Staffetta di Scrittura Bimed/Exposcuola
I libri per ragazzi scritti dai ragazzi. Racconti che rendono i bambini e i giovani scrittori protagonisti di
un’attività che coinvolge l’Italia e tanti altri Paesi europei ed extraeuropei in una fantastica avventura che
grazie alla scrittura determina di volta in volta un filo che accomuna, unisce, coinvolge l’attorno …
Bimed Edizioni
Il racconto viene pubblicato all’interno della Collana annuale della Staffetta di Scrittura Bimed/Exposcuola, un
format che guarda al racconto come a un “bene …” di fondamentale rilevanza per la formazione delle nuove
generazioni in grado di determinare relazioni, contaminazioni, confronto, interazione,
crescita comune e tanto altro ancora …
IL CORAGGIO DI BRENNO
Partendo dall’incipit di Domenico Barrilà e con il coordinamento dei propri docenti,
hanno scritto il racconto gli studenti delle scuole e delle classi appresso indicate:
Istituto Comprensivo “G. Marconi” Battipaglia (SA) - classe II A
Istituto Comprensivo di La Loggia (TO) – classe II D
Scuola Statale Italiana di Madrid – classe III A
Istituto Comprensivo Statale di Casapesenna (CE) - classe III B
II Circolo Didattico di Mercato San Severino (SA) plesso San Vincenzo - gruppo
misto classi III A/B/C
Istituto Comprensivo Sant’Angelo a Cupolo (BN) plesso Calvi – classe III A
Istituto Comprensivo “Don L. Milani” Manocalzati Scuola Primaria plesso di
Parolise - gruppo classi III/IV
Istituto Comprensivo Statale di Casapesenna (CE) classe III D
Direzione Didattica Michele Coppino Torino - classe III D
Editing a cura di: Adele Spagnuolo
Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo
Associazione di Enti Locali per l’Educational e la Cultura - Ente Formatore per Docenti
Istituzione Promotrice della Staffetta di Scrittura Bimed/Exposcuola in Italia e all’Estero
Direzione e progetto scientifico
Andrea Iovino
Responsabile di redazione e per le
procedure
Alberto Fienga
Coordinamento organizzativo e
didattico
Ermelinda Garofano
Responsabile per l’impianto editoriale
Ermelinda Garofano
Revisione editoriale
Francesco Rossi, Shasa Buonino,
Ilaria Mascolo, Maria Cristina Folino
Gestione esecutiva del Format
Angelo Di Maso, Adele Spagnuolo
Grafica di Copertina :
Bimed Station
Impaginazione
Tullio Rinaldi
Piattaforma escriba
UNISA, Dipartimento di Informatica
– Progetto Prof. Vittorio Scarano,
realizzazione Dott. Raffaele Spinelli
Gennaro Coppola, webmaster BIMED
Pubbliche Relazioni
Nicoletta Antoniello
Amministrazione
Rosanna Crupi, Annarita Cuozzo
I libretti della Staffetta non possono essere in alcun modo posti in distribuzione commerciale
RINGRAZIAMENTI
I racconti pubblicati nella Collana della Staffetta di Scrittura Bimed/
Exposcuola 2014/15 si realizzano anche grazie al contributo erogato
in favore della Staffetta dai Comuni che finanziano l’azione intesa come
esercizio di rilevante qualità per la formazione delle nuove generazioni. Tra gli
Enti che contribuiscono alla pubblicazione della Collana Staffetta 2015 citiamo:
Ambasciata d’Italia in Libano, Ascea, Atripalda, Bellosguardo, Borgaro Torinese,
Castelletto Monferrato, Favignana, Ivrea, Moncalieri, Montemiletto, Osasco,
Piaggine, Pinerolo, Saint-Vincent, Santena, Siano. La Staffetta di Scrittura riceve
un rilevante contributo per l’organizzazione degli Eventi di presentazione
dei Racconti 2015 dai Comuni di: Bellosguardo, Moncalieri, Pinerolo, Procida,
Salerno, e dal Parco Nazionale del Gargano/Riserva Naturale Marina Isole Tremiti.
Si coglie l’occasione per ringraziare i tantissimi uomini e donne che hanno
operato per il buon esito della Staffetta 2015 e che nella scuola, nelle istituzioni
e nel mondo delle associazioni promuovono l’interazione con i format che Bimed
annualmente pone in essere in favore delle nuove generazioni. Ringraziamenti e
tanta gratitudine per gli scrittori che annualmente redigono il proprio incipit per
la Staffetta e lo donano a questa straordinaria azione qualificando lo start up
dell’iniziativa. Un ringraziamento particolare alle Direzioni Regionali Scolastiche e
agli Uffici Scolastici Provinciali che si sono prodigati in favore dell’iniziativa e a
Legambiente per l’autorevole apporto tecnico reso alla Staffetta.
Vivi ringraziamenti ad ALPEGA Fattoria Didattica che ci ha permesso di collegare
la scrittura al mondo della natura e all’educazione verso il nostro Attorno.
Infine, ringraziamenti ossequiosi vanno a S. E. l’On. Giorgio Napolitano che ha
insignito la Staffetta 2014 con uno dei premi più ambiti per le istituzioni che
operano in ambito alla cultura e al fare cultura, la Medaglia di Rappresentanza
della Repubblica Italiana giusto dispositivo SGPR25/09/20140090057P
del PROT SCA/GN/1047-2
By Bimed Edizioni
Dipartimento tematico della Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo
(Associazione di Enti Locali per l’Educational e la Cultura)
Via della Quercia, 64 – 84080 Capezzano (SA), ITALY
Tel. 089/2964302-3 fax 089/2751719 e-mail: [email protected]
La Collana dei Raccontiadiecimilamani 2015 viene stampata in parte su carta
riciclata. È questa una scelta importante cui giungiamo grazie al contributo di
autorevoli partner (Sabox e Cartesar) che con noi condividono il rispetto della
tutela ambientale come vision culturale imprescindibile per chi intende contribuire
alla qualificazione e allo sviluppo della società contemporanea anche attraverso
la preservazione delle risorse naturali. E gli alberi sono risorse ineludibili per il futuro
di ognuno di noi…
Parte della carta utilizzata per stampare i racconti proviene da station di recupero
e riciclo di materiali di scarto.
La Pubblicazione è inserita nella collana della Staffetta di Scrittura
Bimed/Exposcuola 2014/2015
Riservati tutti i diritti, anche di traduzione, in Italia e all’estero.
Nessuna parte può essere riprodotta (fotocopia, microfilm o altro mezzo) senza
l’autorizzazione scritta dell’Editore.
La pubblicazione non è immessa nei circuiti di distribuzione e commercializzazione e rientra
tra i prodotti formativi di Bimed destinati unicamente alle scuole partecipanti l’annuale
Staffetta di Scrittura Bimed/ExpoScuola.
La Staffetta 2014/15 riceve:
l’adesione del
Presidente della Repubblica
e
sua Medaglia di rappresentanza
Patrocini:
Senato della Repubblica, Presidenza del Consiglio dei Ministri,
Ministero della Giustizia, Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.
PRESENTAZIONE
Con la Staffetta quest’anno tanti studenti hanno lavorato sul tema della volontà.
È un tema complesso che, però, ci ha permesso di interloquire con i ragazzi sulle
grandi questioni del nostro tempo. Lo abbiamo fatto con i bambini della primaria e
dell’infanzia e lo abbiamo fatto con i ragazzi delle medie e i giovani delle superiori.
È stato un viaggio bellissimo, per certi versi divertente, per altri, impegnativo…
Ma ciò che maggiormente colpisce è che la comunità della scuola italiana nel suo
insieme, ancora una volta, ha dato prova di straordinaria tenuta. Una tenuta di
qualità che accomuna la nostra scuola dalla primaria alla secondaria superiore.
Provare a organizzare un esercizio attorno alla volontà significa costringere le
nuove generazioni a indicare il proprio volere, la propria visione, quello che
“immagini …” ci sia davanti a te e quanto questa immaginazione accomuni l’individuo
al proprio contesto. Alla fine della giostra troviamo dei racconti strepitosi, ricchi di
fantasia, articolati in una dimensione letteraria molto variegata ma che nel suo
insieme dimostra il valore del nostro corpo docente che in ogni livello d’istruzione è
assolutamente capace di governare la narrazione e tutti i valori formativi che sono
insiti nel progetto e nella costruzione di un racconto. Un racconto, ricordiamolo,
che è il frutto di un confronto e di una scrittura di gruppo cioè, è frutto di un
esercizio in cui una squadra, o una classe se preferite, unita attorno a un obiettivo
riesce a dimensionare, con le parole, LA STORIA. Trasferite tutto questo nel sistema
Paese e avrete un modello, il modello da seguire per qualificare il nostro tempo
e i nostri spazi. Grazie alle maestre e ai maestri, in generale, ai docenti che si
sono sobbarcati le difficoltà che sono insite nella Staffetta di scrittura, grazie ai
dirigenti scolastici e agli scrittori, senza la loro “volontà” e la loro disponibilità non
avremmo lo start up della Staffetta che si giova della generosità che è nelle parole
di chi si dedica per professione alla scrittura e di chi de/tiene la responsabilità
della nostra irrinunciabile scuola. Grazie agli sponsor, grazie agli amministratori
comunali che investono sulla Staffetta e l’educational, grazie alla filiera dei
tecnici e grazie a quanti lontani dai riflettori giorno dopo giorno si dedicano a
questa straordinaria avventura di comunità. Un grazie particolare, all’On. Giorgio
Napolitano che, ancora una volta, ha voluto premiare la Staffetta con la Medaglia
di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana, un encomio che ci
gratifica e ci ripaga del lavoro che consente a ognuno di noi, oltretutto, di sentire
l’orgoglio del cammino che ci tiene insieme e tiene insieme il passato, il presente e
il futuro del mondo di cui siamo parte.
