FINANZIARIA ROMANA S.p.A.
ad azionista unico
Sede Legale: Roma (RM) - Via Dora n. 1
Capitale Sociale: € 6.000.000= i.v.
Registro delle Imprese di Roma: 08103341007 - R.E.A. di Roma n. 1073795
Codice Fiscale: 08103341007 - Partita I.V.A.: 08103341007
RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2015
REDATTA SECONDO I PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI IAS/IFRS
INDICE
Cariche Sociali
pag. 3
Forma e contenuto della Relazione Semestrale
pag. 4
Prospetti Contabili
pag. 5
Stato Patrimoniale
pag. 5
Conto Economico
pag. 7
Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto
pag. 8
Note Esplicative alla Relazione Semestrale al 30/06/2015
pag. 10
Politiche contabili
pag. 11
Altre informazioni
pag. 35
Relazione del Consiglio di Amministrazione sulla Gestione
pag. 48
CARICHE SOCIALI DI FINANZIARIA ROMANA S.P.A.
Consiglio di Amministrazione
- Sig. Peppino Moriconi
Presidente
- Dott. Sergio Lo Prato
Amministratore Delegato
- Avv. Mario Ferri
Consigliere
- Sig. Luca Scoppa
Consigliere
Il Consiglio di Amministrazione resterà in carica fino all’assemblea che approverà il bilancio
d’esercizio al 31/12/2015.
Collegio Sindacale
- Dott. Stefano Gorgoni
Presidente
- Dott. Giorgio Pellati
Sindaco effettivo
- Dott. Luca Colaianni
Sindaco effettivo
Il Collegio Sindacale resterà in carica fino all’assemblea che approverà il bilancio d’esercizio
al 31/12/2015.
Società di Revisione
Deloitte & Touche S.p.A.
La società di revisione ha ricevuto l’incarico per il novennio 2010-2018.
3
FORMA E CONTENUTO DELLA RELAZIONE SEMESTRALE
La Relazione Semestrale al 30/06/2015 è stata redatta in conformità alle vigenti disposizioni
normative ed è costituita da:
Stato Patrimoniale
Conto Economico
Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto
Note Esplicative
Le note esplicative sono suddivise nelle seguenti parti:
Parte A) - Politiche contabili
Parte D) - Altre informazioni
4
PROSPETTI CONTABILI: LO STATO PATRIMONIALE
VOCI DELL’ATTIVO
30/06/2015
31/12/2014
ATTIVO
10. Cassa e disponibilità liquide
110
3.335
1.562.123
1.586.375
30. Attività finanziarie valutate al fair value
0
0
40. Attività finanziarie disponibili per la vendita
0
0
50. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza
0
0
9.433.190
8.600.405
70. Derivati di copertura
0
0
80. Adeguamento di valore attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-)
0
0
90. Partecipazioni
0
0
19.633
16.999
2.102
4.000
147.762
188.755
20. Attività finanziarie detenute per la negoziazione
60. Crediti
100. Attività materiali
110. Attività immateriali
120. Attività fiscali:
a) correnti
65.548
101.401
b) anticipate
82.214
87.354
0
0
di cui alla L. 214/2011
130. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione
140. Altre attività
TOTALE ATTIVO
5
0
0
787.948
622.979
11.952.868
11.022.848
VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO
30/06/2015
31/12/2014
PASSIVO E PATRIMONIO NETTO
10. Debiti
416
565
20. Titoli in circolazione
0
0
30. Passività finanziarie di negoziazione
0
0
40. Passività finanziarie valutate al fair value
0
0
50. Derivati di copertura
0
0
60. Adeguamento di valore pass. finanz. oggetto di copertura generica (+/-)
0
0
268.701
318.223
70. Passività fiscali:
a) correnti
149.344
179.929
b) differite
119.357
138.294
80. Passività associate ad attività in via di dismissione
90. Altre passività
100. Trattamento di fine rapporto del personale
110. Fondi per rischi e oneri:
0
0
3.280.112
2.578.512
180.959
196.969
0
0
a) quiescenza e obblighi simili
0
0
b) altri fondi
0
0
120. Capitale
6.000.000
6.000.000
130. Azioni proprie (-)
0
0
140. Strumenti di capitale
0
0
150. Sovrapprezzi di emissione
0
0
1.555.961
790.105
170. Riserve da valutazione
(47.382)
(47.382)
180. Utile (Perdita) d’esercizio
714.101
1.185.856
11.952.868
11.022.848
160. Riserve
TOTALE PASSIVO E PATRIMONIO NETTO
6
PROSPETTI CONTABILI: IL CONTO ECONOMICO
VOCI
30/06/2015
30/06/2014
10. Interessi attivi e proventi assimilati
86.869
102.935
20. Interessi passivi e oneri assimilati
(2.878)
(3.462)
MARGINE DI INTERESSE
83.991
99.473
30. Commissioni attive
2.539.726
2.407.704
40. Commissioni passive
(793.346)
(765.748)
COMMISSIONI NETTE
1.746.380
1.641.956
51.107
38.250
(24.252)
(95.478)
70. Risultato netto dell’attività di copertura
0
0
80. Risultato netto delle attività e della pass. finanziarie valutate al fair value
0
0
90. Utile / perdita da cessione o riacquisto di:
0
0
50. Dividendi e proventi assimilati
60. Risultato netto dell’attività di negoziazione
a) attività finanziarie
0
0
b) passività finanziarie
0
0
MARGINE DI INTERMEDIAZIONE
1.857.226
1.684.201
(27.321)
(20.252)
100. Rettifiche / riprese di valore nette per deterioramento di:
a) attività finanziarie
(1.848)
0
b) altre operazioni finanziarie
(25.473)
(20.252)
110. Spese amministrative:
(809.220)
(776.515)
a) spese per il personale
(459.854)
(417.693)
b) altre spese amministrative
(349.366)
(358.822)
120. Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali
(3.333)
(2.852)
130. Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali
(2.102)
(2.403)
140. Risultato netto della valutaz. fair value delle attiv. materiali e immateriali
0
0
150. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri
0
0
37.467
47.462
1.052.717
929.641
170. Utili (Perdite) delle partecipazioni
0
0
180. Utili (Perdite) da cessione di investimenti
0
0
UTILE (PERDITA) ATTIVITA’ CORRENTE LORDO DELLE IMPOSTE
1.052.717
929.641
190. Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente
(338.616)
(332.372)
714.101
597.269
0
0
714.101
597.269
160. Altri proventi e oneri di gestione
RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA
UTILE (PERDITA) ATTIVITA’ CORRENTE NETTO DELLE IMPOSTE
200. Utile (Perdita) gruppi attività in via di dismissione al netto delle imposte
UTILE (PERDITA) D’ESERCIZIO
7
PROSPETTI CONTABILI: IL PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO
Con riferimento alla consistenza delle voci di Patrimonio Netto, le principali variazioni
intervenute nel corso del semestre sono rappresentate nel prospetto che segue.
Allocazione risultato
esercizio 2014
Capitale
Sovrapprezzo emissioni
Altre variazioni
Variazioni strumenti di capitale
Distribuzione straordinaria dividendi
Acquisto azioni proprie
Emissione nuove azioni
Variazioni di riserve
Dividendi e altre destinazioni
Riserve
Esistenze al 01/01/2015
Esistenze al 31/12/2014
Modifica saldi apertura
Operazioni sul patrimonio netto
Patrimonio netto al 30/06/2015
Redditività complessiva semestre 30/06/2015
Variazioni del semestre
6.000.000
0
6.000.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
6.000.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
790.105
765.856
Riserve:
790.105
a) di utili
761.890
0
761.890
765.856
420.000
0
0
0
(420.000)
0
0
1.527.746
28.215
0
28.215
0
0
0
0
0
0
0
0
28.215
(47.382)
0
(47.382)
0
0
0
0
0
0
0
0
0
(47.382)
Strumenti di capitale
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
Azioni proprie
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
Utile (Perdita) di esercizio
1.185.856
0
1.185.856
(765.856)
(420.000)
0
0
0
0
0
0
714.101
714.101
Patrimonio netto
7.928.579
0
7.928.579
0
0
0
0
0
(420.000)
0
0
714.101
8.222.680
b) altre
Riserve da valutazione
1.555.961
8
Mentre le variazioni intervenute nel primo semestre 2014 sono illustrate nel prospetto
seguente.
Allocazione risultato
esercizio 2013
Capitale
Sovrapprezzo emissioni
Altre variazioni
Variazioni strumenti di capitale
Distribuzione straordinaria dividendi
Acquisto azioni proprie
Emissione nuove azioni
Variazioni di riserve
Dividendi e altre destinazioni
Riserve
Esistenze al 01/01/2014
Esistenze al 31/12/2013
Modifica saldi apertura
Operazioni sul patrimonio netto
Patrimonio netto al 30/06/2014
Redditività complessiva semestre 30/06/2014
Variazioni del semestre
6.000.000
0
6.000.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
6.000.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
249.960
540.145
Riserve:
249.960
a) di utili
221.745
0
221.745
540.145
360.000
0
0
0
(360.000)
0
0
761.890
28.215
0
28.215
0
0
0
0
0
0
0
0
28.215
(24.623)
0
(24.623)
0
0
0
0
0
0
0
0
0
(24.623)
Strumenti di capitale
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
Azioni proprie
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
900.145
0
900.145
(540.145)
(360.000)
0
0
0
0
0
0
597.269
597.269
7.125.482
0
7.125.482
0
0
0
0
0
(360.000)
0
0
597.269
7.362.751
b) altre
Riserve da valutazione
Utile (Perdita) di esercizio
Patrimonio netto
790.105
9
NOTE ESPLICATIVE ALLA RELAZIONE SEMESTRALE AL 30/06/2015
Le presenti note esplicative sono costituite da:
Parte A) - Politiche contabili
A.1 - Parte Generale
Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali
Sezione 2 - Principi generali di redazione
Sezione 3 - Eventi successivi alla data di riferimento della semestrale
Sezione 4 - Altri aspetti
Parte D) - Altre informazioni
Sezione 1 - Riferimenti specifici sull’operatività svolta
D. Garanzie rilasciate ed impegni
Sezione 4 - Informazioni sul patrimonio
4.1 Il patrimonio dell’impresa
4.2 Il patrimonio e i coefficienti di vigilanza
Sezione 5 - Prospetto analitico della redditività complessiva
Sezione 6 - Operazioni con parti correlate
10
PARTE A) POLITICHE CONTABILI
A.1 Parte Generale
Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali
Ai fini della predisposizione della presente situazione patrimoniale ed economica semestrale
si è fatto riferimento ad alcuni principi contabili internazionali IAS/IFRS adottati secondo la
procedura di cui all’articolo 6 del Regolamento Comunitario n. 1606 del 19/07/2002.
I prospetti contabili sono stati predisposti esclusivamente per la determinazione dell’utile
semestrale ai fini del calcolo del Patrimonio di Vigilanza, sulla base delle indicazioni
contenute nelle Istruzioni di Vigilanza ed in conformità ai criteri di redazione descritti nelle
note esplicative.
