Ufficio federale della formazione professionale
e della tecnologia UFFT
Segreteria di Stato per l‘educazione e la ricerca SER
Conferenza universitaria svizzera CUS
© Berna 2007
pari opportunità tra donne e uomini
nelle scuole universitarie svizzere
Pari opportunità nelle scuole universitarie – un modello di successo
dr. ursula renold und Charles Kleiber
Inhalt
Sommaire
Sommario
Introduzioni
Le scuole universitarie professionali si trasformano in istituti per l’uguaglianza di genere
Marc-André Berclaz
Pari opportunità: un criterio di qualità per le università
Prof. Dr. Hans Weder
Il programma federale per le pari opportunità quale catalizzatore per la
questione femminile
Prof. Dr. Heidi Wunderli-Allenspach
scuole universitarie professionali
1
berner fachhochschule La SHL dalla parte delle donne!
2
Haute école de suisse occidentale Progetto cAsA.
Una carriera nell’ambito sanitario … come fare?
3
Scuola universitaria professionale della svizzera italiana
Inglese con EGGS
4
Fachhochschule nordwestschweiz Manuale competenze di genere.
Una guida per la promozione delle competenze di genere nelle SUP
5
fachhochschule ostschweiz Più docenti donne alla Fachhochschule
Ostschweiz FHO
6
7
hochschule luzern Female Band Workshops nazionale
zürcher fachhochschule
Centro Gender Sudies della ZH für Angewandte Wissenschaften
Università
8
Uni Basel Diss+ mentoring interdisciplinare per dottorande
9
Uni Bern Mentoring Geografie / Mentoring phil.nat
10 Uni Fribourg Programma Regard
11Uni GenèveSubside tremplin. Sostegno alle nuove leve
accademiche femminili
12 Uni Lausanne Rete di mentoring collettivo LIEGE
13 UNI LuzerneMentoring. Un programma di mentoring
elettronico dell’Università di Lucerna per promuovere le donne
nella carriera accademica (2000 – 2006)
14 Uni Neuchâtel Mentoring basato sulla pratica dell’insegnamento.
Corso interdisciplinare in studi di genere
ETH
18 EPF LausanneLe scienze mi interessano! Accrescere l’interesse delle giovanissime nel campo della scienza e della tecnica
19 ETH Zürich Tandemplus Idea
progetti di cooperazione
20 SUPSI Manno, USI LuganoProgetto Wisegirls. Un percorso di mentorato
21Scuola universitaria professionale della svizzera italiana
info+lunch. Promozione delle giovani donne nelle professioni tecniche
e scientifiche
22 Hochschulplatz Luzern Asilo nido presso il campus di Lucerna
23 Universités de Suisse latine, EPF Lausanne Réseau romand de mentoring pour femmes
24 Universitäre Hochschulen Deutschschweiz
Mentoring Deutschschweiz
25 Uni Zürich, Uni Basel, Uni St. Gallen Peer mentoring. Promovimento
delle nuove leve tra le scienziate alle università di Zurigo, Basilea e San Gallo
valutazioni
Scuole universitarie professionalI
università
conclusioni
Conclusioni e prospettive
Ruth Grossenbacher
Best Practice Good Practice Swiss Practice
Dr. Katharina von Salis
15 Uni St. Gallen netz+. Reti di contatti personali per una carriera di successo in ambito scientifico ed economico
16 U
niversita della svizzera italiana Programma di mentorato per incentivare la carriera delle donne all’USI
17 Uni Zürich Programma di mentoring per medici
contatti
colophon
dr. Ursula Renold
Direttrice Ufficio federale della formazione professionale e
della tecnologia UFFT
Charles Kleiber
Segretario di Stato, Segreteria di Stato per l’educazione e la ricerca
Pari opportunità
nelle scuole universitarie –
un modello di successo
Come si può misurare la qualità delle scuole universitarie? I banchi di prova non
mancano e uno dei più significativi è quello della realizzazione delle pari opportunità.
Ormai, dopo sette anni, i due programmi federali per le pari opportunità attuati
presso le scuole universitarie e le scuole universitarie professionali possono
presentare un bilancio positivo. In tutte le scuole universitarie professionali vi
sono organi incaricati delle pari opportunità. Tutti hanno stabilito in modo vincolante le iniziative volte a raggiungere l’equiparazione tra donne e uomini e
stanno concretizzando tali obiettivi a tutti i livelli, anche a quello dirigenziale.
Einführung
Introduction
Introduzione
Per quel che concerne le scuole superiori professionali, l’Ufficio federale
della formazione professionale e della tecnologia ha cofinanziato oltre 170
progetti, volti per la maggior parte a motivare e a sensibilizzare le giovani
donne nella scelta di professioni nei settori della tecnica e delle scienze
naturali. Le scuole universitarie professionali hanno introdotto nuovi cicli
di studio i cui contenuti tengono equamente conto degli aspetti connessi al
genere. Hanno inoltre messo in atto progetti per il promovimento della
competenza in questioni di pari opportunità, velocizzando l’ulteriore sviluppo del mentorato (mentoring), dei contatti tra donne e dei servizi di
custodia dei bambini.
Questi progressi qualitativi sono tuttavia solo una faccia
della medaglia. Le pari opportunità ci saranno effettivamente solo quando se ne vedrà un riscontro anche quantitativo, ma per questo, nelle scuole universitarie professionali, c’è ancora da fare. Infatti, la percentuale delle stu­dentesse varia ancora molto a seconda del campo professionale:
se nel lavoro sanitario e sociale supera il 70 per cento,
nella tecnica e tecnologia dell’informazione (IT) è solo del
5 per cento. Le donne sono inoltre sottorappresentate tra i
docenti di tutti i settori professionali.
Lo stesso problema si presenta anche presso le università e i politecnici federali, in
particolare nei settori tecnici, nei quali si registra una presenza femminile del 25,6
per cento fra gli studenti e del 6,5 per cento fra i docenti. In futuro dovranno essere
sviluppati curriculum che tengano in considerazione le questioni di genere, per
accrescere l’interesse e la presenza delle donne nei settori tecnici.
Il programma federale avviato nelle università ha raggiunto gli obiettivi posti
per il 2006: la percentuale di docenti di sesso femminile è in media del 14 per
cento. Al raggiungimento di questo risultato hanno contribuito fra l’altro il
sistema di incentivi, i progetti di mentoring e la maggiore offerta di possibilità di
custodia dei bambini. Un’analisi qualitativa ha permesso di stabilire il prezioso
ruolo svolto dai progetti di mentoring: le donne acquisiscono maggiore determinazione e sicurezza , maggiore competenza metodologico-professionale,
un’accresciuta capacità di pianificazione strategica della propria carriera, così
come un più alto grado d’integrazione nella comunità scientifica.
Grazie al mentoring le donne possono superare gli ostacoli esistenti, ma ciò
non conduce automaticamente ad una loro maggiore rappresentanza: il motivo
è da ricercare nelle strutture e nelle procedure delle scuole universitarie, nonché nel forte radicamento dei ruoli tradizionali in una società che continua ad
avere una forte impronta maschile. Tale contesto deve essere preso in considerazione nella definizione delle strategie per le pari opportunità presso le scuole
universitarie e, anche, nelle procedure di nomina. La politica delle pari opportunità deve essere sostenuta dalle istituzioni politiche e accademiche.
Per tale motivo, è indispensabile continuare ad attuare misure per la promozione
delle pari opportunità su tutti i livelli. Le pari opportunità devono essere parte integrante di ogni scuola universitaria. Occorre intensificare gli studi di genere e il gender controlling al fine di mantenere una solida base d’informazioni per provvedimenti futuri. Altrettanto importante è la costante sensibilizzazione tramite una
comunicazione che rispetti la parità dei generi e una collaborazione più stretta e più
intensa tra tutti gli interessati. Completano il quadro le iniziative volte a risvegliare
ed a incentivare l’interesse delle donne nelle scienze tecniche.
Le pari opportunità nelle scuole universitarie sono sulla buona strada, bisogna
però continuare a sostenerle con coerenza. Ancora troppe donne, dotate e altamente qualificate, a un certo punto della loro vita devono scegliere tra la famiglia e la carriera. Le donne devono perciò mettersi di più in relazione tra loro
per trovare, in chi di loro ha già percorso la stessa strada, l’esempio tangibile di
come le pari opportunità possano funzionare effettivamente nell’apprendimento, nella ricerca, nella gestione e nella famiglia. Per potere sfruttare in
modo ottimale il potenziale femminile nei settori della formazione e della
ricerca, sono ancora necessari grandi sforzi. Tuttavia il gioco vale la posta, non
solo per le donne, ma anche per la nostra economia e per l’intera società.
I seguenti esempi mostrano i diversi contributi in tal senso.
Marc-André Berclaz
Presidente del comitato direttivo della HES-SO, Presidente della KFH
Le scuole universitarie
Professionali si trasformano
in istituti per
l’uguaglianza di genere
Einführung
Introduction
Introduzione
La nostra società si riflette nelle scuole universitarie e nel concetto di
pari opportunità. Come per il mondo socioeconomico, occorre identificare le carenze anche presso le scuole universitarie professionali in
materia di pari opportunità.
Con il sostegno del programma della Confederazione sulle pari
opportunità, negli ultimi sette anni le scuole universitarie professionali hanno avviato un processo per promuovere le pari opportunità e
la nozione di genere in modo sistematico e costante. Mediante diversi
progetti hanno cercato di sensibilizzare collaboratrici e collaboratori,
studentese e studenti sulla tematica e di sviluppare la giusta consapevolezza. Il risultato è stato indubbiamente positivo: in tutte le scuole
universitarie professionali vi sono responsabili per le pari opportunità che forniscono sostegno e una competenza professionale. Ogni
istituto dispone di materiale informativo, studi ed esperienze di progetti per promuovere le pari opportunità e motivare le giovani donne
ad iniziare studi tecnici, per migliorare le condizioni lavorative e per
conciliare il lavoro o lo studio e la famiglia.
Le attività condotte finora e il conseguente dibattito hanno rafforzato l’opinione secondo cui le scuole universitarie professionali, essendo istituti che offrono servizi nel campo della formazione e della ricerca, debbano adeguare ancora meglio la loro
organizzazione e la loro offerta alle diverse esigenze di uomini e
donne. La dimensione di genere influisce su scienza, ricerca,
insegnamento e prassi nelle forme più svariate dovendo costituire uno degli aspetti più importanti della concezione e della
gestione di una scuola universitaria. Attribuendo agli aspetti
legati al genere un ruolo importante sia a livello politico che
operativo, le scuole universitarie possono rendere le diplomate
e i diplomati consapevoli di questa problematica e fornire loro
dei criteri per giudicare e valorizzare questi aspetti nella loro
futura attività professionale.
Per le scuole universitarie professionali, quattro aspetti che già hanno
caratterizzato le prime due fasi del programma della Confederazione sulle
pari opportunità e che sono documentati anche nella presente pubblicazione, hanno una funzione essenziale:
1.equo rapporto tra i sessi per docenti, studentesse e studenti e personale direttivo;
2.miglioramento delle condizioni quadro per conciliare lavoro/studio
e famiglia;
3.introduzione del tema del genere nei programmi di studio e nei
progetti di ricerca;
4.adeguamento dei metodi d’insegnamento alle esigenze di uomini e
donne.
Le scuole universitarie professionali hanno sperimentato diversi progetti, in parte qui documentati, e hanno
così acquisito una certa esperienza. Nel prossimo
periodo di attuazione del programma si cercheranno
di consolidare i risultati, coinvolgere anche altre
scuole universitarie professionali, definire un proprio
programma per le pari opportunità e migliorarlo strategicamente, rendendolo così più sostenibile. L’obiettivo è e rimane il medesimo: le scuole universitarie
professionali vogliono diventare istituti per l’uguaglianza di genere.
Prof. Dr. Hans Weder
Presidente della CRUS e rettore dell’Università di Zurigo
Pari opportunità:
un criterio di qualità
per le università
Einführung
Introduction
Introduzione
Le pari opportunità, intese come pari diritti e opportunità di crescita
professionale per uomini e donne, rivestono oggigiorno un’importanza centrale in tutte le università. Negli anni passati, la situazione
generale è sostanzialmente migliorata, sebbene ogni ateneo proceda
in modo differente a seconda delle circostanze specifiche. Stimoli
preziosi sono giunti in questi ultimi sette anni dal programma federale «Pari opportunità per uomini e donne nelle università»: l’iniziativa ha contribuito a far sì che processi rilevanti in ottica qualitativa,
come ad esempio le procedure di nomina, vengano discussi anche dal
punto di vista delle pari opportunità. L’approccio partecipativo del
comitato direttivo, l’impegno dimostrato dalla sua presidentessa, e lo
scambio di conoscenze e le «good practices» tra le università hanno
avuto l’effetto sperato. A posteriori si può ben dire che i fondi federali
sono stati investiti proficuamente.
Considerato che né la CUS né la CRUS aspirano ad armonizzazioni e centralizzazioni inutili, desidero soffermarmi soprattutto sugli sviluppi nella
mia università. L’Università di Zurigo si è interessata al tema delle pari
opportunità mostrando risolutezza e creatività. Nell’agosto 2005 è stato
approvato il codice di condotta «Gender Policy», integrato nella primavera
2006 da un vasto piano d’implementazione. Oltre a tener conto dell’esigenza di promuovere entrambi i sessi a tutti i livelli, si punta in particolare
a far sì che uomini e donne siano rappresentati equamente in tutte le commissioni. All’Università di Zurigo, l’appartenenza ad un sesso piuttosto che
ad un altro non deve risultare pregiudizievole per nessuno. Nella quotidianità accademica ci professiamo a favore della conciliabilità tra famiglia e
lavoro o studio così come della promozione delle giovani leve femminili.
Un innovativo monitoraggio sull’equiparazione tra uomini e donne interpreta i dati statistici in riferimento al principio delle pari opportunità sottoponendo eventuali risultati discordanti all’attenzione della direzione universitaria.
Considerato che anche le altre nove università della Svizzera hanno
stabilito obiettivi e misure simili, è opportuno che nel prossimo
periodo (2008 – 2011) la CRUS assuma la responsabilità dell’attuazione del programma e che il coordinamento del progetto sia integrato nel segretariato generale della CRUS. Ulteriori iniziative a
livello europeo, quali il programma UE ERA-MORE o il reclutamento
di ricercatrici e di ricercatori in base al progetto «Code and Charter»,
contribuiranno al consolidamento delle pari opportunità quale criterio di qualità.
