Uomo:origine ed evoluzione
1
Raffronto tra la storia della Terra e l’arco di tempo racchiuso in un
singolo anno solare:
 1 gennaio (4,5 miliardi di anni fa) formazione della TERRA
 Da Febbraio all’11 novembre(circa 4 miliardi di anni): formazione delle
molecole della vita e, verso la fine dell’intervallo di tempo, la nascita e
l’aggregazione delle cellule









12 novembre(600 milioni di anni fa): prime forme di vita
20 novembre(500 milioni di anni fa): affermazione dei vertebrati
25 dicembre(75 milioni di anni fa): estinzione dei dinosauri
26 dicembre (60 milioni di anni fa): affermazione dei mammiferi
28 dicembre (16 milioni di anni fa): formazione dei primati
31 dicembre ore 12-14(150.000 anni fa): Homo Sapiens
Ore 23,59 :costruzione della piramide di Cheope
15 secondi dopo la mezzanotte :nasce Gesù Bambino
4 secondi dopo: Leonardo dipinge la Gioconda
Vita
Dal Big Bang
2
3.7 miliardi
anni fa
Tutte le civiltà hanno cercato una spiegazione per le nostre
origini …
ad esempio
Gli indiani Maidu della California pensavano
che l’Essere Supremo avesse costruito il
mondo usando alcune grandi tartarughe verdi
raccolte nella profondità dell’oceano. Egli poi
creò l’uomo usando della terra rossa e
dell’acqua.
Altri sostenevano che
la vita avesse avuto
origine in qualche altro
pianeta e che poi
avrebbe colonizzato la
Terra
3
Le scienze naturali non possono accettare nessuna delle teorie
proposte: la prima perché sfugge a qualsiasi indagine di tipo
sperimentale, la seconda perché sposta altrove i termini del problema
(ci chiederemmo infatti come la vita possa aver avuto origine sull’altro
pianeta).
Gli scienziati propongono una ipotesi diversa.
La vita ha avuto origine per ……caso!
Singolarmente, tale ipotesi è la sola ad avere un
sostegno sperimentale.
4
L’esperimento di Miller
Nel 1953 l’americano Stanley Miller,
simulando
la
composizione
della
primitiva atmosfera terrestre (metano,
ammoniaca, acqua e idrogeno) e le
condizioni energetiche di allora, raggi
ultravioletti e scariche elettriche da
fulmini, riuscì ad ottenere, nel giro di
una sola settimana, alcune molecole
organiche fra cui taluni amminoacidi, i
costituenti delle proteine.
In altri esperimenti del genere, condotti a
partire da miscele diverse di gas sono
stati ottenuti anche zuccheri, acidi
grassi e le basi azotate presenti nei
nucleotidi, i costituenti degli acidi
nucleici (RNA e DNA)
5
3,7 miliardi di anni fa
Vita
Oggi
Sole
& Pianeti
Stelle &
Galassie
Big
Bang
Nei mari iniziarono a formarsi
macromolecole organiche che
costituirono strutture con
attività biologica.
La prima
forma di VITA sulla
TERRA!
4.9 miliardi anni fa
12 miliardi anni fa
14 miliardi anni fa
Dal Big Bang
3.7 miliardi
anni fa
6
2,1 miliardi di anni fa.
Alcuni ceppi batterici
utilizzando l'energia solare,
l’acqua e l’anidride carbonica,
iniziarono a produrre
ossigeno
come sostanza di rifiuto.
In breve tempo
l’atmosfera inizia ad
arricchirsi d'ossigeno.
7
650 milioni di anni fa
. Nel mare fecero la loro
comparsa i primi
organismi animali
pluricellulari.
Erano organismi
estremamente semplici,
privi di parti dure, simili a
meduse, coralli molli o dal
corpo vermiforme.
8
550 milioni di anni fa.