Pertanto, tali prospetti contabili non includono il rendiconto finanziario, taluni dati
comparativi e le note esplicative che sarebbero richiesti per rappresentare in modo veritiero e
corretto la situazione patrimoniale e finanziaria ed il risultato economico del semestre della
Finanziaria Romana S.p.A. in conformità al principio contabile internazionale applicabile per
l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) adottato dall’Unione Europea.
I principi contabili sono principi, concetti di base, convenzioni, regole e prassi applicati
dall’impresa nella preparazione e nella presentazione del bilancio.
I principi contabili sono definiti in maniera da assicurare che il bilancio fornisca
un’informativa che sia attendibile e significativa per il processo decisionale degli utilizzatori.
L’attendibilità è intesa nel senso di:
• rappresentare fedelmente la situazione patrimoniale, finanziaria ed il risultato
economico dell’impresa;
• riflettere la sostanza economica degli eventi e delle operazioni e non meramente la
forma legale;
• assicurare la neutralità, cioè la libertà da pregiudizi;
11
• assicurare la prudenza;
• assicurare la completa rappresentazione dei fatti gestionali con riferimento a tutti gli
aspetti rilevanti.
Sezione 2 - Principi generali di redazione
La Relazione Semestrale è stata redatta secondo le disposizioni previste dalla Circolare n. 217
del 5 agosto 1996 - 14° aggiornamento, nonché alle disposizioni contenute in particolare nel
nuovo Principio Contabile Internazionale IAS 1 e recepite nei principi contabili internazionali
emanati dallo IASB ed alle relative interpretazioni emanate dall’IFRIC, ed anche al
Provvedimento della Banca d'Italia emanato in data 22/12/2014 "Istruzioni per la redazione
dei bilanci e dei rendiconti degli Intermediari finanziari ex art. 107 del TUB, degli Istituti di
pagamento, degli IMEL, delle SGR e delle SIM". Tale provvedimento modifica integralmente
le istruzioni allegate al precedente Regolamento del 21/01/2014, che a sua volta sostituiva,
con modifiche, le istruzioni allegate al Regolamento del 14/02/2006 “Istruzioni per la
redazione dei bilanci degli Intermediari finanziari iscritti nell’Elenco speciale, degli Istituti di
moneta elettronica (IMEL), delle Società di gestione del risparmio (SGR) e delle Società di
intermediazione mobiliare (SIM)” - ridenominato e modificato dal Regolamento del
13/03/2012 “Istruzioni per la redazione dei bilanci e dei rendiconti degli Intermediari
finanziari ex art. 107 del TUB, degli Istituti di pagamento, degli IMEL, delle SGR e delle
SIM.
La Relazione Semestrale è costituita da:
•
Prospetti Contabili, composti da:
stato patrimoniale;
conto economico;
prospetto della redditività complessiva;
prospetto delle variazioni del patrimonio netto.
12
•
Note esplicative dei dati patrimoniali ed economici semestrali.
La Relazione Semestrale è corredata dalla relazione degli amministratori sull’andamento della
gestione e sulla situazione della Finanziaria.
La Relazione Semestrale è redatta con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la
situazione patrimoniale, la situazione finanziaria ed il risultato economico del semestre.
Se le informazioni richieste dai principi contabili internazionali e dalle disposizioni contenute
nel sopra richiamato Provvedimento emanato dalla Banca d’Italia non sono sufficienti a dare
una rappresentazione veritiera e corretta, rilevante, attendibile, comparabile e comprensibile,
nelle note esplicative sono fornite le informazioni complementari necessarie allo scopo.
Gli schemi di stato patrimoniale e di conto economico sono costituiti da voci, contrassegnati
da numeri, da sottovoci, contrassegnate da lettere, e da ulteriori dettagli informativi, i “di cui”
delle voci e delle sottovoci. Le voci, le sottovoci ed i relativi dettagli informativi costituiscono
i conti della semestrale.
Per ogni conto degli schemi di stato patrimoniale e di conto economico è indicato anche
l’importo dell’esercizio e del semestre precedente. Qualora i conti non siano comparabili,
quelli relativi all’esercizio ed al semestre precedente sono adattati; la non comparabilità e
l’adattamento o l’impossibilità di questo sono segnalati e commentati nelle note esplicative.
I dati presenti negli schemi ufficiali del semestre al 30/06/2015 sono confrontati con i dati
evidenziati al 31/12/2014 per quanto riguarda lo stato patrimoniale e con le risultanze al
30/06/2014 per quanto riguarda il conto economico.
Le attività e le passività, i costi ed i ricavi non possono essere fra loro compensati, salvo che
ciò sia ammesso o richiesto dai principi contabili internazionali o dalle disposizioni contenute
nel Provvedimento del 22/12/2014 emanato dalla Banca d’Italia.
Per una migliore trasparenza, nello stato patrimoniale e nel conto economico sono indicati
anche i conti che non presentano importi né per il semestre al quale si riferisce la Relazione
13
Semestrale, né per quello precedente. Se un elemento dell’attivo o del passivo ricade sotto più
voci dello stato patrimoniale, nelle note esplicative è annotato, qualora ciò sia necessario ai
fini della comprensione della semestrale, la sua riferibilità anche a voci diverse da quella nella
quale è iscritto. Nel conto economico e nella relativa sezione delle note esplicative i ricavi
sono indicati senza segno, mentre i costi sono indicati fra parentesi.
In conformità a quanto disposto dall’art. 5 del D.Lgs. n. 38/2005, la Relazione Semestrale è
redatta utilizzando l’euro come moneta di conto. In particolare la Relazione Semestrale è
redatta in unità di euro, senza cifre decimali, così come in unità di euro sono redatte le note
esplicative. La somma algebrica delle differenze derivanti dagli arrotondamenti è ricondotta
alle voci 140) “Altre attività” o 90) “Altre passività” per lo stato patrimoniale e 160) “Altri
proventi e oneri di gestione” per il conto economico.
La Relazione Semestrale è stata redatta nella prospettiva della continuità dell’attività
aziendale, secondo il principio della contabilizzazione per competenza economica, nel rispetto
del principio di rilevanza e significatività dell’informazione, della prevalenza della sostanza
sulla forma e nell’ottica di favorire la coerenza con le presentazioni future. Le voci di natura o
destinazione dissimile sono state presentate distintamente a meno che siano state considerate
irrilevanti. Sono stati rettificati tutti gli importi rilevati nella semestrale per riflettere i fatti
successivi alla data di riferimento che, ai sensi del principio IAS 10, comportano l’obbligo di
eseguire una rettifica. I fatti successivi che non comportano rettifica e che, quindi, riflettono
circostanze che si sono verificate successivamente alla data di riferimento, sono oggetto di
informativa nelle note esplicative nella successiva sezione 3 se rilevanti ed in grado di influire
sulle decisioni economiche degli utilizzatori.
Sezione 3 - Eventi successivi alla data di riferimento della semestrale
Nel periodo immediatamente successivo alla data di riferimento della semestrale non si sono
verificati eventi degni di essere segnalati.
14
Sezione 4 - Altri aspetti
4.1 Utilizzo di stime ed assunzioni nella predisposizione della relazione semestrale
La redazione della semestrale richiede anche il ricorso a stime e ad assunzioni che possono
determinare significativi effetti sui valori iscritti nello stato patrimoniale e nel conto
economico, nonché sull’informativa relativa alle attività e passività potenziali riportate in
semestrale. L’elaborazione di tali stime implica l’utilizzo delle informazioni disponibili e
l’adozione di valutazioni soggettive, fondate anche sull’esperienza storica, utilizzata ai fini
della formulazione di assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di gestione. Per loro
natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto,
non è da escludersi che, negli esercizi successivi, gli attuali valori iscritti in semestrale
potranno differire anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni
soggettive utilizzate. Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l’impiego
di valutazioni soggettive da parte della direzione aziendale sono:
la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti e, in genere, delle altre
attività finanziarie;
l’utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari
non quotati in mercati attivi;
la valutazione della congruità del valore degli avviamenti e delle altre attività immateriali;
la quantificazione dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita attiva;
le ipotesi demografiche (legate alla mortalità prospettica della popolazione assicurata) e
finanziarie (derivanti dalla possibile evoluzione dei mercati finanziari) utilizzate nello
strutturare i prodotti assicurativi e nel definire le basi di calcolo delle riserve integrative.
4.2 Perdite e svalutazioni su crediti
Il D.Lgs. 14/09/2015, n. 147 (c.d. “decreto internazionalizzazione”) è intervenuto nuovamente
15
sulla disciplina delle perdite su crediti, dopo le modifiche introdotte dal D.L. 27/06/2015 n.
83, convertito con modificazione nella L. 06/08/2015, n. 132 e dalla L. 27/12/2013, n. 147
(Legge di Stabilità 2014). Per effetto delle nuove disposizioni, con effetto dal periodo
d’imposta 2015, le svalutazioni e le perdite su crediti verso la clientela (voce 100 del conto
economico) diventano ora integralmente deducibili sia ai fini IRES che ai fini IRAP
nell’esercizio in cui sono rilevate in bilancio (e non più in quote costanti nell’esercizio in cui
sono imputate al conto economico e nei successivi quattro esercizi), al pari di quanto già
previsto per le perdite realizzate mediante cessione a titolo oneroso.
Per motivi di gettito, tuttavia, per il solo esercizio 2015 la deducibilità è ridotta al 75% del
complessivo ammontare di svalutazioni e perdite, mentre è confermata la rilevanza al 100%
delle perdite da cessione (imputate alla voce 90 del conto economico).
L’eccedenza risultante dall’applicazione del limite per il 2015 e le svalutazioni delle perdite
su crediti, iscritte in bilancio fino all’esercizio in corso al 31/12/2014 e non ancora dedotte
con le regole in vigore prima delle modifiche, sono deducibili per il 5%, l’8%, il 10% e il 12%
del loro ammontare, rispettivamente nei periodi d’imposta 2016, 2017, 2018 e 2019-2024. Il
rimanente 5% è dedotto nel periodo d’imposta 2025.
Sono pertanto semplificate le modalità di deducibilità delle perdite e delle svalutazioni su
crediti ma, seppure transitoriamente, si produce un allungamento del perimetro temporale di
deducibilità delle eccedenze pregresse, con susseguente necessità di dover gestire su un arco
pluriennale le quote non dedotte e le relative imposte anticipate.
4.3 Adozione dei nuovi principi contabili e interpretazioni emessi dallo IASB
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS applicati dal 01/01/2015
I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS sono stati applicati per la
prima volta dal Società a partire dal 01/01/2015:
• In data 20/05/2013 è stata pubblicata l’interpretazione IFRIC 21 - Levies, che fornisce
16
chiarimenti sul momento di rilevazione di una passività collegata a tributi (diversi
dalle imposte sul reddito) imposti da un ente governativo. Il principio affronta sia le
passività per tributi che rientrano nel campo di applicazione dello IAS 37 Accantonamenti, passività e attività potenziali, sia quelle per i tributi il cui timing e
importo sono certi. L’interpretazione si applica retrospettivamente per gli esercizi che
decorrono al più tardi dal 17/06/2014 o data successiva.