Einführung
Introduction
Introduzione
Prof. Dr. Heidi Wunderli-Allenspach
Rettore dell’ETH Zurigo
Il programma federale per le pari
opportunità quale catalizzatore
per la questione femminile
Il programma federale per le pari opportunità ha impresso al panorama universitario svizzero una spinta evolutiva destinata a durare
nel tempo. Difatti, l’obiettivo delle pari opportunità tra uomini e donne
in ambito scientifico è considerato indiscusso, l’assunzione di cariche
nelle università da parte del gentil sesso è ormai all’ordine del giorno,
così come è cresciuta la consapevolezza nei confronti delle barriere
legate al genere di appartenenza. Nessuno vuole rinunciare seriamente alle potenzialità che donne altamente qualificate possono
offrire.
Il programma punta sull’adozione di misure concrete la cui importanza è oggi riconosciuta a livello generale. Il mentoring si è infatti
affermato, anche grazie al programma federale per le pari opportunità, come strumento prezioso per promuovere le nuove leve femminili in ambito scientifico. I servizi di assistenza per i figli forniti dalle
università sono ormai una prassi consolidata, anche se l’offerta non è
ancora in grado di soddisfare appieno la domanda. Il numero di
modelli (ovvero professoresse) è di fatto aumentato; occorrerebbe
verificare in che misura abbia contribuito a questa evoluzione il
sistema di incentivazione del suddetto programma federale. Le pari
opportunità stanno via via diventando un criterio di qualità nella corsa
ad aggiudicarsi i «cervelli» migliori. Come ha mostrato l’esempio di
Larry Summer (ex rettore dell’Harvard University), osservazioni non
qualificate sulle differenze, reali o presunte, tra i sessi o sulle pari
opportunità tendono oggi a suscitare forti reazioni, nel nostro Paese
come altrove.
Indubbiamente abbiamo fatto progressi. L’obiettivo potrà considerarsi raggiunto solo quando il programma federale per le pari opportunità comincerà a rivelarsi superfluo. E la sua inutilità risulterà evidente nel momento in cui le donne saranno diventate una presenza
scontata negli atenei, a tutti i livelli – in veste di rettore, presidente,
professore, o a capo delle commissioni di ricerca – quindi quando si
sarà affermata la convinzione che l’innovazione e l’eccellenza sono il
frutto della proficua collaborazione tra scienziati e scienziate provenienti dai contesti più disparati.
Berner Fachhochschule
1
La SHL dalla parte delle donne!
Le professioni dell’agricoltura e dell’economia forestale annoverano ancora troppe
poche presenze femminili, e questo nonostante il settore si presti sicuramente ad
una loro maggiore presenza e possa trarne grandi vantaggi. Fino a due anni fa la
situazione non era molto diversa neppure presso l’Alta scuola svizzera di agronomia
(Schweizerische Hochschule für Landwirtschaft, SHL): la percentuale di donne era
veramente esigua.
Il progetto «SHL – die Hochschule für Frauen!« persegue quale obiettivo principale la formazione di un maggior numero di donne. Il progetto è previsto per tutti i livelli della SHL e coinvolge studentesse,
collaboratrici e collaboratori. Le attività si rivolgono in prima linea
alle studentesse, attuali e future: per tale ragione, nell’ambito di un
sondaggio, è stato analizzato e successivamente rielaborato il materiale informativo sul ciclo di studi, ponendo l’accento sulle questioni
di genere attraverso immagini informative che rappresentino
entrambi i sessi. Quale novità la SHL ha istituito una giornata delle
porte aperte per i licei, organizzata dalle studentesse della scuola
universitaria. Grazie alla visita dell’ateneo le studentesse liceali possono rendersi conto che la SHL, con i suoi ambiti d’attività, costituisce una valida alternativa anche per le donne. Per le future studentesse d’agronomia può essere considerata una prima «sfida» l’anno
di pratica da svolgere in un’azienda agricola prima dell’inizio degli
studi. Per tale ragione alle ragazze viene offerto un sostegno particolare e, nell’ambito di una giornata introduttiva, hanno l’opportunità di
discutere, ad esempio, della paura legata all’uso di determinati macchinari agricoli o del trattore, ma anche di aspettative e timori, soprattutto in relazione al loro essere donne.
Circa un anno fa è stata lanciata la rete di cooperazione «SHL Ingenieurinnen», per facilitare la comunicazione fra studentesse, anche al termine
degli studi, e collaboratrici della SHL. Una volta a semestre viene organizzato un incontro per trattare questioni specifiche. La rete di cooperazione
ha inoltre il compito di facilitare l’ingresso nel mondo del
lavoro, obiettivo perseguito
anche dal nuovo modulo
«Coaching für den Berufsübertritt» che affronta problematiche legate alle donne e
al rapporto fra carriera e
famiglia.
La sensibilizzazione nei confronti delle questioni di
genere è stata condotta con
successo anche presso le
collaboratrici, i collaboratori e la direzione. Il corpo insegnante illustra le misure adottate per un insegnamento che tenga in considerazione gli aspetti di genere, mentre le ricercatrici ed i ricercatori sottolineano maggiormente la questione delle pari opportunità nei
progetti da loro curati, al fine di aumentarne l’efficacia. Infine, il progetto coinvolge anche il settore del personale, poiché solamente nel
momento in cui le donne lavoreranno in seno alla SHL e le condizioni
lavorative terranno maggiormente in considerazione le loro esigenze
si potrà parlare di concreta attuazione delle pari opportunità. La relazione fra carriera e famiglia è stata quindi inserita nelle misure di
promozione del corpo intermedio.
I risultati conseguiti sono evidenti: presso la SHL si è divenuti pienamente consapevoli della questione delle pari opportunità. La percentuale delle collaboratrici è in
crescita mentre quella delle studentesse è raddoppiata negli ultimi due anni: il
merito è anche del progetto «SHL – die Hochschule für Frauen!». Il futuro del settore alimentare, dell’agricoltura e della silvicoltura è oggetto di rapidi mutamenti e
le donne prendono parte sempre più alla sua ridefinizione.
contatto Sandra Contzen | Responsabile di progetto | Schweizerische Hochschule für Landwirtschaft | Tel. 031 910 22 03 | [email protected]
Haute école de
Suisse occidentale
2
Progetto cAsA
Una cArriera nell’ambito sAnitario … Come fare?
Il mondo della sanità è noto per essere un campo d’attività prevalentemente «femminile». Lo dimostra il numero di studentesse che opta
per i diversi cicli di studio offerti dalle scuole universitarie professionali (fisioterapia, radiologia medica, dietetica, cure infermieristiche e
ostetricia). Intraprendere gli studi presso una SUP significa acquisire
una formazione di livello terziario equivalente ad un investimento che
le ragazze intendono valorizzare sul lungo termine, mettendo le loro
competenze a disposizione delle molteplici istituzioni.
Il progetto cAsA («Une carrière dans la santé… comment s’y prendre?»)
riguarda tutti i cicli di studio della sanità e si svolge presso le cinque sedi
della HES-SO. Gli obiettivi mirano a promuovere la carriera delle donne
diplomate SUP organizzando:
–un sistema di mentorato collettivo,
–forum o conferenze locali,
–un opuscolo informativo sulle possibilità di carriera nell’ambito sanitario
Sebbene il progetto sia destinato unicamente a studentesse, esso è aperto
anche alle carriere che gli uomini svolgono nel campo della sanità tramite la
loro partecipazione all’inchiesta e al loro ruolo di mentori.
Attribuendo maggiore visibilità alla tematica della carriera presso le cinque
sedi della HES-SO, il corpo insegnante è stato incoraggiato a sviluppare nei suoi
insegnamenti prospettive di genere legate al mondo professionale.
Le attività già realizzate
–Creazione di un archivio di mentee nelle cinque sedi romande della HES-SO.
–Allestimento di una banca dati di professioniste e professionisti, future e futuri
mentori.
–Realizzazione di undici seminari di mentoring collettivo con più di cento studentesse alla fine della formazione.
–Conduzione di un’inchiesta mediante un questionario a quasi trecento professioniste e professionisti del campo sanitario.
I primi risultati
Durante i seminari le studentesse all’ultimo anno, assistite da professioniste e professionisti confermati mettono a confronto le loro aspettative
relative alla carriera con le esperienze dei loro colleghi più anziani. Tali
incontri valorizzano le domande che le studentesse non pongono nell’ambito del loro tirocinio, vale a dire «Come ci si inserisce in un’istituzione, in
un gruppo di lavoro?», «Come avere successo nel primo impiego?», «Come
si mantiene l’equilibrio tra vita familiare, vita privata e vita professionale?»,
«Qual è l’importanza di una rete di professioniste e professionisti?».
I primi risultati dimostrano che tra le mentee:
–il 96 % ha saputo individuare gli aspetti che possono facilitare la carriera;
–il 90 % ha potuto approfondire ciò che significa fare carriera;
e infine
–l’85 % ha saputo individuare ciò che può ostacolare una carriera professionale.
Per quanto riguarda le ed i mentori, dall’inchiesta emerge che:
–solo il 46 % ritiene di aver fatto carriera ma ciò nonostante l’84 % afferma che
il proprio percorso è stato un successo.
Inoltre le ed i mentori rivelano che per fare carriera:
–la curiosità, la voglia di apprendere, le qualità personali e la passione per il
mestiere sono altrettanto importanti che le competenze professionali.
Tali dati dimostrano che le studentesse e gli studenti hanno bisogno
di abituarsi all’idea di fare carriera e di prepararsi durante la loro formazione. Dal canto loro le professioniste e i professionisti si rendono
conto che possono svolgere un ruolo di sostegno essenziale alle
future diplomate e ai futuri diplomati.
In futuro
Contatto Claudine Badoux, professoressa SUP | Responsabile della formazione continua | Intervento comunitario | Tel. diretto: +41 22 388 56 82 | [email protected] |
H E d S Haute école de santé, 47, av. de Champel, 1206 Genève
Per ampliare le conoscenze su come fanno gli altri a fare carriera, saranno organizzate localmente delle conferenze, testimonianze di percorsi in presenza di partner della formazione e
degli ambienti di lavoro.
La costituzione di una rete romanda di mentori di ambi i sessi
fornirà risorse volte a sostenere le studentesse e gli studenti
nella ricerca dei mezzi per ottenere il primo impiego.
Scuola Universitaria Professionale
della Svizzera Italiana
3
Inglese con EGGS
Il progetto «EGGS-English through Game-based & Genderoriented Scenarios» propone un corso di inglese, sensibile alla
dimensione di genere, in modalità blended learning ossia in
parte a distanza, basandosi su un videogioco online, e in parte in
presenza, in classe.
Il progetto è gestito dal Servizio lingue e mobilità della SUPSI. Il Servizio Gender cura la dimensione di genere del progetto in collaborazione con la Fachhochschule Nordwestschweiz (FHNW).
Obiettivi
EGGS permetterà alle studentesse e agli studenti che dispongono di
un livello linguistico B1 di raggiungere il livello di inglese B2 (secondo
il portfolio europeo delle lingue). La peculiarità del corso è l’innovativa integrazione della didattica con gli aspetti di genere e la dimensione ludica del videogioco Mysterycove. La dimensione di genere
interviene in particolare sul piano della didattica (preparazione degli
esercizi e dei dialoghi tra i personaggi) e a livello della trama che si
sviluppa con il videogioco (caratterizzazione dei personaggi e monitoraggio della loro evoluzione nella storia).
Oltre allo sviluppo delle competenze linguistiche, che rimane lo scopo
principale di EGGS, il corso permette di conseguire i seguenti obiettivi:
–motivare studenti e studentesse principalmente interessati alla
tecnica nello studio della lingua e viceversa avvicinare alle nuove
tecnologie studentesse e studenti scettici verso l’informatica attraverso lo studio dell’inglese con il videogioco;
–sensibilizzare studentesse e studenti ad una comunicazione che
non veicola stereotipi di genere curando in particolare i dialoghi tra
i personaggi del videogioco;
–proporre con la didattica differenziata, tipi di esercizi diversi per
rispondere alle molteplici forme di apprendimento;
–offrire, con il corso che si svolge in parte online, un’opportunità di
conciliare lo studio con impegni professionali e familiari.
Contatto Per la gestione del progetto e le questioni linguistiche: SUPSI Servizio Lingue e
Mobilità Germana D’Alessio | Palazzo E, 6928 Manno | Tel. 058 666 61 33, Fax 058 666 61 39 |
[email protected] | www.supsi.ch
Per le questioni gender: Danuscia Tschudi | Palazzo E, 6928 Manno | Tel. 058 666 61 53,
Fax 058 666 61 01 | [email protected] | www.gender.supsi.ch
Fachhochschule Nordwestschweiz
4
Una guida per
la promozione delle competenze
di genere nelle scuole
universitarie professionali
Manuale Competenze
di genere
Nel corso delle riforme europee dell’istruzione e della ridefinizione dei
profili di formazione, la descrizione vincolante di qualificazioni e competenze presso le università e le scuole universitarie professionali acquisisce
un valore centrale. Quale parte integrante di tali disposizioni anche il concetto di «competenze di genere» negli ultimi anni ha acquisito maggiore
importanza.
Ma cosa significa esattamente «competenze di genere» nel contesto
della scuola universitaria professionale? In che modo essa sono
applicate nella formazione, nella ricerca & sviluppo o nel settore dei
servizi delle scuole universitarie? Che importanza assumono nel promovimento durevole dei processi legati alle pari opportunità nelle
scuole universitarie professionali?
È questo il genere di domande approfondite nel manuale Competenze di genere,
che ha quale obiettivo quello di mettere a disposizione conoscenze e strumenti
al sostegno dell’insegnamento, della ricerca, della consulenza e di un management universitario conforme al genere. Il manuale intende da un lato appoggiare il personale dirigente, il corpo docenti e quello dei responsabili per le pari
opportunità con aiuti concreti per agire in modo competente in materia di
genere. Dall’altro lato, mira a integrare le competenze di genere nella quotidianità delle scuole universitarie e nelle loro discipline principali. In tal modo sarà
possibile migliorare la qualità dell’offerta di prestazioni e contribuire alla parità
dei sessi sancita dalla legge nelle scuole universitarie professionali svizzere.