Si differenziò la maggior
parte degli attuali gruppi di
invertebrati pluricellulari,
spugne, madrepore e
meduse, vermi segmentati,
molluschi, artropodi dotati di
un robusto scheletro
esterno.
9
400 milioni di anni fa
Vivono in questo
periodo i primi pesci
dotati di bocca mobile .
Da alcuni di questi si
differenziarono i
primi anfibi
10
Circa 260 milioni di anni fa
Tutte le terre emerse erano
riunite in un unico
supercontinente.
Il clima era torrido.
Vivevano in tale periodo i
primi Dinosauri.
11
195 milioni di anni fa
I Dinosauri dominavano
tutte le nicchie
ecologiche.
Si formarono due masse
continentali, una settentrionale
(Laurasia) ed una
meridionale(Gondwana)
12
138 milioni di anni fa
Differenziazione delle
piante e dei fiori; grande
diffusione degli insetti.
Uno o più meteoriti
colpiscono la Terra, con
l’estinzione di circa il
76%
delle specie viventi. .
13
41 milioni di anni fa
Inizia l’era dei mammiferi
(Gliptodonte, estinto, è l’antenato dell’armadillo)
14
16,5 milioni di anni fa
Comparvero i primi primati
ominoidi da cui ebbero
origine le prime scimmie
antropomorfe.
15
Circa 6 milioni di
anni fa, iniziò la
linea evolutiva
dell’uomo..
Questi furono I primi
OMINIDI.
Diversi tipi di ominidi
vissero sulla Terra per I
successivi 6 milioni di
anni, alcuni anche nello
stesso tempo.
16
4 milioni di anni fa
Primo stadio dell’evoluzione
umana: Australophitecus.
Era vegetariano e faceva
uso di semplici strumenti in
pietra, in legno e ossa.
Comparve in Africa con
diverse forme.
17
Gli australopitechi
(dai 3 ai 2 milioni di anni fa)
Rappresentano una tappa importante per la
formazione del genere homo.
Per essi si parla di bipedismo facoltativo
come è emerso dallo studio dei resti di
bacino con le ossa iliache espanse per
consentire l’equilibrio, la posizione del
foro occipitale al centro della base del
cranio al di sopra della colonna
vertebrale e la colonna stessa che
assume un andamento variamente
curvilineo in modo da scaricare la forzapeso anche lateralmente.
18
Australopitecus Anamensis
E’ la specie più antica. I pochi
fossili trovati presso il lago
Turkana risalgono a 4 milioni di
anni fa e per essi si è potuta
documentare sia la
locomozione bipede che altri
caratteri tipici degli ominidi
successivi come l’elevato
spessore dello smalto dentario.
19
Australopitecus Afarensis
Si tratta della famosissima Lucy.
Numerosi sono i reperti fossili, anche
se, risalendo a 3,6 milioni di anni fa,
molto frammentari. Molti trovati nella
zona dell’Etiopia attuale. E’
probabilmente il tronco del nostro
albero. Al suo gruppo vengono
attribuite le altrettanto famose impronte
di Laetoli in Tanzania.
20
Le impronte di Laetoli…..3,6 milioni di anni
Un gruppo di famiglia
marcia mentre in
lontananza si sentono
i cupi brontolii del
vulcano Sadiman in
eruzione……..
21
L’Australopithecus afarensis, denominato Lucy
(da una canzone dei Beatles), è il più completo
degli australopitechi finora conosciuti.
Gli Etiopi l’hanno chiamata "Denkenesh" ("Sei
magnifica").
- Questa ricostruzione di Lucy è stata realizzata
grazie a una serie di immagini speculari delle
ossa mancanti.
Era ancora molto piccola: la sua statura non
superava il metro e 10 cm (all’incirca quella di un
bambino di sei anni), e non pesava più di una
trentina di chilogrammi.
Anche il volume del cervello è modesto: con i
suoi 340 cm³ è paragonabile a quello di uno
scimpanzé adulto di piccola mole.