• In data 12/12/2013 lo IASB ha pubblicato il documento “Annual Improvements to
IFRSs: 2011-2013 Cycle” che recepisce le modifiche ad alcuni principi nell’ambito del
processo annuale di miglioramento degli stessi. Le principali modifiche riguardano:
o IFRS 3 Business Combinations – Scope exception for joint ventures. La
modifica chiarisce che il paragrafo 2(a) dell’IFRS 3 esclude dall’ambito di
applicazione dell’IFRS 3 la formazione di tutti i tipi di joint arrangement,
come definiti dall’IFRS 11;
o IFRS 13 Fair Value Measurement - Scope of portfolio exception (par. 52). La
modifica chiarisce che la portfolio exception inclusa nel paragrafo 52
dell’IFRS 13 si applica a tutti i contratti inclusi nell’ambito di applicazione
dello IAS 39 indipendentemente dal fatto che soddisfino la definizione di
attività e passività finanziarie fornita dallo IAS 32;
o IAS 40 Investment Properties - Interrelationship between IFRS 3 and IAS 40.
La modifica chiarisce che l’IFRS 3 e lo IAS 40 non si escludono
vicendevolmente e che, al fine di determinare se l’acquisto di una proprietà
immobiliare rientri nell’ambito di applicazione dell’IFRS 3 o dello IAS 40,
occorre far riferimento rispettivamente alle specifiche indicazioni fornite
dall’IFRS 3 oppure dallo IAS 40.
Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 01/01/2015 o da data
17
successiva.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS e IFRIC omologati dall’Unione
Europea, non ancora obbligatoriamente applicabili e non adottati in via anticipata dalla
società al 30/06/2015
• In data 21/11/2013 è stato pubblicato l’emendamento allo IAS 19 “Defined Benefit
Plans: Employee Contributions”, che propone di presentare le contribuzioni (relative
solo al servizio prestato dal dipendente nell’esercizio) effettuate dai dipendenti o terze
parti ai piani a benefici definiti a riduzione del service cost dell’esercizio in cui viene
pagato tale contributo. La necessità di tale proposta è sorta con l’introduzione del
nuovo IAS 19 (2011), ove si ritiene che tali contribuzioni siano da interpretare come
parte di un post-employment benefit, piuttosto che di un beneficio di breve periodo e,
pertanto, che tale contribuzione debba essere spalmata sugli anni di servizio del
dipendente. La modifica si applica al più tardi a partire dagli esercizi che hanno inizio
dal 01/02/2015 o da data successiva.
• In data 12/12/2013 è stato pubblicato il documento “Annual Improvements to IFRSs:
2010-2012 Cycle” che recepisce le modifiche ad alcuni principi nell’ambito del
processo annuale di miglioramento degli stessi. Le principali modifiche riguardano:
o IFRS 2 Share Based Payments - Definition of vesting condition. Sono state
apportate delle modifiche alle definizioni di “vesting condition” e di “market
condition” ed aggiunte le ulteriori definizioni di “performance condition” e
“service condition” (in precedenza incluse nella definizione di “vesting
condition”);
o IFRS 3 Business Combination - Accounting for contingent consideration. La
modifica chiarisce che una contingent consideration nell’ambito di business
combination classificata come un’attività o una passività finanziaria deve
18
essere rimisurata a fair value ad ogni data di chiusura di periodo contabile e le
variazioni di fair value devono essere rilevate nel conto economico o tra gli
elementi di conto economico complessivo sulla base dei requisiti dello IAS 39
(o IFRS 9);
o IFRS 8 Operating segments - Aggregation of operating segments. Le
modifiche richiedono ad un’entità di dare informativa in merito alle valutazioni
fatte dal management nell’applicazione dei criteri di aggregazione dei segmenti
operativi, inclusa una descrizione dei segmenti operativi aggregati e degli
indicatori economici considerati nel determinare se tali segmenti operativi
abbiano caratteristiche economiche simili;
o IFRS 8 Operating segments - Reconciliation of total of the reportable
segments’ assets to the entity’s assets. Le modifiche chiariscono che la
riconciliazione tra il totale delle attività dei segmenti operativi e il totale delle
attività nel suo complesso dell’entità deve essere presentata solo se il totale
delle attività dei segmenti operativi viene regolarmente rivisto dal più alto
livello decisionale operativo dell’entità;
o IFRS 13 Fair Value Measurement - Short-term receivables and payables. Sono
state modificate le Basis for Conclusions di tale principio al fine di chiarire che
con l’emissione dell’IFRS 13, e le conseguenti modifiche allo IAS 39 e
all’IFRS 9, resta valida la possibilità di contabilizzare i crediti e debiti
commerciali correnti senza rilevare gli effetti di un’attualizzazione, qualora tali
effetti risultino non materiali;
o IAS 16 Property, plant and equipment and IAS 38 Intangible Assets Revaluation
method:
proportionate
restatement
of
accumulated
depreciation/amortization. Le modifiche hanno eliminato le incoerenze nella
19
rilevazione dei fondi ammortamento quando un’attività materiale o
immateriale è oggetto di rivalutazione. I requisiti previsti dalle modifiche
chiariscono che il valore di carico lordo sia adeguato in misura consistente con
la rivalutazione del valore di carico dell’attività e che il fondo ammortamento
risulti pari alla differenza tra il valore di carico lordo e il valore di carico al
netto delle perdite di valore contabilizzate;
o IAS 24 Related Parties Disclosures - Key management personnel. Si chiarisce
che nel caso in cui i servizi dei dirigenti con responsabilità strategiche siano
forniti da un’entità (e non da una persona fisica), tale entità sia da considerare
comunque una parte correlata.
Le modifiche si applicano al più tardi a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 01/02/2015
o da data successiva.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS non ancora omologati
dall’Unione Europea
Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell’Unione Europea
non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione degli
emendamenti e dei principi sotto descritti.
• In data 30/01/2014 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 14 - Regulatory Deferral
Accounts che consente solo a coloro che adottano gli IFRS per la prima volta di
continuare a rilevare gli importi relativi alle attività soggette a tariffe regolamentate
(“Rate Regulation Activities”) secondo i precedenti principi contabili adottati. Non
essendo la Società un first-time adopter, tale principio non risulta applicabile.
• In data 06/05/2014 lo IASB ha emesso alcuni emendamenti al principio IFRS 11 Joint
Arrangements - Accounting for acquisitions of interests in joint operations relativi alla
contabilizzazione dell’acquisizione di interessenze in una joint operation la cui attività
20
costituisca un business nell’accezione prevista dall’IFRS 3. Le modifiche richiedono
che per queste fattispecie si applichino i principi riportati dall’IFRS 3 relativi alla
rilevazione degli effetti di una business combination.
Le modifiche si applicano a partire dal 01/01/2016 ma è consentita un’applicazione
anticipata.
• In data 12/05/2014 lo IASB ha emesso alcuni emendamenti allo IAS 16 Property,
plant and Equipment e allo IAS 38 Intangibles Assets - Clarification of acceptable
methods of depreciation and amortisation. Le modifiche allo IAS 16 stabiliscono che
i criteri di ammortamento determinati in base ai ricavi non sono appropriati, in quanto,
secondo l’emendamento, i ricavi generati da un’attività che include l’utilizzo
dell’attività oggetto di ammortamento generalmente riflettono fattori diversi dal solo
consumo dei benefici economici dell’attività stessa. Le modifiche allo IAS 38
introducono una presunzione relativa, secondo cui un criterio di ammortamento basato
sui ricavi è considerato di norma inappropriato per le medesime ragioni stabilite dalle
modifiche introdotte allo IAS 16. Nel caso delle attività intangibili questa presunzione
può essere peraltro superata, ma solamente in limitate e specifiche circostanze.
Le modifiche si applicano a partire dal 01/01/2016 ma è consentita un’applicazione
anticipata.
• In data 28/05/2014 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 15 - Revenue from
Contracts with Customers che è destinato a sostituire i principi IAS 18 - Revenue e
IAS 11 - Construction Contracts, nonché le interpretazioni IFRIC 13 - Customer
Loyalty Programmes, IFRIC 15 - Agreements for the Construction of Real Estate,
IFRIC 18 - Transfers of Assets from Customers e SIC 31 - Revenues-Barter
Transactions Involving Advertising Services. Il principio stabilisce un nuovo modello
di riconoscimento dei ricavi, che si applicherà a tutti i contratti stipulati con i clienti ad
21
eccezione di quelli che rientrano nell’ambito di applicazione di altri principi IAS/IFRS
come i leasing, i contratti d’assicurazione e gli strumenti finanziari. I passaggi
fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi secondo il nuovo modello sono:
o l’identificazione del contratto con il cliente;
o l’identificazione delle performance obligations del contratto;
o la determinazione del prezzo;
o l’allocazione del prezzo alle performance obligations del contratto;
o i criteri di iscrizione del ricavo quando l’entità soddisfa ciascuna performance
obligation.
Il principio si applica a partire dal 01/01/2017 ma è consentita un’applicazione
anticipata (nel maggio 2015 lo IASB ha emesso un Exposure Draft proponendo di
differire la data di prima applicazione al 01/01/2018).
• In data 30/06/2014 lo IASB ha emesso alcuni emendamenti ai principi IAS 16
Property, plant and equipment e IAS 41 Agriculture - Bearer Plants. Le modifiche
richiedono che le bearer plants, ossia gli alberi da frutto che daranno vita a raccolti
annuali (ad esempio le viti, le piante di nocciole) debbano essere contabilizzate
secondo i requisiti dello IAS 16 (piuttosto che dello IAS 41). Ciò significa che tali
attività devono essere valutate al costo invece che al fair value al netto dei costi di
vendita (è tuttavia consentito l’utilizzo del revaluation method proposto dallo IAS 16).
I cambiamenti proposti sono ristretti agli alberi utilizzate per produrre stagionalmente
frutti e non per essere vendute come living plants oppure soggette ad un raccolto come
prodotti agricoli. Tali alberi rientreranno nello scope dello IAS 16 anche durante la
fase di maturazione biologica, vale a dire fino a che non saranno in grado di generare
prodotti agricoli.
Le modifiche si applicano a partire dal 01/01/2016 ma è consentita un’applicazione
22
anticipata.
• In 24/07/2014 lo IASB ha pubblicato la versione finale dell’IFRS 9 - Strumenti
finanziari. Il documento accoglie i risultati delle fasi relative a Classificazione e
valutazione, Impairment, e Hedge accounting, del progetto dello IASB volto alla
sostituzione dello IAS 39. Il nuovo principio, che sostituisce le precedenti versioni
dell’IFRS 9, deve essere applicato dai bilanci che iniziano il 01/01/2018 o
successivamente.
A seguito della crisi finanziaria del 2008, su istanza delle principali istituzioni
finanziarie e politiche, lo IASB ha iniziato il progetto volto alla sostituzione dell’IFRS
9 ed ha proceduto per fasi. Nel 2009 lo IASB ha pubblicato la prima versione
dell’IFRS 9 che trattava unicamente la Classificazione e valutazione delle attività
finanziarie; successivamente, nel 2010, sono state pubblicate i criteri relativi alla
classificazione e valutazione delle passività finanziarie e alla derecognition
(quest’ultima tematica è stata trasposta inalterata dallo IAS 39). Nel 2013 l’IFRS 9 è
stato modificato per includere il modello generale di hedge accounting. A seguito della
pubblicazione attuale, che ricomprende anche l’impairment, l’IFRS 9 è da considerarsi
completato ad eccezione dei criteri riguardanti il macro hedging, sul quale lo IASB ha
intrapreso un progetto autonomo.
