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Combinazione delle tecniche di tre generazioni, per il successo funzionale
Incontro tra
generazioni
Un articolo dell’odt. master Jürgen Sieger, Herdecke/Germania
Per rappresentare lo status quo dell’odontotecnica nell’anno 2007, il nostro autore
illustra qui un caso clinico risolto grazie alla combinazione tra tecnologia galvanica e
tecnica dello scheletrato con il più moderno CAD/CAM. Dunque tre generazioni di
tecnica per il dentale, con un unico obiettivo: il ripristino della funzione ad altissimi livelli
di qualità. Con questo s’intende dimostrare che le tre tecniche non si sostituiscono l’una
all’altra, ma si completano vicendevolmente ampliando le possibilità della protesica
Fig. 1 Radiografia iniziale
Situazione di partenza
La paziente di questo caso clinico si presenta allo studio a causa di una ricostruzione pregressa insufficiente della sua dentatura naturale, caratterizzata da elementi mancanti (Fig. 1). Data la presenza di numerosi denti pilastro non più mantenibili si propone la collocazione di impianti nelle regioni 15/11/21/26/27, da
protesizzare quindi con una sovracostruzione, poi
accettata dalla paziente.
Pertanto, dopo un pre-trattamento parodontale e conservativo, la paziente viene temporaneamente provvista di un piccolo ponte anteriore superiore in composito su travata metallica non preziosa e di una protesi parziale su base metallica con ganci fusi per la
sostituzione dei denti da 17 a 15 e da 26 a 27.
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Dopo un periodo di mantenimento in situ di sei mesi,
si passa alla pianificazione del restauro definitivo.
Si progetta quindi l’inserimento degli impianti e la
rispettiva protesi, ma poichè nel frattempo la paziente
ha da poco superato una grave malattia, la prospettiva di ulteriori interventi invasivi di chirurgia ortognatica per la ricostruzione della situazione osseo-parodontale fortemente danneggiata e dell’inevitabile
lunga fase di guarigione degli impianti, non le aggrada molto. La paziente non sa decidersi tra un restauro
fisso su impianti ed una protesi combinata. Infine, la
scelta: sarà un ponte anteriore in diossido di zirconio
con attacchi applicati in senso distale ed una protesi
parziale amovibile su scheletrato.
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Esperienze con il diossido di zirconio
Già da sei anni nel nostro laboratorio offriamo ricostruzioni in o con diossido di zirconio. Inizialmente
abbiamo adottato il sistema Lava (di 3M Espe) per
ponti e corone, ma nel frattempo lavoriamo con il
sistema Zeno Tec (di Wieland), utilizzabile anche per
ricostruzioni estese fino a 16 elementi. Per me è
importante che le strutture di base possano essere cromatizzate. In base alla mia esperienza, dal punto di
vista dell’estetica dentale in molti casi si può rinunciare all’uso del liner (massa opaco), almeno nelle zone
marginali dove è particolarmente vantaggioso mantenere tutta la trasparenza del materiale.
Nel nostro laboratorio, le costruzioni telescopiche fuse
in oro vengono sempre più sostituite da telescopiche
primarie in diossido di zirconio combinate con corone
galvaniche secondarie. Le proprietà positive dello zirconio, come la buona biocompatibilità, l’ottimo comportamento in situ e l’estetica eccellente, costituiscono
validi motivi per soddisfare anche le richieste più esigenti dei pazienti. La continua evoluzione di software
destinati a questo utilizzo assicurano una costruzione
di oggetti in diossido di zirconio sempre più perfetta.
Nel caso della nostra paziente, si richiede:
❒ un effetto naturale,
❒ biocompatibilità,
❒ possibilmente una protesi fissa,
❒ elevato comfort in situ,
❒ facilità di inserimento/rimozione,
❒ ripristino della funzione masticatoria naturale,
❒ longevità.
La paziente è pronta a sostenere le maggiorazioni sui
costi dovute alla realizzazione delle sue richieste.
Infine si concorda per un ponte in diossido di zirconio
con attacchi distali individuali e fresaggi PG, per la
parte di ricostruzione protesica fissa, e corone galvaniche secondarie su scheletrato di base, per la parte
amovibile (Figg. 2 e 3).
Argomenti a favore della costruzione proposta:
❒ la sella libera sul lato sinistro non permette di
inserire una protesi a puro sostegno parodontale;
❒ monconi stabili con buona prognosi longitudinale;
❒ migliori possibilità di configurazione rispetto ai
lavori telescopici;
❒ ottime possibilità estetiche grazie al diossido di
zirconio cromatizzabile e la ceramica stratificabile;
❒ buone possibilità di ancoraggio delle strutture
galvaniche secondarie;
❒ facilità di lavorazione di tutti i materiali: diossido di
zirconio, oro fino, lega CoCr, ceramica, composito;
❒ fresaggio a 2° degli attacchi per semplificare l’inserimento e la rimozione della parte mobile;
❒ ridotta conduttività termica del ponte cementato;
❒ ottime possibilità per la fonetica.
Abbiamo realizzato questo lavoro con l’intenzione di
ampliare le indicazioni per il materiale “diossido di
zirconio”. Poiché la ricostruzione eseguita è stata
cementata da solo sei mesi, essa va ancora considerata come una sorta di esperimento.
