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Diritti di partecipazione negli statuti comunali
Politische Bildung und Studien in Südtirol
Centro sudtirolese di formazione e studi politici
Zenter de stude y de formazion politica dl Südtirol
South Tyrol's Center for Political Studies and Civic Education
Impressum
Editore: Cooperativa sociale POLITiS – Centro sudtirolese di formazione e ricerca politica
Piazza Domenicani 35 - I-39100 Bolzano
Tel. +39 324 5810427
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www.politis.it
Autori di questo dossier: Thomas Benedikter e Paolo Michelotto
Bolzano, febbraio 2015
Le posizioni presentate all’interno della serie „Dossier POLITiS“ non sono necessariamente identiche a
quelle della Cooperativa sociale in quanto tale.
L’attività della cooperativa POLITiS "... dovrà contribuire a motivare e preparare i cittadini alla
partecipazione attiva alla politica nel quadro di diritti e procedure democratici nonché di confrontarsi
criticamente con le problematiche attuali nel mondo politico sociale e economico…..
La Cooperativa è politicamente indipendente, confessionalmente neutrale e libera di interessi economici
categoriali."
Art. 3, comma 1 e 4, dello statuto della cooperativa
Sozialgenossenschaft POLITiS cooperativa sociale ONLUS, 39100 Bozen/Bolzano,
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Diritti di partecipazione negli statuti comunali
Diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni
Schema degli strumenti di democrazia diretta e di partecipazione dei cittadini da
inserire negli statuti comunali
Indice
1
1.1
1.2
1.3
1.4
2
3
3.1
3.2
3.3
3.4
4
1.
pag.
Premessa……………………………………………………………………………....
La sola rappresentanza non basta…………………………………………………….
La democrazia diretta è un correttivo………………………………………………...
La democrazia deliberativa…………………………………………………………...
Conclusioni……………………………………………………………………………
Un metodo partecipativo di riforma dello statuto comunale…………………………
Schema delle proposte per gli statuti comunali………………………………………
Diritti di informazione………………………………………………………………..
Strumenti di partecipazione non decidente (democrazia deliberativa)………………
Strumenti referendari (democrazia diretta)…………………………………………...
Altri istituti di partecipazione (associazioni, consulte, ecc.)…………………………
Considerazioni giuridiche…………………………………………………………….
Siti Internet per approfondire…………………………………………………………
3
3
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17
23
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27
Premessa
1.1 La sola rappresentanza non basta
Dalla crescente presenza di movimenti e di manifestazioni di protesta, da ricerche sociali e inchieste
demoscopiche e dai media di ogni tipo emerge che i cittadini chiedono di poter partecipare alla
politica, impegnarsi per o contro questioni di natura pubblica, quindi politica, occuparsi di
argomenti che li riguardano da vicino, che riguardano tutta la comunità, un paese, un quartiere o un
intero comune. La partecipazione diretta a livello regionale e nazionale è molto difficile da
organizzare, sicuramente almeno, è più difficile in una regione così grande come la Lombardia
rispetto la nostra provincia autonoma di Bolzano con mezzo milione di abitanti. Non è solo la
dimensione, però, che in Lombardia finora ha quasi impedito l’applicazione di diritti referendari a
livello regionale.
Nel nostro sistema democratico regna un principio di fondo, cioè quello della democrazia
rappresentativa, la delega del potere pro tempore ai rappresentanti eletti. Le decisioni politiche sono
quasi interamente delegate, e questo meccanismo da sempre presente nelle democrazie moderne è in
un buona misura inevitabile. Anche in Svizzera, paese dotato del sistema più avanzato di
democrazia diretta, il 99% delle decisioni politiche è preso da politici eletti. Solo nei comuni
svizzeri più piccoli esiste ancora l’assemblea comunale dei cittadini a prendere le decisioni più
importanti al posto di un Consiglio comunale eletto.
Il principio di delega, di specializzazione e professionalizzazione è tipico, è intrinseco ai processi
decisionali all’interno di un sistema democratico moderno. In una società complessa, governata ad
almeno 4 livelli di governo, esiste un ingranaggio di attori politici che oggi però sembra eccessivo:
in Italia sono circa 400.000 le persone che vivono direttamente o indirettamente di politica. La
politica rappresentativa costa ogni anno 3 miliardi di euro, stando alle cifre di Salvi e Villone in “Il
costo della democrazia”. Non a caso si parla di una “casta”, legata al mondo dei partiti. La politica è
occupata, qualcuno dice asfissiata, dai partiti, dalle lobby, dalle organizzazioni di interesse
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Diritti di partecipazione negli statuti comunali
specifico, mentre conta poco il cittadino semplice, non organizzato, cioè la grande maggioranza dei
cittadini, che viene relegato al ruolo di elettore e basta.
In tantissimi comuni d’Italia non si ricorre mai al referendum popolare, non si pratica nessun
metodo moderno di democrazia deliberativa, perché o non sono previsti o sono regolamentati male.
La democrazia esclusivamente rappresentativa ha i suoi vantaggi, ma anche svantaggi seri. I partiti
si spartiscono il potere, in assenza di controlli incisivi dal basso e di un'opposizione attenta, dilaga il
clientelismo e i politici si servono liberamente delle risorse pubbliche, in modo legale o illegale. Chi
non ha diritti di partecipazione di regola si interessa di meno, si informa di meno, si impegna di
meno, non segue così attentamente gli sviluppi politici, scarica tutta la responsabilità ai politici
eletti, poi ogni tanto si sfoga in maniera forfettaria contro i partiti facendo di tutt’erba un fascio,
oppure rinunciando al voto e ai suoi diritti democratici.
1.2 La democrazia diretta è un correttivo
Da questi e altri fenomeni presenti nelle democrazie moderne deriva la necessità di un correttivo al
solo principio di rappresentanza, cioè il diritto del cittadino sovrano di riappropriarsi del potere
decisionale diretto ovunque lo ritenga necessario. Se una parte dei cittadini considera un problema
politico così importante da richiedere una votazione popolare, questo gruppo deve averne il diritto,
a condizione che riesca a dimostrare questa rilevanza raccogliendo un minimo di firme di sostegno,
certamente non il 20% come attualmente previsto ad esempio nello statuto di Vignola.
Al momento della votazione all’urna tutti dovrebbero essere liberi di partecipare o meno. Deve
valere il principio “Chi partecipa, decide. Chi non partecipa, lascia decidere gli altri.” Nessun tipo
di quorum di partecipazione dovrebbe ostacolare questo processo democratico, alla pari delle
elezioni dei rappresentanti. Se ci fosse un obbligo preciso di informazione da parte
dell’amministrazione comunale nei confronti di tutti gli aventi diritti al voto, per esempio nella
forma dell’opuscolo di votazione da recapitare ad ogni elettore, in combinazione col diritto al voto
postale, non potrebbe neanche esserci il pretesto “di non essere stato informato” e quindi di non
essere stato in grado di avvalersi del diritto referendario. Un pretesto che comunque nel caso delle
elezioni non viene mai avanzato.
Sul piano degli strumenti, la democrazia diretta ha bisogno di due gambe per camminare bene.
Devono essere presenti due strumenti di base, che in altri paesi sono elementi di fondo, da noi
invece non sono ancora ben radicati nel senso civico collettivo:
 L’acceleratore, cioè il referendum propositivo, chiamata iniziativa popolare con votazione
popolare in altri paesi. Serve per promuovere una misura, per spingere un progetto, per trovare
attivamente una soluzione ad un problema tramite un verdetto popolare dei cittadini.
 Il freno di emergenza, cioè il referendum in senso stretto, ossia il referendum confermativo
per poter bloccare una delibera dei rappresentanti politici, per richiedere un “test di consenso
popolare” prima che entri in vigore una nuova norma o atto giuridico. Quindi si tratta di una
forma di diritto di veto dei cittadini.
Entrambi questi diritti referendari nelle regioni italiane sono stati applicati molto raramente. 1 A
livello della Provincia autonoma di Bolzano sono stati applicati solo due volte nella storia della
repubblica dal 1948, cioè col referendum propositivo nell’ottobre 2009 e col referendum
confermativo del febbraio 2014. In Svizzera nello stesso periodo solo a livello cantonale si sono
svolti centinaia di votazioni popolari.
1
Vedi Thomas Benedikter (2014), La democrazia diretta nelle regioni, Dossier POLITiS n.3/2014, URL:
http://www.politis.it/157d219.html#.VNTvmy6auYw
5
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
Questi diritti devono essere accessibili e praticabili da parte dei cittadini. Non serve alla democrazia
prevedere dei diritti che nella pratica politica risultano inapplicabili. Si nota in Italia anche una certa
assuefazione al fatto che i referendum siano difficili, macchinosi, poco interessanti, costosi. Va detto
che in una democrazia moderna gli strumenti di partecipazione sono a servizio del cittadino, non dei
politici. Le regole dei referendum non devono scoraggiare i cittadini, ma promuovere il loro
impegno, come previsto peraltro dall’art. 118 della Costituzione. Altrimenti si arriva ad una
democrazia diretta di facciata, in cui anche a causa del quorum e delle soglie troppo alte, la maggior
parte dei referendum non è valido. Se pensiamo ai Comuni e alle Regioni, le votazioni referendarie
sono così rare come l’elezione di un nuovo Papa.
1.3 La democrazia deliberativa
Oltre al sistema rappresentativo e ai diritti referendari c’è un terzo settore di partecipazione dei
cittadini, cioè i metodi deliberativi, quindi tutti quei metodi che non portano ad una votazione
concludente e decidente, ma coinvolgono i cittadini nel processo di informazione, dibattito e
“formazione della volontà politica”. Questi metodi possono riferirsi a progetti e misure specifiche
oppure sull’agenda politica immediata del proprio Comune o della Provincia oppure sullo sviluppo
generale e su quadri strategici di un Comune.
“Deliberare” in latino significa ponderare, confrontare possibili soluzioni, il processo di formazione
dell’opinione attraverso il dibattito pubblico, l’informazione e il confronto a livello argomentativo.
I cittadini non sono dotati di un potere decisionale immediato in questo caso, ma si crea uno spazio
e le condizioni idonee per un incontro, scambio e confronto fra politici, esperti-tecnici, cittadini e
funzionari per chiarire questioni di interesse pubblico. Vari strumenti, e ci sono tanti altri, possono
servire per le seguenti funzioni:
Funzione
Controllare e monitorare la politica comunale,
informarsi delle vicende comunali come cittadino
Stimolare nuove misure e interventi da parte del
Comune, proporre mozioni come cittadini
Nuove forme di assemblea dei cittadini
Sviluppare linee guida, strategia e orientamenti per lo
sviluppo futuro del proprio Comune
Rilevamenti e sondaggi rappresentativi fra la
popolazione
Elaborare insieme, come gruppi di cittadini, proposte
per argomenti specifici di politica comunale
Partecipare a dibattiti pubblici su progetti comunali
Partecipare alla pianificazione settoriale del Comune
Decidere su una parte del bilancio di previsione
Risolvere conflitti su questioni e problemi specifici del
Comune
Strumento di democrazia deliberativa
Norme per la trasparenza, diritti all’informazione, sito
Internet comunale, accesso agli atti amministrativi, ecc.
Petizioni, istanze, mozioni dei cittadini
Consiglio comunale aperto, 'La parola ai cittadini'
Linee guida per il comune, laboratorio del futuro
Sondaggio rappresentativo, panel dei cittadini,
referendum consultivo
Consigli civici, giuria civica, consulte di gruppi specifici
(anziani, giovani, stranieri ecc.)
Istruttoria pubblica, dibattito pubblico
Parere civico, cellula di programmazione
Bilancio partecipativo
Mediazione politica, conferenza per la soluzione di
conflitti
Entrambi questi tipi di partecipazione – la democrazia diretta in senso stretto e la democrazia
deliberativa – si integrano e si completano a vicenda. I diritti referendari sono più efficaci qualora i
cittadini sanno che in caso di bisogno di una decisione popolare possono scegliere il percorso
dell’iniziativa popolare o del referendum confermativo. I politici sono più disponibili ad un
confronto serio se consapevoli che i cittadini senza inghippi burocratici possono ricorrere ad una
votazione popolare. Entrambe queste procedure democratiche non tolgono niente al fatto che il
nostro sistema democratico in sostanza resta rappresentativo, cioè la maggior parte delle decisioni
viene presa dai politici eletti. Ma la partecipazione diretta rende la democrazia più interessante e
viva, è sicuramente uno stimolo efficace anche per rendere più responsabile tutta la comunità e per
cercare più senso civico.
6
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
1.4 Conclusioni
Nel volume “Più democrazia nella politica comunale” 2 viene illustrata una selezione di strumenti
deliberativi: in parte si tratta di strumenti già presenti negli statuti comunali tipici, per es. le
associazioni civiche e i consigli comunali aperti, istanze e petizioni, diritti all’informazione, in parte
si tratta di procedure nuove, che si sono già applicate con successo da qualche altra parte in Europa
e nel mondo.