Andrea Iovino
L’imprescindibile per l’innovazione è nella scrittura
È il terzo anno che in partnership con Bimed promuoviamo sul territorio nazionale
la Staffetta di Scrittura Creativa e di Legalità che, oramai, ha valicato i confini
nazionali coinvolgendo gli studenti di Paesi che vanno dall’America Latina al Medio
Oriente e all’Europa. Per noi che abbiamo come mission quella di affermare i valori
aggiunti della cultura digitale resta, quest’azione, un’opportunità imperdibile per
la disseminazione di ciò che grazie all’innovazione cambierà in meglio la vita del
contesto planetario. Grazie alla Staffetta le nuove tecnologie si vanno affermando
sempre di più nella scuola italiana e anche nella didattica si determinano
cambiamenti dei metodi di apprendimento e di insegnamento. L’interazione tra
cultura digitale e Staffetta consente, inoltre, di incidere positivamente sullo sviluppo
del pensiero critico e delle competenze digitali che, insieme all’alfabetizzazione,
danno modo ai giovani di comprendere appieno i linguaggi e le determinanti
positive dell’innovazione tecnologica.
L’idea di organizzare attorno alla Staffetta la strategia di ingresso organico
dell’informatica nella scuola è, tra l’altro, una modalità di relazione unica tra
il contesto degli adulti e gli studenti che sono, oggi, nativi digitali di seconda
generazione, dunque, entità che hanno dentro se stessi gli strumenti per
poter governare la relazione con gli “oggetti…” che sono parte integrante
dell’innovazione che utilizziamo giornalmente.
Certipass è sempre più impegnata in favore della diffusione della cultura digitale
e continua a operare in linea con le Raccomandazioni Comunitarie che indicano
nell’innovazione e nell’acquisizione delle competenze digitali la possibilità
evolutiva del contesto sociale contemporaneo. Poter raccontare a una comunità
così vasta, com’è quella di Bimed, delle grandi opportunità che derivano dalla
cultura digitale e dalla capacità di gestire in sicurezza la relazione con i contesti
informatici, è di per sé una occasione imperdibile.
Ci è apparso doveroso partecipare anche quest’anno con slancio alla Staffetta
Bimed proprio perché siamo certi che attraverso la scrittura potremo determinare
una cultura in grado di collegare la creatività e i saperi tradizionali alle moderne
tecnologie e a un’idea di digitale in grado di affermare il valore del confronto,
della contaminazione, dell’incontro e della sussidiarietà.
I docenti chiamati a utilizzare una piattaforma telematica insieme ai giovani che
scrivono, loro, una parte del racconto; la possibilità, poi, di vivere e condividere
grazie al web con tanti altri studenti la storia che evolve grazie al contributo della
scuola è una dimensione unica e… felice.
Il libro che avete tra le mani è la prova tangibile di un lavoro unico nel suo genere,
dai tantissimi valori aggiunti che racchiude in sé lo slancio nel liberare futuro
collegando la nostra storia, le nostre tradizioni e la nostra civiltà all’innovazione
tecnologica e alla cultura digitale. Certipass è ben lieta di essere parte integrante
di questo percorso, perché l’innovazione è cultura, prima che procedimento
tecnologico.
Il Presidente
Domenico PONTRANDOLFO
INCIPIT
DOMENICO BARRILà
La carriera di Brenno
Brenno indossava ancora il collare e una catena di ferro robusto.
Anche se portava il nome di un condottiero conosciuto per la
sua ferocia ed era grosso, come lo sono i pastori alsaziani, si
trattava di un cane buono e affettuoso, leccava tutti, amici e
nemici, senza distinzioni.
Lo aveva trovato Andrea, anzi era Brenno ad aver trovato il
custode della scuola primaria che frequentavamo.
Una sera d’inverno si era acquattato sotto il portico, era ferito,
sembrava avesse ricevuto delle percosse, poi aveva cominciato a muoversi nel buio travolgendo la pattumiera e tutto
ciò che trovava sulla sua strada, fino a quando l’inquilino,
attratto da tutto quel baccano, non si era affacciato alla finestra.
Brenno gli aveva riservato lo stesso trattamento che riservava
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a tutti, leccate e abbracci, così erano diventati inseparabili,
anche perché nessuno, per diversi mesi, era venuto a reclamare
l’animale.
Da quel giorno Brenno era anche diventato uno di noi.
Di solito se ne stava nel suo recinto, grande come una stanza,
vicino alla casa di Andrea, e noi bambini circondavamo la
recinzione, aspettando il nostro turno per potere scambiare
una coccola. Lui, paziente, non deludeva nessuno.
Poi, un giorno, arrivò un signore con delle guardie, sosteneva
che Andrea avesse rapito Brenno, ma noi sapevamo che non era vero.
CAPITOLO PRIMO
Andrea in caserma
Ora vi racconto cosa avvenne
Antonio, che stava seduto all’ultimo banco vicino alla finestra,
era molto alto e aveva la vista lunga a un tratto gridò: «Maestra,
maestra, due poliziotti stanno portando via Andrea!»
La maestra, allarmata, subito uscì nel corridoio, chiamò
i colleghi e riferì loro quello che stava succedendo;
frattanto, anche il direttore si era accorto di ciò che stava
avvenendo.
Tutti uscirono in cortile: maestre, alunni, bidelli, e anche qualche
genitore che si trovava a scuola per delle richieste. Tutti
circondarono le guardie, Andrea e quel signore sconosciuto.
Il direttore chiese spiegazioni ai poliziotti e questi risposero
che dovevano portarlo in caserma, perché doveva spiegare
diverse cose a proposito di Brenno.
Capitolo primo
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Andrea cercò di difendersi dicendo che aveva trovato il cane
diversi mesi prima nel cortile della scuola, ferito, maltrattato e
infreddolito, con il collare e la catena; gli aveva curato le
ferite e lo aveva portato dal veterinario per assicurarsi che
stesse bene.
Il signore, che era venuto con i poliziotti, disse: «Non è vero! Il
cane è mio e stava bene nella cuccia del mio giardino!»
Andrea gli gridò: «Ah, sì, stava bene, con la catena al collo,
ferito? E come mai per tutti questi mesi nessuno lo ha cercato?»
Il signore ribatté: «Non gliel’ho messa io la catena».
Tutto il pubblico che si era radunato intorno allo strano
gruppetto di bambini, maestri e bidelli gridava dando ragione
ad Andrea, naturalmente, sapendo quanto il custode amasse
il povero Brenno.
«Basta, signor Andrea» disse uno dei poliziotti «ora andiamo
in caserma perché, come vede, ci sono diverse cose che
non sono chiare. E anche lei, signor Pironti, dovrà darci delle
Andrea in caserma
spiegazioni: il cane è dotato di microchip e poteva essere
localizzato subito. Come mai non è stato possibile? Anche
lei sta dicendo delle bugie. Il cane probabilmente non è
nemmeno suo».
Frattanto l’altro poliziotto, che si era allontanato un momento,
ritornò dicendo che il cane non era nel suo recinto.
Andrea si preoccupò e disse ai miei compagni e in particolare
a me: «Luigi, ti prego, cerca di ritrovare Brenno perché ha
tanto bisogno di affetto, è un cane che ha molto sofferto».
Così Andrea, i due poliziotti e il signor Pironti si avviarono
verso la caserma del paese e noi tutti, confusi, dispiaciuti
e preoccupati, dopo la scuola, ci mettemmo alla ricerca di
Brenno.
Capitolo primo
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CAPITOLO SECONDO
Alla ricerca di Brenno
Quel pomeriggio le ricerche furono vane, guardammo
dappertutto ma di Brenno nessuna traccia.
La sera era ormai calata e noi, stanchi e scoraggiati, tornammo
a casa con la promessa che l’indomani avremmo continuato le
ricerche.
Quella notte fu la più lunga dei miei sette anni, mi girai e rigirai
nel letto senza riuscire a prender sonno, pensavo a Brenno e
a dove fosse mai finito. Aveva trovato un rifugio per la notte
e qualcosa da mangiare o stava vagabondando senza una
meta?
Stavo ancora pensando a lui quando vidi della luce filtrare
dalla finestra, mi alzai… finalmente era giorno. Mi lavai in fretta,
feci colazione e corsi dai miei che stavano ancora dormendo.
«Luigi, ma cosa...» mi disse mio padre «è prestissimo, stai male
Capitolo secondo
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figliolo?»
«Non preoccuparti, babbo… va tutto bene, volevo solo dirvi
che sto per uscire».
«Uscire, ma dove vuoi andare a quest’ora, è prestissimo».
«Ma devi andare a scuola!» disse mia madre.