Da uno studio delle ossa del suo scheletro
risulta che Lucy camminava in posizione eretta e
poteva ancora arrampicarsi sugli alberi
22
Australopitecus Africanus
Continua l’evoluzione del cinto pelvico e siamo a 2
milioni di anni fa
23
1.6 milioni di anni fa
Vive l' Homo erectus,
dotato di tratti particolarmente
massicci e robusti.
Alto poco più
di un metro, camminava
completamente eretto.
L’Homo erectus realizzava
utensili elaborati (tra i quali
l'ascia), scoprì il fuoco,
cominciò a cacciare grossa
selvaggina e ad abitare in
luoghi fissi. . . .
24
Nel cuore del
Sahara
Il terreno è cosparso
di numerosi utensili in
pietra, le amigdale. Si
possono trovare anche
delle asce con un’unica
lama dritta e affilata.
Questi strumenti sono
noti tanto in Africa,
quanto in Asia e in
Europa
Si assomigliano tutti e sono stati lavorati con
tecniche di taglio rimaste invariate per millenni.
Con un’amigdala molto rudimentale o un
punteruolo si potevano estrarre i tuberi dalla terra
25
Homo Habilis
Continua l’evoluzione
specialmente a carico del
cranio e dei denti ed
aumentano notevolmente i
ritrovamenti di manufatti in
pietra che giustificano
l’appellativo di habilis.
26
Lame in selce
Una di queste due lame in selce del
Paleolitico superiore, non modificata,
poté servire come semplice coltello.
L’altra ha un’estremità
smussata ed è stata forse
usata come raschiatoio
27
Homo Ergaster
 Comparso
circa 2 milioni
di anni fa, è la specie di
ancoraggio per tutti gli esseri
Homo successivi. Presenta
un aumento significativo sia
nell' altezza che nella massa
ossea: i maschi misuravano
1,6 m per 65 Kg, la capienza
del cervello è aumentata a
850cc.
28
Cranio di Ceprano
Nel marzo del 1994 in alcuni sedimenti di una valle fluviale
dell’Italia centrale, nei pressi di Ceprano (Frosinone), è
stato rinvenuto un cranio risalente alla fine del
Pleistocene Inferiore, circa 900-800 mila anni fa. Il fossile
di Ceprano appartiene al genere Homo e mostra caratteri
molto particolari avvicinandosi sia a reperti di Homo
ergaster che di
erectus o heidelbergensis.
Altri
specialisti ritengono che il cranio di Ceprano possa
rappresentare una sorta di “ponte” tra gli antenati della
specie moderna Homo sapiens (in Africa) e dei
Neanderthal (in Europa). E’ indubbio che il ruolo del
reperto italiano più famoso sia ancora da approfondire e
che vedrà ulteriori sviluppi quando maggiori scoperte
faranno “luce” su quel periodo ancora oscuro che 29è il
Pleistocene Inferiore.
Homo Heidelbergensis
Viveva circa 800.000 anni fa ed è rappresentato da vari
crani con le caratteristiche di erectus, di
neanderthalensis e di esseri umani moderni. Gli
hidelbergensis sono solitamente meno robusti degli
erectus, ma più degli esseri umani moderni; la fronte è
meno sfuggente.
Diffuso in Africa, in Europa e nel Medio Oriente, ha
sviluppato nuove tecniche di caccia e, con una dieta
più ricca, ha ottenuto come risultato l’aumento della
massa corporea.
30
L’uomo di Altamura
Da alcuni familiarmente
soprannominato Ciccillo, è
……………..uno dei nostri.
Scoperto nel 1993 in una grotta carsica
nei pressi di Altamura, è una forma
arcaica di Homo Neanderthalensis:
è stato infatti indicato come Homo
Arcaicus.