Queste procedure vanno disciplinate secondo le esigenze e i bisogni sentiti dai cittadini e dalle
comunità e disciplinate all’interno del quadro giuridico per la democrazia comunale, Testo Unico
Enti Locali - TUEL, leggi regionali sull’ordinamento dei Comuni, eventuali leggi regionali sui
referendum, statuti comunali, regolamenti. I Comuni, comunque, dispongono di una certa
autonomia statutaria (Cost. art.138 e Art.3 TUEL) 3, in base alla quale possono delegare delle
funzioni pubbliche all’iniziativa autonoma dei cittadini.
La maggior parte dei Comuni, anche nel Trentino-Alto Adige, non sfrutta lo spazio giuridico
disponibile per sviluppare i diritti di partecipazione. La maggior parte dei partiti tradizionali è
ancora scettico nei confronti di un ampliamento coraggioso della partecipazione diretta. Dall’altra
parte lascia desiderare anche la pressione dal basso, l’impegno dei cittadini per ottenere regole più
eque e più giuste per i diritti di partecipazione. Partecipare significa anche impegno serio e un certo
sforzo comune per arrivare a risultati.
Quali effetti avrebbe una gamma completa di diritti referendari, deliberativi e elettorali
coerentemente partecipativi per la nostra democrazia?


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

Si crea più interesse fra i cittadini, si promuove la motivazione per un impegno.
Si crea più comprensione delle problematiche specifiche, si convoglia più informazioni
oggettive, predisposte a livello istituzionale.
Si coinvolgono i cittadini e le loro conoscenze per poter risolvere problemi concreti.
I politici capiscono meglio quali sono le preferenze effettive dei cittadini in merito ad una
questione pratica, perciò si punta a soluzioni che avranno più consenso.
Si arriva a decisioni più vicine alle preferenze dei cittadini.
Alla fine si crea anche più fiducia fra i cittadini nelle istituzioni e nei politici eletti.
A prescindere dall’esito delle votazioni popolari, la democrazia diretta ha un valore intrinseco. Già
la sola presenza di regole praticabili cambia la cultura politica. Se i cittadini possono riacquistare il
potere, temporaneamente delegato con le elezioni ai politici, questo comporta che i politici già in
anticipo cercano una soluzione più consona con gli interessi generali. Cioè si riduce il clientelismo
teso a soddisfare in forma occulta o comunque non trasparente i servizi resi a gruppi di interesse
forti, ma comunque minoritari.
Se alla fine di un dibattito i cittadini sono comunque liberi di scegliere la strada del voto
referendario, i politici saranno molto più attenti del rapporto con la cittadinanza. Inoltre, non
bisogna temere i referendum. Una votazione referendaria può concludere un conflitto aperto, un
2
Vedasi Thomas Benedikter/Paolo Michelotto (2014), Più democrazia nella politica comunale, POLITiS, Bolzano
Scaricabile dai siti: www.paolomichelotto.it e www.politis.it
3
Articolo 3 TUEL, Autonomia dei comuni e delle province
Comma 4. I comuni e le province hanno autonomia statutaria, normativa, organizzativa e amministrativa, nonché autonomia impositiva e finanziaria nell'ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza
pubblica.
Comma 5. I comuni e le province sono titolari di funzioni proprie e di quelle conferite loro con legge dello Stato e della
regione, secondo il principio di sussidiarietà. I comuni e le province svolgono le loro funzioni anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali.
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Diritti di partecipazione negli statuti comunali
dibattito, in forma pienamente democratica: se tutti hanno la possibilità di decidere in forma
informata, anche chi perde sarà più disposto ad accettare la decisione, come in un’assemblea di
eletti. Fa parte della nostra cultura politica. Non significa una rottura della fiducia nei confronti dei
politici eletti.
2.
Un metodo partecipativo di riforma dello statuto comunale
Riguardo al metodo con cui si elabora una riforma dei diritti di partecipazione dei cittadini alla
politica comunale, si propone di consentire la massima coerenza fra obiettivo (più partecipazione
diretta dei cittadini) e mezzi (coinvolgimento attivo dei cittadini nell’elaborazione della bozza della
riforma). Nuovi diritti partecipativi andrebbero introdotti con il consenso dei cittadini, considerando
il loro apporto di idee, proposte e suggerimenti come parte di un dialogo fra l’elettorato e i
rappresentanti eletti. Questo coinvolgimento in alcuni comuni d’Italia si è svolto all’interno i
seguenti passaggi:
 Delibera del Consiglio comunale per l’istituzione di un gruppo di lavoro di riforma dello
statuto, composto da consiglieri (anche in rappresentanza dei gruppi politici di minoranza
del Consiglio) e cittadini volontari, nominati dalle associazioni presenti nell’albo comunale
delle associazioni.
 Durante i lavori di questo gruppo di lavoro viene fatto un invito pubblico a tutti i cittadini a
presentare istanze e proposte per la riforma dello Statuto, di cui sarà tenuto conto
nell’apposito gruppo.
 Pubblicazione dei risultati del gruppo di lavoro (sul sito internet del Comune).
 Invito a tutta la cittadinanza ad esaminare e ad esprimersi sulla proposta del gruppo di
lavoro. Convocazione e svolgimento di un’assemblea civica sull’argomento.
 Il risultato del gruppo di lavoro viene inoltrato al Presidente del Consiglio comunale e al
Sindaco.
 Dibattito nel Consiglio comunale e approvazione del nuovo Statuto emendato.
In alternativa alla nomina dei membri del gruppo di lavoro sullo statuto comunale da parte del
Consiglio comunale, partendo da una rosa di nomi proposti dalle associazioni, si può anche
scegliere il metodo dell’estrazione a sorte di un determinato numero di cittadini da invitare a
collaborare in seno a questo gruppo.
Un 6° passaggio, istituito nei sistemi democratici con strumenti di democrazia diretta più completi,
sarebbe un referendum confermativo, obbligatorio o facoltativo, in merito agli emendamenti
statutari approvati dal Consiglio comunale, sulla falsariga del referendum confermativo previsto
nella Costituzione (art. 138, comma 1, Cost). Nel Testo Unico Enti Locali (TUEL) vigente non è
previsto né il referendum propositivo statutario (l’iniziativa popolare volta ad emendare lo statuto)
né il referendum confermativo per eventuali emendamenti approvati dal Consiglio, essendo questa
facoltà interamente demandata al Consiglio comunale. 4 Una novità consiste nell’introduzione di un
tale Referendum confermativo facoltativo nell’ordinamento dei Comuni della Regione TrentinoAlto Adige (L. reg. 9-12-2014, n.11; vedasi capitolo 4 di questo dossier).
Un escamotage per superare questo fondamentale impedimento che impedisce ai cittadini di
chiedere emendamenti sullo statuto o di confermare quelli approvati dai rappresentanti, è quello di
4
Il comma 4 dell’art 6 del T.U.E.L (Testo Unico Enti Locali) recita: Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli
con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venisse raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto è approvato se ottiene per due volte il
voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.”
8
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
introdurre un referendum consultivo statutario, il cui esito sia quello di vincolare il Consiglio
Comunale a ridiscutere e a rivotare l'articolo o gli articoli posti a referendum. Sarà eticamente e
politicamente difficile per i Consiglieri andare completamente contro l'esito del voto espresso dai
cittadini. Però con questa forma, il TUEL viene comunque rispettato, perché il voto sullo Statuto è
espresso solo dai Consiglieri, ma anche i cittadini hanno la possibilità di far sentire la loro opinione
sull'argomento ai loro rappresentanti.
Tre metodi partecipativi deliberativi fra quelli proposti nel testo “Più democrazia nella politica comunale” si prestano bene anche per l’elaborazione partecipativa di una riforma di questa portata.
Sono il “Consiglio civico”, il “Parere civico” e “La giornata della democrazia”. Il Consiglio civico 5
- già sperimentato in circa 40 comuni austriaci, soprattutto del Bundesland Vorarlberg, prevede
l’estrazione a sorte di 15-20 cittadini ‘qualsiasi’ di un comune per lavorare su un argomento di particolare importanza per il proprio Comune. Non sono richieste conoscenze specifiche né una preparazione mirata. In una cerchia piccola e accompagnati da moderatori professionisti i cittadini discutono, scambiano esperienze, opinioni e proposte, ed elaborano una prospettiva per la soluzione del
problema in questione. Un Consiglio civico conclude il proprio lavoro, che può durare uno o più
fine settimana, con un rapporto che non prevede necessariamente dei progetti concreti, ma contiene
suggerimenti indirizzati agli organi eletti del Comune.
Per elaborare un “Parere civico” 6 su un pacchetto di emendamenti dello Statuto comunale relativo
alla sezione “partecipazione dei cittadini” potrebbero essere estratti a sorte circa 25 cittadini ed esonerati per una settimana da ogni obbligo lavorativo o familiare. I risultati di tale sforzo comune verrebbero sintetizzati nel cosiddetto ‘parere civico’ e presentati all’opinione pubblica. Nel caso presente il gruppo di cittadini chiamati a lavorare sul parere civico potrebbe funzionare anche a ritmo
più scaglionato nel tempo, cioè con un certo numero minimo di sessioni o riunioni invece di lavorare in forma di clausura intensa per una settimana intera.
Il metodo “La giornata della democrazia” 7 richiede un impegno temporale relativamente contenuto
ai cittadini, un giorno intero da mattina a sera, con risultati ampi e molto veloci. Il numero dei
partecipanti viene estratto a sorte e consiste in qualche centinaio di persone, viene mandato loro
materiale illustrativo sui contenuti da discutere nelle settimane precedenti e con un insieme di
metodi partecipativi in 7-8 ore vengono fatte emergere le proposte dei cittadini, vengono discusse e
votate da loro. A fine serata sono già disponibili una serie di idee ben articolate e votate a
maggioranza dai presenti (le raccomandazioni finali) che poi gli amministratori devono tradurre in
articoli dello statuto.
Sembra più praticabile soprattutto per i comuni più piccoli la costituzione di un gruppo di lavoro
misto (consiglieri e cittadini scelti a sorte, remunerati con un gettone di presenza) e assistiti da
esperti (giuristi, politologi, funzionari comunali) oppure la „Giornata della Democrazia”. È comunque importante che si tratti di persone non rappresentanti di partiti o grandi associazioni di categoria, un fattore che automaticamente introdurrebbe un potenziale di conflitto derivante da interessi e
posizioni preconcette. Sembra invece molto più importante garantire una rosa di cittadini volontari,
membri del gruppo di lavoro sullo statuto comunale, che rifletta la composizione socialedemografica del comune, almeno secondo i criteri del genere, dell’età e della residenza in una frazione o nel capoluogo comunale.
Di particolare importanza è anche l’informazione dei cittadini e la trasparenza del processo di riforma. I cittadini vanno informati attraverso tutti i canali disponibili dell’avvio del gruppo di lavoro
5
Vedasi Thomas Benedikter/Paolo Michelotto (2014), Più democrazia nella politica comunale, POLITiS, Bolzano, p.63
idem, p.39
7
idem, p.80
6
9
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
e dei suoi risultati. Vanno invitati a presentare le loro proposte attraverso tutti i canali disponibili,
soprattutto con una rubrica apposita del sito internet comunale. Il risultato elaborato dal gruppo di
lavoro non solo va pubblicato sul sito, ma anche messo a discussione all’interno di un’assemblea
civica apposita. Questa può essere svolta anche in forma di “Giornata della democrazia”.
3. Schema delle proposte per gli statuti comunali
Di regola tutti gli statuti comunali recano articoli sui diritti all’informazione, sulle forme di
partecipazione e sugli istituti di democrazia diretta. A volte questi sono raccolti in un Titolo nello
statuto (Forme di partecipazione – Rapporti con altri enti), ma senza dubbio meritano un titolo o
una sezione specifica a parte denominata “Diritti di partecipazione dei cittadini”. Il diritto di
informazione è diviso su più titoli, ma sicuramente anche esso merito un capo a se stante all’interno
del Titolo sulla partecipazione, recando norme sulla pubblicità degli atti amministrativi e sul diritto
di accesso all’informazione e nuove norme di accesso telematico (e-government ed e-democracy)
alle informazioni non sottoposte alla privacy.
Come statuti innovativi e più evoluti in questo senso si possono considerare quelli del Comune di
Malles (modificato nel maggio 2012; http://www.comune.malles.bz.it) e del Comune di Cortaccia
(modificato nell’agosto 2014; http://www.comune.cortaccia.bz.it) nonché nel nuovo statuto di Parma (emendato nel novembre 2014; www.REGOLAMENTO-partecipazione Parma.pdf;
www.nuovo-Statuto-del-Comune-di-Parma.pdf). In questa sede si farà spesso riferimento a questi
tre statuti comunali, ma ci sono numerosi altri statuti che presentano esempi interessanti di regolamenti e istituti partecipazione dei cittadini.