«Mamma, oggi è domenica!» replicai.
«Vado a cercare Brenno con i miei compagni» dissi e, prima
che potessero replicare, li salutai e corsi via.
«Fate attenzione e non tornate tardi» sentii urlare mio padre.
Sulla soglia della porta, trovai mia sorella Caterina già vestita,
che mi disse: «Vengo con te, anch’io sono molto preoccupata
per Brenno».
L’appuntamento con Carlo, il mio migliore amico, e con gli
altri della mia classe era alla fontana della piazza. Una volta
arrivati, dopo un breve saluto, ci dividemmo in gruppi e tutti
partimmo alla ricerca di Brenno.
Io, Carlo, Caterina e Anna, una nostra compagna di classe, ci
Alla ricerca di Brenno
avviammo verso il sentiero che portava alla casa di riposo che
mio padre dirigeva. Il sentiero era immerso nel verde, poteva
essere un buon nascondiglio per un cane.
«Brenno, Brenno!»
Tutti a turno e a gran voce chiamavamo il suo nome, sperando
di vederlo spuntare da dietro qualche albero.
Arrivammo alla casa di riposo e lì, davanti ai cancelli, c’era
Matteo che ci guardò con occhi meravigliati: «Ragazzi cosa
fate quassù a quest’ora del mattino?»
«Stiamo cercando un cane» rispondemmo in coro.
«Un cane? E perché lo cercate proprio qui?»
«È una lunga storia Matteo, dicci solo se l’hai visto perché
potrebbe essere in pericolo» gli risposi.
Conoscevo da sempre Matteo, e lui conosceva me e Caterina
fin dalla nostra nascita; era un ospite della casa di riposo,
ma avendo una piccola pensione e non potendosi permettere
di stare lì, ricambiava l’ospitalità prendendosi cura del parco
Capitolo secondo
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che circondava la casa di riposo.
Matteo si toccò il mento come era solito fare e poi, con fare
misterioso, disse: «Venite con me, ragazzi».
Lo seguimmo in mezzo al parco fino ad arrivare vicino a una
baracca; Matteo si guardò intorno e poi aprì la porta che
scricchiolò.
«Su, coraggio, entrate!» ci disse.
Entrammo un po’ timorosi e facemmo fatica ad abituarci alla
poca luce che filtrava.
A un tratto, dal fondo, sentimmo dei rumori, qualcosa stava
venendo verso di noi…
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Alla ricerca di Brenno
CAPITOLO TERZO
Il mistero del tempo
Quella cosa era nientemeno che un’enorme aquila generosa,
che si era avvicinata in volo facendoci cenno di seguirla.
Volava lentamente, affinché potessimo vederla, guardando
incuriositi il cielo.
Arrivammo in un posto strano, molto strano, era… il passato!
Per una magia inspiegabile, ci trovammo davanti uno specchio
gigante, nel quale si rifletteva incredibilmente il passato di Brenno.
Come in un film…
Brenno era vissuto vicino a una scuola di Roma, circondato
dal direttore e da tanti bambini, maestre, bidelli e custodi, che
lo avevano sempre coccolato e portato anche in classe.
Un giorno, durante una lezione di geografia, alla maestra,
parlando della città di Madrid, in Spagna, venne in mente di
organizzare una gita proprio in quella città.
Capitolo terzo
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I bambini, dopo tante insistenze, riuscirono a portare anche
Brenno con loro.
Durante una visita alla famosa Puerta del Sol, però, nel cuore
della città, Brenno vide passare una bella cagnolina con un fiore
rosso in testa e se ne innamorò al punto tale che, seguendola,
si allontanò dalla maestra e dai bambini per correre a casa di
Lola (questo il nome della cagnolina). Brenno così ebbe una
metamorfosi e decise all’istante di cambiare nome in Ramòn,
imparando subito le mosse del flamenco.
Dopo qualche giorno, passeggiando allegramente per la
Plaza Mayor di Madrid, Ramòn e Lola iniziarono a esibirsi
facendo dei passetti di ballo e la gente li applaudiva
entusiasta scorgendo, in quei balli gitani, grande armonia e
grazia. La vita di Brenno stava dunque proprio cambiando.
A un certo punto li scoprì un signore, direttore di un concorso
di ballo canino, e li portò via, sicuro di presentare un numero
straordinario. I due cani si allenarono con impegno e passione
Il mistero del tempo
pur di portare il premio a casa. Ci riuscirono! La coppia vinse
e, tra gli applausi scroscianti, i bambini gridarono tutti insieme
il nome di Brenno. Quando giunse l’ora di rientrare in Italia, la
gita si concluse con grandi cambiamenti per Brenno: tutto il
gruppo, compresa l’innamorata Lola, tornò a Roma.
Trascorsero mesi e i due cagnolini, sposati, ebbero quattro
figli: due femmine con il fiore in testa e due maschietti
incravattati, anche loro ballerini.
La loro vita scorreva tranquilla: un nuovo padrone e una casa
vicino a una scuola piena di bambini, che amavano i cani e
coccolavano tutta la famiglia di Brenno.
Ma ecco, all’improvviso, il suo padrone decise di portare Lola
e i figli a Madrid, per cercare la famiglia della cagnolina e
Brenno rimase solo.
La scuola divenne per lui la seconda casa…
Avevamo le lacrime agli occhi… la storia di Brenno ci aveva
emozionati ma… ora basta! Era arrivato il momento di capire
Capitolo terzo
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dove si trovasse.
Matteo nel frattempo era rimasto in silenzio ma poi, toccandosi
nuovamente il mento, con fare misterioso…
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Il mistero del tempo
CAPITOLO QUARTO
Una nuova casa per Brenno
«Ragazzi, su coraggio! Andate avanti senza timore. Dentro c’è
qualcuno che vi aspetta!»
La voce familiare di Matteo e una pacca affettuosa sulla
spalla mi distolsero dai miei strani pensieri, riportandomi alla
realtà.
In pochi attimi, la mia mente aveva fatto un fantastico viaggio
nel tempo e nello spazio della fantasia, strappandomi via da
quei momenti di terrore e di ansia che stavamo vivendo: avevo
immaginato il passato di Brenno che in realtà mi aveva sempre
incuriosito, sin dal momento in cui aveva fatto la sua comparsa
nelle nostre vite.
«Vai Luigi, vai avanti tu!»
Matteo mi incoraggiava di nuovo a proseguire.
Il tono rassicurante di quelle parole pronunciate da quel vecCapitolo quarto
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chietto, che mi considerava quasi un nipotino, mi spinse
ad avanzare di qualche passo.
Poi mi fermai. Mi voltai verso Matteo e ne scorsi i tratti del viso,
come se lo vedessi per la prima volta.
I capelli, ormai bianchi, erano ancora abbastanza folti e pettinati in modo ordinato in una serie di onde composte, divisi da
una riga laterale. Il naso sottile e un po’ adunco gli conferiva
un’aria severa, ma ne addolcivano l’espressione due occhietti
vispi, mobili e azzurri, che spiccavano come due laghi sulla
pelle, resa rugosa da lunghe ore trascorse tra salsedine e sale.
Sì, perché il caro, vecchio Matteo, prima di approdare alla
casa di riposo, era stato un marinaio.
Dietro le facce dei miei amici, spaventate e al tempo stesso
incuriosite, fece capolino Mr. Carter, un vecchio gentiluomo
inglese che si era trasferito da poco alla casa di riposo e con
il quale mi ero trattenuto qualche volta a giocare a scacchi.
«Come on Luigi, don’t worry!» disse Mr. Carter con la sua
Una nuova casa per Brenno
simpatica pronuncia inglese.
Avanzai ancora di qualche passo e i miei occhi cominciarono
ad abituarsi al buio di quella spaventosa baracca, che un
tempo era stata il magazzino degli attrezzi, del vecchio
giardiniere. A poco a poco le immagini diventavano più chiare.
Polvere e ragnatele ricoprivano ogni cosa. Vecchie cassette
e assi di legno erano accatastate da un lato mentre un attempato tosaerba, cesoie arrugginite, pale, rastrelli e attrezzi di
ogni genere erano accostati alla parete opposta, lasciando
un angusto passaggio al centro della stanza.
Mi feci spazio fra i vari oggetti avanzando verso il fondo
mentre il cuore mi batteva all’impazzata.
È vero, la paura era tanta, ma più forte era la volontà di
scoprire cosa mi stesse aspettando.
Fu in quel momento che scorsi due occhi che mi fissavano
timorosi e dolcissimi e una coda che scodinzolava felice.
Era Brenno! Sì, era proprio quel caro cucciolone!
Capitolo quarto
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34
Era giunto alla casa di riposo il pomeriggio precedente, dopo
aver vagato a lungo in cerca di un rifugio e Matteo lo aveva
messo lì in attesa di una sistemazione migliore.
Riconoscendomi, Brenno mi balzò addosso facendomi
barcollare.
«Brenno, sei proprio tu!» esclamai.
«Brenno, Brennooo!» urlarono in coro Anna, Caterina e Carlo
che intanto ci avevano raggiunti, mentre i latrati del cane si
univano al coro delle nostre voci.
Fu un tripudio di abbracci, carezze e leccate.
Passata l’euforia del felice ritrovamento di Brenno, si presentava un nuovo problema: quale sorte ora per Brenno?
