Fermare gli abusi, rafforzare l’AVS
No al dumping salariale
e al furto delle rendite!
Tutti alla manifestazione nazionale:
sabato, 21 settembre 2013, ore 14, Berna
No al dumping salariale No agli abusi –
– salari minimi per tutti Sì all’iniziativa 1:12
Gli affitti e i premi delle casse malati
continuano a salire, mentre molti
salari sono sottoposti a massicce
pressioni.
Mentre in fondo alla scala i salari
sono costantemente sotto pressione, i manager continuano a riempirsi
le tasche.
non bastano quasi per sopravvivere. Datori
di lavoro senza scrupoli si servono della libera circolazione delle persone per tagliare le
paghe. Loro sono il problema, non i colleghi
stranieri. Ed è per questo che sono indispensabili leggi più severe, controlli più frequenti
e sanzioni più pesanti contro gli abusi. E un
salario minimo di 4000 franchi per tutti.
rio più basso e quello più alto all’interno della
stessa impresa si allarga sempre di più. Fermiamo gli sfruttatori approvando l’iniziativa
1:12. Un salario dodici volte superiore per i
manager è più che sufficiente!
Rafforzare l’AVS –
Lavoro 24 ore su 24 –
No al furto delle rendite No grazie!
Il Consiglio federale si prepara a
sferrare un massiccio attacco alle
rendite di vecchiaia. Egli vuole ridurre il tasso di conversione del seconCentinaia di migliaia di lavoratrici e lavora- Salari milionari e paracaduti d’oro sono all’or- do pilastro dal 6,8 al 6 %.
Con la modifica della Legge sul lavoro per i negozi delle stazioni di servizio, in votazione il 22 settembre, si
vuole introdurre per la prima volta la
giornata lavorativa di 24 ore in una
tori devono sbarcare il lunario con salari che dine del giorno. La forbice salariale tra il sala- Le rendite della cassa pensione diminuireb- parte del commercio al dettaglio.
bero mediamente del 12 %, ossia di circa 200
franchi al mese. Il Consiglio federale vuole
anche aumentare l’età pensionabile delle
donne. La nostra risposta è un chiaro NO!
Chi ha lavorato duramente tutta la vita dopo
il pensionamento deve poter vivere dignitosamente della propria rendita. Invece del
furto delle rendite ci vuole finalmente un
ampliamento dell’AVS.
E sono già pronte nuove proposte che intendono eliminare la protezione in materia di
lavoro notturno e domenicale anche in molti altri negozi. Già adesso il personale addetto alla vendita deve fare spesso i conti con
condizioni di lavoro particolarmente dure.
Diciamo no allo smantellamento della protezione delle lavoratrici e dei lavoratori e sì a
più qualità di vita per tutti.
Per un’AVS forte, contro il furto delle rendite
NO alla giornata
lavorativa di 24 ore
Tre anni fa, il popolo ha respinto a
grande maggioranza i piani di smantellamento delle rendite voluti dal
Parlamento. Ora il Consiglio federale
intende sferrare il prossimo e ancora
più radicale attacco alle nostre
rendite.
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Il 22 settembre
votiamo NO!
Giù le mani dalle rendite
di vecchiaia!
18.06.13 12:29
La maggioranza borghese in Parlamento intende smantellare la legge sul lavoro. Con il
progetto in votazione il 22 settembre vogliono
introdurre per la prima volta la giornata lavorativa di 24 ore nel commercio al dettaglio. Per il
momento la modifica concerne i negozi annessi alle stazioni di servizio. Ma sono già pronte
altre proposte che intendono consentire il lavoro 24 ore su 24 anche in molti altri negozi.
La modifica della legge sul lavoro per i negozi
annessi alle stazioni di servizio spalanca le
porte a ulteriori peggioramenti: sempre più lavoro notturno e domenicale nel commercio al
dettaglio – e a medio termine anche in altre
professioni.
