Università degli Studi di Trento
Dipartimento di Matematica
Corso di formazione sulla comunicazione scientifica
febbraio – marzo 2002
Comunicare la scienza oggi (2)
Elementi di teorie e tecniche
della CS
Yurij Castelfranchi
Master in Comunicazione della Scienza
Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati
(SISSA) - Trieste
castel@sissa.it
Due aspetti, fra i tanti
a) Tecniche di base della CS
 Come si progetta e produce un testo di comunicazione scientifica al
pubblico?
 Quali sono le strategie principali per produrre un messaggio
divulgativo? Quali sono, a confronto, morfologia, “sintassi”,
“retorica” di un testo di comunicazione interna alla scienza e uno per
la CS al grande pubblico?
b) Funzioni e modelli della CS oggi
 Perche’ comunicare la scienza oggi? Quale peso dare alla funzione
informativa, educativa, interpretativa, critica della CS.
 Deficit model, top-down model, Public Understanding of Science e
oltre
 Il modello “post-accademico”
La piramide invertita della
comunicazione pubblica della scienza
La “lucertola”
ATTACCO E CUORE
Dettagli cruciali
Dettagli importanti
Meno importanti
Si puo’ tagliare…
Si taglia…
Strumenti presi a prestito
dal giornalismo
 Cinque W e una H:
What
 Who
 When
 Where
(Why)
 How


Ricetta
Acqua
Laboratorio/Teoria
Razionalità
?
Comunicatore
Cinque sensi
Solitudine
Scavare
Studioso
Rigore Cubo
Formula
SCIENZIATO
Concetto
Curiosità
Terra
Forma
Natura
Rete
Fondatore
Rigido
Musica classica
Pesante
Sfera
Cibo
Leggero
Spiegazione
Curioso
Immagine
COMUNICATORE
Tramite
Parola
Pescatore
Interprete
Critico
Elastico
Scienziato
Jazz
Colore
Il “modello standard”
top-down model, deficit model, translation model
+
SCIENZIATI
comunicazione
PUBBLICO
-
Cos’e’ la comunicazione della scienza?
Vista
così,
la
CS
implica
distorsione,
semplificazione, e l’analisi principale tende a
basarsi su quanto grande sia tale distorsione, su
come ridurre al minimo l’errore nella traduzione e
il misunderstanding: PUS
Ma poi…
 Dal behaviourismo al cognitivismo e oltre
 Dalla “silver bullet” al feed-back…
 …alla politica della significazione del
messaggio, della produzione del consenso…
 alla comunicazione vista come discorso
socialmente strutturato…
 Sorge la consapevolezza che il pubblico
partecipi alla costruzione e alla negoziazione
del messaggio, che non sia una tabula rasa
 E allora, come si fa?
Come si elabora un “testo” di CS (0)





Attenzione alle piramidi
Avete dato le W?
Attenti al corpo, all’emozione, alla soggettività
Attenti al contesto oltre che al fatto
Dicono i giornalisti: “Spiegare le idee attraverso i
fatti e i fatti attraverso le persone”
 Attenzione alla trappola del “news o comment”
 Attenzione a ciò che mettete dietro le righe!
Comunicazione pubblica:
esigenze diverse,linguaggio diverso











Attualita’ vs “nani sulle spalle dei giganti”
Vicinanza vs astrazione
Velocita’ vs approfondimento
Semplicita’ vs rigore e esaustivita’
Linguaggio comune vs linguaggio specializzato
Emozione vs neutralità
Personalizzazione vs obiettività
Narrazione vs step by step
Parentesi, approfondimenti, flash-back
Metafora e altri “puntelli” del discorso
Ecc…
Come si elabora un “testo” di CS (1)
 Breve: news, comunicato stampa, scheda TV,
“unità” o “lemma” di ipertesto, “momento”
manipolativo, “flash” percettivo…
 Struttura: piramide invertita + W + “lucertola”
 Contenuto: il “fatto” (1 fatto)
Come si elabora un “testo” di CS (2)
 Medio: articolo-reportage, servizio TV, unità,
brano lungo di ipertesto, exhibit articolato, lezione
per bambini-ragazzi...
 Struttura: piramide invertita + W + apertura-cuorechiusa
 Contenuto: il “fatto” (1 fatto), attraverso una
storia, un’idea, un personaggio, una sensazione...
Come si elabora un “testo” di CS (3)
 Medio-lungo: articolo lungo, saggio, conferenza,
percorso museale o ipertestuale, documentario...
 Struttura: narrativa (o new journalism), entrambe
le piramidi, parentesi, divagazioni, flash back o
forward. Un percorso di esperienze che
permettano un processo mentale.
