1
Trimestrale di Dermatologia Cosmetologica
Quarterly Review of Cosmetic Dermatology
Volume 4 - Number 1
J anuary/March 1986
ISSN 0392-8543 Sped. abb. post. gr. IV 0 70
ii
Officiai Journal of
International Society of
Cosmetic Dermatology
INTERNATIONAL
EDIEMME
Per Campioni Medici e Documentazione Scientifica:
Lieder Mavi Distributrice Via Filippo Bernardini, 22 00165 Roma Tel. (06) 63.84.348
Produzione
e confezionamcnco di cosmetici
e presidi medico-chirurgici
esclusivamente per conto térzi,
Preservami e materie prime
per uso cosmetico
e derm6farmaceutico.
Third-pany manufacruring
and packaging of cosmetics and mcdical-surg ical aids
Prescrvams and raw materials for the cosmetics
and dermopharmaceuticat industries
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Microb iologica! contro! and research
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LA RICERCA SCIENTIFICA
NELLA DERMOCOSMESI
PRODOTTI PER VISO E CORPO
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ALFA STRIA
ACROMOS
Smagliature e rughe
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MAVISOLE
MAVISOLE
MAVISOLE
MAVISOLE
MAVISOLE
3
6
9
15
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Al collagene per lavaggi frequenti
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..
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Sferule di gelatina e 1-Cistina da 200 mg
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infatti un derivato naturale ricco di proprietà specifiche: quelle
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ge nel pieno rispetto del film idrolipidico e svolge inoltre un'esclu,
siva azione lenitiva e decongestionante. Aveeno è la linea natu,
rale.di igiene più indicata per prevenire diverse patologie cutanee.
veeno
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linea naturale di igiene e dermatologia
-Aveeno Normale. per pelli normali o tendenzialmente grasse,
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o disidratate, Aveeno Bambini:
polveri per bagni ad azione detergente, protettiva, idratante e
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...___
Aveenobar. per pelli normali o
tendenzialmente grasse e Emu~ per pelli secche e disidratate, sono detergenti solidi senza
sapone, molto delicati e particolarmente adatti all'igiene quotidiana.
....
---
-·-....
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Indicato per la detersione e idratazione di ogni tipo di pelle, in
particolar modo quella dei bambini. Si può usare anche senz'acqua. Le pratiche dosi autosigillanti ne permettono un uso parziale.
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Acnaveen: detergente ideale
per pelli grasse e con tendenza
acneica.
Micaveen: oltre al potere detergente dell'avena, assicura un'azione disinfettante.
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Aveeno Piedi: polvere per pediluvi. Rinfresca, deodora e deterge i piedi in modo del tutto naturale ed esercita una benefica
azione emolliente e dermoprotettiva.
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Aveeno Liauido: latte detergente per la pulizia senz'acqua. Particolarmente indicato per la pulizia del viso e delle pieghe dei
neonati. E in tutti quei casi dove
è sconsigliato l'uso dell'acqua.
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Sebaveen: detergente per capelli grassi e con forfora. Alla delicata detersione propria dell'estratto colloidale d'avena, Sebaveen associa una spiccata azione
antiseborroica e antiforfora .
Consigliato anche per lavaggi
frequenti.
Aveenoderm: crema protettiva
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non impedendo la normale traspirazione cutanea. Particolarmente indicata per pelli esposte a
stimoli irritativi esterni e delicate, come quelle dei bambini.
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·
Emulave Fluido: detergente liquido senza sapone, protettivo,
adatto per la detersione frequente di tutte le parti del corpo,
comprese quelle intime.
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DERMATOLOGIA COSMETOLOGICA
A cura di P. Morganti e L. Muscardin
Sezione IX Annessi cutanei e
dermocosmesi
Ed. International Ediemme
30
31
32
33
Indice 1° Volume
Sezione I Considerazioni Generali
1 Cenni storici
2 La bellezza della figura umana
Sezione II Fisiologia e biologia della cute
3
4
S
6
7
Sviluppo della pelle
La struttura della cute
Biochimica e fisiologia dell'epidermide
Biologia del tessuto connettivo
Sistema vascolare ed innervazione della cute
Sezione III La cute come organo di assorbimento
8 Nozioni basilari sulla permeabilità e sull'assorbimento
9 Membrane e assorbimento
I O Metabolismo della cute e degli annessi cutanei
Sezione IV Chimica e chimico-fisica dei
preparati topici
11 Materie prime e principi attivi di uso cosmetologico
12 Emulsioni ed emu lsionanti
13 Tensioatlivi di uso cosmetico
14 Gli antiossidanti e i fenomeni ossidativi dei grassi
I S Antimicrobici e preservanti cutanei
16 La profumazione dei cosmetici
17 Chimica e tossicologia dei coloranti
18 Prodotti cosmetici in aerosol
Indice 2 ° volume
Sezione V Trattamenti dermocosmetici
del viso e del corpo
19 Detersione, protezione e normalizzazione della
pelle
20 La cosmesi per l'uomo
21 Cosmetici per bambini
22 Preparati per il bagno
23 Maschere e peeling
24 I depilanti
Sezione VI La cute senile
2S Invecchiamento cutaneo
26 Il trattamento della cute senile
Sezione VII Cosmetici e psiche
27 Aspetti psicosomatici e somatopsichici in dermatologia cosmetologica
Sezione VIII I danni cutanei
28 Patologia cutanea da cosmetici su base
immunologica
29 Danni da cosmetici
Ghiandole sudoripare e sebacee
Deodoranti e ant isudore
Struttura e proprietà dei capelli
Detersione, protezione e normalizzazione dei
capelli e del cuoio capelluto
34 Cosmetici decorativi ad effetto duraturo
3S Le unghie
36 Prodotti decorativi ad effetto temporaneo
s uperficiale
Indice 3° Volume
Sezione X Seborrea e dermocosmesi
37 Caratteristiche chimico-fisiche e funzioni
fisiologiche del sebo
38 Produzione e modificazioni del sebo nel sano e
nel seborroico
39 Influenza dei trattamenti cosmetologici sui lipidi
di s uperficie del v iso e del capillizio
40 Attività ormonale e ghiandole sebacee
41 Il problema terapeutico dell'acne
42 Possibilità terapeutiche nella seborrea
Sezione XI Melanogenesi e dermocosmesi
43 Il sistema pigmentario
44 Filtri solari, pigmentanti diretti e <lepigmentan t i
Sezione XII Mucose orali e dermocosmesi
4S La salute della bocca e dei denti
4S Profilassi ed igiene dei denti e d ella bocca
46 Preparazioni cosmetiche per la cavità orale
Sezione XIII Prodotti speciali
47 Omeopatia e cosmetici
48 Soluzioni per lenti a contatto
49 Cosmetici ipoallergenici
SO Cosmesi su basi naturali
Sezione XIV Trattamenti estetici
correttivi
SI Interventi correllivi di chirurgia plastica
S2 Laserterapia
S3 Crioterapia
S4 Principi di mesoterapia
SS Ionoforesi
S6 Interventi correttivi di «Camoufflage»
Sezione XV Controlli dermotossicologici
57 Valutazione delle mater ie prime e dei cosmetici
finiti
58 Controlli tossicologici delle materie prime e del
prodotto finito
S9 Cosmetognosia: Funzionalità ed efficacia dei
prodotti cosmetici
Sezione XVI Problemi normativi e di
marketing
60 Nozioni di marketing e di pubblicità
61 Grafica pubblicitaria: implicazioni psicologiche
62 Normative di legge sui cosmetici nei vari paesi
del mondo
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ITALIANE
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Dur ing the International Meeting «A New Look at Old Skin: A Challenge to Cosmetology» progressively numbered special cards were issued in a limited number of copies (1500). This card has a stamp, especially designed far the occasion, that is now
par t of the museum of the Italian Post-office.
A limita teci number of both cards and covers «firs t day issue» a re still available at
EDIEMME .
Cover «First day issue»
Special card «First day issue»
L. 2.000 $ 2
L. 5.000 $ 3
A new look at old skin :
A challenge to cosmetology
l st lnternational Meeting on Cosmetic Dermatology,
Rome,ltaly, March 7-9, 1985
Editors: P. Morganti, W Montagna
The proceedings contained in this volume
provi de a comprehensive view of the different
aspects of the skin aging with its
cosmetological implications
Readership:
Third year undergraduates, research workers in the
field
of
Cosmetic
Chemistry, Biochemistry,
Medicine, Pharmacy and
Pharmacology, researchers
and managers working in
the cosmetic and pharmaceutical industries.
Contents (main chapters)
The problems of the aged (R. Butler)
Nutrition and aging (M. Proja)
Common structural changes in aging hurnan skin (W.
Montagna)
An overview of phypsiological changes (B.A. Gilchrest)
The skin as a barrier and a homeostatic compartment
of the body (G. Esposito)
Skin collagen cross links natural and unnat ural (J.P.
Bentley)
Aging changes in the mucus membranes (A. Jarrett)
Changes in cutaneous appendages (F.J.G. Ebling)
Sebum secretion rates in re lation to age: A new look (J.S.
Strauss)
Aging Skin and Sun Damage (F. Serri, L. Celleno)
Sunlight, age and skin cancer (J.C. van der Leun)
Stereology of the skin surface: a comparison between
ageing and UV-i nduced darnages (P. Corcuff)
Cosmetic wri nkle smoothing (A. Meybeck)
Collagen in cosmetic forrnu lat ions: A contribution to
research on aging skin (I Beyssac)
The cosmetic maneuver in elderly women (A.M. Kligman)
Essential fatty acids and skin aging (P. Morganti, S.D.
Randazzo)
Treatment cosmetics and aging (L.C. Calvo)
A NEW LOOK AT OLD SKIN:
A CHALLENGE TO COSMETOLOGY
Proceeding of 1. si lntern alional Meeling
on Cosmetic Dermatology, Rome, ltaly, March 7-9, 1985
1985, 17-24 cm. Approx 300 pages. Hard-bou nd U.S. S 40
Edilors: P. Morganti, W. Montagna
In l taly L. 80.000; $ 40 ali other countries (prices subjects to chan·
ge without notice)
ISSN 0393-5779
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In the USA & Canada:
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265 Great Neck Road
Great Neck, New York 11021
In Europe and other Countries:
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00165 Rome ltaly
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Trimestrale di Dermatologia Cosmetologica
Quarterly Review of Cosmetic Dermatology
ED ITOR
P. MOR GANTI
Ph. D.
Professor of COS METIC CHEM ISTRY
an d APPLIED COSMETOLOGY
UNIVERSITY SCHOOL for COSMETOLOGISTS
CATHOLIC UNIVE RSITY or ROM E
Via F. Bcrnardin i, 22 - 00165 Romo (lta ly)
ASSOCIATE E DITOR
S.D. RANDAZZO
M. D.
Professor or EXPERIM ENTAL DERMATOLOGY
UNIV ERSITY OF CATANIA
Via Iacona, 7 - 95124 Catania (ltaly)
ASSISTANT ED ITORS
M.B . JAMES
M. D.
JA MES C LI NIC
128 E F ron t Street Pcrrysburg (O l1io) USA
EOITORIAt ADVISORY
BOARO
P. AGACHE
G. B ELLO MO NTE
W. F. BERGFELD
B. BERRA
R.CAPUTO
D. CERIMELE
E. CHIACCHIERINI
J. COTTE
M.A. DINA
F.J.G. EBLING
A. FIDANZA
D. GRAFNETTER
J.A. GRA HA M
B. G UA RNERI
A.J. JOUHA R
F.H. KEM PE R
A.M. K LJGMAN
N. LOPRIENO
S . MADDIN
G. MAZZONE
C.L. MENEGHI NI
G MICA LI
W. MONTAGNA
L. MUSCARDI N
N. ORENTREICH
E PANCONESI
R. PAOLETTI
\V. E . PARISH
G. PROSERP IO
L. PUGL!S I
V. QUERCIA
\V. RAAB
G. RABBIOSI
A. RE BORA
A. RIBU FFO
G. SALVATORE
A. SA NNA
P. SANTOIANNI
H. SCHAEFER
MD. Prof. of Dcnnat. Ccntre Hosp. Rcgional de Bcsançon (f)
CChcm, Prof. or Chcm .. Food Dcpa rt. lst. Sup. Sanità - Roma(!)
MD, FACP Clc\'cland Clinic Ohio (USA)
DSc. Prof. or Biol. Chem. Uni\'. of Milano (I)
MD, Prof. ami Chairman, Dcpart. of Dermat. Uni\•. of Milano (I)
MD, Prof. ~rnd Chairman. Dcpart. of Dermat. Univ. of Sassari (l)
CChcm, Prof. and Chai rman, Dcpa rt. Techn. of Commerce Un i\'. of Roma [I)
DSc. Prof. of Cos met.IPIL Lyon (f)
MD. Prof. anù Chairman. Oepart. of Pa tl1ol. Anat. Catholic. Unh-. of Roma (IJ
DSc, PhD, Prof. of Zoology Uni\'. of Shdficld (GB)
DSc. Prof. an<I Chairman, Ocpan. of Physiol. Univ. of Roma [I)
PhD. lnst. for Clin ica! and Exp. Medicine Prague (CS)
B.Sc., PhD. Dept. Dermatology Un ii·. of Pcnnsyl\'ania (USA)
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1w
F. SERRI
A. SERTOLJ
A. STAMMATI
I. T AD DEI
H. TRONNIER
V. VALKOVIC
J.B. WILKINSON
Prof. ond Chairma.n, Depart. of Dcrm at. Univ.
or Messina (l )
M.B .. M RSC Bcaconsficld (GB)
MD, P rof. and Cha irman, Dcpart. of Pharmacol. and Tox. Un i\'. Munster (D)
MD. PhD, Prof. of Dermatol. Uni\'. of Pcnnsyh·ania Philadelphia (USA)
DSc, Prof. of Gencti cs Univ. of Pisa (I)
MD. ERCP Clin. Prof. De rniatol. Div Derma t. Uni1. Br. Columbia, Vancou\'Cr [C)
MD. Prof. and Chairman. Depan. of Pharmacol. and Tox. Uni\'. of Catania (I)
M D, Prof. and Chairman. Dcpart. of Dcrmat. Un i\', of Bari O)
MD. Prof. a nd Chairman , Dcpart. of Plastic Surgery Univ. of Catania (I)
DSc. Prof. of Dcrmat. Oregon Hcalth Scicncc Uni\•c 1-sit y (USA)
MD, Prof. of Dcrmat. Ccntre Hosp. Regional IDI Roma (I)
MD, Clin. Assoc. P rof. of De rmat. New York (USA)
MD, Prof. and Chainnan, Dcpart. of Ocrmat. Univ. of Firenze (I)
MD, Prof. anù Chairman, Depart. of Pha rmacol. a nd Tox. Uni v. of Mi lano(!)
MA. PhD. BVSc, Hcad of En' ironmcntal Safcly Dìvision, Unilc\·cr Research Shan·
brook (GB)
CChem. Prof. !ne. of Cosmet. Chcm. Uni,·. of Torino (I)
DSe, P rof. of Pharmacog nosy Univ. or Milano (lJ
CChem. Prof. of Chcm., Depart. of Pha rm. Chcm. lst. Sup. Sanita Roma (I)
MO. Prof. and Chairman, Depa rt. of Dermat. Unii·. of Wien (A)
MD. Prof. and Chairman, Depan . of Dermat. Univ. of Pavia (I)
MD, Prof. and Chairman, Depart. o[ Dcnnat. Univ. of Gcno\'a (I)
MD. Prof. and Cha irman, Dc part. of Dcrmat. Univ. of Roma (I)
CChcm, Depart. of Toxicol. lst. Sup. Sanità Roma (I)
MD, Prof. and Chairman. De part. of Microbio!. Catholieh. Uni\'. o f Roma (I)
MO. Prof. and Chai rman, Depart. of De rmat. Univ. of Napoli (I)
MD. Ph D, Prof. and Chairman, Depart. of Phannacol. CIRO So phia-Ant ipolis Valbon-
rr'
\10 , prof. and Chairman, Dcpart. of Dcrmat. Catholic Univ. o f Roma (!)
~10. Assoc. Prof. of Allergie and Occupational Derrnat. Univ. of Firenze (I)
OSc, Oepart. of Toxicol. l st. Sup. Sanità of Roma (l)
B.Sc., Prof. and Chairman, Oepart. of Pharmacol. Science, Univ. of Siena (!)
MD, Prof. and Chairman. Depar t. of Dermatol. Stadtischen Klini ken of Donmunc.I (D)
CC hcm, Prof. of Physic Ruder Boskovié Inst. of Zagreb (Y)
MA, BSc. CChcm, FRSc, Hon. Visit. Prof. Uni\'. o f Surrey (GB)
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l) Robbins CR, Kellych (1970) Aminoacid composition of human hair. Text Res J 40:891-896.
2) Strehler BL (1977) Time, cells and aging 2nd edn. Academic Press, New York
3) Ebling FJ, Rook (1972) Ciclic activity of the follicle. In: Textbook of dermatology 11, Blackwell,
Oxford, p. 1567-1573.
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Volume 4, Number 1, 1-54 (January/March 1986)
Trimestrale di Dermatologia Cosmetologica
Quarterly Review of Cosmetic Dermatology
Contents
Generai articles
Disorders of skin colour and their treatment
S.D. Randazzo, P. Morganti
Guest Editorial
21 Common Structura l Cha n ges in Aging Huma n Skin
W. Montagna
Originai Laboratory Studies
39 Mu tagen icity test of the ha ir dye coupler 2-Methyl-5-N-{3-hydroxyethylaminophenol
in the yeasts (forward-mutations a nd gene conversions) and in the human celi
line (uds assays).