Chi ci rimette sono le decine di migliaia di dipendenti nel commercio al dettaglio. Già oggi
hanno grandi difficoltà a conciliare lavoro e
famiglia. Il lavoro di sabato, l’orario di lavoro
spezzettato e il lavoro su chiamata sono all’ordine del giorno. E come se non bastasse, per
un salario spesso inferiore a 4000 franchi.
E ora il personale addetto alla vendita dovrebbe addirittura essere a disposizione 24 ore su
24. Concretamente significa: ancora più stress
e condizioni di lavoro ancora peggiori.
Il Consiglio federale sta mettendo a
punto il prossimo attacco alle rendite
Invece di aumentare finalmente le rendite e di
rafforzare l’AVS come più importante previdenza di vecchiaia, quest’estate il Consiglio
federale ha presentato nuovi e radicali piani di
smantellamento.
Chi ha lavorato duramente per tutta la vita
deve poter vivere dignitosamente della propria
rendita dopo il pensionamento. È quanto ci
promette la Costituzione federale. Ciononostante, molte persone fanno fatica a sbarcare
il lunario in modo dignitoso con la rendita di
vecchiaia. A un elettricista che guadagnava
5500 franchi, dopo il pensionamento spettano meno di 3500 franchi, compreso il secondo pilastro. Una commessa a tempo parziale,
che guadagnava 3700 franchi, dovrà cavarsela
con soli 2400 franchi.
AVSplus anziché smantellamento delle rendite
Invece della riduzione delle rendite e dell’aumento dell’età pensionabile delle donne, Unia
rivendica il rafforzamento dell’AVS. Insieme
agli altri sindacati, ha lanciato l’iniziativa popolare AVSplus raccogliendo in soli quattro mesi
oltre 100 000 firme. L’iniziativa esige un
aumento del 10 % di tutte le rendite AVS, pari
mediamente a 200 franchi per le persone
singole e 350 franchi per i coniugi.
www.furto-delle-rendite.ch
In marzo 2010, oltre il 70 % dei cittadini ha bocciato chiaramente il furto delle rendite voluto
dal Parlamento – ora il Consiglio federale ci
riprova. Nella foto: manifesto per la votazione
del 2010.
Il tasso di conversione per le rendite della
cassa pensione passerebbe dal 6,8 al 6 %,
il che corrisponde ad un taglio delle rendite
del 12 %, ossia in media 200 franchi al
mese. Nel 2010, i cittadini avevano bocciato a grande maggioranza un abbassamento
al 6,4 %, con oltre il 70 % dei voti contrari.
Ora il Consiglio federale propone una riduzione ancora più massiccia.
L’età pensionabile delle donne dovrebbe
essere portata da 64 a 65 anni: un vero e
proprio affronto alle donne che, esercitando
lo stesso lavoro, continuano a guadagnare
in media quasi il 20 % in meno rispetto agli
uomini. Il Consiglio federale intende anche
sopprimere la rendita alle vedove senza
figli.
Inoltre il pensionamento sarebbe possibile
solo a partire dai 62 anni – attualmente
l’età minima è di 58 anni. Le lavoratrici e i
lavoratori più anziani verrebbero invece
«incoraggiati» a lavorare fino a 70 anni. Un
recente studio mostra un quadro completamente diverso: nel 2012 un numero particolarmente elevato di lavoratrici e lavoratori
oltre i 50 anni sono stati licenziati e la loro
percentuale tra le disoccupate e i disoccupati di lunga durata cresce.
Opponiamo un chiaro rifiuto anche
ai nuovi progetti di furto delle rendite
– con una massiccia presenza alla
manifestazione del 21 settembre!
Per questo saremo a Berna
Pertanto, il 22 settembre alle urne
diciamo:
No allo smantellamento della legge sul lavoro
No al superfluo lavoro notturno e domenicale
No alla giornata lavorativa di 24 ore
www.il-tempo-stringe.ch
«Sono 17 anni che a norma di legge
noi donne avremmo diritto ad
un salario uguale per un lavoro di
uguale valore. Eppure a tutt’oggi
siamo ancora molto lontani da tale
obiettivo. È uno scandalo che succeda in Svizzera.»