Proponiamo di suddividere il titolo sulla partecipazione dei cittadini in quattro sezioni:
l’informazione, i metodi deliberativi, i diritti referendari e la partecipazione delle associazioni, sezioni che raggruppano aspetti più o meno omogenei della partecipazione. Naturalmente si tratta di
una proposta solo ordinamentale, tesa a garantire più sistematicità e chiarezza delle fonti giuridiche
per gli utenti principali, i cittadini.
Il titolo sulla partecipazione potrebbe aprire con un articolo generale sulla partecipazione:
1. Il Comune promuove, sostiene e favorisce l’effettiva Art. 50 Statuto di Parma
Diritto alla
partecipazione partecipazione di tutti i cittadini all’attività politica e http://www.paolomichelotto
amministrativa della comunità.
2. Il Comune valorizza e sostiene lo sviluppo delle libere forme
associative e promuove organismi di partecipazione popolare
alla vita pubblica locale dei cittadini, con facoltà di affidare alle
stesse anche compito di pubblico interesse, nel rispetto della
legislazione vigente e secondo criteri di economicità,
efficienza, efficacia e di solidarietà, prevedendo con apposita
normativa i requisiti per l’affidamento e le forme di controllo
dei risultati di gestione. (Statuto Comune di Parma)
3. La partecipazione dei cittadini, accompagnata e supportata
dai diritti di informazione, di accesso agli atti e degli obblighi
sulla trasparenza, si svolge con l’aiuto di forme deliberative
(non decidenti), in base ai diritti referendari (democrazia diretta) e attraverso l’attività delle consulte comunali.
.it/blog/wpcontent/uploads/2014/11/Nu
ovo-Statuto-Comunale-diParma.pdf
Il comma 3 è degli autori.
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Diritti di partecipazione negli statuti comunali
3.1 Diritti di informazione, accesso agli atti e obblighi di trasparenza
Un’informazione possibilmente completa sulle questioni di interesse pubblico comunali fa parte dei
compiti istituzionali di un’amministrazione comunale. Inoltre è la condizione di base per la partecipazione dei cittadini. Se non disciplinato diversamente, vige il principio che tutti i regolamenti e
altre norme e atti del Comune devono essere pubblici. Il Comune è tenuto a creare i presupposti per
fare accedere i cittadini a tutte queste informazioni. Informazioni in tal senso non sono solo le informazioni utili per usufruire dei vari servizi comunali, ma anche l’accesso agli atti, la consulenza,
l’assistenza nonché la presentazione e accettazione di reclami.
Inoltre le comunità e le associazioni registrate nel rispettivo comune, interessate da atti e norme
comunali che riguardano i loro obiettivi, posizioni giuridiche e interessi legittimi, hanno il diritto di
essere consultate e informate della procedura amministrativa in corso, poi hanno anche il diritto di
partecipare (art. 37, Statuto comunale di Malles). Nella maggior parte degli statuti comunali non
sono, però, previsti termini chiari per rispettare quest’obbligo di informazione da parte del Comune.
Per poter completare la gamma di tali diritti e la loro applicabilità sarebbe utile verificare quali
lacune e disfunzioni sono emerse nell’accesso all’informazione presso le amministrazioni comunali.
Sembra esserci un certo ritardo tecnico, ma anche culturale nell’applicazione della digitalizzazione
e dell’accesso online dei cittadini a tutte le informazioni di rilevanza politica (per es. le delibere
della Giunta e del Consiglio comunale; i dati sui bilanci di previsione, sul piano regolatore
comunale e altri documenti di pianificazione). In due parole: bisogna pensare ad un sistema open
data comunale, cioè il diritto di accesso a tutto ciò che non è coperto dal regolamento sulla privacy.
Un diritto più completo all’informazione dovrebbe partire da un obbligo, precisato con un articolo
nello statuto comunale, di pubblicare sul sito tutta una serie di informazioni di base
dell’Amministrazione comunale. Particolare attenzione va dedicata, inoltre, a tutte le forme di
partecipazione dei cittadini, deliberativa e referendaria, che vanno illustrate in forma comprensibile
all’interno del sito internet comunale (come i siti dei Comuni e dei Cantoni della Svizzera, per es. il
Canton Ticino: www.ti.ch, e la Città di Lugano: www.lugano.ch/votazioni).
diritto
Accessibilità e
trasparenza
Diritto
all’informazione
Proposta di norma
1. La trasparenza costituisce livello essenziale delle prestazioni erogate
dalle amministrazioni pubbliche come previsto dalla Costituzione della
Repubblica Italiana. Tale principio si applica integralmente al Comune di
….. che garantisce l’accessibilità totale delle informazioni concernenti
l'organizzazione e la propria attività, allo scopo di favorire forme diffuse
di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo
delle risorse pubbliche.
2. La trasparenza è assicurata mediante la pubblicazione, nel sito internet istituzionale dell’Ente, delle informazioni e dei dati obbligatori previsti dalla normativa vigente, secondo criteri di facile accessibilità, completezza e semplicità di consultazione, nel rispetto delle disposizioni in
materia di segreto di Stato, di segreto d'ufficio e di protezione dei dati
personali.
3. L’accessibilità ai dati è garantita dall’istituto dell’accesso civico inteso
quale diritto di chiunque di richiedere documenti, informazioni e dati
oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente nei
casi in cui l’Ente ne abbia omesso la pubblicazione sul proprio sito
Internet istituzionale.
1. L'informazione tempestiva e completa costituisce attività
fondamentale dell'amministrazione comunale in quanto presupposto
per la partecipazione dei cittadini.
2. Ai fini della partecipazione all’amministrazione ed alla formazione di
Riferimento
Art. 69 Statuto di Parma
Art. 34 Statuto di Malles
http://www.comune.m
alles.bz.it/system/web/
11
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
atti amministrativi incidenti su posizioni giuridiche soggettive e per assicurare la trasparenza nell’amministrazione comunale il Comune garantisce la maggiore possibile e tempestiva informazione per il tramite dei
propri uffici responsabili e mediante adeguati mezzi di pubblicazione e di
diretta comunicazione e notifica secondo le vigenti disposizioni di settore. Costituisce comunque parte dell’informazione quella relativa ai particolari del singolo procedimento, alle modalità dell’espletamento dei
servizi ed alla loro fruizione, ai termini entro i quali i singoli procedimenti
saranno svolti, agli uffici responsabili in ordine ai medesimi, alle forme di
partecipazione degli interessati agli stessi, al loro diritto di accesso agli
atti del procedimento, alla consulenza ed assistenza nonché infine alla
presentazione ed all’accettazione di ricorsi.
3. Il diritto di informazione include anche la trasmissione ai cittadini
interessati delle informazioni in possesso del comune mediante la consulenza, a mezzo della messa a disposizione delle proprie strutture e
servizi ad enti, associazioni di volontariato ed a comunità.
4. Dovranno formare oggetto di una informazione particolarmente vasta
e dettagliata gli atti fondamentali del comune ed in modo particolare i
regolamenti, gli atti generali di pianificazione e di programmazione, il
bilancio di previsione ed il conto consuntivo, i programmi generali dei
lavori pubblici e la regolamentazione dei pubblici servizi.
5. Forme di specifica e particolareggiata informazione sono attuate per
assicurare la trasparenza degli atti relativi alla assunzione di personale,
al rilascio di concessioni e contributi e dei contratti in generale
I cittadini, le comunità e le associazioni, sulle cui posizioni di diritto soggettivo o rispettivamente scopi sociali incide un procedimento amministrativo, secondo le vigenti disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di trasparenza hanno diritto di partecipare al procedimento stesso.
GetDocument.ashx?fil
eid=859298
Partecipazione
ai procedimenti aventi incidenza su posizioni di diritto
soggettivo
Informazioni e 1.Il Comune promuove l’informazione preventiva della cittadinanza sui
propri programmi e sulle linee concrete di attuazione degli stessi in parconsultazioni
Art. 36 Statuto di Malles
Redazione
degli atti amministrativi
Art. 65 Statuto di Parma
Pubblicità
degli atti amministrativi
Ufficio per
l’informazione
e le relazioni
col pubblico
Informazione
ticolare se riguardanti le infrastrutture o significative modifiche del territorio, che comportano l’adozione di varianti agli strumenti urbanistici.
2. Il Consiglio comunale e la Giunta comunale possono deliberare la
consultazione dei cittadini, delle forze sindacali e sociali, nelle forme
volta per volta ritenute più idonee su problemi, questioni, proposte,
programmi, provvedimenti, deliberazioni di loro interesse.
Gli atti amministrativi devono essere redatti in modo da consentire una
facile comprensione. A tale fine le deliberazioni di annullamento, revoca
o modifica di precedenti deliberazioni devono dichiarare espressamente
l’annullamento, la revoca o la modifica e recare esplicita menzione del
contenuto dell’atto annullato, revocato o modificato.
Tutti gli atti del Comune sono di pubblica consultazione, ad eccezione di
quelli riservati o segreti, per espressa indicazione di legge o per effetto
di una temporanea e motivata dichiarazione del Sindaco, che ne vieti
l’esibizione, in quanto la loro diffusione posa pregiudicare il diritto alla
riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese, secondo la speciale disciplina del regolamento.
Al fine di rendere effettivo il diritto dell’informazione e all’accesso agli
atti dell’Ente e facilitare la partecipazione alla vita associata, il Comune
assicura il funzionamento di un ufficio per l’informazione e le relazioni
con il pubblico (URP) con il compito di:
1. fornire all’utenza informazioni relative ai servizi, agli atti ed allo stato
dei procedimenti;
2. essere il tramite fra il cittadino che intenda esercitare i propri diritti di
partecipazione
È obbligo e responsabilità del Comune di predisporre un servizio
Art. 57 Statuto di Parma
Art. 66 Statuto di Parma
Art. 35 Statuto di Malles
Art. 67 Statuto di Parma
Proposta degli autori
12
elettronica
Diritto
all’accesso agli
atti e documenti
Obblighi prima del termine del periodo
di legislatura rendiconto
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
funzionale e permanente di informazione elettronica, soprattutto nella
forma del suo sito internet comunale. In particolare il sito deve
comprendere tutti i servizi comunali, gli atti e le delibere degli organi
rappresentativi e i diritti di partecipazione dei cittadini. Sul sito internet
il Comune pubblica in modo tempestivo anche i documenti
programmatici principali del Comune, quale il bilancio di previsione, il
Piano urbanistico e altri programmi approvati dagli organi
rappresentativi.
Il Comune si dota di uno specifico regolamento per disciplinare l’utilizzo
del suo sito internet.
1. Il Comune assicura a chiunque abbia un interesse personale, concreto,
attuale e diretto, per la tutela di situazioni giuridiche rilevanti, il diritto di
accesso ai documenti amministrativi. L’apposito regolamento stabilisce
le modalità per rendere pubbliche e fornire ai soggetti interessati le
informazioni concernenti gli stati degli atti e delle procedure, l’ordine di
esame di domande, progetti e provvedimenti che li riguardano.
2. Il Regolamento disciplina inoltre il diritto spettante ad ogni cittadino
ed alle comunità alla gratuita visione ed esame degli atti nonché al rilascio di copie previo pagamento dei soli costi di riproduzione.
1. Sei mesi prima del termine del periodo di legislatura la Giunta comunale redige un promemoria con gli eventi più importanti della legislatura
trascorsa. In tale rapporto devono essere pubblicati i dati principali del
conto consuntivo degli ultimi cinque anni, le iniziative principali, i nomi
dei consiglieri comunali, degli assessori comunali e del sindaco con una
lista di presenza alle sedute convocate.
2. È da redigere un questionario con il seguente contenuto:
• Come valuta il cittadino il lavoro dell'amministrazione comunale nel
periodo di legislatura trascorsa?
• Quali erano le iniziative migliori secondo i cittadini?
• Quali i maggiori vizi?
• Quali iniziative deve l'amministrazione comunale intraprendere assolutamente nel prossimo periodo di legislatura?
• Quali sono le persone che il cittadino propone per l'elezione del nuovo
sindaco e del consiglio comunale?
3. Questo rapporto con il questionario è da sottoporre al Consiglio comunale. Questo nomina contemporaneamente all'approvazione una
commissione composta da 5 persone, in cui devono essere rappresentate tutte le frazioni, la quale controlla la corretta spedizione e raccolta dei
questionari e il loro monitoraggio. Dopo l'approvazione il rapporto viene
notificato alle famiglie in modo idoneo con tanti questionari timbrati e
debitamente firmati quanti sono membri familiari che hanno compiuto il
sedicesimo anno di età. Per la consegna dei questionari viene predisposta in municipio un’apposita urna sigillata disponibile per otto giorni da
una domenica ad un'altra domenica. Il monitoraggio dei questionari
viene effettuata da una commissione nominata dal consiglio comunale. I
risultati vengono pubblicati sul bollettino comunale e sul sito internet
del Comune tre mesi prima del termine del periodo di ufficio.
