Screening: che cosa è?
“Con il termine screening si intende una metodologia di rilevazione che è in grado di
predire un disturbo sulla base della presenza di un segno critico selezionato in precedenza
(test predittivo).
Il test predittivo misura un fattore di rischio per il disturbo ed è basato sull’assunzione che
il risultato del test indica una condizione di rischio che causa una condizione di disturbo.
Lo screening non ha le pretese di evidenziare in modo inequivocabile un disturbo, ma di
individuare, con buon livello di attendibilità, i soggetti a rischio di un determinato disturbo.
Non si tratta di effettuare una diagnosi, ma piuttosto di indirizzare ad uno studio
diagnostico una popolazione che presenta alcuni indici caratterizzanti. Per essere
efficace un test di screening deve essere semplice, rapido da somministrare e poco
costoso, sia in termini di strumentazione che di impiego di risorse specialistiche.”
(Tratto da: A. Paoletti, G. Stella, Indici qualitativi di rischio negli screening sui disturbi
specifici di apprendimento, “Dislessia”, vol. 1, gennaio 2008)
INFANZIA – materiali di studio 1 - COMPETENZE METAFONOLOGICHE
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Attività e prove relative alla consapevolezza fonologica
nell’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia
di Maria Angela Berton
Nell’ultimo anno della scuola d’infanzia e nei primi due anni della scuola primaria le abilità
metalinguistiche e quindi anche la consapevolezza fonologica assumono una grande
importanza nell’apprendimento del linguaggio scritto.
Per imparare a leggere e a scrivere bisogna prima saper riflettere sul linguaggio parlato,
porre attenzione alla sua forma, al suo aspetto sonoro, saperne manipolare le sue parti
indipendentemente dal suo significato.
Questo vuol dire avere consapevolezza della struttura fonologica del linguaggio ed essere
in grado di identificarne le componenti fonologiche (sillabe-fonemi).
MORAIS (1991) distingue la consapevolezza fonologica in globale e analitica.
La consapevolezza fonologica globale è presente nei bambini in età prescolare, a partire
dai quattro anni, e si sviluppa indipendentemente dall’apprendimento della lingua scritta;
quella analitica invece è indice della avvenuta esposizione al codice alfabetico e quindi è
parte del processo di apprendimento della lingua scritta.
I bambini della scuola dell’infanzia esprimono questa consapevolezza di tipo globale
attraverso:
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Riconoscimento e produzione di rime.
Segmentazione in sillabe di parole.
Fusione sillabica.
Riconoscimento in parole diverse di sillaba iniziale uguale.
Elisione di sillaba iniziale.
Riconoscimento di suono iniziale di parola.
Capacità di esprimere giudizi sulla lunghezza di una parola.
Partendo da questi elementi possiamo proporre attività ai bambini che, oltre a favorire la
consapevolezza fonologica, a motivarli verso il linguaggio scritto, possono aiutarci
nell’evidenziare le eventuali difficoltà che un bambino potrebbe incontrare
nell’apprendimento della letto-scrittura.
La maggior parte delle attività che si possono proporre e le verifiche conseguenti sono
impostate sulla sillaba in quanto è un’unità sublessicale che può essere pronunciata
isolatamente ed ha una sua autonomia sia articolatoria che percettiva, autonomia che non
ha il fonema.
Nella valutazione delle competenze metafonologiche possiamo utilizzare delle prove
strutturate e tarate come quelle del CMF (Marrotta, Trasciani; Vicari) dove, per la scuola
d’infanzia, vengono valutate:
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Sintesi sillabica: ti dirò una parola a pezzettini e tu dovrai indovinare che parola è
(ME-LA = MELA).
Discriminazione di coppie minime (parole): ti dirò delle parole e mi dirai se sono
uguali o no (MELA – TELA).
Ricognizione di rime (sostenuta da immagini): dimmi quale fa rima
(PINO…….COLLO-FIORE-VINO).
Discriminazione di coppie minime (non parole): ti dirò delle parole che non esistono
e tu mi dirai se sono uguali (PADE – FADE).
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Riconoscimento della sillaba iniziale di parola: ti dirò una parola e tu mi dirai quale
fra le altre tre comincia allo stesso modo (PIPA……….TORTA-MACCHINAPISTOLA).
Segmentazione sillabica: ti dirò una parola tutta insieme e tu dovrai ripeterla a
pezzettini (MELA = ME-LA).
Altre prove possono essere ricavate da attività che hanno sempre l’obiettivo di favorire la
consapevolezza fonologica e anche di scoprire quali sono le strategie usate dai bambini
nel formulare ipotesi di lettura o il livello di concettualizzazione della loro scrittura.
Una esperienza molto importante è il disegno e la scrittura spontanea che ci permetterà di
valutare nel tempo i cambiamenti delle “teorie” dei bambini riguardo al linguaggio scritto.