Angelica Sorrentino, 46,
Coordinatrice presso un patronato
«Mentre noi lavoriamo sodo
per un salario modesto, tanti capi e manager intascano
retribuzioni e bonus d’oro.
Voglio fermare questi sfruttatori e quindi voterò SÌ
all’iniziativa 1:12. Abbiamo
bisogno di un salario di almeno 4000 franchi per tutti,
non di retribuzioni
milionarie per pochi.»
Walter Eich, 43,
Idraulico/tecnico del riscaldamento
Più protezione
per le attiviste
Lo scorso giugno, le dipendenti e i dipendenti
del supermercato Spar a Dättwil presso Baden
(AG) hanno scioperato per dodici giorni per
rivendicare più personale, salari migliori e più
rispetto. In risposta, sono stati licenziati in
tronco, benché la Costituzione federale garantisca espressamente il diritto di sciopero e accordi internazionali tutelino i diritti sindacali.
In Svizzera, sempre più spesso sindacaliste e
sindacalisti attivi vengono licenziati perché
protestano contro il dumping salariale o si battono a favore dei diritti dei lavoratori e di migliori condizioni di lavoro per tutti.
Le lavoratrici e i lavoratori devono poter lottare
a favore di migliori condizioni di lavoro e contro
gli abusi senza temere di essere licenziati. Per
questa ragione, in Svizzera è indispensabile
un miglioramento della protezione contro il licenziamento. Perché i diritti sindacali sono un
importante fondamento su cui poggia la democrazia.
«Se i datori di lavoro abusano della
libera circolazione delle persone
per praticare il dumping salariale,
tutti i salari finiscono sotto pressione. Dobbiamo garantire che in tutta
la Svizzera valgano salari svizzeri:
chiediamo leggi più severe, un
aumento dei controlli e pene più
dure in caso di abusi.»
«Il lavoro su chiamata è
sempre più diffuso. Adesso a poco a poco vogliono
introdurre la giornata lavorativa di 24 ore nel commercio al dettaglio. Dobbiamo opporci!»
Giampiero Rigozzi, 52, Falegname
Salvatore Maruccia, 43, Edilizia
a
Salari equi per tutti
No al dumping salariale e
alle retribuzioni abusive
Negli scorsi anni, i salari e le condi­
zioni di lavoro hanno subito massicce
pressioni. Mentre i manager si riempiono le tasche senza ritegno, centinaia di migliaia di lavoratori devono
sbarcare il lunario con meno di 4000
franchi al mese. E le donne continuano a guadagnare quasi il 20 % in meno
rispetto agli uomini.
UN SALARIO
12 VOLTE PIÙ
ELEVATO
PUÒ BASTARE.
Datori di lavoro senza scrupoli si servono della
libera circolazione delle persone per fare pressione sui salari e migliorare i propri utili. La
colpa non è dei nostri colleghi provenienti
dall’Europa, ma di tutti quei datori di lavoro
che agiscono senza scrupoli. Per impedire gli
abusi e garantire che in Svizzera vengano corrisposti anche in futuro salari svizzeri occorrono
misure efficaci. In particolare sono necessari:
controlli più severi e sanzioni più pesanti in
caso di dumping salariale e altre infrazioni
alle condizioni di lavoro vigenti;
salari minimi dignitosi e vincolanti per
tutti;
maggiore protezione: chi lotta contro gli
abusi va protetto dal licenziamento.
In basso le pressioni aumentano . . .