La stima della datazione prevede un
intervallo tra 400mila e 100mila anni fa,
con valori più probabili intorno a 150250mila anni fa, sta cioè fra l’Homo
erectus e il Neanderthal, quasi
contemporaneo dell’Homo sapiens.31
Homo neanderthalensis
Vive in Europa a partire da circa
250.000 anni fa e qui rimane
fino
alla
sua
estinzione,
avvenuta poco meno di 30.000
anni fa. La capacità cranica era
un po’ più grande degli esseri
umani moderni (1450cc in
media, ma grande anche
1800cc o più); presentava una
mascella sporgente, mento
debole e una fronte sfuggente.
Con tale ominide si hanno le
prime forme di seppellimento
dei defunti.
32
Sepoltura di un uomo di Neanderthal (circa 60.000 anni fa)
33
200.000 di anni fa
Compariva l'Homo sapiens,
cioè l'uomo dotato di
raziocinio.
La cultura della
forma sapiens si
presenta
assai
evoluta
sia
nel
lavoro della pietra e
anche dell'osso, sia
nelle raffigurazioni
dell'arte parietale e
mobiliare, sia nelle
pratiche funerarie
34
I primi Homo sapiens raggiunsero l'Europa
circa 50.000 anni fa e condivisero l'habitat con i
neandertaliani per oltre 20.000 anni, ma i
rapporti intercorsi tra le due specie non sono
ancora chiari. Studi genetici suggeriscono che
neanderthal si sia evoluto indipendentemente,
come discendente di forme ominidi simili ad
heidelbergensis, senza scambio culturale o
genetico significativo con i sapiens.
35
Considerazioni
Dopo questa breve carrellata sui nostri antenati, è
doveroso fornire una spiegazione sul meccanismo
che ha reso possibile tali eventi e che tuttora
procede,
sempre
molto
lentamente
ma
inesorabilmente.
Nonostante il nome con il quale viene comunemente
designata, da decenni la teoria dell’evoluzione non è
più una semplice teoria, ma una solida combinazione
di fatti e concetti che riceve ogni giorno nuove
conferme teoriche e sperimentali.
Nulla in biologia ha senso se non alla luce
dell’evoluzione che ha avuto luogo nel passato ed è
tuttora in atto.
36
Melanismo
industriale
Non sempre l’evoluzione impiega tempi lunghi: alcuni batteri, per
esempio, si adattano abbastanza rapidamente alla penicillina.
Un caso famoso di adattamento evolutivo dovuto all’ambiente è
quello che si verificò attorno al 1850 in certe zone dell’
Inghilterra.
Prima dell’industrializzazione, i tronchi delle betulle avevano il
loro normale colore chiaro. Pertanto, quando erano posate su
di essi, le Biston betularia di colore chiaro erano difficilmente
individuabili dagli uccelli, mentre quelle di colore scuro,
risaltavano.
Dopo l’industrializzazione, la corteccia dei tronchi di betulla si
sporcò e divenne scura. In quelle condizioni furono le farfalle
scure che divennero meno visibili, mentre divennero più
facilmente individuabili quelle chiare e perciò facile preda degli
37
uccelli. Oggi il 90% delle Biston di quelle regioni sono scure.
Senza commento
38
Evoluzione lineare?
Da quanto visto finora,
osservando anche le varie
rappresentazioni dell’uomo in
evoluzione….. dalla pelosa
scimmia antropomorfa
all’aitante giovane finale,
sembrerebbe che l’evoluzione
dell’uomo sia stata lineare: da
una specie sia derivata
un’altra.
39
Il DNA mitocondriale
racconta tutta un’altra storia
Confrontando infatti
gli mt-DNA delle varie
specie sia fossili che attuali, l’evoluzione,
piuttosto che lineare o ad albero, è risultata “a
cespuglio” nel senso cioè che varie specie sono
esistite contemporaneamente, alcune si sono
evolute, anche adattandosi all’ambiente, altre si
sono estinte……così come per esempio è
avvenuto al famoso Homo di Neandrthal, un
tempo ritenuto uno dei nostri nonni: il suo mtDNA lo esclude, anzi sembra addirittura che non
fosse interfecondo con l’altro Homo Sapiens e si
sia estinto senza lasciare discendenti.