N. Loprieno, G. Boncristiani
Historical Special Report
47 Marvelous Secr ets
W. Montagna, P. Morganti
51
Book Review
XXI Announcements .
J. Appl. Cosmetol. 4, 1-20 (January/March 1986)
Disorders of skin colour and their treatment
S.D. RANDAZZOI, P. MORGANTI2
1 Department of Experimental Dermatology - University of Catania, Via Iacona, 7, 95124 - Catania (Italy)
2 University School for Cosmetologists Catholic University of Rome - Via F. Bernardini, 22 - 00165 Roma
Received: lune 24, 1984.
Key words: Skin Color Disorders, Hypercromia and Leucoderma Treatments, Derma! Hypermelanosis,
Depigmenting Cosmetics, Cosmetic Cutaneous Pigmentation, Camouflage.
Synopsis
A beautiful skin, keeping its natural and originai colour, is very important to human well-being. Socia!
relationships, above ali with the other sex, can be
seriously handicapped by blemishes, particularly on
the exposed areas.
Skin colour is genetically determined and is different in various ethnic group, ranging from whitealbin to brown-black. Melanins play the most important rote, protecting the skin against damage
from sunburn. Pigment production inside melanocytes, migration and final splitting up of melanin,
variably influence skin pigmentation.
Hyper and hypochromias can ben genetically determined or acquired: some relevant factors can be
metabolic, en<locrinic, nutritional, hematic,
chcmical, physical, therapeutical, inflammatory, inCectious. Thcre are no depigmenting agents available
for systemic administration. Topica) therapy interferes on enzymo-proteic activity, is cytotoxic to
melanosomes and definitely destroys melanocytes.
Hydroquinone derivatives, retinoic acid derivatives,
some corticosteroids and phenolic compound. Are
mostly used for this purpose. Sunscreen
photoprotection intends to avoid «dermatoheliosis»,
which includes pigmentations due to melanocytes
photostimulation.
When the area to pigment is less than 20% it is advisable to use topica! psoralens accompanied by
light or sun exposure. When it's over 20%, ora) treatment is indicate<l together with PUVA therapy.
When it's over 50% is is better to hleach normally
pigmented residuai areas.
A combination of cantaxantin and beta-caroten can
be used in case of generai leucoderma, with the
possible resu lt of a carrot-like coloring. Artificial
tanning can be achieved using dihidroxyacetone
solutions, which would intereact with horny layer
keratins, inducing the formation of yellow brown
cromophores.
Maquillage-camouflage can ben restricted to those
forms both hyper an<l h ypochromic, resistant to any
treatment.
Riassunto
Il colore della pelle, secondo le razze e pertanto su
base genetica, varia dal bianco-albino al bruno-nero.
La maggiore influenza è determinata dalle melanine,
che regolano il danno conseguente all'esposizione
prolungata al sole. La produzione del pigmento nei
melanociti, la migrazione e la disintegrazione finale
della melanina , condizionano la variabilità
dell'aspetto cromatico della carnagione.
Il valore estetico della integrità del colore originario
della pelle è notevole per il contributo all 'armonia
della figura umana, specialmente per le regioni
acroesposte. Le discromie comportano infatti difficoltà nell'inserimento sociale e nelle relazioni con
l'altro sesso. Fattori ereditari ed acquisiti
(metabolici, endocrini, nutrizionali, ematici, chimici,
fisici, medicamentosi, infiammatori, infettivi, ecc.)
determinano l'insorgenza di ipercromie o di
ipocromie. Non esiste un trattamento depigmentante per via generale. Il trattamento locale agisce
per interferenza sull'attività proteico-enzimatica,
per citossicità sui melanosomi, per d istruzione
definitiva dei melanociti. A tal riguardo si utilizzano
derivati dell'idrochinone, dell'acido retinoico, alcuni
corticosteroidi, composti fenolici, ecc. La fotoprotezione, mediante creme schermanti, ha lo scopo di
impedire lo sviluppo delle «dermatoeliosi», che comprendono le pigmentazioni fac ili tate dalla
fotostimolazione dei melanociti.
Se l'area da repigmentare è inferiore al 20% della
superficie cutanea è opportuno scegliere il trattamento locale con psoralenici e fotoesposizione; se
è superiore al 20% è giusto eseguire il trattamento
orale secondo il criterio della PUVA terapia; se è
superiore al 50% è preferibile depigmentare le
residue zone di cute normale.
Nella diffusa leucodermia è riferita la possibilità
di ottenere un 'abbronzatura-carota mediante
l'associazione di cantaxantina e beta-carotene. L'abbronzatura artificiale si può conseguire con applicazioni di soluzioni a base di didrossiacetone che, interreagendo con le cheratine del corneo, provoca la
formazione di cromofori di color bruno-giallo.
Sia per le ipercromie che per le ipocromie, resistenti
ad ogni trattamento, risulta utile il trucco cosmetico
mimetizzante.
2
Skin colour
Skin colour varies from white-pinkish to
black both in different races (Caucasoids,
Mongoloids, Negroids and Celtics) and
within races, according to the ethnic
group, age, different cutaneous areas,
and environmental conditions (1-2).
Dependent upon different phenotypes
and various combinations of three genens
pairs, there exist brown, bionde and red
complexions within seven skin classes (3).
Prolonged sun exposure affects and damages different types of skin in different
ways. In other words, diverse reactions
are seen in erythema preceeding tanning,
in tanning itself, in possible risk of
cutaneous aging, in immune response
modifications (photoimmunology) and in
possible appearance of cutaneous neoplasias (4-5).
Skin colour depends variously on brown
and red melanin pigments, on horny layer
colouration (yellowish), on keratohyaline
granules (greyish), on haemoglobin (red
when oxidized blue when reduced) and on
superficial blood circulation. Melanines
fundamentally influences white-albino
and brown-black complexions.
Methods using light absorption and
dispersion may measure skin pigmentation intensity (6).
Melanocytes are scattered among basal
layer cells, on an average of 1/4-1/10. They
are dendritic cells which play an active
role in the process of melanogenesis.
Biochemistry of melanogenesis involves
an amino acid (tyrosine) and a copper
containing enzyme (tyrosinase) and along
with molecular oxygen.
End products are eumelanins which are
high molecular weight polymers of
brown-black colour which are insoluble
in common solvents and phaeomelanins
reddish in colour, soluble in diluted
alkali, sometimes present in urine. Both
types derive from dopaquinone. Pigment
Disorders of skin colour and their treatment
Il colore della pelle
Il colore della pelle sfuma, in molteplici
tonalità, dal bianco-roseo al nero, secondo le razze (caucasica e mongoloide,
negroide, celtica) e, nella stessa razza
varia, in rapporto al gruppo etnico,
all'età, alle regioni cutanee, all'ambiente
di vita (1, 2).
In rapporto all'espressione fenotipica del
colore dei capelli, in dipendenza della
varia combinazione di tre paia di geni, si
hanno i tipi bruno, biondo e rosso con
sette varie classi di pelle (3). Differente
risulta nei diversi tipi la risposta, e pertanto il danno, conseguente all'esposizione prolungata al sole, la comparsa di
eritema prima dell'abbronzatura, la
capacità stessa di abbronzarsi, il
possibile rischio di invecchiamento
cutaneo, le modificazioni della risposta
immune (fotoimmunologia) e l'eventuale
insorgenza di tumori cutanei (4, 5).
I pigmenti bruno o rosso delle melanine
e le tonalità dello strato corneo
(giallastra), dei granuli di cheratoialina
(grigiastra), dell'emoglobina (rossa se
ossidata, blu se ridotta) del sangue circolante superficiale, contribuiscono
variamente a comporre il colore della
pelle e dei tipi di carnagione dal biancoalbino al bruno-nero. Con opportune
metodiche, basate sul principio
dell'assorbimento e della dispersione
della luce, è possibile misurare l'intensità
del colore della pelle (6).
Intersecate fra le cellule dello strato germinativo dell'epidermide, nel rapporto di
1/4-1 /10, si trovano i melanociti, cellule
dendritiche attive del metabolismo delle
melanine. Il metabolismo biochimico
della produzione del pigmento melanico
si svolge per azione su un aminoacido
(tirosina) e di un cuproenzima (tirosinasi)
in presenza di ossigeno molecolare.
Il ruolo fotoprotettivo è svolto solo dalle
eumelanine. Dopo l'irradiazione, infatti,
S.D. Randazzo, P. Morganti
is formed in the melanosomes, produced
by the melanocytes cytocrine activity,
and transferred as melanoproteins to the
epidermal keratinocytes and dermal
melanophores. Finally, in the epidermis,
pigment is eliminated together with cornea! celi or, even earlier, broken up by
lysosomes activity. At least 25 genes account far the variation of skin and hair
colour, influencing tyrosinase activity,
cysteine enter into the melanocyte,
melanosome quantity, migration and
splitting. Melanocyte stimulating hormon
(MSH), secreted by the pituitary intermediate lobe, is linked to the melanocyte
membrane during the G2 step, while
cyclic AMP releases and activates tyrosinase function.
Skin colour modifications can seriously
upset the himan psyche when excess or
loss of pigment is present. The damage is
even worse when facial or exposed skin
areas are affected.
Feelings of disgust can arise in social
relationships, resulting in lack of acceptance and approvai.
The unpleasant appearance is not only a
matter of aesthetics, but can also be
related to the fear of a possible disease
or contagion.
This may result in serious persona! handicaps in relations with the others, producing psychological problems and
personality disorders (7, 8, 9).
This then is a socia! necessity and importance to a possible ther.apy and treatment
with a view to restoring the previous
healthy condition, or at least of masking
the cutaneous alteration.
Disorders of skin pigmentation
In 1982 Fitzpatrick (10) has classified 3
groups of melanin and melanocytes
histhopathologic changes both of epidermis and dermis:
3
i melanosomi si raggruppano sul nucleo
(fenomeno capping) proteggendo il
materiale genetico della cellula, mentre
l'eumelanina neutralizza i radicali liberi
altamente lesivi degli organelli cellulari.
La produzione di radicali liberi irritativi
si accentua invece ad opera delle
feomelanine e delle melanine miste (rosse
o gialle) che risultano pertanto veri aggressori chimici, in presenza di radiazioni ultraviolette, nei soggetti a pelle
chiara con efelidi e capelli rossi (6A).
Il prodotto finale è rappresentato dalle
eumelanine (di colore bruno-nero, alto
peso molecolare, struttura polimerica, insolubili nei comuni solventi) e dalle
feomelanine (rossastre, solubili nelle basi
diluite, rinvenibili nelle urine) derivanti
entrambi dal dopachinone. È a livello
degli organuli citoplasmatici dei
melanociti (melanosomi) che si attua la
formazione del pigmento che passa, come
melanoproteina, nei cheratinociti {epidermide) e nei melanofori (derma); il pigmento epidermico, infine, viene eliminato con
le cellule cornee in esfoliazione o, ancor
prima, disintegrato dai lisosomi. Almeno
25 geni regolano il colore della pelle e dei
capelli determinando l'attività della
tirosinasi, l'ingresso della cisteina nei
melanociti, l'entità dei melanosomi e la
loro migrazione e degradazione. L'ormone melanocitostimolante (MSH) della
zona intermedia dell'ipofisi si fissa sulla
membrana del melanocita in fase Gi,
mentre l'AMP ciclico rende libera ed attiva la funzione della tirosinasi.
Tenuto conto dell'alto significato estetico
dell'integrità della cosiddetta facciata
monumentale del corpo umano, rappresentata dal mantello cutaneo, è ben
comprensibile il danno che deriva dalle
modificazioni del colore individuale della
pelle, sotto forma di discromie per eccesso o per difetto della componente
pigmentaria. Maggiore valore bisogna inoltre dare alla misura del danno allorché
4
1. Leukoderma (white colour):
a) Melanocytopenic hypopigmentation,
characterized by lack of, or decrease in
number of, epidermal melanocytes.
b) Melanopenic hypopigmentation,
characterized by lack of, or decrease in
epidermal melanin quantity.
2. Melanoderma (brown colour):
a) Epidermal hypermelanocytosis (increase in melanocytes number).
b) Epidermal hypermelanosis (increase in
melanin quantity).
3. Ceruloderma (blue or grey colour):
a) Dermal Hypermelanocytosis (presence
of melanocytes in the dermis).
b) Dermal hypermelanosis (melanin
deposits in the dermis)
For sake of completeness we should al so
include the group of «non melanic
pigmentations », relateci to the forms
caused by some organic product, such as
bile pigments, haemosiderin, homogentisic acid, carotenoids, etc, or those other
forms caused by heavy metals, accidental and voluntary decorative tattoos.
It is worthwhile to keep in mind that the
different clinical manifestations described in tables (I-V), are probably determined by a multiple aethiopathology (11-14).
Moreover multifactorial hypercromia
(haemosiderin, medicines, h eavy metals),
cannot be considered solely melanic,
since melanogenesis too is involved.
Last but not least, some socalled
primitive hypercromias (15) do appear in
various cutaneous areas at different ages,
while other forms appear only in connection with functional alterations of
unknown aetiology, as it is the case of
vitiligo. A curative treatment of hyper
and hypochromias isn't therefore always
so easy and successful attempts in pigmenting or depigmenting lesions are so
infrequent. lt is better to avoid depigmen-
Disorders of skin colour and their treatment
il disturbo colpisce regioni scoperte,
quali il volto.
Infatti chiazze ipercromiche o leucodermiche del viso indubbiamente turbano i
lineamenti di euritmia, così da influenzare, nei rapporti sociali, le impressioni
di
ripugnanza-repulsione
o
di
gradimento-attrazione. Al fattore antiestetico della non uniformità e purezza
della carnagione, si associa, inoltre,
l'istintivo concetto dello stato di malattia e relativo timore di contagiosità. Di
conseguenza le difficoltà che il soggetto
constata, in particolar modo nelle relazioni affettive e sentimentali con l'altro
sesso, incidono notevolmente sulla sua
personalità e sul suo equilibrio fisiopsichico (7, 8, 9).
È comprensibile, quindi, come le
possibilità d'intervento, al fine di
risolvere il problema estetico con mezzi
capaci di ripristinare le condizioni normali del colore della pelle o di
mascherarne il disturbo, abbiano
notevole valore per le motivazioni sociali
che il problema comporta.
Le dermatosi discromiche
Nel 1982 Fitzpatrick (10) ha classificato
in 3 gruppi le variazioni istopatologiche
della melanina e dei melanociti, in sede
sia epidermica che dermica:
1. Leucodermia (colore bianco):
a) Ipopigmentazioni melanocitopeniche
(per assenza o riduzione del numero di
melanociti epidermici).
b) Ipopigmentazioni melanopeniche (per
assenza o riduzione della quantità di
melanina epidermica).
2. Melanodermia (colore bruno):
a) Ipermelanocitosi epidermiche (per
aumento del numero dei melanociti).
b) lpermelanosi epidermiche (per aumento della quantità di melanina).
5
S.D. Randazzo, P. Morganti
Table I
Hypomelanosls due to genette factors
Condition
Inheritance
Oculocutaneous a lbinism
(complete, tyrosinase-negative)
Oculocutaneous albinism
(partial, tyrosinase-positive)
Piebaldism (partial albinism)
Autosomal recessive
Chediak-Higash syndrome
(piebaldismm, pale retinae)
Autosomal recessive
Autosomal dominant
Autosomal recessive
Cross syndrome
(microphtalmos, hypopigmentation)
Autosomal recessive
Waardenburg's syndrome
(deafness, hypopigmented iris, piebaldism)
Autosomal dominant
Phenylketonuria
(oligophrenia, hypopigmentation)
Tuberous sclerosis
(epilcpsy, hypopigmentation)
lto hypomelanos is
(polidisplasia, hypopigmentation)
Autosomal recessive
Vitiligo
Autosomal dominant
Autosomal dominant
Autosomal domina nt
(probable preedisposing factor)
ting, either aggressive attemps at
mechanical or chemical, because of the
potential risk of malignacies, like nevi,
and Dubreilh melanosis.
3. Cerulodermia (colore blu o grigio):
a) Ipermelanocitosi dermiche (per presenza di melanociti nel derma).
b) Iperme lanosi dermiche (per presenza
di depositi melanici nel derma).
Hypercromias and their treatment
Al fine di completare il panorama delle
modificazioni del colorito della pelle va
aggiunto il gruppo delle «pigmentazioni
non melaniche », che comprendono le manifes tazioni ipercromiche dipendenti da
sostanze che si producono nell'organismo
(pigmenti biliari, emosiderina, derivati
dell'acido omogentisinico, carotenoidi) o
che vengono introdotte dall'esterno come
alcuni metalli pesanti (oro, argento, mercurio, bismuto) per necessità terapeuti-
We have only topica! therapeutic agent
available for generai administration.
Such agents can act interfering on
ribosomial protein synthesis, blocking
tyrosinase biosynthesis, inhibiting tyrosine-tyrosina se system, blocking
melanin pigment transfer from
melanosomes to keratinocytes, a ltering
melanosomes organules, promptly scat-
Disorders of skin colour and their treatment
6
Table II
Acqulred hypomelanosls
Generai factors
Special conditions
Metabolic
Aminoacids deficiency or alteration (phenylalanine, tyrosine,
cysteine); tyrosinase synthesis alteration.
Endocrine
Hyper and hypotiroidism, hypopituitarism, diabetes mellitus,
hypogonadism.
Nutritional
Chronic pro te in deficiency, intestina) malabsorpti on
syndrome.
Che mie al
Heavy metals (mercury, bismuth, zinc) interfering on cuproenzyme; oxidizing agents (peroxides, clorates, hy pochlorites)
reducing agents (organic acids, glutathione); phenol derivatives
(hydroquinone and monobenzyl monoethylether derivatives,
butilamylphenols); cloroquine (phaeomelanins block); retinoic
acid; corticosteroids.
