Capitolo 4
Elasticità
Principi di economia (seconda edizione)
Robert H. Frank, Ben S. Bernanke
Copyright © 2007 - The McGraw-Hill Companies, srl
ƒ In questa lezione introdurremo il concetto di elasticità:
¾
un indicatore dell’entità con cui domanda e offerta
reagiscono a variazioni di prezzo, reddito ed altri elementi.
ƒ Nella lezione precedente abbiamo visto come gli
spostamenti delle curve di domanda ed offerta ci
permettevano di prevedere la direzione in cui prezzi e
quantità di equilibrio si sarebbero mossi.
ƒ Grazie al concetto di elasticità rispetto al prezzo, potremo
fare previsioni più precise circa gli effetti delle suddette
variazioni.
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Effetto prodotto sul mercato delle droghe illecite da
un’intensificazione dei pattugliamenti alle frontiere
Un aumento dei controlli alle frontiere riduce (fa spostare verso
sinistra) l’offerta di droghe Æ sappiamo (dall’analisi della domanda e
dell’offerta) che il prezzo aumenta e la quantità domandata diminuisce.
Tuttavia, il livello di criminalità legata alla droga non dipende dalla
quantità di sostanze assunte ma dalla spesa totale a esse destinate.
A seconda delle caratteristiche della curva di domanda di droghe
illecite, una riduzione dell’offerta può far crescere l’importo
complessivo speso per gli stupefacenti.
Come, ad es., nel caso della Figura 4.1
Prima (O): 50,000 g × 50 € = 2,500,000 €
Dopo (O’): 40,000 g × 80 € = 3,200,000 €
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Elasticità della domanda rispetto al prezzo
ƒ Ma cosa determina l’effetto di variazioni dell’offerta sulla
spesa?
ƒ Essenzialmente l’elasticità della domanda.
¾
Essa misura la sensibilità della quantità domandata di un
bene alle variazioni del prezzo dello stesso.
¾
Formalmente, si definisce come la variazione percentuale
della domanda conseguente ad una variazione di prezzo
dell’1%.
™
Se, ad es., il prezzo della carne ↓ di un punto percentuale e la
domanda ↑ del 2%, l’elasticità della domanda al prezzo è –2.
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Domanda elastica e anelastica
ƒ L’elasticità della domanda al prezzo è sempre negativa (o pari a
zero): la quantità domandata si muove in direzione opposta
rispetto a variazioni di prezzo.
ƒ Per comodità, tralasceremo il segno negativo e ci riferiremo
all’elasticità al prezzo in valore assoluto.
ƒ La domanda di un bene si dice
– elastica rispetto al prezzo se la sua elasticità è maggiore di 1
(se p varia dell’1%, la domanda varia di più dell’1%);
– anelastica se la sua elasticità è minore di 1 (se p varia dell’1%, la
domanda varia di meno dell’1%);
– a elasticità unitaria se la sua elasticità è uguale a 1.
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Determinanti dell’elasticità della
domanda
ƒ Possibilità di sostituzione con altri beni
– i beni per i quali esistono sostituti hanno un’elasticità più
elevata.
™
™
Se il prezzo di un bene per il quale esistono molti sostituti
aumenta, la quantità domandata di tale bene diminuisce di molto
perché possiamo facilmente sostituirlo con altri.
Invece, il sale (per il quale non esistono beni strettamente
sostituti) ha una domanda altamente anelastica: anche se il
prezzo aumenta, la quantità domandata di sale non diminuisce di
molto.
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Determinanti dell’elasticità della
domanda
ƒ Rilevanza della spesa nell’ambito del budget totale del
consumatore
– maggiore è la quota destinata ad un bene all’interno del
bilancio di spesa, maggiore tende ad essere l’elasticità di
tale bene.
™
™
Il raddoppio del prezzo di un articolo che costa solo 0,25 € e che
comprate raramente non dovrebbe indurvi a ridurne la domanda.
Ma se raddoppia il prezzo dell’auto che stavate per acquistare,
sarete più propensi a pensare a possibili beni sostituti (un’auto
usata o un modello nuovo più piccolo) oppure a rimandare
l’acquisto.
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Determinanti dell’elasticità della
domanda
ƒ Tempo
– modificare le abitudini di consumo in risposta a variazioni
di convenienza richiede informazione addizionale.
™
™
Se dopo aver acquistato una lavatrice il prezzo delle tariffe
elettriche aumenta, molto probabilmente non vi libererete subito
del prodotto appena comprato per passare ad uno migliore dal
punto di vista del risparmio energetico. Sostituireste
l’apparecchio solo quando si è logorato con l’uso.