Rielaborato da:
Art. 35 Statuto di Malles
Art. 67 Statuto di Parma
Art. 41 Statuto di
Cortaccia
http://www.comune.co
rtaccia.bz.it/system/we
b/GetDocument.ashx?f
ileid=859379
3.2 Strumenti di partecipazione non decidente (democrazia deliberativa)
Questa parte comprende metodi e procedure che non portano ad un referendum popolare decidente,
quindi vanno raccolti in un titolo apposito definito “Partecipazione deliberativa”, anche per
introdurre questo termine già consueto a livello internazionale. Attualmente strumenti di questo tipo
si trovano in alcuni articoli degli statuti comunali, per es. in riguardo alle istanze e petizione,
all’istruttoria pubblica, a nuove forme di assemblea civica e del Consiglio comunale. Va premesso
che ogni innovazione di metodo deliberativo non necessariamente richiede un articolo specifico
13
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
nello statuto. Alcuni metodi di maggior rilievo sicuramente meritano di essere “statutizzati” per
sottolineare la loro importanza e per creare una forma di diritto per i cittadini per invocare e
esercitare tali procedure.
In molti statuti vigenti trovano ampio spazio i regolamenti delle varie Consulte, soprattutto la
Consulta dei giovani e la Consulta degli anziani e la Consulta degli immigrati. A questo riguardo va
rilevato che tanti Comuni sono passati a riconoscere il diritto al voto referendario anche ai giovani
di 16 anni, per cui i giovani, oltre ad occuparsi di questioni specifiche nelle loro consulte, sono
chiamati a seguire le politiche comunali a tutto campo. Lo stesso vale per gli anziani che comunque
restano cittadini chiamati a seguire la politica in generale, e non solo questioni specifiche degli
anziani. Regolamenti innovativi delle Consulte comunali tendono a creare una Consulta generale
delle associazioni e della società civile che ogni tanto è chiamata ad esprimersi su tutte le questioni
di politica comunale.
Elenco dei possibili articoli del capitolo II – Strumenti di partecipazione non
decidenti
Oggetto
Definizione
Istanze
Petizioni
Proposta di norma/articolo
Il Comune sostiene e promuove varie forme di partecipazione diretta dei
cittadini alla politica comunale in forma deliberativa, in aggiunta e quale
integrazione dei diritti referendari di democrazia diretta.
1. Le istanze sono volte a sollecitare l’intervento dell’Amministrazione comunale in determinate materie e concernono questioni di carattere specifico e particolare, pur non essendo necessariamente dirette ad ottenere un
provvedimento amministrativo determinato.
2. Modalità di presentazione:
2.1. Le istanze vanno indirizzate al Sindaco.
2.2. Sono sottoscritte, senza formalità di autenticazione, dal presentatore o
dai presentatori, che dovranno essere comunque identificati.
2.3. All’atto della presentazione, l’Ufficio Protocollo rilascia una ricevuta.
3. Esito e comunicazioni:
3.1. Il Sindaco provvede direttamente sulle istanze tramite gli Uffici e Servizi
comunali competenti.
3.2. Un funzionario appositamente incaricato dal Segretario Generale assume la responsabilità dei procedimenti relativi alle istanze.
3.3 In esito all’istanza, nel termine di 30 giorni dalla presentazione, viene
data risposta scritta in merito al provvedimento adottato, ovvero esplicita
le motivazioni in merito alla mancata adozione di un provvedimento det.o.
1. Le petizioni sono intese a sollecitare l’intervento dell’Amministrazione
comunale per la migliore tutela di interessi collettivi o diffusi in materie
determinate o per questioni specifiche e particolari. La loro presentazione è
soggetta alle formalità previste negli articoli seguenti e vengono esaminate
dalla Giunta o dal Consiglio, secondo la rispettiva competenza.
2. Presentazione e raccolta delle firme
a. Chiunque, anche se non residente nel territorio comunale, può presentare petizioni agli organi dell’Amministrazione Comunale.
b. La raccolta di adesioni può avvenire senza formalità di sorta in calce al
testo comprendente le richieste rivolte all’ Amministrazione e indica nome
e indirizzo del soggetto petente.
c. Per ogni sottoscrittore deve essere chiaramente riportato il cognome ed
il nome, il luogo e la data di nascita e la residenza.
3. Deposito della petizione ed esame ai fini dell’ammissibilità:
a. A cura dei promotori, la petizione viene depositata mediante consegna
presso l’Ufficio Protocollo generale, il quale ne rilascia ricevuta, ovvero
viene presentata a mezzo del servizio postale, ovvero viene presentata
mediante invio a mezzo posta elettronica certificata (PEC) ovvero viene
Riferimento/Link
Tratto dalla
delibera di
iniziativa popolare
presentata
dall'associazione
Più Democrazia
Cavallino –
Treporti (VE),
art.1-2-3-4
https://piudemocra
ziacavallinotreport
i.wordpress.com/t
esto-legge/
Tratto dalla
delibera di
iniziativa popolare
presentata
dall'associazione
Più Democrazia
Cavallino –
Treporti (VE), art.
5-6-7-8
https://piudemocr
aziacavallinotrepo
rti.wordpress.com
/testo-legge/
14
Petizioni elettroniche aperte
Forum
elettronico
civico
Petizioni al
Consiglio comunale
Assemblee
civiche
Assemblea “La
Parola al Cittadino”
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
presenta mediante mezzi informatici predisposti dall’amministrazione comunale. Se vengono utilizzati metodi informatici, ai promotori è fatto obbligo di conservare la documentazione autentica e ad esibirla su richiesta
delle autorità preposte.
b. Il Segretario Generale, od un funzionario appositamente delegato, effettua l’esame di ammissibilità della petizione, accertandone la riferibilità alle
funzioni del Comune.
c. La petizione viene pubblicata sulla bacheca comunale e sul sito internet
comunale per un periodo prefissato di 30 giorni dalla dichiarazione di ammissibilità.
d. Nel periodo di pubblicazione è concessa la sottoscrizione della petizione
da parte di qualsiasi soggetto tramite deposito della firma sugli appositi
moduli presenti nella sede comunale ovvero tramite deposito della firma
presso i punti di raccolta organizzati dai promotori nell’ambito di eventi
pubblici correlati all’iniziativa o nei luoghi pubblici appositamente individuati per la propaganda elettorale e referendaria, oppure tramite procedura di sottoscrizione della petizione online all’interno del sito internet Comunale
4. Trattazione della petizione:
1. Qualora la petizione sia presentata con meno di 30 firme o non raggiunga la quota di 30 firme entro i 30 giorni dalla data di pubblicazione:
a) il sindaco è tenuto a dare risposta scritta al soggetto o comitato proponente specificando nel testo le valutazioni in merito alla petizione
b) la risposta dovrà essere pubblicata nell’apposito spazio sul sito internet
comunale
2. Qualora la petizione sia presentata con almeno 30 firme o raggiunga la
quota di 30 firme entro i 30 giorni dalla data della pubblicazione:
a) il proponente entro 30 giorni è invitato ad illustrare la petizione al consiglio comunale.
b) la petizione segue l’iter dell’interrogazione a risposta scritta.
I cittadini hanno il diritto di presentare petizioni per via informatica al
sindaco (e agli assessori competenti). Su libera scelta di chi inizia la
petizione, questa può essere pubblicata sull'apposito spazio del sito
Internet comunale affinché altri cittadini possano sostenerla firmandola
online. Decorsi 30 giorni, la petizione elettronica viene chiusa ed inoltrata al
sindaco ai fini della risposta. Questi ha l’obbligo di comunicare la sua
risposta entro 30 giorni, nonché di pubblicarla sul sito.
Il Comune istituisce sul proprio sito internet il forum cittadino. Ogni
cittadino interessato può inviare proposte e suggerimenti senza vincoli di
forma.
Almeno cinquanta cittadini possono porre una petizione scritta all’ordine
del giorno del prossimo consiglio comunale.
Proposta degli
autori
Art. 39 Statuto di
Malles
Art. 39 Statuto di
Malles
1. Una volta all'anno viene convocata l'assemblea dei cittadini, durante la
quale la giunta comunale riferisce sulle attività amministrative. In ogni caso
l'assemblea dei cittadini deve tenersi prima dell'approvazione del piano
urbanistico o del rielaborato piano urbanistico.
2. I cittadini possono richiedere, su domanda firmata da almeno cinquanta
elettori, lo svolgimento di una assemblea dei cittadini su una certa tematica. L'assemblea dei cittadini dev'essere svolta entro 30 giorni dalla ricevuta
della richiesta.
Art. 38 Statuto di
Malles
Una volta l’anno su iniziativa dell’amministrazione o su richiesta di 200
aventi diritto al voto referendario, viene convocata entro 1 mese dal deposito delle firme, una assemblea aperta al pubblico, pubblicizzata in maniera
adeguata dall’amministrazione, con le seguenti caratteristiche:
• orario e luoghi scelti in modo da agevolare la massima partecipazione dei
cittadini;
Proposta degli
autori
50 cittadini nei
comuni fino a
10.000 abitanti, 100
in quelli fino a
100.000 abitanti,
200 nelle città con
più di 100.000
abitanti
15
Consiglio comunale aperto
Istruttoria
pubblica
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
• tutti i residenti del comune hanno facoltà di partecipare;
• presenza del Sindaco e degli assessori;
• viene stilato ad inizio serata un elenco delle proposte dei cittadini da
discutere;
• si discute la prima proposta scritta in ordine temporale e poi via via le
altre con pari breve tempo massimo uguale per tutti gli interventi;
• ogni proposta dopo breve discussione viene votata;
• ogni presente può votare quante proposte ritiene opportuno sostenere;
• la proposta più votata durante la serata viene approfondita, discussa e
votata nel primo Consiglio Comunale utile, invitando il cittadino proponente
a relazionare.
Il Presidente del Consiglio convoca, almeno una volta l’anno, una ‘seduta
aperta ai cittadini’ del Consiglio comunale, nella sua sede abituale o anche
in luogo diverso, per rilevanti motivi d’interesse della comunità relativi a
bisogni e richieste dei cittadini.
a) Di sua iniziativa, sentita la Conferenza dei capigruppo;
b) Su richiesta di almeno 1/3 dei consiglieri o del Sindaco;
c) Su richiesta di almeno XXX (numero pari alle firme necessarie per presentare una lista elettorale alle elezioni comunali) residenti.
2. Tali sedute hanno carattere straordinario e sono aperte a tutti i residenti
nel Comune.
3. In tali particolari sedute il Presidente garantisce la piena libertà di
espressione di tutti i presenti. I rappresentanti di coloro che hanno presentato istanza di partecipazione, possono illustrare le proprie richieste anche
per orientare il Consiglio Comunale nel merito. Gli interventi non possono
avere una durata superiore a 3 minuti, salvo deroga consentita dal Presidente del Consiglio.
4. Le istanze che i cittadini intendono sottoporre al Consiglio comunale
aperto devono essere presentate, almeno quindici giorni prima della seduta, su apposito modulo depositato presso l’ufficio segreteria, nel quale
devono essere indicati:
a) generalità del cittadino o dei cittadini che presentano l’istanza;
b) indicazione dei cittadini e/o dei rappresentanti chiamati ad esporre le
osservazioni, le proposte, i suggerimenti oggetto dell’istanza, nonché indidel
soggetto
destinatario
delle
comunicazioni
viduazione
dell’Amministrazione comunale;
c) l’oggetto dell’istanza deve riguardare problemi della collettività;
d) individuazione di una eventuale proposta specifica sull’orientamento
dell’Amministrazione comunale.
5. Durante le sedute ‘aperte ai cittadini’ possono essere approvate mozioni,
ordini del giorno e deliberazioni su argomenti di competenza del Consiglio
comunale. Il voto spetta ai soli consiglieri comunali.
La data di convocazione del Consiglio comunale ‘aperto ai cittadini’ deve
essere portata a conoscenza della cittadinanza almeno trenta giorni prima
del suo svolgimento.
1. Nei procedimenti amministrativi concernenti la formazione di regolamenti o di atti amministrativi di carattere generale, l’adozione del provvedimento finale può essere preceduta da Istruttoria Pubblica, secondo le
modalità stabilite dal Regolamento.
2. Sull’indizione dell’istruttoria decide il Consiglio comunale quando è su
proposta della Giunta, di due capigruppo del Consiglio, di un Consiglio di
Quartiere. L’istruttoria deve essere indetta altresì quando ne faccia richiesta almeno lo 0,05% della popolazione.
3. La richiesta deve essere presentata da un comitato promotore composto
da non meno di dieci cittadini.
