Alla 3ª edizione del Best Seller Award presentata la ricerca condotta a ottobre 2014
BUROCRAZIA, FISCO E PAGAMENTI SPAVENTANO COSTRUTTORI E DEALER
PAC, AUMENTO DEI REDDITI AGRICOLI E NUOVI MERCATI LE SOLUZIONI
Verona, 13 febbraio 2015. Burocrazia, fisco e tempi di pagamento sono i fattori critici che il
comparto della meccanizzazione agricola (costruttori e concessionari di macchine e mezzi) indica
come nemici dell’impresa.
È quanto emerso da un’indagine, commissionata da Fieragricola di Verona e condotta da Grs Ricerca
e Strategia, sulla base di 1.100 questionari raccolti a ottobre 2014.
I dati sono stati presentati questa mattina a Veronafiere, nel corso della terza edizione del Best Seller
Award, tributo organizzato da Fieragricola alle migliori performance commerciali in Italia nel 2014,
nella meccanica agricola.
I tempi di incasso, in particolare, per il 54,5% di costruttori e concessionari intervistati oscilla tra i 90
e i 120 giorni, ma per l’11,6% degli attori della meccanica supera i 150 giorni, elemento che
inevitabilmente incide sulle eventuali esposizioni bancarie. E più di una volta su cinque (21,6% dei
casi), il pagamento subisce un ritardo superiore ai 60 giorni, rispetto al termine pattuito.
Lo scenario delle immatricolazioni delle macchine agricole nel 2014 ha registrato un’ulteriore frenata
rispetto all’anno precedente: i trattori si sono fermati a 18.178 immatricolazioni, con una retromarcia
del 4,4% sul 2013. Per le mietitrebbie il crollo è stato ancora maggiore: -29,9% e solo 325 unità
vendute; flessione del 3,9% per le trattrici con pianale di carico e del 2,5% i rimorchi. Calcolatrice alla
mano, in 10 anni le immatricolazioni sul mercato interno hanno perso il 43 per cento, per quanto le
esportazioni abbiano in parte (non del tutto) bilanciato l’affanno delle imprese costruttrici.
Secondo l’indagine commissionata da Fieragricola, che a febbraio 2016 vivrà la 112ª edizione, le
speranze per il futuro sono riposte, per il mondo della meccanica, nell’aumento dei redditi delle
imprese agricole (22,7%), nella Politica agricola comunitaria (21,3%) e nell’apertura ai nuovi mercati
(14,7 per cento).
Le normative sulla rottamazione convincono solo il 6,7% della filiera della meccanizzazione agricola e
si collocano alle spalle della possibilità di accesso ai contributi pubblici delle imprese agricole e
dell’allargamento dell’Unione europea e della convergenza degli aiuti (entrambe le voci all’8%),
segnale evidente che le speranze dei costruttori di macchine e attrezzature agricole sono riposte sia
in chiave export che strettamente connesse al sostegno economico comunitario, nazionale o
regionale.
Secondo quanto assicurato dal Mipaaf, anche le imprese di meccanizzazione agricola potranno
accedere alle misure legate all’innovazione, contenute nei Programmi di sviluppo rurale.
Un’attenzione che per i rappresentanti del contoterzismo consentirebbe di migliorare le tecnologie in
campo, favorendo la crescita di un’agricoltura più sostenibile sul piano economico e ambientale.
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