Sarebbe finito sicuramente in uno di quegli squallidi canili,
rinchiuso tutto solo in una gabbia.
Preoccupato esclamai: «No, bisogna trovare una soluzione!
Brenno non può tornare in paese con noi».
«Potrebbe restare qui, alla casa di riposo. Sarebbe un’ottima
Una nuova casa per Brenno
compagnia per noi vecchietti e penso che tuo padre non
avrebbe nulla da ridire» propose Matteo.
«Buona idea, così potrò venire a trovarlo ogni giorno!» conclusi.
E fu così che il nostro Brenno fu accolto come ospite d’onore
tra quei vecchietti, tanto desiderosi di coccole e affetto
quanto lui.
Per Brenno i giorni alla casa di riposo scorrevano lieti e spensierati. Bisognava solo non far sapere in giro che si trovasse lì.
Faceva lunghe corse tra i prati, rincorrendo lucertole e farfalle.
Spesso seguiva Matteo per il parco aiutandolo, come poteva,
nei suoi lavoretti da giardiniere. Erano diventati inseparabili e
il vecchio Matteo aveva ripreso a sorridere come non faceva
da tempo.
Brenno aveva trovato una nuova casa e, anche se gli
mancavano tanto Andrea e i bambini, la sua nuova vita da
clandestino alla casa di riposo cominciava a piacergli.
Il momento più bello della giornata era la sera, quando si
Capitolo quarto
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accoccolava al calduccio davanti al camino, mentre qualche
simpatica vecchietta gli accarezzava il pelo folto e morbido.
Fu proprio in una di quelle notti che, dopo una tranquilla serata,
Brenno, appisolato su un vecchio tappeto sistemato in fondo
al corridoio, fu svegliato da qualcosa di strano. Un odore
acre e pungente gli saliva su per le narici, provocandogli una
strana sensazione, simile a una sorta di solletico.
Aprì un occhio, poi l’altro, rizzò le orecchie sollevando il muso
e si guardò intorno. Lo spettacolo che si presentò alla sua
vista era davvero terribile: la casa di riposo era avvolta dalle
fiamme e il fumo aveva invaso il corridoio!
A Brenno bastò poco per capire che i suoi nuovi amici erano in
pericolo e, da buon pastore alsaziano, si mise subito all’opera.
Cominciò ad abbaiare con tutto il fiato che aveva in gola per
svegliare quei vecchietti un po’ duri d’orecchio, considerata l’età.
Vedendo che nessuno si svegliava, prese a correre lungo il
corridoio picchiando con le zampe contro le porte.
Furono attimi di panico per il povero Brenno che era ormai
disperato quando…
Una nuova casa per Brenno
CAPITOLO QUINTO
Un nuovo eroe
Quando a un certo punto sentì le urla disperate di Matteo
che stava per bruciare tra le fiamme; Brenno con un atto di
coraggio si lanciò nel fuoco per tentare di salvarlo.
«Aiuto! Aiuto! Aiuto!» gridò Matteo che, appena vide Brenno,
continuò: «Brenno, amico mio, sei venuto a salvarmi! Non
pensare a me, cerca Mr. Carter che è ancora chiuso in camera».
Brenno, allora, cercò un passaggio tra il fumo e le ceneri
causate dall’incendio, ma all’improvviso una lamiera cadde
pesantemente dal soffitto bloccandogli una zampa. Sembrava
che tutto fosse perso quando Brenno, preso dal pensiero di
salvare a tutti i costi i suoi amici, facendo ricorso a tutte le
sue forze, riuscì a liberarsi; cercò di raggiungere la camera di
Mr. Carter che era rimasto intrappolato nel tentativo di salvare
gli scacchi, l’unico ricordo che aveva di suo figlio morto in una
Capitolo quinto
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missione in Africa.
Mr. Carter, sentendo Brenno raspare alla sua porta, gli urlò:
«Go away! Go away! It’s dangerous! Go back, go back!»
Intanto Matteo, soffocato dal fumo dell’incendio, era svenuto
sul pavimento. Brenno con un balzo era riuscito a sbloccare la
porta di Mr. Carter che gli disse: «Now help Matteo!»
Impavido e senza timore Brenno ritornò tra le fiamme a soccorrere il suo caro amico, lo afferrò per la manica della giacca e
a fatica lo tirò fuori, mettendolo in salvo seguito da Mr. Carter.
Nel frattempo io, che ero appena tornato a casa, vedendo le
fiamme urlai: «Papà, papà! Al fuoco! La casa di riposo è in fiamme!»
Papà, correndo verso la finestra, mi disse: «Chiama subito i
pompieri, gli anziani sono in grave pericolo, dobbiamo intervenire subito!»
Senza perder tempo ci precipitammo lungo la collina che
portava alla casa di riposo.
«Papà, dove sarà Brenno? E gli anziani?» dissi preoccupato.
Un nuovo eroe
«Speriamo siano tutti in salvo! Ma cosa sarà accaduto? Cosa
avrà mai provocato quest’incendio?» disse papà disperato.
Mentre salivo per guardare da vicino cosa avesse provocato
quella catastrofe, a un certo punto all’entrata del cancello
vidi un’ombra sconosciuta.
«Papà guarda laggiù, c’è un’ombra che si muove nel buio
intorno alla casa… chi sarà? Non mi sembra che sia nessuno
dei nostri ospiti!» chiesi perplesso. E aggiunsi: «Sembra che stia
scappando!»
«Hai ragione: il fatto non mi convince… pare che nella fretta
abbia perso anche qualcosa! Andiamo a vedere!» rispose papà.
«Guarda lì in terra, c’è un oggetto che luccica!» osservai.
«Vediamo di cosa si tratta!» disse papà.
Presi dal suolo bruciacchiato un accendino; spostandomi sotto
la luce della luna lessi chiaramente l’incisione che riportava a
grandi caratteri: GIANNI PIRONTI.
Rimanemmo sbalorditi.
Capitolo quinto
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«Perché mai il Signor Pironti avrebbe appiccato un incendio
alla casa di riposo?» chiese papà.
«Forse perché ha scoperto il nascondiglio di Brenno e vuole
riprenderselo» risposi.
«Ma perché Pironti vuole a tutti i costi Brenno?»
«Deve essere un cane speciale, papà!»
Intanto i vigili del fuoco, arrivati con l’autobotte, con le pompe
spensero l’incendio. Erano presenti anche le guardie, avvertite
dagli abitanti del paese che da lontano avevano visto le fiamme.
Papà, e cioè il signor Caruso, si avvicinò al Commissario della
Polizia: «Signor Commissario, guardate cosa abbiamo trovato
laggiù sull’erba intorno alla casa!»
Il Commissario, che già aveva svolto delle indagini sul Signor
Pironti, disse: «Caro Signor Caruso, il Pironti è ricercato da
tempo dalla Polizia per il reato di furto».
«Furto!? E di cosa?» chiese papà.
«Furto di idee» affermò il Commissario.
Un nuovo eroe
«Di quali idee state parlando?»
«Dovete sapere che il Signor Pironti aveva intenzione di
rubare il brevetto del microchip che il dott. Giacomo Musto,
grande scienziato, aveva impiantato nell’orecchio di Brenno,
utilizzando una nuova tecnologia».
«Commissario! Commissario! Commissario Foglia! Abbiamo
acciuffato il Signor Pironti mentre tentava di scappare!» dissero
due guardie mentre trascinavano a forza il malfattore.
«Lasciatemi stare! Sono innocente! Non ho fatto niente!
Lasciatemi stare vi dico!» urlava il signor Pironti, divincolandosi
e cercando di liberarsi dalla presa delle guardie.
Intanto tutti gli anziani erano in salvo grazie a Brenno che,
zoppicante, scodinzolava sereno e felice.
Pironti fu portato subito in caserma con l’accusa di incendio doloso.
Il giorno dopo il Sindaco della città, con tutti gli abitanti, decise
di premiare il coraggio di Brenno con un’alta onorificenza.
«Per il coraggio dimostrato, la volontà e il sacrificio, la città è
Capitolo quinto
41
lieta di premiare Brenno Un nuovo eroe».
A Brenno fu consegnata una medaglia al valore e una ciotola
piena di croccantini: i suoi preferiti. Andrea, che era stato
scagionato, commosso, abbracciando Brenno, disse: «Brenno,
amico mio, sei tornato da me! Finalmente!»
Da quel giorno Brenno fu affidato ad Andrea ma cominciò
anche a fare un addestramento speciale come cane pompiere.
Iniziò, così, la carriera di Brenno.
42
Un nuovo eroe
CAPITOLO SESTO
Brenno, cane coraggioso
L’addestramento di Brenno continuò per alcune settimane.
Dal lunedì al venerdì Brenno trascorreva tutte le mattine e i
pomeriggi alla caserma dei vigili del fuoco assieme agli addestratori Sam e Wandy e, di giorno in giorno, migliorava sempre
più le sue prestazioni. La sera tornava a casa da Andrea che
lo accudiva amorevolmente. Brenno ricambiava con saltelli
acrobatici e leccate.
Nei week-end, poi, Brenno e Andrea andavano a fare escursioni in montagna accompagnati spesso da una comitiva di
bambini di cui facevamo parte io, Caterina e alcuni nostri
compagni di classe.