4. I cittadini di cui al precedente comma devono provvedere alla raccolta
delle firme entro 180 giorni dalla presentazione della richiesta di istruttoria
alla Segreteria Generale.
Adattato dagli
autori sulla base
del Regolamento
Consiglio
comunale del
Comune di
Cortona art.55
http://www.com
unedicortona.it/files/1513/5
159/0776/regola
mento_consiglio_co
munale.pdf
Altri esempi:
Statuti dei
Comuni di
Pecetto (TO),
Saronno (VA),
Cortona (AR),
Spoleto,
Morciano (RN),
Villa Lagarina
(TN)
Adattato dagli
autori sulla base
dello Statuto di
Bologna, art. 12
Altri esempi:
Statuto di Bolzano, art. 21
Statuto di Modena art. 18
Statuto di Jesi,
art. 18
16
Dibattito pubblico
Consiglio civico e parere
civico
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
5. L’istruttoria deve essere indetta entro trenta giorni dal deposito presso la
Segreteria Generale delle firme richieste.
6. L’istruttoria si svolge nella forma di pubblico contraddittorio, a cui possono partecipare, per il tramite di un esperto, oltre alla Giunta e ai gruppi
consiliari, associazioni, comitati, gruppi di cittadini portatori di un interesse
a carattere non individuale e singoli cittadini.
7. Il documento finale della Istruttoria Pubblica diventa la base del dibattito
relativo all’oggetto dell’istruttoria in Consiglio Comunale. Il provvedimento
finale è motivato con riferimento alle risultanze istruttorie.
8. Il Regolamento disciplina le modalità di raccolta delle firme per la richiesta, le forme di pubblicità, le modalità di svolgimento dell’istruttoria, che
deve essere conclusa entro trenta giorni dall’inizio.
9. Sono fatte salve le forme di partecipazione ai procedimenti di amministrazione giuridica generale previste dalla legislazione vigente.
1. Il Dibattito Pubblico comunale, di seguito Dibattito Pubblico, è un processo di informazione, confronto pubblico e partecipazione su opere, progetti o interventi che assumono una particolare rilevanza per la comunità
comunale, in materia ambientale, territoriale, paesaggistica, sociale, culturale ed economica.
2. Il Dibattito Pubblico si svolge, di norma, nelle fasi preliminari di elaborazione di un progetto, o di un’opera o di un intervento, quando tutte le diverse opzioni sono ancora possibili; esso può svolgersi anche in fasi successive ma comunque non oltre l’avvio della progettazione definitiva.
1. Il consiglio civico
L'amministrazione comunale può convocare un “Consiglio civico” per discutere su un argomento di particolare importanza per il Comune. 15 cittadini,
iscritti nelle liste elettorali, vengono estratti a sorte. Non sono richieste
conoscenze specifiche né una preparazione mirata. Accompagnati da moderatori professionisti i cittadini elaborano una prospettiva per la soluzione
del problema in questione. Il Consiglio civico conclude il proprio lavoro con
un rapporto che non prevede necessariamente dei progetti concreti, ma
contiene suggerimenti che vengono sottoposti al Consiglio e alla Giunta
comunale.
Bilancio partecipativo
Il bilancio partecipativo è introdotto come una forma pubblica di partecipazione relativa all'impostazione del bilancio di previsione comunale e alle sue
priorità. Tramite tale forma di partecipazione l'amministrazione comunale
promuove la trasparenza e l'assunzione di responsabilità tanto per le spese
pubbliche quanto per le possibilità di risparmio. L'attuazione viene regolata
con apposito regolamento comunale.
La giornata
della
democrazia
Almeno una volta l’anno su iniziativa dell’amministrazione o su richiesta di
un numero di elettori pari a quello necessario per presentare una lista
elettorale alle elezioni comunali, viene convocata entro 1 mese dal deposito
delle firme, “La giornata della democrazia”, in cui si invitano a partecipare
300 cittadini, metà estratti a sorte dalle liste elettorali e metà autoconvocati
dopo pubblicizzazione dell’evento, con le seguenti caratteristiche:
- orario e luoghi scelti in modo da agevolare la massima partecipazione dei
cittadini;
- presenza del Sindaco e degli assessori;
- si utilizzano vari metodi partecipativi ai tavoli e in seduta plenaria per
permettere a tutti di fare proposte, discuterle, scegliere insieme con
votazione le proposte prioritarie, approfondirle e presentarle sotto forma di
raccomandazioni finali;
- le raccomandazioni finali de “La Giornata della Democrazia” vengono
approfondite, discusse e votate con urgenza nelle apposite commissioni del
Consiglio comunale, con invito al cittadino proponente a relazionare.
Legge reg. Toscana 2 agosto
2013, n.46, art. 7
http://www.region
e.toscana.it/docum
ents/10180/12542
02/PARTE+I+n.+3
9+del+07.08.2013
.pdf/1378ec6142b2-41db-a9db88003ea5cd98
Proposta degli
autori
Non ancora disciplinato (da
prevedere
all’interno di
“Forme innovative di partecipazione”)
Art. 39 Statuto
di Malles
Altri esempi:
Art. 54 Statuto
di Parma
Art. 39 statuto di
Cortaccia
Proposta degli
autori
17
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
3.3 Gli strumenti referendari
Affrontando l’ampliamento delle possibilità di partecipazione dei cittadini alla politica potremmo
distinguere fra i metodi deliberativi (democrazia deliberativa) e i diritti referendari (democrazia
diretta). Senza dubbi questi due settori vanno completati da un diritto elettorale comunale equo e
moderno che in un futuro dovrebbe comprendere anche il diritto alla revoca. 8
Iniziamo con un prospetto sulle forme principali dei diritti referendari che dovrebbero figurare in
tutti gli statuti comunali, partendo da una relativa norma nella rispettiva legge regionale
sull’ordinamento dei Comuni. La relativa regolamentazione del singolo Comune può sfruttare
questo spazio giuridico, anche in base alla sua autonomia statutaria. Inoltre, sono essenziali buone
regole a livello dei regolamenti applicativi per far funzionare gli strumenti di democrazia diretta.
Prospetto sui diritti referendari (democrazia diretta) 9
Tipo di strumento
referendario (terminologia internaz.)
Termine nella legislazione italiana
Quale tipo di votazione?
Effetto giuridico
Proposta di iniziativa popolare
Iniziativa popolare con
votazione consiliare
(proposta di legge di
iniziativa popolare)
Referendum propositivo
Iniziativa popolare con diritto al voto all’interno del
Consiglio comunale
Il Consiglio comunale può accettare
o bocciare la proposta.
Risultato della votazione ad effetto
vincolante
Iniziativa popolare
Referendum abrogativo
Referendum confermativo opzionale
Referendum confermativo facoltativo senza
controproposta
Referendum confermativo facoltativo con controproposta
Referendum statuReferendum confermativo facoltativo sulle
tario
modifiche dello statuto
approvate dal Consiglio
comunale
Consultazione popo- Referendum consultivo
lare
Votazione popolare per
introdurre una nuova norma
Votazione popolare per
abrogare una norma
Referendum confermativo
senza controproposta dei
cittadini
Referendum confermativo
con controproposta dei
cittadini
Votazione popolare su una o
più articoli dello statuto
comunale, modificate dal
Consiglio comunale
Votazione referendaria senza effetto vincolante (non è
uno strumento di democrazia diretta in senso stretto)
Risultato della votazione ad effetto
vincolante
Risultato della votazione ad effetto
vincolante
Risultato della votazione non vincolante per gli organi
rappresentativi
Nota: Nella terminologia internazionale dei diritti referendari (in inglese e in tante altre lingue) i diritti referendari sono
denominati “iniziativa popolare” e “referendum confermativo”, in Italia invece “referendum propositivo, abrogativo,
confermativo e consultivo”. Ciò crea non poca confusione, anche perché lo stesso atto di votazione in Italia è definito
spesso semplicemente “referendum” (invece di “votazione popolare”). L’iniziativa statutaria (referendum propositivo di
modifica dello statuto), di cui sotto (p.27), non figura su questo prospetto perché non ancora introdotta in Italia.
8
Vedi Michelotto/Benedikter (2014), Più democrazia nella politica comunale, POLITiS, cap. 17
Per approfondire consulta: Thomas Benedikter (2014), Più potere ai cittadini – Introduzione alla democrazia diretta e
ai diritti referendari, POLITiS, scaricabile da: www.politis.it; nonché Benedikter/Michelotto (2014), Più democrazia
nella politica comunale, sezione 2, scaricabile da: www.paolomichelotto.it
9
18
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
Il relativo capitolo dello Statuto comunale sugli “Istituti di democrazia diretta“ dovrebbe prevedere
tutti questi diritti referendari, portando come ultimo articolo di questo titolo il referendum consultivo, che effettivamente è di minor importanza. Perciò negli statuti andrebbero previsti con appositi
articoli i seguenti diritti referendari:
 L’iniziativa popolare a voto consiliare
 Il referendum propositivo (iniziativa popolare a votazione popolare)
 Il referendum confermativo facoltativo
 Il referendum abrogativo
 Il referendum confermativo statutario
 Il referendum consultivo
In tutti i casi di referendum propositivi e confermativi, va previsto – anche nella legge regionale
sull’ordinamento dei comuni – che i Comuni debbano prevedere la controproposta dell’altro organo
coinvolto, cioè:
 La facoltà di controproposta del Consiglio comunale nel caso dell’iniziativa popolare
(referendum propositivo).
 La facoltà di controproposta del comitato promotore dei cittadini nel caso del referendum
confermativo.
Elenco schematico dei diritti referendari da inserire negli statuti comunali
Oggetto
Proposta di norma
Il diritto refe- I cittadini sono titolari delle forme principali della democrazia diretta:
il referendum propositivo, il referendum confermativo, il referendum
rendario
Forma del testo
dei quesiti
referendari
Iniziativa
(mozione)
popolare a voto
consiliare
abrogativo. Tutte queste votazioni referendarie producono un effetto
vincolante. In aggiunta possono essere svolti anche referendum
consultivi senza effetto vincolante.
Il referendum deve avvenire sulla base di un quesito, formulato in
modo chiaro ed inequivocabile, e può riguardare solo provvedimenti
di interesse generale. Il quesito posto a votazione con gli strumenti
dei diritti referendari può assumere una forma breve e sintetica, da
essere sviluppato dopo la votazione dagli amministratori, oppure può
assumere la forma completa ed articolata di come i cittadini vogliono
esso venga approvato.
I cittadini possono esercitare l’iniziativa degli atti amministrativi
mediante la proposta di atto amministrativo di iniziativa popolare a
voto consiliare.
I promotori di una iniziativa popolare a voto consiliare devono
costituirsi in comitato composto da almeno 11 cittadini elettori.
Il comitato deve rendere conto pubblicamente, con criteri di massima
trasparenza, di tutti i movimenti di denaro relativi all’iniziativa, pena
la decadenza della stessa.
Il numero di firme da raccogliere a sostegno di una iniziativa popolare
a voto consiliare deve essere almeno pari allo 0,5% del numero degli
elettori del Comune. Il tempo per la raccolta di firme è di un periodo
massimo di 180 giorni.
Il testo della proposta di iniziativa popolare a voto consiliare deve
essere consegnato alla Segreteria Generale.
Una iniziativa popolare a voto consiliare, in seguito alla raccolta delle
firme valide nei tempi prescritti, viene discussa nel primo Consiglio
Comunale utile.
La discussione può avere un tempo massimo di 3 mesi dalla data di
presentazione delle firme alla Segreteria Generale.
L'eventuale accoglimento o rigetto della proposta popolare deve
essere motivato e comunicato ai presentatori, nei modi e nei tempi
Riferimento (statuto) e/o link
Proposta degli autori
Proposta degli autori
Proposta degli autori
19
Iniziativa
popolare a voto
popolare
(referendum
propositivo)
Referendum
propositivo
(senza
passaggio del
Consiglio
Comunale)
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
previsti dal regolamento. Il regolamento può altresì prevedere adeguate forme di pubblicità per rendere note a tutti i cittadini le determinazioni del Consiglio comunale.
In mancanza di voto consiliare l’iniziativa sarà sottoposta a voto
popolare, previa dichiarazione di ammissibilità da parte del Comitato
dei Garanti.
I cittadini possono esercitare l’iniziativa degli atti amministrativi
mediante la proposta di atto amministrativo di iniziativa popolare a
voto consiliare.
I promotori di un’iniziativa popolare a voto popolare devono
costituirsi in comitato composto da almeno 11 cittadini elettori.
Il comitato deve rendere conto pubblicamente, con criteri di massima
trasparenza, di tutti i movimenti di denaro relativi all’iniziativa, pena
la decadenza della stessa.
Il numero di firme da raccogliere a sostegno di una legge di iniziativa
popolare a voto popolare deve essere almeno pari all’2% del numero
degli elettori del Comune. Il tempo per la raccolta di firme è di 180
giorni.