La consegna: “Vicino alle cose che avete disegnato scrivete il loro nome. Scrivete come
siete capaci” ci permette di valutare:
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l’organizzazione spaziale del foglio durante il disegno;
l’esecuzione grafica;
la qualità del segno;
la direzionalità sx/dx: in scrittura e in lettura (l’adulto segna con una freccia la
direzionalità di lettura del bambino);
l’ipotesi di lettura: dopo aver scritto i nomi delle cose disegnate il bambino ci
leggerà ciò che ha voluto scrivere e l’adulto scrive sotto ciò che il bambino dice;
la stabilità nello scrivere il nome di uno stesso oggetto disegnato più volte (la stessa
cosa si scrive sempre allo stesso modo).
Inoltre possiamo valutare nel tempo i cambiamenti di strategie dei bambini avendo come
riferimento gli studi sul percorso di acquisizione della scrittura secondo Ferreiro
Teberosky:
-
livello preconvenzionale
livello convenzionale sillabico
livello convenzionale sillabico alfabetico
livello convenzionale alfabetico
Il concetto di STABILITA’ evidenziato nella scrittura può essere valutato anche giocando
con le scatole del supermercato. In una scatola di pasta (FARFALLE) si possono ricercare
tutti i posti dove è scritto lo stesso nome (FARFALLE).
Scopriremo le ipotesi di lettura dei bambini e in base a quali indici (extralinguistici o
linguistici) leggono.
Es:
- Il nome scritto più in grande.
- Il nome scritto più vicino all’immagine del cibo.
- Il nome colorato in modo più marcato.
- Il nome che comincia come…….(FARFALLE comincia come FRANCESCA, FIORE,
FESTA ecc.)
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Riconoscimento e produzione di rime: lavorare con le rime, le filastrocche, le conte ci
permette di stabilire se i bambini sono in grado di riflettere sul fatto che ci sono sillabe
uguali che si pronunciano allo stesso modo anche se inserite in parole diverse.
Riconoscimento del suono iniziale di parola: giocare con i bambini al “Comincia
come…” ci permetterà di capire se sanno isolare il primo suono nella parola e quindi
mettere insieme tutto ciò che comincia allo stesso modo in maniera stabile.
Es.
- PAPA’ comincia come MAMMA o come PERA?
- MELA comincia come PERA o come MAMMA?
- Dimmi tutte le parole che ti vengono in mente che cominciano come MELA, come il tuo
nome, come papà ecc.
Giudizi sulla lunghezza della parola: usare il ritmo, contare i pezzi (SILLABE) che
compongono le parole, chiedere: “E’ più lunga la parola TRENO o COCCINELLA? BUE o
FARFALLA?” ci permette di valutare se il giudizio dei bambini si riferisce all’aspetto iconico
(quindi al significato espresso dall’immagine) o alla veste sonora della parola (quindi al
numero di sillabe che compongono la parola e ne determinano la lunghezza).
Per concludere, tutte le attività che coinvolgono il linguaggio verbale e che stimolano le
competenze linguistiche dei bambini sono fondamentali nella scuola dell’infanzia e nei
primi anni della primaria.
È compito delle insegnanti della scuola d’infanzia porre attenzione allo sviluppo del
linguaggio di ogni bambino e a segnalarne le eventuali difficoltà.
Un intervento precoce sul disturbo fonologico espressivo riduce di molto l’impatto e le
difficoltà di questi bambini nell’affrontare il linguaggio scritto e quindi il rapporto stabile tra
suoni e segni.
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LE “ROUTINES”
da “Dislessia, lavoro fonologico tra scuola dell’infanzia e scuola primaria. Esperienze” A.A.V.V. - ed. Libriliberi
Le abilità metalinguistiche e fonologiche sono requisiti fondamentali per l'apprendimento
della lingua scritta.
Nell'apprendimento della lettura e della scrittura il bambino deve prestare attenzione
all'aspetto sonoro delle parole per poterlo analizzare e tradurre in seguito in codice scritto.
Per poter riprodurre graficamente la parola orale, per poter convertire il suono in segno, è
necessario analizzarla nei suoi componenti, e nella lingua italiana questo passaggio è
favorito dal fatto che il codice è trasparente e il sistema ortografico altamente regolare. La
competenza fonologica è la capacità di riflettere sulla struttura fonologica del linguaggio,
cioè la capacità di riflettere sulla lingua orale, sulla forma della parola, indipendentemente
dal suo significato; aiuta il bambino a scoprire come trattare la parola orale per darle u-na
veste scritta.
Nei bambini della scuola dell'infanzia questa abilità si esprime attraverso la
consapevolezza fonologica globale che si sviluppa prima e indipendentemente
dall'apprendimento della lingua scritta.
Questo tipo di consapevolezza riguarda operazioni come:
• riconoscimento e produzione di rime;
• segmentazione e fusione sillabica;
• riconoscimento di sillaba iniziale uguale in parole diverse;
• delezione di sillaba iniziale(manipolazione);
• riconoscimento di suono iniziale di parola;
• discriminazione di coppie mini.
