.
La circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.1/2012 ha riordinato
l’intera materia:
 a) ha sanato gli errori di statisticazione prodotti all’estero negli anni 2009 e
2010;
 b) ha definito la possibilità di operare scelte di statisticazione diverse per
l’attività dell’anno 2011 e di quelli successivi; ciò per l’Inca ha portato
all’applicazione
del seguente schema di attribuzione delle pratiche:
Caso
Attività estera
art.3 comma 3 DM 193/2008
CHI STATISTICA
Sede
italiana
Sede estera
Interventi per prestazioni autonome con Enti esteri
lettera
acquisite da sedi italiane e trattate direttamente
a
da sede italiana
X
Interventi per prestazioni autonome con Enti esteri
lettera
acquisite da sedi italiane e con interessamento di
a
una sede estera
X
lettera Interventi con diritto autonomo in Italia acquisite
a
da sedi estere e trattate direttamente da sedi estere
X
Convenzioni internazionali acquisite da sedi
lettera italiane: la sede italiana statistica la prestazione
b
italiana, la sede estera statistica la prestazione
estera
X
X*
Convenzioni internazionali acquisite da sedi estere
lettera
con pro-rata italiano: la sede estera statistica
b
entrambe le prestazioni
XX
Convenzioni internazionali acquisite da sedi estere
lettera c con coinvolgimento di sedi estere di altri paesi:
statisticano le sedi estere presenti nei diversi stati
X**
*Solo se non attiva la sede estera, la sede italiana statistica entrambe le pratiche
** Solo se non attive sedi del patronato in uno o più degli Stati coinvolti, i pro-rata relativi
sono attribuiti alla sede estera che ha acquisito il mandato di assistenza (quella dove
risiede l'assistito).
Articolo 3 Decreto Ministeriale n.193/2008
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.21/2009
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 5/2010
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.1/2012
Lettera del Presidente dell'Inca al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 14.2.2012:
codice di comportamento
Punteggio Telematiche
In aggiunta al punteggio determinato nelle tabelle A-B-C e D allegate al Decreto
Ministeriale 193 del 2008 sono riconosciuti ulteriori 0,25 punti per ogni intervento
riconosciuto finanziabile avviato con modalità telematiche e definito positivamente,
sulla base di apposito elenco nominativo, rilasciato alle sedi centrali degli Istituti di
patronato, dall'amministrazione competente alla definizione del caso. Il punteggio
telematico è quindi attribuito a livello centrale, direttamente dal Ministero del lavoro e
delle Politiche Sociali, non va verificato durante le ispezioni sul territorio e non
concorre al raggiungimento del punteggio necessario per l’attività ex art.8 comma 2
DM 193/2008.
A partire dall’attività dell’anno 2013 i 0,25 punti derivanti dalla spedizione telematica,
in via sperimentale, sono riconosciuti anche per 41 delle voci presenti nelle tabelle
A,C,D a zero punti più i CUD INPS e individuate nell’allegato al DM 20.2.2013 secondo
quanto previsto dalla Legge 228/2012, legge di stabilità per il 2013.
Comma 2 art.12 Decreto Ministeriale 193/2008
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.26/2010
Commi da 8 a 15 art.1 Legge 228/2012
DM Ministro del lavoro e delle politiche sociali 20.2.2013
Assicurazione per gli errori nell’espletamento dell’attività di tutela
I funzionari dell’Inca nella loro attività agiscono con il massimo del rigore e della
professionalità, ma può accadere di commettere degli errori in danno del cittadino
tutelato. A fronte di tale possibilità l’Inca nazionale ha stipulato una polizza sui rischi
professionali per salvaguardare i propri funzionari nell’espletamento dell’attività di
tutela. Nel caso quindi di tale eventualità il Direttore della struttura Inca nella quale si
fosse verificato l'evento invierà alla sede nazionale, direttamente alla Presidenza
([email protected]), la documentazione necessaria a supportare le domande di
indennizzo rivolte all’assicurazione Unipol a copertura di errori verso nostri assistiti
eccedenti la franchigia e che non abbiano trovato soluzione in sede locale.
Chiusura e certificazione annuale dell'attività
Gli Istituti di patronato e di assistenza sociale devono fornire, entro il 30 aprile di
ciascun anno, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, i dati riassuntivi e
statistici dell'attività' assistenziale svolta nell'anno precedente, nonché quelli relativi
alla struttura organizzativa in Italia e all'estero. Per poter rispettare questa scadenza
tutte le strutture dell'Inca, in Italia e all'Estero, devono chiudere e certificare su Siinca³
l'attività dell'anno precedente entro il 28 febbraio dell'anno successivo a quello
interessato. Il rispetto di tali adempimenti compete in Italia ai Direttori provinciali e
all'Estero ai responsabili delle Associazioni.
Ogni sede in Italia deve quindi provvedere alla stampa di:
1) Tabelle statistiche A - C - D in duplice copia e loro prospetto riassuntivo: una copia
sarà consegnata al locale ispettorato e la seconda, firmata per ricevuta, dovrà essere
trattenuta in sede. Le tabelle riguardano la sede provinciale, le sedi zonali ed un
riepilogo provinciale.
2) Tabelle organizzative in duplice copia: una copia sarà consegnata al locale
ispettorato e la seconda, firmata per ricevuta, dovrà essere trattenuta in sede. Le
tabelle riguardano la sede provinciale, le sedi zonali ed un riepilogo provinciale.
3) Registri di apertura e chiusura da trattenere in sede a disposizione degli ispettori.
Va verificato attentamente che le tabelle organizzative riportino correttamente i dati
della sede, degli operatori e degli orari di apertura al pubblico.
Firma degli elaborati statistici
Le tabelle A,C,D nonché le tabelle organizzative e i registri dovranno essere firmate dal
direttore provinciale per la sede provinciale e dai responsabili zonali per le sedi zonali.
Consegna alla Direzione Territoriale del Lavoro degli elaborati statistici
Gli elaborati statistici come sopra firmati dovranno essere consegnati alla competente
Direzione Territoriale del Lavoro entro il 30 aprile.