In Svizzera, oltre 400 000 persone devono lavorare per un salario basso – malgrado i canoni
d’affitto e i premi delle casse malati sempre più
alti. Guadagnano meno di 4000 franchi al
mese. Circa un terzo di loro ha conseguito una
formazione. Particolarmente colpite sono le
donne. Molte devono rivolgersi all’aiuto sociale per sbarcare il lunario, benché lavorino a
tempo pieno: un vero scandalo per un paese
ricco come la Svizzera!
. . . e in alto ci si riempie le tasche
senza ritegno
Mentre i salari dei lavoratori ristagnano, quelli
dei manager non accennano a diminuire. Salari milionari e paracaduti d’oro sono all’ordine del giorno. Un recente studio di Unia ha
rivelato che la forbice tra il salario più basso e
quello più alto nelle 40 più importanti imprese si è ancora allargata, passando da 1:112 nel
2011 a 1:135 nello scorso anno. Approvando
l’iniziativa 1:12 possiamo fermare questa mentalità del self-service – 12 volte in più per i manager è sufficiente!
Mettiamo fine al dumping salariale e alle retribuzioni abusive –
con dei salari minimi equi per tutti e un sì all’iniziativa 1:12.
Sì!
-
Almeno 4000 franchi
per tutti!
i
Tutti coloro che lavorano a tempo pieno devono poter vivere dignitosamente del proprio
salario. Ciò è quanto rivendica l’iniziativa sui
salari minimi lanciata da Unia e da altri sindacati. Essa chiede almeno 22 franchi all’ora o
dodici volte 4000 franchi all’anno per tutti i
lavoratori. Circa il 10 % dei lavoratori beneficerebbe dei vantaggi offerti dall’iniziativa.
La votazione è prevista per il 2014.
!
1:93
1:6
1:14
1984
1998
2011
Rapporto tra il salario dei top manager e il salario medio. Fonte: USS
il 21 settembre:
«Senza migranti la Svizzera non
funzionerebbe: si fermerebbero i
cantieri, le pulizie, l’assistenza e
anche la ricerca. Le colleghe e i
colleghi migranti meritano tutto il
nostro rispetto! Battiamoci con
loro contro le campagne xenofobe!»
Hansueli Balmer, 58, Falegname
«È uno scandalo che in
Svizzera, il Paese più ricco
al mondo, una persona su
dieci abbia uno stipendio
insufficiente a vivere
dignitosamente. Urge introdurre un salario minimo legale»
Giuliano Ossola, 64, Polimeccanico
«Un paio di anni fa oltre il
70 % dell’elettorato ha respinto in modo compatto
il furto delle rendite.
Adesso il Consiglio federale sta mettendo a punto
un nuovo programma
radicale che prevede un
taglio alle rendite del
12 % e un innalzamento
dell’età pensionabile delle
donne. Respingeremo
questo nuovo attacco alle
nostre rendite.»
Vanco Krstev, 55, Falegname
«Le colleghe e i colleghi
che si battono per migliorare le condizioni di lavoro
rischiano continuamente
di essere licenziati. Una
simile situazione è inconciliabile con il partenariato
sociale e calpesta i diritti
democratici. Ecco perché
urge un miglioramento
della protezione contro il
licenziamento per i lavoratori impegnati sindacalmente.»
Susanne Weber, 44,
Aiuto infermiera
«Per tutta la vita ho lavorato sodo.
Eppure devo sempre pensarci due
volte prima di spendere ogni singolo franco. Dopo il pensionamento
dovrò ricorrere all’assistenza sociale. Sarà dura! È ora di aumentare
finalmente la rendita AVS come
chiede l’iniziativa AVSplus lanciata
dai sindacati.»
Vincenzo Belmonte, 50, Macellaio
Manifestazione, 21 settembre 2013:
punti e orari di ritrovo
Uniti siamo forti
Vincere con Unia
Tutti a Berna!
Insieme per salari equi e buone condizioni di lavoro, protezione contro il licenziamento
e sicurezza sociale – giorno per giorno Unia si batte per i diritti dei lavoratori.