Il testo della proposta di iniziativa popolare a voto popolare deve
essere consegnato alla Segreteria Generale.
Un’iniziativa popolare a voto popolare, in seguito alla raccolta delle
firme valide nei tempi prescritti, viene discussa nel primo Consiglio
Comunale utile. Il Consiglio Comunale può prendere in esame la
proposta di iniziativa popolare a voto popolare ed ha il diritto di
proporre al comitato di iniziativa popolare a voto popolare
emendamenti, nel rispetto dello spirito originario della proposta di
atto amministrativo, che possono essere accettati o rifiutati dal
comitato stesso.
In caso che il Consiglio Comunale approvi l’atto amministrativo con gli
eventuali emendamenti accettati dal comitato non si procede al voto
popolare.
Il Consiglio Comunale può elaborare una controproposta di atto
amministrativo. La proposta popolare e la controproposta consiliare
sono sottoposte al voto popolare. In tal caso gli aventi diritto al voto
possono scegliere in base ad una seconda domanda quale delle due
proposte favoriscono.
Se l’atto amministrativo non è stato approvato dal Consiglio Comunale
entro 12 mesi dalla presentazione al Segretario Comunale, la iniziativa
popolare e l’eventuale controproposta consiliare, devono essere
sottoposte a voto popolare, previa dichiarazione di ammissibilità da
parte del Comitato dei Garanti, in una data da fissarsi non prima di 14
e non oltre 18 mesi dalla presentazione alla Segreteria Generale.
Se esiste una controproposta consiliare, gli elettori potranno votare a
favore della iniziativa popolare o a favore della controproposta
consiliare, oppure contro entrambe per mantenere lo status quo.
Nel caso che la proposta e la controproposta raccolgano insieme la
maggioranza dei voti, viene approvata l’opzione delle due che ha
ottenuto più voti.
Il Consiglio Comunale non può modificare la iniziativa popolare a voto
popolare approvata dai cittadini, per tutta la durata del suo mandato.
È indetto referendum popolare propositivo per deliberare in tutto o in
parte un nuovo atto amministrativo oppure per deliberare la modifica
di un analogo provvedimento vigente, quando lo richiedono il 3%
degli elettori. La proposta soggetta a referendum è approvata se è
raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
In caso di esito positivo, il Consiglio Comunale è tenuto a dare
attuazione all’esito del referendum entro 90 giorni dallo spoglio delle
schede. Il Consiglio Comunale non può modificare o derogare il
Proposta degli autori
Esempio
Cantone Zurigo
Art. 23 - 31
http://www.admin.ch/
opc/it/classifiedcompilation/20051651
/index.html
La
controproposta
consiliare è prevista
da:
Statuto comunale di
Malles, Art.40. comma 7
Previsto anche dalla
L.reg. Trentino-Alto
Adige, 9 dicembre
2014, n.11, art. 2 bis,
“Il termine massimo
per la raccolta delle
firme non può essere
inferiore a 180 giorni
da quello di notifica
della decisione di
ammissione del referendum.”
Proposta degli autori
Questo strumento è il
tipo di referendum più
usato in California a
tutti i livelli
governativi
20
Referendum
abrogativo
Referendum
confermativo
Referendum
confermativo
con
controprogetto
popolare
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
risultato del referendum propositivo prima che siano trascorsi 10 anni
dalla sua entrata in vigore. Il risultato del referendum propositivo è
modificabile o derogabile da un altro referendum in qualsiasi
momento.
È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o
parziale, di un atto amministrativo quando lo richiedano almeno il 2%
degli elettori. La proposta soggetta a referendum è approvata se è
raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Il
regolamento determina le modalità di attuazione del referendum.
I cittadini hanno il diritto al referendum confermativo facoltativo ai
fini del controllo dell’operato degli organi eletti. A tal fine, è sospesa
l’entrata in vigore di un atto amministrativo, quando lo richieda, entro
10 giorni dall’avvenuta approvazione, un comitato composto da 11
cittadini sostenuto dalle firme di almeno lo 0,2% degli elettori. In
seguito alla richiesta di sospensione è indetto il referendum
confermativo se, entro tre mesi dall’avvenuta approvazione in
Consiglio Comunale dell’atto amministrativo, tale richiesta viene
sostenuta dalle firme di almeno il 2% degli elettori. La proposta di atto
amministrativo sottoposta a referendum confermativo entra
comunque in vigore se la richiesta di referendum confermativo non
raccoglie il numero minimo di firme a sostegno.
L’atto amministrativo entra in vigore quando la maggioranza dei voti
validamente espressi nel referendum confermativo si esprime a
favore. Se il referendum confermativo dà esito sfavorevole all’atto
amministrativo, esso non entra in vigore e non può più essere
ripresentato prima di 5 anni. Gli atti amministrativi sottoposti a voto
popolare e approvati dagli elettori entrano in vigore il giorno dopo
l’esito favorevole del referendum.
Il regolamento determina le modalità di attuazione del referendum
confermativo. Il Consiglio Comunale non può modificare o eludere
l’esito del voto popolare, per tutta la durata del suo mandato.
Il comitato promotore del referendum confermativo può presentare
un controprogetto elaborato entro 30 giorni dalla pubblicazione
ufficiale del testo osteggiato. Il Comitato dei Garanti si pronuncia
sull’ammissibilità del controprogetto. La proposta del Consiglio
Comunale e la controproposta del comitato referendario sono
sottoposte al voto popolare. Gli elettori possono votare a favore della
proposta del Consiglio Comunale o della controproposta del comitato
referendario, oppure contro entrambe per mantenere lo status quo.
Nel caso che la proposta del Consiglio comunale e la controproposta
popolare raccolgano insieme la maggioranza dei voti, viene approvata
l’opzione delle due che ha ottenuto più voti.
Proposta degli autori
Proposta degli autori
Questo strumento è il
tipo di referendum più
usato in Svizzera a
tutti i livelli
governativi.
Proposta degli autori
Esiste ad esempio in
forma ancora più evoluta
(controprogetto dei
cittadini o proposta
subordinata degli
amministratori) nella
costituzione del Cantone
Berna - Art. 63
http://www.admin.ch/op
c/it/classifiedcompilation/19930146/i
ndex.html
Referendum su Sulle materie rientranti nella propria competenza il consiglio Art. 40, comma 2,
comunale, con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri statuto di Malles
iniziativa
assegnati, può disporre un referendum propositivo.
consiliare
È indetto referendum consultivo statutario su tutto o parte dello Proposta degli autori
Referendum
statuto quando lo richiedano almeno il 2% degli elettori. La proposta
consultivo
soggetta a referendum, se raggiunge la maggioranza dei voti
statutario
Referendum
confermativo
statutario
validamente espressi, obbliga il consiglio comunale alla discussione e
alla votazione in merito, con la massima urgenza.
I cittadini hanno il diritto al referendum confermativo senza quorum
nel caso in cui il Consiglio comunale abbia approvato una modifica
dello Statuto comunale.
A questo scopo va raccolto un numero di firme scaglionato secondo la
popolazione del rispettivo comune. Nei comuni fino a 10.000 abitanti
il 10%, nei comuni con 10-30.000 abitanti al massimo 7% e nei comuni
sopra i 30.000 abitanti al massimo il 5%.
Norma prevista dalla
L.reg. Trentino-Alto
Adige, 9 dicembre
2014, n.11, a cui
devono conformarsi i
Comuni di questa
Regione entro il 2015
21
Referendum
consultivo
revocatorio
Applicabilità
dei referendum
Diritto al voto
referendario e
alle iniziative
popolari
Raccolta delle
firme
Ammissibilità
Indizione del
referendum
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
I promotori hanno 90 giorni per la raccolta di questo numero di firme
minimo. Se l’elettorato s’oppone alla modifica dello Statuto voluto dal
Consiglio comunale, questa non entra in vigore.
È indetto referendum consultivo revocatorio sul Sindaco, o sugli
assessori quando lo richiedano almeno il 5% degli elettori. La
proposta soggetta a referendum, se raggiunge la maggioranza dei voti
validamente espressi, obbliga il consiglio comunale alla discussione e
alla votazione di una mozione di sfiducia nei confronti dei soggetti del
referendum, con la massima urgenza.
Gli strumenti di democrazia diretta sono applicabili a tutte le materie
di competenza del Consiglio Comunale. Non possono in alcun caso
essere in conflitto né con le disposizioni inderogabili del diritto
internazionale, né con i principi della Dichiarazione Universale dei
Diritti dell’Uomo, né con il dettato della Convenzione Europea per la
salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, né con
il catalogo dei diritti fondamentali contenuto nei Trattati dell’Unione
Europea. Ciascuna iniziativa o referendum deve rispettare il principio
dell’unità della forma e della materia.
Sono esclusi dal referendum materie vietate o già regolamentate dalla
legge nazionale in vigore nonché quesiti riguardanti minoranze linguistiche e religiose.
Hanno diritto a partecipare ai referendum e alle iniziative popolari i
cittadini iscritti nelle liste elettorali che abbiano compiuto il
sedicesimo anno di età e che posseggano gli ulteriori requisiti
necessari per l'esercizio del diritto elettorale attivo per l'elezione del
Consiglio comunale di questo Comune.
Nota: in alcuni comuni – per es. a Parma – esiste una distinzione fra
gli elettori aventi diritto al voto al referendum propositivo e consultivo
(16 anni) e il referendum abrogativo (18 anni). Non si capisce il motivo
per tale distinzione, perché in fondo anche il referendum abrogativo è
nient’altro che un referendum propositivo (si propone di cancellare
una norma). Altri Comuni – per es. Cortaccia e Rovereto – non fanno
distinzioni.
La raccolta delle firme a sostegno delle richieste di referendum e delle
iniziative popolari, può avvenire su supporto sia cartaceo che
elettronico-informatico. Alla certificazione delle firme in forma
cartacea sono abilitati, sull’intero territorio nazionale, anche i cittadini
che ne fanno richiesta scritta agli uffici preposti dei Comuni. Essi
esercitano una funzione pubblica e sono quindi soggetti a norme,
doveri e responsabilità penali valide per l’esercizio di dette funzioni.
Allo scopo della verifica dell’ammissibilità di una richiesta di
referendum viene costituito un comitato di garanti formato da 15
cittadini estratti a sorte nelle liste elettorali. Ai loro incontri
partecipano anche il Segretario Comunale e un rappresentante del
comitato referendario. Il comitato dei garanti può invitare esperti
esterni ai suoi incontri. La decisione del comitato dei garanti è
vincolante per il Comune.
Nel caso di ammissione del referendum sia su iniziativa popolare sia
su iniziativa consiliare, il sindaco, entro 90 giorni nel caso di un referendum propositivo ed entro 45 giorni nel caso di referendum confermativo, indice la votazione referendaria. Ai fini della riunione di più
votazioni referendarie e elezioni da effettuarsi in un anno si può derogare dal termine sopra indicato. L’avviso di convocazione della votazione deve contenere i quesiti precisamente formulati, il luogo e
l’orario della votazione.
Le modalità di informazione, la propaganda elettorale, le norme regolanti la votazione nonché le ulteriori modalità procedurali formano
oggetto di un apposito regolamento comunale.
Proposta degli autori
Proposta degli autori
Proposta degli autori
Vari statuti comunali:
Art. 46, comma 8,
Statuto di Bressanone
(BZ)
Proposta degli autori
Proposta degli autori,
su idea del Comitato
Più Democrazia e
Partecipazione di
Vicenza
Art. 40, comma 9
Statuto di Malles
22
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
Garanzia nel
tempo
Referendum in
più comuni
Libretto
informativo
Proposta degli autori
dispone, si avvale quando possibile, di scrutatori volontari non retribuiti per le votazioni popolari.
su esempio del Comune
di Berceto (PR)
www.comune.berceto.pr.
it
Art. 40, comma 12,
Statuto di Malles
Proposta degli autori
Previsto anche dalla
L.reg. Trentino-Alto
Adige, 9 dicembre
2014, n.11, art.
2/quater
Proposta degli autori
Esempio:
Regolamento per i
referendum popolari
di Malles art 28:
http://www.paolomich
elotto.it/blog/wpcontent/uploads/2014/
09/RegolamentoReferendumMalles.pdf
vo- L’amministrazione comunale al fine di ottimizzare le risorse di cui Proposta degli autori
Voto postale e
elettronico
Scrutatori
lontari
La Giunta e il Consiglio comunale non possono disciplinare un
determinato quesito in deroga dai risultati di un referendum popolare
per la durata di cinque anni.
Un referendum popolare può essere effettuato anche in comune da
più amministrazioni comunali
Viene assicurata la corretta informazione degli aventi diritto al voto
riguardo le proposte referendarie e iniziative popolari tramite un
apposito libretto informativo disponibile entro 3 settimane dalla data
del voto. In esso vengono descritti per capitoli il problema in breve, gli
argomenti redatti dal comitato promotore e gli argomenti redatti
dalle parti che si oppongono. Tale libretto viene inviato, a cura
dell’amministrazione, a ogni avente diritto al voto in forma cartacea e
può essere scaricato dal sito Internet del Comune. Il quesito della
votazione referendaria viene pubblicizzato opportunamente sui
media locali.