 Contenuto: le idee attraverso i processi, i processi
attraverso le storie e le emozioni...
Come si elabora un “testo” di CS (4)
 Lungo:libro, film, cd-rom
 come pensare e strutturare il plot?
 … … ...
Science and the public
A Review of Science Communication
and Public Attitudes to Science in Britain


Office of Science and Technology (OST) & The Wellcome Trust
Londra, 2000 (www.wellcome.ac.uk)
 “Most of us agree that the ‘deficit’ model of the public
understanding of science is less relevant today. This report
is intended to start the process of discussion that will take
us forward into the ‘engagement’ model of Science and
Society. We look forward to a stimulating debate”.
 “We think that an ‘engagement model’ of science communication - a
two-way dialogue between specialists and nonspecialists - is more
appropriate than the ‘deficit model’ which just gives people more
information about science”
 “Research by the Wellcome Trust has shown that nonspecialists do not
need to understand a great deal of the scientific detail in order to be
able to discuss the social and ethical issues”
 Three quarters of the British population are ‘amazed’ by the
achievements of science.
 Two thirds agree that science and technology are making our lives
healthier, easier and more confortable
 Only a fifth claim that they are not interested in science and they don’t
see why they should be
 80% agree that we need to develop science and technology
 72% agree that scientific research is necessary and should be supported
even if it brings no immediate benefits
 Just 43% think that politicias support science for the good of the
country
 84% think that scientists and engineers make a valuable contriution to
society
 75% think that science is a good career
 Two thirds think that scientists want to make life better for the average
person
 The same fraction agree that scientists should listen more to what
ordinary people think
Scientists and the media
Guidelines for scientists working with the media and
comments on a Press Code of Practice
 Royal Society, Marzo 2000
 (www.royalsoc.ac.uk)
Come si elabora un “testo” di CS (5)
 Ma come si supera il modello top-down?
 Nel testo scritto: empatia, partire dalle
conoscenze e non dai deficit, immaginare il
dialogo, avere un modello dell’utente
 Nell’interazione con le persone: catalizzare,
partire dal loro discorso, aiutare a montarne
nuovi pezzi
Popular science
 1799: nasce la Royal Institution, primo laboratorio di
ricerca inglese. Uno dei compiti: migliorare la
produttivita’ agricola per i landlords
 Queste istituzioni diventano subito importanti anche
nel ruolo di divulgatori della scienza: celebri le
lezioni spettacolo di Sir Humphry Davy. Alcune
erano tanto affollate che la polizia fu costretta a fare
il primo piano di gestione del traffico: rendere a
senso unico e dimezzare la carreggiata della via
antistante.
Perché comunicare
la scienza?
 All’inizio solo al pubblico di classe media alta, che ci
va per divertimento o per cercare di far progredire la
propria attivita’ agricola o industriale.
 Poi anche gli operai diventano un pubblico: vedono
nell’acquisizione di competenze tecnico-scientifiche una
maniera di migliorare il proprio status e qualificarsi per
il nuovo mercato del lavoro, specie in fabbrica o in
miniera.
 Bentham e gli utilitaristi pensano che capire un po’ di
scienza aiuti a far entrare nella testa dei lavoratori l’idea
di un “ordine naturale delle cose” (e della divisione in
classi) e favorire la pace sociale.
 Nella prima metà del XIX sec., lo scopo è portare alle masse
(ma le masse colte e benestanti) la gioia e i benefici morali
della conoscenza, rivelare la perfezione dell’agire divino in
ogni aspetto della Natura. Poi, anche alle masse povere, specie
per mostrare che il mondo è un sistema perfetto, organizzato, e
che ogni classe sociale deve stare al suo posto.
 Nella seconda metà del secolo si mostra non tanto la bellezza
della Natura attraverso la luce della scienza, quanto la bellezza
della scienza stessa. E diventano accessibili al pubblico anche
le grandi dispute scientifiche: la guerra fra Huxley (darwinista)
e il vescovo Wilberforce nei congressi Baas finisce sulle
vignette dei giornali, come pure la guerra sull’età della Terra
fra Lord Kelvin.
Nasce il giornalismo scientifico
 1833: Penny press. La stampa nordamericana
converte di fatto l’informazione in una nuova,
straordinaria merce. Presto nasce anche il germe di
un giornalismo scientifico.
•
•
•
•
•
Benjamin Day: New York Sun a un penny la copia.
1835 il New York Sun e gli unicorni di Hershel.
La prima prima pagina di scienza (forse): 1896, i raggi X
1845: Scientific American 1845.
Nasce il sensazionalismo.