­
autobus
treno
(Questa cartina non mostra tutta la rete di trasporto)
Basel
Delémont
Aarau
Baden
Winterthur
Rorschach
St. Gallen
Zürich
Olten
Solothurn
Biel
Neuchâtel
Luzern
Bern
Chur
Fribourg
Thun
Lausanne
Brig
Genève
Bellinzona
Per buone condizioni di lavoro e salari equi
Solo insieme possiamo ottenere buone condizioni di lavoro e salari equi. Unia sostiene le lavoratrici e i lavoratori
nelle trattative e in caso di conflitto affinché facciano valere i propri diritti. Così è riuscita ad ottenere per la
prima volta l’introduzione di salari minimi nel nuovo contratto collettivo di lavoro dell’industria metalmeccanica
ed elettrica (MEM). Nel nuovo CCL per il mestiere di parrucchiere, in un ramo in cui i salari bassi sono particolarmente diffusi, ha ottenuto un importante aumento dei salari minimi del 12 % entro il 2015.
Uniti siamo più forti – lo hanno dimostrato a più riprese anche i lavoratori edili. Il 1° luglio 2013 hanno potuto
festeggiare il decimo anniversario del pensionamento a 60 anni nell’edilizia. Questa conquista di grande importanza sociale e politica è stata il risultato di una dura lotta delle maestranze e del loro sindacato.
Unia difende i lavoratori
Sion
Chiasso
Il 21 settembre a Berna con il treno o l’autobus speciale
Se non è specificato diversamente, il punto di ritrovo è sempre la stazione.
Ticino Bellinzona stazione ore 09.30 | Biasca stazione ore 09.40 | Chiasso stazione
ore 08.30 | Faido stazione ore 10.00 | Locarno stazione ore 08.45 | Lugano stazione
ore 09.00 | Mendrisio stazione ore 08.45
Deutschschweiz Aargau Aarau Bahnhof 11.30 | Baden Bahnhof 11.00 | Brugg
Bahnhof 11.10 | Frick Bahnhof 10.30 | Lenzburg Bahnhof 11.10 | Zofingen
Bahnhof 11.20 Bern/Oberaargau-Emmental Bern Schützenmatte 13.30 |
Burgdorf Bahnhof 12.45 | Herzogenbuchsee Bahnhof 12.30 | Huttwil Bahnhof
12.00 | Langenthal Bahnhof 12.30 | Langnau Bahnhof 12.20 Berner Oberland
Interlaken Bahnhof West 11.30 | Saanen Bahnhof 11.00 | Spiez Bahnhof 12.00 |
Thun Bahnhof 12.15 | Zweisimmen Bahnhof 11.15 Biel-Solothurn Biel Bahnhof
12.30 | Lyss Bahnhof 12.40 | Olten Bahnhof 12.00 | Solothurn Bahnhof 12.20
Nordwestschweiz Basel Bahnhof 11.20 | Liestal Bahnhof 11.30 | Sissach Bahnhof
11.50 Ostschweiz-Graubünden Altstätten Bahnhof 08.15 | Amriswil Marktplatz
10.00 | Arbon Kirche Arbon 09.30| Buchs Bahnhof 09.50 | Bürglen Rest. Ochsen
10.15 | Chur Postautodeck 09.00 | Parkplatz Obere Au 09.15 | Flawil Bahnhof 09.50
| Frauenfeld Marktplatz 11.00 | Gossau Bahnhof 09.45 | Heerbrugg Bahnhof
08.25 | Kreuzlingen Bärenplatz 10.00 | Müllheim Post 10.35 | Näfels Parkplatz SGU
09.00 | Rapperswil Bahnhof bei Post 10.00 | Rheineck Bahnhof 08.30 | Romanshorn
Restaurant Landhaus 09.45 | Rorschach Bahnhof 09.00 | Sargans Bahnhof Post­
autohaltestelle 09.40 | St. Gallen Bahnhof 09.30 | St. Margrethen Bahnhof 08.30 |
Steckborn Bahnhof 10.20 | Uznach Bahnhof 09.30 | Uzwil Bahnhof 10.00 |
Weinfelden Freiestrasse bei Kirche 10.20 | Wil Bahnhof 10.15 Wallis/Vallese