Physical
Abrasive trauma; ionizing radiations.
Miscellanea
Psoriasis, eczema, pityriasis alba, pityriasis versicolor,
treponematosis (syphilis, pinta, yaws), leprosy, sarcoidosis,
lupus erythematosus discoid, scleroderma, Vogt-KoyanagiHarada syndrome).
tering melanine granules, selectively
destroying melanocytes.
Hydroquinone 5 to 20% (as well as
monoethyl and monobenzyl ether preparations) was the first product to be
widely used. It is effective when used far
prolonged treatment (16, 17), but t he high
concentrations of 10-20% necessary far
better results, enhance the risk of irritations resulting in erythema, oedema and
desquamation. On the other hand,
generally speaking, the more irritation
one gets, the more evident the depigmenting effect. Hydroquinone at proper concentrations (2-5%) almost never caused
irrevers ible damage, like Berloque dermatitis; its derivatives, monobenzyl and
monoethyl ethers on the contrary, almost
always caused irreversible depigmentations and qui te often in areas far from the
site of primary application (18).
che; infine vanno ricordati i tatuaggi per
sostanze che giungono sulla pelle per
cause accidentali (minatori, scalpellini,
bom baioli) o per introduzione volontaria
(tatuaggi decorativi).
Nella schematica rappresentazione delle
molteplici espressioni cliniche discromiche, riportate nelle tabelle I-V, è bene tener
conto che probabilmente l'effetto discromico è determinato da più di una condizione
etiopatogenetica (11-14). Inoltre non può
essere considerata unicamente non
melanica l'ipercromia provocata da fattori
vari (emosiderina, farmaci, metalli) poiché
contemporaneamente risulta stimolata anche la melanogenesi.
Infine alcune ipercromie cosiddette
primitive (15) si manifestano in sedi ed
età variabili: altre forme discromiche poi
compaiono solo se instaurano alterazioni
funzionali non sempre chiaramente in-
S.D. Randazzo, P. Morganti
7
Table III
Hypermelanosis due to genetlc factors
Condition
Inheritance
Epidermal location (brown color):
Ephelides
Lentigines; facial lentiginosis, periorificial,
multiple
Autosomal dominant (probable)
Autosomal dominant (va riable expressivity)
Neurofibromatosis (café-au-lait macules)
Autosomal dominant with high penetrance and
wide expressivity
Albright's syndrome (fibrous osteitis, melanotic
macules, endocrine disturbances)
Variable: dominant sex-linked; autosomal recessive
Periorbital melanosis
Autosomal dominant
Xeroderma pigmentosus
Autosoma l recessive
Fanconi syndrome (pancytopenia)
Autosomal recessive
Derma/ location (g rey-blue colour):
Mongolian spot
Uncertain
Naevu s of Ota
Uncertain
Naevus of Ito
Uncertain
Blue naevus
Autosomal dominant (possible greater penetrance in ma les)
Incontinentia pigmentii (Bloch-Sulzberger)
Dominant sex-linked (possible)
Naegeli-Franceschetti-Jadassohn syndrome)
Autosomal dominant
Hydroquinone derivatives probably enter
the melanosomes, interfering both with
melanogenesis and intracellular metabolism (19). Melanocyte destruction
would then be complete, in the sense of
a negative post-reaction, producing
achromia as a permanent re sul t.
Reticular leukoderma, characterised by
little achromic macules surrounded by
an hyperchromic web ("confetto"), is then
established (20). A preparation containing
dividuabili, come risulta tipico in tal senso il caso della vitiligine. Per tali complessi motivi non è sempre semplice operare
un trattamento patogenetico correttivo
delle ipercromie e delle ipocromie; pertanto i tentativi di depigmentazione e di
repigmentazione non sempre risultano
coronati da facile o rapido successo. In
ogni caso il trattamento depigmentante
di tipo aggressivo (meccanico, chimico) è
ovviamente da escludere per le lesioni po·
Disorders of skin colour and their treatment
8
Table IV
Acquired hypermelanosis
Causative factors
Condition (Brown colour)
Metabolic
Haemochroma-tosis (iron overload) Wilson disease
(copper alteration), Gaucher disease (/3-glocosidasis
deficiency, hepatolenticular degenerat ion, porphyria)
Endoc rine
Addison's disease (ACTH or MSH), ACTH and MSHproducing pituitary tumours
ACTH therapy or oestroprogestins, pregnanc
(melasma)
Nutritional
Kwashiarkor, sprue, pellagra, Vitamin A-C-B 12 deficiency)
Chemical
Arse nic, Busulfan, cyclophosphamide psoralens,
bleomycin
Physical
Ultraviolet light, ionizing radiation, Trauma (bums,
scratching, etc.)
Misce llaneous
Exanthems (ecze ma), Lichen planu s, Lupus
erythema tosus discoid, Dermatomyosi tis, Sistemic
Sclerosis, Urt icaria pigmentosa, Acanthosis
Nigricans, Tumours.
Condition (Grey, siate or blue color)
Haemochromatosis
Barbiturates, phenolphtalein, phenothialzines,
chloroquine and hidroxychloroquine
Pinta, erythema dyschromicum perstans, metastatic
melanoma
retinoic acid 0.1 %, hydroquinone 5% and
dexamethasone 0.1 % is an equally effective depigmenting agent (21 ). Retinoic
acid would allow pigment granules to
disperse within the keratinocytes and
while, speeding up epidermal cells turnover, would facilitate the elimination of
the scattered pigment. Retinoic acid
bleaching properties were discovered per
chance when applied to acne pigmentary
alterations (22). From that moment successful results were reached using it as
a 0.5% cream and lotion in 89 cases af-
tenzialmente tumurali (nevi, melanosi di
Dubreuihl) per l'effetto stimolante che
potrebbe provocare.
Trattamento delle ipercromie
Non esiste un agente depigmentante da
somministrare per via generale. Le sostanze capaci di tale effetto, tutte di uso
topico, possono agire per interferenza
sulla sintesi proteica a livello ribosomiale, per ostacolo della biosintesi della ti-
9
S.D. Randazzo, P. Morganti
Table V
Non melanic hyperchromla
Causative factor
Condition
Blood
Purpuric capillaritis, dennatitis (ochre colour), hematoma, cryoglobulinemia, pubic phtiriasis
Nutritional and metabolic
Carotenodermia (carotenaemia), ochronosis,
jaundice
Chemical
Amiodarone, mepacrine, lamprene, gold, silver, mercury, bismuth
Accidental tattoos
Miners, stone-cutters, mine-exploders, bitumenworkers, iron salts topica! therapy
Decorative tattoos
Coal (black), mercury sulphide (red), aluminous cobalt (blue), chromic oxide (green), cadmium su lphu r
(yellow), iron oxides (brown)
fected by pigmentary and post-inflammatory changes, chloasma, pigmentary
dermatitis caused by purpuric angìodermatìtis. Since cortisone can limit hydroquinone and retinoic acid inflammatory
properties, thanks to the cytotoxic and
antimitotic activity of the preparation
above named, it can allow a better
therapeutic result. Among phenolic
derivatives, the "para" preparations account for a depigmenting actioneg:
paramethylcatechol, paraisopropylcatechol, paramethoxyphenol. Paramethoxyphenol 10% is widely used in France.
Melanogenesis seems to be only slightly
affected by short courses of therapy,
evidence of which being a new hair
pigmentation: on the other side long
lasting courses of therapy would cause
definite bleaching effects through
melanocyte destruction induced by irreversible damage to the lipoproteic membrane. Though catechol derivatives are easier to handle than hydroquinones, a possible uneven action on menalocytes could
provoke a lenticular leukoderma (23).
rosinasi, per inibizione del processo
tirosina-tirosinasi, per blocco del
trasferimento del pigmento melanico dai
melanosomi nei cheratinociti, per alterazione degli organelli dei melanosomi, per
sollecita dispersione dei granuli di
melanina, per selettiva distruzione dei
melanociti.
Il primo prodotto di largo uso adoperato
in concentrazioni dal 5 al 20% è stato
l'idrochinone (anche nelle varianti
monoetil e monobenziletere); se la sua efficacia è in rapporto al prolungato trattamento (16, 17), le alte concentrazioni
(10-20%) spesso utilizzate per ottenere un
più rapido effetto, risultano rischiose per
i conseguenti fenomeni irritativi (eritema,
edema, desquamazione). D'altra parte, nella generalità dei casi, ad un maggiore
segno irritativo corrisponde un più evidente effetto depigmentante. Mentre l'uso
dell'idrochinone ai giusti dosaggi (2-5%)
non ha quasi mai provocato danni irreversibili (dermatite di Berloque), i suoi
derivati, monobenzil e monoetiletere, sono
stati quasi sempre causa di depigmenta-
IO
Depigmenting cosmetic preparations
have been formulated using ascorbile
palmitate, amilparadimethylaminobenzoate or tetrahidroxybenzophenone as active ingredients, providing, however, no
significant results. Trichloroacetic acid
50% in water in skilled hands is satisfactory to treat ephelids, lentiginoses and actinic keratoses. It is not, however,
possible to forecast the cryotherapy effect
(liquid nitrogen, solid C02 ), since this
can sometimes leave heavy acropigmentation. Spoor and Lindo (24) classify 3 different chemical groups of bleaches :
1) Heavy metals, which would block copper inhibiting tyrosinase biosynthes is:
mercury (ammonial, acid, cloridric
compounds), bismuth (subnitrate and
oxycloridric co mpound s), zinc
(s ulfocarbonate).
2) Oxidizing agents, which would lighten
through melanic pigment dis r uption:
peroxides (hydrogen , sodium, zinc,
magnesium), potassium clorates,
sodium hypoclorits.
3) Reducing agents, which would induce
leukoderma through their action on
praemelanin: organic acids (acetic,
ci tric, tartaric acid), lemon juice (ascorbic acid), glutathione.
Bismuth subnitrate is associated with
zinc oxide 5-6% and titanium dioxide (25)_
Ammonial mercury chloride 5-10%, is no
longer allowd for U .S.A. and EEC
cosmetic preparations, since its continued use can cause damage due to percutaneous absorption. Ascorbic acid can
be easily oxidized, therefore it has been
substituted with stabler agents as
magnesium salt of ascorbic-3-phosphate
3% and palmitate or ascorbile oleate
3-5%, as emulsion pH 5.5-6. However, the
results were neither significant nor had
any scientific relevance.
Nazzaro Porro and Passi original tria ls on
acromizìng tinea versicolor pathogenesis,
do report on some dicarboxylic acids as
Disorders of skin colour and their treatment
zioni irreversibili, anche in zone distanti
dalla primitiva sede di applicazione (18).
I derivati dell'idrochinone infatti diffondono a livello dei melanosomi, interferendo sia sulla melanogenesi che sul
metabolismo intracellulare (19).
L'effetto distruttivo dei melanociti risu lta
così definitivo (dopo-reazione negativa)
con conseguente esito acromico permanente. Si determina quindi il
fenomeno della leucodermia a coriandoli,
o reticolare, caratterizzata dalla formazione di piccole chiazze acromiche circoscritte da un reticolo ipercromico (20).
Un buon effetto depigmentante è stato
conseguito anche con l'applicazione di un
composto contenente O, 1 % di acido
retinoico, 5% di idrochinone e O, 1% di
desametazone (21). L'acido retinoico provoca dispersione dei granuli d i pigmento nei cheratinociti e, accelerando il
turnover delle cellule epidermiche,
faciliterebbe l'eliminazione del pigmento disperso. In seguito alla fortuita constatazione dell 'effetto sbiancante
dell 'acido retinoico negli esiti pigmentari
da acne (22) abbiamo conseguito risultati
favorevoli utilizzandolo sotto forma di
crema e lozione allo 0,5% in 89 pazienti
con esiti pigmentari, post-infiammatori,
da cloasma e da dermatite pigmentaria
da angiodermite purpurica. Il cortisone
che ha tra l'altro capacità citotossica ed
antimitotica, nell'associazione citata,
contribuisce a contenere le capacità
flogistiche dell'idrochinone e dell'acido
retinoico, così da permettere meglio il
proseguimento della terapia. Fra i
derivati fenolici dimostrano di svolgere
azione depigmentante i composti para:
para-metilcatecolo, para-isopropilcatecolo, ed il para-metossilfenolo, ampiamente
utilizzato in Francia al 10%. Brevi periodi
di trattamento, di qualche settimana,
sembrano determinare solo temporanee
interferenze sul processo di melanogenesi, facendo constatare la repigmentazìone
S.D. Randazzo, P. Morganti
depigmenting agents (e.g. azelaic acid)
thanks to their inhibiting action on
tyrosinase activity and because of their
cytotoxic effect on melanocytes (27, 28).
Results attaining azelaic acid's real role
are still under discussion. Primary and
secondary haemochromatosis were tentatively treated with desferoxamina, and
as a consequence of such therapeutic
trials the possibility of using chelating
agents in cutaneous hyperpigmentation
caused by hemosiderin has been considered. It seems that Harvey Myers,
Jamaica Qeens Hospital Center, has
achieved significant results carefully rubbing the lesions with EDTA in a lanolin
vehicle, for severa! weeks.
Laser therapy obtains 50% positive
results on decorative tattoos (29). When
no other sa tisfactory therapies are
available. The maquillage-camouflage,
however, is surely the best way both to
conceal pigmented lesions and to hide
vitiligo acromia or other cutaneous imperfections. These are actually special
make-u_ps which are heat, perspiration
and water-resistant. Their colours match
with that of the complexion. The right
shade (nuance) can be obtained mixing up
different colours. Camouf!age can be the
best and most useful way to make socia!
life easier and acceptable to people affected by cutaneous blemishes. This can
ben achieved by cleaning affected areas,
matching the right skin tonai nuances
and fixing the preparation with fine
powder cleaning agents appropriate to
this system are available.
Since actinic radiations enhance aera!
cutaneous pigmentation, by increasing
melanosomes quantity (30), especially
from May to September, it is advisable to
use photoprotective preparations.
Photocutaneous protection is realized
with topica} preparations containing
substances capable of filtering UV radiations. Paraminobenzoic acid derivatives
11
di di applicazione si sono avuti, però, effetti leucodermici definitivi, per distruzione dei melanociti provocata da danni
irreversibili della menbrana !ipoproteica. Per quanto i derivati catecoloci
risultino più maneggev oli degli
idrochinoni, è possibile che, per azione
non uniforme sui melanociti, si abbiano
esiti discromici a coriandoli (23).
Sono stati formulati anche prodotti
cosmetici depigmentanti utilizzando
come principi attivi il palmitato di ascorbile, l'ami/ para-dimetilamino benzoato o
il tetra idrossi benzofenone, senza ottenere, però, risultati brillanti. In mani
esperte risulta utile per il trattamento di
efelidi, lentiggini e cheratosi attiniche il
metodo chimico dell'acido tricloroacetico
al 50% in acqua; imprevedibile è invece
l'effetto della crioterapia (azoto liquido,
neve carbonica), che non raramente può
far residuare intense i per-pigmentazioni
sulle regioni acroesposte. Spoor e Lindo
(24) schematizzano i seguenti tre gruppi
di sostanze chimiche di varia natura ad
' azione sbiancante:
1) Metalli pesanti, che agirebbero attraverso il blocco del rame con impedimento della biosintesi della
tirosinasi: mercurio (composti cloridrici, ammoniacali, acidi), bismuto (sottonitrato e composti ossicloridrici), zinco (solfocarbonato).
2) Ossidanti, che agirebbero decolorando
mediante distruzione del pigmento
melanico: perossidi (composti di
idrogeno, sodio, zinco, magnesio),
clorati (di potassio), ipocloriti (di sodio).
3) Riducenti, che favorirebbero la leucodermia per azione sulla premelanina:
acidi organici (acetico, citrico, tartarico), succo di limone (acido ascorbico), glutatione.
Il sottonitrato di bismuto viene associato,
con il 5-6% di ossido di zinco e biossido
di titanio (25). Il cloruro di mercurio ammoniacale al 5-10%, non è più permes-
12
are most used: glyceryl PABA, amyldimethyl PABA, octyldimethyl PABA, benzophenone like oxibenzone, sulisobenzone, cinnamates as octylmethoxy cinnamate, cynoxate, salicilates, as
homomethylsalicilate etc., active on UVB,
UVA or both wavelengths.
Titanium dioxide
(5-20%),
tale
(magnesium silicate), zinc oxide, kaolin
and iron dioxide are considered tota!
filters due to their capability of reflecting
and tailing off both UV and visible
radiations.
The above named substances have the
property of variably absorbing incident
light rays of particular wavelengths,
transforming them into radiation totally
devoid of both acute and chronically
erythematogenic degenerative effects.
Such filters are then adopted with the
purpose of inhibiting the manifestation
named «dermatoheliosis», by Fitzpatrick,
which are caused by sun exposure and accompanied by modifications of blood
vessels and characterized by burning,
erythema, vasodilation, telangiectasie,
modifications of keratinocytes, with
hyperplasia and keratosis, modifications
of melanocytes with pigmentation, and of
connective tissue with degenerating
atrophy.
While cosmetic photoprotection's exclusive aim is to allow tanning without
burning, medicai photoprotection solely
intends to prevent relapses of preexisting
dermatoses and occurence of photo
damage (31 ).