Per l'Estero ogni sede dovrà provvedere alla stampa di:
1) Tabelle statistiche A - B - C - D in triplice copia e loro prospetto riassuntivo : due
copie saranno inviate all'Inca centrale e la terza dovrà essere trattenuta in sede.
2) Tabelle organizzative in triplice copia: due copie saranno inviate all'Inca centrale e
la terza dovrà essere trattenuta in sede.
3) Registri di apertura e chiusura da trattenere in sede a disposizione degli ispettori.
Va verificato attentamente che le tabelle organizzative riportino correttamente i dati
della sede, degli operatori e degli orari di apertura al pubblico.
Firma degli elaborati statistici
Le tabelle A,B,C,D nonché le tabelle organizzative e i registri dovranno essere firmate
dal Responsabile dell'ufficio.
Consegna all’Inca Nazionale degli elaborati statistici
Gli elaborati statistici come sopra firmati dovranno essere consegnati all’Inca
Nazionale entro il 31 marzo.
Comma c) articolo 14 della Legge 152 del 2001
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.24/2009
3 FINANZIAMENTO
Il finanziamento dei Patronati
Il finanziamento pubblico dei Patronati si realizza attraverso il prelievo della quota
dello 0,226% dei contributi previdenziali obbligatori versati dai lavoratori e dalle
lavoratrici alle casse degli istituti previdenziali Inps, Inpdap, Inail, Ipsema ed è
corrisposto sulla base della valutazione della loro attività e della loro organizzazione in
relazione all'estensione e all'efficienza dei servizi offerti.
Per il fondo patronati così definito la manovra finanziaria 2011-2013 ha previsto una
decurtazione di 30 milioni di euro per ognuno dei tre anni confermata anche per gli
anni successivi.
L’ammontare del fondo patronati è ripartito dal Ministero del lavoro tra i patronati
riconosciuti:
 per l’attività svolta in Italia per l’80%;
 per l’attività svolta all’estero per il 9,90%;
 per l’organizzazione rilevata in Italia per l’8%;
 per l’organizzazione rilevata all’estero per il 2%.
Il restante 0,10% è utilizzato dal Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale per il
controllo dell’attività delle sedi all’estero dei Patronati.
Il fondo è quindi ripartito tra gli Istituti di patronato sulla base della loro attività e della
loro struttura organizzativa valutata ogni anno dal Ministero del lavoro.
L'attività utile ai fini del finanziamento è tutta quella individuata dal Decreto
Ministeriale 193/2008 tramite 95 voci tabellari riportate nelle tabelle A, B, C e D e
definite positivamente; tra queste l'attività più rilevante utile ai fini della
determinazione delle quote di finanziamento è quella indicata con punteggio superiore
allo zero.
L’articolo 13 della legge 152/2001 individua le possibili fonti di finanziamento degli
Istituti di patronato e le percentuali a essi destinate, così come precisato dal Decreto
Ministeriale 193/2008.
Lo stesso articolo afferma che gli Istituti di patronato, per il perseguimento delle loro
finalità, possono anche ricevere:
a) eredità, donazioni, legati e lasciti;
b) erogazioni liberali;
c) sottoscrizioni volontarie;
d) contributi e anticipazioni del soggetto promotore e delle sue strutture periferiche.
art.1 Decreto Ministeriale 193/2008
Articolo 13 Legge n.152/2001
Comma 8 art.13 Legge n°152/2001
Articolo 13 Decreto Ministeriale n.193/2008.
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.21/2009
Ricevute e loro conservazione
Quando si ricevono erogazioni liberali e sottoscrizioni volontarie va rilasciata al
cittadino ricevuta dell'Inca secondo lo schema allegato alla Guida alla rendicontazione
contabile dell'Inca; ogni ufficio disporrà di un apposito blocchetto numerato di
ricevute, anch'esse numerate, in tre copie, con intestazione Inca. La prima copia andrà
al cittadino, la seconda all'ufficio amministrazione Cgil, la terza resterà nel blocchetto.
Tutte le somme ricevute vanno regolarmente registrate e inserite in contabilità
secondo quanto previsto dalla Guida alla rendicontazione contabile dell'Inca.
Guida alla rendicontazione contabile dell'Inca
4
VIGILANZA
ED
ISPEZIONI
E
RILEVAZIONE
DELL'ATTIVITA’
E
DELL'ORGANIZZAZIONE DEL PATRONATO
Vigilanza e ispezioni
La vigilanza sugli Istituti di patronato è svolta con verifiche annuali espletate:
 in Italia, dai competenti Servizi Ispezione delle Direzioni Territoriali del lavoro
 all’estero dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con proprio personale
particolarmente competente.
Nell'effettuazione dei controlli gli ispettori devono attenersi alle direttive del Ministero
del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Il verbale degli accertamenti ispettivi, rilasciato in copia alla sede del patronato
ispezionata, dovrà contenere:
-il punteggio di attività riconosciuto;
-il giudizio sulla sussistenza dei requisiti per il riconoscimento del punteggio
organizzativo previsto dall’articolo 8 del Decreto Ministeriale n.193/2008.
Nel verbale d’ispezione, inoltre, dovranno essere riportate le eventuali
controdeduzioni riguardanti motivi di disaccordo sui risultati della visita ispettiva,
sottoscritte dal responsabile della sede dell’Istituto di patronato ispezionata o dal
Direttore provinciale.
Ispezioni all’Estero
Nell'ipotesi in cui, a seguito di una ispezione presso una sede di un istituto di patronato
operante in uno Stato estero, siano accertate irregolarità nella rilevazione degli
interventi, la riduzione del punteggio che si riferisce all’attività della sede stessa è
estesa, in misura proporzionale sullo stesso gruppo di attività per le quali è stata
rilevata l'irregolarità, a tutte le sedi del medesimo istituto di patronato operanti in
detto Stato. Nelle confederazioni di Stati, tale riduzione si estende alle sedi operanti in
tutti gli Stati della confederazione.