Figg. 2 e 3 La sella libera del primo quadrante non permette l’integrazione di una protesi a sostegno puramente
parodontale, pertanto in questo caso si opta per la combinazione protesica qui rappresentata
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Fig. 4
Il software utilizzato
non permette fresaggi
Interlock, come sarebbe invece auspicabile in questo caso. Per
questo motivo abbiamo deciso di scansire
il wax-up: innanzitutto
si deve modellare in
cera la struttura, quindi si può digitalizzarla
Fig. 5 Il ponte in diossido di zirconio prima della contrazione da sinterizzazione. Il materiale
è bianco ma viene cromatizzato nel colore desiderato mediante bagno in apposito colorante
Fig. 6 Il ponte sinterizzato e cromatizzato. Grazie ai cosiddetti “drops” (sostegni) si evita che
il ponte durante la sinterizzazione subisca deformazioni a causa del proprio peso
Fig. 7 Adattamento del ponte sinterizzato
Fig. 8 La struttura cromatizzata
mantiene tutta la sua traslucenza
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Fig. 10 Per evitare tensioni dovute all’energia
sprigionata e la formazione di microcrepe nella zirconia e nella stratificazione in ceramica,
si lavora con strumenti raffreddati ad acqua
Fig. 9 Con la tecnica dell’impronta a compressione di SingerSosnowski si garantisce un perfetto rilevamento del palato.
Durante questo passaggio le mucose vengono compresse
esattamente quanto lo saranno in seguito ad opera della
protesi, garantendo stabilità alla protesi sotto funzione
Fig. 11
Una superficie perfetta e lucidata a
specchio è la premessa ideale per
una buona adesione degli attacchi.
Nell’attacco qui illustrato, accorciato
in zona occlusale e fresato in zona
laterale, si nota chiaramente che
la sostanza colorante è penetrata
nella zirconia solo ca. 0,5mm
Figg. 12 e 13
Le corone galvaniche secondarie
vengono confezionate secondo la tecnica di
duplicazione di
Willershäuser
Figg. 14 e 15
Corona galvanica secondaria
rifinita e calzata
sulla parte primaria in ceramica integrale
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Fig. 16
Base dello scheletrato dopo la cottura di distensione
17
Fig. 17
Le coperture degli
attacchi vengono
stratificate in ceramica e le cappe galvaniche trattate con
AGC Cem per
l’incollaggio nelle
parti terziarie della
base dello scheletrato
Fig. 18
In questo caso si
rinuncia al liner
(massa di base),
dato che la sottostruttura cromatizzata presenta già
un colore consono
18
20
19
Fig. 19
Denti Creapearl in combinazione con
la ceramica Cercon Kiss per diossido
di zirconio e la stratificazione della
struttura terziaria in lega vile Girobond con ceramica Duceram Kiss
Fig. 20 E’ importante che le parti primarie
abbiano un ampio diametro nelle zone
delle papille. Per far questo, però, non
si possono evitare piccoli rest in metallo
(osservabili in zona occlusale)
Figg. 21 e 22 Per armonizzare l’aspetto generale del lavoro, la base dello scheletrato viene sottoposta a doratura
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Fig. 23
Le selle in resina vengono
completate con
autopolimerizzato Candulor
Aesthetic cold,
nel colore 34
24
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27
28
Figg. da 24 a 28 Impressioni del restauro ultimato
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Materiali utilizzati
Indicazioni
Prodotto
Produttore/Distribuzione
Acrilico per protesi
Adesivo per doppie corone
Apparecchio galvanico
Ceramica per zirconia
Ceramica da stratificazione
Denti protesici
Diossido di zirconio
Lega non preziosa
Sistema CAD/CAM
Aesthetik cold
AGC Cem
AGC
Cercon Kiss
Duceram Kiss
Creapearl
Zeno Discs
Girobond
Zeno Tec
Candulor
Wieland Dental
Wieland Dental
DeguDent/Dentsply
DeguDent/Dentsply
Creation Willi Geller/Violi
Wieland Dental
Amann Girrbach/Dentag
Wieland Dental
Fig. 29
I punti d’unione tra
le corone e gli attacchi esterni sono stati volutamente sovradimensionati
per evitare
la rottura
proprio in
queste zone di passaggio
L’autore
Dopo il diploma (1973), Jürgen Sieger ha collaborato alcuni anni presso il laboratorio dell’Università della Westfalia
”Wilhelms”, a Münster. Dal 1978 fino al 1981 ha lavorato in vari laboratori specializzandosi nei settori della ceramica e della protesi combinata. Nel 1981 ha superato l’esame di master presso l’Istituto di Münster e l’anno successivo ha fondato il laboratorio “Sieger-Krokowski Gbr.” ad Herdecke, dove fino ad oggi dirige il reparto “ceramica”.
la sua profonda esperienza dei programmi di archiviazione dati l’ha condotto a sviluppare, nel 2000, un software
di calcolo ed organizzazione per il laboratorio. Dal 1998 si interessa ai vari sistemi disponibili di realizzazione digitale delle strutture dentali, soprattutto in diossido di zirconio. Nel 2006 ha istituito, nel proprio laboratorio, il reparto di lavorazione digitale e centro di fresaggio dello zirconio (Zeno). Ha seguito corsi di aggiornamento tenuti
da Willi Geller, Klaus Müterthies, Paul Fiechter, Jürgen Braunwarth, Jochen Peters, Gérald Ubassy, Bertrand Thiévent.
Corrispondenza
Zahntechnik Sieger-Krokowski • Zeppelinstr. 79 • D - 58313 Herdecke • Tel. ++49 2330-919999 • [email protected]
Stutture in zirconio, ceramizzazione e fotografie: master Jürgen Sieger
Strutture galvaniche e scheletrato: odt. O. Arnold
Strutture in resina: odt. D. Karden
Parte clinica: Dott. C. G. Klemann • Markscheiderstr. 4 • D - 44269 Dortmund
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