The choice of SPF (Sun Protection Factor)
value, from 3 to 15 and aver, depends on
the persona! sensitivity to light (32). It is
advisable to examine throughly the possible photoprotection conferred by generally administered therapies like synthetic
antimalarial preparations (hydroxycloroquine 200 mg/day, quinacrine 100-300
mg/day, cloroquine 250 mg/day, amodiaquine 200-400 mg/day), because of the
Disorders of skin colour and their treatment
a livello dei peli. A seguito di lunghi perioso per i prodotti cosmetici né dalla
CEE né dagli USA per il danno da assorbimento cutaneo che l'uso continuativo
del prodotto può provocare. L'acido
ascorbico, facilmente ossidabile, viene sostituito con derivati più stabili come il sale di magnesio dell'ascorbico-3-fosfato al
3% e il palmitato od oleato di ascorbile
al 3-5%, sotto forma di emulsioni a pH
5,5-6. I risultati ottenuti sono però molto
scarsi e praticamente di nessun valore
reale (26).
In seguito alle ricerche originali di
Nazzaro-Porro e Passi, condotte sulla patogenesi acromizzante della Pitiriasis versicolor sono stati attuati tentativi sperimentali utilizzando quali depigmentanti
alcuni acidi dicarbossilici (acido azelaico),
per l'effetto inibente l'attività tirosinasinasica e per la capacità citotossica svolta nei confronti dei melanociti (27-28). I
risultati ottenuti sono ancora oggetto di
indagini atte a determinare il vero ruolo
svolto dall'acido azelaico. Dai tentativi di
terapia con desferossamina nella emocromatosi primaria e nella emosiderosi secondaria, si è ritenuto possibile applicare i chelanti nelle iper-pigmentazioni cutanee da emosiderina. Infatti sembra che
Harvey Myers, del Queens Hospital Center di J amaica, abbia ottenuto risultati favorevoli, dopo qualche settimana di trattamento, con EDTA veicolato con lanolina e massaggiato a fondo sulle lesioni.
Anche il laser farebbe conseguire il 50%
di buoni risultati nei tatuaggi decorativi
(29). Quando non sia possibile ottenere risultati soddisfacenti con altri presidi terapeutici, il metodo cosmetico correttivo
del trucco mimetizzante (maquillagecamouflage) rappresenta sicuramente il
sistema più accettato sia per dissimulare le lesioni pigmentate, che per mascherare le manifestazioni acromiche vitiligoidee o altre imperfezioni cutanee. Si
tratta in realtà di fondo-tinta speciali, re-
S.D. Randazzo, P. Morganti
chance of causing retinopathy and
hepatic damage (33), and since there exists a scanty margin between
photoprotective and photodynamic effect. Results, by the way, have been
almost always disappointing.
Equally unacceptable are sunscreens
containing 5-methoxypsoralen. These are
potentially phototoxic and, through activation of epidermal ornithine decarboxylase, capable of inducing cutaneous
neoplasias (34). Moreover to prevent
disorders of pigmentation, it is necessary
to avoid any possible stimulus which
could either produce or enhance sun toxic action on the epidermis through both
a phototoxic and a photoallergic
mechanism (35). As a consequence patien ts on generai therapy with
sulfonamide, sulfonylureas, nalidixic
acid, tetracyclines, phenothiazines,
griseofulvin, estrogens and progestins,
barbiturates, arsenicals, cyclamates,
amantadine, thiazide diuretics should
avoid sun exposure; it is equally to avoid
the external use of perfumes containing
bergamot, cosmetics preparateci with
derivatives of brominesalicylanilides, lotions containing quinine and paraphenylendiamina, as well as photodynamic
substances which are sometimes present
in soaps and detergents.
Leocoderma and its treatment
Pigmenting procedures do help vitiligo
and vitiligo-like lesions. The difference
between type A vitiligo which can pigment again and type B, resistant to
pigmentation, is based just on treatment
results ra ther than on clinica! and
diagnos tic features.
Pigmenting therapies are generally based on a mechanism of photosensitivity
and are longlasting (12-18 months),
therefore it is advisable to select patients
13
sistenti all'azione del calore, del sudore,
del sole e dell'acqua, di tonalità corrispondenti alla carnagione del soggetto da
trattare. Mescolando tonalità differenti è
possibile ottenere la sfumatura desiderata. Con appropriato procedimento (pulizia della parte, composizione della giusta
tonalità del prodotto, fissaggio con polvere sottile), e eventuale rimozione volontaria con un detergente appropriato, il
trucco mimetizzante si dimostra utile e
soddisfacente per rendere più accettabile e priva di impaccio la vita sociale dei
portatori di difetti estetici cutanei.
Tenuto conto che l'esposizione alle radiazioni attiniche accentua la pigmentazione cutanea delle regioni acroesposte, per
incremento dei melanosomi (30) è sempre
opportuna l'applicazione di prodotti fotoprotettivi, in particolar modo nei periodi stagionali da maggio a settembre.
La fotoprotezione cutanea si avvale dell'uso topico delle sostanze ad effetto cosiddetto filtrante, nei confronti degli U.V.
I composti maggiormente utilizzati sono
rappresentati dai derivati dell'acido paraminobenzoico (gliceril PABA, amildimetil PABA, octildimetil PABA), del benzofenone (ossibenzone, solisobenzone),
dei cinnamati (octilmetossi cinnamato, cinoxate), dei salicilati (omomentil salicitato), ecc. attivi sugli UVB, sugli UVA o su
entrambe le lunghezze d'onda.
Per la capacità di riflettere e disperdere
sia i raggi U.V. che le radiazioni visibili,
sono considerati ad effetto schermante
totale il biossido di titanio (5-20% ), il talco (silicato di magnesio), l'ossido di zinco, il caolino e l'ossido di ferro.
Le sostanze esogene citate hanno la proprietà, a livello cutaneo, di assorbire variamente le radiazioni luminose incidenti di particolare lunghezza d'onda, modificandole in radiazioni prive di effetti
acuti eritematogeni e cronici degenerativi. Questi filtri, pertanto, assolvono allo
scopo di impedire lo sviluppo della «der-
14
and estimate extension of the areato be
treated:
1) if the lesion is less than 20%, topical
treatment may be used;
2) if it is more than 20%, oral therapy
should be considered;
3) aver 50% consider depigmentation (36)
of remaining normal areas.
0,25 ml of a 8-methoxypsoralen lotion
0,1 % (solution in etanol and propylene
glycol) should be applied on an area of 50
cm 2 ; after 30-45 minutes, the area should
be exposed either to sun or UVA lamps
(0,12-0,25 J /cm 2 the first time) (37). Pigment may reappear after 10-20 exposures.
Risks
involved
are:
overexposure which entails blistering
with edema and intense itching, hyperpigmentation of normai skin for an acci den tal application on normally
pigmented areas; after treatment the area
should be washed up with soap and water
and very effective sunscreens should be
applied (cinnamate and benzophenone or
PABA esters and benzophenone), to avoid
serious phototoxic reactions.
8-methoxypsoralen (0.3-0.6 mg/kg) or 4,5',
8-trimethyl-psoralen (0.6-0.9 mg/kg) orally administered and subsequent gradua!
exposure (after 2 hrs) either to sun or
UVA fluorescent lamps, 320, 400 nm,
gives satisfactory results, even if pigmentation can fade again and be often uneven
(38). Patients to be pu ton PUVA therapy
for psoriasis are evaluated according to
their melanization degree and sunburn
history before using PUVA equipment.
Pigment reappears first after 15-25 exposures and is complete after 100-300 exposures at a rate of three times a week.
Significant results appear in 18% of patients exposed 50 times and in 83% of
those with more than 200 (39). Variable
results were obtained with khellin (furochrome isolated from Ammi Visnaga,
isomer of methoxalen furocumarin extracted from Ammi Majus), orally ad-
Disorders of skin colour and their treatment
matoeliosi» intesa secondo Fitzpatrick
come risposta polimorfa della cute all'esposizione al sole con modificazioni al livello dei vasi (ustione, eritema, vasodilatazione, telangectasie), dei cheratinociti
(iperplasia, cheratosi), dei melanociti (pigmentazioni) e del connettivo (atrofia degenerativa).
Mentre la fotoprotezione ad indicazione
cosmetica persegue il solo scopo di permettere l'abbronzatura evitando le ustioni, la fotoprotezione medica vuole garantire la prevenzione del riacutizzarsi di
dermatosi preesistenti e di reazioni generali (31 ).
La scelta dell'indice di fotoprotezione da
parte del consumatore (da 3 a 15 e oltre)
è da porre in rapporto alla fotosensibilità del proprio tipo di pelle (32).
È bene tener presente che, oltre alla valutazione della dose minima eritematogena (MED), è bene tener conto della sensibilità all'irradiazione solare in base al fototipo individuale (capacità di pigmentazione della cute; colore dei capelli, degli
occhi, della cute; presenza o meno di efelidi) ed al tempo di latenza tra irradiazione per il fototest e comparsa della fase
pigmentaria posteritematosa.
L'eventuale fotoprotezione mediante l'uso di medicamenti somministrati per via
interna, come gli antimalarici di sintesi
(idrossiclorochina 200 mg al giorno, clorochina 250 mg al giorno, chinacrina
100-300 mg al giorno, amodiachina
200-400 mg al giorno), è da vagliare attentamente per la possibile insorgenza di retinopatia e danno epatico (33) oltre che
per i minimi margini di sicurezza esistenti fra l'effetto fotoprotettivo e quello fotodinamico. I risultati ottenuti sono stati, d'altra parte, sempre molto deludenti.
Inaccettabili sono anche i protettori solari contenenti 5-metossipsoralene, in
quanto capaci di indurre notevoli effetti
fototossici e possibile stimolazione di tumori cutanei mediante attivazione della
S.D. Randazzo, P. Morganti
ministered far 4 months, before exposure
to sun (40).
PUVA mechanism of action probably
depends on photoconjugation of psoralen
with DNA pyrimidine, involving hypertrophy and functional increase of
melanocytes stimulation and enzymatic
activity of tyrosinase (41).
There is some disagreement on
photochemotherapy because of the possible occurrence of cutaneous neoplasias,
nevi, cataracts and alteration of immunitary system. Even if some undesired
effects ha ve been diminished using some
pyrido-psoralens derivatives (42, 43).
Arsenical compounds (Fowler solution)
together with sun exposure is occasionally still adopted: after 2 months treatment,
pigmentation occurs at hair follicles
leve!.
Hydrocortisone as a 2.5 % cream is used
for limited areas of depigmentation: it
should be applied twice a day and checked each month to avoid telangiectasias
especially in the periorbital region.
Vitiligo lesions have been repigmented
with topica! application of betamethasone-17-valerate (44) and with clobetasol
propionate (45), and intradermally with
triamcinolone acetonide (46). The prolonged use of cortisone preparations is
anyway not advisable because of the well
know untoward effects (striae rubrae,
telangiectasias, hypertrichosis, dismenorrhea). Cortisone probably causes
pigmentation through inhibition of T
cells, which would enhance mitosis and
melanocytes migration. 5-fluoracile 5% .
cream, under occlusion or without dermabrasion would stimulate melanocytes
increase in number at hair follicle leve!
(47).
The treatment with PABA (Paraminobenzoic acid) (2 cps 500 mg day for children;
4 cps for adults, 3-6 months) which has
a photosensitizing,· angiospamolitic action stimulating oxidation and reduction
15
ornitina decarbossilasi epidermica (34).
Nell'ambito della prevenzione delle discromie cutanee vanno soppressi infine
tutti i fattori stimolanti che possono indurre o potenziare l'azione nociva della
luce solare a livello cutaneo, siano essi ad
effetto fototossico o fotoallergico (35). È
da proibire, pertanto, l'esposizione al sole ai soggetti che devono far uso, per necessità terapeutiche, di: sulfamidici, sulfaniluree, acido na lidixinico, tetracicline,
fenotiazine, griseofulvina, estroprogestinici, barbiturici, arsenicali, ciclamati,
amantidina, diuretici-tiazidi, per uso interno; ed è da evitare l'uso esterno di profumi a base di bergamotto, cosmetici contenenti derivati della bromosalicilanilide;
lozioni per capelli a base di chinina, parafenilendiamina; azzurranti ottici inclusi in saponi e detergenti.
Trattamento delle leucodermie
Il trattamento repigmentante riguarda la
vitiligine ed i processi vitiligoidei. La distinzione della vitiligine in tipo A, capace di repigmentare e tipo B, resistente, è
soltanto una constatazione successiva al
trattamento che non poggia però su premesse clinico-diagnostiche accertabili.
Il principale meccanismo sul quale si fondano le terapie di repigmentazione è basato generalmente sul fenomeno della fotosensibilizzazione. Tenuto conto del lungo periodo di tempo (12-18 mesi) richiesto per questo tipo di terapia, è opportuno, nella scelta del metodo, selezionare i
pazienti e valutare l'estensione dell'acromia: 1) se l'area da repigmentare è inferiore al 20% della superficie cutanea, è
opportuno scegliere il trattamento topico; 2) se è superiore al 20%, è più giusto
pensare alla terapia orale; 3) se infine è
superiore al 50%, è da preferire la depigmentazione delle residue zone a pigmentazione normale (36).
16
mechanisms, entails no special risks, but
isn't very effective.
Tattoing technique has proved to be difficult in application as regarding to
vitiligo and burn induced leucoderma
(48).
Generalized vitiligo can ben treated by
bleaching normally pigmented residua]
areas. Beta-carotene (60-120 mg/day) per
os can be added to topica} sunscreens
treatments, since many people do prefer
the orange-yellow colour (carotinoderma)
to the alabaster white colour typical of
vitiligo (49).
An association of canta.xantine (a nonprovitamin A carotenoid) 360 mg and
beta-carotene (provitamin A) 40 mg pro
dose is already distributed both in France
and Germany. It is administered as 2 cps
per day for tanning. High oral dosages of
carotenoids never entail the risk of hypervitaminosis «A».
Artificial tanning can be also achieved using a dihidroxyacetone lotion containing.
Maquillage-camouflage adopted in
clinica! forms resistant to any treatment
has been already taken in consideration
in section «Leucoderma and its treatment».
Disorders of skin colour and their treatment
L'uso locale del 8-metossipsoralene in lozione allo O, 1% (soluzione in etanolo e glicol propilenico) prevede l'applicazione di
circa 0,25 ml su 50 cm 2 d i superficie cutanea, da esporre, dopo 30-45 minuti, al
sole o alle lampade UVA (O, 12-0,25 J/cm2 ),
1-2 minuti per la prima seduta) (37). La repigmentazione può manifestarsi dopo
10-20 sedute. I rischi del trattamento sono: la sovraesposizione, che comporta la
reazione fototossica bollosa, con edema
ed intenso prurito; la comparsa di iperpigmentazione su cute normale, per accidentale applicazione fuori delle lesioni
acromiche. Dopo il trattamento è necessario lavare con acqua e sapone e fotoproteggere la cute con creme ad alto indice
schermante (a base di cinnamato e benzofenone o di esteri PABA e benzofenone),
al fine di evitare gravi reazioni fototossiche.
L'uso orale del 8-metossipsoralene (0,3-0,6
mg/kg) o del 4,5',8-trimetil-psoralene
(0,6-0,9 mg/kg) e la successiva graduale
esposizione (due ore dopo) alle radiazioni del sole o di lampade fluorescenti UVA
da 320 a 400 nm, fa ottenere effetti soddisfacenti, anche se spesso si ottiene repigmentazione instabile e cosmeticamente imperfetta (38). L'apparecchiatura, utilizzata anche per la PUVA terapia della
psoriasi, prevede lo studio del paziente in
riferimento alla catalogazione del colore
della carnagione ed alla dose minima eritematogena.
La repigmentazione si manifesta dopo
15-25 sedute e si completa dopo 100-300
sedute, con ritmo di tre sedute la settimana. I risultati favorevoli si conseguono nel
18% dei pazienti sottoposti a meno di 50
sedute e nell'83% di quelli che hanno praticato più di 200 sedute (39). Con la kellina (furocromo isolato dall'Ammi visnaga,
isomero del metoxalene-furocumarina
estratta dall'Ammi majus), somministrata per via orale per 4 mesi con successiva
esposizione al sole, si sono ottenuti risul-
S.D. Randazzo, P. Morganti
17
tati discontinui di repigmentazione (40).
Il meccanismo d'azione della PUVA terapia si ipotizza dipendere dalla fotoconiugazione dello psoralene con la pirimidina del DNA, con ipertrofia ed incremento funzionale dei melanociti e stimolazione dell'attività enzimatica della tirosinasi (41).
.
Notevoli riserve sono state avanzate sulla fotochemioterapia per la possibile stimolazione all'insorgenza di tumori cutanei, nevi, cataratta, alterazioni del sistema immunitario, anche se è stato possibile ridurre alcuni effetti indesiderati mediante l'utilizzazione di alcuni derivati
pirido-psoralenici (42, 43).
La terapia arsenicale (liquore di Fowler),
in unione alla esposizione al sole, trova
ancora qualche sostenitore; la repigmentazione si determina, dopo due mesi di
trattamento, a livello dei follicoli piliferi.
Per chiazze acromatiche limitate viene
suggerito l'uso di idrocortisone in crema
al 2,5%, da applicare due volte al giorno
e da controllare ogni mese per evitare
l'insorgenza di telangectasie soprattutto
nelle regioni periorbitali.
Repignìentazione della vitiligine è stata
ottenuta: per applicazione topica con
betametasone-17-valerianato (44) e con
clobetasol proprionato (45), per via intradermica con triamcinolone acetonide (46).
L'uso protratto dei cortisonici è, comunque, sconsigliabile per la nota insorgenza degli effetti secondari (strie atrofiche,
telangectasie, ipertricosi, dismenorree).
L'effetto repigmentante dei cortisonici
sarebbe provocato dall'inibizione delle
cellule T che favorirebbero le mitosi e la
migrazione dei melanociti. Il fluorouracile crema al 5%, applicato in occlusiva dopo o senza dermoabrasione, stimolerebbe a livello dei follicoli piliferi l'aumento del numero dei melanociti (47).