40
Il DNA mitocondriale
 Si tratta del DNA associato ai mitocondri, organuli
cellulari nei quali avviene la respirazione cellulare.
Esso si presta all’indagine evoluzionistica molto di
più del DNA nucleare per varie ragioni: primo
perché formato da un numero relativamente
esiguo di molecole, secondo perché, essendo
trasmissibile solo per via materna, non presenta la
complicazione del mescolamento col DNA
paterno, infine perché è disponibile in quantità
rilevanti nei campioni da analizzare essendo i
mitocondri presenti in ciascuna cellula in numero
di centinaia o di migliaia rispetto ad un solo
nucleo.
42
Nasce la Paleogenetica
 Il 1997, dieci anni fa, è stata una data
storica per l’incontro tra due
discipline:la paleoantropologia, da un
lato, e la biologia molecolare,
dall’altro, ovvero quella branca della
biologia molecolare che da qualche
tempo è anche in grado di studiare
segmenti di DNA che ancora si
conservano in ossa e denti antichi ed
anche fossili risalenti fino a 4050.000 anni fa.
46
Il mt-DNA antico
Bryan Sykes, docente di Genetica umana
all’Università di Oxford, nel 1989 ha
pubblicato su Nature il primo reportage
sull’estrazione di materiale genetico da
reperti ossei archeologici.
Con la sua équipe ha compilato, in base
alla raccolta dei dati sul DNA, l’albero
genealogico più completo della nostra specie.
47
Nel
1994
Sykes
fu
incaricato di esaminare il
corpo congelato di Ötzi,
l’uomo di Similaun, vissuto
oltre 5.000 anni fa e
rinvenuto tra i ghiacci delle
Alpi orientali. Attraverso lo
studio del codice del DNA,
Sykes riuscì a rintracciare
nientemeno
che
un
discendente di Ötzi: una
donna
inglese
tuttora
vivente.
48
Il genoma del Neanderthal
Alcuni mesi fa, nel novembre 2007, “Nature” e “Science”
hanno pubblicato il risultato delle ricerche sul
sequenziamento di parte del genoma del Neanderthal. Lo
studio, fatto prelevando il DNA da un femore di 38.000
anni fa, fa risalire la data di separazione fra l’uomo
49
moderno e il Neanderthal, a 370.000 anni.
La madre di tutti noi
Lo studio sul mt-DNA in popolazioni
viventi della nostra specie provenienti
da
varie
regioni
geografiche
suggerisce che le varie sequenze di
mt-DNA si siano evolute dalla
sequenza di un antenato comune che
i ricercatori hanno soprannominato
“Eva mitocondriale”, vissuta in Africa
circa 150.000 anni fa.
51
OUT OF AFRICA
Circa 50.000 anni fa,
partendo dall’Africa,al
cambiare del clima e
molto probabilmente
delle
capacità
cognitive del nostro
cervello, la nostra
specie ha invaso tutto
il pianeta.
 Grazie alle nostre capacità, abbiamo inventato modi di vita
diversi, formando una miriade di comunità tutte derivanti
dallo stesso ceppo genetico ma con abitudini e culture
diversificate. Si sono così sviluppate diverse civiltà
autonome che poi spesso si sono incontrate e, talvolta
52
anche scontrate.
 Analizzando le caratteristiche genetiche di popolazioni
umane che vivono in continenti diversi, la quantità di
variabilità genetica che si trova all’interno dei gruppi di
individui analizzati è molto superiore a quella che li
distinguerebbe gli uni dagli altri. In altre parole, sono
molto di più le rassomiglianze fra individui appartenenti a
due diverse popolazioni di quanto non ve ne siano
all’interno dell’una o dell’altra.