Passarono così due mesi e arrivò, per Brenno, il momento di
prendere il brevetto da pompiere per il quale sarebbe stato
chiamato a superare molte prove di coraggio, di forza e di
Capitolo sesto
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abilità, alcune delle quali molto difficili.
La prova si tenne in caserma una domenica mattina, per dare
la possibilità a tutti noi, amici di Brenno, di poter sostenere il
nostro beniamino.
Brenno superò le prove senza difficoltà insieme ad altri due
cani, un pastore tedesco di nome Freccia e un pastore dei
Pirenei di nome Fiuto. Si era ormai formata una vera e propria
squadra di Fire-Dog.
Dopo la consegna del brevetto tutti andammo a festeggiare
in collina nei pressi della casa di riposo che ormai era stata
ristrutturata dopo l’incendio.
Al banchetto, preparato dalle cuoche più esperte, parteciparono anche tutti gli ospiti del Centro Anziani, molte famiglie
del paese e il Sindaco. Fu ingaggiata una banda musicale che
avrebbe suonato per tutta la giornata.
Tutto il paese era orgoglioso di Brenno!
Intanto nei giorni trascorsi era successo dell’altro.
Brenno, cane coraggioso
Il signor Pironti, nonostante fosse in carcere per scontare la sua
pena, era riuscito a mettersi in contatto con un ex detenuto e
aveva progettato la sua evasione. Il giorno stabilito per la
fuga era lo stesso dell’esame di Brenno ma nessuno lo sapeva.
Il carcere, che si trovava nella periferia della città, non era di
massima sicurezza, per cui ci si poteva avvicinare facilmente
alle sue mura. Così fecero i complici di Pironti.
Avendo preparato una vecchia automobile carica di esplosivo, la portarono accanto alle mura del carcere, nei pressi
della cella del Pironti e, dopo essersi allontanati, la fecero
esplodere: BOOOMMM!
Il boato dell’esplosione tuonò per tutta la vallata e, ovviamente, fu sentito anche da noi che stavamo festeggiando il
successo di Brenno.
Brenno scattò come un fulmine dirigendosi verso il carcere,
mentre il Sindaco cominciò a fare tutta una serie di telefonate.
Noi bambini eravamo spaventati ma i nostri genitori cercarono
Capitolo sesto
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di tranquillizzarci. Gli anziani tornarono nelle loro stanze.
Io pensavo a Brenno mentre Andrea saltò sulla sua moto e si
avviò anche lui verso il carcere. Mio padre mi prese per mano,
salimmo in macchina e partimmo.
Mentre attraversavamo il paese, vidi gli abitanti uscire dalle
loro abitazioni preoccupati perché non capivano cosa stesse
succedendo, a differenza di noi che avevamo visto tutto dalla collina.
Si udivano suonare le sirene della polizia, dei carabinieri e
dei vigili del fuoco per tutte le strade, e anche quelle delle
ambulanze.
Mi resi conto che ci stavamo dirigendo anche noi verso il carcere ma a un tratto fummo costretti a fermarci perché c’era un
posto di blocco della polizia.
Ecco sfrecciare due autopompe dei vigili del fuoco e pensai
subito a Brenno. Allora scesi dall’automobile e cominciai
a correre con tutte le mie forze, mentre la polizia urlava di
fermarmi e mio padre mi chiamava disperato.
Brenno, cane coraggioso
Arrivai subito nei pressi dell’esplosione, ma rimasi nascosto dietro un cespuglio dal quale potevo vedere quello che stava
succedendo.
C’erano tanto fumo e polvere e un muro del carcere era crollato. C’erano le guardie armate e alcuni feriti.
A un certo punto sentii abbaiare un cane: era Brenno. Aveva
già trascinato fuori tre poliziotti e cinque detenuti feriti!
Con i pompieri erano arrivati anche Freccia e Fiuto: la squadra
dei Fire-Dog era al completo e questa era la loro prima vera
missione di soccorso: individuare le persone sotto le macerie.
A un tratto sentii urlare: «Il Pironti è fuggito!»
E subito una squadra di poliziotti iniziò a correre verso la vallata.
Mentre cominciavo a capire come erano andate le cose, mio
padre mi raggiunse e, dopo avermi rimproverato, mi abbracciò stretto.
Il direttore del carcere comunicò che nessuno mancava all’appello:
erano tutti salvi. Ma Brenno continuava ad abbaiare.
I pompieri Sam e Wandy cercarono di calmarlo. All’improvviso
Capitolo sesto
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corse verso una siepe e, con un enorme balzo, la superò.
Poi si udì un urlo disperato: «Help! Help! Take me out of this dog
off!»
Sam si avvicinò e richiamò Brenno il quale smise di abbaiare e
ringhiare ma non tolse le sue zampe da quell’uomo sconosciuto.
«Who are you? What are you doing here?!» gli chiese Sam.
L’uomo rispose: «My name is Conan Smith, I’m a secret agent
and I helped Mr. Pironti escape!»
Il direttore ordinò alle guardie di arrestarlo.
A un certo punto giunse una macchina sportiva di colore grigio argento.
Si aprì lo sportello e scese un giovane alto, con i capelli biondi e gli occhiali da scienziato e disse: «Sono il dott. Giacomo
Musto e sono venuto a riprendere il mio cane Brenno!»
Allora uscii fuori dal cespuglio ed esclamai: «Brenno non va da
nessuna parte, ormai appartiene a noi!»
Brenno, cane coraggioso
CAPITOLO SETTIMO
Rivelazioni importanti
Brenno riconobbe il dott. Musto, ma corse verso di me e io lo
abbracciai per rassicurarlo.
Ormai il cane viveva con Andrea, che lo accudiva amorevolmente e non aveva nessuna intenzione di lasciarlo, ma
soprattutto apparteneva alla squadra dei Fire-Dog, che non
voleva assolutamente abbandonare. Anzi, ora più che mai, era
indispensabile la sua collaborazione per catturare il signor Pironti.
Così Brenno mi lanciò uno sguardo d’intesa e, con uno scatto
veloce, corse verso l’auto della polizia: insieme alle guardie
voleva mettersi alla ricerca dell’evaso.
Il dott. Giacomo Musto tentò di inseguirlo, ma fu bloccato
dagli addestratori Sam e Wandy, che gli chiesero: «Why do
you want to take away Brenno?»
Intanto, l’auto della polizia con a bordo Brenno partì a sirene
Capitolo settimo
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spiegate alla ricerca del Pironti.
Io, in tutto quel trambusto avvenuto in pochi minuti, mi sentivo
confuso e spaventato, ma mio padre mi strinse a sé per infondermi coraggio e, con tono deciso, si rivolse allo sconosciuto:
«Cosa vuole ora lei da Brenno? Ci racconti la verità!»
Lo scienziato capì che non restava altro da fare che confessare: «Sì, vi racconterò ciò che è accaduto, per il bene di
Brenno e di tutti noi».
«Che cosa significa signor Musto? Si spieghi meglio» ribatté mio papà.
«Beh, se avete un po’ di pazienza vi racconterò tutta la storia
fin dall’inizio… Io sono uno scienziato e, con un gruppo di miei
validi colleghi inglesi, sto lavorando a un progetto di tutela
dell’ambiente che potrebbe rivoluzionare il mondo intero,
apportando a tutti noi notevoli benefici».
«Di che si tratta?» intervenni con tono curioso.
«Dovete sapere che quel microchip impiantato nell’orecchio
di Brenno contiene informazioni segrete sul modo di produrre
Rivelazioni importanti
energia “pulita” attraverso il bene più prezioso appartenente
al mondo intero, ossia l’acqua. Ebbene, il signor Pironti insieme
ai suoi complici, tra cui Conan Smith, vuole a tutti i costi
sottrarre e distruggere quel microchip».
«Egli è a capo di una lobby formata da persone senza
scrupolo che sfruttano giacimenti di petrolio per i loro interessi
economici» continuò lo scienziato «pertanto le nostre preziose
informazioni che stavano per essere divulgate avrebbero
ostacolato i loro piani».
«E cosa c’entra Brenno in tutto questo?» chiesi incredulo
all’ascolto di quelle parole che non mi erano ancora chiare.
Il dott. Musto spiegò: «Una notte c’è stata un’incursione al
nostro laboratorio di scienze da parte di Pironti e dei suoi
collaboratori per rubare il microchip. Io ero lì, ho sentito dei
rumori strani, ho capito subito che erano entrati dei ladri, così
prontamente sono riuscito a impiantare il microchip nell’orecchio di Brenno e gli ho urlato: “Vai, fuggi amico mio, non farti prendere!”»
Capitolo settimo
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«Brenno? E cosa ci faceva lì?» chiesi ancora una volta.
«Brenno è un cane randagio che da un po’ di tempo viveva
con noi, nei pressi del laboratorio. È un cane buono e
coraggioso che, in cerca di affetto e un posto dove stare,
ricambiava stando tante notti nella sua cuccia all’ingresso
del laboratorio, quasi a volerci fare da guardia. Così Brenno
quella notte, senza alcun timore, cominciò la sua corsa verso
la strada, mentre io mi nascondevo dai malfattori. Essi, però, si
accorsero della fuga strana del cane e capirono subito che
era importante catturarlo e così lo inseguirono ma, ahimè…»
sospirò lo scienziato «da quel momento non ho più avuto
notizie di lui, fino a quando, oggi, ho visto la sua foto sul
giornale che riportava la notizia del suo brevetto da Fire-Dog».
