UN’EFFICACE COMUNICAZIONE FINANZIARIA PER
LA CRESCITA E LO SVILUPPO DELL’AZIENDA
La comunicazione finanziaria per migliorare l’accesso al credito
Un’attenta informativa di bilancio e dei documenti correlati ai profili
finanziari della gestione aziendale: relativi riflessi sul merito di credito
delle imprese per propiziarne la crescita e lo sviluppo
Confindustria Modena, Auditorium “Giorgio Fini”
21 aprile 2015
Modena, 21 aprile 2015
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Modena
Commissione di Studio "Revisione e Bilancio"
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I ruolo del Dottore Commercialista
• Il Dottore Commercialista come fattore e risorsa per la crescita e
lo sviluppo delle imprese
• Traduzione dei momenti di difficoltà in opportunità
• Consulente d’impresa che partecipa alla gestione ed al rischio
d’impresa
• L’ordinamento gli attribuisce un specifica qualificazione in
gestione aziendale ed in consulenza finanziaria
• Elabora i dati di bilancio e la comunicazione finanziaria
• Principale interlocutore con il Registro Imprese
• Formato dei bilanci in XBRL
• Nota integrativa e rilevazione dei flussi
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Come migliorare il rating
•
•
•
•
•
Innanzitutto occorre conoscerlo
Occorre chiederlo
Voci di bilancio sensibili
Fonti di finanziamento adeguate
Finanziamenti a medio-lungo termine
relativo impatto sugli indici di bilancio e sul
rendiconto finanziario
• Livello dell’indebitamento aziendale
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COME MIGLIORARE IL RATING
• Monitoraggio continuo della struttura finanziaria
• Approfittare dei momenti favorevoli per adeguare la
struttura finanziaria
• Monitoraggio della Centrale dei Rischi ed il grado di
utilizzo degli affidamenti
• Costante e trasparente informazione con situazioni
periodiche, rendiconti finanziari, businees plans, etc.
• Ruolo importante e sinergico delle Associazioni di
Categoria
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COME MIGLIORARE IL RATING
• Finanziamenti assistiti da fondi di garanzia
(Consorzi Fidi, Mediocredito Centrale)
° Diversificazione degli strumenti finanziari (es. ricorso a polizza
assicurativa anziché a fidejssione nei rimborsi IVA)
• Istituzione ed utilizzo delle reti d’impresa
• Utilizzo di strumenti innovativi come il “Rent to buy”.
• Utilizzo di leggi di agevolazione finanziaria (es. Sabatini bis)
• Convenzioni con Istituti di Credito di riferimento del territorio
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COME MIGLORARE IL RATING
• Approvare tempestivamente il bilancio
• Presentare ed illustrare direttamente il
bilancio alle banche
• Utilizzo appropriato della normativa fiscale
nella capitalizzazione delle imprese (ACE,
ROL, conferimenti in conto capitale)
Effetti indotti di una cattiva informativa
finanziaria (dati consolidati di bilancio, Agenzie di
informazione commerciale – Lince – Cerved)
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IL RUOLO DEL COLLEGIO SINDACALE
• Un qualificato Collegio Sindacale contribuisce
al miglioramento del rating aziendale in
quanto partecipa alla gestione ed al rischio
dell’impresa. Tra i suoi compiti rientra il
monitoraggio della struttura aziendale in tutti
i suoi profili, “in primis” nei profili finanziari,
vitali per la continuità o lo sviluppo delle
imprese.
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• Controllo delle situazioni periodiche (almeno
semestrali) e budgets per prevenire la crisi
• Riscontro centrale dei rischi e relativi utilizzi
• Controllo dei rendiconti finanziari
• Verifica dei rating aziendali
• Oltre ai versamenti alle naturali scadenze ed al
rispetto degli adempimenti di legge
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UN’EFFICACE COMUNICAZIONE FINANZIARIA PER
LA CRESCITA E LO SVILUPPO DELL’AZIENDA
***
La comunicazione finanziaria
per migliorare l’accesso al credito
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Commissione di Studio "Revisione e Bilancio"
1
La comunicazione finanziaria per migliorare l’accesso al credito
Questa seconda parte della relazione, elaborata
dalla Commissione di «Studio Revisione e
Bilancio» dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e
degli Esperti Contabili di Modena, articolerà
secondo il seguenti argomenti:
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La comunicazione finanziaria per migliorare l’accesso al credito
1) Quali solo i principali flussi informativi di carattere
quantitativo che gli istituti di credito analizzano nel
valutare le richieste di affidamento presentate delle
aziende;
2) La Centrale Rischi, gli indicatori di rischio bancario
presenti in Centrale, le segnalazioni, le tempistiche
e alcune regole utili per evitare le segnalazioni;
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La comunicazione finanziaria per migliorare l’accesso al credito
3) Obblighi di pubblicazione dei bilanci annuali delle
imprese secondo nuovi formati elettronici che
dovrebbero realizzare una sempre più efficiente
intellegibilità,
acquisizione,
aggregazione
e
manipolazione dei dati e delle informazioni da parte
del sistema bancario e non solo ( parliamo di formato
elettronico XBRL, e di nuova tassonomia integrata )
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La comunicazione finanziaria per migliorare l’accesso al credito
4) Un’attenta informativa di bilancio e dei
documenti correlati ai profili finanziari della
gestione aziendale: relativi riflessi sul merito di
credito delle imprese per propiziarne la crescita e
lo sviluppo
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
Dai bilanci aziendali opportunamente riclassificati, gli
istituti di credito, analizzano la composizione delle
seguenti aggregati:
1. ATTIVO CIRCOLANTE generalmente così suddiviso:
1.1 Liquidità
1.2 Crediti commerciali;
1.3 Altri Crediti;
1.4 Giacenze di magazzino
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
2. ATTIVO IMMOBILIZZATO generalmente così
suddiviso:
2.1 Immobilizzazioni Immateriali;
2.2 Immobilizzazioni Materiali;
2.3 Immobilizzazioni Immateriali in corso;
2.4 Immobilizzazioni Finanziarie
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
3. PASSIVO generalmente così suddiviso:
3.1 DEBITI A BREVE TERMINE (o passività correnti)
3.1.1 Debiti verso soci;
3.1.2 Debiti finanziari;
3.1.3 Debiti verso fornitori
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
3.2 DEBITI A MEDIO LUNGO TERMINE
3.1.1 Debiti verso soci;
3.1.2 Debiti verso banche;
3.1.3 Debiti verso fornitori.
4. FONDI
5. PATRIMONIO NETTO
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
I PRINCIPALI INDICATORI DI BILANCIO
L’azienda che richiede linee di credito agli istituti
bancari si dovrebbe porre due domande:
1.Quali
indicatori
di
bilancio,
vengono
maggiormente esaminati dagli istituti di credito ?
2.Come è possibile migliorarli per ottenere un
rating più positivo?
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
Per quanto concerne gli indicatori possiamo dire
che i principali sono i seguenti:
1. Principali indicatori di stato patrimoniale:
1.1 Capitale circolante netto;
1.2 Posizione finanziaria.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
1.1 CAPITALE CIRCOLANTE NETTO:
È dato dalla differenza fra le attività correnti ( o a
breve termine) e le passività correnti ( o a breve
termine), ed esprime la capacità dell’azienda di far
fronte ai propri impegni a breve termine.
Dovrebbe essere sempre positivo ed è importante
che risulti positivo anche escludendo dal calcolo
l’importo riferito alle rimanenze di magazzino.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
1.2 POSIZIONE FINANZIARIA NETTA:
È la differenza fra la liquidità aziendale presente
sui conti correnti o temporaneamente investita in
strumenti finanziari smobilizzabili in qualunque
momento e tutte le passività di carattere
finanziario sia a breve termine che a medio lungo
termine.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
2. Principali indicatori di conto economico:
2.1 Margine operativo lordo ( o EBITDA);
2.2 Margine operativo netto ( o EBIT).
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
2.1 MARGINE OPERATIVO LORDO ( o EBITDA):
è la prima misura dell’ autofinanziamento
dell’impresa,
ovvero
contrappone
alla
realizzazione
dei
ricavi
caratteristici
il
sostenimento dei costi per l’acquisizione dei
fattori produttivi e del fattore lavoro.
E’ il primo indicatore della capacità di generare
liquidità attraverso la gestione corrente e quindi è
il primo indice della efficienza dell’impresa.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
2.2 MARGINE OPERATIVO NETTO ( o EBIT):
Il margine operativo netto, invece, si differenzia
dal primo in quanto misura la ricchezza generata
dalla gestione corrente che residua dopo aver
remunerato gli investimenti effettuati, attraverso
gli ammortamenti che sono costi non monetari,
ed effettuato eventuali accantonamenti stanzianti
nel conto economico.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
Altri indicatori:
Vi sono poi altri indicatori che vengono analizzati
principalmente tra i quali evidenziano:
1.ROE: che rapporta il risultato operativo al patrimonio
netto, ed esprime il rendimento del capitale proprio
investito nell’impresa. Utile, sarà, un raffronto delle
risultanze di tale indice con altri investimenti alternativi.
Un miglioramento di tale indice, ai fini del merito creditizio,
lo si può ottenere agendo sul numeratore, ad esempio,
aumentano l’efficienza aziendale con una riduzione di costi
fissi.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
2. O.F./MOL: che rapporta gli oneri finanziari al
margine operativo lordo ovvero individua il peso
percentuale del costo del denaro per l’impresa.
Più l’indice è basso e maggiore è il margine
operativo che rimane a disposizione dell’impresa.
3. ROD Tasso medio di onerosità dei debiti:che
rapporta gli oneri finanziari con il totale dei debiti.
Qualora dal totale dei debiti si tolgano i debiti non
onerosi, l’indice fornisce una misura indicativa del
costo del denaro dell’impresa.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
4. ROI Redditività del capitale investito: che rapporta
il risultato operativo e il capitale investito
nell’impresa. Molto spesso ROI e ROD vengono
analizzati congiuntamente in quanto si ottiene una
corretta valutazione tra la redditività dell’impresa e
l’indebitamento verso terzi.
Infatti in presenza di un ROI maggiore del ROD,
l’impresa ottiene dalla sua gestione caratteristica
rendimenti maggiori dei tassi dovuti ai suoi
finanziatori
e
potrà
decidere
aumentare
l’indebitamento.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
5. LEVA FINANZIARIA o Leverage: che rapporta i
debiti con il patrimonio netto.
Detto indicatore è di grande importanza nel
calcolo del rischio creditizio in quanto nelle
condizioni di ROI > ROD l’impresa è portata ad
indebitarsi verso il sistema bancario.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
6. Debiti/Fatturato: anche questo è un indicatore
di grande importanza ai fini del merito creditizio
in quanto misura quanti debiti ha contratto
l’impresa per realizzare il totale delle vendite.
Un valore superiore a 1 indica un indebitamento
maggiore al fatturato peggiorando il merito
creditizio dell’impresa.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
6. CASH FLOW: è un indicatore che è determinato
partendo dall’utile netto di esercizio ad
aumentando quest’ ultimo degli acc.ti al TFR,
degli ammortamenti e viene ridotto di eventuali
dividendi distribuiti.
Maggiore è questo indicatore minore è
dipendenza finanziaria dell’impresa dai terzi.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Fino ad ora abbiamo parlato di flussi informativi di
carattere quantitativo ma va rilevato che nel
valutare una pratica di affidamento, gli istituti di
credito analizzeranno anche altre informazioni tra
le
quali
le
informazioni
cosiddette
«comportamentali».
Buona parte delle informazioni comportamentali,
esce da quella che tutti conosciamo come
CENTRALE DEI RISCHI
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Fino ad ora abbiamo parlato di flussi informativi di
carattere quantitativo ma va rilevato che nel
valutare una pratica di affidamento, gli istituti di
credito analizzeranno anche altre informazioni tra
le
quali
le
informazioni
cosiddette
«comportamentali».
Buona parte delle informazioni comportamentali,
esce da quella che tutti conosciamo come
CENTRALE DEI RISCHI
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
COSA E’ LA CENTRALE DEI RISCHI
La centrale dei rischi di Banca d’ Italia è un
sistema informativo e di trasparenza in grado di
fornire notizie utili sull’indebitamento delle
imprese che ricorrono al sistema creditizio.
E’ uno strumento dedicato agli istituti di credito
(ma non solo) per consentire ad essi di compiere
valutazioni del merito creditizio delle imprese che
fanno richiesta di nuovi affidamenti.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
IL FUNZIONAMENTO DELLA CENTRALE
Il funzionamento è regolamentato dalla circolare
139/1991 che obbliga le banche e gli intermediari
finanziari ad effettuare delle segnalazioni e
informazioni sullo stato di indebitamento della
propria clientela e ricevono flussi informativi di
ritorno sull’indebitamento dei propri clienti verso
tutto il sistema bancario.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
TEMPISTICA DELLE SEGNALAZIONI
Banche e intermediari finanziari comunicano
mensilmente le seguenti informazioni:
-crediti per cassa (rischi autoliquidanti, a scadenza e a
revoca);
-crediti di firma;
-garanzie ricevute ovvero garanzie reali e personali
prestate dal cliente in favore di istituti bancari e
finanziari nell’interesse nell’interesse di soggetti dagli
stessi affidati;
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
-altre notizie ( sezione informativa contenente
altre comunicazioni utili alla valutazione del
merito creditizio).
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI
1. Importi;
2. Tempi di comunicazione.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI
1. Importi: Banche e intermediari effettuano alla
Centrale Rischi segnalazioni solamente per
operazioni di importo superiore a 30.000,00
euro, ad eccezione dei crediti passati a
“sofferenza” che vengono comunque segnalati
a prescindere dall’importo.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI
2. Tempi di segnalazione: La segnalazione alla
Centrale Rischi è effettuata con periodicità mensile e
concerne lo stato del cliente affidato in essere
l’ultimo giorno del mese.