Senza particolari rischi, ma con il conseguimento di modesti risultati, è il trattamento con acido paraminobenzoico (2
18
Disorders of skin colour and their treatrnent
compresse da 500 mg al giorno nei bambini; 4 compresse negli adulti per 3-6 mesi), per l'azione fotosensibilizzante, angiospasmolitica, stimolante i processi
ossido-riduttivi.
Di difficile gradazione del colore si è dimostrata la tecnica del tatuaggio nella vitiligine e negli esiti leucodermici da ustione (48).
Nel caso di vitiligine generalizzata, oltre
all'eliminazione delle chiazze residue di
cute normalmente pigmentata, si può impiegare, in associazione all'applicazione
locale di filtri solari, la somministrazione orale di beta-carotene (60-120 mg al
giorno), capace di produrr e una colorazione giallo arancio (carotinodermia) che
alcuni pazienti preferiscono al bianco alabastro della vitiligine (49).
Sia in Francia che in Germania è in vendita l'associazione tra cantaxantina (carotenoide non provitaminico A) 360 mg e
beta-carotene (provitamina A) 40 mg pro
dose, da somministrare alla dose di 2
compresse al giorno a scopo abbronzante; in ogni caso la somministrazione orale di alti dosaggi di carotenoidi non sembra dar mai luogo a rischi di ipervitaminosi «A».
Una abbronzatura artificiale può essere
ottenuta utilizzando anche una lozione al
3-5% di diidrossiacetone .
Per quanto riguarda l'uso del trucco cosmetico mimetizzante (maquillagecamouflage), esteticamente utile nelle forme resistenti ad ogni trattamento, se ne
è già parlato a proposito del trattamento
correttivo delle ipercromie.
S.D. Rand azzo, P. Mo rganti
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Common Structural Changes in Aging Human Skin
W. MONTAGNA, Departement of Dermatology The Oregon Health Sciences University, Portland (USA)
Received: March 7, 1985. Presented at the Jsr International Meeting on Cosmetic Dermatology. A New Look
at Old Skin: A Chal/enge to Cosmetology, March 7-9, 1985 Rame - ltaly
Key words: Wrinkles, Ageing, Aged Skin, Elastic and Collagen Fibers, Blood Vessel s.
Synopsis
Riassunto
This presentation is a brief account of I) the natural
history of wrinkles; 2) the aging changes that occur
in the epidermis; 3) the age-related alterations that
occur in the elastic fiber architecture; 4) changes
in the superficial vasculature, particularly in
mucous membranes; and S) the aging changes in
nerves and nerve end-0rgans in mucous membranes.
Whereas these cutaneous alterations are age-related
and affect everyone, they do not progress at a
similar pace in everyone.
Questa presentazione è un breve resoconto d i: l) la
storia naturale delle rughe; 2) le alterazioni dovute
all'età che si verificano nell'epidermide; 3) le alterazioni collegate all 'età che avvengono nell'architettura delle fibre elastiche; 4) le alterazioni dei capillari superficiali, in particolare delle membrane mucose; 5) le alterazioni dovute all'invecchiamento delle terminazioni nervose e degli organi con terminazione nervosa nelle membrane mucose. Queste alterazioni cutanee sono collegate all'età e sono fenomeno comune a tutti, t uttavia non progrediscono in tutte le persone con la stessa velocità.
In this report I have availed myself of
some previously published materia!
(Montagna, 1965) and emphasize at the
start that "One cannot appreciate the progressive transformations that occur with
aging, if one is not familiar with the undamaged skin of young adult persons"
(Montagna and Carlisle, 1979). This statement was made about the epidermis, but
is applies as well to the other structures
of the skin.
The gross changes that occur in aged
skin, and particularly in skin that has
been exposed chronically to sun, are so
striking that it surprises the histologist
when he can record so few details comfortably. Even the wrinkles, the
hallmarks of old skin, have mostly defied
Per questo articolo mi sono avvalso di
materiali già pubblicati (Montagna, 1965).
Per cominciare, vorrei sottolineare che
«Non si possono riconoscere le trasformazioni progressive che si verificano con
il passare degli anni se non si ha familiarità con la pelle non danneggiata dei giovani» (Montagna e Carlisle, 1979). Questa
affermazione è stata fatta a proposito dell'epidermide ma si applica ugualmente alle altre strutture cutanee.
Le notevoli alterazioni che si verificano
nella pelle invecchiata, e in modo particolare nella pelle che è stata esposta al
sole per anni, sono impressionanti ed è
sorprendente il fatto che l'istologia ne
possa registrare soltanto pochi dettagli.
Persino le rughe, «il marchio di fabbrica»
22
Common Structural Changes in Aging Human Skin
accurate histological description. Furthermore, many of the alternations that
characterize the histology of old skin can
also be found here and there in young
skin, and, in addition, the histologist has
often been hindered by the limitations of
the techniques he has used. In these
studies we have combined old with new
techniques (i.e., split-skin preparations
viewed under the scanning electron
microscope) and looked at very thick
frozen sections when we wished to follow
the path of elastic fibers, blood vessels
and nerves. Furthermore, we have never
avoided doing the ordinary thing when
the unusual seemed to be less rewarding.
We will begin with the outer surface of
the skin, which particularly in chronically sun-exposed areas becomes progressively incised by ever deepening
della pelle invecchiata, sfuggono in gran
parte ad una accurata descrizione istologica. Inoltre, molte delle alterazioni che
caratterizzano l'istologia della pelle invecchiata possono talvolta essere rintracciate anche nella cute giovane. Inoltre,
l'istologo ha spesso incontrato notevoli
ostacoli dovuti ai grossi limiti delle tecniche utilizzate. Negli studi riportati in
questo articolo sono state utilizzate tecniche istologiche vecchie e nuove (cioè,
preparati di pelle sezionata osservati al
microscopio elettronico a scansione e
quando desideravamo seguire il cammino delle fibre elastiche, dei vasi sanguigni e delle terminazioni nervose, sono
state preparate sezioni cutanee congelate del dovuto spessore. Inoltre, non abbiamo mai evitato di utilizzare le tecniche
usuali quando quelle più insolite ci sem-
Flg. 1. Small wrinkle from the face of a 31 years old
man. Note the accumulation of desquamated horny layer cells in the groove of the wrinkle. S.E.M.
250X.
Fig. l: Piccola ruga del volto di un uomo di 31 anni.
Notare )'accumulo di cellule dello strato corneo desquamato ne l solco della ruga. SEMx250.
W. Montagna
23
creases (Fig. 1). Those who claim that skin
protected by clothing is spared wrinkling
bave probably been deceived by the upper abdominal skin which, at least grossly appears unscarred by time. It will be
shown that regardless of visible wrinkles,
ali skin mirrors the passage of time and
that such structures as wrinkles have an
anatomica} bases.
The primary cause of small wrinkles
seems to be loss of skin turgidity, a result,
amon g others, of the reduction or
outright loss of the fatty layer in an area.
You will have noted that a fat face has
fewer wrinkles than a lean one. The major wrinkles on our skin are always present, whether or not they are discernible;
they become accentuateci with time and
with use. The gluteal fold and the
nasolabial creases, for example, can be
recognized even in the fetus (Montagna
bravano meno proficue.
Cominceremo con la superficie esterna
della pelle che, in particolare nelle zone
regolarmente esposte al sole, viene progressivamente segnata da pieghe sempre
più profonde (Fig. 1). Chi afferma, però,
che la pelle protetta dagli indumenti sia
risparmiata dalle rughe è stato probabilmente ingannato dalla cute addominale
che, almeno ad un'osservazione superficiale, appare non danneggiata dal trascorrere del tempo. Mostreremo, così,
che, a parte le rughe visibili, tutto il mantello cutaneo rispecchia il passaggio del
tempo e che anche le rughe hanno una base anatomica.
La causa principale delle piccole rughe
sembra essere legata alla perdita di turgidità della pelle come risultato, tra gli
altri, della riduzione o della perdita totale, in una zona, dello strato di grasso.
Fig. 2. The arrangement of elastic fibers under a
small wrinkle on the axilla of a 13 year-0ld boy.
Fig. 2: La disposizione delle fibre elastiche sotto una
piccola ruga dell'ascella di un ragazzo di 13 anni.
24
Common Structural Changes in Aging Human Skin
and Parakkal, 1974). It must be recalled
that although the skin of infants and
children is free of visible creases expect
aver joints, true congenita! flexure lines
are nonethless there, and register the
folding points of the skin; the more loosely anchored skin on either side of the flexural lines is folded passively toward
them. Flexural lines and all wrinkles are
indicated on the undersurface of the
epidermis by grooves or depressions.
Thus, at the sites os wrinkles, the epidermis is much thinner than elsewhere.
Histological preprations do not show this
thinning of the epidermis as well as splitskin preparations (Figs. 12, 14).
Eventually all wrinkles, whether congenita! or acquired, have this anatomica!
feature: they are indicated by a groove on
the epidermis at the underside, their in-
Avrete notato che un volto grasso ha meno rughe di uno asciutto. Che siano o no
visibili, le rughe sono sempre presenti
sulla nostra cute; tendono ad accentuarsi con il tempo e con l'usura. Le pieghe
dei glutei e quelle nasolabiali, per esempio, possono essere riconosciute persino
nel feto (Montagna e Parakkal, 1974). Si
deve ricordare c he sebbene la cute dei
neonati e dei bambini sia priva di pieghe
visibili, tranne che in corrispondenza delle giunture, presenta, tuttavia, delle linee
di flessione congenite, caratteristiche dei
punti in cui la pelle si piega; la cute ancorata meno saldamente su ambedue i lati delle linee di flessione si piega passivamente nella loro direzione. Le linee di
flessione e tutte le rughe sono chiaramente indicate, sulla superficie sottostante
dell'epidermide, da solchi o depressioni.
Flg. 3. Elastic fibers under a small wrinkle on the
abdomen of an 18 year-old boy. Note their arrangement.
Flg. 3: Fibre elastiche sotto una piccola ruga dell'addome di un ragazzo di 18 anni. Notare la loro
disposizione.
W. Montagna
25
terface with the dermis is flat and largely free of the cytoplasmic serrations that
characterize the rest of the epidermal
basal cells.
The architecture of the dermis at the base
of wrinkles also has some distinctive
features. All small superficial blood
vessels at the site of the wrinkles are
squeezed out and the appearance of the
elastic fibers is severely altered. The fine
terminal fibers which elsewhere in the
skin are characteristically numerous, are
rarified under wrinkles. Both collagen
and elastic fibers are compacted under
the wrinkles, the fibers being oriented at
a right angle to the wrinkle (Figs. 2-4).
The gross changes that occur in the structure of elastic fibers in sun damaged skin
bave so impressed students of aging skin
that they have tended to overlook the subtle changes that occur in protected skin.
depressioni. Pertanto, nel punto dove sono presenti le rughe, l'epidermide è assai
più sottile che altrove . I preparati istologici, come pure i preparati di cute sezionata, non mostrano questo assottigliamento (Figure 12, 14).
Apparentemente, tutte le rughe, siano
congenite che acquisite, presentano uno
stesso aspetto anatomico: sono caratterizzate dalla presenza di un solco sulla superficie sottostante dell'epidermide; inoltre, la loro interfaccia in contatto con il
derma è piatta e per lo più priva delle creste citoplasmiche, che caratterizzano il
resto delle cellule epidermiche basa li.
Anche l'architettura del derma alla base
delle rughe ha degli aspetti caratteristici. Tutti i piccoli vasi sanguigni superficiali, presenti nella zona delle rughe, risultano compressi e l'aspetto delle fibre
elastiche si presenta gravemente altera-
Fig. 4. Elastic fibers under wrinkle from the knee
of a 51 year-old man.
Fig. 4: Fibre elastiche sotto una ruga.del ginocchio
di un uomo di 51 anni.
26
And yet, Braverman and Fonferko (1982)
who studies the characteristic features of
elastic fibers in progressively older individuals, using combined enzymatic and
staining techniques and the transission
electron microscope, concluded that
"derma! elastic fibers are more
numerous in old persons than in young
people ... ". These authors also found
elastic fiber distortion in older persons.
To avoid confusing sun damage with aging process, Montagna and Carlisle (1979)
studied the skin of the axilla, breas ts and
external genitalia of women because
these regions are normally shielded from
the sun. In spite of individuai differences,
they did found consistent changes in the
elastic fibers. These changes, though less
severe, had a superficial resemblance to
those changes that occur in sun-exposed
Fig. 5. Long terminal elastic fiber filaments under
the epidermis of the knee of a 32 year-old man.
Common Structural Changes in Aging Human Skin
to. Al di sotto delle rughe, le sottili
fibre terminali, generalmente numerose
in qualsiasi altra parte del corpo, sono
diradate. Al di sotto delle rughe sia le
fibre di collagene che quelle elastiche
sono compatte e sono orientate ad angolo
retto rispetto alla ruga stessa (Figure
2, 4).
Le alterazioni evidenti che si producono
nella struttura delle fibre elastiche della
cute danneggiata dal sole hanno talmente impressionato gli studiosi da indurli a
trascurare le sottili modificazioni che avvengono nella pelle protetta. Tuttavia,
Braverman e Fonferko (1982) che hanno
studiato gli elementi caratteristici delle
fibre elastiche in individui progressivamente più anziani, utilizzando una combinazione di tecniche enzimatiche e
colorimetriche unitamente al microsco-
Fig. 5: Filamenti di fibra elastica lunga terminale
sotto l'epidermide del ginocchio di un uomo di 32
anni.
W. Montagna
27
skin (Figs. 5-10). The ultrastructural
studies of Braverman and Fonferko
(1982), however, show that there are
"significant qualitative differences between the 2 conditions" (suo damage and
aging changes). Nilnberger et al. (1978) (9),
Danielsen and Kobayasi (1972) and
Lavker (1979) had already reached the
same conclusions.
Since most morphologists who have attempted to study aging changes in human
skin have primarily relied on histological
sections, even the gross alterations that
have occured in the epidermis have
escaped them. The downgrowth of
epidermal clurnns (improperly called rete
pegs), for example, are often so irregular
in tissue sections, even in young skin that
no statement can be made with confidence about them. To understand one
pio elettronico a trasmissione, hanno concluso che «le fibre elastiche dermiche sono più numerose nelle persone anziane
che in quelle giovani...» Questi autori hanno, inoltre, rilevato una distorsione delle fibre elastiche nelle persone più anziane. Per evitare di confondere i danni dovuti all'azione del sole con quelli dipendenti dal processo di invecchiamento,
Montagna e Carlisle (1979) hanno studiato la cute dell'ascella, del seno e dei genitali esterni di donne, dato che queste zone sono normalmente protette dall'azione del sole. Oltre alle differenze individuali, essi hanno riscontrato nelle fibre
elastiche evidenti alterazioni. Queste alterazioni, sebbene sembrassero meno
gravi, mostravano una somiglianza superficiale con le alterazioni che si verificano nella cute esposta al sole (Figure 5,
Flg. 6. The elastic fibers under the epidermis of the
knee of a 92 year-old man. Compare with Figure 5.
Flg. 6: Fibre elastiche dell'epidermide del ginocchio
di un uomo di 92 anni. Confrontare con la figura 5.
28
of the most conspicuous aging changes
that occurs in skin, we looked at the
undersurface of whole epidermal sheets
split off the dermis after treatment with
sodium bromide. Thus, even a casual look
at Figures 11 to 14 shows the dramatic
epidermal changes that occur not just on
the breasts but in all regions, regardless
of sun exposure or protection. The point
is that the epidermis flattens down with
the passing of time. Even the downgrowth of the basal epidermal cells
cytoplasmic processes become rarified
and largely disappear.
Flg. 7. The terminal and preterminal elastic fibers
underneath the epidermis of the nipple of a 23 yearold woman.
Common Structural Changes in Aging Human Skin
IO). Gli studi ultrastrutturali di Braverman e Fonferko (1982) mostrano, comunque, che esistono «significative differenze qualitative tra le due condizioni» (danno dovuto all'azione del sole e alterazioni dipendenti dall'invecchiamento). Niimberger et al. (1978), Danielsen e Kobayasi (1972) e Lavker (1979) erano già arrivati alle stesse conclusioni.
Poiché la maggior parte degli studiosi di
morfologia che hanno studiato le alterazioni cutanee da invecchiamento si sono
affidati principalmente alle sezioni istologiche, sono sfuggite loro persino le più
Fig. 7: Fibre elastiche terminali e preterminali sotto l'epidermide di un capezzolo di una donna di 23
anni.
W. Montagna
29
The changes that take place in the dermis
are reported by many authors. It is
noteworthy, however, that Carlisle and
Montagna (1979) saw some similarities
between the derma! changes that occur
in the sex skin of macaques during the
postovulatory period of the cycle with
those that occur in aging human skin.
These authors pointed out that whereas
the dermis of young human skin is
characterized by the presence of many
large, obviously active fibroblasts with
distended endoplasmic reticulum and extensive Golgi bodies, the fibroblasts in
older dermis are small, inactive and con-
grossolane alterazioni che hanno luogo
nell'epidermide umana. Per esempio, la
crescita verso il basso delle creste epidermiche (chiamata impropriamente «rete
pegs») è spesso così irregolare nelle sezioni di tessuto, persino nella cute giovane,
che al suo riguardo non si può fare con
sicurezza alcuna affermazione. Per comprendere una delle più rilevanti alt~razio­
ni dovute all'inveçchiamento che avvengono nella pelle, abbiamo osservato la
superficie inferiore di interi fogli epidermici staccati dal derma dopo trattamento con bromuro di sodio. Così, anche ad una osservazione superficiale, le
Fig. 8. The elastic fibers in the nipple of a 72 yearold woman. Compare with Figure 7.