Nasce il giornalismo scientifico
 La prima prima pagina di scienza (forse): 1896, i raggi X.
 Eccessi e sensazionalismo: Pulitzer Joseph e William Randolph
Hearst…
 Negli anni ‘90 il New York Times pubblica grandi articoli sulla
competizione fra Tesla, Edison e Marconi.
 1919: The Times “Rivoluzione nella scienza - Nuova teoria
dell’Universo - Le idee di Newton detronizzate”
 1920: Scientific American mette in palio 5000 dollari per un articolo di
divulgazione sulla teoria: il giornalismo scientifico è una realtà.
Yellow Journalism
 In order to compete, many newspapers adopted a
style of journalism that emphasized sensational
stories about crime, corruption or strange events.
 The 19th century gave rise to "yellow journalism"
an era of questionable ethics and objectivity.
Remnants of such journalism are present today in
"supermarket tabloids" that publish stories that are
admitted fabrications.
Pulitzer (right) and Hearst (left) go to war over the Spanish American
War
Nel frattempo… la scienza si fa
“accademica”…
 1836, William Whewell alla Baas conia il termine scienziato per
definire i membri di questa nuova professione. La parola,
inesistente prima, entra nel vocabolario (dopo il 1841? O prima del
1839:Prima Riunione degli Scienziati Italiani).
 A partire da quel momento, la scienza solidifica le sue regole
sociali, la sua retorica.
 Ma tutto cio’ sarebbe durato poco: la Prima Guerra Mondiale
segnera’ un passaggio drammatico.
 E la Seconda, sara’ l’inizio della fine per la Scienza Accademica e
per la sua “Leggenda”
SCIENCE SERVICES:
la scienza al popolo...
 1921: Edwin Scripps fonda il Science Service, prima agenzia di
notizie scientifiche per giornalisti “drama lurks in every test tube”
 1930: William Laurence, giornalista scientifico per il New York
Times: “Autentici discendenti di Prometeo, gli scrittori di scienza
dovrebbero prendere il fuoco dall’Olimpo scientifico dai laboratori
e dalle università, e portarlo giù, al popolo”
 1930 segg.: molti giornali si accorgono che possono vendere
quotidianamente la scienza fissa, e assumere science writers
fissi nello staff.
 1934: nasce la NASW (nat ass of science writers), una
dozzina di persone
 1946: il NYT pubblica una breve in cui annuncia la nascita del
“first college course in science reporting and editing”.
...E la scienza per il popolo
 Da parte loro, anche i socialisti credono nella scienza e nella sua
divulgazione: ma piuttosto che per tenere le masse “al loro
posto”, pensano che la scienza possa liberarle, dare loro potere,
per controllare i mezzi di produzione. In Inghilterra, grandi
scienziati marxisti si occupano di fare divulgazone e socialismo
insieme. J.B Haldane, J. Bernal, ecc...
 Haldane: “bisognerebbe diffondere le conoscenze scientifiche
fra i socialisti, e la conoscenza del socialismo tra gli scienziati”
 1946: scrive “How to Write a Popular Scientific Article”
Ma poi?
 1900… 1910…1920…1940… Tutto stava per
cambiare
 La società sta cambiando rapidamente
 La sociologia, la filosofia della scienza cambiano
 Il giornalismo sta per essere rivoluzionato:
interpretativo, new journalism…
 La scienza stessa sta per cambiare
drammaticamente…
 E la CS anche…
Scienza post-accademica:
quali le caratteristiche?
Quale interazione con le altre istituzioni sociali?
Quale interazione con l’applicazione industriale e con
la tecnologia?
Quale interazione con i finanziatori? Con l’apparato
militare?
Lavoro di gruppo? Interdisciplinarieta’?
La Grande Guerra
 La scienza in divisa
 Le nuove tecnologie applicate alla guerra
Fritz Haber (1868-1935):
scienza per la patria
scienza a tutti i costi
Ladies & Gentlemen,
The Royal Swedish Academy of Sciences has decided to confer the
Nobel Prize in Chemistry for 1918 upon the Director of the Kaiser
Wilhelm Institute at Dahlen […], Professor Dr. Fritz Haber, for his
method of synthesizing ammonia from its elements, nitrogen and
hydrogen […]
You were the first […] to create an exceedingly important means of
improving the standards of agriculture and the well-being of
mankind. We congratulate you on this triumph in the service of
your country and the whole of humanity...
The laboratory apparatus designed by Fritz Haber and Robert Le Rossignol
for producing ammonia from hydrogen and nitrogen, which was scaled up in
the Haber Bosch process. The catalytic process took place in the large
cylinder on the left.
• Eroe della patria? Benefattore
dell’umanità? Criminale di guerra?