Il principio introduce dei nuovi criteri per la classificazione e valutazione delle attività
e passività finanziarie. In particolare, per le attività finanziarie il nuovo principio
utilizza un unico approccio basato sulle modalità di gestione degli strumenti finanziari
e sulle caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie stesse al
fine di determinarne il criterio di valutazione, sostituendo le diverse regole previste
dallo IAS 39. Per le passività finanziarie, invece, la principale modifica avvenuta
riguarda il trattamento contabile delle variazioni di fair value di una passività
23
finanziaria designata come passività finanziaria valutata al fair value attraverso il
conto economico, nel caso in cui queste variazioni siano dovute alla variazione del
merito creditizio dell’emittente della passività stessa. Secondo il nuovo principio tali
variazioni devono essere rilevate nel prospetto “Other comprehensive income” e non
più nel conto economico.
Con riferimento al modello di impairment, il nuovo principio richiede che la stima
delle perdite su crediti venga effettuata sulla base del modello delle expected losses (e
non sul modello delle incurred losses) utilizzando informazioni supportabili,
disponibili senza oneri o sforzi irragionevoli che includano dati storici, attuali e
prospettici. Il principio prevede che tale impairment model si applichi a tutti gli
strumenti finanziari, ossia alle attività finanziarie valutate a costo ammortizzato, a
quelle valutate a fair value through other comprehensive income, ai crediti derivanti da
contratti di affitto e ai crediti commerciali.
Infine, il principio introduce un nuovo modello di hedge accounting allo scopo di
adeguare i requisiti previsti dall’attuale IAS 39 che talvolta sono stati considerati
troppo stringenti e non idonei a riflettere le politiche di risk management delle società.
Le principali novità del documento riguardano:
o incremento delle tipologie di transazioni eleggibili per l’hedge accounting,
includendo anche i rischi di attività/passività non finanziarie eleggibili per
essere gestiti in hedge accounting;
o cambiamento della modalità di contabilizzazione dei contratti forward e delle
opzioni quando inclusi in una relazione di hedge accounting al fine di ridurre la
volatilità del conto economico;
o modifiche al test di efficacia mediante la sostituzione delle attuali modalità
basate sul parametro dell’80-125% con il principio della “relazione
24
economica” tra voce coperta e strumento di copertura; inoltre, non sarà più
richiesta una valutazione dell’efficacia retrospettica della relazione di
copertura.
La maggior flessibilità delle nuove regole contabili è controbilanciata da richieste
aggiuntive di informativa sulle attività di risk management della società.
• In data 12/08/2014 lo IASB ha pubblicato l’emendamento allo IAS 27 - Equity Method
in Separate Financial Statements. Il documento introduce l’opzione di utilizzare nel
bilancio separato di un’entità il metodo del patrimonio netto per la valutazione delle
partecipazioni in società controllate, in società a controllo congiunto e in società
collegate. Di conseguenza, a seguito dell’introduzione dell’emendamento un’entità
potrà rilevare tali partecipazioni nel proprio bilancio separato alternativamente:
o al costo; o
o secondo quanto previsto dallo IFRS 9 (o dallo IAS 39); o
o utilizzando il metodo del patrimonio netto.
Le modifiche si applicano a partire dal 01/01/2016 ma è consentita un’applicazione
anticipata.
• In data 11/09/2014 lo IASB ha pubblicato l’emendamento all’IFRS 10 e IAS 28 Sales
or Contribution of Assets between an Investor and its Associate or Joint Venture. Il
documento è stato pubblicato al fine di risolvere l’attuale conflitto tra lo IAS 28 e
l’IFRS 10.
Secondo quanto previsto dallo IAS 28, l’utile o la perdita risultante dalla cessione o
conferimento di un non-monetary asset ad una joint venture o collegata in cambio di
una quota nel capitale di quest’ultima è limitato alla quota detenuta nella joint venture
o collegata dagli altri investitori estranei alla transazione. Al contrario, il principio
IFRS 10 prevede la rilevazione dell’intero utile o perdita nel caso di perdita del
25
controllo di una società controllata, anche se l’entità continua a detenere una quota
non di controllo nella stessa, includendo in tale fattispecie anche la cessione o
conferimento di una società controllata ad una joint venture o collegata. Le modifiche
introdotte prevedono che in una cessione/conferimento di un’attività o di una società
controllata ad una joint venture o collegata, la misura dell’utile o della perdita da
rilevare nel bilancio della cedente/conferente dipenda dal fatto che le attività o la
società controllata cedute/conferite costituiscano o meno un business, nell’accezione
prevista dal principio IFRS 3. Nel caso in cui le attività o la società controllata
cedute/conferite rappresentino un business, l’entità deve rilevare l’utile o la perdita
sull’intera quota in precedenza detenuta; mentre, in caso contrario, la quota di utile o
perdita relativa alla quota ancora detenuta dall’entità deve essere eliminata.
Le modifiche si applicano a partire dal 01/01/2016, ma è atteso un differimento della
data di prima applicazione.
• In data 25/09/2014 lo IASB ha pubblicato il documento “Annual Improvements to
IFRSs: 2012-2014 Cycle”.
Le modifiche introdotte dal documento devono essere applicate a partire dagli esercizi
che avranno inizio il 01/01/2016 o da data successiva.
Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:
o IFRS 5 - Non-current Assets Held for Sale and Discontinued Operations. La
modifica introduce linee guida specifiche al principio nel caso in cui un’entità
riclassifichi un’attività (o un disposal group) dalla categoria held-for-sale alla
categoria held-for-distribution (o viceversa), o quando vengano meno i
requisiti di classificazione di un’attività come held-for-distribution. Le
modifiche definiscono che (i) tali riclassifiche non dovrebbero essere
considerate come una variazione ad un piano di vendita o ad un piano di
26
distribuzione e che restano validi i medesimi criteri di classificazione e
valutazione; (ii) le attività che non rispettano più i criteri di classificazione
previsti per l’held-for-distribution dovrebbero essere trattate allo stesso modo
di un’attività che cessa di essere classificata come held-for-sale.
o IFRS 7 - Financial Instruments: Disclosure. Le modifiche disciplinano
l’introduzione di ulteriori linee guida per chiarire se un servicing contract
costituisca un coinvolgimento residuo in un’attività trasferita ai fini
dell’informativa richiesta in relazione alle attività trasferite. Inoltre, viene
chiarito che l’informativa sulla compensazione di attività e passività finanziarie
non è di norma esplicitamente richiesta per i bilanci intermedi. Tuttavia, tale
informativa potrebbe essere necessaria per rispettare i requisiti previsti dallo
IAS 34, nel caso si tratti di un’informazione significativa.
o IAS 19 - Employee Benefits. Il documento introduce delle modifiche allo IAS
19 al fine di chiarire che gli high quality corporate bonds utilizzati per
determinare il tasso di sconto dei post-employment benefits dovrebbero essere
della stessa valuta utilizzata per il pagamento dei benefits. Le modifiche
precisano che l’ampiezza del mercato dei high quality corporate bonds da
considerare sia quella a livello di valuta.
o IAS 34 - Interim Financial Reporting. Il documento introduce delle modifiche
al fine di chiarire i requisiti da rispettare nel caso in cui l’informativa richiesta
è presentata nell’interim financial report, ma al di fuori dell’interim financial
statements. La modifica precisa che tale informativa venga inclusa attraverso
un cross-reference dall’interim financial statements ad altre parti dell’interim
financial report e che tale documento sia disponibile ai lettori del bilancio nella
stessa modalità e con gli stessi tempi dell’interim financial statements.
27
• In data 18/12/2014 lo IASB ha pubblicato l’emendamento allo IAS 1 - Disclosure
Initiative. L’obiettivo delle modifiche è di fornire chiarimenti in merito ad elementi di
informativa che possono essere percepiti come impedimenti ad una chiara ed
intellegibile redazione di bilanci. Le modifiche apportate sono le seguenti:
o Materialità e aggregazione: viene chiarito che una società non deve oscurare
informazioni aggregandole o disaggregandole e che le considerazioni relative
alla materialità si applicano agli schemi di bilancio, note illustrative e specifici
requisiti di informativa degli IFRS. Le disclosures richieste specificamente
dagli IFRS devono essere fornite solo se l’informazione è materiale.
o Prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria e prospetto di conto
economico complessivo: si chiarisce che l’elenco di voci specificate dallo IAS
1 per questi prospetti può essere disaggregato e aggregato a seconda dei casi.
Viene inoltre fornita una linea guida sull’uso di subtotali all’interno dei
prospetti.
o Presentazione degli elementi di Other Comprehensive Income (“OCI”): si
chiarisce che la quota di OCI di società collegate e joint ventures consolidate
con il metodo del patrimonio netto deve essere presentata in aggregato in una
singola voce, a sua volta suddivisa tra componenti suscettibili di future
riclassifiche a conto economico o meno.
o Note illustrative: si chiarisce che le entità godono di flessibilità nel definire la
struttura delle note illustrative e si fornisce una linea guida su come impostare
un ordine sistematico delle note stesse, ad esempio:
dando prominenza a quelle che sono maggiormente rilevanti ai fini
della comprensione della posizione patrimoniale e finanziaria (e.g.
raggruppando informazioni su particolari attività);
28
raggruppando elementi misurati secondo lo stesso criterio (e.g. attività
misurate al fair value);
seguendo l’ordine degli elementi presentati nei prospetti.
Le modifiche introdotte dal documento devono essere applicate a partire dagli esercizi
che avranno inizio il 01/01/2016 o da data successiva.
• In data 18/12/2014 lo IASB ha pubblicato il documento “Investment Entities: Applying
the Consolidation Exception (Amendments to IFRS 10, IFRS 12 and IAS 28)”,
contenente modifiche relative a tematiche emerse a seguito dell’applicazione della
consolidation exception concesse alle entità d’investimento.
Le modifiche introdotte dal documento devono essere applicate a partire dagli esercizi
che avranno inizio il 01/01/2016 o da data successiva, ne è comunque concessa
l’adozione anticipata.
4.4 Aggiornamento della definizione di attività deteriorate
Lo scorso 09/01/2015 la Commissione Europea ha approvato il Regolamento di esecuzione
(UE) 2015/227, di modifica/integrazione del Regolamento (UE) n. 680/2014, con il quale
sono state adottate le norme tecniche di attuazione (ITS) relative alle esposizioni deteriorate
(“non-performing exposures”) e a quelle oggetto di concessioni (“forborne exposures”).
Per esposizione non-performing si intende quella che soddisfa entrambe, od anche una sola,
delle seguenti condizioni (par. 145 ITS):
il perdurare di uno scaduto (past-due) per oltre 90 giorni, continuativo e non
cumulabile per periodi intermedi parziali;
si ritiene che il debitore non sia in grado di fare fronte integralmente (nei termini
previsti) alle proprie obbligazioni senza che venga realizzato un collaterale (garanzia),
indipendentemente dalla presenza di insoluti e dal numero di giorni di ritardo nel
pagamento.