Articolo 15 legge 152/2001
Articolo 10 Decreto Ministeriale n.193/2008
Ricorsi
Le sedi centrali degli Istituti di patronato possono inoltrare, entro trenta giorni dalla
data di rilascio di copia del verbale d’ispezione, mediante raccomandata, richieste di
rettifica delle rilevazioni effettuate, sulla scorta delle eventuali controdeduzioni
riguardanti i motivi di disaccordo sui risultati della visita ispettiva, al competente
ufficio del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Lo stesso decide
entro centoventi giorni dalla data di ricezione della richiesta, decorsi i quali, in caso di
mancata decisione, la richiesta si intende accolta.
Articolo 10 Decreto Ministeriale n.193/2008
Rilevazione dell’attività
L’attività e l’organizzazione degli Istituti di patronato sono rilevate attraverso l’esame
della seguente documentazione:
 a) appositi registri di apertura e chiusura delle pratiche o tabulati
meccanografici sostitutivi, da tenere presso le sedi provinciali e zonali,
riportanti tutte le attività svolte dal patronato indicate nelle tabelle A-B-C e D
allegate al Regolamento DM 193/2008. I registri di chiusura saranno duplici a
seconda che si tratti di pratiche con punteggio superiore a zero o pari a zero.
L’ispettore dovrà siglare i registri di apertura nonché convalidare quelli di
chiusura nel corso dell’ispezione. Nei tabulati meccanografici i nominativi degli
assistiti devono essere in ordine alfabetico.
 b) tabelle di riepilogo annuale dei dati statistici relative alle pratiche trattate in
ciascuna provincia, debitamente verificate ed eventualmente corrette e
convalidate in sede d’ispezione; tali tabelle saranno inviate, da parte del Servizio
Ispezione della Direzione Territoriale del Lavoro, al Ministero del Lavoro e delle
politiche sociali entro il 31 Gennaio successivo alla chiusura delle ispezioni.
 c) tabella Organizzazione, relativa alla struttura organizzativa delle sedi, che
sintetizza i dati organizzativi utili all'attribuzione del relativo punteggio (sede,
orario apertura al pubblico, responsabile, operatori).
Articolo 11 del Decreto Ministeriale n.193/2008
Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.24/2009
Documentazione per convalidare la pratica
Al fine di una corretta valutazione dell’attività svolta dagli Istituti di patronato, può
essere considerata un valido supporto la documentazione certificata e trasmessa – sia
su materiale cartaceo sia su supporto informatico – dall’Inps alle Direzioni Territoriali
del Lavoro, entro il 28 febbraio di ciascun anno, e riferito a pratiche comprese
nell’ambito della provincia.
Sarà comunque verificato e scrupolosamente controllato il mandato di assistenza
rilasciato dall’assistito.
La convalida della pratica e l'attribuzione del relativo punteggio avverranno quindi
sulla base del mandato di patrocinio, nonché degli ulteriori elementi rinvenibili nel
fascicolo, anche tramite consultazione del sito Internet dell’Inps.
Qualora anche attraverso gli strumenti predetti, non fosse possibile acquisire tutti gli
elementi necessari per la convalida della pratica, l’istituto di patronato dovrà
richiedere all’ente erogatore idonea certificazione da cui risulti la precisa
identificazione della pratica.
Articoli 10 e 13 del Decreto Ministeriale n.193/2008
Archiviazione della documentazione
Ciascuna sede degli Istituti di patronato è tenuta a conservare, per cinque anni e a
presentare per i controlli, tutta la documentazione riguardante l'attività svolta nonché
gli appositi registri di apertura e chiusura delle pratiche o tabulati meccanografici
sostitutivi e quanto utile ai fini della valutazione dell'efficienza e dell'assistenza
prestata. La documentazione è conservata in modalità cartacea ovvero in modalità
digitale secondo le disposizioni di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e
successive modificazioni e integrazioni.
Comma 3 articolo 11 del Decreto Ministeriale n.193/2008
5 QUALITA' DELL'ATTIVITA'
Per definire i criteri di verifica della qualità dei servizi erogati dai Patronati l'art.12 DM
193/2008 introduce un meccanismo premiale/sanzionatorio finalizzato a garantire
una più puntuale statisticazione dell'attività svolta ; tale meccanismo si applica sul
totale dell'attività svolta in Italia e, separatamente, per quella all'estero.
Nel caso di discordanza tra i dati dichiarati e quelli certificati, separatamente per
l’Italia e per l’estero:
 in caso di scostamento fino al 2%, lo scostamento percentuale è ridotto del 50%;
 in caso di scostamento superiore al 2% e inferiore o uguale al 5%, è confermata
la percentuale di scostamento;
 in caso di scostamento superiore al 5%, lo scostamento è aumentato del 50%.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attribuisce a livello centrale, sulla base
delle comunicazioni degli Enti erogatori delle prestazioni, 0,25 punti per ogni
intervento finanziabile svolto in via telematica e definito positivamente.
Tale punteggio non è valido ai fini del riconoscimento organizzativo degli uffici e non
va verificato dal Servizio Ispezioni della Direzione Territoriale del Lavoro.
La legge 228/2012 Legge di stabilità 2013 all’art.1comma 10 lettera e) recita:
all'articolo 13, comma 7, lettera b) (ndr: della legge 152/2001), sono aggiunte, in fine, le
seguenti parole: «rilievo prioritario alla qualità dei servizi prestati verificata attraverso
una relazione annuale redatta dagli enti pubblici erogatori delle prestazioni
previdenziali e assicurative con riferimento a standard qualitativi fissati dal Ministero
del lavoro e delle politiche sociali, sentiti gli istituti di patronato e di assistenza sociale
e i predetti enti pubblici;».
Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.26/2010
Articolo 12 del Decreto Ministeriale n.193/2008
Comma 10 art.1 Legge 228/2012 Legge di stabilità 2013
6 SCADENZARIO DEGLI ADEMPIMENTI
Inps, Inpdap, Inail, Ipsema
-31 gennaio:
versamento al Ministero del Tesoro dell'80% della quota Patronati dello 0,226% dei
contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno precedente dai lavoratori e dalle
lavoratrici alle casse degli Istituti previdenziali;
-30 giugno:
versamento al Ministero del Tesoro della restante quota.
-Annualmente:
invio entro il 28 febbraio, ai Servizi ispezione delle Direzioni Territoriali del lavoro ed
alle sedi del Patronato competenti per territorio, degli elenchi nominativi e delle
tabelle contenenti le risultanze statistiche elaborate.