Di attualità e di facile applicazione
pratica, il manuale è stato sviluppato in stretta collaborazione con
coloro che, in qualità di personale
o dirigenti, organizzano le attività e
i processi nelle scuole universitarie professionali. Anche i risultati
del progetto «Gendergerechte
technische FH-Studiengänge: Ein
Entwicklungsprojekt der ZHW und
HSW» (Cicli di studio tecnici SUP
conformi ai generi: un progetto di
sviluppo della ZHW e HSW) sono
stati inseriti nel manuale. Tale progetto, realizzato dal centro Gender
Studies ZFH mira a rinnovare le
conoscenze disponibili e a sviluppare strategie e provvedimenti con­
creti per offrire cicli di studio e una
didattica conformi alle competenze di ge­nere. Oltre a tale collaborazione viene anche valutata una
cooperazione con il progetto «Gender-Kit» della Frauen­BildungZug,
in cui si pone l’accento su uno strumento per la valutazione della formazione continua conforme al
genere.
In vista delle riforme nel sistema educativo le scuole universitarie svizzere
sono sollecitate su più fronti: quali istanze sociali, istituti educativi e datori
di lavoro danno il loro contribuito all’effettiva parità dei sessi durante le
lezioni, nei laboratori e negli uffici ma anche nell’economia, dovunque le
diplomate e i diplomati saranno professionalmente attive e attivi. Affinché
ciò sia possibile, le SUP devono saper riconoscere la necessità e i vantaggi
delle competenze di genere e fare i passi necessari per il loro promovimento. Un miglioramento della qualità e dell’attrattiva sul mercato dell’istruzione e del lavoro sono garantiti.
Contatto Fachhochschule Nordwestschweiz | Hochschule für Angewandte Psychologie |
Prof. Dr. Brigitte Liebig | Tel. 062 287 78 30 | [email protected]
lic. phil. Edith Rosenkranz-Fallegger | Tel. 062 287 78 35 | [email protected] |
www.fhnw.ch
progetto
Fachhochschule Ostschweiz
5
Più docenti donne alla
Fachhochschule Ostschweiz FHO
Insegnare in una scuola universitaria professionale
può essere molto interessante: si tratta di una professione variata, dinamica e con una buona dose di autonomia e flessibilità. Ciò nonostante il numero di donne
che esercita questa professione è di gran lunga inferiore a quello degli uomini. Presso le scuole universitarie professionali svizzere, le insegnanti nel settore
di economia e servizi sono il 22 %, mentre nel settore
della tecnica e dell’informatica le insegnanti raggiungono a malapena il 10 %.
Con il progetto triennale «Più docenti donne alla FHO» la scuola universitaria professionale Ostschweiz si prefigge l’obiettivo di acquisire
un maggior numero di donne per le attività di insegnamento e di
ricerca. Al centro del progetto vi è la sensibilizzazione di donne qualificate per la professione di docente presso una scuola universitaria
professionale. Con l’ausilio di una campagna informativa si intende
risvegliare l’interesse per questo indirizzo professionale tra le donne
professionalmente attive in possesso di un diploma universitario.
Il canale d’informazione maggiormente utilizzato è il sito Internet
www.fachhochschuldozentin.ch, in cui si trovano una descrizione del
profilo professionale, informazioni sulle condizioni necessarie per
esercitare la professione e spiegazioni relative alla Fachhochschule
Ostschweiz quale istituto di formazione e di ricerca.
Oltre al lato prettamente informativo, il progetto offre anche un sostegno concreto a coloro che intendono intraprendere un’attività nell’ambito dell’insegnamento: le donne che sono interessate ad un’attività quale relatrice, incaricata di corsi, docente o collaboratrice
scientifica possono iscriversi a un pool interno di specialiste. Riceveranno dalla Fachhochschule Ostschweiz annunci d’impiego mirati e
in caso di necessità saranno chiamate per mandati d’insegnamento,
conferenze o attività che richiedono la presenza di esperti. Inoltre è a
disposizione delle interessate un servizio di informazione e di orientamento alla carriera.
Il progetto lanciato dalle responsabili delle pari opportunità è in fase
conclusiva. Le esperienze fatte finora sono incoraggianti. L’attività di
docente presso la scuola universitaria professionale desta un notevole interesse tra le donne professionalmente attive. Nell’arco di un
anno hanno aderito al pool oltre 150 donne provenienti da tutti i settori rilevanti per la Fachhochschule Ostschweiz e con le specializzazioni più diverse. Nell’ambito del progetto è stato possibile sostenere
anche membri della Fachhochschule Ostschweiz nella ricerca di specialiste. È stato inoltre possibile assegnare piccoli mandati d’insegnamento o come relatrici alle donne iscritte al pool. Alcune di loro si
sono anche candidate agli annunci d’impiego loro proposti.
contatto Prof. Rosmarie Müller-Hotz | Institut für Gender Cooperation IGC-FHO |
Tel. 055 222 49 83 | [email protected] | www.gendercooperation.ch |
Foto © HTW Chur
Hochschule Luzern
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Per la promozione delle donne nella musica jazz
Female Band Workshops
nazionale
hochschule Luzern – Musikhochschule Luzern (MHS)
Berner Fachhochschule – Hochschule der Künste Bern (HKB)
Zürcher Fachhochschule- zürcher Hochschule der Künste (ZHDK)
La presenza di studentesse sul palco nel settore della musica jazz è estremamente bassa, in particolare tra le strumentiste. Dall’autunno 2004 la
Hochschule Luzern – Musik propone una serie di seminari per ragazze tra
i 12 e i 20 anni per formare le nuove leve. Nelle edizioni passate l’affluenza
ai seminari è stata buona e le ragazze hanno dimostrato impegno ed entusiasmo.
Il progetto è realizzato sulla base di più punti: riunisce le ragazze in una fase critica della socializzazione, permette di fare esperienza con una band di fronte a
un pubblico e propone figure reali come esempio. Sotto la guida di persone
esperte le partecipanti hanno la possibilità di esercitarsi sul piano tecnico, di
dare il proprio contributo artistico e di improvvisare. Le conoscenze elaborate
possono inoltre essere integrate nella didattica. Docenti, studentesse e studenti
acquisiscono una maggiore sensibilizzazione riguardo ai temi citati. Le studentesse e gli studenti dei cicli di formazione in pedagogia musicale assumono
un’importante funzione di mediatori: grazie a loro infatti le conoscenze interne
confluiscono nelle scuole di musica esterne. Le esperienze delle ultime edizioni
dimostrano che molte partecipanti instaurano, tramite i seminari, un legame più
forte con la musica e considerano l’opzione di diventare musiciste professioniste
in maniera più realistica. Inoltre si nota che le ragazze, tramite la musica, acquistano maggiore sicurezza di sé, un aspetto che si rivela utile anche in altre circostanze della vita.
I «Female Band Workshops» diventano ora ancora più interessanti, in
quanto si estendono sul piano nazionale. A partire dall’anno accademico
2007 – 2008 i seminari saranno offerti anche presso la Hochschule der
Künste Bern (HKB) e la Zürcher Hochschule der Künste (ZHdK). La Hochschule Luzern – Musik mette a disposizione il know-how acquisito negli
anni precedenti e in compenso i seminari si arricchiranno delle risorse e
delle idee innovative delle scuole di musica di Berna e Zurigo. Al momento
sono in corso trattative per una futura collaborazione con altre scuole di
musica.
Contatto Judith Estermann | Beauftragte für Gleichstellung an der Hochschule Luzern – Musik | Tel. 041 226 03 70 | [email protected] |
www.hslu.ch/musik
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Zürcher Fachhochschule
Centro Gender Sudies della
Zürcher Hochschule für
Angewandte Wissenschaften
Per le scuole universitarie professionali la ricerca di genere rappresenta una novità fondamentale. I suoi risultati forniscono una base
indispensabile per l’organizzazione conforme ai generi di tutti i settori della scuola universitaria professionale e stabiliscono uno stretto
legame con i campi professionali in cui saranno attive le studentesse
diplomate e gli studenti diplomati.
Il centro Gender Studies della Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften (ZHAW)
–implementa nella didattica contenuti riguardanti il genere. La docente
responsabile tiene in diversi cicli di studio lezioni sulle tematiche di
genere nella società, nella quotidianità e nella scienza («Geschlecht in
Gesellschaft, Alltag und Wissenschaf») o propone un’introduzione, nell’ottica specifica dei generi, alla storia del lavoro sociale;
–offre una formazione continua mirata, grazie alla quale docenti e
responsabili possono ampliare le loro competenze di genere;
–esegue progetti R&S sviluppando le necessarie collaborazioni. Ad
esempio nell’ambito del progetto «Gendergerechte technische FH-Studiengänge» (Cicli di studio tecnici SUP conformi ai generi) sviluppa
insieme ai docenti nuovi standard per la didattica nei cicli di studio tecnici della ZHAW. Nei prossimi anni questo progetto pilota sarà attuato
anche negli altri dipartimenti. Il centro fornisce inoltre consulenza alla
Zürcher Fachhochschule e ai dipartimenti della ZHAW nello sviluppo di
progetti di ricerca di genere e nell’organizzazione conforme alle esigenze di genere di progetti di ricerca e di applicazione in generale;
–mette a concorso ogni due anni, in collaborazione con la commissione
per le pari opportunità, il premio Gender Studies della Zürcher Fachhochschule per i migliori lavori di diploma;
–fornisce consulenza alle studentesse e agli studenti che sono confrontati con la tematica dei generi nei lavori scritti o in presentazioni orali;
–organizza regolarmente conferenze sugli studi di genere applicati e
sulle pari opportunità nelle scuole universitarie professionali.
Con l’ideazione di progetti di didattica, di ricerca e di consulenza il
centro svolge un’opera pionieristica nell’ambito degli studi di genere
e alla ricerca. Le tematiche di genere oggi sono integrate in diversi
programmi scolastici e la ZHAW nei prossimi anni lancerà nuovi progetti R&S. Proprio in quest’ambito si apre alle scuole universitarie
professionali un nuovo campo con un enorme potenziale: unitamente
alla ricerca fondamentale universitaria possono dimostrare l’importanza sociale della ricerca applicata sulle tematiche di genere.
Contatto Dr. Nadja Ramsauer | Centro Gender Studies, Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften | Tel. 052 267 75 73 | [email protected] | www.genderstudies.zfh.ch
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Target
Uni Basel
Diss+ mentoring
interdisciplinare
per dottorande
Diss+ è un programma di mentoring per dottorande nelle facoltà di teologia, giurisprudenza e storia e filosofia dell’Università di Basilea. Le partecipanti (mentee) – dottorande in fase di pianificazione o all’inizio della tesi
di dottorato – sono assistite per un anno da una professoressa/un professore (mentore) delle tre facoltà e possono usufruire di una consulenza
individuale. In primo piano vi sono le prospettive professionali, le possibilità di finanziamento, le pubblicazioni scientifiche, la rete di contatti professionali e l’approfondimento di tematiche come la work-life-balance.
Programma di accompagnamento
Oltre al lavoro svolto nella coppia di mentoring, vengono offerti diversi
eventi quadro (riunione d’avvio, tappa intermedia, workshop finale) e
un programma di accompagnamento modulare (workshop sul «finanziamento della ricerca», sulla «pianificazione della carriera», sulle
«possibilità di pubblicazione, concessioni, premi e convegni», sulla
«comunicazione e leadership»). Gli argomenti trattati nei tre eventi
quadro sono l’introduzione di mentee e mentori al mentoring, «management by objectives» (gestione per obiettivi), punto della situazione,
realizzazione degli obiettivi, migliore autogestione nell’organizzazione delle proprie attività, verifica degli obiettivi da raggiungere
(bilancio intermedio) e autoriflessione.
Le mentee si sono riunite in un gruppo di peer con l’intento di rimanere in contatto anche dopo la conclusione del programma di mentoring e di organizzare eventi su tematiche rilevanti.
Il mentoring interdisciplinare permette di sensibilizzare le facoltà coinvolte sulle domande e le esigenze delle nuove leve femminili in ambito
scientifico e di conoscere il mentoring istituzionale come solido strumento
di sostegno per le studentesse universitarie.
Le pubbliche relazioni danno la possibilità all’intero complesso universitario di farsi un’idea sul promozione delle donne nel mondo accademico.
Organizzazione
La struttura di Diss+ è ispirata ai modelli di programmi di mentoring già
esistenti presso l’Università di Basilea. Il progetto è stato lanciato in maggio 2006 e si svolge sull’arco di 20 mesi. L’attività di mentoring vera e propria dura un anno (settembre 2006 – settembre 2007). Il numero massimo
di coppie di mentoring per programma è 25. Durante la fase pilota partecipano complessivamente 24 coppie di mentoring, di cui 16 sono interdisciplinari.
Obiettivi primari di Diss+
Diss+ aiuta le mentee a portare a termine in modo efficiente la loro tesi di
dottorato e a pianificare attivamente il loro futuro. I mentori, dal canto loro,
approfittano dell’opportunità di avvicinarsi alla prassi di altre facoltà e in
tale contesto danno spazio alla promozione delle nuove leve e alle pari
opportunità nella loro specializzazione. Il loro impegno contribuisce positivamente all’attività d’insegnamento: il ruolo di mentore permette infatti
di migliorare il ruolo di relatore di tesi e di essere maggiormente consapevole delle difficoltà a cui vanno incontro le dottorande.
Contatto Prof. Dr. iur. Anne Peters, Projektleiterin | Irma Endres, Projektkoordinatorin
Diss+ | Universität Basel, Juristische Fakultät | Peter Merian-Weg 8, Postfach, 4002 Basel,
Tel. 061 267 05 08, [email protected], www.dissplus.unibas.ch
«La mia mentore mi ha trasmesso
la passione per la scienza.»
Julia Grünenfelder, mentee del programma Mentoring Geografie 2004 – 2005
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«Volevo ripagare almeno in parte per i
benefici che avevo ricevuto.»