Immediatamente capii tutto ed esclamai: «Ecco perché quella
notte Brenno era ferito sotto casa di Andrea!»
«Chissà forse si è ferito durante la fuga… o magari saranno
stati proprio il Pironti e i suoi uomini, anche se per fortuna non
Rivelazioni importanti
sono riusciti a prenderlo» aggiunse papà.
“Certo! Sarà stato bravo a seminare quei furfanti!” pensai infine.
Intanto, mentre noi eravamo lì intenti ad ascoltare le rivelazioni
del dott. Musto, in questura l’agente segreto Conan Smith
confessava le sue colpe e tutta la verità.
«Why helped Mr. Pironti to escape? Who is Pironti?» chiese il
commissario al colpevole.
L’agente segreto fu sottoposto a un lungo interrogatorio dal
quale emersero importanti rivelazioni, che trovarono riscontro
con il racconto del dott. Musto.
Egli era un collaboratore di Pironti e la loro intenzione era
quella di rubare quelle informazioni segrete dello scienziato,
perché avrebbero ostacolato i loro progetti.
Pertanto Conan Smith era suo complice, perché il Pironti
l’aveva corrotto con dei soldi per aiutarlo a evadere, perciò
fu condannato ad alcuni anni di carcere.
L’altro era ancora libero, certo... però, grazie al coraggio di
Capitolo settimo
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Brenno, il “furto di idee” era fallito!
Si trattava adesso di trovare il signor Pironti e recuperare quel
prezioso microchip che Brenno, con coraggio, aveva saputo
custodire fino a quel momento.
Era una notte buia e tempestosa, Brenno correva e dietro di
lui i poliziotti.
A un tratto echeggiò uno sparo…
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Rivelazioni importanti
CAPITOLO OTTAVO
L’inseguimento
Non si vedeva quasi niente e pioveva a dirotto: l’acqua
abbondante copriva i passi del sig. Pironti, cancellandone completamente le tracce. Brenno e i poliziotti, però, non si fecero
scoraggiare né dal buio, né dalla tempesta e continuarono a
correre alle calcagna del sig. Pironti, bagnati fradici.
Brenno, avanti, guidava i poliziotti: con il suo fiuto riusciva
a rimanere sulle tracce dell’evaso e a scegliere i tratti da
percorrere per non inciampare nei cespugli e tra i rametti
caduti a causa della pioggia.
Lo scroscio incessante era interrotto, ogni tanto, solo dal boato
dei tuoni, mentre i lampi squarciavano il cielo, illuminando
brevemente il sentiero e il sig. Pironti, che cominciava a sentire
la stanchezza e a perdere velocità. Si dirigeva verso la
collina, dove sorgeva la casa di riposo, cercando di attraversare
Capitolo ottavo
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il bosco.
A un certo punto, esausto e ansimante, si nascose dietro il
tronco di un albero per riprendere fiato. Poi, vedendo che
i suoi inseguitori si stavano avvicinando, sfilò la pistola da
dietro i pantaloni e colpì uno dei poliziotti a un braccio, ma
questi non si fermò.
Il sig. Pironti, riprendendo la fuga, sparò ancora e poi ancora.
L’altro poliziotto cadde a terra, costretto a fermarsi, ferito alla
gamba sinistra.
Brenno subito tornò indietro per aiutarlo, ma l’uomo gli urlò:
«Non ti preoccupare per me Brenno! Corri a prendere quel
furfante assassino, non fartelo scappare!»
Brenno gli leccò la ferita e poi, con uno slancio, ripartì all’inseguimento più agguerrito che mai, riuscendo quasi a raggiungerlo.
Il signor Pironti si sentiva ormai in trappola; allora, disperato,
si girò e sparò di nuovo tre colpi. Questa volta una pallottola
trapassò l’orecchio destro di Brenno che, per alcuni istanti,
L’inseguimento
rallentò a causa del dolore.
Andrea, che aveva sentito tutti quegli spari, preoccupato corse in salotto, aprì la cassaforte e afferrò il vecchio e impolverato fucile da caccia del nonno che conservava per ricordo.
Con un gesto esperto e veloce, lo caricò con due colpi, prese
le chiavi della moto e corse in garage.
Andrea aveva la passione per le moto da corsa e quella che
era riuscito a comprarsi era proprio quella che aveva sempre
sognato: una Kawasaki nera e rossa fiammante, veloce come la luce.
In quel momento, però, non la vedeva, come aveva sempre
fatto, come l’amica di tanti viaggi e tante avventure, ma
semplicemente come il mezzo ideale per correre quanto prima
da Brenno.
Tolse il telo e ci montò sopra, partendo come un fulmine verso il bosco.
Andrea era preoccupato, seriamente preoccupato, temeva
per la vita di Brenno: sapeva che il Pironti ormai non aveva
niente da perdere e che non si sarebbe sicuramente fatto
Capitolo ottavo
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scrupoli per riuscire a fuggire e per recuperare il microchip
dall’orecchio di Brenno.
Intanto io, mio padre e il dottor Giacomo Musto ci eravamo
recati in caserma: era opportuno che il dott. Musto raccontasse
al commissario tutto ciò che aveva rivelato poco prima a noi.
«How are you, dottor Musto?» chiese una voce da dietro le sbarre.
«I’m fine, thank you! And you?» rispose Giacomo Musto.
«I’m not well, here!» dichiarò con un’aria bastonata e un po’
pentita Conan Smith.
«Perché avete aiutato il sig. Pironti a evadere?» chiesi infastidito «Lo sa cosa può significare? Quell’uomo non ha amore e
rispetto per gli uomini e per la natura, figurarsi per gli animali!»
«Io non conoscevo i suoi piani e non pensavo potesse arrivare
a tanto…» farfugliò il signor Smith «noi eravamo amici d’infanzia
e, quando mi ha contattato, mi ha detto che le informazioni nel
microchip erano le sue e che volevano rubargliele».
Poi continuò: «Io gli ho creduto: sapete, sono un ex agente
L’inseguimento
segreto e so come vanno certe cose…»
«Sì, certo! Quando ti danno tanti soldi è ancora più facile
credere a certa gente!» lo interruppi io, afferrando e tirando
le sbarre che mi separavano da lui.
«Luigi! Cosa ti prende?» mi chiese papà, sorpreso dalla mia reazione.
Io abbassai la testa e scoppiai a piangere. Papà allora mi tirò
a sé e mi abbracciò.
«Stai tranquillo, Luigi, non preoccuparti. Brenno è un cane
forte e intelligente» cercò di tranquillizzarmi.
«È vero, Luigi» continuò il dott. Musto «Brenno è un cane in
gamba, ce la farà!»
«Io…io… quegli spari… cercai di spiegare quello che provavo, ma le lacrime me lo impedirono».
«Sono sicuro che Brenno ce la farà!» disse il dott. Musto.
Nel frattempo il sig. Pironti era riuscito ad attraversare il bosco
e ad arrivare alla casa di riposo. Lì, sul retro, era parcheggiata la macchina di Matteo, un vecchio catorcio arrugginito.
Capitolo ottavo
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Pironti, fradicio e con il cuore in gola, salì e, dopo una serie di
scoppiettii del motore, riuscì a partire.
Il secondo poliziotto, ferito e stanco, fu costretto a fermarsi,
mentre Brenno continuò l’inseguimento. La pioggia, però, non
accennava a diminuire e la distanza tra il Pironti e Brenno aumentava sempre di più.
Di nuovo un tuono rombò nel cielo, seguito da un lampo che,
dopo un attimo di luce più intensa, si allungò su uno degli alberi che costeggiavano la strada. E, come se un taglialegna
l’avesse segato precisamente a metà, il tronco cadde sulla
parte anteriore della macchina che guidava il sig. Pironti.
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L’inseguimento
CAPITOLO NONO
Brenno felice
Il Pironti capì che doveva fare qualcosa: aprì la portiera della
macchina e incominciò a correre, ma inciampò su una grossa
pietra; Brenno ormai lo aveva raggiunto, lo afferrò, ma lui riuscì
a svincolarsi, riprese la corsa, scivolò in un dirupo, sbatté la
testa e perse i sensi.
Andrea intanto sulla sua moto e sotto la pioggia incessante li raggiunse.
«Brenno, amico mio, ti ho trovato! Dov’è il Pironti?» chiese Andrea.
Il cane iniziò ad abbaiare e a indicare ad Andrea dove fosse
finito Pironti.
«Brenno, controlla che non scappi, io nel frattempo avviso la
polizia» disse Andrea.
Intanto io, papà e Giacomo Musto, mentre eravamo in commissariato, ascoltando la telefonata, decidemmo di andare
con la polizia: non ci saremmo mai persi l’occasione di vedere
Capitolo nono
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l’arresto di quel furfante!
Arrivati sul posto, alcuni poliziotti scesero lungo il pendio che
conduceva dal Pironti, lo aiutarono a riprendersi e lo arrestarono.
Pironti venne portato in un carcere di massima sicurezza, dove
avrebbe dovuto trascorrere molti anni.