29
La classificazione si applica anche agli impegni di firma per il relativo valore nominale, se,
quando utilizzato, determina un’esposizione che presenta il rischio di non essere soddisfatta
nei termini previsti senza ricorrere al realizzo di un collaterale (par. 152 ITS).
L’ITS definisce, inoltre, “esposizioni forborne” quelle derivanti da “concessioni” operate in
presenza di entrambe le seguenti due condizioni:
•
il “debitore”, per proprie difficoltà di tipo finanziario, è (o è prossimo a diventare)
incapace di rispettare i termini del contratto;
•
il finanziatore effettua una concessione favorevole al “debitore” in ragione delle
difficoltà evidenziate.
L’identificazione di tali esposizioni è quindi vincolata al verificarsi di specifiche condizioni
relative alla presenza di difficoltà del “debitore” (anche non in atto) nel ripagamento del
debito, associate ad azioni gestionali da parte dell’Istituto finalizzate al superamento di tali
difficoltà (misure di forbearance).
Al fine di garantire un’unica nozione di attività finanziarie deteriorate, a livello individuale e
consolidato, applicabile al complesso degli intermediari vigilati, la Banca d’Italia ha esteso il
campo di applicazione delle nozioni EBA di “non-performing exposure” e di “forbearance”
anche alle banche e SIM a livello individuale, nonché agli altri intermediari finanziari,
apportando le opportune modifiche alle regole prudenziali collegate.
Tra le principali modifiche apportate si evidenzia che:
•
sono state abrogate le nozioni di “esposizioni incagliate” e di “esposizioni
ristrutturate”;
•
le attività finanziarie deteriorate risultano ora ripartite nelle categorie delle sofferenze,
inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate; l’insieme delle
categorie richiamate corrisponde all’aggregato delle “non-performing exposures” di
cui all’ITS citato. In linea di continuità con la precedente regolamentazione, le nuove
30
classificazioni della Banca d’Italia preservano la differenziazione di rischiosità tra le
diverse classi di rischio.
A riguardo si precisa che:
•
la definizione di sofferenze è rimasta invariata rispetto alla disciplina precedente;
•
le inadempienze probabili (cd unlikely to pay) sono il risultato della valutazione della
Società circa l’improbabilità che il debitore adempia integralmente alle proprie
obbligazioni per capitale e interessi, senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle
garanzie. Tale valutazione prescinde dalla presenza di eventuali importi scaduti e non
pagati. La normativa precisa che non è necessario attendere il sintomo esplicito di
anomalia laddove sussistano elementi che implicano una situazione di rischio di
inadempimento del debitore (ad es. crisi del settore industriale in cui opera il debitore);
•
le regole di classificazione tra gli scaduti sconfinanti sono al momento invariate (anche
se a breve potrebbero essere modificate sulla base di nuove indicazioni attese da parte
dell’EBA con riferimento alla soglia di materialità applicabile per il riconoscimento
dello scaduto rilevante);
•
viene introdotto il concetto di “forbearance measures” (ovvero, concessioni attraverso modifiche ai precedenti termini e condizioni contrattuali o il
rifinanziamento totale o parziale del debito - accordate al debitore che presenta o sta
per presentare difficoltà finanziarie) trasversale alla categoria (bonis– non performing)
del credito, alla stregua di un attributo informativo da assegnare alle singole
esposizioni, indipendentemente dal loro status amministrativo.
Tale intervento, che ha portato all’aggiornamento delle circolari della Banca d’Italia attinenti
l’ambito segnaletico, è entrato in vigore dal 01/01/2015, con l’eccezione delle modifiche
inerenti all’introduzione della categoria delle “esposizioni performing oggetto di misure di
forbearance”, relativamente alla quale, per gli intermediari tenuti alle segnalazioni su base
31
solo individuale, la decorrenza è rinviata al 01/07/2015.
Al riguardo, nelle more di un adeguamento della policy alle nuove definizioni di crediti
deteriorati, si precisa che, tra l’altro:
•
le disposizioni riferite alle esposizioni ristrutturate si applicano ai crediti della specie
confluiti tra le inadempienze probabili per effetto dell’entrata in vigore delle nuove
definizioni;
•
gli ex incagli oggettivi saranno trattati in base alle classi di destinazione
(inadempienze – past due);
•
le disposizioni riferite alle partite incagliate si applicano alle altre inadempienze
probabili;
•
nulla varia per i past due e per le sofferenze, oltre che per i crediti performing.
4.5 Metodologie di determinazione del fair value
Strumenti finanziari quotati in mercati attivi
La qualifica di strumento finanziario trattato su mercato attivo è riconosciuta attraverso
l’esame di elementi sostanziali che indichino la presenza di controparti, scambi e volumi tali
da far ritenere i relativi prezzi rappresentativi del suo valore corrente.
Il fair value viene determinato facendo riferimento:
•
al prezzo denaro di chiusura, per le attività in portafoglio o per le passività da emettere;
•
al prezzo lettera di chiusura, per le passività già emesse o le attività da acquistare.
Vengono riconosciuti come mercati attivi anche taluni sistemi alternativi di scambio (es.
Bloomberg Professional), qualora i prezzi ivi rappresentati posseggano adeguate
caratteristiche sopra rappresentate.
Strumenti finanziari non quotati in mercati attivi
In assenza di un mercato attivo per un determinato strumento finanziario, si fa ricorso alle
seguenti tecniche valutative, con grado decrescente di priorità:
32
•
esame critico delle più recenti transazioni di mercato;
•
riferimento al fair value di strumenti finanziari con le medesime caratteristiche;
•
utilizzo del NAV, fornito dal fondo stesso, nel caso di fondi non quotati;
•
applicazione di modelli di pricing.
Riguardo a questi ultimi, la tecnica di valutazione adottata è quella della “discounted cash
flow analysis”. Il procedimento si articola in tre fasi:
1) mappatura dei cash flows: riconoscimento dei flussi attesi dallo strumento e distribuzione
degli stessi lungo la vita contrattuale;
2) scelta della curva di attualizzazione dei flussi, in considerazione dei fattori di rischio
considerati;
3) calcolo del present value dello strumento alla data di valutazione.
Individuati i cash flows, viene calcolata l’opportuna curva di attualizzazione, attraverso
l’utilizzo della tecnica nota come “discount rate adjustment approach”, che considera sia
l’effetto del rischio tasso, sia quello del rischio di credito.
Noti tali elementi è possibile calcolare il fair value come somma dei valori attuali dei flussi di
cassa futuri degli strumenti finanziari.
Titoli strutturati
Per i titoli strutturati, vista la natura non deterministica del valore dei cash flows futuri, il fair
value è calcolato frazionando il titolo in un portafoglio di strumenti elementari, secondo la
tecnica del portafoglio di replica. Il fair value del prodotto strutturato si ottiene sommando le
singole valutazioni degli strumenti elementari di cui è composto.
Titoli di capitale
Per i titoli azionari vengono utilizzati, alternativamente:
•
prezzi desumibili da transazioni sui titoli oggetto di valutazione o su titoli comparabili;
•
valutazioni peritali;
33
•
multipli di mercato relativi a società similari per dimensione ed area di business;
•
modelli di valutazione comunemente adottati dalla prassi di mercato.
Solo in via residuale alcuni titoli sono valutati al costo.
Finanziamenti e crediti
Risultano tutti classificati nel portafoglio Loans & Receivables e vengono valutati al costo
ammortizzato. Il loro fair value viene calcolato al solo fine di fornirne opportuna informativa
in semestrale. Questo, per i crediti di durata contrattuale non superiore ai dodici mesi e per
quelli non performing, si stima essere pari al valore contabile; per tutti gli altri rapporti, il fair
value si ottiene attualizzando i flussi di cassa contrattuali al netto della perdita attesa calcolata
sulla base del merito creditizio del prenditore, utilizzando la corrispondente struttura dei tassi
per scadenza.
34
PARTE D) ALTRE INFORMAZIONI
Sezione 1 - Riferimenti specifici sull’operatività svolta
D) Garanzie rilasciate ed impegni
Alla data del 30/06/2015 le garanzie e gli impegni assunti dalla nostra Società con il rilascio
degli atti fideiussori ammonta ad € 332.291.188, importo corrispondente a n. 33.303 atti
emessi ed ancora in essere alla data di chiusura della semestrale.
Del suddetto importo, € 241.570.384 è relativo a garanzie rilasciate, € 90.255.160 è relativo
ad impegni assunti ed € 465.644 è relativo a garanzie rilasciate ma in ordine alle quali è
pervenuta la richiesta di escussione da parte degli enti beneficiari.
Per quanto riguarda quest’ultima tipologia di atti, che sono stati classificati tra le
inadempienze probabili, si precisa che l’importo in oggetto è relativo a n. 37 richieste di
escussione pervenute alla Società ma non ancora definite alla data del 31/08/2015, per n. 10
delle quali sono pendenti i ricorsi presentati dai contraenti innanzi gli organi giurisdizionali
competenti, per n. 3 è imminente la proposizione del ricorso da parte del contraente, per n. 16
sono ancora in corso gli accertamenti di rito per accertare la legittimità delle richieste
pervenute, per n. 7 esistono contestazioni da parte dei contraenti, seppure non risulta ancora
presentato alcun ricorso presso un organo giurisdizionale e per n. 1 si ritiene che la richiesta
pervenuta dal beneficiario sia irregolare, perché riferita ad un atto già scaduto.
Al fine di fronteggiare il rischio generico di escussione delle garanzie in essere, è stato deciso
di adeguare la consistenza del fondo rischi futuri sinistri (+ € 25.473 nel semestre) fino alla
corrispondenza dell’importo di € 167.235, stimando la probabilità di “impairment” delle
garanzie in essere al 30/06/2015 sulla base della frequenza delle richieste di escussione
pervenute nel triennio 30/06/2012-30/06/2015 e del valore medio delle garanzie rilasciate. Il
fondo in oggetto è stato classificato nella voce “altre passività”.