53
 Homo sapiens è un’unica e grande specie,
CONCLUSIONE
giovane geneticamente, variabile più all’interno
delle popolazioni che non nel confronto fra
queste, distribuita in tutti gli angoli del globo ed
ecologicamente assai pericolosa, tanto da
mettere a repentaglio la sopravvivenza delle
altre specie viventi. Siamo un po’ come il popolo
antico dell’isola di Pasqua, Rapa Nui, che
sfruttò senza criterio la piccola terra nella quale
viveva, provocando il deserto intorno a sé e
causando il proprio stesso annientamento. Ma
non voglio prevedere il futuro, né ho titoli per
farlo, e poi... tutto questo mi mette tristezza,
preferisco concludere con una rapida rassegna
dei capolavori d’arte dei nostri antenati più
antichi.
54
Le prime forme di
uomo moderno a
noi note (Homo
sapiens )
compaiono nel
Vicino Oriente e
nell’Africa del nord
circa 90.000 anni
fa. Sono coeve agli
ultimi neandertaliani
(Homo sapiens
neandertalensis) di
cui progressivamente prendono il
posto. Più di 30.000
anni fa, l’evoluzione
e il successivo
apogeo delle
tecniche artistiche
testimoniano lo
sviluppo di un
pensiero di tipo
simbolico
55
Grotta di Lascaux (Dordogna, Francia), scoperta nel 1940
56
Lascaux, una
grotta-santuario
Meravigliosamente
conservata, ci offre
l’immagine perfetta e
rara di un santuario
organizzato e di
raffigurazioni
policrome monumentali pur all’interno di
una grotta di
modeste dimensioni.
Soggetti: felini e
bovini, cervi, cavalli,
accompagnati da
segni non figurativi. Il
luogo è stato
frequentato, circa
17.000 anni fa, per
alcuni secoli. Aperta
al pubblico nel 1948,
fu chiusa nel 1963
per la proliferazione
di batteri e alghe
verdi nocive.
57
I primi esempi di preoccupazioni non più soltanto rivolte alle necessità
della vita quotidiana risalgono al Paleolitico medio.
Le prime sepolture sono neandertaliane.
Le tracce rituali indicano che da questo periodo in poi il morto può essere
oggetto di un trattamento particolare, ma resta difficile interpretare questi fatti in
modo coerente. Tuttavia essi sono testimonianza di un sentimento alimentato
dalla convinzione che i defunti continuino ad agire dopo la morte, rendendo
necessaria la presenza di utensili, di cibo e di oggetti non strumentali come fiori
o corna di animali. Questi dati, che non
bisogna interpretare con troppa
immaginazione, sono sufficienti a
rivelarci un universo intellettuale simile
al nostro, contrassegnato dalla
solidarietà umana.
Cro-Magnon raffinato
L’uomo della grotta del Cavillon
(Sungir, Russia). è acconciato con un
copricapo di conchiglie
58
Coppe del Placard
Le calotte craniche, rinvenute durante la seconda metà del XIX secolo
dall’archeologo A. de Maret nella grotta del Placard a Vilhonneur (Charente,
Francia), hanno scatenato l’immaginazione.
59
Si trattava di trofei, di coppe per bere, o forse i loro sfortunati proprietari erano
stati vittime del festino di avidi antropofagi
Pensare l’aldilà
In Europa sono state rinvenute molte
decine di sepolture databili al
Paleolitico superiore. Il defunto è
sempre adagiato in una fossa, ora in
posizione supina, ora ripiegata;
talvolta la testa è protetta da pietre.
Spesso indossa i suoi ornamenti più
belli e accanto gli è stato collocato un
eccezionale arredo funerario.
Sepoltura di Sungir (Russia)
Migliaia di piccole perle arricchiscono il
vestito funerario
60
Statuette femminili del
Paleolitico superiore
Sono tutte simili tra loro,
provengano esse dal Périgord
(Francia), dall’Italia e dall’Austria,
o dall’Est europeo. I tratti del
VOLTO non sono indicati. I seni, il
ventre, i fianchi e i glutei sono
esasperati, mentre gli avambracci
e i piedi spesso sono atrofizzati o
addirittura inesistenti. Il profilo di
queste statuette, viste di fronte o
di schiena, è quello di una
losanga.