I cittadini hanno il diritto di avvalersi del voto postale. A questo scopo
agli elettori almeno tre settimane prima della data della votazione
referendaria viene inviata una doppia busta, contenente la scheda di
votazione e la carta di legittimazione, con durata utile di consegna di
due settimane.
Lo svolgimento del voto per corrispondenza è disciplinato da un
apposito regolamento comunale.
L’amministrazione comunale si impegna a studiare, sperimentare ed
implementare quando possibile, nuovi metodi di votazione, tra cui
quello elettronico.
Abbinamento
referendum
comunali a
votazioni
nazionali ed
europee
Referendum e
iniziative
riguardanti
parti del
Comune
Validità della
votazione referendaria
I referendum e le iniziative a voto popolare sono abbinati quando
possibile alle votazioni nazionali ed europee. In questo caso i seggi dei
referendum comunali e iniziative a voto popolare, sono aperti per la
stessa durata delle votazioni nazionali ed europee.
Proposta degli autori
Esempio:
Regolamento
comunale per
l’esercizio dei diritti di
informazione e di
partecipazione dei
cittadini di Rovereto
(TN) - Art. 22
Il Comitato dei Garanti su richiesta del Comitato Referendario decide Proposta degli autori
se un quesito di una iniziativa o di un referendum affronta problemi di
interesse generale, ma di rilevanza peculiare delle singole parti del
Comune. Se il Comitato dei Garanti decide di effettuare la votazione
popolare in parte del Comune, la raccolta firme e la votazione finale
coinvolgono solamente i cittadini residenti.
Qualora il referendum sia circoscritto ad una parte del Comune,
l'istanza deve essere firmata da almeno il 10% degli elettori ivi
residenti
La proposta sottoposta a referendum è valida se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi.
Comune di Villa Lagarina (TN),
Statuto di Malles, art.
40, comma 3
Modificato da
Art. 62 Statuto di Parma
Previsto anche dalla
L.reg. Trentino-Alto
Adige, 9 dicembre
2014, n.11, art. 2/ter
con quorum massimo
23
Effetti del referendum
Regolamento
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
del 30% per comuni
fino a 5.000 abitanti e
25% per comuni con
più di 5.000 abitanti.
1. Nel caso di referendum propositivo il sindaco predispone entro Modificato da
sessanta giorni dalla proclamazione del risultato, che sarà sottoposta
al Consiglio comunale la norma che recepisce la proposta approvata
nella votazione referendaria. Il Consiglio comunale approva questa
proposta con eventuali modifiche, senza derogare dalla sostanza del
quesito referendario.
2. Nel caso di referendum consultivo il Sindaco è tenuto a sottoporre
al Consiglio Comunale, entro sessanta giorni dalla proclamazione del
risultato, la deliberazione sull’oggetto del quesito sottoposto al referendum. La deliberazione terrà conto della partecipazione alla consultazione e dell’esito della stessa. Il Consiglio Comunale è comunque
tenuto a motivare le ragioni della deliberazione di cui sopra.
3. Nel caso di referendum abrogativo gli effetti dell’atto deliberativo si
intendono cessati a partire dal giorno successivo alla proclamazione
del risultato positivo. L’Organo che ha adottato il provvedimento
abrogato provvede, entro quindici giorni, a disciplinare e sanare rapporti e situazioni giuridiche o di fatto, eventualmente sospesi, nel
rispetto della volontà popolare espressa.
Il regolamento determina le norme per la disciplina del referendum,
ed in particolare, i criteri di formulazione del quesito, le modalità per
la raccolta e la autenticazione delle firme e per lo svolgimento delle
operazioni di voto e la proclamazione del risultato.
Art. 62, comma 1 e 2
Statuto di Parma
Norma generale
Art. 63 Statuto di Parma
3.4 Altri istituti di partecipazione (associazioni, consulte, ecc.)
Al rapporto tra il Comune e le libere comunità e le associazioni è dedicato uno spazio relativamente
ampio all’interno dello Statuto comunale. Questo riguarda non solo il coinvolgimento delle
associazioni e delle categorie economiche nei procedimenti amministrativi, per esempio quando si
tratta di programmare e realizzare progetti e interventi specifici a favore di questi gruppi, ma anche
a favore di questi gruppi, ma anche come punti di riferimento della società civile. Questo approccio,
pur valido in una comunità locale con un associazionismo molto pronunciato (come per es. il
Trentino-Alto Adige), comporta anche certi rischi: da una parte quello del consociativismo
(interazione privilegiata fra rappresentanti di un partito al governo con i vertici di associazioni e
categorie che sono esponenti dello stesso partito) e dall’altra parte l’eccessiva frammentazione
dell’operato delle consulte, competenti esclusivamente per il loro gruppo sociale e il loro settore di
attività (“Coltivare il proprio orticello”). Innovativi per contro i laboratori tematici (Comuni di
Feltre e Parma e i “Consigli dei cittadini volontari” (Comune di Parma).
Promozione
della partecipazione
Promozione
dell’associazionismo
Altre forme
di consulta-
Il Comune si vede come punto di raccordo di ogni iniziativa ed idea per una
amministrazione e organizzazione migliore e favorisce, secondo il principio di
sussidiarietà la partecipazione dei cittadini alla vita del comune ai fini di
un'amministrazione sostenibile, buona e vicina al cittadino.
Il Comune favorisce le libere forme organizzative, associative, collettive e cooperative previste nell'art. 75, comma 1, della D.P.Reg. 1.2.2005, n. 3/L nonché
quelle costituite per la tutela delle minoranze linguistiche, dell'ambiente, per la
valorizzazione del lavoro giovanile e per la pari opportunità tra uomo e donna.
2. In tale ambito il Comune riconosce e promuove le comunità ed assicura la
loro partecipazione alla vita amministrativa del Comune.
1. Per valorizzare il ruolo e l'attività delle libere forme associative, nonché per
facilitare e favorire l'aggregazione di interessi diffusi o l'espressione di esigenze
Art. 30 Statuto
Comune di Cortaccia
Art. 41 Statuto
di Bressanone
www.bressanone
.it
Art. 44 Statuto
Comune di Bolzano
24
zione
Albo delle
associazioni
La Consulta
di tutte le
associazioni
Il Consiglio
dei cittadini
volontari
I laboratori
tematici
Forme di
partecipazione dei giovani
minorenni
– Comitato
per i giovani
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
collettive di gruppi di cittadini, il Comune può istituire forme, anche permanenti, di consultazione per aree territoriali. Il regolamento per la partecipazione
stabilisce casi e modi nei quali a tali forme di consultazione si può fare ricorso
in ordine alla predisposizione di atti di indirizzo di particolare rilevanza per la
comunità o che riguardino l'organizzazione o la costituzione di servizi di specifico rilievo sociale
2. Ove necessario, spetta al Sindaco fare in modo che i risultati delle diverse
forme di consultazione siano tempestivamente esaminati dal Consiglio, secondo le modalità stabilite dal regolamento sulla partecipazione e dal regolamento
del Consiglio comunale.
3. Analoghe forme di consultazione possono essere indette, secondo le modalità previste dal regolamento sul decentramento e da quello sulla partecipazione, anche dai Consigli di circoscrizione. In tal caso spetta al Presidente della
Circoscrizione assicurare il rispetto della norma di cui al comma precedente.
1. Un regolamento prevede e disciplina un albo, al quale le organizzazioni del
volontariato e le associazioni che intendano intrattenere rapporti collaborativi
con il Comune devono obbligatoriamente iscriversi.
2. L’albo deve riportare i dati e gli elementi necessari per stabilire la natura, il
campo di attività, il metodo di funzionamento e il grado di rappresentatività di
ciascuna associazione od organismo. La struttura organizzativa competente
dell’Ente esercita attività di controllo allo scopo di accertare la veridicità dei
dati e degli elementi forniti.
Il Comune istituisce una Consulta delle associazioni e delle organizzazioni di
volontariato registrate nell’albo comunale delle associazioni. Questa Consulta
coordina le iniziativa a favore del bene comune e raggruppa le energie a favore
di obiettivi comuni per evitare la frammentazione dell’impegno sociale (testo
non originale)
1. Al fine di assicurare una più larga ed incidente partecipazione dei cittadini
nella gestione di problematiche di rilevante interesse pubblico, il Consiglio
Comunale istituisce il Consiglio dei Cittadini Volontari nel rispetto dei principi
di pari opportunità.
2. Il Consiglio dei Cittadini Volontari esercitano funzioni consultive e di proposta
nei confronti del Consiglio Comunale e della Giunta Comunale.
1. Allo scopo di approfondire e proporre soluzioni su argomenti di specifico
interesse del territorio, nonché per presentare proposte per il “Bilancio Partecipativo”, la Giunta Comunale provvede ad istituire i Laboratori Tematici, quali
organismi di partecipazione dei cittadini nelle seguenti materie: Ambiente e
Mobilità, Scuola, Politiche Giovanili, Sport, Urbanistica, Lavori Pubblici, Cultura,
Attività produttive, Turismo e Commercio, Sicurezza Urbana.
2. I Laboratori Tematici sono composti da rappresentanti individuati tra i Consiglieri del C.C.V., rappresentanti di soggetti associativi iscritti all’Albo e non, associazioni di categoria, ordini e collegi professionali, altre organizzazioni riconosciute dalla normativa vigente, rappresentanti di comitati civici e protagonisti
del territorio con particolare competenza sullo specifico argomento da trattare.
1. Il comune sostiene gli interessi dei ragazzi e giovani e promuove la loro partecipazione attiva alla politica comunale.
2. A tal fine il comune ricerca la collaborazione con gli esistenti gestori locali
del servizio giovani.
3. Il consiglio comunale, per la durata del proprio periodo amministrativo,
sentito le organizzazioni giovani comunali, istituisce il comitato per i giovani
composto da 7 membri. Almeno tre dei componenti del comitato per i giovani
sono persone da 15 a 18 anni d'età. Il comitato è presieduto dal sindaco o
dall'assessore o dal consigliere comunale competente per la materia.
4. Il comitato per i giovani ha funzioni consultive e sottopone all'amministrazione comunale delle proposte e dei suggerimenti orientati a migliorare, in
questo comune, le condizioni di vita dei ragazzi e giovani.
Art. 51 Statuto
di Parma
Art. 51 Statuto
di Bolzano
Statuto di Castenaso (BO)
http://www.com
une.castenaso.bo
.it/
Regolamento
delle associazioni, Art.7
Art. 52 Statuto
di Parma
Art. 53 Statuto
di Parma
Statuto del Comune di Feltre
http://partecipo.c
omune.feltre.bl.it/reg
olamento-feltrela-democraziadei-beni-comuni
Art. 32, Statuto
Comune di Cortaccia
25
Forme di
partecipazione degli anziani
- comitato
per gli anziani
Rapporti fra
il comune e le
libere comunità ed associazioni
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
5. Il comune può altresì consultare i giovani in ordine a provvedimenti e progetti, che li riguardano direttamente, in riunioni ed incontri, ed effettuare degli
indagini anche mediante moderni mezzi di comunicazione.
1. Il comune sostiene gli interessi degli anziani e promuove la loro partecipazione attiva alla politica comunale.
2. Il consiglio comunale, per la durata del proprio periodo amministrativo,
sentito l'associazione anziani comunale, istituisce il comitato per gli anziani
composto da 7 membri. Almeno tre dei componenti del comitato per gli anziani sono persone con più di 65 anni di età. Il comitato è presieduto dal sindaco o
dall'assessore o dal consigliere comunale, competente per la materia.
3. Il comitato per gli anziani ha funzioni consultive e sottopone all'amministrazione comunale delle proposte e dei suggerimenti orientati a migliorare, in
questo comune, le condizioni di vita degli anziani.
1. Le associazioni e le unioni previsti dall'art. 75, comma 1, della D.P.Reg.
1.2.2005, n. 3/L sono di particolare importanza per motivi del loro contributo
allo sviluppo tradizionale del paese e pertanto il comune favorisce secondo il
principio di sussidiarietà la collaborazione continua con loro e sostiene loro
nella loro attività e nei loro obiettivi anche con contributi finanziari.
2. In tale ambito il comune riconosce e promuove le comunità e assicura la loro
partecipazione alla vita del comune e nell'assistenza a scrivere inviti e nella
messa a disposizione di locali e macchinari, e secondo necessità e a discrezione
dell'amministrazione, a concedere contributi secondo il risp. regolamento.