Astrid Björnsen Gurung, mentore di Julia Grünefelder
Uni Bern
Mentoring Geografie
Mentoring phil.nat
sono rivolti a giovani collaboratrici nel campo delle scienze
naturali ed esatte. Grazie al
mentoring, circa 20 partecipanti hanno a disposizione un
anno intero per considerare la
possibilità di una carriera accademica nel campo delle scienze
naturali. Le mentee sono
affiancate da una persona
esperta e possono partecipare
alle manifestazioni del programma quadro. Nelle prime
due edizioni i programmi erano
volti a intensificare le reti di
contatto tra le geografe in
tutta la Svizzera ed a sensibilizzare ai temi della parità gli
istituti interessati. Dal 2006 è
stato avviato un programma
allargato di Mentoring phil.nat
che si rivolge alle diplomande e alle donne che si apprestano a iniziare la tesi di dottorato presso l’Istituto di geografia, l’Istituto di geo-
Le foto provengono dalla pubblicazione «Wissenschaftlerinnen gewinnen durch Mentoring» (attirare
scienziate con il mentoring): con dodici ritratti di tre diversi programmi vengono documentati i vantaggi e le finalità del mentoring. È possibile richiedere la pubblicazione alla Abteilung für die Gleichstellung (divisione per le pari opportunità) dell’università di Berna www.gleichstellung.unibe.ch o
direttamente coordinatrice del progetto.
logia e il settore di fisica/astronomia dell’Università di Berna. I punti
cardine dell’offerta sono il dialogo
con i mentori, per una pianificazione professionale attiva, e le
manifestazioni su temi quali le reti
di contatti, l’ingresso nella vita professionale, la Work-Life-Balance e
il peer-mentoring tra diplomande e
dottorande. Il Mentoring phil.nat
ha un forte influsso sulla Facoltà e
ciò è evidente dal numero delle
destinatarie interessate e dall’impegno della facoltà di filosofia e
scienze naturali per promuovere i
programmi. Fino al 2007, circa 60
diplomande e dottorande hanno
preso parte complessivamente al
programma. Dal 2001 al 2007, il
Mentoring Geografie e il Mentoring
phil.nat sono stati sostenuti dal
programma federale per le pari opportunità ed è prevista la loro continuazione nel 2008.
Contatto Dott.ssa Andrea Kofler | coordinatrice del progetto Mentoring phil.nat | Geografisches Institut |
Hallerstr. 12, 3012 Berna | Tel. 031 631 88 87 | [email protected] | www.philnat.unibe.ch.
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Uni Fribourg
Programma
REGARD
Il programma REGARD è nato dall’iniziativa delle delegate per le pari
opportunità delle università della Svizzera latina al fine di creare
delle sinergie e una cooperazione in questo ambito. Questo programma di formazione continua sul genere e sulle pari opportunità è
un’azione di sensibilizzazione che si rivolge non solo a giovani donne,
dottorande, post-dottorande, ma è indirizzato anche alle future professoresse e ai futuri professori e ai quadri delle università della Svizzera latina.
L’acronimo REGARD riflette gli obiettivi fissati dal programma:
Realizzare le pari opportunità
Esaltare le potenzialità di dottorande e dottorandi
Gestire le risorse umane
Acquisire conoscenze
Riunire e creare delle reti
Dare nuovo impulso alle competenze
Strutture di gestione
Il coordinamento è assicurato dalla direttrice del progetto (15%) ed è
sostenuto da un gruppo di collaboratrici che raggruppa le delegate
per le pari opportunità delle università latine. Tra i compiti della direttrice del programma vi sono la pianificazione dei workshop, la definizione di una strategia comunicativa e del relativo coordinamento,
nonché la gestione delle valutazioni dei workshop e la valutazione
finale del programma. Dal canto loro, le collaboratrici organizzano
alternativamente e in coordinazione con le altre università uno o più
workshop nel loro istituto. Il progetto REGARD segue inoltre una strategia d’integrazione nell’universo accademico romando e a tal fine
collabora in particolare con alcune unità di didattica delle università.
Temi dei workshop
I workshop proposti si svolgono durante l’anno accademico nelle diverse università e
le ed i partecipanti provengono da tutte le discipline. Queste iniziative si propongono
di guidare il personale nel mondo accademico e, più specificatamente, assistere le
dottorande e i dottorandi, esaminare nuove forme di gestione e di organizzazione del
lavoro, incoraggiare le nuove leve accademiche e svilupparne le risorse. Questi
workshop offrono inoltre alle ed ai partecipanti dei momenti di riflessione e di scambio d’esperienze propizi all’elaborazione di soluzioni concrete a stretto contatto con la
realtà.
Obiettivi
La realizzazione di un programma di workshop permanente di formazione
continua sul genere e le pari opportunità, coordinato e diffuso in tutta la
Svizzera latina, ha diversi obiettivi:
–creare un clima di lavoro e di studio non discriminatorio che sia particolarmente attento alle nuove leve accademiche;
–sensibilizzare la comunità universitaria e in particolare i dirigenti, attuali
e futuri, ai problemi specifici delle donne;
–partecipare alla realizzazione di condizioni quadro che favoriscano le
pari opportunità;
–migliorare la gestione del personale e l’assistenza dei dottorandi;
–costruire una rete e una riflessione comune per tutte le università
romande e della Svizzera italiana;
–creare e sviluppare luoghi di scambio d’esperienze e di discussione che
permettano alle persone direttamente interessate di trovare soluzioni
individuali concrete;
–incoraggiare la diffusione e la comunicazione di soluzioni trovate
durante gli incontri.
Risultati
L’elevata partecipazione ai workshop dei due programmi (2004 – 2005
e 2006 – 2007) dimostra che quest’offerta risponde a una vera e propria richiesta da parte del pubblico target e che i workshop organizzati sono adeguati. Secondo le partecipanti, tra i risultati più importati vi sono la creazione di reti, l’acquisizione di strumenti pratici e il
sostegno morale in rapporto diretto con la condivisione di esperienze.
Il concetto di valutazione del programma intende essere coerente per
tutti i workshop. Per migliorare costantemente l’offerta del progetto,
il programma collabora a stretto contatto con il servizio di valutazione e di qualità dell’Università di Friburgo.
Contatto Muriel Besson, responsabile Programma workshop REGARD |
Université de Fribourg, Av. de l’Europe 20, 1700 Fribourg | Tel. 026 300 70 40 |
[email protected] | www.unifr.ch/regard
Sostegno alle nuove leve
accademiche femminili
Pubblico
Le assistenti che si apprestano a sostenere la loro tesi e le altre
donne del corpo intermedio, post-doc e incaricate dei corsi. Le
candidate devono possedere il potenziale scientifico e la determinazione per seguire una carriera accademica.
SUBSIDE TREMPLIN
Uni Genève
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Selezione delle candidate
Obiettivo
Offrire alle donne che hanno l’ambizione e il potenziale di seguire una carriera accademica una possibilità supplementare per arricchire il loro dossier scientifico.
Offerta
Le modalità concrete di esecuzione del progetto possono variare. Si tratterà per
lo più di esentare le beneficiarie dagli obblighi d’insegnamento e di assistenza.
Presso la facoltà di medicina questo provvedimento potrà riguardare inoltre le
responsabilità cliniche. La proposta riguarda principalmente l’eliminazione dei
compiti d’insegnamento, poiché si considera che la beneficiaria disponga già di
parte del suo tempo per fare ricerca e che abbia dunque a disposizione un
periodo durante il quale si può dedicare pienamente ai lavori personali. Le candidate stesse definiscono i progetti che intendono realizzare durante questo
periodo. Il budget a disposizione permette di finanziare un posto di assistente a
metà tempo per sei mesi o delle ore di sostituzione effettuate da professoresse
o da professori incaricati dell’insegnamento o di corsi. Vengono organizzati
parallelamente dei workshop che consentono alle partecipanti di acquisire
competenze utili per una carriera universitaria e di costruire una rete scien­
tifica.
Una prima selezione dei dossier di candidatura viene effettuata
dalle commissioni per le pari opportunità delle facoltà. Successivamente, il rettorato sceglie un certo numero di candidature in
funzione di: budget a disposizione, eccellenza scientifica dei
dossier, ripartizione interfacoltà e diversi criteri come il periodo
transitorio in cui si trova la candidata, gli obblighi familiari, ecc.
L’accettazione di una candidatura è anche legata alla fattibilità
all’interno del dipartimento interessato.
Valutazione
Al termine del progetto ogni beneficiaria compila un questionario sullo
sviluppo del programma: lavori effettivamente realizzati, nuovo stato
dei suoi progetti, prospettive, modo in cui sono state sostituite, ecc.
Alcune cifre
Subside tremplin esiste dal 2001. Questo programma ha già
sostenuto 54 donne (8 – 10 ogni anno) e costa circa 20 000 fran­chi
a persona.
Risultati
Tra le partecipanti che hanno concluso il programma e risposto al questionario
di valutazione (35 persone), sembra che, durante il programma, abbiano superato tutte una tappa importante per lo sviluppo della loro carriera accademica.
Tra le tappe superate vi sono in particolare: la redazione di articoli, di capitoli di
tesi o di libri (35 % delle risposte), presentazione di lavori e organizzazione di
conferenze o dibattiti (16 % delle risposte), ottenimento di una borsa di ricerca
(5 % delle risposte), realizzazione di un soggiorno scientifico all’estero (7 %
delle risposte). Inoltre, l’acquisizione di un grado o di una funzione accademica
superiore grazie al programma è menzionata 11 volte: PHD o tesi ottenute,
nomina a posti di assistente, direttrice di clinica scientifica, professore aggiunto
o professore borsista.
Contatto Juliette Labarthe, collaboratrice scientifique | Tel. 022 379 72 78 |
[email protected]
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Uni Lausanne
Da maggio 2001, il Laboratoire Interuniversitaire en Etudes
Genre (LIEGE) è finanziato dal Programma federale per le pari
opportunità (modulo mentoring) e riceve il sostegno della Direzione dell’Università di Losanna. Il successo iniziale del LIEGE è
stato immediato e l’entusiasmo ha continuato a crescere nel
corso del tempo. Ogni anno, un centinaio di studentesse e di studenti, dottorande e dottorandi, insegnanti, ricercatrici e ricercatori entrano a far parte della rete. Nel 2007 il LIEGE ha raggiunto
quota 650 membri. La rete è diventata un punto di riferimento
indiscusso per gli studi di genere in Svizzera e un progetto riconosciuto a livello internazionale.
A partire dall’anno accademico 2006 – 2007, la rete LIEGE ha esteso la sua
attività, fino ad allora incentrata sulle università, alla Haute Ecole Spécialisée de Suisse Occidentale (HES-SO). Tale estensione, finanziata dall’Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT) e
dalla sede della HES-SO di Delémont offre prospettive stimolanti di collaborazioni tra il mondo universitario e quello delle scuole universitarie professionali.
Rete di mentoring collettivo LIEGE
Informazioni
Il LIEGE permette di raccogliere e diffondere informazioni
nel campo degli studi di genere. Per integrare i dati forniti
dall’unità che coordina la rete, organizza le attività e le pubblica su un sito Internet, all’inizio di ogni anno accademico
viene pubblicata una guida degli studi di genere in Svizzera
romanda intitolata dal 2006 Carnet de route. Da diversi
anni, il LIEGE collabora anche con la piattaforma gendercampus.ch. Ogni settimana una lettera informativa indirizzata a tutti i membri segnala le manifestazioni, le offerte di
lavoro, le borse di studio, le pubblicazioni svizzere sul tema,
le richieste provenienti da diverse fonti e le richieste di altri
membri.
Sostegno, scambi e contatti
Il LIEGE sostiene le giovani ricercatrici e i giovani ricercatori che desiderano applicare una prospettiva di genere ai loro progetti scientifici. Stimola
i contatti e favorisce gli scambi diretti tra persone che condividono l’interesse per le questioni di genere e di pari opportunità. Grazie al sito Internet
e alla banca dati interattiva dei membri, il LIEGE rende possibile l’esistenza
di una rete di mentoring collettivo dinamico. Nel corso dell’anno, la rete
organizza diverse manifestazioni. Tali attività danno luogo a proficui scambi
scientifici e talvolta a pubblicazioni. È così possibile valorizzare le ricerche,
condotte in Svizzera romanda, che adottano un approccio di genere.
Attività scientifiche e ricerche
Il LIEGE favorisce il nascere di collaborazioni scientifiche. La
rete offre una base per il lancio di gruppi di lavoro che devono ad
esempio avviare un progetto di ricerca e per la creazione di
gruppi di riflessione su temi legati al genere e alle pari oppurtunità. Il LIEGE vuole essere uno spazio collettivo fautore di una
riflessione trasversale nell’insieme delle scuole universitarie. Si
fonda sull’interdisciplinarità e sui legami con la società civile.
Contribuisce altresì all’affermazione degli studi di genere in
Svizzera e alla realizzazione di una vera parità.
Contatto [email protected]
Informazioni dettagliate:
http://www2.unil.ch/liege
Responsabile : Prof. Patricia Roux.
Coordinatrici: Gaël Pannatier et
Géraldine Roh-Merolle.
La rivista Nouvelles Questions Féministes, che fa parte del
LIEGE, fornisce un contributo importante per la ricerca. Questa
rivista di fama internazionale ha come obiettivo lo sviluppo e la
diffusione delle riflessioni teoriche e delle azioni politiche originate dai movimenti femministi. Grazie a questa pubblicazione, le
giovani ricercatrici e i giovani ricercatori acquisiscono un’esperienza scientifica unica e vengono introdotti nel campo internazionale della ricerca femminista.
Uni Luzern
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Un programma di mentoring elettronico
dell’Università di Lucerna per promuovere le
donne nella carriera accademica (2000 – 2006)
eMentoring
L’eMentoring è un progetto nazionale di promozione delle donne che
consente partenariati tra giovani scienziate svizzere o immatricolate
in Svizzera e accademici affermati a livello internazionale. L’obiettivo
è di motivare le donne ad intraprendere o a continuare una carriera
accademica. I rapporti di mentorato sono basati essenzialmente sullo
scambio mediante mezzi di comunicazione elettronici, come e-mail e
forum di discussione. Mentre il mentoring classico deve spesso far
fronte a problemi legati al tempo e alla distanza, i mezzi di comunicazione elettronici possono superare abilmente queste difficoltà. Il progetto eMentoring mette a disposizione di mentori e delle mentee
un’applicazione web supportata da una banca dati.
L’elemento centrale dell’eMentoring è la banca dati, che permette la
comunicazione tra mentori e mentee. Mediante formulari online, i
futuri mentori e mentee possono inserire nella banca dati dell’eMentoring informazioni su: persona, campo di formazione, CV, richieste a
mentori o mentee, concetto personale di mentoring, impegno previsto per il mentoring, ecc. Quando vengono trovate due indicazioni
analoghe («matching»), mentore e mentee ricevono via e-mail i dati
personali dell’altra persona. La direzione del progetto intende cercare attivamente mentori, sia in Svizzera che all’estero. Grazie a email e ad altri mezzi di comunicazione elettronici (chat, BBS, forum di
discussione), le coppie di mentori/mentee che si formano possono
costruire rapporti di mentorato.