Rileva ai fini della comunicazione solo ed
esclusivamente la “data contabile” rimanendo di
fatto esclusa ogni valutazione in merito alla “data
valuta”.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI
Tale aspetto assume particolare rilievo negli
scostamenti di conto corrente
Esempio 1:
Data contab. Data valuta
operazione
27/03/2015
27/03/2015
Saldo iniziale
28/03/2015
29/03/2015
Vers. Ass.
+1.000,00
-47.000,00
31/03/2015
31/03/2015
Add.Ass.
-7.000,00
-54.000,00
03/04/2015
30/03/2015
Accr.port.sbf
+5.000,00
-49.000,00
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Imp. Euro
S.do euro
Fido c/c
-48.000,00
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-50.000,00
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI
La tabella rileva in particolare uno sconfinamento
di euro 4.000,00 generato dall‘addebito
dell’assegno in data 31/03/2015.
Questo sconfinamento sarà oggetto di
segnalazione in Centrale Rischi nell’ambito degli
affidamenti “a revoca” nonostante, pochi giorni
dopo, venga registrata sul medesimo rapporto di
c/c una operazione contabile di segno positivo
con data valuta antecedente la fine del mese.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI
Va inoltre evidenziato che il dato puntuale rilevato
dalle banche è quello relativo al “saldo contabile”
e non al c.d. “saldo disponibile”.
L’impresa che volesse rientrare sullo sconfino di
fine mese dell’esempio n.1 potrebbe farlo
versando assegni in data 31/03/2015 senza
preoccuparsi della disponibilità economica delle
somme. Vediamo di chiarire con l’esempio 2:
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI
Esempio 2:
Data contab. Data valuta
operazione
27/03/2015
27/03/2015
Saldo iniziale
28/03/2015
28/03/2015
Addeb. Ass.
-5.000,00
-53.000,00
31/03/2015
03/04/2015
Vers.Ass.
+7.000,00
-46.000,00
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Imp. Euro
S.do euro
Fido c/c
-48.000,00
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Nell’esempio n. 2 nessuna segnalazione si
sconfino sarebbe effettuata dall’istituto di credito
in Centrale Rischi.
Pertanto un’attenta pianificazione degli incassi e
dei pagamenti contribuirebbe ad evitare dannose
segnalazioni alla Centrale Rischi.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Alcuni consigli:
1. Effettuare un’ attenta verifica mensile dei saldi
contabili dei rapporti di conto corrente;
2. Evitare sconfinamenti sulle linee di credito anche
in presenza di autorizzazione della banca priva
però di puntuale copertura riveniente dalla
concessione di uno specifico “fido transitorio”. In
tal caso l’immediato beneficio dell’operazione
deteriorerebbe l’andamentale dell’impresa.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Alcuni consigli:
3. Se lo sconfinamento dovesse essere inevitabile
per particolari esigenze aziendali è sempre bene
evitare la reiterazione dello stesso nelle successive
rilevazioni mensili ed informare tempestivamente
l’istituto di credito che assiste l’azienda motivando
con prove documentali il particolare momento di
necessità.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Entro quando le segnalazioni devono pervenire in
Centrale Rischi:
Gli istituti hanno tempo fino al 25° giorno del mese
successivo a quello di riferimento.
Pertanto le segnalazioni del 31/03 devono arrivare in
Centrale Rischi entro il 25/4. La Centrale le rende
disponibili i primi giorni di maggio.
Pertanto in media i dati presenti in Centrale hanno un
ritardo di circa due mesi.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Indicatori di rischio desumibili dalla Centrale Rischi:
1. Tensione finanziaria: L’utilizzo costante del monte
fidi accordato dal sistema all’impresa potrebbe
essere un segnale di crisi di crisi di liquidità.
Generalmente l’utilizzo dei fidi dovrebbe essere
elastico.
2. Coerenza tra attività economica e linee di fido
accordate /utilizzate: l’analisi delle diverse forme di
fido accordate / utilizzate presenti in Centrale
evidenzia se vi sia o meno coerenza con l’attività
dell’impresa.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Indicatori di rischio desumibili dalla Centrale
Rischi:
3. Coerenza tra monte fidi e fatturato: Dai dati della
Centrale si evince se il monte fidi accordato è
coerente con il fatturato e con le dilazioni di
pagamento dei clienti.
Fido necessario= fatturato*gg di dilazione
anno commerciale
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Indicatori di rischio desumibili dalla Centrale
Rischi:
4. Correttezza dei dati forniti dall’impresa: La
Centrale Rischi consente di eseguire un controllo
sui dati forniti dall’impresa nella fase preliminare di
una pratica di istruttoria di richiesta di fido. I dati
dichiaratiti
dall’amministratore
dovrebbero
coincidere con quelli presenti in Centrale, in casop
contrario dovranno essere verificati.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Indicatori di rischio desumibili dalla Centrale Rischi:
5. La lettura dei dati presenti in Centrale aiuta a
comprendere la posizione complessiva assunta dal
cliente nei confronti del sistema.
La riduzione di enti segnalanti o la revisione
dell’assetto creditizio ad esempio potrebbero esse
sintomi di un tentativo di progressivo disimpegno di
alcuni istituti in considerazione di notizie
pregiudizievoli emerse sull’impresa.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Nuovi formati elettronici di pubblicazione dei bilanci
I registri delle imprese impongono ormai da qualche
anno la pubblicazione dei bilanci annuali (2009)
secondo un formato elettronico denominato XBRL.
Per i bilanci approvati a partire dal 3/3/2015 anche la
nota integrativa deve essere depositata in formato
XBRL.
Quali vantaggi ?
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Nuovi formati elettronici di pubblicazione dei bilanci
• Vantaggi:
1: Il nuovo strumento consiste nella disponibilità, per
tutti gli “stakeholders”, di un sistema d’informazioni
immediatamente elaborabile sulla situazione
patrimoniale, economica e finanziaria aziendale con
significativi benefici in termine di qualità, fruibilità,
trasparenza e comparabilità dei bilanci.
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Commissione di Studio "Revisione e Bilancio"
45
I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Nuovi formati elettronici di pubblicazione dei bilanci
2. Un vantaggio dei redattori, consiste nella capacità
di parziale autocompilazione/controllo della nota
integrativa: una volta inseriti di dati degli schemi
quantitativi, infatti, la compilazione di parte delle
tabelle previste dall’art. 2427 c.c. avverrà in
automatico, evitando gli oneri e gli errori del
reinserimento dei dati.
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46
I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Nuovi formati elettronici di pubblicazione dei bilanci
3. Formazione di una banca dati ancora più completa e
coerente – a disposizione di operatori, imprese,
professionisti ed autorità – sulla performance delle
società di capitali italiane. Il registro delle imprese si
arricchirà infatti dei dati elaborabili derivanti dalla nota
integrativa, un mole di informazioni ben più ampia di
quella disponibile attraverso i prospetti contabili.
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47
I principali flussi informativi di carattere comportamentale
GRAZIE
PER L’ATTENZIONE
Federico Cattini
[email protected]
Michele Rosati
[email protected]
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48
GRUPPO BANCA POPOLARE DELL’EMILIA ROMAGNA
Gli elementi che la banca valuta
nell’approvazione di una pratica di fido:
il credito nel nuovo contesto della
Vigilanza Europea
Paolo Corradini - Chief of Planning and Credit Group Policy
21 Aprile 2015
Agenda
Affidamenti bancari e Vigilanza europea: nuove regole del gioco
1.1 Il nuovo contesto normativo del credito bancario
1.2 Informazioni finanziarie e credito bancario: modalità forward looking
1.3 Rating vs Early Warning
1.4 L’attributo Forborne: possibili conseguenze delle moratorie
1.5 Allegati
2
Il quadro normativo
 Il 21 gennaio 2015 Banca d’Italia ha pubblicato il 7°aggiornamento della circolare n. 272 del 30 luglio 2008
 Con l’aggiornamento sono modificate le definizioni di attività finanziarie deteriorate allo scopo di allinearle alle
nuove nozioni di Non-Performing Exposure e Forbearance introdotte dall’EBA e approvate dalla Commissione
Europea il 9 gennaio
 Le principali modifiche introdotte dall’aggiornamento sono:
o la ripartizione delle attività deteriorate nelle categorie di sofferenze, inadempienze probabili
ed esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate
o l’abrogazione delle nozioni di esposizioni incagliate e di esposizioni ristrutturate
o l’introduzione della categoria delle esposizioni oggetto di concessioni
luglio 2014
 Pubblicazione da parte
dell’ European Banking
Authority del
documento
EBA/ITS/2013/03 Final
draft Implementing
Technical Standards
gennaio 2015
 20/01/2015: pubblicazione
7°aggiornamento della
circolare n.272 del 30 luglio
2008
 Solo per le date 31 marzo
2015 e 30 giugno 2015, le
banche sono tenute ad
inviare anche le vecchie voci
(c.d. parallel running)
febbraio 2015
luglio 2015
 20/02/2015:
 Decorrenza per le nuove
pubblicazione Gazzetta
evidenze segnaletiche
Ufficiale dell’Unione
relative al “Forborne
Europea
Performing” , posticipate
al 1° luglio 2015
3
dicembre 2015
 Dettaglio in nota
integrativa delle banche
delle esposizioni “in
bonis” oggetto di
rinegoziazioni andrà
obbligatoriamente fornita
a partire dai bilanci riferiti
all’esercizio chiuso o in
corso al 31/12/2015
Le nuove Attività Deteriorate
Vecchia classificazione
fino al 31/12/2014
Nuova classificazione dal
1/01/2015
Sofferenze
Sofferenze
di cui Forborne non Performing
Default
Inadempienze probabili
di cui Forborne non Performing
Incagli ordinari
Esposizioni scadute e/o sconfinanti
deteriorate
Incagli oggettivi
Attività Deteriorate
Ristrutturati
di cui Forborne non Performing
Scaduti e sconfinanti
Bonis
di cui Forborne Performing e
Forborne Under Probation
Bonis
 Nelle classificazioni si prescinde dall’esistenza di eventuali garanzie reali o personali poste a
presidio delle esposizioni
4
Bonis
Bonis
Agenda
Affidamenti bancari e Vigilanza europea: nuove regole del gioco
1.1 Il nuovo contesto normativo del credito bancario
1.2 Informazioni finanziarie e credito bancario: modalità forward looking
1.3 Rating vs Early Warning
1.4 L’attributo Forborne: possibili conseguenze delle moratorie
1.5 Allegati
5
Asset Quality Review: bilancio in ottica forward looking
Contenuti del Bilancio d’esercizio e del
rendiconto finanziario:
 Informazioni “dinamiche” sull’impresa: flussi di cassa
 Indebitamento e mezzi propri
 Equilibrio finanziario: fonti e impieghi
 Informazioni qualitative di contesto competitivo
6
Asset Quality Review: bilancio in ottica forward looking
Utilizzo delle informazioni del bilancio e del
rendiconto finanziario:
 Benchmarking di settore
 Esame dell’attendibilità e tempestività dei dati forniti
dall’impresa
 Valutazione delle garanzie
 Sistemi di data quality interni
 Processi e procedure di monitoraggio e controllo
7
Agenda
Affidamenti bancari e Vigilanza europea: nuove regole del gioco
1.1 Il nuovo contesto normativo del credito bancario
1.2 Informazioni finanziarie e credito bancario: modalità forward looking
1.3 Rating vs Early Warning
1.4 L’attributo Forborne: possibili conseguenze delle moratorie
1.5 Allegati
8
Credito e Sistema di Rating
Utilizzo del rating nella valutazione dell’impresa
 Rating Pmi Corporate e Large Corporate (andamentale, bilancio,
centrale rischi, informazioni qualitative)
override
 Rating Pmi Retail e Small Business (andamentale, centrale rischi,
bilancio)
dati oggettivi
 Rating nel sistema di Pricing
 Rating nel Monitoraggio e Controllo
9
Credito e Sistema di Early Warning
Early Warning nel monitoraggio dell’impresa
Regolarità andamentale esterna
protesti
• ipoteche legali
• revoche CAI
• procedure concorsuali
•
Regolarità andamentale interna
sconfinamenti di conto
• ritardo pagamento di rate
• insoluti di portafoglio
• fatture anticipate scadute
• ritardo pagamento fornitori
• movimenti in centrale rischi
• assegni sospesi
•
10
Agenda
Affidamenti bancari e Vigilanza europea: nuove regole del gioco
1.1 Il nuovo contesto normativo del credito bancario
1.2 Informazioni finanziarie e credito bancario: modalità forward looking
1.3 Rating vs Early Warning
1.4 L’attributo Forborne: possibili conseguenze delle moratorie
1.5 Allegati
11
Forborne: definizione
 Si definiscono “Esposizioni Forborne” quelle derivanti da
entrambe le seguenti due condizioni:
1) una “concessione” (forbearance o tolleranza), ovvero
proroghe, rinegoziazioni di scadenze, consolidamenti,
sospensioni, nuova finanza (in aggiunta ad affidamenti già in
essere) che risulta preponderante rispetto all’esposizione
complessiva della controparte ante-concessione
2) il debtor deve trovarsi in difficoltà finanziaria
 L’attributo di Forborne rileva a livello di singola linea
di credito
 Possono essere concesse sia a linee Performing che a linee Non
Performing
12
Forborne e possibili conseguenze
I Forborne lasciano tracce nel tempo
 Possibili maggiori accantonamenti e svalutazioni a conto
economico per le banche
 Possibile maggiore assorbimento di capitale per le banche
 Appesantimento del rating per l’impresa
 Accesso al credito dell’impresa
13
Agenda
Affidamenti bancari e Vigilanza europea: nuove regole del gioco
1.1 Il nuovo contesto normativo del credito bancario
1.2 Informazioni finanziarie e credito bancario: modalità forward looking
1.3 Rating vs Early Warning
1.4 L’attributo Forborne: possibili conseguenze delle moratorie
1.5 Allegati
14
Sistema di Rating
Cos’è il Rating?