Comma 3 articolo 13 legge 152/2001
Comma 2 articolo 11 Decreto Ministeriale 193/2008
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
-31 marzo:
termine ultimo per la corresponsione agli Istituti di patronato di anticipazioni sulle
competenze dovute nei limiti di cui all’art.13 commi 3, 4 e 5 della Legge n.152/2001;
-31 maggio del secondo anno successivo:
termine ultimo per l’emanazione del decreto per la ripartizione definitiva dei fondi
affluiti sull’apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del Lavoro e delle
Politiche sociali.
Comma 5 articolo 13 legge 152/2001
Servizi Ispezioni Lavoro delle Direzioni Territoriali del Lavoro
-31 dicembre:
termine ultimo per completare le verifiche di controllo, presso le sedi degli Istituti di
patronato, relative all'attività dell'anno precedente.
-31 gennaio successivo:
termine ultimo per la trasmissione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali delle
tabelle di riepilogo annuale dei dati statistici relativi alle pratiche trattate nella
provincia.
Articolo 13 comma 1 lettera c Decreto Ministeriale 193/2008
Istituti di Patronato
-28 febbraio:
gli uffici amministrativi delle Cgil regionali, per gli uffici regionali dell'Inca, e delle Cgil
territoriali, per gli uffici provinciali e zonali dell’Inca, devono far pervenire all’Inca
Nazionale, sottoscritta dal Segretario della Cgil e dal Coordinatore o dal Direttore
dell’Inca, la rendicontazione dei proventi e delle spese relativi all’attività di patronato
svolta dall’Inca l’anno precedente.
-31 marzo:
l’Inca Nazionale comunica al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il rendiconto
dell'esercizio dell’anno precedente.
-30 aprile:
termine ultimo per la consegna da parte della struttura nazionale al Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali delle tabelle statistiche con i dati relativi a struttura
organizzativa e attività dell'anno precedente, in Italia e all'Estero, con espressa
dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante dell’Istituto in ordine ad esattezza
e veridicità dei dati comunicati.
Guida alla rendicontazione contabile dell'Inca
Comma b) articolo 14 legge 152/2001
Articolo 11 comma 1 Decreto Ministeriale 193/2008
7 DOVERI DEGLI ISTITUTI DI PATRONATO
Gli Istituti di patronato devono:
 tenere regolare registrazione di tutti i proventi e di tutte le spese, corredata
dalla documentazione contabile, secondo i modelli eventualmente predisposti
dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
 relazionare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sull’attività
assistenziale svolta in base alle norme statutarie e sull’utilizzazione del
contributo al finanziamento;
 comunicare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, entro tre mesi dalla
chiusura dell’esercizio annuale, il conto consuntivo dell’esercizio stesso
redatto in conformità all’apposito schema predisposto dal Ministero, corredato
dalla relazione illustrativa dell’attività svolta e dell’organizzazione, con allegati i
nominativi degli organi di amministrazione e di controllo e l’elenco degli
operatori e delle persone a qualsiasi titolo utilizzati;
 mettere a disposizione dei funzionari incaricati delle ispezioni tutti i libri, i
registri e gli incartamenti riguardanti le rispettive amministrazioni;
 conservare per cinque anni e presentare per eventuali controlli tutta la
documentazione riguardante l’attività svolta e quanto altro sia utile ai fini della
valutazione dei servizi resi;
 in caso di chiusura di una sede zonale trasferire tutta la documentazione ad altra
sede e darne comunicazione all’assistito, al Servizio Ispezioni Lavoro della
Direzione Territoriale del Lavoro competente e alle sedi territoriali delle
amministrazioni erogatrici delle prestazioni;
 comunicare al Servizio Ispezioni Lavoro della Direzione Territoriale del Lavoro
competente, l'elenco degli operatori con rapporto di lavoro a tempo pieno ed a
tempo parziale e dei collaboratori, indicati nell'articolo 6 della legge, nonché
l'orario giornaliero e settimanale di apertura delle sedi. Copia conforme della
predetta documentazione deve essere altresì comunicata alle competenti sedi
periferiche delle amministrazioni erogatrici delle prestazioni.
I dati di cui sopra, relativi alle strutture e agli operatori all'estero, devono essere
comunicati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e alle autorità diplomatiche e
consolari.
Ogni qualvolta si dovessero determinare delle variazioni nei dati di cui sopra, esse
dovranno essere comunicate agli stessi destinatari.
Articoli 9, 11 e 16 del Decreto Ministeriale 193/2008
Articolo 14 legge 152/2001
8 ADEMPIMENTI Cgil e Inca
Adempimenti delle strutture provinciali della Cgil
Sono definiti sulla base della legge 152/2001, del Decreto Ministeriale 198/2008,
dello Statuto dell’Inca e della convenzione sottoscritta il 10 giugno 2005 dal Segretario
Generale della Cgil e dal Presidente dell’Inca:
 1. Assunzione dei funzionari/operatori.












2. Sottoscrizione dell’accordo scritto con i collaboratori volontari.
3. Sottoscrizione dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa.
4. Comunicazione alla Direzione Territoriale del lavoro del comando dei
dipendenti Cgil al patronato Inca.
5. Comunicazione alla Direzione Territoriale del lavoro degli accordi sottoscritti
con i collaboratori volontari.
6. Comunicazione alla Direzione Territoriale del lavoro del comando dei
contratti di collaborazione coordinata e continuativa al patronato Inca.
7. Tenuta e messa a disposizione degli ispettori del Ministero del libro unico del
lavoro, contratti e accordi attestanti i rapporti di lavoro.
8. Stipula delle convenzioni con medici e avvocati insieme al Direttore dell’Inca.
9. Fornitura al Direttore Inca di copia dell’atto costitutivo e dello statuto della
Cgil che ha concesso i locali accompagnati da un atto formale di concessione
(delibera del Direttivo o della Segreteria); tale documentazione va prodotta per
l’ufficio provinciale e per ogni ufficio zonale.