Ebreo?
• Elettrochimica e applicazioni industriali
(nitrobenzene, bunsen, ammoniaca…).
Incarnazione dello spirito prussiano:
sempre al servizio della Patria.
• Guerra: consulente del Ministero della
Guerra per risolvere il blocco dei nitrati
• Lo fa, e fa di più. “Per
patriottismo”dirige i grandi piani sullo
sviluppo dei gas tossici e dirige la prima
loro applicazione su grande scala: 1915,
Ypres, per terminare la guerra
rapidamente, per il bene di tutti. Per gli
alleati è un criminale di guerra.
In no future war will the military be able
to ignore poison gas. It is
a higher form of killing...
• Si apre un istituto per il progetto: 2000 scienziati, fra cui Haber,
Franck, Freundlich, Hahn…
• Dopo la guerra: l’istituto si espande: fisica atomica (Franck),
chimica colloidale (Freundlich), chimica fisica (Polanyi, Wigner)…
•Il Nobel
•1920: “Fondo di emergenza per la scienza germanica”: la
caccia all’oro…
• 1933: tutto precipita. Haber rifiuta di accettare l’espulsione degli
scienziati ebrei
Seconda Guerra Mondiale:
Manhattan Project, Colossus, V2…
scienza militare e big science
Dieci miliardi di dollari,
ventimila collaboratori
Il Saturno V ha lo stesso
papà delle V2
Wernher von Braun
Non è solo né tanto per la scienza, né per spirito di avventura
(visto che coinvolse migliaia di uomini), neanche per profitto
economico. Ci si è andati per mostrare che un americano
sbarcava, che l’America vinceva. La bandiera americana svetta
lassù.
Pionieri (non accademici)




Anni ‘20-’30: la febbre del razzo
Konstantin Tsiolkovskij (1857-1935)
Robert H. Goddard (1882 - 1945)
Herman Oberth (1894 - 1992)
“La Terra è la culla dell’umanità.
Non si può restare per sempre
nella culla...”
 Teorie sulla possibilità di vita
extraterrestre, sulla fonte energetica
che alimenta il Sole, su come
costruire astronavi e basi spaziali.
 Centrali a energia solare, tute
spaziali,
gravità
artificiale,
colonizzazione della Luna, di
Marte, della fascia di asteroidi.
Approccio matematico
•I combustibili solidi non
adatti ai razzi spaziali, quelli
liquidi ideali.
•Velocità di fuga: 41.000
km/h.
•Razzi a più stadi
•Onorato… e isolato.
Considerato uno eccentrico,
mezzo matto.
 Dall’altro lato del mondo, un professore di
fisica sognava il viaggio spaziale, e anch’egli si
ispirava ai racconti di Verne.
 Più che calcoli teorici, gli interessavano i
risultati pratici.
 Anch’egli capì che il propellente ideale doveva
essere liquido.
 Come raffreddare il motore? Come costruire un
sistema di iniezione?
1914: primo brevetto di sistema a razzo. E inventa
durante la guerra il precursore del bazooka. Registrerà
altri 214 brevetti.
 1920: “Un metodo per raggiungere quote estreme”.
Nell’ultima pagina, la possibilità di un razzo sulla Luna.
 Fu deriso da molti. Lo chiamavano il prof lunatico, e lui
non invitò mai la stampa ai suoi lanci. Continuò a
lavorare, ma in segreto e sempre brevettando tutto.
 Capì che un combustibile buono poteva essere una
miscela di idrogeno e ossigeno liquidi, e che un motore
a razzo poteva portare non solo un razzo sulla Luna, ma
persino su Marte.
 Alla fine, il 16 marzo 1926, il
lancio: un cilindro di alluminio
lungo oltre tre metri, alimentato a
benzina e ossigeno liquido. Salì
una decina di metri, e ricadde al
suolo dopo un paio di secondi.
 I pompieri lo costringono ad
abbandonare il Massachusetts e
trasferirsi a Roswell, in New
Mexico.
 Bussole giroscopiche, paracadute,
valvole, ossigeno liquido per
raffreddare la testa, ecc… ma
tutto in segreto.
 Herman Oberth (1894-1992) era un altro ragazzo
affascinato dai racconti di Verne. Capì che l’idea
dello scrittore di arrivare sulla Luna sparati da un
cannone non poteva funzionare.
 1912: Oberth capisce che la polvere non va bene.
Cerca di capire il principio di azione e reazione
lanciando sassi da una barca e di immaginare quale
sia l’accelerazione massima che un umano può
sopportare (nella psicina comunale).
 Nello stesso anno, volano i primi aerei tedeschi, di
legno e tela, i “colombi sciancati”, a balzelloni.