Possiamo portare i bambini ad una maggiore consapevolezza metalinguistica e fonologica
attraverso alcune attività che si inseriscono nella normale vita quotidiana della scuola
dell'infanzia.
Il lavoro fonologico nella scuola dell'infanzia
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ORGANIZZAZIONE ATTIVITÀ - TEMPI – SPAZI
ETÀ DI RIFERIMENTO:
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5-6 anni
PERIODO DI ATTIVITÀ:
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dall'inizio dell'anno all'interno delle "routines" scritte (appello, calendario, tempo,
incarichi);
da gennaio tutte le altre attività.
ORGANIZZAZIONE MODULARE:
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metà gruppo-sezione (12 bambini circa) con almeno un insegnante.
TEMPI:
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circa 2 volte alla settimana per ogni gruppo.
SPAZI:
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a seconda delle risorse della scuola (biblioteca, sezione...).
MATERIALI:
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strisce di varie misure con scrittura in stampato maiuscolo;
timbri per la data;
fogli per il disegno;
riviste;
macchina per scrivere o computer;
colori;
contenitori e scatole vuote di cibi;
scatole trasparenti per la banca delle parole;
cartelloni cartonati;
etichette adesive;
velcro;
fotografie o fotocopie di foto dei bambini in formato tessera.
Le attività non si susseguono con un particolare ordine cronologico, tranne quelle delle
"routines" che ovviamente vengono introdotte per prime:
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·
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APPELLO
INCARICHI
MENÙ
CALENDARIO
CHE TEMPO FA
Si vedrà che assieme all'appello si inizierà con la banca delle parole, il menù, un primo
disegno con scrittura spontanea, ecc.
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Glossario fondamentale
Consapevolezza fonologica
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·
Capacità di identificare le componenti fonologiche (sillabe e fonemi) in un
continuum fonico (ad esempio una breve sequenza parlata) e di saperle
intenzionalmente manipolare. Si tratta di un’abilità cruciale per l’acquisizione del
sistema alfabetico che si basa sulla corrispondenza biunivoca tra fonema (suono) e
grafema (lettera scritta). G. Pinto, L. Bigozzi .
Ci si riferisce ad un tipo particolare di consapevolezza metalinguistica che ha per
oggetto la struttura fonologica del linguaggio : ciò che si scrive è il suono della
parola, non il significato. A. Martini.
Consapevolezza fonologica globale
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Riguarda operazioni metafonologiche (cioè di riflessione sul linguaggio) relative al
riconoscimento e produzione di rime, riconoscimento di uguale sillaba iniziale (BA,
MA, BU, …) in parole diverse, alla segmentazione in sillabe di una parola data.
Morais.
La consapevolezza fonologica globale può essere presente fin dai 3-4 anni. G.
Pinto, L Bigozzi.
Essa si sviluppa prima e indipendentemente dall’apprendimento della lingua scritta
e, di quest’ultimo è preparatoria. A. Martini.
Consapevolezza fonologica analitica o consapevolezza fonemica
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E’ la capacità di analizzare separatamente - a livello percettivo uditivo - i singoli
suoni o fonemi - che compongono le parole (t, a, v, o, l, o). Si sviluppa
successivamente alla consapevolezza fonologica globale.
La competenza fonologica si acquisisce gradualmente, perciò nel bambino si
manifesta inizialmente con la semplice capacità di riconoscere almeno il primo
suono della parola.
E’ un prerequisito fondamentale per l’acquisizione della lettura e della scrittura. G.
Stella.
Teoria linguistica del bambino
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E’ l’insieme delle idee che il bambino si costruisce, attraverso esperienze
spontanee e occasioni educative, sul funzionamento del sistema scrittura prima
dell’ingresso nella scuola primaria.
Ogni bambino esprime una sua teoria linguistica che può essere scoperta
attraverso l’analisi dei suoi atti di scrittura spontanea e delle sue ipotesi di lettura.
G. Stella.
La concettualizzazione della lingua scritta è un processo graduale che attraversa
varie tappe o fasi contraddistinte da ipotesi costruttive sulla natura e il
funzionamento della scrittura. Ferreiro - Teberosky.
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Scrittura spontanea
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E’ un’attività nella quale il bambino viene sollecitato a scrivere parole o frasi in
una situazione di “autodettatura”, anche quando si presume non abbia ancora
ricevuto nessuna istruzione specifica sulla natura del sistema alfabetico .
Questa attività permette di “leggere” la teoria linguistica del bambino, cioè ciò che il
bambino sa della lingua scritta. G. Stella.
Categorie costruttive utilizzate per analizzare la scrittura spontanea:
Scrittura preconvenzionale
Scrittura convenzionale sillabica
Scrittura convenzionale sillabico-alfabetica
Scrittura alfabetica
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Competenze metafonologiche - Istituto Comprensivo "Belludi"