Fig. 8: Fibre elastiche di un capezzolo di una donna
di 72 anni. Confrontare con la figura 7.
32
Common Structural Changes in Aging Human Skin
women, the vessels of the microcirculation are collapsed, disorganized and even
disappeared. (It will be noted that the
ruby surface of the lips and mucocutaneous surfaces, which are usually a vivid
pink in young adults become blanched in
aged women.) The face, normally greatly
vascularized in the young also shows a
decimation of its superficial vessels in the
aged, as does the scalp (Ellis, I 958).
It is difficult to interpret what happens
to peripheral cutaneous nerves from
histological preparations. No one has
taken the time to count them and voice
an opinion concerning what happens to
them with aging. This is probably a blessing since it would not be possible to judge
the accuracy of such judgments.
Nonetheless, from our best preparations
nitali durante la fase postovulatoria. La
pelle degli organi genitali, tuttavia, è unica in quanto invecchia ogni mese e poi
ringiovanisce. Molti autori hanno descritto le variazioni che si verificano a livello
della microcricolazione della pelle che invecchia. Questo breve articolo, pertanto,
avrà carattere generale. Nella pelle giovane il numero dei capillari che si trovano subito al di sotto dell'epidermide ed
il loro reticolo sono collegati al tipo di s uperficie interna dell'epidermide. Pertanto, il numero maggiore di capillari
superficiali si trova nella pelle glabra
(Palma delle mani e pianta dei piedi, labbra, pelle della parte dorsale delle falangi distali dei digitali in prossimità delle
unghie, capezzolo e aureola del seno,
glande del pene e glande del clitoride). An-
Fig. 11. The underside of the epidermis of the nipple and areola of a 23 year-old man. Note the architecture of the epidennis and the numerous galactophores from Montgomery tubercles, in the areola.
Fig. 11: Superficie inferiore dell'epidermide del capezzolo e dell'aureola di un uomo di 23 anni. Notare l'architettura dell'epidermide e i numerosi galattofori dei tubercoli di Montgomery dell'aureola.
W. Montagna
we have gained the impression that the
nerves around glands and hair follicles
are little affected by age (Montagna and
Parakkal, 1974). There are certain areas
of the skin, however, where alterations
have been found. In the mucoucutaneous
membranes of the genitalia there are
fewer genital corpuscles and they are
smaller. We found the most striking
nerve alterations in the vagina! wall. In
old women the rich nerve net just under
the epithelium disappears altogether.
In sune-xposed areas actinic changes are
superimposed upon tempora! changes
and the total effect appears to be that of
precocious aging. We do not yet know
how to fully separate these two factors
Fig. 12. The underside of the epidermis of the nip·
pie and areola of a 79 year-old woman. The epidermal underside is largely flattened and there are
fewer galactophores in the areola. The radiating
lines are wrinkles. Compare with Figure 11.
33
che se l'epidermide in queste ed in altre
zone subisce, con l'invecchiamento, un
appiattimento minore della superficie interna, i vasi superficiali subiscono delle
alterazioni, come si può osservare nelle
figure 15 e 16. Persino in s uperfici mucocutanee come le labbra e la vulva, e i capezzoli e le aureole del seno femminile,
i vasi della rnicrocircolazione risultano
sgonfi, disorganizzati e talvolta persino
scompaiono. (Si noterà che la superficie
vermiglia delle labbra e delle superfici
mucocutanee, che normalmente hanno
una vivida colorazione rosa nei giovani,
tendono a sbiancarsi nella donna anziana). Anche il viso, normalmente molto
vascolarizzato nei giovani mostra una
Fig. 12: Superficie inferiore dell'epidermide del capezzolo e dell'aureola di una donna di 79 anni. La
superficie epidermica inferiore è molto appiattita
e presenta un numero più esiguo di galattofori nell'aureola. Le linee radianti sono rughe . Confrontare con la Figura 11.
34
Common Structural Changes in Aging Human Skin
time and sun. Neither is kind to the skin,
and this is someth ing to remember for
the woman who wants to look 17 at age
SS. Avoiding the onslaught of the sun
stays off some grotesqueries but
ultirnately everyone falls prey to wasting
disasters before the coming of the
Rea per.
Today's cult, for women to attempt to rernain beantiful at SO and beyond, means
that at SO or 60 a woman must depart little from an image of a 2S year old or
younger. Some professionale "beautiful"
people manage to hang on to a youthful
appearance longer than others; they ha ve
written books about the mature look and
have become even richer than before. The
mature look means that they have moved only imperceptibly away fron a
neotenous look. Is it really a youthful
riduzione dei vasi superficiali negli anziani, così come avviene nel cuoio capelluto
(Ellis, 19S8).
È difficile dare una interpretazione di ciò
che avviene alle innervazioni cutanee periferiche nei preparati istologici. Nessuno si è preso pena di contarli e di formulare un'opinione su ciò che accade loro
durante l'invecchiamento. Questa lacuna
è probabilmente un fatto positivo poiché
non sarebbe possibile valutare l'accuratezza di tali giudizi. Cionondimeno, dall'osservazione dei nostri migliori preparati, abbiamo tratto l'impressione che le
innervazioni attorno alle ghiandole ed
ai follicoli piliferi siano poco modificate dall'età (Montagna e Parakkal, 1974).
Vi sono, comunque alcune zone cutanee
in cui sono state riscontrate alterazioni.
Nelle membrane mucocutanee dei geni-
Fig. 13. Enlargement of Figure 11. Note the complexi ty of the areolar epidermal undersurface and the
numerous galactophores.
Flg. 13: Ingrandimento della Figura 11. Notare la
complessità della superficie epidermica inferiore
dell'aureola e i numerosi galattofori.
W. Montagna
35
look what we should be hanging on to?
Is the retention of youthful beauty
(neoteny) what it is to be a beautiful
human being? Despite daily professional
skin care, despite avoidance of any and
all factors that might interfere with their
beauty, beautiful peoples' faces will
become fuzzy and wrinkled unless they
are very fat and ha ve never had facial expression, their noses and ears will
become larger, puffy bags will develop
under their eyes, their eyelids will sag
progressively. Fatty deposits will insidiously and incongruously accumulate
on the cheeks, belly, thighs, buttocks and
elsewhere, some mucles will waste away
and arthitis will inevitably set in. It is
time to begin to look at old people in their
own image. As we should not expect a
young adult to look like a child, we
tali vi è un numero inferiore di corpuscoli
di dimensioni più piccole. La più sorprendente alterazione nervosa l'abbiamo riscontrata nella parete vaginale. La ricca
rete nervosa che si trova subito al di sotto dell'epitelio scompare completamente
nelle donne anziane.
Nelle zone esposte al sole le alte razioni
attiniche si sovrappongono a quelle temporali e l'effetto globale sembra essere
quello di un invecchiamentoprecoce. Non
sappiamo ancora come separare completamente questi due fattori: il tempo e il
sole. Nessuno dei due è indulgente con la
pelle, e questo lo deve ricordare la donna che a 55 anni ne vuole dimostrare 17.
Evitando le violente aggressioni del sole
ci si tiene alla larga da qualche effetto negativo, ma da ultimo si cade comunque
preda di devastanti disastri provocati dal-
Fig. 14. Enlargement of Figure 12. The Light radiai
and circular lines are wrinkles. Compare with
Figure 13.
Fig. 14: Ingrandimento della Figura 12. Le leggere
linee radiali e circolari sono rughe. Confrontare con
la Figura 13.
36
should not and cannot expect venerable
persons to retain youthful beauty. It isn't
nice to become old, and the only choice
we have is to do so with grace.
Fig. 15. The complex superficial blood vessels in the
clitoris of a 19 year-old woman.
Common Structural Changes in Aging Human Skin
l'avvento della maturità. Il culto di oggi,
per la donna che cerca di rimanere b ella
oltre i 50 anni, è un culto per l'immagine
di una donna di 25 anni o meno. Alcune
«be llezze professionali» riescono a mantenere un aspetto giovane più a lungo di
a ltre persone; esse hanno scritto libri
s ull '«aspetto maturo» e sono diventate
ancora più ricche di prim a. L'aspetto maturo significa che esse si sono allontanate solo in modo impercettibile da un
aspetto neotenico. È veramente un aspetto giovane ciò a cui dovrem mo rimanere
aggrappati ? È il mantenimento della bellezza della gioventù (neotenia) ciò che fa
di una persona un essere umano b ello? A
dispetto di qualsiasi cura giornaliera profess ionale della pelle, e pur evitando accuratamente tutti i fattori che potr ebbero interferire con la loro bellezza, i volti
delle persone be lle diventeranno rugosi
a meno che queste non siano molto grasse
Fig. 15: I complessi vasi sanguigni superfic iali nel
clitoride di una donna di 19 anni.
37
W. Montagna
e non abbiano mai avuto segni cutanei
espressivi; il naso e le orecchie diventeranno più grandi; sotto i loro occhi si verranno a formare borse cutanee, e le palpebre tenderanno progressivamente a cede re. Depositi di grasso s i accumuleranno in modo insidioso ed incongruo sulle
guance, il ventre, le coscie, i glutei ed altrove; alcuni muscoli scompar iranno e
l'artrite si insedierà inevita bilmente. È
ora di guardare alle persone anziane tenendo conto de ll'immagine che è loro propria. Così come non ci s i può aspettare
che un g iovane adulto abbia l'aspetto di
un bambino, non dovremmo e non possiamo aspettarci che persone di età vener abile m a ntengano la bellezza della gioventù. Non è be llo diventare anziani e la sola scelta che abbiamo è quella di farlo con
grazia.
'•.
I'-
\
iJ _
~·
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Flg. 16. Largely degenerated superficia l bllod vessels in the clitoris of a 72 year-old woman. Compare with Figure 15.
..,.._<JFig. 16: Vasi sanguigni superficiali gravemente degenerati nel clitoride di una donna di 72 anni. Confrontare con la Figura 15.
38
Common Structural Changes in Aging Human Skin
REFERENCES
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R. A. Ellis, editors). Academic Press, New York.
J. Appl. Cosmetol. 4, 3946 (January-March 1986)
Mutagenicity tests of the hair dye coupler 2-Methyl-5-N-/3hydroxyethylaminophenol in the yeasts (forward-mutations
and gene conversions) and in the human cell line (uds assays).
N. LOPRIENO, G. BONCRISTIANI,
Istituto di Biochimica Biofisica e Genetica Università di Pisa (Ita ly).
Received: Aprii 20, 1984
K ey words: 2-methyl-5-N-/3-hydroxyethylaminophenol, S.pombe, S.cerevisiae, HeLa Cells-negative.
Symposis
Sommario
2-Methyl-5-N-,8-hydroxyethylaminophenol is a hai r
dye coupler ingredient. lts potential ability to induce gene mutations in the yeast S. pombe, mitotic
gene conversion in the yeast S. cerevisiae, and unscheduled DNA synthesis in cultured human HeLa
cells was eval uated.
The chemical proved unable to induce detectable
genotox ic effects according to these tests.
Il 2-meti l-5-N-/3-idrossietilammi nofenolo è una sostanza compulante di tinture di capelli. È s tata valutata la sua potenziale capacità di indurre mutazioni geniche nel lievito di S. pombe, la conversione genica mitotica nel lievo di S. cerevisiae e la sintesi di DNA non programmata in cellule umane coltivate del tipo HeLa.
In queste prove, la sosta nza chimica ha mostrato
di non essere in grado di indurre effetti genotossici rilevabili.
The present paper reports the results obtained with short-therm mutagenicity
stu dies applied to 2-methyl-5-N-{3-hydroxyethylaminophenol, a ha ir dye coupler
(Fig. 1). Its mutagenic and genotoxic potentia l has been assessed with 2 widely
used assays with yeasts (forward mutation assay and mitotic geneconversion assay) s_pombe (strain Pl ) and S_ cerevisiae
(strain D4) a nd with a test for the induction of unscheduled DNA synthesis (UDS)
in human cell line (HeLa) (Loprieno et al.,
1982, 1983).
Il presente lavoro riferisce i r isultati ottenuti negli studi di m u tagen icità a breve termine condotti sul 2-metil-5-N-{3idrossietilamminofenolo, un copulante di
tint ure per capelli (Fig_ 1). È stato determ inato il s uo potenzia le m utagenico e genotossico per mezzo di due saggi largamente impiegati (prova di m utazione in
avanti e di conversione genica mitotica)
con i lieviti di S. pombe (ceppo Pl) e di
s_ cerevisiae (ceppo D4) e con una prova
per l'induzione della sintesi di DNA non
programmata (unscheduled DNA synthe-
Fig. l : 2-Methyl-5-N-/3-hydroxyethylaminophenol
Fig. 1: 2-Metil-5-N-/3-idrnssietilamminofenolo
40
Mutagenicity tests of the hair dye coupler 2-Methyl-S-N-t3-hydroxyethylaminophenol in the
yeasts (forward-mutations and gene conversions) and in the human celi line (uds assays).
According to a proposed sequential
sch eme of mutagenici ty testing
(Loprieno, 1982, 1983) there is a need for
using eukaryotic mutagenicity assays to
verify the results obtained with the Ames
test: the verification a ssays may consists
of a test for the induction of genemutation and one of or more tests for the
induction of genotoxic effects.
The assays employed in the present
analysis provide to fulfill these proposed requirements.
Materials and methods
Forward mutation assays with Schizosaccha romyces pombe were performed on
strain SPade-60/radl0-1 98h-wich a llows
the d etection of point mutations in 5
genetic loci of the adenine pathway: basepair transition and transversion mutations, as well as base-pair insertiondeletion mutations, have been sh own to
be produced in this genetic system or in
a s imilar system of the same yeast
species.
In treatment with chemicals, cell suspension of the yeast cells (Sx l06 cells/ml)
were incubated far 16 h in a sh a king
waterbath at 32°C. This tr eatmen t a llow
the yeast cells to undergo celi division,
thus making the growing cells more sens itive to the test chemicals.
Mitotic gene conversion assays with t he
yeast Saccharomyces cerevisiae were performed on strain D4 of the genotype a/a;
gal2/ +; ade 2-2/ade2-l; trpS-12/trpS-27;
leul/ +. This strain allows the detection
of intragenic mitotic geneconversion
events at the leve! of 2 loci, namely ade2
and trpS.
Yeast-cell suspensions were treated during growth, as in the S. pombe assay.
Unscheduled DNA synthesis (UDS) test
was performed on the H eLa human celi
line obtained from a cervical carcinoma.
The cells were exposed to the chemical
sis, UDS) in una linea di cellule umane
(HeLa) (Loprieno et a l., 1982, 1983).
Secondo una proposta di schema sequenziale di indagini sulla mutagenesi (Loprieno, 1982, 1983), si prospetta la necessità
di impiegare saggi di mutagenicità eucariotica p er verificare i r isultati ottenuti
con il test di Ames; i saggi d i verifica possono consistere nella prova per l'induzione di mutazione genica e in una o più prove per l'induzione di effetti genotossici.
I saggi impiegati nella presente analisi
soddisfano questi requisiti così come sono stati proposti.
Materiali e metodi
I saggi di m utazione in avanti con lo Schizosaccharomyces pombe sono stati condotti sul ceppo SP ade-60/rad10-l 98h.
che consente l'identificazione delle mutazioni punto in 5 loci genetici del controllo della sintesi dell'adenina; si è dimostrato che le transizioni e transversioni di
coppie di basi e le mutazioni per l'inserzione o delezione di coppie di basi vengono prodotte in questo sistema genetico o
in un sistema similare dello stesso tipo
di lievito.
Nel trattamento con le sostanze chimiche, le sospensioni cellulari delle cellule
di lievito (Sx 106 cellule/ml) sono state incubate per 16 ha 32° C in un bagno ad
acqua munito di agitatore. Questo trattamento consente la divisione cellulare delle cellule di lievito così da rendere qu elle in crescita più sensibili alle sostanze
chimiche di prova.
I saggi di conversione genica mitotica con
il lievito di Saccharomyces cerevisiae sono stati condotti sul ceppo D4 dal genotipo a/a; gal2/+; ade2-3/ade2-l; trpS-12/trp5-27 leul/ +. Questo ceppo consente di rilevare fenomeni di conversione intragenica mitotica al livello di 2 loci, cioè ade2
e trp5 .
Come per il saggio con il S. pombe, le so-
N. Loprieno - G. Boncristiani
for 1 h and the USD was evaluated by the
incorporation of [3H]TdR in hydroxyurea-trea ted cells. The [3 H]TdR was
assessed by liquid scintillation counting
in a Packard Tri-Carb spectrorneter and
by normai autoradiography, according to
the method described by Abbondandolo
et al.
Metabolic activation assays
All the rnethodologies described above
were used with and without a metabolic
activation system obtained from mammalian liver homogenate. In particular
they were performed by using extracts of
liver from CD-1 male rats trea ted with
phenobarbital + {3-naphthoflavon e
(Loprieno et al., 1982).
In ali test the S9 fraction of the liver
homogenate, with the addition of the required co-factors, was used.
Analysls of the results
Ali the data obtained from more than 1
experiment were treated by regression
analys is , according to the equation
y =a+ bx.and the correlation factor was
calculated for the evaluation of the
statistica! significance of the data. In
some cases the simple x 2 test was applied in order to compare contro! and
treated data.
Chemicals
2-Methyl-5-N-{3-hydroxyethlaminophenol
(Fig. 1), provided by l'Oreal, was a technical product purified by recrystallization.
The following chemicals were used as
reference positive controls in the various
mutational assays: N-nitrosodimethylamine (NDMA): hycanthone : methyl
methanesulfonate: 2,4-Diaminoanisole 2
HCl.
41
spensioni cellulari di lievito sono s tate
trattate durante la crescita.