Il rating è una valutazione sintetica del rischio di credito dell’impresa, che riassume le
informazioni quantitative e qualitative di cui dispone la banca, in relazione all’insieme
delle informazioni disponibili sulla totalità delle imprese clienti e sul loro comportamento
di rimborso nel corso del tempo.
Il rating misura la probabilità di default a un anno dell’impresa, ovvero la probabilità che
la controparte si renda inadempiente all'obbligazione di restituire il capitale prestato e gli
interessi su di esso maturati
Il metodo basato sui rating interni consente alle banche di determinare le coperture
patrimoniali necessarie per fare fronte a una richiesta di credito tramite il calcolo di un
insieme di fattori di rischio così sintetizzabili:
Probabilità di default (PD)
Perdita attesa al momento del default (LGD)
Esposizione al default (EAD)
Vita residua del debito (Maturity)
15
Sistema di Rating
Cosa comporta il rating?
Il Rating determina il requisito patrimoniale, o l’accantonamento di capitale, che la banca
deve detenere a copertura del rischio di credito e conseguentemente influenza in modo
diretto le condizioni economiche accordate dalla banca.
Infatti, nella determinazione del costo dei finanziamenti concessi devono essere
considerati:
Costi del funding
Costi operativi interni
Valutazioni di carattere commerciale
ma soprattutto due altri elementi direttamente legati ai fattori di rischio :
Costo della Perdita attesa (Expected Loss – EL)
Costo della Perdita inattesa (Unexpected Loss – UL)
16
Sistema di Rating
Quali informazioni alimentano il sistema di Rating?




Informazioni Quantitative:
Bilancio e doc. contabili
Centrale dei Rischi
Banche dati esterne
Andamentale Interno
Informazioni Qualitative
Quali sono i dati di bilancio ritenuti più rilevanti?











il grado di indebitamento (rapporto tra il capitale proprio e quello di terzi)
la capacità dell’impresa di generare Flussi di Cassa
la Posizione Finanziaria Netta
la Redditività
l’andamento del Fatturato sia in termini storici che prospettici
il Margine Operativo Lordo = Fatturato al netto dei Costi operativi
il Quoziente di indebitamento = Debiti su Mezzi Propri
il Tasso di copertura degli oneri finanziari
il Risultato operativo su Fatturato
Fatturato su Capitale Investito
Risultato netto su Mezzi Propri
17
Sistema di Rating
Le informazioni «qualitative»
Le informazioni di carattere qualitativo (assetto giuridico e societario dell’impresa, sistema
di governance, competenze finanziarie sviluppate dal management, caratteristiche del
processo produttivo, presenza di piani industriali di sviluppo e di strategie commerciali,
sistemi di controllo interni, fattori di rischio e relative coperture assicurative, …)
dipendono principalmente dalla capacità di instaurare un dialogo aperto e costruttivo tra
l’impresa e la banca, favorito altresì dal ruolo svolto dai sistemi associativi e dai
professionisti che seguono il management.
Come migliorare il proprio rating ?
Data la notevole quantità di informazioni necessarie alla banca per alimentare il processo
di valutazione del rischio di credito la prima indicazione è sicuramente riassumibile
nell’opportunità di instaurare un dialogo costruttivo con la banca finalizzato ad alimentare
un corretto e puntuale flusso informativo, da parte di entrambi, e lo sviluppo di una
relazione solida.
In parallelo le altre leve riguardano essenzialmente la strategia aziendale e le scelte
operative da mettere in atto nella gestione che, soprattutto laddove comportino rilevanti
risvolti finanziari o patrimoniali dovranno essere condivise con i professionisti e le banche.
18
Esempio uscita Forborne Performing (in assenza di anomalie)
Esempio
Caso 1
 Termine
dell’attributo
Forborne
24 mesi
 Perfezionamento di
una linea Forborne
Performing
 Verifica giornaliera nel Probation Period:
o Assenza Past due 30 gg sulla linea
o Assenza Re-forborne sulla linea
o Permanenza Bonis controparte
o Assenza Passaggio a sofferenza della
controparte
19
 Al termine del Probation Period si
verificano le condizioni di uscita:
o Regolare pagamento 12 mesi
o Assenza di Past Due 30 sul
debitore (quindi su tutte le linee
della controparte e del suo
gruppo di consolidamento)
Esempi di mancata uscita da Forborne Performing
Caso 2
24 mesi
 Perfezionamento di una
linea Forborne
Performing
 Verifica giornaliera nel Probation Period:
o Assenza Past due 30 sulla linea
o Assenza Re-forborne sulla linea
o Permanenza Bonis controparte
o Assenza Passaggio a sofferenza della
controparte
 Classificazione Forborne
Non Performing
 Inizio Cure Period (Cfr.
Caso 1 Forborne Non
Performing)
Caso 3
24 mesi
 Perfezionamento di una
linea Forborne
Performing
3 mesi
 Verifica giornaliera nel Probation Period:
o Assenza Past due 30 sulla linea
o Assenza Re-forborne sulla linea
o Permanenza Bonis controparte
 Termine Probation Period
 Verifica condizioni uscita:
o Regolare pagamento 12 mesi
o Assenza di Past Due 30 sul
debitore (quindi su tutte le linee
o Assenza Passaggio a sofferenza della controparte
della controparte e del suo
gruppo di consolidamento)
20
 Proroga 3
mesi
Probation
Period
Esempio uscita Forborne Non Performing (in assenza di anomalie)
Caso 1
 Forborne Performing Under
Probation
12 mesi
 Inizio periodo di monitoraggio di
24 mesi (c.d. Probation Period)
 Perfezionamento di una  Verifica giornaliera nel Cure
linea Forborne Non
Period:
Performing
o Assenza Past due 30 sulla
 Inizio Cure Period
linea
o Assenza Re-forborne sulla
linea
o Assenza Passaggio a
sofferenza della controparte
 Termine Cure Period
 Verifica condizioni uscita:
o Assenza sconfinamenti
(Any PD) sulla linea
o Assenza di linee scadute/
sconfinanti da più di 90
giorni (sul Gruppo Bper e
per aggregato CR)
24 mesi
 Forborne Performing
Under Probation
 Inizio Probation Period
 Verifica giornaliera nel Probation  Termine Probation
Period:
Period
o Assenza Past due 30 sulla
linea
o Assenza Re-forborne sulla
linea
o Permanenza in Bonis della
controparte
o Assenza Passaggio a
sofferenza della controparte
21
 Verifica condizioni uscita:
o Regolare pagamento
per 12 mesi
o Assenza di Past Due
30 sul debitore
(quindi su tutte le
linee della
controparte e del
suo gruppo di
consolidamento )
Esempio di permanenza Forborne Non Performing
Caso 2
12 mesi
 Perfezionamento di una linea
Forborne Non Performing
 Inizio Cure Period
 Verifica giornaliera nel Cure Period:
o Assenza Past due 30 sulla linea
o Assenza Re-forborne sulla linea
o Assenza Passaggio a sofferenza della
controparte
 Riavvio Cure Period per
ulteriori 12 mesi
Caso 3
3 mesi
12 mesi
 Perfezionamento di una linea
Forborne Non Performing
 Inizio Cure Period
 Verifica giornaliera nel Cure Period:
o Assenza Past due 30 sulla linea
o Assenza Re-forborne sulla linea
o Assenza Passaggio a sofferenza della
controparte
22
 Termine Cure Period
 Verifica condizioni uscita:
o Assenza sconfinamenti
(Any PD) sulla linea
o Assenza di linee scadute/
sconfinanti da più di 90
giorni (su Gruppo Bper e
per aggregato CR)
 Proroga 3 mesi
Cure Period
UN’EFFICACE COMUNICAZIONE FINANZIARIA
PER LA CRESCITA E LO SVILUPPO DELL’AZIENDA
Il rendiconto finanziario e i nuovi principi contabili
L’importanza del rendiconto finanziario per imprese e professionisti.
L’analisi delle principali novità introdotte dal principio contabile OIC 10.
Dott. Giulio Orazi
Confindustria Modena, Auditorium “Giorgio Fini”
21 aprile 2015
Modena, 21 aprile 2015
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1
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Le dinamiche finanziarie di un’azienda sono
costituite dal susseguirsi di deflussi ed afflussi,
intesi rispettivamente come impieghi finanziari e
fonti finanziarie, da e verso la società.
Un valido strumento di analisi delle dinamiche
finanziarie di un’azienda è rappresentato dal
Rendiconto Finanziario.
Modena, 21 aprile 2015
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2
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
La prospettiva finanziaria è rappresentata nei
documenti di bilancio, ed in particolare nello
Stato Patrimoniale, i cui contenuti stabiliti dall’art.
2424 C.C. esprimono una situazione statica dei
mezzi dell’impresa ad una determinata data.
Condizione statica
Fondo di valori
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3
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
La variazione, incrementativa o diminutiva, del
valore del fondo, prodotta tra due esercizi
consecutivi, è denominata flusso.
Flusso
Dinamicità dell’attività d’impresa
Modena, 21 aprile 2015
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4
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Lo Stato Patrimoniale ed il Conto Economico
sono strettamente correlati tra loro, ed il valore
finale di ogni singola voce dell’attivo e del passivo
(fondo) è influenzata dalla gestione reddituale
(flusso).
La correlazione tra “fondi” e “flussi” si intensifica
attraverso la redazione e l’analisi del Rendiconto
Finanziario.
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5
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Rendiconto Finanziario
è il prospetto che raggruppa i “flussi” di “fondi”, in
relazione alle informazioni che si intendono ottenere.
Questo prospetto si interpone tra lo Stato
Patrimoniale ed il Conto Economico, consentendo
l’osservazione delle variazioni intervenute tra i valori
di Stato Patrimoniale di due anni consecutivi, in
relazione anche all’analisi reddituale dell’impresa.
Le variazioni intervenute nei fondi, intese come
incrementi e decrementi di valori, sono denominate
“impieghi” e “fonti”.
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6
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Impieghi
Fonti
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Rappresentano un assorbimento di risorse finanziarie
da parte della gestione aziendale, e sono costituiti da:
• aumenti di attività;
• riduzioni di passività;
• riduzioni di capitale netto.
Esprimono un afflusso di risorse finanziarie per
l’impresa, e sono rappresentate da:
• aumenti di passività;
• riduzioni di attività;
• apporti di capitale netto;
• gestione reddituale (utile d’esercizio + costi non
monetari – ricavi non monetari).
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7
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Rendiconto Finanziario
•
si sostanzia nella comparazione degli Stati
Patrimoniali di due esercizi consecutivi, riclassificati
con il criterio finanziario, grazie al quale è possibile
rilevare le variazioni e le relative cause che hanno
modificato gli investimenti e i finanziamenti in un
determinato periodo, in relazione anche all’analisi
reddituale dell’impresa;
•
rappresenta in generale lo strumento più
appropriato ed attendibile per effettuare la
misurazione della liquidità;
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8
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
•
è il principale strumento di gestione dei
rapporti tra imprese e istituti di credito, soprattutto
in ottica di “Basilea 3”, ed anche ai fini del rating di
legalità;
•
è lo strumento più importante per valutare
nuove forme di finanziamento: ad esempio per le
PMI, quotazione al mercato AIM e Minibond;
•
è lo strumento più indicato per il controllo
finanziario della gestione aziendale;
•
è uno strumento idoneo per le valutazioni
d’azienda con il metodo finanziario.
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9
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
I principali benefici informativi del Rendiconto
Finanziario, individuati dal Principio Contabile
Nazionale OIC 10, par. 5, sono costituiti dalla capacità
di:
a) valutare le disponibilità liquide prodotte/assorbite
dalla gestione reddituale e le modalità di
impiego/copertura;
b) valutare la capacità della società o del gruppo di
affrontare gli impegni finanziari a breve termine;
c) valutare la capacità della società o del gruppo di
autofinanziarsi.
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10
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Le finalità del Rendiconto Finanziario, desunte dal
Principio Contabile Internazionale IAS 7, possono
essere riassunte in:
•
controllo del flusso di cassa (cash flow)
generato e capacità di confronto dello stesso con il
reddito (profit) desumibile dal Conto Economico;
•
utilizzo del cash flow quale grandezza
maggiormente attendibile, perché non influenzata da
valutazioni soggettive;
•
informativa sulla liquidità della struttura
finanziaria dell’impresa, intesa come capacità di
liberare risorse liquide presenti;
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11
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
•
informativa sulla solvibilità dell’impresa, intesa
come capacità di liberare in futuro risorse finanziarie
necessarie ad onorare i debiti;
•
più agevole confronto tra i risultati prodotti da
imprese diverse;
•
mediante la formazione di serie storiche di
flussi, la possibilità di elaborare modelli per la stima
dei flussi e per la verifica delle stime effettuate in
passato.
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12
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
In via generale, il Rendiconto Finanziario agevola il
processo decisionale, poiché tratta della capacità
finanziaria dell’impresa con riferimento, ad esempio:
• alla copertura degli investimenti in essere;
• alla programmazione di nuovi investimenti;
• al pagamento dei dividendi;
• al rimborso dei finanziamenti;
• al pagamento degli interessi passivi;
• al pagamento delle imposte;
• ecc..
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13
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Il bilancio d’esercizio rappresenta il principale documento
informativo con cui le imprese comunicano con i propri
stakeholders
(portatori
di
interessi),
sia
interni
(principalmente, soci e amministratori) che esterni (clienti,
fornitori, istituti di credito, ecc.).
RIFERIMENTO NORMATIVO:
art. 2423, co. 2, C.C.
Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve
rappresentare in modo veritiero e corretto la
situazione patrimoniale e finanziaria della società e il
risultato economico dell’esercizio.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
L’attuale bilancio d’esercizio civilistico, non prevedendo
espressamente la redazione del Rendiconto Finanziario come
schema obbligatorio, presenta tuttavia taluni limiti:
1) tale bilancio non mette in luce le variazioni, e le relative cause,
di attività e passività avvenute nel corso dell’esercizio: nello
Stato Patrimoniale le informazioni sul patrimonio sono
riferite ad un preciso istante temporale;
2) il Conto Economico rileva il reddito, ma non il suo impatto
sulla situazione della liquidità dell’impresa: non è presente il
concetto di cash flow che consente di misurare la spendibilità
di quel reddito;
3) dallo Stato Patrimoniale e dal Conto Economico, il primo
riclassificato con il criterio finanziario e il secondo con quello
gestionale, si giunge allo stesso risultato che il Rendiconto
Finanziario consegue con un unico prospetto.