Brig Bahnhofplatz 11.30 | Visp Bahnhofplatz 11.40 | Domodossola Stazione FS ore
08.30 Zentralschweiz Luzern Inseli 10.00 | Pfäffikon (SZ) Busparkplatz Alpamare
10.30 | Sursee Bahnhof 10.30 | Zug Sekretariat 10.00 Zürich-Schaffhausen
Bülach Bahnhof 10.45 | Pfäffikon (ZH) Bahnhof 10.20 | Rüti Bahnhof 10.20 |
Schaffhausen Bahnhof 10.15 | Uster Bahnhof 10.30 |Wetzikon Bahnhof 10.30 |
Winterthur Bahnhof 10.30 | Zürich Bahnhofshalle 11.15
Romandie Fribourg Bulle Gare 11h00 | Châtel-St-Denis Gare 11h10 | Domdidier
Gare 11h00 | Estavayer-le-Lac Gare 11h00 | Fribourg pl. devant le Théâtre
«Equilibre» 11h30 | Romont Gare 11h15 Genève Genève pl. des 22 Cantons 10h30
Neuchâtel Fleurier pl. de la Gare 11h00 | La Chaux-de-Fonds pl. de la Gare 11h00
| Le Locle pl. du Marché 10h45 | Neuchâtel Esplanade de la Maladière 11h45
Transjurane Delémont Gare CFF 10h15 | Moutier Gare CFF 10h45 | Porrentruy
Gare CFF 10h00 | Saignelégier Gare CFF 10h00 | St.-Imier Gare CFF 10h00 |
Tavannes Gare CFF 10h15 Vaud Aigle pl. des Glariers 10h45 | Chateau d’Oex
Gare CFF 10h45 | Echallens Gare LEB, Passage à Yverdon 10h30 | Lausanne Gare
CFF 11h45 | Le Sentier parking des Bruyères 10h00 | Morges Gare CFF 11h40 |
Nyon Gare CFF 11h30 | Orbe face au collège Montchoisi 11h00 | Payerne stade de
foot 11h30 | Renens Gare CFF 11h15 | Vallorbe La Poste 10h30 | Vevey pl. du Marché
11h15 | Yverdon Patinoire 11h00 Valais Martigny pl. de Rome 10h30 | Monthey
pl. du Cardinal 10h45 | Sierre pl. de la Gare 10h00 | Sion pl. des Potences 10h15
Importante Iscrivetevi alla manifestazione rivolgendovi al segretariato locale piú
vicino, telefonando o inviando un fax o un messaggio di posta elettronica. Informazione:
T 031 350 21 11
Greis e La Gale
in Piazza federale
Unia apporta un sostegno concreto ai lavoratori affinché i loro diritti siano riconosciuti, come dimostrano quattro
esempi di quest’anno: a Neuchâtel, con uno sciopero di tre giorni, Unia ha aiutato i dipendenti del produttore di
pompe EP Systems ad ottenere un piano sociale migliore. Presso la Boutique Metro a Basilea, grazie ad uno
sciopero di avvertimento, le commesse hanno ottenuto salari più alti, diritti di partecipazione più estesi e l’abolizione del lavoro gratuito. A Sciaffusa, Unia ha sostenuto uno sciopero di diversi giorni, condotto dai giardinieri
paesaggisti a favore di salari minimi sufficienti a vivere: le nove aziende interessate hanno firmato un accordo
che garantisce un aumento in due tempi dei salari minimi - aumento che in alcuni casi tocca i 900 franchi al
mese. Sul cantiere degli alberghi di lusso di Sawiris ad Andermatt, 30 installatori elettricisti, conducendo uno
sciopero di protesta, hanno ottenuto contratti di lavoro corretti che prevedono salari svizzeri invece dei 9.90 euro
all’ora corrisposti prima. Unia sostiene e offre assistenza giuridica ai propri iscritti anche in caso di problemi e
conflitti sul posto di lavoro.