Sostituire un prodotto con un altro richiede del tempo. Per questo
motivo l’elasticità di breve periodo è sempre minore di quella di
lungo periodo.
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Tabella 4.1
Esempi su possibili elasticità
al prezzo di alcuni prodotti
in Italia.
Perché l’elasticità al prezzo della lattuga è oltre 14 volte maggiore
di quella degli spettacoli di teatro e opera?
Æ Esistono molti più beni sostituti della lattuga che degli spettacoli
teatrali e lirici.
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In termini più generali l’elasticità della domanda può essere
definita:
ε=
ΔD/D
ΔP/P
ovvero come variazione percentuale della quantità domandata
sulla variazione percentuale di prezzo.
L’equazione su riportata può riscriversi come
ΔD P
P ΔD
ε=
×
= ×
D ΔP D ΔP
dove ∆D/ ∆P è il reciproco della pendenza della curva di
domanda = 1/pendenza.
Una caratteristica interessante di questa formula è che essa
consente un’interpretazione grafica immediata …
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Figura 4.3 – Interpretazione grafica dell’elasticità della
domanda rispetto al prezzo.
L’elasticità della domanda al prezzo in un punto qualsiasi di
una curva di domanda lineare è dato dal rapporto tra prezzo e
quantità, nel punto in questione, moltiplicato per il reciproco
della pendenza della curva di domanda.
dist. verticale
ΔP
=
pendenza =
dist. orizzontale ΔQ
ΔQ
1/pendenza =
ΔP
Figura 4.4 – Calcolo dell’elasticità della domanda rispetto
al prezzo.
L’elasticità della domanda rispetto al prezzo nel punto A è data
da (P/Q) × (1/pendenza) = (8/3) × (1/4) = 2/3.
Ignoriamo il segno
negativo perché l’elasticità
Pendenza = – 20/5 = – 4 della domanda al prezzo ha ï 1/pendenza = 1/4
sempre lo stesso segno.
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Figura 4.5 – Elasticità al prezzo e pendenza della curva
di domanda.
Date due curve di domanda con pendenza diversa, quando prezzo
e quantità sono uguali, l’elasticità della domanda al prezzo è
sempre maggiore per la curva meno inclinata (D2).
D1 : 1/pendenza = 6/12 = 1/2
D2 : 1/pendenza = 12/6 = 2
Per entrambe le curve Q = 4
quando P = 4 ï P/Q = 4/4 = 1
î ε = 1/2 per D1
ε = 2 per D2
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Figura 4.6 – Elasticità nel punto medio di una curva di
domanda lineare.
L’elasticità della domanda al prezzo nel punto medio di una
curva di domanda lineare ha sempre valore 1.
In A:
P/Q = 6/3 = 2
1/pendenza = 6/12 = 1/2
î εΑ = 2 × 1/2 = 1
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Figura 4.7 – Elasticità della domanda al prezzo nei diversi
tratti di una curva di domanda lineare.
La domanda è elastica nella metà superiore, a elasticità
unitaria nel punto medio e anelastica nella metà inferiore di
una curva di domanda lineare.
ƒ Poiché la pendenza di una retta è costante e il rapporto P/Q diminuisce
man mano che si scende lungo la retta
ï l’elasticità è minore di 1 in ogni punto al di sotto di quello medio.
ƒ Analogamente, poiché il rapporto P/Q aumenta man mano che ci si sposta
verso l’alto lungo la retta
ï l’elasticità è maggiore di 1 in ogni punto al di sopra di quello
medio.
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Figura 4.8 – Due casi particolari: curve di domanda perfettamente
elastiche e perfettamente anelastiche.
La curva di domanda orizzontale (a) è perfettamente, ovvero infinitamente
elastica in ogni punto.
Anche il minimo aumento di prezzo spinge i consumatori ad abbandonare il
prodotto per passare a un bene sostituto.
La curva di domanda verticale (b) è perfettamente anelastica in ogni punto.
I consumatori non sono disposti a passare a beni sostituti, o non possono farlo,
nemmeno in caso di incrementi consistenti del prezzo.
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Elasticità e spesa complessiva
ƒ Un aumento del prezzo di un bene farà aumentare o
diminuire la spesa dei consumatori per quel bene?
ƒ La spesa totale per un certo bene è data dal
numero di unità vendute × il prezzo unitario di vendita
e coincide col ricavo totale dei venditori.
ƒ Per la legge della domanda →
se P ↑, la quantità venduta ↓ ï l’effetto finale sulla spesa
è incerto.