Questa "Venere" proveniente da
Willendorf (Austria) misura 11 cm
ed è stata scolpita in roccia
calcarea; conserva qualche traccia
di colore rosso
61
Pech-Merle - I due cavalli di Pech-Merle (Lot, Francia), isolati su un
pannello lungo 4 m, sono stati dipinti con la tecnica dello stampino, usando le
mani come schermo (mascherino) e soffiando negli spazi liberi la pittura liquida.
62
Sono infatti accompagnati da impronte di mani in negativo, talvolta con i pollici
ripiegati di profilo. Questa tecnica è stata utilizzata anche a Lascaux.
Volto di Altamira
Questa figura umana - "maschera" o "fantasma" - è
stata eseguita su uno spigolo naturale della roccia
nella grotta di Altamira in Spagna
Venere di
Mezhiricÿ
(Ucraina)
Figura
femminile
molto
stilizzata,
della fine del
Paleolitico
63
La signora col
cappuccio
Profilo maschile di
La Marche (Francia)
Signora col cappuccio
di Brassempouy
(Landes, Francia).
È il volto più antico
dell’umanità (20.000
anni), privo di bocca.
In quest’incisione su
pietra, il profilo assume
tratti animaleschi nel
prolungamento del naso
e della bocca.
64
Cavallo che
salta di
Dischetto rosso (Mas d’Azil).
Le due facce incise con l’immagine
Di una vacca ed un vitello
Bruniquel
L’atteggiamento del
cavallo, con le zampe
anteriori piegate
nell’atto di saltare, è
stato suggerito - come
per il "bisonte che si
lecca" - dalla forma
allungata del supporto
(corno di renna).
65
Particolare cura è stata
dedicata ai dettagli del
Cavallo di Vogelherd
Questo piccolo cavallo in avorio (lungo 5 cm) è stato rinvenuto, insieme ad altre sculture zoomorfe, nel sito di Vogelherd
(bacino superiore del Danubio, Germania del sud). Risale a 32.000
66
anni ed è una delle più antiche sculture conosciute
67
 Diversità:all’interno di una stessa specie tutti gli individui sono
diversi tra loro
 Competizione:a causa della dura lotta per sopravvivere,
persino il più piccolo vantaggio fa la differenza tra la vita e la
morte
 Ereditarietà:una caratteristica vantaggiosa si propagherà a
gran parte della specie, attraverso la trasmissione genetica.
 Questi tre fenomeni, insieme, fanno in modo che una specie si
modifichi passo dopo passo. La teoria dell’evoluzione, così
come è stata concepita da Charles Darwin, si può riassumere
in poche parole:
 La varietà all’interno di una specie, la dura competizione in
natura e l’ereditarietà producono un graduale cambiamento
della specie.
68
L'Homo sapiens è l'unica specie umana ancora esistente. Vive in tutti i
continenti laddove l’ambiente, intervenendo sull’”involucro” esterno
(fenotipo), ha consentito la diversificazione dell’aspetto fisico, del colore
della pelle e altre caratteristiche dovute alla posizione geografica 69
e
all’alimentazione. Il patrimonio genetico è fondamentalmente simile
Omaggio a Darwin
“In ogni grande regione del mondo i mammiferi esistenti sono
intimamente affini alle specie estinte della stessa regione. E’
quindi probabile che l’Africa fosse abitata primieramente da
scimmie estinte strettamente affini al gorilla e allo scimpanzè; e
siccome queste due specie sono ora i più prossimi affini
dell’uomo, è in certo modo più probabile che i nostri primi
progenitori vivessero nel continente africano che non altrove.”
CHARLES DARWIN, L’origine dell’uomo-1875
70
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UOMO - Liceo Galileo Galilei