I destinatari del progetto sono laureate, dottorande, e candidate alla
libera docenza che iniziano una carriera accademica o che vogliono
riprenderne una. Grazie al dialogo con mentori internazionali, anche
i mentee possono entrare in contatto con i pochi mentori disponibili
nei settori più specializzati. Proprio in Svizzera, dove è ancora difficile
trovare possibili mentori del mondo accademico per determinati settori, la possibilità di partenariati internazionali costituisce un notevole vantaggio.
contatto Direzione dell’Institut für Kommunikationsforschung IKF | Morgartenstrasse 1, 6003 Lucerna | www.ikf.ch
Corso interdisciplinare in
studi di genere
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Uni Neuchâtel
Mentoring basato sulla
pratica dell’insegnamento
Il progetto «Mentoring pour les femmes de la relève académique
basé sur la pratique de l’enseignement» offre alle giovani ricercatrici
(mentee) un’esperienza professionale nell’insegnamento universitario. Le studentesse hanno come coach une maître assistante o un
maître assistant in studi di genere, una professoressa o un professore (mentore); esse realizzano e tengono un corso intrerdisciplinare
in studi di genere di livello Master. Possono così arricchire il loro curriculum vitae, farsi conoscere, migliorare la visibilità dei loro lavori e
della loro rete, permettendo all’Università di Neuchâtel di aumentare
la sua offerta in studi di genere.
Questo progetto si rivolge alle nuove leve accademiche femminili che
sono attive negli studi di genere e che non hanno ancora un posto di
professoressa. La priorità è data alle giovani studentesse di Neuchâtel, ma il progetto è aperto anche alle nuove leve delle università
della Svizzera romanda e tedesca.
Le mentee, il cui numero può variare da 5 a 10 per ogni anno accademico, realizzano
un corso interdisciplinare (scienze umane e sociali, diritto, scienze economiche, teologia) articolato in moduli su diverse tematiche. I mentori apportano un sostegno
durante la preparazione del corso e danno consigli d’ordine metodologico e pedagogico. Anche le mentee vengono integrate nella loro rete.
In maniera più generale, questo progetto permette di aumentare il numero di donne nel corpo insegnante e contribuisce a
creare un clima propizio alle pari opportunità.
Contatto Dr. ssa Geneviève Le Fort, delegata alle pari opportunità, Université de Neuchâtel | Av. du 1er-mars 26, 2000 Neuchâtel | Tel. 032 718 10 59 | [email protected]
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Uni St. Gallen
«L’unione fa la forza», sembra essere l’idea di fondo delle attività di
netz+ volte a incoraggiare le relazioni orizzontali e verticali che coinvolgono le dottorande all’Università di San Gallo.
netz+ reti di contatti personali
per una carriera di successo in
ambito scientifico ed economico
La ricca offerta comprende la pubblicazione regolare di newsletter,
colazioni mensili all’insegna delle reti di contatto, gruppi di lavoro e,
ogni semestre, «Dinner hoch 4» con ospiti di spicco in ambito scientifico, economico e politico.
Le newsletter inviate elettronicamente comunicano alle dottorande
le attività in corso all’università e riportano informazioni su università
estere, possibilità di incentivi oppure offerte di formazione continua
interne ed esterne.
Le colazioni mensili favoriscono lo scambio di esperienze tra
dottorande. In tali occasioni ex dottorande o relatrici presenti in
qualità di ospiti espongono, secondo i casi, tematiche specialistiche o personali, come ad esempio i fattori di successo dei percorsi professionali o le possibilità di miglioramento della worklife-balance.
Nei gruppi di lavoro STEPS – Schritte zum Erfolg (le tappe verso il
successo) – sono trattate, in piccoli gruppi, problematiche concrete
che le dottorande incontrano nella stesura della loro tesi di dottorato
e viene offerta loro assistenza.
«Dinner hoch 4» prevede che tre dottorande siedano a rotazione insieme a una delle
quattro donne ospiti e che la rotazione sia scandita dalle portate (quattro) del menu.
In tal modo si rende possibile uno scambio di idee con tutte le ospiti presenti e tra le
dottorande stesse.
Donne che attraversano fasi diverse della loro carriera si incontrano
per imparare l’una dall’altra e per uno scambio di esperienze. I modelli
da seguire creano importanti stimoli per la carriera futura delle
donne. Le colazioni mensili, volte a creare una rete di contatti, promuovono uno scambio interno di idee e non soltanto un trasferimento
di conoscenze. Molte dottorande acquistano fiducia in sé stesse
quando capiscono che non sono sole nell’ambiente prevalentemente
maschile dell’Università di San Gallo.
contatto Anja Zwingenberger (direttrice di netz+) |
Tel. 071 224 21 52 | [email protected] |
www.netzplus.unisg.ch
netz+ si è dunque affermato. Dal 2008 il servizio sarà integrato nell’Università di San Gallo e l’offerta sarà estesa a tutte le donne, dalle
studentesse alle candidate alla libera docenza.
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Università della
Svizzera italiana
Programma di mentorato
per incentivare la carriera delle donne all’USI
Il programma di mentorato per incentivare la carriera delle donne
all’USI si propone di sostenere le donne nella loro carriera universitaria offrendo loro la possibilità di beneficiare dell’expertise di «persone
risorsa» (mentori con conoscenze approfondite del mondo accademico), capaci di reagire a domande, dubbi e incertezze che emergono
in momenti chiave del percorso formativo e di trasferire loro esperienze e contatti maturati nel corso degli anni. Questi mentori – individualmente o all’interno di piccoli gruppi – forniscono, quindi, consigli
utili alle partecipanti su come creare sinergie e valorizzare al meglio le
proprie risorse e competenze (a quali convegni partecipare, come e
dove pubblicare articoli scientifici, come orientare e diffondere la propria tesi di dottorato, …)
Il programma favorisce, inoltre, gli scambi fra le ricercatrici dell’USI
sviluppando una rete di contatti fra pari (peer-mentoring), e contribuisce all’opera di sensibilizzazione alle questioni di genere della comunità accademica ticinese. Le attività previste nel quadro del progetto
spaziano, infatti, dalla creazione alla supervisione di contatti (solitamente personali) con un mentore in Svizzera o all’estero, all’organizzazione di occasioni di scambio e dibattito fra le partecipanti (mentoring
café), all’organizzazione di seminari, conferenze e dibattiti sulle pari
opportunità e sulle tematiche di genere, anche in collaborazione con
altre istituzioni accademiche.
Date le finalità del programma, possono prendervi parte
(dopo un articolato processo di selezione che si basa sul
dossier di candidatura presentato) le donne che studiano o
lavorano all’USI, ed in particolare le studentesse del primo
anno di bachelor o dell’ultimo anno di master, le dottorande
e le assistenti delle diverse facoltà ticinesi (Scienze della
comunicazione, Scienze economiche, Informatica, Architettura), le ricercatrici in posizione di post-doc che richiedono
consigli mirati per la costruzione di un dossier accademico
di qualità.
Contatto Dr. Arianna Giugliano, Collaboratrice scientifica | Servizio Gender USI |
Via Lambertenghi 10A, 2° piano, 6904 Lugano |Tel. 058 666 4528, Fax 058 666 47 40 |
www.parioppo.ch | [email protected]
Uni Zürich
17
Tutti i medici che accedono all’USZ ricevono un opuscolo
informativo sul programma di mentoring, il quale viene
altresì pubblicizzato dalla direzione dell’ospedale tramite
Intranet. Per un’implementazione efficace del programma
è fondamentale che i direttori delle cliniche riconoscano il
mentoring quale strumento valido per il sostegno delle
nuove leve e che informino i loro collaboratori sulle possibilità che offre il programma.
Programma di mentoring
per medici
Dagli anni ‘90, il numero di donne nella facoltà di medicina è
superiore a quello degli uomini. Nonostante le donne concludano i loro studi con successo e la maggior parte delle donne
medico abbia assolto una specializzazione, esse sono nettamente sottorappresentate nelle posizioni dirigenziali ed in particolare nelle professioni accademiche di medicina. Nel 2005 la
presenza delle donne tra i candidati alla libera docenza era del
30% e tra i professori era limitata all’8 %. Studi condotti nei paesi
anglosassoni dimostrano che un orientamento alla carriera
tempestivo e mirato (preferibilmente già durante gli studi, al più
tardi durante i primi anni della specializzazione) è la miglior
strategia per il promovimento delle nuove leve. Sono soprattutto
le donne a beneficiare dei programmi di mentoring in quanto
talvolta pianificano la loro carriera con un certo ritardo, in particolari per motivi legati alla conciliabilità tra attività lavorativa e
famiglia.
Presso l’ospedale universitario di Zurigo (USZ) è stato realizzato un
programma di mentoring integrato (mentoring di gruppo o individuale), che si svolge con successo dal 2002. Esso è parte integrante
delle misure di sostegno del progetto di promozione delle pari opportunità tra i medici («Gleichberechtigten Nachwuchsförderung von
Ärztinnen und Ärzten»). Il finanziamento del programma è garantito
dalla direzione ospedaliera dell’USZ e tra maggio 2004 e dicembre
2007 è completato dallo stanziamento di fondo da parte del programma federale per le pari opportunità, Modulo Mentoring.
Le ed i giovani medici in fase di specializzazione che tra di loro hanno un rapporto di
fiducia costituiscono un gruppo di peer (da 3 a 5 medici) e nominano una od uno specialista con esperienza (superiori o primari) di loro scelta e di loro fiducia come mentore specialista. Il mentoring presuppone da entrambe le parti, sia per le relazioni
orizzontali che per quelle verticali, la creazione di un rapporto di lealtà e fiducia.
Durante le riunioni di gruppo (circa ogni due mesi) i mentee riflettono sui loro obiettivi professionali a medio termine e panificano con il mentore specialista e d’intesa
con il direttore della clinica, l’attuazione delle singole fasi della carriera (ad es. integrazione in gruppi di ricerca, realizzazione di progetti di ricerca, soggiorni all’estero,
borse di studio). I mentori specialisti inoltre sostengono i mentee soprattutto nel
networking. L’organizzazione, il supporto specialistico e la valutazione del programma sono garantiti da una responsabile di progetto esperta in terapia sistemica
e terapia di gruppo, la cui carriera in medicina è già a un livello avanzato.
In 5 anni e mezzo hanno partecipato al programma 134 mentee,
il 75% dei quali erano donne. Se durante i primi anni del programma il mentoring si svolgeva prevalentemente in gruppo,
negli ultimi tempi è emersa la necessità del mentoring individuale. Soprattutto i medici donne che si trovano già in una fase
avanzata della loro carriera cercano consulenza per quanto
riguarda la loro candidatura alla libera docenza, i soggiorni di
ricerca o le candidature a posizioni dirigenziali.
Le relazioni di mentoring sia tra mentee sia con i mentori specialisti
o la direzione del progetto vengono generalmente mantenute anche
dopo il trasferimento presso un altro istituto, durante un soggiorno
all’estero o con l’assunzione di una posizione dirigenziale. I mentee
assumono in seguito spesso il ruolo di mentori.
Contatto Prof. Dr. med. Barbara Buddeberg-Fischer, Abteilung Psychosoziale Medizin | Universitäts­
Spital Zürich | Haldenbachstr. 18, 8091 Zurigo | [email protected]
Accrescere l’interesse delle
giovanissime nel campo
della scienza e della tecnica
Pubblicazioni
La documentazione comprende un filmato, alcune brochure e un
fumetto. Il film mostra alcune scienziate nel proprio contesto professionale e nella vita sociale. Sono previsti incontri rivolti alle giovani
ragazze e ai rispettivi genitori, durante i quali sarà proiettato il film e
verranno fornite informazioni adeguate. La documentazione viene
anche distribuita alle studentesse, alle loro e ai loro insegnanti
durante le giornate porte aperte all’EPFL.
Le scienze mi interessano!
18
Introduzione
EPF Lausanne
Workshop
L’approccio alla matematica e alle scienze e l’interesse per queste due materie
è inizialmente uguale tanto per le ragazze quanto per i ragazzi. Sebbene
entrambi conseguano risultati soddisfacenti in tutte e due le materie, in seguito
le donne finiscono per essere estremamente sottorappresentate in ambito
scientifico e tecnico nelle università. Tale situazione è dovuta in larga misura ai
pregiudizi che la nostra società nutre nei confronti delle professioni tipicamente
«maschili» e «femminili». Uno degli obiettivi dell’EPFL consiste nell’incrementare il numero delle iscrizioni da parte delle studentesse. Alla luce di quanto
dimostrato da diversi studi, secondo i quali per accrescere nelle ragazze la consapevolezza riguardo alla scelta degli indirizzi scientifici occorrerebbe intervenire abbastanza precocemente, l’ufficio per le pari opportunità dell’EPFL ha
messo a punto un programma rivolto a studentesse di età inferiore ai 13 anni.
Obiettivo, strumenti e metodi
L’obiettivo consiste nel:
–illustrare alle giovani i vari indirizzi della scienza e della tecnica, i relativi sbocchi professionali e l’utilità di queste professioni nella società;
–dimostrare che le scienze sono meravigliose e interessanti;
–demolire gli stereotipi di genere.
A tale scopo è stata prodotta una documentazione specifica e vengono organizzati diversi workshop rivolti al pubblico mirato.
Workshop di scienze informatiche «Internet pour les filles»:
Età: 10 – 13 anni (4 sessioni di 12 settimane all’anno, 2 ore alla settimana).
Vengono organizzati workshop dal titolo «Internet for girls» (680 partecipanti
da ottobre 2003) volti ad accrescere l’interesse delle giovani nei confronti delle
tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Workshop di matematica «Maths en jeu»:
Età: 11 – 13 anni (4 sessioni di 12 settimane all’anno, 1 ora alla settimana)
Obiettivo principale: scoprire la matematica da un punto di vista ragionevole. La
matematica non viene presentata come un ostacolo bensì come uno strumento
utile in vista di una futura carriera in ambito scientifico (115 partecipanti da
gennaio 2006).