35
D.1. - Valore delle garanzie rilasciate e degli impegni
Operazioni
30/06/2015
1) Garanzie rilasciate di natura finanziaria a prima richiesta
31/12/2014
0
0
a) Banche
0
0
b) Enti finanziari
0
0
c) Clientela
0
0
0
0
a) Banche
0
0
b) Enti finanziari
0
0
c) Clientela
0
0
242.036.028
219.882.096
a) Banche
0
0
b) Enti finanziari
0
0
242.036.028
219.882.096
0
0
0
0
i) a utilizzo certo
0
0
ii) a utilizzo incerto
0
0
0
0
i) a utilizzo certo
0
0
ii) a utilizzo incerto
0
0
2) Altre garanzie rilasciate di natura finanziaria
3) Garanzie rilasciate di natura commerciale
c) Clientela
4) Impegni irrevocabili a erogare fondi
a) Banche
b) Enti finanziari
c) Clientela
0
0
i) a utilizzo certo
0
0
ii) a utilizzo incerto
0
0
5) Impegni sottostanti ai derivati su crediti: vendite di protezione
0
0
6) Attività costituite in garanzia di obbligazioni di terzi
0
0
7) Altri impegni irrevocabili
90.255.160
86.477.090
a) a rilasciare garanzie
90.255.160
86.477.090
0
0
332.291.188
306.359.186
b) altri
TOTALE
36
D.3 - Garanzie rilasciate: rango di rischio assunto e qualità
Garanzie rilasciate non
deteriorate
Contro
Altre
garantite
Altre Garanzie deteriorate
Contro
garantite
Altre
Rettifiche di
valore
complessive
Valore lordo
Rettifiche di
valore
complessive
Valore lordo
Rettifiche di
valore
complessive
- garanzie natura commerciale
Valore lordo
- altre garanzie finanziarie
Rettifiche di
valore
complessive
prima
Valore lordo
a
Rettifiche di
valore
complessive
finanziarie
Valore lordo
- garanzie
richiesta
Rettifiche di
valore
complessive
Garanzie rilasciate con assunzione
di rischio di prima perdita
Valore lordo
Tipologia di rischio assunto
Garanzie rilasciate deteriorate:
sofferenze
Contro
Altre
garantite
12.179.060
0
168.902.231
0
0
0
0
0
0
0
465.644
167.235
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
12.179.060
0
168.902.231
0
0
0
0
0
0
0
465.644
167.235
Garanzie rilasciate con assunzione
di rischio di tipo mezzanine
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- garanzie
richiesta
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- altre garanzie finanziarie
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- garanzie natura commerciale
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
Garanzie rilasciate pro quota
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- altre garanzie finanziarie
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- garanzie natura commerciale
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
12.179.060
0
168.902.231
0
0
0
0
0
0
0
465.644
167.235
- garanzie
richiesta
finanziarie
a
finanziarie
a
prima
prima
Totale
D.5 - Garanzie rilasciate in corso di escussione: dati di stock
Tipo Garanzia
Valore nominale
Valore di bilancio
- garanzie finanziarie a prima richiesta
0
0
- altre garanzie finanziarie
0
0
465.644
298.409
465.644
298.409
- garanzie natura commerciale
TOTALE
D.6 - Garanzie rilasciate in corso di escussione: dati di flusso
Tipo Garanzia
Valore nominale
Valore di bilancio
- garanzie finanziarie a prima richiesta
0
0
- altre garanzie finanziarie
0
0
66.450
66.450
66.450
66.450
- garanzie natura commerciale
TOTALE
37
D.8 - Variazioni delle garanzie rilasciate deteriorate: altre
Garanzie di natura finanziaria a
prima richiesta
Contro
Altre
garantite
Ammontare delle variazioni
Altre garanzie di natura
finanziaria
Contro
Altre
garantite
Garanzie di natura commerciale
Contro
garantite
Altre
(A) Valore lordo iniziale
0
0
0
0
0
515.163
(B) Variazioni in aumento:
0
0
0
0
0
66.450
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- (b3) altre variazioni in aumento
0
0
0
0
0
66.450
(C) Variazioni in diminuzione:
0
0
0
0
0
115.969
- (c1) uscite verso garanzie in bonis
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
- (c3) escussioni
0
0
0
0
0
0
- (c4) altre variazioni in diminuzione
0
0
0
0
0
115.969
(D) Valore lordo finale
0
0
0
0
0
465.644
- (b1) trasferimenti da garanzie in
bonis
- (b2) trasferimenti da altre garanzie
in sofferenza
- (c2) uscite
sofferenza
verso
garanzie
in
D.9 - Variazioni delle garanzie rilasciate non deteriorate
Ammontare delle variazioni
Garanzie di natura finanziaria a
prima richiesta
Contro
Altre
garantite
Altre garanzie di natura
finanziaria
Contro
Altre
garantite
Garanzie di natura commerciale
Contro
garantite
Altre
(A) Valore lordo iniziale
0
0
0
0
29.746.125
276.097.898
(B) Variazioni in aumento:
0
0
0
0
42.743.350
347.766.802
- (b1) Garanzie rilasciate
0
0
0
0
42.743.350
347.766.802
- (b2) altre variazioni in aumento
0
0
0
0
0
0
(C) Variazioni in diminuzione:
0
0
0
0
5.610.729
292.039.156
- (c1) garanzie non escusse
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
465.644
- (c3) altre variazioni in diminuzione
0
0
0
0
5.610.729
291.573.512
(D) Valore lordo finale
0
0
0
0
66.878.746
331.825.544
- (c2) trasferimenti
deteriorate
a
garanzie
Nel primo semestre 2015 sono stati emessi dalla rete di agenti circa 34.000 atti fideiussori, per
un montante di impegni assunti pari a circa a 338 milioni di euro ed un valore medio per atto
emesso pari a circa € 10.000.
A fronte di tale volume, alla Società risultano pervenute nel semestre n. 10 richieste di
escussione, delle quali n. 5 sono state definite in modo favorevole, senza alcuna perdita da
parte della Finanziaria, n. 2 sono state oggetto di apposito ricorso presentato dal contraente
innanzi gli organi giurisdizionali competenti, n. 2 sono in attesa della proposizione del ricorso
da parte del contraente e n. 1 è contestata da parte del contraente, seppure non risulta ancora
presentato alcun ricorso presso un organo giurisdizionale.
Alla luce di quanto sopra, non ravvisando rischi di perdite sulle posizioni relative ai crediti di
38
firma per i quali sono pervenute richieste di escussione, la Finanziaria ha deciso di non
effettuare né alcuna svalutazione analitica, né alcun accantonamento specifico in riferimento
alle suddette posizioni ma, per fronteggiare il rischio fisiologico di escussione delle garanzie
in essere, è stato deciso di adeguare la consistenza del fondo per rischi di perdite da
escussione, effettuando un ulteriore accantonamento di € 25.473, sulla base della frequenza
delle richieste di escussione pervenute nel triennio 30/06/2012-30/06/2015 e del valore medio
garantito dei singoli atti fideiussori.
INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
1. Distribuzione esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia
Portafogli/qualità
1. Attività finanziarie detenute per
la negoziazione
2. Attività finanziarie valutate al
fair value
3. Attività finanziarie disponibili per
la vendita
4. Attività finanziarie detenute sino
alla scadenza
5. Crediti verso banche
Esposizioni
scadute o
sconfinanti
deteriorate
Inadempienze
probabili
Sofferenze
Esposizioni
scadute non
deteriorate
Altre attività
Totale
0
0
0
0
1.562.123
1.562.123
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
8.519.372
8.519.372
6. Crediti verso enti finanziari
0
0
0
0
0
0
7. Crediti verso clientela
0
147.594
34.880
100.046
631.298
913.818
8. Derivati di copertura
0
0
0
0
0
0
Totale 30/06/2015
0
147.594
34.880
100.046
10.712.793
10.995.313
Totale 31/12/2014
0
140.875
42.298
59.181
9.944.427
10.186.781
39
2. Esposizioni creditizie
2.1 Esposizioni creditizie verso la clientela: valori lordi e netti
Esposizione
lorda
Tipologie esposizioni/valori
Rettifiche di
valore specifiche
Rettifiche di
valore di
portafoglio
Esposizione
netta
A. ATTIVITA’ DETERIORATE
ESPOSIZIONI PER CASSA:
- Sofferenze
- Inadempienze probabili
- Esposizioni scadute o sconf. deteriorate
ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO:
- Sofferenze
- Inadempienze probabili
- Esposizioni scadute o sconf. deteriorate
Totale A
182.474
0
0
182.474
0
0
0
0
147.594
0
0
147.594
34.880
0
0
34.880
465.644
0
167.235
480.883
0
0
0
0
465.644
0
167.235
480.883
0
0
0
0
648.118
0
167.235
480.883
B. ESPOSIZIONI IN BONIS
- Esposizioni scadute non deteriorate
100.046
0
0
100.046
331.825.544
0
0
331.825.544
Totale B
331.925.590
0
0
331.925.590
Totale (A +B)
332.573.708
0
167.235
332.406.473
- Altre esposizioni
Nell’ambito delle esposizioni in bonis contenute nella tabella 2.1 Esposizioni creditizie verso
la clientela: valori lordi e netti, alla voce esposizione lorda, pari ad euro 331.925.590 (Totale
B), non è compreso alcun importo sospeso in quanto oggetto di rinegoziazione nell’ambito di
accordi collettivi.
Nell’ambito delle operazioni che esulano dalle operazioni di rinegoziazione, i rapporti scaduti
(deteriorati e non deteriorati) ammontano ad € 134.926 e sono così ripartiti:
Classi di appartenenza
Importi
- fino a 1 mese
62.095
- da 1 a 3 mesi
37.951
- da 3 a 6 mesi
21.921
- da 6 a 9 mesi
12.959
Totale
134.926
40
2.2 Esposizioni creditizie verso banche ed enti finanziari: valori lordi e netti
Tipologie esposizioni/valori
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore specifiche
Rettifiche di
valore di
portafoglio
Esposizione
netta
A. ATTIVITA’ DETERIORATE
ESPOSIZIONI PER CASSA:
0
0
0
0
- Sofferenze
0
0
0
0
- Inadempienze probabili
0
0
0
0
- Esposizioni scadute o sconf. deteriorate
0
0
0
0
ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO:
0
0
0
0
- Sofferenze
0
0
0
0
- Inadempienze probabili
0
0
0
0
- Esposizioni scadute o sconf. deteriorate
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
8.519.372
0
0
8.519.372
Totale B
8.519.372
0
0
8.519.372
Totale (A +B)
8.519.372
0
0
8.519.372
Totale A
B. ESPOSIZIONI IN BONIS
- Esposizioni scadute non deteriorate
- Altre esposizioni
3. Concentrazione del credito
3.3 Grandi rischi
30/06/2015
a) Ammontare (valore non ponderato)
16.289.443
b) Ammontare (valore ponderato)
9.659.926
c) Numero
9
In Bilancio sono presenti n. 9 grandi rischi ai sensi della normativa di vigilanza e
precisamente:
1) quello relativo alle somme liquide depositate sui conti correnti (ordinari e vincolati)
intrattenuti presso la Banca Popolare di Bari per complessivi € 8.072.898 (che, ponderato al
20% secondo la normativa di vigilanza, costituisce un grande rischio per € 1.614.580);
2) quello relativo all’affidamento concesso alla F.I.M.E.T. S.p.A. per nominali € 1.000.000;
3) quello relativo all’affidamento concesso alla Bergamelli S.r.l. unitamente alla posizione
connessa della Impresa Bergamelli S.r.l. per nominali € 1.160.000;
4) quello relativo all’affidamento concesso alla Vezzola S.p.A. unitamente alla posizione
connessa della Antonutti S.r.l. per nominali € 900.996;
41
5) quello relativo all’affidamento concesso alla Omnia Servitia S.r.l. per nominali € 900.000;
6) quello relativo all’affidamento concesso alla Apulia S.r.l. per nominali € 970.751;
7) quello relativo all’affidamento concesso alla Pa.e.co. S.r.l. per nominali € 850.000;
8) quello relativo all’affidamento concesso alla C.P.M. - Consorzio Stabile per nominali €
1.000.000;
9) quello relativo all’affidamento concesso alla Consorzio Stabile Soledil S.r.l. unitamente al
gruppo di clienti connessi Edil Fergi S.r.l., F.lli Ferrara S.r.l. e Appalti In Restauri S.r.l. per
complessivi nominali € 1.434.798 (che, ponderato al 75% secondo la normativa di vigilanza,
espone la società per € 1.263.599).