 Intanto, cresce la mania dei razzi: vengono costruite in
germania automobili e slitte a razzi, che vanno anche a 200
all’ora. Opel prova un aereo a razzo.
 Hitler considera i razzi solo sciocchezze di gente
stravagante.
 Lang gira Una donna sulla luna, uno degli ultimi film muti.
Con Oberth come consulente (poi il film verrà proibito dai
nazisti: segreto militare!)
 Decidono non solo di costruire un razzo di scena, ma
persino uno vero, da lanciare il giorno della prima. Un
giovanotto fra gli aiutanti: è von Braun
 Costa troppo. Alla fine Lang litiga con la
produzione e si offre di pagare lui la metà.
 Oberth vuole il combustibile liquido: ossigeno e
benzina. Gli dicono che è pazzo, che non si può
controllare l’ossigeno.
 Al primo tentativo serio, esplode tutto.
 Alla fine il razzo non parte. Oberth torna al liceo
 Ma von Braun e gli altri insistono: nasce
l’aerodromo missilistico di berlino!
Il giovane von Braun




Matematica a forza...
Un telescopio… e un osservatorio
Ingneria, fisica, razzi
1932: esercito tedesco
 A Peenemünde, sulla costa del Baltico, il gruppo di von Braun
costruì un’arma devastante e poderosa. Un missile a propellente
liquido, alto come un palazzo di cinque piani, capace di volare a
oltre 5.600 chilometri l’ora e di trasportare a 800 km di distanza
una testata contenente centinaia di chilogrammi di esplosivo.




Ci lavoravano 12.000 persone
A4: alto 14 m. 20.000 pezzi. 60.000 disegni.
Primo volo: 18 marzo ‘42, esplode appena acceso
Secondo: 13 giugno, si alza per 94 secondi e poi
piomba in mare.
 Hitler è convinto che non servano a niente.
• Poi 16 agosto, raggiunto mach 2… ma esplode anche
lui
• Infine, 3 ottobre, il volo è perfetto, il missile arriva a
90.000 metri e poi cade a 200 km proprio nel punto
previsto. È uscito dall’atmosfera terrestre!
• Il lancio è stato filmato e montato con abilità: Hitler
finalmente si pente e si emoziona. Von Braun
“professore” sul campo
• Hitler però ovviamente vuole molto di più: più gittata,
e almeno 250 missili al mese
• Intanto gli inglesi capiscono: fanno foto aeree, e due
infilitrati a Peenemunde
7 settembre 1944. “Il razzo ha funzionato
alla perfezione. Tranne per il fatto che è atterrato
sul pianeta sbagliato”.
Le SS e la Gestapo lo arrestano per aver insistito
in parlare di viaggi spaziali, di missili verso la
luna.
 “Il fatto che si fosse arrivati veramente
all’impiego del nostro razzo mi lasciò molto
depresso. Ma non me ne stavo lì a torcermi
le mani; sapevo che era inevitabile. È la
guerra.”
 “Dobbiamo rassegnarci, molte nuove
scoperte non portano a niente se prima non
sono servite a scopi militari”
 Dornberger: “né i v1 né i v2, né alcun’altra
della grandi invenzioni tecniche degli ultimi
decenni sono però legate al nome di un
singolo uomo. I tempi dei geni solitari sono
finiti. Ormai siffatte realizzazioni sono
opera di gruppi di anonimi specialisti
affiatati,
disinteressati,
capaci
di
un’impersonale collaborazione”
 I nazisti cercano di capire i danni dagli indirizzi
sulle necrologie. E gli inglesi fanno proibire gli
indirizzi sui giornali.
 A inizio ’45 vengono presi 32.000 prigionieri dei
campi di concentramento per produrre 24 ore al
giorno i missili. Gli operai specializzati riescono a
sabotarne molti.
 Ma la guerra ormai è persa. E von Braun lo sa.
 I tedeschi dicono: “i francesi li disprezziamo. Dei sovietici
abbiamo paura. Degli inglesi non crediamo che si potranno
permettere di farci continuare il nostro lavoro. Restano gli
americani”
 E vb aggiungerà poi: “il mio paese ha perduto due guerre
mondiali. Stavolta voglio starmene dalla parte dei vincitori”
 Prima ancora che gli alleati arrivassero a Peenemunde, von
Braun aveva già preparato non soltanto la sua resa, ma anche
quella di cinquecento altri scienziati missilistici, e la consegna
dei piani e dei progetti agli americani.
 Ruba un treno e porta via 500 scienziati. E nasconde 14
tonnellate di documenti segreti.