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15
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
A colmare questo vuoto normativo, è intervenuto il Principio
Contabile Nazionale OIC 10, da applicarsi ai bilanci chiusi a partire
dal 31/12/2014, prevedendo un onere generale di redazione del
Rendiconto Finanziario, da presentarsi nella Nota Integrativa.
OIC:
Principio Contabile Nazionale OIC 10, appendice C, par. 1
.. Considerata la sua rilevanza informativa, l’OIC ha deciso di dedicare al rendiconto
finanziario un apposito principio contabile prevedendo una generale
raccomandazione di redigere il rendiconto finanziario per tutte le tipologie
societarie.
Il rendiconto finanziario fornisce, infatti, informazioni utili per valutare la situazione
finanziaria della società o del gruppo (compresa la liquidità e solvibilità) nell’esercizio
di riferimento e la sua evoluzione negli esercizi successivi…
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Negli anni passati e prima dell’avvento dell’OIC 10 ad agosto
2014, ad onor del vero, un richiamo (ora eliminato) al
Rendiconto Finanziario era inserito nell’OIC 12, il quale
prevedeva che “sebbene la mancata presentazione del
rendiconto finanziario non venga considerata, in via
generale, allo stato attuale, come violazione del principio
della rappresentazione veritiera e corretta del bilancio, tale
mancanza, tuttavia, in considerazione della rilevanza delle
informazioni di carattere finanziario fornite e della sua
diffusione sia su base nazionale che internazionale si assume
limitata soltanto alle aziende amministrative meno dotate,
a causa delle minori dimensioni”.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
L’OIC ha pertanto elaborato un apposito principio contabile per la
redazione del Rendiconto Finanziario, il nuovo OIC 10, le cui
indicazioni, rispetto al precedente OIC 12, prevedono:
• l’eliminazione della risorsa finanziaria del capitale circolante
netto per la redazione del rendiconto, in quanto considerata
obsoleta, poco utilizzata dalle imprese e non prevista dalla
prassi contabile internazionale. La risorsa finanziaria presa a
riferimento per la redazione del rendiconto è rappresentata
dalle disponibilità liquide;
• la riformulazione delle definizioni di gestione reddituale,
attività di investimento e attività di finanziamento;
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
• l’inserimento di alcune indicazioni circa l’aggiunta, il
raggruppamento e la suddivisione dei flussi finanziari; è stato,
inoltre, inserito il generale divieto di compensazione tra flussi
finanziari;
• l’inserimento di alcune indicazioni in merito al rendiconto
finanziario consolidato;
• l’introduzione della distinzione tra flussi finanziari derivanti dal
capitale proprio o dal capitale di debito nella presentazione del
flusso dell’attività di finanziamento;
• la specifica che il flusso finanziario derivante dall’acquisizione
di una società controllata (nel bilancio consolidato) o di un
ramo di azienda (nel bilancio d’esercizio) è presentato
distintamente nell’attività di investimento, al netto delle
disponibilità liquide acquisite o dismesse come parte
dell’operazione;
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
• la specifica, che i flussi finanziari connessi ai derivati di copertura
sono presentati nella stessa categoria dei flussi finanziari
dell’elemento coperto;
• l’eliminazione di alcune alternative contabili previste nel precedente
OIC 12 per motivi di comparabilità e semplificazione. Infatti, i
dividendi ricevuti e pagati sono presentati distintamente,
rispettivamente, nella gestione reddituale e nell’attività di
finanziamento, e le imposte sul reddito sono presentate
distintamente nella gestione reddituale;
inoltre, la versione definitiva dell’OIC 10, precisa che gli interessi pagati
e incassati sono presentati distintamente tra i flussi finanziari della
gestione reddituale, “salvo particolari casi in cui essi si riferiscono
direttamente ad investimenti (attività di investimento) o a finanziamenti
(attività di finanziamento)”.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
OIC 10 – Definizioni
Flussi finanziari
Disponibilità liquide
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Rappresentano gli aumenti o le diminuzioni delle
disponibilità liquide (flussi di cassa, o anche cash flow) in
un determinato esercizio.
Sono rappresentate dai depositi bancari e postali, dagli
assegni e da denaro e valori in cassa; comprendono
anche depositi bancari e postali, assegni, denaro e valori
in cassa espressi in valuta estera (cfr. OIC 14).
L’OIC 10 utilizza una definizione più restrittiva di liquidità,
rispetto a quella adottata in ambito internazionale dallo
IAS 7, che comprende anche attività finanziarie a breve
termine e ad alta liquidità che sono prontamente
convertibili in valori di cassa noti e che sono soggette ad
un irrilevante rischio di variazione del loro valore (in
genere, investimenti con scadenza fino a tre mesi).
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
OIC 10 – Classificazione dei flussi finanziari
Gestione reddituale
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I flussi finanziari della gestione reddituale
comprendono in sostanza le variazioni derivanti
dalla
gestione
caratteristica/operativa
dell’impresa, ovvero da tutte le operazioni che
generano costi e ricavi attinenti alle fasi di:
• acquisizione dei fattori produttivi;
• produzione;
• amministrazione;
• distribuzione dei beni e fornitura di servizi.
Ne sono esempi, l’acquisto delle materie prime, i
costi di amministrazione, la corresponsione dei
canoni di leasing, il pagamento dei dipendenti,
l’incasso dalle vendite di prodotti, ecc..
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
OIC 10 – Classificazione dei flussi finanziari
Attività di investimento
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I flussi finanziari dell’attività di investimento
sono costituiti dagli impieghi e dalle fonti
derivanti da investimenti e disinvestimenti di
attività, in particolare immobilizzazioni
immateriali, materiali, finanziarie ed attività
finanziarie
che
non
costituiscono
immobilizzazioni.
Si considerino, ad esempio, l’acquisto di un
nuovo impianto o la dismissione di un
macchinario.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
OIC 10 – Classificazione dei flussi finanziari
Attività di finanziamento
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I
flussi
finanziari
dell’attività
di
finanziamento comprendono le variazioni
che derivano dall’ottenimento o dalla
restituzione di disponibilità liquide sotto
forma di capitale proprio (ad esempio,
sottoscrizione di nuove azioni o quote,
ovvero rimborso per recesso di un socio) o
di capitale di terzi (ad esempio, erogazione
di un nuovo finanziamento, oppure
rimborso delle rate di un mutuo).
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
OIC 10 - Flussi finanziari delle disponibilità liquide
Il rendiconto dei flussi di cassa evidenzia in che misura le
operazioni di gestione, svolte nell’ambito delle diverse aree
gestionali individuate, hanno prodotto o consumato
liquidità.
Gestione reddituale
+
Attività di investimento
+
Attività di finanziamento
=
CASH FLOW TOTALE
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
OIC 10 - Flussi finanziari della gestione reddituale
I flussi di cassa prodotti dalla gestione reddituale possono
essere determinati secondo due metodologie:
1) metodo diretto: prevede l’analisi delle movimentazioni
delle voci di cassa/banca per ogni operazione. L’OIC 10,
al par. 29, “Il flusso finanziario derivante dalla gestione
reddituale può essere determinato anche con il metodo
diretto, presentando i flussi finanziari positivi e negativi
lordi derivanti dalle attività della gestione reddituale”;
2) metodo indiretto: considera che l’utile o la perdita
vengano rettificati degli importi delle operazioni che non
hanno dato origine a variazioni monetarie.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Al fine di determinare i flussi finanziari della gestione
reddituale, mentre in ambito internazionale lo IAS 7 è volto a
prediligere l’utilizzo del metodo diretto, il Principio Contabile
Nazionale OIC 10 non indica preferenze.
Nella prassi operativa il metodo indiretto risulta quello più
utilizzato, poiché, non prevedendo l’analisi delle
movimentazioni di cassa per ciascuna operazione di gestione
nel periodo considerato, è meno oneroso.
La gestione reddituale è rappresentata nel Conto Economico
e, in termini finanziari, costituisce il centro dei flussi di cassa
dell’impresa, ed in particolare l’autofinanziamento.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Attraverso il metodo indiretto, il flusso finanziario della
gestione reddituale è dato da:
Utile/perdita
+
Imposte
+/Interessi
+/Costi/ricavi non monetari
=
FLUSSO FINANZIARIO DELLA GESTIONE REDDITUALE
Tale risultato rappresenta, inoltre, l’autofinanziamento
potenziale, ovvero il flusso che genererebbe l’impresa dalla
gestione corrente se tutti i ricavi fossero stati riscossi e tutti i
costi fossero stati pagati durante l’anno.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
L’interpretazione dei flussi finanziari dell’impresa ha inizio
con l’analisi della composizione del cash flow totale.
Considerato che il cash flow totale è il risultato della somma
algebrica tra il cash flow della gestione reddituale ed il cash
flow della gestione extra-reddituale (attività di investimento e
di finanziamento), si possono avere quattro ipotesi:
C.F. REDDITUALE
C.F. EXTRA-REDDITUALE
C.F. TOTALE
1
C.F. reddituale +
C.F. extra-reddituale +
C.F. totale +
2
C.F. reddituale +
C.F. extra-reddituale -
C.F. totale +/-
3
C.F. reddituale -
C.F. extra-reddituale +
C.F. totale +/-
4
C.F. reddituale -
C.F. extra-reddituale -
C.F. totale -
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
1) La prima ipotesi è indubbiamente la migliore perché è
caratterizzata da cash flow reddituale ed extra-reddituale
positivi. In tale circostanza il cash flow complessivamente
positivo si presenta più solido, se i flussi di cassa totali sono
composti in misura maggiore da cash flow della gestione
reddituale;
2) Nella seconda ipotesi, la gestione extra-reddituale, e sovente
in particolare quella finanziaria, assorbe parte delle risorse
prodotte dalla gestione operativa; si presenta una situazione
anomala, se l’erosione della gestione extra-reddituale è tale da
assorbire interamente i flussi della gestione reddituale, fino a
far registrare un cash flow totale negativo;
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
3) La terza ipotesi esprime un’anomalia nella struttura finanziaria
dell’impresa, poiché il contributo positivo al cash flow totale,
non deriva dalla gestione reddituale, ma da quella extrareddituale. L’impresa potrebbe essere soggetta a un
disequilibrio finanziario, che nel lungo periodo potrebbe
portare a un vero e proprio deficit finanziario;
4) Nella quarta ipotesi, l’impresa è in una difficoltà finanziaria di
tipo patologico, e, spesso, gli interventi realizzati si rivelano
tardivi ed inefficaci.
Un ulteriore livello di indagine dei flussi finanziari è costituito
dall’analisi dell’incidenza, in termini percentuali, degli impieghi e
delle fonti di ciascuna area gestionale, sul totale degli impieghi e
delle fonti.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Il Rendiconto Finanziario è pertanto uno strumento di
notevole efficacia informativa e rappresenta un valido
supporto per una gestione oculata anche dal punto di vista
finanziario.
La prima consapevolezza di tale conclusione deve essere
interna, da parte di coloro i quali sono coinvolti in prima
persona nell’organizzazione e nella gestione dell’impresa.
Infatti, l’efficacia informativa del rendiconto finanziario
prende avvio dalla volontà di indagine, ma ancor più, dalla
conoscenza delle potenzialità di un’analisi di carattere
finanziario, sia in ottica consuntivo-ricognitiva che
prospettico-stategica.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Inoltre, a ciò si deve aggiungere l’importanza che assume il
Rendiconto Finanziario nella comunicazione verso l’esterno
e verso coloro i quali siano interessati, a vario titolo, a
comprendere le dinamiche finanziarie dell’impresa: si pensi,
ad esempio, agli investitori non istituzionali e agli istituti di
credito.
Il Rendiconto Finanziario, infine, riveste una notevole
rilevanza per coloro che svolgono l’attività di sindaci e
revisori all’interno dell’impresa: i giudizi di rischiosità, nonché
di solidità reddituale e finanziaria dell’impresa, trovano un
valido supporto nel prospetto del Rendiconto Finanziario.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Queste riflessioni confermano l’importanza informativa
dell’analisi finanziaria nell’impresa, e la necessità e non
opportunità di utilizzare a tale fine il Rendiconto Finanziario,
documento tuttavia per il momento non obbligatorio.