Per miglioramenti di ordine politico
e legislativo
A livello politico, Unia si batte per migliori condizioni di lavoro, salari equi e buone assicurazioni sociali. Ad esempio, insieme ad altre organizzazioni, ha indetto il referendum contro la progressiva introduzione della giornata
lavorativa di 24 ore nel commercio al dettaglio (vedi pagina 3). Insieme agli altri sindacati, nel tempo record di
soli quattro mesi, ha raccolto oltre 100 000 firme per l’iniziativa AVSplus, che esige il rafforzamento dell’AVS
quale rendita di vecchiaia principale (vedi pagina 2). Unia sostiene anche in modo determinante l’iniziativa sui
salari minimi, su cui saremo chiamati a votare nel 2014, che chiede almeno 4000 franchi per tutte le lavoratrici
e tutti i lavoratori occupati a tempo pieno (vedi pagina 2). Unia si impegna inoltre per la realizzazione di incisive
misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone. Solo così possiamo impedire che i datori di
lavoro abusino della libera circolazione delle persone per mettere in atto pratiche di dumping salariale e sociale
e sottrarsi così all’osservanza delle condizioni di lavoro usuali in Svizzera.
Luglio 2013: Con uno sciopero di
avvertimento, 30 installatori elettricisti del grande cantiere di Sawiris
a Andermatt si sono battuti con
successo contro il dumping sala­
riale e hanno ottenuto contratti di
lavoro corretti.
Giugno 2013: A Sciaffusa i
giardinieri paesaggisti hanno incrociato le braccia per ottenere salari
equi. Nelle imprese interessate,
i salari minimi hanno subito un aumento fino a 900 franchi.
Aprile 2013: Unia, insieme ad
altre organizzazioni, ha indetto un
referendum contro la progressiva
introduzione della giornata lavora­
tiva di 24 ore nel commercio al
dettaglio – su cui saremo chiamati
ad esprimerci il prossimo 22 settembre.
Unia si occupa dei suoi associati
Con i suoi 200 000 iscritti, Unia è di gran lunga il più grande sindacato svizzero.
Gestisce circa 300 contratti collettivi di lavoro e contratti aziendali, di cui beneficiano
oltre 1 milione di lavoratrici e lavoratori attivi in 80 rami professionali. Con circa
100 segretariati a tempo pieno dislocati in tutta la Svizzera, Unia è vicina alle persone.
Non hai ancora aderito a Unia?
Non indugiare oltre!
Alla manifestazione a Berna si esibiranno anche
la rapper losannese La Gale e il rapper basilese Greis.
Impressum Supplemento ad Area | Editrice Edizioni Sociali SA, c.p. 5561, 6901 Lugano | Direttore
Claudio Carrer | Redazione del supplemento Monika Hächler, Pepo Hofstetter | Impaginazione
Esther Wickli, Carole Lonati | Fotos Monika Flückiger, Florian Aicher, Delphine Schnydrig, Unia|
Stampa Ringier Print, Adligenswil
Maggiore è il numero di lavoratrici e lavoratori che aderiscono a Unia, più incisivo è il
nostro impegno comune a favore dei diritti e degli interessi dei salariati.
La quota associativa di Unia dipende dal salario corrisposto e si situa tra lo 0,5 e
l’1 % dello stipendio. Laddove viene riscosso un contributo professionale, di regola esso
viene rimborsato.
È possibile aderire online alla pagina www.unia.ch oppure ordinando un modulo di
adesione presso Unia, Weltpoststrasse 20, CH-3000 Berna 15, tel. 031 350 21 11.
www.unia.ch
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Fermare gli abusi, rafforzare l`AVS