10. Fornitura al Direttore Inca dei certificati catastali degli immobili, ufficio
provinciale e uffici zonali, di proprietà o in locazione alla Cgil, concessi in
comodato al Patronato, dai quali risulti la destinazione ad ufficio, categoria
catastale A/10, o negozio/bottega, categoria catastale C/1, o le altre categorie
previste: B/4 uffici pubblici, D/1 opifici, D/5 Istituti di credito, D/7 Fabbricati
industriali, D/8 Centri commerciali.
11. Approvazione del Rendiconto dell’Inca provinciale.
12. Entro il 28 febbraio invio all’Inca Nazionale del rendiconto dell’Inca
provinciale, relativo all’attività di patronato svolta l’anno precedente,
sottoscritto dal Segretario della Cgil e dal Direttore dell’Inca.
13. Attuazione degli obblighi nel campo della tutela della salute e della sicurezza
sul lavoro derivanti dal Decreto Legislativo n.81/2008: redazione del D.V.R.
(documento di valutazione dei rischi) e individuazione del Medico Competente.
Possibilità di designazione del Direttore provinciale dell'Inca quale preposto.
Adempimenti dei Direttori provinciali dell’Inca
Il Direttore provinciale dell'Inca presiede e convoca il Comitato provinciale d’indirizzo
e controllo.
 1. Verifica dell’avvenuta assunzione dei funzionari.
 2. Verifica dell’avvenuta sottoscrizione dell’accordo scritto con i collaboratori
volontari.
 3. Verifica dell’avvenuta sottoscrizione dei contratti di collaborazione coordinata
e continuativa.
 4. Verifica dell’avvenuta comunicazione alla Direzione Territoriale del lavoro del
comando dei dipendenti Cgil al patronato Inca.
 5. Verifica dell’avvenuta comunicazione alla Direzione Territoriale del lavoro
degli accordi sottoscritti con i collaboratori volontari.
 6. Verifica dell’avvenuta comunicazione alla Direzione Territoriale del lavoro dei
contratti di collaborazione coordinata e continuativa.
 7. Conoscenza dell’ubicazione di libro unico del lavoro, contratti e accordi
attestanti i rapporti di lavoro per la messa a disposizione degli ispettori del
Servizio Ispezione della Direzione Territoriale del Lavoro.















8. Verifica dell’avvenuta stipulazione delle convenzioni con medici e avvocati.
9. Conservazione di copia dell’atto costitutivo e dello statuto dell’Associazione
promotrice che ha concesso i locali accompagnati da un atto formale di
concessione (delibera del Direttivo o della Segreteria). Tale documentazione va
prodotta per l’ufficio provinciale e per ogni ufficio zonale.
10. Conservazione dei certificati catastali degli immobili (ufficio provinciale e
uffici zonali) di proprietà o in locazione, concessi in comodato al Patronato, dai
quali risulti la destinazione “ad ufficio”, categoria catastale A/10, o
“negozio/bottega”, categoria catastale C/1, o le altre categorie previste: B/4
uffici pubblici, D/1 opifici, D/5 Istituti di credito, D/7 Fabbricati industriali, D/8
Centri commerciali.
11. Gestione rapporti con enti (Inps, Inail, Inpdap e altri) con firma accordi e
protocolli.
12. Gestione dei rapporti con Camere del Lavoro Territoriali e Categorie del
livello provinciale.
13. Gestione dei rapporti con i patronati del CePa e degli altri raggruppamenti.
14. Programmazione e controllo attività ufficio provinciale e uffici zona
(Controllo e comunicazione alla DTL e agli Enti delle variazioni per aperture o
chiusure sedi, rispetto orari, variazioni operatori; verifica cartelli, affollamento,
inserimento e statisticazione pratiche).
15. Gestione aggiornamento Stat 193.
16. Programmazione e attuazione di formazione, informazione e aggiornamento
dei funzionari Inca.
17. Gestione rapporti con medici e avvocati.
18. Gestione chiusura statistica sede provinciale e sedi zonali.
19. Gestione rapporti con il Servizio Ispezioni Lavoro della Direzione Territoriale
del Lavoro per le ispezioni.
20. Entro il 28 febbraio verifica dell’invio all’Inca Nazionale della
rendicontazione dei proventi e delle spese, sottoscritta dal Segretario della Cgil e
dal Direttore dell’Inca, relativi all’attività di patronato svolta nella provincia
l’anno precedente.
21. Entro il 30 aprile consegna degli elaborati statistici relativi all’attività e
all’organizzazione dell’anno precedente alla Direzione Territoriale del Lavoro.
22. Se designato preposto dal Segretario generale della CdLT, in base al Decreto
Legislativo n. 81/2008, assicura il rispetto delle regole di prevenzione e la
corretta adozione delle disposizioni in materia d’igiene e sicurezza.
Adempimenti delle Associazioni all'Estero convenzionate con l'Inca
Sono definiti sulla base della legge 152/2001, del Decreto Ministeriale 198/2008,
dello Statuto dell’Inca, della convenzione sottoscritta il 10 giugno 2005 dal Segretario
Generale della Cgil e dal Presidente dell’Inca e delle convenzioni sottoscritte dal
Presidente dell'Inca e dai Presidenti delle Associazioni all'estero :




1. Assunzione dei funzionari/operatori.
2. Sottoscrizione dell’accordo scritto con i collaboratori volontari.
3. Sottoscrizione dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa.
4. Comunicazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dei nominativi


















dei dipendenti dell'Associazione addetti all'attività del patronato Inca.
5. Comunicazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali degli accordi
sottoscritti con i collaboratori volontari.
6. Comunicazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali di eventuali
dipendenti con contratto di collaborazione coordinata e continuativa addetti al
patronato Inca.
7. Tenuta e messa a disposizione degli ispettori del Ministero della
documentazione relativa ai dipendenti, di contratti e accordi attestanti i rapporti
di lavoro.
8. Stipula delle convenzioni con medici e avvocati.
9. Fornitura ai responsabili degli uffici Inca di copia dell’atto costitutivo e dello
statuto dell'Associazione che ha concesso i locali.