3. Fermo restando la volontarietà dell'attività delle associazioni, possono attuarsi le seguenti forme di partecipazione:
a) Accesso agli atti ed alle informazioni nonché ai servizi ed alle strutture del
comune;
b) Partecipazione delle comunità al procedimento amministrativo mediante
istanze, proposte, obbligo di audizione, diritto di opposizione nel caso di provvedimenti riguardanti i fini e gli scopi della rispettiva comunità;
c) La possibilità di delega di funzioni comunali alle suddette comunità a mezzo
di convenzione come pure la loro partecipazione all'amministrazione di istituzioni nonché la rappresentanza delle medesime in organismi e commissioni.
4. Il comune assicura l'indipendenza, la libertà ed il pari trattamento delle citate comunità.
5. Il comune favorisce gruppi di lavoro spontanei, iniziative e laboratori di idee
che si occupano di richieste della collettività.
Art. 33, Statuto
di Cortaccia
Art. 31 Statuto
Comune di Cortaccia
4. Considerazioni giuridiche e innovazioni in Trentino-Alto Adige
In base alla loro autonomia statutaria (art. 114 Costituzione) 10 i Comuni possono stabilire i diritti e
le forme di partecipazione diretta in maniera autonoma, all’interno del quadro dato dal Testo Unico
sugli Enti Locali (TUEL). Sia riguardo ai diritti referendari (democrazia diretta decidente), sia
riguardo ai metodi deliberativi lo spazio giuridico dei Comuni spesso non è ancora stato esaurito.
La partecipazione prende una forma giuridica solo a partire dal momento della sua approvazione in
Consiglio comunale come parte dello Statuto comunale. Un quadro regolamentare per i Comuni è
dato anche dalla Legge regionale sull’ordinamento dei Comuni, una materia che nella Regione
autonoma Trentino-Alto Adige compete alla Regione. La possibilità di introdurre nuove forme di
partecipazione dei cittadini è riconosciuta anche nell’Ordinamento dei Comuni regionale del
Trentino Alto Adige, che prevede la “promozione di strutture per la partecipazione dei cittadini
all’amministrazione locale anche in base del quartiere o di frazione” (art. 4, DPReg. 01-02-2005,
n.3L, sezione 10). I Comuni, inoltre, nei loro statuti possono anche introdurre “forme innovative di
partecipazione dei cittadini o di democrazia diretta” (art. 4, DPReg. 01-02-2005, n.3L, sezione 10).
10
Art. 114, comma 2: „I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti,
poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione”.
26
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
La maggior parte dei Comuni della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, ma probabilmente anche
tanti altri, non sfruttano lo spazio giuridico offerto dal Testo Unico Enti Locali (TUEL) e dalla
Legge regionale sull’ordinamento dei Comuni (Legge reg. n.3L/2005) per quanto riguarda la
disciplina dei diritti referendari e la partecipazione dei cittadini alla politica comunale. La maggior
parte dei Comuni di tale Regione finora si è accontentata di applicare quasi alla lettera lo statuto
“modello” suggerito dal Consorzio dei Comuni (cfr. www.gvcc.net), eventualmente integrato con
alcune aggiunte. Il Consorzio negli ultimi dieci anni non si è occupato di pensare e proporre una
riforma generale di questo capitolo degli statuti. Oggi è comunque sensibile una maggior pressione
e richiesta dal basso, da parte della popolazione di aver più voce in capitolo anche nella politica
comunale.
Nel dicembre 2014 il Consiglio regionale ha ampiamente emendato la Legge reg. Trentino-Alto
Adige n.3L/2005, ritoccando in modo significativo anche i diritti di partecipazione dei cittadini a
livello comunale (L.reg. TAA, 9 dicembre 2014, n.11). Questo è merito dei consiglieri del M5S
che avevano presentato centinaia di emendamenti, poi in parte accolti anche dalla maggioranza.
Perciò il nuovo ordinamento dei Comuni della Regione Trentino-Alto Adige si arricchisce delle
seguenti novità: 11
 Il diritto al referendum confermativo senza quorum per le modifiche dello Statuto
comunale, alla stregua di quanto previsto per le leggi sulla forma di governo delle due
Province autonome e per le modifiche costituzionali approvate con la sola maggioranza
assoluta (art. 138, Cost.).
 A questo scopo va raccolto un numero di firme scaglionato secondo la popolazione del
rispettivo comune. Nei comuni fino a 10.000 abitanti il 10%, nei comuni con 10-30.000
abitanti al massimo 7% e nei comuni sopra i 30.000 abitanti al massimo il 5%.
 I promotori hanno 90 giorni per la raccolta di questo numero di firme minimo. Se
l’elettorato s’oppone alla modifica dello Statuto voluto dal Consiglio comunale, questa non
entra in vigore.
 La riduzione della soglia massima di firme da raccogliere per richiedere ogni altro tipo di
referendum da 10 a 5% per i comuni con più di 20.000 abitanti (nella Regione TAA sono:
Bolzano, Trento, Merano, Rovereto e Bressanone).
 Il termine per la raccolta delle firme per i referendum viene esteso a 180 giorni,
consentendo un’informazione e una discussione più ampia.
 L’introduzione di un tetto massimo per il quorum di partecipazione che nella maggior
parte dei Comuni è ancora fissato sul 50%. Nei comuni più piccoli (fino a 5.000 abitanti) il
quorum potrà essere al massimo uguale al 30% degli aventi diritto al voto, nei comuni più
grandi (sopra 5.000 abitanti) al massimo il 25%.
 Sarà obbligo delle amministrazioni comunali predisporre e trasmettere a tutti i cittadini un
opuscolo o libretto di informazione ufficiale in riguardo al quesito, redatto da una
commissione neutrale.
 I referendum propositivi dovranno avere sempre effetto vincolante.
Non è invece passata la proposta di introdurre l’iniziativa statutaria per consentire anche
un’iniziativa popolare con diritto al voto popolare per modificare lo Statuto comunale (vedi sotto).
Non ha raggiunto la maggioranza nel Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige anche la proposta
di introdurre la revoca del sindaco e della giunta e l’abolizione totale del quorum. Il voto postale è
consentito, ma non viene previsto come obbligo. Ora i 333 Comuni della Regione Trentino-Alto
11
Vedi TESTO UNICO DELLE LEGGI REGIONALI SULL’ORDINAMENTO DEI COMUNI DELLA REGIONE
AUTONOMA TRENTINO-ALTO ADIGE coordinato con le disposizioni introdotte dalla legge regionale 2 maggi
o 2013 n. 3 e dalla legge regionale 9 dicembre 2014 n. 11;
URL: http://www.regione.taa.it/Moduli/1167_TU%20%20ITALIANO%202015%20definitivo.pdf
27
Diritti di partecipazione negli statuti comunali
Adige hanno un anno di tempo a partire dall’entrata in vigore della Legge regionale n.11/2014 per
conformare i loro statuti a queste regole, ma sul piano dei diritti di partecipazione possono anche
andare oltre, come comprovato dall’esempio di numerosi comuni in varie regioni.
L’Iniziativa statutaria
Attualmente (febbraio 2015) la legge nazionale vigente sull’ordinamento dei comuni (Testo Unico
Enti Locali TUEL) vieta questo strumento fondamentale della democrazia diretta comunale, che
permetterebbe ai cittadini di emendare lo statuto con un’iniziativa popolare. Il comma 4 dell’art 6
del TUEL recita: “Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due
terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venisse raggiunta, la votazione è
ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto è approvato se ottiene per
due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di
cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.”
Perciò a livello parlamentare andrebbe tolto questo vincolo e dato anche ai cittadini la facoltà di
avanzare un’iniziativa popolare per la modifica dello Statuto. Il nuovo testo dell’art.6 TUEL,
comma 5, verrebbe quindi:
“Lo statuto comunale può essere emendato con iniziativa popolare (referendum propositivo). A tal
fine i cittadini possono presentare una proposta di iniziativa popolare con un numero di firme
aumentato di un terzo rispetto l’iniziativa popolare (referendum propositivo) su norme comunali
ordinarie. Qualora questa proposta non fosse accolta da parte del Consiglio comunale, è indetto un
referendum propositivo statutario. Il Consiglio comunale può portare a votazione una sua
controproposta.”
La nuova Legge reg. del Trentino-Alto Adige del dicembre 2014 ha invece compiuto un primo
passo in riguardo al diritti dei cittadini di disciplinare anche lo statuto comunale. È stato istituito il
referendum confermativo facoltativo per le modifiche dello Statuto comunale, in analogia a quanto
presente a livello nazionale nel caso di modifiche della Costituzione (art. 138) e sulle leggi
provinciali della Province autonome di Trento e Bolzano sulla forma di governo. Se in un futuro il
Testo Unico TUEL e le leggi regionali creassero i presupposti per l’iniziativa statutaria si potrebbe
prevedere anche il “referendum propositivo statutario” .
Siti Internet per approfondire
Siti italiani
Movimento per referendum deliberativi senza quorum: www.refdeliberativi.net
Movimento popolare mondiale: www.movimentopopolaremondiale.org/primo.html
Cittadini Rovereto (partecipAzione): www.cittadinirovereto.it
Iniziativa per più democrazia, Bolzano: www.dirdemdi.org
Più democrazia per il Trentino: www.piudemocraziaintrentino.org
Iniziativa popolare “Quorum zero”: www.quorumzeropiudemocrazia.it
Cittadinanzattiva: www.cittadinanzattiva.org
Elenco di tutti i referendum in Italia: http://www.wikipedia.it/referendum
Sito di Paolo Michelotto sulla democrazia diretta: http://www.paolomichelotto.it
I Movimenti Civici Sicilia: www.movimenticivici.org
Comitato Più Democrazia e Partecipazione, Vicenza: www.piudemocrazia.it/
La Rete dei cittadini http://retedeicittadini.it
Coordinamento italiano delle liste civiche che promuove la democrazia diretta:
http://retecivicaitaliana.it
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Diritti di partecipazione negli statuti comunali
Informazioni sulla democrazia diretta in Svizzera e in generale
Cancelleria della Federazione svizzera: www.admin.ch/ch/it/pore/index.html
Informazioni generali sulla Democrazia diretta in Svizzera:
www.swissworld.org/it/switzerland/risorse/dvd/democrazia_diretta_in_svizzera
Andi Gross, politico e esperto di Democrazia diretta: www.andigross.ch
Centro per la Democrazia diretta, Svizzera: www.zdaarau.ch
Sito ufficiale del Governo svizzero: http://www.admin.ch
Le votazioni referendarie correnti in Svizzera:
http://www.admin.ch/aktuell/abstimmung/index.html?lang=it:
Istruzioni per processi di partecipazione a livello comunale:
http://www.wsl.ch/land/products/lebendiges_dorf/inhalt/welcome.html
Altri siti Internet
Initiative and Referendum Institute Europe: www.iri-europe.org
Democracy International: www.democracy-international.org
International Institute for Democracy and Electoral Assistance: www.idea.int
Initiative & Referendum Institute der Univ. Southern California http://www.iandrinstitute.org
Osservatorio sulla Democrazia a livello internazionale: http://www.freedomhouse.org
Carta europea sulla cittadinanza attiva: www.activecitizenship.net
Mehr Demokratie Germania: www.mehr-demokratie.de
Mehr Demokratie Austria: www.mehr-demokratie.at
Tutte le votazioni popolari in tutti i paesi del mondo: http://www.sudd.ch
Portale tedesco sui bilanci partecipativi: www.buergerhaushalt.de
Metodi e modelli di democrazia deliberativa (Stiftung Mitarbeit): www.buergergesellschaft.de
www.buergerhaushalt-europa.de
Büro für Zukunftsfragen del Governo del Vorarlberg: www.vorarlberg.at/zukunft
Wegweiser Bürgergesellschaft (Stiftung Mitarbeit):
http://www.buergergesellschaft.de/politische-teilhabe/beteiligung-in-der-kommune/103506
Pubblicazioni liberamente scaricabili da: http://www.paolomichelotto.it
 Verhulst/Nijeboer, Democrazia diretta, 2011
 Kaufmann, Buechi, Braun, Guida alla Democrazia Diretta 2010, Istituto europeo per
l’iniziativa e il referendum
 Paolo Michelotto, Democrazia dei Cittadini, Troll Libri 2009
 Thomas Benedikter, Più democrazia per l’Europa, ARCA edizioni 2010
 Thomas Benedikter, Il bilancio partecipativo, ARCA edizioni 2013
 A.A.V.V. - Vivere meglio con più democrazia – 2011
 Thomas Benedikter, Più potere ai cittadini - Introduzione alla Democrazia diretta e ai diritti
referendari, POLITiS, 2014
 Paolo Ronchi, Una forma di democrazia diretta: l’esperienza del Recall negli Stati Uniti
d’America, 2009
 Paolo Michelotto/Thomas Benedikter, Più democrazia nella politica comunale, POLITiS 2014
 International Idea, Handbook Direct Democracy, 2008.
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Diritti di partecipazione dei cittadini nei comuni