Sezione 4 - Informazioni sul patrimonio
4.1 Il patrimonio dell’impresa
4.1.1 Informazioni di natura qualitativa
Il patrimonio netto della Finanziaria Romana si compone del capitale sociale e delle riserve, a
qualunque titolo costituite, nonché dell’utile di esercizio.
Ai sensi delle vigenti disposizioni di Vigilanza, la Società è tenuta al rispetto di un
coefficiente minimo di solvibilità pari al 6%, coefficiente ordinario così ripristinato dalla
Banca d’Italia nel Settembre 2011, dopo aver preso atto degli sforzi profusi dalla Società per
ottenere la rimozione del coefficiente particolare a suo tempo imposto.
Il rispetto del suddetto coefficiente prudenziale minimo è costantemente monitorato dai
competenti organismi aziendali, anche per mantenere il patrimonio di Vigilanza adeguato alle
strategie di sviluppo della Società.
42
4.1.2 Informazioni di natura quantitativa
4.1.2.1 Patrimonio dell’impresa: composizione
Il patrimonio netto della Finanziaria Romana al 30/06/2015 risulta così composto:
Voci/Valori
1. Capitale
2. Sovrapprezzi di emissione
3. Riserve
- di utili
a) legale
b) statutaria
c) azioni proprie
d) altre
- altre
4. (Azioni proprie)
5. Riserve da valutazione
- Attività finanziarie disponibili per la vendita
- Attività materiali
- Attività immateriali
- Copertura di investimenti esteri
- Differenze di cambio
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione
- Leggi speciali di rivalutazione
- Utili/perdite attuariali relativi ai piani previdenziali a benefici definiti
- Quota delle riserve da valutaz. relative a partecipaz. val. al patr. netto
6. Strumenti di capitale
7. Utile (perdita) d’esercizio
TOTALE
30/06/2015
6.000.000
0
1.555.961
1.555.961
247.970
0
0
1.307.991
0
(0)
0
0
0
0
0
0
0
0
(47.382)
0
0
714.101
8.222.680
31/12/2014
6.000.000
0
790.105
790.105
188.677
0
0
601.428
0
(0)
(47.382)
0
0
0
0
0
0
0
(47.382)
0
0
1.185.856
7.928.579
4.2 Il patrimonio e i coefficienti di vigilanza
4.2.1 Patrimonio di vigilanza
Il patrimonio di vigilanza è stato calcolato sulla base delle indicazioni fornite dalla Banca
d’Italia con la Circolare n. 217/96 “Manuale per la Compilazione delle segnalazioni di
Vigilanza per gli Intermediari Finanziari iscritti nell’Elenco Speciale”, così come risultante
dopo il 14° aggiornamento del 30/06/2015.
4.2.1.1 Informazioni di natura qualitativa
Patrimonio di base
Il patrimonio di base comprende, in positivo, il capitale, i sovrapprezzi di emissione, le riserve
e l’utile di periodo per la quota non destinata a dividendi o altre assegnazioni. In negativo,
sconta la quota di azioni proprie in portafoglio e l’ammontare delle immobilizzazioni
immateriali.
43
Patrimonio supplementare
Il patrimonio supplementare si compone delle riserve da valutazione, al netto dei
corrispondenti filtri prudenziali, e della quota computabile dei prestiti subordinati in
circolazione.
Patrimonio di terzo livello
Non esistono elementi patrimoniali quantificabili come di “terzo livello”.
4.2.1.2 Informazioni di natura quantitativa
30/06/2015
A. Patrimonio di base prima dell’applicazione dei filtri prudenziali
31/12/2014
8.222.680
7.508.579
B.1 Filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+)
47.382
47.382
B.2 Filtri prudenziali IAS/IFRS negativi (-)
(0)
(0)
8.270.062
7.555.961
(2.102)
(4.000)
E. Totale patrimonio di base (TIER 1) (C - D)
8.267.960
7.551.961
F. Patrimonio supplementare prima dell’applicazione dei filtri prudenziali
8.267.960
7.551.961
G.1 Filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+)
0
0
G.2 Filtri prudenziali IAS/IFRS negativi (-)
(0)
(0)
8.267.960
7.551.961
(0)
(0)
8.267.960
7.551.961
(0)
(0)
8.267.960
7.551.961
0
0
8.267.960
7.551.961
B. Filtri prudenziali del patrimonio base:
C. Patrimonio di base al lordo degli elementi da dedurre (A + B)
D. Elementi da dedurre dal patrimonio di base
G. Filtri prudenziali del patrimonio supplementare:
H. Patrimonio supplementare al lordo degli elementi da dedurre (F + G)
I. Elementi da dedurre dal patrimonio supplementare
L. Totale patrimonio supplementare (TIER 2) (H - I)
M. Elementi da dedurre dal totale patrimonio di base e supplementare
N. Patrimonio di vigilanza (E + L - M)
O. Patrimonio di terzo livello (TIER 3)
P. Patrimonio di vigilanza incluso TIER 3 (N + O)
Pertanto, alla data del 30/06/2015 il Patrimonio di Vigilanza risulta essere superiore di €
3.103.391 rispetto al limite di legge di € 5.164.569, evidenziando un incremento di € 715.999
rispetto al valore risultante al 31/12/2014, pari ad € 7.551.961.
4.2.2 Adeguatezza patrimoniale
4.2.2.1 Informazioni di natura qualitativa
Il rispetto dei limiti di adeguatezza patrimoniale, sia a livello di TIER 1, che di dotazione
44
complessiva (TIER 3), è costantemente monitorato dai competenti Organismi aziendali,
nell’ambito del più ampio processo di verifica dell’adeguatezza patrimoniale in via attuale,
prospettica e di stress, in relazione ai fattori di rischio assunti ed alle strategie aziendali.
4.2.2.2 Informazioni di natura quantitativa
Importi non ponderati
Importi ponderati/requisiti
Categorie/Valori
30/06/2015
31/12/2014
30/06/2015
31/12/2014
A.1 Rischio di credito e di controparte
343.497.030
316.801.222
111.526.356
102.270.960
1. Metodologia standardizzata
343.497.030
316.801.222
111.526.356
102.270.960
0
0
0
0
2.1. Base
0
0
0
0
2.2. Avanzata
0
0
0
0
3. Cartolarizzazioni
0
0
0
0
6.691.581
6.136.258
14.281
10.509
14.281
10.509
2. Modelli interni
0
0
3. Rischio di concentrazione
0
0
B.3 Rischio operativo
456.974
456.974
1. Metodo base
456.974
456.974
2. Metodo standardizzato
0
0
3. Metodo avanzato
0
0
B.4 Altri requisiti prudenziali
0
0
B.5 Altri elementi di calcolo
0
0
7.162.836
6.603.741
119.404.476
110.084.362
C.2 Patrimonio di base/Attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio)
6,92%
6,86%
C.3 Patrimonio vigilanza incluso TIER 3/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio)
6,92%
6,86%
A. ATTIVITA’ DI RISCHIO
2. Metodologia basata sui rating interni
B. REQUISITI PATRIMONIALI DI VIGILANZA
B.1 Rischio di credito e di controparte
B.2 Rischi di mercato
1. Metodologia standard
B.6 Totale requisiti prudenziali
C. ATTIVITA’ DI RISCHIO E COEFFICIENTI DI VIGILANZA
C.1 Attività di rischio ponderate
45
Sezione 6 - Operazioni con parti correlate
6.1. Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica
Emolumenti
per la carica
Nominativo
Benefici non
monetari
Bonus ed
altri incentivi
Totale
5.075
0
0
5.075
Sergio Lo Prato (Amministratore Delegato)
38.064
0
0
38.064
Luca Scoppa (Amministratore e Dirigente)
40.285
0
19.897
60.182
0
0
7.081
7.081
Mario Ferri (Amministratore)
6.100
0
0
6.100
Stefano Gorgoni (Presidente Collegio Sindacale)
9.199
0
405
9.604
Giorgio Pellati (Sindaco Effettivo)
6.661
0
299
6.960
Luca Colaianni (Sindaco Effettivo)
5.392
0
0
5.392
Sergio Lo Prato (Presidente)
Peppino Moriconi (Amministratore)
Si precisa che nella tabella 6.1 nella sottovoce “bonus ed altri incentivi” sono inclusi
esclusivamente i rimborsi chilometrici pagati agli amministratori, nonché i rimborsi a piè di
lista pagati ai sindaci per le spese sostenute per viaggi e trasferte effettuati nell’interesse della
Finanziaria.
6.3. Informazioni sulle transazioni con parti correlate
Voci/Valori
Controllante
Entità che
esercitano
influenza
notevole
Entità
controllate
Entità
collegate
Amm.ri
Sindaci
Direttori
Altre parti
correlate
Totale
1. Beni acquistati
0
0
0
0
0
0
0
2. Beni venduti
0
0
0
0
0
0
0
3. Prestazione di servizi
0
0
0
0
0
0
0
4. Ottenimento di servizi
0
42.000
0
0
0
0
42.000
5. Rapporti di agenzia
0
0
0
0
0
0
0
6. Finanziamenti concessi
0
0
0
0
0
0
0
7. Garanzie rilasciate
0
0
0
0
0
0
0
Il dott. Guido Maria Brera, socio di riferimento (59% del capitale) dell’azionista unico
Holding Romana S.r.l. è anche socio di riferimento (95% del capitale) de La Monetella S.r.l.,
proprietaria dell’immobile sito in Roma, Via Dora n. 1 - int. 10, locato ad uso ufficio alla
Finanziaria fino al 31/12/2018 (€ 36.000 nel semestre). Il dott. Marco Brera, socio minoritario
sia dell’azionista unico Holding Romana S.r.l. (41% del capitale), sia de La Monetella S.r.l.
(5% del capitale), oltre ad essere altresì Amministratore Unico delle medesime Holding
Romana S.r.l. e Monetella S.r.l. è altresì Amministratore Unico della Compagnia Generale
46
Immobiliare S.r.l., proprietaria dell’immobile sito in Roma, Via Panama n. 94, locato ad uso
foresteria alla Finanziaria fino al 14/01/2016 (€ 6.000 nel semestre).
Si precisa che le operazioni effettuate con parti correlate non sono qualificabili né come
atipiche, né come inusuali, rientrando nell’ordinario corso degli affari della Società. Esse sono
regolate a condizioni di mercato, cioè alle condizioni che si sarebbero applicate fra due parti
indipendenti, e sono state comunque compiute nell’interesse della Finanziaria Romana.
47
RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLA GESTIONE
Signor Azionista,
anche se in Italia permane ancora un clima di grande incertezza, legato da un lato alla crisi
della politica e dall’altro ad un sistema economico che sembra abbia abbandonato la
recessione per una lenta risalita determinata dalle imponenti manovre della BCE, il primo
semestre 2015 è stato per la Finanziaria Romana caratterizzato da un’ulteriore crescita della
domanda, anche grazie all’ottima performance dei nuovi prodotti inseriti nel corso del 2013,
che hanno cominciato a dare i frutti in termini di risultato già a partire dall’esercizio 2014, con
consolidamento dei risultati nel corso del semestre appena concluso. Sono stati quindi
rispettate le previsioni contenute nel piano industriale pluriennale, sia in termini di valore
della produzione, sia in termini di utile.