Settimane scientifiche:
Età: 10 – 13 anni (5 giorni, 8 ore al giorno, 3 sessioni all’anno)
Età: 7 – 10 anni (5 giorni, 7 ore al giorno, 3 sessioni all’anno)
L’attività si basa su un’indagine sperimentale sulla scienza effettuata dalle
ragazze. Parallelamente le partecipanti incontrano il personale scientifico dell’EPFL che prepara eventi speciali per l’occasione (175 partecipanti, da ottobre
2005).
Effetti
–Le partecipanti sono molto entusiaste e si mostrano desiderose di partecipare ad
altre attività di carattere scientifico. Molte di loro affermano di voler diventare
scienziate.
–I genitori, le e gli insegnanti si dichiarano molto soddisfatti, ed è stato possibile
instaurare un dialogo proficuo inerente al tema delle donne in campo scientifico.
–Ottimo consenso da parte dei media > un modo eccellente per lottare contro gli
stereotipi
Considerato il recente avvio del programma occorrerà attendere qualche anno prima
di poter valutare il suo impatto sul reclutamento di studentesse nel campo della
scienza e della tecnica.
Contatto Dr. Farnaz Moser-Boroumand, Delegata alle pari opportunità |
EPFL – P SG – EGA | Station 10, 1015 Losanna | Tel. 021 693 19 81, Fax 021 693 19 80 |
[email protected] | http://egalite.epfl.ch
Training
Il programma comporta 8 giorni di seminario distribuiti nell’arco del
2008, che consistono in un corso invernale ad Aquisgrana e un corso
estivo a Delft. I seminari vertono su argomenti quali la pianificazione
della carriera, l’analisi del potenziale personale, la raccolta di fondi
per la ricerca, la presentazione di domande per rivestire determinate
cariche e ottenere promozioni, i metodi personali di presentazione e
suggestione, la gestione delle persone e dei conflitti.
TANDEMplus IDEA
19
Due eventi formali di networking con oratori di spicco sono previsti rispettivamente a Londra e Zurigo, partendo dal presupposto secondo il quale
l’appartenenza ad una rete di scienziati ad alto potenziale sia fondamentale
ai fini della carriera scientifica. Tali occasioni di scambio offrono un’ottima
opportunità per creare e consolidare reti importanti. Le partecipanti possono naturalmente trarre vantaggio dalle esperienze reciproche al riguardo,
dal momento che provengono da università tecniche di svariati Paesi.
ETH Zürich
Programma per lo sviluppo della
carriera delle donne nel campo della
scienza e della tecnica
Networking
Organizzazione e tempistica
TANDEMplus IDEA è un programma condotto dal Working Group
Equality and Diversity di IDEA League. Si tratta del primo progetto
finanziato dall’UE (nell’ambito del Sesto Programma Quadro) promosso dall’IDEA League, tra i cui membri figurano l’Imperial College
London, la Delft University, l’ETH Zurigo, RWTH Aquisgrana e Paris
Tech. Il Working Group Equality pro-muove l’uguaglianza negli istituti
dell’IDEA League, e con il programma TANDEMplus IDEA si propone
di sviluppare «best practices» in un contesto internazionale.
Obiettivo, strumenti e metodi
TANDEMplus IDEA è volto a supportare le donne attive nell’ambito
delle scienze naturali e della tecnica ed a offrire loro la possibilità di
candidarsi e di aggiudicarsi cariche accademiche e promozioni, nell’intento di far aumentare il numero di professoresse nelle università
europee e non. Il progetto è stato concepito sotto forma di programma
modulare di mentoring e di sviluppo personale costituito da tre elementi: mentoring, training e networking. I soggetti ai quali si rivolge
il TANDEMplus IDEA hanno conseguito il dottorato di ricerca da
almeno un anno e ambiscono a intraprendere una carriera accademica.
I finanziamenti da parte dell’UE sono stati ottenuti verso la fine del
2006. Il team del progetto è composto da rappresentanti di ciascuna
università partner, con la Dr. Carmen Leicht-Scholten dell’RWTH
Aquisgrana nella veste di coordinatrice. I membri del team del progetto si alternano nell’ospitare i meeting volti a coordinare e implementare il progetto. Il processo di selezione delle 16 partecipanti e la
ricerca dei rispettivi mentori si svolgerà nella seconda metà del 2007.
I seminari e gli eventi di networking sono previsti per il periodo compreso tra il 2008 e gli inizi del 2009. Una conferenza internazionale
farà da sfondo all’evento conclusivo.
Effetti
TANDEMplus IDEA è stato valutato scientificamente in ogni fase del processo
per documentare lo sviluppo delle best practice volte ad accrescere la percentuale di professoresse in scienze naturali e materie tecniche. La conferenza
internazionale e la pubblicazione dei risultati del progetto garantirà trasparenza e incrementerà lo scambio con altre università impegnate nella promozione delle pari opportunità. Alla luce del successo riscosso dalla proposta dell’UE, i membri del progetto sono stati invitati a prendere parte al Working Group
dell’UE «Women in Science & Technology» (WiST).
Mentoring
Ogni mentee è chiamato a impegnarsi attivamente per instaurare una relazione con il rispettivo mentore assegnato, una personalità di chiara fama in
campo scientifico a livello internazionale, di sesso maschile o femminile.
Contatto Dr. Luzia Lehmann | ETHZ Ufficio delle pari opportunità fra donne e uomini |
HG F 50.5, Rämistrasse 101, 8092 Zurigo | Tel. 044 632 60 26 | [email protected] |
www.equal.ethz.ch | Informazioni sul progetto: www.tandemplusidea.org
Progetto Wisegirls
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SUPSI Manno
USI Lugano
Un percorso di mentorato
Wisegirls è un programma di mentorato progettato e realizzato dal
Laboratorio di Ingegneria della Formazione e dell’Innovazione (LIFI).
Si tratta del primo progetto gender promosso congiuntamente dalla
Scuola Universitaria Professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e
dall’Università della Svizzera italiana (USI) da quando il Servizio Gender è diventato USI-SUPSI. Il progetto è finanziato dal Programma
federale per le pari opportunità per donne e uomini nelle scuole universitarie professionali e dal Programma federale per la promozione
delle pari opportunità tra donne e uomini nelle università.
Wisegirls si rivolge ad un pubblico femminile di studentesse liceali e delle scuole professionali, studentesse
Bachelor SUPSI, studentesse Bachelor e Master USI, dottorande e assistenti USI.
Il progetto offre alle partecipanti strumenti di comunicazione e pianificazione con l’obiettivo di aiutarle a raggiungere i seguenti obiettivi:
–elaborare un portfolio personale, che possa testimoniare il percorso formativo e /o professionale e saper valorizzare e comunicare con efficacia le esperienze professionali, le competenze
acquisite e gli obiettivi futuri;
–costruire una rete di conoscenze e contatti utile sia dal punto di
vista personale e relazionale, sia dal punto di vista dell’apprendimento e dell’inserimento professionale;
–pianificare la carriera professionale e /o formativa in accordo con
la vita personale (p.es. con gli impegni familiari).
Il progetto Wisegirls benché sia un tipico progetto di mentorato che punta
sulla promozione dei percorsi formativi e delle carriere professionali delle
nuove leve, si distingue per i seguenti aspetti strutturali e tecnologici innovativi:
–il progetto si basa sulla piattaforma virtuale d’apprendimento (PVA), un
dispositivo informatico che simula una città che si sviluppa grazie al
contributo delle partecipanti del progetto che ne diventano le abitanti.
Sulla piattaforma le studentesse possono incontrarsi, svolgere a
distanza le attività proposte dai laboratori e approfondire i temi presentati negli incontri;
–la modalità blended learning che prevede incontri in presenza e attività
a distanza sulla piattaforma virtuale di apprendimento del LIFI favorisce
la conciliazione tra studio e impegni extra-formativi;
–il mentorato tra pari (studentesse con curriculum simile) e a cascata
coinvolge studentesse di livelli di studio diversi e mette in contatto le
studentesse con persone affermatesi in diversi settori professionali e
nel mondo accademico;
–le partecipanti hanno la possibilità di conoscere modelli significativi e
positivi di leadership femminile grazie al confronto con professioniste in
diversi ambiti professionali, invitate negli incontri in presenza, e la capacità di trasferire le competenze in situazioni reali grazie al networking
(creazioni di reti).
Contatto Contatto per la SUPSI: SUPSI Servizio gender | Palazzo E, 6928 Manno |
Tel. 058 666 61 53, Fax 058 666 61 01 | [email protected] | www.gender.supsi.ch
Contatto per l’USI: USI Servizio gender | Via Lambertenghi 10A, 6904 Lugano |
Tel. 058 666 46 12, Fax 058 666 42 59 | [email protected] | www.parioppo.unisi.ch
Promozione delle giovani donne nelle
professioni tecniche e scientifiche
Progetto
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Fachhochschulen
Hautes écoles spécialisées
Scuola universitaria
professionale della
Svizzera italiana
info+lunch Obiettivi
–Le partecipanti agli incontri di Info+Lunch attraversano un
momento delicato della propria vita, in cui si pongono domande sul
loro futuro. Che cosa fare dopo gli studi? Continuare a studiare
oppure iniziare a lavorare? Quali sarebbero i vantaggi di un’ulteriore formazione?
–Le relatrici presenti raccontano come loro stesse hanno superato
questo momento della loro vita, citando anche gli esempi di amiche e conoscenti. In tal modo si vogliono aiutare le giovani donne a
superare paure e riserve.
–Si vuole presentare alle apprendiste la professione «ingegnera
SUP» come possibile opzione per il futuro lavorativo.
–Le ingegnere e le architette relatrici di Info+Lunch sono un esempio vivente di come la carriera in ingegneria o architettura possa
offrire un futuro appassionante e di come sia possibile conciliare
famiglia e lavoro.
–Vogliamo motivare le partecipanti a proseguire gli studi in una
scuola universitaria professionale.
–Si rafforzano le inclinazioni personali, così da proseguire nella
direzione già intrapresa e osare il passo successivo per iniziare
una formazione professionale a livello universitario. Vogliamo
dimostrare che vale la pena investire nella formazione.
Info+Lunch è il primo progetto comune delle scuole universitarie professionali svizzere nel settore delle pari opportunità e nasce in collaborazione con fia, gruppo professionale ingegnere e architette di
Swiss Engineering /ATS. Fino ad oggi hanno partecipato agli incontri
oltre 150 studentesse (settembre 2007). Si potrà fare un bilancio
effettivo del progetto tra due anni. È previsto un sondaggio per le partecipanti.
Il fatto che in Svizzera le donne costituiscano un’esigua minoranza nelle professioni tecniche, ad esempio nell’ingegneria e
nell’architettura, è innegabile. Il nostro obiettivo è di migliorare
tale situazione tramite un’iniziativa per la promozione delle giovani donne nelle formazioni tecniche.
Nelle scuole professionali di indirizzo artigianale o tecnico della Svizzera tedesca, romanda e italiana saranno organizzati durante la
pausa pranzo 33 incontri informativi per studentesse e maturande.
Le relatrici, laureate in ingegneria o architettura, si baseranno sul
loro percorso professionale per illustrare alle partecipanti l’importanza di una buona formazione per il proprio futuro. Il colloquio con le
professioniste dovrebbe costituire un sostegno per lo sviluppo professionale delle studentesse che possono così progettare meglio il
loro futuro. L’incontro dura solitamente un’ora e mezza e la partecipazione è gratuita.
Contatto Maria Iannino, ingegnere informatico SUP e direttrice del progetto | www.infolunch.ch
Hochschulplatz Luzern
Asilo nido presso il campus
di Lucerna
L’asilo nido del campus è stato inaugurato cinque anni fa per accogliere i figli delle studentesse e degli studenti, del corpo docenti,
delle collaboratrici e dei collaboratori della scuola universitaria di
Lucerna, dell’Alta scuola pedagogica della Svizzera centrale e dell’Università di Lucerna. L’allora rettore e i direttori dei tre istituti universitari avevano optato per tale soluzione ritenendo l’istituzione di
un proprio nido, rispetto all’acquisto di posti liberi in altre strutture,
la risposta più adeguata alle esigenze del complesso universitario in
termini di custodia dei bambini complementare alla famiglia. Inoltre,
all’epoca dell’istituzione dell’asilo nido, nella Svizzera centrale, tali
possibilità erano ancora davvero rare. Il via definitivo alla realizzazione del progetto di cooperazione è stato dato con il finanziamento
iniziale previsto dal programma federale pari opportunità presso le
scuole universitarie e le università.
22
L’ottima reputazione dell’asilo nido e il crescente numero di studentesse e di
studenti, collaboratrici e collaboratori del complesso universitario lucernese
hanno fatto crescere sempre più la lista d’attesa, al punto che non si è mai rivelato necessario pubblicizzarne l’offerta. Verso la fine dell’estate, il rettore e i
direttori delle scuole universitarie hanno deciso di raddoppiare la disponibilità
di posti portando i gruppi da due a quattro, mentre la città di Lucerna è venuta
incontro alle esigenze del complesso universitario mettendo a disposizione una
struttura pubblica adeguata.
Il polo universitario di Lucerna racchiude in sé una grande potenzialità: attraverso lo sviluppo di un’attiva collaborazione e grazie alle
strutture di ridotte dimensioni, può offrire un interessante panorama
formativo e di ricerca e, naturalmente, un asilo nido gestito con
grande professionalità è parte integrante di tale offerta. Se tutto
andrà come previsto, per il semestre invernale 2008 – 2009 l’asilo
nido del campus universitario avrà una nuova sede, sempre in centro,
che potrà ospitare quotidianamente fino a 36 bambini.
Oggi l’asilo nido accoglie 170 bambini e un gruppo di maestre altamente qualificate e molto motivate. Suddivisi in due gruppi da nove,
sono circa 18 i bambini che quotidianamente frequentano la struttura: l’insegnamento basato sulle più recenti teorie pedagogiche permette loro d’imparare, in maniera ludica, le regole del viver comune.
Essi vengono seguiti nell’acquisizione della competenza sociale e di
un comportamento corretto nei confronti del prossimo, nella scoperta del mondo circostante, nello sviluppo delle capacità cognitive e
nell’apprendimento. I piccoli ospiti possono esprimere la loro vivacità
in modo completo e spontaneo; grazie all’offerta di attività musicali e
creative si aprono alla loro curiosità nuovi mondi da scoprire.