Gli americani corrono a Peenumende,
prendono i pezzi che possono delle
V-2 (300 vagoni di treno) e poi fanno
saltare tutto con l’esplosivo. I russi
tentano lo stesso. Gli inglesi ci
provano, ma non ci riescono...
 Prima a Fort Bliss, in Texas, a fare missili che
venivano lanciati a White Sands, nel New Mexico.
Poi, nel 1950, a Redstone, Alabama, dove costruirono
il missile balistico Jupiter. Nel 1960 infine si
trasferirono a un nuovo istituto, la Nasa, e ricevettero
l’incarico di costruire i giganteschi missili Saturno.
Von Braun divenne direttore del Marshall Space
Flight Center e diresse il progetto del Saturno V, il
missile capace di portare l’uomo sulla luna.
Manhattan Project
 Although the project took place mainly in New Mexico, it
was named after the Manhattan Engineer District of the US
Army Corps of Engineers, based in New York City, where
much of the early research was done.
 The project lasted 4 years, between 1942 - 1946, and cost
about $1.8 billion. Today, this amount would be equivalent
to over $20 billion.
 The project produced three bombs: "Gadget" was used as
a test model; the second bomb, known as "Little Boy", was
detonated over the city of Hiroshima; and the final bomb,
known as "Fat Man", was detonated over the city of
Nagasaki.
Leo Szilard, seen here with Einstein, helped to start the Manhattan
Project after being expeeled from Nazi Germany. Together with
Enrico Fermi, Szilard achieved the first fission chain reaction.
Szilard later protested use of the bombs.
 Franklin D. Roosevelt received a letter from Albert
Einstein on August 2, 1939. Einstein said that a new field
of physics had opened up the possibility of, "the
construction of bombs... extremely powerful bombs of a
new type". Einstein also said that, "Germany had actually
stopped the sale of uranium from Czechoslovakian mines"
and "in Berlin...some of the American work on uranium is
being repeated".
 On March 9, 1942, Vannevar Bush reported to the
President in a letter that the bomb would be more powerful
and more easily delivered to a target.
 These concerns are best illustrated in Oppenheimer's
autobiographical sketch where he states, "(w)e [scientists]
were aware of what it might mean if they [Germans] beat
us to the draw in the development of the atomic bombs“.
Roosevelt responded to Bush's letter and decided to pursue
this project with full speed and with the utmost secrecy
Big Science
 Soon after Enrico Fermi achieved a sustainable nuclear chain
reaction at the University of Chicago, the Manhattan Project
built a top-secret complex of nuclear production and
research facilities across the country, employing 300,000
workers. The Manhattan District of the Army Corps of
Engineers built production facilities and towns for workers and
scientists in Tennessee, Washington, and New Mexico and
funded research in university laboratories from Columbia, New
York, to Berkeley, California.
 Secrecy was so complete that the hundreds of thousands of
employees didn't know what they were working on until they
heard about the bombing of Hiroshima, Japan on August 6,
1945.
 At full capacity, about 24,000 workers were sent to a
fenced-off camp on top of a remote Tennessee mountain.
The Army called it Oak Ridge, and there they meticulously
collected the rare uranium 235 that was made into the
bomb, called ``Little Boy,'' that was dropped on Hiroshima.
 About 15,000 scientists, engineers, technicians and
secretaries were given train tickets to an isolated, windblown desert town in eastern Washington state called
Hanford. There they produced the man-made element
plutonium that fueled the second bomb, called ``Fat Man,''
that was dropped on Nagasaki.
 A couple of thousand more were driven from Albuquerque,
N.M., into the Southwestern desert to work atop a desolate
mesa called Los Alamos, where the project was directed
and the bombs were assembled.
 General Leslie Groves
was the military
manager for the
Manhattan Project. He
named the project after
the Manhattan District
where it originated.
 J. Robert Oppenheimer
was the scientific
director for the
Manhattan Project. He
later became an
advocate for nuclear
arms control.
 He decided to leave Italy in 1938,
after winning the Nobel Prize, because
of increasing tension with Germany.
Fermi moved to New York where
Bohr began to update him on the
progress of fission. Fermi immediately
began to research fission because he
saw the possibility of the emission of
neutrons as the start of a chain
reaction. On December 2, 1942, he
produced a controllable chain reaction
which was the foundation of the
atomic bomb. He then moved to New
Mexico where he worked on the
Manhattan Project.
 Niels Bohr, a German refugee,
developed much of the theory
behind nuclear fission.
 One of his most famous
discoveries was that the rare
isotope Uranium-235 (U-235)
was fissionable and that the
common isotope Uranium-238
(U-238) was not.