Si tenga presente che il MEF ha diffuso, per la consultazione il cui
termine è fissato al 24/4/2015, le bozze dei Decreti Legislativi di
attuazione della Direttiva 2013/34/UE, che modifica la sezione IX
del Codice Civile per la redazione del bilancio da parte delle
società di capitali. Le novità sono numerose, e riguardano anche i
documenti che compongono il bilancio: con il nuovo art. 2425-ter,
C.C., diventa parte integrante del bilancio anche il Rendiconto
Finanziario, documento obbligatorio, ad eccezione delle imprese
che redigono il bilancio in forma abbreviata, dai bilanci 2016.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Per completezza, nel seguito, sono riportati:
- gli schemi di riferimento per la redazione del Rendiconto
Finanziario previsti dall’OIC 10;
- alcuni esempi che possono essere di ausilio nel
comprendere la rilevanza informativa del Rendiconto
Finanziario.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Rag. Fabrizio Bertozzi
Dott. Luca Bosio
Dott. Giulio Orazi
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44
UN’EFFICACE COMUNICAZIONE FINANZIARIA PER
LA CRESCITA E LO SVILUPPO DELL’AZIENDA
La comunicazione finanziaria per migliorare l’accesso al credito
Un’attenta informativa di bilancio e dei documenti correlati ai profili
finanziari della gestione aziendale: relativi riflessi sul merito di credito
delle imprese per propiziarne la crescita e lo sviluppo
Confindustria Modena, Auditorium “Giorgio Fini”
21 aprile 2015
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1
I ruolo del Dottore Commercialista
• Il Dottore Commercialista come fattore e risorsa per la crescita e
lo sviluppo delle imprese
• Traduzione dei momenti di difficoltà in opportunità
• Consulente d’impresa che partecipa alla gestione ed al rischio
d’impresa
• L’ordinamento gli attribuisce un specifica qualificazione in
gestione aziendale ed in consulenza finanziaria
• Elabora i dati di bilancio e la comunicazione finanziaria
• Principale interlocutore con il Registro Imprese
• Formato dei bilanci in XBRL
• Nota integrativa e rilevazione dei flussi
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2
Come migliorare il rating
•
•
•
•
•
Innanzitutto occorre conoscerlo
Occorre chiederlo
Voci di bilancio sensibili
Fonti di finanziamento adeguate
Finanziamenti a medio-lungo termine
relativo impatto sugli indici di bilancio e sul
rendiconto finanziario
• Livello dell’indebitamento aziendale
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3
COME MIGLIORARE IL RATING
• Monitoraggio continuo della struttura finanziaria
• Approfittare dei momenti favorevoli per adeguare la
struttura finanziaria
• Monitoraggio della Centrale dei Rischi ed il grado di
utilizzo degli affidamenti
• Costante e trasparente informazione con situazioni
periodiche, rendiconti finanziari, businees plans, etc.
• Ruolo importante e sinergico delle Associazioni di
Categoria
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4
COME MIGLIORARE IL RATING
• Finanziamenti assistiti da fondi di garanzia
(Consorzi Fidi, Mediocredito Centrale)
° Diversificazione degli strumenti finanziari (es. ricorso a polizza
assicurativa anziché a fidejssione nei rimborsi IVA)
• Istituzione ed utilizzo delle reti d’impresa
• Utilizzo di strumenti innovativi come il “Rent to buy”.
• Utilizzo di leggi di agevolazione finanziaria (es. Sabatini bis)
• Convenzioni con Istituti di Credito di riferimento del territorio
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5
COME MIGLORARE IL RATING
• Approvare tempestivamente il bilancio
• Presentare ed illustrare direttamente il
bilancio alle banche
• Utilizzo appropriato della normativa fiscale
nella capitalizzazione delle imprese (ACE,
ROL, conferimenti in conto capitale)
Effetti indotti di una cattiva informativa
finanziaria (dati consolidati di bilancio, Agenzie di
informazione commerciale – Lince – Cerved)
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6
IL RUOLO DEL COLLEGIO SINDACALE
• Un qualificato Collegio Sindacale contribuisce
al miglioramento del rating aziendale in
quanto partecipa alla gestione ed al rischio
dell’impresa. Tra i suoi compiti rientra il
monitoraggio della struttura aziendale in tutti
i suoi profili, “in primis” nei profili finanziari,
vitali per la continuità o lo sviluppo delle
imprese.
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7
• Controllo delle situazioni periodiche (almeno
semestrali) e budgets per prevenire la crisi
• Riscontro centrale dei rischi e relativi utilizzi
• Controllo dei rendiconti finanziari
• Verifica dei rating aziendali
• Oltre ai versamenti alle naturali scadenze ed al
rispetto degli adempimenti di legge
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8
UN’EFFICACE COMUNICAZIONE FINANZIARIA PER
LA CRESCITA E LO SVILUPPO DELL’AZIENDA
***
La comunicazione finanziaria
per migliorare l’accesso al credito
***
Confindustria Modena, Auditorium “Giorgio Fini”
21 aprile 2015
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1
La comunicazione finanziaria per migliorare l’accesso al credito
Questa seconda parte della relazione, elaborata
dalla Commissione di «Studio Revisione e
Bilancio» dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e
degli Esperti Contabili di Modena, articolerà
secondo il seguenti argomenti:
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2
La comunicazione finanziaria per migliorare l’accesso al credito
1) Quali solo i principali flussi informativi di carattere
quantitativo che gli istituti di credito analizzano nel
valutare le richieste di affidamento presentate delle
aziende;
2) La Centrale Rischi, gli indicatori di rischio bancario
presenti in Centrale, le segnalazioni, le tempistiche
e alcune regole utili per evitare le segnalazioni;
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3
La comunicazione finanziaria per migliorare l’accesso al credito
3) Obblighi di pubblicazione dei bilanci annuali delle
imprese secondo nuovi formati elettronici che
dovrebbero realizzare una sempre più efficiente
intellegibilità,
acquisizione,
aggregazione
e
manipolazione dei dati e delle informazioni da parte
del sistema bancario e non solo ( parliamo di formato
elettronico XBRL, e di nuova tassonomia integrata )
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4
La comunicazione finanziaria per migliorare l’accesso al credito
4) Un’attenta informativa di bilancio e dei
documenti correlati ai profili finanziari della
gestione aziendale: relativi riflessi sul merito di
credito delle imprese per propiziarne la crescita e
lo sviluppo
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
Dai bilanci aziendali opportunamente riclassificati, gli
istituti di credito, analizzano la composizione delle
seguenti aggregati:
1. ATTIVO CIRCOLANTE generalmente così suddiviso:
1.1 Liquidità
1.2 Crediti commerciali;
1.3 Altri Crediti;
1.4 Giacenze di magazzino
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
2. ATTIVO IMMOBILIZZATO generalmente così
suddiviso:
2.1 Immobilizzazioni Immateriali;
2.2 Immobilizzazioni Materiali;
2.3 Immobilizzazioni Immateriali in corso;
2.4 Immobilizzazioni Finanziarie
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7
I principali flussi informativi di carattere quantitativo
3. PASSIVO generalmente così suddiviso:
3.1 DEBITI A BREVE TERMINE (o passività correnti)
3.1.1 Debiti verso soci;
3.1.2 Debiti finanziari;
3.1.3 Debiti verso fornitori
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8
I principali flussi informativi di carattere quantitativo
3.2 DEBITI A MEDIO LUNGO TERMINE
3.1.1 Debiti verso soci;
3.1.2 Debiti verso banche;
3.1.3 Debiti verso fornitori.
4. FONDI
5. PATRIMONIO NETTO
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9
I principali flussi informativi di carattere quantitativo
I PRINCIPALI INDICATORI DI BILANCIO
L’azienda che richiede linee di credito agli istituti
bancari si dovrebbe porre due domande:
1.Quali
indicatori
di
bilancio,
vengono
maggiormente esaminati dagli istituti di credito ?
2.Come è possibile migliorarli per ottenere un
rating più positivo?
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10
I principali flussi informativi di carattere quantitativo
Per quanto concerne gli indicatori possiamo dire
che i principali sono i seguenti:
1. Principali indicatori di stato patrimoniale:
1.1 Capitale circolante netto;
1.2 Posizione finanziaria.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
1.1 CAPITALE CIRCOLANTE NETTO:
È dato dalla differenza fra le attività correnti ( o a
breve termine) e le passività correnti ( o a breve
termine), ed esprime la capacità dell’azienda di far
fronte ai propri impegni a breve termine.
Dovrebbe essere sempre positivo ed è importante
che risulti positivo anche escludendo dal calcolo
l’importo riferito alle rimanenze di magazzino.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
1.2 POSIZIONE FINANZIARIA NETTA:
È la differenza fra la liquidità aziendale presente
sui conti correnti o temporaneamente investita in
strumenti finanziari smobilizzabili in qualunque
momento e tutte le passività di carattere
finanziario sia a breve termine che a medio lungo
termine.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
2. Principali indicatori di conto economico:
2.1 Margine operativo lordo ( o EBITDA);
2.2 Margine operativo netto ( o EBIT).
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
2.1 MARGINE OPERATIVO LORDO ( o EBITDA):
è la prima misura dell’ autofinanziamento
dell’impresa,
ovvero
contrappone
alla
realizzazione
dei
ricavi
caratteristici
il
sostenimento dei costi per l’acquisizione dei
fattori produttivi e del fattore lavoro.
E’ il primo indicatore della capacità di generare
liquidità attraverso la gestione corrente e quindi è
il primo indice della efficienza dell’impresa.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
2.2 MARGINE OPERATIVO NETTO ( o EBIT):
Il margine operativo netto, invece, si differenzia
dal primo in quanto misura la ricchezza generata
dalla gestione corrente che residua dopo aver
remunerato gli investimenti effettuati, attraverso
gli ammortamenti che sono costi non monetari,
ed effettuato eventuali accantonamenti stanzianti
nel conto economico.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
Altri indicatori:
Vi sono poi altri indicatori che vengono analizzati
principalmente tra i quali evidenziano:
1.ROE: che rapporta il risultato operativo al patrimonio
netto, ed esprime il rendimento del capitale proprio
investito nell’impresa. Utile, sarà, un raffronto delle
risultanze di tale indice con altri investimenti alternativi.
Un miglioramento di tale indice, ai fini del merito creditizio,
lo si può ottenere agendo sul numeratore, ad esempio,
aumentano l’efficienza aziendale con una riduzione di costi
fissi.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
2. O.F./MOL: che rapporta gli oneri finanziari al
margine operativo lordo ovvero individua il peso
percentuale del costo del denaro per l’impresa.
Più l’indice è basso e maggiore è il margine
operativo che rimane a disposizione dell’impresa.
3. ROD Tasso medio di onerosità dei debiti:che
rapporta gli oneri finanziari con il totale dei debiti.
Qualora dal totale dei debiti si tolgano i debiti non
onerosi, l’indice fornisce una misura indicativa del
costo del denaro dell’impresa.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
4. ROI Redditività del capitale investito: che rapporta
il risultato operativo e il capitale investito
nell’impresa. Molto spesso ROI e ROD vengono
analizzati congiuntamente in quanto si ottiene una
corretta valutazione tra la redditività dell’impresa e
l’indebitamento verso terzi.
Infatti in presenza di un ROI maggiore del ROD,
l’impresa ottiene dalla sua gestione caratteristica
rendimenti maggiori dei tassi dovuti ai suoi
finanziatori
e
potrà
decidere
aumentare
l’indebitamento.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
5. LEVA FINANZIARIA o Leverage: che rapporta i
debiti con il patrimonio netto.
Detto indicatore è di grande importanza nel
calcolo del rischio creditizio in quanto nelle
condizioni di ROI > ROD l’impresa è portata ad
indebitarsi verso il sistema bancario.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
6. Debiti/Fatturato: anche questo è un indicatore
di grande importanza ai fini del merito creditizio
in quanto misura quanti debiti ha contratto
l’impresa per realizzare il totale delle vendite.
Un valore superiore a 1 indica un indebitamento
maggiore al fatturato peggiorando il merito
creditizio dell’impresa.
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I principali flussi informativi di carattere quantitativo
6. CASH FLOW: è un indicatore che è determinato
partendo dall’utile netto di esercizio ad
aumentando quest’ ultimo degli acc.ti al TFR,
degli ammortamenti e viene ridotto di eventuali
dividendi distribuiti.
Maggiore è questo indicatore minore è
dipendenza finanziaria dell’impresa dai terzi.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Fino ad ora abbiamo parlato di flussi informativi di
carattere quantitativo ma va rilevato che nel
valutare una pratica di affidamento, gli istituti di
credito analizzeranno anche altre informazioni tra
le
quali
le
informazioni
cosiddette
«comportamentali».
Buona parte delle informazioni comportamentali,
esce da quella che tutti conosciamo come
CENTRALE DEI RISCHI
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Fino ad ora abbiamo parlato di flussi informativi di
carattere quantitativo ma va rilevato che nel
valutare una pratica di affidamento, gli istituti di
credito analizzeranno anche altre informazioni tra
le
quali
le
informazioni
cosiddette
«comportamentali».
Buona parte delle informazioni comportamentali,
esce da quella che tutti conosciamo come
CENTRALE DEI RISCHI
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
COSA E’ LA CENTRALE DEI RISCHI
La centrale dei rischi di Banca d’ Italia è un
sistema informativo e di trasparenza in grado di
fornire notizie utili sull’indebitamento delle
imprese che ricorrono al sistema creditizio.
E’ uno strumento dedicato agli istituti di credito
(ma non solo) per consentire ad essi di compiere
valutazioni del merito creditizio delle imprese che
fanno richiesta di nuovi affidamenti.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
IL FUNZIONAMENTO DELLA CENTRALE
Il funzionamento è regolamentato dalla circolare
139/1991 che obbliga le banche e gli intermediari
finanziari ad effettuare delle segnalazioni e
informazioni sullo stato di indebitamento della
propria clientela e ricevono flussi informativi di
ritorno sull’indebitamento dei propri clienti verso
tutto il sistema bancario.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
TEMPISTICA DELLE SEGNALAZIONI
Banche e intermediari finanziari comunicano
mensilmente le seguenti informazioni:
-crediti per cassa (rischi autoliquidanti, a scadenza e a
revoca);
-crediti di firma;
-garanzie ricevute ovvero garanzie reali e personali
prestate dal cliente in favore di istituti bancari e
finanziari nell’interesse nell’interesse di soggetti dagli
stessi affidati;
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
-altre notizie ( sezione informativa contenente
altre comunicazioni utili alla valutazione del
merito creditizio).
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI
1. Importi;
2. Tempi di comunicazione.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI
1. Importi: Banche e intermediari effettuano alla
Centrale Rischi segnalazioni solamente per
operazioni di importo superiore a 30.000,00
euro, ad eccezione dei crediti passati a
“sofferenza” che vengono comunque segnalati
a prescindere dall’importo.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI
2. Tempi di segnalazione: La segnalazione alla
Centrale Rischi è effettuata con periodicità mensile e
concerne lo stato del cliente affidato in essere
l’ultimo giorno del mese.
Rileva ai fini della comunicazione solo ed
esclusivamente la “data contabile” rimanendo di
fatto esclusa ogni valutazione in merito alla “data
valuta”.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI
Tale aspetto assume particolare rilievo negli
scostamenti di conto corrente
Esempio 1:
Data contab. Data valuta
operazione
27/03/2015
27/03/2015
Saldo iniziale
28/03/2015
29/03/2015
Vers. Ass.