I genitori sono davvero soddisfatti: possono dedicarsi pienamente alla loro professione sapendo che i figli sono in
buone mani e si lanciano in mille diverse attività, ad esempio giochi all’aria aperta nel cortile del nido, lavoretti nell’atelier di bricolage, o, ancora, acquisti al mercato ortofrutticolo nel centro storico, stringendo amicizie che a volte
dureranno ben oltre l’infanzia.
contatto Anita Berlinger, Krippenleiterin | Gabriela
Nieder­berger, Präsidentin des Vereins Campus Kinder­
krippe | www.campus-kinderkrippe.ch
Universités de Suisse latine
EPF Lausanne
Il Réseau romand de mentoring pour femmes è un programma
di sostegno destinato a donne altamente qualificate tra le nuove
leve delle Università della Svizzera latina e del Politecnico Federale di Losanna. I destinatari sono soprattutto donne che stanno
concludendo il lavoro di diploma o che frequentano un postdottorato in qualsiasi facoltà e che desiderano intraprendere una
carriera nel mondo accademico.
Réseau romand de mentoring pour femmes
Struttura del management
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Partecipazione e offerta
La coordinazione è assicurata dall’Università di
Friburgo in misura del 10 % dalla direttrice del progetto e in misura del 50 % dalla coordinatrice ed è
sostenuta da un gruppo di partner composto da
una o due professoresse ed una delegata alle pari
opportunità di ciascun istituto.
Il programma si estende sull’arco di due anni, comprese l’iscrizione e la valutazione. La partecipazione al programma avviene mediante un dossier di candidatura e le candidate sono selezionate da un gruppo di partner. A ogni programma sono ammesse da 22 a 27 mentee. Le attività del Réseau romand de
mentoring pour femmes si sviluppano intorno a tre ambiti complementari:
–uno scambio di mentoring personalizzato con una professoressa o un professore di un’altra università svizzera o estera della durata da 12 a 15 mesi,
basato su una convenzione di mentoring;
–un programma quadro di quattro incontri sull’arco di cinque giorni che prevedono:
•seminari di formazione continua incentrati sullo sviluppo delle competenze e la coordinazione delle tappe della carriera accademica;
•scambi con donne che perseguono lo stesso obiettivo e con professoresse
che fungono da modello;
–un sostegno finanziario per gli spostamenti nell’ambito del programma.
Gli obiettivi generali del programma sono:
–sostenere le partecipanti nel proseguimento del loro percorso
accademico, nell’identificazione e nel superamento delle tappe più
importanti nonché nel loro posizionamento all’interno dell’ambito
scientifico;
–creare una dinamica di reti e di scambi che consentano alle scienziate di potenziare la loro presenza e la loro partecipazione nel
campo scientifico;
–contribuire a definire gli strumenti di sostegno per le nuove leve
femminili presso le Università della Svizzera latina e il Politecnico
Federale di Losanna al fine di integrarli nel quadro della politica di
sostegno per le nuove leve accademiche.
Risultati
Le valutazioni dimostrano che la partecipazione al Réseau romand permette di
soddisfare le aspettative e di raggiungere gli obiettivi che le mentee si sono prefissate, in particolare la messa in rete e l’acquisizione delle competenze riguardanti la carriera accademica. Inoltre, da un’inchiesta realizzata nel luglio 2007
tra le mentee dei programmi da 1 a 3 (2000 – 2006) è emerso che il 73 % delle
partecipanti ha superato una tappa importante del suo percorso (conseguimento di un dottorato, ottenimento di un posto di maître-assistante) e il 20 % ha
ottenuto una cattedra. Il 67 % delle studentesse ha fatto richiesta presso il
Fondo nazionale svizzero (FNS) e il 75 % è rimasto attivo nel campo accademico
e della ricerca.
Cooperazione nazionale e internazionale
Il Réseau romand collabora a livello nazionale con Mentoring Deuschschweiz. Tale collaborazione si rivela molto
utile per l’istituzionalizzazione e la ricerca del finanziamento (FNS). Sin dal primo programma il Réseau romand
ha assunto una dimensione internazionale, integrando
mentee in soggiorni di ricerca all’estero o ospitando mentee e mentori provenienti da Paesi europei. Dall’inizio del
2007, il Réseau romand coordina il progetto europeo
eument-net, che pubblica in rete programmi di mentoring
analoghi esistenti a livello europeo.
contatto Helen Füger, responsabile; Muriel Besson, coordinatrice | Réseau romand
de mentoring pour femmes | Université de Fribourg, Av. de l’Europe 20, 1700 Friburgo |
Tel. 026 300 70 40 | [email protected] | www.unifr.ch/f-mentoring
«Vedere studentesse universitarie con
bambini mi ha rassicurata.»
Petra Moog, mentee nel programma Mentoring Deutschschweiz 2004 – 2006
Universitäre Hochschulen
Deutschschweiz
«Sono necessarie persone che sappiano trasmettere ciò che conta
veramente sul mercato delle materie scientifiche.»
Nikolaus Franke, mentore di Petra Moog
mentoring deutschschweiz
Mentoring Deutschschweiz è un programma per scienziate in fase di studi
avanzata. In particolare è indirizzato a
ricercatrici in posizione di post-doc e
alle candidate alla libera docenza nelle
università della Svizzera tedesca, con
l’obiettivo d’incrementare la presenza
femminile tra le cattedre. Circa 30
mentee sono seguite individualmente
da mentori che lavorano nello stesso
campo ma presso altre università, sia
in Svizzera sia all’estero. Le relazioni
di mentoring sono mediate dalla coordinatrice programma e durano generalmente dai dodici a quindici mesi. Gli
obiettivi e le condizioni quadro temporali sono fissati in un accordo scritto.
Lo scopo degli eventi di accompagnamento previsti nel programma quadro
è quello di sostenere le mentee nelle
singole fasi del processo di mentoring.
Le nuove generazioni di scienziate ricevono importanti informazioni e impulsi in
merito alla pianificazione del proprio percorso professionale ed elaborano strategie di carriera e di contatti in occasione di seminari. Il programma quadro
intende incoraggiare le studentesse a varcare i confini della propria università e
permette loro di correlarsi con
altre mentee sul piano interdisciplinare e delle qualifiche. I partner del progetto sono tutti gli
uffici per le pari opportunità degli
atenei della Svizzera tedesca.
Insieme al Réseau romand de
mentoring pour femmes, Mentoring Deutschschweiz costituisce
un’offerta nazionale per le nuove
generazioni di scienziate.
Entrambi i programmi sono sos­te­
nuti dal 2001 dal programma
federale per le pari opportunità e
dal 2006 anche dal Fondo nazionale svizzero. In tutto, fino al
2007 circa 150 scienziate altamente qualificate nella Svizzera
tedesca, e 93 nella Svizzera ro­­
manda e in Ticino hanno aderito
alle offerte di mentoring. Il trasferimento delle conoscenze dai progetti di cooperazione Mentoring Deutschschweiz e Réseau romand a programmi di mentoring più recenti ha assunto
dimensioni notevoli. Nel 2008 si concluderà il quarto ciclo di Mentoring Deutschschweiz ed è previsto un prolungamento fino al 2010.
Le foto provengono dalla pubblicazione «Wissenschaftlerinnen gewinnen durch Mentoring» (attirare
scienziate con il mentoring): con dodici ritratti di tre diversi programmi vengono documentati i vantaggi e le finalità del mentoring. È possibile richiedere la pubblicazione alla Abteilung für die Gleichstellung (divisione per le pari opportunità) dell’università di Berna www.gleichstellung.unibe.ch o
direttamente coordinatrice del progetto.
Contatto Dott.ssa Andrea Kofler | coordinatrice del progetto Mentoring phil.nat | Geogra­
fisches Institut | Hallerstr. 12, 3012 Berna | Tel. 031 631 88 87 | [email protected] |
www.philnat.unibe.ch.
24
Promovimento delle nuove leve
tra le scienziate alle università di Zurigo,
Basilea e San Gallo
25
Uni Zürich
Uni Basel
Uni St. Gallen
peer mentoring
I gruppi di peer mentoring sono gruppi auto-organizzati di nuove
leve di ricercatrici e di ricercatori. Le scienziate delle nuove generazioni (e alcuni scienziati di sesso maschile), con un programma
stabilito, possono richiedere un aiuto finanziario presso il programma federale per la promozione delle pari opportunità. I
gruppi sono composti secondo criteri interdisciplinari o di uniformità disciplinare e coinvolgono ricercatrici e ricercatori di più
livelli o dello stesso livello. Ogni gruppo è diretto da una responsabile, a cui spetta la coordinazione del gruppo e l’organizzazione
generale del progetto. L’adesione è aperta anche agli uomini, ma
la direzione viene sempre affidata ad una donna. Una giuria composta da professoresse e da professori valuta i gruppi migliori ed
ogni gruppo è assistito da un comitato scientifico composto da
almeno due professori scelti appositamente dai gruppi. I peer
beneficiano dell’esperienza delle loro consigliere e dei loro consiglieri, che spesso, grazie ai loro contatti internazionali, assumono
una funzione di intermediarie e di intermediari durante gli incontri con scienziati ospiti.
Le valutazioni dei gruppi effettuate nell’ambito del progetto e i colloqui
tenuti individualmente con i peer, con le professoresse e con i professori coinvolti nel peer mentoring hanno dimostrato che i peer, tramite
la loro appartenenza ai gruppi, si sono occupati in modo critico e attivo
della carriera accademica e hanno acquisito nei seminari le competenze rilevanti per la carriera. Inoltre i membri dei gruppi hanno potuto
constatare che la ricerca nel loro campo ha acquisito più visibilità,
divenendo di maggiore attualità e si sono potuti correlare fra di loro,
con scienziate e con scienziati ospiti di tavole rotonde o di relazioni. In
tali occasioni gli ospiti hanno assunto il ruolo di mentori, trasmettendo
ai peer indicazioni preziose ed esperienze. Nell’ambito delle attività dei
gruppi sono stati valutati e sviluppati i profili accademici dei singoli
membri. Si sono potute discutere e approfondire tematiche come la
conciliabilità tra di carriera e di famiglia. Grazie alle discussioni
con altri peer e con i mentori, i membri dei gruppi hanno chiarito molti aspetti legati alle decisioni sulla carriera acquistando
maggiore consapevolezza in merito alle esigenze e ai compromessi relativi alla carriera in ambito scientifico. In tal modo
hanno imparato a presentare in maniera consapevole la loro
ricerca e i loro obiettivi professionali. I responsabili dei gruppi
di peer hanno inoltre potuto acquisire una notevole esperienza
in ambito gestionale.
Dal 2000 oltre 250 persone hanno fatto parte di gruppi di
peer, tra cui 15 uomini; attualmente le persone attive in
gruppi di peer presso le università di Zurigo, Basilea e San
Gallo (periodo 2006 – 2007) sono 96. I gruppi sono assistiti
e consigliati da una o un responsabile di progetto presso
le relative università.
contatto Diplom-Sozialwissenschaftlerin Charlotte Reinisch | UniFrauenstelle – Gleichstellung von Frau und Mann | Voltastrasse 59, 8044 Zurigo | [email protected] oppure
[email protected] | Tel. 044 634 29 97 | Pubblicazioni: vedi www.mentoring.uzh.ch/literatur
Evaluation
Fachhochschulen
Hautes écoles spécialisées
Scuola universitaria professionale della Valutazione
del
Svizzera
italiana
programma federale
per le pari opportunità tra
donne e uomini
nelle scuole universitarie professionali 2004 – 2007
La valutazione del programma federale per le pari opportunità nelle
scuole universitarie professionali, realizzato negli anni 2004 – 2007, è
stata suddivisa in tre parti. Il primo rapporto intermedio è incentrato
sulle «Condizioni quadro e forme di cooperazione», il secondo presenta gli «Effetti dei progetti e i progressi effettuati nella parità fra i
sessi» mentre nel terzo sono riportati i risultati conclusivi della valutazione che si sono rivelati positivi. In particolare, i progressi seguenti
sono degni di nota se paragonati ai dati relativi al primo programma
lanciato nel 2000. Per i settori tecnica, economia e design complessivamente la parte di studentesse è passata dal 17 % nel 1997 / 98 al
29 % nel 2005 / 06. Sebbene le donne siano attualmente la maggioranza nel settore del design con il 59 %, nel settore tecnica e tecnologie dell’informazione la quota resta relativamente stabile con il 5,8 %.
Nonostante i dati si riferiscano a una rilevazione nazionale, si notano
grosse divergenze regionali tra le sette SUP pubbliche.
Se nei nuovi settori SUP – lavoro sociale, sanità e arte – le studentesse sono in
netta maggioranza con il 71 %, la quota di professoresse non raggiunge ancora
la metà di tutto il corpo insegnante e la loro presenza è piuttosto scarsa in tutti
i settori. Nel 2006, le donne erano meglio rappresentate alla HES-SO, alla ZFH
ed alla FHZ dove l‘insegnamento delle materie tecniche è meno presente.
Per quanto concerne l’introduzione delle pari opportunità nelle strutture
delle SUP, ogni istituto dispone di un organo di promozione dell’uguaglianza. Le delegate o i delegati per le pari opportunità consentono la promozione di misure e realizzano importanti attività a favore dell’uguaglianza
presso l’istituto.
Quanto allo sviluppo delle competenze di genere la valutazione
ha evidenziato che, grazie all’impegno degli organi per le pari
opportunità e alla partecipazione di un maggior numero di personale impiegato ai progetti in ambito di genere tra il 2004 e il
2007, il terreno è sempre più fertile per lo sviluppo delle competenze di genere. È dunque importante continuare a puntare su
tale obiettivo strategico anche nel prossimo periodo quadro
2008 – 2011. Le delegate e i delegati per le pari opportunità ne
sono consapevoli dato che hanno fatto della promozione delle
competenze di genere una delle loro priorità per il futuro.
Rispetto all’approccio integrato della parità (Gender Mainstreaming) constatiamo quanto segue: le SUP sono sempre più
coscienti dell’importanza delle pari opportunità. Lo dimostrano
la presenza del concetto di uguaglianza in determinati documenti di gestione e la consapevolezza dell’importanza di tale
tematica da parte di alcuni dirigenti. Tuttavia occorre ribadire
che la prospettiva di genere in tutti i processi non è ancora una
realtà scontata. Per tale motivo l’UFFT ha deciso di porre l’accento su tale argomento durante il periodo di finanziamento
2008 – 2011.
Per questo periodo l’obiettivo dell’UFFT è di promuovere la ricerca applicata di genere e di differenziarsi dai lavori svolti finora negli studi di genere,
sviluppando così una vera e propria politica di ricerca in tale ambito.