La prova della sintesi di DNA non programmata (UDS) è stata realizzata su una
coltura di cellule umane del tipo HeLa ottenute da un carcinoma cervicale. Le cellule sono state esposte per 1 ora alle sostanze chimiche e l'UDS è stato valutato
dal [3 H]TdR incorporato nelle cellule
trattate con idrossiurea. Secondo il metodo descritto da Abbondandolo et a l., il
[ 3 H]TdR è stato determinato per mezzo
della conta in scintillazione liquida in uno
spettrometro Packard Tri-Card e con una
autoradiografia normale.
Saggi di attivazione metabolica
Tutte le metodologie sopra descri t te sono state impiegate con e senza un sistema di attivazione metabolica ottenuto da
omogenati di fegato di mammiferi. Questi, in particolare, sono stati realizzati
usando estratti di fegato ottenuti da r a tti maschi CD-1 trattati con fenoba rbital
+ {3-naftoflavone (Loprieno et al., 1982).
In tutte le prove è stata utilizzata la frazione S9 deWomogenato di fegato addizionata dei necessari co-fattori.
Analisi dei risultati
Tutti i dati ottenuti da più di un esperimento sono stati elaborati con l'analisi
della regressione secondo l'equazione
y = a+ bx ed il coefficiente di correlazione è stato calcolato dalla valutazione della significatività statistica dei dati. In alcuni casi è stato applicato il semplice criterio del x2 al fine di confrontare i dati
delle sostanze di controllo e di quelle trattate.
Sostanze chimiche
Il 2-metil-5-N-{3-idrossietilamminofenolo
(Fig. 1), fornito dall'Oreal, era un prodot-
42
Mutagenicity tests of the hair dye coupler 2-Methyl-5-N-13-hydroxyethylarninophenol in the
yeasts (forward-rnutations and gene conversions) and in the hurnan celi line (uds assays).
Table I
Forward gene mutation assay of 2-Methyl-5-N-/3-hydroxyethylamlnophenol on
S. pombe straln PI wlth and without metabolic system.
Dose
rnM (x)
S-9
mix
o
IO
20
30
40
o
10
20
30
40
+
+
+
+
+
Survival
%
N° rnutants
N° colonies
Mut. frequency
x 1Q-4 surv.
100
96
77
72
14
100
71
61
60
35
1/24,450
1123,475
1/24,825
1/17,625
1/19,310
1/36,660
1/37,425
1/28,425
1151,380
1/15,450
0.41
0.43
0.40
0.57
0.52
0.27
0.27
0.35
0.19
0.65
Regression analysis
- S-9 mix y=0.3940+0.0036x r=0.75861 N.S.
+ S-9 mix y=0.2100 +0.0068x r=0.60029 N.S.
Results and discussion
Table I reports the results of the experiment performed with the chemical on the
yeas t S. pombe in the presence and
absence of S9 mix: the regression
analysis applied to the data showed data
the compound has not been able to induce
any stastically significant increase aver
the contrai value.
When tested in the same conditions
2,4-Diaminoanisole, in the absence of a
metabolic system, and N-Nitrosodimethylamine, in the presence of a metabolic
system, resulted positive (Table Il).
Table III reports the results of the experiment performed with the chemical on the
yeast S. cerevisiae in the presence and
absence of S9 mix: the results proved to
be negative for both loci investigateci.
Positive compounds were also tested in
the same system (2,4-Diaminoamisole,
and Hycanton) (Table IV).
The results of the UDS assays are reported in table V for 2-Methyl-5-N-{3-hydroxyethylaminophenol and in table VI for
the positive contro!, 2,4-Diaminoanisole.
to tecnico purificato per ricristallizzazione.
Come controlli positivi di riferimento per
i diversi saggi mutazionali, sono state impiegate le seguenti sostanze chimiche: Nnitrosodimetilammina (NDMA), icantone,
metil metansulfonato, 2,4-diamminoanisolo.2HC1.
Risultati e discussione
La Tavola I riporta i risultati dell'esperimento realizzato con la sostanza chimica in esame sul lievito di S. pombe sia in
presenza che in assenza della miscela S9;
l'analisi della regressione applicata ai dati ha mostrato che il composto non ha indotto alcun aumento statisticamente significativo rispetto a l valore del controllo.
Il 2,4-diamminoanisolo, in assenza di un
sistema metabolico e l'N-nitros odimetilammina, in presenza di un sistema metabolico, sono ris ultati positivi nelle stesse condizioni di prova (Tavola II).
La Tavola III riporta i risultati dell'esperimento realizzato con la sostanza chimi-
N. Loprieno - G. Boncristiani
43
Table II
Results of two positive compounds, namely 2, 4-Diaminoanisole and N·Nitrosodimethylamine
tested on the S. pombe forward mutation assay
Chemical
2, 4-Diaminoanisole
N-Nitrososimethylamine
Dose S-9
nM(x) mix
o
l.25
2.50
5.00
o +
0.5 +
1.0 +
10.0 +
Survival
%
N° mutants
N° colonies
Mut frequency
x 10-4 surv
100.0
100.0
87.9
79.3
100.0
100.0
100.0
100.0
2/20,418
4/13,796
8/11,976
12/10,780
1/10,772
14/13,464
25/11 ,336
105/10,500
0.98
2.90
6.68
11.13
0.93
10.40
22.05
100.00
Regression analysis
2,4-Diaminoanisole: y=0.8580+ 2.086x r=0.99391 •••
N-Nitrosodimethy]amine: y=6.2011 +0.4414x r=0.99433* ..
Table III
Mitotic gene conversion assay of 2·Methyl·S·N·/3·hydroxyethylaminophenol on
S . cerevisiae strain D4 with and without metabolic system
Dose
mM(x)
S-9
mix
o
IO
20
40
o
10
20
40
+
+
+
+
Survival
%
Gene-conv.fre.
x IO-S:ade 2
Gene-conv .fre.
X 10-S:trp 5
100
77
78
66
100
100
53
88
0.76(38)
1.49(57)
1.38(54)
1.88(62)
0.60(25)
0.95(52)
1.10(53)
0.44(36)
0.54(27)
1.20(47)
1.10(41)
1.33(44)
0.52(48)
0.85(47)
0.85(4 1)
0.60(49)
Regression analysis
- S-9 mix ade2:y=0.5920+0.02431x r=0.89452 NS
trp5:y=0.7580+0.0162x r=0.79787 NS
+ S-9 mix ade:y=0.8720-0.00569x r=- 0.31837 NS
trp:y=0.7020 + 0.00017x r=0.01716 NS.
The results proved negative for the
chemical under test and positive for the
2,4-Diaminoanisole on the basis of x2
analysis.
From these experiments, it may be concluded that 2-Methyl-5-N-,B-hydroxyethylaminophenol does not produce gene
mutation in the S. pombe yeast cells, it
does not induce mitotic gene conversions
in S. cerevisiae yeast cells and it does not
ca in esame sul lievito di S. cerevisiae, sia
in presenza che in assenza della miscela
S9; si sono avuti risultati negativi per ambedue i loci esaminatì. Anche i controlli
positivi (il 2,4-diamminoanisolo e l'icantone) sono stati esaminati nello stesso sistema (Tavola IV).
I risultati del saggio dell'UDS per il
2-metil-5-N-,B-idrossietilamminofenolo sono riportati nella Tavola 5 e nella Tavola
44
Mutagenicity tests of the hair d ye coupler 2-Methyl-S-N-13-hydroxyethylaminophenol in the
yeasts (forward-mutations and gene conversions) and in the human celi line (uds assays).
Table IV
Results of two positive compounds, namely 2, 4-Diaminoanisole and hycanton tested
on the S. cerevisiae mitotlc gene conversion assay
Chemical
2,4 Diaminoanisole
Dose
nM(x)
S-9
mix
o
IO
15
o
+
+
+
IO
15
o
Hycanton
Gene-conversion fre
xl0-5
Survival
0.05
O.IO
0.20
%
100
0.37
0.06
JOO
2.13
0.86
100
88.9
74.5
29.3
ade 2
trp 5
0.67
10.83
54.90
0.65
5.52
37.74
0.62
15.63
57.17
260.00
0.67
13.67
52.94
0.78
7.87
45.42
0.76
14.24
39.30
317.54
Regression analysis
2.4-Diaminoanisole
- S-9 mix a de2 y= -4.4725+0.24559x2 r = 0.96039•
trp5 y= -3 .J0389+ 0.23567x2 r=0.97625•
+ S-9 mix ade2 y= -3.6340 + 0.1686Sx2 r =0.94327 NS
trp5 y= -3.9393+0.20304x2 r = 0.95185*
Hycanton
ade2 y= - 2.3171 +6540.0x2 r=0.99440 .. *
trp5 y= - 10.3489+8110.4x2 r=0.99185 .. *
Table V
Results of the assay for the induction of the unscheduled DNA synthesis by 2-Methil-SN-13
Hydroxyethylaminophenol on human Hela cell line
Dose
mM
S-9
mix
o
6
17
50
o
6
17
so
+
+
+
+
n° grains/nucleus
(mean T.S.D.)
-HU
+ HU
4.53±2.03
0.79±0.58
1.36±0.50
Toxic
1.81±1.05
0.80±0.42
2.10±1.18
Toxic
1.56 ±0.89
2.21±1.32
4.68±2.24
Toxic
1.24±0.83
1.50±0.71
2.96:1:4.35
Toxic
45
N. Loprieno - G. Boncristiani
Table VI
Results of the assay for the induction of the unscheduled DNA synthesis
by a positive contro! chemical
Chemical
Dose
S-9
mM
mix
N° grains/nucleus
(means ± S.D.)
- HU
2,4-Diaminoanisole
o
I
3
IO
o
I
3
IO
+
+
+
+
0,89±0.83
6.11±2.45
3.93±0.96
>50
0.78±0.80
2.00±0.88
2.77± 1.07
4.07±2.14
+HU
0.90± 0,87
3.39±0.99
2.86±0.79
<SO
. 0.64 ±0.93
1.1 5±0.82
1.54 ± 1.04
2.90±0.75
2,4-Diaminoanisole has resulted positive for t he induction of UDS in the absence of a metabolic activation system, on the basis of X2 analysis.
stimulate UDS in the human HeLa cell
line.
The present negative results obtained
with three different short-term assays for
testing the potential ability to produce
different genotoxic effects together with
other n egative data r eported by other AA..
in this journal (Kalopissis, 1983, Shahin,
et. al., 1983) allow the conclusion that
2-Methyl-5-N-{3-hychoxyethylaminophenol
does not re present a mutagenic risk in
somatic cells.
6 sono riportati que lli del controllo positivo 2,4-diamminoanisolo. Sulla base del
criterio di x2, si sono avuti risultati negativi per la sostanza chimica in esame e positivi per il 2,4-diamminoanisolo.
Da questi esperimenti s i può conclude re
che il 2-metil-5-N-{3-idrossietilamminofenolo non produce mutazioni geniche
nelle cellule di lievito di S. pombe, non induce conversioni geniche mitotica nelle
cellule di lievito di S. cerevisiae e non s timola l'UDS in una linea di cellule umane
del tipo HeLa.
Questi ris ultati negativi ottenuti con tre
differenti saggi a breve termine per la verifica della potenzia le capacità di produrre differenti effetti genotossici, ins ieme
ad ulteriori dati n egativi riportati da altri AA. su questo argomento (Kalopissis,
1983, Shanin et al., 1983), consentono di
concludere che il 2-metil-5-N-{3-idrossietilamminofenolo non rappresenta un rischio mutagenico per le cellule somatiche.
46
Mutagenicity tests of the hair dye coupler 2-Methyl-5-N-,S-hydroxyethylaminophenol in the
yeasts (forward-mutations and gene conversions) and in the human celi line (uds assays).
Acknowledgments
Ringraziamenti
This work was supported by SAIPO S.p.A. (contract
n ° 140/20.12.79) and CNR, Roma.
Hanno contribuito al lavoro la SAIPO S.p.A. (contratto d i ricerca n° 140/20.12.79) ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Progetto finalizzato chimica
fine e secondaria, Roma, Italia.
REFERENCES
1. Loprleno, N. (1982): «Mutagenic hazard and gent!tic risk evaluation on environmental, chemical s ub-
stances». In: Environmental Mutagens and Carcinogens. T. Sugimura et al. (Eds.) Proc. 3rd Int. Conf.
Environ. Mutagens. University of Tokyo Press, Tokyo/Liss, New York, 259-281.
2. Loprleno, N . (1983): «L'utilizzazione di alcuni sistemi genetici nello studio della potenzialità mutagena
di composti chimici utilizzati nei coloranti dei capelli». Conferenza Tossicologia Cosmetici 173-203, Ets,
Pisa.
3. Loprleno, N. (1982): «Mutagenic studies on the hair dye 2-(2',4'-diaminophenoxy) ethanol in the diffe.
rent genetic system». Mutation Res. 102 331-346.
4. Loprleno, N. (1983): «Lack of genotoxic properties of the hair-dye component N-methyl-amino-2-nitro-4-N'.
N'-bis-(2-hydroxyethyl)-aminobenzene, in mammalian cells in vitro, and in yeasts». Mutation Res. 116
. 161-168.
5. Kalopissls, G. «Experirnenta l Studies on a hairdyeing ingredient 2-methyl-5-N-beta-hydroxyethylaminophenol: Jack of genotoxic properties». Toxicol. Europ. Res. (in press.).
6. Shahin, M.M.: «Mutagenicity test on the hair dye coupler 2-methyl-5-N-,S-hydroxyethylaminoplenol in
Salmonella thphinurium/microsome pia te assay and Saccharonyces cerevisiae strain D4». To:cicol. Europ. Res. (in press.).
I. Appl. Cosmetol. 4, 47-50 (January-Ma rch 1986)
Marvelous Secrets
W. MONTAGNA, P. MORGANTI
Scented water to make the face white and shiny (lustrous) (1)
Rx. Boil as many fresh eggs as needed until they are quite hard, shell them, remove
the yolk and save the white. Piace two libre' of egg whites in a glass bowl together
with eight ounces of apples (honey?)2, half liter turpentine, one ounce liquid
storace3, two ounces benzoin, one libra rose water and distill in a double boiler
(baign-marie). Add to the distillate four grains of muschio4 and expose to the sun for
10 days. A lady called Marchese used this water, as did many others, with great
success.
' Libra is a unit of mea sure equivalent to
.
2The author writes m ele, which me ans apples, but this is p roba bly a misprint for miele, which is honey.
3Storace is probably
.
4Muschio is e ither mu sk o r moss; e it her might bave been used, although it was proba bly mu sk.
Another scended water for the face (2)
Rx. The best quality rose water (eight libre), well water (12 libre), musk (one dram),
benzoin (one ounce). Put these ingredients in a glass double boiler and stop the process when you can see the first vapor. Place in a well-stoppered glass jar and expose
to the sun for 15 days. Transfer the sediment to a larger glass jar and pour over it
24 libre well water. Expose this mixture to the sun and you will have an exquisite
water for washing the hands .
Water that makes skin clean, soft and lustrous as a mirror (3)
Rx. Crush in a mortar two fat, plucked, eviscerated domestic squabs, three ounces
of saltpeter1, two libre aquavit (brandy), one ounce benzoin and half libra wheat
flour. Put the mixture in a stoppered glass urn and piace on hot ashes until vapors
begin to come out of the stopper. Remove the contents and distill. To the distillate
add one dram levantine musk and ounce 5 each of good rose water and m e rangoli.
Let the mixture stand unti! it clears. Before washing your face with this mixture,
smooth it with ashes and bran. After washing dry your face thoroughly. When used
in the morning and evening your skin will be so beautiful as to astound people and
this can ben accomplished without usign solimati3 or other filth.
'The author says «alume di rocca•>, which means rock alum and which we interpret a s saltpeter, which
is not a lum.
2Muschio - musk or fern , probably musk.
3Solinati.
48
Marvelous Secrets
s E e cr
a<lelio:l 1hQ poi tro
D
o.
'l7.
itt3 in un Libro.
AetJ'"' odorifuil. ,be fà biAnc11 /4
/"cc iti,
I).O
Va frelche, CJ!lella quantità, che
vuoi falli cuocer i11 acqua , che li i
e 1Hcid4.
(1)
be11 to/H, mondali, e cav:rne i I rotfo, e conferva'il bianco, dipoi pi~lia di deuo bianco lib.2. mele comm.on.8.trement.li. mtz.
fioraçe liquida 011.1. beb.oìno on.2. acqua
rofJ lib. 1. met~i il tutto in u
ccia di
vetro,edifiilJ:i~rb.i-g1
aria, e ne
~
cpia, ch'ufcirà per 9gt1i lib. rnemicì mufchio grani 4. è f~J1.i fiar al Sole per dieci
giorni, e farà fatta quell'acqua l'ufava·un:i
Sig. Marchefe, e molt'altre Sign. con belliiTì1t1ofuc~lfo.
-
Vn'11lrr•.lUJHA o-doriftrA ptr /A faui11 •
Cquarofa 1iniffima lib. 8. acqua di
pozzo lib. 12, mufchio dr. 1. belzoirio-oncie UIJil,_ ditlilliil tutto in bagno
maria perv.ittt'O, e come incominciano ad
apparirei fu·mi, non diftillare pitì, €falla
ftarea'l Sokin vafo di vetro ben turare per
15. giorni è quello, che refra in fondo della boccia,~ttHo in-altra boccia p.ìù gran~
de infondendovi fopra lib. 24. d'acqua di
poz:z:o, e fallo fiu'al Sole, e hlverai un'acqua e(quiuta per hvarti le mani.
Acqm•, che fà la &Mnt pg/ita, e lllO(bid11, f:
Ju'/lr11 comt/pecchio.