Il risultato del semestre è da accogliere con soddisfazione, anche perché i risultati conseguiti
lasciano intendere che il trend positivo si mantenga inalterato anche nel secondo semestre
2015, permettendo così di conseguire un risultato positivo in ulteriore crescita rispetto a
quello dello scorso esercizio.
In dettaglio, Le precisiamo che la raccolta premi della società nel primo semestre 2015 (2,54
mln di euro) è aumentata rispetto a quella del primo semestre 2014 (2,40 mln di euro),
evidenziando una crescita in termini percentuali del 5,5%. Anche le commissioni nette sono
aumentate del 6,4% (da 1,64 mln di euro al 30/06/2014 a 1,75 mln di euro al 30/06/2015), a
differenza del margine di interesse (da 0,10 mln di euro al 30/06/2014 a 0,08 mln di euro al
30/06/2015), che evidenzia un decremento in termini percentuali del 15,6%, conseguenza
della politica restrittiva sui tassi di interesse perseguita ormai da almeno un biennio dalla
Banca Centrale Europea, con conseguente adeguamento al ribasso dei tassi d’interessi offerti
alla clientela da parte di tutti gli istituti di credito.
Anche il margine di intermediazione ha registrato un miglioramento del 10,3% (da 1,68 mln
48
di euro al 30/06/2014 a 1,86 mln di euro al 30/06/2015), mentre migliorabile resta il risultato
dell’attività di negoziazione, seppure il risultato dell’area evidenzia un leggero utile, in ogni
caso in controtendenza rispetto al saldo negativo registrato nel primo semestre 2014.
Anche l’utile netto risente del quadro sopra descritto, con un netto incremento del 19,6%
rispetto al risultato conseguito nel primo semestre 2014 (da 0,60 mln di euro al 30/06/2014 a
0,71 mln di euro al 30/06/2015) e benché le spese amministrative siano aumentate (+ 4,2%),
essenzialmente per gli adeguamenti che è stato opportuno apportare alla pianta organica della
società per fronteggiare l’incremento della produzione.
*****
Signor Azionista,
siamo convinti che gli sforzi profusi che hanno consentito di realizzare l’ottimo risultato del
primo semestre 2015 continueranno a sortire i loro effetti anche nel secondo semestre
dell’anno ed è con questa previsione di un risultato al 31/12/2015 ancora migliore di quello
evidenziato in sede di semestrale ed in ulteriore crescita rispetto al risultato dell’esercizio
precedente che la invitiamo a rimanere estremamente ottimista in relazione al conseguimento
degli obiettivi strategici di medio/lungo termine.
Il risk management
La Finanziaria attribuisce una notevole importanza alla gestione ed al controllo delle varie
tipologie di rischio.
Le politiche relative all’assunzione dei rischi sono definite dagli organi statutari e, in linea con
la normativa di vigilanza del c.d. “secondo pilastro” di Basilea 2, è stato sviluppato uno
specifico processo diretto alla misurazione dei rischi ed all’autovalutazione dell’adeguatezza
patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process - ICAAP).
Responsabile del processo ICAAP e del suo resoconto è la funzione di Risk Management, che
opera in piena autonomia rispetto alle altre funzioni operative.
49
In generale, il Risk Management deve assicurare il costante presidio e monitoraggio dei rischi
attinenti al primo ed al secondo pilastro della disciplina prudenziale per gli intermediari
finanziari predisposta dalla Banca d’Italia, definendo le metodologie di misurazione dei rischi,
effettuando un costante controllo degli stessi e prevedendo, ove necessario, gli opportuni
stress testing. Si occupa della predisposizione della reportistica necessaria agli organi sociali.
In particolare, la funzione di Risk Management ha il compito di:
₋
definire e individuare l’esposizione ai rischi cui la Società è o potrebbe essere esposta.
In tale ambito raccoglie, dai Responsabili delle Aree, i risultati delle valutazione
condotte, garantendo un flusso informativo adeguato con le varie funzioni;
₋
sviluppare e aggiornare i modelli e gli strumenti a supporto della misurazione,
valutazione e monitoraggio dei rischi;
₋
effettuare i calcoli relativi all’assorbimento di capitale per ciascuno dei rischi rilevanti
a cui la Finanziaria è esposta;
₋
determinare il capitale interno complessivo, attuale e prospettico;
₋
predisporre la reportistica relativa all’analisi e alla quantificazione dei rischi e fornirne
adeguata informativa agli organi aziendali;
₋
gestire lo svolgimento delle varie attività per la valutazione aziendale sull’adeguatezza
patrimoniale;
₋
supportare l’amministratore delegato nella predisposizione della documentazione
informativa da inviare periodicamente alla Banca d’ Italia.
La Società ha anche predisposto un apposito sistema di controlli interni, deputati a verificare
la conformità alla normativa delle regole interne e la loro effettiva applicazione (conformità
operativa).
Per quanto riguarda invece i rischi di natura esterna, i rischi specifici derivanti dall’attività
svolta da Finanziaria Romana sul territorio italiano non risentono di alcuna diversificazione
50
territoriale e sono estremamente omogenei in quanto unica è la regolamentazione legislativa
che sottende alla tipologia di fidejussioni rilasciate.
Per quanto riguarda le richieste di escussione pervenute alla Società in relazione alle
fidejussioni rilasciate, Vi segnaliamo che il rischio è rimasto sostanzialmente immutato
rispetto al rischio del 31/12/2014.
Attività di ricerca e sviluppo
Con l’anno 2014 è iniziato un nuovo contratto quinquennale con la Sistemi Informativi
(Gruppo IBM). Continuano inoltre gli investimenti di modifica e personalizzazione del
sistema informatico costituito da una piattaforma di front-end sul web denominata Vb@nk
che è perfettamente integrata con il sistema di contabilità interno denominato XF, gestito su
AS 400 ed al quale sono collegati i software per la gestione delle Segnalazioni e della
Centrale Rischi.
Il sistema è stato nel corso del semestre ulteriormente modificato per meglio adattarlo alle
specifiche esigenze dei nuovi prodotti e ha senz’altro offerto un valore aggiunto agli uffici
amministrativi, alla rete di agenti ed alla clientela della società.
Numero e valore nominale delle azioni proprie e delle azioni o quote di società
controllanti possedute anche per tramite di società fiduciaria o interposta persona
La Società non detiene, direttamente od indirettamente per tramite di società fiduciaria o per
interposta persona, azioni proprie e/o azioni o quote di imprese controllanti, né ne ha mai
possedute in passato.
Rapporti con imprese controllate, controllanti e sottoposte al controllo di queste ultime,
nonché verso le imprese sottoposte ad influenza notevole
L’intero capitale sociale della Finanziaria Romana è detenuto dalla Holding Romana S.r.l.,
con sede in Roma, Via Dora n. 1, codice fiscale e numero d’iscrizione nel Registro delle
Imprese di Roma 10534361000. Peraltro, al di là della ordinaria corresponsione dei dividendi
51
di esercizio, nessun tipo di rapporto è intercorso con la suddetta società.
La Finanziaria non detiene invece, direttamente od indirettamente, il controllo di alcuna
impresa.
Fatti di rilievo avvenuti dopo il 30/06/2015
La riforma del Titolo V del D.Lgs. n. 385/1993 (Testo Unico Bancario), disposta dal D.Lgs.
n. 141/2010 ed entrata in vigore il 23/05/2015 a seguito dell’emanazione delle disposizioni
attuative, ha radicalmente cambiato il quadro normativo di riferimento degli intermediari
finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del TUB, prevedendo, tra l’altro, che
l’esercizio delle attività finanziarie sia subordinato alla presentazione alla Banca d’Italia di
una nuova istanza di autorizzazione per l’iscrizione nel nuovo albo unico previsto dal “nuovo”
art. 106 del TUB. In tale nuovo contesto normativo, è fondamentale che gli organi aziendali,
oltre a rispondere a requisiti di professionalità, onorabilità ed indipendenza, siano chiaramente
distinti tra componenti esecutivi e componenti non esecutivi, in modo da garantire il regolare
funzionamento dell’intermediario, ma anche un efficace controllo sul corretto adempimento
delle politiche societarie.
In questo nuovo assetto normativo, giacché la figura del Presidente del consiglio di
amministrazione è vista come un organo con funzione strategica, che promuove la dialettica
interna e l’effettivo funzionamento del sistema di governo societario, ma allo stesso tempo
non riveste un ruolo esecutivo all’interno della società, non svolgendo funzioni gestionali, si è
ritenuto che non era più possibile che la Finanziaria avesse la figura di un Presidente che fosse
allo stesso tempo Amministratore Delegato e quindi, non potendo il dott. Sergio Lo Prato
continuare ad esercitare entrambe le funzioni, in data 17/09/2015 l’assemblea dell’azionista
unico ha provveduto a nominare nuovo Presidente della società il sig. Peppino Moriconi,
lasciando al dott. Sergio Lo Prato la carica di Amministratore Delegato.
Successivamente, nel mese di settembre sono state altresì tenute diverse riunioni del
52
Consiglio di Amministrazione, in occasione delle quali la società ha rivisitato profondamente
tutta la struttura organizzativa interna, ha meglio distribuito le deleghe tra gli amministratori,
ha nominato i Responsabili dell’internal audit, del risk management e della compliance e ha
ridefinito tutti i regolamenti interni, in modo da essere immediatamente “compliant” rispetto
alle nuove disposizioni di vigilanza.
Il 12/10 u.s., la società ha presentato in Banca d’Italia l’istanza di autorizzazione per ottenere
l’iscrizione nel nuovo albo unico previsto dal “nuovo” art. 106 del TUB ed è confidente che la
predetta istanza sarà favorevolmente accolta dall’Organo di Vigilanza.
Evoluzione prevedibile della gestione
La Società prevede di conseguire nel 2015 un risultato di esercizio decisamente in rialzo
rispetto a quello conseguito nel 2014, confidando poi nel 2016 di riuscire a stabilizzare i
risultati, sulla scorta dei nuovi prodotti distribuiti e degli investimenti effettuati in termini di
ulteriore sviluppo della rete di agenti, per cercare di raggiungere aree geografiche e settori
economici che si ritengono al momento non adeguatamente sfruttati.
Alla luce delle citate considerazioni sulla redditività della Società, nonostante la richiamata
presenza di rischi ed incertezze di varia natura connessi al contesto economico di riferimento,
si ritiene che la Finanziaria Romana abbia le risorse adeguate per continuare la propria
operatività nel prevedibile futuro e, pertanto, la presente Relazione Semestrale è stata redatta
secondo principi di continuità aziendale.
Considerazioni finali
Non possiamo che ritenere molto soddisfacente l’utile semestrale di € 714.101 e possiamo
altresì confermare che il management ha adottato le necessarie misure per confermare che la
redditività conseguita nel semestre possa essere confermata non solo a fine 2015, ma anche
nei futuri esercizi.
Il Consiglio di Amministrazione
53
(sig. Peppino Moriconi)
__________________________________
(dott. Sergio Lo Prato)
__________________________________
(avv. Mario Ferri)
__________________________________
(sig. Luca Scoppa)
__________________________________
54
Scarica

FINANZIARIA ROMANA S.p.A. ad azionista unico