Valutazione programma federale pari opportunità nelle SUP: Barben Marie-Louise, Ryter Elisabeth,
Strub Silvia, Hüttner Evelyne. Ottobre 2006, «Evaluation programme fédéral Egalité des chances
entre femmes et hommes dans les hautes écoles spécialisées. Rapport final», Berna.
Christine Spreyermann (foto)
Franziska Müller
Christine Rothmayr
Gli effetti del mentoring
Evaluation
Universitäten
Universités
Università
Nell’ambito del programma federale «Pari opportunità per uomini e
donne nelle università» sono stati sviluppati 16 progetti di mentoring
differenti in termini di gruppi target, contesto della consulenza, attività, orientamento professionale e regionale. Dal 2000 oltre 700 nuove
leve femminili in ambito scientifico usufruiscono delle offerte proposte. In occasione della valutazione del programma federale, dal 2000
al 2007 è stato esaminato l’effetto del mentoring attraverso Case Studies che hanno coinvolto undici relazioni di mentoring in sei progetti
strutturalmente differenti1.
I Case Studies evidenziano quattro sfere d’azione significative. Il mentoring ha la capacità di accrescere le competenze strategiche per la
carriera, la sicurezza di sé e l’autodeterminazione dei mentee, nonché di ampliare le competenze metodiche chiave e rafforzare la presenza nella comunità scientifica e il senso di appartenenza ad essa.
Gli effetti ottenuti sono il risultato di un ampio ventaglio di attività di mentoring.
–La consulenza a livello individuale da parte di una persona esperta che
rivesta il ruolo di mentore o da parte dei peer sotto forma di intervisione
consente di sviluppare nuove alternative d’azione adeguate alle situazioni.
–Lo scambio di esperienze permette di scoprire strategie di carriera consolidate, affinità e progetti di vita differenti, nonché di farsi conoscere
raccontando le proprie esperienze.
–Le offerte formative e lo Skills Training mirano all’ampliamento delle
proprie tecniche d’azione ad es. per i colloqui di presentazione, le presentazioni nel quadro di un concorso e le moderazioni.
–Le esperienze pratiche in ambito scientifico rappresentano il Learning
by Doing e comprendono ad es. l’organizzazione di convegni, pubblicazioni comuni o sostegno sistematico e riflessione in fase di pubblicazione
e di scrittura scientifica, l’assunzione di compiti di «project management».
Alcuni progetti hanno permesso di scegliere tra tutte le attività
proposte, altri si sono concentrati su un numero limitato di attività. I progetti di peer mentoring si sono rivelati per i mentee
piuttosto onerosi in termini di tempo, ma hanno evidenziato un
ampio ventaglio di effetti, tra cui ad es. la creazione di importanti
contatti professionali e l’attestazione come project manager. I
progetti one-to-one hanno richiesto minori risorse, sono stati
adottati in modo specifico in base alla situazione e hanno rafforzato in particolare le competenze personali e quelle specifiche
per la carriera. Si sono rivelati importanti il sostegno psicosociale volto a superare efficacemente situazioni critiche, l’essere
continuamente esortati a stabilire delle priorità, il vedere la carriera come qualcosa di pianificabile. Per la maggioranza dei
mentee intervistati il mentoring ha influito concretamente sul
raggiungimento del livello di carriera successivo. Solo un mentee ha ritenuto limitati, benché positivi, gli effetti del mentoring.
Le undici relazioni di mentoring prese in esame si sono mantenute stabili oltre la durata del progetto e si sono trasformate in
relazioni durevoli tra il mentee e il mentore e/o tra i peer. Anche
una volta concluso il mentoring i mentee hanno potuto ricorrere
a questa risorsa importante a livello personale e strategico ai
fini della carriera.
Gli effetti positivi del mentoring hanno persuaso anche tutte e tutti i mentori.
Nel complesso, il mentoring si rivela uno strumento estremamente
flessibile che può essere utilizzato in modo mirato con le nuove leve
femminili in ambito scientifico aventi situazioni iniziali ed esigenze
differenti, al fine di rafforzare le prospettive di carriera.
Franziska Müller, Ruth Bachmann, Christine Spreyermann, Christine Rothmayr: Mentoring-Projekte: Fallstudien. Wirkungsanalyse im Rahmen der
Evaluation des Bundesprogramms Chancengleichheit von Frau und Mann an
Universitäten 2000 – 2007.
1
Ruth Grossenbacher
Presidente dell’organo consultivo dell’UFFT per le pari opportunità per donne e uomini
nelle scuole universitarie professionali 2000 – 2007
Programma federale per le pari opportunità
tra donne e uomini nelle scuole universitarie
professionali
Conclusioni e prospettive
Grazie alla formazione si costruiscono
le basi per una società nella quale
uomini e donne vivono e lavorano beneficiando di pari diritti. Le scuole universitarie professionali sono pertanto chiamate e persino obbligate a creare le
condizioni per un simile processo. Pur sapendo che nel nostro paese la mano
d’opera qualificata manca sempre più, siamo consapevoli che il potenziale,
le conoscenze e le capacità delle donne costituiscono una risorsa scarsamente utilizzata. La presenza femminile nelle posizioni quadro è di solo il 4 %
e solamente un posto su dieci nei consigli d’amministrazione è occupato da
una donna. Le direttrici di associazioni rappresentano una minoranza. Gli
uomini altamente qualificati fanno carriera più velocemente delle donne che
hanno pari competenze. Il 45 % degli uomini che escono da una scuola universitaria professionale ricopre una posizione quadro nel giro di 5 anni. Per le
donne la percentuale scende al 32 %.
Un modo per aumentare la quota di donne nelle posizioni quadro è
creare impieghi qualificati a tempo parziale. Un’altra condizione per
incentivare le donne lavoratrici è il finanziamento di servizi di custodia dei bambini. L’UFFT e l’organo consultivo di questo programma
hanno finanziato molti posti negli asili nido. L’obiettivo è di creare un
asilo nido in ogni scuola universitaria professionale.
Tra il 2000 e il 2007 sono stati inoltre finanziati i seguenti gruppi di
progetto: progetti di motivazione (46 %), mentorato (16 %), messa in
rete (13 %), nuovi cicli di studio (11 %), Gender Mainstreaming (7 %),
studi di genere (6 %).
Schlussfolgerung
Conclusion
Conclusione
Prospettive
Per il prossimo periodo di finanziamento, 2008 – 2011, l’UFFT si concentrerà sul tema Gender Mainstreaming, con lo scopo di aumentare
le competenze di genere nel mandato di prestazioni delle scuole universitarie professionali. Vengono inoltre incentivati i progetti di
co­operazione e quelli nel settore sanitario, sociale e artistico. Occorre
intervenire su queste discipline poiché esse sono state integrate più
tardi nell’ambito delle scuole universitarie professionali. Sebbene le
studentesse delle nuove scuole universitarie professionali (cicli di
studio lavoro sociale, sanità e arte) sono in netta maggioranza con il
71 %, sono meno della metà le donne che fanno parte del corpo
docenti.
Il nuovo piano d’azione del programma federale «Pari opportunità per donne e uomini nelle scuole universitarie professionali»
per il periodo di finanziamento 2008 – 2011 attribuisce maggiori
responsabilità e competenze alle singole SUP. In tal modo
aumenterà la concorrenza tra le SUP e si punterà alla sensibilizzazione nei singoli istituti.
Sebbene infatti le pari opportunità abbiano sempre maggiori
consensi, rimane ancora molto da fare. Pensiamo anche solo
alla scarsa rappresentanza femminile tra corpo dirigente e insegnanti, alla carenza di donne nelle professioni tecniche e alla
conciliabilità tra professione e famiglia. Proprio in tal senso il
programma federale deve offrire un ulteriore contributo.
Le pari opportunità sono diventate un tema importante anche per l’economia.
Con il sostegno dell’Unione svizzera delle arti e mestieri e l’Unione padronale
svizzera, la Segreteria di Stato dell’economia SECO ha pubblicato un manuale
per le PMI. In questa pubblicazione sono presentate delle misure per conciliare
lavoro e famiglia. Sotto la guida della Consigliera federale Doris Leuthard e con
lo slogan «Fatti anziché parole», il DFE s’impegna a concretizzare le pari opportunità nel mondo del lavoro. Nel corso della conferenza del 17 settembre 2007,
che ha coinvolto 200 imprenditrici e quadri, la Consigliera federale si è impegnata ad aumentare il numero di donne alla direzione dei suoi dipartimenti.
Entro il 2011 nel suo dipartimento ci sarà almeno una donna per ogni direzione
e la presenza femminile nel DFE dovra aumentare del 25% entro il 2015.
Anche Ursula Renold, direttrice dell’UFFT, persegue con ostinazione e tenacia
l’obiettivo delle pari opportunità, come abbiamo potuto apprendere a maggio di
quest’anno durante la conferenza dell’UFFT sulle carriere delle donne dopo
una formazione nelle scuole universitarie professionali.
Ringrazio particolarmente le direzioni delle scuole universitarie professionali e i loro responsabili per le pari opportunità per l’impegno instancabile
e per l’ascolto dato alle nostre richieste.
Un grazie particolare va inoltre ai membri dell’organo consultivo e
alle collaboratrici dell’UFFT per il prezioso aiuto.
Da sapere sul comitato direttivo
Best Practice
Good Practice
Swiss Practice
Prof. Dr. Katharina von Salis
Presidentessa 2000 – 2007 del
comitato direttivo del programma federale
per le pari opportunità nelle università
Originariamente questa brochure doveva portare il titolo «Best Practice». Con l’andare del tempo divenne chiaro che, allo stato attuale,
molti degli esempi descritti erano difficilmente classificabili come
rappresentazioni di «best practices».
Così, il nuovo titolo «Good Practice». Di ogni scuola universitaria svizzera –
ovvero delle dieci università, delle sette scuole universitarie professionali pubbliche e dei due politecnici federali – viene presentato un progetto che ha contribuito, o contribuirà, alla promozione delle pari opportunità attraverso il
mentoring o attività affini. Nella scelta si è prestato attenzione a che venisse
presentata una gamma il più possibile ampia di tipologie di progetto.
Da quando la Confederazione ha iniziato a manifestare apertamente la
volontà di far fronte alla questione dello squilibrio tra il numero di uomini
e donne attivi nella ricerca e nell’insegnamento nelle scuole universitarie
sono trascorsi quasi otto anni; da allora possiamo dire di aver accumulato
un ricco bagaglio di esperienze. Molto di ciò che è stato affrontato ha dato
risultati soddisfacenti, è stato portato avanti con i dovuti adeguamenti e
otterrà il sostegno della Confederazione anche durante il periodo 2008 –
2011. Gli insuccessi sono stati limitati, mentre in altri casi i progressi compiuti sono stati talmente positivi da convincere le singole scuole universitarie a proseguire per questa strada di tasca propria.
Schlussfolgerung
Conclusion
Conclusione
Nel comitato direttivo del programma federale per le pari opportunità figuravano un rappresentante o una rappresentante di ciascuna università – spesso si
è trattato della persona delegata alle pari opportunità – ma non sono mancati
rappresentanti di un rettorato e vicerettori. È stato così possibile attingere alle
conoscenze delle donne impegnate nell’ambito delle pari opportunità e garantire al tempo stesso che la commissione si confrontasse concretamente con le
tematiche delle direzioni universitarie. Accanto a membri aventi diritto di voto
hanno presenziato, in veste di ospiti fissi, rappresentanti della CUS, del FNS,
dell’UFFT, dei politecnici e della SER. Il loro sapere è stato costantemente interrogato garantendo così il continuo trasferimento delle conoscenze. In tal modo,
si sono già poste le basi per una futura collaborazione tra le tre tipologie di
scuole universitarie.
Il commiato della presidentessa del comitato direttivo
Quasi otto anni nelle vesti di presidentessa del comitato direttivo del programma federale per le pari opportunità sono sufficienti. Al mio attivo potevo
vantare, come geologa, esperienze quali la fondazione e l’organizzazione dell’«Ufficio delle pari opportunità tra donne e uomini» all’ETH Zurigo. Parallelamente ho collaborato nell’organo consultivo del programma corrispondente
per le scuole universitarie professionali. Con mio rammarico, ho dovuto prendere atto nel 2006 che l’idea di sviluppare, per il periodo legislativo successivo,
un programma comune per tutte le scuole universitarie scatenava più timori
che entusiasmi. Di fatto però le donne che concludono un percorso formativo in
un determinato tipo di scuola universitaria spesso trovano un’occupazione o
fanno carriera in un altro tipo di istituto. Gli obiettivi sono comparabili, così
come i problemi: per invogliare un numero sempre maggiore di donne a lavorare nel campo dell’ingegneria, della matematica e della fisica sono necessari,
oltre a una certa spinta, piani di studio e contenuti didattici non discriminatori
in termini di genere. Anche per intraprendere una carriera scientifica le donne
sono sempre meno motivate rispetto ai propri colleghi, per i motivi più disparati. Leggere in questa pubblicazione che il Prof. Dr. H. Weder, presidente della
Conferenza dei Rettori, guarda alle pari opportunità tra uomini e donne negli
atenei come a un possibile criterio di qualità per le università, è positivo, l’argomento è ben accetto. L’editoriale di questa brochure, redatto congiuntamente
dal Segretario di Stato per l’educazione e la ricerca e dalla direttrice dell’UFFT
– entrambi responsabili del progetto «Panorama universitario svizzero» – è
incoraggiante per il futuro, così come lo sono le parole contenute nella pubblicazione News di maggio 2007 della SER circa l’erogazione di contributi orientati
ai progetti prevista anche per il 2012 – 2015, come ad es. per la promozione
delle pari opportunità tra uomini e donne. In una sola parola… swiss practice.
Ringraziamenti
Si ringraziano di cuore tutti coloro che hanno preso parte al progetto, nessuno escluso.
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scuole universitarie professionali
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e della technologia UFFT
Programma federale Pari opportunità tra donne
e uomini nelle scuole universitarie professionali
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coodrinazione e redazione
Caroline Ceppi, Manuela Boss, Mirjam Christe, Gabriela Obexer-Ruff
creazione e composizione
grafikwerkstatt upart, Christine Blau e Marina Zala, Bern
stampa
Vetter Druck AG, Thun
rilegatura
Schlatter AG, Liebefeld
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