+1.000,00
-47.000,00
31/03/2015
31/03/2015
Add.Ass.
-7.000,00
-54.000,00
03/04/2015
30/03/2015
Accr.port.sbf
+5.000,00
-49.000,00
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Imp. Euro
S.do euro
Fido c/c
-48.000,00
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-50.000,00
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI
La tabella rileva in particolare uno sconfinamento
di euro 4.000,00 generato dall‘addebito
dell’assegno in data 31/03/2015.
Questo sconfinamento sarà oggetto di
segnalazione in Centrale Rischi nell’ambito degli
affidamenti “a revoca” nonostante, pochi giorni
dopo, venga registrata sul medesimo rapporto di
c/c una operazione contabile di segno positivo
con data valuta antecedente la fine del mese.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI
Va inoltre evidenziato che il dato puntuale rilevato
dalle banche è quello relativo al “saldo contabile”
e non al c.d. “saldo disponibile”.
L’impresa che volesse rientrare sullo sconfino di
fine mese dell’esempio n.1 potrebbe farlo
versando assegni in data 31/03/2015 senza
preoccuparsi della disponibilità economica delle
somme. Vediamo di chiarire con l’esempio 2:
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
LE SEGNALAZIONI ALLA CENTRALE RISCHI
Esempio 2:
Data contab. Data valuta
operazione
27/03/2015
27/03/2015
Saldo iniziale
28/03/2015
28/03/2015
Addeb. Ass.
-5.000,00
-53.000,00
31/03/2015
03/04/2015
Vers.Ass.
+7.000,00
-46.000,00
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Imp. Euro
S.do euro
Fido c/c
-48.000,00
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-50.000,00
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Nell’esempio n. 2 nessuna segnalazione si
sconfino sarebbe effettuata dall’istituto di credito
in Centrale Rischi.
Pertanto un’attenta pianificazione degli incassi e
dei pagamenti contribuirebbe ad evitare dannose
segnalazioni alla Centrale Rischi.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Alcuni consigli:
1. Effettuare un’ attenta verifica mensile dei saldi
contabili dei rapporti di conto corrente;
2. Evitare sconfinamenti sulle linee di credito anche
in presenza di autorizzazione della banca priva
però di puntuale copertura riveniente dalla
concessione di uno specifico “fido transitorio”. In
tal caso l’immediato beneficio dell’operazione
deteriorerebbe l’andamentale dell’impresa.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Alcuni consigli:
3. Se lo sconfinamento dovesse essere inevitabile
per particolari esigenze aziendali è sempre bene
evitare la reiterazione dello stesso nelle successive
rilevazioni mensili ed informare tempestivamente
l’istituto di credito che assiste l’azienda motivando
con prove documentali il particolare momento di
necessità.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Entro quando le segnalazioni devono pervenire in
Centrale Rischi:
Gli istituti hanno tempo fino al 25° giorno del mese
successivo a quello di riferimento.
Pertanto le segnalazioni del 31/03 devono arrivare in
Centrale Rischi entro il 25/4. La Centrale le rende
disponibili i primi giorni di maggio.
Pertanto in media i dati presenti in Centrale hanno un
ritardo di circa due mesi.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Indicatori di rischio desumibili dalla Centrale Rischi:
1. Tensione finanziaria: L’utilizzo costante del monte
fidi accordato dal sistema all’impresa potrebbe
essere un segnale di crisi di crisi di liquidità.
Generalmente l’utilizzo dei fidi dovrebbe essere
elastico.
2. Coerenza tra attività economica e linee di fido
accordate /utilizzate: l’analisi delle diverse forme di
fido accordate / utilizzate presenti in Centrale
evidenzia se vi sia o meno coerenza con l’attività
dell’impresa.
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Indicatori di rischio desumibili dalla Centrale
Rischi:
3. Coerenza tra monte fidi e fatturato: Dai dati della
Centrale si evince se il monte fidi accordato è
coerente con il fatturato e con le dilazioni di
pagamento dei clienti.
Fido necessario= fatturato*gg di dilazione
anno commerciale
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Indicatori di rischio desumibili dalla Centrale
Rischi:
4. Correttezza dei dati forniti dall’impresa: La
Centrale Rischi consente di eseguire un controllo
sui dati forniti dall’impresa nella fase preliminare di
una pratica di istruttoria di richiesta di fido. I dati
dichiaratiti
dall’amministratore
dovrebbero
coincidere con quelli presenti in Centrale, in casop
contrario dovranno essere verificati.
Modena, 21 aprile 2015
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Indicatori di rischio desumibili dalla Centrale Rischi:
5. La lettura dei dati presenti in Centrale aiuta a
comprendere la posizione complessiva assunta dal
cliente nei confronti del sistema.
La riduzione di enti segnalanti o la revisione
dell’assetto creditizio ad esempio potrebbero esse
sintomi di un tentativo di progressivo disimpegno di
alcuni istituti in considerazione di notizie
pregiudizievoli emerse sull’impresa.
Modena, 21 aprile 2015
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Nuovi formati elettronici di pubblicazione dei bilanci
I registri delle imprese impongono ormai da qualche
anno la pubblicazione dei bilanci annuali (2009)
secondo un formato elettronico denominato XBRL.
Per i bilanci approvati a partire dal 3/3/2015 anche la
nota integrativa deve essere depositata in formato
XBRL.
Quali vantaggi ?
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I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Nuovi formati elettronici di pubblicazione dei bilanci
• Vantaggi:
1: Il nuovo strumento consiste nella disponibilità, per
tutti gli “stakeholders”, di un sistema d’informazioni
immediatamente elaborabile sulla situazione
patrimoniale, economica e finanziaria aziendale con
significativi benefici in termine di qualità, fruibilità,
trasparenza e comparabilità dei bilanci.
Modena, 21 aprile 2015
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Commissione di Studio "Revisione e Bilancio"
45
I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Nuovi formati elettronici di pubblicazione dei bilanci
2. Un vantaggio dei redattori, consiste nella capacità
di parziale autocompilazione/controllo della nota
integrativa: una volta inseriti di dati degli schemi
quantitativi, infatti, la compilazione di parte delle
tabelle previste dall’art. 2427 c.c. avverrà in
automatico, evitando gli oneri e gli errori del
reinserimento dei dati.
Modena, 21 aprile 2015
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46
I principali flussi informativi di carattere comportamentale
Nuovi formati elettronici di pubblicazione dei bilanci
3. Formazione di una banca dati ancora più completa e
coerente – a disposizione di operatori, imprese,
professionisti ed autorità – sulla performance delle
società di capitali italiane. Il registro delle imprese si
arricchirà infatti dei dati elaborabili derivanti dalla nota
integrativa, un mole di informazioni ben più ampia di
quella disponibile attraverso i prospetti contabili.
Modena, 21 aprile 2015
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47
I principali flussi informativi di carattere comportamentale
GRAZIE
PER L’ATTENZIONE
Federico Cattini
[email protected]
Michele Rosati
[email protected]
Modena, 21 aprile 2015
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48
GRUPPO BANCA POPOLARE DELL’EMILIA ROMAGNA
Gli elementi che la banca valuta
nell’approvazione di una pratica di fido:
il credito nel nuovo contesto della
Vigilanza Europea
Paolo Corradini - Chief of Planning and Credit Group Policy
21 Aprile 2015
Agenda
Affidamenti bancari e Vigilanza europea: nuove regole del gioco
1.1 Il nuovo contesto normativo del credito bancario
1.2 Informazioni finanziarie e credito bancario: modalità forward looking
1.3 Rating vs Early Warning
1.4 L’attributo Forborne: possibili conseguenze delle moratorie
1.5 Allegati
2
Il quadro normativo
 Il 21 gennaio 2015 Banca d’Italia ha pubblicato il 7°aggiornamento della circolare n. 272 del 30 luglio 2008
 Con l’aggiornamento sono modificate le definizioni di attività finanziarie deteriorate allo scopo di allinearle alle
nuove nozioni di Non-Performing Exposure e Forbearance introdotte dall’EBA e approvate dalla Commissione
Europea il 9 gennaio
 Le principali modifiche introdotte dall’aggiornamento sono:
o la ripartizione delle attività deteriorate nelle categorie di sofferenze, inadempienze probabili
ed esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate
o l’abrogazione delle nozioni di esposizioni incagliate e di esposizioni ristrutturate
o l’introduzione della categoria delle esposizioni oggetto di concessioni
luglio 2014
 Pubblicazione da parte
dell’ European Banking
Authority del
documento
EBA/ITS/2013/03 Final
draft Implementing
Technical Standards
gennaio 2015
 20/01/2015: pubblicazione
7°aggiornamento della
circolare n.272 del 30 luglio
2008
 Solo per le date 31 marzo
2015 e 30 giugno 2015, le
banche sono tenute ad
inviare anche le vecchie voci
(c.d. parallel running)
febbraio 2015
luglio 2015
 20/02/2015:
 Decorrenza per le nuove
pubblicazione Gazzetta
evidenze segnaletiche
Ufficiale dell’Unione
relative al “Forborne
Europea
Performing” , posticipate
al 1° luglio 2015
3
dicembre 2015
 Dettaglio in nota
integrativa delle banche
delle esposizioni “in
bonis” oggetto di
rinegoziazioni andrà
obbligatoriamente fornita
a partire dai bilanci riferiti
all’esercizio chiuso o in
corso al 31/12/2015
Le nuove Attività Deteriorate
Vecchia classificazione
fino al 31/12/2014
Nuova classificazione dal
1/01/2015
Sofferenze
Sofferenze
di cui Forborne non Performing
Default
Inadempienze probabili
di cui Forborne non Performing
Incagli ordinari
Esposizioni scadute e/o sconfinanti
deteriorate
Incagli oggettivi
Attività Deteriorate
Ristrutturati
di cui Forborne non Performing
Scaduti e sconfinanti
Bonis
di cui Forborne Performing e
Forborne Under Probation
Bonis
 Nelle classificazioni si prescinde dall’esistenza di eventuali garanzie reali o personali poste a
presidio delle esposizioni
4
Bonis
Bonis
Agenda
Affidamenti bancari e Vigilanza europea: nuove regole del gioco
1.1 Il nuovo contesto normativo del credito bancario
1.2 Informazioni finanziarie e credito bancario: modalità forward looking
1.3 Rating vs Early Warning
1.4 L’attributo Forborne: possibili conseguenze delle moratorie
1.5 Allegati
5
Asset Quality Review: bilancio in ottica forward looking
Contenuti del Bilancio d’esercizio e del
rendiconto finanziario:
 Informazioni “dinamiche” sull’impresa: flussi di cassa
 Indebitamento e mezzi propri
 Equilibrio finanziario: fonti e impieghi
 Informazioni qualitative di contesto competitivo
6
Asset Quality Review: bilancio in ottica forward looking
Utilizzo delle informazioni del bilancio e del
rendiconto finanziario:
 Benchmarking di settore
 Esame dell’attendibilità e tempestività dei dati forniti
dall’impresa
 Valutazione delle garanzie
 Sistemi di data quality interni
 Processi e procedure di monitoraggio e controllo
7
Agenda
Affidamenti bancari e Vigilanza europea: nuove regole del gioco
1.1 Il nuovo contesto normativo del credito bancario
1.2 Informazioni finanziarie e credito bancario: modalità forward looking
1.3 Rating vs Early Warning
1.4 L’attributo Forborne: possibili conseguenze delle moratorie
1.5 Allegati
8
Credito e Sistema di Rating
Utilizzo del rating nella valutazione dell’impresa
 Rating Pmi Corporate e Large Corporate (andamentale, bilancio,
centrale rischi, informazioni qualitative)
override
 Rating Pmi Retail e Small Business (andamentale, centrale rischi,
bilancio)
dati oggettivi
 Rating nel sistema di Pricing
 Rating nel Monitoraggio e Controllo
9
Credito e Sistema di Early Warning
Early Warning nel monitoraggio dell’impresa
Regolarità andamentale esterna
protesti
• ipoteche legali
• revoche CAI
• procedure concorsuali
•
Regolarità andamentale interna
sconfinamenti di conto
• ritardo pagamento di rate
• insoluti di portafoglio
• fatture anticipate scadute
• ritardo pagamento fornitori
• movimenti in centrale rischi
• assegni sospesi
•
10
Agenda
Affidamenti bancari e Vigilanza europea: nuove regole del gioco
1.1 Il nuovo contesto normativo del credito bancario
1.2 Informazioni finanziarie e credito bancario: modalità forward looking
1.3 Rating vs Early Warning
1.4 L’attributo Forborne: possibili conseguenze delle moratorie
1.5 Allegati
11
Forborne: definizione
 Si definiscono “Esposizioni Forborne” quelle derivanti da
entrambe le seguenti due condizioni:
1) una “concessione” (forbearance o tolleranza), ovvero
proroghe, rinegoziazioni di scadenze, consolidamenti,
sospensioni, nuova finanza (in aggiunta ad affidamenti già in
essere) che risulta preponderante rispetto all’esposizione
complessiva della controparte ante-concessione
2) il debtor deve trovarsi in difficoltà finanziaria
 L’attributo di Forborne rileva a livello di singola linea
di credito
 Possono essere concesse sia a linee Performing che a linee Non
Performing
12
Forborne e possibili conseguenze
I Forborne lasciano tracce nel tempo
 Possibili maggiori accantonamenti e svalutazioni a conto
economico per le banche
 Possibile maggiore assorbimento di capitale per le banche
 Appesantimento del rating per l’impresa
 Accesso al credito dell’impresa
13
Agenda
Affidamenti bancari e Vigilanza europea: nuove regole del gioco
1.1 Il nuovo contesto normativo del credito bancario
1.2 Informazioni finanziarie e credito bancario: modalità forward looking
1.3 Rating vs Early Warning
1.4 L’attributo Forborne: possibili conseguenze delle moratorie
1.5 Allegati
14
Sistema di Rating
Cos’è il Rating?