 It was during his graduate studies,
at the age of 24, that he was asked
to join the Manhattan Project. He
teamed up with Hans Bethe, his
mentor, to figure out key
mathematical equations such as
the amount of fissionable material
needed to achieve an explosion.
One of his talents was the ability
to solve equations quickly in his
head. Together, Feyman and
Bethe discovered a shortcut to
solving third order equations
 The most challenging part of the project was the difficulty
in obtaining a large quantity of U-235 which makes up
about 1% of the uranium ore, and the other is U-238 which
makes up 99% of the uranium ore. U-238 is useless in
making an atomic bomb.
 The task to separate the different uranium isotopes proved
to be a major obstacle for the scientists. The first method
that could be used to separate the isotopes was called
magnetic separation. This process was made possible when
Ernest O. Lawrence invented the Cyclotron at the
University of California, Berkeley laboratories. During
magnetic separation, a Uranium Tetrachloride mixture was
electrically charged. It was then passed through a magnetic
on 180° arc. The lighter U-235 would pass closer to the
magnetic and get collected. The heavier U-238 would
travel on the outside of the arc and get disposed. After
millions of dollars in construction, only about a gram of U235 was produce.
 A second method of separation was used. In 1942, Gen.
Leslie Groves purchased a section of land in Oak Ridge,
Tennessee. This facility used the principle of gaseous
diffusion to separate the uranium isotopes. Since U-235 is
slightly lighter than U-238, the process of gaseous diffusion
was used to initially separate the two. During the process, the
uranium ore is sprayed with fluorine to form Uranium
Hexafluoride gas. The gas is then injected into a series of
porous filters. These porous filters have an extremely fine
matrix that allows the lighter U-235 to pass through faster.
 There was a third method used to separate the isotopes called
gas centrifuge. In this process, a centrifuge is used to separate
the lighter U-235 isotope from its heavier U-238 counterpart.
Unfortunately, this process was not efficient and had yet to be
tested.
 Thanks to a new discovery, U-235 was not the only possible
fuel for the atomic bomb. In 1941, Glen Seaborg discovered
element 94, Plutonium.
Trinity test taken
10,000 yards away,
0.025 seconds after
detonation
 During the explosion, Fermi tore up several pieces
of paper and threw them into the air. He was so
busy trying to measure the shock wave that he did
not even hear the loud noise the bomb made. Soon
after the explosion, Fermi went out on a lead line
tank to inspect the damage. The explosion was
much more powerful than they had originally
expected. The explosion was equivalent to about
20,000 tons of TNT.
Dr. J. Robert Oppenheimer, left, and
Maj. General Leslie Groves check the
remains of a tower at ground zero of
the first atomic explosion weeks after
the detonation at Trinity Site, N.M
 The land under the explosion was divided into section of
destructiveness. Up to half a mile radius from the hypocenter
was called the vaporization point (98% fatalities, bodies were
either missing or burned beyond recognition). Everything is
destroyed in this area. Temperatures almost immediately rise to
3000° to 4000° C.
 Up to a 1 mile radius was called the total destruction zone (90%
fatalities). All the buildings above ground were destroyed.
 Up to a 1.75 mile radius was called the severe blast damage area
(65% fatalities, 30% injuries). Large structures collapsed and
damage was done to bridges and roads.
 Up to a 2.5 mile radius was known as the severe heat damage
area (50% fatalities, 45% injuries). Everything in this area had
some kind of burn damage. Most of the people killed in this area
were suffocated because the oxygen was used up by the fires.
 Up to a 3 mile radius was known as severe fire and wind
damage areas (15% fatalities, 50% injuries). Homes and other
buildings are damaged. People were blown around and suffered
2nd and 3rd degree burns, if they survived.
 The two bombs. "Little Boy" is seen on the
left, and "Fat Man" is seen on the right
About one hour after
the bombing on 6
August 1945.
 Aug. 6, 1945:
 The Enola Gay, a U.S. B-29 bomber, drops a uranium
bomb tagged Little Boy on Hiroshima, Japan, killing
nearly 65,000 people outright. About 140,000 more
would die from blast and radiation effects by the end
of the year -- 54 percent of the city's population.
Within five years, the bomb claimed about 200,000
lives.
 Aug. 9, 1945:
 A plutonium bomb, Fat Man, is dropped on Nagasaki,
Japan, killing about 70,000 outright and about 140,000
altogether over the next five years.Aug. 10, 1945:
 Emperor Hirohito breaks the deadlock in the Japanese
cabinet and instructs his ministers to surrender.Aug.
14, 1945.
Hiroshima after the atomic bombing
The ruins of Hiroshima smolder one day after the atomic
bomb called "Little Boy" was dropped Aug. 6, 1945.
E ancora...