10. Fornitura ai responsabili degli uffici Inca della documentazione degli
immobili, di proprietà
dell'Inca e concessi in comodato gratuito
all'Associazione o in locazione all'Associazione, adibiti all'attività di patronato,
dai quali risulti
la destinazione ad ufficio .
11. Gestione rapporti con gli enti del proprio Paese con eventuale firma di
accordi e protocolli.
12. Gestione dei rapporti con i patronati del CePa e degli altri raggruppamenti.
13. Programmazione e controllo delle attività degli uffici: controllo e
comunicazione all'Inca centrale, al fine della comunicazione al Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e agli Enti, delle variazioni per aperture o chiusure
sedi, rispetto orari, variazioni operatori, verifica cartelli, inserimento e
statisticazione pratiche.
14. Gestione aggiornamento Stat 193.
15. Programmazione e attuazione di formazione, informazione e aggiornamento
dei funzionari addetti al lavoro dell'Inca.
16. Gestione rapporti con medici e avvocati.
17. Gestione chiusura statistica uffici.
18. Gestione rapporti con gli ispettori del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali in occasione delle visite ispettive.
19. Approvazione del Rendiconto dell’Associazione relativo all'attività di
patronato.
20. Entro il 28 febbraio invio all’Inca Nazionale del rendiconto dell’Associazione,
sottoscritto dal Presidente, relativo all’attività di patronato svolta l’anno
precedente.
21. Entro il 31 marzo invio all’Inca Nazionale dei dati riassuntivi e statistici
relativi all’attività di patronato svolta l’anno precedente e di quelli relativi alla
propria struttura organizzativa.
22. Conservazione dei registri e dei documenti contabili a disposizione del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dell'Inca.
Adempimenti delle strutture regionali della Cgil
Sono definiti sulla base della legge 152/2001, del Decreto Ministeriale 198/2001,
dello Statuto dell’Inca e della convenzione sottoscritta il 10 giugno 2005 dal Segretario
Generale della Cgil e dal Presidente dell’Inca:
1. Assunzione dei funzionari
2. Sottoscrizione dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa.
3. Comunicazione alla Direzione Territoriale del lavoro del comando dei
dipendenti Cgil al patronato Inca regionale.
4. Comunicazione alla Direzione Territoriale del lavoro del comando dei contratti
di collaborazione coordinata e continuativa al patronato Inca regionale.
5. Tenuta e messa a disposizione degli ispettori del Ministero del libro unico del
lavoro, contratti e accordi attestanti i rapporti di lavoro.
6. Fornitura al Coordinatore regionale Inca di copia dell’atto costitutivo e dello
statuto della Cgil che ha concesso i locali accompagnati da un atto formale di
concessione , delibera del Direttivo o della Segreteria. Tale documentazione va
prodotta per la sede regionale dell’Inca.
7. Fornitura al Coordinatore regionale Inca dei certificati catastali degli immobili di
proprietà o in locazione, concessi in comodato al Patronato, dai quali risulti la
destinazione “ad ufficio”, categoria catastale A/10, o “negozio/bottega”, categoria
catastale C/1, o le altre categorie previste: B/4
uffici pubblici, D/1 opifici,
D/5 Istituti di credito, D/7 Fabbricati industriali, D/8 Centri commerciali.
8. Approvazione del rendiconto dell’Inca regionale.
9. Entro il 28 febbraio invio all’Inca Nazionale del rendiconto dell’Inca regionale,
sottoscritto dal Segretario della Cgil e dal Coordinatore Regionale dell’Inca,
relativo all’attività di patronato svolta l’anno precedente.
10.Attuazione degli obblighi nel campo della tutela della salute e della sicurezza sul
lavoro derivanti dal
Decreto Legislativo n.81/2008: redazione del
Documento di Valutazione dei Rischi e individuazione del Medico Competente.
Possibilità di designazione del Coordinatore Regionale Inca quale preposto.
Adempimenti dei Coordinatori regionali dell’Inca
Il Coordinatore regionale dell'Inca presiede e convoca il Comitato regionale di indirizzo
e controllo.
 1. Coordina l’attività interprovinciale ed esercita la rappresentanza dell’Istituto
mantenendo i rapporti con le amministrazioni erogatrici delle prestazioni e con
gli organi delle amministrazioni pubbliche di corrispondente livello.
 2. Esercita le funzioni relative alle attività fondamentali.
 3. Compie le necessarie azioni organizzative per il perseguimento degli scopi
statutari e la programmazione in raccordo con il Nazionale.
 4. Partecipa all’individuazione, di concerto con le Camere del Lavoro, dei
Direttori provinciali.
 5. Ripartisce le spettanze economiche a ciascuna Camera del Lavoro secondo le
indicazioni del Comitato regionale di indirizzo e controllo.
 6. Fornisce alle strutture provinciali una serie di servizi e di attività quali
formazione, promozione, comunicazione, informatizzazione, servizio medicolegale se non fornito dalle strutture provinciali.
 7. Gestisce i rapporti con la Cgil Regionale, le Categorie ed i servizi del livello
regionale.
 8. Gestisce i rapporti con i patronati del CePa regionale e degli altri
raggruppamenti.
 9. Entro il 28 febbraio verifica dell’invio all’Inca Nazionale della rendicontazione
dei proventi e delle spese, sottoscritta dal Segretario della Cgil e dal

Coordinatore regionale dell’Inca, relativi all’attività di patronato svolta l’anno
precedente.
10. Se designato preposto dal Segretario Generale regionale, in base al Decreto
Legislativo n. 81/2008, assicura il rispetto delle regole di prevenzione e la
corretta adozione delle disposizioni in materia d’igiene e sicurezza.