Il rating è una valutazione sintetica del rischio di credito dell’impresa, che riassume le
informazioni quantitative e qualitative di cui dispone la banca, in relazione all’insieme
delle informazioni disponibili sulla totalità delle imprese clienti e sul loro comportamento
di rimborso nel corso del tempo.
Il rating misura la probabilità di default a un anno dell’impresa, ovvero la probabilità che
la controparte si renda inadempiente all'obbligazione di restituire il capitale prestato e gli
interessi su di esso maturati
Il metodo basato sui rating interni consente alle banche di determinare le coperture
patrimoniali necessarie per fare fronte a una richiesta di credito tramite il calcolo di un
insieme di fattori di rischio così sintetizzabili:
Probabilità di default (PD)
Perdita attesa al momento del default (LGD)
Esposizione al default (EAD)
Vita residua del debito (Maturity)
15
Sistema di Rating
Cosa comporta il rating?
Il Rating determina il requisito patrimoniale, o l’accantonamento di capitale, che la banca
deve detenere a copertura del rischio di credito e conseguentemente influenza in modo
diretto le condizioni economiche accordate dalla banca.
Infatti, nella determinazione del costo dei finanziamenti concessi devono essere
considerati:
Costi del funding
Costi operativi interni
Valutazioni di carattere commerciale
ma soprattutto due altri elementi direttamente legati ai fattori di rischio :
Costo della Perdita attesa (Expected Loss – EL)
Costo della Perdita inattesa (Unexpected Loss – UL)
16
Sistema di Rating
Quali informazioni alimentano il sistema di Rating?




Informazioni Quantitative:
Bilancio e doc. contabili
Centrale dei Rischi
Banche dati esterne
Andamentale Interno
Informazioni Qualitative
Quali sono i dati di bilancio ritenuti più rilevanti?











il grado di indebitamento (rapporto tra il capitale proprio e quello di terzi)
la capacità dell’impresa di generare Flussi di Cassa
la Posizione Finanziaria Netta
la Redditività
l’andamento del Fatturato sia in termini storici che prospettici
il Margine Operativo Lordo = Fatturato al netto dei Costi operativi
il Quoziente di indebitamento = Debiti su Mezzi Propri
il Tasso di copertura degli oneri finanziari
il Risultato operativo su Fatturato
Fatturato su Capitale Investito
Risultato netto su Mezzi Propri
17
Sistema di Rating
Le informazioni «qualitative»
Le informazioni di carattere qualitativo (assetto giuridico e societario dell’impresa, sistema
di governance, competenze finanziarie sviluppate dal management, caratteristiche del
processo produttivo, presenza di piani industriali di sviluppo e di strategie commerciali,
sistemi di controllo interni, fattori di rischio e relative coperture assicurative, …)
dipendono principalmente dalla capacità di instaurare un dialogo aperto e costruttivo tra
l’impresa e la banca, favorito altresì dal ruolo svolto dai sistemi associativi e dai
professionisti che seguono il management.
Come migliorare il proprio rating ?
Data la notevole quantità di informazioni necessarie alla banca per alimentare il processo
di valutazione del rischio di credito la prima indicazione è sicuramente riassumibile
nell’opportunità di instaurare un dialogo costruttivo con la banca finalizzato ad alimentare
un corretto e puntuale flusso informativo, da parte di entrambi, e lo sviluppo di una
relazione solida.
In parallelo le altre leve riguardano essenzialmente la strategia aziendale e le scelte
operative da mettere in atto nella gestione che, soprattutto laddove comportino rilevanti
risvolti finanziari o patrimoniali dovranno essere condivise con i professionisti e le banche.
18
Esempio uscita Forborne Performing (in assenza di anomalie)
Esempio
Caso 1
 Termine
dell’attributo
Forborne
24 mesi
 Perfezionamento di
una linea Forborne
Performing
 Verifica giornaliera nel Probation Period:
o Assenza Past due 30 gg sulla linea
o Assenza Re-forborne sulla linea
o Permanenza Bonis controparte
o Assenza Passaggio a sofferenza della
controparte
19
 Al termine del Probation Period si
verificano le condizioni di uscita:
o Regolare pagamento 12 mesi
o Assenza di Past Due 30 sul
debitore (quindi su tutte le linee
della controparte e del suo
gruppo di consolidamento)
Esempi di mancata uscita da Forborne Performing
Caso 2
24 mesi
 Perfezionamento di una
linea Forborne
Performing
 Verifica giornaliera nel Probation Period:
o Assenza Past due 30 sulla linea
o Assenza Re-forborne sulla linea
o Permanenza Bonis controparte
o Assenza Passaggio a sofferenza della
controparte
 Classificazione Forborne
Non Performing
 Inizio Cure Period (Cfr.
Caso 1 Forborne Non
Performing)
Caso 3
24 mesi
 Perfezionamento di una
linea Forborne
Performing
3 mesi
 Verifica giornaliera nel Probation Period:
o Assenza Past due 30 sulla linea
o Assenza Re-forborne sulla linea
o Permanenza Bonis controparte
 Termine Probation Period
 Verifica condizioni uscita:
o Regolare pagamento 12 mesi
o Assenza di Past Due 30 sul
debitore (quindi su tutte le linee
o Assenza Passaggio a sofferenza della controparte
della controparte e del suo
gruppo di consolidamento)
20
 Proroga 3
mesi
Probation
Period
Esempio uscita Forborne Non Performing (in assenza di anomalie)
Caso 1
 Forborne Performing Under
Probation
12 mesi
 Inizio periodo di monitoraggio di
24 mesi (c.d. Probation Period)
 Perfezionamento di una  Verifica giornaliera nel Cure
linea Forborne Non
Period:
Performing
o Assenza Past due 30 sulla
 Inizio Cure Period
linea
o Assenza Re-forborne sulla
linea
o Assenza Passaggio a
sofferenza della controparte
 Termine Cure Period
 Verifica condizioni uscita:
o Assenza sconfinamenti
(Any PD) sulla linea
o Assenza di linee scadute/
sconfinanti da più di 90
giorni (sul Gruppo Bper e
per aggregato CR)
24 mesi
 Forborne Performing
Under Probation
 Inizio Probation Period
 Verifica giornaliera nel Probation  Termine Probation
Period:
Period
o Assenza Past due 30 sulla
linea
o Assenza Re-forborne sulla
linea
o Permanenza in Bonis della
controparte
o Assenza Passaggio a
sofferenza della controparte
21
 Verifica condizioni uscita:
o Regolare pagamento
per 12 mesi
o Assenza di Past Due
30 sul debitore
(quindi su tutte le
linee della
controparte e del
suo gruppo di
consolidamento )
Esempio di permanenza Forborne Non Performing
Caso 2
12 mesi
 Perfezionamento di una linea
Forborne Non Performing
 Inizio Cure Period
 Verifica giornaliera nel Cure Period:
o Assenza Past due 30 sulla linea
o Assenza Re-forborne sulla linea
o Assenza Passaggio a sofferenza della
controparte
 Riavvio Cure Period per
ulteriori 12 mesi
Caso 3
3 mesi
12 mesi
 Perfezionamento di una linea
Forborne Non Performing
 Inizio Cure Period
 Verifica giornaliera nel Cure Period:
o Assenza Past due 30 sulla linea
o Assenza Re-forborne sulla linea
o Assenza Passaggio a sofferenza della
controparte
22
 Termine Cure Period
 Verifica condizioni uscita:
o Assenza sconfinamenti
(Any PD) sulla linea
o Assenza di linee scadute/
sconfinanti da più di 90
giorni (su Gruppo Bper e
per aggregato CR)
 Proroga 3 mesi
Cure Period
UN’EFFICACE COMUNICAZIONE FINANZIARIA
PER LA CRESCITA E LO SVILUPPO DELL’AZIENDA
Il rendiconto finanziario e i nuovi principi contabili
L’importanza del rendiconto finanziario per imprese e professionisti.
L’analisi delle principali novità introdotte dal principio contabile OIC 10.
Dott. Giulio Orazi
Confindustria Modena, Auditorium “Giorgio Fini”
21 aprile 2015
Modena, 21 aprile 2015
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Modena
Commissione di Studio "Revisione e Bilancio"
1
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Le dinamiche finanziarie di un’azienda sono
costituite dal susseguirsi di deflussi ed afflussi,
intesi rispettivamente come impieghi finanziari e
fonti finanziarie, da e verso la società.
Un valido strumento di analisi delle dinamiche
finanziarie di un’azienda è rappresentato dal
Rendiconto Finanziario.
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2
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
La prospettiva finanziaria è rappresentata nei
documenti di bilancio, ed in particolare nello
Stato Patrimoniale, i cui contenuti stabiliti dall’art.
2424 C.C. esprimono una situazione statica dei
mezzi dell’impresa ad una determinata data.
Condizione statica
Fondo di valori
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3
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
La variazione, incrementativa o diminutiva, del
valore del fondo, prodotta tra due esercizi
consecutivi, è denominata flusso.
Flusso
Dinamicità dell’attività d’impresa
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4
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Lo Stato Patrimoniale ed il Conto Economico
sono strettamente correlati tra loro, ed il valore
finale di ogni singola voce dell’attivo e del passivo
(fondo) è influenzata dalla gestione reddituale
(flusso).
La correlazione tra “fondi” e “flussi” si intensifica
attraverso la redazione e l’analisi del Rendiconto
Finanziario.
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5
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Rendiconto Finanziario
è il prospetto che raggruppa i “flussi” di “fondi”, in
relazione alle informazioni che si intendono ottenere.
Questo prospetto si interpone tra lo Stato
Patrimoniale ed il Conto Economico, consentendo
l’osservazione delle variazioni intervenute tra i valori
di Stato Patrimoniale di due anni consecutivi, in
relazione anche all’analisi reddituale dell’impresa.
Le variazioni intervenute nei fondi, intese come
incrementi e decrementi di valori, sono denominate
“impieghi” e “fonti”.
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6
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Impieghi
Fonti
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Rappresentano un assorbimento di risorse finanziarie
da parte della gestione aziendale, e sono costituiti da:
• aumenti di attività;
• riduzioni di passività;
• riduzioni di capitale netto.
Esprimono un afflusso di risorse finanziarie per
l’impresa, e sono rappresentate da:
• aumenti di passività;
• riduzioni di attività;
• apporti di capitale netto;
• gestione reddituale (utile d’esercizio + costi non
monetari – ricavi non monetari).
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7
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Rendiconto Finanziario
•
si sostanzia nella comparazione degli Stati
Patrimoniali di due esercizi consecutivi, riclassificati
con il criterio finanziario, grazie al quale è possibile
rilevare le variazioni e le relative cause che hanno
modificato gli investimenti e i finanziamenti in un
determinato periodo, in relazione anche all’analisi
reddituale dell’impresa;
•
rappresenta in generale lo strumento più
appropriato ed attendibile per effettuare la
misurazione della liquidità;
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8
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
•
è il principale strumento di gestione dei
rapporti tra imprese e istituti di credito, soprattutto
in ottica di “Basilea 3”, ed anche ai fini del rating di
legalità;
•
è lo strumento più importante per valutare
nuove forme di finanziamento: ad esempio per le
PMI, quotazione al mercato AIM e Minibond;
•
è lo strumento più indicato per il controllo
finanziario della gestione aziendale;
•
è uno strumento idoneo per le valutazioni
d’azienda con il metodo finanziario.
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9
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
I principali benefici informativi del Rendiconto
Finanziario, individuati dal Principio Contabile
Nazionale OIC 10, par. 5, sono costituiti dalla capacità
di:
a) valutare le disponibilità liquide prodotte/assorbite
dalla gestione reddituale e le modalità di
impiego/copertura;
b) valutare la capacità della società o del gruppo di
affrontare gli impegni finanziari a breve termine;
c) valutare la capacità della società o del gruppo di
autofinanziarsi.
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10
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Le finalità del Rendiconto Finanziario, desunte dal
Principio Contabile Internazionale IAS 7, possono
essere riassunte in:
•
controllo del flusso di cassa (cash flow)
generato e capacità di confronto dello stesso con il
reddito (profit) desumibile dal Conto Economico;
•
utilizzo del cash flow quale grandezza
maggiormente attendibile, perché non influenzata da
valutazioni soggettive;
•
informativa sulla liquidità della struttura
finanziaria dell’impresa, intesa come capacità di
liberare risorse liquide presenti;
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11
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
•
informativa sulla solvibilità dell’impresa, intesa
come capacità di liberare in futuro risorse finanziarie
necessarie ad onorare i debiti;
•
più agevole confronto tra i risultati prodotti da
imprese diverse;
•
mediante la formazione di serie storiche di
flussi, la possibilità di elaborare modelli per la stima
dei flussi e per la verifica delle stime effettuate in
passato.
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12
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
In via generale, il Rendiconto Finanziario agevola il
processo decisionale, poiché tratta della capacità
finanziaria dell’impresa con riferimento, ad esempio:
• alla copertura degli investimenti in essere;
• alla programmazione di nuovi investimenti;
• al pagamento dei dividendi;
• al rimborso dei finanziamenti;
• al pagamento degli interessi passivi;
• al pagamento delle imposte;
• ecc..
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Il bilancio d’esercizio rappresenta il principale documento
informativo con cui le imprese comunicano con i propri
stakeholders
(portatori
di
interessi),
sia
interni
(principalmente, soci e amministratori) che esterni (clienti,
fornitori, istituti di credito, ecc.).
RIFERIMENTO NORMATIVO:
art. 2423, co. 2, C.C.
Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve
rappresentare in modo veritiero e corretto la
situazione patrimoniale e finanziaria della società e il
risultato economico dell’esercizio.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
L’attuale bilancio d’esercizio civilistico, non prevedendo
espressamente la redazione del Rendiconto Finanziario come
schema obbligatorio, presenta tuttavia taluni limiti:
1) tale bilancio non mette in luce le variazioni, e le relative cause,
di attività e passività avvenute nel corso dell’esercizio: nello
Stato Patrimoniale le informazioni sul patrimonio sono
riferite ad un preciso istante temporale;
2) il Conto Economico rileva il reddito, ma non il suo impatto
sulla situazione della liquidità dell’impresa: non è presente il
concetto di cash flow che consente di misurare la spendibilità
di quel reddito;
3) dallo Stato Patrimoniale e dal Conto Economico, il primo
riclassificato con il criterio finanziario e il secondo con quello
gestionale, si giunge allo stesso risultato che il Rendiconto
Finanziario consegue con un unico prospetto.
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15
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
A colmare questo vuoto normativo, è intervenuto il Principio
Contabile Nazionale OIC 10, da applicarsi ai bilanci chiusi a partire
dal 31/12/2014, prevedendo un onere generale di redazione del
Rendiconto Finanziario, da presentarsi nella Nota Integrativa.
OIC:
Principio Contabile Nazionale OIC 10, appendice C, par. 1
.. Considerata la sua rilevanza informativa, l’OIC ha deciso di dedicare al rendiconto
finanziario un apposito principio contabile prevedendo una generale
raccomandazione di redigere il rendiconto finanziario per tutte le tipologie
societarie.
Il rendiconto finanziario fornisce, infatti, informazioni utili per valutare la situazione
finanziaria della società o del gruppo (compresa la liquidità e solvibilità) nell’esercizio
di riferimento e la sua evoluzione negli esercizi successivi…
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Negli anni passati e prima dell’avvento dell’OIC 10 ad agosto
2014, ad onor del vero, un richiamo (ora eliminato) al
Rendiconto Finanziario era inserito nell’OIC 12, il quale
prevedeva che “sebbene la mancata presentazione del
rendiconto finanziario non venga considerata, in via
generale, allo stato attuale, come violazione del principio
della rappresentazione veritiera e corretta del bilancio, tale
mancanza, tuttavia, in considerazione della rilevanza delle
informazioni di carattere finanziario fornite e della sua
diffusione sia su base nazionale che internazionale si assume
limitata soltanto alle aziende amministrative meno dotate,
a causa delle minori dimensioni”.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
L’OIC ha pertanto elaborato un apposito principio contabile per la
redazione del Rendiconto Finanziario, il nuovo OIC 10, le cui
indicazioni, rispetto al precedente OIC 12, prevedono:
• l’eliminazione della risorsa finanziaria del capitale circolante
netto per la redazione del rendiconto, in quanto considerata
obsoleta, poco utilizzata dalle imprese e non prevista dalla
prassi contabile internazionale. La risorsa finanziaria presa a
riferimento per la redazione del rendiconto è rappresentata
dalle disponibilità liquide;
• la riformulazione delle definizioni di gestione reddituale,
attività di investimento e attività di finanziamento;
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
• l’inserimento di alcune indicazioni circa l’aggiunta, il
raggruppamento e la suddivisione dei flussi finanziari; è stato,
inoltre, inserito il generale divieto di compensazione tra flussi
finanziari;
• l’inserimento di alcune indicazioni in merito al rendiconto
finanziario consolidato;
• l’introduzione della distinzione tra flussi finanziari derivanti dal
capitale proprio o dal capitale di debito nella presentazione del
flusso dell’attività di finanziamento;
• la specifica che il flusso finanziario derivante dall’acquisizione
di una società controllata (nel bilancio consolidato) o di un
ramo di azienda (nel bilancio d’esercizio) è presentato
distintamente nell’attività di investimento, al netto delle
disponibilità liquide acquisite o dismesse come parte
dell’operazione;
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
• la specifica, che i flussi finanziari connessi ai derivati di copertura
sono presentati nella stessa categoria dei flussi finanziari
dell’elemento coperto;
• l’eliminazione di alcune alternative contabili previste nel precedente
OIC 12 per motivi di comparabilità e semplificazione. Infatti, i
dividendi ricevuti e pagati sono presentati distintamente,
rispettivamente, nella gestione reddituale e nell’attività di
finanziamento, e le imposte sul reddito sono presentate
distintamente nella gestione reddituale;
inoltre, la versione definitiva dell’OIC 10, precisa che gli interessi pagati
e incassati sono presentati distintamente tra i flussi finanziari della
gestione reddituale, “salvo particolari casi in cui essi si riferiscono
direttamente ad investimenti (attività di investimento) o a finanziamenti
(attività di finanziamento)”.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
OIC 10 – Definizioni
Flussi finanziari
Disponibilità liquide
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Rappresentano gli aumenti o le diminuzioni delle
disponibilità liquide (flussi di cassa, o anche cash flow) in
un determinato esercizio.
Sono rappresentate dai depositi bancari e postali, dagli
assegni e da denaro e valori in cassa; comprendono
anche depositi bancari e postali, assegni, denaro e valori
in cassa espressi in valuta estera (cfr. OIC 14).
L’OIC 10 utilizza una definizione più restrittiva di liquidità,
rispetto a quella adottata in ambito internazionale dallo
IAS 7, che comprende anche attività finanziarie a breve
termine e ad alta liquidità che sono prontamente
convertibili in valori di cassa noti e che sono soggette ad
un irrilevante rischio di variazione del loro valore (in
genere, investimenti con scadenza fino a tre mesi).
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
OIC 10 – Classificazione dei flussi finanziari
Gestione reddituale
Modena, 21 aprile 2015
I flussi finanziari della gestione reddituale
comprendono in sostanza le variazioni derivanti
dalla
gestione
caratteristica/operativa
dell’impresa, ovvero da tutte le operazioni che
generano costi e ricavi attinenti alle fasi di:
• acquisizione dei fattori produttivi;
• produzione;
• amministrazione;
• distribuzione dei beni e fornitura di servizi.
Ne sono esempi, l’acquisto delle materie prime, i
costi di amministrazione, la corresponsione dei
canoni di leasing, il pagamento dei dipendenti,
l’incasso dalle vendite di prodotti, ecc..
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
OIC 10 – Classificazione dei flussi finanziari
Attività di investimento
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I flussi finanziari dell’attività di investimento
sono costituiti dagli impieghi e dalle fonti
derivanti da investimenti e disinvestimenti di
attività, in particolare immobilizzazioni
immateriali, materiali, finanziarie ed attività
finanziarie
che
non
costituiscono
immobilizzazioni.
Si considerino, ad esempio, l’acquisto di un
nuovo impianto o la dismissione di un
macchinario.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
OIC 10 – Classificazione dei flussi finanziari
Attività di finanziamento
Modena, 21 aprile 2015
I
flussi
finanziari
dell’attività
di
finanziamento comprendono le variazioni
che derivano dall’ottenimento o dalla
restituzione di disponibilità liquide sotto
forma di capitale proprio (ad esempio,
sottoscrizione di nuove azioni o quote,
ovvero rimborso per recesso di un socio) o
di capitale di terzi (ad esempio, erogazione
di un nuovo finanziamento, oppure
rimborso delle rate di un mutuo).
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
OIC 10 - Flussi finanziari delle disponibilità liquide
Il rendiconto dei flussi di cassa evidenzia in che misura le
operazioni di gestione, svolte nell’ambito delle diverse aree
gestionali individuate, hanno prodotto o consumato
liquidità.
Gestione reddituale
+
Attività di investimento
+
Attività di finanziamento
=
CASH FLOW TOTALE
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
OIC 10 - Flussi finanziari della gestione reddituale
I flussi di cassa prodotti dalla gestione reddituale possono
essere determinati secondo due metodologie:
1) metodo diretto: prevede l’analisi delle movimentazioni
delle voci di cassa/banca per ogni operazione. L’OIC 10,
al par. 29, “Il flusso finanziario derivante dalla gestione
reddituale può essere determinato anche con il metodo
diretto, presentando i flussi finanziari positivi e negativi
lordi derivanti dalle attività della gestione reddituale”;
2) metodo indiretto: considera che l’utile o la perdita
vengano rettificati degli importi delle operazioni che non
hanno dato origine a variazioni monetarie.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Al fine di determinare i flussi finanziari della gestione
reddituale, mentre in ambito internazionale lo IAS 7 è volto a
prediligere l’utilizzo del metodo diretto, il Principio Contabile
Nazionale OIC 10 non indica preferenze.
Nella prassi operativa il metodo indiretto risulta quello più
utilizzato, poiché, non prevedendo l’analisi delle
movimentazioni di cassa per ciascuna operazione di gestione
nel periodo considerato, è meno oneroso.
La gestione reddituale è rappresentata nel Conto Economico
e, in termini finanziari, costituisce il centro dei flussi di cassa
dell’impresa, ed in particolare l’autofinanziamento.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Attraverso il metodo indiretto, il flusso finanziario della
gestione reddituale è dato da:
Utile/perdita
+
Imposte
+/Interessi
+/Costi/ricavi non monetari
=
FLUSSO FINANZIARIO DELLA GESTIONE REDDITUALE
Tale risultato rappresenta, inoltre, l’autofinanziamento
potenziale, ovvero il flusso che genererebbe l’impresa dalla
gestione corrente se tutti i ricavi fossero stati riscossi e tutti i
costi fossero stati pagati durante l’anno.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
L’interpretazione dei flussi finanziari dell’impresa ha inizio
con l’analisi della composizione del cash flow totale.
Considerato che il cash flow totale è il risultato della somma
algebrica tra il cash flow della gestione reddituale ed il cash
flow della gestione extra-reddituale (attività di investimento e
di finanziamento), si possono avere quattro ipotesi:
C.F. REDDITUALE
C.F. EXTRA-REDDITUALE
C.F. TOTALE
1
C.F. reddituale +
C.F. extra-reddituale +
C.F. totale +
2
C.F. reddituale +
C.F. extra-reddituale -
C.F. totale +/-
3
C.F. reddituale -
C.F. extra-reddituale +
C.F. totale +/-
4
C.F. reddituale -
C.F. extra-reddituale -
C.F. totale -
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29
IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
1) La prima ipotesi è indubbiamente la migliore perché è
caratterizzata da cash flow reddituale ed extra-reddituale
positivi. In tale circostanza il cash flow complessivamente
positivo si presenta più solido, se i flussi di cassa totali sono
composti in misura maggiore da cash flow della gestione
reddituale;
2) Nella seconda ipotesi, la gestione extra-reddituale, e sovente
in particolare quella finanziaria, assorbe parte delle risorse
prodotte dalla gestione operativa; si presenta una situazione
anomala, se l’erosione della gestione extra-reddituale è tale da
assorbire interamente i flussi della gestione reddituale, fino a
far registrare un cash flow totale negativo;
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
3) La terza ipotesi esprime un’anomalia nella struttura finanziaria
dell’impresa, poiché il contributo positivo al cash flow totale,
non deriva dalla gestione reddituale, ma da quella extrareddituale. L’impresa potrebbe essere soggetta a un
disequilibrio finanziario, che nel lungo periodo potrebbe
portare a un vero e proprio deficit finanziario;
4) Nella quarta ipotesi, l’impresa è in una difficoltà finanziaria di
tipo patologico, e, spesso, gli interventi realizzati si rivelano
tardivi ed inefficaci.
Un ulteriore livello di indagine dei flussi finanziari è costituito
dall’analisi dell’incidenza, in termini percentuali, degli impieghi e
delle fonti di ciascuna area gestionale, sul totale degli impieghi e
delle fonti.
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IL RENDICONTO FINANZIARIO E I NUOVI PRINCIPI CONTABILI
Il Rendiconto Finanziario è pertanto uno strumento di
notevole efficacia informativa e rappresenta un valido
supporto per una gestione oculata anche dal punto di vista
finanziario.
La prima consapevolezza di tale conclusione deve essere
interna, da parte di coloro i quali sono coinvolti in prima
persona nell’organizzazione e nella gestione dell’impresa.
Infatti, l’efficacia informativa del rendiconto finanziario
prende avvio dalla volontà di indagine, ma ancor più, dalla
conoscenza delle potenzialità di un’analisi di carattere
finanziario, sia in ottica consuntivo-ricognitiva che
prospettico-stategica.
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Inoltre, a ciò si deve aggiungere l’importanza che assume il
Rendiconto Finanziario nella comunicazione verso l’esterno
e verso coloro i quali siano interessati, a vario titolo, a
comprendere le dinamiche finanziarie dell’impresa: si pensi,
ad esempio, agli investitori non istituzionali e agli istituti di
credito.
Il Rendiconto Finanziario, infine, riveste una notevole
rilevanza per coloro che svolgono l’attività di sindaci e
revisori all’interno dell’impresa: i giudizi di rischiosità, nonché
di solidità reddituale e finanziaria dell’impresa, trovano un
valido supporto nel prospetto del Rendiconto Finanziario.
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Queste riflessioni confermano l’importanza informativa
dell’analisi finanziaria nell’impresa, e la necessità e non
opportunità di utilizzare a tale fine il Rendiconto Finanziario,
documento tuttavia per il momento non obbligatorio.
Si tenga presente che il MEF ha diffuso, per la consultazione il cui
termine è fissato al 24/4/2015, le bozze dei Decreti Legislativi di
attuazione della Direttiva 2013/34/UE, che modifica la sezione IX
del Codice Civile per la redazione del bilancio da parte delle
società di capitali. Le novità sono numerose, e riguardano anche i
documenti che compongono il bilancio: con il nuovo art. 2425-ter,
C.C., diventa parte integrante del bilancio anche il Rendiconto
Finanziario, documento obbligatorio, ad eccezione delle imprese
che redigono il bilancio in forma abbreviata, dai bilanci 2016.
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Per completezza, nel seguito, sono riportati:
- gli schemi di riferimento per la redazione del Rendiconto
Finanziario previsti dall’OIC 10;
- alcuni esempi che possono essere di ausilio nel
comprendere la rilevanza informativa del Rendiconto
Finanziario.
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Rag. Fabrizio Bertozzi
Dott. Luca Bosio
Dott. Giulio Orazi
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