ƒ Consideriamo un esempio …
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Figura 4.10 – Curva di domanda di biglietti per il cinema.
Un aumento del prezzo unitario da 2 a 4 euro fa salire la spesa
totale per i biglietti.
Figura 4.11 – Curva di domanda di biglietti per il cinema.
Un aumento del prezzo unitario da 8 a 10 euro fa scendere la
spesa totale per i biglietti.
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ƒ In generale, la spesa (il ricavo) totale aumenta se l’incremento
percentuale di prezzo è maggiore della riduzione percentuale
della quantità domandata.
ƒ In entrambi gli esempi, gli incrementi di P (le riduzioni di Q)
sono uguali in valore assoluto (∆P = 2 €, ∆Q = 100). Ma …
– nel primo caso, il prezzo aumenta del 100% (passa da 2 a
4 €) mentre la quantità diminuisce del 20% (da 500 a 400);
– nel secondo caso, il prezzo aumenta del 25% (da 8 a 10 €)
e la quantità diminuisce del 50% (da 200 a 100).
ƒ Nel primo caso, l’incremento percentuale del prezzo risulta
predominante. Nel secondo caso accade il contrario.
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Vediamo, utilizzando un grafico, come la spesa complessiva
varia con il prezzo
Figura 4.12 – Curva di domanda di
biglietti per il cinema.
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Figura 4.13 – Spesa totale come funzione del prezzo.
Per un bene la cui curva di domanda è lineare, la spesa totale
raggiunge il livello massimo al prezzo che corrisponde al punto
medio della curva di domanda.
Tabella 4.3 – Elasticità ed effetto di una variazione di prezzo
sulla spesa totale.
Se la domanda è elastica, la variazione % della quantità domandata
supera quella del prezzo ï se P varia, la spesa cambia in modo inverso.
Se la domanda è anelastica, la variazione % della quantità domandata
è minore di quella del prezzo ï P e spesa cambiano nello stesso modo.
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Elasticità dell’offerta rispetto al prezzo
ƒ Analogamente all’elasticità della domanda, l’elasticità
dell’offerta al prezzo può essere definita:
ΔS/S
ε=
ΔP/P
ossia come variazione percentuale della quantità offerta sulla
variazione percentuale di prezzo.
ƒ Come la corrispondente espressione della domanda,
l’equazione su riportata può riscriversi:
ΔS P P ΔS P
1
ε=
×
= ×
= ×
S ΔP S ΔP S pendenza
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Figura 4.14 – Calcolo dell’elasticità dell’offerta al prezzo
per mezzo di un grafico.
L’elasticità dell’offerta al prezzo è (P/Q) × (1/pendenza).
Elasticità nel punto A:
ƒ P/Q = 4/12 = 1/3
ƒ 1/pendenza = distanza orizzontale/distanza verticale = 12/4 = 3
ï εA = 1/3 × 3 = 1
La corrispondente espressione nel punto B è εB = 5/15 × 3 = 1.
L’elasticità dell’offerta al prezzo
è pari a 1 in qualsiasi punto
lungo una curva di offerta
lineare passante per l’origine.
Ciò si spiega perché
– la pendenza è costante e
– prezzo e quantità cambiano
sempre nella stessa proporzione.
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Figura 4.15 – Curva di offerta lineare che non passa per l’origine.
Sebbene il valore della pendenza – e quindi (1/pendenza) – resta
invariato (ad 1) in ogni punto, il rapporto P/Q diminuisce
all’aumentare di Q.
Pertanto l’elasticità = (P/Q) × (1/pendenza) si riduce man mano che
la quantità cresce.
εA = (4/2) × 1 = 2
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εB = (5/3) × 1 = 5/3
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Figura 4.16 – Curva di offerta perfettamente anelastica.
L’elasticità dell’offerta rispetto al prezzo è uguale a zero in
ogni punto lungo una curva di offerta verticale.
Figura 4.17 – Curva di offerta perfettamente elastica.
L’elasticità dell’offerta è infinita in ogni punto lungo una curva
di offerta orizzontale.
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Figura 4.18 –
Prezzi della benzina in due città della California.
Figura 4.19 – Maggiore volatilità nei prezzi della benzina
che in quelli delle automobili.
I prezzi della benzina sono più volatili
1) perché gli spostamenti dell’offerta sono maggiori e più
frequenti in questo mercato (a) che in quello delle automobili (b),
2) perché nel mercato del carburante domanda e offerta sono
meno elastiche nel breve periodo.
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lezione 4