~
Oi , piccioni giovani C'lfaricci ,. e
guUi pelaliae levali 1'1utel'iori alu~·
A
D
~
m~
(2)
(3)
W. Montagna - P. Morganti
49
1t o.
s .E e
O
N Do.
me di rocca onc.3.1
vita lib.?. beJzoi· ravigliofa, e non pfl! villa.
no onc. 1. farina di grano lib. mua, pilla
1'n'11Jrt-A •ul"" pv J•f•ui11.
ogni cofa dentrounmoruro, emettiin • ·sOJimatoon.1.canforadr.1.Gpolve.
orinai di vetro col (uo capello.-e recipien·
rii.i il tutto fotilmente, e rnettati in
te,e diftilla per cenere fin taoto,che com in fugo di limoni puri.tìate, acqua rofa, ac.
ciano ad apparire li fumi nel capello, a.Il'- qua di nenufari di cocozza,edi fiori di fa.
hora leva 11recipiente, {erba quello.., che e, di ciafched.lib. 1. e meza '1 mecta il tut·
far~ dillillato, nelJa qual difiillatione ag· o in vafo di vetro per quimfeci giorni al
giongivi mufchio .:f i Levante dra.1. acqua ol~, & '1 uG, perche ècofa mirabile da. ve.
rofa fina, e di merangoli di ciafched. onc. ete~perche fà Ja faccia lullra,rotfa, e bella.
·
AL1r1uct/1'4AIJ'ifl~jfa.
Ja(ciala cosìlino,che 6 facci chiara, equi
iJJ b vuoi adopràre fà li(cia con cenere, e ~·
Irra oné. due, incenK>, matlici di
{emola, e con quella lavati la faccia, &
ciafched. oncie meza, zedoaria,
a{ciag3ti bene, poi b:ignati con queft'ac- canella di ciafched. dra. tre, canfora dra. 1.
qiu (C't'a:, "C mattina, cMl•cune diventarà bianchi di ova libre 1.sbatti ben.e l'ova , e
sì bella, CM~ di ltuporc fenza. ufar pitta il refi:o, e me{cola :affieme,, e meni
.tanti (othhati, &"altre porrfaerie.
dentro il ventre di una gallim,aggiongenM-4t11iif11,. •11'•"1"" ptrc011/trt1Ar '" dovi latte di capra libre tre, e ii ditlilli per
luçit,1/fi11111, tgiot11mlt. . • bagno: s'adopra come l'.altra, & ~ Còfa da
•·
In bianco potente libre 1 r.'miele gran Signore , perclM:ù:nbNn" a allaftta _.
commune li.i. ova fr~che nu.10. & immo rbidifce la peHe.
.
~,oj pic~ioni cafarkci, che ancor non hai>- Vnalm•
ebt ia/,i1111c4 ltt f•ed11, e
. lev4 Je nucchit lk•111ttrt1iglioni.
bfho fini ce le pene,tutte le dette cofe pi Cl-ale groffamente: t•ova con la fcorza: tutte
Qua rofa, fugo di ilimoni di cia- fched.on.8. Colimato dr.i. bianchi
l'alcre cofe · l'iilerai nel vino per quattro
giorni, poi B diCl-illi per vetro cavandone d'ova nu. 4· mefcola affieme, dopò metila
folo lib.z. e nel diftiJlato aggiongi vi oglio a1Sol:e per 8. giorni , e 11 V.1ti con etra: ma
di tartaro non tropp6 forte onc.2.e onc.r. avverti no le donne, che tutte 1•acque dod'acqua rou,e 1. d·acqua di fiori di melan· ve entra il folimato con {l.a·ceffione di .
oli, e grani dieci di rnufchio foluto in ac.. tempo rugano b peUe, fanno fidenti neri,
u.i rofa, di quefl.i lavatifcra, e mattina e fanno pt1zzar itfiatoi però le ufino con
. a façcia , de-mani, che vederai cofa ma. difcrectione, e quefto·bafti ..
ravi- _
',
.dc·
M
··V'';"
JJ!•A
!
"''I"",
(5)
(6)
so
Marvelous Secrets
How to the make a water that keeps the face very shiny and youthful (4)
Rx. Fifteen libre of strong white wine, two libre of common honey, 10 fresh eggs with
shells and two domestic squabs with feathers not fully emerged, crush ali these ingredients coarsely in the wine for four days and distill in glass, obtaining only two
libre. To the distillate add two ounces of tartaric oil (not too strong) and one ounce
each of rose water and water of melangoli flowers. Add 10 grains of musk dissolved
in rose water. Wash hands and face with this mixture and you will see marvels never before seen.
Another water for the face (5)
Rx. Place in a glass jar one ounce of solimato and one dram of camphor finely powdered together. Add one ounce each of the following: purified lemon juice, rose water, lotus flower water, pumpkin flower water, faba flower water. Expose to the sun
for 15 days. This wonderful stuff makes the face lustrous (glowing red) and beautiful.
Another water for the same (6)
Rx. Two ounces of myrrh, half ounce each of mastic and incense, three drams each
of zedoaria and cinnamon, on dram camphor and one libra of egg whites.
Beat the eggs well, crush the rest and mix all together. Place the mixture inside the
addomen· of a fowl, adding three libre goat milk and distill by bath (double-boiler).
Use like the other one. This is stuff for great Ladies since it whitens, shines and softens the skin.
·Here we come to a stop. The author says «ventre di una gallina» which cou ld mean stomaclz (birds have
a crop, which is part of the esophagus, a gizzard and a proventriculus; only the latter is anologous to
the stomach of mammals). Ventre could also mean belly, abdomen or gut, none of which make sense in
this context. Since this Rx. is somewhat equivocai we give you its !iterai translation.
«Two ounces of myrrh, incense, mastics of each half ounces, Zedoaria, cinnamon of each three drams,
one dram of camphor. Beat the eggs well, and crush the rest, and mix together, and put ins ide the belly
of a chicken, adding to it three libre of goat milk and distill by bath: it is used like the othe r one, and
it is stu ff for great Ladies, because it whitens, given shine to and softens the skin.»
Book-Review
J. Appl. Cosmetol. 4, 51-52 (January-March 1986)
Trattato di Fitoterapia e Aromaterapia
(Diretto da Paul Belaiche)
Vol. I: L 'AROMATOGRAMMA di P. Belaiche, H. Audhoui, G. Sens-Olive
1 - Fitoperapia; 2 - Essenze, impiego terapeutico; 3 - Farmacologia; 4 - Ricerche di laboratorio
Ed. Lito Corti, Buccinigo D'Erba, 1983, 240 pag., cm 24, ill. L. 48.000
The Journal have just received an interesting book «The Aromatogram» first
volume of the series «Treatise of
Phytotherapy and Aromatotherapy» by
Paul Belaiche. After an interesting
historical introduction devoted to the
assessment of antiseptic power and mainly to the technical definition of aromatic
materials, a review is given of the main
techniques employed to analyzed the
bactericidal power of natural essences.
A special effort is made by the authors to
allow the reader to fully understand the
importance of the technique employed to
prepare, for testing, a sample of an essential oil. As a matter of fact, the
bactericidal power of the essential oil is
closely related to the germ/product contact surface. The greater the distribution
of the product in the substratum, the
more active the bactericidal activity will
result. Based on these interesting
premises, a comparative study is given on
the germicida! activity developed by
various essential oils against the main
pathogenic or not bacterial strains.
This study on aromatograms that are
overlapping with and comparable to real
antibiograms, shows, for example, the
relevant antibacterial activity developed
especially by certain essential oils such
as those extracted from thyme, cinnamon, dove and origanum floribundum.
The last chapters of the book are devoted
to define exactly which should be the
Ci è pervenuto in redazione un interessante libro «l'aromatogramma», primo
volume della collana «Trattato di Fitoterapia e Aromaterapia» di Paul Belaiche.
Dopo un'interessante introduzione storica sulla verifica del potere antisettico e
soprattutto sulla definizione tecnica del
materiale aromatico, vengono passate in
rassegna le principali tecniche utilizzate
per analizzare il potere battericida delle
essenze naturali.
È posta molta attenzione nel far recepire al lettore l'importanza che riveste la
tecnica di preparazione del campione di
un olio essenziale da analizzare. Infatti il
potere battericida dell'olio essenziale è
strettamente correlabile alla superficie di
contatto germe/prodotto. Maggiore è la
distribuzione del prodotto nel substrato
e più attiva risulterà l'attività battericida.
Partendo da queste interessanti premesse viene riportato uno studio comparativo sull'attività germicida di diversi oli essenziali nei confronti dei principali ceppi batterici patogeni e non.
Attraverso questo studio sugli aromatogrammi sovrapponibili e paragonabili a
veri e propri antibiogrammi, risulta, ad
esempio, evidente la notevole attività antibatterica esplicata da alcuni oli essenziali quali quelli di timo, di cannella, di
garofano e soprattutto di origanum floribundum.
Gli ultimi capitoli del libro sono dedicati
a definire esattamente quali debbano es-
52
most important characteristics of an
essential oil and how their control should
be standardized before they are practically applied.
Finally, the concluding part of the book
reports the chromatographic characteristics of essential oils most important
for aromatotherapy, together with their
possible u se in human therapy.
In view of the easy readability of the book
and of the interes ting data reported, this
first volume should b e present in the
library of both physicians and chemists
concerned with Cosmetic Dermatology.
Book Review
sere considerate le caratteristiche salienti
di un olio essenziale e come debba essere
standardizzato il loro controllo prima di
una sua eventuale applicazione pratica.
A conclusione vengono riportate infine le
caratteristiche cromatografiche degli oli
essenziali più interessanti per la aromaterapia ass ie me ad un loro possibile impiego in terapia umana.
Considerata la facilità di lettura del libro
e gli interessanti dati riportati, questo
primo volume dovrebbe far parte della biblioteca sia di medici che di chimici interessati alla Dermatologia Cosmetologica.
Book Review
J. Appl. Cosmetol. 4, 53-54 (January-March 1986)
Cosmetic Science and Tecnology
(Series Editor E. Jungermann)
COSMETIC ANALYSIS: SELECTIVE METHODS AND TECHINIQUES
(Technology Series, Val. 4)
Edited by P. Boré. 1985. 552 pages, bound, illustrateci.
$ 85.00 (U.S . and Canada);$ 102.00 (All other countries). ISBN: 0-8247-7113-3. (Pr ices
subject to change without notice).
Cosmetics is an art dating back La Cosmetica è un'arte antica di millenthousands of years tha t has been ni che con il passare degli anni si è semdeveloped and enriched by becoming pre più sviluppata ed arricchita diventanmore and more an exact science.
do sempre più una scienza esatta.
As cosmetic formulations and com- Dal momento che le formule ed i compoponents become increasingly complex nenti cosmetici diventano sempre più
there is a constant need to distinguish complessi nasce la necessità di distinsubtle structural differences and deter- guerne le differenze strutturali e determine trace amounts of impurities. This minare quantitativamente le eventuali
timely book portrays a number of impurezze presenti in tracce.
sophisticated instrumental techniques Questo libro illustra un certo numero di
for analyzing cosmetics and cosmetic raw tecniche strumentali molto sofisticate sia
per l'analisi dei cosmetici che delle relamaterials.
Addressing an array of methods ap- tive materie prime.
plicable to the investigation of substances Considerando un certo tipo di metodiche
that are of interest to those in the field applicabili all'analisi di sostanze, partiof capillary cosmetics, Cosmetic Analysis colarmente interessanti per coloro che
covers approaches responsible far the trattano i cosmetici in maniera specifica,
identification, characterization, or quali- Cosmetic Analysis esamina gli approcci
ty contro! of specific active ingredients or relativi alla identificazione, caratterizzaformulations, and focuses on new and zione, controllo qualità di formule o ingredienti specifici attivi, evidenziando anemerging uses of electrochemistry.
This ground-breaking reference also che i nuovi ed emergenti usi dell'elettrodescribes procedures far the extraction chimica.
of polymers from various cosmeti for- Sono, inoltre, descritte in modo dettagliamulations ... gives severa! examples of to le procedure di estrazione dei diversi
determinations using differentially puls- polimeri dalle varie formulazioni cosmeed polarography... illus trates gas tiche; vengono riportati esempi di dete rchromatography capability where the minazione mediante l'uso di tecniche posalute of interest is mercaptoacetic acid, larografiche; vengono illustrate le possia compound of rather high polarity ... pre- bilità d'uso della gas-cromatografia ansent nonconventional aspects of gas che nel ricercare e determinare la presenchromatography such as pyrolysis/gas za dell'acido mercaptoacetico, composto
chromatography ... illustrates the poten- ad alta polarità; sempre sulla gastial of headspace gas chromatography for cromatografia vengono posti in rilievo
Announcement
J. Appl. Cosmetol. 4, XXIV-XXV (January-March J 986)
2nd International Meeting on Cosmetic Dermatology
Office Dermatology: The Cosmetic Connectlon
Rome: May 4-6-1987
FIRST CIRCULAR
Organlzlng Commlttee:
P. Morganti (Rome) Via Innocenzo XI, 41 - 00165 Rome {Italy)
S.D. Randazzo (Catania, Italy)
B. James (Perrysburg, Usa)
Sclentlflc Secretariat
International Society of Cosmetic Dermatology
Europe: P. Morganti, PhD Via Innocenzo Xl, 41 - 00165 Roma (Ita ly) Te!. (06) 6380839
Usa: MB . James, M.D., 128 E. Front St., Perrysburg, Ohio 43551, Usa Te!. (419) 874-2245
Scientific Committee:
(Preliminary List)
Agache P.G.
Ebling F.J .G.
Montagna W.
Panconesi E.
Paoletti R.
Par ish L.C.
Raab W.P.
(Besancon, France)
(Sheffield, U.K.)
(Portlanc.l, USA)
(Florence, Italy)
(Mila n Italy)
(Phila de lphia, USA)
(Wicn, Austria)
Alms
This is the second of a continuing series, of intemational meetings on Cosmetic Dermato logy. This symposium is intended to previde interaction among <lermato logists, cos metic chemists, pharmacologists,
biologists a nd experts from ali other disciplines that may be rclated to Cosmetic Dermatology. Its purpose is to ou tline these common areas where cosmetic technologies may be applied to basic problem s in
the study and therapy of the s kin.
Scientific program
Dates: May 4-6, 1987
Piace: Rome, Italy
Sessions will be held in the Greal Hall Auditorium of the National Institute of Public H ealth (Aula Magna
dell'Istituto Superiore di Sanità) Viale Regina Elena 299, Rome, Italy
List of Toplcs
1 Office Dermatology: Cosmetic Co ncerns
2 Cosmetic Surgery
3 Cosmetic Camouflage
4 Cutaneou s B iology
S Cosmetic Protection
6 Assessment of Efficacy of Cosmetic Products
7 Mechanism of solar erythema
8 Water in keratins
9 Mechanical behaviour of huma n skin
IO Cosmetic Products on Border line: t he low approach
Call for Papers:
This notice represents a forma] cali for papers. A special form for submitting abstracts, with detailed
instructions, will be sent to those who are interested.
xxv
Announcement
Deadline for Abstract Submission: February lst, 1987.
Ali requests for information and completed abstracts should be mailed to: P. Morganti, Ph. D., Generai
Secretary of ISCD, Via Innocenzo Xl 41 - 00165 Rome, Italy. Tel. 06-6380839. Authors will receive detailed information regarding their presentation upon notification of acceptance of their abstract not later
than March 15, 1987.
Language:
The officiai languages of the symposium will be Italian and English. A service of simultaneous translation into Italian or English will be provided.
Formats:
Ora! Presentatlons:
10 minutes will be allowed for each ora! presentation. This shall be followed by a 5 minute discussion
period. Time limits shall be closely adhered to.
- Only slides measuring 5 X 5 cm (35 mm) will be accepted for projection by slide centre.
- Video tape presentations in ordinary VHS format are acceptable, provided that the origina! is in English.
Posters:
Posters for presentation should measure not more than 120 cm (high) X 70 cm (wide) or 4 8 inches (high)
X 24 inches (wide).
Technical Exhibition:
An exhibit area will be available for display of the la test innovations for the cosmetics industry, including new products, quality contro! materials, technical services, literature, etc ... Interested exhibitors
should contact the organizing committee.
Publications:
Abstracts of ali papers will be distributed to registered participants. The proceedings will ben printed
by International Ediemme (Rome-Italy).
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~>{
Please return as soon as possible to:
P. Morganti, Ph.D.
Secretary Generai ISCD
Via Innocenzo XI
41 - 00165 Rome, Italy
I am interested in attending the 2nd lnternational Meeting on Cosmetic Dermatology «Office Dermatology: The Cosmetic Approachn.
Please keep my name on the mailing list for further information.
NAME: ................................ .
ADDRESS: .......................... .
AFFILIATION: ......................
D I would like to attend
I pian to present: Oral communication D
D I shall be accompained
Poster D
Journal of Applied Cosmetulug~· p ubb lished quarterly b~· INTERl\ATIONAL EDIEMME, Via F. Bernard ini 22, 00165 Roma Italy. Direltore Responsabi le P. Mo1·gan ti. Direzione, Reda7.ione ed Amministra zione:
Vi'1 F. Bernardini 22, 00 165 Roma Italy. Fotocomposizione e stampa ELITEGRAPHICA S.r.l. Progetto grafico
e copertina B. Lisi. Im paginazione e grafica: E. Francioso. Spedizione in abbonamento postale gruppo
IV/70. Autoriz;wzione del tribunale d i Roma n. 3173/83 del 8.7.1983.
PROTEO
GEL
Lfl'i.
mav1
sferule di gelatina da 500 mg
TIOGEL:
sferule di gelatina e e-cistina da 200 mg
PROTEO
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TIOGEI:
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Trimestrale di Dermatologia Cosmetologica Quarterly Review of