Brenno, esausto, svenne. Andrea e Giacomo Musto lo portarono
dal veterinario, mentre io e papà portammo i poliziotti feriti
all’ospedale.
«Come sta?» chiese Andrea al veterinario.
«Brenno sta bene, è solo molto stanco e ha una piccola ferita
all’orecchio destro. Adesso sta dormendo» rispose il veterinario.
«Come ha detto? Una piccola ferita all’orecchio destro? E il
microchip? Glielo ha tolto?» chiese preoccupato Musto.
«Non c’era nessun microchip all’orecchio di Brenno!» rispose il
veterinario.
«Questo è proprio un guaio!» esclamò Musto «Andrea, devi
aiutarmi a ritrovarlo!»
Brenno felice
Andrea chiamò papà spiegando la situazione così si incontrarono davanti allo studio del veterinario e decisero di formare
delle squadre per mettersi alla ricerca del microchip.
Tutto il paese, compreso il Sindaco, partecipò alla ricerca: si
formarono sei gruppi e ogni gruppo perlustrò una parte del bosco.
Le ricerche continuarono per alcuni giorni, anche perché la
pioggia aveva reso tutto molto complicato quando a un certo
punto… Mr. Carter iniziò a urlare: «I found it, I found it!»
Tutti quelli del suo gruppo si avvicinarono e chiesero in coro:
«Ma dov’è?» «It’s there!» rispose Mr. Carter.
Matteo alzò lo sguardo e vide qualcosa che luccicava.
«Guardate, il microchip è sopra quell’albero!» disse Matteo.
«Vado io a prenderlo!» dissi io.
Così feci: mi arrampicai, ritrovai il microchip e lo consegnai
nelle mani del dottor Musto. Tutti i dati furono recuperati e
trasferiti su una chiavetta USB che il dottore conservò in un
luogo sicuro, in modo da poter continuare e migliorare le
Capitolo nono
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sue ricerche.
«Adesso che tutto è stato risolto, cosa ne sarà di Brenno?»
chiesi al dottor Musto.
«So che con voi Brenno sta bene, però per noi il suo aiuto è
prezioso!» mi rispose.
«La prego non ce lo porti via! Sarebbe un dolore per tutti noi
e anche per Brenno! Se lo lascia qui potrà venire a trovarlo
quando vuole» gli dissi.
Dopo vari tentennamenti, Musto prese un’importante decisione, dicendo: «E va bene, Brenno resterà con voi, d’altronde
non lo avevo mai visto così felice.
Verrò a trovarlo tutte le volte che potrò».
Brenno tornò a vivere nel cortile della scuola insieme ad Andrea, coccolato da tutti noi bambini, in particolar modo da
me, che trascorrevo insieme a lui tutti i miei momenti liberi.
Brenno era un cane molto impegnato: la mattina andava ad
aiutare la squadra dei Fire-Dog nella caserma dei pompieri e il
Brenno felice
pomeriggio passava a trovare gli anziani della casa di riposo.
Adesso era davvero felice, aveva trovato una casa e tante
persone che gli volevano bene, perché LUI era un cane davvero molto SPECIALE!
Capitolo nono
65
Andrea in caserma
Alla ricerca di Brenno
Il mistero del tempo
Una nuova casa per Brenno
Un nuovo eroe
Brenno cane coraggioso
Rivelazioni importanti
L’inseguimento
Brenno felice
APPENDICE
1. Andrea in caserma
Istituto Comprensivo “G. Marconi” Battipaglia (SA) - classe II A
Dirigente Scolastico
Michele Di Filippo
Docente referente della Staffetta
Virginia Palmieri
Docente responsabile dell’Azione Formativa
Virginia Palmieri
Gli studenti/scrittori della classe II A
Ginevra Boccuti, Priscilla Carlino, Anna Pia Di Palma, Stefania Di Palma, Gerardo
Famularo, Aleandro Fiorillo, Giada Gammella, Sara Gargiulo, Christian Gonnella,
Alessia Miceli, Maria Sofia Pagano, Sophia Pandolfo, Michele Paolino, Alessio
Paraggio, Matilde Paraggio, Angelo Rispoli, Luca Siervo, Tullio Valentina Tullio,
Gaia Venturiello, Fabio Vicedomini,Vittorio Vitale, Giovancamillo Viviani
Il disegno è stato realizzato da Luca Siervo
Hanno scritto dell’esperienza:
“...Come al solito i bambini sono stati dei vulcani in eruzione. Durante la “tempesta
delle idee”, specie il primo giorno, sono passate tre ore in un baleno e ci è sembrato
di essere su di un altro pianeta. Alcuni volevano raccontare tutta la storia, altri, più
timidi, li ho dovuti stimolare. Tutti hanno dato il loro contributo anche con il disegno”.
APPENDICE
2. Alla ricerca di Brenno
Istituto Comprensivo di La Loggia (TO) – classe II D
Dirigente Scolastico
Marina Sibona
Docente referente della Staffetta
Gaetanina Caputo
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Paola Claudia Alongi, Maria Teresa Caminiti
Gli studenti/scrittori della classe II D
Valentina Anselmo, Giada Bertoni, Chiara Bourlot, Cristian Calvano, Riccardo
Cassinelli, Michelle Cece, Chiara Ferrulli, Le Hao Chen, Mattia Conte, Desiree Coppola,
Noemi Colantuono, Tommaso De Giovanni, Martina Garibaldi, Angelica Giacomuzzo,
Pier Sergio Giuffrè, Desirè Guarino, Andrea Locuratolo, Filippo Magno, Kevin Pipitone,
Mattia Rizzitiello, Samuele Rossi, Alberto Russo, Noemi Tedone, Sara Trentin
I disegni sono stati realizzati da tutta la classe
Hanno scritto dell’esperienza:
“…Tutti gli alunni (e i genitori) della classe sono stati entusiasti di partecipare
a questa esperienza. I bambini sono stati conquistati fin dal primo momento dal
personaggio di Brenno. L’incipit e il primo capitolo sono piaciuti moltissimo e
aspettano curiosi di sapere come proseguirà la storia. Tutti hanno partecipato
attivamente alla stesura del II capitolo con idee, spunti e parole. Da parte mia
posso dire che è stato un lavoro interessante e utile dal punto di vista linguistico,
un’altra occasione stimolante per scrivere confrontando le idee di tutta la classe.
Ringraziamo per la bella opportunità che ci avete offerto e speriamo di poterla
rifare l’anno prossimo”.
APPENDICE
3. Il mistero del tempo
Scuola Statale Italiana di Madrid – classe III A
Dirigente Scolastico
Cosimo Guarino
Docente referente della Staffetta
Marco Madaro
Docente responsabile dell’Azione Formativa
Laura Maria Zampardi
Gli studenti/scrittori della classe III A
Zoe Afonso, Octavio Bartolomei, Eros Bortolotti, Indro Casalini, Mario De La
Sota, Daniela Del Varo, Luca Diazzi, Chiara Fracanzani, Roberto Franco, Livia
Gomez, Martina Greppi, Daniel Guibelalde, Eva Jimenez, Laura Lopez-Linares,
Pietro Mantovani, Alessandro Montoya, Ezekiel Novick, Joel Novick, Berta Paniego,
Diana Penna, Chiara Perinotto, Sofia Pisciotti, Bruno Saad, Sofia Van Donk, Matilda
Vecchi, Marta Vegetti, Erik Verona
I disegni sono stati realizzati da tutta la classe
Hanno scritto dell’esperienza:
“…I bambini hanno ripetuto questa esperienza con grande gioia, hanno tentato di
elaborare una storia coinvolgente che avesse del mistero ma che avesse un tocco
di dolcezza e allegria. Si sono divertiti a cercare idee originali correggendosi tra
di loro anche per non superare le 500 parole!. Abbiamo trascorso insieme dei bei
momenti di creatività sia nei momenti della elaborazione della parte scritta che per
la scelta dei disegni più significativi”.
APPENDICE
4. Una nuova casa per Brenno
Istituto Comprensivo Statale di Casapesenna (CE) - classe III B
Dirigente Scolastico
Angela Iaiunese
Docente referente della Staffetta
Adriana Reccia
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Maria Rosaria Noviello, Maria Grazia Russo
Gli studenti/scrittori della classe III B
Rosita Amato,Alberto Vittorio Cecoro, Paolo De Luca, Ferdinando Di Puorto, Benito
Diana, Elisa Diana, Maria Teresa Diana, Antonio Fontana, Angelo Garofalo, Rosa
Garofalo,Valeria Garofalo, Nunzia Guida, Sara Guida, Antonio Martino, Antonio
Petrillo, Enza Piccolo, Elisa Pietroluongo, Mattia Rescigno, Giovanni Riccardo,
Flavio Schiavone, Giovanni Severino, Emanuela Vicigrado, Martina Zara
I disegni sono stati realizzati da: Flavio Schiavone, Giovanni Severino
Hanno scritto dell’esperienza:
“...La partecipazione alla Staffetta è stata quest’anno un’esperienza particolarmente
avvincente e ricca di spunti didattici. La prospettiva di un lavoro a più mani in un
contesto che va oltre i confini della classe ha suscitato negli alunni una scintilla
di sana competizione e la voglia di esserci al meglio. Le varie fasi di lavoro sono
state seguite con un entusiasmo ed un coinvolgimento totali,mostrando capacità di
ascolto,di ricerca e di rielaborazione nonché di creatività e di cooperazione che
non sempre si sono registrate nelle comuni attività di scrittura creativa ”.