 Bletchley Park
 Il caso Chakrabarty e la nascita delle
multinazionali biotech
 E poi? A voi
Scienza accademica:
The Legend
 La Leggenda racconta lo scienziato puro come
un «un solitario ricercatore della verità […] un
amatore, nel vero senso del termine».
 Neutra, obiettiva, ha un METODO che si basa
su strumenti concettuali precisi: ipotesi, teoria,
esperimento, osservazione, inferenza, modello,
sistema, formalizzazione…
CUDOS e kudos
Ma Merton non basta
Fattori diversi hanno cambiato il modo di fare scienza. Si
chiamano:
 Collettivizzazione della ricerca
 Industrializzazione
 Limiti alla crescita esponenziale e competizione fra
ricercatori
 Utilitarismo nella produzione e nell’utilizzo della
conoscenza
 Burocratizzazione e aziendalizzazione della ricerca.
 La scienza reale, fatta anche di impact factor (si fa
carriera in base al numero di pubblicazioni e alle
citazioni che ricevono), brevetti, copyright, devia
sempre più dal modo accademico tramandato dalla
Leggenda.
 Contratti
di
ricerca,
reti
globali,
centri
interdisciplinari, mettono in crisi anche i modelli
epistemologici della scienza accademica.
 Poi c’e’ la scienza industriale…
Scienza industriale:
dal CUDOS al PLACE
Communalism
Universalism
Disinterestedness
Originality
Scepticism
Proprietary knowledge
Local problems
Authoritarian
Commissioned
Expert problem solving
E allora?
•Quale comunicatore della scienza in un’era
post-accademica?
•E’ un animale nuovo? O tanti animali nuovi?
•A che serve? Cosa deve fare?
Perche’ la comunicazione della scienza?
 Per mostrare la bellezza della natura?
 Per mostrare la bellezza della scienza (e dello
scienziato) ?
 Per educare, spiegare, insegnare? Per garantire il
diritto all’informazione?
 Per ottenere fondi/riconoscimenti/agibilita’?
 Anche per garantire una cittadinanza piena
 Anche perché è cultura
 Anche come watchdog e critica
Cosa comunicare della scienza?
 Fatti/scoperte/gesta?
 Storie, personaggi, vicende?
 Concetti, idee?
 Processi, metodi?
 Anche il contesto, le implicazioni sociali, quelle
politiche.
 Anche la critica (“lavoro rivoluzionario”…)
 Information is not knowledge. Knowledge is not
power.
La valigia con doppio fondo
del comunicatore scientifico
Gli strumenti di base:
•
come tradurre il linguaggio della scienza: il livello
lessicale, quello sintattico, quello semantico, quello
pragmatico, quello retorico…
Quelli nascosti nel doppio fondo:
•
Come contestualizzare il fatto, come descrivere il
processo, come passare l’emozione, come
democratizzare la conoscenza
Alcuni esempi di testi consigliabili
di comunicazione della scienza...
 Fra i classici, quelli noti per una divulgazione nitida, corretta,
dei fatti e dei dati: J. Monod, Il Caso e la necessità; S. Weinberg,
I primi tre minuti; e poi, ovviamente C. Sagan e I. Asimov. (e
anche Einstein)
 Fra quelli invece che raccontano anche il metodo e la storia
delle idee: S. J. Gould, Il pollice del panda; fra i recenti: R.
Panek, Vedere per credere
 Sulla matematica? Più difficile. Un buon compromesso fra
narrazione e idee, fra rigore e comunicazione è quello di S.
Singh (L’ultimo teorema di Fermat). In parte anche J. Barrow. Il
classico di Hofstadter, anche se su un altro livello.
 E in Italia? Angela, Celli, Mainardi, Odifreddi. E alcune collane
interessanti: XXI sec (Laterza), Cuen, Avverbi, ecc.
...E altri da prendere con cautela...
 Attenzione ai tuttologi (es.: Alberoni). Attenzione ai vip (es.:
Zichichi). Attenzione alla pseudoscienza (es.: new age,
scientology, ma anche tanti scienziati veri che fanno
pesudoscienza)
 Attenzione, più che mai, ai libri a tesi, anche se ottimi: mai
leggerne uno solo. Es.: R. Penrose (La mente nuova
dell’imperatore), S. Kauffmann (A casa nell’universo), StengersPrigogine, F. Tipler, R. Dawkins (Il gene egoista), R. Searle
 Attenzione, ovviamente, a tutti i contesti in cui la scienza è anche
e soprattutto tecnologia, politica e industria, o ideologia: biotech,
farmaci, information technology, cervello e mente, droghe...
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materiale lezione del 11/03/02 - Università degli Studi di Trento