9 DESCRIZIONE DELLE PRESTAZIONI STATISTICABILI TABELLE A – B - C – D
Tabella A
INTERVENTI IN MATERIA PREVIDENZIALE
(Ministero dell'Interno, Inps, Inail, Istituti assicuratori all’estero e altri Enti,
compresi i gestori di Fondi di previdenza complementare)
1 Pensione di inabilità
2 Assegno di invalidità
3 Rinnovo assegno di invalidità
4 Pensione di vecchiaia
5 Pensione di anzianità o anticipata
6 Pensione ai superstiti
7 Pensioni supplementari
8 Ricostituzioni pensioni per supplemento
9 Ricostituzioni pensioni per contributi pregressi
Con punteggio 0
10 Pensioni complementari
11 Pensione di mutualità e facoltativa
12 Costituzione posizione assicurativa (ex Indennità una tantum)
13 Assegno ai lavoratori anziani licenziati
14 Integrazione pensioni facoltative
15 Ricostituzioni pensioni per motivi reddituali
16 Ricostituzioni pensioni per altri motivi
17 Assegni al nucleo familiare ai pensionati per carichi familiari sopravvenuti
18 Assegni al nucleo familiare ai lavoratori
19 Assegni Familiari ai pensionati
20 Assegni Familiari ai lavoratori autonomi
21 Indennità di disoccupazione ai lavoratori non agricoli
22 Indennità di disoccupazione ai lavoratori agricoli
23 Indennità di mobilità
24 Sussidio straordinario di disoccupazione
25 Prestazioni economiche per tbc
26 Indennità per maternità
27 Controversie per maternità e malattia
28 Astensione anticipata per maternità
29 Ricongiunzione posizione assicurativa
30 Denuncia, recupero e regolarizzazione contributive
31 Operazioni relative a costituzione di posizioni assicurative obbligatorie
32 Opposizione a rimborso prestazioni "indebite"
33 Cure balneo-termali
34 Ratei maturati e non riscossi - Interessi legali
35 Doppia annualità di pensione SO
36 Richiesta, verifica e rettifica sulle posizioni assicurative
37 Autorizzazione versamenti volontari
38 Integrazione volontaria
39 Riscatto periodi assicurativi
Punti
6
6
6
5
5
5
5
4
2
40 Accredito contributi figurativi
41 Trasferimento pensioni
42 Variazione dati pensione
43 Delega a riscuotere
44 Indennità di accompagnamento (Inps)
45 Dichiarazioni reddituali
Tabella B
ATTIVITA’ VALUTABILE AI FINI DEL FINANZIAMENTO EX ART.13 L.15272011 PER
ATTIVITA’ ALL’ESTERO


1. Pensioni complementari
punti 4
2. Dichiarazioni reddituali ai fini della determinazione del diritto o della
conservazione del diritto a pensione trasmesse da sedi estere, nella misura
certificata dall’Inps
punti 0,5
Le pratiche relative ai suddetti 2 interventi sono statisticabili solo dalle sedi estere.
Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.24/2009
Tabella C
INTERVENTI IN MATERIA DI DANNI DA LAVORO E ALLA SALUTE
1 Riconoscimento malattia professionale
2 Riconoscimento infortunio non denunciato
3 Riconoscimento danno biologico
4 Riconoscimento pensione privilegiata (P.I.)
5 Riconoscimento del diritto a rendita
6 Revisione infortuni e malattie professionali o danno biologico
7 Riconoscimento rendita a superstiti di titolare di rendita
8 Riconoscimento rendita a superstiti di non titolare di rendita
9 Riconoscimento primo pagamento indennità temporanea
10 Riconoscimento prolungamento indennità temporanea
11 Riconoscimento causa di servizio
12 Riconoscimento equo indennizzo
13 Riconoscimento affezioni da emoderivati
14 Revisione quinquennale dell’equo indennizzo
Con punteggio 0
15 Quota integrativa rendita con decorrenza successiva
16 Ricaduta stato di inabilità assoluta temporanea
17 Riconoscimento prolungamento assegno giornaliero
18 Domanda riscatto rendita agricola (art. 220 T.U.)
19 Reintegrazione rendita a superstiti (art. 85, 2° comma T.U.)
20 Richiesta integrazione rendita
21 Riconoscimento postumi grado non indennizzabile
22 Richiesta accertamenti diagnostici specifici
Punti
6
6
6
6
6
6
5
5
4
4
3
3
3
3
23 Richiesta di cure termali
24 Richiesta di protesi
25 Richiesta assegno funerario
26 Richiesta tripla annualità a superstiti (art. 85, p 1 T.U.)
27 Richiesta assegno assistenza personale continuativa
28 Richiesta assegno di incollocabilità grandi invalidi
29 Richiesta rimborso medicinali
30 Richiesta spese di viaggio/diaria/indennità sostitutiva salario
31 Richiesta liquidazione in capitale della rendita
32 Riconoscimento stato di handicap o di inidoneità al servizio
33 Pensione di guerra, indennizzi e tabellari dirette
Tabella D
INTERVENTI IN MATERIA SOCIO-ASSISTENZIALE
(Ministero dell'Interno, Inps, Inail, Istituti assicuratori all'estero ed altri Enti, compresi
i gestori di Fondi di previdenza complementare)
1. Assegno o pensione di invalidità civili
2. Pensione ciechi
3. Pensione sordomuti
4. Pensione di guerra diretta o indiretta
5. Indennità di comunicazione
6. Indennità di frequenza
7. Pensione sociale
8. Assegno sociale
9. Indennità di accompagnamento
10. Richiesta permesso di soggiorno
11. Rinnovo permesso di soggiorno
12. Richiesta ricongiungimento familiare
Con punteggio 0
13.Assegno di maternità
14. Assegno per i nuclei familiari con più di tre figli
15. Speciale assegno continuativo (orfani, vedova L.248/1976)
Punti
6
6
6
6
4
4
4
4
1
0,35
0,35
0,35
TABELLA A ALLEGATA AL DM 20.2.2013
in applicazione della legge 228/2012, Legge di Stabilità 2013, che individua le
prastazioni delle voci a zero punti nelle tabelle A-C-D per le quali dall’1.1.2013
sono accreditati i 0,25 punti dell’invio telematico.