APPENDICE
5. Un nuovo eroe
II Circolo Didattico di Mercato San Severino (SA) plesso San Vincenzo - gruppo misto
classi III A/B/C
Dirigente Scolastico
Laura Teodosio
Docente referente della Staffetta
Stefania Schiavi
Docente responsabile dell’Azione Formativa
Stefania Schiavi
Gli studenti/scrittori gruppo misto classi III A/B/C
Annapaola Alfano, Ylenia Bruno, Michele Citro, Elio Coda, Maria Pia Coda, Francesco
Pio Forestiero, Gabriel Fiume, Margherita Giordano, Alessia Minoliti, Clara Toriello, Sara
Pendenza, Francesco Pio Polli, Alice Sorgente, Flavio D’Urso, Alfonso De Luca, Graziana
Marinelli, Pietro Corvino, Emma Varuni, Fabio Giannattasio, Giada Gallo, Iannone Antimo,
Iannone Isabella, Pecoraro Antonio, Sarno Francesca, Scala Annapia, Tripepi Simona
Il disegno è stato realizzato da Graziana Marinelli
Hanno scritto dell’esperienza:
“…A me la Staffetta è piaciuta perché mi ha fatto conoscere nuovi amici e insegnato a tirare
fuori nuove idee…”
“…Mi è piaciuta perché insieme credo che abbiamo fatto proprio un bel lavoro di squadra…”
“…800 parole!!! whaaaa… non pensavo che sapevamo scriverne tante...”
“…Alla fine del nostro capitolo è stato bello festeggiare tutti insieme il nostro lavoro…”
“…All’inizio pensavo fosse una cosa noiosa, invece quando è arrivato il nostro turno di
Staffetta , mi son divertita moltissimo!!! Tutte le idee sulla LIM, noi che sceglievamo come
continuare, la discussione al tavolo rotondo… bello… vorrei rifarla…”
“…Quando è cominciata la mia testa ruotava, alla ricerca di idee nella mente: quante idee che ho!...”
“…800 parole che faticaccia! Però divertentissima…”
“…Io vorrei essere uno scrittore: questa Staffetta mi è proprio piaciuta…”
“…Bello scrivere per la Staffetta, mi ha aiutata a pensare…”
APPENDICE
6. Brenno cane coraggioso
Istituto Comprensivo Sant’Angelo a Cupolo (BN) plesso Calvi – classe III A
Dirigente Scolastico:
Maria Luisa Fusco
Docente referente della Staffetta:
Angelina Zampelli
Docente responsabile dell’Azione Formativa:
Angelina Zampelli
Gli studenti/scrittori della classe III A
Corrado Maria Bocchino, Sofia Castaldi, Leonardo Ciarla, Asia Colarusso, Fabio
De Masa, Antonio De Spirito, Antonio Manganiello, Giorgia Paola Mazzeo,
Giuseppe Medici, Alberto Molinaro, Rebecca Paglia, Roberta Raffa, Elisa Salerno,
Luisa Sangiorgio, Nadia Serino, Sofia Serino
Il disegno è stato realizzato da Giuseppe Medici
Hanno scritto dell’esperienza:
“…E’ stata un’esperienza bellissima ed emozionante. Abbiamo letto di volta in volta
i capitoli redatti dalle varie scuole aspettando con ansia la “puntata” successiva.
Ci siamo divertiti a scrivere il nostro capitolo anche se non abbiamo potuto inserire
alcune nostre idee, adatte più ad un racconto fantastico. Ci siamo affezionati al
protagonista principale e sarebbe bello avere un cane come Brenno nel giardino
della nostra scuola. Sapere che alla fine del confronto delle idee di noi bambini si
avrà un nuovo libro, ci fa sentire grandi!“
APPENDICE
7. Rivelazioni importanti
Istituto Comprensivo “Don L. Milani” Manocalzati Scuola Primaria plesso di Parolise
- gruppo classi III/IV
Dirigente Scolastico
Flora Carpentiero
Docente referente della Staffetta
Annamaria Acierno
Docente responsabile dell’Azione Formativa
Annamaria Acierno
Gli studenti/scrittori delle classi III/IV
Annarita Caporale, Manuel Caruso, Michele Cella, Giulio De Cicco, Giuseppe
De Cicco, Angelo Di Noia, Maurizio Iannaccone, Andrea Picariello, Maria Pironti,
Marvin Poka, Antonio Bilotta, Raffaele Fabrizio, Maria Lerro
I disegni sono stati realizzati da tutta la classe
Hanno scritto dell’esperienza:
“…Mi è piaciuto molto partecipare a questa staffetta perché soprattutto abbiamo
imparato ad utilizzare parole nuove…
…E’stato bello partecipare alla realizzazione della storia di Brenno, mi sono sentito
curioso ed emozionato; è stato bello perché in ogni capitolo c’era un colpo di scena.
…Questo racconto mi è piaciuto perché ha trattato la storia di un cane che
ancora una volta ha dimostrato di essere il migliore amico dell’uomo. Vorrei tanto
avere un cane come Brenno: coraggioso,ballerino e coccolone.
…Anch’io ho dato un contributo scrivendo delle idee per il nostro capitolo.
…Ci è piaciuto il nostro capitolo perché finalmente si è parlato dell’importanza
del microchip, della bontà dello scienziato e della cattiveria di Pironti e l’arresto del complice.
E’ stato bello partecipare perché negli anni precedenti non era mai successo di
poter scrivere un libro insieme”.
APPENDICE
8. L’inseguimento
Istituto Comprensivo Statale di Casapesenna (CE) – classe III D
Dirigente Scolastico
Angelina Iaiunese
Docente referente della Staffetta
Adriana Reccia
Docente responsabile dell’Azione Formativa
Adriana Reccia
Gli studenti/scrittori della classe III D
Concetta Acocella, Marika Amato, Samuel Badea, Attilio Carano, Pasquale
Caterino, Giuseppe Conte, Paul Croitoru, Maria Di Finizio, Gaetano Diana, Martina
Ferro, Raffaele Forgione, Maikol Frondella, Raffaella Garofalo, Desirè Marzano,
Michelangelo Natale, Francesco Palma, Carmela Pellegrino, Giacomo Pellegrino,
Davide Petrillo, Teresa Zara
I disegni sono stati realizzati da Michelangelo Natale, Concetta Acocella
Hanno scritto dell’esperienza:
“…Scrivere l’ottavo capitolo di questo libro è stata un’esperienza meravigliosa e
divertente. È stata una gara fra tutti noi: ognuno voleva far scrivere le proprie idee.
Ci sarebbe piaciuto scrivere anche il finale perché la storia di Brenno ci è piaciuta
e ci ha commossi. Vorremmo anche noi un cane così nella nostra scuola”.
APPENDICE
9. Brenno felice
Direzione Didattica Michele Coppino Torino - classe III D
Dirigente Scolastico
Claudia Enrico
Docente referente della Staffetta
Ermelinda Garofano
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Maria Mantegna, Maria Antonietta Crea
Gli studenti/scrittori della classe III D
Giulia Baldini, Giovanni Emanuele Begni, Robert Julian Benchea, Cecilia Bertagnolio
Licio, Matilde Bertini, Francesco Bertolino, Federico Biancone, Giulia Bolognesi,
Sara Bolognesi, Benedetta Brenco, Emma Burzio, Simone Caggiano, Giorgia
Corinto, Lorenzo Costa, Alice De Carlo, Anita Galli, Giorgio Gola, Luca Malerba,
Francesco Monni, Aurora Persico, Francesco Poli, Andrea Sarboraria, Matilda
Valenti
Il disegno è stato realizzato da Simone Caggiano
Hanno scritto dell’esperienza:
“…Gli alunni hanno dimostrato grande interesse per questa nuova Staffetta di
scrittura creativa. È stato molto entusiasmante per i bambini concludere una storia
così avvincente e piena di colpi di scena. Ha colpito molto la forza e la bontà di
Brenno.
Come ogni anno partecipare alla Staffetta ha stimolato l’interesse e la curiosità per
la lettura e la scrittura. Esperienza da ripetere”.
NOTE
INDICE
Incipit di DOMENICO BARRILA’ ................................................................. pag 17
Cap. 1 Andrea in caserma .................................................................................» 19
Cap. 2 Alla ricerca di Brenno ..........................................................................» 23
Cap. 3 Il mistero del tempo ...............................................................................» 27
Cap. 4 Una nuova casa per Brenno .............................................................» 31
Cap. 5 Un nuovo eroe ........................................................................................» 37
Cap. 6 Brenno, cane coraggioso ..................................................................» 43
Cap. 7 Rivelazioni importanti ..........................................................................» 49
Cap. 8 L’inseguimento ..........................................................................................» 55
Cap. 9 Brenno felice .............................................................................................» 61
Appendici ..................................................................................................................» 76
Finito di stampare nel mese di aprile 2015
dalla Tipografia Gutenberg di Fisciano (SA), Italy
ISBN 978-88-6908-061-6
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Il coraggio di Brenno