Tabella A
Voce Denominazione
A11 Pensione di mutualità e facoltativa
A12 Costituzione posizione assicurativa (ex Indennità una tantum)
A15 Ricostituzioni pensioni per motivi reddituali
A16 Ricostituzioni pensioni per altri motivi
A17 Assegni al nucleo familiare ai pensionati
A18 Assegni al nucleo familiare ai lavoratori dipendenti ( esclusivamente a
pagamento diretto INPS)
A19 Assegni Familiari ai pensionati
A20 Assegni Familiari ai lavoratori autonomi
A21 Indennità di disoccupazione, Aspi e Miniaspi ai lavoratori non agricoli
A22 Indennità di disoccupazione ai lavoratori agricoli
A23 Indennità di mobilità
A25 Prestazioni economiche per TBC
A26 Indennità per maternità
A28 Astensione anticipata per maternità
A29 Ricongiunzione posizione assicurativa
A33 Cure balneo-termali
A34 Ratei maturati e non riscossi - Interessi legali
A35 Doppia annualità pensione SO
A36 Verifica e rettifica sulle posizioni assicurative
A37 Autorizzazione versamenti volontari
A39 Riscatto periodi assicurativi
A44 Indennità di accompagnamento (INPS)
C15 Quota integrativa rendita con decorrenza successiva
C16 Ricaduta stato di inabilità assoluta temporanea
C17 Riconoscimento prolungamento assegno giornaliero
C18 Domanda riscatto rendita agricola (art. 220 T.U.)
C19 Reintegrazione rendita a superstiti (art. 85, 2° comma T.U.)
C20 Richiesta integrazione rendita
C21 Riconoscimento postumi grado non indennizzabile
C22 Richiesta accertamenti diagnostici specifici
C23 Richiesta di cure termali
C24 Richiesta di protesi
C25 Richiesta assegno funerario
C26 Richiesta tripla annualità a superstiti (art. 85, p.1 T.U.)
C27 Richiesta assegno assistenza personale continuativa
C28 Richiesta assegno incollocabilità grandi invalidi
C29 Richiesta rimborso medicinali
C30 Richiesta spese di viaggio/diaria/indennità sostitutiva salario
C31 Richiesta liquidazione in capitale della rendita
C32 Riconoscimento stato di handicap grave o di inidoneità al servizio
D15 Speciale assegno continuativo (orfani, vedova, L. 248/1976)
A99 Rilascio CUD INPS (articolo 1, comma 114, legge 23 dicembre 2012, n. 228)
10 ALLEGATI
Verbale della Segreteria Cgil del 11.2.1945
Costituzione dell'Inca
Decreto del Ministro del Lavoro del
29.12.1947
Approvazione della costituzione
dell'Inca
Legge 30 marzo 2001, n°152
Nuova disciplina per gli istituti di
patronato e di assistenza sociale.
Statuto della Cgil
Statuto dell’Inca
Convenzione Inca/Cgil
Guida alla rendicontazione contabile dell'Inca
D.M. 193/2008
Regolamento per il finanziamento degli
Istituti di patronato, ai sensi dell'art.13,
comma 7 della legge 152/2001.
D.M.14.12.2009
Applicazione dell'art.10 L.152/2001.
Circolare Ministeriale 08-04-2008
D.lgs. 231/2001 “Disciplina della
responsabilità amministrativa delle
persone giuridiche, delle società e delle
assicurazioni anche prive di personalità
giuridica”. Applicabilità agli Istituti di
patronato.
Circolare Ministeriale 19-05-2008
Schema tipo di convenzione per
l'assistenza in sede giudiziaria.
Circolare Ministeriale n.21 dell’11-06-2009 1^ Generale sul D.M.193/2008
Circolare Ministeriale n.24 del 14-07-2009 Registri e tabelle
Circolare Ministeriale del 10-12-2009
Decorrenze
Circolare Ministeriale del 15-12-2009
Uso ufficio 1^
Circolare Ministeriale n.1 del 03-01-2010
Modalità di definizione delle domande di
pensione
Estero : tabella prestazioni equiparabili e
modalità statisticazione attività
Statisticazione Inail tab. C
Circolare Ministeriale n.5 del 18-03-2010
Circolare Ministeriale n.6 del 18-03-2010
Circolare Ministeriale n.7 del 19-03-2010
Invio applicative Inail (allegate 2 Circolari
INAIL)
Circolare Ministeriale n.10 del 30-03-2010 Modelli di Mandato di patrocinio e di
Accordo di collaborazione volontaria e
gratuita
Circolare Ministeriale n.11 del 31-03-2010 Pesaro/Rimini e Nuove provincie
Circolare Ministeriale n.15 del 23-04-2010 Immigrazione
Circolare INPS n.0014575 del 31/05/2010 Finanziamento dei patronati e pensioni
liquidate in via provvisoria in attesa di
pubblicazione dei coefficienti definitivi di
rivalutazione delle retribuzioni e della
mobilità da parte dell'Istat.
Circolare Ministeriale n.21 del 28-06-2010 Uso ufficio 2^
Circolare Ministeriale n.26 del 23-07-2010 Personale, sedi, statisticazione attività,
punti
telematiche,
mandato
assistenza.
Circolare Ministeriale n.30 del 20-08-2010 Invalidità civile e Indennità di frequenza.
Circolare Ministeriale n.1 del 13-01-2011
Circolare Ministeriale n.1 del 25-01-2012
Organizzazione: chiarimenti ed
integrazioni su carenze organizzative.
Chiarimenti sulle regole di statisticazione
degli interventi di patrocinio nei confronti
dei cittadini emigrati.
Lettera del Presidente dell'Inca al Ministero
del Lavoro e delle Politiche Sociali del
14.2.2012
Codice di comportamento
Circolare Ministeriale del 14.3.2012
Statisticazione pensioni Inps provvisorie
Lettera del Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali ai Patronati del 4.7.2012
Chiarimenti Inail su voci C2 e C10
Legge 228/2012 Legge di stabilità 2013
Art.1 commi da 8 a 15
Circolare Ministeriale n.10 del 06-03-2013 Chiarimenti decorrenze artt.2 e 3 legge
152/2001 modificati da legge 228/2012
DM 20.2.2013
Applicazione legge 228/2012 Chiarimenti decorrenze
Circolare Ministeriale n.23 del 17-06-2013 Primi chiarimenti operativi in ordine alla
distribuzione territoriale delle sedi e alla
fase sperimentale. Rilascio CUD INPS.
Scarica

Le regole del Patronato